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Una nuova fonte per San Benedetto: acquisita Acqua Paradiso

San Benedetto_Acqua Paradiso
Lo stabilimento di Acqua Paradiso a Paradiso di Pocenia (Udine)
Con l'acquisizione del brand friulano di acque minerali il Gruppo veneto aggiunge un nuovo tassello alla strategia di diversificazione delle fonti sul territorio nazionale

San Benedetto prosegue nella sua strategia di crescita. Il Gruppo veneto delle acque minerali e delle bevande analcoliche ha concluso l’acquisizione di Acqua Paradiso, brand friulano di acque minerali. Un’operazione importante sia per dare continuità al processo di espansione del Gruppo, processo che San Benedetto sta portando avanti in un’ottica di sostenibilità ambientale, sia per i suoi risvolti occupazionali.

Lo stabilimento di Acqua Paradiso, che adesso assumerà la nuova denominazione di Pocenia, sorge a Paradiso di Pocenia, in provincia di Udine, ed è chiuso dal 2017. È dotato di quattro impianti d’imbottigliamento, dei quali uno in asettico, con una capacità oraria complessiva di circa 90.000 bottiglie, in grado di confezionare una variegata tipologia di formati in vetro e Pet. Per la sua messa a sistema San Benedetto ha previsto un investimento di 10 milioni di euro, contando di riportarlo in attività entro quattro mesi, e una volta a regime permetterà la creazione di almeno 30 nuovi posti di lavoro più l’indotto.

All’interno del sito sgorgano quattro fonti, Corte Paradiso, Pocenia, Annia e Torsa, che nascono sulle Prealpi Carniche. Acque oligominerali pure e ricche di elementi che le rendono salutari e benefiche per l’organismo, grazie al viaggio che compiono nel sottosuolo. Acque ricche di calcio e magnesio in quanto attraversano rocce piene di calcite e dolomite, mentre il profilo geologico del sottosuolo, grazie a strati di argilla spessi 70 metri, le protegge da possibili rischi di inquinamento, che saranno commercializzate sotto i brand San Benedetto e Pocenia.

Il network della sostenibilità

L’acquisizione dello stabilimento aggiunge un altro tassello al Progetto Network, la strategia di diversificazione delle fonti su tutto il territorio nazionale che il Gruppo porta avanti dal 2015 e che rappresenta un aspetto fondamentale nel suo piano di sostenibilità ambientale. Progetto finalizzato a un utilizzo razionale della preziosa risorsa idrica attraverso una maggiore vicinanza dalla fonte dalla quale viene attinta al luogo di consumo. In questo contesto La Fonte di Paradiso di Pocenia va ad aggiungersi alle altre cinque, strategicamente dislocate da Nord a Sud della Penisola che fanno già compongono la rete: Scorzè (Venezia), Donato (Biella), Popoli (Pescara), Viggianello e Cutolo in provincia di Potenza.

Una strategia che paga sotto il profilo ambientale, assicurando un drastico abbattimento delle emissioni di CO2, grazie alla minore incidenza dei trasporti, ovvero ai chilometri risparmiati su gomma. Chilometri risparmiati che lo scorso anno sono stati oltre 27.000, evitando l’emissione di 23.221 tonnellate di CO2 eq.

Moretti Forni regala un corso di alta formazione agli studenti degli alberghieri

Moretti_Forni_Pasticceria

Venti studenti e studentesse brillanti che hanno dimostrato nel loro percorso di studi passione, impegno e capacità, saranno i beneficiari di due settimane di formazione del valore di circa 75mila euro. Un costo coperto da Moretti Forni, l'azienda di Mondolfo (PU) che produce forni statici per pizza, pane, pasticceria e gastronomia.

Coinvolti anche Renato Bosco e Mauro Morandin

I ragazzi avranno un’opportunità di alta formazione, con cui l’azienda vuole premiare i giovani meritevoli che ambiscono a lavorare nel mondo della pizzeria, panificazione, pasticceria e ristorazione. Il corso si svolgerà nel mese di settembre 2021 presso la sede dell’azienda all’interno del MorettiLAB, l’Accademia della Cottura di Moretti Forni. Moretti Forni si fa carico, oltre che del costo dell'iniziativa di formazione in sé, anche di tutte le spese di vitto e alloggio di tutti i partecipanti, per tutta la durata del progetto. L'iniziativa ha il patrocinio dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto. In qualità di docenti, ci saranno anche Renato Bosco e Mauro Morandin, due massimi esperti che collaborano da tempo con l’azienda.

Dieci studenti sulla pizza, dieci sulla pasticceria

Questi i dettagli dell'iniziativa, come comunicati dall'azienda. Gli studenti e le studentesse migliori che conseguiranno il diploma quest’anno presso gli Istituti Professionali Alberghieri selezionati dall’azienda in tutta Italia (tra quelli che si sono maggiormente distinti per progettualità, iniziative e gradimento degli studenti stessi) potranno frequentare Learn And Bake, il corso di 40h di lezioni frontali e pratiche, distribuite in 5 giorni lavorativi. A seconda degli indirizzi di studio, dieci studenti saranno assegnati al progetto Learn And Bake - Tecniche di realizzazione e tecnologia di cottura della pizza (nei diversi stili: pizza napoletana, pizza in teglia, pizza tonda, pizza in pala, pizza gourmet e in padellino). Altri dieci studenti, provenienti dagli indirizzi "pasticceria", parteciperanno al progetto Learn And Bake - Tecniche di realizzazione e tecnologia di cottura per la pasticceria e i grandi lievitati in cui si affronteranno le principali tecniche professionali per gli impasti, le tecniche di cottura e lo studio delle materie prime per la riuscita di dolci e torte maggiormente realizzate nei laboratori di pasticceria.  

Dolci e caffè, i pairing di Giorgia Proia

Carrot cake e cappuccino

L’abbinamento tra caffè e cibo riserva sorprese e spunti interessanti per sviluppare un’offerta nuova, golosa e originale, che Bargiornale ha analizzato nel numero di febbraio. Dopo il coffee pairing con frutta e verdura proposto da Davide Spinelli e quello con il cioccolato suggerito da Paolo Riva ecco una nuova proposta golosa: l’accostamento tra caffè e dolci.

In realtà è un accordo di lunga data, sottolineato dai tanti momenti che li vedono assieme, a cominciare dalla colazione, che si può rinnovare con nuove proposte. Il classico abbinamento con l’espresso è la pasticceria mignon, conferma Giorgia Proia, responsabile del laboratorio della pasticceria gelateria e caffetteria Casa Manfredi a Roma, prima classificata al premio Barawards 2020 come pasticceria/gelateria dell’anno.  Ha effettuato gli assaggi e messo a punto gli abbinamenti con Andrea Matarangolo, titolare dello spazio culturale di food&beverage Chupa. «Gli abbinamenti più sicuri - prosegue - sono quelli con cioccolato, frutti rossi e frutta secca (nocciole, noci), che spesso prolungano gli aromi del caffè. Nella realizzazione dei miei abbinamenti ho “costruito” i dolci per lo più partendo da una base secca, aggiungendo poi una nota acidula o speziata e una dolce, dal cioccolato bianco alla vaniglia, alla panna. Questi gusti contrastanti creano una complessità al cui interno si riconoscono i sapori singoli, anche in momenti successivi, come succede con il caffè».

Alla classica unione del dolce con le note intense di un espresso, la pasticcera suggerisce di invitare i clienti a una degustazione più meditata e completa con una preparazione a filtro.

Ha assaggiato i caffè di cinque origini (Etiopia, Brasile, Colombia, India arabica e robusta) in un ideale giro del mondo tra i principali gusti e le personalità del caffè e abbinato a ognuno una famiglia di dolci, per poi entrare nel dettaglio del pairing consigliato per assonanza e per contrasto.

Etiopia di Garage Coffee Bros.: un caffè fruttato, con sentori di frutti rossi e liquore. Si abbina a dolci cremosi, al cucchiaio con frutta rossa, tendenti al liquoroso. Assonanza con financier al pistacchio, composta di amarene e una mousse al tè matcha e mandorla. Contrasto: cookie con gocce di cioccolato.

Brasile di Cafezal: un caffè molto dolce che richiama il gusto della frutta secca, della liquirizia e del miele. Si abbina a dolci dalla consistenza morbida e cremosa. Accordo con  dolce composto da biscuit al cacao, composta di banana e maracuja e mousse allo zucchero moscovado. Piacevole il contrasto con cheesecake con gelèe al lampone e streusel alla nocciola.

Colombia di Little Bean: un caffè poco acido con un sapore pulito, che richiamai profumi del lime, della frutta tropicale. Si abbina a dolci freddi fruttati, agrumati. Trova assonanza con financier alla mandorla, composta di lamponi e mousse al cioccolato bianco e limone. Contrasto: biscotto al cacao tutto burro senza uova.

India di Torrefazione Lady Caffè: un caffè leggermente amaro che ricorda l’affumicato, la spezie e il legno. Si abbina a biscotti secchi. Accordo con carrot cake con cannella, chiodi di garofano e noce moscata. In contrasto: dolce fatto con pan di Spagna con pasta di mandorla al 70%,composta di ananas e mousse al pepe di timut.

India Robusta di Torrefazione Il Griso: un caffè poco amaro che ricorda la nocciola e il caramello. Si abbina a dolci con caramello salato, con gocce di cioccolato. Accordo con  financier alle nocciole con nocciole caramellate, caramello al burro salato e mousse alla  noce pecan pralinata. Buono il contrasto con un biscotto alla mandorla con una vellutata alla mandorla, fragole e mousse alla vaniglia.

La ricett: Carrot cake. Viene proposta una preparazione semplice, a step.1. mescolare insieme in una ciotola 300 gr farina, 3 gr lievito per dolci, 3 gr bicarbonato, 3 gr cannella in polvere, 2 gr noce moscata, 2 gr chiodi di garofano macinati, 1 gr sale; 2. aggiungere e lavorare con un mixer ad immersione 280 gr olio di semi, 450 gr zucchero; 3. aggiungere 200 gr uova intere e mixare; 4. unire 125 gr carote, 100 gr noci o nocciole e mixare bene; 5. aggiungere 60 gr acqua calda e mixare tutto finemente; 6. versare nello stampo da torta fino a 3/4. 7. cuocere a 160°C per 1 ora. 

C’è un cocktail che scatena gli ormoni

Trikini
Lo ha creato Simone Mina del cocktail bar Ch 18 87 di Roma. Anzi, ne ha creati più di due. La genesi del menu Caduceus, tra stimolazioni ormonali, serie matematiche e gastrofisica

Due serpenti attorcigliati attorno a un bastone alato con le ali. È un simbolo che di solito colleghiamo all'universo di medici e farmacisti, ma in questo caso trattasi di cose da bar. O meglio di speciali cose da bar. Caduceus, questo il nome del bastone di prima, è il titolo del nuovo menu creato, nonostante tutto e tutti, da Simone Mina di Ch 18 87, il bar del noto ristorante romano Checchino dal 1887. La carta Caduceus prende forma di un trittico dalla tre anime: La Gastrofisica, la Stimolazione degli Ormoni e la Sequenza di Fibonacci.

La parola passa a Simone Mina, un po’ bartender, un po’ Hermes. «L'incontro con il libro del professor Charles Spence (autore di Gastrophysics) ci ha ispirato e abbiamo applicato i suoi concetti in maniera organica a tutto il menu (dalle grafiche del menu alla mise en place dei drink). La stimolazione degli ormoni è un filo rosso che attraversa tutte le sezioni del menu. Gli ingredienti (specialmente gli home made) sono a base di materie prime che contengono elementi precursori di specifici ormoni che agiscono per differenti scopi nel nostro organismo.

Nel Trikini abbiamo tre elementi: blue curaçao, crema di menta bianca e liquore all'anice. Questi ultimi due ingredienti contengono al loro interno mentolo e anetolo due sostanze che agiscono su alcuni particolari recettori della nostra bocca. Facendola breve, possono trasmettere la sensazione di freddo al cervello. Un po’ come quando ci si lava i denti e poi si beve dell'acqua a temperatura ambiente che a noi risulta fredda anche se non lo è. Altri esempi sono Soneca, Chilling in Moscow e Vudù Corpse Reviver. Gli ingredienti di questi tre drink hanno grosse quantità di triptofano che è un precursore diretti della serotonina, il cosiddetto ormone della felicità, quello che ci fa rilassare».

La parte finale della carta di Ch 18 87 è dedicata alla Sequenza di Fibonacci. Una serie di numeri individuati da Leonardo Pisano detto il Fibonacci (1175-1250) per risolvere un problema pratico: “Quante coppie di conigli si ottengono in un anno da una sola coppia supponendo che produca ogni mese (tranne il primo) una nuova coppia che a sua volta diventa fertile a partire dal secondo mese?”. Il problema pratico venne risolto dal Fibonacci con una serie di numeri che viene generata sommando fra loro i due elementi precedenti della serie. 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34 e così via. «Abbiamo creato dei cocktail - spiega Simone Mina - nei quali per decidere le quantità di ciascun ingrediente, abbiamo esclusivamente utilizzato i numeri della sequenza. Incredibilmente il risultato è stato "Buona la Prima” anche nel caso della ricetta più particolare dal punto di vista del profilo gustativo, La Vampa d’Agosto, un long drink sapido, con Botran Reserva Blanca alla cola, manzanilla al ginko biloba e rucola, lime, lacrime di sirena, tintura di galanga, gazzosa. In questa ultima sezione i diversi ingredienti vengono uniti per stimolare una determinata idea-sensazione. Più in generale Caduceus per me rappresenta una sorta di manifesto della mia filosofia di miscelazione che amo definire “smart downgrade”, una decrescita intelligente che, attraverso tecniche di lavorazione molto semplici, consente una forte libertà espressiva senza bisogno di “draghi fotonici” o di incidere eccessivamente sul drink-cost». Concludiamo il nostro incontro con una profumata anteprima. «In questo momento stiamo già lavorando al nostro prossimo progetto Scent in cui faremo dialogare il mondo della profumeria cosiddetta “artistica” con il mondo dei cocktail». E, anche qui, possiamo starne, certi ne vedremo (e sentiremo) delle belle.

Eurovo investe sulla pasticceria italiana

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Guardando verso l'orizzonte si intravede l'idea di una ripartenza, e il Gruppo Eurovo ne approfitta per annunciare importanti collaborazioni con alcune delle più blasonate realtà della pasticceria italiana. L'occasione ufficiale sarà il 17 maggio, quando si celebra il World Baking Day, la giornata mondiale dedicata ai dolci da forno e al mondo dei lievitati.

Partner di accademie ed eventi

L'azienda, leader in Europa nella produzione di uova e ovoprodotti, si lega a importanti realtà della pasticceria attraverso il brand professional Eurovo Service, e in particolare con la sua linea premium Élite. Avviate le collaborazioni con alcune tra le più importanti accademie e federazioni del settore, come la Fipgc (Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria), l’Ampi (Accademia Maestri Pasticceri Italiani) e l’Élite del Panettone Artigianale, . In più, esperienza e competenze professionali del gruppo sono a disposizione per ricoprire il ruolo di “partner” agli eventi organizzati dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano. Attive già da anni, proseguono intanto le collaborazioni con con alcune delle più importanti scuole di pasticceria e cucina italiane: Cast Alimenti, Campus Etoile Academy, sino alla Scuola di Alta Cucina e Pasticceria IFSE.

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La linea Eurovo Elite

Riduzione degli sprechi e alta componente di servizio

La linea Eurovo Service Élite propone ai professionisti del settore ovoprodotti pastorizzati e pronti all’uso. Si punta sul tema della riduzione degli sprechi grazie al formato che consente di dosare il prodotto con maggiore precisione. Le referenze che compongono la gamma sono studiate per ottimizzare il lavoro dei professionisti. Non si discutono genuinità, freschezza e sicurezza alimentare, con uova 100% italiane di categoria A, che provengono rigorosamente da allevamenti a terra e da filiera controllata e certificata. Il prodotto viene lavorato entro 10 giorni dalla deposizione, per garantire che l’albume e il tuorlo preservino ottime caratteristiche nutrizionali e un elevato potere montante ed emulsionante.  

Dolciaria Acquaviva: due nuove acquisizioni per continuare a crescere

Dolciaria Acquaviva
Il sito produttivo di Gricignano d’Aversa (Caserta) di Dolciaria Acquaviva
L'azienda campana ha messo a segno due acquisizioni strategiche, quella di Dolce Milano e di Unigel, che ne rafforzano la posizione e tra i principali produttori di prodotti da forno surgelati

Dolciaria Acquaviva prosegue nel suo percorso di crescita. Lo fa attraverso due nuove acquisizioni, appena concluse, quella di Dolce Milano, suo distributore esclusivo per la Lombardia, e Unigel, produttore di pane surgelato. Una doppia operazione che permette all’azienda campana di raggiungere due diversi obiettivi: consolidare la sua posizione come principale produttore di prodotti da forno surgelati e di diversificare ulteriormente la gamma di proposte e i canali distributivi presidiati.

Fondata nel 2012 a Burago di Molgora (Monza Brianza) Dolce Milano ha ricoperto il ruolo di distributore del marchio Acquaviva in esclusiva in Lombardia. L’azienda è cresciuta rapidamente negli anni, diventando uno dei principali attori della distribuzione per il canale horeca nella regione. A questa attività, dal 2019 ha poi aggiunto anche la produzione di pasticceria surgelata, focalizzata principalmente su dessert (come semifreddi, mini mousse, mini cheescake) e torte surgelate (plumcake, torte americane, crostate). Con la sua acquisizione, dunque, Dolciaria Acquaviva blinda la distribuzione diretta in Lombardia, che rappresenta il più interessante mercato in Italia in termini di vendite di prodotti da forno surgelati e, parallelamente, arricchisce la propria offerta, appunto, con dessert e torte surgelate autoprodotte.

Non meno strategica l’operazione Unigel. Questa infatti produce pani surgelati e vanta una solida presenza nel canale Gdo e Do, dove registra il suo picco di fatturato. L’azienda commercializza anche altri prodotti da forno surgelati, come croissant, sfoglie dolci e salate, pizza e altri tipi di pane rivolti al canale horeca. La sua acquisizione permette a Dolciaria Acquaviva di espandere la propria gamma al segmento, molto redditizio, dei pani speciali, incrementando la presenza nel canale commerciale moderno, e di diversificare anche geograficamente la sua struttura produttiva, con l’aggiunta di un hub significativo nel Nord Italia, il sito di Unigel ad Alfianello, in provincia di Brescia.

Amaro Bastaldo, l’energia della Puglia anche da miscelare

Amaro Bastaldo
Creazione dei bartender Gianni Dell’Olio e Francesco Di Gioia, questo amaro made in Puglia, oltre che come classico dopopasto, si rivela un perfetto ingrediente per la miscelazione

Gianni Dell’Olio e Francesco Di Gioia hanno fatto il bis. Dopo il lancio qualche hanno fa di Bitter Violento, il duo di bartender pugliesi, proprietari de A’Baracca e del Contrabar di Bisceglie, e tra i maggiori rappresentanti della scena mixology nazionale, ha dato vita a una nuova creazione, l’Amaro Bastaldo. Un amaro che presenta tutte le caratteristiche dei prodotti della sua categoria, ma pensato con un occhio di riguardo per la miscelazione.

Come da stile e filosofia del duo, il nuovo spirit, distribuito come il bitter in esclusiva da OnestiGroup, ha un carattere marcatamente territoriale e testimonia ancora una volta la volontà di Dell’Olio e Francesco Di Gioia di valorizzare al meglio le tante eccellenze che la Puglia mette a disposizione. Pugliesi sono quindi gli ingredienti caratterizzanti di Amaro Bastaldo, ma interamente pugliese è tutta la filiera produttiva di questo spirit, dall’approvvigionamento delle materie prime all’imbottigliamento.

Frutto di un lavoro di ricerca durato due anni, e completato alla fine della scorsa primavera, l’amaro viene prodotto artigianalmente da un piccolo liquorificio pugliese, lo stesso al quale è stata affidata la produzione di Bitter Violento, sulla base della ricetta segreta messa a punto dal duo. Ricetta che prevede la macerazione di bucce di arance Sanguinello e arance Vaniglia di Puglia in alcol di cereali e, successivamente, di un mix di spezie. Infine, viene aggiunta una parte vinosa, nello specifico il Moscato di Trani.

Ottimo dopopasto, ma anche da miscelare

Vivace e raffinato, Amaro Bastaldo (alc 30% in vol) si presenta di colore giallo intenso e si caratterizza per il gusto fresco, agrumato e amaricante, con note di rabarbaro, e per il delicato aroma di moscato, che lo rende gradevole e rotondo.

Caratteristiche che si apprezzano al meglio se servito fresco, a una temperatura ideale di 4 °C, o con ghiaccio, come classico dopopasto. Ma la sua versatilità e ricchezza di gusto e di aromi permette di proporlo anche come aperitivo, con la semplice aggiunta di tonica a smorzarne la forza alcolica, e ne fanno un prodotto perfetto anche per la miscelazione, dove si abbina bene a distillati, come il whiskey, e agli ingredienti citrici. A testimoniarlo i signature creati dai due bartender per fornire qualche esempio di possibilità di impiego del nuovo prodotto nella preparazione dei cocktail: Quel Bastaldo di Negroni, dove si unisce ad Americano Bianco e London dry gin, Bastaldo Sour, dove si sposa con whisky, succo di limone, orzata e zucchero, e Bastaldo Tonic, dove invece si completa con tonica e qualche goccia di Bitter Violento (le ricette complete sono in fondo all'articolo).

Un’ultima curiosità riguarda, infine, il suo nome. Che gli viene da quello di un buffo personaggio di una cittadina della campagna pugliese. Un tale Cataldo, burbero nei gesti ma gentile d’animo, dallo sguardo arguto e venditore abile ed esuberante, noto per le sue prelibate arance e per le sue abitudini un po’ strambe. Un personaggio oggetto di derisione da parte di alcuni, di ammirazione da parte di altri in virtù della spiccata ironia, che gli amici chiamavano, appunto, Bastaldo.

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Le ricette di Gianni Dell’Olio e Francesco Di Gioia

Quel Bastaldo di Negroni

Quel Bastaldo di Negroni_Amaro Bastaldo

Ingredienti:

3 cl Amaro Bastaldo, 3 cl Americano Bianco, 3 cl London dry gin

Preparazione:

build

Decorazione:

twist limone e fior di cappero

Bicchiere:

tumbler

Bastaldo Sour

Bastaldo Sour_Amaro Bastaldo

Ingredienti:

4,5 cl Amaro Bastaldo, 1,5 cl whisky, 2,5 cl succo di limone, 1,5 cl orzata, 1 cl zucchero

Preparazione:

shaker and strain

Decorazione :

twist arancia

Bicchiere:

Nik and Nora

Bastaldo Tonic

Bastaldo Tonic

Ingredienti:

5 cl Amaro Bastaldo, 15 cl tonica, 2 dash bitter Violento

Preparazione:

build

Decorazione:

oliva Bella di Cerignola, fette d’arancia

Bicchiere:

tubler alto

Distilleria Nardini veste di nuovo l’iconica Grappa Bianca

La storica distilleria ha rinnovato l'immagine del suo prodotto più iconico, vestendola con una nuova bottiglia e una nuova etichetta dallo stile contemporaneo che ne esaltano i valori distintivi

Heritage e sguardo rivolto al futuro. È all’insegna di questo binomio che Distilleria Nardini, alle porte dei festeggiamenti per i 242 anni della fondazione, sorprende ancora una volta il mercato rinnovando il look del prodotto che rappresenta per eccellenza l’immagine della marca: la Grappa Bianca Nardini.

Un’operazione che nasce dalla volontà di comunicare in maniera più efficace i caratteri distintivi dell’iconica grappa, allargandone le frontiere a un pubblico più ampio e internazionale e a una modalità di consumo innovativa per questo distillato, la miscelazione. La nuova veste grafica, accompagnata dalla preziosità della bottiglia, dall’aspetto contemporaneo, raffinato ed elegante, è supportata sia da un logo più snello sia da una dimensione ridotta dell’etichetta per dare maggiore risalto al distillato. La celebre illustrazione del Ponte Vecchio continua a suggellare – con la dicitura “Bassano al Ponte” – il forte legame tra Nardini, Bassano e il Ponte Vecchio, luogo di nascita della prima Distilleria d’Italia.

La forma elegante e slanciata della bottiglia è impreziosita da una nuova etichetta: pregiata nei materiali e raffinata nei dettagli, con particolari ramati a celebrazione degli alambicchi e della bicentenaria arte distillatoria della Famiglia Nardini. La Grappa Bianca Nardini nasce infatti dalla distillazione, con tre metodi differenti, di vinacce plurivitigno per ottenere un prodotto dal colore cristallino, dal gusto pieno e complesso e caratterizzato da una sinfonia di aromi floreali e fruttati. Quest’attenta selezione delle componenti aromatiche, ottenute per merito dell’unicità del triplo metodo di distillazione, rende la Grappa Bianca Nardini un distillato perfetto sia per la bevuta liscia sia, grazie alla sua versatilità, per la miscelazione.

Una modalità di consumo, quest’ultima, che va incontro ai gusti contemporanei e alle esigenze dei nuovi consumatori che ricercano heritage, gusto e novità nei propri drink. Non a caso, nella retroetichetta compaiono per la prima volta indicazioni sull’utilizzo della Grappa Bianca per la realizzazione di ricercati cocktail, come i celebri signature della casa: Bassano Mule, Negrini Cocktail, Paloma Nardini, Garda Collins, Ve.n.t.o (twisted by Nardini).

Le ricette di Distilleria Nardini

Bassano Mule

Bassano Mule Nardini

Ingredienti:

40 ml Grappa Bianca Nardini, 120 ml ginger beer, 20 ml succo di limone, foglie di menta fresca

Preparazione:

build

Decorazione:

foglie di menta

Bicchiere:

mug

Negrini Cocktail

Negrini Cocktail Nardini

Ingredienti:

20 ml Grappa Bianca Nardini, 40 ml Bitter Chinato Nardini, 40 ml vermouth rosso di Torino

Preparazione:

build

Decorazione:

scorza d'arancia

Bicchiere:

tumbler basso

Paloma Nardini

Paloma Nardini

Ingredienti:

50 ml Grappa Bianca Nardini, 15 ml spremuta di lime, 95 ml Scortese Bitter Citrusy Bio, spicchio di pompelmo

Praparazione:

build

Decorazione:

spicchio di pompelmo

Bicchiere:

Collins

Garda Collins

Garda Collins Nardini

Ingredienti:

22,5 ml Grappa Bianca Nardini, 22,5 ml Acqua di Cedro Nardini, 30 ml succo di limone, 15 ml zucchero liquido, top soda

Preparazione:

build

Decorazione:

fetta di limone

Ve.n.to (twisted by Nardini)

VENTO Nardini

Ingredienti:

45 ml Grappa Bianca Nardini, 22,5 ml succo di limone fresco, 15 ml Honey mix (sostituire acqua con camomilla), 15 ml cordial alla camomilla, 10 ml albume d’uovo (opzionale)

Preparazione:

shake

Decorazione:

chicco d’uva

Bicchiere:

tumbler basso

La distribuzione a caccia di alternative. Più attenzione all’e-commerce

Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

Individuare nuove strade, trovare alternative, cercare di compensare il più possibile le perdite: tutti i protagonisti dell'horeca, nell'ultimo anno, hanno cercato di aguzzare l'ingegno per trovare il modo di lavorare in un mercato stravolto dai vincoli e dalle chiusure. Non hanno fatto eccezione i grossisti, alle prese con le chiusure - prolungate prima, a singhiozzo poi - dei locali.

Mario Carbone, account director di Iri

«Per la distribuzione beverage - afferma Mario Carbone, account director e reponsabile dell'Osservatorio Tracking Grossisti di Iri - il 2020 si è chiuso con un calo del 35% a valore e del 31% a volume.  In quest'anno i grossisti, forti della propria capacità di presidio del territorio, hanno esplorato canali alternativi: dalle enoteche, al canale moderno. Sviluppando le prese telefoniche, le consegne a domicilio ma anche gli ordini on line» (leggi anche: "Il digitale come il fuori casa non l'ha ancora visto").

Anche i Cash&carry hanno riorientato il loro business: «Storicamente - spiega Carbone - la clientela dei Cash&carry è abbastanza equamente divisa tra l'horeca e il mondo delle partite Iva. Anche i C&c hanno sviluppato i servizi di consegna diretta e di vendite on line».

Dal lato dei consumatori, Carbone sottolinea due elementi: il travaso dei consumi dal fuori casa al domestico («I consumi in casa hanno acquisito circa 5 punti percentuali in più, trainati da alcolici e birra») e la crescita dell'e-commerce («A tre cifre mese su mese»).

Le prospettive

Il primo quadrimestre del 2021 è stato, purtroppo, il proseguimento dell'ultimo trimestre dello scorso anno. Dopo un'estate con risultati al di sopra delle attese, la seconda ondata e le rinnovate restrizioni hanno di nuovo gelato il mercato. «Si guarda con fiducia all'estate - spiega Carbone -, confidando in un recupero nel secondo semestre. Un obiettivo ragionevole per il 2021 è di recuperare metà delle perdite di fatturato registrate lo scorso anno. Per tornare ai livelli pre-covid ci vorrà almeno un altro anno».

A pesare saranno da un lato i "vincoli di portafoglio" con cui i consumatori dovranno fare i conti, dall'altro il tempo necessario a recuperare la confidenza perduta: «La voglia di uscire sarà grande, ma le abitudini non si ripristinano in pochi giorni, e nemmeno in poche settimane».

Il risultato sarà, prevede l'esperto, che «per ancora almeno un anno il domestico manterrà almeno 1-1,5 punti dei 5 "sottratti" al fuori casa. Quanto all'e-commerce legato al food&beverage, prevediamo che crescerà ancora sensibilmente, passando nel giro di qualche anno dall'1% delle vendite totali attuale al 4-5%».

Il tema della sostenibilità, invece, è stato momentaneamente accantonato: «Ma è un trend che tornerà in modo importante».

Birra: la spinta dell'innovazione

Analizzando più nel dettaglio il mercato della birra, l'anomalia del 2020 è stata l'inversione dei principali trend che avevano caratterizzato gli ultimi anni: «Il calo del fusto, legato alla difficoltà di prevedere l'attività e alle chiusure a singhiozzo, ha favorito il vetro. E sono cresciute le birre standard a scapito delle premium e delle specialty. In quest'ultimo segmento sono andate meglio le Ipa, le birre Abbazia, quelle ad alta gradazione e le non filtrate, favorite da alcuni lanci di prodotto».

Da qui l'invito ai produttori: «Un po' di innovazione aiuterebbe a riconquistare parte dei volumi perduti e a marginare meglio».

Più determinate che mai le donne dietro al banco

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale

Esiste un modo per fare impresa al femminile? Un modello di business più inclusivo (quello femminile) e uno più competitivo (quello maschile)? A guardare i numeri, le donne nel mondo del fuori casa sono più che mai agguerrite e possono contare su un discreto esercito: nel terzo trimestre del 2020 sono 100.043 le imprese del settore gestite da donne, pari al 29,4% (fonte: Fipe).

La copertina di aprile 2021 di Bargiornale

Eppure la crisi determinata dal Covid e che ha investito i pubblici esercizi ha colpito in maniera maggiore le donne, con un calo del 42,8% delle iscrizioni di nuove imprese in rosa. Di più: un’indagine condotta da Unioncamere nel mese di ottobre 2020 su un campione di 2.000 imprese manifatturiere e dei servizi, ci racconta che, oltre alla mancata natalità di imprese al femminile, le donne d’impresa mostrano di avere maggiori problemi di liquidità (lo dichiarano il 38% delle imprenditrici a fronte del 33% degli imprenditori) e di approvvigionamento delle forniture (30% contro 23%) e, lamentano, più vincoli nell’accesso al credito (18% contro 15%).
Per contro, se di diversità dobbiamo parlare, le imprenditrici mostrano una maggiore volontà di valorizzare le competenze ed esperienze professionali, di adottare pratiche di welfare aziendale (69% vs 60% delle maschili) e di investire nella sostenibilità ambientale (31% vs 26%). Attitudini, che potrebbero rivelarsi, ora più che mai, strategiche. Senza contare tutte le doti umane rosa, compresa la determinazione (per alcuni, cocciutaggine) a non arrendersi. Doti che abbiamo messo in luce in questo numero raccontandovi le imprese e il carattere delle donne d’impresa. E continueremo nei prossimi mesi: in ogni numero il Drink Team, la nostra squadra di bartender, omaggerà le donne che hanno fatto grande la storia del bar.

Distillati e liquori di birra: scopri come usarli nei cocktail e in cucina

distillati birra
Da sinistra: Michele Di Carlo, Dennis Zoppi e Marcello Trentini

Occhi puntati sui distillati e liquori a base birra, una nicchia nella quale si registra grande fermento (vedi "Distillati e liquori gentili da birre doppio malto"): appuntamento martedì 13 aprile alle 9.45 sul palco virtuale di Beer&Food Attraction per un talk con tre protagonisti d'accezione, chiamati a raccolta da Bargiornale:
- il gustosofo Michele Di Carlo,
- il bartender-consulente-formatore Dennis Zoppi
- lo chef stellato Marcello Trentini del Magorabin di Torino.

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Cosa racconteremo

Nel corso del talk, intitolato "Distillati e liquori di birra: nuove idee per i cocktail e la cucina", racconteremo i motivi per cui la distillazione della birra, pratica diffusa nel Nord Europa, sta vivendo un periodo di buon fermento anche nel nostro Paese, con il moltiplicarsi di nuovi lanci di prodotto e di produttori che vi si dedicano. La birra, poco alla volta, entra anche nella produzione di nuovi liquori, dando vita a prodotti inediti.

Michele di Carlo ci racconterà i motivi per cui può essere interessante, per un bartender, inserire questi nuovi prodotti nella propria bottigliera. E le ragioni per cui questi nuovi prodotti possono rappresentare una buona notizia per tutto il comparto della produzione di alcolici made in Italy.

A Dennis Zoppi, grande innovatore nel mondo della miscelazione, che ha recentemente aperto a Torino una micro distilleria urbana specializzata in piccole produzioni personalizzate, abbiamo chiesto di raccontarci quali valori aggiunti questi prodotti possono dare a una cocktail list.

Prodotti interessanti anche da utilizzare come ingredienti in cucina, come ci racconterà Marcello Trentini, chef del Magorabin di Torino, presentandoci una sua ricetta. Non solo, visto che il ristorante stellato che conduce da anni è stato uno dei primi a proporre percorsi di degustazione fondati sul pairing. Pairing che, da subito, si è allargato dal mondo del vino a quello dei cocktail e degli spirit.

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La lettura: “Tu e le persone. Le regole per ottenere il meglio dagli altri”

ottenere il meglio

Qual è il tuo pensiero sulle persone? Spero positivo, visto che ti dedichi a un lavoro che si basa sulla relazione con gli altri. Perché stare dietro al bancone significa, prima di tutto, lavorare con le persone. Con i tuoi collaboratori, che sono quelli che - insieme a te – determineranno lo stile della tua accoglienza. E con i tuoi clienti, che ti auguri entrino nel maggior numero possibile. Certo, un mestiere sempre a contatto con gli altri ha un lato faticoso e stressante. Ma se ti trovi a pensare troppo spesso che i tuoi collaboratori sono un problema e i clienti dei rompiscatole insopportabili, beh, delle due una: o provi a cambiar mestiere o provi a cambiar pensieri (leggi anche: "Ottenere il massimo dai collaboratori? Scopri come fare").

Se scegli la seconda strada, un’utile lettura è il libro di Richard Templar “Tu e le persone. Le regole per ottenere il meglio dagli altri”. Templar è un superprolifico autore specializzato in regole. Ha scritto libri di regole su tantissimi argomenti: pensare, portare a termine le cose, gestire il denaro, ottenere ciò che vuoi, essere il capo e altri ancora.

Libi che si fanno leggere volentieri: semplici, diretti, pratici, da leggere tutto d’un fiato o una regola alla volta, per rifletterci sopra ed eventualmente provare ad applicarla.

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Delle 100 regole di cui si compone il libro ne proponiamo tre, giusto per dare un assaggio di cosa questo libro può regalare a chi lo legge:

Regola 2. Nessuno deve essere per forza come te. “Quasi tutti siamo colpevoli di pensare, a volte, che il nostro modo di fare le cose sia il migliore” scrive Templar. E aggiunge: “Solo perché non ti piace qualcosa, non significa che sia sbagliata”: un invito ad allargare i propri orizzonti

Regola 50. La lealtà funziona a doppio senso. “Le persone non scelgono di essere leali nei tuoi confronti. O lo sono o non lo sono” dice. Dipende da come ci si comporta con loro: “Se vuoi circondarti di persone leali, dovrai guadagnarti la loro lealtà”.

Regola 64. Non dire agli altri che hanno torto (anche se è così). “L’obiettivo non è farli sentire stupidi, ma tenerli a bordo del progetto anche se esprimono visioni opposte alla tua”. Come? Dimostrandosi assertivi e concilianti.

Se ti hanno incuriosito e interessato, probabilmente hai già deciso quale sarà la tua prossima lettura.

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