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Tiramisù World Cup 2021, a ottobre in gara anche bar e pasticcerie

Andrà in scena l’8, 9 e 10 ottobre la prossima edizione della Tiramisù World Cup, la gara aperta agli appassionati del tiramisù. Quest’anno c’è anche un premio dedicato alle proposte di tiramisù dei locali, che saranno valutati da una giuria popolare e da una tecnica nei giorni della manifestazione

Gordon’s lancia il nuovo gin ai limoni di Sicilia

Gordon’s Limoni di Sicilia
Gli agrumi dell'isola sono l'ingrediente caratterizzante di Gordon's Limoni di Sicilia, la nuova referenza dello storico brand di gin nato nel 1769

Celebra una delle eccellenze della Sicilia la novità di casa Gordon’s. Lo storico brand di gin, nato a Londra nel 1769, ha lanciato la nuova referenza Gordon’s Limoni di Sicilia. Un gin premium che dona alla classica ricetta creata dal fondatore Alexander Gordon un carattere più citrico e fresco, perfetto per l’estate, ma non solo.

Preparata con ingredienti di alta qualità e utilizzando solo aromi 100% naturali, la nuova referenza aggiunge alle classiche botaniche del tradizionale London Dry Gordon’s, tra le quali le bacche di ginepro, il coriandolo, la radice di angelica e la liquirizia, dei selezionati limoni siciliani. Il nuovo gin nasce infatti per assecondare il forte desiderio di sperimentazione di nuovi gusti e sapori in questa categoria di spirit da parte sia dei bartender sia dei consumatori. In particolare, gan parte del lavoro della distilleria è stato concentrato nella ricerca del perfetto bilanciamento tra le note di ginepro, che sono frtemente predominanti nel classico Gordon’s London Dry, per via dell’alta concenrazione delle bacche che prevede la sua ricetta, e quelle agrumate dei limoni. Un obiettivo pienamante raggiunto. Gordon’s Limoni di Sicilia (alc 37,5% in vol) si caratterizza al naso per i ricchi aromi erbacei, con note di limone, agrumi e spezie e al palato per il suo gusto fresco e ben equilibrato, dove le note di ginepro si fondono con quelle intense dell’agrume.

In bottiglia da 70 cl, è perfetto per la miscelazione, ha il suo perfect serve nel Gordon’s Sicilian Lemon & Tonic, dove si unsice a tonica e al succo di una fettina di limone, da utilizzare poi come decorazione. Il nuovo arrivato amplia la gamma Gordon’s che già contempla il super classico Gordon's Gin London Dry nella tradizionale bottiglia di colore verde e in quella bianca creata nel 1880 per l’export, il Gin Distillato Gordon's Premium Pink, il Gordon's Sloe Gin e il Gordon's con note di fiori di sambuco.

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Club House, il gusto vero dell’espresso nelle tazze certificate

Linea Gardenia di Club House

Sono state approvate dall’Istituto Espresso Italiano con il sigillo di garanzia Iei Approved Product tre tazze prodotte da Club House: i modelli Viola, Gardenia e la nuova linea Maniko. La ricerca e le verifiche che sono proseguite due anni, con assaggi e test anche con altri materiali (i peggiori sono risultati plastica e carta), hanno dimostrato che le tazze individuate garantiscono la resa sensoriale dell’espresso e del cappuccino italiani così come determinata dalla certificazione. «Abbiamo integrato la tazza nella nostra filiera perché per la prima volta siamo stati in grado di dimostrarne scientificamente l’impatto sulla qualità e ora siamo garanti della resa sensoriale dei modelli approvati», ha dichiarato Luigi Morello, presidente Iei.

Da parte sua, Carlo Barbi, Ceo di Club House si dichiara soddisfatto del risultato ottenuto, frutto di anni di sviluppo e ricerca in ambito sensoriale che hanno permesso di mettere in risalto l’influenza che la tazzina ha nell’esaltare il gusto in tazza; di qui l’importanza di un contenitore “neutro” in grado di offrire al consumatore il gusto “vero” dell’espresso erogato in esso. Inoltre, spiega le caratteristiche comuni delle tre tazze in porcellana, che esternamente presentano forme differenti: «il fondo interno è ovalizzato, con uno spessore consistente che non disperde il calore acquisito sullo scaldatazze e garantisce il mantenimento della giusta temperatura dell’espresso. La capienza è di 65-75 cc al fine di lasciare uno spazio vuoto tra il liquido e il bordo della tazza, al fine di trattenere gli aromi e donarli a chi sorbisce la bevanda». Le caratteristiche sono analoghe per la tazza da cappuccino, da 180 cc. Una tendenza in atto (anche se con numeri ancora ridotti) da parte dei baristi è di realizzare linee proprie di tazzine personalizzate, sia per una scelta estetica, sia in quanto hanno deciso di acquistare direttamente le apparecchiature e le attrezzature per l’estrazione e il servizio dell’espresso e del cappuccino; spesso orientati al mondo specialty.

Le tazze certificate viste da vicino

La linea Viola ha una linea tonda classica ed è disponibile in sei colori e sette formati: espresso, doppio espresso, cappuccino (180 e 220 cc), latte (300 e 380 cc) e mug. Sono piacevoli le “pennellate” di colore alla base della tazza; il piattino ha il colore pieno.

Le tazze del modello Gardenia sono più strette e allungate: è stata ripresa e modernizzata la classica forma a “pera” degli anni ’60-’70. Contenitori e piattini sono completamente colorati e disponibili in dieci tinte lucide. Sono 8 i formati: espresso, doppio espresso (da 100 e 130 cc), cappuccino (185 e 225 cc), latte (265 e 300 cc), mug, ai quali si aggiunge una teiera.

Maniko è una linea da poco messa a punto, che verrà presentata ufficialmente al mercato il prossimo autunno. Ne sveliamo solo poche caratteristiche, a cominciare dal fatto che il suo nome richiama ciò che non ha. In versione da espresso e da cappuccino, è da impugnare al pari di un calice di buon vino, rendendo più coinvolgente e “intima” la degustazione. La doppia parete assicura la giusta temperatura al liquido come pure alla mano. La forma è piacevole e inusuale.

Iei Approved Product è il programma speciale per le aziende della filiera del caffè non produttrici di caffè o di attrezzature bar. Nell’ambito di questo programma l’Istituto Espresso Italiano conduce test su diversi tipi di prodotti essenziali per l’espresso al bar e rilascia il marchio a quelli che superano le prove.

SBritz, i drink low alcol per l’estate di Fabbri 1905

gamma sbritz SBRITZ Fabbri 1905_
Sei drink a bassa o nulla gradazione alcolica, facili da preparare e a base di birra: la proposta per l'aperitivo firmata dall'azienda bolognese, entrata anche nel tour estivo di Bruno Vanzan

Leggero, colorato e gustoso, dalla gradazione alcolica bassa, se non nulla: sono le caratteristiche di SBritz, il drink dell’estate firmato Fabbri 1905. O, meglio, la famiglia di drink, in quanto il progetto SBritz, che è anche un marchio che l’azienda ha registrato, comprende sei proposte di cocktail, tutte nate come reintrepretazione in chiave contemporanea di uno dei drink più popolari: lo Spritz.

Un progetto nato dalla volontà della storica di azienda di sostenere e promuovere le potenzialità dei drink analcolici o a ridotto grado alcolico, una delle più importate tendenza della miscelazione degli ultimi anni e che sta facendo breccia anche nel cuore dei consumatori italiani. Una tipologia di consumo dove il concetto di bere bene, e la ricerca di nuove sfumature di aromi e sapori, si lega indissolubilmente all’attenzione agli aspetti salutistici, quindi a un’assunzione più moderata di alcol.

Altra peculiarità del progetto SBritz è che nasce da un incontro inusuale tra due mondi che, in genere, tra di loro si “frequentano” poco: quello dei cocktail e quello della birra. Nella interpretazione fornita da Fabbri del classico aperitivo le bollicine sono sostituite dalla bionda.

Così in SBritz Hugo, la birra si unisce a Mixybar Fiori di Sambuco e top di soda (anche nella versione rosè) , in Due Soli SBritz a Mixybar Bergamotto e Mixybar Mandarino, sempre con top di soda, in SBritz Skywasser a Mixybar Lampone, succo di limone e top di soda, in Marendry SBritz a Marendry, Sciroppo di Amarena Fabbri e top di soda, in Ocean Blue SBritz a Mixybar Tropical Blu e Mixybar Triple Sec, completato dal top di soda, e, infine, in Dark SBritz a Marendry, Gum Nero, Siroppo d Amarena Fabbri e l’immancabile top di soda.

In tour con Bruno Vanzan

Drink creativi, che abbinano alta replicabilità, grazie alla facilità di preparazione che li rende alla portata di ogni bar, e alta qualità. Qualità certificata dalla scelta di una personalità del panorama mixology internazionale del calibro di Bruno Vanzan di inserire uno dei cocktail, nello specifico lo SBritz Hugo Rosé Zero (variante dello SBritz Hugo fatta con mixybar Fiori e bacche di sambuco), tra le proposte che presenterà in Emergenza Aperitivo, il suo tour estivo che lo vedrà toccare alcuni dei locali più cool della Penisola. Partito a fine luglio dall’Easy di Capriate San Gervasio (Bergamo), il tour proseguirà ad agosto con le tappe al Nikki Beach Waterfront di Porto Cervo, il 3, al Localino di Bosa (4 agosto), al Napatia Cafè di Isola di San Pietro (5 agosto), al caffè Dumo di Avellino (6 agosto), allo Yacht Cafè di Gaeta (7 agosto), al Fire & Ice di Frascati (8 agosto), al Roxy di Menfi (10), al 5 Palme di Marsala (11 agosto) per concludersi al Just di Cervia (13 agosto).

Le ricette di Fabbri 1905

SBritz Hugo

01 SBRITZ - Hugo
Ingredienti:

20 ml Mixybar Fiori di Sambuco, 150 ml birra, top di soda

Preparazione:

build

Decorazione:

germoglio di menta e fetta di mela rossa

Due Soli SBritz

02 SBRITZ - Due Soli
Ingredienti:

10 ml Mixybar Bergamotto, Mixybar Mandarino, 150 ml birra, top di soda

Preparazione:

build

Decorazione:

scorza di arancia o limone

SBritz Skiwasser

03 SBRITZ - SkyWass

Ingredienti:

20 ml Mixybar Lampone, 150 ml birra, 10 ml succo di limone, top di soda

Preparazione:

build

Decorazione:

scorza di limone e lamponi

Marendry SBritz

04 SBRITZ - Marendry

Ingredienti:  

40 ml Marendry, 5 ml Sciroppo di Amarena Fabbri, 150 ml birra, top di soda

Preparazione:

build

Decorazione:

twist di arancia e Amarena fabbri

Ocean Blue SBritz

 

05 SBRITZ - Ocean Blue

Ingredienti:

10 ml Mixybar Tropical Blu, 10 ml Mixybar Triple Sec, 150 ml birra, top di soda

Preparazione:

build

Decorazione:

scorza di arancia e germoglio di menta

Dark SBritz

06 SBRITZ - Nero

Ingredienti:

40 ml Marendry, 5 ml Gum Nero, 5 ml Siroppo d Amarena Fabbri, 150 ml birra top di soda

Preparazione:

build

Decorazione:

twist d’arancia e Amarena Fabbri

Italian Coffee Tour di Sanapo, salviamo il pianeta e il caffè

Italian Coffee Tour
Prende il via da Firenze il 4 agosto il viaggio su due ruote con specialty e french press che a ogni tappa presenta una diversa origine

«La mia prima grande passione, nata quando avevo 20 anni, è stata il caffè, successivamente è arrivata quella per la bicicletta: entrambe hanno ispirato un coffee tour inedito con cui voglio sensibilizzare sugli effetti del cambiamento climatico, che richiede un nuovo stile di vita importante, a cominciare dal muoversi in bicicletta. Piogge torrenziali alternate a siccità e le recenti gelate in Brasile lanciano poi un grande allarme sul futuro del caffè». Così Francesco Sanapo, titolare di Ditta Artigianale, microastery e prima linea di caffetterie specialty in Italia, annuncia l’Italian Coffee Tour, un viaggio su due ruote che lo porterà dalla Toscana alla Puglia attraversando Umbria, Marche e Abruzzo. L’obiettivo è sensibilizzare operatori, consumatori, il mondo delle istituzioni e delle imprese alle tematiche ambientali, anche per salvare il caffè.

Due anni fa Bargiornale pubblicò un giro del mondo dei grandi caffè monorigine tra Brasile, Etiopia, Colombia e India, in cui più volte gli esperti dei diversi Pesi denunciarono gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. «Oggi molti scienziati ritengono che, a causa di ciò, fra una trentina d’anni il caffè potrebbe scomparire dalla terra», incalza Sanapo.

Il viaggio vuole anche raccontare lo specialty, portandolo in strade, piazze e luoghi in cui non è presente, valorizzare la qualità del caffè raccontando la storia di piccoli produttori e anche degustarlo: a ogni tappa una diversa origine preparata con la french press del coffee&bike lover Sanapo. A dare eco a ogni giornata del tour ci penserà Bargiornale, media partner dell’evento, con la sua pagina Facebook .

Lo start dell’impresa è fissato per mercoledì 4 agosto alle ore 6: appuntamento in piazza Sant’Ambrogio a Firenze sulla quale si affaccia il nuovo Ditta Artigianale Carducci & Hario Cafè aperto da pochi giorni, dove a settembre si inaugurerà la Scuola del Caffè, dedicata alla formazione di addetti ai lavori e semplici appassionati.

La prima tappa è prevista ad Arezzo intorno alle 10,30 in piazza San Francesco presso lo storico Caffè Dei Costanti. Poi di nuovo in sella per giungere nel tardo pomeriggio a Città di Castello, dove è previsto l’incontro con il sindaco Luciano Bacchetta. Il mattino successivo partenza per le Marche con sosta ad Ancona per incontrare Cosimo Libardo, membro italiano del board di Sca, poi avanti con tappe a Civitanova e San Benedetto del Tronto.

Si prosegue successivamente costeggiando la costa adriatica con tappe a Giulianova e Pescara prima di entrare in Puglia e sostare a Bari, Ostuni e Lecce. Il giro di (mezza) Italia si conclude nel borgo natale di Sanapo, Specchia.

Sostengono Italian Coffee Tour, Confcommercio Firenze, Fipe, Hario, Pissei, azienda specializzata in abbigliamento tecnico per ciclismo dal design accattivante e Rolling Dreamers, che costruisce esperienze su misura dedicate a tutti gli appassionati di ciclismo.

Un viaggio con più significati e un invito a ognuno «a fare la propria parte partendo da piccoli gesti quotidiani rivisti in chiave ecologica e sostenibile - conclude Francesco Sanapo -. Rischiamo di perdere il piacere di una tazzina di caffè, una delle abitudini più tradizionali e consolidate della nostra Italia».

Comte de Montaigne e Alessandro De Luca per la riscoperta dei cocktail champagne

Alessandro De Luca champagne Comte de Montaigne_2
Alessandro De Luca, patron e bar manager del Rufus di Milano
4 classici e una nuova creazione nella drink list disegnata dal bar manager del Rufus di Milano per la maison francese per riscoprire e valorizzare questa categoria di cocktail

Gusto, classe e piacere sono da sempre attributi dello champagne. Le stesse caratteristiche le bollicine francesi portano in dono anche alla miscelazione, dove rappresentano un ingrediente utilizzato nella preparazione di storici cocktail, si pensi solo allo Champagne Cocktail. A rinverdire questa tradizione nel nostro Paese, dove è poco frequentata, punta Comte de Montaigne, tra i più rinomati produttori della regione dell’Aube, con una drink list che mira a far riscoprire agli amanti del buon bere il piacere, la classe e il gusto di questa tipologia di cocktail.

Per realizzare questo progetto la maison ha scelto due partner d’eccezione: Alessandro De Luca, proprietario e bar manager del Rufus Cocktail Bar di Milano, che ha messo a punto la drink list, e il Ristorante Dvca di Milano, che come il Rufus l’ha inserita nella sua proposta. A comporla, quattro cocktail internazionali a base di champagne, Southside Royale, French 75, Red Fairy, Absolutely Fabulous, più una nuova creazione, Il Cavaliere del Comte, ideato da Karol Teruzzi, patron del Dvca (con il fratello, lo chef Manolo Terruzzi) e sviluppato in collaborazione con De Luca.

Protagonisti della drink list due tra le eccellenze di Comte de Montaigne: il Brut Grande Réserve e il Blanc de Blancs Grande Réserve. Il primo, fatto con une Pinot Nero (70%) e Chardonnay, si caratterizza al naso per gli aromi ricchi e fruttati di grande intensità, con note di frutta bianca, come mela, pera e pesca, mentre in bocca è fresco, persistente rotondo, con note spiccate note minerali. Blanc de Blancs Grande Réserve è invece uno champagne elegante di grande potenza e mineralità, fatto con sole uve Chardonnay. Si caratterizza per la sottile armonia tra rotondità e morbidezza, mentre al naso per gli intensi sentori fruttati, dove spiccano i sentori agrumati accompagnati da quelli di frutta esotica e di fiori bianchi.

Riscoperta e sperimentazione

Un progetto partito lo scorso anno, rallentato dalla pandemia, e che ora entra nel vivo, ma che avrà ulteriori sviluppi. «Quando siamo partiti, ho scelto di cominciare puntando su drink internazionali e già conosciuti, sebbene in Italia poco richiesti e proposti, eccetto il French 75 – spiega De Luca -. Ho optato dunque per ricette dalla tradizione consolidata, differenti tra loro per gusti e anche momenti di consumo, che fungessero da introduzione per il cliente in questo mondo, offrendone una sorta di panoramica».

Ricette anche facili da realizzare, che possono entrare a far parte della proposta di ogni locale, per offrire qualcosa di diverso rispetto alle proposte più standard, ma che possono stimolare anche altri bartender a lavorare su questi drink e spingere sulla ricerca e la sperimentazione.

E proprio la creazione di qualcosa di nuovo sarà il focus della seconda parte del progetto. «Con il mio team abbiamo già studiato e messo a punto una serie di drink originali a base champagne, che saranno nella drink list del Rufus da settembre, così da proporre al cliente un’esperienza ancora più originale di questo mondo», spiega De Luca.

Le cinque proposte

Tornando ai 5 drink internazionali, l’intervento del bartender è stato ridotto al minimo, pur senza far mancare il proprio tocco. «Ho scelto di mantenere la struttura classica dei drink, conservandone la ricetta, ma magari sostituendo qualche ingrediente con un altro della stessa famiglia per esaltare qualche nota particolare o sfumarne alcune caratteristiche e renderlo più vicino al gusto contemporaneo», spiega De Luca.

Così nel Southside Royale, un cocktail dal carattere fresco e ottima proposta anche per gli amanti del gin, sono le note agrumate del Malfy Gin Originale quelle scelte per accompagnare ed esaltare la freschezza del Brut Grand Réserve, al posto di un classico dry o London dry gin, insieme al succo di limone, menta e zucchero.

Mentre nel French 75 per dare maggior spicco alle note fruttate Brut Grand Réserve è il gin Panarea, che ha tra le sue botaniche caratterizzante i frutti rossi e i mirtilli, riducendo al tempo stesso la quantità di zucchero per dare al drink un carattere meno dolce, completando poi con succo di limone.

Se questi due drink sono ottimi da proporre come aperitivo, le due successive proposte presentano invece un carattere più complesso che le rendono ideali anche per accompagnarsi a piatti o come after dinner.

Nel Red Fairy, il gusto e gli aromi fruttati Brut Grande Réserve, vanno a impreziosire la forte base alcolica composta da Sangue di Morlacco, accompagnato da Crema Cacao Bianco e Vodka Grey Goose. A introdurre il consumatore alla complessità del drink, appagandone l’esperienza già dall’olfatto, la guarnizione composta da zest di limone e foglie di timo.

Ed è ancora il Brut Grande Réserve, con la sua freschezza e mineralità a dare personalità all’Absolutely Fabulous, dove va ad aggiungersi a vodka Beluga, succo di cranberry. Nella versione di De Luca, però, non si shakera, ma gli ingredienti vengono miscelati nel mixing glass, per dare al drink una texture migliore, completando il tutto con una decorazione di chicchi di melograno.

Infine, il Cavaliere del Comte, drink originale che ha come protagonista il Blanc de Blancs Grande Réserve, che si unisce al liquore ai fiori di sambuco St. Germain, Farmily Mediterraneo, liquore alla camomilla e Angostura.

Le ricette

Il Cavaliere del Comte

Il Cavaliere del Comte - con bottiglia

Preparazione:

2 cl St. Germain, 1,5 cl Farmily Mediterraneo, 2-3 gocce liquore alla camomilla, 3 gocce Angostura, top Comte de Montaigne Blanc de Blancs Grande Réserve

Preparazione:

stir

Decorazione:

scorza di arancia essiccata

Bicchiere:

baloon o flûte

Southside Royale

Southside Royale

Ingredienti:

6 cl Malfy Gin Originale, 3 cl di succo di limone, 1,5 cl sciroppo di zucchero, top Champagne Comte de Montaigne Brut Grande Réserve, 7 foglie di menta

Preparazione:

shake & double strain

Decorazione:

foglia di menta

Bicchiere:

tumbler basso

French 75

French 75

Ingredienti:

3 cl Panarea Gin, 1,5 cl succo di limone, 1 cl zucchero, top Champagne Comte de Montaigne Brut Grande Réserve

Preparazione:

stir

Bicchiere:

flûte

Red Fairy

Red Fairy

Ingredienti:

2 cl Sangue di Morlacco, 2 cl crema di cacao bianco, 2 cl vodka Grey Goose, top Champagne Comte de Montaigne Brut Grande Réserve

Preparazione:

stir

Decorazione:

ciliegina al maraschino

Bicchiere:

tumbler alto

Absolutely Fabulous

Absolutely Fabulous

Ingredienti:

3 cl Vodka Beluga, 6 cl succo di Cranberry,

Preparazione:

stir

Decorazione:

chicchi di melograno

Bicchiere:

coppa cocktail

Tè e tisane ricche di benessere con ingredienti da tutto il mondo

Con ama_tè e amatisana, Bevande Futuriste firma una linea pregiata di infusi. Sei le referenze, tutte naturali, biologiche e con ingredienti da tutto il mondo. Ricette originali e ricercate che combinano benessere e gusti originali

Con ama_tè e amatisana, Bevande Futuriste ha messo a punto una linea pregiata di sei infusi biologici e naturali che uniscono il piacere del bere sano a un gusto originale e ricercato. Una linea che l'azienda racconta in un video e che risponde alle esigenze di un cliente sempre più attento, che cerca prodotti non solo sostenibili e genuini ma che possono contribuire concretamente al suo benessere quotidiano. Un biologico, dunque, per tutte le occasioni che, in questo caso, è stato arricchito da ingredienti provenienti da tutto il mondo: frutta da coltivazioni biologiche italiane, zenzero nigeriano, tè bianco cinese, anice stellato vietnamita ecc. Ovviamente, le sei ricette (descritte di seguito) sono prive di conservanti, additivi e OGM.

ama_tè Tè Bianco Arancia Vero infuso di foglie di tè bianco cinese e arance italiane di Sicilia. Dolcificato con solo succo di mela bio. Leggero e rinfrescante, mescola il sapore unico delle arance italiane e la delicatezza del tè bianco cinese, tutto rigorosamente da agricoltura biologica.

ama_tè Tè Verde Matcha Blend di tè verde delle migliori varietà. Dolcificato con solo succo di mela bio. Il gusto unico della polvere di tè matcha da agricoltura biologica, reso ancora più intenso dal succo di limone, senza aggiunte di aromi e zuccheri.

ama_tè Tè Nero Spezie Vero infuso di foglie di tè nero Ceylon e spezie (cannella e chiodi di garofano). Dolcificato con solo succo di mela bio. Cannella e chiodi di garofano esaltano i profumi del tè nero, per un tè freddo biologico dal gusto intenso e avvolgente.

amatisana Camomilla Anice Stellato Vero infuso di camomilla italiana e anice stellato del Vietnam. Dolcificato con solo succo di mela bio. Camomilla italiana e anice stellato vietnamita vengono infusi con erbe, spezie e limone da agricoltura biologica, per una tisana fredda rilassante e digestiva.

amatisana Menta Zenzero Vero infuso di menta italiana e zenzero nigeriano. Dolcificato con solo succo di mela bio. Zenzero nigeriano e menta italiana da agricoltura biologica per una tisana fredda digestiva, delicata e rinfrescante.

amatisana Liquirizia Finocchio Vero infuso di liquirizia italiana e finocchio italiano. Dolcificato con solo succo di mela bio. Una tisana fredda rigenerante che aiuta la depurazione, con finocchio italiano e liquirizia italiana da agricoltura biologica.

 

Distributori, artigiani e panettone

Pillole di Panettone Day: quinta puntata dei videopodcast di Dolcegiornale. Ospiti in studio: Marco Pedron, Head Pastry Chef Gruppo Cracco, e Antonio Alessandrini, Direttore Marketing Novacart. Guarda il video e ascolta il podcast per scoprire le nuove tendenze in tema di distribuzione

Quindici mesi di pandemia: come e quanto hanno influito sulle pasticcerie. Cosa è cambiato nel modo di approvvigionarsi? Quali le nuove esigenze del punto vendita di cui un distributore deve tener conto? E soprattutto come prepararsi alla prossima campagna natalizia? Nel quinto episodio dei videopodcast di Dolcegiornale, Pillole di Panettone Day, rispondiamo a queste ed altre domande. Conducono Rossella De Stefano, direttore responsabile di Dolcegiornale, e Marco Pedron, Excutive Pastry Chef Gruppo Cracco. Ospite, Antonio Alessandrini, amministratore delegato di Saima Spa. Rivedi gli episodi precedenti della serie Pillole di Panettone Day con Pierluigi De Min, direttore vendite Braims (Pillole di Panettone Dy episodio 1), Niccolò Beati, Senior Consultant NielsenIQ (Pillole di Panettone Day episodio 2) Silvia Federica Boldetti, Chef Callebaut (Pillole di Panettone Day episodio 3), Luca Sala, Direttore Marketing Novacart (Pillole di Panettone Day episodio 4) [buzzsprout episode='8869583' player='true']      

Dalla Corte, 20 anni di esplorazione nel mondo del caffè

Speciale 20 anni Dalla Corte
Dai gruppi indipendenti al controllo di flusso all’insegna del “make it better”. Le macchine espresso Dalla Corte sono presenti in oltre 60 Paesi

Promette interessanti iniziative Dalla Corte che festeggia vent’anni di attività. La sua prima iniziativa - ora in corso - è la produzione di una serie limitata della macchina espresso Zero Barista, vincitrice dell’IF design Award e del Barawards Premio Innovazione dell’anno di Bargiornale nella categoria Attrezzature&Tecnologie, nell’esclusiva versione Anniversary. Ogni macchina è accompagnata da una certificazione che attesta che è parte di un’edizione limitata, numerata e di cui ogni pezzo è firmato dal tecnico specializzato che l’ha assemblato. Inoltre, le apparecchiature prodotte tra luglio 2021 e agosto 2022 saranno identificate da un simbolo che rappresenta e ricorda l’importante anniversario. Zero si propone come una macchina professionale by baristas, for baristas, studiata per entrare a far parte della fourth coffee wave e per garantire ai coffee shop che servono caffè di grado specialty di entrare in una dimensione zerolimits.

Rappresenta l’ultimo traguardo di una ricerca che ha preso il via nel 1947 con le prime esperienze di Bruno Dalla Corte, pioniere dell’espresso moderno in Italia, che nel 2001 con i figli Paolo (oggi amministratore delegato) ed Elsa fonda Dalla Corte macchine espresso. La sua prima macchina è la Evolution (la versione attuale è la Evo2), caratterizzata dalla tecnologia multiboiler: i gruppi hanno un sistema di riscaldamento indipendente che permette di regolare al meglio la temperatura di estrazione e di mantenerla costante e precisa anche nei periodi di maggiore flusso di lavoro. Da allora il multiboiler è il cuore tecnologico di tutte le macchine dell’azienda che nel 2010 si trasferisce a Baranzate, alle porte di Milano. Nel 2015 con Mina, Dalla Corte introduce la profilazione del flusso, un nuovo rivoluzionario parametro, che agisce sulla fase più importante dell’estrazione per l’espresso: la preinfusione. Nel 2017 con il lancio di XT, questa tecnologia viene ulteriormente semplificata grazie alla regolazione del flusso manuale. Non solo tecnologie per il mercato professional: il 2019 segna l’avvento di Studio, compatta e performante, ideale per il segmento casa e per gli home-barista che richiedono performance e semplicità di utilizzo. L'ultima arrivata è Zero, un connubio tra design futuristico e tecnologia all'avanguardia per il mercato di alta gamma. «Fare il caffè, per me, è come esplorare» afferma Paolo Dalla Corte, che guida la ricerca. La Casa di Baranzate è il primo produttore di macchine per caffè espresso a utilizzare materiali senza piombo su tutti i suoi prodotti, con l’obiettivo di intraprendere anche una politica atta a compensare le emissioni di carbonio, che prenderà il via nel 2022.

Il nuovo sito di Centinari anticipa l’esperienza di gusto dei suoi Franciacorta

Centinari Franciacorta_ bottiglie
Il Centina Brut e il Centina Dosage Zèro
Realizzato dalla web agency Della Nesta, il nuovo sito conduce in un viaggio alla scoperta dei pregiati Centinari Franciacorta. Con tanti consigli e approfondimenti per gli operatori dei locali

Un viaggio emozionale che anticipa l’esperienza di gusto nella quale il locale conduce il cliente stappando e servendo un Centinari Franciacorta. È quanto propone il nuovo sito web (centinari.it) della cantina Centinari. Realizzato dalla web agency Della Nesta, il nuovo sito è uno spazio che, nelle sue viarie sezioni, oltre a raccontare i vini e la Franciacorta, propone un vero viaggio nel mondo Centinari e nei valori che la famiglia Togni, proprietaria del brand, porta avanti da tre generazioni: dedizione, raffinatezza, condivisione, armonia.

Molto interessante è la sezione Magazine, ricca di notizie e aggiornamenti sulla Cantina, che nella sottosezione Centinari, Slow Ideas sviluppa la filosofia slow del brand: un inno alla lentezza e a dare il giusto valore al tempo e alle cose per gustare in pieno i piaceri della vita e regalare ai clienti un’esperienza unica. Le Slow Ideas toccano tutte le aree sensibili per chi lavora nei locali, con consigli e approfondimenti sul progetto Centinari, sul territorio Franciacorta e sul metodo Franciacorta, sull’arte di produrre i vini, su come avvicinarsi alla degustazione dei prodotti, come prendersi cura dei clienti, abbinamenti con il food, l'uso in miscelazione.

E proprio il tempo è un ingrediente fondamentale nella produzione dei Franciacorta. Il disciplinare pone infatti molta attenzione su questo aspetto: un brut deve aver rifermentato in bottiglia almeno per 18 mesi, mentre ne occorrono 24 mesi per un Rosé e un Satèn e 30 per un Millesimato e fino a 60 per un Franciacorta Riserva.

Bollicine d'eccellenza

Un aspetto, quello del giusto tempo che, insieme all’arte dell’uomo, assume ancora più importanza per i Franciacorta Centenari, la cui produzione è curata da Cesare Ferrari, tra i maggiori e stimati enologi italiani: il Centina Brut e il Centina Dosage Zèro. Il primo (ac 12% in vol) dal carattere vibrante, si presenta al naso con un profumo fresco, deciso e speziato, ricco in fragranza di lieviti, mentre in bocca è equilibrato e strutturato con una buona sapidità e freschezza. Ha un colore paglierino con riflessi dorati, una spuma abbondante e un perlage fine, elegante e persistente, e si presta anche per accompagnare crudi, tartare di scampi, gamberi e tonno, tartufo bianco e piatti di mare come spaghetti ai ricci.

Centina Dosage Zèro (alc 12,5% in vol), dal perlage molto sottile e abbondante, si caratterizza, invece, per il bouquet gentile, con note di frutta matura e piacevoli e appena accennate note di vaniglia, con un leggero piglio tostato derivante dai lieviti. Dal sapore sapido, fresco, armonico, con lievi note di frutta tropicale, si accosta alla perfezione anche a piatti di carne o pesce, come cotolette con pesce persico, insalata di luccio con finocchietto fresco, guancina di maiale con salsa verde, manzo all’olio.

Tempo e arte

Entrambi vengono ottenuti da uve 100% Chardonnay proveniente da vigneti di natura Morenica situati nei comuni di Erbusco, Adro, Cazzago e vendemmiati a mano tra fine agosto e la prima settimana di settembre. I grappoli interi vengono spremuti delicatamente e il mosto fiore viene fatto fermentare una prima volta per poi andare a creare le Cuvée, unendo le differenti varietà, vigneti e annate. Dopo la preparazione della cuvée si effettua la seconda fermentazione in bottiglia e quindi l’affinamento a contatto con i lieviti, per almeno 18 mesi, seguito da altri 2 mesi dopo la sboccatura.

Prodotti di altissima qualità, dedicati agli amanti delle bollicine, frutto di una lavorazione accurata e controllata con assaggi periodici che ogni 6 mesi verificano come avanza il processo, prolungando il periodo in cantina fino a quando il prodotto non mostra di aver perfezionato al massimo le sue caratteristiche.

Cibus, la prima grande fiera internazionale a riaprire in presenza

Cibus 2021
Un ricco programma di convegni, tantissime novità e massime misure di sicurezza per accogliere i tanti espositori e visitatori attesi per l'edizione 2021 del Salone internazionale dell’alimentazione. A Parma dal 31 agosto al 3 settembre

Le fiere stanno riaprendo grazie ai successi della campagna di vaccinazione, adottando però severe misure anti-Covid. Le aziende del comparto agroalimentare pianificano di intercettare la ripresa produttiva ed economica e sono pronte a esporre a Cibus, in programma a Parma dal 31 agosto al 3 settembre, circa 500 nuovi prodotti da proporre sul mercato nazionale e da esportare nel mondo.

Gli espositori saranno migliaia, come pure i marchi presenti. Sono attesi circa 45.000 operatori professionali in visita. I top buyer arriveranno da tutta l’Europa, mentre un cospicuo programma di incoming, sviluppato in collaborazione con Agenzia Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), assicurerà l’arrivo di delegazioni qualificate da Paesi d’oltremare, Usa e Asia in testa. A queste è destinato un programma, particolarmente rinforzato per questa edizione di Cibus, di “factory tours” guidati per visitare gli stabilimenti produttivi del territorio.

Un impegno fondamentale per Cibus, anche alla luce delle previsioni dell’export dell’industria alimentare: un aumento tra il 5% e il 6% nel 2021, secondo Federalimentare. Al Salone internazionale dell’alimentazione saranno presenti gli attori principali della filiera agroalimentare: titolari di aziende alimentari top, i Consorzi di tutela dei prodotti a denominazione d’origine, le organizzazioni industriali e agricole del comparto. Forte anche l’attenzione del mondo politico per questo primo evento fieristico in presenza: sarà il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ad aprire il convegno d’inizio ed è prevista la partecipazione di altri due ministri e del presidente della Regione Emilia Romagna.

Strategie e programmi della filiera saranno discussi nei numerosi convegni, che verteranno su diverse tematiche, quali: canali di distribuzione e prospettive, valorizzazione e difesa sui mercati internazionali dei prodotti a denominazione d’origine; l’obbiettivo della sostenibilità e le sfide delle transizioni climatiche, digitali e sociali.

Cibus 2021, si prepara a essere la prima fiera b2b food del 2021 e ad aprire le sue porte in totale sicurezza, per permettere ai suoi visitatori ed espositori di relazionarsi in tranquillità. Fiere di Parma ha elaborato un protocollo dettagliato valido per visitatori nazionali e stranieri. Tra i punti rilevanti, l’importante decisione di consentire l’ingresso a chi è in possesso della Certificazione verde Covid-19/Eu digital o titolo analogo internazionale, di un tampone effettuato meno di 48 ore prima, del certificato di completa guarigione da Covid-19.

www.cibus.it

Green pass obbligatorio dal 6 agosto per i locali al chiuso

decreto Green pass
Foto di DonnaSenzaFiato da Pixabay
Dal 6 agosto i gestori devono verificare che i clienti che vogliono consumare al tavolo all'interno del locale siano provvisti del Certificato verde Covid-19

Qualche misura di scurezza in più per garantire la continuità delle attività economiche e il percorso di graduale ritorno alla normalità. Risponde a questa logica il nuovo provvedimento del governo, il dl 105 del 23 luglio 2021, in materia di emergenza sanitaria (in fondo all’articolo il testo da scaricare) entrato già in vigore. Un intervento preventivo, in quanto a preoccupare è la variante delta del virus, la cui diffusione in altri Paesi sta generando criticità che potrebbero portare a nuove restrizioni: uno scenario che si vuole assolutamente evitare per l’Italia, dove la situazione è sotto controllo. Da qui il nuovo decreto, che prolunga lo stato di emergenza fino al prossimo 31 dicembre, modifica i criteri per la classificazione delle regioni e, soprattutto estende l’utilizzo del Green pass, il Certificato verde Covid-19”, una sorta di pass, cartaceo o digitale, comprovante l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo. Una misura quest’ultima che interessa direttamente le attività del fuoricasa.

Necessario per consumare al tavolo all'interno

Il nuovo decreto stabilisce infatti che a partire dal prossimo 6 agosto i pubblici esercizi, quindi bar, caffetterie, pub, gelaterie, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, in fascia bianca e in fascia gialla, dovranno accertare che i clienti che vogliono consumare all’interno siano muniti di Green pass. Il requisito è obbligatorio solo per consumare al tavolo all’interno dei locali. Non è richiesto, invece, per le consumazioni al bancone, sempre all’interno del locale, e per i clienti che consumano al tavolo negli spazi esterni del locale.

Tale disposizione non si applica ai minori di 12 anni e alle persone che non possono vaccinarsi, esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del ministero della Salute.

L’app per la verifica dei Green pass

Il provvedimento stabilisce, inoltre, che a dover verificare la correttezza e validità del Green pass sia il titolare del locale, il gestore, o i soggetti da questi preposti, attraverso l’uso di sistemi digitali. Per farlo potranno utilizzare l’app dedicata VerificaC19, l’applicazione gratuita sviluppata dal ministero della Salute (disponibile in versione Android e iOs) che permette di leggere il Qr Code riportato sia sulle certificazioni cartacee sia digitali rilasciate da tutti gli stati membri dell'Unione europea.

Il gestore, poi, può anche chiedere al consumatore di mostrare un documento di identità per verificare la corrispondenza fra i dati anagrafici del documento con quelli della certificazione. A questo proposito il ministero dell'Interno con una circolare, la n. 15350/117/2/1 del 10 agosto (il testo da scaricare in fondo all'articolo), ha chiarito che la verifica del documento di identità da parte del gestore ha carattere discrezionale e diventa necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme, per esempio, quando appare palese l’incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione. Tale verifica deve avvenire garantendo la riservatezza del singolo nei confronti di terzi. Inoltre, specifica sempre la circolare, l'avventore in caso di richiesta è tenuto a mostrare il documento di riconoscimento al gestore, sebbene questo non sia un pubblico ufficiale.

Pesanti sanzioni

Pesanti le sanzioni per i gestori e i consumatori che non rispettano le prescrizioni. In caso di violazioni, infatti è prevista una sanzione pecuniaria sia per il gestore sia per il consumatore che va da 400 a 1000 euro. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, il locale rischia la chiusura da 1 a 10 giorni.

Mentre se, a seguito di un controllo da parte delle forze di polizia o del personale di polizia municipale, dovesse emergere che chi mostra il Green pass è una persona diversa dal reale intestatario e non siano riscontrabili palesi responsabilità da parte dell’esercente, la sanzione viene applicata esclusivamente nei confronti dell’avventore.

Fipe: i gestori non possono fare i controlli

L'obbligo per i gestori di controllare la validità delle certificazioni e le pesanti sanzioni in caso di non adempimento non sono piaciute alla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), che annuncia battaglia per la cancellazione di questi due punti in fase di conversione in legge del decreto. «I gestori dei bar e dei ristoranti non sono pubblici ufficiali e come tali non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri - spiega la Federazione innuna nota -. È impensabile che, con l’attività frenetica che caratterizza questi locali, titolari e dipendenti possano mettersi a chiedere alle persone di esibire il loro green pass e ancor meno a fare i controlli incrociati con i rispettivi documenti di identità».

Nello specifico, la richieta della Fipe è che venga prevista «un’autocertificazione che sollevi i titolari dei locali da ogni responsabilità. Chi dichiarerà il falso lo farà a suo rischio e pericolo. I controlli devono rimanere in capo alle forze dell’ordine e noi ci batteremo in fase di conversione in legge del decreto affinché questo avvenga».

Nuovi criteri per le fasce di rischio

Altra novità del decreto riguarda i criteri per la classificazione delle regioni nelle varie fasce di rischio, dove un peso decisivo assume il tasso di ospedalizzazione.

I territori restano in zona bianca se l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive. Se il numero dei contagi supera i 50 casi per 100.000 abitanti e:

  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica dei contagiati è uguale o inferiore al 15%;
  • il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è uguale o inferiore al 10%;

Si resta in zona gialla se l’incidenza dei contagiati è pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti e:

  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica è uguale o inferiore al 30 %;
  • il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva è uguale o inferiore al 20 %;

Si passa in zona arancione se l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 ogni 100.000 abitanti e si sono superati i limiti di occupazione dei posti in area medica e terapia intensiva prevista per la zona gialla-

I territori passano in zona rossa se l’incidenza è pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti e se:

  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica è superiore al 40%;
  • il tasso di occupazione delle terapie intensive è superiore 30%.

SCARICA IL DECRETO GREEN PASS
Decreto legge n. 105 del 23 luglio 2021

SCARICA LA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL'INTERNO
DEL 10 agosto 2021

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