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Seta Garden, un nuovo salotto per la miscelazione

Ha aperto a Giulianova, in Abruzzo, Seta Garden. Progetto che punta ad espandersi anche in altre città italiane. Il filo conduttore che legherà questi locali poggia su tre pilastri: miscelazione ricercata, servizio in stile hotellerie e creazione di vere comfort zone per gli ospiti

Seta Garden è un locale aperto la scorsa estate nella città marinara di Giulianova, in Abruzzo. Seta Garden è anche il punto di partenza di un concept pensato per diffondersi nel resto del Paese: «Questa è la prima pietra di un progetto più articolato. Siamo partiti per creare una linea di cocktail bar col nostro marchio in varie città italiane e, perché no, anche fuori. Locali che saranno tutti Seta, ognuno però con una propria identità e con proprie caratteristiche. Mantenendo però un filo conduttore: un servizio da hôtellerie in un contesto amichevole e rilassato, con drink curati nei minimi particolari, dalle materie prime alle tecniche di preparazione, al servizio». Così spiega Carmelo Licata, mentre è alle prese con un Martini Table, ovvero la realizzazione, direttamente alla poltrona dell'ospite, di un Martini Cocktail. Dall'altro lato del locale un cliente sorseggia un whisky giapponese preparato con metodo mizuwari. Il tutto servito come da manuale: whisky, due parti d'acqua e ghiaccio cristallino.

A supportare Carmelo nell'ideazione e nelle scelte di stile degli spazi troviamo Federica Feriozzi, mente e creatrice di questa struttura da 180-200 posti a sedere: «Ho pensato a Seta - spiega Federica Feriozzi - come al nostro giardino di casa. Un posto dove i clienti possono sentirsi accolti come fosse la nostra casa».

La proposta drink invece è frutto del lavoro di Carmelo, con l’aiuto dello staff. Un menu di esordio per Seta che ha voluto omaggiare il mondo del cinema. «Abbiamo dato vita a un emozionale. Volevamo che la gente ascoltasse le nostre parole e poi, trascinata dalle sensazioni e dai ricordi, scegliesse il cocktail. Dodici sono i drink in carta con prezzi che vanno dai 10 ai 14 euro».

Questo perché il progetto Seta ha visto la luce a Giulianova, con tutto ciò che implica. In primis, abituare e “educare” una realtà di provincia a una bevuta molto differente dai soliti standard. E il metodo scelto per conquistare il pubblico è stato di raccontare e trasmettere le emozioni che un drink può trasmettere. Come spiega Federica: «Il momento dell’ordinazione abbiamo voluto costruirla attorno alle nostre presentazioni, alle nostre parole. La drink list infatti viene esposta dallo staff e consegnata ai clienti solo dopo la presentazione a voce». E molto spesso capita che i clienti non vogliano nemmeno leggere il menu, ma si fidino di loro. Anche qui il Fai Tu! è il drink più richiesto.

Con un laboratorio a disposizione e completo di ogni macchinario, dalle centrifughe al Rotavapor, la proposta di Seta abbraccia varie tecniche di miscelazione. Come il drink Gandalf, una raffinato bouquet di sapori che ricorda il Piña Colada. Il cocktail, infatti, è realizzato a partire da un fat washing di rum all’olio di cocco e un cordial home made all’ananas speziato. Seta punta a farsi conoscere e intrecciare relazioni. Obbiettivo che viene perseguito anche attraverso un ricco calendario di guest shift. Ogni lunedì, infatti, Seta porterà a Giulianova i grandi luoghi della miscelazione, italiana e internazionale. Il 27 ottobre lo staff del 1930, il 15 novembre Freni e Frizioni e una settimana dopo The Court di Roma. Mentre l’8 novembre sarà la volta degli ospiti extraeuropei, con il team di Lennon’s Bar di Bangkok, guidato dal bar manager Giuseppe Carneli. Il locale di Giulianova è uno spazio ancora work in progress. Mentre leggete queste righe Seta si sta trasformando in un luogo aperto 365 giorni l’anno al quale si aggiungerà una proposta di ristorazione. È in fase di apertura, infatti, il ristorante di Seta, che sarà gourmet e in simbiosi con il cocktail bar. Non in funzione, ma in cooperazione, con una propria identità e una propria proposta. Carmelo e Federica hanno tracciato una linea lunghissima e molto netta. E hanno scelto come punto di partenza una sfida difficilissima. Partendo dalla provincia, dove portare l’alta miscelazione è ancora oggi estremamente complicato. Ora il progetto e la loro sfida entrano nel vivo...

Gandalf

di Carmelo Licata

Ingredienti
45 ml rum infuso all'olio di cocco
60 ml cordial home made all'ananas speziato
2 foglie di menta
20 ml estratto di ananas
foam al latte di cocco salata

Preparazione
Shakerare vigorosamente il rum al cocco e cordial ananas spice con due foglie di menta. Versare nell'highball e completare con estratto di ananas e foam al latte di cocco salata.

Captain's Rum

di Carmelo Licata

Ingredienti
60 ml rum blanco
45 ml cordial lime
8-10 foglie di menta
30 ml Perrier

Preparazione
Shakerare rum e cordial lime. Filtrare nell'highball. Colmare con Perrier. Decorare con una foglia di menta.

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Baritalia: al final show di martedì 19 ottobre Speed date con 20 tra i migliori professionisti del bartending di Milano

Baritalia
Al Moebius di Milano il grande final show di Baritalia. Con un appuntamento straordinario: lo speed dating per conoscere e confrontarsi con grandi professionisti del bartending milanese. Oltre alla finale, i drinketti from California di Massimo Stronati e il signature bar con i drink dei nostri partner

L’appuntamento per il final show di Baritalia è fissato il 19 ottobre, dalle 10.00 alle 17.30, in via Cappellini 25 presso il MOEBIUS, spazio multifunzionale di lusso in zona Stazione Centrale, firmato dall'imprenditore della ristorazione Lorenzo Querci e dallo chef Enrico Croatti. Per accedere dovete registrarvi compilando il form in fondo all'articolo.

Un final show con una grande novità, per chiudere in bellezza la stagione 2020-2021: Baritalia Speed Date. Di cosa si tratta? Della possibilità di incontrare a tu per tu (prenotatevi compilando il form in fondo all'articolo!) 20 tra i personaggi più influenti dalla mixology milanesi, per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nella bar industry.

Baritalia sarà ovviamente anche il felice epilogo di una sfida del cocktail, durata 6 mesi, al quale parteciperanno le bartender e i bartender finalisti di Baritalia Lab selezionati nelle tappe di Firenze, Cagliari, Palermo, Reggio Calabria, Torino e Milano.

A giudicare la gara ci saranno alcuni dei più noti titolari e bartender di Milano. A cominciare da Matteo Rizzolo, bar manager del Moebius, proseguendo con Tommaso Cecca di Camparino in Galleria, Maurizio Stocchetto del Bar Basso, Luca Angeli del Four Seasons Milano, Flavio Angiolillo del Mag, Francesco Cione dell’Octavius Bar at the Stage, Jonatan Abarbanel di Les Rouges Milano, Alessandro Melis di Pandenus, Edoardo Nono di Rita e Rita’s Tiki Room e Yuri Gelmini del Surfer’s Garden.

BARITALIA SPEED DATE

Alla manifestazione si uniranno, oltre ai giudici speciali citati sopra, altri personaggi di spicco della miscelazione milanese che incontreranno i finalisti di Baritalia Lab e tutti coloro che si saranno prenotati per Baritalia Speed Date. Si tratta di una nuova iniziativa, creata da Bargiornale in collaborazione con Bartender.it, che prevede una girandola di rapidissimi incontri della durata di 5 minuti ciascuno in cui i partecipanti avranno modo di fare due chiacchiere, a tu per tu, con i grandi bartender della città. Un’occasione unica di confronto che mira, tra l’altro, a informarsi, confrontarsi e, non da ultimo, fare incontrare domanda e offerta di lavoro, in un momento storico di grande fermento per la nostra Industry.

Per fissare il vostro appuntamento a Baritalia Speed Date è necessario compilare il form in fondo all'articolo e scegliere al massimo 3 tra i personaggi presenti.

Le iscrizioni andranno avanti fino ad esaurimento della disponibilità del personaggio selezionato.

Gli incontri si svolgeranno dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 16 in base alla disponibilità dei nostri ospiti speciali.

IL PROGRAMMA DI BARITALIA SPEED DATE

ore 11.30-12.00

POSTAZIONE 1: FLAVIO ANGIOLILLO - MAG CAFÉ
POSTAZIONE 2: FEDERICO VOLPE – RALPH LAUREN
POSTAZIONE 3: ALBERTO CORVI – THE DOPING CLUB
POSTAZIONE 4: ALESSANDRO MELIS - PANDENUS

ore 12.00-12.30

POSTAZIONE 1: CESAR ARAUJO – BOB MILANO
POSTAZIONE 2: EDOARDO NONO – RITA & COCKTAILS
POSTAZIONE 3: LUCA ANGELI - FOUR SEASONS MILANO
POSTAZIONE 4: GIANFRANCO MORGANTE – MORGANTE COCKTAIL & SOUL

ore 12.30-13.00

POSTAZIONE 1FRANCESCO CIONE - OCTAVIUS BAR AT THE STAGE
POSTAZIONE 2: TERRY MONROE - OPERA33 E ORO SCRT ROOM
POSTAZIONE 3: MAURIZIO MANVATI - BANCO

 

ore 14.00-14.30

POSTAZIONE 1: LUCA HU – CHINESE BOX
POSTAZIONE 2: JONATAN ABARBANEL – LES ROUGES MILANO
POSTAZIONE 3: MATTEO RIZZOLO – MOEBIUS MILANO
POSTAZIONE 4: LUCA ARDITO - MILANO VERTICALE BAR VERTIGO

ore 14.30-15.00

POSTAZIONE 1: YURI GELMINI - SURFER’S GARDEN
POSTAZIONE 2: MAURIZIO STOCCHETTO - BAR BASSO
POSTAZIONE 3: LUCA MARCELLIN – DRINC.DIFFERENT
POSTAZIONE 4: FRANCO TUCCI - LIBERO PROFESSIONISTA

ore 15.30-16.00

POSTAZIONE 1TOMMASO CECCA - CAMPARINO IN GALLERIA
POSTAZIONE 2: CRISTIAN LODI – MILORD MILANO
POSTAZIONE 3: LEONARDO SCULLI – NIK’S&CO

Teo Rizzolo, bar manager di Moebius, il locale che ospiterà la finalissima di Baritalia 2020 2021

IL PROGRAMMA DI BARITALIA LAB

Ore 9.30 apertura porte e registrazione concorrenti e partecipanti
Ore 11.00 inizio gara
Ore 11.30 inizio gara inizio Speed date
Ore 17.30 premiazione

 

LA DINAMICA DI GARA DI BARITALIA LAB E I FINALISTI

I concorrenti e il loro drink saranno introdotti dai rappresentanti delle aziende partner in veste di maestri di cerimonia

 

FINALISTI BARITALIA FIRENZE

Campari Academy: Riccardo Di Dio Masa
Compagnia dei Caraibi: Federico Graziani
Coca-Cola Hbc Italia: Sarah Nardi
Molinari: Gian Maria Ciardulli
Nonino: Marco Marini
Red Bull: Luca Di Giuseppe

 

FINALISTI BARITALIA CAGLIARI

Caffo: Emilio Rocchino
Campari Academy: Manuel Pileri
Coca-Cola Hbc Italia: Pier Mario Baule
Compagnia dei Caraibi: Marco Manca
Molinari: Simone Obino
Nonino: Roberta Farigu
Red Bull: Pasquale Borghero

FINALISTI BARITALIA PALERMO

Campari Academy: Adriana Firicano
Coca-Cola Hbc Italia: Christian Costantino
Compagnia dei Caraibi: Angelo D’Arrigo
Molinari: Biagio Gennaro
Red Bull: Ester Badami

FINALISTI BARITALIA REGGIO CALABRIA

Caffo: Valerio Cutellè
Campari Academy: Francesco Drago
Coca-Cola Hbc Italia: Elisabetta Vita
Compagnia dei Caraibi: Paola Zaminga
Molinari: Simone Berlino
Red Bull: Giuseppe Porco

FINALISTI BARITALIA TORINO

Campari Academy: Carlo Alberto Sardano
Coca-Cola Hbc Italia: Angelo Laguardia
Compagnia dei Caraibi: Jonathan Bergamasco
Gamondi: Elio Casley
Molinari: Davide Barbieri
Nonino: Marco Fabbri
Red Bull: Paolo Vernuccio

FINALISTI BARITALIA MILANO

Saranno selezionati il 18 ottobre.

 

BARITALIA SIGNATURE BAR

Un’occasione unica per degustare i cocktail proposti dai partner di Baritalia.

DRINKETTI FROM CALIFORNIA

Una speciale selezione di drink a cura di Massimo Stronati dell’Ettan di Palo Alto. Lo special guest di Baritalia vi aspetta al banco del Moebius dalle 14 alle 17.

 

REGOLE PER L'ACCESSO

L'accesso al MOEBIUS sarà consentito a tutti i professionisti che si saranno registrati all'evento previa registrazione sul nostro sito e fino ad esaurimento posti. In conformità al recente Decreto del Consiglio dei Ministri, si rende noto che l’ingresso sarà possibile solo ed esclusivamente se in possesso di Green Pass o tampone negativo.

 APERTURA AL PUBBLICO DOPO LE 18

Dopo le 18 MOEBIUS apre al pubblico. Sarà necessario, dopo quell’orario, prenotare un tavolo tramite mail info@moebiusmilano.it, oppure chiamando il numero 02.36643680

Registrati per partecipare

I termini per la registrazione sono scaduti

Gli italiani e il caffè, al bar per sostenere i baristi e la filiera

Ha partecipato alla presentazione della ricerca Valentina Giacinti, calciatrice e coffee lover
Ha partecipato alla presentazione della ricerca Valentina Giacinti, calciatrice e coffee lover
Un’ampia ricerca commissionata da Consorzio Promozione Caffè ad Astra Ricerche fotografa i consumi a casa e al bar, uno dei luoghi preferiti dagli italiani

Un punto fermo degli italiani nei confronti della tazzina di caffè è la sua associazione al piacere, che nei sondaggi ha da sempre il primo posto: un primato confermato dalla seconda edizione (il resoconto della prima a questo link) Gli italiani e il caffè condotta da AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè. Il 72,5 degli intervistati ha dato questa risposta, seguito da “il modo in cui inizia davvero la giornata, con cui ci si riattiva” (40,8%), “un vero momento di relax” (40,1%), un modo per ritrovare energia, carica, voglia di fare durante la giornata (39,1%). 

La ricerca è veramente molto ampia. Osserviamo le parti che interessano maggiormente il canale horeca e come cambia il rapporto tra gli italiani e il caffè. A questo proposito sono interessanti le risposte legate al vissuto del caffè che vedono al primo posto tra le risposte il caffè non è tutto uguale, anzi ci sono molte varietà e qualità differenti (44,5%) che insieme a “permette di informarsi meglio sul caffè perché le descrizioni sono chiare e interessanti nei siti di e-commerce” - 21% (legata ai vantaggi percepiti nell’acquisto del caffè on line) e all’intenzione di porre più attenzione alla sostenibilità (ambientale e sociale) della marca (39,4%), sottolinea un importante cambiamento del consumatore nei confronti della consapevolezza del prodotto lungo tutta la sua filiera. Soffermandosi sugli aspetti valoriali del caffè, si scopre che assumeranno rilevanza ancora maggiore rispetto ad oggi l’attenzione ai diritti dei lavoratori (28%), la giusta retribuzione (15%) e il 32,1% sceglierà più di oggi il caffè biologico. Emerge un ulteriore dato interessante: si assisterà probabilmente a una polarizzazione, naturale effetto sui consumi della crisi economica che colpisce parte della popolazione a seguito del covid: un terzo (33.7%) cercherà di scoprire meglio il mondo del caffè con nuovi tipi, gusti, aromi particolari, mentre il 30.2% vorrà o dovrà stare attento ai prezzi, e, per il consumo a casa, seguire le promozioni.

Voglia di bar. La casa si conferma il luogo in cui si beve abitualmente il caffè: su 100, 57 sono consumati tra le mura domestiche, che siano le proprie o quelle di amici e parenti. Ma è tornata fortissima, più di prima, la voglia di uscire, di incontrarsi e di consumare un espresso al bar, che continua a rappresentare uno dei posti preferiti dagli italiani, in quanto è un luogo di chiacchiere di fronte a un caffè (26,1%), un rito mattutino (31,5%) ma non solo: per oltre il 41% degli italiani, infatti, andare al bar significa sostenere l’economia e i piccoli esercenti. A esserne convinti sono specialmente i giovani (48% dei 18-24enni), che soprattutto in questo periodo di ripartenza hanno dimostrato come l’acquisto possa rappresentare un modo per supportare la ripresa del Paese. Gli italiani, inoltre, stanno ritornando con fiducia al bar: il 29,8% dichiara di aver bevuto più caffè al bar nei mesi di giugno e luglio, mentre il 21,3% afferma di esserci andato più spesso rispetto al periodo pre-covid.

A questo proposito osserva Michele Monzini, presidente del Consorzio Promozione Caffè: «Dopo un anno e mezzo molto complesso per il settore, in particolare per il segmento dell’out-of-home, è interessante scoprire come per gli italiani il caffè non abbia solo un valore in sé come rito sociale e conviviale; si è affermata la consapevolezza del valore economico della bevanda, del suo impatto sul tessuto economico del Paese (ad esso fanno capo circa 800 imprese, con 7mila addetti e un faturato di 4miliardi di euro, ndr) e sull’immagine del made in Italy, aspetti che confermano una crescita culturale e una maggiore sensibilità e interesse dei consumatori al prodotto. Rispetto allo scorso anno, gli italiani riconoscono ancora di più in questa bevanda un alleato per trovare più energia, carica e voglia di fare, fondamentali in un periodo di ripartenza come questo. Non manca, poi, la voglia di scoprirlo in nuove modalità di consumo o di approfondirne le conoscenze».

I consumi a casa. Tra le mura domestiche un terzo circa degli italiani sceglie la moka (preferita da 55-65enni - 38% e donne - 35%), un metodo di estrazione che tuttavia fa registrare un -5,7% rispetto al 2020. Capsule e cialde si confermano il metodo preferito di preparazione del caffè (43%, +3,6%) grazie alla loro praticità (77%), all’ottimo gusto (62%) e al giusto rapporto qualità prezzo (50%); il loro trend è previsto in crescita. Numerosi locali soddisfano la voglia di caffè buoni e diversi per gusto e origini vendendo caffè per moka e sempre più anche cialde e capsule, che anche molte microroastery ormai propongono, anche compostabili.

L’ospitalità professionale si mette in mostra a Host 2021

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Dal 22 al 26 ottobre a Fieramilano, l’appuntamento con la manifestazione internazionale dedicata al mondo dell’ospitalità. Con quasi 1300 espositori da tutto il mondo e 800 eventi in programma

“Live” finalmente e in piena sicurezza, con espositori, buyer e stakeholder in arrivo a Milano da tutto il mondo. Torna l’appuntamento con Host, tra le maggiori manifestazioni internazionali dedicate al mondo dell’ospitalità. L’evento, a carattere biennale, quest’anno alla sua 42esima edizione, si svolgerà a Fieramilano, a Rho, dal 22 al 26 ottobre: cinque giorni durante i quali metterà in mostra tutte le novità e tendenze in ambito bar, caffè, ristorazione, pizza, pasta, gelato, arredo e bakery.

Con i suoi quasi milletrecento espositori da più di 40 Paesi, la manifestazione si conferma ancora una volta come l’hub globale dell’equipment, dove i protagonisti saranno tutti i key player mondiali dell’ospitalità professionale. Un osservatorio privilegiato ci si potrà confrontare e aggiornarsi sullo stato dell’arte del settore in fatto di innovazione tecnologica di prodotto e di servizio, ma anche delineare insieme gli scenari che plasmeranno l’ospitalità professionale del futuro. Sarà possibile andare alla scoperta dei nuovi trend in fatto di hotellerie (e non solo) e di cambiamenti relativi alle modalità di consumo. Con un occhio alle nuove tecnologie e all’innovazione, attraverso la proposta delle ultime novità sul mercato in termini di equipment, materie prime, attrezzature e semilavorati.

VISITA HOST 2021

Inoltre, grazie alla contemporaneità, per questa edizione di Host, con Tuttofood, la fiera internazionale dedicata al settore business to business dell’agroalimentare, i player del settore potranno visitare entrambe le manifestazioni: così potranno conoscere non solo le contaminazioni tra i due comparti, come l’agrifood e l’hospitality, ma anche le nuove tendenze emergenti dell’agroalimentare e della vita sociale outdoor.

Più di una azienda su tre è straniera

Le aziende confermate sono 1.291, delle quali 435 estere (con una percentuale di internazionalità del 34%), in rappresentanza di 43 Paesi. Tra i top ci sono mercati come, Germania, Francia, Spagna, Usa, Portogallo, Paesi Bassi, Grecia, Regno Unito e Turchia.

Per quanto riguarda le merceologie, la Ristorazione Professionale e l’area dedicata a Bar - Macchine caffè - Vending rappresentano insieme i due terzi dell’offerta espositiva e ricca si conferma anche quella rivolta ad Arredo – Tecnologia - Tavola.

Oltre 800 eventi in programma

Altrettanto ricco menu degli eventi di Host, con oltre 800 appuntamenti da segnare in agenda, che permetteranno ai visitatori professionali di prendere parte a masterclass, show cooking, tavole rotonde, percorsi di gusto, competizioni e incontri con chef stellati, bartender e designer.

Tra i principali, Smart Label - Host Innovation Award, il concorso, organizzato con Poli.Design, che premia le aziende più innovative, suddiviso in tre categorie: Innovation Smart Label, dedicato ai prodotti con un elevato contenuto di innovazione, Green Smart Label, pensato per i prodotti che si distinguono per innovazione rispetto ai trend del settore di riferimento, e Smart Label, per le società in continua evoluzione. Ad aggiudicarseli coloro che sono stati in grado di anticipare le tendenze industry del domani, dal risparmio energetico all’utilizzo di materiali e soluzioni etiche e green, dal focus sull’igiene a quello sulle soluzioni tecnologiche user-friendly, dall’attenzione alla customizzazione alla flessibilità di utilizzo dei prodotti.

Per quanto riguarda il canale bar, di particolare interesse l’agenda di eventi e appuntamenti stilata da Aicaf, Accademia italiana maestri del caffè, e Altoga, Associazione nazionale torrefattori e importatori di caffè e grossisti alimentari, che animerà l’area Caffè Bar con il VII Gran Premio della caffetteria italiana, il II° Campionato Mondiale di Latte Art Grading e le degustazioni di Coffee addition – the itinerary event e coffee tasting corner.

E poi ancora quelli a cura di Sca, Specialty Coffee Association, che rappresentano eventi top del segmento Caffè, ovvero i Campionati mondiali Sca 2021 World Barista Championship, World Brewers Cup e World Cup Tasters Championship.

A questi poi si aggiungono le iniziative targate Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, focalizzate sull’innovazione digitale nei pubblici esercizi, e con l’Horeca Digital Academy a cura di Apci, Associazione professionale cuochi italiani

Ritorna poi l’appuntamento con Pasticceria di Lusso nel Mondo by Iginio Massari, il concept ideato dal maestro del pastry italiano e internazionale che mette a confronto alcuni dei più importanti interpreti del mondo del dolce a livello mondiale. Sempre nell’universo della pasticceria, non mancheranno i campionati internazionali a cura di Fipgc, Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria, con il Campionato del Mondo del Tiramisù e di The best Pastry chef in the World, durante il quale 18 campioni del mondo sfileranno dando la loro testimonianza sul futuro della pasticceria.

Completano la visita, la Baker Academy, con laboratori e degustazioni, e Slices – Pizza Culture for professionals, con seminari e showcooking.

Come partecipare

Host 2021 apre i battenti dal 22 al 26 ottobre dalle ore 9.30 fino alle 18.30. L’ingresso per un giorno (compreso anche di visita a Tuttofood e a Meat-Tech) ha un prezzo di 65 euro, per 2 giorni 75 euro, per 3 giorni 115 euro e per 5 giorni 130 euro. Occorre essere provvisti di Green pass. Visita Host

La via alla sostenibilità di Belvedere Vodka

Belvedere Vodka impianto Biomassa
La distilleria della vodka super premium è stata dotata di un impianto a biomassa per la produzione di energia pulita: un nuovo passo nel percorso green del brand. Intanto a novembre arriva la Bespoke, la bottiglia personalizzabile in edizione limitata

Già 100% naturale, Belvedere ora vuole anche diventare sempre più green. La vodka polacca super premium ha intrapreso da tempo un percorso virtuoso all’insegna della sostenibilità, che ha già portato importanti risultati, come la riduzione delle emissioni di CO2 del 42% dal 2012 al 2017. Un percorso che ora fa un altro decisivo passo in avanti. Il brand ha infatti inaugurato un impianto a biomassa per la produzione di energia rinnovabile a servizio della sua storica distilleria, che con 111 anni di età è una fra le più antiche per la produzione di vodka, che sorge a Polmos Żyrardów, nel cuore della regione di Mazovia, a circa 45 chilometri di distanza da Varsavia. L’impianto, la cui costruzione è stata avviata nel 2018 e ora entrato in esercizio, permetterà a Belvedere di abbattere le emissioni di CO2 legate all’energia del 95% entro il prossimo anno.

La sua realizzazione rappresenta però solo un tassello della strategia di sostenibilità del brand. Una strategia che prevede azioni su più fronti che toccano tutti i campi della sua attività, dalle materie prime alla protezione degli ecosistemi dai quali queste provengono, dall’utilizzo di pack pastic free fino all’impiego sempre maggiore di energia rinnovabile per i vari processi, e finalizzata a raggiungere 8 ambiziosi obiettivi al 2025.

Gli otto obiettivi di sostenibilità

Il primo prevede la conversione al bio di tutta la produzione. Su questo fronte, Belvedere già dallo scorso anno ha avviato la ricerca di ingredienti da agricoltura biologica per tutte le future innovazioni, per avviare dal 2023 la transizione del marchio al 100% organic dal 2023.

Ma in tema di materie prime il brand sta lavorando anche a un programma di rigenerazione del suolo, che mira a proteggere l’impostazione naturale dei terroir agricoli, programma che non riguarda solo i terreni dove viene coltivata la pregiata segale polacca con la quale la vodka super premium viene realizzata.

Altro obiettivo riguarda la riduzione del 40% dei volumi di acque smaltite dalla distilleria, in modo da ridurre a sua volta del 27% il volume di acqua attinta dai pozzi di proprietà entro il 2024.

Un altro forte impegno riguarda il recupero e riutilizzo dei rifiuti, campo nel quale Belvedere si sta muovendo in due direzioni in ottica di economia circolare. Da un lato, mirando a convertire il sottoprodotto della distillazione in combustibile, dall’altro recuperando il calore dei fumi di scarico delle combustioni, così da ridurre del 20% l'apporto energetico per la caldaia entro la fine di quest’anno.

Un ulteriore impulso verrà dato anche all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, con l’installazione, in programma nel 2023, sul tetto della distilleria di un impianto solare che contribuirà a ridurre ancora le emissioni di CO2.

Ma non solo, perché il marchio sta lavorando a un progetto che le consentirà, a partire dal 2025, di fornire alla cittadina di Polmos Żyrardów una quota di energia pulita generata dai suoi impianti. Inoltre, per rendere più green la filiera, sempre a quella data, anche i partner agricoli del brand, attraverso una serie di progetti mirati, saranno dotati di sistemi di generazione di energia rinnovabile, liberandosi così dalla dipendenza dal carbone, al momento l’unico combustile a loro disposizione.

Nuovi obiettivi di sostenibilità sono stati fissati anche per quanto riguarda il packaging. Belvedere ha già eliminato il 95% di plastica monouso e ha iniziato a implementare l'eco-design per tutti i nuovi prodotti. Ora il nuovo target è una riduzione di un ulteriore 50% dell’uso di plastica e un aumento di pari quantità di impego di plastica riciclata e di vetro riciclato.

Infine, la protezione delle risorse idriche, impegno che viene portato avanti attraverso collaborazioni con ong e università, come la Fondazione per la protezione dell’ambiente locale, con la quale ha progettato un piano per la salvaguardia e ripristino dell’ambiente del fiume Pisia-Gągolina, che partirà il prossimo anno, e l'Università Tecnica di Lodz, con la quale ha progettato nuove soluzioni tecniche per ridurre il consumo di acqua.

Arriva la Bespoke

Intanto sul fronte prodotti, la notizia è l’arrivo il prossimo mese della Bespoke, la l’esclusiva Magnum disegnata al laser che esalta tutta la qualità dell’iconica vodka, preparata esclusivamente con la segale polacca Dankowskie e distillata quattro volte. La bottiglia in edizione limitata, luminosissima e argentata, che può si può rendere unica personalizzandola incidendovi nomi, date o messaggi, sarà disponibile su tannico.it dal 14 al 30 novembre.

 

L’innovazione in caffetteria protagonista a Coffee Addition

Gianni Cocco, Coffee Edition 2019, foto Romediastudio
A Host torna l’evento itinerante messo a punto da Gianni Cocco e organizzato da Aicaf e Altoga. Tanti spunti inediti per la caffetteria

Torna a Host l’evento itinerante Coffee Addition, una serie di workshop su sei diverse tematiche messi a punto da Gianni Cocco e  organizzati da Aicaf - Accademia Italiana Maestri del Caffè in collaborazione con Altoga. «Dopo il positivo esordio del 2019, per questa seconda edizione di incontri, ho puntato sull’innovazione in caffetteria - dice Cocco -: il caffè insieme al tè sarà l’elemento centrale, ma elaborato con tecniche innovative mutuate dal mondo della cucina, della mixology e della pasticceria. Voglio fare capire ai baristi che l’utilizzo di nuovi processi permette di mettere a punto preparazioni nuove e inedite che danno un buon margine e permettono di differenziarsi, dunque di attirare nuova clientela».  Cosi il gasatore Twist 'n' Sparkle di Isi è protagonista degli incontri Ice Tea (drink a base di tè realizzato in sifone grazie alla tecnica rapid infusion e reso frizzante con la tecnica di carbonatazione) e Ice Coffee (drink a base du cascara e fiori di caffè estratto sottovuoto reso frizzante grazie alla carbonatazione in sifone), conferendo alle bevande una frizzantezza che permane nel tempo. Al Caffè Molecolare (drink freddo a base di bevanda avena aromatizzata con la tecnica sottovuoto da caffè e fave di cacao, completata da caviale al caffè molecolare) e al Caffè in cucina si accompagna il sifone Nitro nuovamente di Isi. Con la piccola macchina chef’s Cube (sottovuoto e molto altro) di Vaqua si scoprirà come realizzare un insolito gelato in roll (workshop Il gelato e il caffè), estrazioni a freddo di tè e caffè (anche di più varietà contemporaneamente), oltre a funzioni più “classiche”, come la conservazione sottovuoto ad esempio del caffè rimasto inutilizzato a fine giornata. In alcuni casi si osserveranno all’opera più apparecchiature durante la realizzazione di una ricetta. «Questa nuova impostazione degli incontri ha avuto un grande successo e le prenotazioni si sono esaurite rapidamente - afferma Gianni Cocco -. Penso che per i baristi possa essere utile conoscere nuovi strumenti e vedere la loro applicazione in caffetteria. In un primo tempo sembreranno forse “lontani” dal settore o complessi, ma con un po’ di pratica e soprattutto una buona dose di creatività, si potranno ottenere buoni risultati in maniera semplice. Pensiamo alla praticità di un tè freddo realizzato espresso in due minuti con la macchina sottovuoto o all’originalità di un gelato roll». Non manca una sezione dedicata ai decori sul cappuccino, Latte Art Colour Painting, in cui sono protagoniste le bevande per i bambini (ad esempio il latte bianco caldo) rifinito con disegni colorati grazie all’utilizzo dell’aerografo e della penna flow pencil.

Osserviamo il programma.

Venerdì 22 ottobre

  • h.13.00-13.45 - tema Molecolare - pad 15, E49 F48 E42 - La Marzocco
  • h.14.30- 15.15 - tema Ice Tea - pad 13 A15 - Trabo
  • h.15.45-16.30 - tema Molecolare. - pad 15 G49 H48 - Dersut Caffè
  • h.17.00-17.45 - Latte Art Colour Panting - pad 15 A41 A49 B40 B48 - Gruppo Gimoka

Sabato 23 ottobre

- h.10.00-10.45 - tema Il caffè in cucina - pad 15 E49 F48 E41 - La Mazocco

  • h.11.30-12.15 - tema Il gelato e il caffè - pad. 1 N18 - Minipack Torre
  • h.13.00-13.45 - tema Ice coffee - pad 24 K52 L51 - Bwt Italia
  • h. 14.30 – 15.15 - tema Ice coffee - pad 22 T20 - pulyCAFF
  • h. 15.45-16.30 - tema Il caffè in cucina - pad 15 G49 H48 - Dersut Caffè
  • h. 17.00-17.45 - tema Il gelato e il caffè - pad15 A41  A49  B40  B48 - Gruppo Gimoka

Domenica 24 ottobre

- h. 10.00-10.45 - tema Il gelato e il caffè - pad 15 E49 F48 E41 - La Marzocco 

  • h. 11.30-12.15 - tema Ice coffee - pad 1 N18 - Minipack Torre
  • h. 13.00-13.45 - tema Molecolare - pad 22 T20 - pulyCAFF
  • h. 14.30-15.15 - tema Latte Art Colour Panting - pad 24 Q40 R39 Nuova Ricambi
  • h. 15.45-16.30 - tema Latte Art Colour Panting - pad 15; A53 - B50 Caffè Milani
  • h. 17.00- 17.45 - tema Il caffè in cucina - pad 24 E40 F39 - Conti Valerio – Eureka

Lunedì 25 ottobre

  • h. 10.0010.45 - tema Ice coffee - pad 13 A15 - Trabo
  • h. 11.30-12.15 - tema Molecolare - pad 1 N18 - Minipack Torre
  • h. 13.00-13.45 - Ice coffee - pad 15 A53 B50 - Caffè Milani

- h. 14.30-15.15 - tema Il gelato e il caffè - pad 22 T20 - pulyCAFF

- h. 15.45-16.30 - tema Ice Tea - pad 24 K52 L51 - Bwt Italia

- h. 17.00-17.45 - tema Latte Art Colour Panting - pad 24 E40  F39 -Conti Valerio – Eureka

Martedì 26 ottobre

- h. 10.00-10.45 - tema Ice Tea - pad 22 V16 V18 Z15 Z17 - Il Villaggio del caffè - Altoga

- h. 11.30-12.15 - tema Latte Art Colour Panting - pad 22 V16 V18 Z15 Z17 -Il Villaggio del caffè - Altoga

I workshop

  1. Molecolare: realizzazione di un drink freddo a base di bevanda avena aromatizzata con la tecnica sottovuoto da caffè e fave di cacao, completata da caviale al caffè molecolare
  2. Ice Tea: drink a base di tè realizzato in sifone grazie alla tecnica rapid infusion e reso frizzante con la tecnica di carbonatazione
  3. Latte Art Colour Panting: le tecniche di decorazione del cappuccino più accattivanti e colorate che ci siano grazie all’utilizzo dell’aerografo e della penna flow pencil
  4. Il caffè in cucina: spugna al caffè realizzata con sifone N2o completata da salsa di carote aromatizzata con spezie e realizzata con la tecnica sottovuoto
  5. Il gelato e il caffè: il gelato roll asiatico aromatizzato al caffè realizzato live su piastra ghiacciata
  6. Ice coffee: drink a base du cascara e fiori di caffè estratto sottovuoto reso frizzante grazie alla carbonatazione in sifone.

La terra chiama e il bar risponde

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di ottobre 2021 di Bargiornale a firma del direttore Rossella De Stefano è dedicato alla sostenibilità e al lavoro dei protagonisti del Bootcamp&Work Horeca Forum di Assisi The Next Green Generation

Pensavamo fosse un obiettivo ambizioso: confrontarci e ragionare su un futuro sempre più sostenibile al bar, al di là degli slogan e delle dichiarazioni di principio. Perché come fai a dissertare su Km0, riduzione delle emissioni di carbonio e affini, quando misceli distillati provenienti da tutto il mondo o quando le tue miscele per l’espresso giungono dall’altra parte del globo? O ancora quando il “plastic free” è in conflitto con le esigenze di igiene? Eppure i baristi e bartender chiamati a raccolta ad Assisi per partecipare alla seconda edizione del  ci hanno dimostrato esattamente il contrario.
Venti professionisti, under 35, che hanno accettato la nostra sfida e animato il nostro “pensatoio”, portando ciascuno la propria esperienza, dando conto delle buone pratiche messe in campo nella propria attività, confrontandosi con gli esperti e i tutor per mettere nero su bianco un vademecum per il bar sostenibile. Un programma in dieci punti che troverete nelle pagine di Bargiornale di ottobre e che vi consigliamo di ritagliare e conservare. Perché lo chiedono i clienti. Perché lo chiede il Pianeta. Perché lo chiedono i vostri e i nostri figli.

Lorenzo Loseto: «Con le mie pinte (di gelato) alla conquista del West»

Alberobello è la linea di gelati made in Toronto firmati dallo chef Lorenzo Loseto. Venduti in barattoli e solo nel fine settimana


  TORONTO (Canada). «Sono sempre stato affascinato e ossessionato dal gelato. Alcuni dei miei ricordi più belli da bambino e da adulto ruotano attorno al gelato». Come dare torto a Lorenzo Loseto, chef del George Restaurant di Toronto? Nato a Bari, trasferitosi all’estero da bambino, è cresciuto in Canada e per 35 anni ha lavorato nelle migliori cucine del Paese. Cinque anni fa ha deciso che avrebbe aperto una gelateria. Ha frequentato corsi alla Carpigiani Gelato University, poi ha tradotto in realtà l’idea di un gelato artigianale “all’italiana” da servire a cena al George Restaurant o da prenotare e ritirare nel fine settimana. Così è nato Alberobello Gelato - questo il nome scelto per il brand, in omaggio alla cittadina pugliese famosa per i trulli. Il gelato viene venduto in vasetto da una pinta (circa mezzo litro) a 10 dollari e ogni settimana sono disponibili gusti diversi. È lo stesso Loseto a impostare il menu settimanale. Sullo shop online propone i gelati, i sorbetti, delle conserve, del pane in grande formato e le brioche farcite (6 pezzi a 8 dollari).

Un gelato venduto solo nel fine settimana

Parte tutto dalla cucina del George Restaurant, locale di fine dining nel centro di Toronto. «Ho dedicato una parte della cucina alla gelateria. Formulo le ricette all’inizio della settimana e preparo per il weekend», spiega Loseto. Il gelato di Alberobello è in vendita, infatti, solo il venerdì e il sabato. Si pre-ordina su Shopify, si passa a ritirare entrando da un passaggio accanto alla cucina. Non una vera e propria gelateria, ma una modalità di consumo più vicina alle abitudini nordamericane: il dessert da portare a casa in barattolo di dimensione medio-grande. «Il cliente, quando viene a ritirare, ha una visione della produzione. L’edificio stesso è bellissimo e ha un valore storico, era una fabbrica di cioccolato oltre 100 anni fa. Quindi è come entrare in un luogo segreto, nascosto ma affascinante». Mentre scriviamo i gusti sul portale di pre-ordine sono mascarpone al lampone, crumble di mandorle alla vaniglia, basilico al limone e malaga. «Il nostro gelato è indirizzato a un consumatore che apprezza il sapore intenso, con una mente aperta a diverse combinazioni di sapori che non sono strane o sperimentali, ma non esattamente tradizionali. Anche se spesso produciamo gusti tradizionali: il mio preferito è - e sarà sempre - il cioccolato puro».

L'intervista a Lorenzo Loseto

Hai posto l’accento sugli ingredienti di alta qualità. Ad esempio il latte che utilizzi viene da una “family farm” dell’Ontario, che garantisce alimentazione totalmente naturale alle sue mucche. Come selezioni i fornitori? «Siamo fortunati ad avere molti ottimi fornitori sul territorio grazie ai contatti del ristorante e cerchiamo costantemente di aggiungerne per migliorare il prodotto. Produciamo tutte le basi gelato in casa e sfruttiamo il nostro team di pasticceria per realizzare dessert speciali per “completare” il gelato. Abbiamo anche molti fornitori che si rivolgono a noi con prodotti nuovi e interessanti». È un’idea completamente nuova, questa del gelato artigianale all’italiana, o hai altri concorrenti a Toronto? «Penso che ci siano molti concorrenti qui a Toronto e man mano ne apriranno di più. Io lo faccio principalmente per divertimento e voglio vendere quel tanto che basta per continuare a creare nuovi sapori ogni settimana. Ciò che ci distingue è che molti gelatieri non hanno l’esperienza culinaria che ho io. Il che mi permette di realizzare sapori più intensi e abbinamenti più interessanti». Puoi spiegarci che percorso lavorativo hai fatto e che legame hai ancora con l’Italia? «Sono uno chef di formazione classica e cucino da 35 anni. Sono lo chef del George da 18 anni, e ci sforziamo costantemente di essere i migliori. Sono nato a Bari e sono andato via da piccolo, sono cresciuto a Toronto in una grande comunità italiana e torno in Italia spesso, ma non quanto vorrei. Da George non serviamo cucina italiana, ma la nostra offerta ha molte influenze e sapori della cultura italiana, ne sfrutta i metodi e condivide l’ideologia del cibo».

Stasera il MAG festeggia 10 anni

Dieci anni di Mag Café, tra i locali simbolo della nuova era dei Navigli milanesi. Al banco si alterneranno alcuni dei barman che hanno fatto la storia del locale. Ovviamente non mancherà il bar manager Francesco Bonazzi e i due soci fondatori: Flavio Angiolillo e Marco Russo

 

Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno! Buon decimo compleanno Mag Café, nido mattutino per le colazioni, elegante salotto in stile bohémien per la merenda, banco da cocktail da mille e una notte. Stasera si alterneranno alla “console” tutti coloro che hanno reso grande il celebre e pluripremiato bar sui Navigli. A condurre le danze ci sarà Francesco Bonazzi, manager del locale. Si parte subito a tutto gas alle 17 col duo Pippo De Martino - Bledar Ndoci. Alle 19 scalderanno il pubblico Emilio Menduti e Matteo Landi. Alle ore 21 Yurii Brodesku e Luca Cesaretti saranno il super tandem. Gran finale di serata dalle ore 23 con Andrea Dracos e Mirko Turconi. Ogni ora e mezzo cambierà il guest barman, che preparerà uno dei suoi cocktail storici. «È un evento - sottolinea Bonazzi - dedicato a tutti i nostri clienti più affezionati, che negli anni hanno vissuto insieme a noi tutti i cambiamenti e le evoluzioni del locale.

Il Mag è fatto anche dalle persone che ci lavorano oltre che dai buoni drink e questa è una festa per ritrovarci insieme”. Fondato nel 2011 da Marco Russo e Flavio Angiolillo, Mag Cafe negli anni ha seguito l’espandersi del Naviglio milanese e diversi barman anche dall’estero hanno mostrato interesse per questa realtà. Da subito, lo staff ha puntato sul concetto di “nesting”, creando un locale dove il cliente si sentisse a proprio agio. Proprio come in un nido. Tante tipologie di avventori hanno seguito l’evolversi del Mag: «Da chi doveva festeggiare a chi doveva consolarsi. In questo decennio abbiamo conosciuto, accolto e viziato tante persone, milanesi e non. Come diciamo sempre, il Mag è qualità, quantità e coccole”, spiegano i soci.

Nel corso della serata saranno riproposti alcuni dei signature cocktail che hanno fatto la storia (e il successo) del locale. Tra questi Stanlio e Ollio, Obelix, Asterix, Maria, Cristina, J. Antonio, Elwood e Jake.

 

Birra Moretti riparte con la ricerca Bva-Doxa sui Locali del Cuore

I locali pubblici tornano a essere il posto preferito dove le persone si incontrano. Un'apposita ricerca Bva-Doxa per Birra Moretti ne esamina i dettagli.

Non ci poteva esssere occasione migliore per sottolineare la vivace ripartenza del settore con la presentazione della ricerca Bva-Doxa su "Locale del cuore" a cura di Birra Moretti (Heineken Italia) nel nuovo (e sesto) locale di Milano della catena Pane&Trita. Nell'occasione si è brindato con la recente novità Birra Moretti Filtrata a Freddo.

La ricerca Bva-Doxa per Birra Moretti evidenzia come il sentimento moderno di "sentirsi a casa" per gli Italiani è associato il più delle volte al "fuori casa", intimamente legato ai propri locali preferiti dove bere una birra insieme alle persone che ci fanno stare bene. La presentazione è stata affidata a Nicolò Lupo (External Comunication Manager Heineken Italia), Paola Romagnoli (Consumer Marketing Intelligence Birra Moretti) e Pabel Ruggiero (ceo & founder Pane&Trita), sotto nella foto.

Nicolò Lupo (Heineken), Paola Romagnoli (Birra Moretti) e Pabel Ruggiero (Pane&Trita)

Quando gli italiani si trovano come a casa

Le attività fuori casa sono quelle che sono mancate di più agli italiani nell’ultimo anno e mezzo.  È quanto emerge dalla ricerca Bva-Doxa/Birra Moretti che ha evidenziato come per 6 italiani su 10 la sensazione di benessere collegata al “sentirsi a casa” non è legata alla propria abitazione o a un luogo specifico ma principalmente a situazioni e momenti di convivialità proprie del “fuori casa”.
In particolare, oltre 5 milioni di italiani (12%) si sentono a casa e stanno bene con se stessi quando si trovano nel proprio “locale del cuore”: che sia un bar, un ristorante, un bistrot, una pizzeria o un pub dove si sentono a proprio agio come tra le mura domestiche e possono condividere le proprie emozioni con le persone a cui vogliono bene.

Come dovrebbe essere il Locale del Cuore

Attraverso questa indagine, Birra Moretti, la birra della buona compagnia, ha acceso i riflettori anche su quali sono gli elementi imprescindibili che deve possedere un locale - secondo i nostri connazionali - per farci sentire a nostro agio e davvero “a casa”.
Al primo posto
, per 1 italiano su 2 (52%) c’è l’ambiente
che deve essere curato e accogliente e trasmettere calore e attenzione per i dettagli.
A seguire, in questa speciale classifica, troviamo in ordine:
il tipo di cibo (43%),
il servizio
curato ma senza troppa formalità (40%) e
l’acustica per poter conversare senza dover urlare (39%).
Per 3 italiani su 10 (27%) a fare la differenza nel proprio locale del cuore è il tipo di musica di sottofondo, seguita dall’arredamento (24%) e dalle luci soffuse (21%).

 Birra, la bevanda della buona compagnia

L’indagine Bva-Doxa mette anche in luce che per gli italiani è la birra (42%) la bevanda della buona compagnia, anche più del vino (37%).
Tra i posti preferiti dove condividerla con le persone che si amano 1 italiano su 2 indica la pizzeria, a ribadire un binomio intramontabile. A seguire troviamo la birreria (29%), casa propria o di amici (29%), il locale frequentato con gli amici (26%), il ristorante (23%) o un bar qualsiasi (19%).

 L'importanza della "buona compagnia"

Lo studio accende i riflettori sul tema della convivialità, da sempre uno dei valori di Birra Moretti che, nel 2021, si evolve nel nuovo posizionamento “In buona compagnia, così come siamo”, pensato per celebrare i momenti di condivisione tra le persone e allo stesso tempo l’importanza di essere sé stessi, valori che rappresentano l’essenza dello “stare bene” per gli italiani. Una “buona compagnia” sempre più vera e trasparente: niente rende bello e speciale lo stare insieme come essere esattamente così come si è, con le nostre imperfezioni, diversità e peculiarità.

Birra Moretti Filtrata a Freddo, la novità del 2021

Ad accompagnare la ritrovata socialità degli italiani nei bar e nei ristoranti c’è anche Birra Moretti Filtrata a Freddo, novità del 2021 che sta riscuotendo grande successo da parte degli italiani. Si tratta di una chiara tipo lager dal moderato tasso alcolico (4,3%) realizzata con due luppoli diversi che rompe gli schemi con il passato su tutti i fronti, nel prodotto ma anche nel design: l’etichetta avvolge la bottiglia a 360°, mentre le bottiglie da 30 e 55 cl con tappo corona sono realizzate in uno speciale vetro chiaro flint trattato per non far passare i raggi UV e impedire così l'ossidazione della birra.
Grazie a un innovativo processo di filtrazione a freddo, la birra viene portata fino ad una temperatura di -1°C. Il risultato è una birra facile da bere, dal bilanciato grado di amarezza, freschissima.

Pane & Trita, una steak house decisamente casual

Un locale specializzato in carne non è una novità. Novità invece è un locale come Pane & Trita che tratta la carne a tutto campo, dagli hamburger, al sushi, ai cocktail. Sesto locale della catena, quello di Milano (via Muratori 27, zona Porta Romana) segue quelli "brianzoli/prealpini" di Seregno (Mb), Villasanta (Mb), Costamasnaga (Lc), Muggiò (Mb) e Cantù (Co).
Messi a punto con Linea Zatta e Costa Group, i colorati arredi e murales sono ispirati agli Anni Sessanta e fanno da scenario a un imprevedibile menù.
Le spine del gruppo Heineken, tra cui spicca Birra Moretti, si accompagnano a proposte come i Sushi del Macellaio, la Cotolettona all'Italiana, il Terùn (il Panino Più Famoso d'Italia: con trita di Angus da 200 gr, mozzarella di bufala...), L'Uniporco (con pane rosa, tartare di Angus, pulled pork...), il Cono del Macellaio (cono gelato ripieno di tartare...), la Brioche (ripiena di tartare, avocado di Trapani...).
Assolutamente da provare poi la proposta "liquida" come i cocktail alla carne: Negroni al Bacon, Patanegra Tonic, Culatello Tonic, N'duja Tonic.

 

 

 

È l’ora del tè per il lusso di Jimmy Choo

Daniele Bonzi, Pastry Chef dell'hotel Four Seasons di Milano, ha creato per l'afternoon tea una linea di dolci ispirata ai prodotti iconici del brand di calzature e pelletteria

Creazioni davvero particolari quelle che portano la firma di Daniele Bonzi, Executive Pastry Chef dell'hotel Four Seasons di Milano. L'offerta dell'afternoon tea al Bar Stilla del celebre hotel di Via del Gesù è in tema Jimmy Choo. Il brand di lusso ha collaborato con l'hotel Four Seasons di Milano per creare una edizione speciale dell'afternoon tea, che prende ispirazione dalla collezione permanente Core e da modelli iconici di Jimmy Choo, e verrà servito dal 14 ottobre al 4 novembre 2021 ogni giovedì, dalle 15:00 alle 18:00, al Four Seasons di Milano.

Servito anche con champagne e cocktail

Daniele Bonzi ha interpretato modelli iconici di Jimmy Choo come la torta alla vaniglia Cloud, la torta al cioccolato Madeline Bag e la riproduzione della pump Saresa. Dettagli di perle, cristalli e il monogramma JC decorano le proposte del pastry chef accanto a finger sandwich, tartellette alla frutta e una selezione di varietà di tè, champagne e un cocktail. Jimmy Choo, uno dei maggiori brand del lusso a livello internazionale con calzature da donna, borse, piccola pelletteria, sciarpe, occhiali da sole, occhiali, cinture, fragranze e calzature da uomo, finisce così "nel piatto" del tè pomeridiano. Il servizio è offerto al costo di 38 euro (per l'afternoon tea classico) e 52 euro (con un flute di champagne o un cocktail).

Il Simposio del nuovo corso per gli accademici Ampi

AMPI accademici
Si svolge ad Alma il Simposio di Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Tre giorni di alta formazione, all'insegna della condivisione

L’11 ottobre alla scuola internazionale di cucina italiana Alma a Colorno (Pr) si è aperto il Simposio dell’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, sotto la guida del nuovo presidente Salvatore De Riso. È il primo incontro formativo degli Accademici in presenza, dopo la diaspora della scorsa primavera quando i maestri Iginio Massari e Gino Fabbri e una parte del direttivo hanno scelto di recedere da Accademia (ne abbiamo parlato diffusamente qui).

Ripartire dalla condivisione

Pur in un momento non facile per svariate ragioni, Accademia non è dunque restata con le mani in mano. Rinnovati i vertici (nel consiglio direttivo accanto a Sal De Riso figurano Paolo Sacchetti e Santi Palazzolo come vicepresidenti), è stato varato il primo Simposio della “nuova era”, all’insegna di tre giornate di seminari di formazione squisitamente tecnica. “Condividere per crescere - Sfide e trend di mercato: il ruolo della pasticceria italiana”: questo il tema delle tre giornate di formazione, che ha visto come relatori Francesco Boccia, Accademico AMPI e Campione del Mondo di Pasticceria nel 2015, con una lezione incentrata sul tema del cioccolato; Leonardo Di Carlo, docente e consulente internazionale e lo spagnolo Jordi Bordas, Campione del Mondo di Pasticceria 2011, ospite internazionale nella terza e ultima giornata di lavori. «Questo è un Simposio molto speciale - dichiara Salvatore De Riso - e arriva dopo un periodo complesso come sono sempre i momenti di cambiamento e ripartenza. Ora è il momento di guardare avanti, grati e responsabili della storia che ci precede, ma desiderosi di scriverne un’altra. Abbiamo davanti molto lavoro ma l’entusiasmo che attraversa tutta l’Accademia, la voglia di fare bene, il senso di responsabilità nei confronti di un intero settore che ognuno di noi sente ci rendono fiduciosi. Ampi sarà la casa della pasticceria italiana, una casa fatta di eccellenza e condivisione».

Progetti per i giovani, eventi e una nuova App

È spettato al presidente Sal De Riso, nel corso della cena di gala organizzata all’Antica Corte Pallavicina di Massimo Spigaroli, spiegare i nuovi obiettivi di Ampi, che si incentrano attorno ad alcuni concetti chiave. «Condivisione e pluralità – dice De Riso - Per questo il nostro nuovo linguaggio sarà sempre ‘al plurale’. E ancora Giovani: abbiamo progetti speciali per loro. Vogliamo essere strumento di formazione e reale supporto. L’obiettivo è di creare un progetto nuovo ‘Ampi giovani’. Ampi sarà anche la casa della pasticceria da ristorazione. Confrontarsi e collaborare con una parte così importante del mercato è vitale. Vogliamo riprendere e implementare il gruppo. E poi il nostro marchio: Ampi deve diventare un marchio di qualità riconosciuto, anche e soprattutto presso il grande pubblico». Fra i progetti di Ampi, ci svela De Riso, c’è anche quello di creare un’App che consentirà di conoscere e geolocalizzare tutti i maestri di Accademia, accedere a ricette d’autore, conoscere le specialità del singolo maestro e le attività Ampi in programma. Nel prossimo anno c’è anche l’idea di creare eventi in varie città italiane, essere presenti a fiere ed eventi, con il suggello Ampi a garanzia della massima qualità della pasticceria.

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