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La Sacher di Vito Cortese è una provocazione crudista

Sacher torte crudista by vito cortese
La monoporzione sferica del pasticcere sfida la ricetta del dolce tradizionale viennese: niente cottura e soluzioni ardite per creare un dolce particolarissimo

Ha colto l'occasione del Sacher Torte Day, il 5 dicembre, giornata che celebra in tutto il mondo la torta viennese, per rilanciare una versione crudista del celebre dessert. Vito Cortese, esponente italiano di questa area salutista dell’arte dolciaria (appunto la raw pastry, "pasticceria crudista") provoca i puristi della Sacher con la sua versione, ben lontana dai canoni della ricetta.

L'incontro con lo chef crudista nel 2011

Cortese, che ha recentemente aperto a Firenze il suo Cortese Café Novecento, evidentemente non teme di passare per eretico. «La prima Sacher in versione raw mi fu commissionata da Anna Getty, nipote di Paul Getty, per il suo compleanno. Da allora non ho smesso di studiarne la preparazione per arrivare alla ricetta attuale», ha spiegato il pasticcere. I primi esperimenti di Sacher Torte raw risalgono all'incontro tra Cortese e Matthew Kenney nel 2011. Kenney è tra gli chef crudisti più noti al mondo e tra i più importanti esponenti della filosofia plant based in cucina.

Versione monoporzione e forma sferica

Non si utilizza alcuna cottura per realizzare il dolce, quindi la «la sfida più ardua sta nella realizzazione di un pan di Spagna a base di cioccolato crudo e okara, che sono le fibre di mandorla e di cocco che rimangono dopo la preparazione del latte vegetale di questi due ingredienti». Per rendere soffice il composto Cortese utilizza un’alga chiamata Irish Moss assieme a datteri e sciroppo di acero. Anche la confettura è realizzata senza alcuna cottura, con un mix di albicocche essiccate e succo d’arancia. La glassa finale è fatta con cioccolato crudo e anacardi. Cortese ha realizzato la sua Sacher in versione monoporzione dandogli una forma sferica. Estetica lontanissima da quella della Sacher Torte tradizionale, a base di pan di Spagna al cioccolato con uno strato di confettura di albicocche e ricoperta di una glassa al cioccolato fondente.

I whisky Glencadam e Tomintoul nel catalogo di Rinaldi 1957

whisky Tomintoul
Grazie all'accordo con Angus Dundee Distillers, l'azienda bolognese è il nuovo distributore esclusivo dei pregiati single malt delle due distillerie scozzesi e a marchio Smokey Joe e Old Ballantruan. Le novità saranno presentate al Milano Whisky Festival

Si focalizzano sul mondo del whisky le nuove esclusive di Rinaldi 1957. L’azienda bolognese si è assicurata la distribuzione per l’Italia dell’ampia gamma di distillati della Angus Dundee Distillers. L'accordo con l'azienda scozzese, grazie alle tante referenze che entrano in catalogo, rafforza il posizionamento di Rinaldi 1957 in una categoria di spirit da sempre nel cuore dei professionisti del fuoricasa e degli appassionati del distillato, ma sempre più al centro anche dell’interesse delle nuove generazioni di consumatori. New entry che l’azienda presenterà e proporrà in assaggio al Milano Whisky Festival, in programma dal 4 al 6 dicembre al polo di Fieramilano a Rho-Pero (leggi Milano Whisky Festival, quest’anno l’appuntamento è in fiera).

Fondata nel 1950, Angus Dundee Distillers produce Smokey Joe (alc 46% in vol) un blended Scotch whisky, non filtrato a freddo, di malti provenienti dall’Isola di Islay, che ricevono le loro caratteristiche sia dalla torba locale utilizzata per essiccare l'orzo sia dalla vicinanza al mare. Un prodotto ricco al naso e profondo al palato, dal bouquet dolce e fruttato, dai sentori di pera e melone, arricchiti da ricordi tostati e da richiami di liquirizia e agrumi, che ritornano anche al palato, caratterizzato da sfumature tostate e torbate.

Ma non solo, perché la realtà scozzese è proprietaria due distillerie di single malt. Rinomati per il prestigio delle loro produzioni: Tomintoul, nello Speyside, e Glencadam nelle Highlands.

Glencadam, una distilleria con 200 anni di storia

Quest’ultima, acquisita nel 2003, è una delle più antiche di Scozia, aperta nel 1825 e oggi rimasta la sola distilleria attiva nella contea di Angus. Il suo storico prodotto è il Glencadam Origin 1825 (alc 40% in vol), un single malt cremoso e morbido, pura espressione del marchio, che incarna alla perfezione il carattere dei distillati delle Highlands. A questo si aggiunge una selezione di whisky con diversi anni di invecchiamento, quali Glencadam 10 yo (alc 46% in vol), affinato per 10 anni, dall’aroma fresco e floreale, con note di vaniglia e spezie, e dal gusto bilanciato, con note di crostata di frutta, vaniglia e fieno appena tagliato, Glencadam 13 yo (alc 46% in vol), con 13 anni di invecchiamento, che si caratterizza per la sua eleganza al palato, note di frutta, pera, marmellata d’arance, miele e caramello con sentori di vaniglia e burro dolce, e dai profumi di malto d’orzo, erba fresca, vaniglia e agrumi con sentori di mela e spezie, e Glencadam 15 yo (alc 46% in vol), affinato per 15 anni in botti di rovere, che sprigiona al naso delicate note di dolce vaniglia, pesca, mela e miele con sentori di cannella, erba appena tagliata e caffè.

Vere e proprie chicche della distilleria sono poi Glencadam Reserva Andalucia e Glencadam 25 yo. Il primo (alc 46% in vol) è un whisky morbido e accattivante, affinato in botti ex Sherry Oloroso, selezionate direttamente in Andalusia, processo che gli regala ricche note note fruttate, vanigliate, di uva sultanina e tè verde. Glencadam 25 yo (alc 46% in vol) è invece una release limitata a 1600 bottiglie, invecchiata per 25 anni, che presenta al naso note di cuoio, malto e sentori di nocciola e uvetta, mentre al palato spicca per le sue note legnose, accompagnate da note citriche e di frutti rossi.

I grandi invecchiati di Tomintoul

Più recente la storia della distilleria Tomintoul, costruita nel 1965 all’interno del Parco Nazionale di Cairngorm, un’area di grande bellezza naturale, e vicina alla fonte d'acqua pura di Ballantruan, ingrediente fondamentale dei suoi whiskey, considerati tra i più delicati della regione dello Speyside. Molto ricca la gamma di single malt della casa, al cui sviluppo ha dato un contributo notevole proprio l’acquisizione nel 2020 da parte acquisita da Angus Dundee, puntando in particolare su lunghi invecchiamenti.

Come Vintage Sherry Cask Decanter 1994 (alc 57,4% in vol), edizione 1994 di Tomintoul single malt, maturato in botte singola di Sherry per 25 anni e imbottigliato a gennaio 2020, dai sentori di caramello, prugna, vaniglia al naso completati da note di nocciole, ciliegie e uvetta al palato. O Temintoul Five Decades (alc 50% in vol), con invecchiamento di 50 anni che gli regala una notevole profondità e sentori di frutta estiva, pepe nero e aceto balsamico, con un finale dominato da spezie, o il delicato e maturo, o Tomintoul 40 yo (alc 43,1% in vol), invecchiato 40 anni, dai profumi di frutta, orzo e malto dolci, dalla texture cremosa e dal carattere complesso, con note di frutta estiva che si uniscono ai sentori di caffè e liquirizia.

A questi si aggiunge poi l’ampia gamma di versioni di Tomintoul con invecchimenti da 10, 12, 14, 15, 16, 18, 21 e 25 anni.

Inoltre, la produzione comprende anche diverse particolari espressioni del single malt, altrettanto pregiate. Come la release limitata a sole 6000 bottiglie Seiridh (alc 40% in vol), maturata in botti di Bourbon e poi in ex botti di Oloroso Sherry Butts di Jerez (Spagna), Peaty Tang (alc 40% in vol), la versione leggermente torbata del classico single malt della distilleria, dall’aroma delicato e sottile con note floreali e di malto con sentori di caramello, agrumi e frutta, rotondo ed elegante al palato, con note di vaniglia, fiori e orzo, prodotto anche nella versione con 15 anni di invecchiamento, Peaty Tang 15 (alc 40% in vol), e Cigar Malt Oloroso (alc 43% in vol), pensato per il pairing con i sigari e invecchiato in ex botti di Sherry Oloroso andaluso, dai sentori d'acero con un pizzico di fumo, che torna anche al palato accompagnato da note di frutta rossa.

Old Ballantruan: i torbati dello Speyside

Tomintoul produce, inoltre, i single malt Old Ballantruan, brand che prende il nome dal fiume che scorre vicino la distilleria, che rappresentano una piccola rarità, trattandosi dei pochi whisky torbati provenienti dallo Speyside. La gamma comprende tre referenze, tutte senza filtrazione a freddo.

Old Ballantruan The Peated Malt (alc 50% in vol), ricco al naso, con ricordi di vaniglia e caramello, sfumature di erbe secche e cacao, e gentile ma incisivo al palato, con note agrumate e toni maltati. Old Ballantruan 10 yo (alc 50% in vol), con 10 anni di invecchiamento, dall’aroma speziato, leggermente dolce con note di torba, vaniglia, rovere e zenzero, semplice ed equilibrato al palato con un finale lungo e intenso, speziato con note di zenzero e fumo di legna. Old Ballantruan 15 yo (alc 50% in vol), pieno e complesso con note torbate e speziate, che evolvono con diverse sfumature.

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Panettone, il mercato chiede uno sforzo in più agli artigiani

Prodotto disponibile prima - ma sempre di alta qualità e legato alle Feste - e occasioni di consumo alternative: così si conquistano nuovi consumatori

Una crescita costante, quella del panettone artigianale, intorno al 2% annuo e con una buona performance su tutto il territorio nazionale. Certo, ci sono ancora tante opportunità da cogliere: proprio di come valorizzare il prodotto di alta qualità in occasioni di consumo diverse dalla tavola delle feste si è parlato durante la presentazione della terza edizione dell'osservatorio sul mercato del panettone, una ricerca effettuata da NielsenIQ per Panettone Day, il concorso che premia i migliori panettoni artigianali ideato e promosso da CSM Ingredients, sulla campagna 2020.

Il panettone alla conquista del Sud Italia

Il mercato mostra una performance buona: in un contesto di generale contrazione delle vendite totali dei panettoni (circa 2.000 tonnellate in meno sulla campagna precedente, tra industriale e artigianale), il parco acquirenti di panettoni artigianali sfiora i 3 milioni di famiglie (in crescita del 10,7% sull’anno precedente) e le vendite salgono del 2,2% a volume e del 3,2% a valore. «Il panettone artigianale guadagna spazio a discapito dei prodotti dell'industria dolciaria di fascia premium», spiega Nicolò Beati, senior consultant di NielsenIQ e curatore della ricerca. «A valore si conferma il primato dell’artigianale già registrato lo scorso anno: vale il 55% del mercato e il parco acquirenti è cresciuto di 280 mila famiglie. Interessante notare come il numero di famiglie che acquistano in via esclusiva il panettone artigianale sia raddoppiato nell’ultimo anno, oggi sono 470 mila. Il prodotto artigianale va sempre più nella direzione delle esigenze del consumatore food italiano, tra i più attenti a livello europeo alla qualità e alle caratteristiche di quello che acquista». Altra nota importante: il panettone artigianale cresce in tutta la penisola. «Quel "consumatore attento" non è più concentrato solo al Nord: proprio le performance al Centro lo scorso anno e al Sud quest'anno ci indicano che ormai il panettone abbia varcato quei confini». I nuovi clienti dell'artigianale sono anche più giovani rispetto al target "core" del panettone, segno che il prodotto sta pian piano conquistando fasce di età prima meno interessate a questo consumo.

Il consumatore gioca d'anticipo, ma il panettone resta legato al Natale

La percezione del panettone artigianale resta quella di un prodotto ideale per un regalo sotto le Feste o per il consumo nelle occasioni speciali, sempre durante le festività. Resta, insomma, il dolce natalizio per eccellenza per la quasi totalità degli acquirenti ed è considerato da 3 su 4 come un’ottima idea regalo. Però si notano alcuni movimenti. Il primo è quello della minor concentrazione delle vendite: un calo sul mese di dicembre (-11%), crescita degna di nota sugli acquisti ad ottobre (+2%) e a novembre (+9%). Anche se rimangono ampiamente minoritari (tre quarti degli acquisti avvengono ancora tra dicembre e gennaio), la richiesta anticipata cresce costantemente e apre uno scenario interessante sulla diversa calendarizzazione delle vendite. «Più consumatori iniziano a testare il prodotto in "autoconsumo" ben prima di Natale», spiega ancora Beati. «Non parlerei comunque di una vera richiesta di destagionalizzazione, solo di una necessità di estendere la disponibilità del prodotto».

Colazione e fine pasto: le nuove frontiere

Conferme importanti arrivano anche dalla voce di Marco Pedron, pastry chef del gruppo Cracco. «Anche noi abbiamo notato un incremento di acquisti di panettone ad ottobre sul punto vendita. Molti comprano presto per assaggiare diversi panettoni e poi scegliere il "vincitore" da portare sulla tavola di Natale, per esempio». C'è poi un altro terreno parzialmente inesplorato: quello delle altre occasioni di consumo nella ristorazione di alto livello. In altre parole, il panettone che diventa un dessert o un elemento del dessert, servito a fine pasto. O, ancora, una alternativa ai classici piccoli lievitati nell'offerta di colazione. «Posso stimare che quest'anno il gruppo Cracco, nel 60% degli eventi che ospitiamo nei nostri ristoranti, stia presentando proprio il panettone come dessert». Le conferme arrivano anche dalla ricerca: tra le famiglie che acquistano panettoni per consumo casalingo, 2 su 3 scelgono questo dolce per arricchire colazioni o pasti mentre 2 su 5 lo gustano nella loro pausa-merenda. Una leva da muovere, assieme alle  migliorie da apportare sul fronte dell'assortimento e della disponibilità anticipata, per conquistare alcune delle 650 mila famiglie che non consumano panettone proprio perché frenate da alcune di queste barriere. Da trasformare in opportunità.  

Faro firmato Storm, nuovo riferimento per i baristi più esigenti

Macinacaffè Faro
Il nuovo macinacaffè funzionale, ergonomico e performante per chi vuole il meglio da ogni caffè. Unisce design e alte prestazioni

Ha corpo in alluminio, dettagli in legno e inox il macinacaffè Faro che si ispira alla filosofia e al design di Storm, in cui le forme e i materiali hanno la capacità di creare un dialogo tra gli spazi e le persone, esaltando iil piacere della degustazione di un espresso. È stato pensato per offrire altissime prestazioni e integrare l’offerta di ergonomia e performance del brand. Il suo settaggio è facile e intuitivo mentre la regolazione con il massimo range consente di arrivare sempre più vicino alla granulometria perfetta.

Con macine piane da 83 mm, produttività di 4,4 g/s (8 grammi in 1,6 secondi), misura mm 220x320x570(H) e pesa 14 kg. Alla facile regolazione micrometrica, unisce un display comodo, user friendly e completo, alta operatività e potenza di servizio. È dunque in grado di soddisfare le massime esigenze della macchina per caffè espresso e i baristi più esigenti, consapevoli di come la cura del dettaglio durante tutto il processo di estrazione sia fondamentale per ottenere un espresso di eccellente fattura. Per questo Storm ha unito la sua esigenza di sperimentazione a una tecnologia ricercata che si esprime nel nuovo grinder, consentendo di esaltare la personalità dei caffè più pregiati attraverso la sensibilità del barista.

Il design di Faro è concepito come un punto di riferimento nel rapporto tra spazio, macchina e azione. Forme e interfaccia sono create per rendere facili e rapidi i gesti, alla ricerca del caffè perfetto, per la profondità di un'esperienza di degustazione che riguarda i cinque sensi. 

Ispirato dalla sua particolare forma e dal connubio tra Storm e il mare, il nome “Faro” si lega ai valori di libertà del brand: una parola semplice che racchiude un significato profondo come quello di guida per i marinai nelle notti più buie, dunque un nuovo punto di riferimento a disposizione dei baristi più ambiziosi.

Con Frutta di Pistacchio un ungherese vince il Gelato Festival World Masters

Frutta di Pistacchio (Pistachio Fruit) - Flavor - Adam Fazekas
Frutta di Pistacchio (Pistachio Fruit) - Il gusto vincitore firmato dal gelatiere ungherese Adam Fazekas
Terzo posto per una gelateria italiana, I Giardini di Marzo di Varazze, che ha presentato il gusto Bocca di rosa. Seconda la Spagna

Frutta di Pistacchio è il nome del gusto che ha trionfato alla finale mondiale del Gelato Festival World Masters, il torneo di categoria che ha come partner Carpigiani e Sigep – Italian Exhibition Group. L'autore è il gelatiere ungherese Ádám Fazekas della gelateria Fazekas Cukrászda di Budapest. Fazekas ha trionfato con questo cremoso gelato al pistacchio salato con una coulis di lamponi speziata alla fava di Tonka e un croccante al pistacchio.

Italia sul podio al terzo posto, dopo la Spagna

La giuria tecnica internazionale ha scelto - contro ogni pronostico - il gelato ungherese come migliore al mondo dopo 12 ore di valutazione, tra i 32 in gara da 18 paesi del mondo. Al secondo posto assoluto si è classificato, dalla Spagna, Carlo Guerriero della gelateria La Cremeria Gelato Italiano di Cádiz con il gusto Cremoso al Vino Oloroso. Un gelato allo zabaione aromatizzato al vino sherry Palo Cortado, uva passa imbibita dello stesso vino e croccante di mandorle. Terzo posto, invece, per l'Italia: a rappresentare i nostri colori c’è Marco Venturino della gelateria I Giardini di Marzo di Varazze (SV) con il gusto Bocca di Rosa. Si tratta di un gelato al cioccolato bianco e acqua di rose realizzata dallo stesso gelatiere che si è ispirato al Presidio Slow Food dello sciroppo di rose ligure.

«Umiltà e grande desiderio di conoscenza»

La finale del concorso ha rappresentato il coronamento di un percorso iniziato nel 2017 con centinaia di eventi di selezione e oltre 3.500 gelatieri scrutinati. Fazekas ha colpito la giuria per competenza tecnica, qualità degli ingredienti, abbinamento e presentazione del gusto. Il suo percorso è iniziato nel 2018 con una selezione nazionale in Ungheria e poi, l'anno seguente, la vittoria alla competizione Gelato Festival Next Generation che ha riunito i 16 migliori gelatieri europei al di sotto dei 30 anni. Ha superato anche la Finale Europea dello scorso luglio per arrivare sul gradino più alto del podio. “Vengo da un piccolo paese europeo, l'Ungheria, con grandi sogni, umiltà professionale e inarrestabile desiderio di conoscenza», ha dichiarato il gelatiere vincitore. «La mia speciale poesia di gelato è stata ispirata da uno dei dolci più venduti della nostra pasticceria. Così è stato creato questo gelato».

In giuria i grandi maestri della gelateria, della pasticceria e della cucina

Questa la composizione della giuria tecnica, con 11 membri tra gelatieri, pasticceri e chef: Giancarlo Timballo, maestro gelatiere e presidente del Comitato Organizzatore della Coppa del Mondo della Gelateria; Cinzia Otri, maestra di gelateria e titolare della Gelateria della Passera di Firenze; Antonio Mezzalira, maestro gelatiere di Golosi di Natura di Gazzo Padovano (PD); Paolo Lavezzini, chef executive de Il Palagio al Four Seasons Hotel di Firenze; Peter Bertoti, maestro gelatiere di Quattro Si di Varsavia; Arpad Szucs, pastry chef e consulente di pasticceria di CottoCrudo di Budapest; Helena Fléglova, pastry chef di HF Pastry Academy di Praga; Edouard Bechoux, maestro pasticcere e cioccolatiere dal Belgio; Steve Christensen, maestro gelatiere e direttore di Scoop School di Chesterfield (Missouri, Usa); Panjaree Boonchuay, chef di Thai Firenze premiato nel 2021 come autentica cucina tailandese in Italia.

Acqua microfiltrata: quando il km zero non è solo nel piatto

acqua microfiltrata_Acqua Alma
Con il progetto Acqua Alma Green Restaurant, Celli Group propone una ricca gamma di soluzioni evolute, a misura di ogni locale, per l'erogazione di acqua microfiltrata. Soluzioni per favorire una rivoluzione nei consumi di acqua all'insegna di qualità e sostenibilità

Negli ultimi anni la provenienza a km zero delle materie prime ha iniziato a costituire un importante elemento d’attrattiva per i clienti consapevoli delle proprie scelte ambientali e alimentari. Questa filosofia non riguarda più solo la cucina e ciò che troviamo nel piatto, ma anche ciò che è presente nel nostro bicchiere. Molte attività come bar, ristoranti e hotel, infatti, si stanno orientando verso soluzioni di erogazione per servire fresca acqua microfiltrata senza l’utilizzo di bottiglie.  Con il progetto Acqua Alma Green Restaurant, e la ricca proposta di erogatori evoluti di acqua microfiltrata, Celli Group vuole sostenere i locali in questa conversione culturale dei consumi.

SCOPRI IL PROGETTO ACQUA ALMA GREEN RESTAURANT

Una soluzione economica, pratica e sostenibile

Invece di servire acqua per mezzo di bottiglie di plastica o vetro – entrambe molto ingombranti e di difficile gestione e smaltimento –, un dispenser di acqua rappresenta la scelta che soddisfa ogni tipo di esigenza. A partire dall’economicità, adoperando l’acqua della rete idrica pubblica, molto controllata e più leggera per il portafoglio. Senza dimenticare che costituisce una soluzione più sostenibile per l’ambiente, risparmiando grandi quantità di rifiuti e di CO2 prodotta.

Quando si tratta di fornire acqua ai propri clienti, per un gestore entra in gioco anche una questione rilevante di praticità gestionale. Le attività per l’approvvigionamento di bevande sono numerose: dall’ordine al fornitore e allo stoccaggio nei frigoriferi, fino talvolta anche alla gestione del vuoto.
Al contrario, grazie a un dispenser, l’acqua viene continuamente erogata dalla rete idrica e trattata da un sistema di filtrazione che la priva di batteri, virus e microrganismi, senza alterare le proprietà dell'acqua e migliorandone il gusto.

Acqua di alta qualità. Parola di chef

L’acqua alla spina può essere servita fresca o a temperatura ambiente, liscia o gassata in qualsiasi momento e senza richieste di ordini, né stoccaggio. Lo confermano lo chef da tre stelle Michelin Niko Romito, che per il proprio ristorante Spazio Niko Romito a Milano ha adottato il progetto di Acqua Alma Green Restaurant, e Leonardo Marongiu, chef del ristorante Hub di Macomer, che per le sue creazioni utilizza solo l’acqua del suo erogatore Acqua Alma.

Acqua Alma Green Restaurant: soluzioni a misura dei locali

Acqua Alma Green Restaurant è il progetto che offre svariate soluzioni digitali per le attività di ristorazione: dal tradizionale erogatore soprabanco, al dispenser acqua free standing, e allo spillatore acqua composto da colonna e sottobanco. Tutti disponibili in varie forme e dimensioni, che ne consentono il posizionamento anche là dove lo spazio è ristretto.
L’offerta include anche un servizio professionale di assistenza tecnica per gli interventi periodici di sanitizzazione e manutenzione degli impianti. Il tutto, supportato da un alto contenuto tecnologico e dalla piattaforma digitale IntelliWater, per monitorare i consumi di acqua, anticipare eventuali guasti e misurare l’impatto di sostenibilità, come la quantità di bottiglie di plastica e di CO2 risparmiate all’ambiente e l’equivalente in alberi piantati.

Un erogatore acqua microfiltrata rappresenta indubbiamente la soluzione più vantaggiosa per il gestore di un locale e soprattutto per il Pianeta. È ora di riportare l’acqua alla sua migliore natura – rispettata, controllata, a km zero, senza sprechi.

 

Greenology: da Bonduelle Food Service le soluzioni sane, sostenibili e veloci per ampliare il tuo menu. Oggi con il Bulgur

Bonduelle Food Service presenta Greenology, un progetto rivolto a chef e professionisti food del bar

Greenology, l’arte della cucina a base vegetale, è il progetto realizzato da Bonduelle Food Service che si rivolge a chef e professionisti food del bar per svelare il potenziale dei vegetali quali ingredienti capaci di aggiungere valore alla ricetta. Piatti gustosi, sani e sostenibili che aggiungono appeal alla tua offerta.

Sul sito bonduelle-foodservice.it/greenology-scopri si trovano ora tante informazioni e suggerimenti utili al lavoro quotidiano: dalla formazione rivolta agli operatori, punto focale del progetto, alle ispirazioni, alle ricette e agli aggiornamenti sulle novità e i trend consultabili in ogni momento grazie a una semplice registrazione gratuita.

SCOPRI GREENOLOGY

Qui di seguito ecco allora un esempio delle potenzialità di questo nuovo concetto con una ricetta sana, golosa, di tendenza ben spiegata anche dal punto di vista nutrizionale. In questa seconda puntata (a questo link trovi la prima) protagonista è il bulgur, o "grano spezzato", di alta qualità della linea Minute® di Bonduelle Food Service che mette a disposizione degli operatori cereali e legumi cotti a vapore e surgelati al naturale in IQF.

Già cotto a vapore con la tecnologia Minute, che preserva al meglio la materia prima e garantisce velocità di preparazione, il Bulgur Bonduelle Food Service si presta a ricette creative, tradizionali o innovative. Tante le possibilità. Qui ve ne proponiamo una.

 

Bulgur risottato con asparagi, tonno rosso al pistacchio, limone e salsa al prezzemolo

Ingredienti

600 g di Bulgur Minute Bonduelle Food Service
200 g di Asparagi Bonduelle Food Service
250 g di tonno rosso
50 g di granella di pistacchio
50 g di prezzemolo
3 limoni
20 g di zucchero semolato
q.b. di sale e pepe
q.b. di olio extravergine d’oliva
q.b. di brodo vegetale

Procedimento

• Rigenerare il Bulgur in una padella, aggiungere il brodo e cuocere come fosse un risotto.
• Rosolare gli Asparagi in una padella antiaderente, sbianchire il prezzemolo e frullare con olio a filo, sale e pepe.
• Marinare i cubetti di tonno con olio e granella di pistacchio e nel frattempo pelare i limoni, cuocere la buccia in pentola con acqua e zucchero per 10 minuti.

Il punto di vista nutrizionale

Il Bulgur, ricco di proprietà per l’organismo e perfetto in regimi dietetici grazie al suo elevato indice di sazietà, è abbinato alle proteine nobili e agli Omega 3 del tonno rosso, in una ricetta ideale per il nostro benessere, ancor più se consideriamo le proprietà depurative, diuretiche e antiossidanti degli asparagi, i polifenoli e i sali minerali del prezzemolo, e infine la freschezza del limone.

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SCOPRI LE RICETTE GREENOLOGY

Naturali, la gustosa novità di Bibite Sanpellegrino

Bibite Sanpellegrino Naturali
Solo ingredienti naturali e succo di agrumi italiani per la nuova linea del brand che comprende le tre classiche referenze Aranciata, Aranciata Amara e Limonata

Il suo tratto distintivo lo esprime tutto già nel nome: Naturali. È la nuova gamma di Bibite Sanpellegrino, una variante ancora più gustosa delle classiche Bibite italiane e, soprattutto, totalmente naturale. La linea nasce infatti con una nuova formula fatta esclusivamente di ingredienti 100% naturali, dove la materia prima resta sempre il succo di soli agrumi italiani, accuratamente selezionati e maturati sotto il sole del Mediterraneo.

Una scelta che porta ancora più su l’asticella della qualità delle bevande del brand, dando risposta alle nuove esigenze dei consumatori, sempre più alla ricerca di prodotti naturali e sani, e arricchendone ulteriormente il gusto.

Tre referenze per un'autentica esperienza di gusto

Della gamma naturali fanno parte le tre storiche referenze Aranciata, Arancia Amara e Limonata: tre gusti diversi, intensi ed equilibrati, per un’esperienza sensoriale autentica del mondo degli agrumi italiani.

L’Aranciata, deliziosamente profumata, si presenta con un intenso aroma di arance e ricche note di agrumi e un sapore equilibrato, secco ma morbido al palato, con un retrogusto armonico ed elegante. L’Aranciata Amara, dal profumo intenso ed equilibrato, offre piacevoli note di dolcezza con una lieve sfumatura amaricante che richiama gli intensi sentori agrumati. Infine, la Limonata si caratterizza per l’intenso aroma della buccia di limone e la freschezza del suo succo, regalando un sapore secco e rinfrescante con un tocco piacevolmente acidulo.

Un pack accattivante e più sostenibile

Disponibile da fine anno, la gamma di bibite Naturali, oltre che ottimizzata nella ricetta, è stata rinnovata anche nel pack. Che resta sempre la lattina (formato 33 cl), ma reso più sostenibile, con il passaggio dalla plastica al cartone per l’imballaggio secondario, il linea con i nuovi obiettivi ambentali fissati da Gruppo Sanpellegrino (leggi I nuovi, ambiziosi target green di Sanpellegrino).

Pack reso anche più accattivante, grazie al nuovo look più contemporaneo ed elegante. Ogni referenza è caratterizzata da un colore di fondo diverso (arancio per Aranciata, verde per Aranciata Amara e giallo per Limonata), con ben in evidenza l’agrume dalla quale nasce. Sull’etichetta, per tutte in colore blu scuro, campeggia la stella Sanpellegrino.

Quattro italiani (di 4 città) nei The World’s 50 best bars (dal 51 al 100): perché è una buona notizia

World's 50 best bars
Locale Firenze, 51mo nella classifica 2021 di The World's 50 best bars
I quattro premiati sono tutte new entry: Locale Firenze (51mo), The Court a Roma (64mo), L'Antiquario a Napoli (82mo) e Cera a Milano (85mo). Siamo terzi dopo Usa e Regno Unito per numero di locali presenti, primi con gli Usa per numero di città

Scorri la lista delle posizioni dal 51 al 100 dei World's 50 best bars e trovi più di una buona notizia.

La prima: l'Italia è presente quattro volte. Seconda in Europa solo al Regno Unito, con cinque posizioni occupate nel ranking di altrettanto bar londinesi.

E qui viene la seconda buona notizia: i quattro bar in classifica vengono da quattro città. Non solo le classiche Roma e Milano, ma anche Firenze e Napoli. Scorri la lista e scopri che, in Europa, a parte l'Italia, ci sono solo locali nelle capitali: Parigi, Madrid, Atene, Stoccolma ecc.

I quattro premiati sono: Locale Firenze (51mo), The Court a Roma (64mo), L'Antiquario a Napoli (82mo) e Cera a Milano (85mo).

Ogni classifica, ogni premio, specie se ambito è destinato a creare discussioni, malumori, divisioni, commenti entusiastici (in genere da chi è stato incluso) e stroncature feroci (in genere da chi è stato escluso). Perché ognuno ha la sua classifica personale in mente, le sue idee, le sue idiosincrasie. E perché nessun premio è oggettivo, perfetto, a prova di errore.

E tutti quelli che ci tengono al proprio lavoro e fanno del loro meglio ogni giorno (e sono tanti, molti di più dei posti in classifica disponibili) spesso finiscono - a volte giustamente - del sentirsi meno considerati rispetto a colleghi "più in vista" e, dal proprio punto di vista, "meno meritevoli". La ricerca della visibilità paga, ma come ogni moneta presenta una seconda faccia: quella di chi non accetta il successo altrui, meritato o non meritato che sia.

Quattro locali, quattro motivi

Provando ad alzare lo sguardo, il fatto che l'Italia sia presente più che in passato probabilmente dimostra almeno quattro cose.
La prima: quest'anno è un anno di grazia per il nostro Paese (quanti campionati abbiamo vinto?). E successo chiama successo.
La seconda: forse ci stiamo togliendo di dosso un po' di provincialismo, di sindrome da Calimero. E abbiamo iniziato a giocare ad armi pari con i migliori bar del mondo. Creando e sfruttando le opportunità per acquisire visibilità internazionale.
La terza: il fatto che si sia viaggiato meno ha rimescolato le carte (oltre che le regole del voto: è caduto l'obbligo di dare almeno tre dei sette voti disponibili per ogni panelist al di fuori del proprio Paese).
La quarta: il numero di locali con un'ospitalità d'eccellenza in Italia cresce anno dopo anno (i nostri Barawards ne sono una dimostrazione).

Qual è il tuo obiettivo?

Più in generale, è sempre più evidente che "puntare a entrare nei World's 50 best", per un numero crescente di locali è un obiettivo da perseguire fin dal primo giorno di apertura, specie se si tratta di nuove aperture con magari importanti investimenti alle spalle. E che questi locali si muovono in modo diverso da chi punta "semplicemente" a diventare il miglior bar per il proprio cliente.

Qual è la differenza? Che puntano a entrare nella mappa mentale dei personaggi più influenti della bar industry internazionale, organizzando guest, facendo lobbying e pubbliche relazioni, comunicando in modo massiccio e promuovendo il proprio locale nei grandi bar show internazionali. In sintesi, lavorano molto sulla visibilità. Il risultato? Spesso ottengono risultati migliori - e molto più velocemente - di chi si concentra sulla propria clientela.
Perché i clienti votano tutti i giorni con i loro comportamenti - scegliendo dove andare a passare il proprio tempo e spendere i propri soldi - ma non votano per i World's 50 best bars.

Tenacia e determinazione

Ascoltando le voci dei premiati, appare evidente un fil rouge: l'impegno, la determinazione e il gioco di squadra contano. Oltre, naturalmente, alla legittima soddisfazione per il risultato raggiunto (sono quattro new entry).

«Siamo la città più piccola sulla mappa - afferma Matteo di Ienno, bar manager del Locale Firenze, new entry al 51mo posto - e questo dà la misura del nostro risultato. Da parte nostra, abbiamo lavorato a questo obiettivo fin dall'apertura. Organizzando nel nostro locale guest importanti italiane e straniere, come il 1930 e l'Alquímico. La Florence Cocktail Week ci ha dato un grande aiuto, portando in città un gran numero di panelist internazionali. E noi abbiamo lavorato per sfruttare al meglio questa opportunità».

«Abbiamo lavorato per creare comunità - spiega Matteo Zed, bar manager del The Court di Roma (64mo) - e non ci siamo mai fermati, nemmeno durante il lockdown. Così ci siamo inventati Roma 4 Roma, invitando da noi i bartender della capitale ogni giovedì. E abbiamo ospitato oltre 50 guest internazionali, invitando grandi bartender e creando un giro tale che, oggi, chi è di passaggio nella capitale ci chiama per proporsi».

«Lo ritengo un premio alla nostra coerenza - afferma Alex Frezza, titolare dell'Antiquario di Napoli (82mo) -, all'impegno che ci abbiamo messo tutti i giorni nei sei anni di attività da quando siamo aperti. La voce ci ha messo un po' a girare, anche perché le opportunità di venire a Napoli sono meno rispetto alle grandi capitali. Ma i risultati, in termini di business, hanno costantemente confermato - con una crescita ininterrotta - la bontà delle nostre scelte».

«È un risultato che mi lusinga - afferma Bruno Vanzan, Bar Creator di Cera Milano (85mo) -, merito di tutti i ragazzi che hanno lavorato perché potesse accadere. Una bellissima soddisfazione, ma il nostro focus resta la creazione di un ambiente, di un’atmosfera che permetta alle persone di stare bene e divertirsi. Dove la miscelazione di qualità è solo una delle componenti dell’insieme».

La classifica dal 51mo al 100mo

Ecco la classifica dal 51mo al 100mo, che raccoglie locali di 26 Paesi per un totale di 34 città. Le new entry sono 28, di cui 13 europee e quattro italiane.

Tra le curiosità, il primato degli Usa (7 locali in classifica, Italia terza dietro al Regno Unito), le due new entry indiane e il primo locale africano fuori dal Sudafrica a entrare nella top 100: l'Hero Bar di Nairobi, in Kenya.

  1.  Locale Firenze – Firenze – Italia
  2.  Bar Trigona – Kuala Lumpur Malaysia
  3.  Alquímico – Cartagena - Colombia
  4.  Double Chicken Please - New York - Usa
  5.  Lyaness – Londra – Regno Unito
  6. Byrdi – Melbourne – Australia
  7. Swift – Londra – Regno Unito
  8.  Bulgari Bar Dubai – Dubai – Emiarati Arabi Uniti
  9. Penicillin – Hong Kong – Cina
  10. Employees Only - New York - Usa
  11. Kumiko – Chicago – Usa
  12. Tropic City – Bangkok – Thailandia
  13. Sago House – Singapore
  14. The Court – Roma – Italia
  15. Tesouro by Firefly – Goa – India
  16. Thunderbolt – Los Angeles – Usa
  17. Red Frog – Lisbona – Portogallo
  18. Dead End Paradis – Beirut – Libano
  19. Danico – Parigi – Francia
  20. Hero Bar – Nairobi – Kenya
  21. 28 Hong Kong Street – Singapore
  22. Argo – Hong Kong – Cina
  23. Satan's Whiskers – Londra – Regno Unito
  24.  Barro Negro Cause Effect Cocktail – Atene - Grecia
  25.  Kitchen – Cape Town – Sudafrica
  26. The Bellwood – Tokyo - Giappone
  27.  A Bar with Shapes for a Name – Londra – Regno Unito
  28. A Bar Called Gemma – Stoccolma – Svezia
  29. Himkok – Oslo – Norvegia
  30. Side Hustle – Londra – Regno Unito
  31. Barbary Coast – Singapore
  32. L’Antiquario – Napoli – Italia
  33. Buck&Breck – Berlino – Germania
  34. 1862 Dry Bar – Madrid – Spagna
  35. Cera & Bruno Vanzan – Milano – Italia
  36. 86. Art of Duplicity – Cape Town – Sudafrica
  37. Tan Tan Noodle Bar – San Paolo – Brasile
  38. Carnaval – Lima – Peru
  39. Sweet Liberty – Miami – Usa
  40. Bkk Social Club – Bangkok – Thailandia
  41. Aha Saloon – Taipei – Taiwan
  42. The Cambridge Public House – Parigi – Francia
  43. Flying Dutchmen Cocktails – Amsterdam – Olanda
  44. Hope&Sesame – Guangzhou – Cina
  45. Hoots’ – New Delhi – India
  46. Frequence – Parigi – Francia
  47. Tales&Spirits – Amsterdam – Olanda
  48. Savas Bar – Madrid – Spagna
  49. Death&co – Los Angeles – Usa
  50. Leyenda – New York - Usa

Gusto nocciola per Nöel Gentile Baladin

Baladin Nöel Gentile 75 cl con il calice da degustazione Teku da 42 cl
Ogni anno il birrificio Baladin rinnova la caratterizzazione delle proprie birre di Natale. Per il 2021 è la volta della Nocciola Tonda Gentile delle Langhe Igp.

Come ogni anno, Baladin celebra il Natale con una specialità birraria diversa. Per l'edizione 2021 è stasta utilizzata come base la birra scura Leön, aromatizzata con un ingrediente tipico piemontese come la Nocciola Tonda Gentile delle Langhe Igp.

L'uso della Nocciola Tonda Gentile delle Langhe Igp era già stato sperimentato nel 2017 per la birra Super Gentile utilizzando la parte fibrosa interna del frutto (panello) e la pellicina che lo separa dal guscio. A differenza di altre famiglie di nocciola, la Nocciola Tonda Gentile delle Langhe Igp presenta un minor tenore di grassi, caratteristica che rende molto più lento il processo di irrancidimento del frutto e una conseguente conservazione del gusto più lunga. Inoltre contiene una buona quantità di vitamina E, antiossidante naturale che ha proprietà antioossidanti, combatte i radicali liberi e favorisce il rinnovo cellulare.

Nocciola Tonda Gentile delle Langhe Igp

Leggermente tostata, la nocciola fa assumere alla birra scura, oltre alle normali note torrefatte di cereale, ulteriori sentori dolci, di cacao e frutta secca. La scelta della materia prima da parte del birrificio Baladin è stata eseguita in collaborazione con il Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela della Nocciola Piemonte Igp.

Di colore marrone tonaca di frate (50-55 Ebc), Nöel Gentile Baladin è ricavata da un mix di malto d'orzo, malto d'avena e malto di frumento, presentando un tenore alcolico di 8,5% Abv, con un moderato grado di amaro (20-24 Ibu). Oltre che in fusti da 24 litri, è confezionata nelle caratteristiche bottiglie di vetro da 75 cle 150 cl.

Da servire a una temperatura di 12-14 °C in calice da degustazione Teku da 42 cl, in abbinamento a dolci speziati di stagione come i panforti oppure a torte Cortemilia e a panettoni classici o farciti con crema di cioccolato o nocciole.

 

Premier Cru, il nuovo London dry di Bombay Sapphire

La freschezza degli agrumi della Murcia, in particolare i pregiati limoni Fino, è il tratto distintivo dell'ultimo nato del brand di gin del gruppo Bacardi

Porta con sè tutta la freschezza degli agrumi della Murcia l'ultimo nato di Bombay Sapphire. Seconda novità di quest’anno del brand di Bacardi Group (leggi Bombay Sapphire Sunset per romantici aperitivi da tramonti estivi) il nuovo arrivato si chiama Bombay Sapphire Premier Cru, ed è un London dry gin super premium, prodotto artigianalmente in piccoli lotti.

La sua ricetta, messa a punto da Ivano Tonutti e Anne Brock, rispettivamente master of botanicals e master distiller di Bombay Sapphire, ha come base di partenza il tradizionale gin della casa, preparato dal 1761 con 10 botaniche da tutto il mondo. A queste nel nuovo prodotto ne vengono aggiunte altre 3, di altrettanta elevata qualità, provenienti dalla Murcia, regione nella parte sud-orientale della Spagna, sulla costa del mar Mediterraneo, il cui entroterra è rinomato per i suoi frutteti, oliveti e vigneti. Da qui arrivano i pregiati limoni Fino, l’ingrediente più caratterizzante del nuovo prodotto, raccolti a mano nel loro momento di massima maturazione, durante il tardo raccolto, e i mandarini e le arance dolci Navel, di non minor pregio, che ne completano la formula. Agrumi le cui bucce vengono lavorate accuratamente a mano per non disperderne gli oli e lasciate essiccare naturalmente al sole caldo della Murcia.

Distribuito da Martini, Bombay Sapphire Premier Cru (alc 47% in vol) è un gin audace e vibrante, pur rimanendo morbido e raffinato, con una delicata nota dolce-amara, dal profilo aromatico complesso ma equilibrato, grazie alla sua base agrumata, perfetto da utilizzare in miscelazione nella rivisitazione di classici o per la creazione di nuove ricette. Tra i primi semplici esempi delle possibilità del nuovo prodotto le interpretazioni di due grandi classici a base in, il Gin&Tonic e il French 75 (le ricette qui di seguito).

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Le ricette

Bombay Sapphire Premier Cru & Tonic

Bombay Sapphire Premier Cru & Tonic
Ingredienti:
50 cl Bombay Sapphire Premier Cru, 100 cl acqua tonica premium
Preparazione:
build
Decorazione:
scorza di limone
Bicchiere:
calice

Bombay Sapphire Premier Cru French 75

ire Premier Cru French 75
Ingredienti:
35cl Bombay Sapphire Premier Cru, 15cl succo di limone fresco, 1 ½  cucchiaino di sciroppo di zucchero, 75cl Champagne Brut
Preparazione:
shake and strain
Guarnizione:
scorza di limone
Bicchiere:
calice o flute

Baileys rilancia il Circolo dei Golosi

Seconda edizione per l'iniziativa social: quest'anno la madrina e nuova ambassador Baileys è la youtuber e influencer Camihawke. Venti pasticcerie tra Milano e Roma creeranno dolci e ricette con il celebre liquore

Dopo i risultati soddisfacenti dello scorso anno, con più di 1 milione di interazioni social, Baileys rinnova anche nel 2021 l'iniziativa Circolo dei Golosi.

Tante idee per i consumatori e gli amanti dei dolci

La community digitale ideata nel 2020 dal brand del liquore a base di whiskey irlandese e crema di latte vuole unire talenti del web e pasticcerie selezionate tra le più vivaci in Italia, per offrire ai consumatori un’esperienza fisica e digitale. Ricette e suggerimenti per ispirare i clienti, questa la base di contenuti dell'iniziativa. La quale quest’anno accoglie un nuovo ambassador, un talento digitale che ha fatto dello stile ironico e divertente il suo segno distintivo: Camihawke, influencer e youtuber famosa per i video che raccontano in modo semplice e spontaneo tante situazioni di vita quotidiana.

C'è anche il panettone in edizione limitata

La madrina del Circolo dei Golosi ispirerà i consumatori di Baileys a creare ricette - naturalmente con il liquore come base - e sarà in compagnia di altri influencer ed esperti. A Milano e Roma 20 tra pasticcerie e ristoranti sono già attivi per offrire, sia nei negozi che in delivery, dolci golosi e creativi creati in esclusiva per il Circolo dei Golosi. In più quest’anno c'è spazio anche per una iniziativa speciale insieme alla Pasticceria S. Carlo di Milano. La collaborazione punta tutto sul dolce simbolo delle Festività: il panettone. Un’edizione limitata viene distribuita in esclusiva da La Rinascente, nei punti vendita di Milano, Roma, Torino, Firenze, Catania, Cagliari e Monza. Questi i riferimenti social per seguire l'iniziativa: l'account ufficiale @baileysofficial e #toglitiunosfizio.

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