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Le raffinate proposte per il Natale di Bonollo

Bonollo_ Dorange con Carezze
Due novità del mondo Of Bonollo le proposte per le feste della distilleria veneta: Grand Opera Of, la confezione speciale di Grappa Of Amarone Barrique e la linea di cioccolatini Carezze Dorange Of

Sono due novità del mondo Of Bonollo, la gamma di distillati di punta, le proposte di Distillerie Bonollo per il Natale: Grand Opera Of e Carezze Dorange Of. Due esclusive dedicate agli amanti della grappa e ai palati più golosi, racchiuse in confezioni regalo di prestigio pensate per valorizzare al massimo il loro pregiato contenuto.

Grand Opera Of è una proposta per la regalistica di alto livello che propone un viaggio nell’arte della produzione del distillato nazionale: la grappa. Grappa intesa nelle sue più alte espressioni. Protagonista dell’elegante confezione è infatti la Grappa Of Amarone Barrique (alc 42% in vol), capostipite e punta di diamante della collezione Of. Una grappa, imbottigliata per la prima volta nel 1999, e frutto della distillazione delle vinacce provenienti dalla pigiatura delle uve passite dalle quali viene ottenuto il pregiatissimo vino Amarone della Valpolicella. Dedicata ai palati più esigenti, si caratterizza per un’eccezionale ricchezza e vivacità aromatica e per la morbidezza e l’equilibrio regalatele dall’invecchiamento in piccole barrique di rovere francese, che favorisce lo sviluppo di delicate tonalità speziate.

Completano la confezione il taccuino, che racconta il processo di produzione della grappa attraverso le parole di Elvio Bonollo, della quarta generazione della famiglia a capo dell’azienda, e il nuovo bicchiere, La Boule, elegante e raffinato, studiato per esaltare al meglio la ricchezza di sentori del distillato.

L’altra proposta è Carezze Dorange Of, la raffinata golosità che arricchisce la collezione Dolcezze Of. Si tratta di cioccolatini dal croccante guscio di cioccolato fondente che racchiudono una mousse particolare. La mousse è infatti di Dorange Of, l’elisir (alc 40% in vol) che nasce dal felice matrimonio tra la Grappa Of Amarone Barrique e gli infusi naturali di scorze di arance di Sicilia. Così come altrettanto felice è l’unione degli aromi mediterranei sprigionati dal liquore e l’intensità del cioccolato fondente che li avvolge.

Marchetti punta sullo zabaione per il nuovo temporary shop

Il maestro gelatiere torinese apre ad Aosta un locale tutto dedicato a un suo prodotto iconico, lo Zabà, il vasetto di zabaione leggermente alcolico

Ad Aosta, in centro, fino alla fine di gennaio 2022 resterà aperto un bar molto singolare. Lo ha portato nel capoluogo montano Alberto Marchetti, maestro gelatiere torinese, e lo ha chiamato Zababar. Si tratta del primo temporary interamente dedicato a Zabà, lo zabaione cremoso e profumato, dal colore dorato, che è ben noto alla clientela affezionata di Marchetti.

Ricetta di Langa e ingredienti selezionati

«Ho scelto, per il mio zabaione, i migliori ingredienti», ha dichiarato Marchetti in una nota, «come faccio ogni giorno per il mio gelato. Le uova sono fresche, da galline allevate a terra. Lo zucchero è italiano al 100% di Italia Zuccheri. La ricetta è quella di Langa, con il marsala, e la tradizione è torinese, come le mie radici». I clienti possono scegliere tra tante referenze dolci, tutte da asporto: Zabà caldo alla spina, Zabardino (la versione più alcolica), affogato allo Zabà e Zabaudo (il pandoro abbinato a Zabà).

Una bella accoglienza per il temporary shop monoprodotto

Lo zabaione in vasetto, come detto uno dei cavalli di battaglia di Alberto Marchetti, è alla sua massima espressione in questo periodo: nasce infatti come prodotto da stagione fredda, come opposto del prodotto core business di Marchetti, il gelato protagonista di Casa Marchetti a Torino e degli altri pdv del gelatiere. «L'accoglienza di Aosta è stata davvero positiva e nei primi dieci giorni le vendite sono andate molto bene», ha detto Marchetti. «Del resto questa è la stagione perfetta per lo zabaione, soprattutto in versione affogato caldo al marsala o al moscato».

Digital cocktail contest, la gara di mixology by Coca-Cola Hbc Italia

Digital cocktail cntest Coca-Cola Hbc Italia
C'è tempo fino al 31 gennaio per partecipare al contest che sfida i titolari dei locali a proporre cocktail a base degli spirit premium della gamma di esclusive dell'azienda

Massima libertà di scelta riguardo la tipologia di drink. Un’amplia gamma di spirit premium con i quali realizzarli. Format interamente virtuale. Sono i tre elementi che caratterizzano il Digital cocktail contest, la prima competition sull’arte della miscelazione firmata da Coca-Cola Hbc Italia.

Chiamati a sfidarsi nella gara, alla sua prima edizione, sono i titolari dei locali italiani, che hanno tempo fino al prossimo 31 gennaio per iscriversi al concorso e proporre la ricetta di un loro cocktail. Cocktail che può essere un grande classico della mixology, un suo twist o una creazione artigianale.

In questo contest non conta infatti la tipologia del drink proposto, ma solo la sua qualità finale. Non a caso per la sua realizzazione i concorrenti possono optare su un’ampia selezione di spirit che fanno parte della ricca gamma di esclusive della total beverage company, almeno uno dei quali deve essere presente nella ricetta.

ISCRIVITI AL DIGITAL COCKTAIL CONTEST
DI COCA-COLA HBC ITALIA

A giudicare i cocktail sarà il grande pubblico che attraverso il voto online esprimerà la sua preferenza sulle ricette proposte. Ma non solo, perché i concorrenti potranno aggiudicarsi punti extra acquistando le referenze distribuite da Coca-Cola Hbc Italia e utilizzate per la preparazione del drink. Dalla somma dei voti online e quella dei punti extra determinerà i primi tre concorrenti classificati che si aggiudicheranno il ricco montepremi: un kit di buoni Cadhoc per un valore complessivo di 10.000 euro.

Come partecipare

Per prendere parte al Digital cocktail contest i titolari dei locali italiani (o situati a San Marino) devono iscriversi, entro il prossimo 31 gennaio, compilando l’apposito form sul sito del concorso: www.premiumspiritsita.it (sul qual è disponibile anche il regolamento completo). Una volta registrati devono caricare la propria ricetta, completa di nome, ingredienti, quantità, descrizione della preparazione e foto del drink.

Il drink può essere un classico, un twist di un classico o una creazione interamente originale. In ogni caso deve contenere come ingrediente principale almeno uno dei prodotti della gamma spirit di Coca-Cola Hbc tra quelli presenti nell’apposito elenco si trova sempre sul sito del contest, suddivisi in 7 categorie: Rum, Gin, Vodka, Whisky, Tequila, Mezcal, Grappa-Amari- Aperitivi-Vermouth-Bitter.

Non ci sono limiti al numero di ingredienti che è possibile utilizzare, ma è vietato l’impiego di homemade, così come non è possibile utilizzare prodotti concorrenti a quelli presenti nell’elenco.

Ogni titolare, inoltre, può partecipare al concorso una sola volta per ogni categoria di prodotto per ogni locale del quale è titolare, ma ovviamente sempre con cocktail diversi. Quindi per ogni locale può presentare diverse ricette (max 7), ma sempre e solo in diverse categorie di prodotto.

Le fasi del contest

Una volta caricata, la ricetta sarà validata da un’apposita commissione che ne verificherà la conformità al regolamento, e quindi pubblicata nella gallery del sito del concorso. A quel punto potrà essere votata dal pubblico fino al 31 marzo, e ogni voto ricevuto corrisponderà a un punto.

Per incrementare il loro punteggio i concorrenti possono ottenere punti extra sulla base degli acquisti dei prodotti inclusi nell’elenco e utilizzati nella preparazione del o dei cocktail proposti e caricati sul sito. Vengono considerati validi solo gli acquisti effettuati durante tutto il periodo di durata del concorso (dal 3 novembre passato al prossimo 31 marzo), che il concorrente dovrà documentare inviando una mail a puntiextra@premiumspiritsita.it con una copia dei relativi documenti di trasporto o fatture (entro il prossimo 30 aprile).

Ricchi premi per i primi classificati

I voti e i punti extra raccolti da ciascun concorrente saranno sommati e determineranno i primi tre classificati che si aggiudicheranno il ricco montepremi: un kit di buoni Cadhoc del valore di 5.000 euro per il vincitore, del valore di 3.000 euro per il secondo e di 2.000 euro per il terzo.

Panettoni e pandori d’autore, tutta la creatività dei pasticceri nei dolci simbolo del Natale

Le splendide decorazioni fatte a mano sui lievitati di Marchesi 1824
Farciture con frutta di qualità ricercata, vasocottura e sperimentazioni caratterizzano molti lievitati natalizi. E poi dediche e collaborazioni trasversali

Come ogni anno, il periodo delle festività ha scatenato la creatività e la competitività dei pasticceri. Il terreno di scontro - se così si può dire - è quello del grande lievitato delle Feste, il panettone artigianale, un dolce che negli ultimi anni si è guadagnato ampio spazio nell'universo della pasticceria italiana. Un po' per la sempre più ampia diffusione territoriale, un po' per il fiorire di concorsi ed eventi organizzati proprio attorno al più fortunato dei lievitati da ricorrenza, il panettone gode di ottima salute. Si resta a variazioni sul tema, a guizzi di creatività, a studi di packaging che lo impreziosiscono tanto quanto materie prime selezionatissime. Ormai il Natale è alle porte, ma non rinunciamo a mostrare una breve carrellata di lievitati d'autore che, in un modo o nell'altro, quest'anno hanno lasciato il segno.

Cremeria Capolinea: due volti, cinque varianti

Partiamo con un gelatiere che ha deciso di avere stabilmente due volti: quello, appunto, del maestro del gelato e quello del lievitista. Simone De Feo di Cremeria Capolinea, a Reggio Emilia, ha stupito tutti negli ultimi anni con il suo panettone. Quest'anno è in cinque varianti: classico Milano; amarena, limone e rosmarino; caffè, uvetta e cioccolato bianco; gianduia e pera; arancia e cioccolato. In più, De Feo si è messo alla prova anche con il pandoro, new entry del 2021.

Farciture nuove e classico in vasocottura da CON.TRO

Da CON.TRO Contemporay Bistrot, a Roma, lavora un agguerrito Andrea Fiori, maestro pasticcere e lievitista. Quattro le proposte di panettone per il 2021: oltre al classico mandorlato e al cioccolato (inserito sia nell’impasto che sotto forma di gocce di cioccolato), le new entry sono quello alle albicocche Pellecchielle del Vesuvio, noci pecan e cioccolato bianco - un gusto già sperimentato per la colomba - e il totalmente inedito pistacchio e amarena. Il panettone tradizionale è stato anche studiato nella versione vasocottura con i medesimi ingredienti e cottura realizzata sottovuoto in vetro.

Una veste di pregio per il pandoro-gioiello di Tortora

Per il terzo anno consecutivo Molino Pasini ha lanciato la sua latta natalizia da collezione: questa volta nasce dalla collaborazione tra il celebre architetto milanese Piero Lissoni e il pastry chef Andrea Tortora. La latta rivisita una celebre fotografia di Luigi Ghirri - considerato uno dei più grandi innovatori nel campo della fotografia - e contiene il pandoro realizzato da Andrea Tortora con la farina Sua Altezza Molino Pasini. Per non dimenticare la lezione: il contenitore deve valere il contenuto, e viceversa.

Da Marchesi un trionfo di estetica e sostanza

Da un trionfo di estetica a un'altro: non si può non citare lo splendore dei lievitati decorati a mano di Marchesi 1824. L'iconica pasticceria milanese, guidata da Diego Crosara, stupisce sempre con panettoni e pandori - su ordinazione - decorati con schiaccianoci dorati che si alternano su sfondo rosso alle classiche corone Marchesi, ballerine che danzano in un bosco di abeti innevati e fini decori dorati con un cavallo a dondolo. Tornando ai lievitati "normali", se così si può dire, quest'anno l'offerta si è allargata. Oltre al classico milanese, al pandoro e alla veneziana, si è aggiunto un panettone al cioccolato dall’impasto scuro, impreziosito da pregiato cioccolato 72%. Particolarità del lavoro del tema di Crosara: per volontà del maestro pasticcere tutte le materie prime (per quanto possibile) sono di origine italiana.

Forno Brisa nel segno della collaborazione

La proposta di Natale dei giovani panificatori bolognesi di Forno Brisa quest'anno ha previsto la collezione Remix. Comprende gusti progettati insieme ad amici e colleghi, nel segno della collaborazione: Brisa prepara l’impasto, i partner propongono il gusto creativo. Il progetto quest’anno ha coinvolto il team di Gigliola di Lucca che ha ideato un panettone con limone, datteri e sesamo; i ragazzi di Tipografia Alimentare di Milano ideatori di un panettone con mela cotogna, limone, cioccolato; Ditta Artigianale che ha proposto un panettone con il gin Peter in Florence. Remix inverso per il pandoro realizzato dal Mercato del Pane di Montesilvano con le farine del Forno Brisa. Infine anche un progetto sociale pensato con lo store Back-Door Bottega di Bologna: i proventi delle vendite del panettone ideato con loro saranno devoluti a una società di Baskin - il basket inclusivo che porta in campo, insieme, ragazzi normodotati e diversamente abili.

Olivieri 1882 ha trovato l'America

Celebrata anche a livello internazionale, la produzione di pasticceria di Olivieri 1882 quest'anno ha fatto il suo esordio in un temporary store a Milano e nei pop-up all'interno delle sedi Eataly di New York City, Dallas, Los Angeles e Toronto. Preparato con uvetta sultanina australiana 5 Corone, larance candite artigianalmente, bacche di vaniglia Bourbon del Madagascar, farine di grani italiani, zucchero di canna grezzo, burro belga ottenuto per centrifuga e miele di acacia italiano, il panettone di Olivieri 1882 quest'anno si è mostrato in tre nuove vesti: pesca, amaretto e cioccolato; mela, uvetta e cannella; amarena.

La Puglia e la Toscana in un lievitato

Un incrocio di terre e di esperienze di vita: Marco Lattanzi, di origini pugliesi ma nato in Toscana e poi tornato nella sua terra, innamorato dei panettoni grazie al suo mentore Gabriele Bonci, propone un panettone che è l'essenza della Puglia. Si chiama Caffè Pugliese di Panificio Il Toscano a Corato (Bari) e ricorda la tradizionale bevanda estiva tipica di questa regione. Da mandorle locali viene prodotto un marzapane fatto in casa, a cui si abbina il caffè della piccola torrefazione artigianale Caroli di Martina Franca, con la sua miscela Nicaragua Xarisma dal profilo di cioccolato con retrogusto di caramello. Infine viene aromatizzato il burro con polvere di caffè e si finisce l'impasto con bucce di limone candito.

Da Rinaldini una dedica a Dante

L'anno che si sta per chiudere è quello del settecentenario della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, suo luogo d'esilio, tra il 13 e il 14 settembre del 1321. Il maestro Roberto Rinaldini, con la sua Rinaldini Pastry, ha dedicato al poeta la Special Edition del Natale 2021. Nell'impasto a lievitazione naturale si aggiungono fragoline di bosco e ciliegie semicandite. L'interno è farcito con la cremosa vegana al pistacchio di Sicilia e la sommità è ricoperta con una glassa di cremino al pistacchio, decorata con granella – anch'essa di pistacchio – caramellata. Il tutto racchiuso in una latta fucsia/oro, con all'interno un sacchetto di raso nero e oro, chiuso con pon pon.

Inarrestabile Sal De Riso: 16 varianti del panettone non bastano

Dopo la vittoria del primo premio al Panettone World Championship con il classico Sua Maestà il Milanese, Salvatore De Riso ha ideato due nuove proposte natalizie, che si sono aggiunte alle 16 diverse versioni già ideate dal presidente dell'Accademia maestri pasticceri italiani. La prima novità di quest’anno è il panettone I Tre Cioccolati Gianduia, con crema al gianduia e gocce di cioccolato bianco, fondente, nocciola e al latte. La seconda invece è ial Cioccoloso all’Albicocca e Vaniglia, che ha un soffice impasto al cioccolato fondente farcito con spicchi di albicocche farcite alla vaniglia.

Follador: tra heritage e tecnologie innovative

Antonio Follador, titolare del Panificio Follador nato a Pordenone nel 1968, è entrato quest'anno nella Accademia dei maestri del lievito madre e del panettone italiano. Incarna la tradizione, con la storia della sua famiglia e della sua attività a rappresentare una eredità importante, ma anche la modernità: i suoi lievitati nascono in un laboratorio di 1.200 mq dotato di tecnologie 4.0 e grazie al lavoro di una squadra di giovani collaboratori. Sei le varianti di panettone proposte quest'anno: classico Milano, mandorlato (con sole uvette e ricoperto da una crosta di mandorle e zucchero), Moro (con impasto arricchito da gocce di cioccolato fondente 60% monorigine Perù), ai frutti di bosco, glacè (con all’esterno un guscio di cioccolato e mandorle e all’interno un cuore di cioccolato al latte) e al pistacchio, con una farcitura di pasta di pistacchio di Bronte DOP pura al 100% e una glassa di cioccolato al pistacchio e granella.

Due medaglie per Gruppo Caffo 1915 alla Spirits Selection

Gruppo Caffo 1915
Il nuovissimo Blood Bitter Petrus Boonekamp e la Sambuca S. Maria al Monte sono stati premiati nel prestigioso concorso internazionale dedicato agli spirit

Nuovi premi per Gruppo Caffo 1915. Un oro e un argento che arrivano dalla Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles, il prestigioso concorso internazionale che premia il meglio della produzione mondiale nel campo degli alcolici, che in questa edizione ha visto in gara oltre 1000 spirit. Ad aggiudicarsi le medaglie, rispettivamente, Blood Bitter Petrus Boonekamp e la Sambuca S. Maria al Monte.

Particolare soddisfazione ha regalato il riconoscimento a Blood Bitter Petrus Boonekamp, il bitter “all’uso d’Hollanda”: si tratta dell’ultimo nato di Gruppo Caffo 1915, lanciato di recente sul mercato e che subito porta a casa un oro in uno dei più importanti concorsi mondiali.

Un nuovo prodotto dalle origini antiche

Un nuovo prodotto, ma dalle origini molto antiche. Blood Bitter è infatti il frutto di un’antica ricetta di fine settecento di Petrus Boonekamp, il creatore dell’omonimo amaro “amarissimo”. Con l’acquisizione del marchio olandese, lo scorso anno, (leggi Caffo acquista l’amaro olandese Petrus Boonekamp) il gruppo calabrese ha “ereditato” una ricca serie di carteggi, formule e appunti di Boonekamp. Partendo da questi documenti è stata ricostruita la ricetta del bitter, che è stata solo leggermente riammodernata per dare un mood contemporaneo e un’attitudine internazionale al prodotto. Blood Bitter Petrus Boonekamp (alc 30% in vol) è ottenuto dall’infusione di circa trenta tra erbe e spezie naturali, selezionate, provenienti da tutto il mondo, tra le quali l’arancia amara delle colonie olandesi (curaçao) che si unisce al gusto intenso di pregiati agrumi italiani, in perfetto equilibrio con radici esotiche, come rabarbaro e galanga, e la genziana delle Alpi.

Dal colore rosso, il prodotto si presenta al palato con un’intensa e gradevole fragranza amaricante, con un gusto piacevolmente secco, con note legnose e delicatamente terrose per un finale lungo, pieno e gradevolmente amaro. Un ingrediente perfetto per la miscelazione, dove regala un tratto più graffiante, grazie al sapore ricco e alla gradazione alcolica ben superiore agli altri prodotti della sua categoria, a super classici dell’aperitivo italiano, come l’Americano, il Negroni, e per stimolare e assecondare la creatività dei bartender in proposte del tutto nuove.

Una Sambuca originale

Non minore soddisfazione ha regalato, ovviamente, la medaglia assegnata a Sambuca S. Maria al Monte (alc 42% in vol), che testimonia l’alta qualità di questa interpretazione del liquore dolce della tradizione italiana, prodotta secondo una ricetta originale che prevede l’utilizzo di soli ingredienti naturali. È infatti ottenuta dalla distillazione, in un antico alambicco di rame, di fiori di sambuco e di anice stellato: materie prime che sprigionano tutto il loro aroma e l’intenso gusto speziato.

Imballaggi Alimentari: la svolta green dei locali parte dal packaging

copertina Imballaggi Alimentari
La sostenibilità ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle scelte dei consumatori. Imballaggi Alimentari offre linee di pack funzionali e green che rendono il locale amico della natura

Per conquistare e fidelizzare i clienti i locali scelgono sempre con maggior cura le materie prime che utilizzano. Altrettanta cura andrebbe però riservata anche alla scelta dei pack impiegati per il loro servizio, adottando soluzioni rispettose dell’ambiente. Anche elementi come i contenitori parlano infatti del locale e ne rispecchiano l’immagine e la sostenibilità è un tema che sta sempre più a cuore ai consumatori, che sanno riconoscere e apprezzano le attività che si impegnano in questo senso. Su questa strada si muove da tempo Imballaggi Alimentari, per mettere a disposizione dei locali soluzioni che ne favoriscano la svolta green.

Linea Bio-Eco Imballaggi Alimentari
Alcune soluzioni della linea Bio-Eco in materiali biodegradabili e compostabili

Sensibile alla questione rifiuti e al loro smaltimento, l’azienda di Sinalunga (Siena) ormai da anni si è focalizzata sullo sviluppo e produzione di packaging realizzati con materiali ecologici o derivanti da riciclo. Per creare un imballaggio ecosostenible non esiste una sola strada e Imballaggi Alimentari, da specialista del settore, fin dai suoi albori ha investito risorse e tempo su più fronti.

Tante linee di prodotti funzionali e green

Frutto di questo impegno è l’offerta di diverse linee di prodotti che rispondono alle più diverse esigenze degli operatori del fuoricasa.

Partendo dall’uso di materiali completamente biodegradabili e compostabili, come l’amido di mais, il bamboo e la polpa di cellulosa, è nata la linea Bio-Eco, che comprende soluzioni come la vaschetta compostabile per gelato GeoGel, certificata Ok Compost, che si smaltisce nel cestino dell’umido per poi arrivare in impianti di compostaggio che la trasformano in compost.

Ma anche dal riciclo della plastica si possono ottenere grandi risultati, evitando di produrre nuova materia prima derivata dal petrolio e dando nuova vita a quella utilizzata, creando così un virtuoso ciclo di economia circolare senza fine. Proprio da questa filosofia è nata Re-Maxigel, la prima vaschetta da gelato realizzata da materiali plastici derivanti da post-consumo.

Altra strada battuta dall’azienda è di ricavare gli imballaggi da fonti rinnovabili, come la cellulosa. Con questo materiale è stata pensata e realizzata la nuova linea di bicchieri Only Paper (leggi Only paper, la nuova linea di bicchieri e coppette riciclabili di Imballaggi Alimentari) e la linea di Coperchi in carta (leggi Imballaggi Alimentari spinge sul green con la nuova linea di Coperchi in carta). Grazie a queste linee innovative di prodotti, bicchieri, coperchi e cannucce in carta si possono buttare tutte insieme tranquillamente nel cestino della carta. Soluzioni che l’azienda ha sviluppato per supportare e incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti facilitando, al tempo stesso, la vita ai gestori dei locali e ai loro clienti.

Vieni a conoscere tutte le novità di Imballaggi Alimentari. Ti aspettiamo al Sigep Rimini, dal 22 al 26 gennaio.

Quinoa e Bulgur protagonisti. Con Greenology, Bonduelle Food Service suggerisce soluzioni sane, sostenibili e veloci per ampliare il tuo menu

Insalatona di Quinoa e Bulgur con Melanzane prefritte, pomodori secchi, capperi, olive nere e acciughe. È la ricetta che in questo articolo racconta Greenology, il progetto di Bonduelle Food Service rivolto a chef e professionisti food del bar

Greenology, l’arte della cucina a base vegetale, è il progetto realizzato da Bonduelle Food Service che si rivolge a chef e professionisti food del mondo bar per raccontare loro il potenziale dei vegetali quali ingredienti capaci di aggiungere valore alle ricette.

Con questo progetto, Bonduelle Food Service fonde così la sua competenza nel mondo vegetale all'esperienza culinaria per arrivare a suggerire ai professionisti della ristorazione veloce e di quella tradizionale, piatti gustosi, sani, sostenibili e che sanno aggiungere appeal al menu. Ricette che, inoltre, rispondono con precisione alle richieste e alle aspettative della clientela. Oggi infatti sono sempre di più i clienti che fuori casa scelgono proposte a base vegetale. Se pensiamo che 1 italiano su 4 è flexitariano e che ormai quasi 1 italiano su 10 è vegetariano o vegano, è facile rendersi conto di come una proposta che guarda ampiamente a verdure, legumi, cereali sia vincente.

Oltre a numerose ricette, sul sito bonduelle-foodservice.it/greenology-scopri si trovano poi tante informazioni e suggerimenti utili al lavoro quotidiano: dalla formazione rivolta agli operatori, punto focale del progetto, alle ispirazioni, agli aggiornamenti sulle novità e sui trend, tutto consultabile in ogni momento grazie a una semplice registrazione gratuita.

SCOPRI GREENOLOGY

Qui di seguito ecco allora un esempio delle potenzialità del concetto Greenology. Una ricetta sana, golosa, di tendenza ben spiegata anche dal punto di vista nutrizionale che racconta perfettamente tutte le possibilità di questa vera filosofia di cucina.

In questa terza puntata (a questo link trovi la prima e a questo la seconda) protagonisti sono la Quinoa e il Bulgur della linea Minute® di Bonduelle Food Service che mette a disposizione degli operatori cereali e legumi cotti a vapore e surgelati al naturale in IQF.

 

Insalatona di Quinoa e Bulgur con Melanzane prefritte, pomodori secchi, capperi, olive nere e acciughe

Ingredienti
500 g di Quinoa Minute Bonduelle Food Service
500 g di Bulgur Minute Bonduelle Food Service
300 g di Melanzane a cubetti Bonduelle Food Service
60 g di olive nere
60 g di pomodori secchi
30 g di acciughe
q.b. di sale e pepe
q.b. di olio extravergine d’oliva

Procedimento
• Rigenerare il Bulgur e la Quinoa in padella come riportato sulla confezione
• Spadellare le Melanzane prefritte, regolare di sapidità e profumare con il pepe
• Tagliare olive e pomodori secchi a julienne

Il punto di vista nutrizionale

Una ricetta leggera e gustosa, ideale anche per chi segue un’alimentazione vegana. Ricchissime di minerali, in particolare potassio, fosforo e magnesio, le melanzane sono anche un’ottima fonte di fibre vegetali. L’abbinamento con cereali a basso indice glicemico come Bulgur e Quinoa e alle olive, ricche di polifenoli e acidi grassi monoinsaturi, dà vita a un piatto completo, saziante e nutriente.

SCOPRI LE RICETTE GREENOLOGY

Iginio Massari non si ferma: nuovi punti vendita a Firenze e a Cortina

Galleria Iginio Massari Firenze 2
Per i nuovi pdv il decano della pasticceria italiana ha scelto gli hotel di lusso: la quinta pasticceria, a Firenze, è all'interno dell'Helvetia & Bristol. A Cortina apre fino a Pasqua un pop up store dentro l'Hotel De la Poste
Sarà inaugurata a metà gennaio la quinta pasticceria del maestro Iginio Massari: il locale di Firenze è quasi pronto e Massari ha annunciato la data -ancora indicativa - proprio in questi giorni, anche si sapeva già del nuovo negozio da tempo. Si aggiunge dunque Firenze tra le città toccate dal marchio Iginio Massari Alta pasticceria, dopo Brescia (prima e storica insegna del maestro), Milano, Torino e Verona (quest'ultima premiata come Bar Pasticceria/Gelateria dell'anno ai nostri Barawards).

«Firenze approdo naturale del nostro marchio»

«Siamo oggi entusiasti di annunciare l’apertura della nostra nuova pasticceria nella nobile cornice di Firenze, vanto italiano nel mondo, nella centralissima via Dei Vecchietti, vicino all’iconico hotel Helvetia & Bristol del Gruppo Starhotels, al quale è collegata», ha scritto Massari in una nota. «Sono particolarmente felice di poter annunciare questa nuova apertura a Firenze, città che amo da sempre. Da tempo avevamo pensato a questa città come approdo naturale per il nostro marchio. Firenze è espressione di bellezza pura ed eterna e siamo davvero onorati di poter contribuire a questo importante salotto culturale con un punto di ritrovo in cui vogliamo che gli amici fiorentini, e non solo, si sentano di casa».

Il pop-up store a Cortina per le Feste

Non si ferma qui, però, il processo di espansione lanciato negli ultimi anni da Massari. Ci sono anche gli undici pop-up store attualmente aperti in tutta Italia. L'ultimo dei quali, proprio per le feste natalizie, è a Cortina d'Ampezzo, all’interno dello storico Hotel De la Poste in Corso Italia. Nel cuore delle Dolomiti, dunque, approdano macarons, praline, cremini, torte confezionate, plum cake, biscotti, tavolette di cioccolato, pandoro e panettone firmati Massari. Il negozio, aperto in collaborazione con il celebre albergo di lusso, sarà aperto fino a Pasqua 2022.

Buona Sicilia, la limited edition di bibite bio di Polara

Buona Sicilia Polara
La collezione natalizia Polara comprende tre referenze della linea bio, a base di agrumi siciliani, in bottiglie dalla grafica pop ispirata alle icone artigianali dell'isola

Rende omaggio alla qualità dei agrumi siciliani e alle tante persone che ogni giorno si dedicano alla loro cura Buona Sicilia, la limited edition di bibite bio analcoliche lanciata da Polara per il Natale. Ma questa edizione limitata in realtà è molto di più. Coltivato da tempo, il progetto Buona Sicilia rappresenta l’inizio di percorso che l’azienda di Modica (Ragusa), da quasi 70 anni attiva nella produzione di bevande, ha deciso di intraprendere per far conoscere tutta la magia della sua terra. Da un lato, valorizzando l’origine delle pregiate materie prime con le quali produce le sue bibite, dall’altro, divulgando il patrimonio artistico-culturale della regione.

Non a caso la collezione in edizione limitata è formata da tre referenze della linea di punta dell’azienda siciliana, la gamma Bio Sicilia, composta in totale da 14 soft drink realizzati con ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Nello specifico, fanno parte di Buona Sicilia l’Aranciata Rossa, preparata con arancia rossa di Sicilia Igp coltivata ai piedi dell’Etna, la Limonata, con limone di Siracusa Igp della varietà Femminello, il più aromatico dell’isola, e il Chinotto, sempre da agrume bio siciano e caratterizzato dalla sua intensa nota aspra e dolceamara.

Referenze che per questa edizione speciale sono custodite in bottiglie d’autore (formato 27,5 cl), impreziosite da una grafica che rilegge in chiave pop le opere di ceramisti, carrettisti, pupari e altre eccellenze che rappresentano la grande tradizione dell’artigianato siciliano. Tre piccole opere d’arte, accattivanti e d'impatto, che esaltano al meglio la qualità del contenuto.

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Natale
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L'occasione vale a maggior ragione per sfogliare un numero, quello di dicembre, particolarmente significativo a partire dalla doppia copertina firmata dagli artisti Mattia Caracciolo, Paolo Bianchi e Luca Francocci.

Bacco al Bar, dipinto ad olio, tempera acrilica e bombolette porta la firma di Paolo Bianchi e Luca Francocci, fondatori del progetto artistico Arte Atomica. Un mix di tecniche che ruba, nell'accezione migliore, dalla strada per riportare sulla tela graffiti, pagine di giornali e di libri con rimandi attualissimi.

L'altra copertina è l'opera dall'artista Mattia Caracciolo che con Jungle Blend, ha rappresentato un uomo, calato nella giungla inesplorata della sostenibilità e del green, in cerca di risposte agli interrogativi dell'oggi.

All'interno poi i nomi e le foto dei vincitori di Barawards 2021 tra professionisti, locali e prodotti dell'anno, premiati a Milano nel corso della prestigiosa cerimonia Barawards Gala Evening.

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Colpo Mancino per Lucano: acquisito il brand di vermouth artigianali

Mancino Vermouth
Con l'operazione Lucano arricchisce la sua offerta con i vermouth piemontesi superpremium di Mancino e consolida la strategia finalizzata a fare del Gruppo un polo di eccellenza degli spirit made in Italy

È un grande colpo quello messo a segno da Lucano 1894. Il Gruppo, produttore del noto Amaro, ha acquisito Mancino Vermouth, azienda nota nel mondo per i suoi vermouth artigianali. Un’operazione che consolida la strategia di gruppo Lucano di imporsi sempre più come un polo di eccellenza nel settore degli spirit made in Italy.

Il matrimonio nasce dalla visione imprenditoriale e dal lungo rapporto professionale e di amicizia dei proprietari delle due realtà, Leonardo Vena, patron di Lucano 1894, e Giancarlo Mancino, il bartender fondatore di Mancino Vermouth e creatore dei prodotti, entrambi lucani, che da anni nutrivano la volontà di creare un progetto di business comune. Un progetto che aprisse a entrambe le aziende nuove possibilità di business, valorizzando i valori comuni alla base dell’operare delle due realtà: alta qualità e rispetto della territorialità e delle origini dei prodotti.

All’insegna di questi valori nasce infatti la selezione di 7 etichette di vermouth piemontese firmate Mancino, che ora arricchisce il portfolio Lucano, che tra l’altro ha in gamma un suo vermouth, Vermouth del Cavaliere (leggi Torna il Vermouth del Cavaliere, storica ricetta di Casa Vena). Prodotti artigianali, ottenuti da una selezione di circa quaranta spezie e botaniche, poi macinate con un mulino tradizionale del 1930, unite ad altrettanto selezionati vini italiani.

La collezione Mancino Vermouth

La linea Mancino comprende Mancino Vermouth di Torino Secco (alc 18% in vol), dal gusto lievemente amaro, fresco e molto secco, con intensi profumi di erbe del Mediterraneo, quali salvia, maggiorana e origano, con delicati aromi di citronella, rosa canina, iris, noce moscata e un finale di agrumi, perfetto per un Gin Martini. Il Mancino Vermouth di Torino Bianco Ambrato (alc 16% in vol) leggermente amaro con aromi di rosa alpina, camomilla, fiori di sambuco, genziana e menta, arancia dolce e zenzero, pompelmo rosa, cardamomo, liquirizia e chinino, perfetto da servire liscio, o con ghiaccio, e una fetta di arancia o per la preparazione di Vesper, o con Gin e Vodka Tonic. Il Mancino Vermouth di Torino Rosso Amaranto (alc 16% in vol), di grande corpo e caratterizzato da sentori di vaniglia, rabarbaro, ginepro, legno tostato, mirra, chiodi di garofano, cannella, scorza di arancia e dal finale dolce amaro, ideale per Negroni e Manhattan.

Tradizione e sperimentazione

Alla gamma classico si aggiungono poi specialità particolari. Come Mancino Vermouth Vecchio (alc 16% in vol), un vermouth dolce invecchiato, frutto dell’invecchiamento di 12 mesi dell’Amaranto in una botte di singola quercia italiana. Un processo grazie al quale il vermouth acquisisce la forza del legno antico e delle spezie e che gli dona un bouquet più ricco, fruttato e avvolgente, con essenze di ciliegia, miele, uvetta, cioccolato fondente e vaniglia. Un prodotto da servire in abbinamento dopo cena con formaggi pregiati o dessert, o freddo liscio come digestivo.

O come il Mancino Vermouth Chinato (alc 17,5% in vol), originale interpretazione del vermouth chinato. Nasce infatti dal mix tra Secco, Bianco e Rosso (a base di Trebbiano di Romagna) con Barbera d’Asti Docg e aggiunta di pura china. Ricco e complesso, si apre con le note del tradizionale vermouth Mancino, per poi soffermarsi sul quelle di vino rosso, profondo e amaro, che ne fanno un perfetto aperitivo e digestivo, servito liscio e freddo, o da proporre con formaggi o dolci, ma che può essere servito riscaldato, come il vin brulé o utilizzato per realizzare Hot Toddy.

Nuove esperienze di gusto

Dalla ricerca di nuove esperienze di gusto nascono poi Sakura e Kopy. Prodotto in edizione limitata (4.000 bottiglie all’anno), Mancino Vermouth Sakura (alc 18% in vol), è frutto della passione del suo creatore per il Giappone. Nella sua ricetta sono infatti presenti i boccioli di ciliegio di Kyoto, che si aggiungono a un altro ingrediente particolare, come i petali di viola toscana, e ad altre 18 botaniche su una base di vini bianchi italiani e si caratterizza per i sentori delicati e il marcato sapore amaro dato dall’assenzio. Infine, Mancino Vermouth Kopi (alc 17% in vol), che combina le caratteristiche del vermouth della casa con le esperienze del caffè in Asia, grazie all’aggiunta di 14 chicchi di Robusta selezionati a mano a Java e sottoposti a tostatura scura a Napoli da Barbera Caffè. Perfetto da servire freddo insieme a un caffè.

Natale 2021, i panettoni degli chef si fanno notare

panettone cioccolato ciliegie pedron cracco
Il panettone al cioccolato e ciliegie di Marco Pedron, pastry chef del gruppo Cracco
C'è chi osa con profumi intensi e farciture e chi, invece, punta sul classico: le scelte degli chef tra conferme e nuove proposte

Aiutati da maestri lievitisti amici, da fornitori di fiducia, da pastry chef cresciuti nelle cucine più impegnative. Oppure direttamente "con le mani in pasta". Ormai quasi tutti i grandi chef propongono i loro lievitati natalizi, scendendo nell'arena della competizione virtuale che vede protagonisti panettoni e pandori. A dimostrazione del fatto che il panettone artigianale, rigorosamente preparato con profumatissimo lievito madre e ingredienti di alto livello, ha consolidato il suo ruolo di dolce iconico della pasticceria italiana. Mentre il panettone mostra chiaramente di avere un futuro interessante sul mercato italiano, qui mostriamo una piccola rassegna di panettoni degni di nota firmati dagli chef.

Da Cracco, Pedron osa con ciliegie e cioccolato

Spinge sull'acceleratore il vulcanico Marco Pedron, pastry chef del gruppo di Carlo Cracco, con una novità 2021 che ha meritato il nome di super panettone. Quest'anno, infatti, ha deciso di proporre una versione il più possibile golosa: il super panettone è farcito con canditi di arancia e uvetta marinata in bacche di vaniglia del Madagascar. In questa versione è farcito con cioccolato, fave di cacao e ciliegie Samba raccolte a mano nella Azienda Agricola Vistamare, l'azienda agricola dello stesso Cracco in Romagna. Un mix di cioccolato al latte e fondente con una nota leggermente affumicata sono gli ingredienti della glassatura.

Cioccolato e caffè per la novità di Antonino Cannavacciuolo

Il Panettone di Antonino nasce nel laboratorio di pasticceria guidato da Kabir Godi, che rifornisce i resort di lusso e gli altri punti vendita firmati dallo chef Cannavacciuolo. Quest’anno il lievitato natalizio è stato proposto in un unico formato da 1 kg nei gusti Classico, Limoncello e Pere e Cioccolato, ma la novità del 2021 è la Limited Edition al caffè e cioccolato, proposta e spedita nella nuova scatola di latta.

Bartolini sceglie i profumi del Mediterraneo per il suo primo panettone Milano

Prodotto secondo la ricetta tradizionale con lievito madre naturale e ingredienti di qualità attentamente selezionati dallo chef: quest'anno ha fatto il suo esordio il primo panettone Milano firmato da Enrico Bartolini (3 stelle Michelin) è frutto di una lievitazione di 72 ore e del lavoro certosino del team di cucina del ristorante al terzo piano del Mudec a Milano. Gli agrumi sono tagliati a mano. «Ho lavorato su un’antica ricetta, molto semplice e molto buona. Ho scelto ingredienti speciali, ma soprattutto ho prestato attenzione ai canditi che personalizzano il sapore e il retrogusto di questo panettone classico», ha spiegato Bartolini.

Boer fa esordire il suo bu:rettone

Lo chef Eugenio Boer, in collaborazione con l’amico Jean Marc Vezzoli (panificatore e vero appassionato di panettone, parigino di nascita ma adottato dalla Brianza) ha voluto creare creare un classico delle festività Natalizie in una versione personale, legata alla sua memoria. Gli ingredienti sono selezionati tra piccoli produttori amici, come il Miele di Sulla di Ape Nera e i canditi del maestro Corrado Assenza. Poi uova di Selva della Valtellina, burro di malga, pregiata vaniglia di Tahiti, sale delle saline di Cervia. Alveolato a dovere e profumatissimo.

Perbellini, una dedica alla famiglia su panettone e pandoro

Per rispondere alle richieste sempre in crescita, lo chef Giancarlo Perbellini ha aperto un nuovo laboratorio in provincia di Verona, dedicato alla produzione di dessert e lievitati per i suoi ristoranti e per il cliente finale, con sette addetti. Secondo Perbellini l’arte della lievitazione rappresenta anche un forte legame con la famiglia e con il territorio. Infatti, a nonno Ernesto e allo zio Enzo sono dedicati i suoi pandoro e panettone di questo Natale. Il panettone è proposto «con uvetta, cedro e arancio di cui utilizziamo una scorza particolare, a lamelle. Gli conferiamo un tono delicato di dolcezza con la rosa, e un sentore di agrume che evolve al pepato, con il bergamotto. Ultimiamo infine con la tipica incisione, in gergo tecnico scarpatura».

Sadler e la sobrietà in stile contemporaneo

Burro francese e belga nell'impasto, vaniglia del Madagascar e uova bio provenienti da galline allevate a terra, con la particolarità della glassa con le mandorle in copertura: questi gli elementi del panettone dello chef Claudio Sadler. «Mi piace puntare al classico, per questo ho scelto i tradizionali panettone e pandoro, usando prodotti di alta qualità e al massimo un consiglio per aggiungere al fianco del dolce una crema allo zabaione o al cioccolato. Una scelta che rispecchi la mia cucina, milanese e contemporanea»… ha spiegato lo chef che usa un lievito madre per una lievitazione di 36 ore, due impasti per il panettone e tre per il pandoro. Come vincere la corsa ai lievitati? «Con un prodotto sano e genuino».

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