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Baritalia a Jesolo: selezionati altri 12 finalisti

Jesolo (VE), 13/06/2022; Bartitalia Jesolo,©Riccardo Gallini/GRPhoto
©Riccardo Gallini/GRPhoto
Approdo in Veneto per la terza tappa del laboratorio itinerante dedicato alla mixology. Ecco i nomi dei bartender che si sono aggiudicati un posto nella finalissima di Monte Carlo

Dopo le due tappe al Sud di Lecce e Sorrento, Baritalia 2022 - a drink for the planet ha ripreso il tour nella Penisola per approdare a Jesolo (Venezia). A ospitare la terza tappa del laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale, quest'anno dedicato alla sostenibilità, è stato il King's Club. Appuntamento che ha visto la calorosa presenza di bartender e professionisti da tutto il Veneto e dal resto d’Italia che hanno preso parte al ricco programma di sfide approfondimenti, seminari sul tema cocktail che ha caratterizzato, come sempre la giornata.

A partire da Baritalia Lab, la sfida a colpi di cocktail in questa edizione focalizzata sul tema A drink for the planet che ha visto i bartender sfidarsi sotto le insegne delle aziende partner nella creazione di drink sostenibili.

Sfida che ha decretato altri 12 professionisti che si sono meritati un posto nella finalissima che si svolgerà nel Final Show di Baritalia, in programma a Monte Carlo (Principato di Monaco) il prossimo 14 novembre.

Ecco i nomi dei vincitori: Daniele Melani (Caffo), Damiano Massa (Campari Academy), Daniele Salviato (Canaima Gin - Compagnia dei Caraibi), Manuela Menegazzo (DOuMix?), Simone Caltabiano (Coca-Cola Hbc Italia - Tequila Corralejo), Francesco Lazzo (Coca-Cola Hbc Italia - Gin Grifu), Alberto Beltrame (Coca-Cola Hbc Italia – Lurisia), Edoardo Cipriani (Gin Engine), Stefano Galligioni (Gamondi), Francesco Giorgi (Molinari), Manuel Crescini (Nonino) e Giuseppe Mancuso (Organics by Red Bull).

A decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner e dai bartender di alcuni dei migliori locali del Veneto, che si sono alternati nel ruolo di giudici di onore: Samuele Ambrosi, Alessandro Bardella, Walter Bolzonella, Edoardo Bullio, Andrea Camazzola, Giacomo Diamante, Lorenzo Di Cola, Giorgio Fadda, Gennaro Florio, Luca Girotto, Raffaele Iovinella, Gabriele Marocco, Max Morandi, Roberto Pellegrini, Claudio “Peri” Perinelli, Matteo Soncin, Mauro Varagnolo, Alex Visentin, Alessandro Zampieri e Alvise Zonta.

Giuria che ha assegnato la menzione speciale A drink for the planet per il drink più green a Francesco Giorgi (Molinari).

Altro momento clou della giornata i Boot Camp, i seminari gratuiti dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Il programma di incontri si è aperto con la masterclass di Edoardo Banfi su easy mix e la miscelazione low alcol (a cura di Campari Academy), seguita da quella di Samuele Ambrosi sull’utilizzo della grappa in miscelazione (a cura di Nardini), di Marco Riccetti sulle nuove tendenze dei distillati di agave (a cura di Coca-Cola Hbc Italia) e di Igor Tuliach sul nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco Gamondi.

Gli appuntamenti sono proseguiti nel pomeriggio con i seminari di Leonardo Todisco sul Gin&Tonic (a cura di Gin Engine), di Francesco Neri sulle innovazioni i valori e la sostenibilità nel mondo della grappa Nonino, di Gian Marco Bellanti sulla gamma sulla gamma DOuMIX?, di Francesco Serra su Canaima, il gin dell’Amazzonia, di Marco Fedele sul cognac Rémy Martin (a cura di Molinari), di Fabrizio Tacchi sul portafoglio green di Caffo e di Jonathan Di Vincenzo sul tropical “circolare” (a cura di Organics by Red Bull).

I finalisti della tappa di Jesolo e i vincitori per ogni squadra

Caffo
Mario Carli
Rosina Grandinetti
Daniele Melani (vincitore di tappa)

Campari Academy
Damiano Massa (vincitore di tappa)
Marie Meccoli
Francesco Pasinato

Canaima Gin - Compagnia dei Caraibi
Roberto Casti
Giada De Serio
Daniele Salviato (vincitore di tappa)

DOuMix?
Diego Ferron
Manuela Menegazzo (vincitrice di tappa)

Coca-Cola Hbc Italia - Tequila Corralejo
Simone Caltabiano (vincitore di tappa)
Elia Zanasca

Coca-Cola Hbc Italia - Gin Grifu
Francesca Graglia
Francesco Lazzo (vincitore di tappa)

Coca-Cola Hbc Italia - Lurisia
Alberto Beltrame (vincitore di tappa)
Genny Medè

Gin Engine
Edoardo Cipriani (vincitore di tappa)
Paolo Tonon
Giulia Zampieri

Gamondi
Dario Conti
Lino Marchese
Stefano Galligioni (vincitore di tappa)

Molinari
Simone Broglia
Simone Delucchi
Francesco Giorgi (vincitore di tappa)

Nonino
Manuel Crescini (vincitore di tappa)
Diego Digiannantonio
Stefano Marongiu

Organics by Red Bull
Giuseppe Mancuso (vincitore di tappa)
Tiziano Orsini
Riccardo Salmaso

I prossimi appuntamenti di Baritalia

PESCARA: 26 settembre 2022
BOLOGNA: 17 ottobre 2022
MONTE CARLO (PRINCIPATO DI MONACO): final show 14 novembre 2022

Gelato World Cup 2024: gli appuntamenti in programma

campionato mondo pasticcer
Gelato World Cup
Si sono concluse le selezioni in America Latina. Prossima tappa, Gelato Asia Cup

Nel 2024 tornerà la Gelato World Cup. Giunta alla sua decima edizione, la competizione biennale si terrà come sempre all'interno del Sigep di Rimini. Il 9 giugno si sono concluse le selezioni in America Latina, con Argentina e Brasile vincitrici. Le prossime tappe saranno la Gelato Asia Cup e la Gelato Europe Cup.

I vincitori dell'America Latina

La Coppa Latinoamericana del Gelato Artigianale è andata all'Argentina. La squadra era guidata dal capitano e maestro gelatiere Eduardo Zacaría, insieme a Rubén Darré, Santiago Nieto e Lucas Carballo. Secondo posto per il Brasile e terzo per il Perù. Non sono mancati i premi speciali. L'Uruguay si è aggiudicato il riconoscimento di Miglior Gelato Artigianale. Il Perù ha conquistato quello di Miglior Torta Gelato, quest'ultimo assegnato dall'italiano Sergio Colalucci, presidente di giuria, membro del direttivo Gelato World Cup e primo Campione del Mondo della Gelateria italiano nel 2006. Premio per l'innovazione e l'originalità all'Ecuador, mentre l'Argentina ha portato a casa anche il Premio per il Lavoro di Squadra.

Le selezioni in America Latina

Nella quinta edizione della al via le selezioni per l'America Latina, sono emersi due delle squadre partecipanti che si sfideranno alla Gelato World Cup italiana, a inizio 2024. La terza classificata sarà team di riserva. Alle selezioni, guidate da Colalucci, hanno partecipato formazioni provenienti da Uruguay, Perú, Ecuador, Messico, Brasile e Argentina. Ogni capitano di squadra è stato presente in giuria. Giudicati: mise en place, igiene (buone pratiche di produzione), lavoro di squadra, tecnica, qualità organolettica (gusto, colore, consistenza, sensazione di freddo), creatività, innovazione e presentazione finale. Ogni squadra ha dovuto affrontare giorno per giorno diverse prove: monoporzione in vetro, mystery box, gelato gastronomico, mignon di gelato al cioccolato, torta gelato, scultura in croccante, scultura di ghiaccio e buffet finale.

Le prossime tappe del Gelato World Cup

Conclusa la parentesi sudamericana, sguardo rivolto alle prossime tappe. A ottobre 2022, si terrà la Gelato Asia Cup, mentre a gennaio 2023 sarà la volta della Gelato Europe Cup. I vincitori dei rispettivi continenti parteciperanno al mondiale del 2024.

Lucius Dry Gin: arriva dal Piemonte il gin al gorgonzola

Lucius Dry Gin
Territorialità e innovatività caratterizzano questo gin artigianale, primo prodotto della startup Alfa Spirits, fatto con botaniche piemontesi, a cominciare dal famoso formaggio erborinato

È ispirato a San Lucio, patrono dei casari, Lucius Dry Gin. Una dedica non casuale per questo nuovo gin che ha proprio in un prodotto caseario il suo ingrediente caratterizzante: il gorgonzola, il re dei formaggi Dop dell’area piemontese-lombarda. L’idea è di tre giovani amici piemontesi, Alessandro Belletti, Alessandro Romussi e Fabio Mainini, fondatori della startup Alfa Spirits, proprietaria del brand, che hanno voluto fare il loro ingresso nel mondo spirit con un prodotto che esaltasse le eccellenze del Piemonte.

Per farlo non hanno puntato però su ingredienti più tradizionali per un distillato, come la nocciola Piemonte o i fiori di sambuco, ma hanno scelto di concentrare la loro ricerca sul formaggio erborinato, la cui produzione oggi è in gran parte nel novarese, zona di origine dei tre e dove ha sede Alfa Spirits, dando così al loro gin oltre al marcato carattere territoriale anche un forte elemento di innovatività.

Lucius Dry Gin è frutto di un lungo lavoro di studi ed esperimenti, durato circa un anno e mezzo, durante il quale i tre soci si sono dapprima focalizzati sulla ricerca del modo migliore per distillare il gorgonzola, per poi passare a quella delle botaniche che permettessero di ingentilirne al meglio il sapore e ottenere un prodotto finale perfettamente equilibrato e armonioso. Lavoro condotto con l’ausilio di un noto mastro aromatiere, con oltre 40 anni di esperienza nel campo, le cui conoscenze hanno permesso di trovare la quadra e perfezionare la ricetta.

Botaniche piemontesi

Ricetta che prevede, oltre al gorgonzola, altre tre botaniche, sempre di matrice piemontese: il ginepro che cresce naturalmente sulle montagne della Val d’Ossola, una varietà dal gusto particolarmente aromatico e da intense note resinose che ben si accompagnano ai sapori forti del formaggio, muschi e licheni, altre botaniche inusuali nel mondo gin ma che, con le loro note sia erbose sia legnose, conferiscono al prodotto un sapore più complesso, in grado sfumare i contorni, di armonizzare, senza coprire gli altri elementi. Botaniche, queste ultime tre, accuratamente raccolte a mano e nel completo rispetto delle risorse naturali, grazie ad accordi che l’azienda ha stretto con raccoglitori locali.

Prodotto in piccoli lotti, Lucius Dry Gin viene ottenuto con un processo artigianale che prevede la macerazione in alcol di cereali biologico e distillazione separata delle botaniche. I distillati vengono infine uniti per ottenere un dry gin (alc 41% in vol) molto particolare. Al naso porta il sentore sapido e stagionato del gorgonzola, abbracciato da profumi montani che ricordano la provenienza di ginepro, muschio e lichene, mentre al palato la mineralitá del formaggio erborinato è accompagnata dalla balsamicitá delle altre botaniche che donano a questo gin una sorprendente morbidezza, per un finale persistente balsamico e inaspettatamente fresco.

Nuovi sapori alla miscelazione

Ottimo anche da servire in purezza, Lucius Dry Gin è stato pensato per la miscelazione, oltre che per un Gin&Tonic, abbinandolo con una tonica neutra, prestandosi alla realizzazione di innovativi cocktail ma anche alla rivisitazione di grandi classici. Un esempio delle potenzialità di questo gin è stato offerto durante la sua presentazione all’Estremadura Cafè, a Verbania, dalle ricette create per l’occasione da Cinzia Ferro, proprietaria del locale e regina della miscelazione italiana. Lucius Tini, interpretazione del Martini Cocktail con Lucius Dry Gin e vermouth bianco, completato da una guarnizione composta da una lacrima di gorgonzola Dop e un bastoncino di pera. Lucius brinda al Cardinal Negroni, cocktail con il quale la barlady ha reso omaggio al Negroni e a una delle sue rivisitazioni più raffinate, il Cardinale, e preparato miscelando il gin a vermouth bianco e bitter verde. E Novara Sling, che invece rende omaggio a uno dei cocktail più importanti e complessi della storia della miscelazione, il Singapore Sling (gin, Cherry liqueur, Cointreau, Dom Bénédictine, succo fresco di ananas, succo fresco di lime, granatina, Angostura bitters), creato nel 1915 da Ngiam Tong Boon, bartender del Raffles Hotel di Singapore. Nel drink firmato da Ferro Lucius Dry Gin si unisce a genepì, liquore alla camomilla, succo di albicocca, infuso di camomilla, succo di limone, sciroppo di amarena e bitter al cioccolato.

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Le ricette di Cinzia Ferro

Lucius G&T

Lucius G&T_1
Ingredienti:
5 cl Lucius Dry Gin, Tonic water Indian, bacche di ginepro, fettina sottile di pera, foglia di salvia
Preparazione:
build
Decorazione:
fettina sottile di pera, foglia di salvia
Bicchiere:
highball

Lucius Tini

Lucius Tini_1
Ingredienti:
5 cl Lucius Dry Gin, 1 cl vermouth bianco, lacrima di Gorgonzola Dop piccante, bastoncino sottile di pera
Preparazione:
Stir & strain
Decorazione:
lacrima di gorgonzola dop su un bastoncino e bastoncino di pera
Bicchiere:
Coppa Martini

Lucius brinda al Cardinal Negroni

Lucius brinda al Cardinal Negroni_1
Ingredienti:
3 cl Lucius Dry Gin, 3 cl bitter verde, 3 cl vermouth bianco, 1 barspoon liquore alla genziana
Preparazione:
build
Decorazione:
radice di genziana e un rametto di timo
Bicchiere:
Old fashioned

Novara Sling

Novara Sling_1
Ingredienti:
4 cl Lucius Dry Gin, 1,5 cl genepì, 1 cl liquore alla camomilla, 6 cl succo di albicocca, 6 cl infuso di camomilla, 1,5 cl succo di limone, 1 cl amarena syrup, 1 dash di bitter al cioccolato
Praparazione:
Shake & strain
Decorazione:
 una amarena fresca o sciroppata e fiori di camomilla
Bicchiere:
Highball

Olivieri 1882 celebra 140 anni con un NFT

Olivieri 1882 lancia il suo Nft
Olivieri 1882 lancia il suo Nft
La storica azienda di Arzignano ha presentato il suo progetto durante l'evento Vi-Challenge II edition

Un NFT sul packaging dell'iconico panettone per festeggiare un grande traguardo, i primi 140 anni di storia. Così Olivieri 1882, storica azienda di pasticceria di Arzignano, ha marcato l'importante anniversario. Da sempre impegnati a favore dell'innovazione, l'azienda ha presentato la sua ultima idea durante l'evento tecnologico e digitale "Vi-Challenge II edition - La cultura è una bella invenzione".

Innovare, in produzione e nella comunicazione

«Innovare è sempre stato il nostro mantra – dice Nicola Olivieri, titolare dell'azienda e pastry chef – Lo hanno fatto le generazioni precedenti alla mia, quando l’allora Forno Olivieri introdusse la biscotteria dolce. Lo ha fatto mio padre quando, insieme a me, abbiamo preso la decisione di spostarci nella nostra sede attuale, facendo un importante recupero industriale e mettendo a disposizione della nostra crescita uno spazio produttivo che al tempo era enorme e che oggi, dopo soli 5 anni, inizia a starci quasi un po’ stretto. Abbiamo innovato a livello logistico, essendo i primi artigiani italiani a garantire la consegna di un lievitato fresco come il panettone entro 48 ore in tutti gli Stati Uniti, con un e-commerce e una produzione dedicata. Da tempo osserviamo con interesse il mondo NFT e questa era l’occasione giusta per iniziare a raccontare il nostro progetto».

Il progetto NFT per entrare nel club esclusivo

Giunto alla quinta generazione, il brand Olivieri 1882 ha saputo rinnovarsi anche attraverso un packaging ormai divenuto iconico. Insieme al pattern in bianco e nero, ogni release di prodotto viene personalizzata con una fascia ad hoc, dedicata di volta in volta al panettone classico, al pandoro o alla colomba. L’idea di associare a ogni packaging un NFT inizia proprio da qui, dalla realizzazione di nuove fasce per i propri pack, in edizione assolutamente limitata e collezionabili. Ogni fascia “Limited Edition” sarà rilasciata in occasione di eventi speciali in Italia e all’Estero, che coinvolgeranno il brand. Ogni fascia avrà un codice corrispettivo, unico e inimitabile. L'idea alla base dell'iniziativa non è solo quella di promuovere l'innovazione attraverso i grandi lievitati, ma di innescare la voglia di collezionismo. Infatti, raccogliendo tutte le fasce si entrerà di diritto nel Club Olivieri 1882 e si potrà godere di prodotti esclusivi e riservati, di preview per future release in edizione limitata, di inviti nei prossimi eventi dell’azienda e molto altro. Obiettivo: fidelizzare e stupire.

La nuova drink list del Talea, un viaggio tra pozioni ed emozioni

Talea Orto Botanico
Si chiama "Mondi lontani" e propone un viaggio immaginario che parte da cose molto concrete: erbe e spezie dell'Orto Botanico e scarti tornati utili

Un viaggio reale ed emozionale allo stesso tempo, in compagnia di personaggi immaginari capaci di far scoprire ai clienti angoli nascosti e botaniche dalle proprietà benefiche. E di indicare la giusta pozione per l'emozione di cui ci si vuol prendere cura: si chiama "Mondi lontani" la nuova drink list del Talea, il cocktail bar ospitato all'interno dell'Orto Botanico di Palermo (sede di una tappa dell'ultima edizione di Baritalia). Ma, in realtà, parla di luoghi molto vicini, come racconta la sua ideatrice, la bar manager Alessia Mannara: «L'ispirazione mi è nata girando per l'Orto Botanico in cerca di erbe aromatiche per i miei nuovi drink. Ho scoperto il potere rilassanate di questo luogo incredibile, che poche persone conoscono. Così ho immaginato una serie di storie in cui personaggi immaginari guidano i clienti alla scoperta di un angolo dell'Orto e di una botanica che lo caratterizza, svelandone il potere curativo. Il risultato è un viaggio emozionale in un mondo parallelo, ma dai precisi riferimenti nel luogo in cui ci troviamo. Sono 22 drink concepiti come altrettante pozioni per far star bene il cliente».

Visivamente, ogni cocktail si presenta accompagnato da un'illustrazione (di Sarah Radicello) e una storia (della stessa Alessia) capaci di evocare i sentori e le sensazioni che produrrà in chi lo beve.

Super locale e senza scarti

Dal punto di vista tecnico, sono tre i pilastri su cui si basano i drink: l'utilizzo di prodotti locali e di stagione, la valorizzazione delle erbe dell'orto e il riutilizzo degli scarti della cucina, dalla buccia e polpa di arancia alla silicornia. «Usiamo molto le infusioni a freddo - afferma Alessia - ma l'obiettivo è di creare drink semplici, studiati per esaltare il gusto dell'elemento chiave, che è sempre un erba, una pianta, un elemento dell'orto». Così troviamo l'Igiea, con la silicornia, il caffè infuso alle rose protagonista del Trismoka o il Bloody Heart con le spezie aromatiche dell'orto.

Altra caratteristica della drink list, la forte presenza tra gli ingredienti dei vini siciliani dolci: Zibibbo, Marsala e Passito: «Anche qui sono partita da un'idea di recupero. Troppo spesso sono bottiglie che restano nei frigoriferi. Blendando i residui che si formano, si riescono a ottenere sapori davvero speciali».

Il recupero degli scarti di cucina è uno degli elementi cardine da cui nascono le decorazioni: «Non acquistiamo garnish - prosegue Mannara - ma cerchiamo di utilizzare qualsiasi cosa ci passi tra le mani per proporre decorazioni o pairing fuori dagli schemi».

Un modo di pensare che va oltre la drink list per estendersi a tutta la gestione e il concept del bar. Un esempio? Dalle canne di bambù potate nascono sottobicchieri che diventano dei veri e propri souvenir per i clienti.

 

Mondo agave, le ultime tendenze secondo Björn Kjellberg

Passato e futuro di Tequila e mezcal secondo Björn Kjellberg, riconosciuto esperto internazionale di spirits a base agave, che parla anche del ruolo strategico giocato dalla bar Industry e dalle community di bartender nell'affermazione dei distillati messicani come prodotti premium

Sul numero di Bargiornale di giugno abbiamo dedicato diversi approfondimenti sul mondo degli spirits a base agave e lo abbiamo fatto con l'aiuto di esperti di livello internazionale. Uno di questi è Björn Kjellberg, una vera autorità quando si parla di Tequila e Messico. Bartender dal 2002, è stato insignito di numerosi premi e ha tenuto corsi di formazione, masterclass e degustazioni guidate in tutto il mondo da Las Vegas a Mosca, passando per Messico, Svezia (il suo Paese d'origine), Paesi scandinavi e il resto d'Europa. Oggi lavora come Trade Advocacy and Activation Manager presso Pernod Ricard in Svezia. Qui l'intervista integrale a Björn Kjellberg che sul giornale, per motivi di spazio, è uscita in un formato più conciso.

Il Tequila è ormai da anni sotto i riflettori. Nel 2022 potrebbe superare la vodka come primo spirit in termine di vendite negli Stati Uniti e, come riportano diversi analisti, è la base dominante utilizzata dall'industria dei ready to drink. Qual è il segreto di questo successo?
Penso che sia dovuto a diverse ragioni. Uno è che il Messico come Paese, il cibo e la cultura messicana sono di tendenza da una decina d'anni. Basta guardare all'industria della moda e dell'intrattenimento. Da H&M si possono trovare vestiti per bambini con calaveras e altri disegni a tema messicano. La Pixar ha realizzato un intero film basato sulla cultura del Día de Muertos, Coco. Il Noma, uno dei ristoranti più influenti e quotati al mondo, ha trasferito l'intera attività in Messico per un paio di mesi e così via. E molti turisti europei che prima andavano in Thailandia o a Bali, ora vanno in Messico. I tacos sono un fenomeno globale e solo su Netflix, in Svezia, abbiamo almeno tre diversi programmi che mettono in risalto i tacos e la cucina messicana. Non si può davvero parlare di un aspetto culturale o alimentare del Messico senza toccare anche l'altro. Sono così strettamente correlati e appartengono l'uno all'altro che tutto questo, ovviamente, gioca un ruolo e contribuisce a fare del Tequila come qualcosa di più grande di "quella cosa insidiosa che si beve a tarda notte in discoteca". Inoltre, e forse ancora di più, l'incessante lavoro svolto da persone che si sono innamorate del Tequila e del Messico ha finalmente raggiunto la sua massa critica, per cui la categoria sta iniziando a crescere da sola. Ciò che è iniziato con persone come Tomas Estes, Julio Bermejo e Phil Bailey è stato poi trasmesso a Dre Masso e Henry Bessant, per citarne alcuni, che lo hanno poi passato alla crew del Green & Red di Londra e così via. Tutti coloro che ne sono stati toccati da questo passaparola hanno continuato a spargere la voce e sempre più persone sono state introdotte al lato più raffinato dell'industria del Tequila e ai marchi artigianali, continuando a predicare la profondità e la cultura di fondo degli spirits d'agave. Una vera e propria forma di marketing di base, se così si può dire. Poi, credo che ciò che ha reso le cose più veloci siano stati l'arrivo dei marchi famosi e la progettazione di riuscite operazioni di marketing. I fanatici del Tequila di tutto il mondo possono avere tutte le opinioni che vogliono su questi marchi, ma oggi, grazie al loro attivismo, si possono raggiungere e influenzare persone che non si sarebbero mai potute raggiungere e influenzare prima. E per come la vedo io, tutto questo ha aiutato la  causa. Inoltre, grazie alla crescita del Tequila e del mezcal, le grandi aziende globali di alcolici stanno iniziando a investire denaro nella promozione e nella costruzione di entrambe le categorie. Basti pensare al rum e alla sua evoluzione: dall'essere trattato come qualcosa di poco pregiato da miscelare con la Coca-Cola a uno dei superalcolici più amati al mondo. Tutto è iniziato con marchi come Havana Club e Bacardi che hanno investito milioni per convincere la gente a bere Mojito e Daiquirí. Ora il fenomeno è cresciuto così tanto che anche i marchi piccoli e artigianali hanno la loro parte di riflettori e di risorse. Un ultimo fattore che ritengo utile è che l'industria alimentare e salutistica abbiano scoperto il potere dell'agave, utilizzandolo per alimenti e altri prodotti. In precedenza, l'unico rapporto che la gente comune aveva con l'agave era quello mediato dal Tequila.

Cosa aspettarsi nel prossimo futuro?
Credo che il Tequila continuerà a crescere. E, ancora una volta, come nel caso dell'industria del rum, più grandi saranno i marchi coinvolti, più grandi saranno le briciole che cadranno nelle mani dei piccoli produttori artigianali. Naturalmente, ad un certo punto la situazione si stabilizzerà, ma credo che la cosa più importante non sia concentrarsi sul fatto se il Tequila continuerà a crescere, ma piuttosto se il Tequila si stia normalizzando e si possa ormai considerare come un'acquavite di qualità superiore a tutti gli effetti. Quando ho iniziato a lavorare nei bar, circa 20 anni fa, la comanda comune era: "Fammi qualcosa di buono, ma senza Tequila". Oggi, la stessa comanda è diventata: "Fammi qualcosa di buono, preferibilmente con del Tequila". Questo è un dato che da solo dice molto su dove stiamo andando e dove siamo. Per quanto riguarda le innovazioni e le estensioni di prodotto, credo che i Tequila invecchiati e rifiniti in altre tipologie di botti, oltre a quelle ex-Bourbon, siano destinati a crescere. Un po' come è successo per la categoria dei single malt. E, quindi, assisteremo al lancio di prodotti "maturati" in botti utilizzate per vini dolci e liquorosi, invecchiamenti in botti di rum, miscele speciali e così via. Anche il progressivo allontanamento dal 38% vol. a livello di gradazione alcolica è un aspetto che ormai vediamo sempre più spesso pubblicizzato dai produttori di tendenza. Infine, non è escluso il fiorire di aree produttive al di fuori di quella tradizionale di Jalisco. Dopo tutto, ci sono molti nuovi terroir per il Tequila da esplorare.

Il mezcal seguirà il processo di evoluzione del Tequila o dobbiamo aspettarci qualcosa di diverso?
Anche il Mezcal continuerà a crescere e a normalizzarsi. Ma non lo vedo diventare così grande o normalizzato come il Tequila, il rum o lo scotch whisky. È troppo strano. E uso la parola "strano" nel senso più positivo del termine.
E uso la parola “strano” nel senso più positivo del termine. Penso che ci sarà qualche grande marchio che lancerà prodotti dal sapore meno marcato e particolare e ciò porterà nuovi consumatori a scoprirlo. È probabile che le differenze esistenti tra questo tipo di prodotti e quelli più tradizionali o artigianali si amplierà, più che in qualsiasi altra categoria di spirits. È infine prevedibile che vi sarà un rallentamento nel lancio continuo, a cui s’assiste oggi, di nuovi marchi e i brand che sopravviveranno saranno probabilmente quelli fatti con le migliori intenzioni e nel rispetto delle tradizioni e della cultura locale.

Margarita e non solo. Altri cocktail a base di Tequila/mezcal stanno guadagnando terreno. Si pensi, ad esempio, al successo del Paloma. La mixability avrà ancora un ruolo strategico nella promozione degli spirits a base agave?
Certamente! Ancora una volta basta guardare a come è stato costruito il fenomeno rum. È stato creato proprio attraverso il canale della mixability con cocktail a base rum che hanno avuto un successo globale. Lo stesso è valso anche per la vodka e per il gin, a dire il vero. Il Margarita c'è da sempre ma il Paloma, come è stato giustamente citato, è passato dall'essere un mix completamente sconosciuto a uno dei cocktail più discussi e apprezzati a livello globale. Persino Absolut Vodka ha realizzato un twist del Paloma a base vodka in lattina. Anche se è un po' bizzarro chiamarlo Paloma se si esclude l'agave, ma questo la dice lunga sull'attrazione che questo drink esercita in questo momento.

Stanno emergendo diversi altri distillati tradizionali messicani. Quale sarà il loro futuro?
Anche le altre acquaviti d'agave e il Sotol stanno ovviamente traendo vantaggio dal successo di Tequila e del mezcal ed è probabile che attireranno sempre di più l'attenzione dei mercati e dei consumatori. Non credo però che diventeranno necessariamente così grandi. Penso che rimarranno un fenomeno di nicchia. Forse alcuni marchi o prodotti locali saranno acquistati da aziende di calibro internazionale e utilizzati per edizioni speciali ed estensioni, ma non più di tanto. Credo che, in definitiva, la famiglia degli spirits a base agave avrà sempre il Tequila come fratello maggiore, seguito dal mezcal, che guadagnerà ogni anno sempre più terreno, ma non lo supererà. E poi avremmo tanti fratellini e sorelline che, pur  facendo parte della famiglia, non cresceranno e resteranno "piccoli".

 

 

 

Ops, la nuova avventura di Cremone al Mog di Genova

Ops, i nuovi caffè di Andrea Cremone
Ops, i nuovi caffè di Andrea Cremone
Al Mercato Orientale di Genova, il 13 giugno apre un nuovo corner dedicato alla caffetteria, con il plus della tostatura a vista

Ha da poco compiuto tre anni il Mog - Mercato Orientale Genova, un luogo polivalente e uno spazio di riferimento per i per i genovesi che qui si recano per una pausa dall’ufficio, un pranzo di lavoro o per sedersi a leggere un libro ai tavoli del bar, ma anche per i turisti, che hanno modo di  immergersi nei profumi e nei sapori della Liguria e di ben dieci cucine nazionali e internazionali (l’ultima arrivata è quella keniana), di gustare una delle 250 etichette di vino della Vineria, mentre il bar centrale sta concludendo l’offerta di caffè, che dal 13 giugno sarà affidata al nuovo corner dedicato alla caffetteria, ideato e gestito da Andrea Cremone.

Si presenta con un lungo banco di 10 metri che forma una piccola “L”: il lato più corto ospita una Eagle One di Victoria Arduino a 3 gruppi e ha accanto quattro macinacaffè. Lungo il banco, una zona protetta ospita ben tre syphon, poi V60, una vetrina di pasticceria e una piccola offerta di gelato, dove ci saranno sempre referenze con il caffè. Sul retro si apre un piccolo vano con una tostatrice elettrica da un chilo Bullet R1 di Ailio. «Ho messo a punto un menu di caffetteria alquanto semplice, con le classiche bevande italiane e non : espresso, cappuccino, macchiato, flat white, cold brew, te, tisane, cioccolata in inverno fatta con cacao monorigine - spiega Andrea Cremone -. Piuttosto che sull’ampiezza dell’offerta ho preferito puntare sullo storytelling del prodotto: chi è al banco bar potrà sempre parlare dei caffè proposti in quel periodo, aiutare i clienti nella scelta, parlare della filiera e della trasformazione dl caffè.

Al banco  saremo in cinque e vogliamo fare un workshop continuo. Immagino il pomeriggio, quando, soprattutto ora che arriva l’estate, ci sarà più tranquillità e io tosterò il caffè: alle persone che si avvicineranno farò vedere il crudo, mostrerò e spiegherò la tostatura, le sue fasi, il suo profumo. Una telecamera inquadrerà la tostatrice e le immagini si potranno vedere su un monitor che riporterà il menu, alcune foto di piantagioni e la “cottura” dei chicchi: alla sua bellezza si unisce una fragranza che inebria».

Dalla singola miscela i clienti passeranno alla scelta tra tre caffè (più un colombiano decaffeinizzato all’origine con CO2), di cui quello di base è un Cuba Serrano con tostatura media e un gusto “rotondo”, venduto a 1 euro e 30 (in precedenza la miscela costava 1 euro) al quale si affiancano specialty coffee anche molto pregiati, con prezzi più elevati. «Con il Cuba conto di arrivare in breve ai 3-4 chili di consumo giornaliero del bar centrale - riprende Cremone -; con la nostra comunicazione e la voglia di condividere, spero di coinvolgere sempre più persone in un discorso di qualità. L’esperienza mi ha insegnato che, quando questo messaggio viene compreso, il prezzo non è più una barriera.

Per quanto riguarda gli altri metodi di estrazione, ho deciso di puntare sul syphon, molto scenografico, con 3 lampade alogene sul banco (opportunamente protette), nonché sul classico filtro: il primo dà un prodotto più corposo, il secondo più leggero ed elegante. Non mancheranno il cold brew e il nitro, fatto con il sifone». In un primo tempo la nuova caffetteria aprirà alle 10, come gli altri esercizi, ma dopo un periodo di rodaggio, si vorrebbe anticipare alle 8, per offrire a tutti - compreso a chi lavora in loco - un buon espresso, un cappuccio o un filtro, magari accompagnato da una buona fetta di focaccia.

È curiosa l’etichetta che accompagna i caffè, con la scritta (che disegna una tazzina bianca fumante su fondo rosso) Ops - coffee by mistakes: «È un nome che ha più motivazioni, legate alla mia storia personale: ops, dopo l’esperienza di Tazze Pazze, apro un’altra caffetteria specialty a Genova, un po’ per caso. Il nome completo riprende poi la canzone Oops!… I did it again di Britney Spears».

Dunque, l’appuntamento è per il 13 giugno al Mog, dove si accende una nuova luce nel panorama delle caffetterie specialty.

La lente sui coffee shop nei principali Paesi europei

Allegra Project Café Europe 2022
I dati di Project Café Europe 2022 forniti da Allegra disegnano un’Europa dei locali a marchio che procede a più velocità

Dopo la visione d’insieme pubblicata lo scorso mese, Allegra ha fornito un rapporto più dettagliato di Project Cafè Europe 2022, realizzato dal World Coffee Portal. La crescita post pandemica è stata purtroppo rallentata dall’aumento dei costi e dall’impennata dei prezzi dell’energia a causa del conflitto in Ucraina. Quest’ultimo era il Paese europeo con il mercato dei coffee shop in più rapida crescita in Europa, con un’espansione del 16% negli ultimi 12 mesi e 259 punti vendita. La situazione attuale, tuttavia non permette di fare previsioni a causa del pesante impatto del conflitto.

La ripartenza ha portato nuovamente l’attenzione di produttori e operatori sulla sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, attraverso l’utilizzo di tazze e utensili monouso realizzati con materiali di riciclo e compostabili. Gli operatori individuano nella riduzione degli imballaggi e degli sprechi alimentari due importanti punti da considerare con sempre maggiore attenzione. Nonostante il momento complesso il 60% degli intervistati si è detto cautamente ottimista per il futuro.

Panoramica di mercato. Il segmento europeo delle caffetterie comprende 24.092 punti vendita focalizzati sul caffè e 16.583 che hanno il core business nel cibo, per una dimensione totale del mercato di 40.675 unità, con una crescita annua del 3,2%. Tra i mercati europei, 29 dei primi 40 per punti vendita sono cresciuti negli ultimi 12 mesi, con Azerbaigian, Cipro e Ucraina (pre-invasione) che hanno registrato una crescita a due cifre. La Spagna è stato il più grande mercato a contrarsi, mentre l'Estonia ha registrato il calo maggiore. La nazione in cui il prezzo del cappuccino è più elevato è la Danimarca, con 5,38 euro, quella in cui è più economico, a causa del crollo del rublo, è la Russia, con 1,25 euro.

Allegra prevede che il mercato europeo delle caffetterie  marchio supererà i 44.600 punti vendita nel 2027, rappresentando una crescita dell’1,9% l’anno. Si prevede che il segmento focalizzato sul caffè crescerà ogni anno del 2,3% nei prossimi cinque anni per superare i 26.900 punti vendita, mentre quello del cibo dovrebbe crescere dell'1,2% fino a superare 17.600.

Le catene. Costa Coffee è la più grande catena di caffè a marchio in Europa, con 3.263 punti vendita (+87 nell’ultimo anno) in 19 mercati e una quota di mercato totale dell’8,0%. Seguono McCafé, con 3.013 punti vendita (+305) in 27 Paesi una quota di mercato del 7,4%; Starbucks con 2.986 punti vendita (+108) in 32 Paesi e una quota di mercato del 7,3%.

Osserviamo ora il dettaglio di alcuni Paesi europei.

Austria - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 845 punti vendita (+18 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 2,2%. McCafé è leader di mercato con 200 punti vendita, davanti a TchiboKaffeeBar (130) e Ankerbrot (106). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 960 nel 2027, con una crescita annua del 2,7%.

Belgio - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 481 punti vendita (+9 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 1,9%. Panosis è leader di mercato con  247 punti vendita, davanti a Délifrance (45) ed Exki (35). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 540 nel 2027, con una crescita annua del 2,4%.

Danimarca - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 382 punti vendita (+1 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo dello 0,3%.Lagkagehuset è leader di mercato con 105 punti vendita, davanti a Espresso House (62) e Joe & The Juice (57). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 410 nel 2027, con una crescita annua dell’1,5%.

Finlandia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 266 punti vendita (+6 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 2,3%. Espresso House è leader di mercato con 70 punti vendita, davanti a Robert's Coffee (45) e Picnic (39). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 340 nel 2027, con una crescita annua del 5,2%.

Francia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 3.989 punti vendita (+ 268 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 7,2%. Marie Blachère è leader di mercato con 649 punti vendita, davanti a Paul (393) e McCafé (362). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a nel 2027, con una crescita annua del 2,8%.

Germania - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 5.464 punti vendita (+69 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo dell’1,3%. Markt-Bäckereiè leader di mercato con 800 punti vendita, davanti a McCafé (749 e TchiboKaffeeBar (451). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 5.480 nel 2027, con una crescita annua dello 0,1%.

Grecia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 1.905 punti vendita (+67 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 3,6%. Coffee Island è leader di mercato con 432 punti vendita, davanti a Gregory's (363) e Mikel Coffee Company (254). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 2.360 nel 2027, con una crescita annua del 4,4%.

Italia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 1.157 punti vendita (+11 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo dell1,0%. McCafé è leader di mercato con 531 punti vendita, davanti ad Acafé, Bottega del CafféDersut e Caffè Vergnano1882 (60 punti vendita ciascuno). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 1.290 nel 2027, con una crescita annua del 2,3 %.

Olanda - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 701 punti vendita (+47 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 7,2%. Délifranceè il leader di mercato con 140 punti vendita, davanti a Starbucks (91) e Bagels & Beans (79). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 840 nel 2027, con una crescita annua del 3,7%.

Norvegia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 359 punti vendita (+17 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 4,5%. Espresso House è leader di mercato con 56 punti vendita, davanti a Kaffebrenneriet (44) e Jordbærpikene (41). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 370 nel 2027, con una crescita annua dell’1.0 %.

Polonia -  La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 1.341 punti vendita (+55 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 4,3%. McCafé è leader di mercato con 492 punti vendita, davanti a Cukiernia Sowa (162) e Costa Coffee (138). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 1.420 nel 2027, con una crescita annua dell1,2%.

Spagna - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 1.309 punti vendita (+53 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 3,9%. Starbucks è leader di mercato con 138 punti vendita, davanti a Rodilla (99) e SantagloriaCoffee and Bakery (95). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore 1.240 a nel 2027, con una crescita annua dell’1.0%.

Svezia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 506 punti vendita (+13 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 3,9%. Espresso House è leader di mercato con 256 punti vendita, davanti a Wayne's Coffee (77) e Joe & The Juice (48). Si prevede che il numero dei locali si ridurrà al di sotto di 500 nel 2027, con una contrazione annua dello 0,3%.

Svizzera - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 383 punti vendita (-3 nell’ultimo anno), con un tasso di contrazione annuo dello 0,8%. McCafé è leader di mercato con 78 punti vendita, davanti a Brezelkönig (58) e Starbucks (56). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 390 nel 2027, con una crescita annua dello 0,7%.

Regno Unito - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 9.540 punti vendita (+324 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 3,5%. Costa Coffee è leader di mercato con 2.791 punti vendita, davanti a Greggs (2.176) e Starbucks (1.089). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 10.500 nel 2027, con una crescita annua del 2,1%.

Vergani summer edition, il panettone vale anche d’estate

Gelato al Panettone Vergani © Francesco Mion(2)
Gelato al Panettone Vergani © Francesco Mion(2)
Grazie alla creatività del brand, il dolce natalizio diventa protagonista della bella stagione

Per quelli che al panettone non rinunciano nemmeno d'estate Vergani dedica alcune novità. Nasce il Gelato al Panettone Vergani, un gusto pensato per inglobare tutte le caratteristiche del dolce lievitato meneghino. Che sia in coppetta o in cono, godere del grande lievitato nonostante la canicola ora è possibile.

Il Gelato al Panettone

Cremoso e profumato, il Gelato al Panettone Vergani unisce in una coppetta o in cono tutti gli aromi del dolce natalizio. Grazie a dei cubetti di panettone a guarnizione, è possibile gustare anche le consistenze del dolce tradizionale.

Il Panettone summer edition

Agli irriducibili che non vogliono privarsi della tradizionale fetta nemmeno al mare, Vergani dedica il Panettone di Ferragosto, ricetta classica nello speciale formato da 500 g. Soffice e fragrante, è la merenda perfetta da condividere o da accompagnare con il gelato del proprio gusto preferito.

Panettone all'amarena
Panettone all'amarena
Disponibile anche la versione gourmet alle amarene, rivisitazione del panettone tradizionale con morbidi e profumati frutti canditi, che vanno ad arricchire l’impasto lievitato 72 ore e preparato con lievito madre naturale, farina, burro e tuorlo d’uovo fresco. La forma bassa e la caratteristica alveolatura garantiscono la fragranza dell’inimitabile Panettone milanese. I prodotti sono in vendita nelle due Boutique Vergani a Milano, in via Mercadante 17 e in Corso di Porta Romana 51.

Drink Team 2022: diamo il benvenuto ai 12 protagonisti

I volti e le storie dei 12 professionisti della miscelazione che ci accompagneranno nei prossimi mesi: sono loro i protagonisti della nuova edizione del Drink Team, la rubrica-laboratorio di miscelazione targata Bargiornale

Dopo tanta attesa, ci siamo: nella gallery qui sotto trovate i volti e le storie dei 12 professionisti della miscelazione che ci accompagneranno nei prossimi mesi, i protagonisti della nuova edizione del Drink Team. La rubrica-laboratorio di miscelazione di Bargiornale si appresta ad aprire l’undicesima edizione con questi giovani talenti. A selezionarli hanno pensato i “senatori”, i protagonisti delle edizioni passate, e i lettori di Bargiornale che hanno potuto dire la loro. Dal conto finale (ponderato, perché il voto dei senatori valeva l’80%, quello dei lettori il 20%) sono usciti i nomi dei magnifici 12, che esordiranno nel numero di luglio/agosto.

I 12 protagonisti del Drink Team

Lorenzo Aiosa  

Barmanager del Mad - souls & spirits (Firenze), ha lavorato al Belmond Villa San Michele (Fiesole). ha fatto dell’ospitalità una scelta di vita, alternando esperienze al bar e in ambito hotellerie. è un affamato lettore di ricettari e manuali.

Tea Alberizzi

È bar manager del Berlino, locale pilastro della zona universitaria di Padova, dove aveva già lavorato in precedenza e dal quale si è presa una pausa di due anni alla ricerca di nuove esperienze. Inclusa una più gestionale in Campari come bar coordinator per Terrazza Aperol.

Luca Ardito

Nato a Monza, 28enne, dietro il banco da 11 anni, ha trascorso la maggior parte della sua vita lavorativa in Inghilterra, al The Donovan con il maestro Salvatore Calabrese. Ha ottenuto un podio importante: era tra i migliori tre bartender under 30 all'ultima edizione dei Barawards.

Francesco Cuccuru

Barmanager del cocktail bar Spirits Boutique di Olbia, ha mosso i primi passi nel settore dell’ospitalità quando aveva 16 anni. Dal 2011 ha iniziato a lavorare dietro il bancone in diversi locali, da Alghero a Cagliari. Dal 2019 fa parte dell’Aibes

Christian Di Giulio

Attualmente bar manager di Mercato Vianova, ristorante e cocktail bar situato nel centro di Perugia, è anche capo barman aibes, formatore e consulente per un distributore di spirits e liquori in Umbria.

Elisa Favaron

Barmanager e bartender del Cucù Bassano (Bassano del Grappa), è stata per 8 anni, negli stessi ruoli, a Palazzo delle misture, sempre a Bassano. In precedenza ha lavorato da Viva di Viviana Varese (Milano) e in Aromacademy di Davide Malizia (Roma).

Federica Geirola

Attualmente barmanager del cinque stelle Singer Palace Hotel (Roma), è stata lady amarena italia 2021/2022. Dopo 12 anni dietro al banco di bar high volumes è alla prima esperienza di hotellerie.

Carmelo Licata

Partito da dietro il bancone di una discoteca, a 17 anni, è poi entrato a far parte del team dello straccale (L’Aquila). Grande salto con l’ingresso nella squadra del Dry Martini di Sorrento. Oggi è barmanager di Seta Garden (Giulianova, Te).

Michele Picone

Per cinque anni ha gestito un suo locale nel centro storico di Aversa. Dopo la finale della Campari barman competition nel 2016, ha lavorato in Campary Academy per circa un anno. Oggi è consulente e lavora ad un nuovo progetto tutto suo.

Andrea Simeoni

29 anni, ha alle spalle diverse esperienze di lavoro in Italia: ha fatto la classica gavetta dal villaggio turistico fino al lavoro in una steak house. Dal 2014 crea e lavora all’Estremadura Café (Verbania).

Corey Squarzoni

Oggi è al banco dell’Ugo cocktail bar (Milano), ha iniziato la sua carriera allo Speakeasy di Arona, sul Lago maggiore, per poi passare al Luca&Andrea (Milano) e al The soda jerk (Verona). Nel 2020 ha vinto la settima edizione della Campari barman competition. È anche fondatore del sito Zero Waste Mixology.

Valeria Tummolo

Barmanager del Rem, locale notturno di Roma aperto a novembre scorso. Il suo primo maestro è stato Massimo d’Addezio nella Capitale, poi si è spostata all’estero, prima a Miami, collaborando con dei brand di spirits, e poi al The Gibson a Londra, dove è rimasta due anni.

I cocktail dimenticati tornano a nuova vita

Il tema sul quale si confronteranno è davvero stimolante. L’amico Ezio Falconi, titolare della Champagneria di Treviglio (Bg) e grande studioso della storia della miscelazione, ha dato alle stampe il suo libro Storia dei cocktail dimenticati, edito da Tecniche Nuove. Una raccolta di 42 ricette storiche, con aneddoti, racconti e curiosità. Ne abbiamo scelte dieci (nella gallery qui sotto), a comporre una ideale drink list fatta di cocktail del passato capaci di incontrare il gusto e la curiosità del cliente di oggi. Agli esponenti del Drink Te-am chiederemo, mese dopo mese, di dare la loro personale interpretazione di ciascuna ricetta, e le presenteremo assieme alle curiosità e alle caratteristiche di questi drink tutti da riscoprire. Pronti? Si parte!

 

 

Torna il Turin Coffee, due giorni a tutto tondo sul caffè

Turin Coffee
Sabato 11 e domenica 12 giugno torna in piazza San Carlo a Torino il Salone del Caffè, con seminari, workshop, interviste e tante degustazioni

Si presenta come sempre ricco di appuntamenti, degustazioni e masterclass il Turin Coffee, in programma sabato 11 e domenica 12 giugno in piazza San Carlo a Torino. È la prima edizione dopo l’emergenza, un nuovo appuntamento che gli organizzatori definiscono della rinascita e del futuro, con i caffè di Lavazza, Caffè Vergnano, Costadoro, Eurocaf, Mokabar, Boutic Caffè, Drop e Hobby Caffè.

Macinatura e cultura del caffè. Nel pomeriggio del 12 si svolge la terza tappa del campionato internazionale di macinatura Master Coffee Grinder Championship 2022, ideata da Fabio Verona. Sono iscritti ben 10 concorrenti a ricercare il giusto profilo organolettico di un caffè messo a disposizione da Costadoro; la giuria comprende giudici di alto livello, tra cui Chiara Bergonzi (sensoriale), Alberto Contini  (tecnico), come sempre guidati dal capo giuria Luca Ventriglia. Accanto ai concorrenti, protagonisti della competizione sono il macinino gravimetrico Solo dell’italiana Grindie, main sponsor dell’evento, e la macchina professionale a un gruppo You di Sanremo. La qualità dell’acqua per gli espressi è garantita dai sistemi di filtrazione di Brita. Sono inoltre sponsor della competizione Ipa Porcellane, Metallurgica Motta, Ims, LF Ricambi, pulyCaff.

Nella giornata dell’11 e la mattinata di domenica la sua tensostruttura ospita numerosi interventi e workshop, alcuni di taglio tecnico, altri più divulgativo. Questo il programma.

Sabato 11 giugno 

Ore 10:30 La filtrazione dell’acqua - laboratorio di assaggio – a cura di Brita, con Alberto Contini, national kay account di Brita - Come l’acqua può influenzare il gusto del caffè. La ruota dell’acqua. I sistemi di filtrazione. L’assaggio di caffè preparati con differenti acque.

Ore 12:00 Coffee Test: l’importanza di filtri e doccette nell’estrazione dell’espresso – a cura di Ims con Davide Spinelli, Q-Grader e brand ambassador Ims - Come può la sostituzione di un semplice filtro o di una doccetta modificare il sapore e la qualità di un espresso? Scopriamolo con l’assaggio. L’importanza della cura e della pulizia di filtri e doccette, le padelle del barista!

Ore 14.30 Anteprime e ultime novità nel campo della macinatura – a cura di Grindie e Sanremo - L’evoluzione dei macinadosatori, dal classico volumetrico agli ultimi modelli gravimetrici come il Solo e l’X-One.

Ore 15.00 Le moderne macchine espresso e la loro flessibilità -  a cura di Sanremo Coffee Machines con Danilo Llopis, R&D Manager - Il controllo delle temperature, i profili di pressione, il controllo del flusso e quanto queste variabili possono esaltare il caffè. 

Ore 16:00 Riaccendere nei clienti la voglia di andare al bar, a cura di Giulio Trombetta president & Ceo di Costadoro ed Alberto Mangiantini, Ceo di Gelati Pepino - L’obiettivo dell’aumento dello scontrino medio e le proposte estive legate al caffè freddo. Seguirà degustazione di Sorbetti Cold Brew e Stecco Pepino presso lo stand Costadoro

Ore 17:00 Quali sono gli strumenti più interessanti e innovativi a disposizione del barista - a cura di Metallurgica Motta ed LF ricambi con Marco Motta e Michele Tassiello - Il barista moderno ha a disposizione molti strumenti per migliorare le performace nel proprio lavoro, scopriamo quali sono i coffee tools disponibili oggi sul mercato e le ultime novità.

Ore 18.00 Il caffè specialty nella pasticceria contemporanea - a cura di Maurizio Galiano della pasticceria Gocce di cioccolato.

Domenica 12 giugno

I talk culturali a cura di Nadia Rossi, giornalista di Bargiornale.

Ore 10.30 presentazione della prima Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia con i coffee expert Andrej Godina e Mauro Illiano

Ore 11.00 presentazione di Sca, Specialty Coffee Association con Stefania Zecchi, community coordinator

Ore 11.30 presentazione del libro Il Caffè della pluricampionessa di latte art Chiara Bergonzi

Ore 12.00 presentazione del libro Professione Barista con Fabio Verona e Maria Emma Gillio

Ore 14.30 Inizio Campionato di macinatura

Ore 19.00 Premiazioni

Appuntamenti specialty - Mossa dalla volontà di divulgare la cultura degli specialty coffee e di promuovere le attività dei soci sul territorio, Sca Italy è presente con un proprio gazebo e numerosi soci disponibili per dare informazioni o chiarimenti a baristi e coffee lover. Ha organizzato anche alcuni appuntamenti:

Sabato 11

  • Ore 10,00 - Un racconto di Ialty: un caffè tostato a Barolo con Oliviero Alotto - degustazione di caffè filtro
  • Ore 14,00 - Una ventata di freschezza con SCA Italy: il cold brew by Gocce in Roastery - con Maurizio Galliano

Domenica 12

  • Ore 10,00 - Che opera d’arte la chemex! - con Federico Raso, trainer, titolare di coffee shop e competitor delle gare Barista
  • Ore 14,00 - Come funzionano le gare di Sca Italy? - con Alessio Simonetta, barista e competitor delle gare Brewers, che spiegherà come prepararsi a una competizione
  • Ore 14,30 - Non solo caffè: cascara, una drupa in infusione - con Simona Signorotto e Giada Scoleri di Infusion Caffè Torino

Esperienze estive in Costadoro - Sabato 11 dalle ore 16,00 presso lo stand della Torrefazione torinese alcuni interventi di grade attualità. A cominciare dal ritorno al bar: come fare in modo che le persone ritornino nei locali offrendo delle esperienze alternative al classico espresso. A seguire l’intervento di Fabio Verona, head of training & Fairs, sul tema Caffè ed estate raccontando le preparazioni del classico caffè shakerato o del cold brew coffee. Tutte le novità sono realizzate con le miscele Costadoro, a cominciare da Biologica e Faitrade, Respecto fino alla classica con 132 anni di storia Costadoro Espresso. C’è inoltre la possibilità di degustare caffè selezionati dal team di Ricerca e Sviluppo della Torrefazione con profili sensoriali particolari, un’esperienza unica. Ancora, Alberto Mangiantini, Ceo di Gelati Pepino, a raccontare la collaborazione tra la storica gelateria torinese e Costadoro, con la messa a punto di una ricetta realizzata con caffè 100% Arabica e 100% Biologico, trasformata in un classico Sorbetto al cold brew coffee Bio o nel tradizionale Pinguino ricoperto al cioccolato.

Visita alla Factory 1895 - Nelle due giornate della manifestazione, operatori e coffee lover possono vivere una specialty coffee experience, che prende il via presso lo stand di Lavazza Factory 1895 in piazza San Carlo, per proseguire nella Coffee Cave, per un’immersione a 360° nella cultura globale del caffè e per una degustazione guidata dai coffelier, veri esperti del caffè. Sono a disposizione alcune navette per accompagnare i visitatori alla Factory, con partenza ogni giorno alle ore 10,30, 14,30 e 16,30. Il trasporto e la visita guidata sono gratuite previo accredito al form https://accreditoeventi.it/visitalavazzafactory1895/.

Caffè & Vino - In occasione del Turin Coffee, il Mercato Centrale ospita un’anteprima del film documentario Caffè & Vino, ideato e scritto dai coffee expert Andrej Godina e Mauro Illiano, che racconta il parallelismo esistente tra i due mondi attraverso l’esperienza di numerosi esperti delle due filiere tra cui figurano lo chef Gennaro Esposito, Pia Donata Berlucchi (già presidentessa dell’Associazione Donne del Vino), Gerardo Patacconi dell’International Coffee Organization e Massimilano Tonelli direttore di Art Tribune, per citarne alcuni. La proiezione è in programma dalle 15,00, mentre dalle 17,30 sarà offerto un assaggio di tre tipologie di caffè preparate con diverse metodologie di estrazione e abbinate a tre vini selezionati da Cantina Social. Il film è prodotto dalla Camaleonte srl e distribuito da NaNo Film.

Quanto lavoro dietro (solo) 2 euro!

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di giugno 2022 di Bargiornale, a firma del direttore Rossella De Stefano, torna sull'annosa questione del prezzo del caffè

«L’espresso, la caffetteria italiana deve rinascere dalla qualità. E la qualità va pagata». Chiude così il suo sfogo sui social Francesco Sanapo, titolare delle caffetterie Ditta Artigianale, che si è visto commissionare una multa di 1.000 euro a seguito della denuncia di un cliente, offeso per aver dovuto pagare un decaffeinato 2 euro, prezzo non esposto correttamente in listino nel retrobanco (nonostante il menu fosse disponibile utilizzando il QR code). Immediata l’alzata di scudi da parte del mondo del caffè, noi compresi.

editoriale Bargiornale giugno 2022«In Italia è difficile far capire che ci sono caffè che possono costare anche di più di un euro - ha dichiarato Sanapo -. Che sono coltivati da persone che lavorano sodo per produrlo e far sì che diventi in tazza un’esperienza unica. Ci sono anche baristi da questa parte, che studiano per estrarre il meglio di quel caffè. Ma c’è qualcuno che ancora si offende per doverlo pagare più di un euro. Ecco perché la caffetteria italiana sta morendo».

Per evitare che la questione venga accantonata fino alla prossima multa, Sca Italy vuole aprire un tavolo di discussione con figure fondamentali del panorama del caffè italiano per portare il dibattito sul prezzo della tazzina di caffè a un livello più ampio. Lo scopo di questo progetto sarà valorizzare la qualità del caffè, l’investimento nelle attrezzature e la professionalità che oggi sono il credo di molti baristi italiani. Un progetto che sposiamo sin da questo numero, come del resto abbiamo già fatto in passato, raccontandovi le esperienze di imprenditori illuminati e cocciuti che hanno intrapreso lo stesso percorso di Sanapo. E che, come lui, non mollano.

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