Home Blog Pagina 264

Panettone Day: tutto pronto per la finale

Gino Fabbri giuria panettone day 2022
Gino Fabbri sarà presidente di giuria nel concorso Panettone Day 2022
Martedì 13 settembre si terrà l'ultimo appuntamento per decretare i vincitori della decima edizione del concorso

Fetta dopo fetta, finalista dopo finalista, Panettone Day giunge alla sua finale. Martedì 13 settembre, presso la Sala Mengoni da Cracco in Galleria, a Milano, si terrà la giornata conclusiva della speciale decima edizione del concorso Panettone Day.

Il programma della finale

Il programma della giornata prevede l'inizio della finale di Panettone Day alle 10. Per due ore i finalisti si sfideranno a colpi di grandi lievitati per conquistare il titolo legato a ognuna delle tre categorie in gara. Alle 12.30 ci sarà un momento di degustazione con pairing dolce e salato a cura del Pastry Chef Marco Pedron, Cracco Bistrò. La collaborazione con 1895 Coffee Designers by Lavazza accosterà creazioni di pasticceria e pietanze salate ai sentori delle varie miscele di caffè. Seguirà la premiazione, con l'annuncio dei vincitori per ognuna delle tre categorie.

Una giuria rinnovata

La giuria che quest’anno proclamerà i vincitori delle tre categorie sarà guidata dal Maestro Gino Fabbri. Il nuovo presidente ha schierato al suo fianco, stelle dell’alta cucina e della pasticceria italiana come Carlo Cracco, Marco Pedron (Head Pastry Chef dei Ristoranti Cracco), il Maestro Vittorio Santoro (presidente e direttore di Cast Alimenti). Infine, come da tradizione, anche il vincitore per la categoria panettone tradizionale dell’edizione 2021 di Panettone Day, Alessio Rannisi Pasticceria La Siciliana dal 1956.

Tre categorie per una grande finale

La finale vedrà affrontarsi cinque finalisti per la categoria Panettone al Cioccolato Ruby, cinque per la categoria Panettone Creativo e ventitré per la sezione Panettone Tradizionale (qui la lista completa).

La Collezione Anniversario festeggia i 130 anni di Hausbrandt

Collezione Anniversario Hausbrandt
Collezione Anniversario Hausbrandt
La serie celebrativa fa della moka il suo elemento distintivo e identifica una selezione di prodotti tra i più significativi del brand

Per festeggiare il suo 130° anniversario, Hausbrandt ha rivestito con una nuova immagine la moka che da sempre costituisce il suo logo e richiama il saldo legame con l’iconografia della pubblicità del brand nel primo 900. Si tratta di un’illustrazione briosa, colorata, che sprigiona energia, nata da un’idea del presidente Martino Zanetti: un gioco di elementi che mette al centro il caffè e la sua qualità, con uno stile essenziale, colori forti e linee pulite.

Dalla sua fondazione a Trieste nel 1892, la storia e la tradizione della Torrefazione si sono sempre intrecciate con il percorso di crescita civile, economica e culturale dell’Italia, con una connessione profonda con la sua città natale: ricca di stimoli intellettuali costanti, cui si deve il costume dei Caffè come luoghi d’incontro e di ritrovo “degli artisti”. «Abbiamo fatto nostra questa vivacità - afferma Martino Zanetti, presidente della Società -: nei suoi 130 anni di attività, l’Azienda non si è mai limitata ad adattarsi ai cambiamenti del mercato, ma ha saputo anticiparne le tendenze, presentando prodotti e servizi innovativi, capaci di cogliere esigenze differenti. Ha realizzato una solida presenza nel canale horeca proponendo un caffè di qualità superiore e un servizio attento e articolato grazie all’equilibrio tra esperienza artigianale e capacità industriale».

In questo speciale anniversario, la moka Hausbrandt diventa protagonista della Collezione Anniversario, una selezione di prodotti tra i più significativi del brand. A cominciare dal caffè Anniversario 100% Arabica, una Limited Edition dall’aroma rotondo, con note di cereale tostato, frutta secca e cioccolato. Dona al palato sentori di cacao amaro, sorprendendo con un originale retrogusto finale di liquirizia.

Racchiuse nella Gift Box Anniversario, un regalo originale e distintivo per gustare e festeggiare la storia della Torrefazione, ci sono inoltre le Porcellane - Collezione Anniversario a tinte vivaci e colori a contrasto, per gustare espressi e cappuccini. Linee e geometrie si rincorrono e giocano con la moka, in set divertenti, con piattini abbinati, in tre diverse fantasie.

Nuovi successi internazionali per Nardini

Nardini premi 2022
Grappa Riserva Single Cask 22 anni Selezione Bortolo Nardini Medaglia d'Oro Anag 2024
La storica distilleria si aggiudica 7 medaglie ai Bartender Spirits Awards e con la Grappa Riserva Single Cask 22 anni conquista l'Iwsc Design Awards

Continua a collezionare premi internazionali Distilleria Nardini. L’ultimo arrivato per la distilleria più antica d’Italia è quello per la miglior confezione regalo conquistato agli Iwsc Design Awards 2022 dalla Grappa Riserva Single Cask 22 anni Selezione Bortolo Nardini. Riconoscimento che è seguito solo di qualche settimana all’incetta di medaglie, ben sette, fatta dall’azienda ai Bartender Spirits Awards. Premi che proseguono la serie di successi già conseguiti nella prima metà dell’anno (leggi Oro per Riserva 5 anni Selezione Bortolo Nardini all’Alambicco d’Oro).

Un premio all'eleganza della confezione

Successi che non sottolineano solo la qualità dei distillati della casa di Bassano del Grappa, ma anche la ricerca sui pack destinati a custodirli. L’Iwsc Design Awards è infatti la sezione dell’International Wine & Spirit Competition (Iwsc), dove tra l’altro Nardini ha conquistato quest’anno l’oro con la mitica Grappa Bianca (leggi Oro per Grappa Bianca Nardini all’International Wine & Spirit Competition), che premia l’innovazione, la creatività e la personalità del marchio nella grafica, nel design e nel packaging delle bottiglie. Sei le categorie premiate nel prestigioso concorso sponsorizzato dalla nota agenzia di design Absolute: design contemporaneo, imballaggio ecologico, confezione regalo, edizione limitata, redesign/rebranding, design tradizionale. Ad assegnare i premi una giuria di esperti alla quale si sono aggiunti in questa edizione Helen Stephens di Absolute, Danielle Jack, product development manager di Tesco, James Fleming, creative director di Gigantic Creative, ed Enrique Gomez, group bar manager di Sticks 'n' Sushi.

Giuria che ha premiato all’unanimità il pack della Grappa Riserva Single Cask 22 per la categoria confezione regalo con una motivazione che rende merito al lavoro di ricerca su design fatto dall’azienda: «mentre altre confezioni regalo rendevano effettivamente le bottiglie più speciali, quella della Grappa Riserva Single Cask 22 anni giocava un campionato a parte, un prodotto di cui si farebbe fatica a sbarazzarsi della confezione una volta vuotata la bottiglia. Un design di grande equilibrio e qualità». Una confezione speciale per una grappa speciale (alc 45% in vol), in edizione limitata di sole 3.240 bottiglie, ottenuta da un blend di grappe di uve plurivitigno e prodotte con tre diversi metodi di distillazione, lasciato riposare per 22 anni in una botte, la numero 326. Peculiarità che le donano un gusto pieno e raffinato, con complesse sfumature dovute al lungo invecchiamento e un profilo aromatico ricco e delicato con evidenti sentori di vaniglia e leggere note floreali.

Sette medaglie nel prestigioso concorso made in Usa

Ma a incrementare il già ricco palmares dell’azienda sono arrivate anche le sette medaglie, un oro e sei argenti, conquistate alla Bartender Spirits Awards, importante competizione made in Usa, che si propone di identificare gli spirit che non dovrebbero mai mancare in un bar di livello.

A vincere l’oro Virtù di Rabarbaro (alc 19& in vo), lo storico liquore esotico, a base di rabarbaro dal profilo aromatico e intenso. Medaglia d’argento invece per Acqua di Cedro (alc 29% in vol), il raffinato dopopasto ottimo anche per la miscelazione, morbido ed elegante, ottenuto dall’infusione delle scorze di cedro, per Amaro Nardini (alc 29% in vol), l’amaro dal gusto intenso a base di radice di genziana, arancia e menta piperita, e per Bitter Nardini (alc 24% in vol), l’elegante aperitivo dalle note agrumate con sentori erbacei e amaricanti.

Argento anche per le grappe Bianca (alc 50% in vol), Grappa Riserva 3 Anni (alc 50% in vol), versione invecchiata della prima, e Grappa Riserva 7 Anni Selezione Bortolo Nardini (alc 45% in vol), dal profilo complesso, con sfumature di note speziate e fruttate e sentori di vaniglia, marasca e frutti di bosco.

A valutare i prodotti una giuria di professionisti, bartender, dirigenti dell’industria delle bevande e proprietari di ristoranti negli Stati Uniti, che assegnano le medaglie sulla base di specifici criteri che comprendono gusto, confezione e prezzo. I prodotti premiati entrano nella Bartender Spirits Top 100 Spirits Guide, alla quale accedono buyers, bar manager, bartender e brand ed è distribuita a oltre 50.000 professionisti del settore nel Paese.

Al Camparino debutta uno speciale Cocktail Cart per la Negroni Week

Negroni Week Cocktail Cart
In occasione della festa del Negroni, dal 12 al 18 settembre, lo storico locale milanese inaugura uno speciale Cocktail Cart per il servizio del drink

Dal 12 al 18 settembre torna l’appuntamento con la Negroni Week, la manifestazione internazionale che celebra l’iconico cocktail italiano, diventato un best seller mondiale. E mondiali, come il successo del drink, capace di conquistare gli appassionati del bere bene di tutti i continenti, saranno anche i festeggiamenti in suo onore, con migliaia di locali, tra bar, cocktail bar e ristoranti di ogni parte del Pianeta che per l’intesa settimana inseriranno nella loro proposta il grande classico e una sua originale rivisitazione realizzata appositamente per l’evento.

Per quanto riguarda l’Italia, sono oltre 150 i locali che hanno aderito ai festeggiamenti. Tra questi anche il Camparino in Galleria, lo storico locale di Gruppo Campari che si affaccia sul Duomo di Milano, che per l’occasione ha riservato ai suoi ospiti una novità. Il locale servirà il re degli aperitivi con una nuova modalità: accanto alla consueta preparazione al bancone, debutterà uno speciale Cocktail Cart. Il cart, interamente brandizzato, dal design elegante che richiama lo stile e l’iconicità del locale, è un piccolo cocktail bar mobile che renderà ancora più unica e memorabile l’esperienza del Negroni nel periodo della sua festa.

Una festa anche di solidarietà

Un festa lanciata per la prima volta negli Usa nel 2013 da Imbibe Magazine e dall’anno successivo organzzata in collaborazione con Campari, che ha dato un contributo fondamentale a diffonderla in tutto il mondo. Ma la Negroni Week si caratterizza anche per essere anche una festa della solidarietà. La manifestazione è infatti nata anche per raccogliere fondi destinati ad attività benefiche, con oltre 3 milioni di dollari finora donati, per cui tutti i locali aderenti, al momento dell’iscrizione, fanno una donazione che possono incrementare donando anche parte del ricavato delle vendite del cocktail e della sua rivisitazione.

Quest’anno le donazioni andranno a Slow Food che ha lanciato lo Slow Food Negroni Week Fund per dare un sostegno diretto al mondo dell’ospitalità. Ciò attraverso una serie di progetti, condotti dalle comunità locali che puntano a trasformare il sistema alimentare globale, salvaguardando la diversità culturale e biologica, promuovendo l'educazione alimentare e lo scambio di conoscenze e informazioni sul tema del cibo. Oltre a sostenere le iniziative in corso il fondo sosterrà con specifiche sovvenzioni le realtà del fuoricasa impegnate nel cambiamento nei sistemi locali di cibo e bevande.

Novità Coca-Cola: arriva la Zero Zuccheri Zero Caffeina

Coca-Cola Zero Zuccheri Zero Caffeina
Con la nuova referenza priva di zuccheri e caffeina Coca-Cola amplia la gamma a ridotto o nullo contenuto calorico che intercetta la domanda salutista

Per i consumatori diventa sempre più importante bilanciare la propria alimentazione limitando l’apporto di zuccheri. A questa esigenza è attenta Coca-Cola che da oltre 20 anni ha messo in campo diversi interventi per aiutare i consumatori a ridurre la quantità di zucchero che assumono dalle bevande. Ultimo frutto di questo impegno è il lancio di Coca-Cola Zero Zuccheri Zero Caffeina, la nuova bevanda pensata per tutti coloro che non vogliono rinunciare al gusto Coca-Cola, ma desiderano un prodotto privo di zuccheri e di caffeina.

Distribuita da Coca-Cola Hbc Italia, il principale produttore e distributore di prodotti di The Coca-Cola Company nel nostro Paese, la nuova referenza è disponibile nel formato lattina da 330 ml e da 150 ml e va ad arricchire la gamma di alternative a ridotto o nullo contenuto calorico dell’azienda, che già comprende per quanto riguarda il marchio Coca-Cola, la Coca-Cola Zero zuccheri e la Coca-Cola gusto limone Zero Zuccheri.

Da tempo il colosso del beverage è infatti impegnato ad ampliare l’offerta con versioni dei suoi prodotti a ridotto, basso e nullo contenuto calorico. Per quanti riguarda il nostro Paese, attualmente il 71% del portafoglio presenta queste caratteristiche, con un incremento del 9% rispetto al 2020.

Per ognuno dei suoi brand, l'azienda cerca di offrire una o più alternative con senza zuccheri e di rivederne le formule per diminuirne il quantitativo. Un esempio signifitivo a tale riguardo è il caso di Fanta e Sprite, per le quali la quantità di zucchero si è ridotta, rispettivamente, del 65% e del 79%.

Un impegno che, inseme a quello delle altre realtà del beverage, ha contribuito all’obiettivo di Assobibe (Associazione italiana industria bevande analcoliche) di ridurre del 37% lo zucchero immesso sul mercato entro la fine di quest'anno.

Un impegno che per la Company non riguarda solo la revisione delle ricette e l'innovazione delle bevande, ma che si estende anche al pack, dove i consumatori trovano informazioni nutrizionali facilmente accessibili e chiare. A questo si unisce la creazione dei formati più piccoli, come la lattina da 150 ml, per consentire a tutti di scegliere la giusta porzione.

Mooncake, alla scoperta del dolce della Luna

mooncake2
Un aspetto caratteristico della Festa della Luna cinese è questo dolce tipico, tondo e con un involucro di frolla finemente decorata

La Festa della Luna, densa di significato poetico, è la seconda tra le più importanti feste tradizionali cinesi, dopo il Capodanno, ma viene festeggiata in molti altri Paesi asiatici. Viene chiamata anche Festa di Mezz’autunno poiché cade nel 15° giorno dell’8° mese lunare, quest’anno il 10 settembre, esattamente nel mezzo della stagione. In questo giorno la luna si trova alla massima distanza dalla Terra e in nessun altro periodo dell’anno è così luminosa; per questo i Cinesi dicono che “la luna è perfettamente rotonda”. Le offerte alla Luna e la sua contemplazione sono le attività principali della Festa. La notte del 15 le famiglie si riuniscono all’aperto, attorno a una tavola, per ammirarne il chiarore e mangiare dei dolci della Luna, per bere vino e frutti dalla forma simil sferica: melagrane, giuggiole, pere, mele… Chi è lontano da casa cerca di rientrare per raggiungere la propria famiglia. È per questo motivo che la Festa di Mezz’autunno è chiamata anche Festa della Riunione Familiare poiché la luna piena è considerata il simbolo della riunione, del ritrovarsi. mooncake1

Viaggio tra le varietà regionali di mooncake

Un aspetto caratteristico della festa sono i dolci della luna che si preparano e si vendono a ridosso della celebrazione. Esistono innumerevoli varietà regionali di mooncake consumate in Cina e al di fuori della Cina, ma quello cantonese è il più famoso. Si tratta di un dolce di forma una rotonda, come la luna, di diametro variabile, dai 3 ai 10 cm e 3-4 cm di spessore. L’involucro solitamente è simile alla pasta frolla, colorata di giallo, grazie all’aggiunta di uova d’anatra. Sulla superficie vengono impressi ideogrammi con frasi di buon auspicio, simboli ed il marchio della pasticceria che li ha realizzati. Anche la farcitura è molto variabile, si spazia dalla pasta dolce di semi di loto, di azuki o di giuggiole ai semi oleosi.

Accompagnati dal tè e consumati a spicchi

I mooncake vengono solitamente consumati a spicchi, accompagnati da tè. Oggi è consuetudine che gli uomini d'affari e le famiglie li presentino ai propri clienti o parenti come regali, contribuendo ad alimentare la domanda di mooncake di fascia alta. Nelle vetrine delle pasticcerie di Shanghai e Hong Kong se ne trovano di costosissimi ripieni di abalone, o shark finn, ma anche di foie gras o gelatine di champagne in confezioni lussuosissime, brandizzate dai marchi più esclusivi, da Starbucks a Cartier, per intenderci. Ecco alcuni indirizzi di pasticcerie cinesi nella Chinatown di Milano da cui prendere spunto. Parigi Dolci, via Messina 20, Milano - FB @parigidolci S’Lab via Paolo Sarpi 1, Milano – FB @slabmilano Mr. Time, via P. Lomazzo 10, Milano- FB @Mr-Time-Milano Hekfanchai Bakery, via Paolo Sarpi 30, Milano - www.hekfanchai.it

Terra Arida, il dolce che racconta la siccità

Dessert Terra Arida
Dessert Terra Arida
Lo chef dello stellato Acquolina Ristorante firma, con il pastry chef di Velo, un dessert che parla di etica e sostenibilità

Anche un dessert può diventare un mezzo di denuncia e riflessione. Lo hanno dimostrato Daniele Lippi, chef di Acquolina Ristorante, e il pastry chef di Velo Andrea Cingottini. Insieme hanno creato Terra Arida, un dolce che parla di etica e sostenibilità.

Menu tra terra e mare

Tutto parte dalla siccità, ormai non più limitata solo ai mesi estivi, ma a tutto l'anno. Il menu Anabasi Catabasi (dal greco "terra e mare"), vuole portare in tavola le consistenze di questi due elementi naturali. Al centro, formaggi vegetali, realizzati seguendo un’antica ricetta tipica di Pantelleria, resa contemporanea dall’utilizzo del latte di mandorla. Tuttavia, li si potrebbe anche classificare come “formaggi di mare”, grazie alla tecnica che prevede l'addensamento della proteina con acqua di mare. Chiude il menu, appunto, Terra arida. «Questo è il mio modo per sensibilizzare i nostri clienti attraverso la cucina, per dimostrare loro che ognuno di noi può e deve fare la sua parte per salvaguardare il pianeta» spiega lo chef Lippi.

Una diapositiva "dolce-amara"

Terra arida è un dessert che parla già attraverso il suo impiattamento. Arriva a tavola un cavalletto, su cui c'è una diapositiva che ritrae un terreno spaccato dalla siccità. A seguire, giunge il dolce da gustare: un bouquet di fiori secchi con tartelletta di tuberi, cremoso al polline e miele. La terra è realizzata con una meringa acida “crepata”, liquirizia, spuma di radici, vaniglia e cioccolato bianco. Alla base c'è un sorbetto di aglio nero e aceto. Nel dessert trova spazio e prevale il sotto terra con bulbi e radici, quasi a sottolineare come sotto i nostri piedi ci sia vita e, in quanto tale, va preservata.

Nel metaverso Lavazza Arena sensibilizza sull’ambiente

Lavazza Arena
Lavazza Arena
Il gioco è stato lanciato sulla piattaforma online Roblox il 5 settembre, in occasione della Giornata mondiale d’azione per l’Amazzonia

L’ambiente e con esso la problematica della deforestazione - ogni giorno solo la Foresta Amazzonica perde più di un milione di alberi - sono tematiche sempre più urgenti. Per sensibilizzare ad esso i giovani, Lavazza ha fatto il suo ingresso nel metaverso con un gioco, Lavazza Arena, che permette alla Generazione Z di divertirsi e, al tempo stesso, di comprendere l’entità di questo fenomeno.

L'idea è dell’agenzia creativa We Are Social (con cui ha già sviluppato il filmato Coffee Defenders), che ne ha curato strategia, creatività e realizzazione, è stato sviluppato da Dubit ed è disponibile sulla piattaforma online Roblox. Vuole contribuire a sensibilizzare i giovani attraverso un linguaggio emotivamente coinvolgente, divertente e appassionante come quello del calcio.

Al suo primo ingresso il giocatore si trova in un campo completamente “pulito”. Dovrà destreggiarsi nelle diverse aree dell’Arena: più partite di calcio vengono giocate, più la mappa di gioco si arricchisce di verde, natura e alberi. I giocatori possono competere sul campo principale o semplicemente divertirsi nella Practice Area, dove varie esercitazioni metteranno alla prova le loro abilità.  In alternativa possono passare del tempo nel Lavazza Cafè o nella Learning Area per informarsi sul tema della deforestazione. Sono inoltre disponibili delle personalizzazioni per il proprio avatar con skin e power-up dedicati al tema dell’Amazzonia (il gioco è stato lanciato il 5 settembre, Giornata mondiale di azione per questo immenso territorio che deve essere preservato).

Il gioco prende spunto a uno dei numerosi progetti della Fondazione Lavazza, in Perù, nella regione di Madre de Dios, nel cuore della foresta amazzonica, dove è impegnata in un programma di riforestazione del territorio in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente peruviano, le comunità locali e indigene e Cesvi, un’organizzazione non governativa che da oltre 20 anni è attiva con progetti specifici in questi settori. Questo progetto ha due obiettivi principali: promuovere la conservazione del patrimonio forestale esistente, attraverso il controllo diretto delle comunità indigene, che diventano così i "custodi della foresta"; effettuare la piantumazione di nuove piante in aree degradate; particolare attenzione, infatti, è riservata alla conservazione e piantumazione del noce amazzonico (Bertholletia excelsa), una risorsa ambientale molto preziosa, in quanto è un albero che può crescere fino a 50 metri di altezza, vivere fino a 700 anni e immagazzinare circa 64mila chili di CO2 durante la sua vita.

Il progetto ha anche una forte componente sociale, in quanto promuove la raccolta, la lavorazione e la commercializzazione di prodotti naturali locali come il noce amazzonico e la piantumazione di alberi da frutto, che per le comunità indigene possono rappresentare sia una fonte di autoconsumo che un'opportunità per reddito economico. Finora, tale attività ha già consentito la conservazione di oltre 30mila ettari di foresta vergine e la protezione di quattro comunità locali, nonché il riforestazione di 295 ettari di terreno e il miglioramento delle condizioni alimentari, sociali ed economiche di 570 abitanti dell’area, grazie all’installazione di 25 ettari di sistemi agroforestali.

La Fondazione Lavazza negli ultimi anni ha intensificato lo sviluppo di diversi progetti tra cui quello del Cesvi a sostegno della riforestazione, problema crescente in tutti i paesi produttori di caffè. In collaborazione con organizzazioni non governative e istituzioni di profilo internazionale, la Fondazione è ora attiva su questo fronte in Etiopia e Perù con iniziative dedicate, e a Cuba, Haiti, Repubblica Dominicana, Colombia con progetti di sostenibilità che, tra gli altri, comprendono azioni di semina. Attraverso queste attività, sono state messi a dimora oltre 15 milioni di piante di caffè tra il 2015 e il 2020.

Vantguard vende Gin Mare all’americana Brown-Forman

‌Gin Mare
Il marchio di gin mediterraneo ultra-premium entra nel portafoglio del colosso Usa degli spirit Brown-Forman, proprietario, tra l'altro, anche di Jack Daniel’s

La notizia è clamorosa e arriva dalla Spagna: Gin Mare passa di mano. Vantguard, la società spagnola di spirit che ne detiene la proprietà insieme a Mg Destilerìas, ha infatti annunciato la vendita del gin mediterraneo famoso in tutto il mondo a Brown-Forman Corporation, colosso Usa degli alcolici.

Creato nel 2010 e distribuito in oltre 75 Paesi, in Italia l’esclusiva è di Compagnia dei Caraibi, Gin Mare ha rapidamente scalato le classifiche di gradimento di consumatori e professionisti, tanto che la società di rierche di mercato sul mondo spirit Iwrs lo ha nominato il miglior gin ultra-premium al mondo.

Il gin mediterraneo

E davvero altissima è la qualità di questo gin, prodotto artigianalmente secondo una ricetta che prevede l’utilizzo di cinque botanici principali provenienti da tutto il bacino mediterraneo: l’oliva arbequina, una cultivar tipica della Catalogna, che ne costituisce l’ingrediente principale, il basilico dall’Italia, il rosmarino dalla Grecia, il timo dalla Turchia, limone da Siviglia, città dalla quale, insieme a Valencia, provengono anche le arance. Questi si uniscono ai classici ginepro, coriandolo e cardamomo creando un distillato dai tipici sentori e ricordi del Nostro mare.

La strategia di Vantguard: rafforzare gli altri marchi

Dopo aver valorizzato il brand, conferendogli un’identità ben definita e un forte appeal anche per il consumatore, Vantguard ha quindi ora deciso di cederlo per potenziare gli investimenti su altri marchi premium del suo portafoglio di prodotti. In particolare, le risorse verranno si concentreranno su Tequila Curado, Gin Raw, Bonanto Aperitivo, Flaming Pig Irish Whisky, Seventeen Contemporary Mixers, 22 Artesian Water, Isleña Beer e Isleña Blue, prodotti che stanno riscuotendo grande favore sul mercato.

Inoltre, la società ha in programma l’acquisizione di nuovi marchi nel prossimo futuro per rafforzare ulteriormente la sua offerta e sta valutando diverse alleanze strategiche per accelerare la crescita del suo business.

La produzione resta in Spagna

Gin Mare va così a impreziosire la collezione di grandi brand di Brown-Forman, proprietaria tra l’altro del marchio Jack Daniel’s.

Dell’operazione non sono ancora state comunicate le cifre, ma è stato garantito che la produzione del gin ultra-premium continuerà a essere fatta in Spagna nella distilleria di Mg Destilerìas, a Vilanova i la Geltrù, tra la Costa Brava e la Costa Dorada.

Baunilla Pasticceria Creativa diventa cashless

Vittorio Borgia
Vittorio Borgia
Via i pagamenti in contanti in tutti e quattro i punti vendita milanesi

Sposando un approccio sempre più internazionale, Baunilla Pasticceria Creativa dice addio ai pagamenti in contanti. Il brand cresce sempre di più, anche oltre i confini cittadini. Per questo, in tutti e quattro i punti vendita milanesi, da settembre saranno accettati solo i pagamenti digitali.

100% cashless

La scelta mette Baunilla in linea con ciò che già succede nelle altre capitali europee. Da settembre 2022 ogni transazione, dalla colazione con cappuccino e croissant, alla pausa caffè e ancora all’acquisto di torte, monoporzioni e mignon, potrà essere effettuata con l’utilizzo esclusivo di carte di credito, bancomat o App di pagamento come Satispay. Questo cambiamento segue la stessa scia di efficienza che il fondatore e Ceo di Baunilla e Biosserì Vittorio Borgia ha impostato per la scelta di tutte le location e lo studio che ha permesso di accorciare i tempi di attesa, offrendo maggiore trasparenza e sicurezza, efficienza e fluidità.

Verso la digitalizzazione del brand

«Milano è una città che ha ben accolto il cambiamento e le evoluzioni nei pagamenti digitali. Sia le attività che gli imprenditori stessi della ristorazione non possono restarne indifferenti - afferma Borgia - L’abolizione dei pagamenti in contanti nelle nostre pasticcerie è un primo passo verso la completa digitalizzazione del brand. Siamo fieri di essere il primo gruppo, nell’ambito della ristorazione, ad aver fatto questa scelta. La stessa ci permetterà di garantire sempre maggiore efficienza, sicurezza, trasparenza e velocità ai nostri clienti già abituati a utilizzare sistemi e piattaforme che non prevedono l’utilizzo fisico di moneta. È questo l’approccio che vogliamo tenere per l’espansione del brand, in Italia e poi all’estero, da qui ai prossimi 3 anni».

Torna a Roma ShowRum, il festival del rum e della cachaca

ShowRum 2022 Alberto-Blasetti-Ph-9263
Un'immagine di una passata edizione della kermesse (credit foto: Alberto Blasetti)
La kermesse ideata da Leonardo Pinto e dedicata ai due distillati torna in presenza nella Capitale il 2 e 3 ottobre. Oltre 400 etichette presenti e un ricco programma di masterclass ed eventi

Dopo la pausa forzata di due anni, torna in presenza nella Capitale ShowRum, la manifestazione interamente dedicata al rum e alla cachaca. L’appuntamento con la nuova edizione dell’evento è in programma domenica 2 ottobre e lunedì 3 ottobre presso il Centro Congressi dell'A.Roma Lifestyle Hotel.

Fondata e diretta da Leonardo Pinto, tra i maggiori esperti di rum in Europa e attivo Italia e all’estero come consulente e trainer per il mercato del rum e dei distillati a tutti i livelli, la kermesse è una delle più importanti al mondo dedicate ai due spirit. Anche questa nuova edizione sarà caratterizzata da un ricco programma di attività con un’intera giornata, quella di lunedì 3 ottobre, dedicata esclusivamente a un pubblico di professionisti.

Un viaggio nel mondo dei due distillati

Presenti nell’area espositiva oltre 70 brand, che proporranno in degustazioni circa 400 etichette, tra rum tradiionali, delle quali si potrà conoscere e scoprire ogni segreto sotto la guida di master distiller, brand ambassador ed esperti.

Spazio poi alla degustazione dei cocktail preparati con i due spirit, per proseguire il viaggio nel mondo dei due distillati anche nella miscelazione. Come da tradizione, infatti, all’interno della rassegna sarà presente l’area miscelazione curata da Paolo Sanna in collaborazione con il Singita Miracle Beach di Fregene (Roma) che proporrà una drink list creata ad hoc.

10 mastercass in programma

Altro punto forte dell’evento, lo spazio dedicato alla formazione con 10 masterclass in programma. Organizzate dai brand, le masterclass sono un momento di approfondimento delle loro produzioni, delle quali verranno illustrate la storia, processi produttivi, caratteristiche e l’utilizzo in miscelazione. La partecipazione alle masterclass è gratuita, ma occorre prenotarsi al momento dell’acquisto del biglietto, in quanto ognuna è limitata a 45 persone.

Gli appuntamenti si aprono domenica 2 ottobre con il seminario curato da Magnifica de Faria (ore 15), cui seguono quelli con Ron Millonario (ore 16), Ron Abuelo (ore 17), Mount Gay Rum (ore 18), per chiudersi con la masterclass di Diplomatico Rum (ore 19).

Si riprende lunedì 3 con la masterclass a cura di Avola Rum (ore 12.30), cui seguono quella di Ron Santiago de Cuba (ore 13.30), Plantation Rum (14.30), Koloa Rum (ore 15.30) e, infine, El Pasador de Oro (16.30).

La ShowRum Tasting Competition

Altro tradizionale evento che caratteristica la kermesse è la ShowRum Tasting Competition (Stc), la blind tasting competition italiana dedicata a rum e cachaca, nella quale i due distillati vengono divisi per tipologia di alambicco, per invecchiamento e per tipologia di materia prima e dove una giuria di esperti premierà solo il Best in class per ogni categoria.

Come partecipare

ShowRum si svolge a Roma, presso il Centro Congressi dell’A.Roma - Lifestyle Hotel, in via Giorgio Zoega, 59.

Domenica 2 ottobre dalle 14 alle 21, con ingresso a 15 euro (11,88 euro in prevendita) e partecipazione gratuita ai seminari delle aziende.
Lunedì 3 ottobre, Trade Day dalle 11 alle 19, con ingresso gratuito riservato ai soli operatori del settore, dopo accredito sul sito dell’evento www.showrum.it

Per ulteriori info: scrivere a info@showrum.it o telefonare al numero 334 563 8193

Prezzo del caffè, è il momento di agire

Dare il giusto prezzo alla tazzina è questione di vita o di morte per il settore del caffè. Proprio di questo si è parlato in una tavola rotonda al World of Coffee di Milano. Bargiornale ha raccolto gli interventi dei protagonisti e della platea di professionisti

Nel 2013 il prezzo medio della tazzina era di 0,94 euro. Oggi, la media italiana a tazzina per il 2021 è di 1,04 euro, ma 10 centesimi in più non sono certo sufficienti. Giulia Romana Erba, dell’ufficio studi di Fipe, ci ha spiegato: «In vent’anni l’incremento è stato troppo basso per ripagare i costi di gestione e l’aumento delle materie prime; il risultato è che una giornata di espressi al banco risulta davvero poco remunerativa per gli esercenti».

“Quanto vale un espresso di qualità?” è il titolo della tavola rotonda organizzata da Sca Italy nel corso del World of Coffee che si è tenuto lo scorso giugno a Milano. L’organizzazione, guidata dal coordinatore nazionale Davide Cobelli, ha riunito attorno al tema i rappresentanti di alcune associazioni del settore: Iei, Ucimac, Slow Food Coffee Coalition, Caffè Speciali Certificati, International Women in Coffee Alliance Italy, Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, Codacons. Un primo passo sul tema della valorizzazione della qualità del caffè e del prezzo dell'espresso. Vi proponiamo qui una carrellata delle dichiarazioni dei protagonisti.

1Emanuele Dughera, Slow food coffee coalition coordinator

Emanuele Dughera

«Per Slow Food il caffè deve essere buono pulito e giusto. Buono perché con un’alta qualità organolettica, pulito perché coltivato rispettando la biodiversità locale, riconoscendo il giusto a chi la produce in un ambiente sano. Abbiamo avviato con alcuni produttori un percorso di garanzia partecipata, perché il loro ruolo deve ricevere maggiore attenzione. Perché ciò accada dobbiamo tutti impegnarci, soprattutto il torrefattore, ad andare oltre la “formula magica” e dare un’informazione corretta al barista e al consumatore finale».

2Eleonora Pirovano, vicepresidente Iwca - International Women in coffee alliance - Italia

Eleonora Pirovano

«È il momento di cambiare i riferimenti per parlare di caffè, imparando a valutare e comunicare la qualità, la composizione della miscela per arrivare infine al prezzo. Fino a quando quest’ultimo sarà protagonista, non si potrà crescere qualitativamente e arrivare a un espresso di qualità made in Italy. Da parte nostra acquistiamo e promuoviamo caffè prodotti da donne, impegnandoci affinché siano pagati il giusto. Inoltre collaboriamo con associazioni che aiutano donne in difficoltà, formando operatrici consapevoli per il settore caffeicolo».

3Paola Goppion, presidente cSc - caffè Speciali certificati

Paola Goppion

«Da 26 anni il nostro Consorzio ricerca i migliori caffè nei luoghi d’origine, che valuta attentamente, mantenendo nel tempo la qualità di quelli che sono a tutti gli effetti Specialty (perché così vuole la definizione commerciale moderna), ma che sono tutti speciali per la lavorazione che affrontano. Principalmente Arabica, ma anche Robusta eccellenti. Questo percorso di cultura della qualità viene trasmesso al barista e al consumatore finale che si mostra più attento e propenso a spendere di più per un vero prodotto di qualità. Si tratta di un processo lento, ma finalmente qualcosa sta cambiando anche in Italia».

4Davide Cobelli, coordinatore nazionale Sca Italy

Davide Cobelli

«La mia visione di qualità e di rispetto per il caffè e per chi lo lavora attraversa tutta la filiera, dal contadino al barista è questa: troppo spesso ci sono anelli (soprattutto il primo e l’ultimo) che non ricevono la giusta attenzione e remunerazione. Chi conosce e premia la qualità? Non il barista che vende sottocosto come i locali vicini; non il cliente finale che per lo più non ha strumenti per giudicare ciò che gli viene proposto. Insieme dobbiamo arrivare al consumatore e dare contenuti reali di qualità; solo così potrà scegliere e pagare il giusto».

5Luigi Morello, presidente Iei - Istituto espresso Italiano

Luigi Morello

«Qualità significa anche libertà di scegliere, e questo oggi al bar non è possibile: paghiamo la stessa cifra per un caffè molto buono o poco... buono. Questo disincentiva la qualità e non educa il consumatore. Iei da sempre si occupa di formazione e nel piano strategico 2022-2025 ha tra gli obiettivi il coinvolgimento e la formazione del consumatore. Siamo, inoltre, tra i sostenitori dell’espresso italiano come patrimonio immateriale dell’Unesco. L’espresso, oltre ad una bevanda, è un rito che abbiamo creato noi italiani, lo abbiamo esportato. E ora dobbiamo difenderlo».

6Alessandro Galtieri, titolare con Cristina Caroli della Caffetteria gourmet aroma - Bologna

Alessandro Galtieri

«Il prezzo dell’espresso non è determinato solo dalla qualità, ma dai costi vivi, dalla materia prima alla manutenzione, al personale: come possiamo pagare un bravo barista se lavoriamo sottocosto? È inutile parlare di qualità senza prima affrontare il tema della sostenibilità dell’impresa. Con i margini ottenibili dai prezzi attuali la maggior parte dei bar non riesce a sostenersi, questa è la triste verità. Con forza di volontà in vent’anni abbiamo raccolto una buona massa critica di persone che pagano l’espresso da 1,30 (che ancora non è sufficiente) fino a 12 euro. La via per crescere non deve essere fatta di sottocosto; il bar merita più attenzione».

7Francesco Sanapo, titolare torrefazione e locali Ditta artigianale - Firenze

Francesco Sanapo

«Il settore sta perdendo di vista la situazione: la caffetteria italiana sta morendo. A ucciderla è il prezzo dell’espresso a 1 euro, che non permette di pagare un barista formato, di comprare macchine all’avanguardia, sedute comode. Il margine si ha solo con numeri elevati, ma così facendo viene meno il tempo da dedicare al cliente per fargli comprendere il caffè proposto, offrire un’esperienza di gusto positiva e portarlo su prodotti di maggiore qualità. Non c’è tempo da perdere: nel prezzo della tazzina c’è la vita della caffetteria italiana o la sua morte».

8Mario Pascucci, ceo caffè Pascucci torrefazione

Mario Pascucci

«Il titolare che vuole lavorare in modo trasparente incontra molti ostacoli: lo Stato impone contributi altissimi sul lavoro dipendente, e con il caffè ad 1 euro si inducono i gestori a cercare soluzioni alternative. Un bravo barista permette di incassare 40-60mila euro l’anno, il settore avrebbe bisogno di più persone ma questi costi incidono troppo. Penso che se - come avviene all’estero - si facessero lavorare le persone a provvigioni, con contributi ridotti almeno del 50%, i baristi avrebbero stipendi più alti e tornerebbe loro il sorriso. Il bar riavrebbe il valore che merita e lo Stato incasserebbe molto di più».

9Stefano Tiberga, consulente Codacons

Stefano Tiberga

«Davanti a un espresso il consumatore finale ha un problema di percezione: gli mancano informazioni che gli permettano di capire cosa sta pagando e perché. Ad oggi la differenza di prezzo dipende dalla zona in cui lo consuma: in centro città sarà disposto a pagarlo
di più rispetto alla periferia, anche se qui dovesse trovare un caffè di alta qualità, al quale non sa dare un valore. Vince l’aspetto psicologico: 10 centesimi in più rimangono “nella testa”; se sapesse perché gli vengono richiesti pagherebbe senza problemi».

css.php