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I cocktail di Luca Manni ispirano i gelati di Cinzia Otri

Gelato pairing
Gelato pairing
Tre sorbetti per tre cocktail: i due maestri hanno unito le forze per una nuova esperienza di gusto

Il pairing gelato-cocktail ha due nuovi protagonisti. I drink dello “sceriffo” Luca Manni hanno ispirato la Gelatiera della Passera (Tre Coni Gambero Rosso) Cinzia Otri nel creare una linea di sorbetti ispirati a Moscow Mule, Old Fashioned e a un twist sul Negroni. Un progetto di co-branding che punta tutto sulla grande tecnica dei due professionisti coinvolti, e su un'esperienza di piacere dedicata all'ultima parte dell'estate.

Tre sorbetti per tre cocktail

Il bartender Manni ha selezionato una serie di drink classici e li ha resi "compatibili” con la versione in cono e coppetta, mentre Otri ha messo a punto altrettante ricette per trasformare i cocktail in sorbetti riproducendone fin nei dettagli le caratteristiche peculiari. Sarà possibile gustare la linea di sorbetti al gusto cocktail in piazza della Passera, a Firenze, la città che il Negroni l'ha visto nascere. A questa ricetta, si aggiungono due classici IBA come il Moscow Mule e l'Old Fashioned.

Dal bicchiere al cono

Il pairing cocktail-gelato non è una novità per la stessa Otri, che ha in carta da tempo un gusto al Mojito. Ma l'obiettivo della partnership con Manni è quello di riproporre in coppetta o cono lo stesso bilanciamento degli ingredienti presenti nel bicchiere, per rievocare il drink con precisione. Come sanno bene i professionisti, non si tratta di un'operazione facile. Infatti, sia alcol che zucchero e sale sono anticongelanti naturali. «Chi finora si era cimentato con i sorbetti ispirati ai cocktail lo ha fatto in un contesto di gelateria artigianale, mentre stavolta la sfida affascinante è stata entrare nel mondo della mixology rispettando la ricettazione originaria. Siamo dovuti risalire alla percentuale alcolica ideale – spiega Cinzia Otri – senza superarla, perché altrimenti non avremmo potuto avere la consistenza del gelato, poiché nel bilanciamento di ogni gelato o sorbetto gli anticongelanti sono fondamentali. Sbagliare è facilissimo, soprattutto nei drink in cui il livello alcolico sale». Il duo ha lavorato con attenzione anche sui colori, come dimostra il gusto Old Fashioned. Qui è stata sostituita una parte dell'inulina con il muscovado, che contiene una percentuale di melassa, al fine di ottenere una nota ambrata. Luca Manni si è detto soddisfatto del risultato. «Nei tre sorbetti di Cinzia risento non solo qualche sentore, bensì l'intera armonia dei sapori alla base dei miei drink».

Hummus Around sbarca a Milano

Hummus Around
Dopo l'esordio ad Arese, la start up nata lo scorso anno porta la sua proposta gastronomica a base della crema di ceci nel capoluogo lombardo con due nuove aperture

Sbarco a Milano per Hummus Around. Il brand di locali fondato a luglio dello scorso anno da Guido Bernardino Tommasi con le socie Maria Silvia Mandelli e Alice Moro, dopo l’esordio nel centro commerciale Il Centro di Arese (Milano), arriva nel capoluogo lombardo con ben due aperture, una in Corso Magenta e l’altra in Corso XXII Marzo, portando in città la sua particolare proposta gastronomica. A caratterizzare il format è infatti un’offerta food a base di hummus, la crema di ceci originaria della cucina mediorientale.

Ricetta che nel locale viene declinata in diverse varietà per accontentare i più diversi gusti, ma sempre con l’obiettivo di offrire ai clienti un piatto di alta qualità, totalmente naturale e con un equilibrato apporto energetico e proteico, mantenendo comunque una grande leggerezza. Una proposta studiata per un pubblico di consumatori attento al proprio benessere ma che non vuole rinunciare al gusto anche nella pausa pranzo o per una cena veloce.

Hummus per tutti i gusti

La crema di ceci di Hummus Around è infatti preparata solo con legumi biologici ed è proposta in sei tipi diversi: il classico hummus di ceci, hummus e pomodori secchi, o con avocado, o con carote e zenzero, o con piselli e menta o con barbabietola. A questa base poi si aggiungono cereali, verdure fresche, pesce (come salmone, salmone marinato alla barbabietola, polpo al vapore), pollo (anche in versione planted) e, a completare il piatto, una varietà di salse saporite (come yogurt, soia miele e zenzero, una maionese spicy o vegana al prezzemolo, cherry e cocco).

L’hummus può essere degustato sia nella classica bowl (in due taglie, regular e large) sia nella pita, la tradizionale pagnottina tonda greca, proposta quest’ultima che aggiunge al piatto la fragranza del pane.

Massima libertà di scelta è lasciata al cliente: bowl e pita possono essere infatti composte al momento, secondo i gusti dell’ospite, che può optare per la composizione di ingredienti preferita, oppure si può scegliere tra le ricette signature presenti in menù. Tra queste, per fare qualche esempio, c’è la bowl Natural Salmon, con hummus ceci e avocado, patata americana, pomodorini, cavolo romano, bulgur e menta, mandorle, chips vegetali, vegan mayo al prezzemolo, o la Polpo Passion, con hummus ceci, piselli e menta, polpo al vapore, finocchi e arancia, pomodorini, bulgur e menta, mandorle, salsa chili mango, o la pita Pollo Hermano, con hummus ceci e pomodori secchi, pollo senape e miele, taccole, peperoni, cipolla croccante e salsa yogurt.

Attenzione al benessere del cliente e del pianeta

Ad accomunare tutta l’offerta la sua alta qualità garantita, tra l’altro, dall’utilizzo di materie prime provenienti tutte da piccoli produttori accuratamente selezionati, che assicurano la completa tracciabilità della filiera. Prodotti, inoltre, ottenuti a impatto ambientale quasi zero, in quanto nella selezione dei fornitori il marchio ha posto particolare attenzione a tale aspetto, in linea con la sua filosofia finalizzata a creare un’offerta food pensata mettendo al centro il benessere di chi li mangia ma anche del pianeta.

La proposta è completata da un’offerta dolce attenta anche ai consumatori vegani (per esempio con la Vegan Cheesecake ai frutti rossi) impreziosita anche da proposte molto originali, come l’Hummus al cioccolato e nocciole, e da una selezione di bevande che comprende soft drink, birra e succhi.

Lo stile anni ’60 fa bella la gelateria

A Milano Marittima restyling totale per lo Sporting, gelateria e locale simbolo della "bella vita" romagnola

Milano Marittima si è riappropriata di uno dei suoi luoghi di incontro più famosi: la gelateria Sporting affacciata sulla Rotonda Primo Maggio. Il ritorno all’attività originaria di gelateria-caffetteria, dopo la parentesi come ristorante, è legato all’esigenza di ripristinare quello che dagli anni ’60 è stato uno dei simboli delle estati della riviera romagnola all’interno di un edificio su due piani completamente vetrato.

Il bancone è un trionfo di legno

Il contatto diretto con l’intorno urbano e i suoi pini marittimi è uno dei tanti punti di forza su cui ha puntato il restyling messo in atto dallo studio Giovanni Mecozzi Architetti. Il progetto d’interior design unisce elementi dal design classico ad arredi di recupero e a materiali naturali, come legno e pietra a grande pezzatura. L’ampio bancone dal frontale particolare, per dimensioni ed estetica, è il trait d’union fra quanto è stato mantenuto del locale originario e i nuovi inserimenti. Il piano terra è impostato sulla stretta connessione tra l’interno e il grande dehors, in virtù del perimetro completamente vetrato che consente un ampliamento percettivo dello spazio interno verso l’ambiente esterno. La conformazione degli elementi di arredo e delle soluzioni a parete consentono una funzionale suddivisione dei flussi tra le varie zone su due piani: caffetteria, gelateria e area per i cocktails serali, identificata dai due lampadari di design. L’ampia zona consumazione nel dehors del piano terra trova corrispondenza con quella al primo piano, che si proietta sulle chiome dei pini marittimi, elementi caratteristici della storia e del paesaggio naturale della cittadina romagnola.

Arredi tra recupero e ricollocazioni

Allo Sporting gli elementi di arredo sono spesso di recupero, restaurati e ricollocati con nuove funzioni; per esempio il retro banco della zona gelateria, che ripropone i mobili a parete di un appartamento milanese anni ’60, mentre le sedie sono le iconiche Les Arcs di Charlotte Perriand, anch’esse parte del linguaggio compositivo del locale. Il bancone è stato studiato come segno continuo, per accompagnare il cliente all’interno dei due piani. La forma riesce a suddividere e indirizzare i flussi interni, mentre il richiamo agli arredi di recupero crea una unitarietà di immagine che è allo stesso tempo contemporanea e accogliente. Il tutto abbinato al Ceppo di Grè dei pilastri perimetrali, al pavimento in doghe di legno posate a zig-zag e alla carta da parati a soffitto (Wall & Decò) dai morbidi colori.

L'intervista all'architetto Giovanni Mecozzi

Lo Sporting ha un flashback storico. È un’impostazione che adottate anche negli altri vostri progetti?

Il nostro approccio è quello di saperci rinnovare nel tempo in base alla nostra sensibilità progettuale. Guardiamo con rispetto al passato, consapevoli però che ogni situazione, ogni progetto, richiede un’interpretazione personalizzata. Lo Sporting, per un desiderio condiviso fra committenza (Royal Beach Milano Marittima con Pascucci Coffee & Babbi Gelati) e progettisti, aveva necessità di divenire un luogo in cui il cliente potesse sentirsi accolto, un luogo familiare rimasto intatto nel tempo. Il forte rimando storico non nasconde però le evoluzioni avvenute nel corso degli anni.

Il progetto è tutto giocato sull’elemento del bancone. Come è stato realizzato nel particolare?

È l’elemento identificativo del locale e al tempo stesso la guida dei flussi interni e della suddivisione delle tre macro aree del piano terra, anche se dimensionalmente modesto. Il bancone, con il suo segno continuo, distingue in maniera naturale l’area destinata alla caffetteria da quella laterale destinata alla gelateria, individuando alle due estremità gli ambiti cassa e la distribuzione interna, con la scala per accedere al primo piano. Il frontale del banco è realizzato attraverso l’accostamento di listelli di legno, intervallati da una lamina di rame, dal differente andamento per creare un movimento ritmico verticale e rapportarsi alle lavorazioni superficiali degli arredi in legno retrostanti. L’accostamento cromatico e materico fra rame e Ceppo di Grè ne fa risaltare le peculiarità. È la stessa pietra dei rivestimenti murari, che per il piano del bancone è posata in due lastre posate a secco non stuccate.

Il rapporto fra interno ed esterno è fondamentale anche al piano superiore. Come è stato impostato il layout di questo livello?

Lo Sporting si trova alla testa di un edificio a forma trapezoidale, affacciato all’esterno su tre lati. La connessione al piano terra è garantita da un sistema di vetrate continue in acciaio, in stile con l’architettura anni ‘60 dell’edificio. La continuità visiva a 270 gradi è stata mantenuta all’interno dell’unica grande sala del primo piano, priva di arredi o murature che potessero ostacolarne la permeabilità. Uno spazio articolato intorno al volume delle scale di accesso verrà utilizzato per eventi e/o come sala da tè invernale.

Campari Group acquisisce 15% di Howler Head Kentucky Whiskey

Campari Group Howler Head
L'operazione è il primo passo di un percorso per il controllo totale del marchio di bourbon super premium banana flavored di Catayst Sprits. Acquisiti anche i diritti distributivi esclusivi a livello globale

Prosegue la campagna acquisti di Campari Group. Il Gruppo italiano dopo l’acquisizione in primavera di Picon, storico marchio francese di aperitivi bitter (leggi Campari Group acquisisce Picon), seguito da quella di Del Professore (leggi Gruppo Campari acquisisce il brand Del Professore), marchio italiano di vermouth e gin super premium, ha messo a segno un altro colpo. Ha infatti siglato un accordo con Catayst Sprits per l’acquisizione di una partecipazione iniziale del 15% di Howler Head Kentucky Straight Bourbon Whiskey e ottenere i diritti esclusivi per la sua distribuzione globale. L’operazione, del valore di 15 milioni di dollari rappresenta l’inizio di un percorso finalizzato al controllo totale nel medio termine del brand, attraverso opzioni call, sulla base del raggiungimento dei risultati futuri del marchio, che potranno essere esercitate a partire dal 2025.

Il borboun super premium alla banana

Howler Head (alc 40% in vol) è un super premium Kentucky straight bourbon whiskey al gusto naturale di banana, lanciato sul mercato nazionale degli Stati Uniti nel 2021, ottenendo un immediato riscontro. Nel suo primo anno di operatività il marchio ha venduto oltre 50.000 casse da 9 litri inizialmente solo nei mercati americano e canadese, con vendite nette complessive pari a 6,7 milioni di dollari.

Un successo che si spiega con l’alta qualità e le peculiarità del prodotto. La sua produzione parte da un bourbon vero, realizzato presso la Green River Distilling a Owensboro (Kentucky, Usa), con l'impiego di un lievito di proprietà, cereali selezionati e un'acqua filtrata attraverso la pietra calcarea del Kentucky. Il whiskey viene distillato in uno storico alambicco di cento anni a colonna Vendome di puro rame e quindi fatto invecchiare per due anni in botti americane di quercia bianca con un livello quattro di carbonizzazione (chiamato anche “alligatore”), conservate nei tradizionali magazzini in legno. Il processo di lavorazione si conclude con la miscelazione del pregiato bourbon con aroma naturale alla banana, che impreziosisce il prodotto conferendogli il suo carattere distintivo.

Un prodotto dal grande potenziale di crescita

L’acquisizione di Howler Head è strategica per i piani di espansione di Campari che va a rinforzarsi ulteriormente nella categoria dei bourbon whiskey, uno dei pilastri del suo portafoglio a priorità globale. Howler Head è un prodotto dl potenziale di crescita molto elevato. Nonostante la giovane età, è diventato rapidamente uno dei marchi di whiskey in più rapida ascesa sul mercato Usa. Presente anche in Canada, da quest’anno è stato introdotto anche nel Regno Unito e l’obiettivo è ora di continuare a crescere su queste piazze ma anche di espandersi in tutti i mercati chiave a livello internazionale. In questo percorso oltre che sulla forza distributiva di Campari si potrà contare su un’altra peculiarità del brand: il suo stretto legame con Ufc.  Howler Head è infatti partner ufficiale dell’Ultimate Fighting Championship, la più importante organizzazione a livello mondiale nel campo delle arti marziali miste (Mma): un brand di intrattenimento internazionale che raggiunge quasi 700 milioni di fan all’anno.

L’espresso a 2 euro al Flagship Store di Garage Coffee Bros.

Logo Flagship Store Garage Coffee
Aperto da tre mesi nel cuore di Verona, si propone di fare comprendere al cliente che la qualità offerta è in linea con il valore percepito

È positivo il bilancio dei primi tre mesi di apertura del Garage Coffee Bros. - Flagship Store a Verona, un punto vendita fortemente voluto da Davide Cobelli, titolare della Torrefazione e campione italiano di Tostatura 2020, che da tempo ha a cuore la tematica del prezzo dell’espresso. Si trova in vicolo San Silvestro 29, davanti alla bella cornice di Castelvecchio e a pochi passi dall’Arena, dalla quale si può raggiungere in pochi minuti a piedi.

Qui il cliente trova tutta la gamma della Torrefazione e accessori per appassionati di caffè espresso e filtro. Sul banco c’è una macchina espresso a un gruppo modello Linea Mini de La Marzocco.

Qui l’espresso costa 2 euro: «siamo stati chiari da subito, il nostro è un caffè sostenibile - afferma Davide Cobelli -: siamo attenti a ogni passaggio, che non vuol dire solo conoscere tutta la filiera, ma anche tostare con un bassissimo impatto sull’ambiente. Un chicco di caffè di alta qualità può dare un grande risultato, ma per avere una tazzina di ottima qualità non basta solo la materia prima. Bisogna raccontare la storia, bisogna rendere il cliente partecipe del nostro mondo, farlo innamorare quanto lo siamo noi di questo mondo Specialty».

L’approccio con la clientela vuole portare a una progressiva conoscenza del caffè e delle sue tante declinazioni di gusto e aroma. «La trasparenza paga sempre - riprende Cobelli -. Non pretendiamo di insegnare ai nostri clienti dall’alto della nostra sapienza, ma ci mettiamo in confronto diretto con ognuno di loro. Da un lato diamo la nostra proposta di qualità e rispetto della filiera, dall’altra troviamo gli interlocutori incuriositi e talvolta titubanti. Facciamo con loro un patto silente: da noi troveranno la massima qualità, senza essere costretti a bere caffè acidi o senza zucchero; consigliamo quello che per noi è il modo migliore per apprezzare i caffè di alta qualità».

L’obiettivo è di non lasciare l’amaro in bocca, ma di fare comprendere che la qualità offerta è in linea con il valore percepito.

Elephant Gin rafforza il suo impegno a tutela dell’elefante africano

Elephant Gin Foundation EG_Robin Gerlach_South Africa
Robin Gerlach, fondatore con la moglie Tessa di Elephant Gin
È nata la Elephant Gin Foundation, associazione no profit istituita dal gin super premium distribuito da Compagnia dei Caraibi per sostenere progetti di salvaguardia della fauna selvatica africana

Si rafforza ulteriormente l’impegno di Elephant Gin a tutela degli elefanti. È stata infatti istituita la Elephant Gin Foundation, un’associazione senza scopo di lucro nata per raccogliere ed erogare fondi per la salvaguardia della fauna selvatica africana, con particolare attenzione agli elefanti e alla conservazione del loro habitat naturale.

La creazione della fondazione rappresenta un ulteriore tassello della politica di responsabilità sociale del gin super premium distribuito da Compagnia dei Caraibi e della grande attenzione da questo sempre rivolta all’Africa. Un legame con questo Continente scritto nello stesso dna di Elephant Gin. Dai loro viaggi in Africa Tessa e Robin Gerlach, i fondatori del marchio, hanno infatti tratto ispirazione per la creazione dei distillati della gamma Elephant, ovvero Elephant London Dry Gin (alc 45% in vol), l’aromatico Elephant Sloe Gin (alc 35% in vol), il corposo Elephant Strength Gin (alc 57% in vol) e il fresco Elephant Orange Cocoa Gin (alc 40%). E sempre dall’Africa provengono 5 rari ingredienti, dei 14 totali, che compongono la ricetta del primo nato della linea, l’Elephant London Dry Gin, ovvero l'Artiglio del Diavolo dal Sudafrica e dal caratteristico sapore aromatico e amaro, il Bucco, che ricorda il ribes nero, il frutto del Baobab dal Malawi, la Coda di leone, considerata un'erba dai poteri magici in Sudafrica e l'Artemisia africana, che dona al gin una nota floreale e amara.

Già donato un milione di euro per la salvaguardia degli elefanti

Non a caso fin dalla sua nascita nel 2013 il brand devolve il 15% dei profitti a enti di beneficienza impegnati nella salvaguardia dell’ecosistema e dell’elefante africano, la cui sopravvivenza è messa a rischio dal bracconaggio per il commercio di avorio, dalla perdita dell’habitat e dai conflitti con l’uomo. Un impegno che proprio quest’anno ha raggiunto l’importante traguardo del primo milione di euro devoluto alla causa.

Con i fondi generati dalla vendita delle bottiglie e dagli eventi di raccolta fondi, il brand ha così potuto contribuire negli ultimi tre anni alla protezione degli animali nelle aree protette dell’organizzazione partner Big Life Foundation, dove nessuno di loro è stato vittima di bracconaggio.

Un impegno che si rafforza

La nascita del nuovo ente permetterà di rafforzare tale impegno a difesa della fauna e dell’ecosistema africano, di raccogliere ulteriori fondi e partecipare attivamente a progetti di protezione indipendentemente da Elephant Gin, in quanto chiunque lo desideri potrà donare e sostenere direttamente i progetti selezionati dalla fondazione (qui tutti i progetti attivi). A questo scopo la fondazione collabora con le principali realtà ambientaliste e associazioni in tutta Africa, investendo nelle iniziative più indicate per contribuire in maniera concreta alla conservazione dei grandi aninali.

Tra queste vi è per esempio il supporto all’attività di The Sheldrick Wildlife Trust che si occupa del salvataggio e riabilitazione degli elefanti orfani, quello in partnership con Space For Elephants Foundation, che tra il 2013 e il 2017 ha permesso in Sud Africa e Swaziland di ripristinare le vecchie rotte migratorie per gli elefanti che erano andate perdute quando le riserve di caccia sono state recintate.

E ancora il sostegno alle attività di ricerca portate avanti dall’Elephants Without Borders e finalizzato a individuare le cause della morte misteriosa nel 2020 di alcune centinaia di elefanti nella regione del delta dell'Okavango in Botswana. Ricerche che hanno spiegato come tali morti siano provocate dall’ingestione da parte degli animali di cianobatteri presenti nell’acqua stagnante e in alcuni grandi fiori la cui diffusione è un diretto effetto dei cambiamenti climatici. O il progetto in partnership con The Wildlife Spirit che mira a educare le popolazioni locali e ai visitatori internazionali a una “convivenza” più armoniosa con la fauna selvatica autoctona e con i loro habitat, supportando anche lo sviluppo di un’economia sostenibile delle comunità.

Coffee Mixology, idee gustose per ogni momento

Coffee Mixology
Proponiamo alcune interessanti elaborazioni di coffee in good spirits tratte dalla densa tre giorni milanese di Mixology Experience

Un luogo dove incontrarsi, scoprire un mondo del caffè spesso sconosciuto, confrontarsi, apprendere nuovi metodi di estrazione, osservare e testare nuove apparecchiature e, soprattutto, scoprire attraverso un ricco susseguirsi di workshop, i tantissimi utilizzi che il caffè (i caffè) può avere nella realizzazione di drink per ogni momento della giornata. Tutto questo è stato Coffee Mixology, all’interno della tre giorni milanese di Mixology Experience. Baristi e barman spesso faticano a dialogare tra loro e la coffee mixology deve ancora essere compresa a pieno, ma gli interventi di tanti qualificati personaggi del mondo del caffè e della miscelazione hanno contribuito al dialogo e all’intesa tra le due parti. A cominciare da interventi di taglio più teorico che hanno raccontato la ricchezza del caffè e l’importanza di comunicarla, con Renata Zanon, Andrea Lattuada e Francesco Sanapo. Seguitissima la simulazione di una gara di Coffee in Good Spirits effettuata dal campione 2022 della categoria, Andrea Villa. Quindi tanti interventi con numerose preparazioni, offerte in assaggio in piccoli shot: l’espresso, il cold brew, il V60, l’aeropress e la mixology con Davide Spinelli, Ivan Marchese, Francesco Corona, Matteo Beluffi, Valentina Melis. Hanno proposto il caffè in diverse consistenze Gianni Cocco e Giuliana Giancano; si sono gustate variazioni sul tema e rivisitazioni di cocktail classici con Mattia Coppo, Andrea Rizzi e Martina Franchini, mentre Marco Poidomani ha portato nello shaker i sapori di liquori e distillati cinesi.

La bella e robusta macchina espresso Café Racer di Sanremo ha garantito stabilità termica, erogando migliaia di espressi. Sempre disponibile da bere liscio, con ghiaccio o miscelato Drink 124, il cold brew ready to drink estratto a freddo. Le tramogge dei macinacaffè on demand E37S di Ceado hanno ospitato i caffè delle torrefazioni che hanno aderito all’iniziativa: LotZero, F.Corona, Ditta Artigianale, Giuliano Caffè, Griso, Moak, Nowhere. È sempre stata attiva una postazione dedicata al brewing con i V60 di Hario Café, nonché aeropress, chemex e cold drip, in cui molti visitatori hanno potuto familiarizzare con le estrazioni alternative e il loro utilizzo nella mixology; ha garantito la giusta macinatura il macino on demand E37 SD Single-Dose di Ceado, con il soffietto zero retention. Gli espressi destinati ai workshop sono stati realizzati con la nuova macchina professionale a 1 gruppo You di Sanremo, che permette il controllo totale dei parametri di estrazione.

Cocktail Coffee Mixology

Comare in Brasile - Davide Spinelli, formatore Sca, consulente, Q Arabica Grader e brand ambassador Ims. Ingredienti: 40 ml espresso realizzato con la miscela Comare Segreta di Griso, 15 ml marmellata di peperoni gialli, 30 ml Rhum Agricole, 20 ml Vermouth del Professore. Preparazione: miscelare gli ingredienti senza ghiaccio e raffreddarli successivamente con tecnica throwing; servire in un bicchiere basso su un cubo di ghiaccio. Guarnire con un peel di peperone. Il drink nasce come aperitivo, ma è indicato anche nel tardo pomeriggio e come dopo pasto, soprattutto nella stagione calda.

Triple C - Eros Schiavon, bartender presso il cocktail bar Exit Pastificio Urbano - Milano.  Ingredienti: 40 ml Calvados, 15 ml Caramello salato liquido homemade oppure Monin (in questo caso 10), 60 ml Drink 124 Cold brew, 3 dash angostura. Preparazione: versare gli ingredienti nel mixing glass, stir (tre/cinque secondi) e servire un bicchiere tumbler con ghiaccio. Decorare con una fettina di mela verde finissima. Il cocktail nasce per un momento aperitivo rinfrescante grazie alle sue note acide in contrasto tra loro che bene introducono alla cena.

1,2,3 - Gianni Cocco, maestro del caffè Aicaf, consulente per aziende e locali. Ingredienti: 300 gr acqua filtrata, 200 gr Merendry Bitter Amarena Fabbri, 40 gr caffè etiope. Preparazione: versare nell’ampolla superiore del cold drip l’acqua e il bitter, facendo percolare sul caffè per 5 ore. Versare metà del bitter all’amarena così ottenuto in un sifone ad azoto e l’altra metà in un sifone twist and sparke a CO2. Versare in un bicchiere a due “binari” i drink con diversa consistenza. Drink leggermente alcolico piacevolmente fruttato indicato per l’aperitivo; stupisce l’unione delle due consistenze.

Ikawa  - ideato da Davide Barbieri e realizzato da Michael Ciaccia, entrambi bartender presso La Drogheria - Torino. Ingredienti: 22,5 ml Bobby’s gin, 7,5 ml gin Prince de los Apostoles, 80 ml caffè monorigine Remera del Rwanda di Caffè Moak estratto in V60 (ratio: 22 gr caffè e 286 gr di acqua; tempo di estrazione 3 minuti e 15 secondi), 15ml sciroppo cardamomo. Preparazione: miscelare gli ingredienti con tecnica throwing; servire in tazza in terracotta per dare modo agli ingredienti di esprimere a pieno la propria profondità. Un aperitivo gradevole e insolito.

Passione Etiope - Emanuele Ventura, bar e store manager di Ditta Artigianale Sant’Ambrogio. Ingredienti: 45 ml Rum Kingston 62 white, 2 dash Angostura bitter, 25 ml lime spremuto fresco, 25 ml sciroppo passion fruit , 15 ml Ancho Reyes, 180 ml acqua tonica, singola origie Etiopia Tirtira di Ditta Artigianale estratta in cold brew 1/10. Preparazione: porre gli ingredienti (tranne l’acqua tonica) nello shaker con ghiaccio cristallino e agitare; versare in un bicchiere tumbler alto con ghiaccio, aggiungere l’acqua tonica e guarnire con zest di lime e perle di zucchero argentate. Un drink per ogni momento della giornata, in cui il caffè enfatizza la parte agrumata del drink e il passion fruit dona un tocco esotico.

Passion Beer - Francesco Corona - 5 volte campione italiano CIGS e terzo classificato al mondiale 2009, è titolare del locale Coffee and Good Spirits - Cuneo. Ingredienti: 45 ml aperitivo F.M. Corona, 15 ml sciroppo home-made allo zenzero, 15 ml sciroppo al passion fruit, 30 ml cold brew realizzato con caffè Ethiopia Boto (rapporto 1/10), birra bianca. Preparazione: versare gli ingredienti (esclusa la birra) nello shaker con ghiaccio cristallino, agitare, quindi versare in un bicchiere tumbler alto con ghiaccio completando con la birra; decorare con una rondella di passion fruit fresco, un twist di scorza di limone e un fiore di luppolo (se disponibile). È un drink aperitivo fresco e dissetante con note di malto, di agrumi e un sapore delicato di caffè che completa la freschezza del drink.

Let’s Twist Again - Marco Poidomani - campione italiano Coffee in Good Spirits 2017 e 2019, docente Sca e formatore per Moak. Ingredienti: 30 ml espresso realizzato con monorigine Remera-Rwanda di Moak, 15 ml sciroppo sesamo tostato,  30 ml gin Handrik’s, 30 ml Etna Bitter, birra Tarì Malvarosa. Preparazione: versare in un Boston il gin, il bitter, lo sciroppo di sesamo e l’espresso senza ghiaccio e raffreddarli successivamente con tecnica throwing; versare in un bicchiere tumbler alto con cubetti di ghiaccio cristallino e completare con la birra. Decorare con zeste di arancia. Un aperitivo gustoso e dissetante.

Coffee Mule - Samuele Baiardini, barista presso Costadoro Social Coffee Genova.  Ingredienti: succo di 1/2 lime, 20 ml sciroppo d’agave, 2 gr zenzero fresco, 60 ml vodka, 200 gr di soda al pompelmo rosa, 20 gr di caffè Colombia NI 1225 di LotZero  tostato chiaro (per filtro). Preparazione: utilizzare l’aeropress con metodo inverted (infusione con il filtro verso l’alto) versando il caffè macinato e 40 gr di soda al pompelmo rosa per la preinfusione; dopo 30secondi versare la restante soda e lasciare in infusione per 4 minuti. Nel frattempo comporre il drink versando il succo di lime, lo sciroppo di agave e lo zenzero nel bicchiere; pestare un po’ lo zenzero e amalgamare. Aggiungere la vodka e il ghiaccio, quindi girare l’aeropress effettuando l’estrazione e versare nel bicchiere stratificando il drink. Guarnire con una fetta di pompelmo rosa disidratata. Un drink molto fresco e speziato, ideale per rinfrescarsi in una serata calda.

 

Nicola Fiasconaro porta l’arte pasticcera nello spazio

fiasconaro parmitano dalmasso
Presente all'evento l'astronauta Luca Parmitano, insieme con Alessandro Dalmasso, coach della squadra italiana alla Coupe du Monde de la Pâtisserie 2021

Grande successo per l'evento organizzato dal Maestro Nicola FiasconaroL’Arte Pasticcera oltre i confini dello Spazio”. Presenti l'astronauta Luca Parmitano e il coach della squadra italiana vincitrice della coppa del mondo di Pasticceria 2021 di Lione Alessandro Dalmasso. Inoltre, hanno partecipato anche i vincitori Andrea Restuccia, Massimo Pica e Lorenzo Puca, e Giuseppe Amato, il miglior Pasticcere del Mondo 2021. Obiettivo della serata: celebrare la Luna e il talento creativo dei pasticceri italiani.

scultura di ghiaccio per parmitano
La scultura di ghiaccio realizzata in onore dell'astronauta Luca Parmitano

Dolce omaggio alla Luna

Nel corso dell’evento, tenutosi il 18 agosto nel Chiostro di San Francesco, a Castelbuono (Pa), i pasticceri si sono cimentati in creazioni di alta pasticceria ispirate alla Luna. Poi sono stati poi premiati con un’opera del Maestro Pippo Madè, artista contemporaneo di fama internazionale. A rendere omaggio all’astronauta Luca Parmitano è stata l’associazione Culturale Promomadonie di Castelbuono: con i suoi infioratori ha realizzato due tappeti floreali presso la Tenuta Fiasconaro, rappresentanti la Sicilia vista dallo spazio e l’astronauta siciliano. Inoltre, i pasticceri del territorio e l'associazione Duciezio hanno proposto un trionfo di specialità dolciarie siciliane.

frutta martorana
Frutta martorana, un dolce tipico del palermitano
«È stato un onore celebrare il talento di alcuni dei migliori artisti italiani dell’alta pasticceria in un'occasione così speciale, che ha reso omaggio alla luna nella sua valenza legata al sogno e alla capacità di guardare oltre per superare i confini della creatività, proprio come fanno i migliori pasticceri», ha commentato con soddisfazione il Maestro Nicola Fiasconaro.

Drinkme, la rivoluzione nella distribuzione di spirit e vini made in Varese

Drinkme
I fondatori di Drinkme: Luca Brusa, Andrea Marcella, Debora Frascoli e Fabio Brusa Pasquè
Nessun ordine minimo, consegna entro poche ore dall'ordine e una piattaforma tecnologica avanzata: come la società fondata da quattro giovani varesini rivoluziona la distribuzione beverage

Garantire ai locali la fornitura di spirit e vini entro 4 ore dal momento dell’ordinazione. È con questa mission che tre anni fa nasceva il progetto Drinkme. Un’idea nata da quattro giovani e intraprendenti amici di Varese, che hanno unito le loro forze e diverse competenze per dare vita alla nuova società con l’obiettivo di innovare radicalmente la distribuzione beverage: Andrea Marcella, con alle spalle una lunga esperienza nel settore food&beverage e ceo e responsabile acquisti della società, Luca Brusa, che ha assunto il ruolo di direttore operativo, Debora Frascoli, responsabile marketing, e Fabio Brusa Pasquè, general manager e a capo della parte IT.

Obiettivo che i quattro hanno perseguito puntando su velocità e capillarità, per assicurare una consegna rapida e puntuale, e tecnologia, per rendere agevole e snello l’intero processo, dall’effettuazione dell’ordine al pagamento.

Il servizio Distribution

Due i servizi che la società offre al canale horeca: Distribution, il principale, e Delivery. Il primo prevede la consegna di spirit e vini lo stesso giorno dell’ordine potendo scegliere tra diverse fasce orarie: prima di pranzo, per gli ordini effettuati nella mattinata, prima di cena, per quelli espletati entro le ore 17, e alle 22 per quelli effettuati dopo le 17, mentre le ordinazioni fatte dopo le 22 vengono consegnate entro le ore 12 del giorno successivo. In questo modo si permette al locale di effettuare l'ordine tra un servizio e l'altro per il servizio successivo.

Risparmi di spazio, tempi e costi

Un servizio che spicca non solo per la velocità, solo qualche ora a fronte dei 4-5 giorni richiesti normalmente da parte di qualsiasi distributore, ma per tutta una serie di ulteriori elementi di novità che lo caratterizzano e che rappresentano altri importanti vantaggi per il gestore. Grande peculiarità del servizio è che non c’è nessun ordine minimo di acquisto né per volumi né per valori. «Lasciamo il gestore totalmente libero di ordinare solo la quantità di prodotto della quale ha bisogno, che può essere anche una sola bottiglia – spiega Fabio Brusa Pasquè -. Il progetto Drinkme è infatti nato per offrire un servizio tarato sulle esigenze degli operatori del fuoricasa e la possibilità di gestire con estrema flessibilità ordini e acquisti è una delle principali».

Flessibilità che si traduce in notevoli benefici in termini di risparmi di spazio ed economici per il locale. Questo, potendo ordinare e riordinare anche nell’arco della stessa giornata le sole quantità di prodotto che consuma, elimina i problemi dello stoccaggio dei prodotti, che per molte realtà rappresenta una nota dolente. Senza poi dimenticare che meno merce da acquistare significa anche meno capitale immobilizzato.

Un ricco catalogo

Ampia è anche la possibilità di scelta dei prodotti in catalogo, in costante espansione. «Al momento abbiamo oltre 500 referenze, grazie anche alle importanti partnership siglate con alcune delle principali realtà del beverage, per le quali Drinkme opera anche come grossista e distributore, quali, per citarne alcune, Diageo, Pernod Ricard, Gruppo Montenegro, Martini, Lvmh, Antinori.

Vini e spirit in 30 minuti alla giusta temperatura

Il secondo servizio è invece Delivery, che propone la consegna di vino e spirit in 30 minuti alla temperatura di servizio. «Un servizio attivo nel fine settimana, dal venerdì alla domenica, pensato principalmente per il consumatore finale, quindi per il mercato domestico, ma che sta riscontrando un buon apprezzamento anche nel fuoricasa per prodotti di fascia molto elevata – spiega Brusa Pasquè -. Anche in questo caso con il grande vantaggio per il locale di poter soddisfare la richiesta del cliente di una bottiglia particolare, senza doversi sobbarcare in precedenza del suo costo».

Il piano di espansione

I due servizi vengono forniti entro un raggio di 30 km per Distribution e 5 km per Delivery dalle città dove Drinkme è oggi presente con i suoi magazzini di distribuzione. Al momento siamo attivi in tre zone, quella di Varese, quella di Milano e di Como, ma entro fine anno se ne aggiungeranno saremo presenti in altre due città, una tra Brescia e Bergamo e l'altra è Torino – racconta Brusa Pasquè -. L’iniziativa sta infatti riscuotendo successo e siamo perfettamente in linea con il piano di sviluppo del progetto, che prevede di arrivare a 22 punti distribuzione aperti entro il 2024 in tutta la Penisola».

Una piattaforma evoluta

Al successo di Drinkme, insieme alla puntualità e rapidità della consegna, effettuata da corrieri aziendali e ai prezzi concorrenziali del listino, sta contribuendo anche la piattaforma tecnologica proprietaria per l’effettuazione degli ordini. Una soluzione totalmente custom, di uso facile e intuitivo che rende non solo semplice e veloce il processo, ma pensata per supportare e agevolare le realtà del fuoricasa anche nella gestione quotidiana della loro cantina.

Fruibile da Pc o da qualsiasi dispositivo mobile, la webapp permette al gestore del locale di consultare il catalogo ed effettuare l’ordine in pochi click da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Una volta registratosi e inseriti tutti i dati di fatturazione, operazione che si compie in pochi minuti, l’utente ha sulla piattaforma la sua area personalizzata dalla quale effettua l’ordine, i pagamenti online, riceve le offerte e gli sconti dedicati, controlla lo stato delle ordinazioni e accede a tutta la documentazione amministrativa e commerciale.

Ma non solo, perché attraverso la piattaforma il gestore ha a disposizione un mini gestionale di uso gratuito che gli consente di gestire cantina e magazzino in modo efficiente ed evoluto. Può infatti tracciare i consumi, creare una propria carta dei prodotti scaricando i consumi in modo da avere il magazzino sempre aggiornato, fino, grazie a un algoritmo, ad avere una proposta di ordini dei prodotti in esaurimento che si genera in automatico (e che l’utente deve ovviamente confermare affinché si proceda).

Supporto dedicato

Ma l’offerta di servizi non finisce qui. Perché oltre a sfruttare al massimo la tecnologia per fornire servizi evoluti, Drinkme non trascura l’assistenza attraverso personale commerciale specializzato e dedicato. «In ogni città dove siamo presenti i nostri commerciali visitano i locali per illustrare la nostra gamma di prodotti e servizi, comprendere il profilo del cliente per mettere a punto un’offerta commerciale mirata sulle sue esigenze e fornire supporto altamente qualificato anche nella scelta delle soluzioni che più fanno a caso del locale», conclude Brusa Pasquè.

Mignon alle mura, sulle tracce dei Romani aspettando il treno

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Come è nato il progetto della pasticceria, caffetteria e bistrot con vista sulle antiche mura Serviane, dentro la Stazione Termini a Roma

ROMA. Il maestoso atrio della stazione ferroviaria di Roma Termini recentemente è stato teatro di un importante intervento di riqualificazione che ha restituito la vista verso le antiche Mura Serviane, attualmente liberate dai fronzoli delle attività commerciali accumulatesi nel tempo. Qui, in questo luogo soprannominato il Dinosauro per la sua particolare forma architettonica, ha preso forma uno spazio destinato al gusto per la colazione, l’aperitivo, il pranzo o una semplice pausa.

Si tratta di Mignon alle mura, un progetto dello studio Amw Architetti Associati, ispirato alle linee sinuose della copertura della stazione progettate da Eugenio Montuori e Leo Calini (nel 1947) e al profilo delle vestigia archeologiche antistanti che fanno da vera e propria quinta scenica. A delimitare il Mignon non ci sono pareti ma semplicemente da un lato, una barriera in vetro trasparente alta poco più di un metro che separa questo spazio dall’atrio stesso, e dall’altro un bancone dalla forma sinuosa.

Uno spazio nello spazio con vista sulle mura Serviane rinate a nuova vita

È uno spazio nello spazio, che dialoga con le architetture circostanti in modo fluido e senza soluzione di continuità e che si inserisce in perfetta armonia con la vetrata retrostante. Il grande bancone, dalle dimensioni decisamente importanti, si snoda secondo un andamento a S, con tre grandi vetrine a vista ed è ben definito da alcuni elementi distintivi come il legno, declinato in un colore blu desaturato che riprende il brand Mignon. «La matericità delle geometrie - spiegano i progettisti - è sottolineata ma al contempo “alleggerita” con fughe e dettagli in metallo laccato che sottolineano la fluidità del segno architettonico. Le sovrastrutture metalliche in arredo che si declinano in lampade, mensole ed alzate portalampade, reinterpretano le forme ad arco presenti sui lati esterni della stazione riproponendone la serialità modularmente, ma decostruendone la forma».

Un grande tavolo dall'andamento sinuoso

Se da un lato il grande bancone funge da vero catalizzatore per la clientela che entra ed esce dalla stazione, dall’altro lo spazio adiacente dedicato alla consumazione diventa un’oasi elegante e raffinata. Comode sedute in velluto dalle tonalità pastello arredano questa zona del Mignon, dove sedere per gustare meglio le specialità e la bellezza del luogo. A illuminare questo spazio, delle maxi lampade sospese, sorrette da grandi bracci a semi arco che regalano una luce diffusa e morbida in ogni direzione. Elemento di forte caratterizzazione al centro di questa area, un grande tavolo che, con il suo andamento sinuoso, segna e definisce lo spazio declinandosi come elemento distributivo delle sedute in grado di garantire comfort e al contempo privacy agli utenti stessi. «Il richiamo all’epoca decò, - precisano i progettisti- e a quello che le stazioni e le sale di aspetto hanno significato e rappresentato nell’immaginario collettivo, sono il riferimento stilistico che il progetto persegue».

TheGINday: eventi, workshop e tanto altro per il 10° anniversario

Grande festa alla corte del gin! Domenica 11 settembre (dalle 12 alle 20) e lunedì 12 (dalle 11 alle 19)  torna, a Milano, theGINday: l’evento italiano più amato in Italia dedicato al mondo del Gin, e lo fa quest'anno per la decima volta. Per celebrare l’anniversario la prima novità  è rappresentata dalla location che sarà il SuperStudio Più di via Tortona 27. Come sempre al saldo comando dell'evento ci sarà Luca Pirola, ideatore di questo format e fondatore di Bartender.it insieme ai soci Agostino Perrone, Dario Comini, Dom Costa e Fulvio Piccinino.

Due giorni dedicati al Gin

Dal 2012 theGINday è il primo e più grande evento italiano dedicato al Gin, al genever e ai loro botanical. La manifestazione, quest'anno racconterà anche la nascita negli ultimi anni di nuove distillerie e il nuovo impulso generato in altri comparti del settore, come nel caso delle acque toniche. Tra degustazioni, workshop e ospiti di eccezione verranno raccontate le novità sviluppate nell’ultimo anno all’interno dell’universo del distillato più consumato. Saranno presenti anche i tre bar tematici dedicati ai drink più iconici, Martini Bar, Negroni Bar e Gin Tonic Bar, animati dalle ricette dei barman che sveleranno curiosità, tecniche e ricette dei diversi brand coinvolti nell’esposizione. Non solo degustazioni e presentazioni prodotti, al SuperStudio Più si svolgeranno anche seminari e masterclass guidate dai massimi esponenti del mondo dell'ospitalità e talenti emergenti. «Di fronte ad un fenomeno di portata globale come quello del Gin, l'edizione 2022  non può che proporsi anche come un buon esempio e motore di un rinnovato interesse nei confronti il mondo dell’ospitalità anche dal punto di vista professionale – spiega Pirola - da dieci anni theGINday opera attivamente nel settore italiano del beverage, dando un significativo contributo nello sviluppo di un network specializzato come quello della mixology italiana».

theGINday invade la città

Dall’8 settembre partirà anche la terza edizione della theGinWeek che coinvolgerà i migliori locali di Milano: un vero e proprio “fuori salone” che anticiperà e accompagnerà l'evento principale. Bar, cocktail bar, hotel bar, rooftop, dehors e ristoranti saranno gli spazi che catalizzeranno professionisti e gin lover e dove le aziende organizzeranno attività ad hoc: assaggi, degustazioni, special drink, seminari, special guest, serate a tema. Sempre dall’8 al 12 settembre alcune tra le migliori pizzerie di Milano sposeranno l’abbinamento con le loro creazioni ed un ottimo gin tonic. L’elenco completo sarà in costante aggiornamento sul sito ufficiale.

Spirito Cocktails: a ogni locale i suoi ready to drink

Spirito Cocktails
Premium, Vibes e Professional sono le tre linee di miscelati ready to drink del brand pensate per rispondere alle esigenze di ogni attività del fuoricasa. Messe a punto dal mixologist Cristian Manassi, comprendono classici e signature realizzati solo con spirit artigianali

Ampliare le possibilità di consumo dei miscelati al di fuori del tradizionale raggio dei cocktail bar. È con questa mission che nel 2019 è nato a Brescia Spirito Cocktails, tra le prime realtà italiane a credere e puntare sui cocktail ready to drink. A dare vita alla nuova iniziativa il Gruppo Metalleghe, che con il mondo degli spirit ha poco a che fare, essendo uno dei maggiori player europei del settore siderurgico con stabilimenti oltre che in Itala, in Francia, Bosnia e Romania. Un’intuizione della ceo del Gruppo, Silvia Dusi, che ha scelto di investire in un trend appena agli albori, proponendo cocktail pronti da bere di alta gamma dedicati inizialmente a un target commerciale composto da alberghi, linee aeree e grandi eventi. Poi lo scoppio della pandemia, che ha fatto aprire il progetto ai consumi a casa, con il lancio di un e-commerce dedicato, per poi tornare da questo inverno in modo ancora più massiccio sul fuoricasa.

Canale che l’azienda serve con un’offerta di cocktail ready to drink articolata in tre gamme, Premium, Vibes e Professional, pensate per rispondere alle esigenze delle diverse tipologie di locali e dei loro clienti. E che hanno in comune l’alta qualità delle ricette, tutte formulate dal mixologist bresciano Cristian Manassi, professionista con esperienza ventennale nel settore e responsabile del prodotto. Tutti i drink sono preparati con ingredienti selezionati in uno storico liquorificio milanese e confezionati in un pack monoporzione, una busta da 10 cl, pratica, leggera, riciclabile, realizzata con tecnologia 4.0 e che ne mantiene inalterate le proprietà organolettiche. Si conservano a temperatura ambiente e per servirli basta semplicemente agitare la busta e versare in un bicchiere con ghiaccio per dare la giusta temperatura e diluizione.

Artigianali e di alta gamma

La linea Premium, la prima a essere presentata sul mercato, comprende 14 referenze, tra classici e signature di Menassi: Negroni, Margarita, Cosmopolitan, Daiquiri, Moscow Mule, Mojito, Boulevardier, Whiskey Sour, Old Fashioned, Espresso Martini, Cosmo Thai, Gin Sensation, Vodka Sour e H.O.T, quest’ultimo uno dei primi whiskey cocktail ready-to-drink da bere caldo fumante.

Una linea di altissima qualità, pensata per ristoranti stellati, hotel a 5 stelle, enoteche e botteghe gourmet, oltre che per i bar che vogliono proporre ai loro clienti drink di alta gamma da acquistare per vivere anche a casa la drink experience che hanno sperimentato all’interno del locale. I cocktail della linea sono preparati con spirit artigianali, senza impiego di distillati industriali, prodotti da piccole distillerie tradizionali e tutte le ricette sono senza glutine, solfiti e additivi chimici: per esempio vodka, dry gin, vermouth e bitter sono prodotti di eccellenza di piccole realtà italiane, mentre il tequila proviene da una storica distilleria messicana di Jalisco, che utilizza solo agave blu al 100%, e il whiskey è un bourbon artigianale del Kentucky.

Altra peculiarità di questa linea è il pack: la busta che contiene i cocktail è a sua volta racchiusa all’interno di una confezione di design, elegante e accattivante, che valorizza il posizionamento premium dei cocktail e bella anche da esporre.

Una proposta più leggera per l’estate

Colorato, leggero e divertente è invece lo stile della confezione di Vibes, riflettendo così lo spirito di questa gamma di cocktail pensata per l’estate. La gamma conta 9 referenze, anche in questo caso comprendendo classici, come Negroni, Whiskey Sour, Margarita, Moscow Mule, Mojito, Daiquiri e Piña Colada, e signature del mixologist Manassi, come il Tropical Spritz, fatto con una miscela di apespritz, rum, passion fruit e zucchero, e il Tiki Gin.

Tutti i premiscelati sono in confezioni monoporzione da 10 cl, con pack esterno fresco e coloratissimo che rende omaggio ai luoghi di origine dei diversi drink. Drink sempre realizzati con ingredienti selezionati e di alta qualità, e che si caratterizzano per una gradazione più bassa rispetto a quelli della linea Premium, che permette di berne facilmente più di uno, e che si rivolgono a ogni categoria di locale e target, dal classico bar agli stabilimenti balneari.

Qualità e praticità

Destinata alla sola somministrazione è, infine, la gamma Professional, pensata da Spirito Cocktails specificamente per le realtà del fuoricasa che non hanno a disposizione risorse dedicate alla preparazione di cocktail o che hanno necessità di tenere sotto controllo i costi ed eliminare gli sprechi, senza rinunciare a offrire ottimi drink ai clienti. Le ricette sono quelle della linea premium, ma fornite nel classico pack di Spirito Cocktails, ovvero la busta di plastica da 10 cl, ma priva di confezione esterna distintiva e solo con un adesivo che ne descrive il contenuto. Insomma, una scelta di essenzialità e praticità che riguarda solo il contenitore ma con il contenuto che restano premiscelati artigianali e di altissima qualità.

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