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San Marino cerca gestore per il Nido del Falco

Nido del Falco San Marino
La Repubblica di San Marino ha emesso un bando internazionale rivolto agli imprenditori interessati alla riqualificazione e gestione del prestigioso immobile per un’attività di ristorazione. Il bando si chiude il 15 settembre

La Repubblica di San Marino ha emesso un Avviso Internazionale per la ricerca di imprenditori interessati alla gestione di un’attività di ristorazione in uno degli immobili più prestigiosi del territorio, il Nido del Falco, del quale attraverso l’Eccellentissima Camera è proprietaria. Si tratta di un immobile che vanta tra le sue peculiarità una veduta panoramica eccezionale sulla Romagna, la costa dell’Adriatico e scorci suggestivi di monti e colline marchigiane.

Proprio la peculiarità della sua posizione, incastonato nel sito Unesco, con le Tre Torri al suo fianco, lo rendono un candidato ideale a divenire uno dei simboli dell’unicità di San Marino nel mondo, perseguibile solo attraverso una strategica collaborazione tra Stato e soggetti professionalmente riconosciuti a livello internazionale, che ne possano valorizzare ancor più la bellezza naturale.

Il Nido del Falco è da ritenersi un sito di importanza strategica nell’ambito dello sviluppo di progetti di valorizzazione turistica, anche con riferimento al prodotto turistico “Wedding”, finalizzato a incentivare e agevolare la celebrazione dei matrimoni in Repubblica dei cittadini stranieri e dei relativi ricevimenti, con l’obiettivo di realizzare un ampliamento dell'offerta turistica.

Valorizzazione turistica del territorio

L’iniziativa è in linea con il Piano Strategico per il Turismo della Repubblica di San Marino che intende riposizionare San Marino come destinazione turistica a livello internazionale grazie all’apertura e al rinnovo di strutture per l’accoglienza e al miglioramento e al potenziamento dei servizi offerti, creando i presupposti per nuove forme di attrattività turistica. L’idea è quella di valorizzare l’immobile mediante interventi di riqualificazione, tesi alla ristrutturazione e rimodulazione della funzione per renderlo un’eccellenza per il territorio della Repubblica di San Marino. La Repubblica concederà l’immobile in uso gratuito previa garanzia degli interventi di riqualificazione.

Come partecipare

L’avviso internazionale esplorativo è pubblicato sul portale www.gov.sm, nella sezione “Bandi, Appalti ed Avvisi Pubblici”. Il termine per la presentazione della manifestazione di interesse e della relativa documentazione è fissato per le ore 12.00 del giorno 15 settembre 2022 secondo le modalità contenute nell’avviso.

Interattivo, divertente, funzionale: il nuovo sito di Engine è online

Engine Gin sito
Grafica accattivante, ricco di contenuti, facile da navigare, Engine.Land propone un viaggio immersivo nel mondo del gin 100% bio nato nelle Langhe. Sempre con il suo stile originale e irriverente

È nato ed è online Engine.Land, il nuovo sito di Engine. La nuova piattaforma propone un viaggio immersivo nel mondo del gin artigianale, 100% biologico e 100% italiano, nato nelle Langhe. E lo fa in modo originale, grazie a un’interfaccia coinvolgente, divertente e facile da usare, che riflette la visione e l’identità pop del marchio.

Accedendo al sito il visitatore si trova a navigare in ambienti 3D curati nel minimo dettaglio, dalla creazione di render realistici alle animazioni dettagliate, dalle illustrazioni personalizzate agli adesivi che riecheggiano i colori e lo stile di Engine. A caratterizzarli il design retrò in puro stile anni Ottanta e il continuo rimando al mondo dei motori: i due elementi sui quali è stata costruita l’immagine originale e irriverente del brand.

Ricco di contenuti

Esteticamente accattivante e curatissimo, il sito lo è altrettanto per quanto riguarda i contenuti. Oltre al completo identikit del gin, facendo una sosta nella sezione The Fridge!, il frigo virtuale, si può approfondire la conoscenza degli ingredienti e delle botaniche con le quali è realizzato il prodotto: l’alcol di frumento biologico, l’acqua delle sorgenti del Monviso, il ginepro toscano,  la salvia di Alta Langa, il limone di Sicilia, la radice di liquirizia calabrese, la rosa di damascena del Piemonte, gli oli essenziali.

Altrettanto interessante per i professionisti del bancone la Vending-Machine, la sezione dove vengono presentati 8 signature cocktail Engine, dal Nitroni all’Ultimate Martini, completi di ricette e procedimento di preparazione anche scaricabili (in pdf).

Un ponte tra bartender e consumatore

Non manca, infine, lo spazio di e-commerce, con la sezione Market che riflette due elementi innovativi e caratterizzanti dell’intero progetto Engine. Il primo è di porsi come ponte tra il mondo bartending e il consumatore finale. Non a caso sullo scaffale virtuale è presentata e si può acquistare l’intera gamma di prodotti della Engine Gin Collection, che, oltre alle iconiche latte di Engine Gin, comprende diverse altre proposte pensate per il mercato domestico, come la linea di kit completi di tonica e materiali di servizio, come gli SpeakEasy Kit o gli Ice Bucket.

A entrambi i segmenti di mercato si rivolge invece il nuovo Engine GT- Il Gin Tonichino delle Langhe, il ready to drink dal grado alcolico moderato (alc 7,5% in vol), fatto in collaborazione con Baladin, che ha realizzato un’acqua tonica ad hoc. In lattina (237 ml) con tappo a strappo che, una volta tirata la linguetta, diventa un bicchiere dal quale bere comodamente, il prodotto è destinato sia al consumo domestico sia alle realtà del fuoricasa che, pur non avendo un bartender, vogliono proporre un drink di qualità o per la vendita d’asporto.

Sempre nella sezione marketing si può scoprire poi la collezione Ready to wear, ovvero la linea di t-shirt, felpe, pantaloni e altri accessori a marchio Engine: Prodotti che esprimono il secondo elemento caratterizzante di Engine: essere un brand che può espandersi anche a settori esterni al mondo spirit, grazie alla sua forte identità. Identità che il nuovo sito contribuisce a rafforzare ulteriormente.

La michetta dal 2034, il ritorno al futuro secondo Davide Longoni

michetta
Michetta Davide Longoni
Il panificatore riscopre uno dei pani simbolo degli anni Settanta di Milano e ne ripropone la sua versione: la michetta dal 2034

Se c'è un simbolo gastronomico che rappresenta la Milano degli anni Settanta, questo è la michetta. Per questo Davide Longoni, uno dei protagonisti della panificazione contemporanea, ha deciso di riproporre questo panino in chiave moderna. Si chiamerà "la michetta dal 2034" e sarà in vendita nella sua bottega del Mercato Centrale.

Ritorno al futuro

In un’epoca dove i pani di grande formato, realizzati esclusivamente con lievito madre e lunghe lievitazioni sono diventati i protagonisti dei banchi dei panifici moderni, Davide Longoni decide di guardarsi indietro e di pescare dalla tradizione panificatoria regionale, la michetta o, per dirla alla milanese, micchetta. Questo pane si fa risalire al periodo della dominazione austroungarica in Lombardia. Furono loro a portare a Milano alcune novità alimentari tra cui un piccolo panino chiamato kaisersemmel. I milanesi lo italianizzarono trasformandolo nel classico panino soffiato, privo di mollica, che conosciamo ancora oggi. Gli diedero il nome di micca o micchetta, che originariamente significava briciola. Nel corso degli ultimi decenni del secolo scorso, la “soffiatura” è diventata l’elemento predominante da ricercare. Viene ottenuta grazie all’utilizzo di farine sempre più di forza e proteiche, evoluzione che Davide Longoni ha visto e vissuto da vicino nel panificio di famiglia. Negli ultimi anni, la michetta è andata via via scomparendo, resistendo solo in pochi panifici di paese. Qui si può trovare la versione molto soffiata con una durata di poche ore, ormai poco attraente per i consumatori di pane moderno.

Davide Longoni Michetta
La michetta di Davide Longoni
«Quella che abbiamo fatto è un’operazione di “ritorno al futuro” - spiega il panificatore milanese - giochiamo con questo ossimoro per esprimere l’apparente contrasto tra il ritorno, che richiama il passato, e il futuro, che qui invece si fondono all’interno di un pane della tradizione regionale lombarda rivisitato in chiave contemporanea, futuristica. Il pensiero all’interno del nostro panificio è rivolto all’innovazione, che però può essere applicata anche al passato, dando vita a un processo creativo molto interessante e stimolante». Dopo aver gettato le basi per il cosiddetto “pane moderno”, oggi praticato in tutto il Paese, Longoni si è messo alla prova con la michetta. Sente, infatti, di aver raggiunto la maturità artigiana necessaria per confrontarsi con un grande classico. La sua michetta dal 2034 è realizzata con farine di filiera piemontese provenienti da Mulino Sobrino, farine certificate biologiche, non trattate e non tecniche. Ciò permette di ottenere un prodotto meno soffiato e più morbido rispetto alla michetta degli anni Settanta.
michetta davide longoni
L'apecar con cui Davide Longoni porterà in giro la sua michetta

Dove trovare la michetta dal 2034

La michetta dal 2034 sarà in vendita, a partire da lunedì 12 settembre, sull'apecar del panificio, allestita in tema, all’ingresso del Mercato Centrale a Milano, e sarà disponibile in versione imbottita per un pranzo al volo o per una sosta golosa all’interno del Mercato, un vero e proprio street food. Le farciture varieranno in base alla stagionalità degli ingredienti, mantenendo alcuni classici, primo fra tutti la michetta con la mortadella, il primo abbinamento che sorge spontaneo nella mente delle persone alla domanda «la michetta con …?».

Perlino celebra Asti con il vermouth premium Corsieri del Palio

Perlino vermouth Corsieri del Palio
Nelle due versioni Rosso e Bianco, il nuovo vermouth della casa astigiana, ottimo come aperitivo, è ideale anche per la miscelazione, sia come ingrediente dei grandi classici sia per nuove creazioni, come mostra la ricetta di Fabio Camboni

Perlino, storica azienda piemontese che dal 1905 produce spumanti e vermouth, rafforza il legame con la sua città natale, Asti. Lo fa con il suo nuovo prodotto, il Vermouth di Torino Corsieri del Palio, che rende omaggio alla città e al suo passato medievale celebrandone uno dei simboli il Palio, la tradizionale festa che culmina con la celebre corsa dei cavalli montati a pelo che si corre dal XIII secolo. Non a caso proprio il giorno del palio, lo scorso 4 settembre, è stato scelto da Perlino per il lancio internazionale del prodotto.

Il nuovo prodotto premium, disponibile nelle due versioni, Rosso e Bianco (entrambe con alc 16,5% in vol), è realizzato secondo un’antica ricetta dell’azienda, che è un omaggio alla tradizione del territorio. La sua base è una selezione di vini bianchi italiani, tra i quali il Moscato, che dona al prodotto finale la sua tipica aromaticità, e altri vitigni del Sud della Penisola che conferiscono sapidità e calore. La ricetta prevede poi un’accurata selezione di erbe e spezie, infuse singolarmente a caldo o estratte a freddo e solo successivamente miscelate, dopo che tutto il profumo e l’aroma sono stati assorbiti dai singoli infusi.

Per quanto riguarda il Vermouth di Torino Corsieri del Palio Rosso, tra le principali, oltre l’indispensabile artemisia, ci sono mirra, macis, rabarbaro, cannella, scorze di arancio amaro e dolce, vaniglia bourbon, balsamo di tolù, zafferano. Mentre per il Bianco, che tra l’altro prevede solo l’infusione singola a freddo delle botaniche, le principali sono santoreggia, genziana, genzianella, coriandolo, arancio amaro, rabarbaro, camomilla, sambuco (sempre, ovviamente, oltre l’artemisia).

Carattere ed equilibrio

Entrambi dal sapore deciso ed equilibrato, la versione Rosso si caratterizza per il colore rubino ambrato, il profilo strutturato, il gusto dolce con un piacevole retrogusto amaro di artemisia e i delicati e intensi sentori di agrumi e spezie: nel suo complesso bouquet emergono forti note di arancia amara e dolce, rabarbaro, cannella, vaniglia e genziana.

Il retrogusto persistente di artemisia caratterizza anche il Vermouth di Torino Corsieri del Palio Bianco, dal colore oro pallido, e dal sapore morbido, generoso e delicatamente speziato, con note di cannella e vaniglia. Al naso spicca per il suo aroma complesso, con note vinose, di chiodi di garofano e noce moscata, con delicati sentori di tiglio e spezie.

Per grandi classici e non solo

Perfetti come aperitivi, da servire freschi a una temperatura ottimale di 6-8 °C, lisci o abbinati a una tonica di qualità, i vermouth Corsieri del Palio sono anche eccellenti ingredienti per la mixology, in particolare per i grandi classici, tra i quali il Negroni e il Manhattan, ma anche per creazioni nuove. Tra queste un esempio è Occhio al Palio, long drink creato creazione dal bartender Fabio Camboni per celebrare e rievocare l’atmosfera di festa del Palio di Asti e realizzato miscelando Corsieri del Palio Rosso con London dry gin, Amaro Santoni, sciroppo di bosco home made, succo di limone fresco, chiudendo con un top di Prosecco Perlino e decorando con fiori e frutti di bosco.

I nuovi prodotti ampliano l’offerta vermouth dell’azienda, da 6 anni entrata a far de La Martiniquaise Bardinet, secondo gruppo francese degli alcolici, che conta i Vermouth Perlino Rosso, Bianco ed Extra Dry, e il Vermouth di Torino Riserva del Palio (leggi Riserva del palio, il nuovo vermouth di Torino premium di casa Perlino) e quelli a marchio Martelletti e Filippetti, storiche realtà piemontesi acquisite nel tempo dall’azienda.

La ricetta
Occhio al Palio
di Fabio Camboni

Occhio al Palio_Fabio Camboni
Ingredienti:
30 ml Vermouth Corsieri del Palio Rosso, 40 ml London dry gin, 10 ml Amaro Santoni, 15 ml sciroppo di bosco homemade*, 30 ml succo di limone fresco, top di Prosecco Perlino

*Sciroppo di bosco homemade: ingredienti: 30 g lampino freschi, 20 g mirtilli freschi, 3 g fiori di campo disidratati, 1 g melissa fresca, 3 g acetosella fresca; Preparazione: preparare uno sciroppo di zucchero (500 ml acqua, 650 g di zucchero) e lasciare raffreddare. Mettere tutti gli ingredienti in una busta per il sottovuoto, sigillare in sottovuoto al 99% e cuocere in vasca termostatica per 1,5 ore. Una volta raffreddato, filtrare e imbottigliare
Preparazione:
shake
Decorazione:
erbe aromatiche, fiori e frutti di bosco,
Bicchiere:
Collins

Boris Francesconi è il nuovo direttore operativo di Cattel

Boris Francesconi_Cattel
Il manager milanese, con un ricco bagaglio di esperienze nella gestione logistica di grandi aziende, è stato chiamato a dirigere il reparto Operativo della realtà veneta di distribuzione alimentare per il fuoricasa

Novità nell’organigramma di Cattel. L’azienda veneta, tra le maggiori realtà italiane della distribuzione di prodotti alimentari per il fuoricasa, ha scelto Boris Francesconi come suo nuovo direttore operativo. Il manager si occuperà del coordinamento e dell’ottimizzazione delle attività operative e progettuali di Cattel.

Milanese di nascita, Francesconi, da poco entrato nell’organico dell’azienda, vanta un ampio know-how in ambito gestionale e logistico. Laureatosi presso il Politecnico di Milano, ha iniziato la sua carriera professionale indirizzandosi nell’ambito della gdo, lavorando per alcune dei maggiori player italiani del settore, iniziando con il Gruppo Pam e poi con Esselunga, accumulando importanti esperienza nella conduzione di magazzini logistici. Le successive esperienza lavorative gli anno permesso di ampliare le sue conoscenze ad altri settori, spaziando dal medicale con l’esperienza fatta in Bomi Group a quello dei trasporti logistici di grandi realtà quali Kuehne+Nagel, Arcese e Cab Log. Esperienze che gli hanno consentito di completare un articolato bagaglio di competenze con importanti skill in materia di e-commerce e digital.

Una varietà e ricchezza di conoscenze, maturate in Italia e all’estero, che lo hanno reso agli occhi dei vertici di Cattel il profilo ideale per affidargli la gestione ne hanno fatto il profilo ideale per i vertici di Cattel per la gestione del cuore dell’azienda. Il manager dirigerà un polo attrezzato di circa 20.000 metri quadrati che comprende tre diverse aree stoccaggio e una per la ricezione e spedizione dei prodotti. Per quanto riguarda le prime si tratta dell’Area Gelo, per lo stoccaggio e la preparazione del prodotto da conservare a -20 °C, dell’Area Secco, per lo stoccaggio e la preparazione dei prodotti da stoccare a temperatura ambiente, e dell’Area Fresco, per lo stoccaggio e la preparazione di prodotti a 0-4 °C. A queste si aggiunge l’area ricevimento e spedizione merci a temperatura 0-4 °C. Il tutto governato da una gestione lean che mira a ottimizzare i processi e ad abbattere gli sprechi attraverso procedure di controllo standardizzate e prevalentemente digitalizzate.

 

Mig 2022, criticità delle gelaterie al centro della manifestazione

MIg 2022
MIg 2022
C'è grande attesa per la nuova edizione del Mig 2022, la Mostra Internazionale del Gelato Artigianale. Protagoniste le emergenze del settore

Dal 27 al 30 novembre 2022, a Longarone (Bl), si terrà la nuova edizione della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale. Dopo le limitazioni imposte dal Covid, si preannuncia una manifestazione intensamente frequentata. Torneranno le attività collaterali e i confronti sui temi più caldi del settore. Si rinnova la sinergia con Confartigianato Nazionale Alimentazione sul tema della pasticceria e cioccolateria in gelateria.

Tra formazione pratica e teorica

Durante Mig 2022 ci saranno momenti di formazione teorica e pratica alle dimostrazioni in aree dedicate, fino al coinvolgimento attivo con il concorso “Una pralina in gelateria”. Si celebrerà la granita siciliana attraverso il progetto “Arcipelago Sicilia – Dalle Madonie alle Dolomiti”, nato sotto l’egida di Gelato Officinale, realtà fondata dal chef glacier Maurizio Valguarnera. Inoltre, sempre Valguarnera, docente della Vegan Academy, farà risaltare anche le proprietà del gelato vegano.

Torna il concorso degli istituti alberghieri

Dopo due anni di stop forzato, torna lo storico concorso riservato agli istituti alberghieri e di trasformazione agroalimentare, intitolato al grande Maestro Carlo Pozzi. Rivisto nel regolamento per adeguarsi agli indirizzi post pandemici, sarà ampliato da una prova pratica di preparazione del gelato, prima della consueta passerella del gelato al piatto. Previsto inoltre uno spazio in fiera dedicato alla formazione degli studenti, che saranno ospiti di Longarone Fiere Dolomiti per due giorni.

Eventi a tutto campo e approfondimenti

Il Mig 2022 sarà anche il momento in cui formalizzare le iscrizioni alla 52esima Coppa d’Oro, l’Oscar mondiale del gelato artigianale, che vanterà una giuria internazionale altamente qualificata, grazie alla partecipazione delle Associazioni dei gelatieri europee aderenti ad Artglace e a una delegazione argentina di AFADHYA. «Ci sono tutte le condizioni per una grande MIG - ha spiegato il coordinatore della Mig, Dario Olivier - Abbiamo avuto un rientro dalla pausa estiva molto intenso e nelle prossime settimane si andranno a definire i dettagli attraverso importanti collaborazioni. Eventi a tutto campo con approfondimenti soprattutto utili per il gelatiere e con il fondamentale contributo delle stesse aziende espositrici».

«Soluzioni per la crisi energetica»

«La Mostra Internazionale del Gelato ha voluto fare lo scorso anno una importante scelta green, a favore della sostenibilità - ha sottolineato Gian Angelo Bellati, il Presidente di Longarone Fiere Dolomiti - Proprio dagli incentivi europei e nazionali a favore di un rinnovamento possono arrivare le soluzioni migliori per l’attuale crisi energetica che sta soffocando le gelaterie. A Longarone quindi, dal 27 al 30 novembre, ci si confronterà e si proporranno soluzioni anche su questo, in vista del 2023. Potendo contare sul fatto che il gelato artigianale rimane protagonista indiscusso della bella stagione e simbolo del Made in Italy nel mondo».

L’eco-fashion dagli scarti nei nuovi prodotti di Caffè Milani

Caffè Milani e In-presa locandina
Caffè Milani e In-presa locandina
Disponibile la linea di accessori realizzati dai giovani della cooperativa sociale In-Presa, esempio di sostenibilità e inclusione

Inclusione e sostenibilità sono protagoniste dei progetti che Caffè Milani ha sviluppato per i suoi 85 anni di attività. Tra questi vi è la collaborazione con la cooperativa sociale In-Presa, un ente di Carate Brianza (MB) che si occupa di formazione professionale, inserimento lavorativo, sostegno scolastico e aggregazione per giovani in età di obbligo formativo. Con essa la Torrefazione di Lipomo (CO) ha messo a punto una linea di accessori eco-fashion realizzati artigianalmente a partire dai materiali di scarto dell’industria del caffè: borse, pochette e zainetti creati dai giovani della cooperativa che disegnano una vera linea di oggetti partendo dal ri-uso di prodotti quali juta e bobine, in cui ogni oggetto è unico e racchiude le abilità artigianali di chi opera nei due laboratori coinvolti: la sartoria e il laboratorio di creatività. 

«I nostri accessori eco-fashion sono portatori di tanti messaggi – sottolinea Elisabetta Milani, responsabile marketing e comunicazione –. Sicuramente la sostenibilità, ma anche l’inclusione, la solidarietà, la formazione oltre che il gusto e la fantasia dello stile Italiano in cui Caffè Milani si riconosce pienamente e di cui si fa portatore nei tanti mercati internazionali in cui è presente».

Parola chiave di #CaffèMilani85 è proprio sostenibilità a 360°: ambientale, sociale ed economica. Un’idea che passa anche dall’artigianalità tutta italiana, unendo dunque due mondi che sembrano distanti ma che sono accomunati dalla manualità e dalla passione.

La prima edizione dei manufatti prodotti dai giovani della cooperativa sociale In-Presa è già disponibile sul sito caffemilani.it e da ottobre anche negli shop a marchio Caffè&Caffè presenti nelle città di Como, Lecco, Monza e Padova. Questo progetto si inserisce nel programma più vasto dell’anniversario degli 85 anni di Caffè Milani, che culminerà con un evento in occasione della Giornata internazionale del caffè del 1° ottobre seguita, il 2 ottobre, da una giornata di porte aperte in cui tutto il pubblico, su prenotazione, potrà visitare l’azienda, l’Esposizione e la collezione di macchine da caffè antiche che racchiude la storia della nostra società raccontata attraverso il caffè in un percorso lungo 300 anni. Le prenotazioni sono già aperte al link https://bit.ly/Milani_prenotazioni.

Il Cucinino, caffè taylor made e proposte gustose per ogni ora

Il Cucinino
A Sant’Arcangelo di Romagna un locale accogliente che propone ricette gustose e cariche dei gusti autentici del territorio

Il Cucinino: già il nome sottolinea l’impronta di un locale moderno, lineare e accogliente, in cui ogni proposta profuma del luogo magico in cui molti nella loro infanzia, hanno aiutato le mani più esperte nella preparazione di ricette gustose e cariche dei gusti del territorio.

Gli stessi che si ritrovano nel vasto menu del locale che si apre sulla piazza centrale di Santarcangelo di Romagna (RN), con proposte per ogni momento della giornata: breakfast e brunch, pranzo, merenda e aperitivo, cena. La colazione è per lo più consumata al tavolo e la sua offerta si prolunga fino a mezzogiorno, con proposte dolci e salate. «Abbiamo un laboratorio di pasticceria e una cucina a vista, tutto è confezionato in casa - afferma Mirko Di Bella, responsabile del locale -. Abbiamo viaggiato all’estero e preso ispirazione dai piatti internazionali, personalizzati con i prodotti della nostra terra. Un paio di esempi sono il plumcake con lo squacquerone e il muffin con le pesche tipiche di Cesena, al quale si affiancano le versioni più classiche. La colazione ha senza dubbio un ruolo fondamentale nella nostra attività, ma la clientela si ferma volentieri anche a merenda, ad esempio per gustare la nostra granola artigianale servita con yogurt magro e frutti di bosco freschi».

Entrando, colpisce la vetrina dei dolci, colorati e curatissimi; non mancano mai la focaccia e il pane fatto in casa, proposto a colazione tostato con burro d’arachidi e marmellata biologica a scelta o, nella colazione inglese, con rucola, salsiccia, bacon alla piastra, funghi e pomodori rosolati alle erbette, baked beans e frittatina al timo e in numerose altre versioni. Si prosegue con le cheese cake, la frutta secca unita ai cereali, pancake e waffle; la maggior parte delle proposte ha anche una versione vegan. Il menu si arricchisce il sabato a la domenica quando è protagonista il brunch.

Al banco bar si trovano una macchina espresso Strada de La Marzocco e un modulo Modbar per le estrazioni a filtro, che sono molto richieste. La miscela di base (90% arabica, 10% robusta) è stata messa  punto con un torrefattore locale, sempre affiancata da uno specialty di un microroaster italiano a rotazione.

Mirko Di Bella è responsabile del locale e si occupa della caffetteria; è contitolare de Il Cucinino con Federica Zammarchi, responsabile degli eventi, mentre la cucina fa capo a Davide Belli.

Il Cucinino - piazza Ganganelli 14 - Santarcangelo di Romagna - RN - Formula caffetteria, ristorante - Superficie 130 mq interni + area esterna - Posti a sedere 45 interno + 45 esterno - Orari estate: tutti i giorni 7-24; inverno 7-16 - Prezzi (euro) 1,20 miscela, 1,50 caffè 100% arabica, 1,50 cappuccino, 3,50-4 V60, aeropress, cold brew - Scontrino medio a colazione (euro) 8-9 cliente internazionale, 2,5-3 cliente italiano.

ProUp, la bevanda proteica a base di albume d’uovo

ProUp bevanda proteica
Sana, naturale, arricchita di vitamina H, con un'alta percentuale di frutta e disponibile in due diversi gusti, la nuova bevanda proteica di Gruppo Eurovo è perfetta per la colazione e il consumo on the go

Guarda alle esigenze di consumatori sempre più attenti ai valori nutrizionali dei prodotti e alla ricerca di un'alimentazione naturale ma performante anche fuori casa la novità di Gruppo Eurovo. Si chiama ProUp ed è una bevanda proteica senza latte ottenuta dalle proteine naturali dell’albume d’uovo. Un prodotto che il Gruppo, specializzato nella produzione di uova e ovoprodotti ha lanciato in primavera nella gdo e che ora porta nel fuoricasa, per consentire agli operatori di offrire ai propri clienti un’alternativa alle tradizionali proposte per il momento della colazione e ottima anche per il consumo on the go.

ProUp è un vero e proprio “sorso di proteine”: ogni bottiglia da 250 ml (in Pet riciclabile con etichetta sleeve), ne contiene 20 g, quantità equivalente a circa il 40% del fabbisogno giornaliero medio. Ciò grazie alla sua formula a base di albume d’uovo che rappresenta una vera e propria fonte di preziose proprietà nutritive, come minerali quali sodio, potassio e magnesio, vitamine del gruppo B e proteine tra le quali le ovoalbumine, che ne costituiscono l’80% del totale. Proteine altamente solubili e più facilmente digeribili, che fanno della bevanda una preziosa alleata per le persone intolleranti al latte e al lattosio, per gli sportivi e per chi cerca nuovi prodotti con cui rendere più sana e equilibrata la propria dieta.

Arricchita con vitamina H, la nuova bevanda proteica ha dalla sua una ulteriore peculiarità: l’elevata percentuale di frutta, pari al 20% del contenuto. È infatti disponibile nei due gusti naturali mirtillo e lime-zenzero che, oltre alle loro proprietà conferiscono al prodotto un gusto fresco e piacevole.

Sana, nutriente, gustosa, ProUp aiuta a reintegrare proteine piacevolmente, contribuendo a mantenere ossa forti e la corretta tonicità del tessuto muscolare. Priva di grassi, zuccheri e additivi, è adatta anche alle persone che soffrono di intolleranze alimentari perché gluten e lactose free e può essere gustata in qualsiasi momento della giornata anche al di fuori del locale, si mantiene fuori dal frigo fino a 6 ore.

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Aperte le iscrizioni per il 1882 Maldon Salt Cocktail Contest Italia

Maldon Salt Cocktail Contest
Creare una ricetta originale di drink che contenga il pregiato sale inglese, la sfida ai giovani bartender lanciata da Maldon e Planet One. Iscrizioni aperte fino al 2 ottobre

Creare un cocktail originale caratterizzato da un ingrediente molto particolare: il sale Maldon. È la sfida del 1882 Maldon Salt Cocktail Contest, la cocktail competition firmata dalla storica azienda Maldon.

L’azienda compie quest’anno i suoi 140 anni di attività, ricorrenza che ha scelto di celebrare con un contest che sfidasse i giovani bartender a rendere il suo pregiato sale protagonista anche in miscelazione. Organizzato in collaborazione con Montosco, l’importatore esclusivo di Sale Maldon in Italia, e Planet One, il concorso si rivolge infatti ai mixologist del futuro, ovvero a tutte le classi di studenti in ambito bar o a bartender alle prime armi che vogliano dare prova della propria creatività cimentandosi nella creazione di una ricetta originale di drink con il famoso sale marino dalla tipica forma a piramide, consistenza “crunchy” e dal sapore delicato.

Come partecipare

Per prendere parte alla gara occorre iscriversi sul sito del concorso (dove è possibile visionare e scaricare il regolamento completo) entro il prossimo 2 ottobre, compilando l’apposito form con i propri dati personali e la ricetta del drink (completa di ingredienti, quantità, tecnica di preparazione) con relativa foto. Il cocktail deve essere una originale creazione del concorrente e per la sua realizzazione non è previsto limite al numero di ingredienti che si possono utilizzare, ma la ricetta deve contenere obbligatoriamente il Sale Maldon.

ISCRIVITI AL 1882 MALDON SALT COCKTAIL CONTEST

La gara

Tutte le ricette saranno sottoposte al vaglio di una giuria di selezione che sceglierà le migliori 10. I loro autori si confronteranno nella gara dal vivo in programma l’11 ottobre a Perugia, in una location ancora tenuta segreta. Qui i finalisti, alternandosi dietro al bancone, avranno 10 minuti di tempo per realizzare tre esemplari del loro drink da presentare alla giuria, raccontandone anche l’ispirazione.

La giuria, composta da tre esperti di mixology nominati da Planet One, valuterà tutte le creazioni sulla base di gusto e aspetto, tecnica di preparazione e storytelling. Il giovane bartender autore della miglior prova si aggiudicherà il titolo di Rappresentante Italia, difendendo i colori del nostro paese nella finale dell’International 1882 Maldon Salt Cocktail Contest, dove si confronterà con i campioni del concorso da tutto il mondo. In aggiunta il vincitore italiano riceverà un Kit bar tools e un Mixology kit.

Costruire una squadra al top: le mosse giuste

I consigli per selezionare le persone e inserirle con successo nel proprio team. Dai colloqui ben fatti alle regole chiare, fino all'affiancamento

Reperire personale, per bar e pasticcerie, è diventato un problema di dimensioni importanti: «L’impatto della pandemia è stato dirompente», spiega Marco Ranocchia, co-fondatore di PlanetOne, azienda attiva nella formazione e nella consulenza in ambito food&beverage. «Persiste la carenza di risorse umane, sia personale di cucina che al banco o al servizio. I fuoriusciti durante il picco della crisi non sono rientrati e pochi ora entrano in un mercato del lavoro storicamente segnato da criticità e storture, spesso preferendo altri settori». Motivi in più per dare una scossa - in positivo - alle procedure di selezione e ingaggio del personale.

Rivedere le procedure di selezione

Con l’aiuto di Ranocchia sviluppiamo un piano razionale con il quale il gestore di un locale può migliorare la ricerca e l’ingresso delle persone nella propria azienda. Perché proprio questo è il momento giusto per “ristrutturare” queste procedure, superando quelle storture e rendendo il processo il più sicuro possibile, sia per l’impresa che per il nuovo entrante. «Ingaggiare un collaboratore significa consegnare a lui il risultato della tua impresa. Prima di tutto bisogna avere chiaro in mente chi ci serve e chi stiamo cercando», spiega il consulente. Fare, cioè, una prospezione interna e capire se si cerca un professionista stabile, un professionista stagionale o un “extra”, ossia una persona che si aggiunge al team nel giorno o nella fascia oraria in cui il mercato lo richiede.

Un occhio attento su Cv e social

Chiarite le idee a livello interno, si calano queste esigenze nella selezione vera e propria. «Il primo consiglio è di studiare bene il cv, che vale da solo un 20-25% della conoscenza della persona. Bisogna porsi domande come “che formazione ha?”, “quanti posti ha cambiato?”, “con che intervallo?”, ma anche “che profilo sociale si intuisce dal cv?”. Poi, è bene formulare 5 domande e chiedere al candidato una risposta breve, magari da inviare in video. Molto utile per valutare la persona nel modo in cui si pone, aspetto fondamentale perché dovrà poi parlare con i clienti». In sostanza serve un focus sulle soft skills del candidato, prima ancora che sulle competenze specifiche “hard” (che si possono sempre acquisire con la formazione).

Un picco di pressione per valutare il candidato

Si arriva così a una prima selezione e al colloquio, da tarare a seconda della criticità della posizione ricercata. «Quanti colloqui fare? Dipende dalla delicatezza della posizione. Consiglio di studiare i social del candidato tra un colloquio e l’altro, perché aiuta a capire un pezzo importantissimo di che essere umano stai coinvolgendo nel tuo team». Infine, a scelta fatta, bisogna usare il periodo di prova di tre mesi per impostare il lavoro, sottoponendo la persona anche a picchi di pressione lavorativa commisurati alla sua posizione. Solo così la si può valutare completamente».

L'ingresso: fase delicata che va governata bene

L’ingresso in azienda, poi, va presidiato con altrettanto rigore. «Se il titolare ha le idee chiare su che cosa gli serve e affianca, allena, fa comprendere, forma la risorsa, avrà alla fine della qualità integrata. Se il titolare ha la “sindrome del fare”, butta le persone nel lavoro con pochissime istruzioni, si affida all’affiancamento posto in essere da un'altra persona senza istruirla a sua volta, il risultato non arriva e la risorsa si allontana». Spesso c’è questo meccanismo alla base del turnover alto. Ma come si sanciscono le regole d’ingaggio? «Ci sono alcuni documenti assolutamente imprescindibili. Organigramma, job description, manuali operativi, corpus di regole interne. Infine un codice deontologico con le regole di comportamento nei confronti dei colleghi, degli esterni e della concorrenza».

Lucano mette le mani su Giass Gin

Lucano Giass gin
Il gruppo prosegue il percorso di espansione e acquisisce il 35% del marchio del primo London dry milanese, che porta in dote altri due gin premium e un amaro

Un altro tassello si aggiunge alla strategia di Lucano 1894 di imporsi come polo d’eccellenza nel comparto degli spirit made in Italy. Il gruppo che produce il noto Amaro è infatti entrato nel capitale sociale di Giass Milano Dry Gin, il London dry nato sotto la Madonnina. Più nello specifico, il gruppo ha rilevato una quota del 35% di Giass con l’obiettivo nei prossimi anni di arrivare al controllo completo della società.

La nuova operazione segue all’acquisizione, lo scorso dicembre, di Mancino Vermouth, brand noto nel mondo per i suoi vermouth artigianali (leggi Colpo Mancino per Lucano: acquisito il brand di vermouth artigianali), arricchendo il portafoglio di Lucano di una selezione di gin di nuova generazione prodotti secondo tradizione, ma non solo.

London Dry premium artigianale

Fondato da 5 amici, i fratelli Andrea e Simone Romiti, Richard D’Annunzio, Francesco Braggiotti e Francesco Niutta, il giovane marchio milanese (Giass nel dialetto meneghino significa “ghiaccio”) vanta nel suo catalogo tre referenze di gin premium e un amaro, prodotti artigianalmente in una storica distilleria del Trentino utilizzando solo ingredienti naturali.

Primo nato del marchio è il Giass London Dry Gin (alc 42% in vol) un gin dal carattere complesso, realizzato con 18 selezionate botaniche, provenienti principalmente dal Nord Italia e in particolare dalla fascia dolomitica. Oltre alla classica base di bacche di ginepro, queste comprendono semi di coriandolo e radice di angelica, si aggiungono la mela golden e la scorza di arancia essiccate naturalmente a bassa temperatura, che danno le note floreali e petali di rosa, fiori di camomilla, di violetta, di arancio e karkadè, che conferiscono il ricco apporto floreale. A queste si aggiungono il cipero, le foglie di menta e i semi di finocchio, con le loro note minerali, foglie di verbena, semi di cardamomo e foglie di melissa per le note citrate e, infine, cassia e timo per le note legnose.

Le botaniche vengono infuse a freddo per tre giorni prima della distillazione, che avviene usando alcol etilico solitamente di frumento al 96% in un alambicco Charentais, interamente in rame. Al distillato così ottenuto, viene aggiunta acqua pura di montagna per portarlo alla gradazione finale; segue un periodo di riposo di 7 giorni in cisterne inox, quindi il filtraggio tramite pannelli di cellulosa naturale e, infine, l’imbottigliamento.

Con questo prodotto Gruppo Lucano completa la sua offerta per la realizzazione di un perfetto Negroni, composto con Amaro Lucano Anniversario, Mancino Vermouth Rosso Amaranto e Giass London Dry Gin (la ricetta completa in fondo all’articolo).

La gamma di gin

Altra referenza Giass è il Navy Strength Gin, che del primo nato è la versione declinata nella formula Navy Strenght, che prevede un grado alcolico del 57% e che presenta un profilo più potente e aromatico.

La gamma di gin si completa con Giass Gin della Casa (alc 40% in vol) un distilled gin realizzato sempre con le 18 botaniche dei due distillati precedenti. A caratterizzarlo i sentori di agrumi e di mela verde, seguiti da rimandi alle bacche di ginepro, accompagnate da sfumature floreali, un bouquet che apre a un assaggio equilibrato, deciso e di lunga persistenza, impostato su note di coriandolo, erbe aromatiche e mandorla.

C'è anche l'Amaro

Infine, l’Amaro Giass (alc 28% in vol): anche in questo caso protagniste sono le stesse botaniche utilizzate nei gin, infuse e distillate e il tutto poi miscelato con zucchero e una soluzione idroalcolica a freddo. Da servire liscio o con ghiaccio, si fa apprezzare per il gusto complesso, morbido e profondo, con una vena amaricante in perfetta armonia con note erbacee e speziate. Al naso sprigiona intensi sentori che vanno dalle note fruttate e floreali a quelle più aromatiche di erbe e spezie.

Tutti i prodotti Giass sono custoditi in un’elegante bottiglia con etichetta serigrafata sul vetro, ispirata ai disegni geometrici della Galleria Vittorio Emanuele con il logo che richiama una “vedovella”, la tipica fontanella di Milano.

La ricetta

Negroni Lucano
Ingredienti:
25 ml Amaro Lucano Anniversario, 30 ml Mancino Vermouth Rosso Amaranto, 25 ml Giass London Dry Gin
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler basso

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