Home Blog Pagina 253

CoffeeStorming, una roastery in caffetteria

CoffeeStorming ad Albenga
Ha aperto ad Albenga la prima caffetteria della torrefazione ligure La Genovese, che mira a sviluppare la conoscenza di tutta la filiera

Albenga: è qui che la storica torrefazione ligure La Genovese apre la sua prima caffetteria. Si chiama CoffeeStorming, è un progetto ambizioso e sviluppa un concept store innovativo nato per esplorare il mondo del caffè e tutta la sua filiera. «Già con la scelta del nome, CoffeeStorming, ovvero “idee di caffè in movimento”, abbiamo cercato di dare un’identità precisa a questo progetto, con cui vogliamo coniugare conoscenza, innovazione, condivisione (di idee e di mezzi) e sostenibilità, sia ambientale sia sociale», afferma Matteo Borea, responsabile del progetto.

CoffeeStorming è uno spazio moderno, dotato di un ampio dehors, progettato non soltanto per i player del comparto caffè e per i coffeelover ma per tutte le persone curiose, per proporre loro una collezione dei migliori caffè monorigine serviti in tazza con diversi metodi di estrazione. Tutto questo grazie alla tostatrice Giesen W6A, inaugurata in occasione dell’International Coffee Day 2022, utilizzata per la tostatura degli specialty coffee selezionati ogni settimana, per regalare al cliente l’esperienza della varietà di armonie e sapori che inizia dal caffè verde.

Sul banco è posizionato un macinacaffè Mahlkönig E65 S, disponibile per l’estrazione in espresso della miscela Juta e un Mahlkönig EK43 dedicato alla macinatura di tutti gli altri caffè in carta, sia per l’espresso sia per l’estrazione con metodi alternativi , perfetto per alternare rapidamente diversi caffè, senza sprechi. In caffetteria la miscela selezionata per preparare l’espresso classico all’italiana è Caffè Juta Bio La Genovese 100% Arabica Biologica e certificata Rainforest Alliance, estratta con la Marzocco KB 90, affiancata da un modulo vapore Modbar dedicato alla montatura del latte.

I clienti possono scegliere tra oltre dieci diverse monorigini, molte delle quali biologiche o certificate Rainforest Alliance. Tutti i Borea Specialty Coffee (caffè tracciabili fino dalla piantagione di origine) sono proposti sia con tostatura media, per estrazione a filtro, sia con tostatura per espresso, più scura. Chi desidera il decaffeinato può gustare l’Arabica Monorigine Altura Mexico Biologica. Lo staff si relaziona con il cliente raccontando le storie e le caratteristiche dei diversi caffè serviti, i sentori, i metodi di produzione e i diversi metodi di estrazione, usando un linguaggio inclusivo, semplice e chiaro.

CoffeeStorming è un progetto di inclusione che mette al centro la cultura del caffè, l’accoglienza del cliente e il rispetto del lavoro. Lo scopo è far conoscere il contributo di tutti gli attori della filiera del caffè, dai processi di lavorazione del raccolto al ruolo della tostatura fino alla valorizzazione della professionalità del barista. Le persone sono fondamentali per il successo di questo progetto anche per quanto riguarda il personale: Fabrizio Giorgini è a capo del team di baristi e tutto lo staff è stato coinvolto in oltre due mesi di formazione. In un laboratorio interno a vista vengono preparati ogni giorno la piccola pasticceria e piatti salati destinati alla colazione e al pranzo.

«Non vogliamo parlare solo a una ristretta cerchia di professionisti e appassionati di caffè - dice Alessandro Borea, AD de La Genovese -, ma a tutte le persone curiose che vorranno approcciarsi a questo ricco e variegato mondo. Il nostro obiettivo è comunicare la cultura del caffè e tutto il lavoro, nostro e soprattutto quello svolto in piantagione e le lavorazioni post raccolta. In caffetteria vogliamo anche proporre corsi di degustazione e di cupping per i clienti più curiosi. Perché in realtà il caffè, così come il vino e i distillati, ha una moltitudine di caratteristiche sensoriali, che vanno scoperte e che bisogna imparare a riconoscere».

Plastic free. All’interno del locale, è stata eliminata la plastica a perdere in ogni suo uso: tutte le stoviglie sono in ceramica e i bicchieri da asporto in materiale 100% compostabile. È stata bandita l’acqua in bottiglia e viene servita gratuitamente acqua in caraffa filtrata e mineralizzata con sistemi di trattamento BWT.

Informazioni utili

CoffeeStorming. Idee di caffè in movimento

Vittorio Veneto 18 - Albenga (SV)

Aperto da lunedì a venerdi dalle 7:00 alle 19:00 - sabato dalle 8:30 alle 19:00.

 

Ancora un trionfo per Ferrari Trento ai Campionati mondiali di bollicine

Ferrari Trento
Storico bis per la cantina trentina che per il secondo anno consecutivo (quinta vittoria complessiva) conquista il titolo di Produttore dell'anno nella più prestigiosa competition mondiale dedicata alle bollicine

Ferrari Trento compie quest’anno i suoi primi 120 anni di storia. Ma per la cantina del Gruppo Lunelli c’è un motivo in più per festeggiare. La cantina trentina per la quinta volta si è aggiudicata il titolo di Sparkling Wine Producer of the Year a The Champagne & Sparkling Wine World Championships, il più prestigioso concorso mondiale dedicato alle bollicine.

Nel concorso, che in questa edizione ha visto oltre 1000 etichette in gara da più di 30 Paesi del mondo, Ferrari Trento ha conquistato in totale 14 medaglie, delle quali 11 di oro e 3 di argento, meritandosi nuovamente il titolo Produttore dell’Anno, assegnato all’azienda che ne conquista di più. La cantina ha bissato così il trionfo dello scorso anno, quando si era aggiudicata lo stesso titolo, e che in precedenza si è aggiudicata anche nel 2019, 2017 e 2015 (leggi Nuovo trionfo per Ferrari Trento a The Champagne & Sparkling Wine World Championships).

Il successo della cantina trentina ha contribuito a quello più generale delle bollicine made in Italy, che in totale hanno ottenuto 53 medaglie di oro, a fronte delle 55 ottenute dai produttori francesi che quest’anno ci hanno superato, ma anche 128 medaglie di argento, per un totale complessivo di 181 riconoscimenti, contro i 102 della Francia. Anche questa edizione della The Champagne & Sparkling Wine World Championships ha confermato il Trentodoc come la denominazione italiana più premiata: ben 79 le medaglie ottenute, 22 di oro e 47 di argento.

Ma per Ferrari i risultati della competition testimoniano ancora una volta l’ampiezza e l’eccellenza della sua gamma di spumanti e la costanza qualitativa che l’azienda riesce a mantenere su tutti i Trentodoc, dai non millesimati alle riserve.

Tra le etichette premiate con l'oro dalla giuria, composta da Tom Stevenson, ideatore della competizione e autorità internazionale nel campo, e dagli altri due grandi esperti George Markus ed Essi Avelan, ci sono infatti anche lo storico Ferrari Brut e il Ferrari Maximum Blanc de Blancs, entrambi non millesimati e prodotti in numeri significativi di bottiglie, e tra l’altro entrambi già oro anche lo scorso anno.

Ecco tutte e 12 le medaglie d’oro della casa: Ferrari NV Brut, Ferrari NV Brut Magnum, Ferrari NV Maximum Blanc de Blancs Magnum, Ferrari NV Maximum Rosè, Ferrari 2016 Perle, Ferrari 2016 Perle Magnum, Ferrari 2013 Perle Bianco Riserva Magnum, Ferrari 2012 Perle Bianco Riserva, Ferrari 2016 Perle Rosè Riserva, Ferrari 2013 Perle Nero Riserva Magnum, Ferrari 2009 Giulio Ferrari Riserva Magnum e Ferrari 2010 Giulio Ferrari Riserva Magnum.

A queste si aggiungono, a completare l’elenco dei premiate, le 3 referenze che hanno ottenuto la medaglia d’argento: Ferrari NV Maximum Blanc de Blancs, Ferrari 2013 Perle Nero Riserva e Ferrari 2009 Giulio Ferrari Riserva Magnum.

 

The Milan Coffee Festival, il richiamo dello specialty

The Milan Coffee Festival
Al Superstudio Più l’evento internazionale che fa incontrare la new wave del caffè e la tradizione dell’espresso italiano. Biglietto gratuito per gli addetti ai lavori

Dopo due anni, torna dal 12 al 14 novembre presso Superstudio Più di via Tortona a Milano, The Milan Coffee Festival, l’evento internazionale dedicato ai coffee lover e ai professionisti del caffè. Ai primi è dedicata la prima giornata, mentre professionisti e operatori di settore potranno accreditarsi alle due giornate di domenica 13 e lunedì 14 novembre con un ricco palinsesto di eventi, performance e manifestazioni.

Gli addetti ai lavori possono richiedere un biglietto gratuito per le giornate a loro dedicate al link www.milancoffeefestival.com/accreditation.

 L’evento, organizzato sulla scia del successo delle manifestazioni di Londra, Amsterdam e New York, permette di conoscere i produttori di attrezzature professionali e vivere due giornate all’insegna del confronto, della scoperta di novità e tendenze sul tema caffè e sul mondo della caffetteria, grazie anche a numerose esperienze proposte dalle aziende partner: La Marzocco, Faema, Brita, Alpro, LaCimbali, Slayer, Grindie, 1895 Coffee Designers by Lavazza, Sage, Cafezal, Smirnoff, Monin, Mr Black, Mumac Academy, Sca e Sum-up.

Il mondo del caffè e quello del bar sono in continua evoluzione e questa terza edizione del Milan Coffee Festival è nuovamente l’occasione per scoprire in quale direzione si muovono e «colmare il divario tra la ‘new wave’ del caffè artigianale e la tradizione tutta italiana dell’espresso» ha dichiarato Ludovic Rossignol-Isanovic, co-founder di Allegra Events e ideatore del progetto. Nel nostro Paese, dove il caffè espresso è una consuetudine radicata, un gruppo sempre più numeroso di baristi e di torrefattori artigianali diffonde la cultura degli specialty creando nuove opportunità di business. E al contempo, sempre più locali guardano con attenzione l’evoluzione del settore e inseriscono caffè di qualità e nuovi metodi di estrazione accanto al classico espresso.

Sono oltre 10mila i visitatori attesi a questa nuova edizione, che al momento espositivo unisce numerose competizioni e performance.

Come l’area interattiva Latte Art Live con laboratori pratici, esibizioni e sfide legate alla disciplina della latte art;

The Lab, realizzato con Mumac Academy e Sca Italy, propone appuntamenti e laboratori che prendono in esame le ultime tendenze;

la Global Coffee School Live di Sage guida attraverso dei workshop alla realizzazione di un espresso perfetto, al perfezionamento della propria latte art e alla preparazione di cocktail a base caffè;

The Roaster Village è il luogo in cui incontrare numerosi piccoli torrefattori italiani e degustare i loro specialty coffee.

Il contest. Torna con un format tutto nuovo The Roast Master, il contest sull’arte della tostatura del caffè che vede la partecipazione dei migliori torrefattori italiani che si sfidano in squadre di tre, in una serie di testa a testa a eliminazione diretta, cimentandosi in quattro diverse discipline: The Espresso Smackdown, The Latte Art Showdown, The Brew Faceoff e The Signature Drink. A esaminarli una giuria di esperti.

In chiusura di giornata, gli aperitivi a base caffè proposti da Cafezal, Mr. Black e Smirnoff.

Gli addetti ai lavori possono richiedere un biglietto gratuito per le giornate del 13 e 14 novembre al link www.milancoffeefestival.com/accreditation.

 

Baritalia Tour: i grandi cocktail bar dell’Abruzzo

Il carrozzone di Baritalia si rimette in marcia, puntando a sud. Il 26 settembre saremo a Pescara, ma prima godiamoci il tour dei grandi bar dell'Abruzzo

Il tour di Bargiornale su e giù per lo Stivale alla scoperta di tutto il bere che c’è, fa tappa in Abruzzo. Il 26 settembre a Pescara Baritalia ne conoscerà i giovani talenti e incontrerà quei professionisti che hanno contribuito a renderla ciò che è oggi: un luogo in cui le tradizioni liquoristiche, fatte di amari e genziane, si uniscono a un nascente panorama di cocktail bar.

REGISTRATI PER PARTECIPARE A BARITALIA PESCARA

Numerosi i locali che verranno coinvolti nel nostro laboratorio itinerante, a partire dal Tonga Club, che ci ospiterà durante la giornata: beach club estivo in cui la cucina fusion fa da padrone, con contaminazioni giapponesi, spagnole, messicane e polinesiane, accompagnate dai cocktail di Ettore De Salvia, con una miscelazione esotica e tropicale, come l’atmosfera che si esprime negli arredi e nel design. In occasione di Baritalia, lo staff del Tonga sarà affiancato da quello del Mila nella preparazione dei drink. Il proprietario Raffaele Delfino e il bar manager Alessandro Di Fabrizio hanno puntato su un design moderno e minimale, per creare una location in cui è possibile gustare degli ottimi​ drink immersi in un clima friendly e giovane. I menu sono stagionali, con una ricerca continua del prodotto fresco e locale strizzando l'occhio a nuove tecniche senza tralasciare l'importanza dei classici.

I cocktail che si accompagnano al cibo sono, invece, parte del format di Quebracho, un ristorante con bar nel cuore di Pescara, specializzato in carni internazionali e dry aging. Ad accogliere all’ingresso, imponenti vetrate mostrano uno scorcio sul bistrot con cucina a vista. Il bar è guidato da Francesco Novelli, che nell’ultimo menu “meraviglie della natura” collabora a stretto contatto con la cucina, con drink dal forte impatto scenografico, ispirati ognuno ad un posto unico del nostro pianeta. La cocktail culture entra anche da Botanico, uno dei primi in città a proporre abbinamenti food accanto ai cocktail, soprattutto con la bella stagione, nel giardino esterno. Ancor prima di questi indirizzi, il primo cocktail bar in città - nato nel 2012 - è La Nuova Lavanderia: al grido di Aloha e Sciabbenedette, il locale si ispira a una tradizione rurale perduta, che si esprime in cocktail d’autore che ricercano nel territorio la propria ispirazione, e che di anno in anno cambiano, riconfermando però questo locale come una delle destinazioni immancabili del panorama pescarese.

Grazie alla grande presenza di studenti universitari, la vita serale e notturna è molto sviluppata a Pescara, e ci sono alcune vie del centro in cui i locali si susseguono uno dietro l’altro e fanno grandi numeri soprattutto all’ora dell’aperitivo. È il caso della serie di bar che l’imprenditore Pierluigi Pasetti ha aperto in pochi anni, a partire del 2016: tutto inizia con il Gatsby, al quale seguiranno Alle Spezie, Reverso, Almaluna, Al Vagone, La Cava e Cantieri. Sempre nella zona, i due locali di Dario Criniti, il Wild e il Mirror. Nel primo le piante si intersecano tra le bottiglie e i tavoli, nel secondo gli specchi giocano con la clientela. Due locali “instagrammabili”, in cui bere un buon classico o scegliere tra una lista di signature. L’ambiente fertile ha fatto sì che si sviluppasse anche una importante scuola di formazione, che ogni anno sforna decine di future promesse del bartending, diurno e serale.

La Equilibrium Bar Service di Fabio Forgione e soci spazia dai corsi di caffetteria e latte art a quelli di miscelazione, passando per degustazione vini e flair bartending. La serata pescarese termina al Post Bar, ritrovo goliardico per panini sfiziosi, numerose birre artigianali, e una predilezione per il Gin. Altra destinazione è la Distilleria Clandestina, piccolo speakeasy in cui spegnere definitivamente la sete.

Ma l’Abruzzo non è solo Pescara: ampliamo l’orizzonte lanciandoci in un tour dei capoluoghi. Il più vicino a Pescara è Chieti, sede del Mosley Spirits & More. Tra i mattoni a vista dei muri e tra blocchi di cemento, illuminate da una luce gialla intensa, ci sono le numerose referenze di questo locale in cui il cocktail è una parte dell’offerta, completata dai distillati da degustazione, gli Champagne e i vini a calice. Tutto frutto di una selezione di prodotti e produttori, raccontanti accuratamente ai clienti.

Alle pendici del Gran Sasso sorge il capoluogo di regione, l’Aquila, che ospita già da alcuni anni due ottime realtà della miscelazione: il Public Enemy è un luogo di ritrovo di loschi figuri che, in pieno proibizionismo, cercano di sfuggire alle reti della giustizia. Perlomeno, questa era l’ispirazione quando ha aperto nel 2013, diventando un gastro-pub punto di riferimento non solo per un ottimo hamburger, ma anche per cocktail d’autore e per una accurata lista di classici che vanno dai “più o meno amaro” ai “dolce ma non troppo”, passando per tropicali e after dinner. Sempre rimanendo in tema di ritrovi al di sopra della legge, il Bathtub Distilleria Illegale è un locale in stile steampunk in cui rispolverare drink del passato come il Blue Blazer, perdersi nella lista dei vini, lasciarsi andare a uno snack elaborato oppure assaggiare uno dei signature cocktail di Michele Gallucci.

Il viaggio nell’entroterra prosegue fino a Teramo; in questa città dalla storia antica nasce Il Jerry, un piccolo ambiente dall’atmosfera calda e dai tetti a volte, all’interno del quale Attilio Misantoni crea le sue pozioni: il nuovo menu è ispirato ai piatti storici della cucina italiana, riproposti in forma liquida. L’idea è quella di far conoscere una miscelazione creativa ai teramani, anche portando dietro il bancone ospiti da tutta Italia, con il format “gli amici del Jerry”.

Dalle città al mare, ci fermiamo a Giulianova, dove ci aspetta un grande personaggio dell’hospitality: Mauro Mahjoub. Abruzzese, ha trascorso gli ultimi trent’anni in Germania, diventando celebre per la sua padronanza del “bittersweet”, tanto da guadagnarsi l’appellativo di re del Negroni. Da due anni fa è tornato a Giulianova, dove dirige il Cactus, locale a pochi metri dalla spiaggia in cui godersi un drink classico o scegliere tra una carta di Negroni, Mojito e Americano firmati da Mauro. Dall’altro lato della strada, Carmelo Licata dirige dal 2021 il Seta Garden, un grande locale che negli ultimi mesi ha visto avvicendarsi dietro il bancone grandi nomi della miscelazione nazionale ed internazionale, al punto di essere appena entrato nella classifica di Top 500 Bars. La sua miscelazione parte da un approccio educativo verso il cliente, che declina i cocktail non attraverso gli ingredienti, ma attraverso i gusti e le sensazioni, facendo da guida verso nuovi sapori e stimolandone la curiosità, in un ambiente che coniuga insieme un servizio da hotel a un approccio urban.

Poco più a Sud, spostandoci a Roseto degli Abruzzi, scegliamo il Malea. Qui il menu cambia due volte l’anno: d’estate drink freschi e beverini, mentre d’inverno si lascia più spazio alla degustazione di Rum e Whisky, accompagnati da cioccolati pregiati e serviti dalla giovane coppia di soci Frank ed Eleonora. Usciti dal loro accogliente salotto si entra - per modo di dire - in una Favela. È questo infatti il nome del cocktail bar all’interno di Bolla, ristorante con vocazione carnivora che nel suo bar in stile jungle si destreggia tra grandi classici come Daiquiri o Whiskey Sour, oppure rivisitazioni che cambiano con cadenza semestrale.

Terminiamo il nostro viaggio abruzzese a Vasto, “casa” dello Smoky Joe di Anthony Ventrella. In questo ambiente intimo e riservato la drink list è stagionale, con un occhio di riguardo per i twist on classic e per i prodotti del territorio.

Registrati per partecipare

Le registrazioni sono terminate

Nasce Koskenkorva Vodka Climate Action, la vodka sostenibile

Koskenkorva vodka Climate Action_ immagine apertura
La nuova release è una vodka pura ottenuta da orzo da coltura rigenerativa e prodotta artigianalmente nel villaggio di Koskenkorva in un impianto esempio virtuoso di economia circolare

E se potessimo mitigare il cambiamento climatico producendo vodka? Koskenkorva Climate Action dell’omonimo brand Koskenkorva - prodotta dalla finlandese Anora Group e distribuita in Italia da Compagnia dei Caraibi - è una delle prime vodka al mondo che concorre alla lotta contro il cambiamento climatico. È prodotta interamente con orzo coltivato da coltura rigenerativa, un metodo di produzione “climate friendly” che limita la CO2 dell’atmosfera incorporandola al suolo, migliora la biodiversità e permette raccolti più ricchi, di qualità superiore, proteggendoli dalla siccità e dagli insetti. Con l’agricoltura rigenerativa si attuano una serie di pratiche che permettono di “rigenerare” il suolo, arricchendolo, per renderlo nuovamente idoneo a ospitare piante sane e resistenti, capaci di dare frutti di qualità.

Koskenkorva Vodka Climate Action nasce dalla visione e collaborazione con due realtà impegnate sul tema della responsabilità ambientale: Baltic Sea Action Group, associazione indipendente e no-profit fondata in Finlandia, che si propone di ripristinare l'equilibrio ecologico del Mar Baltico, e con Setälä-Eerola, di Jari Eerola, azienda agricola locale.

Esempio virtuoso di economia circolare

La mission sostenibile della vodka passa anche attraverso il suo imballaggio: la bottiglia di vetro è resa più leggera e il pack è realizzato con una consistente percentuale di plastica riciclata in Pet.

Come le altre referenze del marchio, Climate Action viene distillata nel villaggio di Koskenkorva, nella Finlandia occidentale, nell’angolo più settentrionale del mondo, dove l’orzo è trasformato nel più puro spirit possibile grazie anche alla combinazione con acqua di sorgente non filtrata. L'impianto di Koskenkorva è un esempio virtuoso di economia circolare, con un tasso di riciclaggio del 99,9%. Ciò che non può essere usato per produrre acquavite viene infatti trasformato in prodotti a base di amido e mangimi per animali; le bucce d'orzo vengono bruciate in un’apposita biocentrale per alimentare la distillazione, mentre le ceneri trovano nuova vita come fertilizzante; infine, l'anidride carbonica prodotta dalla fermentazione viene destinata alla coltivazione in serra.

L'edizione Koskenkorva Climate Action (alc 40% in vol) ha un gusto morbido e puro, può essere servita liscia o utilizzata come ingrediente nella miscelazione, per donare un nuovo twist, tutto nordico, ai cocktail più rinomati.

La ricetta

Koskenkorva Vodka Climate Action & Flavoured Water

cocktail KK_Climate_Actionvodka_water_SWE
Ingredienti:
40 ml Climate Action Koskenkorva Vodka, top acqua aromatizzata*
*Preparazione dell’acqua aromatizzata: lasciare le materie prime avanzate del locale, come frutti rossi, scorza di agrumi, menta, basilico, cetriolo ecc. in infusione in 1 l di acqua per una settimana in frigo in un contenitore con il tappo
Preparazione:
build
Guarnizione:
uno degli ingredienti utilizzati per l’acqua aromatizzata
Bicchiere:
tumbler basso

Il Caffè, un rito che ci unisce ogni giorno

Logo Consorzio Espresso Italiano
I valori della bevanda più amata dagli italiani sono raccontate nel video manifesto del Consorzio Promozione Caffè che racconta il viaggio del caffè dal chicco lunga tutta la filiera

È online dal primo ottobre Caffè, un rito che ci unisce, il nuovo video-manifesto a cura del Consorzio Promozione Caffè, che riunisce le principali aziende che forniscono, producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè oltre che i costruttori di macchine professionali e fornitori di attrezzature.

Racconta il viaggio del caffè dal chicco in piantagione alla tazzina e la narrazione si intreccia con la giornata della vita degli italiani, dal risveglio, ai momenti più concitati della giornata (fatta di studio, lavoro, tempo libero, relax) fino a quando si va a dormire. Le scene si susseguono veloci seguendo il ritmo pieno di energia di una delle più celebri arie musicali a livello mondiale, l’Overture finale del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, grande amante del caffè. Le immagini dei processi di produzione e lavorazione del chicco si mescolano a tanti volti, diversi metodi di estrazione e storie in cui il caffè è sempre protagonista, come passione che attraversa le generazioni e come cultura che appartiene al nostro Dna.

«Grazie alla storia delle torrefazioni e alla ricerca continua della qualità, il caffè Made in Italy è riconosciuto in tutto il mondo”, afferma Michele Monzini, presidente del Consorzio Promozione Caffè. “In Italia ci sono circa 800 torrefattori, per un fatturato globale di circa 4 miliardi: numeri che dimostrano quanto il caffè, l’espresso in particolare, sia per noi un patrimonio culturale unico. Il 60% del caffè torrefatto in Italia viene esportato. Di questa percentuale, il 60% è destinato alla comunità europea e il 40% ai paesi extra-europei. I nostri torrefattori, grazie all’invenzione delle miscele specifiche dell’espresso, sono riconosciuti a livello internazionale, fama che condividono anche i produttori di macchine per l’espresso. La continua ricerca della qualità e della massima tecnologia nelle attrezzature per la produzione ha reso il caffè italiano un vero prodotto d’eccellenza».

Le esportazioni di caffè, secondo gli ultimi dati Istat, sono in aumento del 13% (5,6 milioni di sacchi), insieme ai consumi apparenti, cresciuti del 4,2%. I dati elaborati dal Comitato italiano del caffè per il periodo gennaio-dicembre 2021 evidenziano un + 9,2% del caffè trasformato in Italia (10,1 milioni di sacchi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sono 7 su 10 gli italiani che considerano il caffè uno dei piaceri della vita e più di 9 su 10 quelli che si definiscono bevitori abituali. Questa è la fotografia che risulta da un’analisi di AstraRicerche commissionata dal Consorzio Promozione Caffè, che racconta il rapporto degli italiani con la tazzina. E se sono svariati i modi per prepararlo e i luoghi dove ognuno preferisce gustarlo, su una cosa gli Italiani sono tutti d’accordo: oltre il 64% continuerà a berlo anche in futuro e addirittura uno su quattro aumenterà i propri consumi. E non solo per il suo sapore unico, bensì per tutte le sensazioni, i valori associati ad esso e per le molteplici e riconosciute proprietà associate alla bevanda.

Il video è fruibile sul sito e sui canali social di Consorzio Promozione Caffè e sul canale YouTube di Unione Italiana Food:

Sito web: https://www.caffebenessere.it/

Instagram: https://www.instagram.com/caffebenessere.it/

Facebook: https://it-it.facebook.com/UIFcaffebenessere/

Canale YouTube Unione Italiana Food: https://www.youtube.com/channel/UCXp6z_9sg1yeaw6OHnjJ-AQ

L’Italia e gli italiani fanno fiesta ai World’s 50 Best Bars 2022

The World's 50 Best Bars 2022 No.1 winner
Il team del Paradiso di Barcellona di Giacomo Giannotti, locale al primo posto nella classifica 2022 di The World's 50 Best Bars
Sette i locali italiani in classifica, dei quali quattro nella top 50: Drink Kong, 1930, Locale Firenze e L'Antiquario di Napoli. Altre soddisfazioni arrivano dagli italiani all'estero con Giacomo Giannotti che con il suo Paradiso di Barcellona è al vertice della classifica

Mentre scriviamo la cerimonia di premiazione dei The World’s 50 Best Bars si è conclusa da poche ore. A Barcellona per molti è tempo di "fiesta mobile", da un bar all'altro, come sarebbe piaciuto a Hemingway. Di motivi per festeggiare ce ne sono diversi. Proviamo a elencarli. Per la prima volta in 14 edizioni il premio non va né a Londra né a New York, capitali per antonomasia del mondo dei cocktail. Questa volta vince il Paradiso di Barcellona, Catalogna, Spagna. Il locale, di proprietà del toscano Giacomo Giannotti e della moglie Margarita Sader, ha fatto del binomio creatività-sostenibilità la sua bandiera. Scelte consapevoli unite a un alto tasso di fantasia che sarebbero piaciute anche a Gaudì. Non a caso il cocktail, intitolato alla tierra, creato in casa Paradiso è il protagonista della nuova copertina di Bargiornale. Un numero, quello di ottobre, tutto dedicato alle pratiche per un bar più equo e giusto con l'ambiente.

Mark Sansom, content director di The World’s 50 Best Bars, ha affermato: «Il fatto che questa sia la prima volta che incoroniamo un bar fuori New York o Londra come The World’s Best Bar è una testimonianza dei grandi successi di Giacomo, Margarita e del loro team. Da quando è stato nominato One To Watch nel 2017 un anno dopo l'apertura, Paradiso è stato un punto fermo della lista dei 50 Best, migliorando la sua classifica anno dopo anno. È un onore chiamarlo The World’s Best Bar e la vittoria è merito del suo stravagante cocktail program, della sua etica sostenibile, del loro lavoro per la bar community, ma anche del senso spiccato per il divertimento".

Un trionfo italiano

Ma torniamo alla cerimonia. Quella di ieri sera è stata, a partire dal Paradiso, la celebrazione di un anno fantastico per il nostro Paese. Quattro bar, in quattro città diverse, sono entrati nella lista dei migliori 50. A Roma e Milano si sono aggiunte, per la prima volta, Napoli e Firenze.

Il Drink Kong di Roma è al n. 16 seguito dal 1930 di Milano al n. 35. A loro si aggiungono le nuove voci: Locale Firenze al n. 39 e L'Antiquario di Napoli al n. 46. Nella lista estesa 51-100, annunciata la scorsa settimana, erano presenti altri tre bar italiani: il  Camparino in Galleria di Milano al n. 73, il The Court al n. 77 di Roma e Freni e Frizioni al n. 86 (leggi Tre italiani tra i The World’s 50 Best Bars (dal 51 al 100).

Con Simone Caporale del Sips di Barcelona al n. 3 e il Connaught Bar di Londra - guidato da Agostino Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Millia - gli italiani all'estero continuano a dominare la top 10. L'unico neo è stato il passo indietro del Connaught Bar dalla prima all'ottava posizione. Specie nell'anno in cui Ago Perrone, direttore della mixology, è stato incoronato Roku Industry Icon, premio assegnato dai 650 membri dell'Academy alla persona che ha fatto più di chiunque altro per il progresso del settore.

All'elenco di "italiani" all'estero ci sono da aggiungere anche il Maybe Sammy di Sydney (n. 29), lo Zuma (n. 38) e il Bulgari Bar a Dubai, new entry al cinquantesimo posto e altri.

Tornando alla lista dei premiati i numeri parlano di bar di 26 città con 14 new entry, oltre a Napoli e Firenze, sparse tra Atene, Bangkok, Buenos Aires, Chicago, Dubai, Hong Kong, Lisbona, Londra e New York.

PREMI SPECIALI

Premio Perrier The World’s 50 Best Bars: Paradiso, Barcellona

Campari One To Watch: Röda Huset, Stoccolma

Siete Misterios Best Cocktail Menu: Juliana, Guayaquil

Roku Industry Icon: Agostino Perrone

Disaronno Highest New Entry: Double Chicken Please, New York.

London Essence Best New Opening: BKK Social Club di Bangkok

Nikka Highest Climber Award: Sips,  Barcellona.

Rémy Martin Legend of the List: Licorería Limantour, Città del Messico

Ketel One Sustainable Bar Award: Little Red Door, Parigi.

Tra gli altri vincitori di premi speciali, annunciati durante l'evento del 4 ottobre, ci sono Hanky Panky, Città del Messico, che si è aggiudicato il Michter’s Art of Hospitality Award (leggi All’Hanky Panky di Città del Messico l’Art of Hospitality Award 2022), e Jean Trinh, vincitore dell'Altos Bartenders' Bartender Award (leggi A Jean Trinh il Bartenders’ Bartender Award 2022 dei World’s Best Bars).

THE WORLD’S 50 BEST BARS 2022: I TOP 50

Scopri la classifica dal 51 al 100

Ranking

Establishment

City

1

Paradiso

Barcelona

2

Tayēr + Elementary

London

3

Sips

Barcelona

4

Licorería Limantour

Mexico City

5

Little Red Door

Paris

6

Double Chicken Please

New York

7

Two Schmucks

Barcelona

8

Connaught Bar

London

9

Katana Kitten

New York

10

Alquímico

Cartagena

11

Handshake Speakeasy

Mexico City

12

Jigger & Pony

Singapore

13

Hanky Panky

Mexico City

14

BKK Social Club

Bangkok

15

Salmon Guru

Madrid

16

Drink Kong

Rome

17

Coa

Hong Kong

18

Florería Atlántico

Buenos Aires

19

The Clumsies

Athens

20

Baba au Rum

Athens

21

Café La Trova

Miami

22

Attaboy

New York

23

Satan's Whiskers

London

24

Tropic City

Bangkok

25

Kumiko

Chicago

26

Sidecar

New Delhi

27

Tres Monos

Buenos Aires

28

Argo

Hong Kong

29

Maybe Sammy

Sydney

30

Swift

London

31

Line

Athens

32

Baltra Bar

Mexico City

33

Manhattan

Singapore

34

Overstory

New York

35

1930

Milan

36

Dante

New York

37

A Bar with Shapes for a Name

London

38

Zuma

Dubai

39

Locale Firenze

Florence

40

Red Frog

Lisbon

41

Cantina OK!

Sydney

42

CoChinChina

Buenos Aires

43

Himkok

Oslo

44

Carnaval

Lima

45

Galaxy Bar

Dubai

46

L'Antiquario

Naples

47

Employees Only

New York

48

Bar Benfiddich

Tokyo

49

Lucy's Flower Shop

Stockholm

50

Bulgari Bar

Dubai

 

Il Temporary Store Panettone Day torna a Milano

Temporary Store Panettone Day
Temporary Store Panettone Day
Sarà aperto fino al 27 novembre con l'intera selezione giudicata durante il concorso e una proposta inedita a partire da novembre.

A Milano, in Corso Garibaldi 50, torna il Temporary Store Panettone Day. Il locale riapre con un'iniziativa speciale: per la prima volta resterà aperto per due mesi per festeggiare i 10 anni della manifestazione.

Il programma del Temporary Store Panettone Day

Dal 4 al 30 ottobre lo store dedicato ai prodotti del Panettone Day ospiterà le 33 creazioni artigianali finaliste di questa edizione. A selezionarli, la prestigiosa giuria capitanata dal Maestro Gino Fabbri e composta dallo chef stellato Carlo Cracco, da Marco Pedron, Head Pastry Chef dei Ristoranti Cracco e dal Maestro Vittorio Santoro, Presidente e Direttore di Cast Alimenti ed il vincitore dell’edizione 2021 del concorso. Ma dal 2 al 27 novembre la selezione cambierà, dando spazio a una serie inedita di panettoni, firmati dai vincitori degli ultimi 10 anni. Saranno loro a creare un lievitato in “limited edition” pensato per celebrare questo speciale anniversario. Ad animare lo spazio saranno anche i tanti eventi in programma ogni giovedì sera, dalle 18 alle 20. Saranno coinvolti special guest nel mondo della pasticceria e incontri tematici. Ci saranno degustazioni di panettoni artigianali e gli specialty coffee firmati da 1895 Coffee Designers by Lavazza, serate dedicate alla scoperta del cioccolato Callebaut e incontri dove il tema centrale rimane il lievitato artigianale. Si parte con la Choco Night con Callebaut, giovedì 13 ottobre. Un Pastry Chef della Chocolate Academy di Milano guiderà gli ospiti alla scoperta del pregiato cioccolato dell’azienda belga Callebaut, abbinato ai panettoni artigianali finalisti del concorso Panettone Day. Il 20 ottobre Specialty Coffee e Panettone Artigianale saranno serviti in collaborazione con 1895 Coffee Designers by Lavazza. Infine, il 27 ottobre ci sarà l'Aperitivo con Novacart.

Da finalisti a vincitori

Pier Luigi De Min, Sales Director Field Trade di CSM Ingredients ha presentato la decima finale di Panettone Day e ha premiato tre professionisti del settore tra i 33 finalisti. Vengono da Gubbio, Ciampino e Treviglio e hanno conquistato la vetta per le rispettive categorie: Pantettone tradizionale, Panettone creativo dolce e Panettone al cioccolato Ruby.

Giordano Berettini
Giordano Berettini con i giudici di Panettone Day
A vincere nella sezione dedicata alla tradizione è stato Giordano Berettini del Panificio Baldinucci di Gubbio (Pg). Per il migliore Panettone creativo è stato premiato Andrea Cannone di Mosca&Cannone di Ciampino (Rm). Ha convinto la giuria con il suo lievitato a base di mela, cannella e crumble di nocciole. Infine, ad aggiudicarsi il primo posto per il Panettone al cioccolato Ruby è stato Luca Volpi della Pasticceria Panarari di Treviglio (Bg). La sua proposta parte dall'ingrediente chiave della sezione e si abbina a cranberry e fave tonka.

Cos'è il concorso Panettone Day

Panettone Day è il concorso nazionale di pasticceria, riconosciuto ormai tra i più autorevoli nel panorama dei lievitati d’eccellenza e nato dalla spinta creativa di due aziende leader nel mondo della pasticceria artigianale: Braims – che fa capo al gruppo CSM Ingredients, multinazionale attiva nella ricerca e produzione di ingredienti innovativi e sostenibili – e Novacart – azienda italiana che per prima ha creato le forme cottura. Le due aziende, forti della collaborazione di sponsor del calibro di Barry-Callebaut, Vitalfood, 1895 Coffee Designers by Lavazza e grazie alla partnership tecnica di FB e CAST Alimenti, si impegnano a scoprire, premiare e valorizzare i migliori panettoni artigianali d’Italia e i pasticceri che si dedicano all’arte dei lievitati.

Paolo Griffa punta tutto su tecnologia e pasticceria

Pasticceria Paolo Griffa
credits: Umberto Dalla Zanna
Aperto il 27 agosto, il progetto al Caffè Nazionale punta a ridurre l'impatto ambientale dell'attività

Riscrivere il futuro della pasticceria con la tecnologia: è questa la mission di Paolo Griffa al Caffè Nazionale. Il progetto ha preso il via lo scorso 27 agosto in uno dei locali più antichi della Valle d'Aosta. Al centro di tutto c'è la tecnologia, garante per la riduzione dell’impatto ambientale del progetto.

Dal bando alla rinascita

Tutto nasce da un bando del Comune di Aosta. L'obiettivo era rilevare il Caffè Nazionale. Paolo Griffa, fresco di ingresso in Ampi, si candida e la sua idea supera le selezioni. Il locale storico posizionato sulla piazza Emile Chanoux, la piazza principale di Aosta chiuso dal 2019 affascina Griffa dal suo arrivo in valle. Così ci si mette al lavoro sulla struttura per attualizzarla, senza snaturarla, rispettando i vincoli della Sovrintendenza dei Beni Culturali e del Nucleo archeologico. Paolo Griffa al Caffè Nazionale si sviluppa su 600 metri quadrati. Al suo interno c'è un ristorante di alta cucina, articolato in tre sale, tra cui una cappella del 1300, un privé allestito sopra il foro romano, una pasticceria e un cocktail bar completo di dehors, laboratori di pasticceria e cucina visitabili, oltre ad una cantina dedicata all’affinamento di più di 2500 grandi vini.

Il ristorante del futuro

Paolo Griffa al Caffè Nazionale è il primo ristorante d’alta cucina in d’Italia ad adoperare un sistema capillare di supervisione e di monitoraggio di tutte le attrezzature. A partire da un’intera stanza di server, 4 quadri sono in intercomunicazione tra di loro, si interfacciano con ciascuno dei macchinari del locale tramite il proprio cavo di rete, che giunge ad ogni singola presa per analizzarne e controllarne il funzionamento 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno. Questo sistema di controllo sistematico di monitoraggio, segnalazioni di taglio dei picchi di consumo è usato spesso nel retail e nella GDO, ma è la prima volta che un ristorante di alta cucina lo mette in opera in modo capillare e sistematico.

Paolo Griffa al caffè nazionale
credits: Umberto Dalla Zanna

L'offerta del nuovo Caffè Nazionale

Il ristorante è aperto a pranzo e a cena tutti i giorni tranne martedì e mercoledì, con diverse proposte e declinazioni. Ci sono due menù di 5 e 7 portate. La cucina di Paolo Griffa al Caffè Nazionale è fedele al fil rouge sviluppato al Petit Royal di Courmayeur tra novembre 2017 e agosto 2022: un vero e proprio tempio dell’alta cucina creativa, un inno alle materie prime della Valle d’Aosta e alle loro stagionalità.

Paolo Griffa al Caffè Nazionale
credits: Umberto Dalla Zanna
La pasticceria, a cui Griffa ha scelto di accostarsi in un tempo recente, è aperta tutti i giorni dalle 7.00 alle 20.00 e propone pasticceria da consumare il loco e da asporto, caffetteria, Tea Time, Royal Tea Time, cocktail bar. Fiore all’occhiello della pasticceria sono le selezioni di Tè e di Caffè, oltre alle tisane fresche e le selezioni di acque. Speciality coffee e miscele di tè sono varietà uniche al mondo, selezionate una da una da Paolo Griffa. Il ristorante di alta cucina è aperto a pranzo che a cena tutti i giorni tranne martedì e mercoledì.

Compagnia dei Caraibi porta in Italia Heaven’s Door, il whiskey di Bob Dylan

Heaven’s Door gamma
L'azienda piemontese impreziosisce il suo catalogo di esclusive con la gamma di American whiskey creata dal musicista e dal master blender Ryan Perry

Si amplia la proposta whiskey di Compagnia dei Caraibi. La novità importata e distribuita in Italia in esclusiva arriva dal Tennessee, patria del Bourbon, e si chiama Heaven’s Door, rievocando il titolo della celeberrima ballata di Bob Dylan (Knockin' on Heaven's Door). Ma il legame con il grande cantautore e premio Nobel americano non si limita al richiamo al titolo di uno dei suoi capolavori, ma è molto più stretto. Dylan infatti del brand di whiskey è uno dei papà, insieme al master blender Ryan Perry.

Sintesi di artigianalità e tradizione, ma anche di originale estro creativo, la gamma Heaven’s Door conta tre referenze: Straight Bourbon, Double Barrel e Straight Rye.

Il primo (alc 42% in vol) è un Bourbon distillato e invecchiato interamente nello stato del Tennessee. È ottenuto da una miscela di cereali composta dal 70% di mais e dal 30% di segale e malto d’orzo, e viene fatto invecchiare per oltre 6 anni in botti di rovere americano di primo passaggio, processo che permette al distillato di conservare il carattere delle sue materie prime, mantenendo una notevole portanza di corpo. Il risultato è un prodotto morbido e persistente con note di vaniglia e spezie da forno adagiate su un letto di rovere tostato.

Heaven’s Door Double Barrel (alc 50& in vol) è invece il frutto del blend di tre diversi whisky: due Bourbon dal Tennessee e un rye, tutti invecchiati separatamente in parte in botti di rovere di primo passaggio e in parte in botti usate ex Bourbon per almeno sei anni. Dopo il blendaggio, il prodotto viene affinato per un ulteriore anno in botti sempre di rovere americano nuove e fortemente tostate. Subisce infine una filtrazione a carbone, che gli dona la tipica morbidezza che ne caratterizza il carattere insieme alle ricche note di caramello, rovere, agrumi e spezie.

Heaven’s Door Straight Rye (alc 43% in vol) è un Rye innovativo che nasce da un mix di segale (95%) e malto d’orzo (5%). Il whiskey dopo 7 anni di invecchiamento in botti nuove di rovere americano ben tostate, vien lasciato affinare per altri tre anni in botti fatte a sigaro nella regione montana francese dei Vosges: un processo che lo rende più morbido, ma al tempo stesso con una struttura tipica di un whiskey di segale, arricchita da note di scorza d'arancia, coriandolo e spezie per un gusto più accessibile.

Per il debutto ufficiale italiano della nuova collezione che arricchisce la sua offerta, Compagnia dei Caraibi ha scelto il lago di Como, dove presso il l’@Home Cocktail Bar, fino al 9 ottobre, verrà proposta una drink list dedicata a base Heaven’s Door e sabato 8 ottobre una serata speciale dal titolo Tastin’ on Heaven’s Door dove ad accompagnare il servizio dei whiskey saranno i brani del grande artista (inizio ore 19.30). Gran finale poi, alla Como Whisky Week di domenica 9 ottobre, con uno stand di degustazioni nella suggestiva Villa Geno (dalle 12 alle 22).

Doppio Malto lancia a Milano il “burger sospeso” a sostegno dei senza dimora

Burger sospeso Dioppio Malto
La nuova iniziativa solidale coinvolge i locali di Milano della catena di birrerie, dove i clienti possono pagare un burger sospeso e il ricavato andrà a Progetto Arca Onlus, che offre pasti e sostegno alle persone fragili

Dal 4 ottobre il menu dei locali milanesi Doppio Malto si arricchisce di un nuovo burger dal sapore speciale: il "burger sospeso". Si tratta di una nuova iniziativa solidale ideata e messa in atto dalla catena di birrerie che creata dall’omonimo birrificio con la Fondazione Progetto Arca Onlus, realtà che lavora a sostegno e supporto delle persone fragili e che, tra le varie attività benefiche, serve pasti ai senza dimora in diverse città d’Italia con il progetto Cucina mobile.

L’iniziativa interessa i quatto locali Doppio Malto di Milano, Porta Romana, Navigli, Duomo e Scalo Milano (leggi Doppio Malto cresce a Milano anche con un modern bistrot). Qui i clienti potranno acquistare il burger sospeso al prezzo simbolico di 5 euro, che Doppio Malto devolverà a Progetto Arca per sostenere il progetto Cucina mobile e altre attività sul territorio, grazie alle quali saranno garantiti ogni settimana pasti caldi a persone bisognose della città.

Quella del burger sospeso non è la prima iniziativa solidale avviata da Doppio Malto insieme a Progetto Arca, che con le sue cucine mobili, “mense” su ruote che solo nel corso dell’ultimo anno hanno servito più di 2,6 milioni di pasti, nelle città dove il servizio è attivo, ovvero Milano, Varese, Torino, Roma, Napoli e Bari, offrendo anche 340.000 notti di accoglienza e 3.000 visite mediche e dando aiuto a più di 25.000 persone.

Già forniti più di 73.000 pasti solidali

La collaborazione tra le due realtà è infatti nata nella primavera dello scorso anno, quando, dopo gli allentamenti alle misure restrittive dovute alla pandemia, la cucina di Doppio Malto Milano Navigli, che lavorava a pranzo e a cena per i clienti tradizionali, nelle ore pomeridiano ha cominciato a preparare delle polibox con i pasti preparati per le persone che vivono in strada e poi distribuiti dai volontari della onlus: pasti non costituiti da avanzi di produzione, ma veri e propri menu pensati ad hoc e che variano ogni settimana. A giugno dello scorso anno sono stati 2.100 i pasti forniti, diventati 6.300 a dicembre e 5.430 a gennaio di quest’anno. Un progetto importante, al quale ha aderito la scorsa primavera anche il Doppio Malto di Settimo Torinese con il numero dei pasti realizzati per i bisognosi dai due locali arrivati in totale a 73.629.

Una sinergia, insomma ben rodata e strutturata nella quale si inserisce il nuovo progetto del burger sospeso. Un progetto scalabile, che parte da Milano, ma che Doppio Malto vuole replicare in tutte le località dove è presente.

Cassa in Cloud: la nuova frontiera dei pagamenti digitali

Cassa in Cloud MO-cassanova-hero-registratore
Addio alle lunghe file in cassa, ordini più rapidi e pagamenti più sicuri: i pagamenti digitali possono migliorare la customer experience del proprio locale. Scarica la guida "Cassa Revolution" e scopri i vantaggi della soluzione Cassa in Cloud di TeamSystem

Offrire la possibilità di pagare la consumazione con qualsiasi mezzo digitale e risultare veloci nel momento della cassa sono plus che alzano la qualità della customer experience, a tutto vantaggio dell’immagine del bar.

Oggi, per poter garantire tale efficienza ed efficacia nella gestione della cassa di un bar ci sono soluzioni tecnologiche che di fatto vanno a digitalizzare il rapporto di pagamento, ma anche il menù e le comande, con tutti i vantaggi di un più semplice rapporto tra gestori, personale del locale e clienti. Tra le soluzioni all’avanguardia c’è il cloud che permette un’esperienza multicanale e pagamenti più semplici, veloci ed efficienti.

SCOPRI DI PIÙ SUI VANTAGGI DELLA CASSA IN CLOUD
SCARICA LA GUIDA GRATUITA

Per di più, il Pnrr 2 ha anticipato allo scorso 30 giugno 2022 la doppia sanzione per chi non accetta pagamenti elettronici con il Pos: un giro di vite per favorire e velocizzare la digitalizzazione del Paese e contrastare l’evasione fiscale.

La cassa che utilizza tecnologie in cloud è una tecnologia all’avanguardia che permette quindi di operare nella legalità e garantire la triade vincente nei confronti del proprio cliente, ovvero nessuna attesa per ordinare, niente fila per pagare e possibilità di pagare attraverso qualsiasi modalità.

Tra le soluzioni presenti sul mercato c’è Cassa in Cloud di TeamSystem, un software veloce, affidabile e completo per gestire al meglio bar, ristoranti, negozi e franchising. Cassa in Cloud integra Cassa e Pos in un unico ecosistema che gestisce autonomamente ogni fase della customer experience, dall’ordinazione al pagamento digitale.
Inoltre, la soluzione offre tutti gli strumenti per superare i confini del locale fisico e proiettarsi su un canale di vendita online, aumentando così le possibilità di successo e migliorando il proprio servizio al cliente.

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
SCARICA LA GUIDA GRATUITA

 

css.php