Home Blog Pagina 228

Formazione, i corsi per professionisti della pasticceria da gennaio a giugno 2023

FIPGC_ Campionati Italiani_Panificazione_Colomba
Tanta attenzione a cioccolato, grandi lievitati e colazioni: ecco le occasioni formative in partenza in Italia, da appuntare in agenda

Sono tanti i corsi per professionisti della pasticceria in partenza in tutta Italia. Con l'inizio del nuovo anno, si lavora con grande attenzione ai grandi lievitati pasquali, ma anche al cioccolato prima e dopo la festività primaverile. Per questo, le principali scuole di formazione culinaria stanno lanciando gli appuntamenti per la formazione professionale, in compagnia di maestri e pastry chef di fama mondiale. Da gennaio a giugno 2023, ecco i corsi – in presenza e online – da non perdere in Italia.

I corsi di Cast Alimenti

I grandi lievitati - 30, 31 gennaio, 1° febbraio 2023

Il corso I grandi lievitati di Ezio Marinato si terrà dal 30 gennaio al 1° febbraio, in presenza e in modalità dimostrativa. Destinato a panificatori e pasticceri, il focus sarà tutto su segreti e tecniche della lievitazione, con particolare attenzione ai prodotti da "ricorrenza", quindi colomba e panettone. Ma non solo: grande spazio verrà riservato a prodotti adatti alla vendita per tutto l’arco dell’anno, quali Gubana, Fugassa veneta e tante varietà di brioche, cornetti e croissant francesi, dalle forme più innovative e accattivanti.

Pasticceria sottozero: il bilanciamento dei semifreddi - 6, 7, 8 febbraio 2023

Il corso Pasticceria sottozero: il bilanciamento dei semifreddi di Andrea Restuccia si terrà dal 6 all'8 febbraio 2023. Il Campione del mondo e docente Cast nei corsi di Alta Formazione Pasticcere, sarà alla guida di una specializzazione per professionisti dedicati al tema sempre attuale e richiesto di questo tipo di pasticceria. Si analizzeranno il bilanciamento degli ingredienti e le materie prime, passando per tecniche e tecnologie, si arriverà a ragionare su torte gelato, stecchi, monoporzioni e semifreddi da trancio. Per finire si studierà l’arte della decorazione dei prodotti della pasticceria sottozero. La modalità del corso sarà dimostrativa e in presenza.

Il lievito madre per i grandi lievitati - 27, 28 febbraio, 1 marzo 2023

Il lievito madre per i grandi lievitati di Fabrizio Donatone si terrà dal 27 febbraio al 1° marzo. Il focus sarà tutto sulla corretta creazione e gestione del lievito madre dedicato alla produzione dei grandi lievitati. Il Campione del mondo terrà lezioni pratiche sul comportamento del lievito madre, dallo starter fino alla sua gestione e al corretto mantenimento e rinfresco. Verranno forniti principi e strumenti finalizzati al controllo ottimale della lievitazione, per ottenere prodotti eccellenti sia sotto l’aspetto del gusto che della presentazione. Grande spazio sarà dato alla realizzazione della regina delle festività pasquali, la Colomba. Il corso è riservato a soli 14 partecipanti.

I corsi Unica by Unigrà

Soggettistica di Pasqua - 8, 9 febbraio 2023

Maurizio Frau sarà il docente del corso Soggettistica di Pasqua. Obiettivo: padroneggiare tutte le più innovative tecniche del mondo del cioccolato per realizzare soggetti pasquali, con ampio spazio per le uova. Dalla progettazione all'uso di colori, stampi e realizzazione degli stessi, il corso si terrà in presenza nelle giornate di 8 e 9 febbraio.

Decorazioni per torta da cerimonia - 24, 24 febbraio 2023

Francesca Speranza sarà la docente del corso Decorazioni per torta da cerimonia. Si parte dalle tecniche di base per poi passare all’approccio e all’approfondimento dei materiali di decorazione (masse, coloranti e strumenti), passando per la tecnica di copertura di dummy e torta vera, oltre alla realizzazione e colorazione di bouquet di rose e piccoli fiori con vari tipi di materiali da applicare sulle basi. L'obiettivo è offrire gli strumenti per creare il proprio stile di decorazione. Il corso durerà due giorni, dal 23 al 24 febbraio.

Mignon e macaron - 8, 9 marzo 2023 (anche online)

Maurizio Santin terrà il corso dimostrativo di Mignon e macaron. Il goloso e colorato bocconcino della pasticceria francese verrà analizzato e approfondito sia nelle tipologie di ricetta del guscio (la cui colorazione è fondamentale nell’esposizione in vetrina), nei ripieni, ma anche nella loro shelf life. Ai macaron si aggiungono le mignon, importante simbolo della pasticceria italiana. Si affronteranno temi come l’ideazione, la preparazione e la realizzazione di mignon classiche e moderne, insieme alla ricerca della materia prima adeguata e alla decorazione. Il corso si terrà dall'8 al 9 marzo in presenza. Per chi non potrà presenziare nelle aule di Unica, sarà possibile iscriversi anche alla versione online dello stesso corso.

Cioccolateria base - 13, 14, 15 marzo 2023

Dal 13 al 15 marzo Carola Stacchezzini condurrà il corso pratico Cioccolateria base. Il corso esplorerà ogni aspetto del cioccolato, ingrediente principe della pasticceria. Saranno prese in esame le diverse tecniche di temperaggio (manuale e meccanica), la creazione e il bilanciamento di ganache, oltre ad alcune decorazioni basilari. L’esperienza si concluderà con la degustazione dei prodotti creati e il confronto con il docente.

La pasticceria di Lorenzo Puca - 12, 13 aprile 2023 (anche online)

Due giornate di formazione con Lorenzo Puca, Campione del mondo di pasticceria alla Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione, basata sul suo metodo e la sua filosofia. Il corso dimostrativo è dedicato a professionisti nel settore della pasticceria, per scoprire le diverse tecniche di produzione di torte e monoporzioni contemporanee e creative, in linea con i moderni canoni della pasticceria. L’obiettivo finale è saper stupire anche la clientela sempre più esigente. Le lezioni si baseranno sulla costruzione di prodotti da conservazione in negativo e positivo, con il giusto bilanciamento tra gusti e sapori con cioccolato e frutta. Saranno affrontate anche le preparazioni di creme e texture (ad esempio pan di Spagna, pasta choux, pasta frolla, mousse, cremosi o chantilly), con attenzione particolare alla decorazione e alla conservazione dei prodotti finiti. Un ulteriore approfondimento sarà riservato al corretto processo di abbattimento e shelf life, i glassaggi e le decorazioni essenziali per rendere goloso il dolce anche visivamente. Con il docente si effettuerà una degustazione dei prodotti e un confronto sulle preparazioni. Il corso si terrà in presenza e online dal 12 al 13 aprile.

Il cioccolato dopo Pasqua - 17, 18 aprile 2023

Massimo Villa conduce il corso pratico Il cioccolato dopo Pasqua. L'ingrediente principe della pasticceria internazionale torna sotto i riflettori per la stagione più caldo. Villa si concentrerà sulle praline estive, la cioccolata fredda dissetante energetica, confetteria, gelatine di frutta con cioccolato, marshmallow al cioccolato, marshmallow frutti secchi, piccole pièce per ricorrenze. Il corso si terrà in presenza dal 17 al 18 aprile.

I corsi della Scuola di cucina Etoile

Il cioccolato contemporaneo - 10, 11 febbraio 2023

La Scuola di cucina Etoile di Tuscania, in provincia di Viterbo, si prepara ad aprire le porte delle sue aule per il corso di perfezionamento per professionisti Il cioccolato contemporaneo. Mario Di Costanzo sarà in aula per due giorni di lezioni dimostrative con interventi pratici. Il corso sarà incentrato sulle più aggiornate tecniche di lavorazione del cioccolato, focalizzando l’attenzione sulle ultime novità in termini di forme, colori e farciture. Verranno realizzate praline e snack dalle forme e dagli abbinamenti innovativi, senza tralasciare le indicazioni sulla gestione e conservazione del prodotto finito. Le lezioni si terranno dal 10 all'11 febbraio 2023.

Glasse, Torte moderne e Monoporzioni - 1, 2 marzo 2023

Il corso di perfezionamento dedicato a Glasse, Torte moderne e Monoporzioni sarà condotto da Pietro Ditrizio nelle aule di Etoile Academy, a Tuscania. Obiettivo del corso sarà la progettazione e realizzazione di torte e monoporzioni moderne, utilizzando le più recenti tecniche e le finiture più innovative. L’attenzione sarà focalizzata anche sulla preparazione e sull’utilizzo di varie tipologie di glassaggio, con cenni alle fondamentali tecniche di decorazione, stoccaggio e finitura del dolce. Le lezioni dimostrative con interventi pratici si terranno dal 1° al 2 marzo 2023.

I corsi di Aromacademy

Monoporzioni Moderne - 30, 31 gennaio, 1 febbraio 2023

Aromacademy scalda i motori per i nuovi corsi di perfezionamento. Dal 30 gennaio al 1° febbraio 2023 si terrà Monoporzioni Moderne. A condurre le lezioni sarà il campione del mondo Ciro Chiummo. In questo corso dedicato alle monoporzioni, alternativa ai classici della pasticceria, il Maestro realizzerà dei prodotti di pasticceria, utilizzando abbinamenti di gusti e sapori innovativi e tecniche innovative. Grande attenzione verrà data anche ai metodi di lavorazione e al food cost. Texture, colori e forme innovative completano l'offerta formativa.

La pasticceria mignon moderna e razionale - 6, 7, 8 febbraio 2023

Dal 6 all'8 febbraio si terrà il corso La pasticceria mignon moderna e razionale, condotta dal campione del mondo Davide Malizia. Il pastry chef concentrerà le proprie lezioni sulla realizzazione di questo grande classico della pasticceria italiana declinato in veste moderna. Si realizzerà un ricco assortimento di mignon, analizzando la tecnica della stratificazione e del montaggio di diverse composizioni. Il Maestro proporrà ricette dalle diverse consistenze e gusti. Si realizzeranno creme ganache, basi di frolla con tartellette moderne, mignon da forno morbidi, cremosi, lievitati come il babà al tè ai frutti rossi ma in versione sferica. Inoltre, verrà data attenzione anche al glassaggio e alla decorazione con decori in cioccolato. Tema centrale del corso sarà come sviluppare una produzione razionale e facile da laboratorio, conservazione e decorazione. Saranno dati consigli sulla gestione mensile del laboratorio stesso, così come organizzare il proprio team di lavoro.

I grandi lievitati di Pasqua e l'arte del lievito naturale - 13, 14, 15 febbraio 2023

Il corso I grandi lievitati di Pasqua e l'arte del lievito naturale di Aromacademy si terrà dal 13 al 15 febbraio. Sarà condotto dal grande maestro della lievitazione Luca Mannori. Sarà lui a guidare gli studenti nella realizzazione della colomba perfetta e nella produzione di lievitati da colazione. Durante il corso, approfondirà le tecniche di lievitazione, nonché di gestione e mantenimento del lievito madre, metodi di cottura e temperature. Inoltre verrà approfondita la tecnica della vasocottura per mantenere aromi e sapori intatti, permettendo una lunga conservazione del prodotto senza alcun conservante. Saranno confrontate le diverse ricette e i processi, analizzandone e spiegandone le differenze e risultati dal punto di vista del taglio e della degustazione. Il corso adatto a tutti, pasticceri, gelatieri, panificatori e cuochi, che vogliono imparare a produrre in proprio questi tradizionali dolci italiani.

Fiori e nastri - 22, 23, 24 febbraio 2023

Realizzare fiori e nastri per decorare le proprie creazioni di pasticceria sarà il focus del corso di Davide Malizia. Il campione del mondo terrà le lezioni dimostrative e pratiche dal 22 al 24 febbraio 2023. Ci si concentrerà sull'arte dello zucchero tirato, una tecnica dove si realizzeranno diverse tipologie di fiori passo dopo passo, e dove verranno realizzate diverse tipologie di nastri in zucchero artistico.

Dragèe, Pralinati e Torroni Morbidi - 27, 28 febbraio 2023

Dragèe, Pralinati e Torroni Morbidi sarà il focus delle lezioni del maestro Davide Malizia, in programma il 27 e il 28 febbraio 2023. In queste giornate verranno realizzati gusti diversi, con abbinamenti classici e innovativi. Partendo dalla preparazione di dragée e pralinati, torroni e confetteria, verrà sottolineata la brillantezza naturale del cioccolato, delle colorazioni e dell’utilizzo delle differenti tipologie di effetti. Nel corso verrà inoltre indagato come produrli, come venderli e come conservarli.

Cioccolateria moderna e confetteria - 6, 7, 8 marzo 2023

Il corso dedicato alla Cioccolateria moderna e confetteria del Mof Chocolatier Vincent Durant sarà ospitato dal 6 all'8 marzo 2023 pesso l'Aromacademy. In queste lezioni si approfondirà il tema della cioccolateria moderna, studiando tecniche innovative, partendo dalla tradizione. Grande attenzione verrà data alla materia prima e alla loro scelta in modo da ottenere prodotti di altissima qualità. Si realizzeranno prodotti di pralineria di diverso genere, ad alta produttività, ma anche creme spalmabili, torroni, caramelle, gelatine e cremini. Il maestro spiegherà ai corsisti le tecniche di temperaggio dei tre cioccolati, ma anche le tecniche per realizzare praline a stampo innovative e moderne, con gusti ed abbinamenti originali. Il corso ha l’obiettivo di insegnare le tecniche per una produzione veloce, razionale ed organizzata con prodotti creativi ed innovativi.

Colazioni Lievitate Nuove Tendenze - 13, 14, 15 febbraio 2023

Mickael Martinez condurrà il corso Colazioni Lievitate Nuove Tendenze. Dal 13 al 15 marzo 2023 il finalista Mof 208 spiegherà le ultime tecniche per la sfogliatura dei prodotti da colazione. Nel corso ci si concentrerà su come rendere la colazione invitante e accattivante grazie a proposte dolci e salate. Verranno realizzati prodotti innovativi, moderni e gustosissimi, con forme eleganti, anche adatte alla vendita da asporto, oltre che al consumo sul posto. Verrà elaborata una vasta gamma di viennoiserie, dalla tradizionale alla più innovativa, con farciture e abbinamenti di nuova tendenza. Inoltre, si porrà l'accento su materie prime, trucchi e metodi di stoccaggio, ma anche alle tecniche di lievitazione e dei processi di impasto.

Torte Moderne Evoluzione e Tendenze - 7, 8, 9 marzo 2023

Tre giornate di formazione, dal 7 al 9 marzo con il Mof Patissier Stephane Leroux, in cui ci si concentrerà su Torte Moderne Evoluzione e Tendenze. Da sempre un innovatore nel suo mestiere, il Mof svelerà i segreti dei nuovi gusti e delle nuove tendenze, per elaborare dei dolci moderni adatti al negozio. Mousse bavaresi, ganache montate e cremosi sono solo alcune delle preparazioni che verranno affrontate. Il maestro Leroux realizzerà delle glasse e dei decori innovativi per rendere ancora più accattivanti i dolci. Il maestro aiuterà i corsisti a fondere gusto, texture, consistenze ed aspetto estetico in creazioni equilibrate, accattivanti e di altissimo livello.

Pièce Completa - 15, 16, 17, 18 maggio 2023

Dal 15 al 18 maggio 2023 Davide Malizia sarà il conduttore del corso Pièce Completa, un focus sull'arte scultorea dello zucchero artistico, approfondendo le tecniche e la manualità necessarie.

Monoporzioni moderne - 22, 23, 24 maggio 2023

L'approfondimento sulle Monoporzioni moderne torna dal 22 al 24 maggio con il Mof Patissier Thierry Bamas. Dall'estetica all'equilibrio dei sapori, il corso porta al centro dell'insegnamento le monoporzioni di lusso, eleganti e accattivanti, realizzate secondo tecniche moderne ed innovative. Un’attenzione particolare verrà data ai dolci da vetrina realizzati in base ad abbinamenti originali, presentazioni eleganti, da un gusto ed un sapore unico. Utilizzando grassaggio, nebulizzazione e decorazione verranno realizzate monoporzioni di diversi gusti e forme.

L'Arte delle colazioni moderne - 5, 6, 7 giugno 2023

Il Mof Boulanger Thomas Marie sarà il docente che accompagnerà gli allievi di Aromacademy alla scoperta de L'Arte delle colazioni moderne. Si tratta di un corso teorico pratico destinato ai professionisti dell’arte bianca. L'autore di Le Grand Livre de la Viennoiserie seguirà tutto il processo creativo, partendo dalle basi, dalle tecniche di impasto, lievitazione e cottura, fino alla realizzazione di forme e decorazioni nuove. Grande importanza verrà data alla produzione razionale da laboratorio, creando lievitati moderni pronti a soddisfare ogni palato. Attraverso il confronto con il Maestro, verranno svelate tecniche e segreti nell’ambito dei lievitati da colazione, partendo dalla tradizione classica fino alla realizzazione di forme moderne. Verranno approfonditi i segreti della lievitazione e delle differenti tipologie di farine.

I corsi Alma

Sono quattro i corsi in partenza per Alma, a Colorno (Parma): Tecniche di Pasticceria e Corso Superiore di Pasticceria (26 aprile 2023), Corso di Gelateria Contemporanea (11 aprile) e French and Italian Pastry Arts Diploma (5 giugno). Se il modulo dedicato alle Tecniche di Pasticceria è ideale per chi vuole iniziare la propria carriera in pasticceria, il Corso Superiore in partenza lo stesso giorno è riservato a chi vuole investire nel proprio futuro professionale, confrontandosi con i migliori docenti al mondo. Il Corso di Gelateria Contemporanea ALMA si rivolge a tutti coloro che, anche senza una precedente esperienza, desiderano intraprendere una nuova professione nel settore del Gelato, o a quanti già vi operano ma intendono consolidare la propria preparazione. Si tratta infatti di un percorso formativo completo di studio e conoscenza del mondo del Gelato italiano artigianale, dalle basi fino alle sue più golose e ricercate espressioni. Il suo obiettivo è trasformare gli allievi in professionisti a tutto tondo e a fornire tecniche e conoscenze aggiornate con i nuovi dettami del mercato, dalla preparazione del classico gelato in cono o in coppa, a quella di sorbetti alla frutta fino al gelato “dessert” da ristorazione. Il corso French and Italian Pastry Arts Diploma è una new entry nel piano formativo dell'Alma. Realizzato in collaborazione con l'Ecole Ducasse questo corso è dedicato alla tradizione e alla cultura pasticcera italiana e francese. Il modulo è dedicato a chi cerca una formazione d'eccellenza nell'ambito della pasticceria con 8 settimane di lezioni pratiche personalizzate, un mese di stage in Italia o in Francia e un diploma rilasciato da due dei più prestigiosi istituti di formazione del settore.

Hausbrandt, nuova miscela e tanti workshop

Hausbrandt Bio
Una postazione dedicata per degustare gli aromi del blend Bio 100% Arabica. Numerosi appuntamenti tra alta pasticceria, latte art e mixology.

Hausbrandt si presenta a Sigep - pad. D3 - stand 160 - con un fitto calendario di eventi e una nuova miscela: Bio 100% Arabica. Si presenta con un aroma dolce e un retrogusto intenso e la Torrefazione ha scelto di dedicarle una postazione espresso che invita all’assaggio ed esalta questa miscela equilibrata; il percorso di degustazione dà poi spazio a tutti i blend dedicati al mondo horeca: Gourmet 100% Arabica, Gourmet Columbus 100% Arabica, Academia e HH.

Si fa subito notare lo stand, che si presenta con un carattere deciso grazie all’espressione artistica di Martino Zanetti, che ne fa un ambiente dominato dall’essenzialità, dall’eleganza del bianco e nero, decorato con pennellate che valorizzano la moka in versione rosso fiammante (che già ha salutato i 130 anni dell’Azienda).

In primo piano, inoltre, la nuova veste grafica di birra Theresianer, che esprime contemporaneità e stile. Completano l’esperienza gustativa i vini Col Sandago e lo Champagne Martin Orsyn, espressioni distintive del percorso di eccellenza del Gruppo.

Numerosi appuntamenti confermano il legame e il sostegno della Torrefazione al mondo horeca.

Sabato 21 gennaio - ore 14,30 - è protagonista l’alta pasticceria del pastry chef e ambassador Roberto Rinaldini

Domenica 22 - ore 10,45 e lunedi 23 gennaio - ore 10,45 sono protagoniste le campionesse mondiali di Latte Art Manuela Fensore e Carmen Clemente

Domenica 22 - ore 15 - di nuovo in scena l’alta pasticceria con il pastry chef Andrea Tortora

Lunedì 23 - ore 15 - la mixology ai massimi livelli con il barman e campione di flair Bruno Vanzan

Martedì 24- ore 15 - protagonista l’alta pasticceria con il pastry chef Salvatore De Riso.

Il Gruppo Hausbrandt ha chiuso lo scorso anno con numeri importanti, come ha sottolineato il presidente Martino Zanetti: «Abbiamo spinto sull’acceleratore e continuato ad allargare i nostri orizzonti, preservando la tradizione. La capacità di innovare e anticipare i trend, mantenendo un focus sulla sostenibilità, sono tra i driver che hanno condotto a questi risultati di crescita e soddisfazione».

I risultati parlano da soli: il fatturato complessivo del Gruppo si è attestato a 63,5 milioni di euro al 30 setembre 2022, con un incremento del 17% sul 2021, e del 4,7% rispetto su settembre 2019, con un margine operativo lordo del 12%.  L’utile netto al 30 settembre 2022 è di oltre 3 milioni di euro.

Si avvicina l’appuntamento con Slow Wine Fair

Slow Wine Fair BARGIORNALE.
A BolognaFiere dal 26 al 28 febbraio la seconda edizione della fiera del vino buono, pulito e giusto. Tanti gli eventi, le masterclass, e i convegni in programma, con in più la nuova area dedicata agli Spirits e alla Fiera dell’Amaro d’Italia

Slow Wine Fair, la fiera del vino buono, pulito e giusto, si prepara alla seconda edizione, in calendario a BolognaFiere da domenica 26 a martedì 28 febbraio.

Organizzata da BolognaFiere e SANA, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, a partire da un'idea di Slow Food e con il supporto di Fipe, Slow Wine Fair ha per protagonista il vino frutto di un’agricoltura sostenibile, rispettosa della biodiversità, del paesaggio agricolo, delle comunità contadine e dei consumatori.

Il pubblico di Slow Wine Fair – vignaioli e vigneron, importatori, distributori, osti, ristoratori, sommelier, enotecari, baristi, bartender e wine lover – troverà una qualità dei vini altissima, garantita da una commissione internazionale che deciderà quali cantine ammettere.

Le iscrizioni fanno presagire numeri superiori agli oltre 3.000 vini in assaggio nel 2022, quando Slow Wine Fair attrasse ben 542 cantine (la metà delle quali certificate biologiche o biodinamiche), provenienti da 20 Paesi del mondo e da tutte le regioni italiane.

ACQUISTA IL BIGLIETTO PER SLOW WINE FAIR

Un ricco programma di masterclass

Accanto a convegni, forum ed eventi off tornano le masterclass, tese a esplorare il panorama vinicolo italiano e internazionale. La prima degustazione guidata riguarda prestigiose etichette del 2010, un’annata che ha prodotto autentici gioielli, contesi dai collezionisti enoici di tutto il mondo. La Banca del Vino di Pollenzo aprirà il suo scrigno per intraprendere un viaggio attraverso tre fra le denominazioni più iconiche in Italia: Barolo, Amarone della Valpolicella e Brunello di Montalcino. La seconda masterclass guarda, invece, al Caucaso, culla della viticoltura, con alcuni tra i più significativi vini georgiani, azeri e turchi. Altre masterclass prevedono una selezione di etichette dal portfolio di Tannico, la maggiore enoteca online specializzata nella vendita di vini italiani ed esteri, distillati, birre artigianali e champagne, e numerose proposte per conoscere il vasto, e per molti aspetti ancora poco noto, mondo degli amari.

Spazio agli Spirits

A questo proposito, Slow Wine Fair 2023 festeggia la new entry delle bevande spiritose, dei distillati, degli amari e dei liquori, e offre ai visitatori un’esperienza originale e completa, dall’aperitivo al dopo pasto. A coronare il percorso, la terza edizione della Fiera dell'Amaro d'Italia, promossa da Amaroteca con l'Associazione Nazionale dell'Amaro d'Italia, dove produttori d’eccellenza esporranno i propri amari e ne racconteranno la produzione. L’azienda siciliana Paesano, per esempio, presenterà l’Amaro al Carciofo Paesano, realizzato con il Carciofo Nostrale di Niscemi, Presidio Slow Food. Mentre dal Parco Nazionale del Gran Sasso arriverà Scuppoz, la sola realtà in Italia che, con il semaforo verde delle comunità montane dell’area protetta, produce Genziana Lutea.

Da segnalare, il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, nato dalla collaborazione tra Slow Food e la Milano Wine Week: professionisti e appassionati decreteranno le migliori selezioni vinicole del mondo della ristorazione e del retail.

ACQUISTA IL BIGLIETTO PER SLOW WINE FAIR

Tappi e bottiglie inseparabili per tutti i prodotti Coca-Cola

Coca-Cola
Le bottiglie in plastica di tutti i marchi di The Coca-Cola Company avranno il tappo attaccato per favorire il riciclo dell’intera confezione. Una scelta green che antipica le prescrizioni della direttiva Sup

Tappo e bottiglia di Coca-Cola diventano inseparabili. È questo il nuovo traguardo raggiunto dal colosso mondiale del beverage nel suo percorso di sostenbilità. La novità non riguarda solo l’iconica bevanda: i Tethered Caps, i tappi uniti alla bottiglia, introdotti dalla company lo scorso anno sui pack di FuzeTea, la linea di tè freddo (leggi Coca-Cola: tappi uniti alle bottiglie di FuzeTea per riciclare tutto insieme) nei prossimi mesi saranno estesi a tutte le bottiglie in Pet di tutti i marchi del portafoglio. Una soluzione che ha l’obiettivo di semplificare la raccolta e il riciclo del tappo insieme alla bottiglia e di ridurre la dispersione della plastica nell’ambiente.

Un’innovazione che il gruppo adotta in anticipo rispetto a quanto prescritto dalla direttiva europea Sup (Single use plastic), recepita all’inizio dello scorso anno dal nostro Paese. Direttiva che, oltre a mettere al bando diversi prodotti monouso in plastica, prevede che dal luglio 2024 i contenitori per bevande (fino a 3 litri) e gli imballaggi compositi di bevande con tappi e coperchi in plastica, possano essere messi sul mercato solo se tappi e coperchi restano attaccati ai contenitori per la durata dell'uso (leggi Stop a piatti e posate in plastica monouso).

Frutto di un portante lavoro di ricerca e sviluppo, i Tethered Caps sono stati realizzati con un design studiato per garantire un’esperienza ottimale al consumatore, mantenendo il sistema di apertura di sempre. Il tappo è infatti solo collegato a un anello di sicurezza tramite una linguetta che garantisce che non possa essere separato dalla bottiglia. Il passaggio ai nuovi tappi supportato da un messaggio presente sul tappo stesso di ogni bottiglia o sull’etichetta e da una campagna di comunicazione che ne illustra ai consumatori funzionalità e vantaggi.

Imballaggi sempre più green

La loro introduzione sul mercato rappresenta solo l’ultima delle iniziative portate avanti da Coca-Cola negli ultimi anni in chiave di sostenibilità. Tutte le confezioni in plastica, vetro e alluminio sono già 100% riciclabili, mentre per diversi formati le bottiglie sono già realizzate interamente in rPet, ovvero Pet riciclato. Uno asforzo quest’ultimo che viene sostenuto con importanti investimenti per arrivare all’utilizzo di sola plastica riciclata per tutte le confezioni dei prodotti venduti in Italia, e al quale contribuirà anche la riapertura della fabbrica di Gaglianico (Biella) di Cch CircularPet, un impianto all’avanguardia per la lavorazione del Pet riciclato.

A ciò si aggiunge il lavoro per riduzione della materia prima degli imballaggi in vetro, alluminio e plastica, e altre importanti scelte operate, come la rinuncia al colore arancione delle bottiglie di Fanta e al verde di quelle di Sprite, che ha reso più semplice il riciclo in nuove bottiglie trasparenti. O ancora, l’introduzione del packaging secondario KeelClip, un sistema brevettato in carta 100% riciclabile che permette di fare a meno dell’involucro in plastica per confezioni multiple di lattine (leggi Coca-Cola più green con il nuovo pack KeelClip).

 

Ricco di riconoscimenti il 2022 di Poli Distillerie

Poli Distillerie Gran Bassano Bianco & Rosso on the rocks
Il Poli Gran Bassano Bianco Vermouth, entrato nei Top 100 Spirits of 2022 di Wine Enthusiast, e quello Rosso, medaglia d'argento al Meininger’s International Spirits Award
Non solo la grappa, suo storico distillato di punta, ma anche i vermouth, l'aperitivo e il whisky fresco di lancio tra i prodotti della distilleria veneta premiati in Italia e all'estero nell'anno appena concluso

Ottima annata quella da poco conclusa per Poli Distillerie. Nel 2022 l’azienda veneta, nota in particolare per le sue grappe, ha infatti collezionato una serie di importanti riconoscimenti nazionali e internazionali che hanno premiato la qualità della sua produzione. Riconoscimenti che regalano ancora più soddisfazioni alla distilleria in quanto assegnati anche ai suoi liquori pensati per la miscelazione, a conferma del crescente apprezzamento che tali prodotti stanno riscuotendo anche oltre i confini della Penisola.

L’ultimo in ordine di tempo è l’inserimento da parte di Wine Enthusiast, l’autorevole rivista di New York di Poli Gran Bassano Bianco Vermouthnella prestigiosa classifica dei Top 100 Spirits of 2022, che recensisce gli spiriti più apprezzati a livello mondiale. Un grande risultato per questo vermouth (alc 18% in vol) a base di vino Vespaiolo Doc e preparato con oltre venti botaniche, fra le quali spiccano il biancospino e il sambuco, piante caratteristiche dell’area di Bassano, oltre che il pompelmo, la galanga, il mirto, l’arancio dolce e amaro, e che si caratterizza per l’aroma dominato dai sentori del pompelmo accompagnato da quello di fiori bianchi.

Il trionfo al Meininger’s International Spirits Award

Premio che fa il paio con la medaglia d’argento conquistata dal “fratello”, il Vermouth Gran Bassano Rosso (alc 18% in vol) al Meininger’s International Spirits Award Isw, tra le più importanti competizioni internazionali dedicate al mondo degli spirits e dei vini. Ottimo come aperitivo da gustare con ghiaccio e nei grandi classici della miscelazione, anche questo vermouth è preparato con oltre 20 botaniche, tra le quali alcune tipiche sempre del territorio di Bassano, come il cardo santo e l’achillea muschiata, che si aggiungono a rabarbaro, vaniglia, pimento, zenzero e liquirizia, e una base di vino Merlot.

Nella stessa competizione ancora meglio ha fatto l’Airone Rosso Aperitivo Veneto (alc 17% in vol), che si è aggiudicato l’oro. È questo un aperitivo, creato nel 1951 per festeggiare il ritorno di Toni Poli dal viaggio a Capo Nord a bordo della sua Guzzi Airone Sport, preparato mettendo in infusione mettendo in infusione 21 erbe e spezie su di una base di vermouth. Un prodotto dall’intenso bouquet fruttato, con un preponderante sentore di mandarino, frutti di bosco e spezie e dal gusto dolce con un gradevole finale amarotico, ottimo da servire con ghiaccio e una fettina d’arancia, ma che si presta bene anche alla miscelazione.

Ottimo esordio anche per il whisky

All’elenco dei premiati si aggiunge poi il Segretario di Stato, lanciato all’inizio dello scorso anno (leggi Segretario di Stato, il whisky firmato Poli Distillerie), che ha segnato il debutto di Poli Distillerie nel mondo whisky, ed entrato con il massimo della valutazione, 5 ampolle d’oro, nella classifica di Spirito Autoctono, la guida agli spirit italiani del Touring Club.

Chiude la rassegna de riconoscimenti i 5 grappoli d’oro della Guida Bibenda, massimo riconoscimento attribuito ai distillati che concorrono alla selezione della Fondazione italiana sommelier, alla Grappa Solera di Famiglia (ac 55% in vol), un elegante distillato ottenuto da vinacce da cuvée di vitigni rossi tipici del Veneto, distillate artigianalmente, in piccoli lotti, con alambicco in rame con caldaiette a vapore a ciclo discontinuo. Dall'aroma di legno tostato, vaniglia, cacao e caffè e dal gusto persistente, potente e armonico, deriva le sue caratteristiche dall’invecchiamento con metodo solera, che prevede la miscelazione dopo un certo periodo di parte del contenuto delle botti superiori in quelle immediatamente inferiori: un processo artigianale, che richiede competenza e passione e che si protrae per oltre tredici anni.

Nuovi prodotti, sostenibilità e caffè in rosa allo stand Vergnano

Pack premium 100% in R-Pet
Storia, gusto, formazione, attenzione alle persone e all’ambiente si incontrano allo stand della Torrefazione torinese che propone interessanti novità

Ampliamento di gamma, ma soprattutto attenzione alla sostenibilità ambientale, sociale e di prodotto: tutto ciò si trova nello stand di Caffè Vergnano a Sigep - pad. D1 120 - che riproduce lo stile e l’accoglienza tipici delle caffetterie Vergnano 1882.

I nuovi prodotti 2023 comprendono orzo, ginseng, cioccolata, tè, sciroppi e creme fredde, complementi che completano la gamma d’offerta per il canale bar e dano una risposta concreta alle esigenze dei clienti con una selezione curata di fornitori e prodotti. Danno un utile contributo ad arricchire l’offerta con proposte particolari e gustose i ricettari con drink a base caffè dedicati al mondo horeca e alle caffetterie.

Spiccano l’ampia gamma di miscele horeca, studiata per offrire il gusto e l’intensità del buon espresso italiano assecondando i gusti e le particolari richieste degli oltre 7mila clienti in Italia, e il pack premium - l’originale campana logata - realizzato al 100% in R-Pet, ovvero in plastica riciclata.

Lo stand ospita anche quello che ormai è un segno distintivo per la Torrefazione torinese: un angolo dedicato al progetto solidale Women in Coffee. Si tratta del sogno in rosa di Caffè Vergnano, nato nel 2018 in collaborazione con l’International Women in Coffee Alliance con una raccolta fondi dedicata e a favore di chi, pur lavorando nelle piantagioni, non riceve supporto economico (condizione di molte lavoratrici nei Paesi d’origine): il progetto è cresciuto e oggi ha sue caffetterie con merchandising “in rosa” e una miscela dedicata confezionato in pack riciclato al 100%, che sottolinea l’impegno aziendale nei confronti dell’ambiente che lo scorso anno è stato rafforzato con la realizzazione di un Comitato di Sostenibilità.

A gestire il bar dello stand ci pensano poi i trainer dell’Accademia Vergnano, la scuola di formazione della Torrefazione che è centro certificato Sca e prepara i baristi - e non solo - ad affrontare un mercato complesso qual è l’attuale grazie a una preparazione che ne fa dei professionisti del mondo del caffè a tutto tondo.

L’Italia si prepara alla Coupe du Monde de la Pâtisserie

Coupe du Monde de la Pâtisserie
Coupe du Monde de la Pâtisserie: il team Italia
Appuntamento il 20 e 21 gennaio con la finale della grande competizione internazionale in scena a Lione

C'è grande attesa per la Coupe du Monde de la Pâtisserie. Il team Italia, vincitore della scorsa edizione scalda i motori. La finale della grande competizione internazionale, che si tiene ogni due anni a Lione, all'interno del salone Sirha, si terrà il 20 e 21 gennaio prossimi. In questa occasione si giocheranno il titolo ben 20 Paesi. La squadra italiana, composta da Martina Brachetti, Alessandro Petito, Jacopo Zorzi, sarà in gara nella prima giornata. Per l'edizione 2023, i candidati dovranno aderire al tema del cambiamento climatico. Le 20 squadre in gara avranno 10 ore per creare i 44 dessert da degustazione e i 3 pezzi artistici, giudicati da una giuria di esperti.

Il training del team Italia

La squadra si è allenata con un gruppo affiatato di campioni del mondo dello stesso concorso. Direttore tecnico di questa edizione, Emmanuele Forcone con la partecipazione degli allenatori Francesco Boccia, Fabrizio Donatone – tutti campioni del mondo 2015 – Massimo Pica, Lorenzo Puca e Andrea Restuccia (Campioni 2021), e la supervisione del presidente del Club Italia Alessandro Dalmasso. Palestra del team è, come ormai tradizione, Cast Alimenti, a Brescia. Obiettivo del Team Italy: portare in alto il nome dell'alta pasticceria tricolore, uno dei comparti di eccellenza del nostro Paese. «Affrontiamo questo appuntamento con un grande spirito di squadra, a tutti i livelli – racconta Alessandro Dalmasso – oggi più che mai tutto il nostro comparto si ritrova unito a fare il tifo per loro. Senza divisioni, trasversalmente: è qualcosa di molto importante che ci rende orgogliosi».

Chi c'è nel team Italia: Martina Brachetti

Classe 1987, Martina Brachetti è la prima donna a partecipare al Team Italia. Già pastry chef del San Barbato Resort di Lavello, vanta nel suo criculum importanti esperienze come la formazione nella Maison del Maestro Pierre Hermé, e il ruolo di commis pastry ne “La pergola” di Heinz Beck, alla corte di Giuseppe Amato. Si è aggiudicata la par tecipazione alla gara di Lione con la sua scultura “Stregatto” in cioccolato scolpito e la torta gelato alla frutta. Ma c'è un'altra donna nel team Italia, pronta a prendere il posto di uno dei tre maestri in caso di necessità. È Carmen Peluso, che con Daniele Mascia rappresenta le riserve.

Chi c'è nel team Italia: Alessandro Petito

Nato nel 1991, Alessandro Petito è titolare del Bistrot che porta il suo nome a Castellanza, in provincia di Varese. Vanta numerosi premi tra cui miglior entremets al cioccolato e medaglia d'oro per miglior pièce in zucchero a Sigep 2017. A convincere i selezionatori, la sua pièce in zucchero ispirata alla natura (particolarmente coerente con il tema 2023, dedicato all’ambiente): una realistica chiocciola ricca di dettagli.

Chi c'è nel team Italia: Jacopo Zorzi

Jacopo Zorzi, classe 1989, veneto di origine, milanese d'adozione, dopo la formazione in Cast Alimenti come allievo dell'Alta Formazione Pasticcere, ha maturato importanti esperienze in Italia e all'estero, come quella nel Ristorante Cipriani ad Abu Dhabi. È tuttora pasticcere della Pasticceria Martesana di Milano. Nelle selezioni per Lione, Jacopo Zorzi si è distinto con le sue creazioni, il cui leitmotiv è il Far West: un dessert al piatto da ristorazione e una pièce al cioccolato.

Maniva: la tecnologia Rfid per l’economia circolare dei fusti di Mineral Seltz

Maniva-seltz
Nel sito di Bagolino l'azienda ha adottato la tecnologia Rfid per tracciare il ciclo di vita di ogni singolo fusto in acciaio della sua acqua di seltz, abilitando l’economia circolare dei preziosi contenitori

La tecnologia al servizio dell’economia circolare. È all’insegna di questo binomio che è nato ed è stato realizzato il progetto Rfid di Maniva. Dove la tecnologia è appunto la Rifd, l'identificazione a radiofrequenza, adottata dal gruppo di acque minerali per tracciare in automatico i fusti della sua acqua di seltz, abilitando così l’economia circolare di questi preziosi contenitori.

Il progetto è stato relizzato, con il partner tecnologico Rfid Global, produttore di soluzioni Rfid, nello stabilimento di Maniva a Bagolino, in provincia di Brescia, dove viene prodotta la Mineral Seltz, l’acqua acqua di seltz minerale lanciata dall’azienda un anno e mezzo fa (leggi Mineral Seltz, l’acqua di seltz minerale in fusti di Maniva) e disponibile in due tipologie di fusti di ultima generazione, entrambi in formato da 20 l : in plastica vuoto a perdere, per i locali dal medio/basso consumo, e in acciaio a rendere, destinato ai locali che hanno alte rotazioni del prodotto. Quest’ultima tipologia, antiscivolo, impilabile e personalizzata, è stata dotata di tag Rfid, soluzione adottata per garantire che i costosi fusti in acciaio, una volta svuotati del contenuto, tornassero nello stabilimento e per tracciarne in modo automatico e affidabile il processo di corretto lavaggio e riempimento all’interno dei sito.

Monitoraggio del ciclo di vita di ogni fusto

Andando un po’ più nel dettaglio, la soluzione adottata è la Rfid in banda Uhf: a ognuno dei 10.000 fusti in acciaio, che formano l’attuale parco dell’azienda, è stato rivettato il tag on metal HARDY, appositamente progettati per operare su superfici metalli e in ambiente industriale, dandogli così un’identità digitale univoca. Il lettore Rfid installato nella linea del lavaggio e riempimento ne rileva il transito sulla rulliera, fornendo così al sistema centrale tuttile informazioni sul singolo fusto. In pratica, per ogni fusto nel database vengono registrate in automatico le varie fasi di lavaggio e riempimento consentendo di monitorarne l’intero ciclo di vita e fornendo informazioni preziose in caso di controlli di garanzia qualità.

L’utilizzo della tecnologia Rfid, dunque, permette a Maniva di poteggere l’importante investimento fatto nei fusti, monitorandone la salute e vari eventi del loro ciclo di vita, con l’obbiettivo di tracciare ogni singolo contenitore fino al cliente finale. Così si garantisce una gestione agile dei fusti, che essendo in acciaio sono riutilizzabili per decenni, alimentando un virtuoso processo di economia circolare.

Una soluzione che, inoltre, abilita nuova potenziali applicazioni per una gestione ancora più evoluta e snella del oro ciclo. Per esempio l’azienda sta già pensando di potenziare l’analisi dei dati forniti dai fusti, assegnando a ogni singolo tag Rift degli eventi specifici, come fusto sottoposto a manutenzione, fusto difettoso, in modo così da intercettare i contenitori all’ingresso della linea e, nel caso non fossero idonei, di espellerli in automatico.

Le sfide superate

La realizzazione del progetto non è stata semplicissima e ha richiesto il superamento di alcune sfide. La principale dovuta alla grande presenza di metallo nello stabilimento che genera rimbalzi del segnale radio: i primi test fatti sul sito erano stati infatti inficiati dai falsi positivi, in quanto il sistema rilevava anche i tag, e quindi i fusti, posizionati nei pressi della linea di lavorazione. Un errore frequente quando l’Rfid vive in spazi limitati con una forte presenza metallica e che è stato superato grazie alle accurate soluzioni studiate dai tecnici di Rfid Global che hanno individuato la posizione ideale per il posizionamento delle antenne sulla linea e dei tag da rivettare sui fusti, e hanno trovato il giusto compromesso tra potenza del segnale radio emesso dall’antenna e impostazione dei filtri nel lettore, in modo da scartare la rilevazione dei tag lontani, ovvero dei contenitori posti nelle vicinanze della linea.

Come avviare una microdistilleria di gin

Come avviare una micro-distilleria e autoprodurre il gin identitario del proprio bar? Abbiamo analizzato con gli esperti punti critici e opportunità

Protagonista di uno dei mercati più in fermento degli ultimi anni, il gin è un distillato ottenuto aromatizzando alcool etilico di origine agricola che garantisce una base neutra essendo distillato ad almeno il 96% vol. Il risultato è uno spirito secco e fresco, fortemente caratterizzato dalle botaniche specifiche utilizzate, bacche di ginepro in primis.

Due metodi per un distillato secco e fresco

Il gin può essere ottenuto attraverso modalità differenti. Davide Terziotti, che insieme al suo socio Claudio Riva ha aperto pionieristicamente Craft Distilling, una società di consulenza per micro-distillerie in Italia, aiutandole ad aprire e crescere, ha sintetizzato due principali metodi che richiedono diverse strade da percorrere, una più semplice e l’altra più impervia. «Si può definire gin sia quello che viene prodotto per macerazione, quindi comprando alcol neutro buongusto e facendo una macerazione di botaniche a freddo, sia quello distillato grazie al “fuoco sotto la pancia” e che quindi necessita di alambicco adatto». Le variabili in gioco sono tante, così come gli investimenti di tempo e risorse, tutto però commisurato alla soddisfazione di creare il proprio gin: una mossa che potrebbe contribuire ad innalzare la brand reputation e a far accorrere nuovi clienti al locale. Guardarsi intorno e studiare il contesto, tuttavia, è la prima mossa da fare. Una prima occasione è proprio in questi giorni, con la decima edizione di Gin Day che si tiene a Milano l’11 e 12 settembre. «In Italia sono già nate le prime strutture e si comincia a respirare tanta euforia: stimiamo un tasso di crescita elevato, con almeno 20 nuove distillerie nel 2022 e l’apertura di circa 200 nuove distillerie entro il 2030», spiega Davide Terziotti.

Torniamo ai metodi di produzione. Cold Compound, come suggerisce il nome, è un gin ottenuto attraverso macerazione a freddo delle botaniche, concentrati di aromi o essenze con alcol neutro, senza alcuna ridistillazione. «Il bar che sceglie di percorrere questa strada, che ha quindi un approccio liquoristico, deve dotarsi dei recipienti per la macerazione, di strumenti per la misurazione del grado alcolico e di bilance». Si tratta di una tecnica tipica del proibizionismo americano anni Trenta, quando l’unica soluzione per produrre spirit era appunto un’infusione “fai da te” nell’alcol, non di rado nelle vasche da bagno (per questo veniva chiamato bathtub gin). «Con questa metodologia si può produrre ottimo gin, ma non il London Dry Gin, che richiede distillazione».

Occhio a burocrazia e normative

Dal punto di vista burocratico, la macerazione a freddo non comporta particolari ostacoli, anche se non bisogna dimenticare che occorre imbottigliare e apporre una fascetta con contrassegno di Stato e avere una licenza da liquorificio. Andando a somministrare e quindi a vendere il proprio gin all’interno del locale, occorre attenersi scrupolosamente alle regole in vigore sia per l’acquisto e il deposito di alcol non ad uso personale sia alle normative Haccp poiché si tratta di un alimento. «Chi ha un bar ha già dimestichezza con le normative di preparazione degli alimenti, vanno tuttavia richieste le autorizzazioni per il deposito fiscale dell’alcol ad accisa assolta. Questo tipo di lavorazione richiede un laboratorio separato per la preparazione delle macerazioni, la filtrazione, l’imbottigliamento e lo stoccaggio del materiale alcolico sul quale si è preventivamente pagato l’accisa».

La strada maestra è più complessa e costosa

La strada della distillazione, per ottenere gin distillati o London Dry Gin, è molto più complicata poiché ci sono due principali ostacoli, oltre ad una strumentazione più impegnativa a livello economico. Innanzitutto, essendo considerata attività a rischio incidenti ambientali, viene concessa l’autorizzazione del Comune in deroga. «Tipicamente, per poter ottenere una licenza, il luogo dove avviare l’attività di distilleria deve essere in una zona fuori dal contesto urbano e abitato, meglio se in una zona artigianale, separato dai locali di somministrazione. La concessione dell’autorizzazione è comunque una decisione presa esclusivamente a discrezione del Comune». Quindi, prima di avanzare richieste occorre valutare anche lo storico di quel Comune e delle autorizzazioni già concesse.

«La seconda complicanza è la specifica licenza da ottenere per la distillazione, trasformazione e condizionamento delle bevande spiritose, poiché si tratta di un’attività a controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex Utif». All’agenzia occorre denunciare l’alambicco, l’esercizio di un impianto di trasformazione, condizionamento e deposito di prodotti alcolici, e la produzione di scarti di lavorazione contenenti alcoli metilici, propilici e isopropilici. Occorre anche richiedere il rilascio della licenza fiscale per l’esercizio di impianto, deposito e vendita di prodotti alcolici e l’accesso al sistema Edi (Electronic Data Interchange) per la vidimazione dei registri per materie prime, semilavorati, prodotti finiti, con e senza contrassegno. Non è finita qui: alcuni Comuni richiedono anche il certificato di prevenzione degli incendi e l’autorizzazione allo smaltimento delle acque reflue e dei rifiuti derivanti dal processo di distillazione. Soltanto una volta verificata l’assenza di impedimenti potrà essere rilasciata la licenza, assegnato il codice accisa e definito il regime fiscale e di accisa a cui sottoporre l’impianto.

«Inoltre, ci sono tanti fattori da considerare anche dal punto di vista impiantistico, come la presenza dell’allacciamento al gas e alle fognature». Passando al “materiale” su cui investire, l’elemento chiave è l’alambicco, un apparecchio per la distillazione che deve essere certificato e prodotto da un’azienda regolarmente registrata.

Temperature e attrezzature: come funziona la distillazione

Il principio su cui si basa la distillazione è la differenza di temperatura di ebollizione tra acqua e alcool: la prima bolle a 100 °C e il secondo a 78,3 °C, quindi riscaldando una soluzione idroalcolica ad una temperatura che sta nel mezzo, ad esempio 85 °C, l’alcol inizierà ad evaporare prima dell’acqua. È proprio questo il funzionamento degli alambicchi, composti da diversi elementi: caldaia, deflemmatore e condensatore. «Per partire, l’alambicco può anche non essere di grandi dimensioni: si pensi che con un apparecchio di 200 litri si riescono a produrre qualche decina di migliaia di bottiglie all’anno e soddisfare non solo la propria clientela». La partita tra i due metodi si gioca sul campo della temperatura di estrazione e i prodotti che si ottengono, nonostante siano entrambi chiamati gin, sono decisamente diversi. Ovviamente il gusto personale è determinante per stabilire il metodo preferito.

L’infusione delle botaniche “a freddo” restituisce un gin poco leggero, che non sarà trasparente e puro poiché non sottoposto a distillazione, fortemente aromatizzato e dalla colorazione diversa a seconda degli aromi utilizzati. «Ci sono in commercio gin macerati a freddo molto buoni, come ad esempio il Vallombrosa prodotto da frati in Toscana. In generale, è molto più probabile che il gin distillato sia più armonico e che gli aromi siano maggiormente integrati grazie alla maggiore flessibilità che permette l’alambicco e ai processi di estrazione aromatica innescati dal calore. Per esempio, l’iris o giaggiolo, componente fondamentale del gin, è ampiamente usato in profumeria perché ha la capacità di trattenere le sostanze odorose volatili. Senza il calore, questa sua capacità è molto ridotta e si ha una maggiore dispersione dei profumi». Per quanto riguarda la materia prima, sia per l’alcool sia per le botaniche, in Italia abbiamo abbondanza di offerta e ottima qualità. Un tema spinoso è invece inerente ai tappi e al vetro poiché il loro approvvigionamento è oggi abbastanza critico ed i prezzi a listino sono aumentati anche oltre il 100%.

Serve un piano di marketing e comunicazione

Da non sottovalutare: «Oltre alla parte burocratica, prima di partire è molto importante mettere a punto un business plan dettagliato e un ragionato piano marketing e comunicazione. Nel caso un bar volesse produrre il proprio gin, occorre pensare anche a un packaging che sia un continuum dell’identità del locale e alle strategie per essere efficaci per il pubblico che si vuole servire». Per quanto possa essere variabile, la tempistica di attuazione del progetto di distilleria va dai 18 ai 24 mesi. «Si tratta del tempo necessario per trovare un locale in cui avviare l’attività di distillazione, per ottenere l’approvazione dell’eventuale finanziamento e per attendere tutte le approvazioni dal Comune e dall’Agenzia delle Dogane».

Il budget? Davide Terziotti ci ha spiegato che, parlando di piccola distillazione per l’uso all’interno del bar, l’investimento per l’alambicco, eventuali etichettatrici e imbottigliatrici manuali, qualche serbatoio di acciaio per lo stoccaggio e la macerazione, parte indicativamente da 60mila euro, fino ad arrivare a 200mila euro per distillerie di medie dimensioni. Un’altra strada, decisamente meno faticosa, ma anche meno “divertente” è farsi produrre il gin conto terzi, commissionando la propria ricetta a un produttore di liquori o distillati. «Per dovere di cronaca, va fatto un accenno anche agli evaporatori rotanti, distillatori da banco in vetro che sembrano strumentazioni da “piccolo chimico”, in grado di distillare a basse temperature grazie a una pompa del vuoto, che aspirando aria dall’interno del circuito di distillazione riduce la pressione nel sistema e abbassa la temperatura di ebollizione anche sotto i 30 °C. I distillatori da banco hanno un prezzo accessibile, ma possono distillare pochi litri. Andando su apparecchi più grandi, le cifre possono arrivare anche a sei zeri». Con questo metodo, le botaniche vengono macerate in alcol, distillate a bassa temperatura e aggiunta di alcol neutro. Non mancano apprezzati prodotti ricavati proprio con distillatori rotanti.

Un business plan in 9 punti

Un progetto imprenditoriale che fa centro deve essere studiato nei minimi particolari e passare attraverso un’efficace analisi economica che contempli ogni aspetto, fisso e variabile, della nuova attività. Per approfondire questo importante step, abbiamo parlato con Vittorio D’Alberto, fondatore di Gin Italy, e l’esperto di business plan Pasquale La Piccirella.

  1. Analisi dei costi per progettazione e realizzazione (lavori edili, impianti, arredi, attrezzature) e per nuovo layout del bar/distilleria
  2. Analisi dei costi per Scia (inizio attività), Suap(Sportello unico attività produttive), Agenzia delle Dogane e Monopoli, comprensiva di risorse umane impiegate
  3. Analisi del costo unitario della bottiglia da produrre
  4. Budget di vendite futuro
  5. Analisi dei maggiori flussi di cassa derivanti dal minor prezzo medio della bottiglia in scenario attuale e in scenario favorevole
  6. Analisi del punto di break-even. La domanda è: quante bottiglie dovremo vendere per azzerare i costi di produzione della nostra bottiglia e iniziare a guadagnare?
  7. Calcolo del tempo di ritorno dell'investimento
  8. Analisi dei costi diretti della materia prima alcol e degli ingredienti naturali da usare
  9. Analisi costi promozionali (degustazioni, eventi, promozione online e offline, fiere di settore).

Flaming Pig, il whiskey irlandese della Vantguard Collection

Distribuito da Compagnia dei Caraibi, il nuovo whiskey è facile da bere, ma dal carattere complesso e profondo, conferitogli dalla maturazione in botti extra carbonizzate ed ottimo anche per la miscelazione

È un whiskey irlandese semplice, ma al tempo stesso dai tratti ben distinti Flaming Pig, nuovo prodotto della Vantguard Collection, il ricco catalogo prodotti del gruppo spagnolo Vantgard.

Frutto di un’idea di Joey e Flor, duo irlandese attivo nell’industria del beverage, Flaming Pig nasce per colmare una lacuna intravista dai due nel mercato dei whiskey irlandesi: l’assenza di un prodotto dall’approccio semplice, ma senza rinunciare al carattere deciso e all’iconico gusto dei quali sono invece carenti i marchi entry-level.

Dal sapore ricco ed equilibrato Flaming Pig nasce dal blend di whiskey irlandesi single malt (30%) e grain (70%). Il primo ottenuto interamente da orzo maltato e distillato in alambicco pot stil e il secondo da diversi tipi di cereali, quali orzo, mais, grano, avena, e distillato in alambicchi a colonna.

Grande attenzione è riservata alla qualità in tutte le fasi del processo produttivo, a partire dalla selezione delle materie prime, come l’orzo, solo primaverile e proveniente da 15 fattorie situate nel raggio di 50 miglia dalla distilleria, che a sua volta sorge nel Sud-Ovest dell’Irlanda.

Il segreto è nella matrazione

Entrambi i whiskey sono invecchiati per un periodo che va dai 4-7 anni in botti di rovere americano ex bourbon da 200 l, mentre il blend viene poi fatto affinare per 6 mesi in botti sempre ex burbon extra carbonizzate (livello 5).

Ed è proprio questo processo a donare a Flaming Pig (alc 40% in vol) i suoi tratti distintivi. La maturazione di 6 mesi conferisce al prodotto le sue note speziate e decise e un gusto morbido dal sentore legnoso e caramellato, mentre la forte carbonizzazione delle botti dona ulteriore complessità e profondità dovute alla sottile e inusuale affumicatura.

Il risultato è insomma un whiskey facile da bere, come un bourbon, ma non banale e che conserva il suo carattere irlandese. Caratteristiche che ne fanno un prodotto ottimo per l’after dinner, ma anche come ingrediente per il bartender, grazie alla facilità di miscelazione, che ne consentono l’uso in classici, loro rivisitazioni e nuove creazioni. Come Flying Pig, ideato dai bartender del brand, dove si miscela a Tia Maria e Irish cream.

Un’altra peculiarità riguarda il nome del prodotto, distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi. Omaggio dei suoi creatori al “maiale in fiamme” che con i suoi grugniti nel 1875 salvò Dublino dal grande incendio che si stava e sviluppando e i 5.000 barili di whiskey irlandese conservati nel magazzino doganale di Malone già avvolto dalle fiamme.

La ricetta

Flying Pig

Flying Pig
Ingredienti:
25 ml Tia Maria, 25 ml Irish cream, 25 ml Flaming Pig Whiskey
Preparazione:
build
Bicchiere:
bicchiere espresso

La strategia di Pasticceria Tomarchio per il nuovo millennio

Pasticceria Tomarchio
Woman working on laptop with white screen in modern office.
Sviluppo digital e potenziamento social sono alla base del nuovo corso della storica azienda catanese

Prendere una tradizione di famiglia e portarla nel ventunesimo secolo: è questa la missione messa a segno da Pasticceria Tomarchio. Con una storia che vanta 60 anni di tradizioni tramandate di padre in figlio, lo storico brand catanese è oggi in grado di sfruttare le potenzialità che l'innovazione e la tecnologia possono offrire per raggiungere sempre più consumatori. Ma per portare i prodotti siciliani fuori dalla regione, in Italia e all'estero, era necessario fare un salto di qualità digitale.

La storia di una famiglia siciliana

Tutto ha inizio a metà degli anni Cinquanta, quando il signor Angelo Tomarchio apre la sua attività specializzata nella produzione di pasticceria secca tradizionale. Il cambio di passo avviene alla fine degli anni Sessanta quando viene impastata per la prima volta la celebre Tortina. Dopo il successo riscosso dal dolce ormai iconico, viene inaugurato il primo stabilimento rimasto operativo fino al 2018. L'acquisto del nuovo sito produttivo, situato ad Aci Sant'Antonio, è stato reso possibile grazie alla buona gestione di Filippo Tomarchio, a cui Angelo Tomarchio ha passato il testimone negli anni 2000.

Pasticceria Tomarchio
Pasticceria Tomarchio
Dal 2017, ad affiancare Filippo al timone dell'azienda, ci sono i figli Angelo e Francesco. Rispettivamente classe '88 e '93, sono entrambi laureati in Scienze e Tecnologie Alimentari, con un Master in Sviluppo delle PMI e Management. Avendo trascorso molto tempo all’interno dei laboratori fin dall'infanzia, la strada da percorrere è stata per loro subito chiara. Seguire le orme della propria famiglia e dare il via alla terza generazione di Tomarchio. Con loro, un team di 50 persone che lavora tra la sede produttiva e i 4 punti vendita, situati a Misterbianco (CT), Aci S.Antonio (CT), Gravina di Catania (CT) e Catania.

Raggiungere ogni angolo di Europa

L'obiettivo più ambizioso della famiglia Tomarchio oggi è raggiungere ogni angolo d'Europa con tutti i prodotti disponibili sullo store online. Per farlo, oltre a sfruttare le potenzialità del sito già esistente, hanno interpellato Lhub Agency per potenziare le strategie legate ai marketing digitale e all'e-commerce. Ma tutto questo non ha cambiato il modo di lavorare dei Tomarchio.

Lhub Digital
Lhub Digital
Il rispetto per le materie prime, per il territorio e per i valori, che da sempre la caratterizzano l'azienda, restano al centro. «Stiamo crescendo, ma per noi resta fondamentale continuare a garantire la qualità e la genuinità dei nostri prodotti», hanno commentato i fratelli Angelo e Alessio Tomarchio.

L'intervista ad Angelo Tomarchio e Roberta Porro

Angelo Tomarchio, cosa vi ha spinto verso questo ammodernamento? Angelo Tomarchio: Con il cambio di generazione si è cercato di andare in una direzione più fresca e innovativa. Se in passato il focus era la parte produttiva, giunti alla terza generazione, con l'ingresso mio e di mio fratello in azienda, abbiamo voluto concentrarci sul marketing digitale e tradizionale. Volevamo comunicare in modo nuovo. Abbiamo cambiato anche i canali di vendita. In passato, vendevamo solo in Gdo. Oggi abbiamo dei nostri punti vendita. Il social media marketing ci ha permesso di raggiungere nuovi clienti, di conservare quelli affezionati e consolidare la nostra presenza sul territorio. Questo rapporto diretto ci permette di dare valore al brand e di avere feedback reali per indirizzare i nostri piani industriali. Roberta Porro, account di Lhub Agency, cosa avete fatto di concreto per impostare campagne social ed e-commerce? Roberta Porro: Dall'inizio della nostra collaborazione con Tomarchio, iniziata quattro mesi fa, abbiamo lavorato al rifacimento della brand identity e del logo. Stiamo ridisegnando il packaging e abbiamo realizzato campagne su Facebook e Instagram, mirate alla brand awareness. In occasione del Natale, abbiamo attivato una campagna e-commerce che ha rimandato gli utenti al sito. I post hanno tutti buoni risultati anche organici. Infatti, riceviamo un grosso numero di commenti dai clienti affezionati al marchio. La campagna e-commerce ha riscosso un buon successo non solo in termini di visibilità, ma soprattutto di vendita. T: Concordiamo insieme le strategie delle campagne, basandoci sui feedback dei nostri clienti finali. Inoltre, non dimentichiamo mai di seguire la stagionalità e la territorialità anche in queste comunicazioni. Cosa c'è nel futuro del brand dopo la svolta digitale? T: La svolta digitale è solo una parte dei nostri obiettivi strategici. Volendo crescere, vogliamo ampliare la gamma dei prodotti, avvicinandoci ai clienti che hanno bisogno di prodotti senza zucchero o senza glutine. Siamo in trattativa con alcune catene nazionali della grande distribuzione organizzata. Vogliamo continuare a mantenere la nostra Etichetta Pulita e incrementare i Tomarchio Store. Tuttavia, non sappiamo ancora se spostare questi punti vendita al di fuori della regione con un format diverso, da adattare a clienti che ancora non ci conoscono e vogliono scoprire la nostra realtà.

Il futuro dell’Elisir Borsci al Sigep 2023

Elisir Borsci
Elisir Borsci
Il più antico amaro del Sud Italia sarà anche un ingrediente della Mistery Box nella gara di Coppa del Mondo di Gelateria.

Mentre il Sigep 2023 si prepara ad accogliere i visitatori e i professionisti, i riflettori si accendono sull’Elisir Borsci S. Marzano. Infatti, il più antico liquore del Sud Italia sarà anche uno dei protagonisti della Coppa del Mondo di Gelateria. In più, il brand rilanciato dal Gruppo Caffo sarò rappresentato da Roberto Lippolis al suo primo esordio pubblico in qualità di Responsabile dello stabilimento Borsci.

La crescita di Elisir Borsci S. Marzano

Il Gruppo Caffo sarà presente nella Hall Sud stand 050, dove saranno presentate le novità legate al famoso liquore. «Sono molti i nuovi progetti che si stanno delineando a sostegno del brand – afferma Roberto Lippolis – che, come è noto, è il più antico liquore del Sud ancora in commercio. Negli ultimi anni, dopo l’acquisto da parte del Gruppo Caffo, ha fatto registrare una crescita significativa sia in Italia sia nei più importanti paesi esteri: Europa, USA, Giappone, Australia, forte di una domanda che sempre più ne apprezza gusto e versatilità».

Borsci e la Coppa del Mondo di Gelateria

Elisir Borsci S. Marzano sarà uno degli ingredienti della Mistery Box nella gara di Coppa del Mondo di Gelateria. «Il liquore infatti – prosegue Lippolis – è unico per la sua versatilità e apprezzato per il suo gusto inconfondibile, come ingrediente ideale in pasticceria, con il gelato, o nel caffè, bevuto liscio o nei cocktail. Un vero “asso nella manica” a disposizione di una vasta platea di professionisti, pastry chef, maestri gelatai, barmen, chef, industrie dolciarie, e dei consumatori, cuoche e cuochi di casa».

Gli altri “campioni” del Gruppo Caffo al Sigep 2023

Insieme a Elisir Borsci S. Marzano, anche la versione Riserva del 180° Anniversario, una special edition a base alcolica di 45 gradi, un liquore da gustare a piccoli sorsi assaporando fra gli altri uno dei sui ingredienti principali. Si tratta del rum ricavato esclusivamente dalla fermentazione del puro succo di canna da zucchero, invecchiato per almeno otto anni in fusti di rovere che gli conferisce un gusto più morbido, fruttato e aromatico che lo rende un liquore importante ottimo a fine pasto o da meditazione. Ci saranno anche gli altri prodotti iconici del Gruppo: Vecchio Amaro del Capo, e Vecchio Amaro Red Hot Edition al peperoncino di Calabria, insieme al Liquorice, l’originale liquore calabrese di pura liquirizia D.O.P. apprezzato per il suo gusto unico, anch’esso utilizzato in pasticceria. Si parlerà del Limoncino Portofino della linea Santa Maria al Monte e altre delizie per il palato come le praline Bon Borsci, le liquirizie Caffo e Taitù prodotte in Calabria dalla migliore radice DOP con estrazione naturale. Inoltre, si darà rilievo anche agli distillati prodotti nello stabilimento di Taranto, che sarà al centro di novità nel prossimo futuro.

css.php