L'azienda di Reggio Emilia, specializzata nell'importazione e distribuzione di distillati, ha scelto il manager milanese per guidare l'area commerciale e marketing e proseguire il percorso di crescita
Spirits&Coloriapre il 2024 con una new entry nella sua struttura manageriale. L’azienda di Reggio Emilia, specializzata nell’importazione e distribuzione di bevande di alta qualità, ha nominato Gabriele Rondani come suo nuovo direttore dell’area commerciale e marketing.
Con la nuova nomina l’azienda intende proseguire il suo percorso di crescita e sviluppo che dal 2016 l’ha vista costantemente ampliare l’assortimento di prodotti distribuiti in esclusiva, puntando su spirit e distillati ricercati e di alto pregio e instaurando collaborazioni con piccoli produttori da tutto il mondo.
Milanese, classe 1977, il nuovo direttore commerciale e marketing vanta una lunga esperienza nel campo, maturata in questi anni dove si è guadagnato per due volte la presenza in classifica tra i 100 migliori manager selezionati dalla rivista Forbes. Nel precedente incarico di marketing & Pr director di Rinaldi 1957, ha contribuito alla crescita del fatturato dell’azienda, promuovendo anche nuove formule di comunicazione, tra social, video, eventi rinnovando l’approccio al mercato di diversi marchi.
«Siamo determinati a crescere, perché stiamo ottenendo ottimi riscontri. Con oltre 400 etichette in catalogo e l’arrivo di Gabriele siamo sicuri di poter perseguire i valori della qualità e della tradizione, ma anche apportare originalità e creatività – hanno commentato in una nota Dick Ten Voorde e Massimo Maccianti, fondatori di Spirits&Colori –. Perché anche l’innovazione è un elemento che ci interessa, in termini di prodotto, ma anche di approccio al mercato, al modo di proporre qualcosa di nuovo in maniera originale, per stupire la nostra clientela, anche quella più sofisticata. Siamo sicuri che affidando a Gabriele la direzione commerciale e marketing saprà dialogare con cocktail bar, enoteche, ristoranti e hotel che già guardano a Spirits&Colori come a un partner affidabile e innovativo».
Una strategia, basata su ricerca e sperimentazione, sposata in pieno dal manager. «Trovarmi inserito in uno staff caratterizzato da professionisti pieni di energia e che definirei esploratori del gusto è molto stimolante […]. Quando mi è stato proposto di collaborare, ho pensato che la mia esperienza e la mia intraprendenza potessero fornire a entrambi grandi soddisfazioni – ha dichiarato Rondani nella nota che annunciava la sua nomina -. La grinta non manca, così come i prodotti, davvero eccellenti, da far conoscere e da comunicare, per cui non ho alcun dubbio che sarà per me una sfida estremamente avvincente. Vorrei poi ricordare che sul territorio italiano agiscono per noi oltre 140 agenti, coadiuvati da cinque sales developer manager per altrettante aree».
Il trend in costante crescita dei low abv cocktail e le sue implicazioni per il mondo dei locali sono stati al centro della masterclass di Edoardo Banfi di Campari, nel ciclo di incontri professionali gratuiti per gli operatori del fuoricasa di GrosMarket
Negli ultimi anni, c'è stato un aumento significativo dell'interesse per i cocktail a bassa gradazione alcolica. Un trend evidenziato da riviste di settore come Bargiornale, Imbibe, Drinks International, Punch, che al tema hanno dedicato e continuano a dedicare uno spazio significativo. Il tema è stato al centro anche della masterclass tenuta da Edoardo Banfi, bartender e brand ambassador Campari nell’ambito di GrosMarket LiveLab, il programma formativo che offre incontri professionali gratuiti e aperti a tutti gli operatori del settore horeca, promosso da GrosMarket, canale cash&carry del Gruppo Sogegross.
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Nel corso della masterclass, Banfi ha delineato l'evolversi del mondo dei low abv cocktail, del loro trend in costante crescita che spinge i bartender a sondare nuove tecniche e a creare ricette in grado di soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più attento alla salute e alle calorie.
La crescente popolarità di questi drink è infatti legata a un cambiamento nelle preferenze dei consumatori, a sua volta guidato da una maggiore consapevolezza verso l’aspetto della salute e del benessere. I consumatori sono sempre più attenti alle calorie e alla quantità di alcol che assumono, spingendo i professionisti del bancone a creare cocktail più leggeri e bilanciati. Questo cambiamento ha portato alla ricerca di nuove ricette e tecniche per ridurre la gradazione alcolica dei cocktail senza compromettere il gusto e l'esperienza complessiva.
Tecniche di preparazione
La preparazione di cocktail a bassa gradazione alcolica richiede una comprensione approfondita delle tecniche di miscelazione e dosaggio. È essenziale misurare con precisione gli ingredienti per garantire un equilibrio ottimale tra gusto e gradazione alcolica. I bartender devono anche considerare la diluizione del drink, che può variare a seconda della tecnica utilizzata, come la costruzione diretta nel bicchiere o se il cocktail viene shakerato.
Il calcolo della gradazione alcolica
Per calcolare la gradazione alcolica di un cocktail è necessario conoscere la ricetta completa, comprese le dosi di ciascun ingrediente. Inoltre, è importante valutare l'effetto della tecnica di preparazione sulla diluizione del drink. Utilizzando una formula matematica semplice, descritta da Banfi durante la masterclass, è possibile determinare con precisione la percentuale di alcol nel cocktail, fornendo ai bartender un'indicazione chiara della forza del drink.
Le implicazioni per i locali
Il trend dei cocktail a bassa gradazione alcolica ha importanti implicazioni per l'industria dei bar e dei ristoranti. I locali che offrono una varietà di cocktail leggeri e bilanciati possono attirare una clientela più ampia. Inoltre, l'inclusione nelle drink list di informazioni sulla gradazione alcolica e sulle calorie dei cocktail può fornire ai clienti una maggiore trasparenza e aiutare a guidare le loro scelte di consumo.
In definitiva, il fiorire di questo filone rappresenta un'evoluzione significativa nell'arte della mixology e offre nuove prospettive e sfide emozionanti per i bartender, stimolandoli a esplorare nuove ricette, tecniche e approcci creativi alla mixology.
Nell’ambito del GrosMarket LiveLab, Callebaut e lo chef Diego Poli hanno raccontato le infinite possibilità offerte dal pregiato ingrediente per rendere distintivi piatti dolci e salati
Amato in tutto il mondo, il cioccolato di alta qualità è un ingrediente estremamente versatile, anche se non tutti sanno quanto il suo uso sia importante e le possibilità che offre per dare un tocco distintivo alle più diverse proposte che compongono il menù di un locale. A esplorarle ha provveduto una masterclass di GrosMarket LiveLab, il programma di incontri di formazione professionale gratuiti aperto ai professionisti horeca, realizzato da GrosMarket, insegna di cash&carry del Gruppo Sogegross, tenuta da Callebaut con lo chef Diego Poli di Chocolate Academy Milano, che ne hanno raccontato le origini, caratteristiche peculiari e l'impatto sulle creazioni gastronomiche.
Il cioccolato di alta qualità vanta infatti origini antiche e una lunga storia di produzione artigianale. Le sue caratteristiche distintive includono un processo di produzione attentamente controllato, l'uso di ingredienti di alta qualità e una grande attenzione alla provenienza della materia prima, il cacao. Fattori che insieme contribuiscono a creare un prodotto finale dal sapore ricco, dalla consistenza lussuosa e dal profilo aromatico complesso.
Il cioccolato in cucina
Il suo utilizzo può trasformare completamente una preparazione culinaria. La ricchezza di sapore e la sua capacità di fondersi con altri ingredienti lo rendono ideale per una vasta gamma di piatti dolci e salati. Per esempio, un fondente di alta qualità può conferire profondità e complessità a una mousse al cioccolato. Ma può anche esaltare e caratterizzare un piatto come il risotto alla parmigiana proposto dallo chef Poli, con tuorlo d'uovo grattugiato, cioccolato 70-30-38 Callebaut e olio di foglie di sedano. Mentre un cioccolato al latte pregiato può arricchire una salsa per carne con note dolci e cremose.
L’innovazione nel fuoricasa
Una grande versatilità che sta spingendo i professionisti del fuoricasa a sperimentare nuove modalità di utilizzo di questo ingrediente e le possibilità sono davvero infinite: dall'infusione di olio con aromi di cioccolato alla creazione di decorazioni artistiche con cioccolato temperato, solo per citarne alcune. Inoltre, l'attenzione alla provenienza del cacao e alla sostenibilità ambientale sta diventando sempre più importante nel settore, spingendo i cuochi a cercare fornitori che aderiscano a standard etici e di qualità elevata.
Molto più di un semplice ingrediente
Tutti questi elementi fanno comprendere, come sottolineato nel corso della masterclass, come il cioccolato di alta qualità sia molto più di un ingrediente o di un semplice elemento decorativo: un vero e proprio prodotto trasformatore nel mondo della cucina. La sua capacità di elevare il sapore e la presentazione dei piatti lo rende un elemento imprescindibile per i cuochi professionisti e gli appassionati di cucina. Investire in cioccolato di alta qualità non solo migliora l'esperienza gastronomica, ma contribuisce anche a sostenere pratiche etiche e sostenibili all'interno dell'industria del cacao.
Il Jazz Bar a bordo della nave da crociera Costa Smeralda
Sulle navi di Costa Crociere fa il suo esordio una nuova drink list, con 12 twist on classic inspirati ai divi del cinema dagli anni '20 agli anni '60. Preparazioni home made e tecniche da mixology contemporanea per alzare il livello dell'offerta: abbiamo seguito un tasting di prova e vi mostriamo i drink in esclusiva
"Acqua, acqua in ogni dove E non una goccia da bere"
La ballata del vecchio marinaio
S.T. Coleridge
1798
Il mare è agitato attorno alle navi di Costa Crociere, ma non c'è da preoccuparsi: è quella burrasca lieve e vivace che non spaventa i marinai esperti e porta creatività e nuove idee.
La compagnia genovese ha lavorato molto, negli ultimi anni, per alzare il livello dell'offerta food a bordo delle navi. Investimenti, persone, proposte premium. Ora tocca al beverage. Sì, perché il team f&b di Costa - in testa Carmelo Marchese, Beverage Manager Corporate, e il mixologist Emanuele Michelini, Travelling Beverage Manager - sta progettando una drink list premium interamente progettata con preparazioni home made, da inserire nell'offerta a bordo di alcune navi.
Da Greta Garbo a Charlie Chaplin
È in via di definizione un bar menu con 12 cocktail che portano il nome di grandi divi del cinema dagli anni '20 ai '60, una drink list che introduce un bere più sofisticato rispetto all'offerta standard sui bar delle navi, twistando 12 classici. «Siamo andati alla ricerca della qualità, volevamo dare un valore aggiunto al cliente introducendo tecniche tipiche della miscelazione contemporanea, infusioni, utilizzo di prodotti e aromatizzazioni home made», spiega Carmelo Marchese.
Le foto dei 12 nuovi cocktail
Bargiornale ha partecipato in esclusiva a una riservata sessione di tasting, durante la quale Emanuele Michelini ha preparato tutti e 12 i cocktail previsti nella nuova drink list. Alcuni perfetti al primo colpo, altri ancora da bilanciare alla perfezione. Li vedete qui sotto, tutti e 12, e faranno il loro esordio durante una speciale crociera nella settimana del Festival diSanremo, a febbraio, sulla Costa Smeralda, una delle due navi ammiraglie, gemella della Costa Toscana. (foto courtesy: Matteo Cavalleri)
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Marilyn Monroe, twist sul Vodka Sour
Clark Gable, twist sul Boulevardier
Marlon Brando, twist sul Negroni
Ava Gardner, twist sul Clover Club
Greta Garbo, tewist sul Bijoux
Frank Sinatra, twist suln Manhattan
John Wayne, twist sul Brandy Crusta
James Dean, twist sul Tommy's margarita
Marlene Dietrich, twist sull'Old Fashioned
Charlie Chaplin, twist sul Gimlet
Elisabeth Taylor, twist sul Martini Cocktail
Audrey Hepburn, twist sul Collins
I cocktail della lista "premium" verranno proposti presso il Jazz Bar all'interno della nave, un locale stile american bar che è un unicum sulla flotta Costa (esiste solo sulla Smeralda, appunto). A prepararli al bancone ci sarà un team di bartender, che includerà i brand ambassador di Fabbri 1905 e di Bacardi sotto il coordinamento di Michelini e Marchese.
Emanuele Michelini, Travelling Beverage Manager di Costa Crociere, al lavoro sui nuovi drink
A regime questa proposta verrà poi estesa ad altri punti di somministrazione sulle navi della flotta. «Progetteremo un percorso di training dedicato, naturalmente, per tutti i bartender che andranno a operare nei bar che avranno anche la drink list premium», spiega ancora Marchese. «Sono certamente in carta a un prezzo più alto rispetto al resto dell'offerta beverage, saranno parzialmente inclusi solo per gli ospiti che avranno il pacchetto My Drinks Plus e My Drinks».
Per chiudere in bellezza, vi proponiamo tre ricette di altrettanti cocktail assaggiati proprio in occasione del tasting a cui abbiamo partecipato in esclusiva.
1. Le ricette dei nuovi cocktail di Costa Crociere: James Dean
James Dean, twist sul Tommy's Margarita
Ingredienti
40 ml Tequila
20 ml mezcal
30 ml cordiale spicy al mango home made
15 ml succo di lime
Preparazione
Shake & strain, servire in coppa sour o in Tumbler basso. Garnish con lime essiccato e paprika dolce. Bordatura bicchiere con sale maldon e paprika dolce affumicata.
2. Le ricette dei nuovi cocktail di Costa Crociere: Marlene Dietricht
Marlene Dietrich, twist sull'Old Fashioned
Ingredienti
60 ml Bourbon whisky
30 ml Orange Curacao aromatizzato alla cannella, chiodi di garofano e lime home made
0,5 ml sciroppo alcolico di amaretto
2 drop Angostura Bitters al peperoncino
Preparazione
Stir & strain, sertire in bicchiere Tumbler basso.
3. Le ricette dei nuovi cocktail di Costa Crociere: Elizabeth Taylor
Elisabeth Taylor, twist sul Martini Cocktail
Ingredienti
50 ml gin
20 ml vermouth aromatizzato alla lavanda home made
10 ml liquore di sambuco
2 spruzzate profumo di bergamotto
Preparazione
Stir & strain in bicchiere Nik & Nora. Garnish con scorza di limone.
Un fragrante croissant, preparato con levito madre fresco, dal cuore cremoso di Nutella®. È la novità frozen e ad alto contento di servizio firmata Ferrero per ampliare le possibilità di fare colazione nel fuori casa con la gustosa crema spalmabile
Morbido, fragrante e con un cuore cremoso di Nutella®. È il Nutella Croissant, il prodotto a tutto gusto e alto contenuto di servizio con il quale il love brand di Ferrero amplia le possibilità di fare colazione con Nutella® nel fuori casa, per la gioia dei gestori dei locali e dei loro clienti. Un percorso già iniziato alcuni anni fa con Nutella Muffin e che ora prosegue con il croissant, prodotto d’eccellenza della colazione al bar, che trasforma uno dei momenti più importanti dell’alimentazione quotidiana in una emozione di gusto.
Un matrimonio di gusto
I nuovi croissant frozen presentano infatti un impasto fragrante, studiato appositamente per garantire un perfetto equilibrio di gusto con il ripieno di Nutella®. L’impasto è fogliato ed è preparato con lievito madre fresco, custodito e rinfrescato costantemente, che contribuisce alla corretta alveolatura della pasta. Al suo interno racchiude il cuore di crema spalmabile, perfettamente distribuita dentro il prodotto. In cima si riconosce la griffe, che lo rende facilmente individuabile nelle vetrine dei bar: un'ostia sulla quale è impresso il disegno che riproduce l’iconico vasetto con la enne in corsivo. A gusto e qualità, il nuovo prodotto (85 gr) aggiunge l’alto grado di servizio. Facile e comodo da conservare (shelf life 12 mesi conservato a -18 °C), lo è altrettanto da preparare: basta cuocere in forno ventilato o nel fornetto, senza scongelare, per 22-26 minuti a 170 °C e dopo la cottura si conserva per 24 ore.
La scelta vincente per la colazione
I Nutella Croissant si aggiungono ai Nutella Muffin e ai dispenser Nutella per la farcitura del croissant nel punto vendita e rappresentano una nuova freccia che Ferrero mette nell’arco dei gestori per incrementare le vendite nel momento della colazione. Un momento di consumo dove, secondo i dati del report Circana Crest 2022, si concentrano il 65% del totale delle visite al bar e dove, sempre secondo la stesso studio, il comparto “pasticceria dolce”, nel quale rientrano il nuovo prodotto, vale in Italia circa 7 miliardi di euro con 4,8 miliardi di porzioni servite, delle quali 3,5 di soli croissant. Un momento dove Nutella®, da sempre riconosciuta come alimento perfetto per la colazione e nel bar, viene consumata in media 2 volte a settimana (ricerca condotta da Kantar U&A per il marchio).
È stata presentata e sarà in libreria dal 9 gennaio (è disponibile anche la versione App) la seconda edizione della Guida del Camaleonte, il primo progetto di recensione dei caffè e delle torrefazioni italiane in Italia e in Europa. I curatori Andrej Godina, caffesperto e Phd in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del Caffè, e Mauro Illiano, caffesperto e recensore gastronomico, propongono un nuovo percorso tra le diverse torrefazioni italiane suddivise per regione: ogni scheda comprende le informazioni di contatto, una breve storia dell’azienda, la presentazione dei caffè sottoposti ad assaggio con le icone flavore (fava di cacao, caramello, mandorle tostate, spezie, agrumi, gelsomino e molto altro) e una descrizione del prodotto (grani o macinato) con le caratteristiche di origine e metodo di lavorazione, colore di tostatura, ed eventuali certificazioni che riconoscono il prodotto. Sono anche segnalate le Coffee Academy, centri di formazione che offrono percorsi formativi sul caffè rivolti ai professionisti e ai coffee lover.
Nelle prime pagine un approfondimento sulla preparazione del caffè, di nuovo a misura di professionista come di coffee lover ai quali gli autori ricordano che «il caffè non è semplicemente un caffè, ma è una bevanda straordinaria che racconta una storia lunga, lunghissima, fatta di decine di migliaia di chilometri di viaggio e di centinaia di composti aromatici», come tale da scegliere con consapevolezza, grazie al contributo della guida.
L’invito rivolto ai coffee lover da Godina e Illiano è poi un’occasione di verifica per il barista: quanti sono pronti a soddisfare un cliente consapevole e in grado di formulare una richiesta che va oltre l’anonimo espresso? «Lasciatevi condurre dalla guida alla scoperta di una merceologia ancora sconosciuta a molti. Divertitevi a provare caffè differenti, fatevi incuriosir3e dall’estrazione della bevanda fatta con diversi metodi di estrazione e provate i vostri caffè preferiti a differenti temperature di servizio. Siate quindi curiosi, assaggiate caffè nuovi, scegliete i vostri caffè per Flavore, divertitevi a preparare lo stesso caffè in diversi metodi di estrazione e quando andate nella vostra caffetteria preferita, chiedete al barista informazioni sul caffè che vi serve e sulle sue caratteristiche sensoriali… Fate la stessa cosa che fareste in un’enoteca e ponete le stesse domande che rivolgereste a un sommelier».
L’Applicazione digitale è scaricabile da tutti gli store ufficiali, dai circuiti IOS e Android ed è disponibile sia in lingua italiana che in inglese. Due versioni a disposizione dei consumatori: gratuita, con accesso all’approfondimento culturale, al blog, ai riferimenti delle torrefazioni, delle microtorrefazioni e delle Academy; a pagamento (9,90 euro), la seconda versione consente di realizzare ricerche dei caffè per tipologia (grani, moka, monoporzionato, qualità commerciale, specialty, caffè certificati) e per flavore.
La presentazione è avvenuta presso l’Accademia del Caffè Espresso a Pian di San Bartolo (FI), spazio formativo e museale de La Marzocco. Undici aziende hanno ricevuto l’Award Torrefazione 2023-24, mentre è nutrita la schiera degli Award Prodotto 2023-24 assegnati per singola categoria e profilo di prodotto. La guida contiene infine una novità: il Super Consigliato, che indica il caffè che più è piaciuto al team di assaggiatori: da non perdere.
Arabica: Nespresso Original - Volluto; Robusta: Gise Caffè - Ostro; Miscela A: Nespresso Original - World Explorations Istanbul Espresso;Miscela R: Lucaffé - Miscela Pulcinella;Monorigine: Nespresso Linea Vertuo - Master Origins Ethiopia;Specialty Singola Piantagione: Morola Caffè Italiano - El Mirador; Decaffeinato: Torrefazione Pagnini - Decaffeinato Vellutato; Lungo Light: Nespresso Original-World Explorations Shangai Lungo;Lungo Medium: Bristot - Lungo;Arabica Medium-Dark: Kimbo - Barista 100% Arabica;Arabica Medium-Light: Nespresso Linea Vertuo - Toccanto; Robusta Dark: Caffè Iuliano - Gran Aroma Napoli;Miscela Dark Roast: Caffè Toraldo - Origini; Miscela Medium-Light: Grosmi Caffè - Supremo;Monorigine Bio: Nespresso Linea Vertuo - Master Origins Peru Organic; Rainforest: Nespresso Professional – Finezzo:
Award Academy
Migliore Academy 2023-24: Mumac Academy di Gruppo Cimbali per la straordinaria offerta formativa e l’originalità dell’esperienza accademia/museo
Award Academy 2023-24: Accademia del Caffè Espresso de La Marzocco per la completezza delle tematiche culturali trattate, dalla botanica all’estrazione
Award Academy 2023-24: Academy Pulycaff di Asachimici per la peculiarità della sua didattica e l’enorme lavoro di sensibilizzazione sulla manutenzione e la cura delle attrezzature.
Ginepro, pompia, agrume endemico della Baronia, e luppoli neozelandesi le sole tre botaniche che danno vita a questo distilled gin, complesso nell'aroma e nel gusto, ispirato al mondo brassicolo
Estremamente vivace, il panorama del gin italiano si caratterizza per la varietà e ricchezza di proposte che esplorano le diverse possibili declinazioni botaniche del distillato per la gioia dei bartender e dei loro clienti. Uno dei recenti esempi in tal senso è Dhea hops dry gin: un distilled gin, nato a Olbia, insieme territoriale ed “esotico”, che unisce in sé mondi lontani non solo geograficamente.
Dhea è infatti un gin sardo ispirato al mondo brassicolo, che ha nel luppolo la sua botanica caratterizzante, oltre al ginepro. Autore del progetto è Alessandro Ruda, fondatore di GinTerranova, l’azienda proprietaria del marchio, ha voluto unire la sua passione per il distillato a quella per le birre artigianali, che produce in casa, senza trascurare l’amore per la sua terra.
Un progetto concretizzatosi grazie alla collaborazione con Emilio Rocchino, bartender e fondatore del brand di spirit Macchia, e del mastro distillatore di Lucrezio R., distilleria artigianale di Berchidda (Sassari), che lo hanno aiutato ad affinare la ricetta.
Semplice nella composizione, complesso nel gusto e aromi
La ricetta di Dhea è fatta di pochi ed essenziali ingredienti, distillati singolarmente in alambicco discontinuo, e accuratamente selezionati da Ruda per dare vita a un prodotto semplice nella composizione, ma complesso nel gusto e negli aromi.
Dalla Sardegna vengono due tre delle tre botaniche utilizzate: il ginepro, comune e Coccolone, e la pompia, un agrume endemico della Baronia, un’area nord-orientale dell’Isola, tra i comuni di Siniscola e Orosei. A queste si aggiunge un blend di luppoli neozelandesi, che Ruda ha selezionato perché caratterizzati da un basso contenuto di alfa acidi, composti organici che si trovano nelle ghiandole resinose dei fiori di luppolo e sono all'origine del sapore amaro della birra.
Per la stessa ragione prima della distillazione i luppoli vengono sottoposti a dry hopping in estrazione alcolica (il cui acronimo dhea dà il nome al prodotto), o luppolatura a freddo. Si tratta di una tecnica di infusione dei luppoli in soluzione alcolica molto apprezzata dagli homebrewer perché permette di estrarre dal luppolo tutto il contenuto di olii essenziali, responsabili di molti profumi e aromi della birra, contrariamente alla tecnica tradizionale, che prevede l’aggiunta dei luppoli durante la fase di bollitura, che però provoca l’evaporazione degli olii e induce l’isomerizzazione degli alfa acidi, la reazione chimica che porta il sapore amaro.
Un gin "inusuale"
L’impiego di questa tecnica trasferisce dunque al gin tutta la fragranza dei luppoli che ne caratterizzano l’aroma con la loro eleganza e le loro note erbacee che richiamano i profumi di una classica birra Ipa (Indian pale ale). Sensazioni che però non vengono confermate all’assaggio e rendono Dhea ancora più sorprendente. Al palato, infatti la parte erbacea è attenuata dalla freschezza agrumata della pompia che prepara la bocca al balsamico del ginepro e rende morbida la bevuta, per chiudere con un finale piacevolmente secco.
Ideale per i classici
Caratteristiche che ne fanno un prodotto ideale anche per il servizio liscio, oltre che per la miscelazione, dove può stimolare la creatività del bartender e si presta bene per i grandi classici e loro rivisitazioni. Per esempio, la sua complessità si può apprezzare bene in un Gin&Tonic, abbinato a una tonica neutra o Indian, in un Negroni o in un Martini Cocktail.
A custodire Dhea hops dry gin è una bottiglia da 70 cl la cui etichetta, disegnata a mano da un giovane artista Olbiese, è ispirata a uno scatto di Andrea Ganu che ha immortalato un ginepro secolare e solitario, dai tratti femminili, cresciuto nel del Supramonte di Oliena, e chiamato “La Signora del Monte Corrasi”. Albero qui raffigurato con i tratti di un’antica divinità femminile, con il luppolo riportato nella chioma.
Il gusto dolce della pera e un delicato tocco speziato di cannella impreziosiscono l'edizione speciale dedicata all'inverno dell'energy drink. In lattina color magenta da 250 ml
Con l’arrivo dell’inverno è arrivata anche la Winter Edition di Red Bull, la speciale edizione del brand dell’enegy drink dedicata alla stagione fredda. A caratterizzare la nuova referenza, in distribuzione fino a fine inverno, il gustodolce della pera impreziosito da un delicato tocco speziato di cannella.
La nuova nata garantisce gli stessi benefici funzionali della classica Red Bull Energy Drink. È infatti preparata con gli stessi ingredienti principali, ovvero caffeina, taurina e alcune vitamine del gruppo B, importanti stimolanti per il corpo e la mente e per fornire micronutrienti essenziali per il mantenimento delle normali funzioni corporee, una piccola quantità di zuccheri da barbietola da zucchero (11 g per 100 ml, pari a quella contenuta in un cucco di arancia), e acqua. Ricetta alla quale si aggiungono pera e cannella, che danno un di più in termini di sapore e ne fanno una bevanda ideale per ricaricare le energie durante i mesi più freddi.
Energy drink e non solo
In lattina color magenta da 250 ml, la nuova referenza arricchisce la gamma di energy drink di Red Bull che, oltre all’iconica lattina a rombi blu e argento, disponibile anche nelle versioni Sugarfree e Zero, è stata ampliata negli anni con, appunto, le Red Bull Edition, che abbinano “le ali” di Red Bull Energy Drink con gusti specifici: White Edition al gusto cocco-açai, Red Edition al gusto anguria, Green Edition al dragoncello, Apricot Edition, albicocca-fragola. A queste si aggiungono le speciali edizioni lanciate a inizio inverno ed estate, ogni anno diverse e diventate un immancabile appuntamento stagionale.
Ma Red bull non è solo energy drink. Dal 2018 il marchio ha lanciato anche la gamma Organics by Red Bull, la linea di soft drink certificati bio che conta otto referenze (disponibili anche in vetro per i bar): Simply Cola, Bitter Lemon, Ginger Ale, Tonic Water, Viva Mate, Purple Berry, Black Orange e Ginger Beer, ottime da consumare da sole o come ingrediente per la miscelazione.
È il 10 gennaio la deadline per partecipare alla nuova edizione del concorso che sfida i bartender a creare cocktail di alto profilo sensoriale ma a zero alcol. Il vincitore sarà nel team di MeMento al Berlin Bar Convent 2024
Restano ancora pochi giorni per partecipare alla nuova edizione di Less - is + More, tra le prime cocktail challenge internazionali che ha come assoluti protagonisti i drink alcol free. La deadline per iscriversi e presentare la propria ricetta per il concorso targato MeMento, il marchio italiano di distillati zero alcol creato da Eugenio Muraro, pioniere del settore è fissata al 10 gennaio.
Un concorso nato per valorizzare i cocktail alcol free, segmento della miscelazione che sta prendendo piede anche in Italia, e che incontra il favore delle nuove generazioni di consumatori che spingono questo trend tutto all’insegna del bere consapevole e di qualità. Da qui la sfida lanciata ai bartender: dare fondo alla loro creatività e abilità per dare vita a originali ricette di drink analcolici che per ricchezza e complessità aromatica e di sapori nulla abbiano da invidiare ai tradizionali cocktail alcolici.
Le tre declinazioni di Memento: Original, Green e Blu
Una prova nella quale i professionisti possono contare sull’apporto di MeMento nelle sue tre declinazioni, distribuite in esclusiva da OnestiGroup, da utilizzare come base della ricetta: Original, il primo nato (2017), dal profilo delicato, aromatico e floreale, Green, dal carattere intenso, erbaceo e rinfrescante, e Blu, dal profilo sapido, balsamico e speziato (leggi MeMento Blu, il nuovo distillato analcolico dallo spirito mediterraneo)
Come partecipare a Less - is + More
Per partecipare al concorso occorre iscriversi e presentare la propria ricetta, completa di ingredienti e loro quantità, tecnica di preparazione, bicchiere di servizio, corredata da una foto del drink, sul sito di Less - is + More (dove è disponibile anche il regolamento completo), compilando il form, entro il 10 gennaio.
La ricetta deve essere originale e può contenere massimo5 ingredienti, tra i quali obbligatoriamente una delle referenze MeMento nella quantità minima di 5 cl. È possibile utilizzare anche un solo ingrediente homemade, purché etichettato e indicando ingredienti e metodo di preparazione. Sono ammesse le decorazioni, che non vengono conteggiate tra gli ingredienti, e la proposta di una preparazione food in pairing con il drink.
Le fasi del concorso
Tutte le ricette presentate saranno valutate da una giuria che selezionerà le migliori otto. Queste saranno pubblicate sul sito della challenge e sottoposte alla votazione del pubblico, aperta a tutti, che si svolgerà dall’11 al 18 gennaio.
Gli autori delle quattro ricette più votate si sfideranno nella finale dal vivo del concorso, che si terrà il 29 gennaio e che avrà come palcoscenico il bar del Principe di Savoia di Milano. Due le prove alle quali i finalisti saranno sottoposti sotto lo sguardo della giuria guidata da Marco Livia, group beverage manager per MjsHolding in Arabia Saudita, dove in questi anni ha scelto di intraprendere un percorso di miscelazione a zero alcol che ne ha fatto uno dei personaggi più influenti nel settore.
Nella prima presenteranno il cocktail originale con il quale hanno partecipato al concorso. Da questa prova verranno selezionati i due bartender che si sfideranno per la vittoria. Questi dovranno creare e preparare al momento un nuovo cocktail, sempre rigorosamente analcolico, facendosi ispirare e utilizzando gli ingredienti che troveranno in una mistery box, oltre alle tre referenze MeMento.
Il vincitore si aggiudicherà un volo per Berlino come membro del team MeMento al Berlin Bar Convent 2024, il prossimo ottobre, dove presenterà la sua creazione.
Il gin bio delle Langhe creato da Paolo Dalla Mora si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento assegnato alle realtà emergenti del lusso made in Italy. Entra così a far parte della fondazione Altagamma che riunisce le imprese ambasciatrici dello stile italiano nel mondo
Il 2023 si chiude alla grande per Engine. Il gin bio e artigianale delle Langhe si è aggiudicato il Premio giovani imprese AltagammaBelieving in the Future nella categoria Alimentare. Si tratta del prestigioso riconoscimento, alla sua ottava edizione, istituito da Altagamma, fondazione che riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana, riconosciute come ambasciatrici dello stile italiano nel mondo, che viene assegnato alle aziende ermegenti del lusso italiano. Obiettivo del premio è valorizzare lo slancio imprenditoriale di chi ha costruito una giovane impresa che ha le caratteristiche per divenire un marchio di eccellenza del made in Italy.
Caratteristiche che la prestiosa giuria del premio ha riconosciuto a Engine e ad altre 6 aziende in altrettante diverse categorie, individuate secondo il rigoroso protocollo previsto dal Premio. Oltre 110 le realtà selezionate per questa edizione, fra autocandidature e segnalazioni dell’Advisory board e dei soci Altagamma, caso quest’ultimo che ha riguardato Engine, aggiungendo un ulteriore elemento di soddisfazione alla vittoria. Tra queste l’Advisory board, composto da 10 esperti e giornalisti, ha scelto le finaliste, poi vagliate dal Cnsiglio di presidenza di Altagamma, guidato da Matteo Lunelli, ceo di Gruppo Lunelli, decretandone infine i vincitori.
Tra i big del lusso made in Italy
«Essere selezionati come brand del food & beverage italiano per entrare a fare parte di Altagamma, associazione di marchi del lusso che promuovono il made in Italy nel mondo ci riempie di orgoglio – ha commentato a bargiornale.it Paolo Dalla Mora, fondatore e ceo di Engine -. Ci mettiamo alle spalle un altro grande anno passato tra difficoltà e grandi soddisfazioni, concentrati sempre e solo sul fare».
Paolo Dalla Mora, fondatore e ceo di Engine, tra Stefania Lazzaroni e Matteo Lunelli, rispettivamente, direttrice generale e presidente di Altagamma
Le imprese vincitrici infatti entrano a far parte per un anno di Altagamma e hanno la possibilità di partecipare a momenti esclusivi di formazione, networking, business strategy e consulenza, organizzati dalla Fondazione e dai partner del Premio, ovvero Borsa Italiana, Elite-Gruppo Euronext e Sda Bocconi School of Management, per supportarle nella crescita. Inoltre, il percorso di affiancamento alle giovani realtà dell’alto di gamma italiano prevede anche un programma di mentorship personalizzato che si avvale della collaborazione di uno o più soci di Altagamma.
Proseguire il percorso di crescita
Un riconoscimento che mette un’altra freccia nell’arco di Engine, che punta a proseguire il suo percorso di rafforzamento sul mercato italiano e di espansione sui mercati internazionali. «Un percorso che sta procedendo molto bene, grazie anche all’ottimo lavoro che stiamo facendo con i nostri distributori partner, Velier per l’Italia e Illva Saronno per l’estero – commenta Dalla Mora -. Siamo molto soddisfatti del riscontro che il prodotto sta ottenendo anche sulle piazze estere sia presso i bartender sia presso i consumatori e che conferma il successo ottenuto nella Penisola».
E di motivi per essere soddisfatti ce ne sono, considerando che il processo di internazionalizzazione è partito meno di due anni fa, causa Covid, e vede ora il marchio presente, in diversi canali, in circa 20 Paesi: Regno Unito, Usa, Giappone, Canada, Francia, Spagna, Grecia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Portogallo, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia e nei Paesi Scandinavi. Mercati dove il distilled gin premium nell’iconica tanica di latta realizza circa l’80% delle vendite.
Grande successo anche per il ready to drink ed Engine Caroni
Ma a regalare altre soddisfazioni è il successo che hanno riscontrato gli altri due prodotti del mondo Engine: Engine GT – Il Gin Tonichino delle Langhe ed Engine Caroni. Il primo è il ready to drink, dal grado alcolico moderato (alc 7,5% in vol), creato lo scorso anno in collaborazione con Teo Musso, patron di Baladin, che ha realizzato una tonica ad hoc per un’esperienza al top. Il long drink è in una lattina (237 ml) con tappo a strappo che, una volta tirata la linguetta, diventa un bicchiere dal quale bere comodamente. Un prodotto destinato sia al consumo domestico sia alle realtà dell’ospitalità che non hanno un bartender ma vogliono proporre un drink di qualità sia da proporre durante grandi eventi.
Il secondo è invece un’edizione limitata di Engine, affinata per sei mesi in botti che hanno contenuto rum Caroni (leggi Le Langhe incontrano i Caraibi e nasce Engine Caroni). Insomma, una versione speciale del gin, frutto della collaborazione con Luca Gargano, patron di Velier, scopritore nel 2004 dei barili dimenticati del pregiato distillato di Trinidad, realizzata in sole 5000 bottiglie, presentata lo scorso ottobre e subito sell out.
Quattro sfide per il nuovo anno
Un ottimo viatico per iniziare al meglio il nuovo anno. «Per i prossimi 12 mesi ci siamo posti quattro grandi sfide – contina Dalla Mora -. La prima è proseguire l’espansione in Canada, in particolare in Alberta e Ontario. Poi consolidare la presenza negli Stati Uniti. Inoltre faremo il nostro ingresso in Germania e Australia, due mercati molto penetrati dal gin, che finora non abbiamo approcciato. Infine, puntiamo all’Asia, cominciando a fare i primi passi in due importanti piazze: Cina e India».
Nasce dal lavoro di squadra di cinque famosi mixologist europei la nuova essenza firmata dall'azienda feancese e pensata per dare un tocco di eleganza e raffinatezza ai cocktail d'autore
Cinque celebri mixologist, con diversi background, provenienti da altrettanti Paesi d’Europa: è il super team costituito da Monin per dare vita a Monin Signature, la nuova essenza per la miscelazione in edizione limitata firmata dalla casa francese.
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Il team di mixologist che ha creato Signature Monin. Da sinistra, seduti: João Costa, Chloé Merz e Marella Batkovic. In piedi: Barbora Kulhánková e Matthias Giroud
Lo yuzu proveniente dalle piantagioni di proprietà di Monin in Portogallo, ingrediente chiave della nuova essenza
Pensato per impreziosire con un tocco di raffinatezza le creazioni dei bartender, il nuovo prodotto è frutto di un progetto che ha avuto come protagonisti João Costa dal Portogallo, Marella Batkovic dall’Italia, Matthias Giroud dalla Francia, Chloé Merz dalla Germania e Barbora Kulhánková dalla Repubblica Ceca.
Un lavoro di squadra che ha portato i cinque mixologist a viaggiare per l’intero Continente alla ricerca di esperti che li aiutassero a raggiungere l’obiettivo: creare una formula che racchiudesse ed esprimesse i valori e la filosofia, o meglio, l’essenza stessa dell’azienda, da oltre 110 anni attiva nella produzione di sciroppi e liquori premium per la miscelazione distribuiti in Italia da Velier.
Un’avventura che ha permesso ai cinque artisti del bancone di confrontarsi con professionisti di altri settori, di sperimentare ingredienti, sapori e tecniche, e che ne ha arricchito il bagaglio di conoscenze e di esperienze. E che hanno documentato in un diario di viaggio che racconta le diverse fasi della creazione di Monin Signature, dalla ricerca degli ingredienti al perfezionamento della ricetta, passando per la creazione e la decorazione del pack.
Dalla ricerca degli ingredienti al pack
In particolare, Costa ha approfondito la conoscenza dell’ingrediente chiave del progetto, lo yuzu, proveniente dalle piantagioni di proprietà di Monin in Portogallo, sotto la guida di Benoît Magnin, l’esperto dell’azienda nella coltivazione dell’agrume.
I tre flaconi da collezione in vetro di Murano soffiato a mano
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Giroud ha invece fatto tappa a Lione, dove ha incontrato l’esperto profumiere Jean-Charles Sommerard, con il quale partendo dal pregiato olio essenziale di yuzu di Monin ha condotto varie sperimentazioni per mettere a punto la formula che creasse una virtuosa connessione tra il mondo del profumo e quello della mixology.
Batkovic si è recata a Murano dove, con l’aiuto del maestro della soffiatura del vetro, Roberto Beltrami, ha lavorato per tradurre in realtà la sua visione di tre originali flaconi che potessero contenere Signature. Tre vere e proprie opere d’arte che raccontano l’evoluzione del processo di maturazione dell’agrume attraverso l'evoluzione delle sfumature di colore.
Infine Merz nel suo viaggio a Düsseldorf, in Germania, ha incontrato Frank Thelen, senior beverage manager di Monin, cui ha presentato la sua illustrazione che raffigura gli ingredienti del nuovo prodotto, che decora i flaconi da 100 ml nei quali Signature è disponibile sul mercato, oltre ai tre pezzi da collezione in vetro in vetro di Murano soffiato a mano.
Le componenti aromatiche
Il frutto di questo lavoro di squadra è una miscela fresca e vivace che crea un legame unico tra i cocktail d'autore e la delicatezza di un profumo raffinato. Signature Monin è infatti un’essenza complessa, dove dominano le note di yuzu, unite a quelle speziate delle bacche di timur e di incenso, seguite da note più sottili di pepe rosa in grani, liquore al lampone, ginepro, patchouli, sandalo, benzoino e vaniglia.
Un’originale fragranza, presentata in anteprima al Bellboy Bar di Berlino, che vuole conquistare i bartender e i loro clienti, ravvivando con un tocco di eleganza e di delicatezza le creazioni dei mixologist.
È nato il progetto Morettino Coffee Lab, il cui fine è diffondere la conoscenza del caffè. Da colazione al dopo cena, tante preparazioni da gustare con un approccio slow.
Aperta dal martedì alla domenica (mar-ven 10-18; sab-dom 9-19) Morettino Coffee Lab, la prima caffetteria specialty con microroastery firmata Morettino, offre un nuovo modo di intendere e di gustare il caffè all’interno del Palermo Marina Yachting - Molo Trapezoidale, che dopo due anni di lavori, si propone quale polo di attrazione per turisti e residenti. Si presenta come un grande parco verde aperto alla città con ristoranti, negozi e due grandi attrazioni: un laghetto e una fontana musicale che offre uno spettacolo ogni sera.
La nuova caffetteria ha alle spalle il mare e si affaccia sul bacino artificiale e si propone quale luogo di approdo nel cuore del porto di Palermo in cui riscoprire con lentezza il rito del caffè (non solo dell’espresso) sfogliando un giornale o leggendo un libro con una vista privilegiata sulle antiche mura della città e sulle barche ormeggiate nel molo della Cala.
Suo ideatore e responsabile è Andrea Morettino, sales & marketing manager, da anni impegnato nella promozione di caffè nuovi e nel dare il proprio contributo al percorso di rinnovamento aziendale. È lui ad affermare che «il caffè deve tornare ad essere un rituale, un’esperienza multisensoriale in grado di fermare il tempo e di appagare i nostri piaceri». Per questo, la caffetteria si discosta dal concetto classico di locale specialty, spesso di difficile approccio per il consumatore medio e si propone di diffondere la cultura del caffè prendendo per mano il cliente che si avvicina a questo prodotto senza consapevolezza e aiutandolo a crescere e a comprendere la complessità e la qualità del caffè, con semplicità.
Frattanto, in occasione dell’inaugurazione del Marina Yachting, Morettino ha creato una miscela esclusiva: Panormos, il nome con cui i greci chiamavano Palermo e che si significa “tutto porto”, che in tazza presenta note floreali e speziate.
Il locale ha aperto l’8 dicembre e punta ad un avvio lento (ma i primi giorni sono stati frenetici) al fine di rodare bene i suoi delicati “ingranaggi” e arrivare al meglio alla stagione estiva.
Ora la sfida è fare scoprire i segreti di una materia prima che va conosciuta, valorizzata e apprezzata, con un approccio simile a quello del mondo del vino e dell’olio. E considerato che spesso non si conoscono le origini e le trasformazioni profonde che avvengono nel chicco di caffè durante la sua lavorazione, si potrà seguire la tostatura e riscoprire il profumo del caffè dell’antica torrefazione di famiglia grazie alla piccola tostatrice che in questi giorni sta prendendo posto all’interno della caffetteria, cui spetta la “cottura” attenta di selezioni di specialty coffee, microlotti di arabica d’altura. Il cliente potrà scegliere sia la tipologia di caffè (singole origini di arabica o miscela) sia la modalità di preparazione, che può variare dall’espresso preparato con una macchina Modbar, alla tradizionale moka servita al tavolo fino ad estrazioni quali chemex, V60, eropress; la scelta è facilitata da una carta dei caffè. Il prodotto sarà disponibile anche da asporto.
Attualmente si è bene avviata la colazione e ha preso il via l’offerta di alcune preparazioni a pranzo. Non mancheranno le contaminazioni tra cibo e vino attraverso uno stile di cucina semplice, con sapori buoni e autentici che unisce elementi della tradizione siciliana e richiami mediterranei. Il menu comprenderà pochi piatti, ma preparati con cura, utilizzando materie prime di stagione e selezionate con attenzione. Sono previsti percorsi di abbinamento sensoriale con vini naturali e la collaborazione con artigiani del gusto siciliani, con cui la Torrefazione sta mettendo a punto ricette tutte da scoprire.
Dopo la colazione e il pranzo, l’after dinner sarà un ulteriore punto di forza del locale con bevande fresche, on the rocks e la vera granita siciliana a raffrescare nella stagione più calda, nonché cocktail da gustare, nuovamente, apprezzandone a fondo il gusto in un’atmosfera nuova e piacevolissima.