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The Forum: a Roma il locale che mixa agenzia immobiliare e bar all day long

Al Pigneto a Roma Quadrifoglio Immobiliare lancia il bistrot-agenzia con caffetteria, spazi di coworking e una sala riservata per le trattative immobiliari

Agenzia immobiliare o bar? Entrambi e l’uno o l’altro prevale a seconda del lato da cui lo si guarda. Perché il nuovo The Forum, locale all day long aperto da poche settimane al Pigneto a Roma, ha una doppia veste e funzione. Da una parte troviamo la classica vetrina da agenzia immobiliare con gli annunci (la Quadrifoglio immobiliare, un’agenzia nota nel panorama locale), dall’altra l’ingresso di un bar con il bancone e la bottigliera in primo piano.

Gli elementi per capire che The Forum è un locale ibrido ci sono tutti: oltre al bancone, all’ingresso principale troviamo il desk con la segreteria, che aiuta chi cerca casa a prendere un appuntamento con un agente; nelle altre sale un susseguirsi di tavolini modulari, che possono servire da scrivanie per analizzare case mentre si sorseggia un caffè, così come sono aperti a chi vuole uno spazio di coworking o anche solo una sosta breve per un caffè. In fondo, troviamo una saletta riservata, divisa da una tenda, può servire sia per piccoli ricevimenti privati, che per avere un po’ di privacy mentre si compiono trattative immobiliari, ma anche per le riunioni e i momenti di formazione del gruppo Quadrifoglio.

Il progetto The Forum nasce da un’idea di Antonio Proietti, fondatore della Quadrifoglio Immobiliare, che oggi ha passato il testimone al figlio Gabriele, attuale presidente della società, e da Francesco Crocé, amministratore unico della stessa: «Il motivo che ci ha spinti a questa nuova apertura è molto semplice. Nella nostra vita lavorativa il bar è fondamentale per costruire relazioni, il caffè è il nostro mezzo di familiarizzazione con il cliente e ci siamo chiesti, perché non offrirlo in un posto nostro?», afferma Crocè.

L’idea è andata oltre, perché The Forum si presenta come un moderno bistrot, il cui layout è stato curato dall'architetto Giuseppe Maria Genco, che funziona all day long, passando dalle colazioni alla pausa pranzo, fino ad arrivare ad aperitivo e cena. La formula è snella e ben cucita addosso alle abitudini del Pigneto, quartiere di movida della Capitale, che trova il suo fulcro nell’area pedonale, uno spazio aperto e vissuto soprattutto con la bella stagione sui tavolini all’aperto. The Forum si colloca proprio all’ingresso di questa pedonale, in una posizione privilegiata e la possibilità di avere anche 100 coperti fuori, oltre ai 50 interni: «era una vecchia ferramenta, noi avevamo l’agenzia poco più avanti su via L’Aquila e quando abbiamo visto che si era liberato il locale ed era sul mercato ci siamo subito attivati, perché avevamo intravisto l’opportunità di rispolverare questo vecchio progetto dell’agenzia-bar», racconta Crocè.

L’attività comincia la mattina con i caffè come da tradizione partenopea: per la bevanda più amata dagli italiani è stata selezionata la torrefazione napoletana Passalacqua, da accompagnare con cornetti, muffin, pasticciotti, crostate e ciambelloni. Tisane e cioccolata calda completano la carta per la zona caffetteria, mentre per il pranzo si è pensato a una proposta agile e gustosa con cornetti salati, tramezzini e insalate. Dall’ora dell’aperitivo, la selezione alcolica spazia fra cocktail, birre e vini. La drink list è composta da 4 cocktail alla spina in collaborazione con Drink-It, di cui due esclusivi a marchio The Forum, oltre a 8 miscelati ready-to-drink in bottiglia e ai signature del locale. La carta dei vini è curata dai ragazzi di Mostovivo, un nuovo progetto energico e vitale che aiuta nella selezione delle etichette, prediligendo referenze di piccole realtà produttive, interessante anche la carta delle birre artigianali, curata in questo caso internamente.

L’anima gastronomica del The Forum trova piena espressione con l’aperitivo e l'offerta food serale legata al cocktail bar, dai Mini Bun della panetteria “Forno Certosa” farciti con condimenti caldi, alle Pinse, con 72 ore di lievitazione e topping variegati. Ampia anche la selezione di fritti e salumi e formaggi che vanno a comporre i taglieri, oltre a prodotti di territorio come l’Amaretto di Guarcino e le Seadas di Cabras, che arrivano da aziende locali e sono finalizzati in cucina.

Toga di O-I Glass, la bottiglia perfetta per lo spumante

O-I Glass Toga rose
Secondo una ricerca condotta da Toluna Corporate, la nuova creazione del leader mondiale nella produzione di vetro per il food&beverage è il packaging ideale per gli sparkling. Un prodotto premium che conquista per il suo design accattivante e distintivo.

È il modello Toga, nuova creazione di O-I Glass, gruppo statunitense leader mondiale nella produzione di packaging in vetro per l’industria alimentare e delle bevande, la bottiglia perfetta per i vini spumanti. A dirlo un’indagine promossa da O-I Glass e realizzata da Toluna Corporate su un pubblico di circa 2.000 intervistati provenienti da 5 Paesi – Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Italia – finalizzata a identificare il packaging in vetro che meglio si presta a rispondere alle esigenze proprie di questa tipologia di vini.

Il modello Toga, realizzato sia nella versione per vini rosé sia in quella per vini bianchi, riprende le forme tipiche di una bottiglia da spumante, resa però strategicamente più elegante e femminile, soprattutto nella versione rosé. Un prodotto premium, ma amico dell’ambiente: la bottiglia è stata studiata con un peso ridotto, tra i minimi della categoria spumanti, così da contenere l’impronta carbonica.

Design accattivante e distintivo

Secondo l’indagine, condotta per il 60% su un pubblico che ha consumato un prodotto della categoria negli ultimi 6 mesi, il design del packaging per gli sparkling deve rispondere a tre esigenze: essere appealing per i consumatori, riuscire ad apparire tanto unico e distintivo, quanto moderno e, non ultimo, diverso dalle bottiglie più tradizionali già in commercio.

Sottoposti a un’attenta analisi di più modelli, gli intervistati hanno indicato in modo molto netto la bottiglia Toga come la più adatta per la necessità, in quanto è risultata il prodotto in vetro più affine agli obiettivi e per il design più accattivante.

Nello specifico, la bottiglia, in vetro trasparente nella versione per i vini rosé e in vetro scuro per i bianchi, è stata giudicata esteticamente appealing (63% dei rispondenti), appropriata per le necessità degli spumanti (67% dei rispondenti) e premium (57%). Il 65% degli intervistati, inoltre, ha affermato che acquisterebbe di buon grado vini spumanti se contenuti in una tipologia di bottiglia con caratteristiche affini a quelle del modello Toga, ora giunto alla fase produttiva.

Toga conquista anche gli italiani

I risultati emersi a livello europeo sono stati confermati anche dall’indagine sul campione italiano. Nello specifico, analizzando un’ampia rosa di spumanti, i tre prodotti che sono stati maggiormente menzionati come tipici della categoria sono Prosecco, Rosé spumante e Lambrusco, tipologia quest’ultima che non era emersa tra la maggioranza nell’analisi europea. Gli intervistati – dei quali il 66% consuma bevande alcoliche più di una volta al mese e dei quali l’82% ha provato vino spumante negli ultimi 6 mesi – hanno dichiarato che il brand (38,6% e la regione di provenienza (31,6%) sono i due principali fattori che influenzano la scelta di un vino.

Alla luce di queste premesse, anche in Italia la bottiglia che ha conquistato gli intervistati è risultata la Toga. Considerando sia la versione per vini rosé sia quella per vini bianchi, la grande maggioranza (24,7%) ha selezionato il modello per il suo look moderno, notevole rispetto ai vini spumanti già in commercio, per la sua forma non tradizionale, che ha catturato l’attenzione del 36,4% degli intervistati e, infine, perché molto premium.

Coppa del Mondo del Panettone, svelati i 10 finalisti che rappresenteranno l’Italia

La competizione ha portato questo momento di confronto sul panettone nella Choco Arena del Sigep. La finale mondiale si disputerà a novembre 2024

La Coppa del Mondo del Panettone ha i suoi 10 finalisti italiani. I nomi dei rappresentati della squadra nazionale durante la competizione internazionale sono stati annunciati mercoledì 24 gennaio durante il Sigep. La Choco Arena ha ospitato la competizione che ha visto i migliori lievitisti italiani sfidarsi sul panettone tradizionale e quello al cioccolato.

Coppa del Mondo del Panettone: i finalisti per la categoria tradizionale

I 5 finalisti italiani per la categoria Panettone tradizionale si sono così classificati:

  1. Pompilio Giardino, Panificio Pompilio Adriano Irpino (AV)
  2. Pesce Pasquale, Pasticceria Pesce 1896 Avella (AV)
  3. Damiano Pagani, Pasticceria Pagani Dello (BS)
  4. Musumeci Antonino, Pasticceria Musumeci. Misterbianco (CT)
  5. Lastra Francesco, Pasticceria Ga Castellamare di Stabia (NA)

I finalisti per la categoria panettone al cioccolato

Per la categoria Panettone al cioccolato i 5 finalisti italiani si sono così classificati:

  1. Armando Pascarella, Pasticceria Armando Pascarella San Felice a Cancello (CE)
  2. Alessandro Slama, Dar Slama, Ischia (NA)
  3. Andrea Marzo, La Dolce Sicilia Rivoli (TO)
  4. Michele Somma, Pasticceria La Delizia, Santa Maria la Carità (NA)
  5. Pasquale Iannelli, Casa Mastroianni Lamezia Terme

Coppa del Mondo del Panettone: la giuria

Con questa importante selezione si compone la rosa dei candidati che si sfideranno durante la finale mondiale, in programma a novembre 2024. Dopo le selezioni in Italia, Spagna, Portogallo, Svizzera e Francia, Brasile e Stati Uniti cresce l'attesa per quelle in Perù, Giappone e Australia, che si svolgeranno tra febbraio e maggio 2024. Durante il Sigep la giuria internazionale ha lavorato con impegno per selezionare i prodotti migliori, tutti di grande qualità. La valutazione ha preso in considerazione l'aspetto esterno (forma, volume e colore), l'aspetto al taglio (alveolatura, ripartizione della frutta e morbidezza) e l'apprezzamento sensoriale come il profumo, il sapore e l'aromaticità. Nella giornata di giovedì 23 gennaio, a giudicare il panettone tradizionale dei concorrenti ci sono stati: Mirko Zenatti, Presidente Ambassadeur du pain Italia; Gianbattista Montanari, Maestro e consulente Corman Italia; Damiano Rizzo, Maestro pasticcere Apei; Francesca Morandin, Consulente e Tecnologa alimentare Italia; Emanuele Valsecchi, Maestro pasticcere Apei; Fabrizio Galla, miglior torta alla Coppa del Mondo di Pasticceria 2007 a Lione; Matteo Cunsolo, Presidente Richemont Club Italia; Daniel Künhe, Responsabile panetteria Scuola Richemont Lucerna Svizzera. Mercoledì 24 gennaio la giuria del panettone al cioccolato era composta da: Mirko Zenatti, Presidente Ambassadeur du pain Italia; Gianbattista Montanari, Maestro e consulente Corman Italia; Gastone Pegoraro, Maestro Pasticcere Direttore Gustar Pistoia; Francesca Morandin, Consulente e Tecnologa alimentare Italia; Julien Alvarez, Executive pastry chef Laduree, Pastry World Champion; Juan Carlos Lopez, Direttore de la escuela de pastelería El Dulce Hecho Arte Perù; Daniel Künhe, Responsabile panetteria Scuola Richemont Lucerna Svizzera; Salvatore Tortora, Campione del Mondo 2021 della Coppa del Mondo del Panettone.

Le prossime tappe della competizione

La Coppa del Mondo del Panettone è il concorso internazionale che coinvolge i pasticceri di tutti i continenti nella realizzazione della ricetta originale del panettone artigianale milanese. Alla base, devono esserci solo farina di frumento, zucchero, burro, tuorli, sale, pasta di arancia, scorza di arancia, scorza di limone, miele, vaniglia, malto-estratto di malto-farina di malto, uva sultanina, cubetti di arancia canditi e cubetti di cedro canditi. Il regolamento della Coppa del Mondo del Panettone prevede la realizzazione del panettone con la ricetta artigianale originale da parte di tutti i concorrenti, anche stranieri. Il dolce a cupola è sempre più conosciuto ed apprezzato all'estero dove spesso viene personalizzato con le materie prime locali, ne esistono infatti molte versioni: da quello ai datteri, alla papaia fino ad arrivare a quello salato. Nato dall'idea del maestro Giuseppe Piffaretti, da anni è il promotore della cultura del dolce italiano nel mondo. Organizza masterclass e corsi di formazione nei diversi paesi, riscuotendo sempre più successo. Tra le mission del progetto vi è infatti la valorizzazione e la conoscenza del dolce lievitato per eccellenza oltre alla destagionalizzazione del prodotto. Ciò accade già in alcuni paesi come il Brasile e il Perù dove il panettone viene consumato tutto l'anno. Nel 2024 il Concorso giunge alla quarta edizione. Dopo le finali del 2009, 2021, 2022 e grazie al costante impegno degli organizzatori, la conoscenza del panettone e la sua lavorazione è riuscita a valicare i confini italiani e la stagionalità per imporsi sulla scena dolciaria mondiale. La finale italiana di Coppa del Mondo del Panettone decreterà i maestri pasticceri che parteciperanno alla prestigiosa finale mondiale che si svolgerà a Milano l'8, 9, 10 novembre 2024.

Coupe du Monde de la Pâtisserie, l’Italia stacca il biglietto per la finale

La nazionale italiana sale sul secondo gradino del podio, dietro la Francia e prima del Regno Unito. Appuntamento al 2025 per l'ultima tappa

L'Italia sale sul secondo gradino del podio della selezione europea della Coupe du Monde de la Pâtisserie e stacca il biglietto per la finale parigina del 2025. Durante l'appuntamento svoltosi tra il 21 e 22 gennaio 2024 al Sirha Europain, la Francia ha conquistato l'oro, mentre il Regno Unito ha dovuto accontentarsi del bronzo. Grazie al sistema Wild Card, alla tappa conclusiva che eleggerà il miglior team di pasticceria del mondo, parteciperanno anche Svezia, Svizzera e Belgio.

Coupe du Monde de la Pâtisserie, la nazionale italiana

L'Italia è stata rappresentata al Sirha Europain da Raimondo Esposito e Vincenzo Daloiso. I due maestri sono stati selezionati dopo un'attenta scrematura in Cast Alimenti sotto lo sguardo della giuria composta da Alessandro Dalmasso, presidente del Club Italia, i campioni del mondo 2021 Lorenzo Puca e Massimo Pica, e il campione del mondo 2015 Francesco Boccia. I due pasticceri hanno sfidato i colleghi europei per portare la squadra italiana alla finale mondiale, che si disputerà a Parigi nel 2025. Il Team Italy si è battuto con le eccellenze europee della pasticceria, mantenendo alto il nome dell'Italia e riconfermando la bravura, la maestria e la grandezza della cultura dolciaria italiana. A sostenere la squadra, come ormai tradizione, il Club Italia Coupe du Monde de la Pâtisserie, presieduto da Alessandro Dalmasso. Ed è proprio Alessandro Dalmasso a raccontarci la gara: “Vincenzo e Raimondo sono riusciti a gestire emozione e pressione con rigore e capacità. Ricordiamo che la gara dura 5 ore e 30, prevede 16 dessert da degustazione e 2 pezzi artistici, oltre a un buffet finale. Innovazione, rigore e spirito di squadra sono stati alla base di questo meritato successo”.

In attesa della finale mondiale

Dopo la meritata vittoria dell'Italia nel 2021 e il bronzo nel 2023, l'attesa per un nuovo, importante risultato tricolore si fa via via più forte. Il podio conquistato lo scorso 22 gennaio celebra la vittoria della Coupe d'Europe de la Pâtisserie, la grande novità della competizione mondiale. Introdotta nel 2023, si è trattato di una selezione preliminare svoltasi al Sirha Europain 2024 (Parigi), dal 21 al 24 gennaio 2024. La modifica del regolamento, con l'inserimento della tappa europea, ha rimescolato le carte della competizione. I vari Paesi hanno dovuto alzare l'asticella nella selezione dei concorrenti da portare alla competizione mondiale.

Gelato World Cup, Italia sul gradino più alto a Sigep 2024

La nazionale italiana vince la decima edizione della manifestazione, trionfando sulle altre dieci nazioni in gara. Si classificano seconda la Corea del Sud e terza l'Ungheria

L'Italia è campione del mondo della Gelato World Cup. La nazionale italiana composta da Vincenzo Donnarumma, Rosario Nicodemo, Filippo Valsecchi, Domenico di Clemente e Davide Malizia, è stata incoronata durante Sigep 2024. Il team tricolore ha trionfato sulle altre dieci nazioni in gara, precedendo sul podio la Corea del Sud (seconda classificata) e l'Ungheria (terza classificata).

Un'edizione nel segno della novità

I concorrenti sono stati valutati da una giuria internazionale presieduta da Giancarlo Timballo. Tuttavia, il parterre dei giudici è stato arricchito dalla partnership con la World Association of Chefs' Societies (Worldchefs). Presenti anche Carlo Sauber (Lussemburgo), Ljubica Komlenic (Italia/Serbia), Gilles Renusson (USA, Francia), Ann Brown (Scozia), Brendan Hill (Australia).

Gelato World Cup: le prove superate

Le nazioni in gara per la decima edizione della Gelato World Cup erano undici: Argentina, Brasile, Cina, Corea del Sud, Germania, Italia, Perù, Singapore, Taipei cinese, Ungheria e Messico. Quest'ultimo Paese ha sostituito l’Austria, ritiratasi. Per aggiudicarsi la vittoria, i partecipanti hanno affrontato 7 prove di produzione gelato, 3 prove artistiche e la realizzazione di un buffet finale. La squadra italiana ha trionfato in tutte le discipline, mostrando il frutto del proprio lavoro nel display finale. Assegnato il titolo durante il Sigep 2024, il prossimo appuntamento con la Gelato World Cup è previsto per il 2026.

Lo scadenzario 2024: tutte le scadenze fiscali e contributive

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Ci sono sufficienti scadenze da ricordare e rispettare, per chi gestisce un'impresa, da riempire due fogli fitti fitti: è utile allora avere un documento, sotto forma di schema semplice, che racchiuda in un solo foglio tutte le scadenze dell'anno.

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Al Sigep la Sweet&Shake Cup di Debic: vince Diego Di Giannantonio

Concorso Sweet&Shake Cup di Debic e Bargiornale alla fiera Sigep 2024 ©Riccardo Gallini /GRPhoto
Un cocktail mangia&bevi ispirato al Tiramisù vince di misura sui due miscelati a tema panna&caffè presentati da Valentina Tereza Ghiurca e Federico Lombardo

Finale ai punti, anzi ai decimali, per i tre partecipanti al contest Sweet&Shake Cup di Debic, che si è svolto nella seconda giornata della fiera Sigep 2024 (Salone internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione e Caffè) a Rimini, nello stand di Debic, marchio del colosso Frieslandcampina. Giunta alla quinta edizione, il concorso ideato da Bargiornale e Debic, pensato per valorizzare l’utilizzo della panna nel mondo dei bar, quest’anno prevedeva di creare un miscelato – alcolico o analcolico, caldo o freddo – che esaltasse l’accoppiata vincente panna&caffè: la prima nelle sue differenti versioni, liquida o spray, zuccherata o meno; il secondo nelle sue molteplici varianti estrattive.

A giudicare la performance, non solo la giuria tecnica, composta dagli esperti di Bargiornale, dallo chef pasticcere di casa Debic, Antonio Cuomo, e dallo specialista del caffè, Gianni Cocco, ma anche una giuria popolare, composta da spettatori che si sono lasciati coinvolgere nel gioco e che hanno rappresentato la quota “cliente del bar”.

I tre professionisti che hanno partecipato a Sweet&Shake hanno dimostrato grande dimestichezza con le competizioni e hanno presentato tre drink dalle caratteristiche estremamente differenti l’uno dall’altro, a conferma della versatilità dell’uso della panna in miscelazione. A vincere, il marsicano Diego Di Giannantonio, che a Tagliacozzo è titolare dell’Old Tom: ha presentato un drink scomposto ispirato al Tiramisù. Da un lato una riduzione di caffè e savoiardi, sormontata da panna montata Debic, dall’altra un miscelato alcolico in bottiglietta da versare al momento per completare il drink, da consumare come un mangia&bevi.

Seconda classificata, Valentina Tereza Ghiurca del Barrier di Bergamo, giovanissima barlady che si è difesa con un cocktail shakerato in coppetta a base Cachaça, con panna Debic e due lavorazioni di caffè effettuate utilizzando la tecnica degli ultrasuoni. Terzo il siciliano Federico Lombardo di Brazilcafè, di Vittoria (Ragusa), che ha proposto un drink analcolico perfetto a tutte le ore, con un caramello salato alla base, caffè estratto in V60, latte montato chiuso con panna montata Debic on top e pop corn al caramello salato a fare da garnish e dare al contempo la parte croccante.

Il primo classificato alla Sweet&Shake Cup porta a casa un Percorso di formazione sul caffè, offerto da Debic, del valore di 1000 euro e strutturato in base alle esigenze del vincitore.

Torna Slow Wine Fair: a Bologna, dal 25 al 27 febbraio

Slow Wine Fair 2024
Appuntamento a BolognaFiere con la terza edizione della manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto. Ad attendere i visitatori oltre un migliaio di espositori, un ricco programma di eventi, conferenze e masterclass. E un'area dedicata agli Spirits e alla Fiera dell’Amaro d’Italia

Slow Wine Fair, l'unica fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto, torna per la terza edizione a BolognaFiere da domenica 25 a martedì 27 febbraio.

Organizzata da BolognaFiere e SANA, Salone internazionale del biologico e del naturale, con la direzione artistica di Slow Food, Slow Wine Fair promuove i vini frutto di un'agricoltura sostenibile, incentrata sulla difesa della biodiversità e del paesaggio agrario, sull'uso oculato delle sue risorse, sulla crescita culturale e sociale delle comunità agricole, e su una maggiore consapevolezza dei consumatori.

Vini “buoni”, ma anche amari e spirits

Circa un migliaio gli espositori, rappresentativi di tutta la filiera del vino: dalle cantine, selezionate da una commissione, al mondo degli amari – con la Fiera dell’Amaro d’Italia – e degli spirits, fino alle aziende partner della sostenibilità, che contribuiscono a rinnovare il sistema agricolo con macchinari, attrezzature e tecnologie innovative.

Per quanto riguarda le cantine, molte propongono in assaggio vini certificati biologici o biodinamici, grazie anche alla storica collaborazione di BolognaFiere con FederBio.

Oltre all’Italia, i Paesi di provenienza vanno dai più "classici" – Austria, Francia, Germania e Spagna – ai meno noti, quali Argentina, Cile, Georgia, Turchia, Australia e Cina.
Con il supporto di ICE - Agenzia, delle Camere di Commercio e della rete di agenti di BolognaFiere, sono stati reclutati numerosi buyer esteri e operatori dal Centro-Nord Europa.

Questi professionisti possono usufruire di un servizio di matching online per fissare incontri one-to-one con potenziali partner commerciali.

Le conferenze

Aperte le iscrizioni alla conferenza online del 7 febbraio Aterrizar: radici contro la crisi climatica, che chiude il ciclo di incontri sul tema portante di Slow Wine Fair 2024 – la fertilità del suolo –, affrontandolo come strumento di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.

Dal 25 al 27 febbraio questi approfondimenti proseguono in presenza nelle Arene di Slow Wine Fair.

Un ricco calendario di masterclass

Tra gli appuntamenti più attesi (e ai quali è già possibile registrarsi), si segnalano le Masterclass, le degustazioni guidate che esplorano il panorama vinicolo italiano e internazionale.

Domenica 25 febbraio sono in calendario La biodinamica tra Europa e Sudafrica, Alla scoperta delle vigne storiche ed eroiche dell’Emilia-Romagna e Outsider, piccoli grandi vini contro ogni pronostico. Lunedì 26 riflettori accesi su Weingut Odinstal e l’illuminata direzione Schumann: la biodinamica in Pfalz, Il Modigliana bianco: la nuova stella dell’Appennino e Grappolo intero: confronto tra vecchio e nuovo mondo. Martedì 27, focus sulla Rifermentazione: quando l’acidità rock crea vini star.

Il premio ai locali che valorizzano i vini

Ormai al rush finale il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, assegnato a enoteche, ristoranti, osterie, bistrot e pizzerie che valorizzano i vini di una delle categorie territoriali o tematiche in concorso. Fino all’1 febbraio gli appassionati possono votare il proprio ‘locale del cuore’ tra quelli in short list, poi i vincitori sono decretati da una giuria di esperti.

Slow Wine Fair è un evento b2b rivolto all'Horeca e alla Gdo, ma domenica 25 possono entrare anche i wine lover interessati ad ampliare i propri orizzonti degustativi.

Da 80 voglia di mixology al Futuro del fuori casa, i talk di Bargiornale al Sigep

Foto_Sigep
A Rimini, a partire dal 21 gennaio, vi aspetta un ricco calendario di appuntamenti organizzati da Bargiornale e Dolcegiornale. Da un momento di confronto sul futuro della pasticceria a un talk sulla progettazione del nuovo fuori casa, dal nuovo metodo di valutazione Sca al revival in miscelazione degli anni '80 e '90

Gaggia, design luminoso ed eccellenza in tazza

Ecco tutte le caratteristiche de La Brillante, l’ultima nata tra le superautomatiche del marchio di Evoca Group

Un design studiato nei minimi particolari, grande facilità di utilizzo ed erogazioni sempre perfette caratterizzano La Brillante, l’ultima nata tra le superautomatiche di Gaggia Milano, marchio di Evoca Group, che si affianca ai modelli La Radiosa e La Solare, completando la gamma del brand. Si distingue per le linee contemporanee e minimaliste che si sposano con le ultime tecnologie del settore e con qualsiasi arredo. Le sue ridotte dimensioni (308 x 570 x 629H mm) e le finiture ramate e brillanti permettono un facile inserimento nella zona caffetteria e offrono il piacere di una macchina che piace al primo sguardo.

Le caratteristiche principali de La Brillante

Il gruppo caffè Z4000 è preciso e affidabile. Inoltre, il nuovo sistema di schiumatura del latte PrimeMilk permette di offrire bevande calde di eccellente fattura e anche di soddisfare le particolari esigenze di ogni preparazione nonché le richieste anche dei clienti finali più esigenti, dosando minuziosamente la quantità di schiuma desiderata. La macchina è sormontata da due o tre tramogge, che, in base al modello scelto, possono essere dedicate a caffè in grani e prodotti liofilizzati (cioccolata, orzo, ginseng o decaffeinato). Con il suo touchscreen da 7”, l’interfaccia de La Brillante risulta intuitiva per i tecnici e il personale non specializzato, nonché per un eventuale utilizzo in modalità self-service da parte del cliente finale. Al fine di garantire un buon funzionamento a lungo, è possibile programmare cicli completamente automatizzati di pulizia della macchina.

Schiuma

Il nuovo sistema PrimeMilk per la montatura del latte consente di dosare tramite touchscreen la quantità di schiuma desiderata per ciascuna ricetta.

Tramogge

Le tramogge possono essere dedicate a caffè in grani, che viene macinato a ogni erogazione, e prodotti liofilizzati (ad esempio cioccolata e ginseng).

Interfaccia

Grazie al touchscreen da 7”, la programmazione e l’utilizzo a ogni erogazione risultano intuitivi per i tecnici e anche per il personale non specializzato.

Manutenzione

Con un solo tocco è possibile programmare cicli di pulizia dell’attrezzatura completamente automatizzati, che assicurano una macchina sempre ben funzionante.

Il vantaggio del mobile carrellato

Espresso, cappuccino e bevande accompagnate da una bella crema di latte devono essere consegnati rapidamente al cliente dopo la loro preparazione, al fine di offrire il meglio da un punto di vista visivo e di gusto. Assicurare erogazioni piacevoli e cremose agli ospiti nel corso di un evento in una sala del locale, nel dehors o all’aperto, è facile con i mobili carrellati su cui posizionare La Brillante e tutte le altre superautomatiche proposte da Gaggia Milano. Hanno linee eleganti e sobrie e si adattano a ogni ambiente, permettendo di movimentare facilmente la macchina da un ambiente all’altro, in base alle particolari necessità del momento. Grazie ai servizi cloud Coffeed e AmiClo, inoltre, si possono monitorare in tempo reale le macchine, dai consumi ai parametri di erogazione, dalla corretta esecuzione di cicli di lavaggio alle informazioni sulla manutenzione preventiva, che permettono di ridurre gli interventi tecnici.

Gelato World Cup, 12 nazioni in gara al Sigep 2024

Saranno 55 i concorrenti provenienti da tutto il mondo a sfidarsi in questa gara giunta alla decima edizione. Nuove regole, giuria internazionale e tante altre novità in programma

Dal 20 al 22 gennaio 2024 torna l'appuntamento con Sigep e, con la manifestazione, scalda i motori anche la Gelato World Cup. Il campionato mondiale dedicato alla gelateria prenderà vita nella Gelato Arena (Pad. A5), mettendo in competizione 55 professionisti provenienti da 12 nazioni. Giunta alla decima edizione, la Gelato World Cup si svolgerà con nuove regole, più certe e precise, e una giuria internazionale.

Gelato World Cup: le novità in giuria

La giuria della Gelato World Cup che si svolgerà a Sigep 2024 si avvarrà della partnership con la World Association of Chefs' Societies (Worldchefs). La giuria internazionale sarà composta proprio da cinque loro membri, precisamente Carlo Sauber (Lussemburgo), Ljubica Komlenic (Italia/Serbia), Gilles Renusson (USA, Francia), Ann Brown (Scozia), Brendan Hill (Australia). «Stiamo delineando un grande appuntamento, un'edizione davvero indimenticabile - racconta Giancarlo Timballo, presidente Gelato World Cup - Sono implementati alcuni ambiti rispetto al passato, soprattutto riguardo la sicurezza della gara. C'è una giuria in più, internazionale, che valuterà il gusto. Ci sarà quella dei team manager poi che si occuperà dell'aspetto artistico. Due i presidenti di giuria, quattro i commissari di gara. Stiamo lavorando per un'edizione assolutamente irreprensibile».

La strada per vincere

Ci saranno 55 professionisti provenienti da 12 nazioni, che rappresenteranno le squadre in gara. Queste ultime sono: Argentina, Brasile, Cina, Corea del Sud, Germania, Italia, Perù, Singapore, Taipei cinese, Ungheria e Messico (in sostituzione dell’Austria, ritiratasi). Per aggiudicarsi la vittoria, i partecipanti dovranno affrontare 7 prove di produzione gelato, 3 prove artistiche e la realizzazione di un buffet finale. In questa ultima parte ogni squadra esporrà tutte le prove sostenute. Sergio Dondoli, uno dei commissari di gara e vicepresidente di Gelato e Cultura, ha affermato: «Siamo particolarmente felici di aver fatto le selezioni in tutto il mondo: è come un vero campionato di calcio, con protagonista uno dei prodotti artigianali più buoni e tipici dell'arte dolce italiana, il gelato».

Erremme, il tuo partner per il packaging di qualità e sostenibile

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Alte prestazioni, praticità e un'estetica molto curata caratterizzano l'ampia gamma di articoli green per la gelateria, la pasticceria e la caffetteria prodotti dall'azienda Umbra

Una lunga e consolidata esperienza nel settore unita al continuo sviluppo tecnologico per offrire soluzioni innovative sia nei materiali sia nelle scelte progettuali sia nelle prestazioni. È su queste basi che Erremme ha costruito il suo percorso che l’ha portata ad affermarsi come una dei maggiori e più apprezzati produttori di packaging per il dolce, il gelato e la caffetteria. Settori che l’azienda, fondata a Foligno e con alle spalle quasi 40 anni di storia, serve con un’offerta completa, interamente made in Italy, studiata per garantire alte performance, praticità e attenzione all’estetica. Soluzioni frutto della capacità del suo team di cogliere le nuove tendenze del mercato e della capacità di dialogare e collaborare con i clienti, per raccoglierne e condividerne le esigenze, anche grazie a una rete di agenti e distributori diffusa capillarmente sia in Italia sia nei diversi Paesi del mondo dove l’azienda opera. Ma ricerca delle prestazioni e cura dell’immagine non sono gli unici aspetti che caratterizzano i prodotti Erremme. Un analogo peso ha il tema della sostenibilità, nella quale negli anni sono stati moltiplicati gli investimenti per perseguire la mission di produrre articoli eco sostenibili, riciclabili e riutilizzabili, nel pieno rispetto dell’ambiente. Le ultime novità, quali la linea di vaschette per gelato, 100% riciclate e riciclabili, Thermogel Recycled Plus, la gamma di prodotti compostabili Eco Bio e i bicchieri Ice Glass rappresentano una ulteriore evoluzione in tal senso della filosofia aziendale.

Le vaschette virtuose Thermogel Recycled Plus

Particolarmente innovative sono le vaschette termiche Thermogel Recycled Plus, frutto dell’approccio Biomass Balance (BMB), un nuovo processo applicato da BASF, tra i colossi mondiali della chimica. Il principio di questo processo è tanto semplice quanto virtuoso: partendo dai rifiuti organici e dagli oli vegetali che vengono accumulati ogni anno si producono biogas e bionafta. Queste materie prime rinnovabili vengono quindi utilizzate, in sostituzione di quelle fossili, nella produzione di sostanze chimiche.

Erremme thermogel BMB
Le vaschette per gelato, 100% riciclate e riciclabili, Thermogel Recycled Plus
Le vaschette vantano la certificazione A+, la classe più alta, Remade in Italy, che attesta il contenuto di materiale derivato da riciclo e da sottoprodotti in un prodotto. Nel caso dei contenitori Thermogel la percentuale di materia prima riciclata, ovvero di polistirene espanso, derivata da fonti rinnovabili è superiore al 90%. Al risultato contribuisce anche un’altra importante particolarità delle vaschette. La contro vaschetta interna non è infatti termosaldata in quella esterna: una scelta compiuta dall’azienda con il grande obiettivo di favorire il riuso delle vaschette esterne, cambiando semplicemente la contro vaschetta interna.

Soluzioni per ogni esigenza di servizio

Amplissima la scelta di articoli che gli operatori possono trovare nel ricco catalogo Errremme. A cominciare dalla linea caffetteria che mette a disposizione un’offerta completa di articoli per l’asporto delle preparazioni, dalla valigetta per i due o quattro bicchieri, sia per il caffè sia per il cappuccino, alla gamma completa di bicchieri in carta politenata sia in versione normale sia termica. I bicchieri in carta sono biodegradabili e tutti dotati del relativo coperchio, mentre la valigetta è in polistirolo riciclabile e riutilizzabile.

Non minore scelta offre la linea pasticceria, che comprende vassoi e contenitori riciclabili e riutilizzabili, spaziando dai vassoi per torte ai contenitori per semifreddi a quelli per monoporzioni. Un esempio degli articoli in gamma è lo Scrigno, una elegante linea, disponibile in cinque misure con diverse altezze, di contenitori in Pet con finitura in oro brillante e nero, con coperchio in Pet trasparente. Discorso analogo per ciò che riguarda le proposte per la gelateria, con un ampio assortimento di coppette da gelato, da yogurt e bicchieri. Nello sviluppo delle sue soluzioni Erremme non ha trascurato il mondo dei laboratori semi industriale e della stessa industria, con una ampia gamma di gelatiere con coperchio attentamente studiata per il settore.

Qualità certificata

A garanzia della qualità dell’intera produzione, oltre al marchio riconosciuto e apprezzato, le certificazioni delle quali l’azienda si fregia, quali la Rina e la Brcgs, lo standar globale per la sicurezza alimentare, dimostrazione oggettiva di come l’impresa abbia improntato la propria attività su canoni gestionali universalmente riconosciuti come distintivi e qualificanti. Certificazioni che aumentano il valore e la competitività di Erremme sul mercato e che dimostrano a clienti e fornitori il costante impegno verso i lavoratori e la crescita aziendale.

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