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Whittington amplia la gamma bio con il Tè Nero al Limone

Whittington Tè Nero al Limone Biologico

L’arrivo dell’autunno porta una novità in casa Whittington. Il brand di tè di proprietà del gruppo Lavazza ha ampliato la sua gamma di tè e infusi Organic Bio con la nuova referenza Tè Nero al Limone Biologico.

Frutto di una miscela di foglie di tè provenienti da agricoltura biologica certificata, si caratterizza per il sapore intenso, ulteriormente impreziosito dalle note agrumate della scorza di limone, anch’esso ovviamente bio, che gli donano un aroma vivace e rinfrescante.

Il nuovo prodotto arricchisce la bio di Whittington, che già comprendeva altre quattro referenze: Tè Nero Nilgiri Blue Mountain, Tè Verde Gunpowder, e le due infusioni di erbe Fresh Mint e Caramel Vanilla Rooibos. Tutte disponibili come il Tè Nero al Limone Biologico, in astuccio da 15 filtri (2,5 g l’uno). Altro particolare lo speciale filtro a piramide che custodisce le referenze, studiato per preservare al meglio l’integrità delle materie prime e restituirne in tazza il gusto ricco e delicato un gusto ricco e delicato e l’intensità degli aromi e dei sentori naturali.

Tre italiani tra i migliori 100 locali della World’s 50 Best Bars

World’s 50 Best Bars_Nottingham Forest

In attesa di conoscere la classifica dei World’s 50 Best Bars, che sarà svelata nella cerimonia di premiazione il 3 ottobre a Londra, arrivano le prime soddisfazioni per l’Italia. La The World’s 50 Best Bars Academy, il panel composto da oltre 500 esperti di bevande che stila la classifica, ha infatti anticipato la lista dei locali che occupano le posizioni dal 51 al 100 (che pubblichiamo in calce). Lista che vede la presenza di tre locali italiani: il Baccano di Roma (70° posto), il Drink Kong sempre a Roma (82°) e il Nottingham Forest di Milano (86°), storica voce italiana in classifica, del mitico Dario Comini, pioniere della miscelazione d’avanguardia alla quale è dedicata la copertina del nuovo numero di Bargiornale. Un buon inizio, sperando che la classifica delle prime 50 posizioni possa regale soddisfazioni ancora maggiori. Ma questo lo sapremo presto.

Tornando invece all’analisi delle posizioni dal 51 al 100, l’elenco include locali di 26 città di 20 diversi paesi del mondo. A fare la parte del leone gli Stati Uniti con 9 locali, 4 dei quali a New York, 2 a San Francisco e uno a Chicago e Miami.

Ma a livello di città, ancora meglio fa Londra, con ben 6 cocktail bar, Oriole (64°), Satan’s Whiskers (78°), Donovan Bar (87°), The Gibson (97°) e le new entry Tayēr + Elementary (52°) e Scarfes Bar (55°), mentre il Panda & Sons (77°) di Edimburgo (Scozia) completa l’elenco dei bar del Regno Unito.

Forte vanno anche i locali asiatici, 11 in totale, con Giappone e Hong Kong che contano tre cocktail bar ciascuno, seguiti da Tailandia e Singapore con due, per chiudere con la Corea del Sud, presente con un locale.

Bene fanno anche le nuove piazze della miscelazione internazionale, Spagna e America Latina. La prima presente con due locali, entrambi a Barcellona, Two Schmucks (57°) e Dry Martini (74°), la seconda con SubAstor (51°) e Frank Bar (96°) a San Paolo (Brasile), Hanky Panky (65°) di Città del Messico e Siete Negronis (69°) a Santiago del Cile. Si chiude con l’Australia, che conta 4 locali, 3 a Sidney e uno a Melbourne.

THE WORLD’S 50 BEST BARS (dalla 51 alla 100) 2019

51. SubAstor - São Paulo, Brazil

52. Tayēr + Elementary - London, UK

53. Lost & Found - Nicosia, Cyprus

54. The Bamboo Bar at Mandarin Oriental - Bangkok, Thailand

55. Scarfes Bar - London, UK

56. Bar Benfiddich - Tokyo, Japan

57. Two Schmucks - Barcelona, Spain

58. Candelaria - Paris, France

59. Tales & Spirits - Amsterdam, Netherlands

60. Tommy's - San Francisco, USA

61. 28 HongKong Street - Singapore, Singapore

62. Zuma - Dubai, UAE

63. Buck and Breck - Berlin, Germany

64. Oriole - London, UK

65. Hanky Panky - Mexico City, Mexico

66. Bulletin Place - Sydney, Australia

67. Sweet Liberty - Miami, USA

68. Danico - Paris, France

69. Siete Negronis - Santiago, Chile

70. Baccano - Rome, Italy

71. Quinary - Hong Kong, China

72. BlackTail - New York, USA

73. Central Station - Beirut, Lebanon

74. Dry Martini - Barcelona, Spain

75. Lobster Bar - Hong Kong, China

76. Long Island Bar - New York, USA

77. Panda & Sons - Edinburgh, UK

78. Satan's Whiskers - London, UK

79. The Baxter Inn - Sydney, Australia

80. Black Pearl - Melbourne, Australia

81. ABV - San Francisco,  USA

82. Drink Kong - Rome, Italy

83.  Charles H - Seoul, South Korea

84. Le Syndicat - Paris, France

85. Bar Trench - Tokyo, Japan

86. Nottingham Forest - Milan, Italy

87. Donovan Bar - London, UK

88. Sin+Tax - Johannesburg, South Africa

89.  Bar Orchard Ginza - Tokyo, Japan

90. Nutmeg & Clove -Singapore,  Singapore

91. Lost Lake - Chicago, USA

92. Tropic City - Bangkok, Thailand

93. The Pontiac - Hong Kong, China

94. Amor y Amargo - New York, USA

95. PS40 - Sydney, Australia

96. Frank Bar - São Paulo, Brazil

97. The Gibson - London, UK

98. Mabel - Paris, France

99. Aviary - Chicago, USA

100. Clover Club - New York, USA

Optima, shopping clamoroso: acquisiti i gelati Pernigotti

gelati pernigotti

Alla fine è uscito il coniglio dal cappello e tutti sono rimasti attoniti. Il gioco di prestigio è riuscito al fondo Optima, che ha aggiunto un'altro capitolo al libro delle sue eccellenti acquisizioni nel mondo del gelato. Pernigotti, o meglio la sola divisione "ice & pastry" dello storico marchio di Novi Ligure, finisce nella galassia Optima. Trova buona compagnia, assieme a MEC3 (ingredienti per gelateria e pasticceria artigianale), Modecor (decorazioni per pasticceria, parte del gruppo dal 2017) e Guido Giuso (frutta candita e composti per gelateria e pasticceria, acquisita nel maggio 2018).

Il brand storico "Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani"

Di colpo di scena si tratta, viste le forti incertezze vissute negli ultimi anni (e mesi) da Pernigotti. Optima vede un «ulteriore importante passo avanti nella strategia di crescita, affiancando il marchio “Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani”, storico simbolo dell’industria dolciaria Made in Italy dal 1860, a marchi già affermati e leader tra i quali MEC3, Modecor e Giuso».

Alla proprietà turca resta il cioccolato

Al gruppo turco Toksoz, proprietario dell'azienda dal 2013 (la comprò dalla Averna, a cui era stata ceduta in precedenza dagli eredi della famiglia Pernigotti), resta la divisione cioccolato, la titolarità del marchio "Pernigotti 1860" e la proprietà dell’intero sito produttivo di Novi Ligure. Garantirà «la produzione di preparati per gelato, cioccolato, praline e torrone - già ripartita dal 23 luglio scorso - tramite l’impiego del personale, dei macchinari e dello storico know-how», hanno scritto le due società in una nota congiunta.

Disaronno veste Diesel nella nuova limited edition

Disaronno wears Diesel

Disaronno veste denim per la nuova limited edition Disaronno wears Diesel. A disegnare il nuovo vestito, un omaggio ai mitici jeans, che impreziosisce l’iconica bottiglia del famoso liquore è Diesel, il brand di streetwear, in un perfetto incontro tra italian style e contemporaneità che è alla base dei due marchi.

Oltre alla tradizionale bottiglia da 70 cl, la limited edition nella versione jeans è disponibile in due diverse confezioni mignon da collezione, ciascuna composta da tre bottiglie in formato mini (5 cl), ognuna in diverse sfumature di denim.

Disaronno wears Diesel è la protagonista della settima edizione del progetto Disaronno Icon, nato sotto la direzione artistica di Vogue Italia, che ogni anno vede la collaborazione con le maggiori firme della moda italiana. Progetto che nelle edizioni passate ha visto le limited edition firmate da Moschino, Versace, Cavalli, Etro, Missoni e Trussardi, che donano un tratto distintivo in più allo storico liquore.

Un cambio di abito che però mantiene intatte le caratteristiche di Disaronno, quel gusto morbido, dolce e fruttato, compensato dalla forza riscaldante dell’alcol, sempre più apprezzato anche in miscelazione.

E a questo proposito, il nuovo outfit è accompagnato anche dal lancio di un nuovo drink elaborato dai bartender della casa, Disaronno wears Diesel Cocktail, facile e veloce da preparare, dove il liquore è miscelato con rum giamaicano overproof, succo di lime, sciroppo di passion fruit e guarnito con foglie di menta e lamponi.

Inoltre, con questo progetto il brand sostiene la fondazione Only the Brave, impegnata in progetti attivi nel campo del sociale, della sostenibilità e dell’innovazione in Italia e all’estero.

La nuova limited edition sarà disponibile fino a fine novembre.

La ricetta

Disaronno wears Diesel Cocktail

Disaronno wears Diesel Cocktail

Ingredienti:

50 ml Disaronno, 20 ml rum giamaicano overproof, 30 ml succo di lime, 20 ml sciroppo di passion fruit, foglie di menta, lamponi

Preparazione:

build

Decorazione:

foglie di menta e lamponi

Baritalia Lab Milano: manda la tua ricetta entro il 21 ottobre!

Baritalia 2019
Vuoi partecipare da protagonista alla tappa di Baritalia di Milano? Manda la tua ricetta e sfida gli altri bartender a colpi di cocktail. Il prossimo campione sul podio potresti essere tu!
Baritalia_2019
Baritalia - Quinta edizione
Milano – lunedì 11 novembre 2019

Vuoi partecipare alla tappa di Baritalia di Milano? Ecco come fare

1. Scegli quale dei tre cocktail tra quelli indicati twistare;
2. Scegli almeno due dei prodotti indicati nel paniere;
3. Mandaci la tua ricetta entro il 21 ottobre 2019;
4. Allega un’immagine (massimo due).

Per partecipare con più ricette (anche legate a cocktail diversi) dovrai ricompilare un nuovo form di iscrizione.

I bartender selezionati saranno contattati direttamente dalla redazione di Bargiornale.

Clicca qui e scopri come funziona il laboratorio!

Artista del panino 2019, ecco i primi due finalisti

Sono Patrizio Passavante del Bar Conad Superstore di Avigliana, in provincia di Torino, e Valentino Ranuio del Gusto Tondo di Cermenate, in provincia di Como, i primi due concorrenti a essersi aggiudicati il diritto di partecipare alla finale dell'Artista del Panino che si terrà al prossimo Sigep, in programma a Rimini dal 18 al 22 gennaio prossimi.

Questi gli esiti della prima semifinale, tenutasi a Milano il 30 settembre presso la sede dell'Accademia del Panino italiano. E non è stato un esito semplice da raggiungere. Chi scrive ha avuto l'onore e soprattutto l'onere di giudicare, con Barbara Rizzardini, direttrice dell'Accademia del Panino Italiano e Fabrizio Rivaroli, chef, i lavori dei concorrenti.

Molte le ricette di altissimo livello che hanno messo in crisi i giudici e che sono state in grado di raccontare della profonda ricerca messa in campo e delle grandi competenze tecniche dei concorrenti. Scelta accurata degli ingredienti, qualche azzardo (riuscito) negli abbinamenti, cura nella presentazione hanno fornito un quadro interessante di dove si possa spingere oggi il panino italiano.

I concorrenti hanno "giocato" con ingredienti particolari (come la frutta o i pesci crudi), così come anche con la verticalità delle presentazioni. Interessante poi sottolineare i tanti tentativi di uscire dal solito schema salume+formaggio per arrivare a usare preparazioni che fanno più parte di una ristorazione slow (manzo all'olio, tartare, carni a cotte a bassa temperatura) che a quella classica del bar.

Appuntamento ora per le prossime tre tappe di Roma, Matera e Verona. E se il livello tecnico e di gusto di Milano sarà confermato ci aspetta davvero una finale al cardiopalma.

 

Nella foto in alto, da sinistra, Valeria Baiano Trade Marketing Coordinator Vandemoortele Italia, Valentino Ranuio, Patrizio Passavante e Valentina Scarnecchia conduttrice della semifinale

Marì, bottega romana del maritozzo

Marì - Maritozzi Dolci e Salati

Lievitazione di sei ore, impasto soffice e leggero, materie prime italiane: nasce così il ricettario di Marì, la bottega che celebra i maritozzi di fresca apertura a Roma, nel rione Monti. Il maritozzo è una pagnottella soffice con un taglio a metà, che può essere farcita di panna montata o di crema, o a piacere con ingredienti salati. L'idea di Marì è quella di un pdv "monoprodotto" con un'offerta di maritozzi sia dolci che salati, dalla pausa di metà mattina al dopo-cena passando per l'aperitivo.

Tre impasti: dolce, salato e vegano

Marì - Interni (3)
L'interno di Marì, nel Rione Monti a Roma
Tre i tipi di impasto ideati da Marì in collaborazione con un forno romano: dolce, non dolce e vegano. L’impasto dolce ha una glassatura all'esterno. Il "non dolce" ne è privo e ha una minore quantità di zucchero nell’impasto stesso, ed è stato studiato appositamente per gli abbinamenti e gli ingredienti salati. L’impasto vegano con curcuma e semi di papavero è, invece, senza latte e senza uova, per intolleranti al lattosio o per chi segue una dieta vegana e vegetariana.

Dolce: c'è anche il gelato di Fassi

Incrociando impasti e ingredienti si ottengono 20 combinazioni di base. Tra i maritozzi dolci, oltre al classico con panna espressa montata in casa, c’è quello al pistacchio con crema di pistacchi vegana e ricotta di mandorle. Poi il maritozzo Ottavia con ricotta e visciole in omaggio ai tradizionali sapori che contraddistinguono l’antico quartiere ebraico romano. O il Nanni, citazione cinematografica dedicata al film “Bianca” di Nanni Moretti con crema di nocciole dei Monti Cimini, fondente o al latte. E ancora i grandi classici della cucina romana, fino al gelato della Gelateria Fassi, storico tempio del gelato artigianale a Roma.

Stuzzichi salati, anche in degustazione

Tra i maritozzi salati c’è Remo con le polpette al sugo, Romolo con la coda alla vaccinara, Sud con stracciatella di bufala, broccoletti e aliciotti, Fortunato con culatello, carciofi alla cafona e maionese fatta in casa e Romagnolo con mortadella artigianale, squacquerone e giardiniera. Due i formati: classico e mini, quest'ultimo pensato per piccoli appetiti o per degustazioni come le mi scarpette con tre mini maritozzi (carbonara, cacio e pepe e secondo disponibilità sugo di coda, amatriciana o ragù) o il MarìSushi, combinazione che riunisce i maritozzi più esotici.

Giornata Internazionale del Caffè, un aiuto ai coltivatori con #coffeepledge

Un frame del filmato An Anthem for International Coffee Day

Per il quinto anno (la prima edizione si tenne in occasione di Expo a Milano) il 1° ottobre nel mondo si celebra la Giornata internazionale del caffè. È un momento di gioia che vede uniti gli attori della filiera, dagli agricoltori, ai torrefattori ai baristi, ai proprietari di bar e alle numerose figure dell’industria che ruota attorno alla coffea. Ma è soprattutto un’occasione per fermarsi e riflettere sulla situazione del settore. Lo scorso anno l’attenzione venne posta sulla realtà delle donne, quest’anno sulle condizioni difficili dei produttori, a causa progressivo calo del prezzo del caffè. Il paradosso è che il caffè non è mai stato più popolare, con 3 miliardi di tazze consumate ogni giorno, un numero che continua a salire. Nonostante la crescente domanda, i prezzi che i produttori ricevono oggi sono inferiori di oltre il 30% rispetto alla media degli ultimi dieci anni: ciò minaccia la sopravvivenza dei coltivatori e di 12 milioni di famiglie che ad essi fanno capo.

Bargiornale ha fatto il punto della situazione sul numero dello scorso marzo nel servizio “Impariamo ad essere virtuosi”: ne è emerso un quadro preoccupante; indebolite da un eccesso di offerta a causa delle alte produzioni di Brasile e Vietnam, e dalle manovre degli speculatori, le quotazioni di caffè sono ai minimi. Per l’anno in corso l’Ico - International Coffee Organization - stima un surplus di 2,29 milioni di sacchi. È una situazione che penalizza i produttori che, con margini sempre più ridotti, sono costretti a una vera lotta per la sopravvivenza. Come ogni prodotto naturale il caffè ha bisogno di cure: impegni che chi lavora sottocosto non può mantenere, condannato a un futuro di scarsa produttività e minore qualità del raccolto. Tanto che in alcuni Paesi le terre vengono abbandonate.

Per comprendere la realtà della filiera del caffè, nella splendida cornice di Kibuye, in Ruanda, è stato realizzato il filmato "An Anthem for International Coffee Day" che fa ascoltare i suoni del caffè e mostra il lavoro che c’è dietro i chicchi che vanno a comporre le tazze di caffè consumate in ogni parte del mondo.

Il documentario di denuncia Black GoldSi può fare qualcosa per dare il giusto (almeno un salario di sussistenza) ai coltivatori? L’Ico ha lanciato la call for action #coffeepledge: l’hashtag invita a firmare una petizione online a sostegno di un “living income”, che garantisca introiti dignitosi per i produttori. L’invito a operatori e consumatori è inoltre a porre attenzione a ciò che acquistano e consumano, premiando chi riconosce il giusto ai produttori. Nel 2006 lo scandalo legato al documentario “Black Gold” spinse Starbucks a impegnarsi in tal senso; oggi lo deve fare chiunque si dichiari sostenibile, uscendo dalla logica della speculazione.

Torna Riempi il tuo locale tour, il percorso di formazione gratuito per i gestori

Riempi il tuo locale

Torna l’appuntamento con Riempi il tuo locale tour, il percorso di formazione gratuito ideato e organizzato da GpStudios, società specializzata in consulenza e formazione per i pubblici esercizi, in collaborazione con Fipe Business School, la scuola di formazione manageriale per pubblici esercizi della Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi). Dopo la partenza da Genova, le prossime tappe in programma sono a Milano, il 2 ottobre, presso Bw Antares Hotel Concorde, e Milano Marittima, il 7 ottobre, all’Hotel Premier & Suites.

Dedicato agli imprenditori del mondo bar e della ristorazione, l’iniziativa si propone di offrire ai partecipanti nuove conoscenze, strumenti e soluzioni pratiche per migliorare il rendimento della propria attività. Il tutto attraverso una serie di incontri che si alterneranno nell’arco di una giornata (dalle 10 alle 17). Una full immersion di contenuti e spunti, dove verranno toccati tutti gli aspetti che incidono sul buon funzionamento di un locale.

Più nello specifico, al centro degli incontri ci saranno le strategie per assicurare il successo del locale, per aumentare lo scontrino medio attraverso l’offerta, le migliori pratiche per emergere grazie al corretto utilizzo dei profili social, l’analisi degli indici di gestione per avere il controllo del business, le azioni da mettere in campo ottimizzare la gestione operativa standardizzando i processi e il monitoraggio dei costi di gestione. E ancora, le innovazioni di prodotto e attrezzature per velocizzare la produzione e diminuire gli sprechi, il visual merchandising, l’analisi dei trend del mercato e di nuovi modelli di business, la gestione del personale, senza tralasciare esempi di realtà virtuose alle quali ispirarsi.

Argomenti che saranno trattati da un parterre di relatori di primo piano del settore, quali Giacomo Pini, esperto in marketing turistico e ristorazione con oltre 25 anni di esperienza, Gianni Vitale, commercialista esperto in controllo di gestione, Chiara Baldoni, esperta in tecniche di visual marketing e visual merchandising, Giovanni Carobbi, consulente e formatore in area food&beverage, e Francesca Cognigni, consulente esperta in startup, creazione di format ristorativi e standardizzazione dei processi. Il tutto arricchito dagli interventi delle aziende sponsor del progetto, Metro Italia, Chs, Electrolux, Cds Data System ed E’ Così, che presenteranno alcune innovazioni del loro portafoglio.

Gli incontri saranno anche l’occasione per presentare l’offerta formativa della Fipe Business School, la scuola di formazione manageriale per pubblici esercizi di FiIPE, che giunta al suo terzo anno di attività

Come partecipare

Per partecipare a Riempi il tuo locale tour occorre iscriversi sul sito del progetto www.riempiiltuolocale.it, compilando l’apposito form. L’iscrizione è gratuita, ma aperta a 150 partecipanti per incontro. Per ulteriori info, si può consultare lo stesso sito oppure inviare una mail a info@riempiiltuolocale.it o telefonare allo 0543 84099, oppure allo 393 9079824.

Lucas Kelm vince la finale italiana di Art Of Italicus 2019

Art of Italicus 2019

È Lucas Kelm (al centro nella foto in apertura) l’italian Bar Artist Of The Year. Il bartender del Ristorante e cocktail lounge Amo di Venezia e bar manager del Gruppo Alajmo, con il suo cocktail Sketch ha infatti vinto la finale nazionale di Art Of Italicus 2019, il contest di Italicus, il Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo.

Dieci i bartender che si sono alternati dietro il bancone del Drink Kong di Roma per contendersi il titolo italiano: Carlo Simbula di The Spirit Milano con Sgroppino Italico, Riccardo Riva del The Doping Club con To Make Her Smile, Micaela Contini dello SkyBar dell’Hotel La Palma di Stresa con Danza Floreale, Raffaele Mainetti del Locale Firenze con Les Fleurs Du Mal, Denis Paonessa dell’Ooo (Out of ordinary) di Firenze con Clarity, Simone Sacco del Piccolo Lago di verbania con Laurel Spritz, Ilaria Migliorini de La Zanzara di Roma con La Vie En Rose, Dario Gioco del Voia Art Gallery di Roma con Illusionist Negroni e Christian Costantino del Marina del Nettuno di Messina con Italiclouds. Per tutti la sfida era creare un originale cocktail da aperitivo a base di Italicus e ispirato a qualsiasi forma di espressione artistica.

Sfida superata brillantemente da Kelm con Sketch, come decretato dalla giuria, composta da Marika Cappena, sales and marketing manager Italicus, Lorenza Fumelli di Agrodolce.it e Mario Farulla, bar manager del Baccano di Roma. Un drink dai sentori agrumati ispirato all’action painting, uno stile pittorico, diffusosi a partire dagli anni Quaranta, nel quale il colore viene fatto gocciolare spontaneamente, lanciato o macchiato, sulle tele, invece che applicato con attenzione, e preparato con Italicus, bitter e vino bianco Cervaro Della Sala di Antinori e completato con uno spruzzo di essenza di bergamotto, servito in coppetta su vassoio che ricorda la tavolozza dei pittori.

Alle sue spalle si sono classificati a pari merito Sacco (a sinistra nella foto in apertura), con Laurel Spritz, ispirato alla “Triumphal Crown”, simbolo di eccellenza e potere per un aperitivo “regale”, dove Italicus è miscelato con cordiale Laurel e Acqua S. Pellegrino, e Gioco (a destra nella foto in apertura) con Illusionist Negroni, ispirato all’arte dell’illusionismo, dove il Rosolio di bergamotto si unisce invece a gin infuso con rosmarino, timo e galanga e a vermouth bianco, da servire in un bicchiere con ghiaccio all’azulene, che dopo qualche minuto donala drink un colore blu.

La Art of Italicus non finisce qui. Prossimo appuntamento il 4 novembre a Barcellona per la finale internazionale del contest, nella quale Kelm se la vedrà con gli altri 12 campioni nazionali per aggiudicarsi il titolo di 2019 Global Italicus Bar Artist of the Year e l’ambito premio: vivere un'esperienza presso uno dei migliori bar internazionali inclusi nella lista dei World's 50 Best Bars.

Le ricette

Sketch di Lucas Kelm

Italicus_ Sketch di Lucas Kelm

Ingredienti:

40 ml di Italicus Rosolio di bergamotto, 40 ml Art of bitter, 50 ml vino bianco Cervaro Della Sala di Antinori, 1 spruzzo di essenza di bergamotto e una nota di colore.

Preparazione: unire tutti gli ingredienti nello shaker, mescolare e filtrare due volte. Aggiungere l'essenza di bergamotto e qualche spruzzo colorato.

Bicchiere:

coppa

Laurel Spritz di Simone Sacco

 

Ingredienti:

45 ml Italicus Rosolio di bergamotto, 50 Laurel cordial, 60 ml Acqua S. Pellegrino

Preparazione:

Mescolare Italucus e il cordiale in un mixing glass. Filtrare e versare in un bicchiere con ghiaccio. Aggiungere l’Acqua S. Pellegrino

Bicchiere:

calice da vino

Illusionist Negroni di Dario Gioco

Italicus_Illusionist Negroni di Dario Gioco

Ingredienti:

40 ml Italicus Rosolio di bergamotto, 20 ml gin infuso con rosmarino, timo e galanga, vermouth italiano bianco

Preparazione:

Versare gli ingredienti nel bicchiere con ghiaccio all’azulene e mescolare delicatamente

Bicchiere:

old fashioned

Caffarel, la nuova crema al cioccolato fondente

caffarel CREMOSA FONDENTE
caffarel CREMOSA FONDENTE Caffarel amplia la linea di creme spalmabili dedicata al mercato ho.re.ca. con una nuova referenza che punta a soddisfare i clienti che più apprezzano il cioccolato fondente. La nuova crema spalmabile si chiama cremosa fondente e ha un intenso sapore di cacao, che avvolge il palato. Al suo fianco resta l'originale cremosa al gusto gianduia. Le crema spalmabili Caffarel sono disponibili con il dosatore a pompa, per farcire croissant e crêpes, o variegare gelati e decorare caffè.

Trionfo della coreana Bannie Kang alla Diageo World Class

World Class 2019_Bannie Kang

C’è una new entry nella Hall of Fame di World Class. È la barlady coreana Bannie Kang (nella foto in apertura), trionfatrice dell’edizione 2019 della Diageo World Class Bartender of the Year, tra le più prestigiose competizioni internazionali dedicate all’arte della mixology.

In forza all’Anti:dote, cocktail bar all’interno del Fairmont Hotel di Singapore, paese sotto la cui bandiera ha gareggiato, Kang si è importa sugli altri 52 concorrenti nei quattro giorni di sfide che hanno decretato l’assegnazione del prestigioso titolo. Sfide alle quali ha preso parte anche il campione italiano della competizione, Salvatore Scamardella, bar manager al Piazza Vanvitelli di Castellammare di Stabia (Napoli).

Tecnica, tenacia e creatività sono le doti che la barlady ha messo in mostra durante le diverse prove, quest’anno svoltesi tra i Paesi Bassi e la Scozia. La prima parte delle finali ha infatti avuto come palcoscenico la distilleria Ketel One a Schiedam, in Olanda, dove i concorrenti hanno dovuto ideare dei cocktail a basso impatto ambientale e che interpretassero un senso di condivisione e comunità, dalla preparazione alla scelta degli ingredienti. Sono volati poi in Scozia, sull’isola di Skye, sede della leggendaria distilleria Talisker. Qui la sfida consisteva nel creare un drink a base del whisky torbato, miscelandolo con gli ingredienti trovati all’interno di una “mistery box”. Tappa finale a Glasgow dove, nello spazio eventi SWG3, si sono cimentati nelle ultime prove. Cominciando con il creare dei cocktail che rispettassero e valorizzassero il whisky single malt The Singleton, proseguendo con l’ideazione di tre tre mini-drink che esaltassero il cuore agrumato del gin Tanqueray No. Ten, per arrivare alla sfida “highball in a can” a base Johnnie Walker.

Attraverso questa lunga trafila sono stati selezionati gli otto bartender che si sono contesi il titolo nella sfida finale: uno “speed round” con pochissimo tempo a disposizione dove, sotto gli occhi di una giuria composta da leggende del settore, è stata messa a dura prova la loro abilità nel creare cocktail sotto pressione.

Insieme al titolo di Bartender of the Year Diageo World Class, Bannie Kang si è aggiudicata anche un contratto di un anno come global ambassador dei brand Reserve Diageo e sarà anche ospite dietro il bancone in alcune serate evento dei più famosi bar al mondo, giocando anche un ruolo primario nella collaborazione tra Diageo e i Taste Festivals organizzati da Img.

Le ricette di Bannie Kang

Paddy Field (prova Tanqueray No. Ten)   

World Class_Paddy Field

Ingredienti:

40 ml Tanqueray No. TEN, 30 ml Amazake / Betagen homemade*, 5 ml succo di limone fresco, 2g riso integrale tostato,

Preparazione:

shake well and strain

Guarnizione:

1 gambo di piantina di riso

* Amazake / Betagen. Ingredienti: 100 ml Amazake, 50 ml Betagen. Preparazione: miscelare I due ingredienti

Holy Moly Mary (prova Ketel One)

Ingredienti:

50 ml Ketel One, 5 pomodori ciliegino sottaceto homemade*, 40 ml acqua emulsionata, 30 ml East Imperial Ginger Beer

Preparazione:

mettere nello shaker il pomodoro, l’acqua e Ketel One. Shakerare leggermente per rompere il pomodoro e diffonderne il sapore. Aggiungere ghiaccio e shakerare con forza. Filtrare due volte in un bicchiere raffreddato. Aggiungere il top di ginger beer come topping.

Guarnizione:

Pomodorino sott’aceto e aneto

* Pomodori ciliegino sottaceto. Ingredienti: 100 ml aceto di vino bianco, 200 mg zucchero, 300 ml acqua, 2 scorze di limone, 1mg aneto, 1mg pepe. Preparazione: mettere tutti gli ingredienti in un pentolino e riscaldare finché lo zucchero non si dissolve. Lasciare raffreddare. Mettere un grappolo di pomodorini dentro l’acqua da sottaceto, lasciando passare una notte.

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