Home Blog Pagina 539

Meet With A Poem: Julius Meinl invita a “disconnettersi”

Julius Meinl, Meet with a Poem
Andreea Postolache, marketing manager di Julius Meinl

Julius Meinl ha lanciato per la Giornata Mondiale del Caffè del prossimo 1 ottobre un’iniziativa in linea con quanto ha proposto per tre anni (Pay With a Poem), alla quale ha aggiunto qualcosa di nuovo: l’invito a “disconnettersi per riconnettersi”. Il nuovo motto “Meet With A Poem”, ha spiegato Andreea Postolache, marketing manager, che ha presentato l’iniziativa, invita a lasciare da parte lo smarphone, il computer, i social per mettersi davanti a una tazza di caffè insieme a una persona cara, ai propri amici, scegliendo con calma l’estrazione preferita tra un classico espresso, un caffè filtro o un cold brew, gustarlo insieme e scrivere una poesia, ottenendo in cambio un caffè speciale. Il brand, con questa iniziativa, ha l’obiettivo di unire la vena creativa e le relazioni tra le persone intorno alla bevanda “socializzante” per eccellenza, il caffè, facendo rivivere l’atmosfera degli antichi caffè viennesi, luoghi dove, in mancanza della tecnologia moderna, si socializzava, si parlava delle proprie idee, si leggeva qualcosa oppure, liberi dalle 2 ore e 22 minuti al giorno che in media gli utilizzatori di smartphone trascorrono sui social network, semplicemente ci si rilassava.

Helena Oliviero realizza un'estrazione a filtro
Helena Oliviero realizza un'estrazione a filtro

Nel corso della presentazione, all’invito a concedersi una una sana “pausa di gusto”, è seguita la degustazione di due caffè specialty estratti in V60 da Helena Oliviero, campionessa italiana di Cup Tasting 2018: un Ethiopia Yrgacheffe, score 87,7, caratterizzato da lieve acidità, un aroma dolce e note fruttate, e un Malawi Chibula, score 85,8, dal gusto più intenso con profumi di pesca e richiami di te nero. È stata poi presentata la nuova miscela per moka 100% arabica con caffè provenienti da India e Brasile Sri Polson. Ha una tostatura media e in tazza presenta un carattere deciso, bilanciato da note di cioccolato fondente. Il suo nome ha un significato particolare: “Sri” si utilizza in lingua hindi per riferirsi a un gentiluomo di classe medio alta, mentre “Polson” è l’omonimo imprenditore indiano, un pioniere del settore, che nella città indiana di Bombay, vendeva porta a porta il caffè da lui tostato e confezionato.

Chiara Mascellaro vince la finale italiana della Patrón Perfectionists

Chiara Mascellaro_contest Patrón

È andata a Chiara Mascellaro la vittoria della finale italiana di Patrón Perfectionists Cocktail Competition 2019, il contest firmato dal brand di tequila premium del gruppo Bacardi Martini. Vittoria grazie alla quale la bar manager del Camus di Palermo stacca il biglietto per la finale globale del concorso, in programma in Messico, presso l’ Hacienda Patrón, il prossimo gennaio, dove rappresenterà il nostro paese.

Sei i concorrenti a darsi battaglia nella gara, andata in scena al Roma Bar Show, con le loro originali creazioni a base di Tequila Patrón: oltre a Mascellaro, Chiara Demenichini del Casa Mia Cocktail Bar di Milano, Bianca Andrea Ionita del Race Club Roma, Luca Melinato del Cloakroom Cocktail Lab di Treviso, Edoardo Sandri dell’Atrium Bar del Four Seasons di Firenze e Nuno Lopes di The Lounge Bar del Westin Palace di Milano.

contest Patrón
i finalisti e la giuria del contest. Al centro, la vincitrice Chiara Mascellaro

Creazioni che, come dal tema del concorso, dovevano riflettere la cura, la dedizione e la passione per la propria terra, gli stessi elementi alla base del distillato prodotto da Patrón. Tema che Mascellaro ha interpretato al meglio con il suo Porta Felice, dove ha miscelato Patrón Silver con succo di lime, liquore all’alloro siciliano e uno sciroppo homemade all’alloro, guarnito sempre con foglie di alloro. Un drink ispirato alla sua Palermo: non a caso gli aromi principali sono quelli dell’alloro, pianta un tempo presente in abbondanza nella città, con un tocco in più dato dalla presenza del sale che richiama il mare, altro elemento dell’identità palermitana.

Passione, cura per il dettaglio ricerca degli ingredienti, creatività e capacità di raccontare una storia sono ingredienti che la bar manager ha utilizzato al meglio nella sua performace, conquistando così la giuria, composta da Mariana Sanchez, Patrón international brand education manager, Antonio Rosato, il campione italiano uscente e senior bartender del Madarin Oriental Bar di Milano, e Lara Carello, direttrice di Mt Magazine.

Ora una nuova sfida l’attende: rappresentare I colori italiani nella finalissima del concorso, nato per valorizzare l’uso del distillato di agave in miscelazione.

Porta Felice di Chiara Mascellaro

Porta Felice_Chiara Mascellaro

Ingredienti:

40 ml Patrón Silver, 30 ml Acquafaba, 20 ml succo di lime, 20 ml Liquore alloro siciliano Allorino, 10 ml sciroppo di alloro homemade

Guarnizione:

foglie di alloro

Preparazione:

Shake and double strain

Bicchiere:

rock basso

Panettone, Giovanni Cova & C. nel nome di Leonardo

Nuova collaborazione con una istituzione culturale di prestigio per il marchio Giovanni Cova & C, che quest'anno propone una linea di panettoni in co-marketing con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Protagonista è Leonardo Da Vinci, che "firma" la linea di panettoni e pandori "Leonardo 500", con riferimento all'anniversario dei 500 anni dalla morte del genio fiorentino.

Le opere di Leonardo impreziosiscono il packaging

La Biblioteca Ambrosiana di Milano custodisce la più importante raccolta esistente di scritti e opere del grande genio, che proprio a Milano si stabilì per oltre 20 anni. Ancora una volta, il packaging valorizza il prodotto. Incarti e finiture richiamano le opere e i capolavori di Leonardo. 

Dalla Gioconda a L'ultima cena

La Gioconda racchiude il panettone classico da 1 Kg, premiato dall’ International Taste and Quality Institute di Bruxelles con il Tre Stelle Superior Taste Award, in una elegante confezione di latta. Il panettone Grancioccolato, con granella di nocciole, è racchiuso nella riproduzione dell’opera L’Annunciazione, mentre L’ultima Cena riveste il panettone con gocce di cioccolato bianco, lampone e pistacchio. Ad impreziosire il panettone curcuma e zenzero, la riproduzione dell’opera La Dama con l’Ermellino. La Vergine delle Rocce avvolge il panettonefarcito con crema di “Pistacchio Verde di Bronte DOP”Sant’Anna, la Vergine e il bambino con l’agnellino è la copia iconografica che adorna, infine, il panettone pere e cioccolato. Con ogni singola confezione, una raccolta delle riproduzioni utilizzate nel progetto, in tiratura limitata e stampata in alta risoluzione.

La partnership con la Biblioteca Ambrosiana si conclude con un regalo per chi acquista un panettone della linea Leonardo 500. Sino al giugno 2020, verrà infatti riservato uno sconto sul biglietto d’ingresso alla collezione d’arte della Pinacoteca.

A lezione da Antonio Bachour, da ICook

Antonio Bachour
La stella americana sarà ospite per una tre giorni di lezioni presso l'Accademia piemontese

Una tre giorni esclusiva è in programma da nella sede dell'Accademia ICook a Chieri (To). Il 28, 29 e 30 settembre infatti arriva una star da oltreoceano. È Antonio Bachour, il pluripremiato professionista di origine portoricana (è inserito nella Top 10 dei pasticceri statunitensi) titolare a Miami di due locali, il Bachour at the Citadel e il Bachour Coral Gables.

La tre giorni d'aula di Bachour verterà sui petit gateaux e sulle viennoiseries, due temi molto diversi tra loro, con quali il maestro americano dimostrerà la propria maestria e lo spiccato talento artistico. Un corso di specializzazione, quello di ICook, che si inserisce in un'offerta accademica completa: 14 settimane di aula seguite da uno stage di tre mesi, il tutto con formatori di eccellenza e con docenti di fama internazionale di altissimo livello tra cui Maestri Ampi, MOF e Campioni del Mondo. Qualche nome? Luca Montersino, Francesca Maggio, Emmanuele Forcone, Alexandre Bourdeaux, Loretta Fanella, Donata Panciera, Cedric Grolet, Amaury Guichon, Paco Torreblanca, Ramon Morato, solo per citare qualche nome di spicco.

Il paniere di Baritalia Lab. La tappa di Milano: Americano, Margarita e Dry Martini

Baritalia_sfondo
Baritalia sbarca a Milano l'11 e il 12 novembre. Scopri i prodotti nel paniere e manda la tua ricetta per festeggiare con noi.

Segnate sul calendario: lunedì 11 e martedì 12 novembre a Milano è in arrivo il gran finale di Baritalia.

I nuovi cocktail campioni d'incasso, tra cui i partecipanti a Baritalia Lab potranno scegliere, saranno Americano, Margarita e Dry Martini. Tutti i bartender professionisti dovranno scegliere il cocktail che vogliono rivisitare e almeno due ingredienti del paniere da usare nella loro ricetta.

Scopri i prodotti messi a disposizione dalle aziende per il paniere di Baritalia Lab legati alla tappa di Milano e manda la tua ricetta.

Non mancare, ci vediamo a Milano.

Baladin

Campari Academy

Coca - Cola HBC Italia

Compagnia dei Caraibi

Fabbri 1905

Gruppo Montenegro

Kimbo

Martini

Molinari

Nonino

Red Bull

Formazione, pasticceria veg tra gli appuntamenti chiave dell’autunno

corso generica

Aula, laboratorio, mani in pasta e anche imparare l'arte di gestire il proprio locale: la formazione professionale tocca tutti questi aspetti. Con fine settembre ripartono anche la maggior parte dei corsi nelle principali scuole di formazione. E noi vi presentiamo una selezione dei corsi più particolari e delle novità di quest'anno per pasticceri, gelatieri e panificatori. In testa, i corsi di pasticceria vegana, per stare al passo con i più recenti trend di consumo.

Cucina naturale alla Zoi Academy

C'è tempo fino al 29 settembre per iscriversi con uno sconto ai corsi di Zoi Culinary Academy, scuola di cucina naturale con sede ad Arese, nel milanese.  Il 18 e 19 ottobre, per massimo 16 partecipanti, si terrà il corso Le basi di pasticceria vegana. Frolle per biscotti, basi per torte, pasta brisée e pan di Spagna, ma anche creme, gelatine e il giusto utilizzo di ingredienti come l’agar agar saranno oggetto del corso tenuto dallo chef di cucina naturale Davide Larise. Costo: 1.000 euro, scontati a 750 fino al 29 settembre. Per chi fosse interessato ad approfondire il tema, è previsto il corso Pasticceria vegana Pro il 28 e 29 ottobre, sempre con frequenza diurna e per 14 partecipanti. Si tratta di un corso professionale di perfezionamento con cenni teorici ed esercitazioni, per imparare a sostituire i derivati animali con ingredienti vegani. Costa 1.300 euro, 975 con lo sconto early booking.

Opere d'arte in cioccolato, dessert da ristorazione e idee per la sala da tè in Cast Alimenti

Cast Alimenti, a Brescia, c'è un primo importante appuntamento dal 9 all'11 ottobre. Una tre giorni speciale con il maestro e campione del mondo Emmanuele Forcone, dedicata alle creazioni artistiche in cioccolato. Prima un quadro complessivo sulle tecniche per la lavorazione del cioccolato, sull'utilizzo dei colori, sulla progettazione e il montaggio. Poi la creazione vera e propria di pezzi artistici. Il corso, che si svolge in orario diurno, costa 1.050 euro + iva. Sempre in Cast, il 17 e 18 ottobre, una interessante novità: un corso sui dessert da ristorazione tenuto dal pastry chef Fabrizio Fiorani. Fiorani, maestro Ampi e oggi pastry chef del Ristorante Luca Fantin di Tokyo, offrirà suggerimenti e consigli sull'aspetto dolce della ristorazione poco valorizzato. Il dessert al ristorante necessita di attenzioni particolari, ha le sue regole, ma può offrire spazio di manovra per la creatività. Il corso includerà realizzazioni pratiche di dessert. Frequenza diurna e costo di 650 euro + iva. Infine, ancora a Brescia, altra novità: dal 23 al 25 ottobre Gianluca Fusto dirà la sua su una occasione di consumo che ha ancora ampi margini di crescita in pasticceria, il momento del tè. Prelibatezze mignon, petit four, éclair, macaron e biscotti, torte adatte ad essere consumate sorseggiando pregiate selezioni di tè: Fusto accompagnerà i partecipanti nella costruzione di una "carta dei dessert" per l'ora del tè pomeridiano. Frequenza diurna e costo di 890 euro + iva.

Casa Optima, per approfondire tecniche e gestione

Partiranno il 7 ottobre i corsi del "catalogo" di Casa Optima, la scuola di formazione del gruppo Optima spa - di cui fanno parte MEC3, Modecor Italiana e Giuso Guido. Si parte, a Bistagno (sede di Giuso Guido) con tre giornate, dal 9 all'11 ottobre, sul tema dei lievitati. Costo di 660 euro + iva, per massimo 12 partecipanti. Il corso è rivolto ai pasticceri che vogliono approfondire conoscenze sul mondo dei lievitati e sui principi alla base dei processi di lievitazione. Si sperimenteranno anche ricette originali ed accattivanti. Focus sull'impresa gelateria, sempre nella sede Giuso, il 17 e 18 ottobre, con un corso in due giornate intitolato Dalla passione al business. Si rivolge ai gelatieri che vogliono approfondire le tematiche gestionali, imparando ad analizzare gli aspetti finanziari e la gestione di materie prime e risorse umane, oltre alle leve di marketing e comunicazione. Gli appuntamenti di Casa Optima sono molti: il calendario completo è scaricabile dal sito e si può anche chiamare il numero verde 800 688582 per informazioni e iscrizioni.

Da iCook viennoiserie e un ottobre a tutto... torte

Ci sono già molti corsi sold out nell'offerta autunnale di iCook, la scuola di Luca Montersino e Francesca Maggio a Chieri (Torino). Da ottobre, Stefano Laghi si concentrerà sul mondo delle torte. Prima serie di approfondimenti dal 14 al 18 ottobre con un corso focalizzato sulle torte alla panna. Poi torte moderne dal 4 al 9 novembre (ognuno di questi corsi professionali costa 1.000 euro + iva). Invece le torte da forno saranno protagoniste di una sessione a parte, dal 1° al 4 ottobre, per un corso che costa 800 euro + iva.

The Botanical Club, un progetto costruito intorno al gin

Botanical Club
C'era una volta una microdistilleria...Oggi The Botanical Club è una piccola catena con ambizioni da vendere

Questo è il racconto di un progetto, e tre locali, che in pochi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio ben delineato nello skyline notturno di Milano. Dal quartiere di Isola, dietro Porta Garibaldi, dove tutto è nato nel giugno 2015, passando per via Melzo, in Porta Venezia – l’ultimo locale arrivato, da pochi mesi - fino alla via Tortona del Superstudio e della moda, dove dal 2016 campeggia imponente l’insegna. The Botanical Club. Un corpo polimorfo, sorretto da un unico cuore: quell’alambicco da 150 litri in rame - soprannominato Big Charlie - nato per distillare gin e collocato a vista nella cucina di via Pastrengo. Finito sulle riviste di mezzo mondo è divenuto simbolo e spirito (in tutti sensi) del Botanical.

«Tutto è cominciato nel 2015, osservando la scena delle micro-distillery in Europa, mentre da noi ancora non si muoveva nulla - racconta Davide Martelli, anima del progetto -. Con Alessandro Longhin, allora mio socio operativo, abbiamo deciso di avviare una micro-distilleria di gin e, trovata l’occasione di un bellissimo locale nel quartiere Isola, allora piuttosto immobile, siamo diventati la prima micro-distilleria in Lombardia, con annesso cocktail bar e cucina. Ovvero un bistrot contemporaneo».

Eat better, have fun, keep fit

Dai 120 mq di via Pastrengo, nel giro di un anno nasce il secondo locale. Ed è come l’Atalanta che si affaccia in Champions League, un balzo in avanti o, meglio, in largo, con qualche incognita. Perché in via Tortona i mq sono 350. «Ho disegnato il locale da zero - continua Martelli - ideandolo come un palcoscenico: al centro ho messo un grande bancone a L, con due postazioni bar e una per il raw bar. L’idea era chiara: mettere i barman e i cuochi al centro, catalizzatori dell’energia. E mescolare tutto attorno, creando un ambiente elegante ma easy, dove mangiare un avocado toast o un crudo al bancone sorseggiando un Martini, oppure dove sedersi per una cena più completa. Un locale contemporaneo». Scommessa vinta. Nell’ultimo anno, come detto, nasce anche via Melzo. Il Botanical si fa in tre e, nel frattempo, affina la sua identità. Se Pastrengo è heritage, il luogo più intimo e vissuto, a partire da quella placca di rame - lo stesso utilizzato per Big Charlie - lasciata all’esterno in balia del tempo, e Tortona l’anima più scintillante del Botanical, Melzo rappresenta in qualche modo la sintesi, la via mediana.
La proposta gastronomica dei tre locali (i tre chef sono Manuel Zerillo per Pastrengo, Edoardo Patera per Melzo, capitanati da Samuele Luè, ora in Tortona) segue oggi una stessa linea, ben precisa: scomparsa la carne dal menu, il palcoscenico se lo prendono il raw bar, le poké bowl e piatti dalla decisa impronta healthy, in linea con il motto “eat better, have fun, keep fit”. In abbinamento è disponibile un’ampia lista di vini naturali.

Autore della carta cocktail: il gin

E poi, ovviamente, i cocktail. Ogni locale ha la sua carta di signature drink, firmata dal rispettivo bar manager (Stefano Aiesi per via Pastrengo e bar manager globale, Roberto Rossi per via Melzo, Matteo Landi per via Tortona), che cambia ogni tre mesi seguendo una filosofia condivisa. «Fin dal principio, con Katerina Logvinova in via Pastrengo, abbiamo lavorato attorno a un concetto di cocktail bar pulito, all’inglese, dal servizio spontaneo e non accademico - racconta Martelli -. Volevamo proporre una miscelazione senza fronzoli, senza guarnizioni roboanti, ma curata, a partire dal nome assegnato a ciascun cocktail e alla sua descrizione in carta, che prevedeva (e prevede ancora) gli ingredienti, una spiegazione anche emotiva e il bicchiere di servizio. Lo abbiamo fatto con spirito sperimentale, sfidando i trend».

È una linea che caratterizza ancora le liste, e che in qualche modo si sintetizza nell’unico “Botanical signature” presente in tutti e tre i locali. È Il 1821, in carta fin dall’apertura in Pastrengo, che ha come protagonista il gin Spleen et Idéal (il gin della casa), affiancato da lime cordial, succo di limone, ginger beer e Angostura Bitter.  «Ci sforziamo di creare drink fruibili e comprensibili per il cliente - spiega il bar manager Stefano Aiesi -. Lo facciamo costruendo cocktail su pochi ingredienti, imprimendo extra flavour con cotture e infusioni, per allargare le sfumature. E per velocizzare il servizio, lavoriamo dove possiamo in pre-batch: nella carta di via Pastrengo, ad esempio, i drink premiscelati sono 10 su 13».

Per i grandi classici, invece, non elencati in menu, i tre bar manager hanno codificato una versione “botanical”, uguale in tutti i locali. Un modo per offrire costanza e qualità. A completare le carte, una breve lista di Gin Tonic, serviti rigorosamente in collins e mai in balloon, che cambia ogni settimana. La miscelazione del Botanical dei primi 3anni sarà raccolta in una “drink bible” di prossima stampa, che comprenderà circa 160 cocktail: una sorta di breviario molto schematico, pensato per addetti ai lavori, con tutti i drink fotografati da Carlotta Vigo, fotografa e social media manager del Botanical. Se la sostenibilità è il presente (nei locali non ci sono bacchette di legno ma di acciaio, nessuna cannuccia di plastica), il futuro cosa porterà? «Da un lato vorremmo limitare lo zucchero nei cocktail. Al contempo stiamo lavorando a una ghost list con drink molto spinti: stiamo ragionando sulla formula di accesso a questa carta». Ma la scommessa più grande è un’altra, e si chiama hospitality. «Vorremmo integrare la ricettività nel modello Botanical. Stiamo dunque procedendo a unfoundraising per entrare nell’hotellerie» chiosa Martelli.

Da iCook tre giorni con il fuoriclasse Bachour

Antonio Bachour

Dal 28 al 30 settembre la scuola di Luca Montersino e Francesca Maggio iCook, a Chieri, ospiterà una star della pasticceria mondiale. Si tratta di Antonio Bachour, pastry chef di fama, che terrà lezioni su due temi molti diversi tra loro: la tre giorni in aula infatti verterà sui petit gateaux e sulle viennoiseries.

Da Puerto Rico al successo negli Usa

Antonio Bachour
Il pastry chef americano Antonio Bachour
Sarà l'unica tappa italiana del pastry chef americano. Nativo di Puerto Rico, Bachour è cresciuto negli Stati Uniti, e lì si è formato professionalmente, prima a Miami poi a New York. Nel 2011, dopo le aperture di successo del W South Beach Hotel e Solea a Miami e del The Trump Soho a New York, la rivista Dessert Professional lo inserì nella Top 10 dei pasticceri statunitensi. Nel 2014 ha ricevuto lo ZEST Award della Johnson & Wales University, nella categoria Baking and Pastry Innovator. A Miami ha aperto due locali: il Bachour at the Citadel e il Bachour Coral Gables. Antonio ha pubblicato quattro libri di cucina e pasticceria.

Posti disponibili per il corso speciale

Il corso rientra tra gli eventi speciali, la serie di lezioni dell'accademia iCook con protagonisti grandi nomi internazionali. Il costo è di 950 euro + iva e ci sono ancora posti disponibili.

Loison punta a sbrisola e filone per la proposta autunnale

Loison SBRISOLA NOCCIOLA CIOCCO_low
La sbrisola di Dario Loison

L'idea di Dario Loison, pasticcere vicentino che ha creato un marchio in attività fiorente dopo 80 anni di storia, è che una azienda dolciaria come la sua debba vivere del rinnovamento continuo delle collezioni e di una grande attenzione alla qualità.

Loison SBRISOLA NOCCIOLA CIOCCO_low
La sbrisola di Dario Loison

La sbrisola con le eccellenze italiane

Quindi, panettoni a parte, quest'anno Loison punta su riproporre in elegante veste moderna dei dolci tradizionali. Come la sbrisola, un dolce di origine contadina nato tra '500 e '600. Loison le propone tagliate e stese a mano nello stampino, in modo che ogni singola torta risulti unica e differente dalle altre. Formato snello, da 200 g, e presentazione in quattro proposte tutte realizzate con burro di alta gamma e farina di mais “Marano”, varietà tipica del territorio di Vicenza. Le quattro sbrisole sono al classico gusto mandorla mais con farina di mais e mandorle italiane; nocciola ciocco, con gocce di cioccolato e nocciole “Piemonte” IGP; pistacchio, con pistacchio verde di Bronte DOP; infine noce e miele, con noci italiane e miele italiano.

Loison FILONE CIOCCOLATO TAGLIATO_low
Il filone di casa Loison

Il filone, ricetta di famiglia dal 1969

Quando Alessandro Loison e la signora Bruna, nel 1969, avviarono l’attività di pasticceria, il filone si chiamava "panfrutto" ed era un semplice dolce lievitato arricchito da uvetta e canditi ricoperto da glassa alle mandorle. Oggi Dario Loison ha recuperato dagli archivi di famiglia  la storica ricetta, rivisitandole a presentando il filone al gusto classico frutta, con mandorle, uvetta sultanina, scorze di arance candite e ricoperto di glassa alle mandorle e granella. Ad esso si affiancano il filone con sola uvetta, soffice come un panettone; il filone al cioccolato, con gocce di cioccolato fondente, ricoperto da una glassa al cacao nocciola e granella di zucchero; infine il filone con pere e spezie, con blend di pere semicandite e mix di spezie selezionate.

Baritalia a Bari in versione beach bar. Tutti i protagonisti

È andata in scena a Bari una nuova “puntata” del viaggio di Baritalia lungo la Penisola. Il laboratorio itinerante dedicato alla miscelazione firmato Bargiornale si è rimesso in viaggio approdando nel capoluogo pugliese per la sua seconda tappa della quinta edizione. A fare da cornice all’evento il Trampolino Beach Bar, lo spazio estivo di Assioma Group (Speakeasy Bari, Summit Club e Luau Tiki Bar) affacciati sul mare della costa barese, dove oltre 300 professionisti hanno preso parte all’appuntamento per seguire il ricco programma di Boot Camp sulle tecniche di miscelazione e la sfida tra bartender di Baritalia Lab.

Sfida quest’anno focalizzata sul tema dei Top of the Pops, un omaggio ai drink più popolari del momento, e che ha visto i concorrenti alternarsi in pedana per darsi battaglia con le loro originali ricette ispirate a Spritz, Moscow Mule, Old Fashioned. A valutare le loro performance i coach delle aziende partner, che hanno scelto i loro finalisti per la finalissima del 12 novembre a Milano.

Ecco i bartender selezionati per la finalissima di Milano

Baladin - Elio Casley

Campari Academy - Raffaella Fortunati

Coca-Cola Hbc - Gennaro Conte

Compagnia dei Caraibi - Giovanni Torre

Fabbri 1905 - Luca Grifi

Kimbo - Eduardo Borrell Prieto

Martini - Domenico De Leo

Molinari - Nicolò Pedreschi

Montenegro - Federico Manzi

Nonino - Dario Guida

Red Bull - Enrico Bertellini

Non meno intenso il programma dei Boot Camp, tenuti dai coach delle aziende partner. Ad aprire la sessione Mattia Cilia per Nonino con il seminario Grappa e amaro Nonino in…fusione tra bar e cucina, per proseguire con Jordy Di Leone per Red Bull con Dall'Energetico al Biologico, Gianluca Nardone per Gruppo Montenegro con Back to basics con Jack Daniel’s. e con Davide Mitacchione per Martini con Tiki and Exotic, tools and technique.

Il ricco programma è andato avanti con gli incontri con Tommaso Scamarcio per Compagnia dei Caraibi su La Route 66 del Moscow Mule, Lucio D'Orsi per Kimbo con Il caffè secondo Kimbo: dalle preparazioni all'utilizzo in miscelazione, con Salvatore Longo per Molinari con Wild Botanicals, Alessandro Cattani per Fabbri 1905 con L'importanza del garnish: la decorazione che il tuo cocktail merita, Dennis Zoppi per Baladin con Beer Mixologist, Daniele Montorfano per Campari Academy con Menu Engeenering: come rendere un menu efficace, e Alessandro Barrese per Coca-Cola Hbc Italia con Temperatura, diluizione, ossigenazione: usare lo shaker con Amaro Lucano Anniversario e Snow Leopard Vodka.

Il gran finale

A chiudere l’evento il gran finale con il Pool Party di Bargiornale, con i cocktail della special guest di questa seconda tappa: la superstar della miscelazione internazionale Thanos Prunarus del Baba au Rum Bar di Atene, da quattro anni stabilmente nella classifica dei World’s 50 Best Bars.

Marco Masiero è The Vero Bartender italiano 2019 di Amaro Montenegro

The Vero Bartender 2019 Marco Masiero

È andato a Marco Masiero (nella foto in apertura) il titolo italiano di The Vero Bartender 2019. 28 anni, di Azzano San Paolo, bartender presso il Sottovoce Speakeasy di Bergamo, Masiero si è aggiudicato la finale nazionale della cocktail competition firmata Amaro Montenegro, andata in scena al Chorus di Roma, con Ribelli Virtudi, la sua originale ricetta di sharing cocktail, il tema scelto quest’anno per il concorso.

Amaro Montenegro infuso alle foglie di fico, Tequila 1800 Silver, sherbet di pepe Timut e limone, Angostura Bitters e un top di bollicine, completata da una guarnizione di croccante di caramello al limone e fico, la formula con la quale ha conquistato la giuria, composta da Matteo Bonoli, master herbalist di Amaro Montenegro, Stefano Nincevich, responsabile iniziative speciali di Bargiornale, e Daniele Gentili, tra i più noti e apprezzati mixologist italiani a livello internazionale.

Marco Masiero (al centro) nel momento della proclamazione del vincitore

Una formula ispirata al bartender dal viaggio intorno al mondo intrapreso da Stanislao Cobianchi, il creatore della ricetta di Amaro Montenegro, quando, adolescente e destinato dalla famiglia a una carriera ecclesiastica, decise invece di imbarcarsi su una nave per soddisfare il suo desiderio di avventura e conoscenza. Viaggio nel quale Cobianchi conobbe nuove specialità botaniche, alcune delle quali si trovano nella ricetta dell’Amaro. E la passione per il viaggio, per la creazione di nuovi sapori, per la scoperta di culture diverse di Cobianchi ha voluto celebrare e far rivivere Masiero nel suo cocktail da condivisione, anche nella scelta delle attrezzature di servizio: un’ampolla di vetro come bicchiere, nel quale viene versato da un decanter forma di mappamondo, dove è segnato il tragitto del viaggio di Stanislao Cobianchi e le tappe che hanno ispirato gli ingredienti per la creazione del drink.

The Vero Bartender 2019 giuria
La giuria di The Vero Bartender 2019 (da sx): Stefano Nincevich di Bargiornale, il mixologist Daniele Gentili e Matteo Bonoli, master herbalist di Amaro Montenegro

Con la sua creazione Masiero si è così imposto sugli altri finalisti in lotta per il titolo: Fabiana Canella con Italian Roulette, Enrico Giovannini con MonteTonkaAlessandro Fanfani con Beviamoci su!, Dario Gioco con Caribbean Cappuccino, Daniele Giannascoli con Mate Julep, Christian Costantino con Oste! Un Monte! e Andrea Franzò con Montenopoli.

Ma il suo viaggio nella competizione non finisce qui. Con la vittoria il bartender si è infatti anche aggiudicato un posto nella finale globale di The Vero Bartender, in programma il 19 novembre a Milano, dove affronterà i vincitori degli altri 11 paesi in gara: Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Albania e Australia. In palio un viaggio a New York in occasione del prossimo Bar Convent Brooklyn e un tour tra i migliori locali della città.

La ricetta

Ribelli Virtudi di Marco Masiero

The Vero Bartender 2019 _Marco Masiero_Ribelli Virtudi

Ingredienti:

5 cl Amaro Montenegro infuso alle foglie di fico, 2 cl Tequila 1800 Silver, 1,75 cl sherbet di pepe Timut e limone, 2 dash Angostura Bitters, top di bollicine

Preparazione:

Throwing

Guarnizione:

croccante di caramello al limone e fico

Bicchiere:

ampolle di vetro riciclato

9Bar allarga gli orizzonti e apre una nuova sede a Roma

Invito inaugurazione

Appuntamento giovedì 26 settembre, in via Enrico Ortolani 80 a Roma, per l’inaugurazione a partire dalle 18,00, del nuovo polo didattico di 9bar, l’accademia di formazione gestita dai trainer autorizzati Sca Andrea Lattuada e Mariano Semino. Qui come avviene ormai da anni in quella che rimane la sede principale a Rivanazzano Terme (Pavia), l’obiettivo è divulgare la cultura del caffè di qualità a 360 gradi, con entusiasmo e l’attenzione è rivolta al presente e al futuro di un settore in grande fermento qual è la caffetteria.

Andrea Lattuada e Mariano Semino
Andrea Lattuada e Mariano Semino

Il nuovo polo didattico è situato all’interno di Fratelli Milano Caffè, torrefazione gestita da un gruppo di giovani appassionati che hanno deciso di sposare la “sfida”: divulgare e fare conoscere in modo molto pratico a baristi e coffee lover le caratteristiche e le diverse vie per ottenere un caffè (espresso, filtro, in cold brew…) di qualità. Al momento l’accademia comprende un’aula didattica in cui si trovano una postazione con l’innovativo modulo da banco “Indipendente” di XLVI, una macchina a leva e una espresso tradizionale. Verranno poi allestite una cupping room e una sala roasting dove effettuare corsi di tostatura. Vengono proposti i corsi dei moduli Sca (tutti tranne il Roasting) e le certificazioni del Coffee Skills Program; docenti sono Lattuada e Semino coadiuvati da collaboratori fidati quali Marino Amoroso e Alessandro Rizzi. L’auspicio è che anche qui si possano formare numerosi corsisti, concorrenti ed anche campioni italiani delle diverse specialità che fanno capo ai campionati Sca.

Lo staff di 9Bar

«Vogliamo “prendere per mano” i nuovi baristi che lavorano nei locali tradizionali e traghettarli verso una caffetteria di qualità, dove è importante anche l’iterazione con il cliente – afferma Andrea Lattuada -. Non stiamo parlando di una scuola Sca fine a se stessa, ma di un laboratorio che consente di lavorare in maniera diversa e fare dei passi avanti. Per questo l’aula corsi unisce macchine con diverse tecnologie, dalla leva, alla tradizionale, ai moduli indipendenti”. La scelta di una nuova sede a Roma è stata mirata, perché la Capitale è un’area vitale e promettente, con numerosissimi locali e volumi di caffè venduti. «Stiamo parlando di un bacino di utenza enorme. Vogliamo portare i baristi romani che lavorano con i macchinari tradizionali, a capire, toccare con mano e gustare le differenze tra il concetto di caffetteria tradizionale e quello più innovativo, che consente un’interazione nuova con il caffè, al fine di estrarlo al meglio –», prosegue Mariano Semino.

Corso caffetteria baseGli appuntamenti della sede romana di 9bar si trovano sul sito www.9bar.eu/it; il primo – Caffetteria Base – si svolge venerdì 27 settembre.

Accanto alla formazione, 9Bar offre un servizio di progettazione, ideazione e apertura di nuovi locali e vendita di attrezzature professionali: si conferma così un supporto completo per chi vuole entrare nel mercato del beverage e della coffee industry.

 

css.php