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La cultura del caffè a The Milan Coffee Festival

The Milan Coffee Festival

Conto alla rovescia per la seconda edizione di The Milan Coffee Festival, il format di Allegra Events in programma dal 30 novembre al 2 dicembre presso Superstudio Più di via Tortona. Sono circa 6mila i visitatori attesi, di cui 2mila addetti ai lavori e 4mila appassionati e curiosi del mondo del caffè. Come già per gli operatori, ai quali è dedicata l’ultima giornata, anche i coffee lover possono accedere gratuitamente registrandosi all’apposito link. La tre giorni è densa di appuntamenti, tra competizioni, contest, degustazioni, workshop, degustazioni e tanta formazione.

Andrea Matarangolo, education coordinator Sca Italy

Sca Italy è tra i protagonisti dell’area Lab del festival con un programma di approfondimenti tenuti da alcuni degli Ast Trainer dell’associazione: Eddy Righi, Matteo Barbarossa, Alessandro Galtieri, Andrea Romano, Alberto Polojac e Chiara Bergonzi.«Anche quest’anno SCA Italy è stata invitata a partecipare al Milan Coffee Festival per dare il proprio contributo nella divulgazione e nella promozione del movimento Specialty - afferma Andrea Matarangolo, education coordinator - . Per l’occasione abbiamo deciso di invitare sei autorevoli membri dell’associazione ed esperti del settore con lo scopo di approfondire tematiche che investono l’intera filiera di eccellenza del caffè, andando a toccare concetti importanti e troppo spesso sottovalutati». I diversi workshop si rivolgono sia ai professionisti del settore sia ad appassionati e curiosi, con contenuti che abbracciano il caffè specialty a 360 gradi. Di seguito gli appuntamenti.

Sabato 30 novembre: ore 10,30 - Soluzioni “Plastic Free”  - Eddy Righi, Caffè Pascucci; ore 14,05 - Psicologia del consumatore - Matteo Barbarossa, Caffè Barbarossa

Domenica 1 dicembre: ore 14,05 - Metodi alternativi - Alessandro Galtieri, Aroma Caffè Pregiati;  Specialty, commerciale e mercati - Enrico Romano, C.B.C. Coffee Trade

Lunedì 2 dicembre: ore 10,30 - Un mondo in fermento - Alberto Polojac, Bloom Coffee School; ore 13,10 - Il barista parlante - Chiara Bergonzi, Lot Zero.

Luigi Morello, presidente Iei

L’espresso italiano è protagonista dello stand C01 di Iei - Istituto Espresso Italiano, con i suoi cinque stili regionali che hanno profonde radici in diverse aree del Paese, con cui fare un viaggio sensoriale lungo la Penisola. «Siamo presenti per la prima volta con l’obiettivo di continuare a spiegare, soprattutto ai consumatori, cos’è la qualità in tazza e che a diversi livelli di qualità dell’espresso devono corrispondere prezzi diversi, come del resto accade da anni nel mondo del vino», afferma Luigi Morello, presidente Iei. Ogni giorno in programma incontri di degustazione svolti da professionisti con il fine di sensibilizzare i consumatori alla qualità del prodotto in tazza. Lunedì 2 dicembre Stefano Cevenini, campione del mondo 2019 di espresso italiano, è a disposizione dei visitatori per condividere i segreti per realizzare un espresso perfetto.

Draught Masters Stella Artois in tour

Il beer expert Jacopo Gatto durante la spillatura alla belga al Beergarden di Milano
Il beer expert Jacopo Gatto durante la spillatura alla belga al Beergarden di Milano

Le otto tappe del Draught Masters Stella Artois vengono tenute in vicinanza delle festività natalizie dai beer expert aziendali, in collaborazione con il brand manager Karina Varigina e dal senior brand manager Giacomo Azzolina. In particolare è stata presentato il rituale della spillatura alla belga con taglio della schiuma. Nell'occasione gli appositi calici limited edition decorati sono stati incisi sulla base con il nome dei clienti.

Questi gli otto locali birrari che vengono visitati dai beer expert del Draught Masters Stella Artois.
Lupo Bistrot Cocktail Bar (Milano) 7 novembre
Beergarden (Milano) 20 novembre
Enfant Prodige Risto Pub (Cumiana, Torino) 21 novembre
Kill Joy American Restaurant & Steackhouse (Roma) 28 novembre
Scuderlando 121 Wine Bar & Restaurant (Verona) 29 novembre
The Friends Pub (Milano) 5 dicembre
Cantine Sociali Wine Bar (Napoli) 5 dicembre
The Sign Gastropub (Pozzuoli, Napoli) 6 dicembre.

Marchio protagonista della gamma delle specialità birrarie del gruppo AB-InBev, la storia della premium lager belga è strettamente legata alle festività natalizie: Stella Artois nasce infatti nel 1926 come birra stagionale in omaggio al bel fiore rosso chiamato Stella di Natale (la messicana Euphorbia Pulcherrima) come estensione del nome della birra Artois brassata dal mastro birraio Sebastian Artois nel 1708 dopo l'acquisizione della storica (1366) birreria Den Horn (Il Corno) di Lovanio (Belgio). Ancor oggi il logo del Corno campeggia sulle etichette di Stella Artois al di sopra della scritta (il logo commerciale più antico in circolazione), insieme alla integrazione creata l'anno scorso della stella rossa verticale a otto raggi.

Il sapore rotondo, solo leggermente amaro (24 Ibu) con un finale maltato, della birra chiara a bassa fermentazione Stella Artois (5% alc) a base di malto d'orzo e mais è stato così valorizzato dall'impiego del calice limited edition decorato. Come tradizione (riproposta dai Draught Masters Stella Artois) il calice riempito alla spina ha ricevuto il colpo di spatola tagliaschiuma secondo il rituale della spillatura belga che rimouve le grandi bolle presenti nella parte superiore del cappello di schiuma. Risultato finale: un cappello di schiuma di appena 3 cm.

 

Baladin Spirits… Non solo birra!

Esprit_Baladin

Sperimentare. È la regola che il mastro birraio Teo Musso, fondatore e titolare del Birrificio Agricolo Baladin, tra i primi birrifici artigianali ad apparire in Italia alla metà degli anni Novanta, da sempre applica alla produzione della birra e, da qualche tempo, anche degli sprit. È all’insegna della sperimentazione, infatti, che è stata concepita la linea Spirits Baladin: gioielli raffinati che si ispirano alla tradizione rinnovandola e reinterpretandola, quali i distillati di birra Esprit de Baladin e Esprit de Nöel, creazioni rivolte agli appassionati e agli amanti del bere con gusto ed eleganza.

Più nel dettaglio, Esprit Baladin (alc 40% in vol, formato 50 cl) è una serie limitata del distillato di birra Baladin al quale è stato aggiunto, con il procedimento di luppolatura a freddo, il luppolo italiano in fiore proveniente dalle coltivazioni piemontesi dell’azienda. Limpido e di colore paglierino, pur mantenendo la morbidezza del distillato originario, presenta delicate note erbacee leggermente amaricate.

Esprit de Nöel (alc 40% in vol, formato 50 cl) è invece ottenuto da birra del 2011, distillata e lasciata riposare in botti di rovere fino a che il suo spirito non si sia armonizzato con i profumi delle botti che la ospitano. Di colore paglierino limpido, al naso risulta evidente la componente alcolica che scalda e prepara già con i suoi toni morbidi quanto si confermerà poi al palato. In bocca, si propone con tutta la sua morbidezza supportata da leggere note legnose e ricordi flebili, ma riconoscibili, di cioccolato.

Teku_Spirits
Il bicchiere per il servizio degli spirit Teku Spirits

La nuova linea si accompagna all'idea di proporre un bicchiere che, ripercorrendo il successo del Teku, fosse più specifico per il consumo degli spirit. È nato così Teku Spirits (volume 20 cl, diametro 82 mm, altezza 67 mm), prodotto da Rastal, che riprende le misure della versione più piccola del famoso bicchiere per degustare le birre, eliminandone lo stelo. La forma permette di concentrare i profumi favorendone la percezione.

Artista del panino 2019, chiusa a Verona la rosa degli otto finalisti

Sono Michele Locatelli e Massimiliano Rossi gli ultimi due professionisti che si sono aggiudicati il diritto di partecipare alla finale dell'Artista del Panino, il concorso organizzato da Agritech in collaborazione con Bargiornale e con l'Accademia del Panino italiano, che si terrà il 21 gennaio prossimo durante il Sigep di Rimini. Questo è quanto ha stabilito la giuria vagliando e, soprattutto, degustando il lavoro di 28 aspiranti artisti che hanno partecipato alla semifinale del 25 novembre scorso tenutasi al Pepperone restaurant di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona.

Locatelli è il titolare del 18B di Brescia, locale "polisensoriale" che in menu spazia dal sushi agli hamburger. S-Porco, questo il nome del panino di Michele Locatelli, parte dalla Rosa Rustica con semi Agritech e si completa con spalla di maiale cotta a bassa temperatura, cime di rapa spadellate, friggitelli in agrodolce e maionese all'aglio nero. Mix perfetto che ha conquistato i palati dei membri della giuria.

Massimiliano Rossi, arrivato a Verona addirittura di Putignano (Ba), è il cuoco di Guagliò, ristorante Meridionale, e ha preparato Baccalà: mare e terra, un panino dai sapori schietti e diretti basati su una ciabattina ai cereali lievito madre Agritech e poi, appunto, baccalà preparato in vasocottura, una purea di ceci neri e poi cavolo nero e guanciale. Un trionfo di sapori che Rossi ha però saputo equilibrare perfettamente.

Ecco allora la lista completa dei finalisti che il 21 gennaio si ritroveranno a Rimini per aggiudicarsi il titolo 2019 dell'Artista del panino

Michele Locatelli, titolare del 18B di Brescia

Massimiliano Rossi, del Guagliò, ristorante Meridionale di Putignano (Ba)

Elena Amendolara, del Fishè di Palo del Colle (Ba)

Domenico Bianco, della Salumeria Bianco di Putignano (Ba)

Giulia Della Motta, del Beestrò di San Mauro Pascoli (Fc)

Giacomo Dini, della Pasticceria fratelli Bonci di Montevarchi (Ar)

Patrizio Passavante, del Bar Conad Superstore di Avigliana (To)

Valentino Ranuio, del Gusto Tondo di Cermenate (Co)

 

Kimbo 5 Origini, il caffè napoletano contemporaneo firmato da Gennaro Esposito

Kimbo 5 Origini realizzato con la cuccuma

Lo chef Gennaro Esposito ha ricevuto ben tre riconoscimenti dalla Guida Michelin 2020: ha visto confermate le due stelle per il suo Torre del Saracino a Vico Equense (Napoli), assegnata una stella al ristorante IT Milano e ottenuto l’importante premio Mentor Chef, quale riferimento per i giovani che si vogliono avvicinare al complesso mondo della cucina. Lui firma il blend 5 Origini messo a punto con gli esperti di Kimbo. Nel corso della presentazione ha definito questa miscela 100% arabica un caffè napoletano contemporaneo, il cui obiettivo è sorprendere i consumatori, che troveranno in esso sentori di agrumato, floreale e un retrogusto mielato, caratteristiche che ne fanno un caffè da gustare con calma e attenzione, realizzando una piacevole esperienza di gusto.

Kimbo 5 Origini soft pack
Kimbo 5 Origini soft pack

Lo chef si definisce “ammalato” di caffè e ha compiuto in prima persona ricerche durate cinque anni sulle diverse origini e le tecniche di tostatura grazie a una piccola tostatrice Probat da 2 chili: “parlando di caffè con i miei ospiti ho scoperto di avere tra di loro degli importatori - afferma -. Al ristorante è più facile proporre caffè particolari: non è il bar, in cui si va tutti i giorni e si cerca un gusto particolare; si è più aperti a fare un’esperienza. Così ho fatto assaggiare caffè del Guatemala, dell’Etiopia e altre origini, verificandone il gradimento”. In conclusione della lunga ricerca la messa a punto della miscela con caffè di Etiopia, Guatemala, Brasile, Colombia e Costa Rica. Quindi la presa di contatto con l’amministratore delegato di Kimbo Alessandra Rubino alla quale propone la sua idea di caffè contemporaneo, che non nascerà per piacere a tutti e che vuole dedicare agli appassionati di caffè. Infine la messa a punto di origini, percentuali e grado di tostatura con i responsabili della torrefazione e la nascita di Kimbo 5 Origini in un pack di colore beige con valvola sala aroma e il nome posto tra il marchio Kimbo e l’ideatore del blend che lo firma. La sua firma si ritrova anche nel retro della confezione all’interno del riquadro “il consiglio dello chef” che propone il suo caffè “da gustare così, anche senza zucchero”. In un periodo in cui di caffè e zucchero si parla tanto sorge spontanea la domanda «Dunque lo consiglia amaro?». «No - risponde -, senza zucchero»: questo almeno è il suggerimento per il primo sorso; chi lo desidera può poi addolcire come preferisce. Per questo caffè complesso ma senza spigolosità, al ristretto classico napoletano viene preferita una tazza più classica sui 20-25 ml.

Kimbo 5 Origini è disponibile in busta da 180 gr di caffè macinato ideale da preparare con la moka e la cuccuma; in capsule compatibili Nespresso e le nuove cialde compostabili. E’ servita in oltre 100 Autogrill come miscela premium, nonché in vendita sull’e-shop Kimbo, sullo store proprietario presente su Amazon. Inoltre, per tutti i cultori della buona cucina sarà possibile gustare Kimbo 5 Origini nei ristoranti di Gennaro Esposito, La Torre del Saracino a Vico Equense e IT in via Fiori Chiari a Milano, sempre realizzato con la massima cura.

La presentazione della nuova miscela è stata anche l’occasione per parlare del progetto Made in Scampia realizzato in collaborazione con Centro di formazione culturale e professionale Hurtado,  che Kimbo supporta. La Torrefazione ha deciso di donare i propri sacchi dismessi di caffè verde affinché possano essere lavorati e trasformati in diversi tipi di borse, sostenendo inoltre un contesto di economia circolare. Una volta realizzate, le borse sono acquistate da Kimbo e rivendute presso il proprio Store nell’aeroporto di Napoli-Capodichino e in altri bar selezionati con il ricarico simbolico di un solo euro da parte dell’Azienda.

Enrico Galasso nuovo amministratore delegato di Birra Peroni

Dopo cinque anni di successi, Neil Kiely lascia la carica di amministratore delegato di Birra Peroni a Enrico Galasso, poroveniente dal settore dei beni di largo consumo.
Enrico Galasso, amministratore delegato di Birra Peroni (Asahi Europe).

Cambio della guardia a Birra Peroni Srl che fa parte del gruppo Asahi Europe. Al posto di Neil Kiely è strato nominato infatti come amministratore delegato Enrico Galasso.

Classe 1972, Enrico Galasso vanta una esperienza ventennale nel campo dei beni di largo consumo, prima in Procter & Gamble UK poi, tornato in Italia, nella società di consulenza strategica Bain & Co, quindi in Ferrero in ruoli direzionali nell'area marketing e vendite. Nel 2012 entra in Coca-Cola Hbc Italia, diventandone in seguito direttore commerciale. Si sposta quindi nella multinazionale inglese di beni di largo consumo Reckitt-Benckiser dove arriva a ricoprire la carica di general manager Centro-Est Europa.

«Sono felice di intraprendere questa nuova sfida - ha dichiarato Enrico Galasso - in una azienda legata da oltre 170 anni alla storia italiana con grandi marchi entrati nell'immaginario collettivo. Grazie agli importanti investimenti degli ultimi dieci anni, ben 90 milioni di euro,  è stato possibile aumentare la capacità produttiva dei centri di Roma, Bari e Padova. In particolare, Birra Peroni si è distinta per l'impegno nella crescita della filiera agricola che oggi può contare su oltre 1.500 aziende italiane che producono materie prime di qualità e contribuiscono al consolidamento di marchi famosi come Birra Peroni e Nastro Azzurro, in Italia e nel mondo. I prossimi anni - ha proseguito Enrico Galasso - saranno determinanti per vincere le sfide del mercato e per rispondere ai nuovi bisogni dei nostri clienti e consumatori. In questo continuerà ad essere centrale il ruolo della nostra rete commerciale dei canali di vendita Gdo e Horeca, con la sua capacità di costruire partnership strategiche con i nostri clienti».

Enrico Galasso succede a Neil Kiely che ha guidato Birra Peroni negli ultimi cinque anni riportando importanti risultati di crescita, anche con il lancio di nuovi prodotti birrari come Peroni Cruda, Peroni Forte, Peroni 3.5 e l'allargamento di gamma Peroni Gran Riserva.

 

Da Eraclea le nuove cioccolate al pepe nero e al tè verde Matcha

Eraclea Cioccolata Bianca al Thè Verde Matcha

Due novità dai gusti ricercati arricchiscono la gamma di cioccolate monodose Antica Cioccolateria Eraclea. Cioccolata Fondente al Pepe Nero e la Cioccolata Bianca al Thè Verde Matcha sono le nuove referenze con le quali il brand del gruppo Lavazza risponde alle esigenze di una clientela bar sempre più desiderosa di esperienze e di sapori originali.

Nel primo l’elemento di originalità è costituito da pepe nero, ingrediente che infonde un tono particolarmente stuzzicante al gusto forte della cioccolata fondente, per un connubio di sapori intenso e speziato. Nel secondo è invece il pregiato tè verde Matcha a fondersi con la dolcezza della cioccolata bianca, dando vita a una bevanda dal un gusto delicatamente erbaceo e dal caratteristico colore verde.

Dense, cremose, vellutate, le nuove referenze Eraclea interpretano l’evoluzione del gusto della grande tradizione della cioccolata calda all’italiana, impreziosendo così ulteriormente una linea che conta in totale 24 diverse referenze, moltiplicando in chiave gourmet la bontà originale delle tre anime della cioccolata: fondente, al latte e bianca.

Disponibili in confezione da 15 bustine da 30 g l'una, le due novità sono accompagnate da materiale di comunicazione da inserire nel menu e che le presentano ai clienti. Completano il servizio le porcellane dal decoro elegante e facile da abbinare, abbellite con grafiche stilizzate ispirate alle materie prime dei prodotti.

Cinque start up per ridisegnare il futuro del ristorante

Tecnologie e nuovi servizi ridisegnano il ristorante del futuro. A Milano gli "stati generali" con protagoniste 5 start up

Il ristorante di domani tratta direttamente con una rete di produttori, gestisce in agilità pagamenti digitali, consegna garantendo al 100% l'integrità dei piatti. Usa i big data per profilare i clienti e gestire al meglio i fornitori, può servire un pasto caldo di qualità anche se non ha una cucina. È il profilo che emerge dalla presentazione del progetto "Il ristorante del futuro", promosso a novembre da Epam, l’Associazione milanese pubblici esercizi, in collaborazione con alcune start up già attive sul mercato e che puntano a offrire servizi innovativi a ristoratori e chef. Piatti "semilavorati" per i locali sprovvisti di attrezzature, consulenza e disintermediazione nei rapporti con la rete di fornitura, digitalizzazione dei processi: queste le caratteristiche che avrà (e in qualche caso ha già oggi) il ristorante. E queste le cinque start up che si sono presentate al mercato in sinergia con le loro innovazioni tecnologiche. Deliveristo è una piattaforma on line specifica per il settore horeca e nata con l'intento di accorciare la filiera. Offre a chef e ristoratori la possibilità di scegliere, ordinare e ricevere direttamente nelle loro cucine migliaia di prodotti di ogni genere, provenienti direttamente da piccoli e medi produttori selezionati. Bevande, condimenti, spezie, panetteria, olio, pasta, conserve, carne, frutta e verdura: un unico interlocutore per tutto. Deliveristo ha in portafoglio circa 200 produttori e un centinaio di ristoranti serviti a Milano, e ha anche ideato consulenze sulla costruzione del menu con un team di giovani laureati all'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. EatsReady, invece, è un buono pasto digitale che promette le commissioni più basse sul mercato. Attraverso una interfaccia app mobile e web, permette di pre-ordinare e pagare in una rete di 400 ristoranti convenzionati, scegliendo se utilizzare come mezzo di pagamento la carta di credito/debito personale oppure dei buoni pasto emessi direttamente da EatsReady.

  • “Altro…”

    Una nuova tecnologia per il delivery

    Visto il boom del delivery degli ultimi anni, le consegne non sono più un aspetto collaterale del business di un ristorante. Hotbox ha ideato e proposto un nuova tecnologia - brevettata - per la consegna del cibo. Si tratta di un contenitore riscaldato, collocabile su uno scooter, che utilizza due sistemi in combinata: uno mantiene la temperatura del cibo a 85°C, l'altro espelle l'umidità , conservando la giusta consistenza del piatto o della pizza. Garantita la possibilità di trasportare cibo caldo (e fragrante) per oltre 40 minuti. Chi invece è interessato a migliorare la gestione dell'impresa ristorante, trova un alleato in Scloby. Ordinazioni, buoni pasto, food cost da tenere sotto controllo, magazzino, scontrino elettronico, programmi di loyalty: tutto rientra sotto il controllo di questa piattaforma software per il punto cassa. Un lettore di codici a barre, un pos, una stampante fiscale e un tablet. Il tutto si integra con decine di app di servizi specializzati e punta a snellire i processi, oltre a fornire statistiche e dati per migliorare gestione e redditività.

    Piatti su misura

    Infine, mette assieme prodotti, servizi e tecnologia Soul-K, il servizio che "progetta" dei piatti su misura a partire da una fornitura di ingredienti semilavorati. L'obiettivo è permettere ai professionisti, nei pdv non dotati di cucine, di servire un pasto caldo con alti standard qualitativi e incrementando i margini operativi. E.B.

Il biologico cresce in un mercato che cambia

Il biologico continua a crescere in uno scenario sempre più fluido con protagonisti la grande distribuzione e l'e-commerce. Lo confermano i numeri dell'ultimo rapporto Bio Bank con oltre 10mila attività bio censite

Il tradizionale appuntamento con il Rapporto Bio Bank conferma lo stato di buona salute del biologico, come era già d'altronde emerso anche dai numeri presentati all'ultima edizione di Sana di Bologna: nel 2018 l'Italia ha raggiunto quasi 2 milioni di ettari coltivati ad agricoltura biologica con 80 mila operatori e un giro d'affari di 6,4 miliardi di euro. Dal 2009 al 2018, il mercato interno è passato da 1,6 a 4,1 miliardi di euro (+164%) e l'export è passato, sempre nello stesso periodo, da 1 a 2,3 miliardi di euro (+127%). In un decennio, segnala il rapporto, le vendite nei canali specializzati del biologico (negozi bio, ristorazione ecc.) sono quasi raddoppiate, mentre quelle degli altri canali (supermercati, negozi tradizionali, farmacie, parafarmacie ecc.) sono più che quadruplicate.

  • “Altro…”

    Al di là delle tendenze macro, cuore del rapporto curato da Rosa Maria Bertino, Achille Mingozzi e Emanuele Mingozzi e liberamente consultabile su Issuu (Bio Bank, 68 pagine, 13° edizione), è l'analisi dei dati di 10.114 attività bio censite da Bio Bank nel corso del 2018. È la cosmesi biologica il settore a "tirare" la volata al settore degli specializzati con 1.070 attività (+15,6%) rispetto al 2017, mentre nell'alimentare le attività sono scese da 9.075 a 9.044 (-0,3%). A proposito di alimentare, ai primi posti per crescita si confermano i siti di e-commerce di alimenti biologici (+56,3%) e i ristoranti (+36,5%). Seguono le mense scolastiche (+12,5%), i mercatini (+6,8%), mentre si avverte la frenata dei negozi specializzati (+0,4%). In flessione, le aziende con vendita diretta (-1,6%), gli agriturismi (-5,6%) e i gruppi d'acquisto solidale (-10,5%). «Indubbiamente il biologico cresce - commenta Rosa Maria Bertino, curatrice del rapporto - come dimostrano le nostre elaborazioni su 10 anni di vendite, dal 2009 al 2018, ma cresce soprattutto al di fuori dai suoi canali storici. Oggi è, infatti, la grande distribuzione a fare la parte del leone. Sarebbe stato auspicabile uno sviluppo più armonico con un ruolo da protagonisti anche per i cosiddetti pionieri del settore che sono da sempre i paladini di valori identitari per tutto il settore come la territorialità, la certificazione, l'impronta etica-solidale ecc. Un altro dato sintomatico di un mercato che cambia è l'evoluzione dell'e-commerce che registra una forte crescita dei siti dedicati al biologico: una tendenza che nei prossimi anni diverrà inarrestabile». C. B.

Sweet&Shake Cup: ultimo giorno! Crea il tuo drink con la panna (e il caffè)

Sweet&Shake Cup: partecipa inserendo la tua ricetta nel form sul sito di bargiornale. Due le categorie tra cui scegliere: "Sweet drink" o "Coffe mix".
Sono due le categorie in cui è suddivisa la nuova edizione del concorso Sweet&Shake Cup, ideato da Debic in collaborazione con Bargiornale per valorizzare l’utilizzo della panna, montata e da montare, nella miscelazione. Gli aspiranti finalisti potranno inviare la propria ricetta compilando il form presente sul sito di bargiornale: potranno partecipare per la categoria “Sweet drink”, con una rivisitazione in forma liquida di un dessert, o per la nuova categoria “Coffee mix”, con un drink a base caffè. In tutte le ricette, che potranno essere sia alcoliche sia analcoliche, dovrà essere protagonista la panna. Dovrà essere presente (e valorizzata) almeno una delle quattro referenze messe a disposizione da Debic per la competizione: Panna Spray nelle due versioni con e senza zucchero, panna da montare Prima Blanca, panna da cucina Culinaire original. Il termine ultimo per inviare la propria ricetta è il 26 novembre 2019. Il tempo massimo di preparazione previsto è di 10 minuti. La finale si svolgerà a Rimini nell’ambito del Sigep: saranno sei i finalisti, tre per categoria. Ai due vincitori andranno 500 euro in attrezzature professionali, messe a disposizione da Rg Commerciale.

Hiromi Cake, anche a Milano i dolci giapponesi

hiromi cake milano

In viale Coni Zugna ha aperto il secondo punto vendita della pasticceria Hiromi Cake. Una apertura speciale, perché è uno dei primi passi della pasticceria giapponese in Italia, ed è un passo molto importante vista la scelta di testare yogashi e wagashi sulla piazza milanese.

Wagashi, dorayaki e yogashi

Di Hiromi Cake a Roma avevamo già parlato prima dell'estate, e già era a buon punto il progetto di portare i dolci giapponesi anche nel capoluogo lombardo. L'approccio, nella produzione, segue la tradizione nipponica: materie prime lavorate a mano, limitando il più possibile l’intervento delle macchine, e scarso utilizzo di zuccheri e grassi. Soffice e leggero sono un po' le parole chiave della pasticceria. Oltre ai tradizionali wagashi con i mochi, dolci a forma di piccole sfere a base di riso proposti con cinque farciture, tutte senza glutine, ed i dorayaki - simili a pancake, proposti in nove versioni, ci sono anche i vetrine sono caratterizzate anche dai più innovativi yogashi. «Sono dessert rivisitati, d’ispirazione francese o americana, in cui gli elementi indispensabili sono il riso glutinoso, il tè matcha, la frutta di stagione e la marmellata di fagioli anko», ci hanno spiegato in pasticceria. Hanno iniziato a comparire in Giappone nei primi anni del Novecento e sono ormai diventati patrimonio della loro gastronomia. In vetrina ci sono tiramisù al tè verde, yuzu tarte, mousse al cioccolato Valrhona 64% con zenzero e nocciole, cheesecake al mango ed altri dolci che rievocano l’Occidente. Dal punto di vista estetico, tutti questi dolci tradiscono una grande attenzione per il dettaglio e per la pulizia delle forme.

Un dolce ricordo alle origini del nome

Machiko Okazaki, sposata con un italiano da 15 anni, è l'ideatrice del "format". A Roma, nell’autunno del 2018 ha aperto la prima pasticceria del Sol Levante in Italia insieme a Mitsuko Takei ed altre tre pastry chef giapponesi. Ora Milano, riproponendo il nome Hiromi Cake, che nasce dai ricordi di infanzia di Machiko: da bambina - si legge in una nota diffusa alla stamap - , sotto la sua casa di Osaka, c’era una minuscola pasticceria dove passava ogni giorno perché un’anziana signora di nome Hiromi le regalava un dolcetto ed un sorriso. Quel ricordo si è concretizzato grazie a Lorenzo Ferraboschi e Maiko Takashima, sviluppatori di format del mondo giapponese che hanno sposato il progetto.

Caffetteria, pranzo e cerimonia del tè

Hiromi Cake è aperto tutti i giorni dalla prima colazione con la caffetteria ed i suoi tipici cornetti al tè matcha, al pranzo con il caratteristico obento, alla merenda con piccole creazioni che accompagnano la tradizionale cerimonia del tè per chiudere poi alle 22:00 con torte e monoporzioni da gustare comodamente dopocena anche a casa.

Cucina e mixology in chiave iperfusion

Noh Samba Restaurant a Bari è una miscela unica di culture e cucine: mediterranea, giapponese, brasiliana e peruviana. Un luogo dove prende forma la cucina fusion più originale e dove si fondono la grande biodiversità dei prodotti e la tecnica impeccabile della cucina giapponese

A fianco del Teatro Petruzzelli di Bari, in una zona ricca di eccellenti cocktail bar, ha aperto Hagakure Noh Samba, un nuovo format del gruppo Hagakure (già presente a Bari con due ristoranti in città e uno in provincia a Monopoli). Si tratta di un mix e remix di materie prime e culture diverse, di cocktail frutto di una ricerca originale curata da Tommaso Scamarcio e piatti che compongono un mosaico inaspettato di sapori e tradizioni internazionali. L’insegna è un doppio omaggio. Da una parte al Brasile e dall’altra, vista la vicinanza con il meraviglioso teatro barese, al Nō, forma teatrale giapponese nata nel XV secolo. Hagakure Noh Samba è un posto dove la parola fusion non è solo espressione di una proposta culinaria e di drink decisamente originale, ma anche la chiave stilistica per leggere le scelte di interior design. Un viaggio dal Giappone al Sudamerica che percorre senza soluzione di continuità le strade del design iconico francese, mediterraneo, asiatico e sudamericano del secolo scorso. Un patchwork sensoriale che conduce tra lo stile Art Nouveau delle prime metropolitane parigine alle kermesse teatrali giapponesi, dalle danze ipnotiche del Carnevale di Rio alle foreste sudamericane, fino alle pareti del Santuario Meiji di Tokyo.

Un super menù

  • “Altro…”

    La cucina del nuovo locale barese è una miscela unica di culture: mediterranea, giapponese, brasiliana e peruviana. La sala ristorante, aperta dalle 20.00 alle 23.30, può ospitare fino a 60 ospiti in circa 120mq di spazio. Da non mancare, poi, il Non Samba Tapas Bar, corner tropical-chic con una selezione di oltre 400 etichette di distillati e sake combinati alle proposte fusion del menu tapas. Focus della proposte sono i cocktail della drink list MAMAFRIKA: colorati, allegri, poco cerebrali, ma molto intelligenti. Miscelati frutto di una ricerca in materia di ingredientistica e miscelazione fuori dall'ordinario condotta da Tommaso Scamarcio. Basta scorrere le pagina della carta per rendersene conto: da Afternoon in Casablanca (Gin Mare, Amaro Frack, Hagakure Magreb, spremuta di arancia, tintura di ajowain, tintura di artemisia) all'Honey Moon (Tequila 8 Blanco, Mies, succo di lime, Hagakure Corno d'Africa, tintura di artemisia). La sala bar può ospitare dalle 19.00 alle 23.30 circa 30 persone mentre dalle 00.00 alle 02.00, usufruendo anche della sala ristorante, può ospitare come night bar fino a 90 persone. S.N.

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