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Da BorsadelCredito.it la soluzione per finanziare la ripartenza

BorsadelCredito.it_finanziamento

Il lungo lockdown causato dall’emergenza sanitaria ha generato una grave crisi di liquidità per molte realtà del fuoricasa. In questo contesto si inserisce Cash Anti-Covid Fase 2, un finanziamento studiato da BorsadelCredito.it, tra i primi operatori italiani italiani di peer to peer lending per le piccole e medie imprese (Pmi), per sostenere le piccole e medie realtà nella fase di ripresa.

Si tratta infatti di un finanziamento di lungo periodo, con una durata fissata in un massimo di 6 anni, dei quali i primi 12 mesi di totale preammortamento, per cui si restituibile a partire dalla fine del primo anno, per un importo che può andare dai 100.000 ai 600.000 euro. Il prestito rientra nella normativa prevista dal Decreto Liquidità, ed è quindi garantito fino al 90% dal Fondo centrale di garanzia per le Pmi, l’iniziativa dello Stato per sostenere le piccole e medie imprese italiane, agevolandone l’accesso al credito.

Il nuovo prodotto è finanziato da Colombo II, fondo creato da BorsadelCredito.it e sottoscritto da Azimut, tra le maggiori realtà finanziarie indipendenti nel settore del risparmio gestito in Italia, e potrà raggiungere una capacità di erogazione di circa 100 milioni di euro.

Liquidità disponibile in pochi giorni

La procedura per accedere al finanziamento è semplice e veloce. La richiesta si fa online, attraverso l’apposito form sul sito di BorsadelCredito.it. L’istruttoria sulla richiesta viene condotta rapidamente grazie a un processo automatico che prevede l’utilizzo di algoritmi proprietari di intelligenza artificiale, con un approccio guidato dai dati e in continuo aggiornamento mediante machine learning. Al processo automatico segue poi la verifica da parte di un analista fidi. Nel giro di 48 ore il gestore che ha chiesto il prestito viene contattato dal consulente per mettere meglio a fuoco la sua specifica novità e procedere con la delibera del finanziamento che viene erogato nel giro di un paio di giorni.

Cash Anti-Covid Fase 2 si propone dunque di sostenere le realtà sane che vivono un momento di difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, realtà che, nella situazione attuale difficilmente potrebbero ottenere un prestito bancario. E segue Cash Anti Covid-19, il finanziamento a breve termine (6 mesi), lanciato lo scorso marzo da BorsadelCredito.it e pensato, però, per coprire le spese correnti (stipendi, affitti, utenze) delle piccole e medie imprese nel momento più duro dell’emergenza.

Una chiatta sul mare per il temporary coffee shop di Tazze Pazze

Temporary coffee shop Tazze Pazze
Temporary coffee shop Tazze Pazze

A pochi minuti dal locale di piazza Cinque Lampadi a Genova il sabato e la domenica (e se arriveranno i turisti anche durante la settimana) dalle 10,00 alle 16,00, Tazze Pazze Caffetteria Gourmet aspetta gli amanti del buon caffè sulla chiatta del Banano Tsunami al Porto Antico, Ponte Guglielmo Embriaco, dove ha aperto il suo temporay coffee shop. Qui, dalle 18,00 all’1 di notte da anni il locale propone aperitivi, cene e nightlife. «È una situazione bellissima: sei in una delle location più suggestive di Genova, in mezzo al mare, tra le barche e gli yacht, la passerella dell’Acquario e vista della Lanterna - racconta Andrea Cremone, titolare di Tazze Pazze con Matteo Caruso -. Conosciamo bene i proprietari del locale che ogni anno organizzano lo street food festival di Genova con cui collaboriamo sempre. Lo scorso anno mi è venuta l’idea di chiedere di affittare questo spazio nelle ore in cui il loro locale è chiuso. Abbiamo raggiunto un accordo e dato il via a questa nuova attività. L’avremmo voluta aprire tutti  giorni, ma la mancanza dei turisti ci ha spinti a limitare l’attività al sabato e alla domenica. La risposta è stata molto positiva: molte persone vengono per gustare un buon caffè e anche un buon piatto in questo spazio davvero unico».

A disposizione alcune proposte di brunch, alcuni prodotti di gastronomia fresca per pranzo, tanta frutta, ma soprattutto tanto caffè. «Domenica mattina è stato bellissimo: fino a mezzogiorno non ho avuto richieste di espresso, ma solo di caffè filtro - riprende Cremone -. Nel pomeriggio piace molto il cold brew: ne vendiamo in media 3 litri ogni giorno. Lo prepariamo lasciando il caffè in infusione con l’acqua tutta la notte; la mattina imbottigliamo ed etichettiamo con una shelf life di 5 giorni; vendiamo anche la bottiglia intera da 1 litro: piace e si può bere in più modi, al bar, ma anche a casa. Per lo più lo serviamo liscio nel calice o con ghiaccio ne tumbler”. Un ambiente così esclusivo fa sì che gli ospiti spendano un po’ di più senza problemi: così l’espresso prende il via da 2 euro per la miscela e 2,5 per le monorigini; 3 euro il cappuccino 3,50 il caffè filtro. In questo momento complesso, la nuova iniziativa permette ai titolari di avvicinarsi agli incassi degli scorsi anni (i baristi sono tutti tornati al lavoro)e di sperare in una stagione positiva con l’arrivo dei turisti, soprattutto degli stranieri. Lo spazio non manca: sino ad ora la media è stata di una cinquantina di posti occupati, ma sulla chiatta si possono ospitare fino a 200 persone alle quali vengono offerti delle buona cucina e dei caffè eccellenti presentati e realizzati con cura: un piacere al quale si aggiunge la magia di un panorama bellissimo.

Luca Moroni lunedì 20 luglio a Baritalia Talks con Cointreau-The Art of the Mix

Luca Moroni, brand ambassador Molinari, presenta a Baritalia Talks Cointrea - The Art of the Mix
Luca Moroni, brand ambassador Molinari, presenta a Baritalia Talks Cointrea - The Art of the Mix
Luca Moroni, brand ambassador Molinari, vi aspetta a Baritalia Talks  lunedì 20 luglio, dalle ore 15.30 alle 16.30, con “Cointreau - The Art of the Mix”

Luca Moroni vi aspetta lunedì 20 luglio alle ore 15.30 a Baritalia Talks. “Cointreau - The Art of the Mix” sarà il titolo del webinar curato dal brillante brand ambassador di Molinari. La quinta puntata dei nostri webinar, realizzati in collaborazione con i partner dell’edizione 2020-2021 di Baritalia, sarà trasmessa sulle pagine Facebook Redazione Bargiornale Baritalia e su Instagram Redazione Bargiornale. Luca Moroni guiderà un intervento strutturato in quattro parti. Si parlerà di Cointreau, di più di 170 anni di savoir-fair, della fondazione dell’azienda e dell’unicità di questo Orange Liqueur. Nella seconda parte si affronterà il processo produttivo, la selezione delle materie prime, la distillazione, l’imbottigliamento e altri aspetti legati alla produzione. In un terzo imperdibile momento si affronterà l’arte della miscelazione legata a Cointreau, prodotto distribuito in Italia da Molinari. Un mare magnum di 350 ricette di cocktail che comprende, tra le altre, un super classico come il Margarita. Si analizzerà la versatilità di Cointreau e perché diventato un simbolo della cocktail culture internazionale.

Luca Moroni sarà disponibile a rispondere a tutte le vostre domande e curiosità. Vi basterà lasciare un commento sotto la diretta Facebook trasmessa da Redazione Bargiornale Baritalia. La redazione si occuperà di riportare le domande più interessanti, ma anche i vostri saluti, al protagonista del nostro webinar.

Tutti i video di Baritalia Talks saranno disponibili sulla nostro sito e potranno essere scaricati previa registrazione.

Un momento imperdibile!  Ci sarà da imparare ma, come sempre, anche da divertirsi. Conduce in studio Stefano Nincevich.

 

Il programma dei webinar di Baritalia Talks (in aggiornamento)

Lunedì 22 giugno dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Compagnia dei Caraibi

Dal Messico a Barbados: cultura e miscelazione attraverso il Mar del Caribe

Relatori Michele Tuveri, ambassador The Real McCoy Rum e Francesco Pirineo ambassador Tequila Ocho. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

Lunedì 29 giugno dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Red Bull

La miscelazione secondo Bruno Vanzan

Relatore Bruno Vanzan. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

Lunedì 6 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia

La rivoluzione della Bollicina

Relatore Alexander Frezza, L'Antiquario. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

Lunedì 13 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Campari Academy

Easy mix: rinfrescanti, facili e veloci

Relatore Luca Casale, Campari Academy Coordinator. Modera Stefano Nincevich

Lunedì 20 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Molinari

Cointreau - The Art of The Mix

Relatore Luca Moroni, brand ambassador Molinari. Modera Stefano Nincevich

 Lunedì 27 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Red Bull

Relatore Jonathan Di Vincenzo. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

Lunedì 7 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Campari Academy

Il Camparino raccontato da Tommaso Cecca

Relatore Tommaso Cecca. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

Lunedì 14 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Compagnia dei Caraibi

Relatore Emanuele Russo. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

Lunedì 21 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Nonino Distillerie

Relatore Simone Caporale. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

Lunedì 28 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Nonino Distillerie

Relatore Sam Ross. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

Lunedì 5 ottobre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia

LE DATE di BARITALIA 2020-2021 si svolgeranno con questo calendario

  • 16 novembre 2020 Firenze
  • Il 14 dicembre 2020 Torino
  • 1 febbraio 2021 Palermo
  • 1 marzo Reggio 2021 Reggio Calabria
  • 29 marzo 2021 Cagliari
  • 26-27 aprile 2021 ultima tappa e final show a Milano

Un Martini a colazione per “The Maestro” Calabrese

Calabrese

«Un giorno mia moglie Susan, era prima mattina, mi guarda in faccia e mi dice: "Che brutta cera che hai. Dovresti fare una buona colazione. Te lo dico sempre". Il problema è che per me la colazione è un caffè e via. Non ho tempo da perdere. Lei di tutta risposta mi porta un toast con marmellata d’arance. Esattamente Wilkin & Sons Orange Marmalade Fine Cut. Dice: "Prendi e mangia che hai bisogno di energie". Io guardo lei e guardo il piatto. Dopo qualche minuto di attenta e scrupolosa osservazione decido di non accettare l’invito. Esco dalla stanza. Faccio qualche passo e torno indietro. In fondo, penso, quella marmellata potrebbe servirmi per preparare un buon cocktail. Era il 1996. Ai tempi lavoravo al The Library Bar del The Lanesborough. Uno di quei luoghi della Londra anni Novanta in cui si iniziò a riscoprire la cultura del cocktail».

È un Salvatore Calabrese gagliardo e in vena di ricordi quello che incontriamo. «Il Breakfast Martini diventerà popolare solo un anno dopo. Da poco avevo pubblicato il mio libro Classic Cocktails. Ero a New York, al Rainbow Club di Dale DeGroff, con the King of Cocktails di New York. Quella sera aprimmo il primo pop up bar della storia di Manhattan. Era un pop up bar prima ancora che il termine pop up bar fosse inventato. Per l’inaugurazione ci aspettavamo 400 invitati. E proposi a Dale il mio Breakfast Martini. «Che cosa? - mi rispose lui - E dove la troviamo tutta questa marmellata d’arancia?» In America ci sono supermercati dove trovi di tutto in versione extra large. Comprese latte da 3 kg di marmellata. Così uscimmo a fare la spesa. La serata fu un successo e tutto nacque da lì. Ne parlarono i giornali, compresi il New York Times e fu una delle prime grandi emozioni. Avevo fatto un Martini per tutti non solo per i veri-maschi. Un drink solo all’apparenza dolce, ma che all’assaggio si presenta fresco, agrumato e di buon corpo alcolico».

Gli ingredienti di un modern classic

Il drink ha le tre principali caratteristiche di quello che dovrebbe essere un modern classic. «Una struttura semplice (pochi ingredienti), una ricetta replicabile fatta di ingredienti facilmente reperibili a qualsiasi latitudine e un nome che conquisti. Non gli altri bartender, ma gli ospiti. Nella stragrande parte delle competizioni che ho giudicato ho notato che i cocktail vincitori si sono persi nell’oblio. Il motivo? Non rispettavano le tre regole di cui parlavo. Magari il naming era azzeccato, ma erano troppo complessi nella struttura e usavano un parafernalia di home-made o prodotti difficilmente reperibili. A questo si aggiunga un altro limite. Il drink non può diventare un modern classic se il metodo di preparazione è troppo elaborato. Chiunque deve essere messo in grado farlo. Anche a casa, non solo al bar». Così Salvatore Calabrese è diventato un simbolo, giocando sulla semplicità. Come nel caso di altri famosi modern classic da lui creati: Spicy Fifty, Campari Nobile o il Negroni Svegliato, solo per dirne qualcuno. «Il Breakfast Martini non è stato il primo né l’ultimo dei cocktail con l’aggiunta di marmellata. Oggi si sa che cocktail del genere erano già presenti negli anni Venti, Trenta e probabilmente anche prima. Marmalade Cocktail è un drink pubblicato nel 1930 nel celebre Savoy Cocktail Book di Harry Craddock. Ma quando l’ho creato non ero nemmeno al corrente. Non c’era la cultura dei cocktail books. E il mio libro sui cocktail classici fu tra i primi tributi alle grandi ricette del passato e ai barman che le avevano create». La popolarità di Salvatore Calabrese raggiunge livelli di anno in anno più elevati.
Tanto che il comune di Maiori in Costiera Amalfitana, città di origine del bartender, gli dedica dal 2015 una competition: The Maestro Challenge.

Il cocktail da Guinness e la liquid history

Tanto che Calabrese è diventato famoso perché con un suo drink è entrato nel Guinness dei Primati (2012) per il cocktail più costoso al mondo. Si tratta del Salvatore Legacy nato al Salvatore Playboy Club di Mayfair l’11 ottobre 2012. Fu venduto a 5.500 sterline ed era composto da 40 ml di Cognac Clos de Griffer Vieux del 1778, 20 cl liquore Kummel del 1770, 20 ml Curaçao Dubb Orange del 1860 e due gocce di Angostura Bitters del 1900. «In realtà non volevo semplicemente creare il cocktail più costoso al mondo e detto tra noi, considerando gli ingredienti, il prezzo di vendita avrebbe potuto essere il doppio. La mia intenzione era di creare il cocktail più longevo al mondo. Sommando la data di produzione degli ingredienti arriviamo a 7.318 anni. Quello è il record in cui mi riconosco».

Calabrese la chiama Liquid History, creare cocktail d’epoca con ingredienti d’epoca. «L’idea mi venne a metà degli anni Ottanta ai tempi in cui lavoravo al Dukes Bar. Un piccolo posto in hotel molto elegante. C’erano solo sei tavoli e quando arrivai gli incassi erano davvero miseri. Non potendo lavorare sulle quantità decisi di puntare sulla qualità. Mi resi conto di essere circondato da bottiglie storiche che nessuno aveva mai utilizzato e a un certo punto feci questa riflessione: puoi leggere la storia, puoi perfino toccarla, ma non puoi assaggiarla. Allora perché non dar da bere sorsi di storia? Anche se il general manager e il food&beverage manager mi davano del matto, iniziai a proporre uno shot di Cognac Hine del 1815 a 250 sterline. La cosa funzionò. La prima settimana vendetti una bottiglia intera e da 500 sterline di incassi settimanali passammo a 10.000. A quel punto - sorride sotto i baffi - anche il management dovette ricredersi».

Dal 12 aprile 2018 Salvatore Calabrese ha cambiato indirizzo. Cura il Donovan Bar nel lussuoso quartiere di Mayfair all’interno del Brown’s Hotel, struttura fondata nel 1837. Con lui una squadra di affiatata di bartender. «I miei ragazzi sono sempre stati fondamentali per lo sviluppo delle mie creazioni. Io do le idee, da qui la definizione “The Maestro”, ma poi sono i miei allievi a svilupparle. Sono loro il futuro. La loro ricerca è fondamentale. Io non saprei neanche dove partire con Rotavapor o un altro macchinario. Loro usano queste macchine in modo straordinario e funzionale al servizio. Ci sono bartender nel mio team come Maurizio Palermo e Federico Pavan. Non li trovate sui social, parlano poco, ma hanno il genio dentro di loro. A ragazzi come loro devo tanto. Senza grandi allievi, non sarei mai potuto diventare un buon maestro».

Prove di futuro da Milano a Catania

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale

“L’Italia rappresenta nel mondo una specie di minoranza genialissima tutta costituita di individui superiori alla media umana per forza creatrice innovatrice improvvisatrice”.

Bargiornale
La copertina di Bargiornale luglio-agosto 2020

Le parole di Filippo Tommaso Marinetti risuonano come una mantra nelle pagine del numero di luglio-agosto 2020 di Bargiornale. Perché abbiamo setacciato in lungo e largo l’Italia per scovare esempi di tale forza e raccolto la testimonianza di quindici imprenditori che hanno saputo reinventarsi di fronte a ciò che in molti già chiamano new normal.

Professionisti capaci di reagire a abitudini di consumo mutate, di soddisfare una clientela nuova e diversa e di adattare l’offerta a una capacità di spesa ridotta. Consapevolezza, resilienza, pianificazione: sono gli strumenti che hanno sfoderato per affrontare una ripartenza, spesso (troppo) lenta.

Un’ulteriore conferma arriva dalla ricerca esclusiva “Il mercato fuori casa post Covid-19: la voce dei gestori” realizzata da TradeLab in collaborazione con Bargiornale (clicca qui per vedere il Webinar di presentazione, gratuito previa registrazione). Stretti nella morsa tra la mancanza della clientela abituale e i problemi di liquidità della gestione (sono questi i due elementi per cui il 65% degli intervistati si dichiara preoccupato), i gestori hanno messo in atto una serie di aggiustamenti per affrontare la “nuova normalità”: gli aspetti su cui sono intervenuti maggiormente sono gli orari di apertura, i menu e la comunicazione con l’intento di contenere i costi, ridurre gli sprechi e ottimizzare i processi.

E chissà che tutto questo non ponga le basi per gestioni future più profittevoli, oltre che aiutare a uscire più velocemente e con meno danni possibili da questo periodo. I buoni esempi non mancano.

The Doping Club creativo: tre bar privati nelle suite del The Yard

The Doping Club di Milano, zona relax

La mancanza di turisti internazionali sta mettendo a dura prova i bar degli alberghi di Milano situati in zone come i Navigli e il Duomo. Alcuni hanno escogitato metodi innovativi per affrontare la crisi attuale, come The Doping Club dello Yard Hotel, noto lobby hotel bar che si trova alla Darsena.

Prima dell’attuale situazione del Covid-19, The Doping Club aveva un totale di 350 posti a sedere (250 al bar, 100 al ristorante). Con una soluzione unica e brillante per risolvere la crisi alberghiera dovuta all’attuale carenza di turisti, The Yard ha trasformato tre delle sue suite al piano terra in bar privati, che possono essere prenotati da gruppi con il loro bar personale, completamente rifornito di attrezzature per baristi, bicchieri, ghiaccio e cocktail classici in bottiglia. Non solo. Su richiesta, un bartender personale è a disposizione per preparare drink personalizzati per gli ospiti. Al piano superiore dello Yard, invece, la sala più grande dell’hotel, di circa 120 metri quadrati, è stata trasformata in una sala da pranzo privata, dove lo chef prepara la cena direttamente davanti a un massimo di 15 ospiti.

The Yard nasce 8 anni fa come piccolo boutique hotel a pochi passi dalla Darsena in Piazza 24 Maggio, cuore della movida milanese. Un anno dopo viene inaugurato l’esclusivo lobby bar The Doping Club. Il concetto dello Yard è un club sportivo all’avanguardia, dove tutte le 32 camere dell’hotel sono a tema sportivo, ognuna dedicata a una disciplina differente. The Yard sembra quasi una variante moderna dei club per gentiluomini della vecchia Inghilterra e, lasciando spazio all’immaginazione, sembra quasi di essere sul set di un film di Hollywood.

Mille metri quadrati di bar

Il bar centrale, situato accanto alla reception dell’hotel, è la fonte dei “toccasana” liquidi di The Doping Club. Distribuito su più aree e su una sbalorditiva superficie di 1.000 metri quadrati, The Doping Club comprende ora anche il Bistrot Restaurant Gipsy e la pizzeria Dirty Gym.
Sulle orme di alcuni grandi bartender che lo hanno preceduto - nomi noti nel settore, come Massimo Stronati, Sette Piterà, Stefano Agostino e Francesco Galdi - Simone Pappalardo tiene ora le redini come bar manager del Doping Club. Accanto a Simone ci sono il floor manager Ginger Baroni e il team di bartender Pasquale Stoppelli, Eros Schiavon, Alberto Corvi, Lorenzo Fallovo e Gara Kaj, che si alternano nei ruoli di bartender, baristi e camerieri. L’attuale menu dei cocktail di The Doping Club propone un elenco di 12 signature drink in continuo cambiamento, una serie di varianti di ricette classiche. Considerato da molti il più bel bar di Milano, The Doping Club è arredato con un mix eclettico di mobili antichi, moderni, di seconda mano o vintage. Tanto che in questo suggestivo locale ogni oggetto ha la propria storia e, se ci si può permettere di pagare il prezzo sul cartellino, è possibile anche portare un elemento d’arredo a casa propria. La tipologia di ospiti del locale è molto varia come dandy, signore amanti del bien vivre o studenti curiosi. Il filo che li accomuna è la ricerca di un luogo accogliente e dove sanno coccolare il cliente.

Abbiamo chiesto a un cliente abituale, Memfi Baracco di Compagnia dei Caraibi, di riassumere cosa significa per lui il Doping Club. Citando Teofrasto, ha dichiarato: «Il tempo è la cosa più preziosa che un uomo possa spendere. Trovandomi spesso a Milano per lavoro, il The Yard Hotel è stato come una seconda casa dove, grazie al team di prima classe di The Doping Club, ho trascorso in modo splendido ciò che non va mai sprecato: il nostro tempo». Basta un’occhiata a questo dandy club, fatto non solo di begli arredi ma soprattutto di un’impeccabile ospitalità, per essere d’accordo con Memfi Baracco.

Kohi, il caffè “Japan style” pensato per il takeaway

Kohi Tokyo 1982 Milano
Kohi Tokyo 1982 di Milano. Foto Carlo Casella

Qualità e semplificazione sono i due riferimenti sui quali si articola il nuovo format di Kohi -Tokyo 1982, la caffetteria espressamente concepita e realizzata per il take away che ha aperto il 9 maggio nei locali della metro M3 di Milano, stazione di Porta Romana.
«Ci siamo ispirati - spiega Carlo Meo, ad di Marketing&Trade e ideatore del format - al modello degli specialty coffee giapponesi: si trovano in luoghi di grandissimo traffico e sono costituiti da un banco che si affaccia sulla strada, dove si beve, ma più spesso si prende e si porta via il caffè che per lo più è estratto a filtro. Abbiamo portato in Italia questo concetto in una stazione della metropolitana che supera il milione di passaggi l’anno; il locale è all’interno di una ex edicola».

Location interessanti e disponibili

Più di una rivendita di giornali, infatti, ha chiuso e offre posizioni interessanti a ridosso di ingressi e uscite dai tornelli con locali di 15-20 mq, ideali per questo tipo di esercizio, che qui trova il target giusto di studenti e lavoratori. Ovviamente in una Fase 2 con molti uffici e scuole chiusi, i numeri sono ridotti, ma si tratta di un’impostazione ideale per il post lockdown: i contatti sono ridotti al minimo, i prodotti sono pronti da portare via, non ci sono ingressi e uscite, solo la fila da fare in attesa del proprio turno in un ambiente aperto, dunque più sicuro. A breve, inoltre con l’app sarà poi possibile prenotare e pagare quanto desiderato anche lungo il tragitto, con il cellulare, trovando tutto pronto al proprio arrivo in stazione.
«Questo progetto nasce anche dalla collaborazione con Atm - prosegue Carlo Meo - di cui siamo stati consulenti per valutare gli spazi retail. La Metropolitana Milanese ha un patrimonio di location interessanti da valorizzare. L’imprenditore o la catena italiana hanno sempre pensato che questa realtà sotterranea sia poco interessante, sporca, e che si debba essere sulla strada per essere attrattivi, ma questo significa anche spendere molto di più. Se si scelgono le posizioni giuste, in metropolitana il passaggio è elevato e non c’è la concorrenza che si ha per le vie di Milano».

Il piano di sviluppo e il format

Nell’anno in corso sono previste due nuove aperture: entro il 2021 i negozi saranno 10-15. E veniamo all’offerta. Per proporre il gusto a chi va di corsa bisogna prima di tutto essere chiari e semplici. Il caffè (non si tratta di uno specialty) ha un posto centrale, con un’unica miscela in due macinature (più grossa per filtro, più fine per espresso), scelta per essere di facile estrazione e piacevole per tutti i palati, dunque bilanciata. In filtro unisce a un’iniziale freschezza un retrogusto di frutta secca e cioccolato; in espresso emerge maggiormente il tostato. C’è poi un ricettato, Tokyo, dal carattere più intenso e deciso, instagrammabile grazie alla decorazione con tre marshmallow. L’espresso (solo in tazza singola) e il cappuccino sono realizzati con una macchina espresso Linea Classic de La Marzocco, che ha contribuito alla formazione del personale; l’offerta non comprende marocchino e altri ricettati. A produrre in buona quantità caffè filtro, che già raccoglie un terzo circa delle richieste, ci sono una macchina della Bunn e un elemento Pour-Over di Modbar posto al centro del banco, con cui sono realizzate estrazioni che attirano l’attenzione; ad esso nella stagione calda si affianca un’apparecchiatura per l’erogazione di cold brew; tutte le preparazioni sono servite in bicchieri in carta compostabile (in 2 formati) a doppia parete. Brioche liscia o con marmellata, pain au chocolat, bretzel e focaccia Senatore Cappelli possono accompagnare il caffè.

Un'offerta food mirata

Non solo. Per un pranzo o una cena veloci, ci sono le preparazioni di KellyDeli in una vetrinetta sul lato del banco. Cinque le ricette, tra cui Poke bowl e Sushi, con una shelf life di un solo giorno, dunque la vetrina si svuota a fine servizio, anche grazie a promozioni fatte nel corso della giornata. Oltre a quello con il brand del sushi, sono stati siglati due altri accordi: con S. Pellegrino per acqua e bibite e con Unilever per 4 gelati Grom e Algida. «Sia nell’offerta sia nella scelta dei fornitori - riprende Meo - siamo in linea con il concetto di semplicità giapponese, una chiarezza che premia. Con gli anni ho capito che più sei semplice, più le persone ti apprezzano e ti accettano come sei: nel bar tradizionale le persone chiedono il ristretto, il lungo, il cappuccino tiepido; da noi capiscono che non è il caso di stressare. Un’offerta essenziale, inoltre, semplifica la scelta del cliente e aiuta il gestore a orientarsi con chiarezza tra i fornitori (più sono, più tempo si perde) risparmiando. Il costo operativo di Kohu è un quarto rispetto a un locale normale».
A oggi è stata venduta ogni referenza; non ci sono proposte che non piacciono o risultano meno gradite e i pagamenti sono soprattutto in moneta elettronica e tramite app. Passando davanti al pdv, più di una persona si ferma a osservare il locale ben pulito e organizzato, giocato sui colori del legno chiaro e del bianco delle mattonelle che si intonano con i colori della metropolitana (giallo e rosso). La comunicazione è chiara ed essenziale: c’è chi ne approfitta per comprare del sushi, un espresso o fare domande sul modulo brew, per molti sconosciuto. Per ora c’è tempo per fermarsi e spiegare (a distanza di sicurezza), tra il rumore del metro in sottofondo e sullo sfondo immagini in stile giapponese.

La Nuova Lavanderia, una miscelazione di talenti

La Nuova Lavanderia
Il team della Nuova Lavanderia di Pescara: da sinistra, Alessandro Di Fabrizio, Andrea Iemme, Ivan Di Vittorio, Giulia Sborgia, Enrico Silvestri. Nel quadro, Francesco Silvestri. Foto Alessandro Boni

Aloha e Sciabbenedett! È il saluto con cui La Nuova Lavanderia, il primo speakeasy di Pescara, accoglie i suoi ospiti. “Pace e Amore” in hawaiano e “Che Dio ti benedica” in abruzzese. Un inedito connubio di territorialità e ispirazioni esotiche che rende il benvenuto ai clienti intimo e piacevole. Anche, anzi soprattutto ora, nei giorni della “nuova normalità”.
Ci troviamo sotto l’insegna originale della vecchia Lavanderia Principe, che per anni ha profumato via Cesare Battisti di talco e fiori selvatici. Qui nel 2014 un gruppo di talentuosi bartender pescaresi, capitanato da Francesco Silvestri, miscela una selezione di cocktail in continua evoluzione. Ed è proprio l’eccellenza del bere, mai scontato stagione dopo stagione, il segreto più spifferato del primo speakeasy di Pescara. Della squadra capitanata da Silvestri fanno parte i bar supervisor Alessandro Di Fabrizio e Ivan Di Vittorio; Enrico Silvestri, padre di Francesco ed esperto di aperitivi; il bartender Andrea Iemme e l’addetta ai tavoli Giulia Sborgia, grande professionista e padrona nel mestiere dell’accoglienza.
«Quando ho dato vita a questo progetto - svela Francesco Silvestri - avevo anni di esperienza dietro il bancone. Questa esperienza mi ha dato modo, non solo di apprendere i segreti del mestiere, come la devozione all’accoglienza, ma anche di comprendere gli aspetti positivi e negativi del lavoro dipendente. In tanti locali mi sono imbattuto in titolari che non valorizzavano né umanamente né economicamente il lavoro del personale. Uno dei miei obiettivi principali, con La Nuova Lavanderia, è sempre stato quello di creare una fucina di talenti, un ambiente in cui i membri del team potessero sentirsi a proprio agio sia economicamente sia a livello di tutele in modo da poter impiegare tutte le proprie energie a coltivare le proprie attitudini professionali».

Il nuovo servizio Takevery

Duttile e resiliente. Così si può definire questo locale che fa delle scelte strategiche una vocazione. È successo anche nel periodo del post lockdown, in cui ha lanciato l’iniziativa Takevery. «Il termine deriva dalla fusione di “take-away” e di “every” riferito a everytime e everywhere. Ossia bevi (moderatamente!) dove e quando vuoi».
L’ultimo menu è ispirato alle più famose pellicole a luci rosse italiane e straniere, con ingredienti che premiano il made in Abruzzo, come il Toro Mule creato dal bar supervisor Alessandro Di Fabrizio, una fresca combinazione di Ratafià Toro, Kedrìs Gin Toro e Genziana Toro (prodotti dalla ultracentenaria distilleria di Tocco Casauria-Pe, ben nota per il Centerba, liquore aromatico ad alta gradazione alcolica 70% vol), corretta con succo di lime e ginger beer, e servita in un collins con menta e lime scottato. Tra i drink più richiesti ci sono Basic Instinct, frizzante e agrumato; Luci Rosse a Manhattan, intenso e avvolgente; Monella, leggermente piccante, e Senza Veli, miscela dal profumo esotico con protagonista un’infusione all’olio di cocco del London Dry Gin toscano Sabatini, con succo di lime, cordiale di citronella, Bitter Truth Golden Falernum, gocce di albume e Angostura Bitters, il tutto servito in coppetta Nick and Nora con gocce di Angostura Bitters e citronella. Must della stagione estiva è il Frescone (Beefeater London Dry Gin, Acqua di Cedro Nardini, lime, estratto di zenzero e soda al pompelmo di Three Cents). Fa parte di una selezione di drink freschi e fruttati, tra i quali spicca anche una selezione di zero abv realizzata con distillati analcolici, tra i quali Leila, una combinazione di MeMento Green, aloe vera, cordial di camomilla cardamomo e S–Up–asaw–a (cocktail mixer). Per il prossimo autunno, invece, il team ha scelto di raccontare, attraverso un menu dalle tonalità più complesse costruito con twist on classic e creazioni originali, una storia d’amore: dal primo sguardo all’emozione del colpo di fulmine. Come finirà? Dovremo attendere ancora qualche mese per scoprirlo.

Sperimentare come attitudine

Tanta passione, quindi, tanta creatività e un bagaglio professionale di tutto rispetto, contraddistinguono il team di La Nuova Lavanderia. Il Bar Supervisor, Alessandro Di Fabrizio, con un passato in Inghilterra dietro i banconi di alcuni tra i migliori locali londinesi come il Cahoots e il Bar Termini, racconta di aver fatto esperienza di tipi di miscelazione completamente differenti: da quella più barocca, caratterizzata da una miscela di 7 o 8 ingredienti per drink e guarnizioni ricercate, al filone del less is more che, sottolinea Alessandro, «è un concetto nobile spesso utilizzato con superficialità ma che, per essere vincente, deve avere alle spalle anni di studi e padronanza delle tecniche. Noi a La Nuova Lavanderia non disponiamo di attrezzatura da laboratorio sofisticata come il Rotavapor. Abbiamo comunque una dotazione utile per raggiungere gli scopi della nostra miscelazione come macchine per sous-vide, estrattori, refrattometri. Da questi strumenti cerchiamo di ottenere il massimo».
L’importante, a parere del titolare, è non smettere di sperimentare, per trovare la giusta miscela sensoriale che riesca a compiacere e sorprendere i palati dei clienti più diversi, proponendo originali esperienze di miscelazione che rendano i loro momenti al bar davvero memorabili. Per raggiungere questo risultato, il team de La Nuova Lavanderia si incontra con regolarità per scambiarsi idee, dare vita a nuovi concept e migliorare la qualità della propria offerta. Ed è con questo spirito che La Nuova Lavanderia conquista ogni giorno i cittadini abruzzesi, che scelgono da anni di lasciarsi coinvolgere con entusiasmo e fiducia dalle fragranze preparate dai mixologist della centralissima via Cesare Battisti.

Lesaffre LV2, per un lievito madre rapido e di qualità costante

LIVENDO - Starter LV2

Preparare pane comune o rustico, sandwich o brioche con lievito madre significa ottenere prodotti finiti ricchi e complessi. Ma coltivare e mantenere il lievito madre è un processo che richiede costanti rinfreschi e molta attenzione per ottenere la giusta proporzione tra le diverse popolazioni di microorganismi presenti, quelli che sono in grado di dare unicità al prodotto finito. Per un lievito madre di qualità, facile da ottenere e dal risultato costante Lesaffre Italia presenta il nuovo Starter di lievito madre LV2, della gamma Livendo, la più recente innovazione tra i lieviti madre in casa Lesaffre, un'azienda sempre attenta all'innovazione di cui abbiamo parlato anche qui.

Pronto in meno di 24 ore

Starter LV2 non necessita di rinfreschi, semplifica notevolmente la preparazione del lievito madre, che può essere completata in meno di 24 ore e garantisce un risultato costante e sicuro. Il prodotto - disponibile in scatole da 6 kg (in bustine da 100 g) - è estremamente versatile, ideale per tantissime preparazioni, dal pane comune a quello rustico, dai pani speciali a quelli per sandwich e brioches. La gamma Livendo comprende, oltre ai lieviti madre attivi, starters, lieviti madre essiccati e preparazioni a base di lievito madre. Nuove ispirazioni e proposte originali per i professionisti dell’Arte Bianca, come il Pane con farina di cereali a lievitazione naturale o la Brioche alla rosa e litchi a lievitazione naturale, sono disponibili sulla pagina Facebook di Lesaffre Italia. Per presentare il nuovo Starter LV2 è stato organizzato anche un appuntamento BakingWeb, il progetto di formazione e aggiornamento a distanza ideato dal Baking Center™ Lesaffre Italia e rivolto ai professionisti dell’Arte Bianca, visibile su Youtube.  

Da Sky un aiuto a vecchi e nuovi clienti

Sky, Trova Sky Bar, offerta nuovi abonati

Sarà un’estate piena di sport quella trasmessa da Sky: con un calendario, dal calcio ai motori, mai così fitto. Ogni giorno, o quasi, una partita di Serie A Tim.
Ogni weekend, o quasi, un Gran Premio di Formula 1.
Una scorpacciata di sport per tutti gli appassionati, con i locali con Sky pronti a riaccoglierli per rivivere insieme le grandi emozioni degli eventi live. Ricchissimo, in particolare, il programma della stagione motoristica: oltre 150 gare tra Formula 1 (che sarà su Sky anche nel 2021 e 2022), MotoGP e Superbike, per un totale di oltre mille ore live.
Una programmazione supportata dalla campagna pubblicitaria “Stories” che punta a far rivivere ai clienti le emozioni che si provano a seguire gli eventi sportivi al bar.

L'offerta per i nuovi clienti

Inoltre, per venire incontro alle esigenze dei locali interessati a conquistare nuovi clienti, Sky ha lanciato un’offerta dedicata, con una serie di vantaggi: primi 30 giorni inclusi senza costi (inclusa anche l’attivazione) e successivo sconto del 30% sul canone mensile fino al 31 dicembre 2020.

Compreso nel canone c’è anche la possibilità di avvalersi dei vantaggi del nuovo Trova Sky Bar. Per venire incontro alle esigenze di distanziamento sociale obbligatorie per i locali (ma, un domani, per avere la possibilità di trasmettere contemporaneamente due partite), Sky offre, ai nuovi clienti, anche la possibilità di avere un secondo decoder incluso nel canone di abbonamento.

SCOPRI L'OFFERTA PER I BAR NUOVI CLIENTI

Il nuovo Trova Sky Bar

Per sostenere la ripresa dei bar clienti, dopo aver cancellato il costo dell’abbonamento nei mesi di lockdown, Sky ha lanciato la nuova versione del sito trovabar.sky.it

In particolare è stata potenziata la funzione Trova Sky Bar che aiuta a farsi trovare dai clienti in cerca di un locale per vedere una partita o un evento sportivo. Ogni locale ha una pagina dedicata personalizzabile con foto, contatti, orari di apertura e altre informazioni utili, e può scegliere di collegarla automaticamente al proprio profilo Google My Business per l’aggiornamento dei dati.

 

Jack Daniel’s lancia la campagna per rispettare il distanziamento sociale

Jack Daniel's distanziamento sociale

Osservare correttamente la regola del distanziamento sociale nei locali è fondamentale per vivere una drink experience in tutta sicurezza. Su questo messaggio è incentrata la nuova iniziativa lanciata da Jack Daniel’s. Iniziativa che aggiorna la campagna sul bere responsabile, aggiungendo al tradizionale invito a non abusare nel consumo di alcolici quello a mantenere nelle visite al bar la distanza di sicurezza, ovvero la distanza di almeno un metro che deve intercorrere tra un avventore e l’altro, una delle regole d’oro per evitare la diffusione del contagio da Covid. Regola, da non dimenticare, che i consumatori sono tenuti a osservare e i gestori a far rispettare.

Campagna che il whiskey del Tennessee porta avanti con oltre 200 locali partner da Nord a Sud della Penisola, tra i quali il Bob di Milano, il Gasoline Road Bar di Jesolo (Venezia), l’Altro Chiosco di Roma, il 20m2 di Monopoli (Bari) e il Botanys di Napoli. Tutti i locali sono stati dotati di materiale di comunicazione e di servizio, personalizzati e creati ad hoc da Jack Daniel’s, quali adesivi per il pavimento, con le corrette indicazioni per rispettare la distanza, e vetrofanie con messaggi che invitano a tenere un comportamento responsabile, anche declinati in chiave più leggera, come "Jack ci fa sempre stare insieme. Ma per ora manteniamo almeno 7 bottiglie di distanza”.

Il materiale, brandizzato con il logo del whiskey, comprende anche le bag, pure queste con messaggi pensati per l’occasione, che i gestori potranno utilizzare per i loro servizi di asporto e di consegna a domicilio.

La nuova campagna rappresenta una ulteriore iniziativa messa in campo da Jack Daniel’s per favorire una ripresa veloce e in totale sicurezza delle attività dei locali. Nello scorso mese di giugno, il whiskey del Tennessee ha promosso sui suoi canali social ufficiali Facebook e Instagram le 7 regole per comportarsi in modo responsabile in questo momento così particolare. Regole che si aprivano proprio con l’invito a mantenere la distanza di sicurezza, proseguendo con quello a indossare la mascherina e, quando necessario, i guanti, a evitare gli assembramenti anche negli spazi aperti, a non condividere lo stesso bicchiere, a rispettare la norma del distanziamento anche al bancone e a comportarsi in modo responsabile anche in spiaggia.

Sicuri al lavoro, il toolkit di Tork per ripartire in sicurezza

Tork

Con la ripresa delle attività e nella fase di “nuova normalità” nata dall’emergenza sanitaria, i locali si trovano nella necessità di rivedere i loro modelli di business, elevando gli standard di igiene e sicurezza. In questo contesto si inserisce l’iniziativa di Tork, il marchio globale di prodotti per la pulizia professionale della multinazionale svedese Essity. Il brand ha infatti lanciato il programma Sicuri al Lavoro, un hub di risorse online ricco di informazioni e raccomandazioni sulle più avanzate prassi igieniche e su come prevenire la diffusione di agenti patogeni, studiato per garantire la massima sicurezza di personale e clienti.

Frutto di decenni di esperienza del brand nel campo dell’igiene professionale, il programma ha il suo cuore in Sicuri al Lavoro: COVID-19 FoodService Toolkit, una serie di strumenti, scaricabili, sviluppati per aiutare i gestori a migliorare l'igiene, a garantire che nei locali vengano seguite le corrette pratiche di igiene e che le operazioni, i regimi di pulizia e i programmi di sicurezza dei dipendenti siano allineati con le raccomandazioni degli enti sanitari pubblici, come l'Organizzazione mondiale della sanità.

Più nello specifico, gli strumenti inclusi nel Sicuri al Lavoro: COVID-19 Education Toolkit includono:

  • protocollo di igiene delle mani adeguato per gli addetti della ristorazione, compresi i modi per migliorare l’adesione del personale a queste pratiche;
  • raccomandazioni e strumenti specifici per migliorare l'igiene personale degli addetti;
  • raccomandazioni per un'adeguata pulizia delle superfici e la sanificazione degli alimenti per ridurre la diffusione degli agenti patogeni;
  • consigli sul posizionamento dei dispenser per rafforzare le pratiche e i protocolli di igiene adeguati nei ristoranti.

A tutto ciò si aggiungono poi delle locandine personalizzabili che aiutano il locale a creare le proprie buone prassi d’igiene.

Igiene, design e zero sprechi in ogni soluzione

Ma non solo. Perché Tork, in collaborazione con la sua rete di distributori partner, ha messo a punto speciali offerte e promozioni, molto competitive, per allestire gli ambienti in modo sicuro ed efficiente, in particolare quelli più critici sotto il proflo dell’igiene, come l’area bagno e l’area deputata alla preparazione degli alimenti.

dispenser Tork ReflexOfferte nelle quali il gestore può scegliere tra la vasta gamma di soluzioni a marchio Tork, tutte progettate per abbinare massima igiene, design e zero sprechi. Un esempio sono i dispenser per l’area di preparazione dei cibi Tork Reflex, rinnovati di recente e tra le soluzioni di punta del brand, che erogano carta per asciugatura Tork Reflex Plus per assorbire liquidi e asciugare le mani.

Dotato di beccuccio rotante centrale, che permette di accedere comodamente alla carta da qualsiasi angolazione, e a erogazione singola, il dispenser garantisce una riduzione del consumo di carta del 37% rispetto alle soluzioni tradizionali. Inoltre, la protezione della ricarica all’interno del dispenser e la dispensazione a una mano eliminano il rischio di contaminazioni cruciate, in quanto l’operatore tocca escusivamente il foglio di carta che dovrà utilizzare.

Per scaricare Tork Sicuri al Lavoro: COVID-19 Foodservice Toolkit e per ulteriori informazioni su come Tork sta supportando i locali nella ripartenza: www.tork.it/torkcampaigns/corona-virus

www.tork.it

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