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La rivincita di piazze e piazzette. L’esempio di Alfredo

Alfredo alla Scrofa a Roma trasforma uno slargo antistante il locale, una volta occupato da motorini abbandonati, in un ristorante all'aperto. E il municipio ringrazia. A breve l'apertura di una cucina a vista

Roma che si risveglia dopo la pandemia e si riappropria, come altre città e cittadine della Penisola, di nuovo spazi, una volta "occupati" o vietati. Artefici di quella rivoluzione ristoranti e bar che, grazie alla possibilità di sfruttare gratuitamente i plateatici, hanno potuto finalmente "invadere" vie, piazze e piazzette. Succede, ad esempio, in un angolo del centro storico della Capitale, nella pittoresca via della Scrofa, dove il ristorante Alfredo alla Scrofa, famoso per le omonime fettuccine, ha inaugurato la sua Piazzetta Alfredo. Uno slargo che fino a prima dello scoppio dell'emergenza Covid 19 era ricovero per motorini, molti abbandonati, che il ristorante ha quindi rimosso con la collaborazione del municipio, ben felice di quest’opera di bonifica urbana.

  • “Altro…”

    Tolti i motorini spazio, dunque ai tavolini, una ventina di coperti in più che vanno ad aggiungersi al dehors già esistente, dove il famoso ristorante riparte non solo dalle fettuccine, ma anche dal tocco di modernità dato dal nuovo innesto in cucina dello chef Mirko Moglioni. A queste novità si aggiunge la proposta per l’aperitivo, con una carta di cocktail ispirata all’estate messa a punto da un altro recente acquisto di Alfredo alla Scrofa, il restaurant manager Carlo Paragona, che ha rimesso mano anche alla carta dei vini concentrandosi soprattutto sulle bollicine. Nel mezzo ci sono le altre chicche che hanno visto la luce proprio sotto il periodo lockdown, a cominciare dalla salsa Alfredo, la versione in barattolo della cremina che ogni sera viene preparata davanti ai clienti e che consente di riprodurre a casa il celebre piatto di fettuccine con la salsa originale. La prima uscita è stata un grande successo, ma nel frattempo il patron Mario Mozzetti e la sua squadra stanno lavorando per una distribuzione più ampia della salsa Alfredo. Inoltre manca ormai poco all’inaugurazione della nuova cucina a vista, già pronta e che attende solo il taglio del nastro. Affacciata direttamente su strada, sarà il nuovo palcoscenico capitolino per lo chef Moglioni e le sue creazioni. A.T.

In-Vece del Gelato, cremoso e digeribile senza latte né soia

In-Vece del Gelato

Si allarga con la nuova referenza In-Vece del Gelato la linea di prodotti di In-Vece, che offre un’alternativa piacevole al gusto ed equilibrata a chi è intollerante, allergico o ha fatto una scelta alimentare diversa (tra cui vegetariani e vegani). L’azienda fondata a Bareggio (MI) da Matteo e Dario Beluffi, barista e finalista mondiale di latte art 2017 il primo, pasticcere e autore di Progetto Veg il secondo, ha alla base di ogni prodotto il gusto e le qualità tecniche dei rispettivi originali, che permettono di definirlo un’alternativa vegetale.

In-Vece del Gelato nasce grazie alla collaborazione con Alessandro Croce, tecnologo alimentare e gelatiere pluripremiato, alla costante ricerca di nuove sfide, come quella di realizzare un gelato senza alcuna derivazione animale, senza soia, senza emulsionanti e dall’etichetta più corta possibile. I test sono durati un anno e hanno portato a un premix a base di In-vece del Latte, la bevanda a base di avena, senza glutine, zuccheri aggiunti né soia che è un perfetto sostituto del latte vaccino sia per gusto sia per qualità tecniche. Se ne ottiene un gelato bianco e dolce come il latte, senza soia e glutine, con la giusta consistenza, cremosità e un gusto pieno. Si miscela a freddo, al fine di non alterare le proprietà tecniche e sensoriali della bevanda ed è pratico e veloce da realizzare; offre l’alternativa al gelato classico per chiunque, perché è cremoso, buono e più digeribile. Inoltre per il gelatiere è come una tela bianca da colorare e personalizzare dando vita a numerosi gusti, dai classici ai più fantasiosi.

La ricetta per ottenere un’alternativa alla crema 100% vegetale, unisce al premix un altro prodotto della linea: In-Vece dell’Uovo alga proteica, che utilizza un’alga che ha il 57% di proteine e conferisce colore e sapore di uovo al gelato grazie alla fermentazione che subisce in fase di lavorazione. Se ne ottiene la base per gusti come la classica crema con l’aggiunta di vaniglia e scorza di limone, oppure il biscotto, dedicato ai più golosi, inserendo biscotti sbriciolati e irrorati di crema al gianduia.

In-Vece del Gelato è disponibile in kit, al cui interno si trovano 20 litri di In-Vece del Latte e 8 sacchetti da 1,5 kg di premix.

Tutti i prodotti In-Vece sono disponibili su shop.in-vece.com.

Report Assobirra, nel 2019 numeri record per la birra

Copertina Annual Report 2019 Assobirra

L'anno scorso è stato importante per il settore birra, un vero anno da record. Un trend positivo che ci viene confermato dai numeri pubblicati dall'Annual Report Assobirra (150 pagine con traduzione in inglese) presentato ieri nel corso di una diretta su Internet, organizzata dal direttore generale Assobirra, Andrea Bagnolini. Numeri che purtroppo non potranno essere confermati quest'anno per l'epidemia Coranavirus che ha praticamente bloccato produzione, distribuzione e consumi per almeno quattro mesi. Ma il trend 2019 promette una lenta ma buona ripresa del settore.

I numeri che contano (2019 vs 2018)
Produzione
: 17.247.000 hl (+5%): 9° posto in Europa (4,5%)
di cui 523.000 hl tra 684 microbirrifici e 157 brewpub
Consumi: 20.861.000 hl (+2,6%), pro capite 34,6 litri (+2,6%): 26° posto in Europa
di cui il 46% concentrati tra maggio e agosto
Export: 3.448.000 hl (+13%), tra cui Regno Unito (46%) e Usa (9,7%)
Import: 7.062.223 hl vs 6.953.428 hl
Occupazione: 144.000 tra addetti diretti e indiretti (+3.300)
Canale horeca: 36,1% vs 36,0%
Canale gdo: 63,9% vs 64,0%
Confezioni
Bottiglie in vetro: 80,78% (di cui 73,00% a perdere) vs 83,52% (di cui 78,79% a perdere)
Lattine: 7,46% vs 4,85%
Fusti: 11,71% vs 11,63%
Tipologie
Lager: 85,21% vs 86,56%
Speciali: 13,19% vs 11,69%
No alcol: 1,60% vs 1,75%.

«Il 2019 ha confermato la crescente predilezione degli italiani per la birra ha affermato afferma Michele Cason, Presidente AssoBirra - che, anno dopo anno, assume un ruolo sempre più di rilievo nel panorama del beverage italiano e di conseguenza nell’economia nazionale. Tuttavia, l’emergenza sanitaria da COVID-19 mette a rischio la sopravvivenza di molte realtà e le prospettive di crescita a medio termine dell’Italia (e non solo). Se tale situazione non sarà fronteggiata in tempi rapidi e con misure e strumenti non convenzionali, l’impatto sull’economia sarà rilevante. Quanto al nostro settore, siamo convinti che le potenzialità insite nella filiera dell’orzo, così come nella coltivazione del luppolo, meritino un’adeguata valorizzazione soprattutto a livello europeo di politica agricola comune (PAC). Prioritario - ha concluso Michele Cason - è, inoltre, un potenziamento degli incentivi fiscali, a cominciare da una progressiva riduzione delle accise».

Michele Cason, presidente Assobirra

Due sono le proposte che Assobirra rivolge al Governo per supportare l'intera filiera della birra che esprime una ricchezza totale di oltre 9 miliardi di euro (5,7% relativi al canale horeca): riduzione delle accise e sostegno al canale horeca (il più colpito).

«La prima misura che chiediamo riguarda un intervento strutturale - ha precisato Alfredo Pratolongo, vice Presidente AssoBirra con delega a Relazioni Istituzionali e Comunicazione - che, mediante la riduzione delle accise, consenta al comparto di rimanere competitivo nello scenario attuale e fronteggiare al meglio il calo stimato dei volumi e dei consumi Made in Italy nel 2020. Non tutti sanno, infatti, che in Italia la birra è l’unica bevanda da pasto a pagare le accise (per il vino le accise non ci sono, mentre per la birra pesano per 36,24 € per ettolitro ndr), su cui pesa ancora la penalizzazione assolutamente ingiustificata che ha visto un aggravio fiscale del 30% tra l’ottobre 2013 e il gennaio 2015. La seconda richiesta riguarda invece un sostegno immediato al canale horeca tramite un apporto concreto di liquidità destinato ai singoli esercenti, con l’inserimento di un credito di imposta sull’acquisto di birra in fusto. Una misura - ha concluso Alfredo Pratolongo - a totale beneficio del punto di consumo, migliorando i margini per l’esercente».

Alfredo Pratolongo, vicepresidente Assobirra
Alfredo Pratolongo, vicepresidente Assobirra

Da sottolineare anche che il settore della birra dal 2010 investe nel fattore sostenibilità con riduzione di acqua impiegata (-35%), Co2 prodotta (-58%) ed energia consumata (-26%), oltre che investire in campagne per il consumo responsabile.

I numeri delle aziende Assobirra
Fondata nel 2017, Assobirra (aderente Confindustria) riunisce 40 aziende grandi, medie e piccole del settore produzione e commercializzazione della birra e del malto, rappresentando più del 90% della produzione e il 71% della birra immessa al consumo:
Heineken Italia (con Dibevit Import) 32%
Birra Peroni (Asahi Europe) 18,3%
Anheuser-Busch/InBev Italia 9,4%
Carlsberg Italia 5,1%
Birra Castello 5,1%
Birra Lucana 0,2%
Theresianer (Hausbrandt) 0,2%
33 microbirrifici (su 841).

 

 

In-Vece del Gelato, premix per gelato senza latte né soia

in-vece del gelato
Un gelato senza alcun prodotto di derivazione animale, privo di soia e glutine e dall’etichetta decisamente corta ideale per intolleranti, vegetariani, vegani

Si allarga con la nuova referenza In-Vece del Gelato la linea di prodotti di In-Vece, che offre un’alternativa piacevole al gusto ed equilibrata a chi è intollerante, allergico o ha fatto una scelta alimentare diversa (tra cui vegetariani e vegani). L’azienda fondata a Bareggio (MI) da Matteo e Dario Beluffi, barista e finalista mondiale di latte art 2017 il primo, pasticcere e autore di Progetto Veg il secondo, ha alla base di ogni prodotto il gusto e le qualità tecniche dei rispettivi originali, che permettono di definirlo un’alternativa vegetale. In-Vece del Gelato nasce grazie alla collaborazione con Alessandro Croce, tecnologo alimentare e gelatiere pluripremiato, alla costante ricerca di nuove sfide, come quella di realizzare un gelato senza alcuna derivazione animale, senza soia, senza emulsionanti e dall’etichetta più corta possibile. I test sono durati un anno e hanno portato a un premix a base di In-vece del Latte, la bevanda a base di avena, senza glutine, zuccheri aggiunti né soia che è un perfetto sostituto del latte vaccino sia per gusto sia per qualità tecniche. Se ne ottiene un gelato bianco e dolce come il latte, senza soia e glutine, con la giusta consistenza, cremosità e un gusto pieno. Si miscela a freddo, al fine di non alterare le proprietà tecniche e sensoriali della bevanda ed è pratico e veloce da realizzare; offre l’alternativa al gelato classico per chiunque, perché è cremoso, buono e più digeribile. Inoltre per il gelatiere è come una tela bianca, da colorare e personalizzare dando vita a numerosi gusti, dai classici ai più fantasiosi.

Alga proteica In-Vece dell'Uovo

La ricetta per ottenere un’alternativa alla crema 100% vegetale, unisce al premix un altro prodotto della linea: In-Vece dell’Uovo alga proteica, che utilizza un’alga che ha il 57% di proteine e conferisce colore e sapore di uovo al gelato grazie alla fermentazione che subisce in fase di lavorazione. Se ne ottiene la base per gusti come la classica crema con l’aggiunta di vaniglia e scorza di limone, oppure il biscotto, inserendo biscotti sbriciolati e irrorati di crema al gianduia. In-Vece del Gelato è disponibile in kit, al cui interno si trovano 20 litri di In-Vece del Latte e 8 sacchetti da 1,5 kg di premix. Altri prodotti bel.co sono In-vece dell’Uovo - Aquafaba in polvere, ottenuto dall’acqua di governo dei ceci: è una materia prima professionale con capacità montanti e anche emulsionanti come l’albume. In-vece del Cioccolato - Bianco di mandorle è una tavoletta di “cioccolato” bianco da 100 gr realizzato senza latte e senza glutine, utilizzando il 20% di mandorle e arricchito con vaniglia bourbon: da gustare in purezza, indicata per arricchire gli impasti o impreziosire dei cookies, perfetta per la preparazione di cioccolate calde.

L’obiettivo carbon neutral di illycaffè inizia dai materiali monouso

Logo dell'iniziativa #onemakesthedifference

L’obiettivo è ambizioso, ma con impegno e con le giuste mosse si può raggiungere. illy fa il primo di numerosi passi che la porteranno a diventare carbon neutral per il centenario della sua fondazione nel 2033 con il progetto #onemakesthedifference (One Makes The Difference). «Vogliamo costruire un futuro migliore insieme ai nostri consumatori - afferma Massimiliano Pogliani, amministratore delegato - utilizzando  l’approccio  del miglioramento  continuo  che  ci  caratterizza  da  più  di  80  anni,  consapevoli  che  un  giorno dopo  l’altro  e  un  gesto  dopo  l’altro,  ognuno  di  noi  può  fare  la  differenza». La prima iniziativa nasce per eliminare circa 175 tonnellate di plastica l’anno, grazie all’introduzione di nuovi materiali monouso ecosostenibili, a cominciare dai bicchieri take-away riciclabili a disposizione nei bar illy, nei punti vendita diretti della Torrefazione e nel canale vending.

Nuovo bicchiere monouso di illy
Nuovo bicchiere monouso di illy

Il nuovo bicchiere è composto principalmente da carta (più del 90%) e polipropilene (meno del 5%), un materiale che assicura una corretta permeabilità. Grazie alla proporzione tra carta e polipropilene nella loro composizione, bicchieri e tappi possono essere conferiti nel contenitore della carta, in tutta Italia. Si raccomanda comunque di verificare le regole locali della raccolta differenziata. L’invito a fare la differenza passa quindi anche al consumatore finale, cui spetta il compito di conferire il bicchiere nel giusto contenitore al fine di non vanificare lo sforzo dell’azienda e fare la propria piccola parte per il miglioramento dell’ambiente. Consapevole che la sfida per un mondo più sostenibile si può vincere solo unendo le forze, illy lancia la  nuova iniziativa, per raccontare  come la qualità sostenibile contribuisce a proteggere e migliorare il benessere del Pianeta e per ricordare ai consumatori che i gesti di tutti possono fare la differenza

Un’altra interessante innovazione è legata alla macchina da caffè X1 Ese & Ground che sarà disponibile sul mercato dal prossimo ottobre: unisce due sistemi di preparazione ambientalmente sostenibili (cialda Ese e macinato), soprattutto è dotata di una tecnologia in grado di erogare caffè, vapore e acqua calda annullando i tempi di attesa legati al raggiungimento della corretta temperatura; inoltre dopo ogni somministrazione la macchina entra istantaneamente in stand by, garantendo un notevole risparmio energetico.

L’iniziativa  proseguirà  negli  anni  con  lo sviluppo di ulteriori prodotti sostenibili,  in grado di offrire  soluzioni che rispondano ai bisogni dei consumatori, utilizzando una quantità minore di risorse materiali ed energetiche, con conseguente minore impatto ambientale. 

Lock-Eat, i contenitori versatili e di design di Luigi Bormioli

contenitori Lock-Eat

Funzionali, versatili e di design. Sono i contenitori in vetro Lock-Eat disegnati per il mondo dei locali dalla Luigi Bormioli. Una collezione composta da food, handy e juice jar di diversa capienza e formato (food jar da 8 cl a 1 l, handy jar da 1,5 e 2 l, juice jar da 25 cl a 1 l) pensati per i più diversi utilizzi, dalla conservazione di cibi e bevande alla loro preparazione e servizio.

La collezione Lock-Eat è stata infatti concepita innanzitutto per la conservazione sicura degli alimenti, come frutta, verdura, marmellate e confetture, gelatine, sciroppi, succhi di frutta, tenendo conto di diverse tecniche di preparazione: sottovuoto, sott’olio, sottaceto, in salamoia e sotto sale. Ciò, grazie al coperchio e alla guarnizione in gomma naturale che sigilla il contenitore dall’aria, proprio come avviene con altre tecniche per la creazione del sottovuoto, prevenendo così la formazione di batteri nel cibo.

Tuttavia, le possibilità di impiego non si limitano a questa. I contenitori possono essere usati anche per preparare alimenti, per esempio, freschi dolci al cucchiaio semplici e d’effetto da comporre direttamente nei modelli di piccolo formato, per realizzare tisane dissetanti, e sono perfette anche per la creazione di ricette leggere e ricche di gusto con la tecnica della vasocottura.

Ma non solo, perché grazie al loro design pulito ma ricercato, si prestano a meraviglia anche per il servizio di monoporzioni, appetizer, finger food, gelati, sorbetti, centrifughe, bevande salutari o presentare in modo insolito addirittura dei cocktail.

In aggiunta all’estetica e alla versatilità, un’altra caratteristiche che rende i prodotti Lock-Eat particolarmente adatti al mondo dei locali è la loro funzionalità. La leva metallica in acciaio inox ne rende molto semplice e veloce l’apertura e chiusura. La leva, inoltre, molto facile da rimuovere, operazione necessaria quando si utilizzano i contenitori nel microonde.

Contenitore e coperchio, separati, sono entrambi in vetro trasparente, in modo da consentire l’immediata ispezione del contenuto conservato e sono facilmente lavabili sia a mano sia in lavastoviglie. Impilabili, in modo da ottimizzare l’occupazione degli spazi, sono anche amici dell’ambiente, in quanto riutilizzabili infinite volte e, giunti a fine vita, interamente riciclabili.

Prestigiosa tripletta per Gamondi al Meininger’s International Spirits Award

Gamondi ISW 2020

È una prestigiosa tripletta quella messa a segno da Gamondi, storico marchio della tradizione piemontese, Meininger's International Spirits Award Isw, tra le più importanti competizioni internazionali dedicate al mondo degli spirits e dei vini. Nella diciassettesima edizione del concorso, il brand di casa Toso, produttore di vini, spumanti e liquori con sede a Santo Stefano Belbo (Cuneo), ha conquistato due medaglie d’oro, andate al Vermouth di Torino Superiore Rosso e al Bitter Gamondi, con il primo che, in più, si è aggiudicato anche il titolo di Vermouth dell’anno 2020.

Prodotto recuperando l’originale ricetta di fine Ottocento creata da Carlo Gamondi, il fondatore del marchio, Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi è ottenuto utilizzando esclusivamente uve piemontesi. La sua base è costituita infatti al 51% da di Moscato d’Asti Docg, cui deve la particolare finezza aromatica, completata da Cortese Doc. In quest’ultimo viene infusa la principale botanica, l’assenzio piemontese, botaniche completate poi da scorze fresche di arance amare liguri e altre erbe o spezie, come la vaniglia del Madagascar, lo zafferano, la mirra e il sandalo rosso. Dal colore ambra con unghia tendente al giallo dorato, il Vermouth di Torino Superiore Gamondi (alc. 18% in vol) spicca per il suo ricco e complesso profumo floreale e agrumato, accompagnato da note balsamiche e resinose, eteree e speziate di cannella, vaniglia e anice. In bocca dà sensazioni di calore, pienezza e rotondità, sulle quali poi tende a prevalere una lunga nota amaricante che accompagna nel tempo. Peculiarità che hanno colpito il panel di giudici, composto da esperti internazionali del settore, che hanno premiato il prodotto con la medaglia d’oro e con il titolo di Vermouth dell’anno.

TOSO_Gamondi BitterMa la qualità delle produzioni Gamondi è stata confermata dall’altra medaglia d’oro assegnata a Bitter Gamondi (alc 25% in vol), l’aperitivo ottenuto dall’infusione di erbe e piante aromatiche. Dal colore rosso intenso, si caratterizza al naso per il profumo forte e deciso, mentre in bocca è secco e decisamente amaricante. Un prodotto ideale per la miscelazione, ma che che si fa apprezzare anche servito on the rocks o freddo con una scorza d’arancia.

Chris Salierno: per il barista è il momento di osare

La Marzocco, Venezia
La Marzocco, Venezia
Simbiosi Organic Coffee
Simbiosi Organic Coffee

La riapertura ha portato a una nuova normalità che per molti è fatta di lavoro da casa, di una differente distribuzione del tempo nel corso della giornata che hai suoi riflessi anche sul modo di frequentare il bar. L’importante è rispondere alle nuove situazioni che via via si creano con prontezza e serenità, al fine di soddisfare al meglio il cliente, offrendogli il clima positivo e amichevole che da sempre si unisce al bar e soprattutto alla figura del barista. Nel corso della lunga chiusura forzata e in fase di riapertura i responsabili de La Marzocco non hanno mai smesso di parlare, di confrontarsi e di fornire appoggio al mondo del bar. Da queste esperienze nascono le testimonianze, le riflessioni e i suggerimenti che Chris Salierno, direttore marketing de La Marzocco, rivolge ai baristi.

Chris Salierno, direttore marketing La Marzocco
Chris Salierno, direttore marketing La Marzocco

«Chi ha investito e continua a investire in qualità ha un’arma in più per combattere il post lockdown - afferma -. Un’offerta che si distingue per qualità, originalità e creatività ha quel quid in più che oggi come mai prima è importante non solo per sopravvivere alla crisi, ma per avere successo. Formazione, curiosità e ottime materie prime devono essere sempre la base di chi vuole fare bene questo mestiere, ma oggi sono davvero l’elemento chiave da cui ripartire. Quello che c’è di buono è che oggi la gente ha voglia di socialità e il caffè è sempre stato un elemento estremamente sociale e aggregante».

La massima qualità al prodotto servito può creare un importante vantaggio competitivo, ma non solo: «in un momento come questo - riprende Chris Salierno - ci sentiamo di dire ai baristi di non aver paura di sperimentare, di provare nuovi modi per preparare il caffè, di dare libero sfogo alla propria creatività perché questo può portare alla fidelizzazione della clientela. Nonostante il periodo difficile che abbiamo appena passato, non possiamo ignorare come la cultura del caffè in Italia si stia evolvendo, quindi come la figura del barista possa e debba riuscire ad acquisire ancora maggiore consapevolezza e studio sulla materia prima, ma anche autorevolezza e professionalità agli occhi dei clienti».

La Marzocco home
La Marzocco home

Un’ultima riflessione riguarda i consumi a casa: «Il fermo legato al Covid ha visto rinnovarsi numerosi riti domestici e anche in Italia molte persone si sono rivolte all’e-commerce per acquistare il caffè delle microroastery: un fenomeno nuovo e molto interessante. Se durante questo periodo il barista ha fatto leva sui social media per alimentare curiosità e dialogo con il consumatore, per quest’ultimo sarà naturale rivolgersi a una figura autorevole (un vero barista esperto) per conoscere più a fondo il mondo del caffè, vedere e imparare dal vivo le differenti tecniche di preparazione e i metodi di consumo per poi replicarli condividendo con amici e famigliari queste “chicche”. Per assaggiare un caffè eccelso, la casa non sostituisce il bar, né viceversa. E il barista – in qualità di fornitore, formatore, consulente e storyteller – può assumere un ruolo sempre più rilevante mettendo a disposizione le sue conoscenze, capacità e relazioni per favorire la ripresa e la riscoperta del caffè e del settore».

Ciokkinoir Bussy, la cialda ripiena per le coppe gelato

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Ciokkinoir è una cialda arrotolata a sigaretta ripiena di crema al cioccolato fondente. Una delle proposte Bussy per rendere ancora più accattivanti le coppe di gelato

Una coppa di gelato artigianale decorata con maestria ha un valore aggiunto che si traduce in una maggiore appetibilità nei confronti del cliente. Frutta scolpita, granella, topping e soprattutto fragranti cialde sono perfette per questa esigenza del gelatiere. Bussy questo lo sa perfettamente, tanto da mettere a disposizione una vasta gamma di prodotti per la gelateria e la pasticceria: cialde in sfoglia croccante realizzate con ingredienti selezionati, che possono servire non solo a decorare ma anche a contenere il gelato stesso, oppure una crema o una mousse (delle più recenti novità Bussy abbiamo parlato anche qui). Fra le novità più recenti dell'azienda di Rho (Mi) c'è Ciokkinoir, una cialda arrotolata a sigaretta ripiena di crema al cioccolato fondente, prodotta con ingredienti naturali e semplici, senza conservanti e senza olio di palma. Proposta in diversi formati per rispondere al meglio alle esigenze dei diversi target di riferimento, per il settore professionale è disponibile la versione in cartoncino da 220 pezzi o nella versione Ciokkipiunoir, in scatola di metallo decorata da 140 pezzi.

LATTACIOKKIPIUNOIR BUSSY
LATTACIOKKIPIUNOIR BUSSY

Bacardi offre 10.000 cocktail per sostenere la ripresa dei locali

Bacardi back to the bar

Proseguono le iniziative del Gruppo Bacardi a sostegno dei locali, settore che sta ancora pagando gli effetti dell’emergenza sanitaria. La nuova azione solidale è focalizzata sull’Europa, con 10.000 cocktail offerti dal Gruppo per dare una spinta ai bar che ripartono dopo il lungo lockdown. A beneficiarne i 2500 dipendenti Bacardi presenti nel Vecchio Continente, che per tutta l’estate potranno invitare nei locali anche amici e familiari e godere di un cocktail fatto a regola d’arte.

Il progetto, ovviamente, riguarda anche l’Italia, dove sono più di 1.800 i drink che i membri del team Bacardi potranno degustare in alcuni bar selezionati da Nord a Sud della Penisola, con una particolare attenzione a tre città chiave per il gruppo, Torino, la città di Martini, brand di punta del gruppo, Firenze e Milano, dove tra i locali coinvolti nell’iniziativa troviamo, rispettivamente, il Jazz Bar, l’Odeon Bistro e The Botanical Club.

«La pandemia ha colpito duramente il settore del fuoricasa. Ora, attenuate le restrizioni, è possibile iniziare un percorso di ripresa e, noi di Bacardi, rispettando le norme del distanziamento sociale, non vediamo l’ora di festeggiare insieme, nei luoghi dove è lecito farlo, con un buon drink – ha spiegato in una nota Stephane Cluzet, general manager per Martini & Rossi -. Il team Bacardi ha lavorato a stretto contatto con i bar in giro per l’Italia per aiutarli nelle varie fasi della crisi. Ora con la nostra iniziativa #RaiseYourSpirits vogliamo fare il passo successivo, emozionati all’idea di portare i nostri amici a bordo di questo nuovo progetto nelle settimane e nei mesi a venire».

A supporto dell’iniziativa non è stata creata una drink link dedicata, ma sicuramente uno dei cocktail principe sarà il Martini Fiero & Tonic, preparato con una parte di Martini Fiero, il nuovo aperitivo dal gusto fresco e agrumato di casa Martini, e una parte di acqua tonica e decorato con una fetta d’arancia, una proposta fresca e leggera perfetta per rinfrescare l’estate.

Un nuovo step di #RaiseYourSpirits

La nuova iniziativa rappresenta un ulteriore step di #RaiseYourSpirits il progetto lanciato da Bacardi lo scorso marzo per sostenere il comparto dei locali. Iniziativa che ha visto ha visto il Gruppo investire 1,5 milioni di euro in Europa e 3,6 milioni di euro nel resto del mondo proprio per supportare bar e bartender durante la fase più acuta della crisi. Bacardi, inoltre, sempre nell’ambito delle iniziative a sostegno del settore, ha commissionato a 40 baristi la realizzazione di video tutorial per la creazione di cocktail e ha anche offerto ulteriore supporto comprando dei voucher per drink e pagando in anticipo i baristi per ospitare momenti di training o servire cocktail.

Martini Fiero & Tonic

FIERO e Tonic Bacardi Martini

Ingredienti:

7 cl Martini Fiero, 7 cl acqua tonica

Preparazione:

build

Guarnizione:

fetta di arancia

Bicchiere:

ballon

Le Bibite Sanpellegrino nella limited edition firmata Toiletpaper

Bibite Sanpellegrino & ToiletPaper

Un packaging pop veste la nuova limited edition delle Bibite Sanpellegrino. A firmarlo il collettivo artistico Toiletpaper, fondato da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, che ha disegnato la grafica delle lattine (33 cl) con le quali si presenteranno per tutta l’estate le storiche referenze Aranciata, Aranciata Amara e Chinò.

La creatività, l’attenzione alla qualità e all'autenticità, grazie all’utilizzo di ingredienti accuratamente selezionati, sapientemente coltivati e miscelati, sono le caratteristiche che hanno fatto delle Bibite Sanpellegrino una icona del gusto italiano. Gli stessi valori che il collettivo, tra le realtà più rappresentative della scena artistica nazionale e internazionale, ha voluto celebrare ed esaltare con il nuovo pack. Protagoniste della nuova grafica le materie prime con le quali le bevande vengono realizzate, agrumi di alta qualità e 100% italiani, interpretate in vere e proprie piccole opere d’arte in chiave pop, tanto irriverenti quanto accattivanti, a rappresentare la perfetta unione tra gusto italiano ed estetica.

 

Così il succo delle arance, che dal 1932 regala all’Aranciata il suo gusto unico, trova la sua espressione in una grafica che reinterpreta in stile pop art suggestioni della pittura delle avanguardie del Novecento. Il gusto piacevolmente amaro e intenso dell’Aranciata Amara viene invece rappresentato da un’iconica bocca voluttuosa, mentre il Chinò Sanpellegrino, che dal 1958 nasce da chinotti coltivati e raccolti come da tradizione alle pendici dell’Etna, viene interpretato come una vera vittoria del gusto italiano, attraverso un’elegante mano femminile che inanella gli agrumi.

Un nuovo look per le icone dell’aperitivo Nardini

aperitivi Nardini

Cambio di look per gli aperitivi di casa Nardini. La distilleria più antica d’Italia ha rinnovato le etichette di Bitter Nardini e Mezzoemezzo optando per un’immagine all’insegna della contemporaneità, ma senza tradire il proprio heritage. Un restyling che, attraverso un equilibrio tra elementi della tradizione e uno stile più moderno e attuale, vuole esprimere la forte personalità e raffinatezza dei due iconici prodotti.

Mezzoemezzo Nardini - Restyling 2020Per quanto riguarda Mezzoemezzo, la nuova etichetta propone un logo dal carattere contemporaneo, con una texture tattile che combina il rosso e l’argento metallizzato. Nella parte alta dell’etichetta campeggia la scritta “Specialità del Ponte di Bassano”, che richiama l’Osteria al Ponte, oggi Grapperia Nardini, che sorge appunto alle porte del Ponte Vecchio di Bassano del Grappa (Vicenza), acquistata da Bortolo Nardini nel 1779 e dove è cominciata la storia della Distilleria.

Ha assunto invece una forma ottagonale l’etichetta del Bitter Nardini, decorata con fregi in rilievo e finiture in lamina argento che conferiscono alla bottiglia modernità, stile ed eleganza. Una modernità però in stile vintage che evolve l’immagine del prodotto, coniugando perfettamente il recupero dell’autenticità, attraverso un ritorno al passato, con la capacità di guardare al futuro.

Due restyling d’impatto, dunque, che esaltano il carattere dei due storici prodotti, le cui formule restano invariate, come le loro caratteristiche. Le note di rabarbaro con sentori agrumati e amaricanti del Mezzoemezzo (bottiglia da 1 l, alc 22% in vol), che si esprimono al meglio quando servito on the rocks oppure ben freddo con seltz e una scorzetta di limone. E l’elegante morbidezza, accompagnata dalle note agrumate con sentori erbacei e amaricanti del Bitter Nardini (bottiglia da 1l, alc 24% in vol), perfetto per la miscelazione e ancora di più per la preparazione dei grandi classici dell’aperitivo come Spritz, Americano e Negroni.

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