Home Blog Pagina 419

Dal breakfast all’aperitivo, per M10 Café l’importante è stare a contatto con i clienti

Delivery o take away l'aperitivo è per due all'M10 Café
Delivery o take away l'aperitivo è per due all'M10 Café
Asporto e delivery al M10 Cafè di Lesmo per restare sempre a contatto con il cliente. Tra le proposte che funzionano di più, il kit per preparare a casa un drink con tutte le istruzioni
Delivery o take away l'aperitivo è per due all'M10 Café

L’asporto e il delivery sono di casa al M10Café di Lesmo (MB) e anche durante i periodi di lockdown la ricerca di nuove soluzioni non si è mai fermata. «La fantasia è il nostro lavoro: è importante metterla in moto per richiamare i clienti o suscitare il desiderio di gustare un nostro prodotto, da ricevere a casa o ritirare in take away», afferma il titolare del locale, Andrea Villa. La proposta ora è suddivisa per fasce orarie: colazioni e brunch dalle 6,30 alle 12,30; merenda e aperitivo dalla 15,30 alle 18,30. A colazione  il menu take away prevede espresso, cappuccino (ogni giorno si consumano 1,5-2 kg di caffè) e spremuta, serviti in bicchieri di carta con coperchio e posti in un vassoietto.

  • Altro…

    Se il cliente vuole aggiungere la brioche, il tutto viene posto in un sacchetto con il logo del locale. «Organizzarsi per il take away è impegnativo da un punto di vista sia pratico sia economico - riprende Villa -, ma è importante investire: oggi più che mai la qualità fa la differenza». Con il brunch, sempre proposto in modalità asporto, viene offerta un’alternativa al pranzo domenicale classico, con crêpes, sandwich, avocado toast e numerosi altri piatti sia salati, sia dolci accompagnati da filter coffee, cappuccino, latte macchinato, spremute, centrifughe e succhi di frutta: una proposta che ha il suo picco di richieste nel fine settimana, quando per la clientela è un rito farsi coccolare. A causa della chiusura delle scuole la merenda è, al momento, in stand by, mentre è positivo il bilancio per l’aperitivo.  «Abbiamo congegnato un kit in un bauletto per due persone con tutto il necessario per realizzare un cocktail con la bottiglietta che contiene il drink - spiega Andrea Villa - e alcuni ingredienti confezionati in buste per alimenti, il ghiaccio e un foglietto che spiega come creare il mix. Un'idea che funziona e che desta il barman che c’è in ogni cliente». Il kit dell'aperitivo è proposto sia per l'asporto, sia per il delivery con la consegna effettuata dal personale del locale: un buon modo per mantenere sempre un contatto diretto con la clientela. N. R.

Iginio Massari, la quarta pasticceria apre i battenti a Verona

Ha aperto i battenti oggi il quarto punto vendita del Maestro dei maestri Iginio Massari. La pasticceria del presidente onorario Ampi è a Verona, in corso Sant'Anastasia-angolo via Rose a pochi metri dalla centrale e prestigiosa Piazza delle Erbe. Anche Verona, ora, può assaggiare i dolci del pasticcere più famoso d'Italia: si "accoda a Brescia - sede della prima pasticceria di Massari -, Milano e Torino.

Il logo Iginio Massari Alta Pasticceria all'interno del locale di Verona

Un nuovo brand per la pasticceria del Maestro

Proprio a Torino aveva esordito, nel 2019, il nuovo concept dei negozi del Maestro, con una importante operazione di rebranding e l'esordio del marchio "Iginio Massari Alta Pasticceria". Con l'occasione dell'apertura veronese, Massari ha anche presentato una torta dedicata proprio alla città di Verona.

Il dolce dedicato da Iginio Massari alla città di Verona, dove il suo quarto punto vendita ha appena aperto al pubblico

«Innamorato di questa città»

«Verona fa parte della mia storia già da quando ero giovane e lavoravo per una nota azienda dolciaria - la Bauli - e questo luogo è pieno di cultura, musica, arte e turisti, con Giulietta e Romeo è la città dell’amore e ce ne siamo innamorati anche noi», ha spiegato Massari presentando il nuovo negozio, nel quale lavoreranno una ventina di persone. «Sono consapevole che aprire un nuovo punto vendita in un momento estremamente difficile come quello che stiamo vivendo oggi, potrebbe apparire folle. Tuttavia sono convinto che il compito di un’attività imprenditoriale sia anche quello di osare e di poter guardare con ottimismo al futuro». «Viviamo un tempo particolare», ha spiegato  Debora Massari, figlia del Maestro e parte attiva della attività imprenditoriale di famiglia assiema al fratello Nicola. «Per primi gli imprenditori sono chiamati alla visione più lungimirante. Aprire un nuovo store significa abbracciare con entusiasmo il futuro, rinnovare l’attività di impresa mantenendo lo standard e la supervisione del prodotto. Se è certo fondamentale raggiungere ogni destinazione con l’e-commerce, altrettanto essenziale non scordare l’affezione delle persone, la gioia del vivere il dolce in un tempio fisico del gusto».

Lotta allo spreco, on line c’è la magic box di Pasticceria Martesana

La storica pasticceria milanese aderisce a Too Good To Go, applicazione che mette on line l'invenduto a fine giornata. E aiuta ad evitare sprechi

Contenere gli sprechi è un diktat etico sempre più sentito e la storica Pasticceria Martesana (oggi tre punti vendita in Milano, con ulteriori progetti di sviluppo) non si tira certo indietro su questo fronte. Le strategie sono varie: per esempio sono stati scelti contenitori in materiale biodegradabile per le confezioni da asporto e delivery, che andranno via via a sostituire quelle usate in passato. Non solo, come ci spiega Gabriele Santoro - 28 anni, figlio del maestro pasticcere Enzo - e direttore generale del brand: «In un momento di riorganizzazione aziendale che abbiamo affrontato di recente, culminato con l’arrivo del maestro pasticcere Domenico Di Clemente quale nostro executive pastry chef, tutta la mia famiglia ha voluto affrontare in modo sistematico e concreto l’argomento della sostenibilità e dello spreco zero».

  • Altro…

    «In una pasticceria come la nostra, dove si lavora quotidianamente con il prodotto fresco - continua Gabriele Santoro - ci si ritrova inevitabilmente a fine giornata con dell’invenduto. Tutti prodotti che, per mantenere alti i nostri standard qualitativi, non riproponiamo certo il giorno dopo nelle nostre vetrine ma che a tutti gli effetti sono freschi ed eccellenti. Per questa ragione abbiamo deciso di legarci a Too Good To Go, una applicazione che mette in rete la possibilità di fare acquisti dell’ultimo minuto, poco prima della chiusura giornaliera, a prezzi vantaggiosi. Intendiamoci, non si guadagna su questa iniziativa, ma è proprio per la volontà di non sprecare i prodotti che lo facciamo». Ecco come funziona: «Verso sera, verso le 18,30 di solito, comunichiamo all’applicazione quello che vogliamo mettere a disposizione nelle “magic box” il cui prezzo è un terzo del valore reale in negozio: ci sono box da da 2,99, 3,99 e 4,99 euro. Così, ad esempio, a fronte di una spesa di circa 5 euro il valore effettivo è di 15 euro. Per ogni magic box l’applicazione trattiene la commissione di 1 euro sul prezzo di vendita e questo è tutto. Il cliente prenota tramite l’app e va a ritirare nel negozio prescelto, senza sapere cosa troverà nella scatola: di solito ci sono brioche e pasticceria fresca di giornata, a volte proposte di pasticceria salata… ognuno dei responsabili nostri tre pdv sa per esperienza cosa potrebbe restare a fine giornata e quindi cosa proporre nelle magic box. Che vanno esaurite sempre in tempi rapidissimi». In Martesana anche questo significa fare le cose per bene (foto gallery: Brambilla-Serrani). M.B.

Cocktaileria del Golfo, progetto di filiera per home delivery e locali

Figroni, signature cocktail di Porto51 a Ischia
Figroni, signature cocktail di Porto51 a Ischia
Dall'iniziativa di Porto51, cocktail bar dell’isola di Ischia, e dell’azienda di liquori Distillerie Aragonesi, è nata la linea di ready to drink Cocktaileria del Golfo.

C’è chi ha Ischia, isola di origine vulcanica abitata da un popolo altrettanto vulcanico, ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità. Da un’iniziativa realizzata in partnership tra Porto51, uno dei principali cocktail bar dell’isola di Ischia, e l’azienda di liquori Distillerie Aragonesi, è nata Cocktaileria del Golfo. Parliamo di una linea di cocktail ready to drink, destinati sia all’home delivery (tramite corrieri specializzati), sia alla distribuzione in ristoranti privi di bar, locali commerciali, frigo bar di alberghi, aeroporti e traghetti.

  • Altro…

    I drink bottiglia sono 8 e confezionati in formato da 100 e 500 ml. Si va dai classici dell’aperitivo come Negroni e Mi-To al Daiquiri, da after-dinner come Old Fashioned e Aviation ad autentici modern classics come Penicillin e Pornstar Martini. Molto interessante il Figroni, l’unico cocktail della casa presente nella linea di bottled drinks: una rivisitazione del Negroni, con l’aggiunta di Figaro, il liquore al fico realizzato e distribuito in tutto il mondo da Distillerie Aragonesi. La prima campionatura dei drink in bottiglia, frutto di un lungo lavoro di studio da parte di Doriano Mancusi (co-proprietario di Porto51 insieme al fratello Francesco e ad Alessandro e Anna Buono), è stata realizzata in loco, raccolta in cisterne e inviata per l’imbottigliamento e la produzione in serie alla Distilleria Quaglia. Le partnership svolgono un ruolo cruciale, racconta Francesco Mancusi, responsabile comunicazione del progetto: «La collaborazione con le aziende ci assicura il mantenimento di uno standard sempre elevato: dalla Distilleria Quaglia (che fornisce gin, bitter e vermouth) alle Distillerie Aragonesi con il liquore Figaro fino alla Fratelli Branca Distillerie  con il loro Caffè Borghetti. Siamo al lavoro per stringere nuovi accordi e ampliare l’offerta». Un bel progetto che non ha tralasciato nessun particolare, come le meravigliose illustrazioni di Anna Buono (ispirate all’artista isolano Mario Mazzella), che vanno a impreziosire le etichette dei prodotti. Un tocco di grazia, in momenti così duri. G.C.

Cocktail in lattine d’artista, il delivery pop del Floreal

15 cocktail in lattine dalla ipercolorara grafica pop. È l'idea che è venuta al giovane team del Floreal di Firenze. E gli ordini fioccano da tutta Italia

Floreal è una nuova realtà nel panorama dei cocktail bar della capitale della Toscana. Aperto nella seconda metà di maggio e ancora poco conosciuto, il giovane staff di Floreal ha dimostrato la giusta determinazione sin da subito. Eventi ogni settimana, dalla musica live alle guest night. Adeguamenti agli orari ristretti con formule brunch e afternoon tea. Fino al 12 novembre scorso, quando con l'obbligo di chiusura del locale al pubblico, hanno calato l'asso che nascondevano nella manica: una linea di 15 cocktail classici, dall'Americano al Paloma, serviti in lattine dal fondo nero, con grafiche pop e accattivanti.

  • Altro…

    Con la collaborazione di Daniele Saccardi, un abile graphic designer soprannominato “Mr Pulp”, hanno sviluppato una linea di etichette che hanno generato subito l'attenzione del pubblico sui social network. Dal faccione paonazzo di Donald Trump sul Whiskey e Cola al Che Guevara sul Cuba Libre. L'investimento per l'acquisto di una piccola lattinatrice manuale, del primo stock di lattine, delle etichette e delle buste per il delivery è stato di circa 1.500 euro. Ripagati nell'arco della prima settimana di consegne, che avvengono dal mercoledì alla domenica, dalle 18 alle 22, sulle province di Firenze, Prato e Pistoia. Il prezzo di una singola lattina è di 7 euro, una cifra che consente di rientrare economicamente in un costo di materie prime del 25-30%, comprensivo anche dei circa 60 centesimi spesi per il packaging. Il costo per la consegna a domicilio è di 3 euro, gratuito oltre le cinque lattine. Nelle prime tre settimane, il team di Floreal ha consegnato poco meno di 1.000 pezzi, riuscendo così non solo a pagare parte delle spese fisse del locale, ma anche a farsi conoscere dalla loro futura clientela (un investimento, dunque, che guarda anche al futuro, quando i locali potranno finalmente riaprire e tornare alla normalità). Ricevono ordini da tutta Italia, che per ora – anche volendo – non possono evadere. Ma un domani...chissà. J.B.

Special box con tagli da tutto il mondo e la firma di Carne – Diversamente Macellai

Da Carne - Diversamente Macellai si sono inventati un sito di e-commerce dedicato per le loro Special Box contenenti tagli di carni da tutto il mondo. Inclusa nella box anche la colonna sonora del Paese da dove proviene il taglio

L'importante è differenziarsi. Sempre, anche quando si parla di delivery. È quello che hanno pensato Denise Di Meola e Andrea Pirotti di Carne - Diversamente Macellai, ristorante "one thing" milanese inventato da tre giovani imprenditori (il terzo si chiama Domenico Cannillo) che fa ruotare il proprio menu intorno ad un unico taglio di carne bovina piemontese, il lombatello cucinato a bassa temperatura ispirandosi a una ricetta segreta. In menu il "Love Loin", così è stato battezzato il piatto della casa, non è solo, ma è sempre accompagnato da un paio di specials, ricette di carni selezionate da tutto il mondo. Ebbene, questi specials sono diventati i protagonisti, in questo periodo di lockdown, delle "Special Box": in pratica, vere e proprie scatole brandizzate che garantiscono una temperatura controllata fino a 60 ore e che racchiudono al loro interno il taglio di carne desiderato e tutti gli ingredienti, già porzionati, per comporre una cena per due persone completa anche dei contorni.

  • Altro…

    I vantaggi? Una ricetta diversa ogni mese (si spazia dai tacos messicani a base di carne pollo al tonkatsu, la classica "cotoletta" di maiale giapponese), nessuna fila alla cassa e nessuna ricerca smaniosa su Internet (le Special Box di Carne hanno un sito di e-commerce dedicato che è diverso da quello del ristorante). La preparazione della ricetta è spiegata in un leaflet incluso nel box con le foto tutti i passaggi e a disposizione del cliente c'è lo chef contattabile h 24 7 giorni su via telefono per qualsiasi dubbio possa insorgere durante la preparazione. All'interno del box, è presente anche una simpatica playlist Spotify a tema del Paese da cui deriva la ricetta. «L'idea delle Special Box - spiega Andrea Pirotti - ci è venuta durante il primo lockdown di primavera ma, dopo l'inaugurazione del locale avvenuta lo scorso giugno, siamo diventati  difatto operativi dai primi di ottobre. Nei primi due mesi di operatività i risultati sono stati più che soddisfacenti con un incremento del 400%. E nei primi 5 giorni di dicembre, abbiamo già totalizzato i 2/3 del fatturato di novembre, mese in cui abbiamo gestito circa un'ottantina di ordini. È un modello di business che ci piace molto e che ci permette di variare ogni mese la proposta gastronomica. Ad esempio, nel mese di dicembre abbiamo lanciato la Special Box Limited Edition Lapponia con il raro filetto di renna (49 euro) che è andata sold out in pochi giorni, e lo Special Box India a base di carne di pollo e con tutti gli ingredienti per cucinare il Thali (39 euro)». Il gradimento dei clienti di Carne è tale che i titolari hanno pensato a dei veri e propri abbonamenti (da 3 box e da 6 box). «Abbiamo già diversi abbonati - continua Pirotti - e abbiamo una decina di clienti che, senza neanche provare le Special Box, hanno sottoscritto l'abbonamento da 6 box». Le consegne su Milano e primo hinterland sono gestite direttamente dal locale e sono gratuite, mentre quelle nel resto d'Italia da corrieri specializzati (costo consegna 5 euro, escluso Calabria e isole). A gennaio, Carne lancerà una nuova linea di Special Box con ricette veloci da cucinare al massimo in 30 minuti che verranno consegnate su Milano entro un'ora dall'ordine. Da segnalare, infine, che il ristorante ha sviluppato un secondo canale di delivery che è quello proprio del ristorante con asporto e delivery del famoso lombatello, di fajitas e di alcuni burger insieme a contorni, dolci e a diversi drink. In quest'ultimo caso, il locale per le consegne, che su Milano è gratuita come nel caso delle Special Box, si appoggia anche alle piattaforme Glovo e Deliveroo. «Si tratta di due canali completamente differenti - conclude Pirotti - che "viaggiano" anche con degli account separati. Ci siamo resi conto che l'e-commerce è un'attività complessa che richiede un approccio non generalista. Un'attività che vogliamo continuare a spingere e promuovere anche quando l'emergenza sarà conclusa». C.B.

Food pairing con cichéti e mix in lattina, la proposta take away del Mercante di Venezia

La scatola con le prime lattine de Il Mercante di Venezia prodotte in collaborazione con Al Quèrto di Bassano del Grappa
La scatola con le prime lattine de Il Mercante di Venezia prodotte in collaborazione con Al Quèrto di Bassano del Grappa
A Il Mercante di Venezia una nuova proposta di lattine da 33 cl destinate all'asporto e consegna a domicilio. In abbinamento vengono proposti tipici e atipici spuntini veneziani. Una nuova idea firmata da Alessandro Zampieri, titolare de Il Mercante, realizzata in collaborazione con il laboratorio di Al Quèrto a Bassano del Grappa

Il Mercante di Alessandro Zampieri a Venezia è un locale che sin dal suo esordio si è divertito a scompaginare l'ordine delle carte in città. La sua ultima proposta? Quattro drink della casa messi, in attesa di tempi migliori, in lattina. Le confezioni da 33 centilitri, pensate per la consegna a domicilio, sono state realizzate grazie alla collaborazione con il Laboratorio Zest Al Quèrto Lab, il gruppo creativo del cocktail bar Al Quèrto a Bassano del Grappa (Vc).

  • Altro…

    Quando Il Mercante ha aperto nel 2016 - se si escludono i bar dei grandi hotel, il mitologico Harry’s Bar, gli eleganti caffè di Piazza San Marco - il tessuto locale era composto prevalentemente da una colorita galleria di piccoli bar e bàcari coi loro biancheti, ómbre e cichéti (spuntini). Un mondo unico sospeso tra ómbra-cichéto, bireta-cichéto, spriss-cichéto. Posti dove far bàcara, che in veneziano corrisponde a festeggiare. Ed è in questo straordinario contesto che, come un’astronave proveniente da un’altra galassia, è atterrato Il Mercante. Un cocktail bar al passo coi tempi e con le antenne ben alzate per captare i segnali provenienti dall’iperspazio della miscelazione terrestre. Un bar, con vista sulla Chiesa dei Frari, che lavora con ingredienti (frutta e verdura) del territorio. Un locale attento ad abbassare il più possibile il suo impatto sull’ambiente, dove puoi trovare un "Side-Dish" (fusione delle parole side/dish/garnish), un nuovo concetto di “guarnizione”, dove la decorazione sparisce per fare posto a un piatto da accompagnamento.

    Accoppiate vincenti

    L’ultima novità, come accennavamo all’inizio, è un servizio di delivery di cocktail in lattina accompagnato da cichéti. La singola lattina viene venduta a 8 euro, ma c’è anche la possibilità di acquistare (direttamente dal locale) un box con tre lattine e gli spuntini (40 euro). Alessandro Zampieri ha studiato degli abbinamenti specifici tra cocktail e cichéti. Moscow Molentis è un twist sul Moscow Mule, preparato con gin, mirto verde, ginger beer e sciroppo di rosmarino. Nel drink viene usata una parte di soluzione di acido citrico in sostituzione al succo di lime per evitare il deterioramento. Moscow Molentis viene accompagnato da un cichéto con tzatziki, salmone e cetriolini all'aneto (homemade). In lattina troviamo anche Easy As An Apple Pie, signature creato originariamente per il brunch, dal basso tenore alcolico, composto da succo di mela, vermut dry, Drambuie, liquore Bénédictine, soluzione di acido citrico e Angostura bitters. Viene abbinato a un cichéto con marmellata d'arance amare, bacon, uovo di quaglia e pepe macinato. Altra proposta in lattina è il Donn’s Secret Collins, “tiki della casa” ispirato a un mix di Donn Beach, detto The Beachcomber, che amava usare succo di pompelmo e cannella in molti dei suoi cocktail. Il drink è composto da rum bianco, liquore di pompelmo rosa, sciroppo di lemongrass, soluzione di acido citrico, bitter alla cannella e soda. Il food pairing? Cichéto con gorgonzola, composta di pere e senape. Ultimo, ma non per importanza, il bello di casa. Parliamo de Il Chinotto della Festa, l’Americano "made in Il Mercante", realizzato con vermut della casa, Gagliardo bitter, liquore al pompelmo rosa, bitter al pepe di Sichuan e Chinotto. Per l’abbinamento è stata scelta una ricetta veneta che più veneta non si può: i Moscardini alla Busara. S.N.

Da Treefolk’s il tiramisù viaggia in lattina e lo staff consegna in divisa

Al Treefolk's, gastropub in zona Trastevere a Roma, asporto e delivery sono una cosa molto seria. E creativa. Con pack e lattine disegnate da un grafico-bartender

Treefolk’s è ristorante, cocktail bar, birreria, caffetteria, ma soprattutto è il gastropub che mancava a Roma. Siamo in zona Trastevere e nonostante siano gli ultimi nati, sono riusciti a rispondere rapidamente a ogni cambiamento. Sul delivery erano già preparati con un ampio ventaglio di scelte: dai pack ai menu, dalla degustazione di birre al whisky&soda da asporto. «Sia nel reparto food che in quello beverage si può ordinare anche alla carta, ma funzionano soprattutto le box, come i due menu burger e l’aperitozzo, l’aperitivo a base di maritozzi», spiega Michele Ferruccio, food&bar manager del Treefolk’s.

  • Altro…

    Si va da un minimo di 16,90 euro per il menu Burger base (che comprende anche un drink, sia esso birra o scotch&soda, con l’alcolico già "porzionato" e la Perrier in bottiglietta) e si sale fino ai 55 euro per la Family Box per due. L’ordine può avvenire attraverso Just Eat e Cosaporto, oppure utilizzando l’app che Treefolk’s ha appena lanciato e che è gestita nelle consegne dal personale interno, coprendo un raggio di circa 7 chilometri. Grande attenzione a packaging e grafiche personalizzate, anche grazie alla felice collaborazione con un grafico/bartender, Riccardo Gambino, entrato nella squadra in questa doppia veste. Grafiche volutamente scanzonate per alleggerire i toni, anche se sui prodotti si fa sul serio. Protagoniste di asporto e delivery sono le lattine, che consentono di “imbottigliare” birre e drink e personalizzare le etichette con grafiche ad hoc (in preparazione quelle natalizie), decisamente instagrammabili. Si usano anche all’interno del locale, ad esempio, per confezionare il tiramisù, uno dei dolci più venduti, per il quale è stata pensata una vera e propria collezione. Lattina personalizzata in collaborazione con Diageo per uno dei best seller fra i cocktail, il Negroyster, il signature drink che meglio rappresenta le tre anime della proposta beverage del Treefolk’s, perché contiene scotch Johnnie Walker, specialty coffee della casa, birra Porter. Anche il fai-da-te attira il pubblico del Treefolk’s, come il Bloody Pack, che consiste in una bottiglia di Vodka Ketel One, 6 succhi di pomodoro, un mix di spezie e la ricetta per farlo comodamente a casa. Il costo di questo pack è 84,90 euro e soprattutto per questi prodotti al Treefolk’s preferiscono che siano i loro collaboratori a effettuare la consegna, per dare un servizio più accurato: «chi va a casa dei clienti deve essere in divisa e pronto a rispondere qualsiasi domanda», conclude Ferruccio. A.T.
    (foto della gallery di Alberto Blasetti)

Al The King di Monopoli consegne elettriche, pack sostenibili e ordini da web e app

The King Street Food di Monopoli ha attivato un delivery eco-sostenibile con ordini generati da più piattaforme

Niente plastica per i contenitori destinati al trasporto e consegne (sul breve raggio) solo con mezzi elettrici. E così il delivery si fa etico. Accade al The King Street Food, pizzeria e pucceria di Monopoli (Ba) fondata da Marco Marsaciulo che ci racconta: «Gia con il primo lockdown abbiamo voluto mettere in atto tutto quello che potevamo per, da una parte, continuare a lavorare e, dall’altra, per offrire un servizio sostenibile alla nostra clientela. Ecco perché, non appena ci siamo organizzati abbiamo avviato il servizio consegne a domicilio, ma in una veste “etica”. Niente plastica per i contenitori, ma solo materiali ecologici e compostabili, e niente benzina per le consegne nel breve raggio. Oggi riusciamo a consegnare con monopattini e bici elettriche più del 30% degli ordini. A tutto questo uniamo poi (cosa che in realtà facciamo da sempre) la nostra politica del Km 0, così da ridurre anche quando si parla di ingredienti, l’impatto ecologico della nostra offerta».

  • Altro…

    Il delivery del locale di Monopoli, avviato già con il primo lockdown, funziona attraverso ordini che Marasciulo riceve attraverso il sito web e una webapp dedicata e sviluppata, anche questa, in proprio. E poi attraverso la piattaforma Just Eat che lo scorso giugno ha inserito The King nella guida ai migliori 50 ristoranti a domicilio italiani, premiandolo anche per l’azione di sostenibilità ambientale messa in atto. «Il delivery funziona? Sì - riprende Marasciulo -. Nei mesi del primo lockdown abbiamo evaso ben 1.700 ordini, mentre adesso siamo, in circa un mese, a un migliaio di consegne. Non abbiamo mai chiuso e se anche, come sembra, la Puglia diventerà gialla a breve, credo che continueremo con il solo servizio delivery senza riaprire al cliente in presenza. Questo perché noi siamo più più indirizzati al servizio serale, sia perché credo che riaprire ora, in queste condizioni sanitarie, rappresenterebbe un rischio per noi e per i nostri clienti. E personalmente, certi rischi, preferisco evitarli». R.Ba.

Cocktail in lattina per il pubblico e fusti da 20 l per i bar. La proposta di Dom Carella

La linea dei 6 cocktail in fusto da 20 litri di Cok
La linea dei 6 cocktail in fusto da 20 litri di Cok
Cocktail in fusti da 20 litri, ma anche in lattina. Questo il progetto Cok che parte dal 2021 ed è destinato a titolari di bar, ristoranti, discoteche, pop up bar ecc. Dietro i drink c'è il sigillo di Dom Carella di Cà-ri-co a Milano
La linea dei 6 cocktail in fusto da 20 litri di Cok

Scegli il fusto, attaccalo alla spina, spilla, servi nel bicchiere e…cheers! No, non è una scena tratta dalla vita quotidiana di un pub, ma del motto di Cok - Cans or Kegs, azienda sulla rampa di lancio che si occupa della vendita di cocktail prêt-à-porter, distribuiti in fusti da 20 litri. Si tratta di un’iniziativa, che WeBar by Bargiornale vi presenta in anteprima, a cui Dom Carella, fondatore di Cà-ri-co a Milano, sta lavorando da tempo e che sarà operativa a partire da inizio 2021. In attesa che la situazione si sbrogli e che la vita dei locali e degli eventi (quelli classici e non virtuali) riprenda. Chi sono i destinatari dei fusti prodotti da Cok? Titolari di bar, ristoranti, discoteche, pop up bar o spazi per eventi accomunati dall’esigenza di servire cocktail di alta qualità, in tempi rapidi e in grandi quantità.

  • Altro…

    Per il momento i fusti sono 6. Ci sono i 5 drink più popolari del momento (Spritz, Gin Tonic, Paloma, Gin Gin Mule, Hugo Spritz) e Hibiscus Americano, twist made in Carella, del più classico degli aperitivi italiani. Il costo di ogni fusto va dai 180 ai 200 euro. Si possono spillare 160 drink da 12 cl oppure 130 drink da 15 cl o, ancora, 110 drink da 18 cl. Per fare un esempio il costo unitario di uno Spritz può essere di 1,12, 1,38 o 1,63 euro a seconda della quantità. Quello di un Hibiscus Americano 1,25, 1,54 o 1,81 euro. Se mettiamo mano al cronometro in un’ora, con un singolo fusto, si possono produrre fino a 300 drink.  «Tutti i prodotti a marchio Cok - sottolinea Dom Carella - sono realizzati nei nostri laboratori. Gli ingredienti, dagli spirits ai sodati, sono prodotti da noi. Questo ci consente di mantenere uno standard qualitativo elevato e offrire ai nostri clienti drink unici». Dopo il lancio ufficiale nel 2021 i prodotti a marchio Cok saranno promossi sia attraverso una rete di agenti sul territorio, sia tramite e-commerce. L’installazione avviene previo sopralluogo. Cok mette a disposizione impianti da una a sei vie, ma può adattare anche i classici impianti di spillatura già presenti nei locali. «Per gli eventi, i grandi club o i bar temporanei abbiamo previsto anche uno speciale carrello trasportabile ovunque». Altro punto fermo di Carella e soci è l’attenzione agli sprechi e all’ambiente. «Tutti i fusti sono realizzati in materie plastiche facili da piegare e da smaltire». Cok oltre ai fusti produce anche lattine. «E qui si parla - conclude Carella - di lattine da 150 ml di prodotti lisci come Negroni, Old Fashioned o Daiquiri». S.N.

Ready-to-drink per accompagnare zuppe e roll. Il delivery di vicinato del Rude

Il Rude di Centocelle ha organizzato un delivery di vicinato con consegne in proprio nel raggio massimo di 3-4 chilometri. Alla proposta cocktail in bottiglia, si affianca un menu di specialità fusion del giovanissimo chef Filippo Benedetti

Rude, lo street bar di via dei Castani a Centocelle (Roma), ha lavorato dopo il lockdown di marzo per ampliare l’offerta con l’aggiunta del reparto food a quello beverage. Il progetto iniziato dietro al bancone da Marco Zampilli e Cristian Ricci si è arricchito con la cucina fusion del giovanissimo Filippo Benedetti. Piatti complessi nella realizzazione, ma semplici da comunicare, come i pokè, i bao, le zuppe da finalizzare a casa, e che possono anche viaggiare per la città. Volutamente, spiega Zampilli, si è ristretto il raggio ai 3-4 chilometri, anche perché le consegne sono operate esclusivamente dagli stessi ragazzi di Rude. Una decina a sera, con picchi di quindici nel fine settimana.

  • Altro…

    Per accompagnare la proposta food, i ragazzi di Rude consigliano i loro ready-to-drink, che erano un progetto iniziato già in tempi non sospetti, con la collaborazione della Drink-it, la distilleria fondata da Valeria Bassetti ed Emanuele Broccatelli. Formato 100 ml, sono venduti al prezzo di 7,50 euro cadauna (30 euro per la box da 5) e sono perfetti per accompagnarsi agevolmente al food (il delivery del locale di Centocelle funziona sia a pranzo, sia a cena). «Al momento abbiamo solo Boulevardier e Manhattan, ma stavamo già lavorando sia alla nuova drink list, la cui uscita è stata rimandata alla prossima primavera, sia a nuovi drink in bottiglia», afferma Marco Zampilli. Al prezzo di 35 euro si propongono anche i kit per i drink fai-da-te, con ghiaccio sigillato e bottiglia di base alcolica, più soft drink e istruzioni per realizzare il cocktail. Dal Paloma al Moscow Mule, dal Gin Tonic al Rum&Cola: drink per principianti, ma Zampilli ammette che non siano di facile vendita. «Non è come nel lockdown che chiudeva tutto alle 19 e non si poteva andare al supermercato a comprare una bottiglia. Adesso le persone possono provvedere da sole e questo finisce per essere solo un servizio in più che eventualmente forniamo, ma che non ha molto successo. Senza contare che quello che noi "vendiamo" qui al Rude non sono solo cocktail, ma un’esperienza a 360° e, per quanto ci sforziamo, non sarà mai la stessa di quella che si può ricreare con un drink fatto in casa». A.T

Messenger o WhatsApp, ordinare all’Antico Caffè Torinese è facile

L'Antico Caffè Torinese, locale storico di Trieste, ha messo a punto un delivery che si fonda su un'intensa attività promozionale sui principali social network. In abbinamento, taglieri di salumi e formaggi ricercati

L'Antico Caffè Torinese ha festeggiato i 100 anni di attività nel 2019, e da poche settimane è stato posto sotto la tutela delle Belle Arti. Trieste è ricca di caffè storici, ma tutti conoscono questo locale di Corso Italia, il cui bancone in stile liberty è un punto d'approdo per il bere miscelato di qualità. Ma storicità non fa rima con immobilismo, anzi. Matteo Pizzolini, titolare, e il suo staff già dopo pochi giorni dall'avvio primo lockdown nella scorsa primavera si sono attivati con il delivery.

  • Altro…

    «Soltanto una decina di giorni per trovare il giusto packaging e siamo partiti con le consegne a domicilio, per essere vicini ai nostri clienti più fedeli». Due i canali di prenotazione (la piattaforma Just Eat e il canale diretto) e tanta attività sui social a supporto dell'iniziativa. «Da una parte abbiamo pubblicato foto e tutorial, dall'altra interagito molto grazie alle chat di Messenger e di WhatsApp». La formula scelta è quella del drink pronto all'uso (diluizione compresa), preparato ad ordinazione ricevuta, e consegnato in comode bottigliette di plastica (da 100 cl e 250 cl) a chiusura ermetica. Simpatiche le etichette, che richiamano i medicinali. Il servizio include ghiaccio sottovuoto ed eventuali garnish (i cocktail più richiesti sono Gin Tonic, Negroni e Americano). «Durante il primo lockdown, nei limiti di un bar senza cucina, abbiamo pensato a una proposta food allettante e poco presente sulla piazza triestina come tacos, ramen, tortillas. Nel prosieguo dell'anno abbiamo ridotto la parte gastronomica conservando però taglieri di affettati e formaggi ricercati». I risultati sono stati positivi: non solo clienti storici, ma anche nuovi appassionati. «Certamente - conclude Pizzolini - non lo abbiamo fatto per il cassetto, ma per mantenere un contatto diretto con i frequentatori abituali. A livello di numeri, meglio il primo lockdown del secondo. Ma come ritorno d'immagine è andata molto bene soprattutto durante il secondo, dove il nostro servizio è stato ripreso da giornali e tv». A.R.

css.php