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L’alta tecnologia Alto-Shaam ancora più conveniente con il credito d’imposta

Acquistando i forni evoluti, dotati degli innovativi sistemi Deluxe Control e ChefLinc™, si può beneficiare del credito di imposta fino al 50% previsto dal Piano Nazionale di Transizione 4.0

Per i locali che intendono offrire ai propri clienti un menu food di altissima qualità, puntando al tempo stesso alla massima efficienza e produttività, ora è ancora più conveniente dotarsi dei sistemi di cottura professionali ad alte prestazioni Alto-Shaam. L’acquisto dei prodotti dell’azienda, tra i principali produttori mondiali di attrezzature per la ristorazione, dotati degli innovativi sistemi Deluxe Control e ChefLinc™ permette di usufruire delle agevolazioni previste dal Piano Nazionale di Transizione 4.0. Tramite tale misura, il governo italiano intende favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e sostenibilità ambientale, rilanciando il ciclo degli investimenti penalizzato dall'emergenza sanitaria.

I sistemi all'avanguardia di Alto-Shaam soddisfano infatti tutti i requisiti di connettività, sicurezza, salute e igiene necessari per accedere all'agevolazione, che fino al prossimo 31 dicembre riconosce alle aziende che investono in beni strumentali un credito d'imposta con aliquote che vanno fino al 50% e dall'1 gennaio 2022 fino al 40%. Acquistando quindi uno o più prodotti Alto-Shaam delle linee Vector®, Cook & Hold® e Smokers®, le imprese potranno beneficiare di una detrazione fiscale in compensazione, suddivisa in tre rate annuali di pari importo oppure in un'unica quota annuale.

L’inclusione dei prodotti Alto-Shaam tra i beni coperti dall’incentivo riconosce l’impegno profuso costantemente dall’azienda nel fornire soluzioni di cottura professionali in grado di offrire notevoli risparmi in termini di consumi energetici, manodopera e sprechi, unitamente alle sue pionieristiche innovazioni in fatto di connettività e controllo a distanza. Un impegno che si allinea perfettamente con l'obiettivo di trasformazione tecnologica e sostenibilità ambientale alla base del programma di investimenti del governo.

Controllo a distanza e massima flessibilità

Il sistema ChefLinc™ basato sul cloud, per esempio, permette di gestire a distanza le configurazioni dei forni, offrendo agli operatori il totale controllo ovunque si trovino. Tramite un'interfaccia intuitiva è possibile gestire le ricette e scaricarle dal cloud ai forni, eliminando eventuali errori di battitura e la necessità di programmazione manuale. Il sistema permette inoltre di introdurre velocemente nel menù nuove proposte o di gestire offerte a tempo limitato, offrendo anche informazioni sullo stato di cottura delle preparazioni e una diagnostica in tempo reale dei forni.

I forni Vector® Multi-Cook, controllati tramite ChefLinc™, garantiscono una flessibilità eccezionale: temperatura, velocità della ventola e tempo di cottura possono essere impostati e regolati singolarmente in quattro camere di cottura indipendenti. La tecnologia brevettata Structured Air Technology® cuoce il cibo rapidamente, in modo uniforme, senza alcun trasferimento di aroma e assicura risultati di cottura ottimali.

Puntando alla massima efficienza e produttività a lungo termine, Alto-Shaam con le sue soluzioni aiuta i professionisti della ristorazione a eccellere nel loro lavoro. E ora grazie a Transizione 4.0 gli operatori del settore hanno a disposizione un ulteriore aiuto in tal senso.

Per ulteriori informazioni visita www.alto-shaam.com

Il Giardinone presenta Coffeefrom, tazzine dal caffè esausto

Coffeefrom
La Cooperativa sociale alle porte di Milano ha realizzato FungoBox con scarti di caffè. La stessa materia prima ora diventa tazzina

Dopo FungoBox, il kit di autoproduzione di funghi freschi dagli scarti del caffè di origine urbana, è giunta in fase di lancio una seconda idea innovativa de Il Giardinone Cooperativa Sociale di Locate Triulzi (Milano): Coffeefrom. Si tratta di un materiale innovativo bio-based ottenuto da fondi di caffè riciclati, capace di dare una seconda vita al caffè esausto, che rappresenta uno degli scarti a più alto impatto ambientale e gestionale.

Il suo primo prodotto è un set di tazzine da caffè (capacità 60cc) e piattini fatti di caffè, frutto dello studio creativo Whomade. Grazie al design ricercato sia nei dettagli estetici sia in quelli funzionali, le tazze si presentano ergonomiche, impilabili e durevoli, dunque in grado di esaltare al meglio il rito e il piacere di degustare un espresso. Un set di piattini e tazzine è stato esposto alla mostra "WastEnders" curata da Materially, in occasione della Milano Design Week 2021

Coffeefrom è 100% made in Italy e ha visto collaborare alla sua realizzazione la comunità scientifica, tra cui il Politecnico di Milano, oltre alle aziende operanti nella filiera della bioplastica, in un virtuoso modello di simbiosi industriale.

In un periodo come l’attuale, la riduzione degli scarti insieme al loro recupero sono elementi fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente e del pianeta. Un filone al cui interno di inserisce a pieno il nuovo progetto, come evidenzia Laura Gallo, foundeer di Coffeefrom e presidente de Il Giardinone: «Il nostro obiettivo è quello di concretizzare i principi della responsabilità estesa del produttore. Ciò che per un soggetto rappresenta uno scarto, per noi costituisce una nuova opportunità. Nel nostro team, piccole e grandi imprese si indirizzano al bene collettivo comune, creando un ampio spazio per contaminare e contaminarsi». 

Il progetto, segno concreto di sostenibilità, si rivolge in primo luogo al mondo delle aziende, attraverso lo studio delle potenzialità del caffè esausto e la progettazione di nuove soluzioni di design personalizzate. Le tazzine, concepite sia come regalo aziendale sia come scelta di consumo responsabile, al bar come a casa, verranno vendute ufficialmente anche al dettaglio a partire dal prossimo autunno.

La cooperativa sociale Il Giardinone è un’impresa sociale di comunità, radicata nel territorio, in grado di interpretare i bisogni della collettività e di promuovere la risposta, in una logica di forte coesione sociale. Offre servizi di pulizia e sanificazione, di progettazione, realizzazione e manutenzione di parchi a verde, nonché della produzione e commercializzazione di FungoBox, un prodotto simbolo dell’Economia Circolare. Con esso ogni giorno viene valorizzato il caffè esausto in un processo a impatto zero che ha come risultato buonissimi funghi - pleurotus ostreatus - e del terriccio ammendante, utile per il verde in casa, in giardino e in agricoltura.

Gelaterie in catena: espansione anche in un anno difficile

Saldo positivo per la crescita delle catene di gelato italiano. Sempre forte l'Europa, si rafforza l'Oriente. E per il futuro gli investimenti crescono

Rispetto a febbraio 2020, 8 punti vendita operativi in più su un totale di 1593. Non male vedere un saldo col segno "+" davanti dopo un periodo così difficile. Eppure quello. aperture/chiusure dei punti vendita delle principali catene di gelaterie italiane lo conferma: il settore ha saputo reggere bene alle pressioni della pandemia.

All'estero il 34% dei pdv

Lo conferma l'Osservatorio Sistema Gelato, che ha appena aggiornato l’analisi del suo studio sulle 50 principali catene di gelato italiano nel mondo. Il bilancio è, appunto, in leggera crescita rispetto all'ultima rilevazione, di 18 mesi fa. I punti vendita a gestione diretta e/o affiliati sul territorio nazionale ora sono 1186, i punti vendita all’estero 407 con un incidenza di quest’ultimi che passa dal 34,1% al 34,3%.

Chiusure in Medio Oriente, aperture in Cina ed Europa

Nell’ultima analisi - datata febbraio 2020 - i Paesi a maggior crescita erano la Spagna, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti. Negli ultimi diciotto mesi sono cresciuti i punti vendita in Cina (+10), Romania (+4), Spagna (+3) ed Inghilterra (+3), con due new entry, la Slovacchia e la Repubblica ceca dove a Praga, Grom ha aperto un nuovo punto vendita. Per contro i Paesi con le maggiori chiusure sono stati Kuwait (-7), Qatar (-3), Emirati Arabi Uniti (-3) e Malesia (-3). Fuori dalla rilevazione, non avendo più gelaterie affilate alle catene italiane, il Ghana ed il Guatemala. Nel complesso il numero totale di Paesi esteri arriva a toccare quota 65. Erano 56 nel 2019, prima del terremoto portato dalle restrizioni dovute alla pandemia. Un segnale, secondo l'Osservatorio, che dimostra come il prodotto e il format di gelateria italiana si stiano sempre più globalizzando e siano resistenti alle sollecitazioni esterne.

Catene: metà stabili, solo 8 hanno razionalizzato

Certo, non avrebbe potuto essere un periodo di esplosione. Delle cinquanta catene analizzate oltre metà (27) hanno mantenuto invariato il saldo aperture/chiusure, 15 sono riuscite ad incrementare la propria rete e 8 si sono ridimensionate razionalizzando il proprio network. Tra le principali catene che hanno incrementato il numero dei punti vendita si segnalano Venchi, La Romana e Cioccolati Italiani. Secondo l'Osservatorio, l'operazione di razionalizzazione proseguirà con qualche altra chiusura di pdv poco profittevoli, ma con il nuovo anno, nelle aree geografiche dove la ripresa economica sarà più forte, è attesa una ripresa tonica di nuove aperture.

Gli appuntamenti by Campari Academy alla Florence Cocktail Week

Campari Academy
Un fitto programma di masterclass sulla miscelazione e serate con le stelle internazionali del bartending nel calendario di eventi (dal 21 al 23 settembre) messo a punto dall'Academy in occasione della kermesse fiorentina

Il 20 settembre a Firenze scatta l’appuntamento con la sesta edizione della Florence Cocktail Week, la grande kermesse dedicata alla miscelazione di alta qualità, che andrà in scena fino al 26 settembre (leggi A settembre la nuova edizione della Florence Cocktail Week e Florence Cocktail Week valorizza i migliori locali di Toscana e Venezia). A rendere ancora più ricco il già ricco programma di eventi della manifestazione contribuirà Campary Academy, che per l’occasione si trasferisce nella città toscana portando la sua eccellenza nella formazione con un calendario di appuntamenti dedicati ai professionisti del mondo dei locali.  

Sede degli eventi, che si svolgeranno dal 21 al 23 settembre, sarà il Campari Academy Hub, presso The Stellar, uno spazio di confronto, formazione e ispirazione, dove si potranno i incontrare i docenti dell’Academy e conoscere bartender di fama internazionale. Il programma preparato dall’Academy comprende sia una serie di momenti formativi dedicati al bartending e al bar management, tenuti dai docenti dell’Academy e da alcuni grandi personalità della scena mixology italiana a mondiale. A completare il programma le Guest Nigh, serate a tutta miscelazione che avranno come protagonisti Monica Berg (martedì 21, dalle 21.30), Moe Aljaff (mercoledì 22) e Giacomo Giannotti (giovedì 23).

Appuntamento con l'alta formazione

Ad aprire il calendario di incontri formativi, martedì 21, sarà Samuele Ambrosi (ore 11.30 – 13.00) con la masterclass dedicata all’interpretazione moderna del gin in miscelazione. Seguirà l’incontro con Monica Berg (14.30–16.) che spiegherà come incrementare la produttività del locale puntando mettendo a frutto creatività, sfruttando al meglio gli ingredienti e con quali tecniche e l’importanza del training e della formazione.

Gli incontri proseguono mercoledì 23 con il seminario di Corey Squarzoni sul bartending zero Wast (ore 10-11), cui seguirà il laboratorio, sempre curato da Squarzoni, dove i bartender che hanno partecipato al seminario potranno metteranno in pratica le conoscenze acquisite per preparare dei drink in prima persona (ore 11-13.30). Si continua con la masterclass di Alessandro Pitanti (ore 14-16.30) su come ripensare e perfezionare l’offerta drink per l’aperitivo. Per finire l’incontro con Marianna Di Leo (ore 16–17.30) a tema agave e i suoi distillati, tequila e mezcal e come utilizzarli per creare drink e twist on classic.

Due le masterlass in programma giovedì 23. La prima con Aldo Bruno Russo e Luca Casale (ore 12-13.30), che attraverso un’analisi della struttura dei drink classici, del ruolo degli ingredienti e delle variabili che ne determinano gusto e temperatura, spiegheranno come migliorare la qualità dei proprio cocktail. La seconda con Giacomo Giannotti (ore 16-17.30), che condurrà in un viaggio nel suo Paradiso Cocktail Bar di Barcellona, locale tra i World’s 50 Best Bars, svelando la creatività, le tecniche e le innovazioni dietro i suoi nuovi signature.

Come partecipare

Tutti gli appuntamenti sono in programma al Campari Academy Hub, presso il ristorante cocktail bar The Stellar, in Piazza di Cestello 10 a Firenze.

Le Guest Night sono ad ingresso libero, mentre gli altri eventi e le masterclass sono su prenotazione (ingresso solo a chi è munito di green pass). Per prenotarsi: campariacademy.it/florence-cocktail-week-2021/

 

 

 

 

Holoshake, il drink con Nescafé Gold del barman olografico

Holoshake limited
La creazione del bartender virtuale è un drink fresco caratterizzato da un gusto intenso di caffè. È il ricordo del Fuorisalone di Milano di Nestlé Italia

Presenta un sapore di caffè intenso e avvolgente il drink che ha caratterizzato la presenza di Nescafé al Fuorisalone  che si è concluso da poco  Milano. Il futuro e la sostenibilità sono stati due elementi portanti di un’edizione che ha fatto registrare un bilancio positivo e permette di guardare al futuro con ottimismo. Magari con un buon sorso di Holoshake, l’esclusivo Espresso Martini realizzato con Nescafé Gold da parte di un barman olografico, un bartender virtuale che per tutta la durata della manifestazione ha dialogato in diretta con il “collega reale” e si è confrontato in diretta con il pubblico presente, dando consigli e rispondendo alle risposte. È stato sorprendente vedere senza occhiali né schermi qualcosa che pur non essendo fisicamente concreto, era davanti agli occhi di tutti, all’interno di Superstudio Più di via Tortona.

Questo il suo drink reale e gustoso: Holoshake. Ingredienti per due persone: 2 cucchiaini Nescafé Gold preparato con 50 ml di acqua calda non bollente, 100 ml Vodka, 50 ml, 2 cucchiaini di sciroppo di zucchero ben freddo (realizzato con 50 gr di zucchero semolato e 25 ml di acqua: mettere lo zucchero in un pentolino a fuoco medio e versare l’acqua. Mescolare e portare a ebollizione, spegnere il fuoco e lasciare raffreddare il composto), 6 chicchi di caffè (opzionale). Preparazione: versare 1 cucchiaio di sciroppo di zucchero nello shaker con alcuni cubetti di ghiaccio cristallino; quindi Nescafé Gold, vodka e Kahlúa. Agitare e filtrare nei calici Martini ben freddi. Guarnire con chicchi di caffè e servire immediatamente.

Anche in questa occasione Nestlé Italiana non ha scordato il proprio impegno a favore dell’ambiente (una sensibilità in crescita nel settore Horeca): grazie alla collaborazione con LifeGate nell’ambito del progetto Impatto Zero, compenserà le emissioni di CO2 generate nel corso dell’intervento mediante crediti di carbonio generati da interventi di creazione e tutela di oltre 144mila mq di foreste in crescita nel Madagascar.

Panettone Day, i vincitori dell’edizione 2021

1° classificato miglior panettone tradizionale 2021
Arrivano da Milano, Rieti e Cassino i panettoni d'eccellenza premiati nella finale del concorso Panettone Day 2021 dedicato ai panettoni artigianali

Milano, Rieti e Cassino sono le città che ospitano i pasticceri vincitori del Panettone Day 2021. I concorso nazionale che celebra l’artigianalità della pasticceria italiana e il grande natalizio per eccellenza si è concluso martedì 14 settembre a Milano, con la premiazione dei pasticceri che si sono distinti per la qualità dei loro prodotti.

Ecco i nomi dei vincitori. Alessio Rannisi, La Siciliana dal 1956 a Milano, ha vinto con il miglior panettone nella categoria Tradizionale. Domenico Napoleone, Pasticceria Napoleone a Rieti, ha trionfato con il suo panettone nella categoria Creativa. Alessandro Luccero, Pasticceria Dolce Stil Novo a Cassino (FR): suo il miglior panettone nella categoria Cioccolato Ruby.

Un giuria di altissimo livello

A decretare i vincitori, durante l'evento conclusivo del concorso che si è tenuto nella Sala Mengoni del Ristorante Cracco a Milano, è stata la giuria composta quest'anno dal presidente di giuria Iginio Massari, dallo chef stellato Carlo Cracco, da Marco Pedron, Head Pastry Chef del Ristorante Cracco, dal Maestro Vittorio Santoro, presidente e direttore di Cast Alimenti, e dal vincitore dell’edizione 2020 di Panettone Day, Gianluca Prete.

I finalisti nel temporary store dal 4 ottobre

I 25 pasticceri finalisti delle tre categorie avranno la possibilità di vendere i loro panettoni al pubblico milanese già da ottobre, presso il Temporary Store Panettone Day, che aprirà dal 4 al 31 ottobre in Corso Garibaldi 50 (angolo Via Palermo 21), e nella food hall di Rinascente a Milano e Roma a partire dal 15 ottobre. Ricordiamo che il concorso è stato ideato da CSM Ingredients e che è giunto alla nona edizione con il supporto di NovacartCallebautVitalfood e FB.  

Florence Cocktail Week valorizza i migliori locali di Toscana e Venezia

Disegno di Alfredo Del Bene per Florence Cocktail Week, grafica di Studio 27 Progetto Editoriale
Arrivata alla 6.a edizione di Florence Cocktail Week e alla 3.a edizione di Tuscany Cocktail Week, il team di Paola Mencarelli si lancia alla conquista dei cocktail bar di Venezia.

Chi la conosce, l'ha ribattezzata la "Regina della Florence". Si tratta di Paola Mencarelli, fondatrice e direttore creativo dal 2016 di un evento diventato di fama internazionale come Florence Cocktail Week, circuito dei migliori locali di miscelazione della città fiorentina.

Partito anche sotto l'impulso di un viaggiatore internazionale e imprenditore delle notti fiorentine come Lorenzo Nigro, la sua costruzione richiede le migliori energie di un team all'americana che è cresciuto fino a contare una decina di collaboratori:
Bianca Grisolia, PR manager, Communication Manager e Brand Strategist
Federico S. Bellanca, giornalista e Key Account
Alfredo Del Bene, Illustrator e Social Media Live
Antonia Lo Casto, Barman Teacher in Hotel School
Beatrice Mencattini, Brand Manager, Press Office, Social Media Manager
Valentina Lippi, PR, Events Coordinator
Michele Tommaseo, Videomaker & Photographer
Andrea di Lorenzo, Photographer
Julian Biondi, bartender, giornalista, collaboratore di Bargiornale e Content Manager
Veronica Gaido, Portrait Photographer.

Dalla prima edizione che poteva raccogliere solo 13 locali meritevoli di menzione, a cominciare da quelli d'hotel, la sesta edizione 2021 (20-26 settembre) è cresciuta fino a segnalare 45 esercizi di grande interesse: 16 Cocktail Bar, 13 High Volume Bar, 16 Bar d'Hotel.
Un grande lavoro che ha trovato degna testimonianza nel libro "I Signature Cocktail di Florence Cocktail Week", 143 ricette riccamente illustrate su doppia pagina, con 16 Ospiti italiani e internazionali, testi di Federico S. Bellanca, Art Direction Bianca Grisolia, edito da Giunti.

Ma l'esplorazione dei migliori locali di miscelazione non poteva fermarsi alle mura medicee.

Milano Design Week è stata così la degna cornice della presentazione (10 settembre) di due altre "avventure": Tuscany Cocktail Week (3.a edizione, 13-19 settembre) e Venice Cocktail Week (1.a edizione, 13-19 dicembre) presso la spettacolare terrazza dello studio privato dell'arch. internazionale Piero Lissoni.

Già uscita dal rodaggio, Tuscany Cocktail Week può contare su una serie di locali top: Firenze (10), Arezzo (5), Grosseto (9), Pistoia (6), Siena (8), Livorno (11), Lucca (9), Pisa (3), Prato (9).

Il rinfresco è stato curato dal pittoresco Giovanni D'Este dell'Osteria i Rusteghi di Venezia (vicino Ponte di Rialto) che ha presentato un insolito Prosciutto crudo al Prosecco di Valdobbiadene Docg tagliato a mano; Pietro Accolti Gil della Formaggeria di Roma Beppe e i suoi Formaggi con formaggi vaccini e di pecora; Lucas Kelm (bar manager Alajmo Group, Venezia) con il cocktail The Million (Campari, Marco Polo's Elixir, soda water) e Matteo di Ienno (bar manager Locale, Firenze) con il cocktail Camillo Klein (Tanqueray London Dry Gin, Vermouth di Torino Riserva Speciale Ambrato Martini, Blue Bitter, Citrus Soda).

Fabio Verona, una vita per il caffè racchiusa in un libro

Professione Barista di Fabio Verona
Docente Iac (Istituto Italiano Caffè) e formatore per Costadoro, Fabio Verona ha raccolto in un libro le proprie esperienze di settore, con tanti piccoli e utili segreti

Una professione, quella del barista, da prendere sul serio e che richiede non solo passione ma tanto studio e pratica. A spiegarlo nel libro “Professione Barista - Manuale pratico per l’espresso perfetto” edito da Tecniche Nuove è uno dei formatori più noti e apprezzati della coffee industry italiana come Fabio Verona.

Una grande passione di Fabio Verona è comunicare, ovvero trasmettere, fare conoscere, rendere partecipi gli altri delle proprie passioni e conoscenze in modo semplice, efficace e coinvolgente. Dal 2005 è responsabile della formazione in Costadoro, ma le sue conoscenze nel mondo della ristorazione sono articolate e diversificate: è maestro di cucina, pasticcere, maître, assaggiatore di olio, di formaggi, di acqua e ha frequentato corsi professionali da sommelier.
Oggi il suo mondo è il caffè per il quale ha seguito la formazione promossa da SCA - Specialty Coffee Association e dall’IIAC - Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.
Ha un proprio blog, Arabica100per100, dove periodicamente commenta fatti recenti attinenti all’attualità del settore e dialoga con i baristi e gli operatori del mondo del caffè, e, da poco ha pubblicato per Tecniche Nuove il suo primo libro: “Professione Barista - Manuale pratico per l’espresso perfetto”.
«Oggi il mercato del caffè è vastissimo - racconta Verona - si spazia dagli specialty super chiari ai Robusta super scuri, con numerosissimi prodotti intermedi. La formazione professionale, tuttavia, non riesce a stare al passo con le novità e le varietà d’offerta che quasi quotidianamente vengono proposte al barista. Non è più sufficiente realizzare corsi (personalmente non lo faccio da tempo) in cui si danno le coordinate classiche dell’espresso: 25 ml in 25 secondi. Bisogna sapere individuare la giusta macinatura, la temperatura dell’acqua, l’estrazione più indicata in base al tipo di caffè, dunque offrire a chi segue un corso di formazione come a chi leggerà il libro tutti gli strumenti per realizzare un espresso in modo corretto. Il primo titolo che avevo in testa era “Vorrei fare il Barista, Manuale semplice per una professione impegnativa”: il mio obiettivo è raccontarla questa professione, farla comprendere per essere in grado di svolgerla nel modo più corretto, senza complicazioni».
Dunque, è un libro da consultare anche più volte?
Sì: è molto scorrevole, semplice e le sue pagine si leggono rapidamente. Vorrei che, a fronte di un problema, il barista trovasse la soluzione tra le sue pagine: l’indice è dettagliato e si sofferma sui tanti aspetti legati al caffè, alle macchine per la sua trasformazione, alla preparazione di un espresso per arrivare al lavoro del barista. Spero che molti professionisti possano consultarlo, trovando le risposte alle loro domande.
A chi si rivolge in particolare?
A chi intende avvicinarsi al mestiere di barista (che va ben oltre la persona al banco che si limita a schiacciare un bottone!), agli istituti alberghieri, come testo integrativo per aggiornare la la didattica sul caffè senza grandi investimenti, a chi semplicemente, da consumatore, vuole saperne di più sul caffè. A chi è sempre sul pezzo e vuole un’occasione in più per ripassare e anche divertirsi e, infine, a chi fa da anni questo mestiere e vuole uscire dallo stereotipo del “faccio così da sempre” per comprendere che anche la caffetteria si evolve e che c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare per migliorarsi e migliorare l’offerta. Alla fine di ogni capitolo scrivo “Ma siete sicuri di volere fare i baristi?”, perché spero che chi lo legge comprenda che è una professione complessa e bellissima allo stesso tempo.
Da affrontare però anche con leggerezza?
Certo: durante i corsi invito chi mi ascolta a divertirsi. Confucio diceva: “Scegli un lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita”. Posso aggiungere che fare il barista è divertente perché si danno (e si ricevono) delle soddisfazioni dal cliente, che impara a bere un espresso senza zucchero, a riconoscere se è ben fatto e ad apprezzarne le caratteristiche. Si innesca una crescita reciproca che può poi portare alla scoperta di altri metodi di estrazione, di diverse origini ecc. Purtroppo, molti lavorano con svogliatezza, non si divertono e trasmettono questa negatività al cliente.
Qual è il tuo consiglio per il barista che tutti i giorni lavora dietro al banco?
Formarsi, formarsi, formarsi. C’è un gran bisogno, una grande ricerca di personale veramente qualificato da parte di numerosi locali: baristi che sanno cos’è il caffè, come funziona una macchina, come raccontare la magia di un’origine o di un’estrazione. Le opportunità sono numerose. Peccato lasciarsele scappare.
Cresce la cultura del caffè in Italia?
Qualcosa si sta muovendo, ma il numero dei locali che offrono un espresso ben fatto, con personale formato è ancora esiguo, non credo si arrivi al 5%. Molti seguono i corsi di formazione, ma poi incontrano difficoltà a mettere in pratica quanto hanno appreso. Un dato interessante è la crescita della passione per il caffè da parte del consumatore finale: meglio, dunque, cominciare ad organizzarsi per soddisfarlo.
L’esperienza dei Costadoro Social Coffee sottolinea questo interesse?
Avere rallentato i ritmi all’interno dei locali, dove la consumazione avviene per lo più al tavolo, ha favorito il dialogo e una maggiore presa di coscienza delle tante opportunità di consumo che fanno capo alla voce “caffè”. L’area experience, dedicata alla degustazione guidata di diverse origini e più metodi di estrazione, incuriosisce e spinge a ricercare gusti nuovi e a fare più esperienze di assaggio. Il riscontro positivo ricevuto dal locale di Torino è stato confermato dalla recente apertura del Costadoro Social Coffee di Genova, più piccolo del primo, ma molto caldo e accogliente. La clientela è per lo più locale, più tranquilla di quella torinese e ben disposta ad ascoltare e farsi condurre alla conoscenza del caffè, poco a poco. Per un barista è una bella soddisfazione. *

BOX
Chi è Fabio Verona
54 anni, è AST Sca, docente Iiac e formatore per Costadoro. Appassionato del mondo del caffè (nonché di cucina e di vini), ha approfondito, nel corso della carriera, la conoscenza
di numerose merceologie del mondo del bar. È un formatore nato e per Tecniche Nuove ha appena dato alle stampe il suo primo libro dedicato all’arte dell’espresso.

Tre consigli di Fabio Verona

Bravo barista” se…
1. Non hai fatto almeno due corsi di formazione con associazioni e/o scuole qualificate, che danno le basi teoriche e pratiche di un mestiere che non si impara solo dietro il banco. La rapidità non basta se non conosci le caratteristiche del caffè e come trasformarlo al meglio.

2. Non sei in grado di effettuare la corretta manutenzione del macinacaffè e della macchina espresso. Una postazione disordinata e sporca, una lancia vapore incrostata danno un chiaro segnale di mancanza di rispetto per il cliente e per ciò che si trasforma.

3. Non sei in grado di preparare un buon cappuccino. Non importa se in latte art, ma con la base di un buon espresso, di un latte (non riscaldato, ma rinnovato ogni volta) emulsionato alla giusta temperatura, che versato dà una crema fine e morbida.

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Faemina, la nuova a un gruppo di Faema, tra Milano e Roma

Faemina
La macchina firmata da ItalDesign si è fatta notare nell’ambito del Fuorisalone a Milano ed presente è al primo Roma Caffè Festival

Nel corso della Milan Design Week 2021 Gruppo Cimbali presenta Faemina (presente presso il Flagship Store Faema in via Forcella 7, il Mumac a Binasco e altre location). La nuova macchina per il caffè a un gruppo si distingue per funzionalità e design, con cui il brand fa il suo ingresso nel segmento home, nonché nello small business, come enoteche, locali notturni, boutique, concept store, bistrot, dove si vuole offrire un’esperienza di gusto di alto livello.

La macchina firmata da ItalDesign si presenta elegante nello stile e minimal nelle linee e forme geometriche. Al contempo offre praticità d’uso grazie a soluzioni ergonomiche studiate per facilitare l’uso. La Faemina è frutto del lavoro continuo che, nonostante il difficile periodo legato al covid, ha visto «Gruppo Cimbali continuare a lavorare con passione e determinazione, monitorando i nuovi trend e le esigenze di mercato - afferma Enrico Bracesco, direttore generale -: partendo dall’innovazione e dalle performance delle nostre macchine professionali, abbiamo voluto realizzare un prodotto dedicato a chi desidera qualcosa di straordinario e vuole vivere una coffee experience superiore in termini di qualità e tipologie di bevande dall’espresso italiano al brewed coffee». Il quadro comandi ha infatti un pulsante dedicato alle estrazioni a filtro, che si realizzano facilmente ponendo sotto al gruppo un V60: l’acqua è erogata alla temperatura desiderata e nei tempi più consoni (blooming e successive versate) all’ottenimento di una bevanda gustosa ed equilibrata. La macchina è pronta per erogare un espresso in soli 5 minuti dall’accensione, è dotata di due contenitori per l’acqua di cui uno, posto alla base della macchina, è dotato di un filtro addolcitore interno al fine di realizzare al meglio le bevande desiderate o di spillare un’acqua pulita e leggera per realizzare una tisana. La pulizia è molto curata e un display indica come avviare il ciclo di lavaggio. Al fine di avere le tazze alla giusta distanza dal gruppo, è disponibile un sistema Up&Down, con cui si alza o abbassa la base di appoggio a seconda che si usi una tall cup per caffè americano o una tazzina da espresso.

Aiuta a orientarsi tra le tante funzioni e possibilità offerte da Faema l’app Be Faema che offre numerosi tutorial nonché funzioni quali la possibilità di registrare gli orari in cui accendersi, ad esempio per gustare un buon caffè al risveglio. L’App vuole essere inoltre un’occasione per entrare a far parte della community di coffee lovers, costantemente aggiornati sul mondo del caffè e costruire le proprie ricette ideali.

Appuntamento a Roma

Dal 10 al 14 settembre coffee lover e professionisti possono vedere da vicino e scoprire la bellezza e la funzionalità di Faemina all’interno della 18a edizione di Vinòforum nell’ambito del primo Roma Caffè Festival di cui Faema è main sponsor con Mumac Academy, il centro di formazione professionale del Gruppo. Roma Caffè Festival vuole festeggiare la bellezza del prodotto caffè e mettere in scena le grandi professionalità di questa bevanda: dall’incontro con i produttori passando per l’arte della tostatura e delle preparazioni finali con workshop dedicati a professionisti ed amanti del caffè. In questo contesto nel Faemina Roaster Village può ammirare e provare la nuova macchina con i caffè di  dieci torrefazioni da tutto il territorio romano, mentre nell’area Caffè Lab, sponsorizzata da Mumac Academy, ogni sera vengono proposti al pubblico interessanti contenuti sul trend dell’home bar, sul design delle macchine e sulle ricette con il caffè attraverso masterclass e degustazioni.

Nel corso della settimana, inoltre, Faema presenta al pubblico la Italian Specialty Coffee Guide, la prima guida italiana degli Specialty Coffee, sponsorizzata da Mumac Academy e realizzata da Leonardo Santetti.

Ora anche il cioccolato ha il suo talent show

Parte a novembre, su Tv8, Maître Chocolatier, Talenti in Sfida: saranno 10 i professionisti del cioccolato si sfidano sotto gli occhi di Giorgio Locatelli e di una giuria d'eccezione

Altre dolcezze in televisione: da novembre un altro "pezzo" del mondo dolce avrà un suo talent show culinario. Stavolta è il turno del cioccolato, protagonista del programma Maître Chocolatier, Talenti in Sfida (in onda ogni sabato a partire dal 20 novembre per cinque settimane su Tv8, il canale in chiaro di Sky.

Dieci professionisti in gara, a colpi di praline

Ad annunciarlo è Lindt Italia, parte del gruppo svizzero Lindt & Sprüngli, leader mondiale nella produzione di cioccolato premium: dieci professionisti, esperti nell’arte del cioccolato, si sfideranno "fino all’ultima pralina". L'obiettivo è entrare nella squadra dei maîtres chocolatiers di Lindt Italia. Alla conduzione ci sarà lo chef e giudice di MasterChef Italia Giorgio Locatelli. In giuria, invece, il Maître Chocolatier Lindt Nico Tomaselli (è anche Responsabile Ricerca e Sviluppo di Lindt & Sprüngli), la pasticciera Melissa Forti (anche autrice di libri, di stanza a Sarzana ma pronta ad aprire una sala da the a Copenhagen il prossimo anno) e un ospite d’eccezione a sorpresa in ogni puntata, proveniente dal mondo dello spettacolo.

Le sfide: prima creare, poi riprodurre con un tocco originale

Queste le sfide a cui saranno sottoposti i professionisti del cioccolato, due per ogni puntata. La prima prova sarà un creation test: i cioccolatieri dovranno mostrare la propria sensibilità artistica e la capacità di concretizzare la propria ispirazione. La seconda prova sarà invece un expertise test e sarà strettamente legata al mondo Lindt. I professionisti dovranno dimostrare di avere le capacità tecniche per riprodurre il tratto essenziale e caratteristico dei prodotti più iconici di Lindt, come Lindor o Orsetto, ricreandolo fedele all’originale o presentando una personale declinazione.  

Sparkling Fever-Tree si tinge di un delicato rosa naturale

Fever-Tree Sparkling Pink Grapefruit su di un letto di pompelmo rosa
Realizzata con vero succo di pompelmo rosa, Sparkling Fever-Tree Pink Grapefruit si fa apprezzare per il delicatio gusto agrumato e una buona effervescenza a base di piccole bollicine. Ottima per mix a base di gin e Tequila.

Nuova referenza di bevanda sodate alla frutta che si aggiunge alle altre dieci specialità della ricca gamma inglese Fever-Tree. Realizzata come le altre consorelle tutte senza coloranti e additivi, Pink Grapefruit è ottenuta con vero succo di pompelmo rosa della Florida raccolti a mano. Nata in Gran Bretagna nel 2004, in Italia la gamma è distribuita da Velier dal 2007, di cui è diventata prodotto di punta.

Ottime da gustare in purezza con ghiaccio e una fetta di limone, le specialità Fever-Tree sono compagne ideali per la miscelazione, gin e Tequila in particolare, per i quali è stata realizzata un'apposita Ruota Aromatica degli abbinamenti. I mixer Fever-Tree sono caratterizzati da una buona effervescenza fatta di piccole bollicine che creano una sensazione morbida e delicata al palato, oltre ad esaltare il gusto delle botaniche e arricchire gli aromi dei distillati.

«La nuova referenza è disponibile solo in alcuni bar selezionati - dichiara Filippo Colombo, Country Manager di Fever-Tree Italia - ed è il primo paese europeo a lanciarla sulla scia del grande successo avuto negli Stati Uniti. I pompelmi rosa della Florida sono conosciuti per l'eccellenza del frutto e del suo bilanciato gusto amaro-dolce dato dal clima caldo e soleggiato dello stato atlantico americano e dal suo fertile terreno ricco di sostanze organiche. Essendo priva di dolcificanti artificiali, Fever-Tree Sparkling Pink Grapefruit contiene solo 30 calorie per bottiglia da 20 cl e presenta note fresche e floreali e un delicato gusto agrumato».

Fever-Tree Sparkling Paloma
Ingredienti
3/4 Fever-Tree Sparling Grapefruit
1/4 Tequila
Preparazione
Versare la Tequila in bicchiere high-ball con ghiaccio, colmare con Pink Grapefruit e guarnire con spicchio di pompelmo rosa.

Le altre specialità Fever-Tree
Tonic Water
Elderflower Tonic Water
Ginger Ale
Ginger Beer
Indian Tonic Water
Lemon Tonic
Mediterranean Tonic Water
Light Tonic Water
Sicilian Lemonade
Soda Water.

 

 

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