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Punto Gelato: come ti progetto un pdv pilota

Graniglie che ricordano le decorazioni dei gelati e linee arrotondate. Nel primo punto vendita del franchising Punto Gelato

 

LIVORNO. Primo di una serie di negozi in franchising, la gelateria Punto Gelato di Livorno esprime tutta la sua rinnovata originalità. Una gelateria dallo stile unico e inconfondibile, proprio come i gusti che riescono a creare nel loro laboratorio e che sanno attrarre la curiosità dei clienti e a premiarne la golosità. Due gli ingressi su strada grazie a due ampie vetrine che rispettivamente segnano l’entrata nella sala del bancone e nel locale con la parete frigo per esposizione delle torte gelato. L’intervento di ristrutturazione quasi totale, a  firma di Studio Modo architettura, ha permesso di ingrandire la zona destinata al pubblico, riducendo lo spazio del laboratorio, che in questa occasione, è stato riorganizzato ottimizzando la zona dedicata alla produzione. Ogni ambiente è stato pensato per una funzione differente e organizzato in modo tale da poter gestire, nella prima sala affacciata sul fronte strada, i clienti che optano per l’asporto, mentre, in una saletta opportunamente separata dal resto del locale, quelli che desiderano sostare più a lungo, gustando il proprio gelato comodamente seduti in un’atmosfera tranquilla e rilassata. La zona destinata alla vendita diretta è caratterizzata dalla presenza di un grande bancone che ha mantenuto l’orientamento obliquo originario rispetto alle pareti perimetrali per permettere una maggiore visibilità anche dal fronte strada.

Sotto la lente

Format Il concept che ha guidato gli architetti durante la fase progettuale sono stati proprio i gelati, a cui si sono ispirati per tutte le linee arrotondate presenti nel pdv e il logo. Luci Sopra il bancone una serie di grandi lampade a sospensione danno risalto alla vetrina dei gelati. Sul soffitto una serie di faretti ad incasso e tre lampade a parete poste tra gli scaffali. Unicum Tre sono gli ambienti: lo shop, l’area dedicata all’esposizione delle torte gelato e una saletta interna dove potersi fermare più a lungo. Superfici In questo negozio, la graniglia scelta nella tonalità del bianco e del nero ricorda infatti l’estetica del gusto stracciatella. Scaffali Dietro al bancone sono stati pensati degli scaffali caratterizzati da una struttura portante ad arco rovesciato in ferro che regge ripiani laccati bianchi. Ingresso Il bancone è stato posizionato secondo andamento obliquo rispetto al fronte strada: non potendo posizionarlo frontalmente rispetto all’ingresso.

Aperte le iscrizioni per la WineCocktail Competition

WineCocktail Competition 2022
Iscrizioni aperte fino al 22 aprile per la nuova edizione della WineCocktail Competition, il contest a tutta sperimentazione, e solidarietà, che sfida a creare originali drink a base vino

Dopo due anni di stop causa Covid, torna una delle competizioni più intriganti per un bartender. Si sono infatti aperte le iscrizioni per la nuova edizione, la sesta, della WineCocktail Competition, il contest ideato e diretto da Renato Pinfildi, barman Aibes e sommelier Ais, per promuovere l’uso del vino nella miscelazione.

Una gara, che ha Bargiornale come media partner, che spinge forte sulla sperimentazione, chiamando i professionisti del bancone a mettersi in gioco, stuzzicandone gusto e creatività per dare luogo a originali cocktail a base vino.

Ma la WineCocktail Competition non è solo sperimentazione. Patrocinata da Aibes, Ais, Aibm e Classic Cocktail Club, e organizzata con la collaborazione di numerose aziende vitivinicole di tutta Italia, la competition, fin dalla sua prima edizione, si caratterizza anche per un importante impegno solidale, che si concretizza con la raccolta fondi a favore di Telethon, del cui circuito fa parte.

Come partecipare

Poche le regole per prendere parte alla sfida, per iscriversi alla quale c’è tempo fino al 22 aprile, compilando l’apposito modulo che si può scaricare dalla pagina Facebook della WineCocktail Competition o di Faccia da Bere, da questo articolo o richiedere a quest’ indirizzo mail: winecocktailcompetition@gmail.com

La ricetta di drink deve essere originale e deve contenere obbligatoriamente uno dei vini forniti dalle aziende vitivinicole sponsor della gara (trovate l’elenco completo in coda al regolamento): minimo 3 cl in caso di vini fermi e massimo 8-10 cl in caso di sparkling. Il regolamento non prevede limite al numero degli ingredienti che si possono utilizzare, così come consente anche l’utilizzo di homemade (muniti di etichetta che ne indichi gli ingredienti, la data di produzione e il rispetto delle norme Haccp).

Gli homemade possono essere anche a base vino, e in tal caso va comunque sempre abbinato nella ricetta a un vino fermo o spumante (entrambi, quello usato per l’homemadee l’altro nel cocktail, devono essere tra quelli inclusi nell’elenco). È permesso anche l’utilizzo di infusioni, purché istantanee (nel caso di qualificazione alla finale vanno preparate in pedana).

Nel modulo, oltre i propri dati personali e della descrizione della ricetta, completa di ingredienti, quantità e tecnica di preparazione e la decorazione, occorre inserire anche una breve storia che ne racconti l’ispirazione. Il modulo deve essere inviato all’indirizzo email: winecocktailcompetition@gmail.com

SCARICA IL MODULO ISCRIZIONE ALLA WINECOCKTAIL COMPETITION

SCARICA IL REGOLAMENTO

La gara

Tutte le ricette saranno valutate da una commissione che sceglierà le migliori 20. I loro autori si affronteranno nella finale del contest, che si terrà il 10 maggio presso il C’era Una Volta in America di Caserta.

Le prove dei concorrenti saranno valutate da una giuria di degustazione, composta da esperti del settore, che valuterà la qualità del drink, e da un giudice di comunicazione, che valuterà le capacità comunicative dei finalisti, e la somma dei loro voti decreterà il podio della competition. Il primo classificato si aggiudicherà, oltre al trofeo, una bottiglia di vino e un tour nelle vigne e nella cantina di una delle aziende vinicole sponsor a sua scelta. Un tour presso l’azienda vinicola è il premio anche per il secondo e il terzo classificato.

Premi speciali saranno poi assegnati agli autori della miglior decorazione e del miglior speech. Ma anche il pubblico avrà parte attiva, con il premio della giuria popolare che andrà al cocktail che avrà ottenuto più voti dagli spettatori in sala.

Formazione e soldarietà

La giornata di gara offrirà ai finalisti anche la possibilità di approfondire le conoscenze di prodotti e miscelazione, grazie alle masterclass curate da Compagnia dei Caraibi, Gruppo Montenegro e Clément Rhum.

Inoltre durante tutta la giornata saranno messe in vendita le bottiglie di vino offerte dalle cantine coinvolte per la raccolta fondi a favore di Telethon.

Orved Bright 30, per un sottovuoto perfetto

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Tutta in acciaio, carrellata e dotata di una camera a vuoto "Power steel". È la macchina per il sottovuoto adottata da Forno Follador

Nel grande laboratorio di Panificio Follador di Prata di Pordenone (di cui abbiamo parlato qui) le tecnologie di ultima generazione 4.0 aiutano a ottimizzare la produzione, automatizzare e tracciare la filiera. Un ruolo importante nel laboratorio del panificio friulano ce l'ha la macchina sottovuoto industriale con barre amovibili Orved Bright 30: è carrellata, completamente in acciaio inox, dotata di una camera a vuoto “Power-steel” per un vuoto perfetto. La versione scelta da Follador consente di confezionare prodotti delicati o soffici in atmosfera modificata (ATP), grazie all’iniezione di gas inerte. «Il gas ci consente di mantenere profumi e aromi ed evitare l’irrancidimento - rivela Follador -. Abbiamo fatto test di confezionamento in collaborazione con l’Istib di Padova e abbiamo visto che la consevazione è ottimale almeno fino a 30 giorni, che è la data di scadenza che abbiamo deciso di indicare». La macchina ha pannello comandi digitale, con 32 programmi tra i quali programmi preimpostati (FTY) e di disaerazione (DSI) pensati per semplificare e automatizzare ogni ciclo di confezionamento.

Sei aziende della bar industry certificate Top Employers 2022

Top Employers Italia 2022
Birra Peroni, Coca-Cola Hbc Italia, Lavazza Group, Metro Italia, PepsiCo Italia e Perfetti Van Melle Italia sono state certificate dal Top Employers Institute per l'eccellenza nel campo delle risorse umane

Grandi nel business, ma anche attente ad associare le proprie attività al benessere del personale. Sono le sei realtà della bar industry certificate Top Employers Italia 2022: Birra Peroni, Coca-Cola Hbc Italia, Lavazza Group, Metro Italia, PepsiCo Italia e Perfetti Van Melle Italia. Certificazione che attesta l’impegno a garantire ai propri dipendenti le migliori condizioni di lavoro, adottando politiche che impattano positivamente sulla vita dei lavoratori, dai benefit ai piani di carriera, dagli investimenti in formazione ai percorsi per la crescita professionale e personale, dalla promozione di ambienti di lavoro inclusivi e coesi all’attenzione anche alle esigenze familiari e sociali delle risorse umane.

L’importante certificazione viene assegnata dal Top Employers Institute alle grandi aziende (con 250 dipendenti a livello locale o almeno 2500 dipendenti a livello globale) che ottimizzano continuamente le loro strategie di risorse umane. Per ottenerla occorre soddisfare gli alti standard richiesti, attraverso un iter che valuta tutti gli aspetti delle azioni portate avanti per il benessere dei dipendenti. Per la selezione, l’indagine valuta infatti 400 pratiche e politiche di risorse umane in 6 aree distinte, quali People Strategy, Work Environment, Talent, Learning, Wellbeing e Diversity and Inclusion, che contengono 20 temi diversi.

Grandi risultati anche in un contesto difficile

Per quanto riguarda quest’anno, è stata assegnata a 1.857 realtà in tutto il mondo, delle quali 131 italiane. Tra queste le sei aziende che operano nel fuoricasa, con Metro Italia, PepsiCo Italia e Perfetti Van Melle, che hanno ottenuto anche la Top Employers Europe, assegnata alle realtà che ottengono la certificazione Top Employer in almeno 5 Paesi europei.

Un risultato di grande importanza per le sei realtà, che dimostra e premia il grande impegno messo in campo per garantire ai loro dipendenti un ambiente e condizioni di lavoro le migliori possibili. Anche in un periodo, come l’anno appena trascorso, molto complesso e che ha avuto un serio impatto sulle organizzazioni, mettendo a dura prova la vita, le relazioni e il mondo del lavoro in tutto il mondo.

Spezzatrice e arrotondatrice Turri, tecnologia 4.0

Due macchine con tecnologia 4.0 che possono lavorare individualmente o accoppiate. Sono l'arrotondatrice e la spezzatrice Turri adottate nel grande laboratorio del panificio friulano Follador

Nel grande laboratorio di Panificio Follador di Prata di Pordenone (di cui abbiamo parlato qui) le tecnologie di ultima generazione 4.0 aiutano a ottimizzare la produzione, automatizzare e tracciare la filiera. Come la spezzatrice e la arrotondatrice Turri: due macchine distinte che possono lavorare in tandem o separatamente. Si tratta di una spezzatrice della linea Gravi-line e dell’arrotondadrice AR2D By-pass a moto eccentrico regolabile a singola testata, particolarmente indicata per arrotondare in modo delicato pagnotte da un peso minimo di 200 g fino ad un massimo di 4 kg. La possibilità di regolare a piacimento l'eccentricità della campana mobile permette di ottenere la stessa precisione di lavorazione in tutta la gamma di pezzatura. Follador le ha installate in panetteria: «Ci consentono di essere più precisi e veloci nello spezzare, arrotondare e preformare le pagnotte, e di farlo con meno fatica. L’arrotondatrice preforma la pasta con un movimento simile a quello delle mani dellimpastatore. Comunque, c’è sempre l’intervento dell’artigiano: ogni pezzo viene preso in mano per dargli la forma definitiva». È un’attrezzatura 4.0.

Su Deliveroo esordiscono pasticcerie e bakery

La piattaforma di delivery estende il servizio di consegna alle realtà artigianali e alle botteghe dolci, come La Sicliana 1956 e Clivati a Milano

Panifici e pasticcerie, ma anche negozi di ortofrutta, pescherie, macellerie, enoteche e caseifici: sono 350 le botteghe artigianali che hanno deciso di fare il proprio ingresso sulla piattaforma di delivery Deliveroo. Accanto a ristoranti e supermercati, si aggiungono dunque i negozi con produzione artigianale.

«La qualità delle botteghe artigianali è un riferimento assoluto»

L'estensione del servizio di consegna coinvolge dunque nuove realtà nelle principali città italiane, tra cui Milano, Roma, Firenze, Pavia, Bolzano, Monza, Cagliari, Bologna, Bergamo, Bergamo e Padova. A Milano le cassate e i cannoli siciliani della pasticceria vincitrice del concorso Panettone Day 2021 La Siciliana dal 1956 e le creazioni della Pasticceria Clivati, tra le altre. Spiega Matteo Sarzana, General Manager Deliveroo Italy: «Il nostro è un servizio nazionale, con una forte e radicata presenza territoriale. Questo riguarda non solo la nostra strategia di espansione territoriale, ma l'offerta stessa che rendiamo disponibile ai nostri consumatori. Un’offerta legata a doppio filo alla cultura e alla tradizione gastronomica italiana, che vede nella qualità delle botteghe artigianali un punto di riferimento assoluto. Ci piace pensare ad un servizio che fa leva su tecnologia e innovazione per consegnare nelle case degli italiani prodotti di altissima qualità e della tradizione».

 

Iei, le aziende del caffè cercano venditori

Espresso
Un sondaggio tra le aziende associate fa emergere la necessità di forza lavoro. L'importanza di offrire un percorso di carriera chiaro e coinvolgente

Da tempo si fa sentire la carenza di forza lavoro nella filiera dell’espresso: un campanello d’allarme   che ha cominciato a squillare anni fa, coinvolgendo soprattutto il personale al banco bar, dove nell’ultimo biennio la problematica si è decisamente acuita, complice anche la pandemia e la conseguente ricerca di posti di lavoro più sicuri e con un migliore rapporto tra lavoro e vita privata. Da un’indagine condotta sui propri soci dall’Istituto Espresso Italiano emerge la carenza di forza lavoro qualificata. Il settore sta cercando soprattutto risorse umane per potenziare il mercato nazionale, nonché un settore vitale per la maggior parte delle industrie italiane: l’export. Le figure ricercate quindi sono soprattutto legate al mondo delle vendite, con un ottimo livello di problem solving legato all'autonomia dell'incarico e a una spiccata capacità relazionale che non perda d'occhio gli orientamenti agli obiettivi. I principali canali di ricerca sono le scuole, l’università e i network professionali come Linkedin, sempre più utilizzati dai professionisti e considerati un ottimo punto di incontro tra domanda e offerta. Tuttavia, oggi viene segnalata una maggiore difficoltà da parte delle aziende nell'individuare risorse all'altezza degli incarichi, almeno rispetto a dieci anni fa, e questo sarebbe dovuto da un lato alla mancanza di domanda di lavoro (complice forse anche l'attuale periodo storico), dall'altro alla preparazione dei singoli candidati, poco idonea rispetto alla richiesta del comparto. «Il mondo dell’Istituto Espresso Italiano (Iei) è fatto composto di numerose piccole e medie imprese, che sono vicine al cambio generazionale e/o a una trasformazione obbligatoria per stare al passo con i tempi – osserva Luigi Morello, presidente -; per attirare veri talenti anche nel nostro settore, che spesso è poco considerato, occorre offrire un percorso di carriera con tappe chiare e miglioramenti professionali certi sulla base di obiettivi raggiunti».

Percorsi come l’alternanza scuola-lavoro hanno quale obiettivo la preparazione alla professione dei giovani, con stage che dovrebbero permettere di preparare gli studenti in funzione delle necessità di un mondo in veloce cambiamento; si tratta di un percorso al cui interno spesso non sono contemplate attività di tipo commerciale. Di qui l’impegno da parte della maggior parte delle aziende di investire su nuove leve, puntando sulla formazione e la professionalità in modo autonomo. La scommessa è riuscire a individuare giovani talenti mossi da passione e curiosità, da formare e supportare nel loro percorso di inserimento e a cui offrire una formazione continua; soprattutto di riuscire a instaurare un rapporto di fiducia che possa durare nel tempo.

Fanno parte di Iei 38 aziende tra torrefattori, costruttori di macchine per caffè e macinacaffè e altre aziende della filiera, con un fatturato aggregato di circa 700 milioni di euro.

Miwe, forno rotativo roll-in e+

Il panificio e pasticceria friulano Follador punta sulla tecnologia per il suo laboratorio, dotato di attrezzature di ultima generazione, che ottimizzano la produttività

Nel grande laboratorio di Panificio Follador di Prata di Pordenone (di cui abbiamo parlato qui) le tecnologie di ultima generazione 4.0 aiutano a ottimizzare la produzione, automatizzare e tracciare la filiera. Come il forno rotativo Miwe roll-in e+ 3.0, alimentato a gas che è, nelle parole di Antonio Follador “molto performante”: riesce a gestire varie fasi della cottura distribuendo laria calda nella camera di cottura in modo controllato, per dare un risultato di cottura ottimale e costantemente uniforme su tutte le teglie. Follador lo usa soprattutto per cuocere panini morbidi, hamburger, brioche, panettoni, pandori. Anche il forno a platea Miwe ideal è a gas e viene usato per pane, focacce e base pizza. «Per me il forno è importante - afferma -. Non si può pretendere di cuocere tutto in un unico forno. Se lo devi fare perché hai solo quello, va bene. Ma se vuoi il top del risultato devi usare attrezzature diverse. Ce ne siamo accorti quando ci siamo trasferiti nel nuovo laboratorio e abbiamo cambiato il forno principale a piani, a marchio italiano, con quello della Miwe. Semplicemente passando da un forno all’altro, con gli stessi panettieri, ricette e farine, ma diverse modalità di cottura, il pane sviluppava il 10% in più di volume».

Primo riconoscimento per Naturae Gin ai World Drinks Awards

Fructetum Naturae Gin
Fructetum, primo prodotto del giovane brand di gin ecocostenibili, si è aggiudicato il titolo di Best Italian London Dry Gin nella prestigiosa competition

Primo importante riconoscimento per Naturae Gin. Il suo Fructetum, la prima referenza del marchio, ha conquistato il titolo di Best Italian London Dry Gin ai World Gin Awards 2022, prestigioso concorso internazionale, parte dei World Drinks Awards, che premia le migliori produzioni mondiali nei vari stili.

Un grande successo per il brand di gin ecosostenibili ispirati alla natura fondato lo scorso giugno da due amici appassionati del distillato, Diego Sgarbossa, tecnico dei servizi della ristorazione, e Carlo De Filippo, perito agrario, e che premia la loro scelta di abbinare la ricerca della qualità alla sostenibilità.

Fructetum (alc 43% in vol) è un London dry che esprime in pieno la volontà del fondatori del marchio di dare vita a gin 100% green. Distillato in piccoli lotti, è ottenuto da una base alcolica certificata bio e sette botaniche di origine italiana e lavorate in maniera artigianale, facendo in modo che ogni passaggio della produzione sia il più sostenibile possibile: bacche di ginepro, bergamotto, scorza d’arancia, rosa canina, semi di coriandolo, mela e pepe cubebe. Un gin equilibrato, dal carattere fresco e amabile, che presenta al palato note agrumate e dal finale speziato, e che si presta sia per il servizio liscio sia per la miscelazione, a partire da un classico Gin&Tonic.

La sua sostenibilità non si limita però alla scelta delle materie prime e alla lavorazione. A custodire Fructetum è infatti una bottiglia (formato 70 cl) in vetro 100%, con etichetta in polipropilene riciclabile, mentre il packaging e gli imballaggi sono plastic free.

Inoltre, parte del ricavato delle vendite del prodotto viene devoluto a Treedom, una piattaforma che permette di piantare alberi a distanza e seguire online la storia del progetto che si contribuisce a realizzare, supportando così in modo attivo la riforestazione e le iniziative umanitarie. Una scelta che ha permesso a Naturæ Gin di essere un brand carbon negative.

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Molino Dallagiovanna lancia la sfida ai pasticceri di tutta Italia

Iscrizioni aperte fino al 31 marzo per la Pastry Bit Competition, contest che coinvolgerà 180 pasticceri in tutta italia fino al 2023. Una gara che si svolgerà sotto l'occhio vigile di Leonardo Di Carlo

Saranno 180 i pasticceri coinvolti nella Pastry Bit Competition, il contest su scala nazionale lanciato da Molino Dallagiovanna. Fino al 31 marzo i professionisti interessati possono iscriversi gratuitamente compilando il form sul sito dedicato alla competizione. Il vincitore potrà fregiarsi del titolo di Dallagiovanna Pastry Ambassador 2024 e sarà il volto ufficiale del Molino per la pasticceria in Italia e nel mondo, affiancando l'azienda in fiere ed eventi.

Creatività e ottimizzazione dei processi

L'iniziativa segue un altro contest del Molino, la Pizza Bit Competition, che vede 400 pizzaioli in gara. Per la competizione dolce è coinvolto anche il pasticcere e formatore Leonardo Di Carlo. L'idea è di coinvolgere i professionisti italiani in grado di interpretare al meglio il concetto di pasticceria smart e moderna. Requisito fondamentale, spiega in una nota l'azienda, «è applicare un metodo di lavoro "intelligente" che prevede la semplificazione dei processi, combinata a fantasia e creatività, con un’attenzione quindi non solo al cosa, ma anche al come».

Il programma della competizione, dalla millefoglie al panettone

La competizione si svilupperà a partire da maggio 2022 e sarà articolata in nove gare regionali. Ad ogni appuntamento parteciperanno 20 pasticceri, che si cimenteranno nella preparazione della millefoglie. I 27 professionisti selezionati a livello regionale approderanno alle tre semifinali tra gennaio e febbraio 2023, che si svolgeranno in altrettante località sciistiche in Valle d’Aosta, Trentino e Lombardia. Protagonista in questo caso sarà la cake. La fase finale si articolerà in due momenti: il primo a giugno 2023 in Cast Alimenti i nove pasticceri finalisti dovranno realizzare un dolce lievitato da colazione fritto e non sfogliato; in settembre, presso la sede di Molino Dallagiovanna l'ultima sfida consisterà nella valutazione del panettone.

In giuria Di Carlo assieme ad esperti e amatori

La giuria sarà composta da esperti, blogger e giornalisti del settore. In occasione delle tre semifinali, alla giuria di esperti si affiancherà una giuria popolare. A partecipare in qualità di giurato, a partire dalle semifinali, anche il testimonial della Pastry Bit Competition Leonardo Di Carlo.

Calybra Naonix, la bilancia intelligente

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Il panificio friulano Follador punta sulle tecnologie di ultima generazione e 4.0 per il proprio laboratorio. Fra queste la bilancia "intelligente"

Nel grande laboratorio di Panificio Follador di Prata di Pordenone (di cui abbiamo parlato qui) le tecnologie di ultima generazione 4.0 aiutano a ottimizzare la produzione, automatizzare e tracciare la filiera. Fra queste Calybra, la bilancia intelligente dell’azienda Naonix installata in pasticceria, non serve solo per pesare ma, come afferma Follaldor, «è nata per dare supporto a chi lavora e lo aiuta a commettere meno sbagli possibile». Consente, per esempio di caricare le ricette, con gli ingredienti nell’ordine giusto: l’operatore è costretto a seguirle passo passo, dosando il peso esatto, altrimenti non può procedere. Inoltre, spiega Follador, una volta terminata la lavorazione, Calybra produce una serie di etichette che garantiscono la tracciabilità del prodotto fino al confezionamento nella cella gelo. Inoltre, consente di monitorare il magazzino e tenere sotto controllo le scadenze delle materie prime da remoto. «Questa bilancia ci dà una mano anche con la tabella nutrizionale, gli allergeni, la tracciabilità dei prodotti biologici ai fini della certificazione. Presto ne compreremo un’altra anche anche per la panificazione».

Sir Edmond Gin arriva in Italia con Gruppo Meregalli

Sir Edmond Gin
Il gin olandese fuori dagli schemi e dal profilo inusuale per i distillati della sua categoria arriva in Italia, importato e distribuito in esclusiva da Gruppo Meregalli

L’inizio del nuovo anno ha portato una novità nel catalogo di Gruppo Meregalli. Si tratta di Sir Edmond Gin, gin dallo stile contemporaneo e dal profilo particolare, creato per proporre un distillato che si distinguesse sul mercato, senza rinunciare alla versatilità, ma con un carattere ben preciso.

E la particolarità del gin è raccontata dal suo stesso nome. Questo è infatti un omaggio a Edmond Albius, un agronomo francese nato schiavo a Sainte Suzanne, sulla costa settentrionale dell’isola di Réunion, che ancora ragazzo, nel 1830 all’età di 12 anni, scoprì che le orchidee di vaniglia potevano essere impollinate artificialmente a mano. Una scoperta che rivoluzionò la coltivazione della vaniglia. E proprio la vaniglia, la vaniglia boubon, quella considerata di più alta qualità e della quale Réunion è l’epicentro mondiale della produzione, è la botanica caratterizzante del distillato: una scelta inusuale che gli regala una nota dolce che lo rende differente dagli altri gin.

Insieme alla vaniglia, completano la formula di Sir Edmond Gin (alc 40% in vol) altre cinque botaniche: le indispensabili bacche di ginepro, il cardamomo, la cannella, la radice di angelica e lo zenzero. Una combinazione che regala un gin che si caratterizza per l’aroma invitante e ricco, grazie all’armonioso incontro dei sentori di cardamomo, angelica e vaniglia, per il gusto pieno e la texure morbida e vellutata. Gusto dove a emergere sono innanzitutto le note di vaniglia accompagnate da quelle di cardamomo che ben si combinano con sottili sentori di cannella e ginepro e un leggero tocco di zenzero. Il finale è lungo e secco, ma non troppo dolce e sorprendentemente diverso dal classico gin.

Ottimo con ghiaccio, ma anche in miscelazione

Inusuale nel gusto, Sir Edmond lo è in parte anche nel servizio. Facile da sorseggiare, questo gin è infatti ottimo servito liscio con cubetti di ghiaccio. Ma anche nella miscelazione garantisce il suo contributo: funziona perfettamente in un Gin&Tonic ed è interessante come base per la preparazione di long drink speziati, julep o anche cocktail più complessi, fino a poter osare, per i bartender che amano sperimentare, nella rivisitazione di classici.

Un esempio di perfect serve sono i due signature proposti dai bartender del brand, The Rebellious Pornstar Martini ed Espresso Martini 2.0: rivisitazione di due classici contemporanei, il Pornstar Martini creato da Douglas Ankrah e l’Espresso Martini creato negli anni Ottanta da Dick Bradsell. Nel primo, Sir Edmond si miscela a una tazzina di espresso, sciroppo di vaniglia, Frangelico, accompagnandolo con un sidecar di champagne.

Nuova produzione per crescere sui mercati

Sir Edmond viene prodotto a Schiedam, nei Paesi Bassi, da Herman Jansen, storica distilleria nata nel 1777, quarta azienda di distillati del Paese e ancora oggi a gestione familiare. Di recente il brand ha avviato una seconda produzione, una joint venture con Lucas Bols e De Kuyper, altre due storiche distillerie olandesi. Segno della volontà da parte del marchio di espandersi sui mercati europei, dove dallo scorso anno è già disponibile in diversi Paesi, puntando ora anche all’Italia, con la distribuzione in esclusiva affidata a Meregalli.

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Le ricette

The Rebellious Pornstar Martini

Rebellious pornstar martini Sir Edmond Gin
Ingredienti:
45 ml Sir Edmond Gin, 15 ml Passoã (o liquore al passion fruit), 60 ml purea di passion fruit, 5 ml sciroppo di zucchero,
Preparazione:
shake and strain
Decorazione:
metà passion fruit
Bicchiere:
coppa Martini
Sidecar:
champagne

Espresso Martini 2.0

Espresso Martini 2 Sir Edmond Gin

Ingredienti:50 ml Sir Edmond Gin, 30 ml caffè espresso, 15 ml Frangelico, 10 ml sciroppo di vaniglia
Preparazione:
shake & double strain
Decorazione:
3 chicchi di caffè
Bicchiere:
coppa Martini

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