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Sbarca a Milano Il Cantiere, originale HamBirreria e GinTonicheria

Daniele Vetrugno titolare Il Cantiere
Dopo il successo del locale di Lecce, aperto quattro anni fa, Il Cantiere di Daniele Vetrugno apre a Milano nel cuore della movida di corso Garibaldi. Punti di forza, l'ora dell'aperitivo, gli hamburger di qualità, le birre speciali, anche in esclusiva, una ricca gamma di gin per cocktail.

Dai campi di calcio al bancone di un locale. Con un ricco percorso professionale (da 23 anni la famiglia gestisce il ristorante I Latini di Lecce), Daniele Vetrugno, insieme al fratello Andrea e alla moglie Erica, ha dato vita alcuni anni fa (nel 2017) a Lecce a un'insolita iniziativa, inaugurando il locale Il Cantiere caratterizzato da una particolare proposta: HamBirreria e GinTonicheria. Ovvero il top dell'offerta gastronomica del settore food street e della miscelazione friendly. Anche per l'arredo a vincere è stata una scelta originale (potremmo definire industrial chic), con largo impiego di ferro acidificato, parti di impianti tecnici recuperati e riutilizzati, insieme a comode sedute casual.

Il Cantiere ha trovato posto a Milano nel cuore della movida, esattamente sotto i portici del civico 111 di corso Garibaldi, una situazione che permette di avere numerosi posti a sedere esterni e riparati, visto che il locale (non più di 40 mq) ha una conformazione ideale per lo street food, comprendendo essenzialmente la cucina più il bancone cocktail&beer con affaccio diretto all'esterno. Diversamente dal locale di Lecce che ha una conformazione più tradizionale da birreria, inizialmente con 80 posti a sedere, cresciuti a 600 disposti su due piani per un totale di mille mq, con un team di 50 persone.

Le sette spine di birra ospitano solo birre estere

Varie le tipologie birrarie a disposizione, a cominciare da quelle "Just for Cantiere" dell'artigianale Brasserie Lupulus di Gouvy (Vallonia/Belgio, ai confini con il Lussemburgo), appositamente studiate e prodotte per il locale italiano come la birra in bottiglia 33 cl (etichetta personalizzata) Lupulus Oxidus, una strong ale da 8,5% alc dal sapore ossidato particolarmente deciso. Per continuare con quella alla spina Lupulus Crash, una rossa d'impatto dalle note fruttate da 6,5% alc. Non manca un'altra specifica collaborazione con la californiana Lagunitas, le cui Ipa (India Pale Ale) hanno subito ricevuto le dovute attenzioni da parte dei clienti, tanto che il titolare Daniele Vetrugno pensa di dedicargli un apposito corner. A completare la linea alla spina ecco altre specialità più conosciute come le inglesi Bulldog Strong Lager (7% alc) e Bulldog Strong Ale (6,3% alc) e l'australiana Foster's Lager (5% alc).

Punti di forza

Oltre alle birre, i punti di forza de Il Cantiere sono una ricca scelta di panini con hamburger di carne di prima scelta; gli stuzzicchini realizzati per l'ora dell'aperitivo e serviti su originali vassoi a più piani chiamati Impalcature; una ricca scelta di gin (a Lecce sono oltre 400) per la realizzazione di cocktail.

 

I cocktail bar? Sempre più alla moda

Continua l'espansione dei grandi marchi di moda nel mondo dell'ospitalità: dopo hotel e ristoranti, è la volta dei cocktail bar. Le ultime aperture: Ralph Lauren a Milano, Gucci Giardino 25 a Firenze

Nell’ultimo decennio, soprattutto in città strategiche per afflusso turistico e visione internazionale, sono andate moltiplicandosi le aperture di locali di enogastronomia, affiliati a marche della moda di lusso. Gli hotel sono stati i primi: a Milano, ad esempio, brand di caratura planetaria hanno investito sull'ospitalità di lusso, investendo anche su ristorazione e bar: investendo su chef altrettanto rinomati, per legarli alla loro firma e alzare, se possibile, il livello della loro proposta, come Niko Romito al Bulgari Hotel o Matsuhisa Nobu all'Emporio Armani, e affiancando al ristorante cocktail bar di livello, come il Bulgari Bar o il Bamboo Bar dell'Armani Hotel.

È stata poi la volta delle pasticcerie: nel 2013 il mitico Cova 1817 in via Montenapoleone fu acquisita dal gruppo Lvmh (proprietario di un portfolio wine & spirits di livello assoluto), due anni dopo toccò alla storica Marchesi 1824, che oggi si divide tra la sede originaria a Santa Maria alla Porta e le successive in via Montenapoleone e Galleria Vittorio Emanuele II, passare sotto il controllo di Prada.

Cocktail bar sotto i riflettori

E parallelamente alla rinascita (ormai definibile come completa, o quasi) della miscelazione, anche i bar sono entrati nel mirino delle case di moda. Sempre a Milano, il Ceresio 7, che affaccia sul Cimitero Monumentale ed è legato a Dean e Dan Caten (Dsquared) segnò un roboante ingresso nel mercato nel 2013, con una formula ai tempi decisamente innovativa: ristorante d’eccellenza (guidato da Elio Sironi) e cocktail bar con tanto di terrazza e piscina, divenuto nel tempo una delle mete più rincorse della città. Poi ancora Replay, firma storica di prodotti in denim, con The Stage Octavius Bar all’interno di un negozio di abbigliamento in piazza Gae Aulenti, e Prada, che al Bar Luce presso la Fondazione, disegnato addirittura dal regista Wes Anderson (Grand Budapest Hotel), ha affiancato il Bar Ristorante Torre. Il successo di un consumo nuovo o riscoperto (fine dining, aperitivo) ha attirato le attenzioni di realtà dedite ad altro, in un sistema di offerta sempre più fluido e trasversale.

Ralph Lauren apre a Milano

Gli ultimi nomi in ordine di tempo sono altrettanto altisonanti. Lo scorso novembre, a Milano, Ralph Lauren ha infatti aperto il nuovo flagship store in via della Spiga, arteria iconica dello shopping in centro: e per la prima volta in Italia, è stato inaugurato anche un bar interno alla boutique, attivo dalla colazione all'aperitivo e denominato semplicemente The Bar at Ralph Lauren. Un cortile interno e un giardino, parte dei 1500 mq dello store, che permettono un'esperienza innovativa nel panorama nazionale (piuttosto rodata invece nei paesi anglosassoni, Ralph Lauren ha già ristoranti nei suoi negozi di New York e Chicago e Parigi per l'abbigliamento di altissima gamma: il bar propone una miscelazione classica e non troppo elaborata gestita dal bar manager Federico Volpe, e un comparto gastronomico selezionato dallo stesso Ralph Lauren, che a Milano ha voluto ripresentare le sue scelte preferite, tutte a stelle e strisce (cookies a colazione, hamburger e lobster roll per pranzo).

Gucci Giardino 25 a Firenze

A Firenze, invece, il brand Gucci (dal '99 parte del gruppo Kering) a San Valentino ha alzato la serranda di Gucci Giardino 25 in Piazza della Signoria (Clicca per leggere il nostro articolo di approfondimento). Negli spazi di quello che fu un negozio di fiori, è il fratellino della già rinomata Osteria Gucci aperta da Massimo Bottura, che vive proprio accanto, e si inserisce nel più ampio respiro del progetto Gucci Garden, uno spazio multiforme (galleria, showroom, ristorante) varato a inizio 2018 dal direttore creativo della Maison, Alessandro Michele. A dirigere sala e danze è stata chiamata l'eugubina bar manager Martina Bonci (ex Gesto): dodici cocktail votati alla sensorialità e all'espressione di colori e odori, oltre a riprese dei più classici: il fiorentinissimo Negroni, eletto come drink più popolare dell'ultimo anno da Drinks International, qui è servito nel twist Mémoire di Negroni, con l'aggiunta di sake. Sedici coperti (che con il déhors attivo in estate sono destinati ad aumentare), aperto dalle 8 del mattino alle 1 di notte, con una decisa spinta internazionale su tutta la proposta, dalla colazione, che contemplerà croissant, uova e idee da tutto il mondo, alla formula light lunch con quattro piatti variegati (ramen, zuppa, focaccia, ceviche), e la cerimonia del tè al pomeriggio.

Fisicità ed esperienza i valori per i brand

Esclusività, bellezza e cura dei dettagli più invisibili: passerella e ospitalità continuano a intrecciare le loro trame, puntando a vette di qualità adatte ai marchi che si rendono protagonisti. Ma quali sono le chiavi dell’attrattiva che il mangiarbere esercita su imprese e utenti? Da un lato la possibilità, per il consumatore, di relazionarsi al brand attraverso un’esperienza, concetto ormai dilagante nelle proposte contemporanee di qualsiasi settore: non più soltanto di indossare (o possedere) un prodotto, bensì significa addentrarsi a fondo nell’offerta di un marchio, fisicamente “assaggiandone” le idee, creando un ulteriore fidelizzazione.

Dall’altro, la consapevolezza, per le aziende, di quanto il food&beverage, e l’ospitalità in generale se si considerano gli alberghi brandizzati, continui a essere una dimensione che forse mai smetterà di interessare o finirà davvero in crisi nel complesso, al netto delle difficoltà imposte dagli ultimi anni. Anzi, la tavola e il bancone diventano in realtà veicoli per i brand stessi, per riportare il pubblico a contatto con i prodotti da troppo tempo intravisti soltanto su schermi e fotografie. Sperando non si tratti soltanto di moda, è il caso di dire.

 

Giardino 25, il primo bar by Gucci apre a Firenze

Café e cocktail bar Giardino 25 by Gucci a Firenze
Allo spazio multifunzionale Gucci Garden, composto da gallereia, boutique, bookstore e Gucci Osteria, si è aggiumto il café & cocktail Bar Giardino 25 nella centralissima piazza della Signoria a Firenze, diretto dal bar manager Martina Bonci.

L’area di piazza della Signoria è da sempre stata il cuore della vita politica fiorentina, fin dall’epoca pre-romana. Cosimo I° de' Medici adibì il presistente Palazzo Vecchio a sede della Signorìa nel 1540 che divenne poi sede del Parlamento Italiano negli anni di Firenze capitale (1865-1870) e oggi ospita l'ufficio del Sindaco.

Non stupisce quindi che il marchio internazionale Gucci (nato in questa città nel 1921 ad opera del pellettiere Guccio Gucci) abbia deciso nel 2018 di inaugurare Gucci Garden, una galleria che celebra la storia della maison, una boutique e un ristorante fine dining nel prospicente Palazzo della Mercanzia.

All'interno di questo spazio creativo e multidisciplinare si aggiunge oggi anche Giardino 25, il nuovo café & cocktail bar aperto ufficialmente il 14 febbraio scorso. Sorge davanti all'entrata di Gucci Osteria, nello spazio di uno storico fioraio. Prendendo ispirazione dai colori e profumi che caratterizzano un negozio di fiori, che si unisce all'estetica tipica di un raffinato bistrot alla francese e all'ambiente caldo di un salotto dal soffitto in legno e dai divani rivestiti in pelle.

Dalla colazione ai cocktail

Sono sedici i posti a sedere, per un bar che apre al mattino e chiude all'una di notte; la colazione include specialità di pasticceria italiana insieme a creazioni ispirate al Messico, per una selezione moderna e internazionale che si riflette anche sulla scelta del primo menu lunch e dinner, composto da quattro piatti che toccano diversi punti del pianeta e tengono conto di ogni esigenza alimentare: le opzioni spaziano dal ramen alla focaccia con mortadella e ricotta, passando dalla zuppa borsch al ceviche di carciofi. Una selezione di piatti abbastanza atipica, me che rappresenta una delle caratteristiche del marchio: l'inclusività.

Martina Bonci, bar manager Giardino 25 by Gucci

Come racconta la bar manager Martina Bonci, il senso di appartenenza e di inclusione è una delle cifre distintive che ha riscontrato nelle settimane di formazione pre-apertura. «Ognuno ha un ruolo ben delineato e chiaro – precisa Marina Bonci - ma nell'insieme è l'unione delle diverse competenze che crea un continuo movimento creativo. È visitando l'Art Lab, dove vengono costruiti numerosi prodotti del brand, che ho trovato spunti nella creazione di alcuni cocktail». Martina è a capo di uno staff giovane composto da sette persone oltre a lei: tre bartender, altrettanti chef de rang e un floor supervisor.

Proprio in questa ottica inclusiva, nella drink list composta da 12 cocktail, sono presenti 3 analcolici creati con ingredienti interessanti e creativi. Uno di questi è il il "1921", omaggio all'anno di fondazione di Gucci, caratterizzato da sapori terrosi e dall'utilizzo di una kombucha di mele fatta in casa. Il prezzo medio di un drink è tra i 16 e i 20 Euro, lievemente superiore a quello di un bicchiere di vino, a scelta tra una selezione di 4 sparkling, 3 bianchi e 3 rossi a bicchiere. La carta dei vini ha una selezione molto ampia.

Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, è l'ora dell'Afternoon Tea, il tipico rituale del tè inglese, che viene accompagnato da piatti dolci e salati, disponibile ogni giorno al costo di 30 Euro. Una particolare attenzione è anche rivolta alla selezione dei caffè, con tre miscele e differenti modalità di estrazione. La cucina è aperta tutto il giorno, a partire dalle 8 per la prima colazione fino alla cena e agli spuntini leggeri serviti fino all'una di notte.

 

Cocktail 1921 by Giardino 25 Gucci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Terra, il gasatore di ultima generazione di SodaStream

Sodastream Terra
Compatto ed elegante, il nuovo sistema per la produzione di acqua frizzante si caratterizza per l'estrema facilità e praticità d'uso

Compatto, elegante, comodo da usare. È così che si presenta Terra, il nuovo gasatore che arricchisce la gamma di soluzioni per la preparazione di acqua frizzante di SodaStream. Una macchina innovativa dalle dimensioni contenute, che ne consentono un facile posizionamento anche negli spazi più limitati, e dal design dalle linee sempli e pulite e dalla doppia finitura lucida e opaca, che le sono già valsi il Good Design Award 2021, il prestigioso riconoscimento di disegno industriale assegnato dal 1950 dal Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design ai prodotti più innovativi dell’anno, che vengono poi esposti in maniera permanente all'interno del Chicago Athenaeum.

Semplice e pratico

Ma non è solo per la sua estetica accattivante che Terra si contraddistingue. Nel suo sviluppo SodaStream ha infatti introdotto una serie di funzionalità che ne rendono l’utilizzo ancora più pratico e semplice da utilizzare. Quali l’innovativa tecnologia Quick Connect, il sistema a incastro rapido per agganciare il cilindro gasatore, ovvero il cilindro che contiene la CO2 alimentare, nella macchina, operazione che avviene con un solo click. Altro particolare importante il pulsate di gasatura di grande dimensione, studiato per facilitare l’aggiunta di gas. A questo si aggiunge, infine, il sistema Snap-Lock per un facile inserimento della bottiglia, che in pratica viene fissata con una rapida spinta verso l’alto, senza bisogno di avvitarla.

Valorizzare l’acqua di rubinetto

Soluzioni che permettono di creare acqua gasata in pochi secondi e in pochi gesti: basta infatti riempire la bottiglia di acqua di rubinetto, agganciarla al gasatore e premere il pulsante. L’operatore può anche scegliere il livello di gasatura, aggiungendo tutte le bollicine che vuole semplicemente premendo più volte il pulsante di gasatura.

Studiato per valorizzare l’acqua di rubinetto, il sistema è dotato di bottiglia da 1 litro in Titran, lavabile in lavastoviglie e riutilizzabile. Inoltre, si possono utilizzare anche le bottiglie in Pet di SodaStream, anche queste lavabili in lavastoviglie, che hanno una durata di 2 anni dalla produzione.

Il cilindro contiene 425 gr di anidride carbonica, quantità che permette di possibile realizzare fino a 60 l di acqua frizzante.

 

Paolo e Andrea Sacchetti, partigiani della tradizione

Dolcegiornale è andato in visita alla Pasticceria Nuovo Mondo di Prato. Dove il maestro Paolo Sacchetti, affiancato dal figlio Andrea: al primo spetta la pasticceria di tradizione, al secondo quella più creativa. Con il punto fermo dell'alta qualità come comun denominatore
Se avesse dato retta al suo babbo, Paolo Sacchetti sarebbe diventato un bravo meccanico. Per fortuna a volte i figli prendono strade diverse, quando il destino (nonché la passione per i dolci e una zia bravissima a prepararli) ci mette lo zampino. «Sono goloso - dice - e già da ragazzo strologavo con gli ingredienti, provavo le ricette dolci che pubblicavano sui settimanali, insomma ho iniziato da autodidatta». Da qui parte la storia di uno dei più quotati maestri pasticceri italiani, titolare della pasticceria Nuovo Mondo di Prato, fondata nell’89. «Da sempre la mia produzione è legata al concetto di freschezza. Quando ho cominciato tutti avevano le vetrine congelatore, io invece ho cominciato a fare i dolci espresso, a partire dalla millefoglie, crostate, profiteroles, specialità che se fatte al momento sono tutta un’altra cosa! E la clientela ha percepito la differenza. Perché Nuovo Mondo? Perché sono stato fra i primi a Prato a produrre 15 tipi di pasticceria mignon, il cremino caldo, ancora oggi un nostro cavallo di battaglia sia la mattina che al pomeriggio a merenda; e ancora, le monoporzioni, che qui non s’erano mai viste. Eravamo diventati locale di tendenza, molto frequentato anche per l’ora dell’aperitivo, che abbiamo sempre curato molto (a conferma, il premio del Gambero Rosso per la Migliore pasticceria Salata nel 2020, ndr)».

Innovare con criterio, puntando a bontà e fattibilità

Insomma, da sempre Paolo Sacchetti lavora per portare ad alti livelli la pasticceria, nel rispetto della tradizione, a lui molto cara, del gusto e della materia prima, specie quella del territorio, in linea con lo statuto dellAccademia Maestri Pasticceri Italiani, di cui è vice presidente. «Seguiamo la tradizione in maniera fanatica - dice -. Alla fin fine la gente ti conosce perché porti avanti i prodotti classici del nostro territorio e quando li preparo so che la clientela è contenta. Per me uno dei dolci più buoni che facciamo è la torta della nonna: solo tre ingredienti e piace sempre. Che vuoi rivisitare? Devi solo farla buona». Naturalmente questo non significa dormire sugli allori, ma innovare con criterio, puntando a bontà e fattibilità. Su questo fronte la delega è ad Andrea Sacchetti, che porta nuove idee. «Ci siamo spartiti i compiti - dice - ed è stato naturale che il babbo curasse la produzione più tradizionale e io quella legata alle novità, che a volte nascono per via di un evento, come è accaduto lo scorso anno per la Pescamisù». Frutto della creatività di Andrea è la torta che presentiamo qui. «È l’evoluzione di un dessert al piatto a base di mele Rotella della Lunigiana creato per un evento - spiega Paolo - che Andrea ha rielaborato in formato torta. Su una base di pan di Spagna abbiamo messo le mele flambé allo zenzero, che si intravedono già nel bordo: se un prodotto è buono vale la pena di mostrarlo. Il tutto è completato dalla ganache montata alla vaniglia e bastoncini di pasta sfoglia. Amiamo le cose semplici, semplicità e razionalità del lavoro sono aspetti imprescindibili».

La pasta sfoglia più buona è di casa a Prato

Nuovo Mondo è stata fondata nel 1989 dal maestro Paolo Sacchetti, affiancato dalla moglie Edi e da 3 anni anche dal 25enne figlio Andrea, braccio destro in produzione, ricerca e sviluppo. Un locale piccolo (la parte vendita copre circa 50 mq, a cui si assommano il laboratorio nel retro e il magazzino, al piano superiore), giusto con un paio di tavolini per una consumazione al volo, che sforna prodotti eccezionali (pasticceria 38 euro/kg), per i quali Sacchetti è stato più volte premiato (fra cui Gambero Rosso, che gli assegna le Tre Torte). «Tutte testimonianze che ci gratificano, ma forse quella di cui sono più fiero - racconta - è il premio dei colleghi accademici Ampi per la migliore pasta sfoglia». Un riconoscimento che viene da maestri che rappresentano il gotha della pasticceria italiana, mica poco!. In laboratorio lavorano 4 persone oltre a Paolo e Andrea, mentre nella parte vendita, che comprende anche il corner caffetteria, ci sono 3 addetti. «Il banco della caffetteria è fondamentale - dice Sacchetti - ma per fatturato rappresenta solo il 10%, la parte del leone la fa la pasticceria. Che per noi deve essere semplice e freschissima. D’altronde avendo poco spazio io produco solo per me e non vogliamo fare altrimenti». Fra i best seller di Nuovo Mondo c’è la millefoglie (che va alla grande anche a Natale, insieme al panettone) e la Pesca di Prato (2,80 euro cad.), vero emblema del locale: un dolce che Sacchetti ha contribuito a togliere dall’oblio in cui era caduto anni fa, elevandone al massimo grado la qualità e facendone un prodotto cult. «Prima della pandemia - spiega - producevano 1.200 pesche alla settimana ma oggi anche di più, perché da quando lo scorso anno con Andrea abbiamo creato la variante Pescamisù la vendita è cresciuta, senza che il nuovo prodotto intaccasse le vendite della Pesca classica». La produzione spazia dai prodotti da prima colazione - come il mitico cremino, servito caldo, lo Scendiletto a base di pasta sfoglia e crema pasticcera, il Budino di riso, la Parigina, tanto per citare qualche specialità - alla biscotteria, dalla pasticceria mignon alle torte e monoporzioni, ai grandi lievitati; fra questi ultimi, il Giulebbe, a forma di panfrutto, con fichi secchi di Carmignano e noci della Val Bisenzio: la maniera di Nuovo Mondo per interpretare il concetto di “panettone tutto l’anno”.

Evoluzione della specie: dalla Pesca al Pescamisù

La Pesca di Prato è il dolce più iconico di Paolo Sacchetti, che per portarne la qualità al top ha perfezionato i 3 elementi che la compongono: pasta brioche, inzuppitura di Alchermes e crema pasticcera. Se la ricetta delle Pesche classiche è consolidata, niente vieta che ne vengano ideate versioni evolutive. È il caso di Pescamisù, ideata da Sacchetti col figlio Andrea. La forma non cambia, ma gli ingredienti si rifanno al Tiramisù: qui le semisfere di pasta brioche sono aromatizzate al caffè, e farcite con mousse al mascarpone. Prossimamente ci sarà anche la Pesca in versione salata.

Segretario di Stato, il whisky firmato Poli Distillerie

Blended Whisky Segretario di Stato by Poli Distillerie
Un blended whisky distillato da una nota distilleria vicentina e firmato da Jacopo Poli. Una iniziativa coraggiosa giustificata da una realizzazione di grande interesse.

Una delle firme di qualità della grappa, la storica azienda artigianale veneta Poli Distillerie fa esordire sul mercato il suo primo whisky chiamato Segretario di Stato, ottenuto dopo cinque anni di maturazione in legno e quasi due in affinamento in barrique ex Amarone. Produzione limitata, appena tremila bottiglie, e prezzo interessante, sotto i 50 euro.

La “prima volta” di un’azienda che ha più di un secolo di storia alle spalle desta un’attenzione del tutto particolare. Se l’azienda in questione è da decenni una delle firme di qualità della grappa italiana, allora la curiosità cresce e si deve proprio andare a vedere di persona. Polin Distillerie, con sede a Schiavon, nel Vicentino e a due passi dalla città simbolo del distillato di vinaccia fin dal nome, Bassano del Grappa, ha fatto debuttare sul mercato il suo primo whisky di puro malto.
Jacopo Poli e il suo team avevano già fatto capire di voler allargare gli orizzonti dei propri alambicchi nel 2015, quando avevano presentato il loro Gin Marconi 46 in appena duemila bottiglie. La scommessa era stata rapidamente vinta, oggi il Marconi 46 viaggia tra le 50 e le 60 mila bottiglie l’anno, tanto che nel 2018 un secondo gin, Marconi 42, dal profilo più “mediterraneo” rispetto al capostipite, aveva visto la luce. Ma il whisky era ed è tutto un altro discorso, sia in termini di realizzazione sia in termini economici ovvero di investimento.

Segretario di Stato, nome in omaggio a un sacerdote di Schiavon salito agli onori della carica omonima in Vaticano, ha diversi “anni di nascita”. Certo, il 23 febbraio 2022 con la presentazione alla stampa di settore e non, ma anche il 2013 quando è stato distillato il primo batch e forse anche decenni prima quando Jacopo e consorte s’innamorano della Scozia visitando una distilleria dopo l’altra. Il chicco d’orzo forse ha cominciato a germinare in quel momento.

Sta di fatto che produrre un whisky non è come produrre una grappa. Certo possedere l’arte distillatoria che i Poli si tramandano l’un l’altro fin dal 1898 aiuta, ma alcune cose sono diverse. La materia prima ovviamente, ma anche la forma dell’alambicco, il tipo di malto usato e le sue percentuali, la maturazione in legno e il blending. A tutto ciò si aggiunga che la scelta del nome e la volontà dell’azienda ha fatto sì che l'etichetta che riporta la sagoma della basilica di San Pietro e relativo colonnato nonché dicitura, siano stati approvati e concessi all’uso dalla Santa Sede in un accordo che fissa, almeno per i prossimi cinque anni, la tiratura massima di questo whisky. Appena 1.800 bottiglie nel 2021, suppergiù tremila per gli anni a venire.

Va detto che il distillato è decisamente all’altezza delle aspettative, elevate, che si è abituati a riservare ai prodotti Poli. Il whisky parte con due distillazioni parallele, una riservata al malto torbato e l’altra a quello non torbato, i due diversi new make trascorrono poi cinque anni in botti usate, infine il blend con una percentuale riservata al new make torbato del 40% e il finish per il quale la scelta è ricaduta su barrique ex Amarone per un ulteriore anno almeno. All’assaggio si distinguono note fruttate, ma anche calde di frutta secca, una leggera speziatura, l’apporto della torba si sente ma non è invasivo, 43% vol davvero piacevoli. Prezzo decisamente abbordabile stante la qualità e la novità, sotto i cinquanta euro. Facile prevedere che la prima tiratura scomparirà rapidamente.

 

Formazione 4.0, istruzione gratuita con Cobelli e Virvelle

Formazione Coffee Training Academy
Percorsi formativi gratuiti per le aziende del mondo del caffè. Il bando apre il 9 marzo 2022. A Sigep diversi esperti daranno informazioni

Ogni anno gli italiani se lo sentono ripetere: non riescono a utilizzare parte dei fondi europei messi a loro disposizione. Finalmente anche il settore del caffè, dal locale (bar, pasticceria, gelateria, panificio, hotel…), al torrefattore, alla piccola, media e grande azienda che ruota attorno al “chicco” può accedere ai corsi finanziati dai Fondi Interprofessionali, ricevendo formazione gratuita attraverso Coffee Training Academy. «Dallo scorso ottobre siamo ufficialmente partner di Virvelle, un ente di formazione che lavora principalmente con aziende campane, ma anche a livello nazionale e supporta piccole-medie imprese nella realizzazione di percorsi formativi - spiega Davide Cobelli, titolare della scuola del caffè veronese e sempre attento alla realtà del settore -. La nostra collaborazione vuole offrire i benefici a livello formativo (una formazione gratuita, per tutti) attraverso il progetto Formazione 4.0 che prevede l’erogazione di formazione gratuita attraverso l’utilizzo di Fondi Interprofessionali.

Noi italiani ci chiediamo subito: “e la fregatura dov’è?”. Posso assicurare che non c’è: si beneficia di fondi che normalmente richiedono precisione, lunghe trafile, programmazioni dettagliate e e in genere parecchio tempo affinché vengano erogati: tutto questo rende la fruizione quasi impossibile per le aziende che non hanno persone, consulenti o uffici preposti. L’ente accreditato si occupa di  tutte queste pratiche e, in caso di risposta positiva, l’azienda riceve i fondi stanziati. A chi lavora nel mondo del caffè non rimane che approfittare di un’opportunità davvero unica».

Hanno preso il via i contatti con le aziende; cliccando qui si accede alla pagina dedicata di Coffee Training Academy che fornisce le prime informazioni, gli step dei percorsi formativi e un test on line per verificare se l’azienda ha i requisiti per rispondere ai bandi offerti dai Fondi Interprofessionali.

Possono partecipare ai corsi solamente lavoratori dipendenti; alla piccola azienda viene offerto un corso di 42 ore del valore di 1800 euro per dipendente (ma gratuito) suddiviso in 6 giornate nell’arco di 6 mesi che comprende: Introduzione al caffè e i corsi Baristi, Latte Art, Caffè verde, Tostatura e Analisi sensoriale. I più appassionati e motivati possono poi accedere a un livello superiore di corsi, nuovamente di 42 ore e di nuovo a titolo gratuito.

«Si tratta di una grande opportunità per tutte le aziende (anche piccole e medie) del settore - riprende Cobelli - . Troppo spesso chi non ha un contatto diretto con il prodotto in una torrefazione o un’azienda che realizza apparecchiature, non segue corsi che gli permettano di conoscere a fondo e di interfacciarsi con i prodotti e con il mercato in modo consapevole. Alcune aziende si stavano muovendo in tal senso da alcuni anni (il lockdown ha incoraggiato la realizzazione di corsi, almeno online) ed oggi numerose hanno già dimostrato il loro interesse a un progetto che non è standard, ma viene realizzato su misura in base alle diverse esigenze, utilizzando Fondi per l’Innovazione di Processo e Prodotti, arrivando a comprendere corsi Professional di Sca, QGrading e RGrading, QProcessing di livello 1 e 2, che sono molto costosi. Ovviamente non lavoro da solo, ma sto creando una rete di collaboratori qualificati (solo alcuni nomi: Marco Cremonese, Francesca Bieker e altri contatti sono in corso e seguiranno) che mi possano aiutare in tutta Italia, dove le sedi in cui fare formazione ad oggi sono tre (anche in questo caso in crescita), a Verona, Roma e Salerno.

Alle aziende con più di 15 dipendenti chiediamo di contattarci via mail all’indirizzo formazione@coffeetrainingacademy.com: organizzeremo una videoconferenza per confrontarci, conoscere le specifiche esigenze e dare il via a un progetto. Sono certo che, ad esempio, molte torrefazioni possano migliorare la qualità dei propri caffè passando per la formazione del personale e la consulenza, arrivando al miglioramento dei processi produttivi, alla scelta dei migliori pack… le opportunità sono davvero numerose. Un miglioramento che ricadrà sul locale che potrà trasformare al meglio il prodotto grazie alla presenza al suo interno di personale finalmente preparato e consapevole.

Il bando apre il 9 marzo 2022 e si chiude il 31 dicembre 2022 alle ore 13,00, salvo esaurimento risorse. A Sigep saremo presenti con diversi esperti che potranno chiarire agli interessati cosa possono fare per loro e fugare eventuali dubbi. Talvolta sento avanzare dubbi o paure che ritengo non abbiano senso: la crescita culturale di un buon numero di lavoratori del mondo del caffè, non può che fare bene a tutto il comparto».

Riassumendo

- Il dipendente può chiedere al titolare di fargli seguire un percorso di formazione gratuita sul caffè;

- Il titolare può fare accedere il suo staff a un percorso formativo di alta qualità gratuitamente.

Come si procede

1. L’Accademia e l’ente accreditato che fa da mediatore, preparano un piano su misura per la formazione e lo presentano per ottenere i fondi.

2. Quando il fondo eroga i fondi (ci vogliono circa 2-3 mesi per l’iter) prende il via la formazione gratuita.

3. L’Accademia è pagata attraverso i fondi per la formazione erogata.

I baristi possono ricevere informazioni e comprendere se possono beneficiare dell’iniziativa a questo link.

Le aziende possono inviare una richiesta di contatto alla mail formazione@coffeetrainingacademy.com.

DOuMIX? e un tocco di fantasia: la ricetta per creare bevande al top

5-DOUMIX
Gamma DOuMIX? Syrup
Grazie a una ricca offerta di prodotti, il nuovo brand di Mec3 permette al barista di creare un'infinità di bevande gustose e soprendenti per ogni momento della giornata e conquistare ogni tipologia di cliente

I clienti hanno sete di novità. Non lo dicono solo le ricerche sulla propensione al consumo, ma la stessa esperienza dell’operatore bar: quando un cliente varca la soglia del locale è inevitabilmente attratto, soprattutto se ben valorizzata e presentata, dalla novità. Ampliare e rinnovare l’offerta è dunque importante per fare felici i clienti, conquistarne di nuovi e migliorare il business dell’attività. In questo impegno gli operatori ora possono contare su un nuovo alleato: DOuMIX?, il brand, fresco di lancio, di prodotti per la preparazione di bevande di Mec3, tra le principali realtà specializzate nella produzione di ingredienti e flavours.

Innovativo, cool, fuori dagli schemi, il nuovo marchio è nato con una mission ben precisa: aiutare il barista a stupire e conquistare i consumatori di ogni età, dai giovani ai più maturi, con proposte originali e ricche di gusto capaci di soddisfare i palati più esigenti a tutte le ore del giorno e della notte. Ciò attraverso una ricca gamma di prodotti che vanno oltre quello che il mercato già propone e pensati per stimolare l’estro e la creatività dell’operatore e aiutarlo a realizzare in modo facile e veloce bevande straordinarie per ogni momento della giornata, dai caffè gourmet del mattino ai cocktail per la notte.

Prodotti di alta qualità, garantita dall’expertise di Mec3, dalla selezione degli ingredienti alla ricettazione, ma che tengono conto anche delle esigenze di praticità dei professionisti. I prodotti sono infatti custoditi in pack accattivanti e di grande impatto, che riflettono lo stile giovane e vivace del marchio, e dal design ergonomico studiato per facilitarne l’uso.

Cinque linee di prodotto per infinite creazioni

Tantissime le possibilità creative che DOuMIX? offre al barista con le sue soluzioni suddivise in 5 linee di prodotto, Cream, Fruit Elixir, Squeeze, Syrup e Base. Possibilità che hanno come unico limite la fantasia del barista.

Apoteosi della golosità, DOuMIX? Cream è una gamma di creme spalmabili per creare espressi gourmet, milkshake, caffè freddi aromatizzati, creme fredde, frozen. Perfette anche come decorazioni, le creme sono in 9 diversi gusti: Ruby (cioccolato da fave di cacao Ruby), Hazelnut Pralinè, Gianduia, White Chocolate, Pistachio, Peanut, Caramel Cream, Dark Chocolate, Cookies. Tutte in pack (formato da 1,2 kg) con pompetta per un comodo dosaggio ed evitare inutili sprechi.

Da mixare con acqua o latte e fantasia, i puree di frutta Fruit Elixir sono l’ideale per creare tantissime bevande e smoothies dal sapore intenso e profumato di frutta fresca, con in più la comodità di non doverla sbucciare. 9 le referenze, in formato da 1,4 kg: Coconut, Raspberry, Peach, Mixed berries, Pineapple, Banana, Mango Alphonso, Strawberry, Maracuja.

Tutto il gusto della frutta, pronto all’uso, garantiscono anche i pre-mix dedicati al bere miscelato della linea Squeeze. Ottimi per realizzare cocktail e mocktail, ma anche per tante altre preparazioni, come bevande aromatizzate quali spanish latte, thè, o granite, solo sbizzarendo la propria creatività con 18 gusti diversi: Raspberry Tentation, Peach Escape, Mulberry Crush, Mango Alphonso Glory, Coconut Emotion, Mixed Berries Luxury, Lemon Lime Power Sweet&Sour, Maracuja Passion, Blueberry Bloom, Strawberry Dream, Green Melon Breeze, Cranberry Love, Guapa Bonita, Kiwi Delight, Yuzu Desire, Watermelon Wave, Pomegranate Pop, Pineapple Sunshine. Una linea accattivante anche nel pack: una bottiglia con collo personalizzato con la frutta per riconoscere ogni referenza al primo colpo d’occhio.

Alla creazione di drink, ricette a base latte e caffè è dedicata Syrup, la linea di sciroppi alta concentrazione che con poche gocce arricchiscono di gusto le preparazioni. Anche in questo caso tante, ben 12, le referenze (in bottiglia da 70): Caramel, Hazelnut, Cinnamon, Elderflower, Mint, Rose, Pink Unicorn, Amaretto, Green Mint, Blue Unicorn, Grenadine, Vanilla.

Base4shake, Dark Chocolate Flavour Base e White Chocolate Flavour Base sono infine le 3 referenze di Base, la gamma di basi DOuMIX? per creare gustose bevande fredde e cremosi milkshake dalla stabilità invidiabile nel tempo, da personalizzare con tanta fantasia.

Verso la tappa di Lecce di Baritalia insieme con ghiaccio pronto Ice3

Ice Cube Balls in cocktail
Con la presentazione del ghiaccio pronto Ice3 (ice cube), sponsor tecnico, pubblichiamo l'ottava e ultima scheda sui prodotti sponsor relativi alla tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che devono essere utilizzati dai partecipanti nelle loro ricette. Tema di quest'anno è la Sostenibilità, la capacità di ridurre l'impatto ambientale, riducendo sprechi e valorizzando i prodotti del territorio.
Come per la scorsa edizione di Baritalia 2021 di Bargiornale, Ice3 (si prinuncia ice cube) è sponsor tecnico della nostra manifestazione. Non sfugge a nessun bartender l'importanza di poter scegliere il tipo di ghiaccio più adatto al proprio cocktail. E Ice3 propone una ricca gamma di formati e dimensioni, in buste sigillate pronte per l'uso, ideali per ogni esigenza.

Quattro i formati a disposizione dei concorrenti.

Come per la scorsa edizione di Baritalia 2021 di Bargiornale, Ice Cube è sponsor tecnico della nostra manifestazione.

Non sfugge a nessun bartender l'importanza di poter scegliere il tipo di ghiaccio più adatto al proprio cocktail. E ICE3 propone una ricca gamma di formati e dimensioni, in confezioni pronte per l'uso, ideali per ogni esigenza:

High Performance, cilindretti forati di ghiaccio di maggior durata

Crushed, gemme irregolari di ghiaccio

Full Cube, cubetti di ghiaccio pieno

Balls, sfere di ghiaccio pieno e cristallino

Queste referenze si affiancano a una gamma già ricca di proposte per i professionisti del beverage, che comprende Ice Deluxe (cubi di 5x5x5 cm), Ice Sphere (sfere di 5,5 cm di diametro), oltre ai "cubi" Highball (4x4x10 cm), Old Fashioned (5x5x7cm) e Collins (4x4x12 cm).

 

Una gamma per ogni esigenza

Tra i maggiori operatori nazionali del settore, l’azienda di Termini Imerese (Palermo) ha i suoi punti di forza nei formati Ice3 Balls e Ice3 Full Cube, due prodotti dalle forme geometriche perfette e dall’elevato potere refrigerante, studiati per esaltare il servizio di drink, spirit e bevande.

Ice3 Balls sono sfere di ghiaccio pieno, compatto e ad alta densità (60 g) che assicurano un lento processo di scongelamento. La forma sferica, dal diametro pari a 50 millimetri, costituisce una scelta di stile ideale per il servizio di cocktail dall’aspetto scenografico, ma anche grandi classici della miscelazione e spirit di pregio, il cui sapore non viene alterato dal ghiaccio, grazie alla diluizione molto bassa.

L’altro punto di forza è costituito da Ice Full Cube3, cubetti di ghiaccio pieno e cristallino da 33 millimetri (23 g). Compatti e densi, i cubetti hanno un aspetto pieno e brillante che conferisce luce e brillantezza a ogni cocktail, in particolare quelli realizzati con la tecnica dello stir&strain o dello shake&strain. Vengono realizzati con la tecnologia di produzione hoshizaki, che prevede per ogni ciclo di produzione che le acque residue vengano costantemente rinnovate per raggiungere il risultato di pienezza. Grazie a questa caratteristica hanno una diluizione molto lenta che permette di utilizzarli anche per il servizio di bevande fresche a lunga durata.

Queste due referenze si affiancano a una gamma già ricca di proposte per i professionisti del beverage, che comprende Ghiaccio in Cubetti, Ghiaccio Crushed, Ice Deluxe (cubi di 5x5x5 cm, 120 g), Ice Block (blocchi per l’ice carving con dimensioni 25x25x25 cm), Ice Brick (tavola di ghiaccio con dimensioni 25x25 e un’altezza di 5 cm, sempre per l’ice carving), Ice Cup (bicchiere sigillato monouso, della capacità di 40 cl che contiene cubetti di ghiaccio puro, 130 g), oltre ai "cubi" Highball (4x4x10 cm, 150 g), Old Fashioned (5x5x7cm, 160 g) e Collins (4x4x12 cm, 170 g), Ice Sphere (sfere diametro 5,5 cm, 85 g).

 

Senza dimenticare, per il lavoro di tutti i giorni, l'originale ghiacchio aromatizzato Zhero in 4 gusti: Limone/Lime, Lampone/Fiori di Sambuco, Menta/Rosmarino, Zenzero.

Prodotti tutti contraddistinti dall’altissima qualità del ghiaccio, ottenuto dal congelamento dell'acqua minerale purissima proveniente dall’antichissima sorgente di Scillato (Palermo) nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia, attraverso un processo di lavorazione che prevede rigidissimi controlli per avere un prodotto finale sicuro e certificato.

I tre punti di forza di Ice3

Qualità. Chi sceglie Ice³ per i propri cocktail si assicura un prodotto che offre maggiori garanzie in termini di qualità e sicurezza. Il ghiaccio di ICE³ è prodotto con acqua oligominerale pura al 100%.
Risparmio. Ice³ è la scelta giusta anche in termini di risparmio. Non richiede investimenti di capitale, né costi di manutenzione di alcun tipo, a differenza di quanto avverrebbe acquistando una macchina del ghiaccio.
Sostenibilità. Scegliere Ice³ è fare una scelta per se stessi e per l’ambiente. Sostenibilità, rispetto e attenzione sono i valori su cui si fonda l'attività d’impresa, consapevoli che ha effetto sul mondo che ci circonda. Come il prossimo pack compostabile e biodegradabile 100% vegetale con inchiostri ridotti al minimo anche per il canale horeca e l'impianto fotovoltaico per produrre ghiaccio con il sole di Sicilia.

Gelato artigianale su stecco, l’idea genuina che arricchisce il tuo business

Ghiacciola_gelato stecco
Con la macchina automatica Ghiacciola di CCF è possibile produrre in modo semplice, veloce ed economico, gelati, sorbetti e ghiaccioli su stecco, Anche farciti, ripieni e bigusto

Attualmente ci sono imprenditori in cerca di opportunità di business, in grado di assicurare anche un miglior rapporto tra lavoro e tempo libero. Tali opportunità offre gelato by Ghiacciola di CCF, azienda specializzata nella produzione di attrezzature per la produzione, conservazione ed esposizione del gelato. Una soluzione automatizzata per la produzione di gelati artigianali su stecco genuini e di alta qualità, che consente di creare un laboratorio di gelateria in spazi minimi, ma senza l’investimento, i costi di personale e di gestione di un laboratorio tradizionale. Inoltre, grazie all’ampia scelta di attrezzature accessorie, come vetrine e mezzi di distribuzione itineranti, l’imprenditore può raggiungere i clienti ovunque, creando corner di vendita in bar, ristoranti, eventi, fiere, centri commerciali, chioschi, o nei luoghi strategici delle città.

La rivoluzione nel gelato su stecco

Il segmento dei gelati su stecco è in forte e costante crescita, con potenzialità ancora inespresse in ambito artigianale. In questo contesto si inserisce Ghiacciola GS1000, la macchina professionale per gelati, evoluzione della nota GS100, creata nel 2004 da Vincenzo Sottile, fondatore di CCF, coperta da due brevetti.

Completamente automatica, dal design compatto, la nuova macchina permette la produzione artigianale di gelati, sorbetti e ghiaccioli su stecco, garantendo un’elevata produttività, in quanto richiede pochi minuti di lavoro per ogni ciclo di produzione, e in più con costi contenuti ed elevati margini di profitto.

Creatività senza limiti

La Ghiacciola è dotata di 6 programmi, dei quali 5 differenziati per produrre automaticamente specialità artigianali su stecco: gelato, sorbetto, mini-stecco, ripieno, farcito, bigusto. Grazie all’ausilio del cilindro aspiratore, altra innovazione firmata CCF, si possono infatti creare con estrema semplicità infinite combinazioni di gusto, dal sorbetto con cuore di gelato al gelato e sorbetto farcito con morbida crema di cioccolato o salse di frutta. In questo modo è stato superato quindi il limite del monogusto del gelato su stecco, permettendo di dare libero sfogo alla fantasia per dare vita a creazioni uniche e capaci di conquistare i palati più sofisticati.

La Ghiacciola è stata ideata, progettata e realizzata per permettere a dinamici imprenditori di entrare nel mercato dei grandi numeri offrendo al consumatore una valida alternativa al gelato industriale su stecco. Per ottenere un cremoso gelato artigianale di alta qualità basta utilizzare pochi e semplici ingredienti genuini, al resto pensa la macchina. Questa garantisce la qualità del prodotto finale applicando una tecnologia che utilizza il solo principio fisico di base del gelato stesso, ovvero il raffreddamento rapido della miscela a una temperatura di -32° C.

Un occhio attento al risparmio e alla sostenibilità

Ma non solo. Perché produrre il gelato su stecco con le macchine CCF rende la gelateria sostenibile sotto tutti i punti di vista. Le macchine CCF dimezzano i consumi di elettricità rispetto alle attrezzature usate nelle gelaterie tradizionali, azzerando i consumi di acqua, in quanto il gruppo refrigerante è a condensazione di aria. Quest’ultimo non è un dettaglio trascurabile, considerando che in una classica gelateria consuma una media di 1.000 litri ora di acqua per ogni ora di apertura solo per raffreddare i motori di mantecatori, pastorizzatori e delle vetrine espositive. Risparmi di consumi e di risorse che si traducono in un abbattimento dei costi di gestione, rendendo l’attività più sostenibile anche sotto il profilo economico. A tutto ciò si aggiungono il risparmio di ore di lavoro e la totale assenza di prodotto sprecato dal momento che il gelato su stecco una volta prodotto si conserva per mesi come appena fatto.

Produci il tuo gelato su stecco e vendilo dove e come vuoi!

CCF con le sue soluzioni efficienti, con procedura di preparazione semplificata, sostenibili e a zero sprechi, permette di creare un laboratorio per la preparazione del gelato in pochissimo spazio, completando la produzione con altri strumenti e macchinari professionali e tutta la parte dedicata alla conservazione e la vendita del prodotto. Inoltre, l’azienda offre anche soluzioni, come vetrine e i mezzi di distribuzione itineranti per raggiungere i clienti in qualsiasi momento 365 giorni l’anno.

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Verso la tappa di Lecce di Baritalia insieme con Coca-Cola Hbc Italia

Cocktail Ron Barcelò Imperial
Con la presentazione di Ron Barcelò Imperial, The Famous Grouse Blended Scotch Whisky e Lurisia Mixer pubblichiamo la settima scheda sui tre prodotti sponsor di Coca-Cola Hbc Italia relativi alla tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che devono essere utilizzati dai partecipanti nelle loro ricette. Tema di quest'anno è la Sostenibilità, la capacità di ridurre l'impatto ambientale, riducendo sprechi e valorizzando i prodotti del territorio.

La Businness Unit di Coca-Cola Hbc Italia relativa al canale premium horeca & spirit presenta alla tappa di Lecce di Baritalia 2022 by Bargiornale ben tre prodotti sponsor: Ron Barcelò Imperial, The Famous Grouse Blended Scotch Whisky e la gamma Lurisia Mixer.
Gli altri prodotti di Coca-Cola Hbc Italia a disposizione dei concorrenti sono Tequila Corralejo Blanco, Nemiroff Vodka De Luxe e Amaro Lucano Anniversario.

Ron Barcelò Imperial, premium rum da Santo Domingo

Creato dallo spagnolo Julian Barcelò nel 1929, Ron Barcelò rappresenta l'unico premium rum di provenienza dalla Repubblica Dominicana (capitale Santo Domingo) ricavato solo da succo di canna da zucchero locale. Lanciato nel 1980 accanto a tipologie come Blanco, Dorado, Gran Añejo, Organic Bio 100%, Ron Barcelò Imperial rappresenta il top di gamma grazie a un blend di distillati invecchiati in botti di rovere americana (ex Bourbon) da 4 a 10 anni (38% alc), firmato dal master  blender Eduardo Galindez.
Il risultato è un distillato di colore dorato, con sentori di caramello, frutta, vaniglia e uvetta, con un finale morbido e dalle note di tabacco. Viene presentato nella insolita bottiglia larga e piatta da 70 cl. In purezza va centellinato liscio o con ghiaccio aggiungendo nel caso un baccello di vaniglia naturale.
Ma Julian Barcelò non solo è stato il creatore della più importante distilleria dell'isola Hispaniola (divisa a metà tra Haiti e la Repubblica Dominicana). Antesignano del settore, ha sottoscritto il Codice di Sostenibilità RB 360, ha realizzato nel corso della sua vita (morto nel 1982) anche importanti opere sociali per migliorare istruzione, salute e sport della società dominicana.

Ron Barcelò aderisce al Codice di Sostenibilità RB 360

Antesignano del settore, Ron Barcelò ha ha integrato nel proprio sistema di gestione il Codice di Sostenibiltà RB 360 che consente all’azienda di monitorare e gestire la propria attività con un approccio sostenibile sulla base di 4 indicatori: Aria (anidride carbonica), Acqua, Campo e Territorio.
Il Codice dà continuità all’iniziativa dell’azienda di quantificare, ridurre e compensare annualmente le proprie emissioni di anidride carbonica, intrapresa fin dal 2016. Tale procedura, già certificata, ha reso Ron Barceló il primo Rum Carbon Neutral al mondo.
RB360 attesta l’impegno di Ron Barceló a livello nazionale e internazionale per lo sviluppo di una nuova imprenditoria attenta all’ambiente e alla biodiversità, all’uso razionale delle risorse, nonché allo sviluppo sociale. Certificato da SGS Group nell’aprile 2020, il Codice è allineato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite nell’ambito dell’Agenda 2030. Riportiamo un esempio di miscelazione sostenibile.
Tutti Frutti Barcelò
Ingredienti
5 cl Ron Barcelo Imperial
1,5 cl succo di lime
2,5 cl Tutti Frutti Cordial home made realizzato mettendo a macerare sottovuoto per 24 ore  200 g di scarti di scorze di agrumi in 200 g di sciroppo di zucchero. Quindi filtrare sciogliendo bene lo zucchero, aggiungere 5 g di acido citrico, mescolare, imbottigliare ed etichettare.
Preparazione
Mescolare nel blender gli ingredienti e servire in tumbler con ghiaccio.

The Famous Grouse Blended Scotch Whisky, un classico della kilt mixability

Per la categoria premium Blended Scotch Whisky, Coca-Cola Hbc Italia ha puntato sulla tradizionale referenza The Famous Grouse Finest, accanto alle più recenti Ruby Cask, Bourbon Cask e Smoky Black (finemente torbatao dal colore dorato e dal gusto più morbido, 40% alc).
The Famous Grouse Blended Scotch Whisky è ottenuto miscelando i migliori whisky di cereali e le sue qualità distintive sono il colore oro limpido e il gusto morbido e perfettamente bilanciato (40% alc). E’ un blended scotch whisky perfetto per la miscelazione, ma adatto anche alla bevuta liscia. L’aroma ricorda la frutta candita, il burro, la pasta frolla e la scorza di agrume. Il passaggio in botti che hanno precedentemente contenuto sherry lo rende morbido e leggermente fruttato.
Sulle bottiglie da 70 cl, in etichetta è raffigurato uno dei più famosi animali tipici della Scozia come la pernice (grouse) dalla coda e zampe bianche (la preda preferita dai cacciatori delle Highlands). Messo a punto nel 1897, il distillato di malto è oggi prodotto dall'antica distilleria Glenturret 1775 ed è sottoposto a numerossimi controlli di qualità a ogni fase di lavorazione per riprodurre sempre lo stesso sapore.
Proponiano tre esempi di miscelazione.

The Famous Grouse Blended Scotch Whisky

Light Whisky
Ingredienti
2,5 cl The Famous Grouse Blended Scotch Whisky
1,5 cl succo di limone
1 cl sciroppo di zucchero
top Acqua Tonica Lurisia Mixer con una nota di vermouth
Preparazione
Versare direttamente nel tumbler alto con ghiaccio, mescolare con bar spoon.

Cocktail Light Whisky

Blended Orchard
Ingredienti
5
cl The Famous Grouse Blended Scotch Whisky
2 cl succo di mirtillo rosso
3 cl succo di mezza mela
2 cl succo di mezzo lime
Preparazione
Versare in tumbler alto con ghiaccio, mescolare e servire con una paio di lamponi e uno spicchio di lime.

Cocktail Smoked Orchard

Crimson Crush
Ingredienti
3,5 cl The Famous Grouse Blended Scotch Whisky
2 bar spoon Liquore Lampone Bols
2 bar spoon Liquore Mirtillo Bols
2,5 cl succo fresco di limone
2 cucchiai di miele liquido
top ginger beer
Preparazione
Ingredienti nello shaker, mescolare con cubetti di ghiaccio, agitare energicamente per una decina di secondi, filtrare in tumbler alto con ghiaccio, aggiungere ginger beer, guarnire con due lamponi freschi, foglie di menta e fetta di limone.

Cocktail Crimson Crush

Completa i tuoi drink con Lurisia Mixer

Da sempre le acque toniche sono l'ideale completamento di cocktail rinfrescanti come i long drink. Per questa esigenza Lurisia ha messo a punto quattro ricette a tema con un tocco di orginalità. Dedicati alla premium mixability, i quattro Lurisia Mixer sono confezionati in bottiglie da 15 cl, caratterizzate da vivaci etichette.

Acqua Tonica con fiore ireos toscano, ideale per cocktail come Gin Tonic.

Acqua Tonica con una nota di Vermouth Rosso.

Gazzosa Amara con quassia amara.

Ginger Beer con peperoncino calabrese, mix di gusto speziato con zenzero e peperoncino, indicata per cocktail come il Moscow Mule.

Coca-Cola Hbc Italia ha partecipato anche l'anno scorso all'edizione 2021 di Baritalia by Bargiornale, con l'affermazione del primo classificato Angelo Laguardia seguito da gli altri componenti del team Coca-Cola Hbc Italia Pier Mario Baule, Christian Costantino, Samuel Immovilli, Sarah Nardi, Elisabetta Vita, coach Carlo Vallarino Gancia.

 

Taurus
di Angelo La Guardia - Garden Café, Grugliasco (To)
Ingredienti
20 ml succo di lime
20 ml shrub ananas e paprika
20 ml Falernum
20 ml Rhum Agricole of Haiti Clairin Communal
20 ml Ron Barcelò Gran Añejo
20 ml Ron Barcelò Organic
splash succo di mango
2 bar spoon succo fresco di passion fruit
Preparazione
Shake & double strain, versare nel tumbler alto bordato di polvere di paprika su ice chunk.

Alla ricerca del gin perfetto

piero dry gin con astuccio copia
La storia di Piero Dry Gin, distillato nato sul Garda e diventato un caso di successo internazionale: a raccontarcela è il suo ideatore Gianpiero Giuliano

Origini cosmopolite, export manager di una multinazionale, sempre in giro per il mondo, aria da hipster, Gianpiero Giuliano ha scoperto nel 2008, durante una visita a una bodega madrileña, la versione premium di un gin tonic. Diversamente da un classico London Dry Gin in cui prevale il gusto forte e secco del ginepro, il gin utilizzato si distingueva per una maggiore morbidezza e per la scelta originale degli aromi. Da lì l’idea di ricercare e scoprire la ricetta “perfetta” per un gin equilibrato, intenso e morbido, capace di stupire in purezza e diventare protagonista nella miscelazione.

piero dry gin hipster e donna ìLa novità full proof, più adatta per i cocktail

È nato così Piero Dry Gin Italian Handcraft Gin, dopo ripetute prove e sperimentazioni sul campo con più di una trentina di botaniche diverse. Per gestire la produzione del nuovo distillato Gianpiero Giuliano fonda nel 2019 la società GinPiero che viene conferita all’inizio di quest’anno alla Liquid Mine Srl (miniera liquida) di Desenzano del Garda (Brescia).

A Piero Dry Gin si è aggiunta la novità Piero 58 Navy Strenght Gin, denominazione storica che contraddistingue i gin full proof con gradazione superiore a 57° alc, più adatti per i cocktail, rispetto alla normale gradazione di  37°-47° alc. La ricetta base è la stessa di Piero Dry Gin ma il grado più elevato esalta gli aromi delle botaniche. Per evidenziare ulteriormente la differenza, è stata scelta una bottiglia di vetro scuro con etichetta nera.

«Abbiamo studiati twist e ricette originali per valorizzarlo»

Come nasce la sua passione per i premium gin?

Oltre ai viaggi per lavoro, ho vissuto in Brasile, Usa, Spagna, Germania, UK e Giappone dove ho potuto conoscere e coltivare la passione per il Gin alle più diverse latitudini. Dopo la mia esperienza a Madrid nel 2008, la passione è diventata ricerca e volontà creativa. Da quel momento ogni viaggio era buono per collezionare una nuova bottiglia, visitare una distilleria locale, scoprire i “segreti” dei cocktail bar visitati. Per circa dieci anni ho fatto il gin lover, studiando prodotti e tecniche di distillazione. La tesi presentata nel 2018 per conseguire il MBA (Master Business Administration) alla University of Michigan di Dearborn (Usa) è stata infatti sulla creazione di un nuovo gin, mettendo a punto le varie fasi del business e presentando alla commissione esaminatrice la versione artigianale del mio gin a 6 botaniche, creato in un garage con un piccolo alambicco di rame da 3 litri.

Gianpiero Giuliano Ceo Liquid Mine Srl e Brand Ambassador Piero Dry Gin

Come ha affrontato la fase delicata della produzione?

Per le origini molisane avrei voluto trovare un partner in quella regione ma, non trovando una soluzione adeguata, mi sono appoggiato a una distilleria abruzzese. Nella storica azienda Enrico Toro 1817 di Tocco Casauria (Pescara) ho tovato la giusta sintonia, in particolare con il titolare Fabrizio Mascioli e il mastro distillatore Enzo Tauro. Il mio progetto è piaciuto subito mettendomi a disposizione la loro esperienza con relative attrezzature. Un’emozione non da poco vedere il mio gin accanto a liquori e distillati storici della Enrico Toro 1817 come Centerba, Ratafià, Genziana, Liquirizia e Antico Amaro Abruzzese. La prima produzione è stata nel 2019 con un lotto di 500 bottiglie da 70 cl, a cui sono seguite altri lotti con quantità crescenti che seguivano il successo di vendita, fino ad arrivare nel 2021 a superare le 10mila bottiglie.

Quali impieghi avete studiato per Piero Dry Gin?

Insieme ai bartender Nicola Zane e Federico Marcato abbiamo messo a punto un menu di cocktail, tra twist di classici e ricette originali. Insieme con Giuliana Germiniasi, chef e patron dello stellato Ristorante Il Capriccio di Manerba del Garda (Bs), abbiamo creato piatti speciali come Carpaccio di Gamberi alla spuma Piero Dry Gin e Risotto alle Pere e Acciughe sfumato con Piero Dry Gin.

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