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Cioccolato: tandem Cerea-Comaschi nel segno dell’innovazione

Da sinistra: Bobo Cerea, Davide Comaschi, Simone Finazzi, Chicco Cerea
Il Gruppo Da Vittorio annuncia la collaborazione con il chocolate designer Davide Comaschi: in arrivo le capsule collections

La Famiglia Cerea del Gruppo Da Vittorio e il chocolate designer e World Chocolate Master 2013 Davide Comaschi incrociano le proprie strade per il DaV Pastry Lab, il laboratorio gestito dal maître patissier Simone Finazzi. Questo specialista dei lievitati ha creato tutte le ultime proposte di pasticceria del Gruppo e lavora fianco a fianco dei Cerea da oltre 20 anni. Ora l'architetto del cioccolato Davide Comaschi andrà ad arricchire l'offerta con delle capsule collection innovative.

Passione e ricerca: la molla per la Famiglia Cerea

I Cerea, che col mondo del cioccolato hanno una certa familiarità, approdano a questo segmento di mercato lavorando sulla propria passione con una ricerca continua e attraverso proposte inedite. «I dolci sono nell’anima della nostra famiglia e il cioccolato, con tutta la sua complessità interpretativa, ci affascina da sempre. Da tempo studiavamo come affinare ulteriormente l’arte del cioccolato e la partnership con Davide Comaschi, indubbiamente uno dei più grandi professionisti in questo settore a livello mondiale, ci permetterà di raggiungere questo obiettivo», spiega la famiglia Cerea. Ricette, design e confezioni saranno il cuore dell'attività di Comaschi, a cui il gruppo ha assicurato carta bianca per poter liberare tutta la sua creatività.

Carta bianca per Davide Comaschi

«È una gioia per me poter lavorare fianco a fianco con la famiglia Cerea, arricchendo la loro proposta dolce con la mia esperienza nel mondo della chocolaterie, in totale libertà - spiega il chocolate designer. «Da quattro anni studiamo come articolare la nostra collaborazione e ora i tempi sono maturi per offrire nuove esperienze del gusto ma anche per promuovere una cultura del cioccolato fuori dagli schemi classici». Dall’incontro tra le reciproche competenze, nascono una serie di capsule collection che fondono estetica, design e gusto. La prima è quella dedicata alla Pasqua, con uova di cioccolato destinate a diventare pezzi da collezione. Completano l'offerta delle praline, che spaziano dall’esotico al tradizionale. Le linee studiate da Davide Comaschi in collaborazione con la Famiglia Cerea saranno disponili nel negozio del DaV Pastry Lab, presso la Pasticceria Cavour in Bergamo Alta e anche sull’e-commerce.

Per Fabrizio Racca un nuovo store, dove tutto è esposto a regola d’arte

Lo studio MG2Architetture firma il nuovo punto vendita del pasticcere torinese Fabrizio Racca, ispirandosi alle stesse creazioni del pastry chef

TORINO. Quello che colpisce di più di questo punto vendita dolce torinese è la chiarezza di intenti e del sistema espositivo. Non è un caso che sia la pasticceria di Fabrizio Racca, la cui carriera professionale inizia con un corso in Design del prodotto al Politecnico di Torino. Il legame fra cibo, in questo caso i dolci, e il design è evidente nel suo modo di lavorare e non poteva che riflettersi nell’interior design del suo secondo locale in via San Marino, affidato a Quattrolinee, brand di MG2Architetture, in partnership con Casa delle Lampadine per il light design. Un progetto tutto torinese dedicato all’arte del dessert e della pasticceria moderna, che mette al centro il cliente per offrirgli un’esperienza non solo di gusto, ma anche emozionale.

Le linee degli arredi ispirati al design dei dolci

Le geometrie si rifanno ai dessert e il gusto prende forma in uno spazio di soli 50 metri quadrati - comprensivo di area vendita, dispensa, cella frigo e servizi igienici per il personale - che ha il suo cuore pulsante nel grande bancone in marmo bianco di Carrara. Essenza e forme elementari sono i principi generatori del progetto, che traggono ispirazione dalla lettura critica delle creazioni della pasticceria. Quadrati e cerchi dialogano con la materia, diventando linguaggio visivo dall’allure metafisico. Le forme pure e le cromie delicate vengono accostate a materiali classici, interpretati in modo contemporaneo. La scelta di materiali naturali (marmo, legno, carta da parati e ottone) e l’ampio utilizzo di finiture che ne sottolineano le intrinseche caratteristiche mettono in evidenza quanto sia stata accurata la ricerca, finalizzata alla valorizzazione del contenitore e del contenuto. Colori, superfici e punti luce creano uno spazio dettagliato che corrisponde all’immagine dei prodotti di Fabrizio Racca, valorizzati dall’esposizione nelle vetrine rivolte verso il portico. Azzurro, beige e color oro sono calibrati per dilatare lo spazio nelle tre dimensioni, senza mai distogliere l’attenzione dai dolci sul bancone (5,5x1,15 metri) che integra drop in e cassa e occupa tutta l’estensione in lunghezza fronte vetrine. Tutte le soluzioni d’arredo, come i grandi archi alle pareti, sono concepite sia come cornici decorative sia come elementi funzionali all’esposizione e al confezionamento. L’essenza della pasticceria, per colori e forme, rimanda al pavimento in resina color crema, alle superfici in marmo bianco di Carrara e legno di noce Canaletto, ai dettagli in bacchettato delle parti curve. Il sistema di illuminazione, che riprende i dettagli in ottone dei grandi archi, riflette la luce sulle superfici laccate e trasparenti senza alterare l’equilibrio cromatico delle texture delle pareti.

L’intervista ai progettisti

Il progetto denota uno studio attento dei materiali. Quali sono le motivazioni della scelta? Il progetto vuole rappresentare non solo il prodotto ben disegnato e accurato con cui Fabrizio Racca si è distinto nel panorama della pasticceria torinese, ma anche lo spazio che lo contiene: elegante, dalle forme geometriche ben definite e con una grande cura per il dettaglio. La ragione per cui l’intero spazio è impostato su colori chiari? Perché trae ispirazione dal mondo della produzione dolciaria di Fabrizio Racca e dalla necessità di dare respiro a uno spazio dalle dimensioni contenute. Il pavimento in resina e le pareti sono stati definiti sulle tonalità del crema, il color carta da zucchero negli sfondati, l’ottone negli elementi di arredo. L’importanza dell’illuminazione è evidente nel progetto. Ci siamo avvalsi della consulenza di Casa delle Lampadine per definire le soluzioni di illuminazione a soffitto e parete. A soffitto abbiamo progettato una struttura tecnica ma decorativa, che attraversa lo spazio nella sua interezza e tramite appositi faretti illumina in modo puntuale gli elementi d’arredo. A parete le applique di Flos, IC Lights riprendono gli elementi stondati nei banconi o i grandi archi parete. Anche il rapporto con la committenza risulta fondamentale. Abbiamo avuto un rapporto molto collaborativo. Racca è abituato a rapportarsi quotidianamente col tema del progetto, della ricerca delle forme e del dettaglio, come si può evincere dalle sue creazioni dolci. Fabrizio ha accolto con interesse le nostre proposte progettuali e insieme abbiamo definito il progetto in ogni suo aspetto. È la prima volta che progettate una pasticceria? Su quali presupposti costruite questo tipo di progetto? Abbiamo seguito altri interventi nell’ambito della produzione e vendita dolciaria, tra cui la Gelateria Marchetti, sempre a Torino. Nel caso del locale di via San Marino il progetto si sviluppa sulle due grandi pareti attrezzate disegnate intorno ai due banconi. Il bancone frontale in marmo di Carrara è studiato per esporre i prodotti dolciari di Fabrizio Racca, un monolite marmoreo posto frontalmente all’ingresso del locale. Il bancone laterale, più caldo, in noce canaletto bacchettato, è adibito alla finitura.

Grande debutto per Baritalia a Lecce. Selezionati i primi 10 finalisti

©Riccardo Gallini/GRPhoto
Partita dalla Puglia la nuova edizione del laboratorio itinerante dedicato alla mixology. Ecco i nomi dei bartender che hanno staccato il pass per la finalissima di Monte Carlo

Debutto con i fiocchi per 2022 di Baritalia. Il laboratorio di miscelazione di Bargiornale ha intrapreso il suo nuovo viaggio attraverso la Penisola partendo da Lecce, ospitato dal Cantiere Hambirreria, tappa di esordio di questa edizione intitolata A drink for the planet e dedicata alla sostenibilità. Appuntamento che ha visto la presenza di tantissimi bartender provenienti da tutta la Puglia e da tutta Italia, per prendere parte al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail che caratterizza l’evento.

Tanti, oltre 50, i professionisti che hanno preso parte a Baritalia Lab, la sfida a colpi di cocktail quest’anno incentrata sul tema A drink for the planet, dove i concorrenti sono chiamati a creare un drink sostenibile.

Sfida, svoltasi in due sessioni, che ha decretato i primi 10 bartender, in gara sotto le insegne delle aziende partner, che hanno conquistato il posto per la finalissima che andrà in scena nel Final Show di Baritalia, in programma a Monte Carlo (Principato di Monaco) il prossimo 14 novembre. Sfida che ha sancito un grande successo della miscelazione al femminile, con ben 5 barlady che hanno conquistato il tagliando per la finale.

Ecco tutti i nomi dei 10 finalisti: Elena Rossi (Campari Academy), Marta De Dominicis (Coca-Cola Hbc Italia – Lurisia), Lucy Melle (Coca-Cola Hbc Italia - Ron Barcelo), Brigida De Matteis (Coca-Cola Hbc Italia - The Famous Grouse Finest Whisky), Giulia Di Blasi (Compagnia dei Caraibi), Oronzo Scarafile (DOuMIX?), Enzo Colonna (Gamondi), Matteo Marotta (Molinari), Gabriele Rizzo (Nonino) e Matteo Ranieri (Organics by Red Bull).

E sempre una barlady si è aggiudicata anche il premio per il cocktail più green: Brigida De Matteis (Coca-Cola Hbc Italia).

A decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner e dai titolari e bartender di alcuni dei migliori locali di Lecce della Puglia, che si sono alternati nel ruolo di giudici di onore.

Oltre alla grande sfida, come di consueto altro momento cluo della giornata i Boot Camp, i seminari gratuiti dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Programma di seminari aperto dall’incontro con Domenico Ditrizio e Giovanna Maiello su The Famous Grouse (a cura di Coca-Cola Hbc Italia), proseguendo con Gianmarco Bellanti sulla gamma DOuMIX, Elio Santomartino e Renato Pinfildi sulla grappa Nonino e Andrea Salamida, che ha presentato il nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco Gamondi. Programma proseguito nel pomeriggio con le masterclass di Marco Fedele sull’uso del Cointreau in miscelazione (a cura di Molinari), di Nicola Scarnera sull’evoluzione dell’aperitivo (a cura di Campari Academy), di Gianpaolo Vergine e Gianmarco Rizzello sui cocktail sostenibili e ingredienti a zero sprechi (a cura di Organics by Red Bull) e Francesco Pirineo sul Tokinoka e le sue espressioni in drink iconici, dal Whisky&Soda al Mizuwari (a cura di Compagnia dei Caraibi).

La serata è proseguita con Baritalia Off: serate dedicate a Baritalia nei migliori locali di Lecce.

I finalisti della tappa di Lecce e i vincitori per ogni squadra

Campari Academy
Manuel Crescini
Daniele Melani
Elena Rossi (vincitrice di tappa)

Coca-Cola Hbc Italia - Lurisia
Marta De Dominicis (vincitrice di tappa)
Danilo De Rinaldis
Mattia Nicoli

Coca-Cola Hbc Italia - Ron Barcelo
Federico Lapera
Lucy Melle (vincitrice di tappa)
Vito Sciacovelli

Coca-Cola Hbc Italia - The Famous Grouse Finest Whisky
Maria Corbascio
Brigida De Matteis (vincitrice di tappa)
Mirko Mazzarelli

Compagnia dei Caraibi
Adolfo D'Alessandro
Giulia Di Blasi (vincitrice di tappa)
Emilio Morisco

DOuMIX?
Giovanni Alemanno
Alberto Cossa
Oronzo Scarafile (vincitore di tappa)

Gamondi
Enzo Colonna (vincitore di tappa)
Gerald Kore
Nicholas Renna

Molinari
Amir Mahmud Hindawi
Matteo Marotta (vincitore di tappa)
Giovanni Sanasi

Nonino
Davide Antonio Preite
Giuseppe Quaranta
Gabriele Rizzo (vincitore di tappa)

Organics by Red Bull
Francesco Giorgi
Matteo Ranieri (vincitore di tappa)
MArio Antonio Sanasi

Premio al cocktail più sostenibile
Brigida De Matteis (Coca-Cola Hbc Italia)

I prossimi appuntamenti di Baritalia

SORRENTO (NA): 4 aprile 2022 CANDIDA LA TUA RICETTA
JESOLO (VE): 13 giugno 2022
PESCARA: 26 settembre 2022
BOLOGNA: 17 ottobre 2022
MONTE CARLO (PRINCIPATO DI MONACO): final show 14 novembre 2022

Zerica con Apci per promuovere il consumo sostenibile dell’acqua

Zerica I-wall glass_PP
Specializzata nella produzione di sistemi di trattamento ed erogazione di acqua, l'azienda si propone come partner dei locali per rivoluzionare i consumi di acqua da bere

Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Uniti in occasione della Conferenza di Rio del 1992 per ricordare a tutti l’importanza della risorsa, sensibilizzare contro il suo spreco e garantire l’accesso ad acqua di qualità all’intera popolazione mondiale. Temi che Zerica, azienda specializzata nella produzione di frigoriferi per l’erogazione di acqua, refrigeratori, dispenser e distributori d’acqua fredda e gasata, conosce bene e da sempre mette al centro della sua attività

Non a caso l’azienda siciliana, proprio il 22 marzo, interverrà al Congresso nazionale dell’Apci (Associazione professionale cuochi italiani), che si terrà presso lo Sheraton Lake Como Hotel (22 e 23 marzo), per promuovere e informare sul consumo sostenibile della preziosa risorsa presso il mondo del fuoricasa.

Anche le realtà dell’horeca possono dare un importante contributo nella lotta allo spreco di acqua e a un uso più accorto e green della risorsa. E Zerica, grazie alla sua ricca gamma di soluzioni professionali per il trattamento e l’erogazione dell’acqua, che comprende sistemi soprabanco, sottobanco e freestanding, studiati per coprire ogni necessità di qualsiasi tipologia di locale, si propone di aiutare i gestori in tale percorso. Soluzioni all’avanguardia che, oltre a notevoli benefici sul piano ambientale, garantiscono anche importanti vantaggi economici e di snellimento del flusso di lavoro.

Ambiente e non solo

I sistemi di Zerica erogano acqua a km zero, in quanto la “materia prima” utilizzata è l’acqua di rete, ovvero l’acqua che arriva dall’acquedotto. Una materia prima già di per sé sicura, che gli impianti migliorano ulteriormente attraverso filtrazione che ne elimina le sostanze indesiderate per una qualità ancora maggiore. Acqua che viene infine erogata sia naturale sia gassata alla temperatura desiderata, semplicemente regolando temperatura e livello di gasatura a piacere, in modo da soddisfare ogni esigenza di gusto dei clienti.

L’utilizzo di acqua filtrata, oltre che gli sprechi, taglia anche costi e fatica: non c’è più bisogno di immagazzinare e movimentare bottiglie, né quelle piene né i vuoti a rendere, una semplificazione gestionale che si unisce a un vantaggio economico non da poco, soprattutto in una fase dove i trasporti sono incerti e costosi. Inoltre, alimenta un approccio rispettoso del pianeta riducendo le emissioni di CO2 e contribuendo alla transizione ecologica.

Ma diventa anche un potente mezzo di marketing e di comunicazione per i locali. Servita in bottiglie di vetro di design e personalizzate, dà un tocco in più al servizio, si trasforma in un elemento distintivo e sottolinea l’impegno green del bar o del ristorante, aspetto sempre più apprezzato dai consumatori.

 

Ma non solo. Perché le soluzioni Zerica sfruttano anche tutte le potenzialità del digitale per rendere snellire il lavoro del gestore più comodo e meno costoso. I sistemi di trattamento ed erogazione sono infatti dotati di un avanzato sistema di assistenza remota per gestire interventi di diagnostica e manutenzione a distanza, a vantaggio dei tempi e costi dell’assistenza tecnica. Auxilia, questo il nome del sistema di assistenza remota, consente di controllare parametri, funzioni e consumi dal proprio smartphone, pc o tablet, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, di regolare, sempre da remoto, le impostazioni come la temperatura dell’acqua, la porzionatura e altro. Inoltre, consente di gestire l’impianto in modalità risparmio energetico, per ridurre i consumi, e di effettuare pagamenti tramite app mobili o Nfc abilitati.

Coffee Tour e nuova miscela per i 160 anni di Julius Meinl

La sacher interpretata dalla Pasticceria Nuovo Mondo
La sacher interpretata dalla Pasticceria Nuovo Mondo
Tra maggio e ottobre si svolge il concorso itinerante che invita pasticceri e baristi a reinterpretare il classico dolce austriaco, la torta sacher

Hanno preso il via nell’ambito di Sigep i festeggiamenti del 160°anniversario di Julius Meinl, che per l’occasione non ha mancato di presentare novità e un’interessante iniziativa.

Quest’ultima si articola tra maggio e settembre e coinvolge i maestri pasticceri e i baristi italiani, chiamati a partecipare a una competizione tutta da gustare, il Julius Meinl Coffee Tour. Si tratta di un contest che si svolge sul tema di torte sacher da interpretare in modo nuovo e accattivante: ad esempio, nel corso della presentazione, Paolo Sacchetti, vicepresidente Ampi, e Andrea Sacchetti della Pasticceria Nuovo Mondo di Prat hanno proposto un inedito classico dolce viennese, composto da una tazza di cioccolato (che sostituiva la classica glassa di copertura) al cui interno si trovavano i due strati di di pan di Spagna con all’interno la confettura di albicocche. Dopo tre semifinali tra Veneto, Lombardia e Toscana, la finalissima si terrà in occasione della Giornata Internazionale del Caffè. I locali primi classificati riceveranno in premio una fornitura gratuità di caffè per si mesi e l’attrezzatura de La Marzocco e Fiorenzato in comodato d'uso, mentre per il team, ovvero il mastro pasticciere ed il barista, in regalo un weekend a Vienna per scoprire le origini di Julius Meinl e la storia e il fascino delle caffetterie Viennesi. Per partecipare al contest basta iscriversi sul sito juliusmeinl e far rivivere il fermento delle caffetterie viennesi del 1862 insieme ai coffee lovers nelle più belle piazze italiane. Professionisti di spicco faranno parte della giuria, a cominciare dell'Italian Coffee Trainer dell'Accademia Italiana Maestri del Caffè, Gianni Cocco, i mastri pasticceri di AMPI - Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, Jacopo Indelicato, brand ambassador Julius Meinl e Cristiano Tomei, chef stellato de L’Imbuto.

L’importante anniversario è stato l’occasione per mettere a punto la nuova versione della storica miscela della Torrefazione, diventata 1862 Vienna: un blend di caffè 100% arabica provenienti dall’Africa e dall’America Latina. Al suo interno vi sono i chicchi provenienti dalle piantagioni della Colombia, che Julius Meinl di continuare a sostenere gli agricoltori attraverso il Colombian Heritage Project, un programma nato per supportare i coltivatori colombiani di 50 aziende agricole nella regione di Tolima con l’impegno di migliorare le loro competenze e aiutarli ad ottenere la certificazione UTZ.

Proseguono le proposte della linea The Originals con la nuova monorigine Jamaica Blue Mountain: caffè 100% arabica proveniente dalla Clifton Mount, la più antica piantagione di caffè nel mondo ad operare ininterrottamente, caratterizzata da un terreno particolarmente fertile dove crescono piante d'Arabica che donano aromi dai sentori fruttati, rimanendo un caffè delicato ed elegante in tazza, tra i più apprezzati al mondo.

Colombe e spirits nella Pasqua di Scarpato

La pasticceria veronese Scarpato propone la Spirits Collection, un'edizione limitata di colombe con esclusive bagne e farciture al liquore
Per Pasqua 2022 la Pasticceria Scarpato ha realizzato la Spirits Collection, un'edizione limitata di colombe rigorosamente a lievitazione naturale, con esclusive farciture e bagne al liquore fatte a mano. Ne sono nate tre referenze esclusive: gin e limone, rum e cioccolato fondente e Caipiroska Vodka e fragole. La Spirits Collection è il frutto dell'esperienza artigianale nella lavorazione del lievito madre ultracentenario del laboratorio veronese e l'incessante ricerca di nuovi abbinamenti.

I tre gusti della Spirits Collection

La Caipiroska è uno dei drink più amati al mondo. Scarpato lo ha trasformato in una crema che va a farcire la sua colomba, realizzata con un impasto lavorato per oltre 72 ore e lievitato con sola pasta madre. Per la farcitura è stata utilizzata la migliore vodka italiana, guarnita con golosi pezzetti di fragole e ricoperta da una ricca glassa di amaretto e zucchero. La colomba Gin & Lemon si caratterizza per la bagna alcolica realizzata a mano, frutto di una lunga ricerca e selezione per raggiungere il perfetto equilibrio di profumi e aromi. Così i profumi del gin e della scorza di limone di Sicilia sono intrappolati nella trama del grande lievitato. Nella proposta non manca l'opzione per gli amanti del cioccolato, che nella collezione Spirits Collection si accompagna ai profumi del Rum. Il risultato è una colomba morbida e soffice al tatto che, al taglio, esprime profumi intensi. All'interno, una ricca farcitura di cioccolato fondente si estende lungo ogni fetta, ricoperta da glassa di amaretto e zucchero.

Attenzione al packaging

Le colombe della collezione Spirits Collection sono uniche anche per l’elegante confezione regalo, che abbina il colore nero ad un fucsia brillante fucsia. La palette cromatica ritorna anche nello shopper coordinato. Tutti i prodotti della collezione Pasqua 2022 della Pasticceria Scarpato sono in vendita esclusivamente presso selezionati negozi specializzati e on-line.

Bruges, tour nella capitale del cioccolato

La perla delle Fiandre vanta la più alta concentrazione di pralinerie e Chocolate house di pregio. Qui vi raccontiamo alcune fra le più interessanti

  Bruges (Belgio). “Il miglior cioccolato al mondo è quello belga, ma i migliori maîtres chocolatier belgi son quelli di Bruges...”, recita un motto che circola nell’ambiente dei cioccolatieri fiamminghi. Campanilismo a parte, è fuori dubbio che il cioccolato (insieme alle birre) rappresenti un’icona e un vanto della cultura gastronomica delle Fiandre. Con 8 kg di cioccolato consumato a persona all’anno, circa 500 maestri cioccolatieri e oltre 2.000 chocoshop, uno ogni 5.500 abitanti, il Belgio è in testa alla classifica mondiale dei golosi di cioccolato. Parlando di Bruges, considerata da molti la più bella città del Belgio, difficilmente troviamo un’altra destinazione al mondo che vanti una così alta concentrazione di chocolate house. Nel raggio di poche centinaia di metri, mentre vi godete le vedute di palazzi storici, passeggiando nel cuore di Bruges, rapiti dal profumo dello zucchero vanigliato dei waffel che si respira nell’aria e dallo scalpitare lento degli zoccoli dei cavalli che trainano antiche carrozze, si passa da una cioccolateria all’altra.

Qualità e originalità nelle proposte dei maestri di Bruges

Ciò che colpisce della perla delle Fiandre non è solo la quantità e la concentrazione di pralinerie, ma la qualità e l’originalità delle specialità proposte da ciascuna, in un viaggio nel tempo tra tradizione e innovazione. Qui sotto vi proponiamo la testimonianza del maestro cioccolatiere Dominique Persoone nonché una selezione delle migliori cioccolaterie, quelle più amate dai locali, dalle migliaia di turisti ma anche dalle guide specializzate come la Gault Millau o la Handmade in Brugge. Un primato invidiabile, che ha come unico concorrente l’aeroporto di Bruxelles, il luogo dove si “spaccia” il quantitativo più importante di cioccolato al mondo, sotto forma di praline, tartufi o tavolette. Del resto l’origine della diffusione del cioccolato nelle Fiandre risale all’epoca dei Paesi Bassi spagnoli, quando il porto di Anversa divenne un punto di smercio del cacao proveniente dal Nuevo Mundo, specie da Curaçao, la piccola isola dell’India occidentale. Basti pensare che le prime tracce di cioccolato furono trovate a Gand nel 1635, nell’abbazia di Baudeloo, come oggetto di un dono offerto ai monaci. All’epoca il cacao veniva servito sotto forma di bevanda esclusiva, riservata alla famiglia reale e agli aristocratici. Bisognerà aspettare la fine del 1700 per trovare il cioccolato nelle preparazioni dolci e una sua diffusione più democratica. Risale invece al 1845 l’apertura della prima chocolaterie, fondata da Adolphe Meurisse ad Anversa. Nel 1857 si sperimentò l’antenato della pralina, grazie all’idea di un farmacista di avvolgere una medicina in uno strato di cioccolato per nascondere il sapore amaro. Idea ripresa agli inizi del ’900 dal cioccolatiere Jean Neuhaus Junior che creò la prima vera pralina, ricoprendo diverse farce dolci con cioccolato bianco, fondente o al latte.

Testimonianze

Il maître chocolatier Dominique Persoone con il suo The Chocolate Line ha saputo unire gusto e divertimento

The Chocolate Line è il regno di Dominique Persoone, il guru dei maîtres chocolatier fiamminghi. Con il cioccolato ha saputo creare di tutto, dalle praline dai sapori esotici al cacao da spalmare sul corpo per massaggi sensuali. Lo abbiamo incontrato in occasione della nostra visita a Bruges. Come è nata la sua passione per il cioccolato? Trent’anni fa, quando ero giovane e avevo lunghi capelli biondi, m’innamorai dapprima della cucina e poi del cioccolato. Conclusi gli studi, invece di lavorare in un ristorante scelsi di aprire un chocolate shop, insieme a mia moglie. Quando decisi di dedicarmi al business del cioccolato molti dei miei amici e colleghi che erano cuochi mi dicevano: “Il mondo del cioccolato è noiosissimo, come puoi fare ogni giorno le stesse cose?” Oggi creo cioccolato con il cavolfiore, con gli asparagi. Uso la fantasia che ho sviluppato in cucina per creare con il cioccolato. Da dove arriva la tua creatività? Quando durante le spedizioni vado nella giungla e vedo tutte quelle varietà di spezie, di frutti esotici, di ingredienti strani che non conosciamo ancora, mi eccito. Penso a tutto quello che ci potrei fare! Ad esempio il lipstick è fatto di burro di cacao, ma è stato privato del sapore di cioccolato e questo per me che sono un foodie è una stupidità. Perché dobbiamo metterci il burro di cacao insapore? Aggiungi il sapore di cioccolato e otterrai delle labbra irresistibili. E così ho creato il mio chocolate lipstick. Qualche tempo fa ho inventato un apparecchio per sniffare la cioccolata in occasione del Birthday Party dei Rolling Stones. Tutti mi dissero che ero completamente pazzo, che non lo dovevo fare, che sarei stato uno stupido, che avrei avuto una pubblicità negativa, ma ho voluto dare ascolto al mio istinto e abbiamo venduto più di 25.000 chocolate sniffing machine in tutto il mondo. Non bisogna avere paura di rompere gli schemi, la gente vuole divertirsi. Se dico sostenibilità... Penso che sia una responsabilità di ciascuno di noi. Nella filiera produttiva del cioccolato il lavoro più duro è quello del coltivatore, che è quello che guadagna meno. Questo non è giusto, noi li paghiamo in modo adeguato. In questo modo li motiviamo a fare meglio il loro lavoro e di conseguenza otteniamo una qualità sempre migliore. La maggior parte del cioccolato che vendiamo deriva da cacao che compriamo da amici, da farmers che conosciamo in Perù, Guatemala, Colombia ma abbiamo anche una nostra coltivazione in Messico e ne siamo fieri, un progetto che abbiamo iniziato 10 anni fa; produciamo ogni anno 4 tonnellate di fave di cacao. Credo che sia una cosa fantastica produrre cioccolato con le tue fave.

Gli indirizzi da non perdere

Chocolaterie Sukerbuyc

Dal 1977 una delle migliori pralinerie di Bruges. Ai grandi classici affianca creazioni ispirate ai tropici con farciture al cocco o al lime kalamansi filippino. (Katelijnestraat 5, Bruges)

Chocolatier Dumont

Famoso per la sua pralina ripiena di gruut, il composto aromatico che si usava a Bruges per aromatizzare le birre intorno al 1400, prima di passare al luppolo, un mix di erbe aromatiche che prevedeva spezie come il coriandolo ed erbe come l’anice. (Simon Stevinplein, Eiermarkt, Walplein, Bruges)

Chocolatier Van Oost

Dal 1974 Rudy Timmerman si mantiene fedele alla tradizione con le sue 65 varietà di praline classiche. Da non perdere la pralina al caramello con sale di Camargue e quelle al marzapane. Tra le novità, quella allo yuzu giapponese. (Wollestraat 11, Bruges)

Pralinette

Fangio De Baets propone un assortimento di praline impressionante. Oltre ai classici, da non perdere la ganache aromatizzata con l’infuso di tè Blue Grey e le nuove praline arricchite con Whisky & cola o Vodka & Red Bull. (Wollestraat 31b, Bruges)

BbyB - Babelutte by Bartholomeus

Bart Desmidt e Jan Verleye propongono venti esperienze di gusto e una vasta gamma di abbinamenti sorprendenti come il cioccolato con rabarbaro e violette. La loro pralina d’autore al cioccolato fondente e burro salato porta il numero 58. (Sint-Amandsstraat 39, Bruges)

Chocolaterie Spegelaere

Dal 1954 la chocolaterie tra le più amate dai locali. Sono famosi per i loro grappoli d’uva al cioccolato, ripieni di marzapane, che non mancano mai come dono sulla tavola delle feste. (Ezelstraat 92, Bruges)

Il gelato di Sua Maestà ingolosisce millennials e gen Z

La gelateria nel Regno Unito registra ottime performance grazie a gusti free from e innovazione. Che sia un esempio da seguire?

Londra. Gelati premium e gusti free from, con l’innovazione - nei gusti e nelle ricette - come elemento fondamentale per crescere: in un mercato del gelato maturo come quello del Regno Unito, i driver della crescita sono questi. Lo spiega un report dell’Istituto del commercio estero di Londra, che si discuterà a margine della premiazione delle Top Gelato Chains (le catene di gelaterie che si sono distinte per vivacità ed espansione) organizzata a Sigep da Sistema Gelato. La chiave è intercettare i gusti dei millennials e delle generazioni ancora più giovani. Il settore del gelato in UK ha registrato buoni risultati negli ultimi cinque anni -  un mercato che vale 504,6 milioni di sterline, con un tasso di crescita annuo previsto dell'1,9% fino al 2027 e un margine del 18% di profitto per gli operatori - con il caldo e l’aumento del reddito disponibile che hanno contribuito all’aumento delle entrate. Gli operatori hanno capitalizzato sulla domanda di prodotti premium - spiega il report - mantenendo una redditività elevata rispetto a costi di materie prime (come vaniglia e latte) fluttuanti. Mutuando una definizione data da analisti della società di data analisys Kantar, che tiene traccia delle tendenze del mercato alimentare, il gelato è diventato una “miniera d’oro” per i produttori di alimenti. Una tendenza che ha definito il settore è stata la maggiore consapevolezza salutista, e in questo solco troviamo l’aumento della produzione di frozen yogurt, percepito come una alternativa salutare al gelato. I grandi brand hanno lanciato nuove gamme a basso contenuto di grassi o ipocaloriche, mentre sono state introdotte anche varietà free from per i consumatori vegani o con intolleranze. «Gelati prodotti con latte di cocco, di mandorla o avena vanno incontro alle esigenze di diverse tipologie di consumatori, dai vegani agli intolleranti al lattosio - dice Giovanni Sacchi, direttore Ice Londra - e la preferenza di alternative vegetali è una tendenza e una scelta etica sempre più diffusa».

Intervista a Giovanni Sacchi - direttore dell'Italian Trade Agency, Londra

Come si sta sviluppando il mercato UK del gelato? Il mercato del gelato è maturo e l’offerta è concentrata nelle mani di pochi importanti attori. La tendenza che ha definito il settore è stata la maggiore consapevolezza salutista e in parallelo la domanda di prodotti free from. Nonostante ci si trovi di fronte a una vasta scelta di gelati, la domanda di nuovi prodotti da parte dei consumatori, è costante. Parola d’ordine è innovazione, sia attraverso la ricerca di nuovi gusti nelle categorie premium, sia di alternative a base vegetale e ad alto contenuto proteico per andare incontro alle tendenze alimentari del momento. Che movimenti rilevate nei comportamenti del consumatore? Gli acquirenti sono molto propensi a provare nuovi prodotti, in particolare modo i consumatori più giovani, sempre alla ricerca di novità accattivanti e instagrammabili. Strategia vincente è quella di marchi come Halo Top. Il brand americano deve il proprio successo alle campagne di marketing digitale focalizzate sui millennials e nell’offrire un’alternativa a basso contenuto di calorie e zucchero e ad alto contenuto proteico, classificandosi nella top 10 di gelati in Regno Unito a pochi anni dalla propria nascita. Quali strategie suggerireste? Sicuramente le alternative a base vegetale, ma anche quelle a basso contenuto di calorie e zuccheri ed altamente proteiche sono in forte espansione in quanto vanno incontro alle richieste attuali del mercato. Con l’affermarsi di una sempre maggior coscienza salutista, proporre alternative che garantiscano la stessa qualità e bontà di prodotti noti, ma con meno zuccheri, grassi saturi e calorie può rappresentare un’opportunità interessante. Per i marchi “cult”, la strategia di diminuire le dimensioni dei gelati monoporzione per tagliare le calorie verrebbe incontro alle esigenze di chi non vuole rinunciare al gusto di sempre, pur avendo un occhio alla bilancia.

Riflessioni dal Roma Whisky Festival

Roma Whisky Festival 2022
Credit foto Niccolò Poppi
Un pubblico sempre più consapevole, tante edizioni super limitate e una ricca presenza di whisky da tutto il mondo hanno caratterizzato l'edizione 2022 della kermesse romana dedicata al re dei distillati

Chiusi i battenti del Roma Whisky Festival, è il momento delle riflessioni. Intanto il pubblico, che nei due giorni di kermesse dedicata al distillato ambrato, il 5 e 6 marzo, ha superato quota 4.000 unità. Soddisfacente? Lo abbiamo chiesto al direttore artistico Andrea Fofi, che conferma che sono numeri sovrapponibili a quelli dell’edizione precedente, quella del 2019. «Aver raggiunto gli stessi ingressi, nella stessa location, nonostante la preoccupazione post-Covid, non può che essere considerato un successo». La location era quella del Salone delle Fontane dell’Eur, dove si sono riuniti 60 espositori, per oltre 200 brand presenti e più di 1.500 diverse referenze in degustazione.

Un pubblico più consapevole, afferma Fofi, che ha studiato o che ha intenzione di informarsi, tanto che hanno avuto ottimo riscontro sia le 25 masterclass sia i Corsi Abc del whisky. Un trend che sottolinea un aspetto: il pubblico del 2022 è diverso da quello del 2019 e anche nella capitale sta aumentando il numero dei collezionisti, a giudicare anche i numeri delle vendite ai banchi. «In questo Whisky Festival abbiamo registrato un +20% sulla vendita delle bottiglie e sono stati importanti anche gli incassi, visto che la manifestazione ha permesso di commerciare bottiglie di alto valore, quelle più apprezzate dai collezionisti, che in occasioni come queste approfittano dei prezzi da fiera». Fra i banchi c’era anche Catawiki, la piattaforma di aste online, che ha portato bottiglie vintage, che sono state vendute sia alla mescita sia intere.

Tante le edition super limitate

Molte le annate importanti e i cofanetti speciali che si sono visti in questa manifestazione. «Sono visti come beni rifugio, sui quali investire e che acquistano valore nel tempo», afferma Fofi. Per fare qualche esempio, fra gli stand abbiamo visto il 33 anni di Laphroaig, edizione limitata con il suo elegante cofanetto a forma di libro; oppure nello stand Pallini era presente una delle 300 bottiglie distribuite in Italia del Daftmill 2008 Winter Batch Release, imbottigliato nel 2020 in 6.000 esemplari; e ancora il Glenfarcas 25 anni; solo un anno di meno per il Ben Nevis single cask.

Si ampliano i confini del mondo whisky

Altro tema è quello dell’allargamento dei confini tipici del mondo del whisky. Se finora ai leader di mercato di Scozia e Stati Uniti al massimo si potevano aggiungere Irlanda e Giappone, oggi non mancano i contributi da altre parti del mondo, Italia inclusa. Presente fra le masterclass dell’evento, Strada Ferrata dalla birra artigianale si è spostata sul mercato dei whisky, posizionandosi con diverse tipologie di prodotto. Poi c’è Poli Distillerie, nota finora per le grappe, in fiera con il loro primo pure al malto d’orzo, Segretario di Stato, che fa un affinamento in botti di Amarone. E ancora India, Australia, Israele e una buona presenza di whisky francesi. A tal proposito, Rinaldi 1957 ha colto l’occasione per annunciare di essersi aggiudicata la distribuzione dei whisky Rozelieures, prodotti nella regione della Lorena. «Climi diversi, legni diversi, botti di altri spirit sono tutti contributi all’aromaticità che possono venire da questo allargamento dei confini della produzione», afferma Fofi.

Novità per la prossima edizione

Qualche spoiler anche sul Roma Whisky Festival del prossimo anno. «Stiamo già lavorando per l’evento del prossimo anno, che sarà sempre a inizio marzo. Possibile un cambio di location, per allargarci a nuovi espositori. In particolare stiamo ragionando sull’ampliare la gamma dei brown spirit in fiera. Già quest’anno abbiamo avuto una piccola anteprima, ma il nostro obiettivo è allargarci come minimo a distillati come cognac e armagnac, che sono cugini del whisky, se non anche al mercato dei rum», anticipa Fofi.

Baritalia Off a Lecce: scopri i locali dove far festa dopo le 19

baritalia off lecce
Sono nove i locali cittadini protagonisti dell'after di Baritalia. Dalle 19, una serata speciale con drink creati apposta per l'occasione

Finita la lunga giornata di Baritalia a Lecce, in scena al Cantiere Hambirreria a partire dalle 11 (scopri qui il programma della giornata con le masterclass e - se non l'hai ancora fatto - come registrarti), è tempo di rilassarsi.

Sono ben nove i locali protagonisti di Baritalia Off, l'after di Baritalia.

Scopri dove sono cliccando sulla mappa interattiva.

A partire dalle 19, proporranno una serata dedicata alla nostra manifestazione con drink studiati per l'occasione.

Il Cantiere Hambirreria di Lecce ospita Baritalia: registrati per partecipare

baritalia
Compila il form di iscrizione per assicurarti l'ingresso e la partecipazione alle masterclass alla tappa di Lecce di Baritalia 2022. Scopri il programma di lunedì 21 marzo 2022

Si riparte. Con rinnovato entusiasmo, un tema nuovo di zecca e di super attualità e una città inedita. Per la prima tappa di Baritalia 2022 - a drink for the planet, edizione dedicata alla sostenibilità, saremo al Cantiere Hambirreria di Lecce lunedì 21 marzo a partire dalle 11 per una giornata imperdibile di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail.

Il laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale, giunto alla settima edizione,  avrà come da tradizione due momenti clou.

A cominciare da Baritalia Lab, il laboratorio di miscelazione che vedrà confrontarsi bartender di tutta Italia sul tema "A drink for the planet". La sfida è creare un cocktail cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi: riduzione degli sprechi, stagionalità, territorialità e sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile tra quelli promossi dalle associazioni riconosciute dal ministero per la Transizione Ecologica (scopri qui l’elenco).

In parallelo, si svolgeranno i nostri Boot Camp dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

L'accesso al Cantiere Hambirreria, come da linee guida, sarà consentito solo a chi si sarà prenotato e fino ai limiti di capienza previsti. Verrà misurata la temperatura all'ingresso (si potrà accedere con temperatura inferiore ai 37,5°) e fornita una mascherina, il cui uso sarà obbligatorio (tranne per le persone sedute al tavolo).

Nel Signature Bar potrete degustare - tutto il giorno - i super cocktail dei partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata saranno i protagonisti dei MIGLIORI BAR DELLA PUGLIA

Il programma

Ore 9.30
Accoglienza e registrazione dei partecipanti c/o Cantiere Hambirreria - via dell’Università, 23 - Lecce

Ore 10.30-14.30
Baritalia Lab
La sfida – parte I
In collaborazione con Campari Academy, Compagnia dei Caraibi, Molinari, Red Bull

Ore 11.15
BOOTCAMP
The Famous Grouse - uno Scotch Whisky iconico dal 1896 - al passo con la miscelazione più evoluta
A cura di Domenico Ditrizio e Giovanna Maiello by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 11.45
BOOTCAMP
Do u masterclass?
A cura di Gian Marco Bellanti by DouMIX?

Ore 12.15
L’happy hour si colora di bianco: il nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco Gamondi
A cura di Andrea Salamida by Gamondi

Ore 12.45
BOOTCAMP
Grappa Nonino: valori, sostenibilità, rivoluzioni
A cura di Elio Santomartino by Nonino. Con Renato Pinfildi

Ore 14.30-17.30
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con Coca-Cola Hbc Italia, DouMix?, Gamondi, Nonino

Ore 14.45
BOOTCAMP
Cointreau, the art of mix
A cura di Marco Fedele by Molinari

Ore 15.15
BOOTCAMP
Evoluzione dell’aperitivo
A cura di Nicola Scarnera by Campari Academy

Ore 15.45
BOOTCAMP
Organics by Red Bull: cocktail sostenibili e ingredient a zero sprechi
A cura di Francesco Puce by Organics by Red Bull

Ore 16.15
BOOTCAMP
Dal Whisky&Soda al Mizuwari: Tokinoka e le sue espressioni in questo iconico drink
A cura di Francesco Pirineo by Compagnia dei Caraibi

Ore 17.30
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, DOuMIX?, Gamondi, Molinari, Nonino, Red Bull

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Variazioni sul tema Zeppola di San Giuseppe

Le Zeppole di Contro Bistrot firmate Andrea Fiori
Chef e pasticceri si preparano a celebrare la ricorrenza con il classico dolce fritto. E qualcuno osa con versioni personalizzate e originali

Domani, sabato 19 marzo, è la Festa del Papà e, con essa, prendono spazio le creazioni di pasticceria che celebrano la ricorrenza. La Zeppola resta un must, anche se il caro olio altoleico preoccupa i professionisti del settore. Ciò non ferma chi ha deciso di proporre interessanti novità per la festa. Non solo di prodotti: c'è chi ha anche voluto riservare uno spazio di condivisione per tutti quei padri che vogliono godersi un momento in famiglia. Ecco una nostra selezione delle preparazioni più particolari per la Festa del Papà.

La Zeppola di Cresci

Danilo Frisone, cuoco con un’esperienza di venticinque anni in cucina che si è felicemente riscoperto fornaio a quarant’anni, in soli tre anni è divenuto un riferimento per gli amanti della buona cucina e per tutti gli appassionati di pane, dolci e lievitati. Da Cresci, in via Alcide de Gasperi 11/17, a Roma, l'ampia offerta si completa con la Zeppola di San Giuseppe con crema pasticcera e amarena, simbolo di questa giornata.

La versione di Nicolò Castellazzi

Nicolò Castellazzi, pastry chef de Le Dolcezze di Giano, celebra il 19 marzo con la proposta del classico Bignè di San Giuseppe. Al civico 224 di Circonvallazione Gianicolense, a Roma, si potrà scegliere di consumarla al tavolo o di portarla via in un cabaret, che offra la possibilità di testare gli altri mignon della pasticceria.

Mignon per tutti i papà in partenza

Presso la Stazione Termini, a Roma, lo spazio aperto e le vetrine di Mignon alle Mura saranno pervase dal sapore delle Zeppole di San Giuseppe preparate seguendo i canoni della tradizione, in questo caffè con vista inaugurato pochi mesi fa. Per i viaggiatori di passaggio ma anche per gli stessi romani, la pastry chef Alessandra Iasello proporrà un soffice fritto di pasta choux aperto a metà e ripieno con crema pasticciera artigianale, spolverato con zucchero a velo e caratterizzato con l’immancabile visciola.

Un infinito di pasta choux firmato Fiori

Dalle abili mani del maestro pasticcere Andrea Fiori, anima "dolce" del Contro Contemporary Bistrot di Roma, arriva la sua versione delle Zeppole fritte e Bignè di San Giuseppe: tre ciuffi di crema pasticcerra su un "infinito" di pasta choux fritta.

Non solo Zeppole per Giuffrè

Nel cuore di Trastevere, a Roma, Alessandro Giuffrè e sua moglie Giorgia Tarenghi , che gestiscono la gelateria e pasticceria omonima, si preparano a festeggiare tutti i papà con Zeppole di tanti gusti diversi, ma non solo. Infatti, accanto alla ricetta tradizionale, saranno in vendita Bignè craquelin con marmellata di arancia amara, crema allo zabaione e cremoso al cioccolato fondente 62%, e Bignè pralinato alla nocciola con mousse alla nocciola.

Pasticceria Grué: tradizione e modernità

Nella pasticceria Grué di Marta Boccanera e Felice Venanzi, a Roma, le Zeppole verranno declinate in tutte le forme possibili: fritte e al forno, classiche e gourmand. Ma non saranno i soli dolci pensati per la giornata. Accanto agli immancabili muffin decorati e a una torta dedicata, adornata con una cravatta in cioccolato fondente, quest’anno la varietà delle zeppole di san Giuseppe creerà l’imbarazzo della scelta. A fare compagnia alla versione classica, sia fritta che al forno, con crema pasticcera e amarena, ci saranno diverse varianti. Si potrà scegliere tra la Monte Bianco con chantilly, pezzi di meringa e marroni; o quella Tiramisù; o ancora quella con chantilly alla vaniglia e lamponi freschi. Da non perdere la zeppola ripiena di chantilly al cioccolato con fragoline di bosco fresche e grué di cacao come pure la golosa versione ripiena di chantilly al pistacchio e arancia. La più curiosa e golosa rimane però la zeppola omaggio alla tradizione romana, quella con crema di ricotta e visciole.

Un caleidoscopio di sapori per D’Antoni

La Pasticceria d’Antoni, simbolo di tradizione e punto di riferimento storico nel quartiere collatino a Roma, celebra questo giorno tingendo la propria vetrina con i bignè fritti e al forno, le intramontabili zeppole con crema pasticcera e amarene, e una carrellata di bignè di San Giuseppe Gialli con crema al limone, Verdi con crema al pistacchio e Arancioni con crema all’arancia a formare un meraviglioso bouquet di profumi e sapori

La tradizione secondo Madeleine

Madeleine, bistrot di ispirazione parigina del quartiere Prati di Roma, omaggia la Festa del Papà attraverso le classiche zeppole fritte con crema e amarene e a i dolcissimi bignè nella doppia veste, fritti o al forno. Nessun tradimento alla mission aziendale, bensì un omaggio alla millenaria tradizione cittadina. La pasticciera Francesca Minnella le renderà speciali grazie alla leggerissima consistenza della crema, mai troppo dolce e sempre scioglievole al palato.

Un lievitato per papà da Cremeria Capolinea

Cremeria Capolinea, gelateria di Reggio Emilia, ha dedicato un lievitato a tutti i papà. Simone De Feo, maestro gelatiere e lievitista, si è ispirato alla preparazione delle zeppole di San Giuseppe e ne ha fatto un panettone (da 500 g). L'impasto è classico con amarene di Cantiano e una golosa farcitura di crema al rum. Come tutti gli altri lievitati, è prodotto nel segno dell’eccellenza, con lievito madre e dopo una lievitazione lenta di almeno 24 ore, senza aggiungere conservanti o coloranti. Disponibile anche presso lo shop online.

Casa Manfredi, una festa dal gusto differente

Giorgia Proia, pastry chef di Casa Manfredi, pasticceria e caffetteria di viale Aventino, a Roma, dedica ai papà le Zeppole e i Bigné di San Giuseppe, ripensati in tre versioni. Ci sarà la classica Zeppola fritta farcita con crema pasticciera e amarena, a cui si assoceranno i Bignè di San Giuseppe fritto farcito con crema pasticciera, spolverata di zucchero a velo; e i Bignè di San Giuseppe fritto farcito con crema pasticciera, spolverata di zucchero a velo e cacao.

Colazione con papà da Aqualuane

Sabato 19 marzo 2022 lo Chef Emanuele Paoloni di Aqualuane Bistrot celebra la festa di San Giuseppe, dedicando a tutti i papà con figli uno spazio speciale: quello della colazione da assaporare con i propri bambini. L’iniziativa “A colazione con papà” comprende la possibilità per gli adulti di ordinare un Croque monsieur, il ricco toast di origine francese gratinato al forno con prosciutto e formaggio, accompagnato da un calice di Franciacorta. I bambini avranno un goloso Pancake con frutta fresca, servito con cioccolato fondente o sciroppo d’acero e una spremuta di arancia. Non mancheranno i Bignè di San Giuseppe fatti in casa. Il costo della colazione è di 28 euro per papà e bambino, 12 euro per ogni bambino in più.

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