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Accademia dell’Horeca, il portale di Conserve Italia per gli operatori del fuoricasa

Accademia dell'Horeca Conserve Italia
Online la nuova piattaforma B2B che racconta agli operatori del fuoricasa e a tutti gli stakeholder l'universo della total horeca company

È online l’Accademia dell’Horeca di Conserve Italia. Una piattaforma di comunicazione B2B attraverso la quale il gruppo cooperativo intende trasmettere i valori della sua filiera agricola 100% italiana e sostenibile. Target dell’Accademia dell’Horeca, presentata in anteprima a Beer&Food Attraction di Rimini, gli operatori del fuoricasa e, più in generale, tutti gli stakeholder del gruppo, dalla forza vendita ai distributori, dai grossisti ai gestori di locali, per i quali la piattaforma si propone come una sorta di porta di ingresso nell’universo di Conserve Italia.

L’idea del progetto è infatti maturata ed è stata sviluppata nei mesi di lockdown del 2020 e dello scorso anno, che hanno messo in grande difficoltà il canale del fuoricasa. Un canale con il quale il Gruppo storicamente ha un forte legame e al quale ha voluto dare un segnale per confermare il suo impegno nel rilancio dei consumi, con questa nuova iniziativa.

Obiettivo dell’iniziativa è far conoscere in modo chiaro e completo il gruppo Conserve Italia, i valori che vi stanno alla base, la storia dei suoi storici marchi 100% italiani, l’impegno per la sostenibilità ambientale e sociale della filiera cooperativa che rappresenta, una realtà che associa oltre 14.000 produttori agricoli. E ancora, i siti produttivi, ben 13, dei quali 10 nel nostro Paese, 2 in Francia e uno in Spagna, i progetti agronomici e tante altre informazioni.

Non mancano le notizie sui nuovi progetti, aggiornamenti sulle attività aziendali, le interviste a gestori dei locali, i focus sui reparti aziendali e, ovviamente, la presentazione e gli approfondimenti su tutta la ricchissima offerta per il fuoricasa: dai succhi a marchio Yoga, Derby Blue, Valfrutta Bio alle bevande sodate Bitter Salfa, dalla frutta sciroppata Jolly Colombani al pomodoro Cirio e Cirio Alta Cucina, ai Vegetali Valfrutta e Valfrutta Granchef, dalla linea per l’aperitivo Apè ai piatti pronti Valfrutta. Una gamma completa di prodotti per la prima volta riuniti nella stessa piattaforma di comunicazione che tiene insieme food e beverage, raccontando l'intera proposta della total horeca company.

Piattaforma alla quale si accede dal sito di Conserve Italia o dall’indirizzo dedicato e che si aggiunge al portale food-bar.it, lanciato qualche anno fa e dicato al mondo bar (leggi Food-bar.it: nasce il portale di Conserve Italia dedicato alla ristorazione al bar).

Con la nuova linea di toniche e bibite Bisleri guarda alla mixology

Bibite Bisleri
Gruppo Caffo prosegue nel rilancio dello storico marchio sotto le cui insegne nasce una linea di soft drink premium composta da quattro toniche a base di china Bisleri e tre bibite con agrumi di Calabria

Dopo il lancio di Robur, lo scorso gennaio, la bevanda analcolica gassata con le stesse proprietà corroboranti, toniche e rinforzanti di Ferro China Bisleri (leggi Robur, la novità salutare di Gruppo Caffo a base di Ferro China Bisleri), arrivano altre novità firmate Bisleri. Novità rappresentate dalla nuova linea di bevande premium analcoliche che comprende toniche e bibite. Prosegue dunque il progetto di rilancio dello storico marchio della liquoristica made in Italy portato avanti da Gruppo Caffo dopo la sua acquisizione un anno e mezzo fa. Operazione che fa perno su due elementi: salvaguardarne la storia e l’identità e creare un futuro all’altezza del glorioso passato, attraverso la diversificazione dei prodotti e dando al brand un nuovo impulso, più contemporaneo, in sintonia con i trend del mercato.

Una storia quella di Bisleri che ha sempre messo al primo posto la qualità. Qualità che certo non difetta alla nuova linea di bevande. Tutte le referenze sono infatti realizzate con ingredienti 100% naturali e senza uso di coloranti artificiali, ma, e questo rappresenta l’elemento caratterizzante, sono tutte a base di infuso delle migliori qualità di corteccia di china, la stessa che viene utilizzata dal 1881 per il Ferro China Bisleri, e con selezionati agrumi di Calabria, in alcuni casi provenienti dalle tenute di Gruppo Caffo. Frutti che vengono lavorati subito dopo la raccolta per mantenere intatte le proprietà organolettiche.

Toniche per la miscelazione moderna

La linea di toniche comprende quattro referenze, in bottiglia di vetro da 200 ml, pensate per la miscelazione moderna. Acqua Tonica Indian, dove l’amaricante è conferito dall’infuso naturale di selezionate partite di corteccia di china utilizzata da sempre da Bisleri. Realizzata nel pieno rispetto della sua categoria, è leggera e rinfrescante, grazie alla presenza di limone che ne completa il bilanciamento del gusto.

Acqua Tonica Zenzero, aromatizzata con l'infuso naturale di radice di zenzero, che si contraddistingue per il sapore particolarmente fresco e speziato che la rendono perfetta per esaltare le caratteristiche di alcuni liquori e distillati scuri.

Acqua Tonica Mediterranean, che spicca per morbidezza ed eleganza, grazie all’unione delle sottili note amaricanti di chinino con le note citriche ed erbacee apportate dalla combinazione di selezionate erbe e spezie aromatiche del Mediterraneo, come salvia, assenzio, sambuco, coriandolo e altre, il tutto esaltato dall’aggiunta di acqua di mare che dona una particolare sapidità.

Acqua Tonica Bergamotto, dove la parte amaricante della china Bisleri si fonde con il gusto deciso, acre e fruttato e con il profumo delicato del bergamotto, l’agrume simbolo della Calabria.

Bibite agli agrumi di Calabria

Sempre in bottiglia di vetro da 200 ml, le tre referenze della gamma di bibite, che contengono almeno il 20% di succhi di agrume di Calabria. Queste comprendono il Chinotto, ottenuto dal frutto intero dell’agrume coltivato nell'azienda agricola del gruppo Caffo, la cui nota amaricante viene completata dall’aggiunta della china selezionata da Bisleri e di altre erbe aromatiche, per una bevanda dal gusto intenso e naturale perfettamente bilanciato tra dolce e amaro.

Bitter Lemon, che si caratterizza per l’ottimo bilanciamento tra gli elementi di amarezza, dolcezza e acidità, e per il gusto fortemente agrumato con una nota amarognola completata dalla china Bisleri, che lo rende una deliziosa bevanda, ma anche un ingrediente ideale per creare long drink a base di gin o vodka.

Infine, BergaSoda, dove torna protagonista il bergamotto, agrume noto per le applicazioni in profumeria, ma anche per le proprietà benefiche del suo succo, rimedio efficace per combattere il livello di colesterolo nel sangue. Una bevanda innovativa, altamente dissetante, caratterizzato dal gusto deciso di bergamotto, grazie alla presenza di 20% di succo pure dell’agrume, e dal finale piacevolmente amarognolo.

Raspini lancia MI-TO, prosciutto cotto pensato per il food pairing con i cocktail

Raspini presenta MI-TO, il suo nuovo prosciutto cotto di alta qualità aromatizzato al vermouth. Realizzato in collaborazione con Cocchi, è un prodotto pensato per il food pairing ed è dedicato ai locali che fanno del momento dell’aperitivo il loro punto di forza. Sul fronte delle sponsorship, l'azienda rinnova anche per quest'anno l'ormai tradizionale sodalizio con il Giro d'Italia come partner ufficiale

Dall'incontro tra la dolcezza del prosciutto cotto e le inconfondibili note del vermouth, nasce MI-TO, il prosciutto cotto di alta qualità presentato da Raspini S.p.A. lo scorso 29 marzo a Torino, nel contesto di SNODO – OGR Officine Grandi Riparazioni. Un prodotto pensato per il food pairing, rivolto in particolar modo ai bartender e a tutti quei locali che fanno dell'aperitivo il loro momento di forza, realizzato in collaborazione con Cocchi, il marchio piemontese conosciuto in tutto il mondo per i suoi vermouth. Prodotto dalla selezione esclusiva di carni pregiate di suini nati e allevati in Italia, MI-TO è frutto di una lavorazione accurata e innovativa. Nella ricetta, messa a punto dal mastro aromatiere, si incontrano la dolcezza del miele, la purezza del sale rosa dell’Himalaya, i profumi del macis e del coriandolo e la robustezza del ginepro. Un bouquet impreziosito e caratterizzato da una nota inconfondibile, piemontese al 100%, come lo storico Vermouth Cocchi. «Un prodotto geniale e creativo, che ha richiesto un lungo periodo di messa a punto e che conferma l'estro di noi italiani», ha spiegato Giorgio Manno, direttore commerciale di Raspini.

Uno stampo apposito per l'utilizzo nel mondo del bar

Per facilitarne l'utilizzo nel mondo dei bar, Raspini ha realizzato uno stampo apposito che conferisce una forma idonea al taglio di molte ricette da banco, come panini, toast e tramezzini gourmet. Anche il suo utilizzo è particolarmente versatile: può essere degustato in purezza a freddo con taglio fine o essere servito a caldo, dove le note agrumate emergono e danno carattere al prodotto. La recente serata di presentazione di MI-TO è stata anche l'occasione per rilanciare la partnership con il Giro d'Italia, di cui l'azienda milanese sarà Partner Ufficiale per il triennio 2022/2024. Raspini sosterrà anche il Giro-E, la manifestazione che si svolge negli stessi giorni e sulle stesse strade della competizione rosa, ma dedicata alle e-bike, dove l’azienda di Scalenghe (To) schiererà la sua squadra brandizzata.

Le new entry in Accademia maestri del lievito madre e del panettone italiano

Davide Dall’Omo, Giorgia Grillo, Giuseppe Mascolo, Alessandro Slama e Patrick Zanesi entrano a far parte dell'accademia che riunisce i migliori lievitisti d’Italia
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L'Accademia maestri del lievito madre e del panettone italiano si arricchisce di cinque nuovi nomi prestigiosi. Davide Dall’Omo, Giorgia Grillo, Giuseppe Mascolo, Alessandro Slama e Patrick Zanesi saranno i nuovi professionisti che entreranno a far parte dell'Accademia. Come ha affermato il presidente Claudio Gatti, «è un onore accogliere i nuovi Maestri per avviare assieme un momento di crescita e confronto. Il 2022 è un anno di grandi progetti la cui realizzazione coinvolgerà tutti i membri del nostro team».

I profili dei nuovi maestri

Davide Dall'Omo

Seguendo la passione del padre, oggi Davide Dall’Omo può vantare più di 30 anni di carriera. Nel 1995 ha preso in mano le redini della pasticceria di famiglia, a Verona, ricoprendo il ruolo di titolare e mantenendo la stessa produzione di pasticceria. Ha aggiunto un tocco moderno a tutta la produzione, ha introdotto una linea di cioccolateria e d'estate si dedica anche alla produzione di gelati di altissima qualità. La sua professione viaggia in parallelo con una formazione continua. Suoi punti di riferimento sono alcune tra le più importanti scuole professionali italiane come Étoile, la scuola di alta cucina e pasticceria, e Cast Alimenti a Brescia. Il Maestro Dall’Omo ha frequentato scuole di formazione all’estero come Ecole Lenôtre in Francia, la scuola Callebaut in Belgio e, sempre in Francia, la scuola di Valrhona, centro di competenza in materia di cioccolato.

Giorgia Grillo

Giorgia Grillo ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della pasticceria nel 2005. L'incontro che le ha cambiato la vita è stato quello con il Mastro Pasticcere Marco Rinella di Cristalli di Zucchero, a Roma. Dopo il corso formativo ha iniziato a lavorare nella pasticceria del maestro Rinella a tempo pieno. La curiosità l'ha portata a bruciare le tappe. Così nel 2012 ha lasciato il suo maestro, continuando a formarsi nel settore gestionale della vendita al dettaglio e del contatto diretto con la clientela. Nel 2015 ha aperto Nero Vaniglia. Il quartiere Ostiense l'ha accolta con favore e nel giro di pochi anni Grillo è entrata nelle guide di settore. Con il passare degli anni si è immersa nello studio dei lievitati e della pasta viva, nel 2019 ha partecipato a Panettone World Championship, arrivando in finale.

Giuseppe Mascolo

Nato ad Avellino, Giuseppe Mascolo oggi vive a Visciano in provincia di Napoli. Dopo la scuola dell’obbligo, ha frequentato così corsi di formazione, ispirandosi ai più grandi maestri. Nel 2004 ha aperto la pasticceria Mascolo, mettendo il cognome di famiglia a garanzia della sua avventura. Nei primi anni, grazie alla sua professionalità, è stato capace di farsi apprezzare e conoscere da molte persone, ma la vera svolta è arrivata quando ha deciso di cimentarsi nel lavoro dei lievitati. Nel 2015 ha iniziato a produrre i suoi primi panettoni, accogliendo il consenso del pubblico. Nel 2021 Mascolo ha conquistato il podio di Panettone World Championship come terzo classificato.

Alessandro Slama

Alessandro Slama è figlio d’arte. È cresciuto nel forno di famiglia, cosa che lo ha spinto a studiare l'arte bianca e di pasticceria, a frequentare laboratori e a volersi poi specializzare. Innamorato del panettone, ha unito tradizioni secolari e innovazione, diventando custode di una ricetta che lo renderà famoso in tutto il mondo. Ha aperto il suo primo punto vendita nel 2004 ad Ischia, la sua amata isola. Nel 2009 si è iscritto al “Club Arti e Mestieri” di Ravenna e ha preso parte a diversi concorsi, piazzandosi sempre ai vertici delle classifiche. Nel 2019 ha vinto il Panettone World Championship.

Patrick Zanesi

Panificatore e pasticcere, Patrick Zanesi ha aperto la sua attività nel 2000, Dolce&Salato a Liscate (Milano). Assieme ai suoi collaboratori oggi sforna prodotti che vanno dal più classico al più innovativo, cercando sempre di rimanere aggiornato e approfondire le sue conoscenze. Zanesi ha sempre cercato di allargare il suo sapere attraverso la formazione. Il suo punto di partenza resta il lievito madre, che gli ha permesso di acquisire una profonda conoscenza della panificazione, dei prodotti da colazione e grandi lievitati. Nel 2013 è entrato a far parte dell’associazione di panificazione e pasticceria Richemont Club Italia e, mai pago delle sue conoscenze, ha frequentato diversi master per la panificazione e pasticceria.

Nuovi nomi per tutelare la qualità dei lievitati

«Tutelare la qualità dei lievitati e de panettoni artigianali made in Italy, diffondere la cultura e la conoscenza del lievito madre, creare sinergie e fare artigiani italiani, in un momento storico complicato è fondamentale fare squadra, creare sinergie e guardare al futuro». Sono questi gli obiettivi dell'Accademia, rimarcati da Gatti durante la presentazione dei nuovi Maestri. Alle sue parole, si è associato anche Anna Sartori: «I nostri più acerrimi nemici sono la superficialità, ma anche la mancanza di conoscenza riguardo ai lievitati, alla loro lavorazione, all’utilizzo della materia prima di qualità. Il nostro compito sarà di osservare, difendere, tutelare e far rispettare il disciplinare e le linee guida».

Marisa Filippini vince a Rimini la Burger Battle e diventa Ambassador 2022

Il presentatore Giuseppe Peppone Calabrese si complimenta con la vincitrice Marisa Filippini
Provenienti dalle sei tappe italiane della Burger Battle Tour, i finalisti hanno dato vita a Beer&Food Attraction di Riminifiera a un'appassionante competizione a base di carne trita, salse e le più diverse farciture.

La quarta edizione della Burger Battle by Lantmännen Unibake è stata vinta da Marisa Filippini di Agorà Café di Salò (Bs) con il titolo di “Regina dell’Hamburger Perfetto”.

Marisa Filippini chef di Agorà Cafè di Salò (Bs) è la vincitrice della Burger Battle 2022, l’evento promosso da Lantmännen Unibake con il marchio Pastridor leader europeo nella produzione di pane e bakery con la proposta di raffinati burger bun gourmet; Develey sinonimo di salse dal gusto inconfondibile con 170 anni di storia; Pizzoli, lo specialista italiano delle patate da tre generazioni che con le sue proposte aggiunge valore a tutte le ricette, a cominciare da quelle dei professionisti della ristorazione con la linea Pizzoli Professional.

La finalissima si è tenuta lunedì 28 marzo presso lo stand Lantmännen Unibake all'interno dell'evento Food&Beer Attraction di FieraRimini che riunisce la più completa offerta nazionale e internazionale di birre, bevande, snack food e tendenze per il canale horeca.

Una sfida all’ultimo morso, iniziata ad ottobre 2021 con il Burger Battle Tour: il talent a tappe che, da nord a sud, ha visto la partecipazione dei migliori Burger Chef d’Italia.

A condurre le fasi finali della competizione, Giuseppe "Peppone" Calabrese, cuoco e instancabile conduttore di Linea Verde Rai 1 che da anni entra nelle case degli italiani raccontando i sapori e le tradizioni del Bel Paese e promuovendone le eccellenze italiane.

Sei i finalisti di altrettante tappe Burger Battle Tour che hanno gareggiato sull'apposito banco cucina per aggiudicarsi il titolo di “Re o Regina dell’Hamburger Perfetto” e diventare il nuovo volto della Burger Battle:

  • Stefano Di Virgilio (Pescara)
  • Marisa Filippini (Cuneo)
  • Sara Ritrovato (Reggio Calabria)
  • Giului Reibaldi (Salerno)
  • Valerio Ricciardi (Frosinone)
  • Ercole Frusone (Rimini)

Divisi in due batterie da tre, gli chef hanno affrontato le due semifinali proponendo live alla giuria l’hamburger che più li rappresentava: il loro best seller o una nuova proposta creata per l’occasione.Ciascun partecipante ha presentato una ricetta unica nel proprio genere. Pensare fuori dagli schemi, offrire una nuova esperienza di gusto e valorizzare l’armonia tra i sapori degli ingredienti sono state le costanti durante il Tour e le fasi finali.

A valutare i panini più golosi d’Italia, una qualificata giuria di esperti nel settore della ristorazione: Giulio Bercellesi, socio fondatore del progetto Scrambler Ducati Food Factory, il format che unisce il brand motociclistico alla gastronomia per rappresentare i valori della vita “on the road”; Matteo Figura, Foodservice Director Italia di NPD Group Inc. che da oltre 10 anni si occupa di ricerche di mercato; Rodolfo Guarnieri, giornalista di BarGiornale, presente fin dalla prima edizione; Mario Orengo che, dopo un’esperienza oltre confine, ricopre il ruolo di Responsabile Acquisti del gruppo Gesa Srl, di cui fanno parte i brand BUN, CioccolatItaliani, PIE e Fra Diavolo; chef Alessandro Garattoni, titolare di ChiAmaCucina la realtà che opera da più di 40 anni nel mondo della ristorazione unendo attività di consulenza, corsi e catering e i due opinion maker della rete Giuseppe Imperatore alias Peppefoodie, sempre alla ricerca dei prodotti più “preziosi”, che con estrema spontaneità racconta sul suo profilo social le avventure culinarie nei più ricercati ristoranti d’Italia e infine Pedro Maceli “il baristaincazzato”, nome della pagina social nata nel 2016 che racconta con ironia la quotidianità di chi sta dietro al bancone del bar.

La giuria della quarta edizione della Burger Battle by Lantmännen Unibake

La prima semifinale ha visto concentrare i favori della giuria sulla "opera" di Marisa Filippini con Mirty, un pane Lady Bun rosa con sesamo nero, 200 gr di cervo, fonduta di bagoss, nocciole, coulis di mirtilli, insalata iceberg e maionese vegetale.

La seconda semifinale ha incoronato Sara Ritrovato con Benvenuti al Sud, burger di podolica calabrese racchiuso in un pane bun ai cereali e farcito con bietole rosse dolci, caciocavallo silano piastrato, pancetta croccante, crema di patate e crema di peperoni, il tutto guarnito da una salsa relish e peperoncino di Soverato.

Le due finaliste, Marisa Filippini e Sara Ritrovato

Per la prima volta una sfida tutta al femminile alla Burger Battle

Le due finaliste si sono cimentate nell’ultima appassionante sfida “Out of the Box”, che richiedeva fantasia, innovazione e un pizzico di stravaganza per preparare sotto gli occhi attenti dei giudici un hamburger ideato al momento con almeno tre degli ingredienti a sorpresa contenuti nella box e messi a disposizione dagli sponsor.

Pastridor, il marchio del gruppo Lantmannen Unibake, leader europeo nella produzione di pane e bakery, ha fornito per l’occasione il nuovo panino rosa con sesamo nero Lady Bun, il Black Pepper, composto da farina di frumento e un mix di spezie e il classico BBQ Bun. Develey, sinonimo di salse professionali, ha messo a disposizione Salsa Remoulade e Salsa Hamburger, i Cetrioli Crockioli (marchio Il Picchio) e la Salsa Teryaki (marchio Kikkoman); mentre Pizzoli, il potato partner che crea da tre generazioni prodotti in grado di soddisfare le più diverse esigenze, ha inserito nella box dalla linea Professional le Extra Zighy: le patatine dalla forma e dal gusto sorprendenti grazie al nuovo taglio esclusivo e allo speciale coating aromatizzato. Baldi Carni di Jesi (An) ha proposto tre diverse tipologie di carne: Chianina 100%, Angus Aberdeen scozzese e Marchigiana.

Oltre a questi elementi le due sfidanti hanno avuto a disposizione anche ingredienti più classici: sale di Cervia, tomino e pomodori secchi; prodotti provenienti da paesi lontani come mango, zenzero, goma wakame e curcuma ed altri più particolari quali aglio nero e miele tartufato.

Per l'ultima sfida sono stati previsti 40 minuti di arte culinaria e piastre roventi.
Per Pink Mango, il burger che ha consentito a Marisa Filippini di essere proclamata “Regina dell’Hamburger Perfetto” è stato utilizzato l'affezionato pane Lady Bun rosa Pastridor, unendo in maniera sapiente carne Chianina 100% Baldi e Salsa Remoulade Develey e arricchendo gli ingredienti principali con insalata icebearg, tomino, sale di Cervia, fichi caramellati e fette di mango, accanto alle immancabili patatine Extra Zighy di Pizzoli Professional. Così Marisa Filippini è riuscita a conquistare il titolo di campionessa, diventando la nuova Ambassador della Burger Battle 2022.

«Aver partecipato a questo progetto è stata un’emozione infinita - ha dichiarato Marisa Filippini - e sono felice di aver portato a casa il titolo di Regina dell’Hamburger Perfetto. La passione che metto quotidianamente nella realizzazione delle mie ricette, nella selezione degli ingredienti e nel cercare sempre nuovi abbinamenti mi ha permesso di arrivare fin qui».

Channel Marketer Italy di Lantmännen Unibake, Carlotta Zucca ha commentato: «Essere giunti alla 4°edizione della Burger Battle è per noi un grande traguardo e speriamo di superarci anno dopo anno, facendo crescere insieme questa iniziativa. Inoltre, essere riusciti a organizzare in presenza questa finale e ritrovarci fisicamente qui tutti insieme ci ha reso molto felici».

L’evento è stato realizzato anche grazie al sostegno di Warsteiner, la birra premium pilsner tedesca dal 1753; Baldi Food azienda multicanale nei settori carni e foodservice; le salse di soia Kikkoman; Il Picchio; Iotti frigoriferi e cucine e lo sponsor tecnico Assitecnica.

Il trend del Fast Food Gourmet ancora una volta potrà essere arricchito dalle esperienze emerse durante le varie tappe e nella finale della Burger Battle 2022, mettendo a punto nuove ed intriganti ricette, frutto della scelta di ingredienti di alta qualità, della preparazione attenta e della creatività che unisce la tradizione dei sapori autentici e l’innovazione di mix nuovi all’avanguardia.

Artico punta sul free from per il pdv in centro

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Venti gusti classici rivisitati, tutti senza lattosio e senza glutine, per il punto vendita in zona Brera della gelateria di Maurizio Poloni

Maurizio Poloni di Artico punta tutto sui gusti no lattosio e gluten free. Incassata la conferma dei Tre coni del Gambero Rosso, la gelateria milanese - con 4 punti vendita nei quartieri Isola, Duomo, Brera e Città Studi - ha varato il nuovo concept free from scelto per il punto vendita di Brera in cui trovare un gelato esclusivamente senza lattosio e senza glutine.

Venti gusti che replicano i grandi classici

Con la volontà di soddisfare tutti gli appassionati di gelato, utilizzando una ricetta dedicata che Artico ha sviluppato da tempo, garantendo lo stesso sapore ed eguale esperienza gustativa rispetto al gelato classica. L'offerta si compone di 20 gusti che ripercorrono i grandi classici delle gelaterie Artico, dalla cheesecake con marmellata di lamponi al tiramisù, dalla crema al caramello con cramble di cioccolato e salsa mou al cavallo di battaglia, il pistacchio salato. La gelateria è guidata dalla squadra composta del maestro gelatiere Maurizio Poloni, dalla moglie Antonella Olivieri e dalla figlia Laura, i soci Fabrizio Fioretti e Raffaele Matrone. Spiega Antonella Olivieri: «Semplicemente abbiamo eliminato il lattosio, che è uno zucchero del latte, lasciando però intatta la componente degli ingredienti che rimane è la stessa e quindi non cambia nulla dal punto di visto gusto-olfattivo». Per l'approvvigionamento di materie prime Artico ha scelto l’Agricola Frettoli di Cornate d’Adda, «una piccola azienda della Brianza che garantisce una produzione gluten free molto interessante in termini di offerta quanti-qualitativa».

Un trend sempre più forte

Una tendenza, quella del free from, che si è molto rafforzata negli ultimi tempi. Lo testimoniano anche molte recenti indagini sui comportamenti di consumo. L'Osservatorio Immagino di GS1 Italy, giunto alla decima edizione con il suo ingente lavoro di monitoraggio delle abitudini di spesa degli italiani, ha individuato il "senza" come una delle caratteristiche dei prodotti di largo consumo più apprezzate dai consumatori e maggiormente valorizzate sulle confezioni dai produttori. Molto forte l'attenzione per i prodotti senza zuccheri aggiunti (+7,6%) o con pochi zuccheri, mentre tra i claim emergenti spiccano senza antibiotici (+18,4%), non fritto (+16,5%) e poche calorie (+11,5%).

La Discoteca Peter di Misano Adriatico riparte con lo spettacolare Jungle Party by Red Bull

ballerine tigrate
Con il nome leggermente modificato (Peter al posto di Peter Pan) la famosa discoteca adriatica ha ospitato il primo grande evento post Covid come il Jungle Party by Red Bull.

Con il nuovo logo Peter ha riaperto di recente una delle più celebri discoteche della Riviera Adriatica (ma non solo). Resa famosa fin dagli anni Ottanta dall'impegno della famiglia Nisticò (fino al 2006), poi dei vulcanici fratelli Buffagni, la discoteca è diventata il palcoscenico internazionale dei migliori deejay e performer, richiamando ogni stagione decine di migliaia di appassionati.

Dopo la lunga chiusura dovuta al Covid, il contitolare Marco Tiraferri ha preferito modificare l'insegna (da Peter Pan a Peter) e far ripartire in grande stile il locale in occasione di due grandi eventi come i saloni Beer&Food Attraction e Mir Tech-Music Inside Rimini di RiminiFiera. Così il tempio della musica house, techno e commerciale ha ospitato lunedì 28 marzo il Jungle Party by Red Bull, un evento a inviti che ha richiamato i maggiori opinion leader e addetti di settore, da proprietari di locali a bartender e grossisti del mondo della notte.

Immersi in una strepitosa scenografia a base di piante verdi, video, fuochi d'artificio, luci e suoni, i presenti sono stati coinvolti dai più diversi performer travestiti da animali della foresta, bellicosi indigeni e inquietanti stregoni.
Alla consolle si sono alternati gli scatenati Dj Mappa e Dj Thor, mentre sul palco si sono succeduti gli artisti di Tanja Monies, come ballerine truccate da tigri e leopardi e da  mangiafuoco. Al banco bar non è certo mancato il lavoro a base di cocktail energetici (Red Bull & vodka in primis) e della debuttante Red Bull Summer Edition 2022, energy drink al gusto mix albicocca/fragola/pesca proposta fredda in lattina gialla da 25 cl.

 

Tris di medaglie per Mazzetti all’International Wine & Spirit Competition

Mazzetti Iswc 2022
Un oro, un argento e un bronzo i nuovi riconoscimenti conquistati dagli spirit e grappe della storica distilleria del Monferrato nella importante competizione internazionale

Un oro, un argento e un bronzo. È con un tris di medaglie che Mazzetti d’Altavilla torna dall’International Wine & Spirit Competition (Iwsc), prestigiosa competizione internazionale che dal 1969 premia ogni anno i migliori vini, spirit e liquori. Medaglie che la storica distilleria del Monferrato si è aggiudicata con i suoi tre spirit candidati al concorso, il Bitter Mazzetti, l’Amaro Gentile e la 7.0 – Grappa di Ruchè Barricata 100% Cru, che quest’anno ha visto in gara oltre 4000 prodotti provenienti da 90 Paesi di tutto il mondo. Nuovi premi che si aggiungono al ricco medagliere della distilleria, che lo scorso anno è stata riconosciuta come Marchio storico di interesse nazionale dal ministero dello Sviluppo economico (leggi Mazzetti d’Altavilla riconosciuta Marchio storico).

Più nello specifico, a conquistare l’oro è stato il Bitter Mazzetti (alc 25% in vol), l’aperitivo del Monferrato, nella categoria Aperitivi. Un prodotto caratterizzato dai gusti più spiccati di rabarbaro e scorza di limone, del quale i giudici hanno apprezzato l’eccellente equilibrio tra amarezza e dolcezza mielata, che lo rendono «equilibrato e incredibilmente affascinante, floreale oltre che terrestre […] strutturato e ben fatto. Un bitter perfetto sia da servire in purezza sia da utilizzare come ingrediente in miscelazione, per la preparazione di classici italiani, e non solo, come il Negroni, l’Americano o un inedito Spritz.

L’argento è invece andato all’Amaro Gentile (alc 30% in vol) nella categoria Digestivi, preparato con 13 erbe, parte delle quali lasciate macerare per dodici mesi in Grappa di Moscato Invecchiata, e la restante parte in infusione in alcol, insieme a scorza d’arancia e di limone. Un digestivo che si caratterizza anche per la grande versatilità, tanto da poter essere proposto anche come un originale aperitivo, o sostituire il vermouth in cocktail come il Negroni, e che ha conquistato la giuria per il suo «aroma deciso di ginestra, nocciola... cioccolato e alcune sottili note amare sul finale».

Infine, il bronzo assegnato alla Grappa Barricata 7.0 di Ruchè (alc. 43% in vol), lanciata nel 2016, in occasione dei 170 anni di Mazzetti d’Altavilla, e subito capace di conquistare il palato delle nuove generazioni degli amanti del distillato italiano. Ottenuta dalle pregiate vinacce del vitigno autoctono del Monferrato, si caratterizza per il sapore deciso e complesso, armonico, con una ottima persistenza aromatica dalla quale emerge una miscela di note floreali e speziate tipiche del Ruchè.

Sweet&Shake Cup: la vittoria va ad Alessia Mannara

Sweet&Shake Cup
Alessia Mannara, vincitrice del concorso, tra Matteo Cassan, secondo (a sinistra), e Lorenzo Muscolo, terzo. Foto Antonella Bozzini
La giovane bartender palermitana del Talea - Orto Botanico si aggiudica la finale della terza edizione di Sweet&Shake Cup, il cocktail contest ideato da Debic e Bargiornale per valorizzare la miscelazione a base panna

È Alessia Mannara del Talea di Palermo la vincitrice della terza edizione di Sweet&Shake Cup, la gara di cocktail ideata da Debic in collaborazione con Bargiornale per valorizzare la miscelazione a base panna. Tema di quest'anno era il perfect pairing, e i tre finalisti, sfidatisi alla Chocolate Academy di Milano, hanno dato dimostrazione di quanto questa modalità di servizio stia affinando sempre più le proprie proposte nei locali di tutta Italia.

Il suo pairing, Tanit, ha ricevuto il punteggio complessivo più alto, superando quelli degli altri due finalisti, Matteo Cassan, giovanissimo freelance veneto, e Lorenzo Muscolo del Twain di Milano, al termine di una sfida nel segno della qualità delle proposte tra tre professionisti under 35.

A giudicare la finale di Sweet&Shake Cup un terzetto di eccezione: Cinzia Ferro, titolare dell'Estremadura Café di Verbania e vincitrice di tantissimi cocktail contest, Diego Poli, chef di Chocolate Academy, alle spalle diverse esperienze in locali tristellati, e lo chef Antonio Cuomo, culinary advisor di Debic dopo una brillante carriera ai fornelli.

Alla vincitrice va un assegno "virtuale" da mille euro che potrà spendere in corsi di formazione scelti dal catalogo Planet One.

Sul numero di maggio di Bargiornale il servizio completo, con le ricette dei tre finalisti e i consigli per valorizzare la panna nella drink list di ogni locale.

Ruffino premiata con il Drinks Business Green Award

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L'approccio alla sostenibilità a tutto tondo sono valse all’azienda vinicola toscana il prestigioso riconoscimento internazionale che premia le realtà del beverage più green

Da anni Ruffino, azienda vinicola di Pontassieve, ha intrapreso un percorso virtuoso per rendere la sua attività sempre più sostenibile. Un’attività da sempre votata alla produzione di grandi classici toscani, che trovano espressione, per fare qualche esempio, nel Chianti Classico Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro, Chianti Ruffino e Brunello di Montalcino Greppone Mazzi. Ma anche aperta a nuove sfide con la creazione di Supertuscan, tra i quali il pluripremiato Modus, fatto con uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot della Tenuta di Poggio Casciano, e all’acquisizione di due tenute in Veneto per la produzione di Prosecco. Qualità e impegno nella sostenibilità nel lavoro di quest’azienda viaggiano infatti insieme. Un impegno a tutto tondo, ora premiato con uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali di settore. Ruffino si è infatti aggiudicata il Drinks Business Green Award 2021, premio assegnato dalla rivista britannica The Drink Business agli operatori del comparto beverage che adottano un approccio ecologico e sostenibile alla loro attività, classificandosi al primo posto nella categoria Wine, beer or cider.

A regalare ulteriori soddisfazioni all’azienda il lusinghiero giudizio con il quale la giuria di questa dodicesima edizione del premio ha motivato l’assegnazione del riconoscimento. «Dal ridurre l’uso di energia e i rifiuti, al promuovere la biodiversità, Ruffino ha davvero impressionato – hanno scritto i giudici -. Con un bilancio di sostenibilità completo, è stato chiaro a tutti come questa azienda italiana stia prendendo in modo estremamente serio il suo approccio all’ambiente, facendo molti cambiamenti nell’ultimo anno, in meglio e misurabili, dalla creazione di zone umide alla certificazione biologica».

La cura per l’ambiente

E davvero diversi e importanti sono i progetti green messi in campo dall’azienda. Progetti che rientrano nel programma Ruffino Cares, con il quale fin dal 2018 l’azienda si propone di abbracciare tutti gli aspetti della sostenibilità, comunicando ed educando anche gli stakeholder interni ed esterni sul suo impegno e la sua responsabilità riguardo le pratiche sostenibili ed etiche.

Solo nel corso dell’ultimo anno l’azienda ha ottenuto le certificazioni Snqpi (Sistema di qualità nazionale produzione integrata) e Biodiversity Friend per tutti i vigneti di sua proprietà: la prima certifica il processo di produzione integrata, ovvero di un sistema di produzione che utilizza metodi agronomici finalizzati a ridurre al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche, di acqua e di energia, la seconda che il processo produttivo non comporta perdita di biodiversità e che l’azienda è costantemente impegnata a migliorare la qualità dell’ambiente dove opera.

Sempre nello stesso anno, la metà dei vigneti è stato convertito al biologico, con l’obiettivo di arrivare al 100% di produzione bio entro il 2025.

L’approccio integrato di Ruffino coinvolge anche i fornitori e i partner. Anche in questo caso con obiettivi ambiziosi: l’azienda prevede di utilizzare sono uva da fornitori sostenibili o certificati biologici e di convertire l’intero parco auto aziendali in modelli elettrici o ibridi.

Inoltre, le cantine sono state dotate di due impianti di trattamento delle acque reflue all’avanguardia, mentre l'80% dei rifiuti generati è stato conferito per il riciclo e tutti i siti di produzione sono stati certificati Iso 14001:2015.

Investimenti per 8 milioni in nuovi progetti

L’impegno non finisce qui. Ruffino, che ha redatto il suo terzo Bilancio di sostenibilità, realizzato secondo le linee guida della Global Reporting Initiative e garantito da un revisore terzo, destinerà circa il 26% dei suoi investimenti totali a nuovi progetti di sostenibilità, superando gli 8 milioni di euro nei prossimi quattro anni.

Tra le nuove iniziative la realizzazione di impianti fotovoltaici per alimentare due cantine, da realizzare nel prossimo biennio, di coltivare il 95% di ettari di proprietà con agricoltura di precisione, di portare tutti i vigneti di proprietà allo StanDrinks Business Green Award 2021 dard nazionale di sostenibilità del vino certificato e, infine, di definire gli obiettivi al 2030 per la riduzione del consumo di acqua e delle emissioni climalteranti.

Baritalia Tour: i grandi cocktail bar della Campania

Baritalia è in arrivo a Sorrento il prossimo 4 aprile al Dry Martini dell'Hotel Majestic Palace. Una tappa che è anche un tributo a una regione dove la miscelazione d’autore ha fatto negli ultimi anni grandi passi in avanti e che vanta locali entrati nelle classifiche internazionali

Il 4 aprile è il giorno della tappa di Baritalia in Campania. La destinazione è Sorrento, una delle mete turistiche più importanti al mondo. Quale occasione migliore per presentare la scena locale, oggi tra le più interessanti nel panorama della mixology in Italia?

Tutto ha inizio, quasi dieci anni fa, con l’apparizione di Sasha Petraske, proprietario del Milk and Honey di New York e padre spirituale di tutti i “secret-bar” moderni (scomparso prematuramente nel 2015).

Il nostro viaggio inizia proprio dal bar che lo ospitò nel quartiere Vomero: l’Archivio Storico. Un luogo sospeso tra diverse epoche, nei suoi arredi neoborbonici e nelle poltrone barocche che caratterizzano le diverse sale. A dominare è una miscelazione classica a cura dall’head bartender Salvatore d’Anna, professionista fantasioso capace di arricchire il menu con signature in grado di spaziare tra i sapori di tutto il mondo, dai sudamericani all’aperitivo all’italiana. In quella serata di tanti anni fa, uno dei ragazzi presenti alla masterclass di Petraske era particolarmente attento e concentrato.

Si trattava di Alex Frezza, oggi patron de L’Antiquario di Napoli, prima realtà del Sud Italia a entrare nella prestigiosa classifica dei 50 World’s Best Bars all’82esimo posto. Un locale capace di trasformare il bere e il servizio bar in un’esperienza unica, ispirandosi per approccio e savoir faire a modelli riconosciuti come il Milk and Honey o il Floridita de L’Avana. Già, Cuba e le sue bodeguitas.

Uno dei format vincenti del capoluogo partenopeo che si ispira alla mixability caraibica è quello sbarazzino de La Fesseria, in pieno centro storico. Uno street bar ad alto tasso d’innovazione creato da Carmine Angelone che si cimenta quotidianamente con successo nella preparazione di signature e modern classics (Basil Smash e Gin Gin Mule su tutti).

Una voglia di fare che ritroviamo anche in Alkymya Bellini, elegante cocktail bar con una drink list ecumenica che combina, come spiega Maurizio Aiello, uno dei soci del locale, mix ricercati e drink più “facili” pensati per far avvicinare alla mixability anche i meno appassionati. Tutto è studiato nei minimi dettagli come nel caso di Shakerata, mix a base vodka presentato in una moka napoletana.

Tracce di Caraibi e di Messico in particolare anche a Chiaia, in uno dei suoi locali più rappresentativi: Barril, sorta di buen retiro per i tanti professionisti residenti nella zona, coccolati da Claudio Romano con una miscelazione che guarda al Centro America.

La stessa ricchezza di referenze e di specialità la ritroviamo in 2H, piccolo cocktail bar del quartiere Vomero. Padrone di casa è un bartender storico come Dario D’Avino, conoscitore quasi enciclopedico di distillati, liquori ed etichette.

Il tema del viaggio esperienziale è un concept che ritroviamo anche al Grand Tour nel rione di Santa Lucia. Qui è il regno di Riccardo Russo (finalista della Bacardi Legacy 2019) che si è inventato una cocktail list incentrata sulla riproposizione in chiave internazionale della nostra tradizione liquoristica. Ma la miscelazione d’autore non si ferma al centro città, ma si trasferisce anche fuori il capoluogo, in provincia.

È il caso di due grandi barman: Alfonso Califano (ex bartender al Dandelyan, primo locale classificato ai World’s 50 Best Bar 2018) e Vincenzo Pagliara (ex collaboratore di Agostino Perrone al Connaught Bar di Londra).

Il primo ha aperto Cinquanta Spirito Italiano nella sua Pagani, a metà strada tra Napoli e Salerno: un format estremamente visionario, che punta a rielaborare il concetto di bar di quartiere secondo i dettami della modern mixology. Tra i cavalli di battaglia della sua carta, Tredicissimo, cocktail realizzato dal barman Natale Palmieri dedicato al “tredici alla schedina”.

Pagliara è, invece, tra i fondatori di Laboratorio Folkloristico di Pomigliano D’Arco, un bar che racconta i sapori delle materie prime campane, attraverso tante preparazioni: dalle fermentazioni, alle carbonazioni fino alla chiarificazione.

Spostandoci più a nord, verso Caserta, ci imbattiamo in Radici Clandestine. Frutto di un’idea del proprietario Tommaso Russo e del suo bar manager Giovanni Bologna (secondo classificato alla Diageo World Class 2020), è un locale che si è imposto grazie a una vocazione internazionale e fortemente sperimentale, incentrata su modern classics (come una delle ultime sezioni del menu dedicata a Dick Bradsell) e drink anticonvenzionali.

Un processo creativo simile a quello di Mezzo Pieno, piccolo miracolo e vanto di un centro periferico come Marcianise. Merito del suo padrone di casa, Giuseppe Iovine, che ha messo in campo una mixability di respiro europeo con signature che non passano inosservati creati in collaborazione con Francesco Massaro (già bartender al Bar Termini di Londra).

Dall’Europa a New Orleans il passo è breve se si transita per il Vieux Carrè, locale casertano che già dal nome flirta con evocazioni e stili di inizio Novecento nel menu curato dal proprietario Beniamino Fusco e dal suo collaboratore Luca della Valle. Una carta che celebra le tante epoche della miscelazione, dai fizz ai julep fino ai classici dell’età moderna.

La stessa passione per la ricerca e le specialità territoriali la ritroviamo anche da Tropicana Drinks Room, sempre a Caserta. Qui il padrone di casa è il giovane Salvatore di Pietro e dietro al bancone c’è un professionista di grande esperienza, Gennaro Albarella. Tra i punti di forza del Tropicana, anche sour a regola d’arte  e Martini Cocktail memorabili.

Un’altra tappa casertana obbligata è Le Café du Monde di Renato Pinfildi (membro del Drink Team 2021), locale con un’idea di miscelazione che sprigiona amore verso il bar tradizionale e l’aperitivo all’italiana. Ne sono testimoni i fantasiosi Spritz di Pinfildi,  preparati con diversi bitter e liquori.

Dopo Caserta, ci spostiamo ad Aversa e anche qui la miscelazione d’autore gode di  buone salute. Allo Shaker Club Drink and Dream, ad esempio, tempio di uno dei grandi maestri del bartending campano, Francesco Conte. Un luogo dove ritrovare la spontaneità e la freschezza della mixology degli ultimi vent’anni, grazie a una bottigliera ricca di chicche rare. Allo Shaker non si parla di twist, ma di rivisitazioni, e un classico non viene presentato solo attraverso la sua storia, ma raccontato in prima persona dal bartender.

A Piedimonte Matese, comune situato in posizione intermedia tra la pianura campana e il massiccio del Matese, c’è la casa di Luca Varricchione, che nel suo Old Tom divulga la cultura del whiskey e dei cocktail di inizio Novecento. Un altro caposaldo regionale del buon bere dove non si smette mai di fare ricerca.

È arrivata l’ora di prendere il traghetto e navigare con destinazione Ischia. Ad attenderci, L’Artefatto: rifugio e cocktail bar di uno dei più grandi bartender degli ultimi trent’anni, Vincenzo Errico (l’artefice, tra l’altro, della famosa guest napoletana di Sasha Petraske). È il regno della perfezione: tutto è a regola d’arte, compresi “nuovi classici” come un Red Hook o un Enzoni preparati dal loro stesso inventore.

Prima di tornare a terraferma, una tappa al Porto 51 dei fratelli Mancusi è d’obbligo. Un locale dal design moderno e dal fascino cosmopolita dove la miscelazione è una cosa molto seria con un’attenzione speciale per Sour e Fizz.

Tornando a terra, ci dirigiamo verso sud, obiettivo Salerno. Qui troviamo Laltrolato di Salerno, bar storico del centro, che da anni diffonde, grazie ai buoni uffici del suo founder Gabrio Sessa, una mixology che fa perno sulla liquoristica locale con nocini, rosoli e Concerto amalfitano (il più antico rosolio prodotto in Costiera amalfitana ottenuto dalla macerazione in alcool, per 40 giorni, di un “concerto” di circa 15 spezie, ndr).

Il territorio e le sue specialità sono al centro anche dei drink del Doney Salotto & Bottega di Pontecagnano Faiano, nei pressi di Salerno: palestra d’ardimento per il bartender Damiano Massa dove sperimenta preparazioni home made, fermentati e miscelati di ogni genere.

Risaliamo verso Sorrento, la nostra destinazione finale, non prima di aver visitato Caravella Café & Spirits, vanto e orgoglio di Castellammare di Stabia. Qui opera l’ottimo Giuseppe Ammendola che, in breve tempo, ha trasformato una semplice caffetteria in un locale di tendenza della Costiera Sorrentina. Qui tutto è possibile come, ad esempio, degustare un Espresso Martini in formato highball o sorseggiare un cocktail preparato con l’evaporatore rotante a base di distillato di Provolone del Monaco Igp, formaggio locale ottenuto dalla lavorazione del latte della vacca Agerolese. Ammendola è anche artefice, insieme a Valerio Izzo di Piazzetta Milù, di Shub, secret bar sorrentino dalle pareti smeraldo e una drink list con signature che si ispirano a una mixology colta e minimalista.

E così siamo giunti a Sorrento, o meglio a Sant’Agnello, dove brilla il Dry Martini by Javier de las Muelas dell’Hotel Majestic, che sarà la sede della tappa campana di Baritalia. Un format unico per una location altrettanto unica dove i cocktail sono un’autentica experience con alla regia un fuoriclasse dell’ospitalità come Lucio D’Orsi: titolare,  bar manager, general manager dell’albergo e anche maître e sommelier del ristorante d’hotel 1 stella Michelin Don Geppi. La location ideale per il nostro laboratorio itinerante sulla miscelazione. 

Pokè Facile, la box Orogel per creare il piatto hawaiano

Pokè Orogel
Poké Orfgel
Pokè Facile è la box di Orogel, disponibile in due versioni, che contiene una selezione di cereali e verdure surgelate per preparare 10 basi per pokè in modo facile e veloce

Da qualche anno in Italia impazza il trend del pokè. Un amore per il piatto di origine hawaiane che interessa soprattutto la clientela giovane, amante dell’etnico e, più in generale, alla ricerca di alternative salutari, fresche e genuine anche fuori casa e per una pausa breve. Il pokè è infatti una preparazione completa sotto il profilo nutrizionale, che combina in un piatto unico tutti i nutrienti dei quali ha bisogno l’organismo: carboidrati, proteine, verdure e grassi buoni. Al successo del piatto contribuisce anche la sua forte carica social, altro elemento di attrazione per il pubblico giovane, grazie ai colori sempre diversi all’estetica accattivante che, oltre a renderlo invitante, ne fanno un soggetto perfetto per essere instagrammato, postato e condiviso.

Insomma, un piatto che può regalare belle soddisfazioni sotto diversi punti di vista a bar e pub che lo inseriscono in menu, considerando che il piatto si presta perfettamente anche all’asporto e al delivery. È tenendo conto di tutti questi aspetti che Orogel Food Service, la divisione di Orogel dedicata al fuoricasa, ha lanciato Pokè Facile, la soluzione pensata per consentire a ogni tipologia di locale, anche il più piccolo, di preparare i suoi pokè. Il tutto in modo facile e veloce, eliminando tutti i problemi di tempi e spazi a disposizione e del reperimento, non sempre agevole, di ingredienti freschi, e con la garanzia di massima qualità di Orogel.

Pokè Facile è infatti una box che contiene tutto ciò che occorre per la preparazione di 10 basi per pokè originali e gustose: 1,5 kg di cereali e 4 verdure surgelate in buste da 500 g l’una.

Le box sono disponibili in due versioni: Pokè Farro e Verdure, con farro perlato (1,5 kg) soia edamame (500 g), chicchi di cavolfiore (500 g), carote rondelle (500 g) e mais 500 g, e Pokè Orzo e Verdure, con orzo perlato (1,5 kg), soia edamame (500 g), cavolo cappuccio rosso (500 g), carote stick (500 g) e ceci 500 g.

Non resta che personalizzare

Partendo da queste due basi si può creare un’infinità di pokè, in tempi molto rapidi, accontentando ogni tipologia di consumatore. Basta infatti semplicemente cuocere per qualche minuto i cereali e le verdure in microonde, raffreddarle velocemente e, infine, personalizzare i pokè. Passaggio quest’ultimo che si fa aggiungendo, a seconda della proposta pensata per il locale e i gusti del cliente, aggiungendo proteine, frutta fresca e secca, semi, topping, salse e condimenti. Le possibilità sono davvero infinite.

Per esempio si può aggiungere della tagliata di pollo, gamberi, tartare di salmone, polpa di granchio, uova o polpo. Per un’alternativa vegetariana si può andare sulla feta o sul tofu per accontentare anche i vegani. Oltre alla parte proteica si possono aggiungere frutta fresca e secca o semi, come il sesamo, i semi di lino o di girasole. E guarnire con salse e topping, dal guacamole allo yogurt, dalla maionese alla soia, dal lime all’aceto balsamico. Senza dimenticare che la parte vegetale può essere variata o arricchita con le altre proposte di verdure surgelate del catalogo Orogel.

Inoltre, per stimolare e ispirare la fantasia degli operatori Orogel ha realizzato un ricettario pokè con diversi accattivanti suggerimenti.

SCARICA IL RICETTARIO POKÈ OROGEL

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