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Italicus e chef Bartolini firmano l’aperitivo d’autore al Mudec di Milano

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Lo chef Enrico Bartolini
I giovedì di maggio e settembre alla lounge del Mumec scatta l'aperitivo all'insegna del pairing mediterraneo tra i cocktail a base del Rosolio di bergamotto e i finger food dello chef pluristellato

Per Italicus, si sa, l’apritivo è una forma d’arte. Non a caso, il Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo dal 2018 ha ideato Art of Italicus Aperitivo Challenge, la competizione che sfida i bartender a realizzare cocktail aperitivi ispirati al mondo dell’arte (leggi Crea un’opera d’arte da bere: riparte Art Of Italicus Aperitivo Challenge).

Ma allora, perché non celebrare questo momento di gusto e spensieratezza, emblema del life style italiano, in una location che dell’arte è casa? Parliamo del Mudec, il Museo delle culture di Milano, dove presso la lounge i giovedì di maggio e di settembre va in scena un aperitivo d’autore. Un aperitivo all’insegna del buon bere e del buon cibo, con i cocktail targati Italicus accompagnati dai finger food firmati da un artista della cucina, chef Enrico Bartolini, che proprio nel suo ristorante al Mudec ha ricevuto tre delle sue nove stelle Michelin.

Un pairing dai sapori mediterranei

Un pairing dai sapori mediterranei, così caratteristici sia di Italicus sia della cucina di Bartolini. Se l’aroma fresco del bergamotto calabrese, unito al cedro di Sicilia e alle note speziate e floreali tipicamente mediterranea sono i tratti caratteristici del Rosolio, e che ne fanno un prodotto estremamente versatile in miscelazione, agrumi, capperi, olio e pomodorini sono ingredienti sempre presenti nell’alta cucina dello chef, sempre alla ricerca di nuovi mondi e sapori, ma senza mai dimenticare origini e tradizioni italiane.

I drink Italicus

Andando più nel dettaglio, la formula dell’aperitivo prevede un drink a base Italicus accompagnato da 3 finger food creati dalle chef (costo 15 euro o 25 euro con la visita di una mostra). I drink proposti sono Italicus Cup, fatto con Italicus, succo di pompelmo fresco, top di soda e una fettina di pompelmo rosa, Italicus Spritz, dove il Rosolio si miscela a prosecco, completato da 3 olive verdi, Italicus Tonic, con Italicus, tonica e una fettina di pompelmo, e Negroni Bianco, dove Italicus si unisce a dry gin, dry vermouth e 3 olive verdi (in fondo all’articolo le ricette compete dei drink).

Le creazioni dello chef

Studiati per sposarsi ai drink sono i tre appetizer ideati dallo chef Bartolini, che esaltano la bevuta con i sapori caldi e aromatici del nostro Sud. Focaccia pugliese, pomodorini e origano, che con la sua alveolatura ampia e leggera, dovuta alla presenza del lievito madre, i sentori di origano e i caratteristici pomodori datterini, è vero un omaggio alla Puglia. Bignè con parmigiano reggiano e peperone crusco, nuvole di pasta choux rivestite da un velo croccante e saporito di peperone crusco (ovvero croccante perché essiccato), prodotto tipico della cucina lucana, che all’interno contengono una crema spumosa di parmigiano reggiano 24 mesi. E i Macaron ai capperi e tonnato, macaron salati che portano in tavola il mare coi sentori sapidi e spiccatamente aromatici, e una farcitura di salsa tonnata che si sposa alla polvere di cappero che li decora.

Le ricette dei drink

Italicus Cup
Ingredienti:
50 ml Italicus Rosolio di Bergamotto, 100 ml succo di pompelmo fresco, top di soda e una fettina di pompelmo rosa.
Preparazione:
build
Decorazione:
fettina di pompelmo rosa
Bicchiere:
tumbler

Italicus Spritz
Ingredienti:
50 ml di Italicus Rosolio di Bergamotto, 100 ml prosecco, 3 olive verdi
Preparazione:
build
Decorazione:
tre olive infilate come perle in un bastoncino
Bicchiere:
calice da vino

Italicus Tonic
Ingredienti:
50 ml Italicus Rosolio di Bergamotto, 100 ml acqua tonica, una fettina di pompelmo rosa
Preparazione:
build
Decorazione:
fettina di pompelmo rosa
Bicchiere:
tumbler alto

Negroni Bianco
Ingredienti:
25 ml di Italicus Rosolio di Bergamotto, 25 ml dry gin, 25 ml dry vermouth, 3 olive verdi
Preparazione:
stir
Decorazione:
tre olive infilate come perle in un bastoncino
Bicchiere:
tumbler basso

Quarantadue storie da raccontare con un drink

Storia dei cocktail dimenticati
Ezio Falconi è andato a caccia di cocktail storici, buoni per arricchire una moderna drink list. Ne è uscito un libro, "Storia dei cocktail dimenticati", con una miniera di aneddoti da giocarsi con i clienti

Conquistare la fiducia del cliente: è questo, da 50 anni, l’obiettivo che Ezio Falconi persegue ogni sera quando si piazza dietro il bancone con lo shaker in mano, pronto a esaudire la richiesta dell’avventore di turno (che poi è sempre la stessa: star bene e bere bene). Il primo passo, per conquistare la fiducia, è di capire cosa vuole: «Ti deve interessare farlo - racconta - altrimenti le persone se ne accorgono. E addio fiducia. E addio cliente».

Raccontare storie, aneddoti, curiosità legate a quello che le persone bevono è, per Ezio, uno dei modi migliori per acquisire fiducia. Da lì la sua passione nel raccogliere materiale, informazioni, documenti d’epoca che possano arricchire la sua narrazione. Il metodo più efficace per memorizzarle, per Ezio, è scriverle. Ed è così che sono nati i suoi libri sulla miscelazione, un modo per mettere la propria memoria a disposizione dei colleghi e trasformarla in memoria condivisa.

Storia dei cocktail dimenticati

Il quattordicesimo libro della serie si chiama “Storia dei cocktail dimenticati” (acquistalo on line con lo sconto cliccando qui) ed è figlio del lockdown: «Mi sono messo a spulciare tutti i ricettari di cocktail, sia anglosassoni sia di altri Paesi all’epoca importanti per la miscelazione - Cuba, Argentina ecc. - pubblicati nell’arco di un secolo, tra metà ’800 e metà ’900. L’obiettivo era scovare i drink dimenticati e ho scelto di censire quelli presenti in almeno due manuali. Ne è venuta fuori una lista di 120 drink che, a mio parere, potrebbero dare valore anche a un cocktail menu di oggi. Una selezione di quelli di cui ho trovato sufficiente materiale, storico e iconografico, è finita nel libro».
Il risultato è una raccolta di 42 storie legate ad altrettanti drink, da quelli più noti, come il Vieux Carrè o il Last Word, entrambi nella lista dei cocktail Iba, ad altri tutti da scoprire (e qui ci fermiamo per lasciarti il piacere della scoperta, anche se dieci li abbiamo già svelati parlando del nuovo Drink Team).

«Sono prevalentemente after dinner - spiega - perché era il tipo di cocktail che andava per la maggiore a quei tempi, anche se non mancano qualche pre dinner e un paio di long drink. Sono comunque tutte ricette di facile preparazione e di buona vendibilità, che ho inserito nella mia drink list». Più che una drink list, un’enciclopedia della miscelazione, visto che conta 800 ricette.
«I clienti oggi sono molto più competenti rispetto al passato - conclude Falconi - e più interessati a conoscere, a informarsi, a sapere. In più, stanno più attenti a come spendono i propri soldi, specie chi ne ha meno. Per questo è ancora più fondamentale di prima conquistare la loro fiducia: sarà più facile costruire attorno ai loro desiderata un’esperienza così piacevole da fargli venir voglia di  a tornare».

Tecnocompact, il nuovo forno compatto Tecnoinox

forno Tecnocompact Termoinox
Alte performance con un ingombro minimo: è quanto garantisce il nuovo forno combinato elettrico dell'azienda friulana, disponibile nelle versioni da 6 o 10 teglie e dotato di modulo wi-fi integrato

È stato progettato per garantire massime performance in un ingombro minimo Tecnocompact, la nuova soluzione di cottura firmata Tecnoinox, azienda specializzata nella produzione di cucine modulari, salamandre e forni professionali per il fuoricasa. Il nuovo forno combinato elettrico è infatti il risultato di un lungo lavoro dei designer e ingegneri dell’azienda di Porcia (Pn) finalizzato a ottimizzarne ogni millimetro per offrire agli operatori dei locali un sistema di cottura all’avanguardia, facilmente installabile anche negli spazi più piccoli, efficiente e in grado di assicurare i migliori risultati di cottura.

E proprio le dimensioni compatte rappresentano una prima caratteristica della nuova gamma di forni, disponibile nelle versioni da 6 o 10 teglie GN1/1 crosswise: larghezza di 50,5 cm, profondità di 87 cm e altezza di 80 cm per il modello a 6 teglie, mentre per quello a 10 varia solo la misura dell’altezza, pari a 108 cm. Dimensioni di ben il 27% inferiori rispetto a un forno Tap Tecnoinox.

Risultati al top

Robusti, grazie alla camera in acciaio inox Aisi 304, completamente saldata, a tenuta stagna, con guarnizione della porta “sigillante”, i forni Tecnocompact consentono di cucinare qualsiasi alimento, fresco e surgelato, in poco tempo e con la garanzia di alta qualità del risultato finale. Ciò grazie all’intelligenza della quale i sistemi sono dotati, alla sonda multipunto (4 punti) all’interno della camera di cottura, che assicura il controllo puntuale di tutti i parametri di cottura, ad accessori come la sonda al cuore e ad alcune soluzioni che ne esaltano le prestazioni. Come il deflettore studiato per la migliore distribuzione del calore in camera, in modo da assicurare l’uniformità di cottura, le ventole governate da un inverter, che lavorano con 4 velocità, fermandosi immediatamente al momento dell’inversione della rotazione e all’apertura della porta, e l’ottimale distanziamento delle griglie (interasse 70 mm). L’illuminazione a led, poi, consente l’accurato controllo visivo delle teglie risparmiando energia.

Facile da utilizzare

Come tutte le soluzioni Tecnoinox, anche i nuovi forni sono pensati per un uso immediato e intuitivo, che faciliti e velocizzi il lavoro dell’operatore. Tecnocompact dispone infatti di display a colori ad alta leggibilità, per una migliore visualizzazione delle ricette e delle fasi di cottura, comandi touch e manopola push & scroll per un rapido e facile settaggio e modifica delle impostazioni di cottura.

Ulteriore elemento di semplificazione la capacità dei sistemi di gestire centinaia di ricette, tra quelle preistallate e quelle personali dell’operatore. Ricette che si trovano velocemente, grazie ai filtri che permettono di effettuare la ricerca per nome, per autore o su base temporale.

Facile da utilizzare il nuovo forno Tecnoinox lo è anche da pulire, grazie alla camera con invaso e spigoli interni raggiati e all’opzione del lavaggio automatico, con diversi cicli di lavaggio (intensivo di max 77’; breve di 7’), per risparmiare tempo e ottenere un’igiene perfetta.

Beneficia del credito d'imposta Industria 4.0

Inoltre, come tutti i forni digitali dell’azienda friulana, Tecnocompact è dotato di connessione wi-fi integrata ed è pertanto conforme ai requisiti del Piano Industria 4.0. Pertanto, se collegato tramite Tecnoinox Cloud alla rete aziendale, oltre al controllo da remoto dei consumi, all’inserimento, sempre da remoto, delle ricette, permette di beneficiare del credito d’imposta fino al 40% previsto per gli investimenti effettuati nel corso di quest’anno in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

 

Dorbolò, uno store per la Gubana

Il dolce tipico friulano rivive in un contesto di alta gamma nella boutique Dorbolò a Cividale del Friuli
CIVIDALE. La Gubana non è solo un dolce ma un pezzo di storia del Friuli: è la torta tipica delle valli del Natisone, tra la zona di Cividale e la Slovenia, e con la sua farcitura di noci, uvette e pinoli da 600 anni fa da ponte tra due Paesi e due tradizioni gastronomiche. Un dolce tanto particolare si merita un locale altrettanto particolare. Anzi, più di un locale: una boutique, elegante e preziosa, che rende omaggio alla tradizione con un concept di esposizione e vendita innovativo e fuori dagli schemi. Progettato dallo studio di interior design Visual Display, il Dorbolò La Gubana Boutique, gestita dalle sorelle Jessica e Joelle Dorbolò, è il secondo punto vendita a marchio, nel centro di Cividale, e si presenta come una reinterpretazione in chiave moderna delle tradizionali pasticcerie mitteleuropee. Con un’ampia vetrata a tutt’altezza, questo shop luminoso e dalle finiture sontuose come quelle di una gioielleria si affaccia verso la strada lasciando gli interni completamente a vista. Spiegano i progettisti che «il nuovo concept è concepito come una scenografia teatrale che, con un intrigante effetto ottico di quinte sagomate, porta lo sguardo verso la parete di fondo, dominata dal bancone e dal grande logo in ottone».

Soluzioni architettoniche che amplificano visivamente gli spazi

Le pareti e il soffitto, infatti, sono intervallati da quinte a lamine sagomate che trasmettono la profondità allo spazio e, contemporaneamente, incorniciano il fondale, proprio come le quinte di un teatro. È una soluzione che movimenta lo spazio e dà un’immediata percezione di profondità. L’ingresso, vetrato, è particolare, con la vetrina dal taglio irregolare che crea un vano dove è stata posizionata la porta d’accesso, con una panca per addolcire l’attesa. Su un lato è stato ricavato un corner per il pane. Dorbolò, infatti, non è solo legato alla Gubana: il marchio esiste dagli anni ’30 e crea prodotti da forno di tutti i tipi. Superata questa postazione, due grandi teche espositive si susseguono in uno scintillio di ottone e pietra lucida fino ad arrivare al bancone centrale. Ed è proprio intorno a questi elementi che si distribuisce la clientela, la quale può scegliere i dolci direttamente dalle teche vetrate, come fossero gli scrigni di una gioielleria. Così paralleli, questi monolitici elementi enfatizzano lo slancio del locale verso l’interno, lasciando correre lo sguardo fino alla grande lettera D che campeggia sulla parete. Non ci sono spazi per la consumazione, ma, tra un setto e l’altro, sono ricavati scaffali espositivi, vani portaoggetti da scoprire e piccole ma comode alcove dove sedersi per gustare una fetta di torta e un caffè. «Obiettivo commerciale del cliente - spiegano i progettisti - era creare uno shop, mentre il concetto di bar/caffetteria doveva essere marginale e orientato soprattutto al take away. Mentre nella stagione calda sono previste sedute outdoor, all’interno le sedute sono minime, disegnate come panche perché si integravano molto bene nell’architettura del progetto, mantenendo un’armonia delle forme e senza risultare invasive». A illuminare lo spazio ci pensano luci gioiello, progettate su misura in ottone e vetro opalino, così da riprendere lo stile elegante e prezioso del resto del locale.

Dall’attesa all’assaggio: una customer experience diversa

Anziché organizzare un angolo consumazione con tavolini e sedute, all’interno di Dorbolò La Gubana Boutique i progettisti di Visual Display hanno preferito ritagliare una serie di panche sfruttando le nicchie create dalle quinte a lamine sagomate che scandiscono le pareti. Soluzione dettata da ragioni di spazio, ma non solo: così incassate nella nicchia le panche sembrano quasi scomparire, mimetizzandosi nella parete senza intaccare l’impronta del locale che, con la sua sfilata di teche espositive, vuole richiamare una gioielleria. Le panche con seduta e schienale imbottiti sono attrezzate con un tavolino in ottone e top di pietra agganciato alla panca che fa da piano d’appoggio. La stessa soluzione è stata utilizzata all’ingresso per la panca creata per i momenti di attesa. La grande vetrata che si affaccia su strada infatti non è continua, ma crea una nicchia da cui si accede al negozio attraverso una porta sempre vetrata. Questo spazio fa da filtro tra interno ed interno e accoglie una panca con un tavolino nello stesso stile dell’arredo interno. Who’s who Visual Display (Giulia Minozzi, Rune Ricciardelli, Chiara Endrigo, Giorgio Di Bernardo e il cane Anselmo) è azienda creativa specializzata nello sviluppo di progetti di space branding e interior design dedicati ai settori retail, hospitality, exhibit, workspace e, in alcuni casi speciali, dedicati anche a dimore o ville private. La mission di Visual Display non è solo progettare bellissimi interni, ma luoghi in cui le persone si sentano bene e godano appieno dello spazio che le circonda.

Trionfo di Giovanni De Gaetano alla Wine Cocktail Competition

Wine Cocktail Competition_Giovanni De Gaetano
Il giovane bartender del Mixture di Caserta è il vincitore dell'edizione 2022 della competition, nata per promuovere l'utilizzo del vino in miscelazione. Il racconto della gara e le ricette sul podio

Dopo due anni di stop, si è svolta la finale della Wine Cocktail Competition, una delle principali gare per bartender dedicata al mondo del vino nella miscelazione nel nostro Paese, patrocinata da Aibes, Aibm, Ais, Cocktail Classic Club Bartenders Bar Academy. Organizzata da Renato Pinfildi, co-proprietario del Cafè du Monde di Caserta e già membro del Bar Team 2021 di Bargiornale, assieme alla compagna Maria Piantadosi, la Wine Cocktail coinvolge da sempre numerose cantine, sia locali sia nazionali, per divulgare due delle passioni importanti del suo patron: la cultura del buon vino e l’amore per la mixology.

Tanti i vitigni, da ogni parte dello Stivale: dalla locale Falanghina al Nebbiolo, passando per Pinot Nero e Nero d’Avola, tutti inseriti in ricette dalle più svariate destinazioni e tipologie presentate in questa edizione: dall’after-dinner fino all’aperitivo.

Una giornata di gara, formazione e solidarietà

L’atto finale della gara, come ogni anno, è un’occasione interessante per testare il livello di complessità e cura nell’uso del vino nella miscelazione, oltre che per comprendere livelli e potenzialità di un ingrediente sempre troppo poco esplorato, per ricette e volumi, nella mixology contemporanea. Non sono mancate anche incursioni nell’approfondimento dei temi legati ai distillati e del vino, con ben quattro masterclass dedicate al mondo agave, al rum martinicano, al mondo dell’amaro e all’enologia in Irpinia.

Presente come sempre la solidarietà: la manifestazione collabora con Telethon sin dalla prima edizione, per la quale quest’anno ha raccolto oltre mille euro, grazie a un’asta delle bottiglie inutilizzate.

Ventidue i partecipanti (leggi Svelati i finalisti della Wine Cocktail Competition 2022), giunti al C’era una Volta in America di Caserta da ogni parte della Penisola, dal Piemonte fino alla Sicilia, giudicati da Nino Siciliano dello Speakeasy di Pomigliano (Na), Tommaso Scamarcio dell’Hagakure Noh Samba di Bari, Fabio Cacciapuoti dell’Officina Meccanica Generale di Bacoli (Na) e Claudio Sciaraffa della Bartenders Bar Academy di Avellino, oltre che dai giornalisti Giovanni Continanza e Laura Ferrante per le skill comunicative dei partecipanti.

Le forme del vino

Molte le declinazioni e le presentazioni: si sono viste presentazioni con piramidi, come quella utilizzata nel White Pulsar di Mino Faravolo del Suite 102 di Nola, vincitore del premio per la migliore decorazione, oltre a ricette con ingredienti inconsueti come la cachaça.

Tante le sode artigianali, come il Kir Especial di Enzo Russotto de I Frari delle Logge di Prato, terzo classificato: un mix di Fiano di Avellino firmato Tenuta Cavalier Pepe, brandy, sciroppo di mirtillo homemade e acqua liscia. L’intenzione, supportata dall’uso di una soluzione citrica e da una soluzione lattico/tartarica, è quella di rendere un drink frizzante, grazie alla gasatura homemade, con il risultato di simulare l’utilizzo di uno champagne. Un ragionamento che ricorda quello che adottò Dick Bradsell in un classico come il Russian Spring Punch, dove unì la dolcezza del Kir Royal con i sapori agrumati di un Vodka Sour, per far gustare uno champagne a chi non poteva permetterselo. Terzo posto meritato.

Il buon Dick era anche amante dei sapori locali del suo luogo d’origine, l’Isola di Wight. Ritroviamo la stessa dedizione nella proposta di Francesco Marone, bartender del JammoJa di Atripalda (Av). Il suo Irpino già dal nome esalta la sua terra - una delle principali in Italia per produzione di vino. Omaggio che prosegue con il Greco di Tufo Nestor offerto dalla Tenuta Cavalier Pepe, esaltandone i sapori con l’utilizzo di un brandy irpino, una goccia di Ratafià della zona, una nebulizzazione di Anthemis (un liquore realizzato dai frati benedettini di Montevergine, un monastero famoso dell’avellinese), una crusta di nocciole e miele di castagno dell’Irpinia. Un gesto di amore, capace di far conquistare la seconda piazza al suo autore.

Il trionfo di Giovanni De Gaetano

Ma nessuno ha impressionato come il giovanissimo vincitore della Wine Coctail Competition 2022: Giovanni De Gaetano del Mixture di Caserta. Il suo B.P.V.B Botte piccola vino buono impressiona già dalla complessità nella preparazione del suo ingrediente vinicolo, una Falanghina Falerno del Massico Mille880 della cantina Bianchini Rossetti. Un vino sia aromatizzato per macerazione in botte con bucce di limone, mandarino e fiori di ibiscus, che addolcito con uno sciroppo al vino, prima di essere trasformato in una soda. Il tutto è declinato in un long drink, con l’aggiunta di un bourbon del Kentucky a darne corpo e gradazione. Il risultato, esaltato da un Collins Spears di ghiaccio, è un miscelato dove il corpo del distillato è sapientemente arricchito dalle note agrumate e aromatiche del vino aromatizzato, in un equilibrio dove il carattere deciso del whiskey americano è quasi trasformato in aperitivo gradevole grazie all’uso della gasatura. Un’interpretazione del tema impeccabile, degna della vittoria, che ha impressionato la giuria di degustazione. Solo 21 anni per il giovane bartender casertano. Non c’è bisogno di leggere i fondi del vino per prevederne il futuro.

Le ricette della Wine Cocktail Competition

B.P.V.B. Botte piccola vino buono di Giovanni De Gaetano

Ingredienti:
10 ml Mille880 Falerno del Massico Bianco Bianchini Rossetti, 150 ml soda al Mille880 Falerno del Massico Bianco, aromatizzato per macerazione con bucce di limone e mandarino e fiori di ibiscus, e addolcito con sciroppo al vino Mille880 Falerno bianco (rapporto 1,5/1), 50 ml Wild Turkey Bourbon
Preparazione:
built on ice

Irpino di Francesco Marone
Ingredienti:
50 ml Nestor Greco di Tufo tenuta Cavalier Pepe, 25 ml Brandy Irpino, 1 bar spoon di Ratafia di Meo, aria di Anthemis liquore dei frati Benedettini di Montevergine, crusta di miele di castagno e nocciole
Preparazione:
stir & strain

Kir Especial di Enzo Russotto
Ingredienti:
40 ml ReFiano Fiano di Avellino Tenuta Cavalier Pepe, 30 ml Vecchia Romagna, 10 ml soluzione lattico/tartarica homemade, 5 ml di fake lime homemade, 30 ml sciroppo di mirtillo homemade, 10 ml acqua liscia
Preparazione:
Con prodotti già freddi il cocktail viene mescolato e poi sodato con sifone Twisten Sparkle

White Pulsar di Mino Faravolo
Ingredienti:
8 cl Mariacristina Spumante Metodo Classico 24 mesi Pinot Noir DeFilippi i Gelsi, 2,5 cl Pisco Porton, 2,5 cl Beluga vodka infusa alle albicocche pellecchielle e semi di anguria tostati, 1,5 cl Everleaf foresta, 2,25 cl sciroppo al cardamomo nero
Preparazione:
stir & strain & top on

Beluffi vince la seconda tappa del campionato di macinatura

Pierpaolo Meneguolo e Matteo Beluffi
Pierpaolo Meneguolo e Matteo Beluffi
La seconda competizione del Master Coffee Grinder Championship si è svolta presso il centro formazione di Caffè Diemme a Padova

Sono sempre più partecipate le competizioni del nuovo campionato di macinatura internazionale Master Coffee Grinder Championship messo a punto da Fabio Verona, docente Sca, formatore per Costadoro e autore del libro Professione Barista - Manuale pratico per l’espresso perfetto. La seconda tappa si è svolta nel moderno contesto di Diemme Academy, il centro di formazione di  Caffè Diemme a Padova, e a visto la partecipazione di Giuliano Mannella, Simone Giordano, Matteo Beluffi, Simone Previati, Mattia Deidda, Federico Pines e Luca Bernardoni. Dunque, rappresentanti di più professionalità del mondo del caffè: baristi, trainer e tecnici installatori di macchine espresso e macinini. Il caffè messo a disposizione è stato uno specialty della linea Gli Speciali della Torrefazione veneta: un Costa Rica red honey con note fruttate ed una spiccata acidità. Le note estratte da Pierpaolo Meneguolo, responsabile del training center in fase di calibrazione, sono state di ananas e mango, con retrogusto di uvetta, cascara e pompelmo rosa; un corpo medio e una tazza pulita e setosa al palato. Lavorando in modo accorto sulla macinatura, è stato Matteo Beluffi a ottenere un espresso più simile alle note appena descritte; la competizione è stata molto accesa: il distacco tra il primo e il secondo classificato, Luca Bernardoni, è stato di soli 4 punti; terzo si è classificato Simone Previati.

Protagonisti della competizione sono il macinino gravimetrico Solo dell’italiana Grindie, main sponsor dell’evento, e la macchina professionale a un gruppo You di Sanremo. La qualità dell’acqua per gli espressi è garantita dai sistemi di filtrazione di Brita. Ogni concorrente ha ricevuto due tazzine special edition #mcgc2022 di Ipa Porcellane. Sono inoltre sponsor della competizione Metallurgica Motta, Ims, LF Ricambi, pulyCaff.

La gara. La prova - della durata di 15 minuti - consiste nel fare combaciare il profilo descritto dal torrefattore sponsor della tappa, tramite il profilo gustativo e il tds. La postazione di gara ha la classica forma a “L” delle competizioni Sca; il concorrente ha a disposizione un chilo di caffè e deve giungere al risultato attraverso ripetuti interventi sulla macinatura e sulla dose accompagnati da assaggi di verifica; ogni passaggio dovrà essere giustificato, ma in modo da non svelare i segreti del caffè e del migliore settaggio del grinder agli altri concorrenti. Ottenuta l’estrazione desiderata deve consegnare 4 estrazioni: 3 per i giudici, la quarta verrà utilizzata per misurare il tds. Scriverà su un’apposita scheda anche la ricetta utilizzata. La giuria è composta da 2 giudici sensoriali, 1 giudice tecnico e 1 capo giudice, carica alla quale è stato designato Luca Ventriglia. È concesso un overtime massimo di 2 minuti.

Vince chi offre una tazza più vicina al profilo dichiarato dal torrefattore che ha messo a disposizione il caffè della tappa; vengono premiati i primi tre classificati di ogni selezione e accedono alla finale i vincitori.

SumUp, soluzioni semplici e integrate per la gestione della tua attività

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Dalla Cassa ai Pos mobili, fino al Conto Aziendale: la fintech SumUp offre soluzioni digitali e cashless per ogni esigenza di business

Democratizzare il settore dei pagamenti digitali, creando un mondo in cui i piccoli esercenti possono avere successo dedicandosi a ciò che amano: è la missione di SumUp, la fintech leader nel settore delle soluzioni digitali e cashless per le piccole imprese. Per questo, SumUp è costantemente focalizzata sulla creazione di una suite di prodotti e servizi che incontri ogni esigenza di business, a condizioni vantaggiose e nel massimo della trasparenza.

E davvero ricco di soluzioni ideali per il mondo dei locali è l'ecosistema SumUp, dalla Cassa ai Pos mobili fino al Conto Aziendale.

SumUp_Cassa

SumUp Cassa

SumUp Cassa è la cassa cloud che consente di gestire in modo integrato e da remoto qualsiasi tipo di attività: dall’elaborazione degli ordini e l’accettazione di ogni tipo di pagamento alle integrazioni con i partner, fino alla possibilità di offrire opzioni self-service ai clienti, velocizzando le operazioni in cassa. I pagamenti da remoto di SumUp, in particolare, permettono di elaborare transazioni a distanza inviando un link di pagamento via Sms, Whatsapp, Messenger o e-mail. Inoltre, grazie agli aggiornamenti in tempo reale e alle rendicontazioni facili da interpretare, è possibile accedere ai dati relativi alle vendite, alle performance dei prodotti e al magazzino, oltre a tenere sotto controllo in maniera semplice e veloce la contabilità.

I Pos mobili

I Pos Mobili SumUp sono pensati per attività commerciali di ogni dimensione: semplici da usare, trasportabili ovunque e dal design innovativo, si collegano tramite bluetooth a uno smartphone o un tablet con connessione 3G e permettono agli esercenti di accettare pagamenti digitali anche per le cifre più piccole, senza contratti e canoni fissi. Compatibili con tutte le carte di credito e debito, Apple Pay e Google Pay, i terminali di pagamento di SumUp accettano facilmente tutte le transazioni senza bisogno dell’installazione del Pos tradizionale, assicurando a gestori e clienti un’esperienza rapida e cashless.

Conto Aziendale

Ideale per tutti coloro che hanno un flusso di cassa molto rapido, compresi i liberi professionisti, e configurabile in un paio di click, il Conto Aziendale SumUp è una soluzione totalmente gratuita che permette di inviare, ricevere e gestire denaro in maniera semplice, veloce e chiara. Il tutto offrendo numerosi vantaggi: dal trasferimento degli incassi sul conto in 24 ore, anche nei giorni festivi, all’opportunità di effettuare bonifici istantanei gratuiti per trasferire denaro in tempo reale, fino alla possibilità di utilizzare la carta SumUp per pagare online, in negozio o prelevare contanti dagli sportelli automatici.

Tutti i servizi SumUp sono attivabili online oppure presso i 1.800 negozi retail presenti su tutto il territorio nazionale e negli shop in shop: punti monomarca brandizzati SumUp presenti all’interno di 19 centri commerciali.

A Milano debutta Distillo, la fiera delle attrezzature per le micro distillerie

Distillo 2022
Il 17 e 18 maggio appuntamento con la prima edizione del salone italiano dedicato alle soluzioni, dalle materie prime al packaging, per la micro distillazione. Con un calendario ricco di incontri con i protagonisti della rivoluzione craft

Tutto pronto per il debutto di Distillo, la prima fiera italiana dedicata alle attrezzature per le micro distillerie. L’appuntamento è a Milano, alle Officine del Volo, il 17 e 18 maggio. Organizzata da Craft Distilling, società fondata da Claudio Riva e Davide Terziotti e specializzata nella consulenza per micro-distillerie, la due giorni si propone di avvicinare l'artigianalità alle nuove tecnologie e si rivolge sia agli addetti ai lavori della filiera della distillazione sia a coloro che desiderano avvicinarsi al mondo degli alambicchi.

Dalle materie prime al packaging

Tutto ciò, grazie a un’area espositiva dove i visitatori vedere e conoscere tutte le soluzioni più all’avanguardia per aprire e sviluppare una distilleria artigianale, dalle materie prime alle tecnologie di produzione fino al packaging.

Tra i produttori di alambicchi, per esempio, si potranno trovare realtà di lunga tradizione, soprattutto per la produzione di distillati di frutta, come le aziende dell’area germanica e balcanica, aziende italiane che si sono affermate a livello internazionale. Saranno presenti realtà come iStill, azienda olandese, main sponsor di Distillo, nata nel 2012 e oggi tra i maggiori produttori di alambicchi innovativi e altamente tecnologici, presenti in oltre 850 distillerie di tutto il mondo.

Ampio spazio anche alle materie prime, considerando che nelle produzioni artigianali sempre più importanza viene data anche alla fermentazione. Anche in questo caso Distillo sarà l’occasione per scoprire le ultime novità in questo campo, grazie alla presenza di nomi come Lallemand, altro sponsor dell’evento, tra i più importanti produttori e fornitori mondiali di lieviti, batteri ed enzimi con una divisione dedicata alla distillazione artigianale.

Un ricco programma di seminari

Altrettanto ricco il programma di conferenze e seminari gratuiti (ma con posti limitati per cui occorre prenotarsi direttamente in fiera il giorno dell’evento) che animeranno la manifestazione, che permetteranno di incontrare i maggiori esperti italiani e internazionali del campo (qui il programma completo). Ad aprire gli incontri, la mattina di martedì 17 maggio, sarà Edwin "Odin" van Eijk, fondatore di iStill con un seminario sugli alambicchi, seguito da Sergio Moser della Fondazione Mach che affronterà il tema delle analisi di laboratorio. Sarà poi la volta di Bruno Pilzer, presidente dell’Istituto Tutela della Grappa del Trentino, che terrà un seminario su come individuare e correggere i difetti nei distillati, e di Benedetto Cannatelli, cofondatore di Strada Ferrata, distilleria italiana di whisky, che racconterà l’esperienza della sua realtà.

Gli incontri proseguono mercoledì 18 con il seminario di Vittorio Gianni Capovilla sulla gestione e distillazione della materia prima, con quello di Eugenio Belli di Eugin sulla distilleria ad accisa assolta e la produzione contoterzi. I lavori del pomeriggio saranno aperti dalla tavola rotonda curata da Spirito Autoctono sulle prospettive e potenzialità delle micro distillerie, per proseguire poi con il seminario di Marco Graziano de Le Vie del Rum sulla canna da zucchero in Sicilia, e di Davide Terziotti di Craft Distilling e Marcello Biagini di Manifattura Italiana Spiriti, che illustreranno come aprire e sviluppare una distilleria e sugli errori da non commettere.

Come partecipare a Distillo

Distillo si svolge il 17 e 18 maggio, dalle 10 alle 18, a Milano presso le Officine del Volo (Via Mecenate 76/5).  Il costo del biglietto è di 29 euro per la singola giornata e di 49 per tutte e due. I biglietti possono essere acquistati online cliccando qui.

 

 

I vincitori del Premio Nonino Quaranticinquesimo anno + Due

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I premiati, la giuria e la famiglia Nonino brindano al Premio Nonino Quarantacinquesimo Anno + Due
Con un cocktail d'autore si è brindato alla cerimonia di premiazione del Premio Nonino 2022, tornata a svolgersi in presenza, dopo due anni, presso la sede della distilleria

Lo scrittore inglese David Almond, la filosofa americana Nancy Fraser, il filosofo italiano Mauro Ceruti e il progetto socio-culturale Affido Culturale sono i vincitori del Premio Nonino 2022, tra i più prestigiosi riconoscimenti assegnati in ambito culturale, letterario ed enogastronomico. Il premio, istituito nel 1975 dalla famiglia Nonino per valorizzare la cultura contadina, è stato assegnato durante la tradizionale cerimonia, tenutasi come di consueto presso la sede della distilleria a Percoto, dopo due anni di stop (leggi Torna a maggio il Premio Nonino). Un ritorno in presenza che ha permesso ai premiati, ai giudici e ai tanti ospiti di ritrovarsi dal vivo e brindare insieme.

Non a caso tra i protagonisti della cerimonia i distillati di casa Nonino e l’arte della miscelazione, entrambi espressioni culturali a pieno titolo. A unirli il cocktail Speranza con il quale si è brindato ai vincitori e ai 125 anni di distillazione della famiglia Nonino, che ricorrono proprio quest’anno, creazione di Salvatore The Maestro Calabrese. Drink che The Maestro ha ideato utilizzando una base di Grappa Nonino 41°, mscelandola con Acqua Bianca, cordiale di peperone verde e coriandolo e succo di lime fresco (in fondo all'articolo la ricetta comleta).

I premiati

Anche in questa edizione del Quaranticinquesimo anno + Due, a ricevere il premio sono stati personaggi di assoluto rilievo del panorama culturale internazionale, scelti da una giuria di non minore prestigio, presieduta dal neuroscenziato portoghese Antonio Damasio e composta dal poeta siriano Adonis, il filosofo Giorgio Agamben, l’architetto palestinese Suad Amiry, lo scrittore irlandese John Banville, il regista inglese Peter Brook, l’architetto Luca Cendali, lo storico francese Emmanuel Le Roy Ladurie, lo scienziato britannico James Lovelock, lo scrittore Claudio Magris, lo scrittore rumeno Norman Manea e il sociologo francese Edgar Morin.

David Almond

Nello specifico, il Premio Internazionale Nonino 2022 è stato assegnato a David Almond, specializzato in letteratura per bambini, e autore di Skellig, romanzo classico per i giovani che è stato tradotto in quaranta lingue e oggetto di numerosi adattamenti per il teatro, la radio e per lo schermo. La sua ultima opera è La guerra è finita, romanzo ambientato durante la Prima Guerra Mondiale che ha come protagonista John, ragazzo con papà al fronte e la mamma che lavora in una fabbrica per munizioni, che non riesce a capire come lui, essendo un bambino, possa essere “in guerra” con i tedeschi, come gli assicura il suo insegnante. Un giorno John come in un sogno vede apparire Jan, un bambino proprio come lui, che ha la stessa voglia di lasciarsi quella guerra alle spalle per incontrarsi, ma tedesco. Un racconto potente e commovente, e ancora di più in questi giorni segnati dal conflitto in Ucraina, ma pieno di speranza per un futuro dove bambini come John cresceranno ancora chiedendosi come possano essere in guerra con i loro simili. E un filo di speranza formano insieme le varie opere di Almond, come dichiarato dallo stesso autore: «Quando scrivo storie, sento una connessione con i giovanissimi, che costruiranno un domani migliore».

Nancy Frazer e Mauro Ceruti

Premio Nonino Maestri del nostro tempo 2022 è invece andato a Nancy Frazer e a Mauro Ceruti. La prima, professoressa Henry A. e Louise Loeb di Scienze Politiche e Sociali e docente di filosofia alla New School di New York, è una pensatrice e femminista americana nota per la sua critica alle politiche dell’identità e per il suo lavoro filosofico sul concetto di giustizia. Al centro dei suoi lavori i problemi dell’ingiustizia, in particolare le ingiustizie strutturali che pervadono la nostra società e si allineano con le divisioni sociali come genere, razza/etnia e classe. Temi che Frazer ha attentamente analizzato, rivelandone le cause profonde e suggerendo come si potrebbe superarle.

Filosofo e teorico del pensiero complesso, Ceruti, docente di Filosofia della scienza e direttore della PhD School for Communication Studies presso l’Università Iulm di Milano, nella sua ricca e varia ricerca si è soffermato sui problemi, le contraddizioni, l’arricchimento e la devastazione culturale della nostra vita e del mondo. Nella sua opera ha mostrato come l’apparente semplicità delle cose intorno a noi e di tutta la realtà consueta è grande e complessa come l’universo. «I suoi libri aiutano non solo a conoscere l’infinito piccolo e grande nel quale annaspiamo ma anche a non temerlo, a sentirne l’arricchimento per la nostra persona – si legge nelle motivazioni della giuria -. Da questo sentimento e concetto della complessità cosmica deriva un senso profondamente umanistico o meglio umano, della comunità di destino che lega tutti gli individui di tutti i popoli della Terra all’ecosistema globale.

Affido Culturale

Infine il Premio Nonino Risit d’Aur - Barba tella d’Oro 2022 andato all’Affido Culturale, un progetto selezionato dall’impresa sociale Con i bambini, nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile. Partito dalla citta di Napoli, il progetto propone di mobilitare, contro la povertà educativa, delle “famiglie risorsa”, valorizzando l’esperienza dell’affido familiare, ma declinandola nella fruizione di prodotti e servizi culturali. Un’idea molto semplice, ma che sta cambiando la vita di molti piccoli: un genitore, che abitualmente porta i suoi figli al cinema, a teatro, al museo o in libreria, ci porta anche un bambino che in questi luoghi non ci entrerebbe per differenti cause. Il progetto oggi è attivo in sette città italiane: a Napoli si sono aggiunte Roma, Bari, Modena, Milano, Teramo e Cagliari.

Il cocktail

Speranza di Salvatore The Maestro Calabrese

cocktail Speranza Salvatore Calabrese

Ingredienti:
30 ml Grappa Nonino 41°, 20 ml Acqua Bianca,  20 ml cordiale di peperone verde e coriandolo homemade, 15 ml succo di lime fresco
Preparazione:
shake
Bicchiere:
tumbler basso con cubo di ghiaccio

Bitter Martini festeggia i 150 anni al The Court con Giulia Cuccurullo

Bitter Martini
Bitter Martini
Gran finale per la rassegna “Women First”, che nelle scorse settimane ha portato il meglio della miscelazione internazionale al femminile festeggiando a Roma i 150 anni del Bitter Martini

Finale in bellezza per la rassegna “Women First”, che nelle scorse settimane ha portato il meglio della miscelazione internazionale al femminile dietro al bancone del The Court a Roma e che per la serata del 9 Maggio si è legata a doppio filo con Martini, per festeggiare i 150 anni del Bitter Riserva.

Chi meglio di Giulia Cuccurullo, orgoglio nazionale che guida il bancone dell’Artesian di Londra, poteva essere la persona giusta per la guest dell’anno a Roma? È evidentemente questo che ha pensato il resident bartender del bar dell’hotel Palazzo Manfredi, Matteo Zed, padrone di casa, nonché ideatore della bella rassegna dedicata alla miscelazione al femminile.

L’omaggio per i 150 anni di Bitter Riserva Martini

Fra uno champagne cocktail e un throwing, Giulia Cuccurullo ha dato mostra della sua maestria con la sua drink list in tre cocktail. Accomunati da un fil-rouge, nel vero senso della parola, visto che i toni del rosso erano preponderanti, per via della presenza di Bitter Riserva Martini fra gli ingredienti.

Per questa serata ai piedi del Colosseo, Giulia si è infatti prestata per interpretare al meglio in miscelazione questo aperitivo che ha fatto la storia dei bar italiani. Dal Treat Yourself 2.0 (uno champagne cocktail con base vodka, bitter Martini e purea di fragole) al Fly Away, il classico Milano-Torino con un cordiale all’ananas a dare il tocco personale, passando per un All Season, un drink appunto per tutte le stagioni, con base tequila, bitter Martini e cordiale agli agrumi.

Da Milano-Torino a Torino-Torino

Se l’azienda di Pessione, a due passi da Torino, ha mosso i suoi primi passi nel 1863, inondando il mercato con il suo Vermouth, quindi con la China Martini e il Fernet, è nel 1872 che nasce il Bitter, con l’intento di creare una bevanda che potesse essere sia aperitivo che fine pasto, grazie alla sua nota amaricante.

Nonché per rispondere a un’esigenza di mercato, che già aveva creato il mix vincente Milano-Torino, ovvero bitter+vermouth: per la Martini era l’ora di farlo diventare Torino-Torino, producendo in casa entrambi gli ingredienti principali. Poi qualche anno dopo, in tempo di Proibizionismo, arriverà il Negroni, “l’aperitivo alla maniera del conte”, che ha di recente festeggiato i 100 anni ed è oggi diventato il cocktail più ordinato al mondo.

Quando nasce Martini, Torino era capitale d’Italia e ancora per diversi anni è stata il “place to be” per i nobili dell’epoca, che frequentavano i caffè, bevevano vermouth e vermouttini nei bicchierini, seguivano le mode che arrivavano dagli Stati Uniti con le navi, le stesse che portavano le casse di Martini dall’altra parte del mondo. Quando nasce il bitter, il commercio di Martini con l’America era già consolidato, raccontano insinuando il dubbio, anche se ammettono che è difficile averne la certezza, che data questa ampia diffusione delle bottiglie della casa di Pessione in terra americana, quello che figura fra gli ingredienti dei principali cocktail storici possa essere proprio il bitter targato Martini.

Il Bitter Martini oggi

Gli ultimi anni della produzione di bitter in casa Martini sono caratterizzati da un’estrema ricerca sul prodotto, dicono dall’azienda. Le numerose riserve speciali lanciate negli ultimi anni ne sono la dimostrazione. Lo stesso Bitter Riserva Martini nasce nel 2017 e ha la caratteristica di avere 3 gradi alcolici e mezzo in più dell’originale. Per il master blender Beppe Musso semplicemente una motivazione qualitativa: con questa gradazione il risultato è migliore.

Le ricette complete sono naturalmente cosa segreta, un po’ come quella della Coca Cola, ma qualche botanica non si può non rivelarla, se non altro per raccontare quanto sia attenta la ricerca delle materie prime da parte di Martini. “Il nostro esperto botanico Ivano Tonutti, è sempre con una valigia a girare per i continenti per seguire la filiera e parlare con i contadini. Sono tutti prodotti naturali al 100%, più di venti botaniche, fra cui angostura, radice di Colombo o Calumba, agrumi come arance dolci e amare, nonché mandarino e zafferano della Mancia”, rivelano.

Relais Dessert, Padova capitale mondiale della Pasticceria

Seminario Relais Dessert
Seminario Relais Dessert
Dal 15 al 18 maggio, a Padova, si terrà il seminario internazionale Relais Dessert con gli 85 maestri pasticceri più blasonati al mondo

Relais Dessert torna per la terza volta in Italia, incoronando Padova capitale mondiale della pasticceria. Dal 15 al 18 maggio gli 85 maestri pasticceri più blasonati al mondo si confronteranno su tematiche d'attualità e sulle tendenze legate al settore. Le tre giornate di seminario si terranno presso il Palazzo della Ragione.

I temi di Relais Dessert

«Per noi questi incontri rappresentano un’importantissima occasione di confronto e di scambio, nonché un momento di approfondimento relativo alle eccellenze locali: dai prodotti enogastronomici dei Colli Euganei alle realtà industriali», ha dichiarato Luigi Biasetto, già Campione del Mondo di Pasticceria e anfitrione d’eccellenza di questa terza edizione in Italia. «È proprio durante i Seminari internazionali dei Relais Desserts che si definiscono le nuove tendenze della pasticceria che, poi, tenderanno ad imporsi nei diversi Paesi del mondo». Grande attenzione all'ecosostenibilità e ai nuovi paradigmi del mercato, compreso l'e-commerce. Sulle tendenze della pasticceria, secondo Biasetto c'è un ritorno al classico e alla tradizione, seppur arricchito da contaminazioni che arrivano da lontano, dal Perù come dal Giappone. Le differenti nazioni d'appartenenza di tutti i partecipanti – provenienti da Europa, Africa, Medioriente, Stati Uniti d’America, Giappone e Australia – garantirà agli incontri un ricco confronto.

Goûter des chefs: sfida tra campioni

Tra le attività in programma, c'è il “Goûter des chefs”, un momento di confronto tra tutti i partecipanti, chiamati ad allestire composizioni suddivise in 10 buffet monumentali ed incentrate sul tema “Erbe e Frutta”, in onore delle due piazze cittadine, rispettivamente “Piazza delle Erbe” e “Piazza della Frutta”, storici fulcri del centro commerciale cittadino. La composizione dei 10 buffet sarà affidata ad altrettante squadre. Gli 85 pasticceri, infatti, saranno suddivisi in 10 team, organizzati in base alle aree geografiche di provenienza dei partecipanti. In questo modo ogni gruppo potrà declinare il proprio buffet, omaggiando le differenti territorialità e celebrando le rispettive tradizioni. La squadra italiana sarà l’unica a competere in rappresentanza di una sola Nazione, in forza della presenza del bresciano Iginio Massari, del maestro padovano Luigi Biasetto, di Andreas Acherer di Brunico, del piemontese Fabrizio Galla, di Luca Mannori di Prato e di Roberto Rinaldini di Rimini.

Ultimi giorni per partecipare a Crea il Tuo Spirito

Crea il tuo Spirito 2022
Si chiudono il 16 maggio le iscrizioni per partecipare al contest di The Spiritual Machine che offre l'opportunità di ideare, produrre e imbottigliare la propria ricetta di spirit

Ultimi giorni per partecipare all'edizione 2022 di Crea il tuo Spirito. La data ultima per iscriversi al contest, rivolto a tutti coloro che si vogliono cimentare nella creazione di uno spirit che rispecchi gusto, filosofia e le aspirazioni della loro attività nel fuoricasa e della distribuzione di alcolici, è fissata al 16 maggio.

Ideato e organizzato da The Spiritual Machine, startup torinese specializzata nella realizzazione di linee personalizzate di alcolici artigianali, e giunto alla sua terza edizione, il concorso offre ai vincitori l’opportunità di creare e vedere prodotta e imbottigliata la propria ricetta. Ma non solo, perché il team di The Spiritual Machine supporterà anche i partecipanti a porre le basi per l’avvio del loro spirit-business.

Il contest è nato infatti con l’obiettivo di favorire la creatività e l’innovazione del settore del beverage, supportando i produttori artigianali di alcolici, ottimizzando l’intero processo dall’ideazione del prodotto fino alla sua distribuzione.

Come partecipare

Per partecipare a Crea il tuo Spirito, i candidati (che devono possedere una licenza per la somministrazione di alcolici o un’attività collegata alla loro distribuzione) devono presentare entro il prossimo 16 maggio la propria ricetta originale che rientri nella categoria vermouth, gin, amaro, bitter, new spirit & premixed cocktail (clicca qui per il regolamento completo e qui invece per le domande frequenti). Per farlo devono prima iscriversi alla Community degli Infusionist (clicca qui se non sei già iscritto) e quindi compilare il form sul sito del concorso, inserendo i propri dati, la ricetta e un’idea semplificata di business plan che contenga un piano di marketing e di distribuzione del prodotto. Inoltre, occorre inviare all’indirizzo email makeit@thespiritualmachine.it un video della durata massima di 3 minuti nel quale il concorrente deve cercare di convincere la giuria a realizzare il suo progetto, raccontando se stesso, il suo locale o la sua attività e lo suo spirit che ha in mente.

Le fasi del contest

Tutti i progetti saranno valutati dalla commissione esaminatrice che selezionerà i 10 finalisti che saranno resi noti il 23 maggio. I loro autori si aggiudicheranno una consulenza con gli esperti di The Spiritual Machine, in programma il prossimo 6 giugno presso la sede della società a Torino, durante la quale saranno supportati per affinare la loro proposta di business plan. Al termine della sessione di consulenza, inoltre, riceveranno due campioni di prodotto finito e una bottiglia prototipo.

Il gran finale di Crea il tuo Spirito sarà però il 20 giugno, sempre nella sede della società, quando la giuria composta da Elisa Cravero, ceo e cofondatrice di The Spiritual Machine, e Fulvio Piccinino, master of spirits e fondatore di saperebere.com, decreteranno i tre vincitori.

I premi

Il primo classificato riceverà 250 bottiglie con il prodotto da lui ideato, completo di pack ed etichetta, realizzata in collaborazione con Estudio La Compañia, mentre Vargros e Spazio Versatile si occuperanno, rispettivamente, della distribuzione delle bottiglie e della comunicazione nel canale fuoricasa. Inoltre, riceverà supporto nella creazione di un business plan e corsi formativi dall’Academy di Le Village by CA. Supporto per il business plan e corsi di formazione saranno il premio anche per il secondo e terzo classicati.

 

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