Sono i bar gli esercizi commerciali dove i pagamenti contactless sono più diffusi: secondo l'Osservatorio Pagamenti Contactless di SumUp, l'84,6% dei pagamenti digitali nei bar avvengono in questa modalità, contro il 78,1% di media nazionale.
Vittorio Moretti, direttore commerciale Italia di SumUp
Se da un lato aumenta la frequenza dei pagamenti digitali, dall'altro cala lo scontrino medio: per i pagamento contactless dei bar è di 14 euro. «La crescita del contactless - spiega Vittorio Moretti, direttore commerciale Italia di SumUp - è legata alla sempre maggior fiducia dei clienti, che trova questa modalità di pagamento rapida, affidabile, efficiente e sicura. La pandemia ha dato una forte accelerazione in questo senso, creando maggiore consapevolezza anche nei gestori».
Le resistenze dei gestori nell'adottare soluzioni digitali stanno progressivamente riducendosi: «Se fino a poco tempo fa le soluzioni contactless erano adottate principalmente dai locali ad alto traffico e di grandi dimensioni, ora si stanno diffondendo anche ai piccoli - spiega Moretti -; è il cliente a chiederlo, e la prima cosa che qualsiasi gestore deve fare è ascoltare i bisogni dei clienti, recepirne i comportamenti e conoscere le tendenze. I pagamenti digitali, specie tra i giovani, sono ormai la norma».
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Costi di gestione e vantaggi
La varietà di soluzioni disponibili sul mercato rende meno onerosa rispetto al recente passato la gestione dei sistemi di pagamento per il gestore attento: «SumUp - spiega Moretti - offre sia abbonamenti con canone, come il nuovo SumUp One, sia formule senza canone mensile dove si pagano solo le commissioni di transazione. Senza contare la possibilità di Ma calcolare solo i costi vivi è vedere solo un pezzo della questione: tra i vantaggi dell'adottare soluzioni per i pagamenti digitali ci sono da un lato un maggiore controllo dei flussi, dall'altro una netta riduzione del rischio di truffe e contraffazioni. Senza contare che, con la progressiva riduzione delle filiali delle banche, può diventare più complicato e dispendioso in termini di tempo andare a versare il contante allo sportello».
La novità SumUp One
La novità appena lanciata in Italia è l'abbonamento a SumUp One, già lanciato nel Regno Unito lo scorso anno: prevede un canone mensile di 15 euro e una riduzione delle commissioni di transazione (dall'1,95% allo 0,95%), oltre al versamento dei fondi sul Conto Aziendale nel giro di 24 ore lavorative al posto delle canoniche 48-72 ore.
«Con questa soluzione - conclude Moretti - ampliamo ulteriormente la gamma di soluzioni per i gestori, dalla semplice accettazione della carta a SumUp Cassa Pro, che permette di gestire qualunque attività in modo integrato e da remoto».
Presentata all’Hotel Fours Seasons di Milano le edizioni 2023 di Florence Cocktail Week e Tuscany Cocktail Week. Organizzati da Paola Mencarelli, i due eventi coinvolgono la bellezza di 46 locali fiorentini e 85 locali toscani. Notizia dell’ultimo momento la collaborazione internazionale con la Tel Aviv Cocktail Week.
Florence Cocktail Week torna a Firenze dal 17 al 23 aprile 2023 nei migliori 46 locali del capoluogo toscano. A precedere la 7.a edizione della kermesse dedicata al bere consapevole e di qualità, la 4.a edizione di Tuscany Cocktail Week che si svolgerà nei migliori 85 cocktail bar delle 10 province toscane dal 10 al 16 aprile.
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Presentazione della FCW al Four Seasons di Milano
Florence Cocktail Week 2023
Edoardo Sandri, Paola Mencarelli, Martina Bonci e Luca Angeli
Tuscany Cocktail Week 2023
Paola Mencarelli organizzatrice di Florence e Tuscany Cocktail Week
Il team Florence Cocktail Week
Le cocktail week toscane organizzate da Paola Mencarelli seguono lo schema degli anni precedenti e delle ultime nate Venice Cocktail Week e Cortina Cocktail Weekend.
Sette giorni di eventi diffusi nei cocktail bar selezionati. Appuntamenti sartoriali con filo conduttore il bere consapevole e di qualità.
Una settimana ricca di contenuti. Eventi, masterclass, presentazioni di prodotti e di libri, guest con ospiti di fama italiana e internazionale. Il tutto declinato in diversi momenti della giornata, dall’Aperitivo di Mezzogiorno alle Night Shift.
Una drink list composta da 3 cocktail esclusivi
1 Signature Cocktail #FCW23 e #TCW23
1 drink RiEsco a Bere Italiano dedicato al Made in Italy per Firenze e 1 drink RiEsco a Bere Toscano dedicato al Made in Tuscany per le 10 province Toscane
1 Eco Cocktail dedicato alla sostenibilità
Non mancano interessanti novità per le edizioni 2023, che vedranno elementi del passato rielaborati o eliminati per dar vita a un progetto unico e dinamico che sviluppa un’idea diversa di fruizione del drink. Florence Cocktail Week va ad accendere i riflettori sulle insegne del luogo per permettere a neofiti e appassionati di mixology di conoscere le diverse strutture e l’expertise dei barman stessi, che attraverso le loro creazioni promuovono la cultura del bere e l’interazione fra cliente e operatore.
«Le nostre cocktail week non sono manifestazioni standardizzate - precisa l'organizzatrice Paola Mencarelli - Per mantenere viva l’energia e la curiosità mi piace rivedere ogni anno il format, introducendo novità e modificando i punti che con il passare del tempo diventano monotoni. Creare o cavalcare tendenze fresche e di valore è per me un modo per dar vita a appuntamenti unici e stimolanti».
Breve storia delle Cocktail Week by Paola Mencarelli
Florence Cocktail Week prende vita nel 2016 a Firenze seguendo il modello delle “cocktail week” internazionali, il cui format originale nasce a Londra nel 2008.
Sulla scia del successo della kermesse fiorentina nel 2019 si aggiunge Tuscany Cocktail Week, la prima cocktail week che coinvolge tutte le province di un’intera regione italiana. Nel 2021 la manifestazione approda a Venezia con Venice Cocktail Week, che ne consacra il successo a livello nazionale e internazionale. Nel 2022 Florence Cocktail Week si trasforma in Florence Cocktail Party, una grande festa estiva che vede protagonisti i cocktail bar fiorentini e toscani in un’unica serata. Nel 2022 nasce infine Cortina Cocktail Weekend, la prima cocktail week in Europa sulla neve, che avvia in Italia il nuovo format “cocktail weekend” lanciando la prima edizione della Mixology’s Cup sugli sci, una competizione ludica che consiste in una discesa con una coppa Martini in mano.
Tuscany Cocktail Week dal 10 al 16 aprile nelle province toscane
Tuscany Cocktail Week torna negli 85 migliori Cocktail Bar delle 10 province toscane dal 10 al 16 aprile. La prima cocktail week al mondo che coinvolge un’intera regione presenta nella sua quarta edizione una grande novità.
Ad aprire le danze di TCW un appuntamento frizzante e imperdibile. Il TCW23 Opening Party, la sera di domenica 9 aprile al Jeffer Cocktails & Friends di Pisa. Una festa dedicata a Tuscany Cocktail Week con i bartender dei cocktail bar delle province toscane #TCW23.
Scheda Jeffer Cocktails & Friends di Pisa
Florence Cocktail Week dal 17 - 23 aprile 2023 a Firenze
La 7.a edizione di Florence Cocktail Week coinvolge i 46 migliori cocktail bar di Firenze suddivisi in Bar d’Hotel e Cocktail Bar dal 17 al 23 aprile 2023.
Ogni locale selezionato presenta una Cocktail List #FCW23 creata ad hoc per la manifestazione, in cui i bartender danno libero sfogo a tutta la loro creatività.
Non manca la parte educazionale pomeridiana con seminari e masterclass, volti alla conoscenza di prodotti, tecniche di miscelazione e format di bar, oltre a presentazioni di libri e incontri culturali di approfondimento.
Ampio spazio anche all’intrattenimento serale con eventi e party a tema, cocktail list dedicate e la partecipazione di guest bartender tra i migliori del panorama italiano ed internazionale. Le Cocktail List e il Calendario Eventi saranno consultabili sul sito www.florencecocktailweek.it a ridosso dell’evento.
Le iniziative dedicate ai giovani
FCW Young Guest Bartender Per l’edizione 2023 FCW vuole dar voce alle nuove generazioni di bartender, coinvolgendo i giovani bartender under 25 in una GUEST che li vedrà protagonisti dietro al bancone - da soli o accanto alle star della miscelazione - dei cocktail bar #FCW23.
FCW Young Guest Bartender è un’iniziativa indirizzata agli under 25 di tutto il territorio nazionale che non si sono mai cimentati in una guest. I bartender interessati si sono autocandidati tramite call to action sui social media FCW.
L’organizzazione selezionerà i diversi candidati, che verranno provvisti di un elenco delle aziende disponibili a sponsorizzare e a dare visibilità alla loro guest e con le quali potranno entrare in diretto contatto.
Gli Young Bartender selezionati dovranno dimostrare il proprio talento ma anche la propria professionalità nel contattare un’azienda, decidere e richiedere i prodotti da utilizzare, elaborare la cocktail list della serata, realizzare la locandina dell’evento, presentare la guest a uno dei cocktail bar partecipanti e lanciare sui social la propria guest.
Ad aiutare i giovani bartender un tutor d’eccezione: Antonio Ferrara, Bar Manager di Aman Venice, al quale i partecipanti under 25 potranno chiedere consigli e suggerimenti. Una giuria di esperti del settore valuterà poi la guest più interessante che sarà annunciata a fine manifestazione.
FCW23 Giovani Studenti e FCW23 Giovani Talenti Come ogni anno uno spazio sarà dedicato ad un momento di studio e confronto per i giovani. “Giovani Studenti” e “Giovani Talenti” sono due iniziative indirizzate a studenti che frequentano gli Istituti Alberghieri e a giovani bartender che già esercitano la professione. I giovani invieranno le loro ricette e le più interessanti saranno selezionate e annunciate a fine manifestazione.
Le iniziative sono organizzate in collaborazione con Antonia Lo Casto, Docente di Sala e Bar presso Istituti Alberghieri e Scuole di Formazione Professionale di Firenze e Prato.
Lunedì 17 aprile alle Serre Torrigiani di Firenze il FCW23 Opening Party. La festa che darà il via alla 7 giorni fiorentina dedicata alla mixology riprende il format del “Florence Cocktail Party” che ha riscosso successo nell’estate 2022. Con i Pop Up Bar dedicati alle aziende sponsor che vedono protagonisti i cocktail bar FCW e TCW riuniti per una sera in un unico luogo, l’immancabile Pop Up Pizza con i migliori pizzaioli fiorentini e toscani, una selezione di postazioni food dedicate alle eccellenze gastronomiche e infine la presenza degli amici di FCW italiani e internazionali che hanno accompagnato la manifestazione negli anni. Attenzione anche all’entertainment con l’accompagnamento musicale del Dj Leo Tolu.
Scheda Serre Torrigiani di Firenze
Dining with the Spirits e Pizza with the Spirits Per il terzo anno saranno riproposte anche le iniziative “Dining with the Spirits” e “Pizza with the Spirits”. Chef e pizzaioli fiorentini e toscani utilizzeranno gli spirit come ingredienti dei propri piatti e pizze proponendoli durante le due settimane all’interno dei loro menu o in serate dedicate.
Stop ai vincitori assoluti
In questi anni in tutta la Toscana si è andata a creare una vera e propria community di bartender. Seguendo l’ottica di cooperazione e sviluppo, l’organizzazione ha deciso di eliminare dal calendario tutte le iniziative che decretano dei vincitori assoluti.
Nelle prime edizioni uno degli elementi centrali è stato il Contest sul Signature Cocktail, che dall’edizione 2020 é stato sostituito dagli Awards, per stimolare i locali selezionati a emergere e affermarsi. Nel 2023 i premi per cocktail bar e bartender verranno sostituiti dalla volontà di mettere in luce la professionalità e la collaborazione dei diversi cocktail bar partecipanti. Firenze, grazie anche alle cocktail week precedenti, è diventata una delle piazze più stimolanti della mixology italiana. La community dei bartender toscani si è creata e affermata dando vita a una vera e propria fucina di idee e proposte, oltre ad aver contribuito a far diventare Firenze e la Toscana stessa una delle mete principali degli amanti del bere miscelato di qualità a livello globale.
Eliminare gli Awards è un modo per dare risalto all’intera città e all’intera regione, cresciute entrambe a livello di qualità delle proposte.
Magenta Colore dell'Anno #FCW23
Novità anche per la modifica della cromia, uno dei must del susseguirsi delle edizioni del festival fiorentino. Per Florence Cocktail Week 2023 resta l’International Klein Blue (IKB) della sesta edizione. Il colore creato dall’artista visionario francese Yves Klein che ha contribuito alla revisione del mondo dei colori convenzionali, diventato in parallelo un inno alla luminosità e alla forza creativa.
La rottura con il passato a livello grafico sta non solo nella scelta di mantenere fisso il colore dell’edizione precedente, ma anche nell’introduzione di uno complementare al principale, seguendo le tendenze del momento: per questa edizione è il magenta, colore dell’anno 2023.
I bar che partecipano alla Florence Cocktail Week 2023
COCKTAIL BAR
Bitter Bar
Cibrèo Ristorante & Cocktail Bar
Caffè Concerto Paszkowski
*Caffé Gamberini
*Ditta Artigianale Ferrucci
Djaria American Bar
Dome
*Drinx, Il Gusto di Xinge
*Eye Cocktail Bar by Chic Nonna
FAKE Firenze
Floreal
Fuk
Gilli 1733
Gucci Giardino 25
Guné
Inferno
*Koob Experience
La Ménagère
La Petite
Locale
MAD - Souls & Spirits
Move On
PanicAle
Rasputin
Rex
Rivoire
Santa Cocktail Club
Santarosa Bistrot
*Seeds @ Ostello Tasso
*Serre Torrigiani
Strizzi Garden
*Tiratissima
Urbano
Viktoria Lounge Bar
BAR D’HOTEL
Atrium Bar - Four Seasons Hotel Firenze
*Companion Bar Dolce Amaro - 25 Hours Hotel Piazza San Paolino
Divina Terrazza Rooftop Bar - Grand Hotel Cavour
Empireo - Plaza Hotel Lucchesi
Harry's Bar The Garden - Sina Villa Medici
Irene Firenze - Hotel Savoy
La Terrazza - Grand Hotel Minerva
Picteau Cocktail Bar - Hotel Lungarno
*Rooftopbar - The Social Hub Florence
Santa Villa Cora - Villa Cora
*SE-STO on Arno Rooftop Bar - The Westin Excelsior, Florence
The Fusion Bar&Restaurant, Gallery Hotel Art
*Novità 2023
I bar che partecipano alla Tuscany Cocktail Week 2023
AREZZO 1 1 Emilio - Arezzo AR
2 2 Vasari Café - Arezzo AR
3 3 *San Girolamo Spirits - Castiglion Fiorentino AR
4 4 GLOBE LAB - Cortona AR
5 5 Ristorante Mater - Moggiona AR
6 6 Menchetti dal 1948 - S. Giovanni Valdarno AR
FIRENZE 7 1 Bar Varenne - Firenze FI
8 2 Elementi - Barberino di Mugello FI
9 3 Picò e Piccornie - Barberino Val D'elsa FI
10 4 Borgo! - Borgo San Lorenzo FI
11 5 Tuttobene - Campi Bisenzio FI
12 6 Chiosco ai Renai - Castelfiorentino FI
13 7 Salotto Negroni 1919 - Certaldo FI
14 8 Pruneti Extra Gallery - Greve in Chianti FI
15 9 Villini Lab - Pontassieve FI
GROSSETO 16 1 Affinity Café - Grosseto GR
17 2 D.Park - Grosseto GR
18 3 Vermuttino Coffee & Spirits - Grosseto GR
19 4 *Frank&Serafico - Alberese GR
20 5 L'Oca Bianca - Albinia GR
21 6 Pura Vida - Castiglione della Pescaia GR
22 7 *Macondo Sensory Experience - Follonica GR
23 8 *Bar del Porto - Porto Ercole GR
24 9 Sparkling American Bar - Porto Santo Stefano GR
LIVORNO 25 1 Alphonse - Livorno LI
26 2 Amedeo - Livorno LI
27 3 Il Cardell'INO in città - Livorno LI
28 4 Sketch - Livorno LI
29 5 *Tailored Cocktail Bar - Livorno LI
30 6 Il Cardellino - Castiglioncello LI
31 7 *Bottega Dani - Cecina LI
32 8 *Carbonifera Beach Bar&Restaurant - Piombino LI
33 9 Il Colore del Grano - Populonia LI
34 10 LAND’HO! Bistrot - Rosignano Marittimo LI
35 11 Il Sal8 Bar Agricolo - San Vincenzo LI
36 12 I Fichi Secchi - Vada LI
LUCCA 37 1 Franklin 33 - Lucca LU
38 2 *H&G Coffee Lounge - Lucca LU
39 3 *Magellano - Lucca LU
40 4 *Vinarkia della Pavona - Lucca LU
41 5 *Issimo - Gusto Italiano - Camaiore LU
42 6 67 Sky Lounge Bar, Hotel Principe - Forte dei Marmi LU
43 7 Club Pennone - Forte dei Marmi LU
44 8 Violet Hill Café - Lido di Camaiore LU
45 9 Caffè al Teatro - Pietrasanta LU
46 10 Il Duomo - Pietrasanta LU
47 11 LAB Cocktail Bar - Pietrasanta LU
48 12 Caffè Irene - Viareggio LU
PISA 49 1 *Carraia del Nicchio - Pisa PI
50 2 Eleven Cafè - Pisa PI
51 3 Jeffer cocktails & friends - Pisa PI
52 4 *Numeroventi - Pisa PI
53 5 Tabasco n.6 - Calcinaia PI
54 6 *Antica Velathri Cafè - Volterra PI
PRATO 63 1 Bartat - Prato PO
64 2 Big Easy Cocktail House - Prato PO
65 3 Caveau Enoteca Gastronomia - Prato PO
66 4 Cul de Sac - Prato PO
67 5 *Elementi Prato - Prato PO
68 6 Fitz Tequila & Exotic Bar - Prato PO
69 7 Fitz The GinBar - Prato PO
70 8 I Frari delle Logge - Prato PO
71 9 MAG56 - Prato PO
72 10 *Monsters A-Live - Prato PO
73 11 *Murà - Prato PO
74 12 Shark Bottega del Pesce Wine Bar - Prato PO
75 13 *Triplo - Prato PO
SIENA 76 1 Bottiglieria Salefino - Siena SI
77 2 Charlie Mixology Bar - Siena SI
78 3 Trefilari - Siena SI
79 4 Il Barrino - Bagno Vignoni SI
80 5 Bar Archi, Borgo San Felice - Castelnuovo Berardenga SI
81 6 *Monteverdi Tuscany - Castiglioncello del Trinoro SI
82 7 Idyllium - Pienza SI
83 8 White Dog - Poggibonsi SI
84 9 Il Falconiere - Fonteverde Lifestyle & Termal Retreat - San Casciano dei Bagni SI
85 10 *Magnino Bistrot - San Gimignano SI
L'editoriale di Bargiornale di aprile 2023 a firma della direttrice Rossella De Stefano. Dedicata alle nuove edizioni di Baritalia e Barawards e ai talenti italiani che si sono fatti e si fanno strada a Londra
Si è da poco conclusa la tappa di Napoli di Baritalia, il nostro laboratorio di miscelazione itinerante. Una tappa per molti versi straordinaria. Inedita la location: il caffè, ristorante fine dining e cocktail bar ScottoJonno che ha appena aperto i battenti nella Galleria Principe di Napoli, dopo due anni di lavori e oltre un secolo di abbandono. Un importante progetto di recupero dell’ex Tesoreria di Stato del Banco di Napoli, omaggio al café chantant fondato dal procidano Vincenzo ScottoJonno nell’allora neonata Galleria (anno 1883). Oltre 400 le presenze registrate alla tappa e 80 le ricette selezionate sulle 120 pervenute in redazione. A sorprendere tutti è stato però l’entusiasmo dei tanti giovani intervenuti, l’interesse dimostrato e la vivacità del confronto con i “coach” delle aziende partner e i migliori barman della regione intervenuti in qualità di giudici d’onore (a tutti il nostro ringraziamento). Il che fa ben sperare sul futuro della miscelazione nel Belpaese. Intanto il 17 aprile ci sposteremo a Genova e quindi a Messina, il prossimo 12 giugno.
Questo mese aprono anche le candidature ai Barawards 2023, il premio volto a valorizzare la professionalità e l’innovazione nei bar, pasticcerie-gelaterie, ristoranti e hotel italiani promosso da Bargiornale, Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti. Perché crediamo che oggi più che mai la nostra industry possa fare scuola nel mondo.
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La nuova copertina di Bargiornale
La copertina di dieci anni fa
La riprova? A distanza di dieci anni siamo tornati a Londra, capitale della mixology, a caccia di talenti. E, oggi come allora, sono ancora gli italiani a tenere banco alla corte di re Carlo III. Cheers!
Stefano Nincevich - foto Officina Visiva (cocktail) e Aladinofoto_km16
I bartender del nuovo DeM. Da sinistra, Matteo Galbiati, Emin Koci, Nico Sacco
Il 7 aprile inaugura il nuovo DeM a Pavia. Un contenitore, immaginato e disegnato dall'architetto Andrea Langhi, che ospita anime diverse: cocktail bar, table-chef, spazio per le stand up comedy, Dj set, live. Il tutto sotto la regia di un portentoso team di bartender e chef.
Il 7 aprile a Pavia inaugura il nuovo DeM. Nuovo si fa per dire perché il locale, erede della tradizione Demetrio, è legato a filo doppio con la storia della città. A fondare il Bar Demetrio, nel 1758, fu il veneto Demetrio Sarcani, che lo aveva chiamato il Bottegone. Erano i tempi in cui a Pavia dominava un illuminato governo austriaco che diede alla celebre Università di Pavia l'aspetto e le strutture che possiamo ammirare ancora oggi. DeM si trova sulla Strada Nuova, a pochi passi dall’importante centro universitario e culturale lombardo. DeM è il modo in cui, come fosse un vecchio amico, lo hanno sempre chiamato i pavesi. Oggi dopo aver cambiato insegna più volte - era stato Annabella poi dal 2018 al 2022 Demetrio Café - si presenta in una veste del tutto nuova. Sessanta posti interni, sessanta esterni. E un look che profuma di bruciato. Fateci spiegare: «L’architetto Andrea Langhi che ha curato il progetto ha immaginato di immergersi in un ambiente dimenticato e in disarmo. Un luogo abbandonato e mal frequentato. Un parco giochi illegale preda di writer dalla bomboletta facile, che si erano divertiti a colorare e taggare il soffitto, dare fuoco alle pareti e imbrattare i pavimenti. In questo immaginario, quasi apocalittico, la natura si è fatta strada e ha piantato le sue radici. Per questo dal soffitto sbucano piante selvatiche, le pareti sono coperte da pannelli dal finto effetto bruciato e al centro del bancone centrale domina un coloratissimo pesco dal tronco annerito. Quasi fosse un totem che ci ricorda che anche nei momenti più bui può sbucare sempre un raggio di sole». Così ci racconta Antonio Cua, titolare del nuovo locale insieme a Roberto Rossignoli.
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Ai Oki (DeM Pavia)
Banale (DeM Pavia)
Coca and MORE (DeM Pavia)
Ikigai (DeM Pavia)
BlooDem (DeM Pavia)
Due banchi bar, due proposte differenti
Al banco troviamo Nico Sacco, ex bar manager di Romeo Chef & Baker di Cristina Bowerman a Roma, successivamente al due stelle Michelin Casa Vissani a Baschi (Terni) e poi al Lab di Viterbo, tra i locali più innovativi degli ultimi anni. «In realtà non apriremo solo un solo bar, ma due, con banconi, bottigliere e menu diversi. Il bancone principale avrà due postazioni. Qui proporremo sia i grandi classici sia una selezione di sei signature cocktail, facili all’assaggio, giocosi e, per questo, di facile presa. I signature sono strutturati su basi alcoliche diverse per accontentare tutti i gusti. Partiremo, senza tirarcela, con il Banale (Mezcal, Ancho Reyes, chutney alla banana, burro, lime e Angostura Bitter) proseguiremo con l’autoironico Parachouli (blend di rum, patchouli, mango, passion fruit, lime) e faremo solo finta di capirne poco con NonCapisco, mix di Pisco, pepe rosa, ananas grigliata, mais rosso e limone. Per i nostalgici abbiamo pensato al Fragolaro con vodka, peperoncino, fragola, vaniglia, rabarbaro. E per chi vuole volare alto tra i frutti di bosco abbiamo pensato al Coca and More. Un’allegra combinazione di more, Irish Whiskey, lamponi, aceto di melograno e cola home made». L’aspetto dei drink è vivace, colorato e induce in tentazione al primo sguardo. Niente abbellimenti o decorazioni particolari. Solo una buona selezione di bicchieri, buon ghiaccio, un attento studio cromatico. Il banco principale proporrà una selezione di 4 spine: tre spilleranno birra e la quarta Spritz. A fare gli onori di casa, oltre al bar manager Sacco, ci saranno Matteo Galbiati, detto Stellina, volto noto della scena pavese e cultore delle pozioni dei Caraibi e dei drink esotici. Galbiati sarà affiancato dall’head barman Emin Koçi, punto di riferimento dell’ospitalità locale, da 17 anni nel settore. La bottigliera fa parte della categoria pesi massimi. Sugli scaffali 40 whisky, 40 rum, 25 distillati d’agave, una quindicina tra Cognac, Armagnac e Calvados. La voce del padrone è quella del gin. Sono ben 60 i distillati in carta miscelabili con 10 toniche diverse. Un angolo del bar sarà infatti ad uso esclusivo del servizio di suo maestà il campione d’incassi, anche detto Gin Tonic.
L'esperienza table-chef con gli chef Andrea Mannarino e Guido Farina
L’altro bar, con 8 posti a sedere intorno, è un vero e proprio table-chef dove gli chef Andrea Mannarino e Guido Farina propongono una Taste Experience. Qui il menu del food e del beverage è ispirato, nella forma e nella sostanza, nel servizio e nell’ispirazione alla cultura giapponese. La drink list include drink di facile beva, lunghi e dissetanti. Sono drink che richiedono una lunga preparazione quindi saranno tutti preparati in pre-batched e serviti su ghiaccio cubo con marchio del locale. Al tavolo il drink per due persone sarà servito in bottiglia con marchio in ceralacca all’interno di una glacette (18 euro). Mentre i cocktail al banco di Taste Experience vanno dai 10 ai 14 euro. In carta ci sono higball ricercati come Ai Koi (Bitter, Vermouth Rosso Del Professore, sale, chocolate bitters, oliva al cioccolato) o il Komorebi preparato con whiskey giapponese e il tè verde Geinmatcha. «Ci aspetta un grande lavoro di coordinamento tra sala e cucina. È una bella sfida che abbiamo accettato con entusiasmo. A disposizione abbiamo una cucina totalmente rinnovata e un team di fuoriclasse. Sono sicuro che i risultati non mancheranno». Così commenta chef Andrea Mannarino che insieme a chef Guido Farina avrà il compito di pilotare la cucina verso grandi traguardi.
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Guest e talenti dello stand-up comedy nello stesso locale
La programmazione del locale includerà a cadenza settimanale serate di musica live, Dj set e performance di stand-up comedy. In questo caso ribattezzate DeMens. Altro tasto su cui punta DeM sono le ospitate di bartender di talento. Si chiameranno TanDeM e, per una sera, trasformeranno il DeM nel pop up bar dei bar ospiti. Il calendario è già pieno fino ad agosto. A calpestare il marciapiede di DeM ci saranno, tra gli altri, Augusto Amaral da L’Antiquario di Napoli, Giovanni Miola, Massimo Stronati da Miami, Walter Gosso e altri big. I loro drink rimarranno in carta non solo per la serata nella quale saranno ospiti, ma per un’intera settimana e uno schermo da 120 pollici trasmetterà le immagini dei loro locali. Prima e dopo l’evento.
Ingredienti locali e stagionali, a km zero, e tanta sperimentazione: non solo nella creazione di cocktail e piatti, ma anche nei loro abbinamenti. È quanto propone Daniele Macciò nel suo locale aperto nelle Langhe lo scorso novembre
18-70 sorge a Bra (cuneo), in Piazza XX Settembre, che prende il nome dalla breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870, un evento del Risorgimento italiano che segna la presa di Roma.
Inaugurato a novembre dello scorso anno, il nome completo del bar è 18-70 Drinkin' Kitchen, perché l'intenzione del proprietario e bar manager Daniele Macciò è abbinare in modo innovativo, ma rispettoso, cucina e mixology. Sfruttando gli eccezionali ingredienti delle colline delle Langhe in Piemonte, i cocktail e i piatti sono fortemente ispirati a prodotti stagionali e locali.
Ma Macció rimane fermo nel suo approccio, consapevole che l'ospitalità viene prima di ogni altra cosa: «Con il 18-70 voglio mettere la nostra piccola realtà sulla mappa. Voglio che la gente anche in un piccolo paese possa apprezzare una vera ospitalità prima ancora di apprezzare i drink e il cibo».
Menù mensile che esalta i prodotti locali e stagionali
Oltre al menù standard, che comprende circa 10 piatti e 10 drink, ogni mese vengono proposti 8 nuovi ingredientisia in un signature cocktail sia in un piatto. In questo modo, 18-70 può valorizzare alla perfezione la freschezza dei prodotti locali. Il menù mensile stimola Daniele Macció a sperimentare, innovare costantemente e mettere a frutto la sua creatività.
Il binomio cocktail-cucina del 18-70 Drinkin' Kitchen ha avuto un’accoglienza positiva da parte degli ospiti, che non si limitano a seguire il classico rituale italiano dell'aperitivo, seguito dal vino a la cena e dal digestivo dopo cena, ma apprezzano gli abbinamenti di cocktail e cibo suggeriti dal patron.
Per esempio, con la Pizza Brala, una pizza alla pala dai sapori forti, con ragù di salsiccia di Bra e Formaggio Bra Tenero, Macciò abbina un drink dai sapori altrettanto robusti, lo You-Corn, una rivisitazione dell'Old Fashioned con Bourbon, Liquore Nixta al Mais e Bitter alla Pesca.
Ma non si tratta semplicemente di un accoppiamento di sapori forti. Per Macció la sperimentazione è fondamentale non solo per la creazione di drink o piatti, ma anche per i loro abbinamenti. Per esempio, una combinazione che secondo Macció funziona perfettamente è l'Hamburger 18-70 (pane al latte e semi, salsiccia di Bra, cambosana, radicchio) con Piña Torbata (whisky torbato, pera, limone, cocco), una rivisitazione in chiave torbata della dolce e rinfrescante Piña Colada.
Anche se Macció è felice quando gli ospiti apprezzano i suoi complessi signature, rispetta il fatto che ognuno abbia i propri gusti. «Mi piace l'approccio del "bere e lascia bere". A volte diamo troppo credito a tecniche e ricette e usanze dimenticando che dovrebbe essere un piacere bere e far bere».
Dalle fattorie del Piemonte al bicchiere o al piatto
Oltre a essere locale e stagionale, 18-70 si propone di essere autenticamente sostenibile. Ogni ingrediente viene utilizzato al 100% nel bar e nella cucina. Il personale si sforza di ridurre al minimo lo spreco, dando una nuova vita a prodotti che altrimenti finirebbero nei rifiuti. Dal fondo di caffè usato passando per le bucce di frutta e verdura fino al pane raffermo. Tutti i prodotti utilizzati al 18-70 sono da filiera corta, acquistati da piccole aziende a conduzione familiare con tradizioni decennali di produzione etica e sostenibile.
Abbinamenti di cocktail a base di whisky e rum
Sfruttando un eccellente back bar con straordinari rum e whisky, Macció ha iniziato a sperimentare le cene in abbinamento ai due distillati. Attraverso questi eventi intende dimostrare agli ospiti che il whisky e il rum possono essere apprezzati da molti e sfatare il tabù secondo cui questi distillati sono troppo forti e destinati solo agli uomini.
Lo scorso marzo, in collaborazione con Jacopo Grosser del Beija Flor, il bar manager ha ideato quattro cocktail a base di whisky abbinati a piatti. In una rivisitazione della Pina Colada, utilizza Kilkerran 12 anni con crema di cocco, pera, limone e bitter rosso da abbinare alla sua Pizza alla pala con polpo, crema di patate e ananas alla griglia. Naturalmente, è possibile anche provare lo scotch liscio. In un altro evento a fine marzo, in collaborazione con Massimo Camia di La Morra, ha avuto come protagonisti i whisky del portafoglio Velier abbinati ai piatti del ristorante stellato.
Macciò ha grandi ambizioni per questi eventi che combinano cibo e cocktail: «Sono eventi abbastanza nuovi per queste zone. Vorrei che la gente iniziasse a considerare i bartender al pari di uno chef. Ovviamente ciò va meritato e dipende da noi stessi».
English version
18-70, the experimental pairing takes place in Bra
18-70 can be found in Bra (Cuneo), in Piazza XX Settembre, which takes its name from the Capture of Rome (Breccia di Porta Pia), which occurred on the 20th of September in 1870, an event that kicked off the Italian Risorgimento.
Opened on 17 November 2022, the full name of the bar is 18-70 Drinkin' Kitchen, as the intention of owner and bar manager Daniele Macció is to innovatively but respectfully combine cuisine and mixology. Taking advantage of outstanding ingredients of the Langhe hills in Piedmont, the cocktails and dishes are strongly linked to seasonal and local products.
But Maccio’ remains grounded in his approach, and realizes that hospitality comes before anything else: « With 18-70 I want to put our little reality on the map. I want people even in a small town to appreciate true hospitality before they even appreciate the drinks and food».
Monthly menu focused on local and seasonal products from Piedmont
In addition to the standard menu with approximately 10 signatures and 10 dishes, every month 8 new ingredients will be featured, and will be found in both a signature cocktail and a food dish. In this way, 18-70 can highlight the freshest possible local products. The monthly menu also challenges Daniele Macció to constantly experiment and innovate, and keep his creative juices always flowing.
The dual cocktail-kitchen concept at 18-70 Drinkin’ Kitchen has been well received, with guests not simply following the classic Italian ritual of the aperitivo followed by wine with dinner and an after-dinner digestif. Instead, guests appreciate the cocktail and food pairings suggested by Macció.
For example, with the signature Pizza Brala, una Pizza alla Pala con ragù di salsiccia di Bra e Formaggio Bra Tenero, Macciò pairs the You-Corn, a twist on the Old Fashioned with Bourbon, Liquore Nixta al Mais e Bitter alla Pesca. The pizza has a strong flavors thanks to the salisiccia di Bra and the formaggio Bra that is reminiscent of an aged Fontina. Therefore, Macció thought to pair the drink with a drink with equally robust flavors, in this case the You-Corn, a smooth, corn-based twist on the Old Fashioned with 35° ABV.
But it’s not simply a matter of pairing strong with strong. Macció can’t emphasize enough how experimentation is important not only in designing drinks or dishes, but also their pairings. For example, one combination that Macció finds works brilliantly is the Hamburger 18-70 (pane al latte e semi, Salsiccia di Bra, Cambosana, Radicchio) with Pina Torbata (Peaty whisky, pear, lemon, coconut), a peaty twist on the sweet and refreshing Pina Colada.
Even if Macciò is happy when guests appreciate his complex signature cocktails, he respects that everyone has their own specific tastes. «As for my little personal motto, I like the "drink it and let it drink" approach. Sometimes we give too much credit to techniques and recipes and customs, forgetting that it should be a pleasure to drink and make people drink».
From the Piedmont farm to the glass or plate
In addition to local and seasonal, 18-70 aims to be authentically sustainable. Each ingredient is used 100% in the bar and kitchen. The staff strives to keep waste to a minimum, giving a new life to products otherwise thrown in the trash. From the grounds of used coffee, to fruit and vegetable peels, to stale bread. All the products used at 18-70 are part of a short supply chain, purchased from small family businesses with decades-long traditions of ethical and sustainable production.
Whiskey and Rum cocktail pairings
Taking advantage of an impressive back bar of important rums and whiskies, Daniele Macció has begun to explore whisky and rum pairing dinners. Through these events, Macció aims to show his guests at 18-70 that whisky and rum can be appreciated by many, and debunk the taboo that whisky and rum are overly strong, and only for men.
On 9 March 2023, in collaboration with Jacopo Grosser of Beija Flor, Macció has designed four whisky-based cocktails paired with dishes. For example, with a twist on the Pina Colada, he uses Kilkerran 12 yo with coconut cream, pear, lemon and bitter rosso to pair with his Pizza alla pala with octopus, cream of potato and grilled pineapple. Of course, there is also the option to try the scotch neat. Another event on 20 March 2023, in collaboration with the La Morra-based Massimo Camia, has seen Daniele Macció pair whiskies from the Velier portfolio with dishes from the Michelin-starred restaurant.
Macciò has strong ambitions for these events combining food and cocktails: «These are fairly new events for these areas and above all events of the level of what I has done with Massimo Camia. I wish people would start considering bartenders as a chef. Obviously it must be deserved and depends on ourselves».
18-70 Drinkin' Kitchen's signature cocktail
Courtesy Filippo Taddei
Milanese senza Patate
Ingredients: 15 ml 9 di Dante Purgatorio, 35 ml Argalà Zafferano, 25 ml Sake Ota Kokoro, 50 ml rice milk, 20 ml citric blend, 10 ml sugar syrup Technique: shake and strain Garnish: rice cracker Glass: tumbler
Con una presenza storica e radicata nei Paesi produttori, offre un rapporto di consulenza e partnership. Al via il nuovo programma Responsible Sourcing.
Un radicamento profondo e di lungo termine nelle terre d’origine con 250 agronomi che assicurano ai farmer un’assistenza costante e la migliore qualità in origine, fa di Volcafe un trader di eccellenza per l’industria del caffè.
Nel 2016 l’Azienda con sede a Winterthur (Svizzera) ha aperto una sede a Genova «al fine di rapportarci direttamente con il torrefattore italiano al quale offriamo un vero servizio su misura, un’assistenza continua su ogni aspetto, un rapporto di partnership e di consulenza - afferma Adriano Bagnasco, general manager Volcafe Italia -. Da noi il cliente italiano si aspetta e riceve costanza nelle forniture e nella qualità, insieme alla consulenza di chi lo sa guidare nel raggiungere questi risultati con il migliore rapporto qualità/prezzo».
L’impegno nelle terre d’origine si declina in qualità e sostenibilità ambientale, sociale ed economica, un aspetto quest’ultimo sempre più considerato a livello internazionale, dove il cliente si mostra attento e sensibile alla qualità di ogni prodotto, caffè compreso, e alla realtà a monte di esso: chi lo produce, la sua attenzione all’ambiente e alla realtà sociale in cui opera. Un’attenzione che, con ritmi più lenti, sta coinvolgendo anche il consumatore italiano.
Al torrefattore che vuole rispondere a queste richieste l’Azienda offre caffè a cui si accompagna un programma di responsabilità sociale a lungo periodo che include sistemi di gestione ambientale, ottimizzazione dell’uso dell’energia, responsabilità condivisa, tracciabilità e supporto alle comunità locali. Nel 2015 è stato lanciato il progetto Volcafe Way, che mira alla sostenibilità e all’ottimizzazione delle risorse dei Paesi produttori nonché all’innalzamento della qualità del prodotto.
Da pochi giorni ha preso il via il programma Volcafe Responsible Sourcing potenziato che include due denominazioni per il caffè proveniente da fonti responsabili: Volcafe Verified e Volcafe Excellence, riconosciuti dalla Global Coffee Platform come Coffee Sustainability Reference Code: un’interessante iniziativa per il torrefattore italiano che lo aiuterà ad avvicinarsi e fare proprio il tema della sostenibilità.
Grazie alla sua attenzione all’ambiente, alle pratiche lavorative, ai diritti umani, all’etica e agli acquisti sostenibili, l’Azienda nel 2022 ha ottenuto la certificazione EcoVadis, il principale fornitore di valutazioni sulla sostenibilità delle imprese a livello internazionale, meritando la medaglia d’oro, attribuita solo al 5% delle aziende (sono oltre 100mila in più di 175 Paesi quelle monitorate).
Informazione continua. All’affiancamento ai farmer, gli agronomi nei Paesi produttori uniscono ricerche approfondite sulle condizioni pedoclimatiche delle diverse aree, la produttività, l’andamento della produzione e del raccolto, che si riassumono in report settimanali inviati ai clienti che offrono un quadro completo del settore. «Forniamo sempre una visione globale, oggettiva e non di parte, molto utile per chi opera nel settore - afferma Bagnasco -, le più grandi industrie mondiali si appoggiano a noi per prendere decisioni strategiche».
Collaborazioni in tutto il mondo. Sono 5000 le cooperative seguite da Volcafe nel Centro America, 2700 nel Sud America, 16.000 in Africa (di queste 12.000 in Uganda), con progetti che coinvolgono un ampio ventaglio di iniziative, dalla costruzione di scuole all’aiuto del ritorno tra i banchi dei ragazzi, la parità di genere, l’assistenza medica, l’ottimizzazione degli impianti di irrigazione e dell’utilizzo delle risorse idriche fornitura di germogli di caffè di nuove varietà, alberi da ombra e molto altro ancora.
«Ad oggi lavoriamo in partnership con grossi gruppi - osserva Bagnasco -; l’auspicio è che anche le torrefazioni di medie e piccole dimensioni sposino questi progetti che assicurano il futuro del settore e danno un importante valore aggiunto al prodotto finito».
Volcafe è tra i quattro maggiori trader a livello globale; la sua presenza capillare mette in contatto il 92% della produzione mondiale di caffè con l’80% del consumo a livello globale.
Il riconoscimento attesta l’impegno a operare secondo i più alti standard di performance sociale e ambientale. Grande attenzione alle generazioni future.
Negli ultimi anni Costadoroha fatto più volte parlare di sé per il suo impegno nei confronti dell’ambiente e dei giovani, proseguendo con determinazione il suo percorso virtuoso.
Dopo illy e Nespresso, la Torrefazione torinese è la terza azienda italiana specializzata nel settore del caffè ad avere ottenuto la Certificazione B Corporation, che viene assegnata alle società che si impegnano a osservare i più alti standard a livello sociale e ambientale, di trasparenza e sostenibilità e che operano nel rispetto di tutte le parti coinvolte nel sistema, dai fornitori ai clienti, passando per i collaboratori. Un processo che pone particolare attenzione alle generazioni future e che chiede l’impegno di tutte le figure con cui opera.
«Un’azienda buona per fare un caffè buono»ha dichiarato Giulio Trombetta, amministratore delegato, che ha inviato il suo «grazie particolare a tutte le persone di Costadoro che hanno avuto il coraggio e l’intuizione di prendere questa decisione»: un cammino che richiede un impegno globale. Essere sostenibili infatti significa operare in modo responsabile lungo tutta la filiera, non dimenticando mai l’impatto su ambiente e società. Inoltre viene data particolare attenzione ai giovani, ai quali vengono offerte opportunità di lavoro gratificanti e soprattutto sono trasferiti i valori fondanti dell’Azienda.
Creare valore rispettando i valori è una grande sfida della Certificazione B Corporation che che ha coinvolto tutti i reparti e tutte le persone: un impegno che verrà misurato anno dopo anno per migliorare. Durante il percorso, alla competenza di tutti gli interessati e dei responsabili del progetto, si è unito l’aiuto fondamentale di Nativa Regenerative Innovation Company società di consulenza specializzata in questo settore.Il lavoro è stato tanto, e si è formalizzato anche attraverso l’ottenimento dello status di Società Benefit con la modifica dello Statuto sociale, avvenuto avvenuta davanti al notaio il 14 marzo scorso, quando è stato sancito ufficialmente che l’obiettivo di Costadoro non è solo economico ma anche sociale.
Con la Certificazione B Corporation, verranno raggiunti altri mercati e si potranno ispirare molti altri imprenditori, portando eccellenza e valore italiano nel mondo: questo è motivo di orgoglio per il management e i collaboratori dell’Azienda piemontese, che appartiene alla rete Exclusive Brands Torino la quale riunisce il meglio delle aziende del territorio che hanno la stessa filosofia.
Dopo la prima azienda certificata nel 2013 il movimento delle aziende certificate è cresciuto costantemente.Oggi sono 6400 le aziende certificate B Corp nel mondo e 220 in Italiain 60 settori, con un unico obiettivo: accelerare l’evoluzione delle proprie aziende e impegnarsi a favore di un sistema economico inclusivo, equo e rigenerativo.
Le colombe di Pasqua 2023 sono tutte all'insegna dell'artigianalità, pensate per omaggiare la festività primaverile. I pastry chef con cuochi stellati, pizzaioli, maitre chocolatier e panificatori, si sono concentrati su ricerca delle migliori materie prime, lievitazione e lavorazione degli impasti. La tendenza di quest'anno sembra passare per grande attenzione all'estetica e a combinazioni di gusto pensate per stupire. Anche quest'anno nelle confezioni - alcune di grande design - non mancano creme e glasse. Ecco le migliori colombe pasquali 2023 proposte dai maestri lievitisti italiani.
Un packaging speciale per 142 Restaurant
La colomba di 142 Restaurant142 Restaurant propone una colomba classica impreziosita da canditi di arancia, mandorle biologiche pugliesi e vaniglia del Madagascar. Il profumo, la leggerezza e la morbidezza della colomba sono racchiusi in un packaging dipinto a mano dal team di 142.
Bria Colomba, la Pasqua di Bonci
La Bria Colomba di Bonci Dalla ricetta originale del Panbriacone nasce la Bria Colomba di Pasticceria Bonci con l’anima liquorosa e la bagna alcolica con vini passiti selezionati in Toscana. Fatta con pochi ingredienti ma di grande qualità, la Bria Colomba ha sette varianti. Oltre alla ricetta tradizionale, ci sono: rum e cioccolato fondente; Mokanero; pere e cioccolato; zagara e fiori d'arancio; limoncello; pesca e vino rosso; Bria Colomba Rosae con bagna al rosolio di rosa.
Bonfissuto lancia la colomba limited edition
La colomba di Bonfissuto Per la Pasqua 2023 la desserteria siciliana Bonfissuto presenta tre nuove colombe artigianali dal gusto inconfondibile. La prima è la colomba Limited Edition al caramello salato con sale di Mozia. Seguono la colomba tradizionale senza canditi con crema spalmabile di pistacchio siciliano e la Colomba tradizionale con mandorle siciliane a chilometro zero e canditi d'arancia di Sicilia. Disponibili tutte e tre nel formato da chilo.
La Pasqua di Forno Brisa
La colomba di Forno Brisa Sono tutti naturali gli ingredienti alla base delle numerose declinazioni di colomba proposte da Forno Brisa. Il cioccolato e la gianduia di autoproduzione della bakery, il caffè tostato nella micro-roastery di proprietà del forno e i canditi della filiera Jam Session, progetto ideato da Panificio Moderno di Trento. La scatola, creativa e inclusiva, è un messaggio di ottimismo e positività con grafiche fantasiose e frasi incoraggianti per strappare un sorriso a chi la riceve. Oltre ai gusti tradizionali – Classica, Gianduia e Caffè, Albicocche e Cioccolato fondente autoprodotto – il forno di Bologna propone anche una variante vegana a grande richiesta e le "Brutte ma Buone", perfette a livello organolettico ma con qualche difetto estetico, proposte a prezzo scontato al pubblico che vuole contribuire alla lotta contro lo spreco alimentare. La proposta salata per la Pasqua è la classica Pizza di formaggio marchigiana, realizzata in collaborazione con il forno Pandefrà di Senigallia e impastata con le farine di filiera di Forno Brisa.
I grandi classici di Cremeria Capolinea
Il panettone di Pasqua di Cremeria Capolinea La proposta pasquale di Simone De Feo, maestro gelatiere e lievitista di Cremeria Capolinea, è dedicata alle ricette della pasticceria tradizionale. Per omaggiare la festività 2023, De Feo propone la colomba classica, quella al Tiramisù e il panettone dedicato alla Pasqua. Questo lievitato, ormai senza stagione, è fatto con un impasto alla nocciola, con gocce di cioccolato bianco e fiori d’arancio (presidio SlowFood de La Vecchia Distilleria).
La Pasqua secondo Cresci
La colomba di CresciDanilo Frisone e Saverio Crescente omaggiano la Pasqua con la loro colomba tradizionale Cresci, aromatizzata all'arancia e creata a partire da burro italiano delle Fattorie Fiandino. Il lievitato è prodotto a partire da due impasti a base di lievito madre, miele agli agrumi, farine del Molino Pasini e uova fresche. Disponibile solo in formato da 1 kg. Il packaging rende la colomba un’ottima idea regalo: le illustrazioni laterali racconteranno, infatti, la favola di una colomba intenta a preparare il dolce che la raffigura. Disponibili anche la Pastiera napoletana e il Casatiello.
La Pasqua firmata Sal De Riso
La colomba Foresta Bianca di Sal De Riso Non mancano le dolci creazioni del pastry chef Sal De Riso. Le sue colombe sono disponibili in vari formati (500g, 1kg, 2kg, 3kg, 5kg) e in diverse variani. Si va dalla Mandorlata (farcita con bucce d'arancia candite e glassa di mandorle) alla Sinfonia di agrumi (con bucce d'arancia, mandarini della Costiera, limoni e glassa alle nocciole), passando per Nuvola (con gocce di cioccolato bianco, bacche di vaniglia Bourbon, ricoperta con glassa e perle di cioccolato bianco), Cremderì (con gocce di cioccolato e vasetto di Cremderì da 90g), Limoncello (con crema al limoncello e bucce di limone Costa d'Amalfi Igp), Amarena (con amarene candite e crema pasticcera alla vaniglia Bourbon). Ma la novità 2023 è la Foresta Bianca: una soffice pasta lievitata alla vaniglia con marasche allo sciroppo e crema pasticcera profumata al Maraschino "originale Luxardo, glassa e sfoglie di cioccolato bianco e vaniglia.
I grandi lievitati firmati De Rosa
La colomba di Giancarlo De Rosa Il maestro lievitista Giancarlo De Rosa dedica alla colomba due versioni. Da una parte c'è la colomba tradizionale, dedicata a chi vuole gustare il sapore classico. Dall'altra c'è la colomba al cioccolato e gianduia, dedicata a chi non può fare a meno del cioccolato. L'innovazione passa per il formato. Infatti, la colomba De Rosa è disponibile sia nel formato da chilo che in quello da 100 grammi, per permettere di gustare una specie di "monoporzione".
Colomba senza lattosio per De Vivo
La colomba senza lattosio di De Vivo Per la Pasqua 2023 De Vivo ha presentato la colomba senza lattosio "pellecchiella e cioccolato". L'impasto è arricchito con albicocche della qualità “Pelleccchiella del Vesuvio”, vera eccellenza del territorio partenopeo, considerata la più prestigiosa e dolce tra le varietà con una polpa molto dolce. Presenti anche le pepite di cioccolato senza lattosio Macaè 62%, monorigine brasiliana Valrhona. Infine, una glassa alle mandorle altamente selezionate ricopre il nuovo prodotto disponibile nel formato da chilo.
Gino Fabbri firma un dolce all'olio Evo
La colomba di Gino Fabbri per Palazzo Varignana Palazzo di Varignana in collaborazione con il Maestro Pasticcere Gino Fabbri presenta il Dolce di Pasqua: un'originale reinterpretazione della classica Colomba che ha come protagonista l’olio extravergine di oliva Vargnano Monocultivar Nostrana di Brisighella. Per questa Pasqua Palazzo di Varignana propone inoltre una box che unisce il Dolce di Pasqua al progetto Adotta un Olivo per un gesto d’amore verso il territorio.
Le colombe pasquali di Fiasconaro
Le colombe Fiasconaro Nel Parco delle Madonie Fiasconaro celebra la Pasqua puntando sulle sue specialità, i grandi lievitati impreziositi di ingredienti del territorio. Nascono così la Colomba Fragolina e Ciliegia, combinazione delle ciliegie di Liccia, menta, fragoline semi-candite e copertura di confettura di ciliegie di Castelbuono e cioccolato rosa. La colomba rosa e fico d'India nascono dall'incontro tra i petali del fiore e gocce di cioccolato ruby, con doppia copertura di confettura di fico d’india, cioccolato bianco e perle di cioccolato rosa. L'ultima variante pensata per la Pasqua 2023 è la colomba Marron Noir, in cui si incontrano marroni canditi e cioccolato gianduia, ricoperti da una doppia glassatura al cioccolato fondente e crema di marroni.
La colomba Granfrutta di Pasticceria Filippi
La colomba Granfrutta di Pasticceria Filippi La Colomba Granfrutta di Pasticceria Filippi è il dolce pasquale che combina un impasto digeribile e soffice, con la frutta candita di altissima qualità fornita dal partner cuneese Agrimontana. L'azienda di Zanè (Vicenza) ha messo a punto la ricetta utilizzando morbide scorze di limoni e arance di Calabria, succose amarene intere denocciolate e albicocche candite a cielo aperto. Disponibile sullo shop online di Pasticceria Filippi e nelle migliori gastronomie e alimentari in formato da chilo.
La Pasqua targata Forno Follador
I dolci pasquali di Forno Follador Lievito madre da rinfresco e ricerca in tema di materia prima, metodo artigianale e sviluppo del processo di lavorazione, sperimentazione nell’esecuzione di farciture e glasse: sono questi gli elementi fondamentali nella preparazione degli 8 lievitati artigianali di Forno Follador di Pasqua 2023. Antonio Follador presenta la colomba in tre diverse varianti: classica, cioccolato e albicocca, frutti di bosco. In più presenta l'Ovo, uovo pasquale rivisitato in chiave di colomba attraverso uno stampo a forma di metà di un uovo. Due le varianti da 800 grammi: la prima è Pistacchio e amarene, la seconda Glacé e Albicocca. Infine, tra i lievitati delle feste di Follador c'è la Venexiana, dolce tipico della tradizione veneta, che nasce da una storia di recupero creativo del pane. Viene presentata in tre varianti: Classica, con un impasto tradizionale e una croccante copertura di mandorle e zucchero; all’Albicocca, con l’aggiunta di succose gocce di albicocca; e Gianduia e Mandarino, dal gusto avvolgente nato dalla combinazione dei suoi due ingredienti principali, la gianduia piemontese e il mandarino candito di Ciaculli.
La Pasqua di Fusto Milano
La colomba Linda di Fusto Milano Per la Pasqua 2023, Fusto Milano, la prima pasticceria speak easy d’Italia guidata dal pastry chef e maître chocolatier Gianluca Fusto e dalla creative director Linda Massignan, è pronta a sorprendere ancora con le sue raffinate e innovative creazioni. Oltre alle uova di Pasqua, presentata la Colomba Linda al limone e albicocca, e ancora le torte dolci e salate come la Crostata Pollock, ispirata alla ricetta della pastiera napoletana, la Torta Luce, dedicata alla rinascita e simbolo di speranza, e la Torta Pasqualina rivisitata, un must della tavola di Pasqua.
Le colombe di Fabrizio Galla
La colomba di Fabrizio GallaFabrizio Galla ha pensato a tre variazioni sul tema "colomba". La Pasqua 2023 ha la sua versione “Classica” con bucce d’arancia e di limoni di Amalfi e uvetta, che nella loro unione arricchiscono il tradizionale impasto della colomba, dando vita ad un'esplosione di gusto. La versione al “Cioccolato extra fondente 70% e vaniglia di Tahiti” è una versione inedita, che omaggia la materia prima. Infine, ancora più golosa, c’è la colomba “Pere e cioccolato”, prodotta – come le altre tipologie - in 70 ore di lavorazione, con lievitazioni lente per esaltare la parte aromatica ottenuta a prodotto sfornato. Tutte le colombe vengono realizzate con elementi selezionati di alta qualità, con tuorlo d’uovo da allevamenti a terra e farine di eccellenza.
Le colombe di Claudio Gatti per la Pasqua 2023
La Focaccia di Claudio Gatti Il maestro Claudio Gatti, oggi anche Presidente dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre, ha realizza una gamma di colombe artigianali, pensate per garantire il benessere e la salute del consumatore. Disponibile la colomba di Tabiano ai dieci zuccheri naturali biologici in due versioni: con uvetta, arancio e cedro, canditi con zucchero di canna biologico e l’altra nella golosa varietà al cioccolato. Per il 2023 c'è anche la colomba “Innovazione”: realizzata con un blend di farina di grani antichi e farina biologica delle coltivazioni della Food Valley di Parma, a cui si aggiungono zuccheri biologici integrali naturali, burro biologico e uova bio, all’interno anche semi di zucca, lino, papavero, girasole e altri semi, selezionati per le importanti proprietà nutritive, per un prodotto quasi totalmente bio. All’interno è addolcito con cioccolato bianco biologico aromatizzato alla vaniglia. Infine la copertura: invece di usare mandorle zuccherate utilizza una spolverata di semi decorticati che si trovano anche all’interno. Non manca la colomba dedicata alla via Francigena, farcita di cream all'oro rosso della Val d'Orcia e di sciroppo leggermente alcolico che bagna l’impasto. Infine, la colomba dei Templari ha al suo interno una farcitura realizzata con il “caffè dei poveri”, la cicoria, bevanda prediletta dai cavalieri.
La Pasqua firmata Giano Pasticceria
La colomba di Giano Pasticceria Colombe, uova di cioccolato e pastiere napoletane: i dolci tradizionali simbolo delle festività pasquali arrivano da Giano Pasticceria. Presso l'indirizzo di Monteverde Marco De Bellis mette in vetrina la colomba in tre versioni: classica (con canditi all’arancia e mandorlato), cioccolato fondente, lamponi e gianduia.
Le colombe di Stefano Guizzetti
Le colombe di Ciacco Lab Da Ciacco tornano le colombe di Pasqua. Il pastry chef Stefano Guizzetti ha messo a punto tre varianti: l’immancabile Classica e le golose versioni Lamponi e Pistacchio e Albicocche e cioccolato. Non mancano i babà Milano-Torino con Vermouth rosso e Bitter in vaso cottura, le irresistibili creme spalmabili e lo zabaione sempre più cremoso e avvolgente. A grande richiesta torna anche il Panettone Amaro con erbe, radici e mirtilli, ormai un cult.
Panificio Il Toscano senza "Fu****g" zuccherini
La colomba del Panificio Il Toscano Il baker Marco Lattanzi, proprietario del Panificio Il Toscano, ha puntato tutto su una colomba classica di perfetta esecuzione dal provocatorio titolo “Without Fu****g Zuccherini”. Infatti, sulla glassa non ci sono i piccoli tubolari bianchi dolci, ma tante mandorle sabbiate frantumate e unite da una glassa semplice. L'impasto del panificatore premiato con Tre Pani Gambero Rosso è arricchito dai canditi dell'azienda Scorza Buona.
La colomba al vin Recioto di Lorenzetti
La colomba di Daniele Lorenzetti Per la Pasqua 2023, la pasticceria artigianale di San Giovanni Lupatoto, guidata dal maestro Daniele Lorenzetti, propone cinque versioni della colomba pasquale. Oltre alla versione classica all'arancio, la novità più gustosa dell'anno è la colomba al vin Recioto della Valpolicella. Non si tratta di un dolce alcolico, dato che il vino viene ristretto con una lavorazione a bassa temperatura in sottovuoto fino a formare una glassa che viene usata al posto del miele e senza altri zuccheri aggiunti. Disponibile anche le versioni pere e cioccolato, gianduia, integrale alle albicocche. Tutte le colombe sono in formato da chilo.
Una colomba "atomica" firmata Mainardi
La colomba Atomica di Andrea Mainardi Dalla collaborazione tra il California Prune Board (CPB), che rappresenta coltivatori e confezionatori di prugne provenienti dalla California, e lo Chef Andrea Mainardi nasce una creazione artigianale esclusiva con un ripieno gustoso per la Pasqua 2023: la “Colomba atomica con Prugne della California”. Per questa rivisitazione della Colomba in edizione limitata, lo chef Andrea Mainardi ha utilizzato ingredienti di alta qualità: farina italiana selezionatissima, lievito madre, burro da latte 100% italiano, glassa alle mandorle sulla superficie e per la farcitura cioccolato bianco e le Prugne della California.
La famiglia Álvarez, fondatrice e proprietaria della casa ronera, celebra il secolo e mezzo di storia della hacienda con Sublime, un rum frutto della selezione delle botti più antiche e prodotto in sole 450 bottiglie
Se c’è una parola che non cambia in italiano, spagnolo, inglese, francese, portoghese (e molte altre lingue del mondo) è la parola Sublime. Sarà per questo che è stata scelta per indicare il rum limited edition con cui Matusalem ha deciso di festeggiare i suoi primi 150 anni. Un nome ambizioso, ma ben si addice a questo distillato dal gusto vellutato, prodotto in sole 450 bottiglie nel mondo, con oltre trent’anni di invecchiamento in botti ex Sherry, meticolosamente selezionato fra quelle più antiche della hacienda, per creare un rum iconico e irripetibile. Realizzato seguendo la segretissima ricetta originale, utilizza di rigore il metodo Solera, di cui i maestri roneri di Matusalem sono stati pionieri, mutuando la tecnica dalla produzione del brandy di Jerez.
Cofanetto con certificato di autenticità, preziosissime bottiglie realizzate appositamente per questo lancio da Vista Alegre, una casa di vetrai portoghesi dal 1824, e numerate a mano: con queste attenzioni il Sublime di Matusalem - già sold out - si presenta a un pubblico di esperti e collezionisti di altissimo livello che ne apprezzano l’eleganza e che sono disposti ad affrontare una spesa superiore ai 1.500 euro. La bottiglia è trasparente ed esalta la tonalità ambra intensa del distillato, con riflessi mogano. Al naso aromi di ribes nero, vaniglia, cacao e tabacco, in bocca evoca rovere, caramello e frutti rossi, frutta secca dolce e tabacco.
Qualità, saper fare e determinazione
Fra alterne vicende, Ron Matusalem è tuttora in mano alla famiglia Álvarez, giunta alla quinta generazione, che fondò la casa ronera a Santiago de Cuba nel 1872. Dopo la cosiddetta età dell’oro di Cuba, di cui questo rum fu protagonista, la rivoluzione castrista portò la famiglia Álvarez a lasciare il Paese, per trasferirsi inizialmente a Miami. Fu Claudio Álvarez, appartenente alla quarta generazione della famiglia fondatrice, a riuscire, negli anni Novanta, a dare nuovo impulso all’azienda, dopo il trasferimento nella Repubblica Dominicana, riportando in auge il marchio di quello che era stato definito il “cognac dei rum”.
Come dice il patron Claudio Álvarez, «Matusalem è per noi molto più di un marchio commerciale, è il dna che è nel nostro sangue e nel nostro destino. Recuperare l’impronta dei nostri antenati ci ha permesso di constatare che questa azienda ha custodito per 150 anni un modo di procedere negli affari e nella vita. La qualità, il saper fare e la determinazione sono sempre state le chiavi prioritarie».
Una gamma di eccellenza
Distribuito in Italia dal Gruppo Montenegro, il rum Matusalem conta fra le sue referenze di alta gamma il Gran Reserva 15, il rum scuro iconico che ha fatto la storia; il Gran Reserva 23, il super premium per palati sofisticati; l’Insolito Wine Cask, il primo rum rosa al mondo, affinato in botti ex-Tempranillo.
Bilancio Sociale e Ambientale 2021-2022 Pasta Zini
Presentato a Milano il Terzo Bilancio Sociale e Ambientale 2021/2022 di Pasta Zini dall'amministratore delegato Maurizio Vezzani, nel corso di una tavola rotonda con i rappresentanti di Molitoria Umbra, Sodexo Italia e Banco Alimentare.
Sostenibilità ambientale e Responsabilità sociale sono da sempre due imprescindibili punti di riferimento dell'azienda di prodotti alimentari Zini di Cesano Boscone (Milano). Una scelta che trova conferma nel Terzo Bilancio Sociale e Ambientale 2021/2022 che comprende un importante accordo di fornitura tra Zini e Molitoria Umbra.
Nata a Milano nel 1953 come piccolo laboratorio artigianale di pasta fresca ad opera dell'emiliana Euride Zini, l'azienda Zini ha conservato nel tempo l'impegno e la tradizione di non usare conservanti, coloranti e additivi, ricorrendo solo al freddo della surgelazione della pasta una volta preparata. La sua rigenerazione avviene così in pochi minuti utilizzando solo forni tradizionali, padelle wok o acqua bollente. In catalogo sono disponibili oltre 400 referenze a base di pasta (nuda e farcita), riso, gnocchi e polenta, delle quali 100 vegetariane, 40 bio, 100 vegane e 10 senza glutine, per un totale di 15 tonnellate di prodotti. Utilizzando le più moderne attrezzature nello stabilimento di Cesano Boscone (in attività dal 1973), l'azienda ha fatturato nel 2022 ben 27 milioni di euro con 66 dipendenti, dei quali il 60% realizzati nel canale Food Service. La quota export raggiunge il 28%.
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Linea produttiva nello stabilimento Zini di Cesano Boscone (Mi)
Confezioni compostabili 400 g Pasta Zini FoodService
Piatto di Gnocchi Zini con asparagi e fave
Piatto realizzato con Pennette Bio Zini
Piatto realizzato con Risidoro Zini, a base di Riso Carnaroli
Polentine Zini, bastoncini di Polenta
Tavola Rotonda con i protagonisti di settore
Oltre a raggiungere importanti risultati economici che la rendono protagonista del settore delle paste surgelate, l'azienda Zini da sempre è particolarmente attenta ai temi della sostenibilità e della responsabilità sociale. Di recente ha presentato il proprio Bilancio Sociale e Ambientale 2021/2022 nel corso di una tavola rotonda tenuta a Cascina Cuccagna di Milano, introdotta dal direttore marketing, Arianna Errante. All'evento sono intervenuti: Dario Boggio Marzet, presidente di Banco Alimentare Onlus Lombardia sul tema: "Fare rete influisce positivamente sull'attività solidale"; Erjon Abazaj, Managing Director di Molitoria Umbra con "Valorizzazione delle produzioni locali agroalimentari con soluzioni di aggregazione di impresa"; Maurizio Vezzani, amministratore delegato di Pastificio Zini su "Cosa significa essere sostenibile per un'azienda alimentare"; Edoardo Clerici, Supply Management Director Sodexo, su "Come viene approcciato il tema della sostenibilità nel mondo della ristorazione".
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Arianna Errante direttore mkt Zini presenta la tavola rotonda
Dario Boggio Marzet presidente Banco Alimentare Lombardia
Erjon Abazaj Managing Director Molitoria Umbra
Maurizio Vezzani ad Zini Prodotti Alimentari
Edoardo Clerici Supply Management Director Sodexo BRS Italia
Prendendo spunto dal recente e "virtuoso" accordo tra Pastificio Zini e Molitoria Umbra, si è sviluppato un interessante confronto sull'approccio di filiera, con la partecipazione di rappresentanti di Banco Alimentare (raccolta solidale di generi alimentari e recupero eccedenze alimentari per distribuzione ai più poveri) e Sodexo Italia (servizi di ristorazione).
La partnership tra Pastificio Zini e Molitoria Umbra (macinazione di 200mila tonnellate all'anno di cereali) prevede una fornitura triennale di grano in filiera 100% umbro-toscano (su standard di tracciabilità Uni En Iso 2205:2008), garantendo una strada sostenibile per tutta la filiera, una giusta remunerazione per i coltivatori, senza far pagare ai consumatori un prezzo più alto. Una vera e propria rete verticale dove l'intero ciclo viene coinvolto per il benessere di tutti e a vantaggio della comunità.
Erjon Abazaj, Managing Director di Molitoria Umbra, ha affrontato il tema delle filiere pluriennali: «Noi non ci limitiamo al semplice ruolo di trasformatori industriali, ma investiamo su filiere agroalimentari pluriennali cercando di dare certezze ai produttori e favorendo un’agricoltura basata su pianificazioni e sul giusto rispetto delle rotazioni colturali, nella consapevolezza che questo rappresenti un passaggio fondamentale per garantire uno sviluppo sostenibile del territorio. Uno degli effetti principali di questa politica è quello di migliorare l’approvvigionamento di frumenti italiani di qualità per la filiera della pasta e quindi la stabilizzazione dei rapporti tra agricoltori, trasformatori e distributori fino ad arrivare al consumatore finale».
Si è trattato lo spinoso argomento dei prezzi e delle speculazioni: «Lo scopo di questi accordi di filiera verticale è quello di riuscire a evitare la speculazione tipica dei mercati, anche quelli, purtroppo, delle derrate, delle materie prime. Un prodotto coltivato in Italia non può costare di più di uno che arriva dall’estero - sostiene Maurizio Vezzani, amministratore delegato di Zini - Così la filiera diventa molto più corta se viene scorporata la speculazione dal prezzo di materia prima e logistica. Anche considerando il maggior costo della manodopera il prodotto italiano non può costare di più. C’è da considerare anche il costo dell’energia, ma se si riesce ad autoprodursi l’energia, come ha fatto Zini installando un cogeneratore energetico, anche su questo alla fine si riesce ad avere un controllo».
Infine, con Edoardo Clerici, Supply Management Director Sodexo Italia, si è toccato il tema della progettualità circolare: «Sodexo ha una missione precisa: migliorare la qualità della vita delle persone per cui e con cui lavora. Lo facciamo quotidianamente anche attraverso i servizi di ristorazione che offriamo e che sono studiati per garantire una corretta nutrizione ai bambini, adulti e anziani che serviamo. Per noi tutto parte dalle materie prime che acquistiamo da partner che a loro volta, per essere qualificati come tali, devono operare responsabilmente per le comunità con cui insieme interagiamo. La sostenibilità per Sodexo ha dunque una origine strategica nella fase di acquisto: non più basata su logiche speculative anni Settanta, ma fondata sulla ricerca e creazione di filiere di rete controllate, di qualità e circolari».
Cosa intende Zini per sostenibilità e solidarietà sociale
In materia di sostenibilità ambientale, Zini ha conseguito l'ottenimento nel 2022 della certificazione Iso 14001 che attesta il sistema di gestione ambientale.
In tema di responsabilità sociale, Zini prosegue nel sostegno alle comunità e associazioni benefiche (anche in Africa), oltre a promuove l'educazione alimentare.
«L’effetto della guerra in Ucraina e della crisi energetica ha colpito duramente le aziende manifatturiere – spiega Maurizio Vezzani, amministratore delegato di Zini - specialmente quelle tipicamente energivore, mettendo a rischio la filiera agroalimentare italiana e l’esportazione del Made in Italy in tutto il mondo. Abbiamo dovuto fare i conti con gli aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia per cuocere, surgelare e trasportare i propri prodotti, aumenti che hanno inciso sulla filiera produttiva. Nonostante questo, abbiamo continuato a investire in progetti confermando, ad esempio, la produzione della pasta che utilizza il Grano Antico Senatore Cappelli seminato a Km0 dallo stabilimento Zini, siglando uno storico accordo triennale di filiera per calmierare i prezzi del grano italiano e garantire dei flussi di fornitura programmati».
Semina del campo Km0 di Grano Antico Senatore Cappelli
Le tematiche di sostenibilità per Zini si basano sulla condivisione di una serie di valori: il rispetto per le persone, che è alla base di tutte le relazioni; il rispetto per l’ambiente, ricercato attraverso una gestione responsabile delle risorse; la divulgazione della cultura culinaria italiana, ottenuta coniugando tradizione, innovazione e passione.
Zini sintetizza il proprio impegno attraverso quattro pilastri: Qualità e Innovazione, Ambiente, Comunità, Persone. Questi corrispondono ai quattro capitoli del Terzo Bilancio Sociale 23021/2022.
Per ciascuno dei quattro pilastri il Bilancio documenta i risultati raggiunti e formula obiettivi per i prossimi due anni.
Dal Bilancio emerge che per Zini la qualità è priorità assoluta, per questo l’azienda si impegna a garantire il rispetto dei requisiti di salute e sicurezza in ogni fase del processo, svolgendo controlli e analisi a partire dalle materie prime fino al prodotto finito.
L’attenzione nei confronti del consumatore inizia con i controlli delle materie prime e la qualifica dei fornitori. Zini dispone di un laboratorio di analisi interno, in cui ogni giorno vengono svolti test per verificare la conformità di ogni singolo lotto ai requisiti di legge e agli standard aziendali. Nel 2022 sono state effettuate 9.000 analisi interne e 400 esterne per la verifica del rispetto dei parametri microbiologici, fisici e chimici che rientrano nel piano di autocontrollo annuale.
Per quanto riguarda l’ambiente, grandi investimenti sono stati riservati al tema delle riduzioni di emissioni e consumo di energia: dall’installazione di un cogeneratore, all’illuminazione a LED, agli investimenti per l’efficientamento energetico, alla flotta di auto aziendali ibride.
Inoltre, Zini si è concretamente impegnata alla riduzione della plastica attraverso una politica di packaging che prevede l’utilizzo di sole confezioni compostabili o 100% riciclabili. Nel 2022 è stata risparmiata 453.040 kg di plastica (dato calcolato su una busta media di un kg di prodotto).
Per il 2023 Zini si pone l’obiettivo di continuare a contribuire alla diffusione di una cultura della sostenibilità a ogni livello, a beneficio delle persone e della comunità, dialogando contemporaneamente con fornitori, consumatori, clienti, dipendenti. Continuando a sostenere le associazioni benefiche come Banco Alimentare e a sviluppare nuovi progetti di inclusione sociale. Continuando a promuovere l’educazione alimentare dei bambini, estendendo l’obiettivo ai consumatori di tutte le età.
Samantha Migani, Brand Ambassador Casoni con Gin Tabar Bergamotto
Dopo il il successo di Gin Tabar (2017), Casoni Liquori 1814 ha organizzato un tour di 13 tappe per lanciare la versione Gin Tabar Bergamotto con quattro ambassador come Samantha Sammy Migani, Vincenzo Losappio, Mattia Ria ed Egidio Fidanza.
L'ottimi riscontro avuto con il recente lancio di Gin Tabar Bergamotto, ha convinto l'azienda Casoni Liquori 1814 di Finale Emilia (Modena) a organizzare un tour in 13 tappe, da marzo a giugno, coinvolgendo quattro ambassador, titolari e manager di noti locali come Samantha Sammy Migani (titolare di Hawaiki Tiki Bar & Bistro di Igea Marina-Rn), Vincenzo Losappio (bar manager presso Zenzero Sushi Fusion Bar di Barletta-Bt), Mattia Ria ed Egidio Fidanza (titolari Blind Pig di Roma).
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Gin Tabar Bergamotto
Manuel Greco Trade Marketing Manager Casoni Liquori 1814
Samantha Migani, Brand Ambassador Casoni con Gin Tabar Bergamotto
Vincenzo Losappio Brand Ambassador Casoni
Mattia Ria ed Egidio Fidanza Brand Ambassador Casoni
«L’obiettivo del progetto advocacy di Casoni - precisa Manuel Greco, Trade Marketing Manager di Casoni Liquori 1814 - è quello di presentare il nuovo gin alla community dei bartender e a un target giovane che frequenta il mondo dei locali serali e notturni. Gin Tabar Bergamotto ha tutte le carte in regola per stupire e soddisfare chi è alla ricerca di cocktail di qualità, contraddistinti da note complesse e da una forte personalità».
La prima tappa è stata tenuta il 29 marzo al Blind Pig di Roma di Mattia Ria ed Egidio Fidanza. La prossima masterclass si terrà al Congrega di Modugno (Bari) da Vincenzo Losappio, a cui seguirà quella del 18 aprile nelle Marche. Le location successive sono ancora da definire.
Un distillato fresco e agrumato
Dopo il successo di Gin Tabar (lanciato nel 2017), Casoni Liquori 1814 ha pensato alla versione Bergamotto che comprende vari aromi: agrumati di bergamotto, arancia amara e arancia dolce, freschi e pungenti di coriandolo e cardamomo, balsamici del ginepro, a cui si aggiungono quelli di angelica, camomilla e rosmarino.
Ne risulta un distillato fresco e moribido di 45° alcolici, disponibile nella bottiglia rotonda da 70 cl con etichetta trasparente e colletto giallo. Inconfondibile la sagoma del passante con le spalle coperte con il tabarro, mantello pesante molto diffuso nelle campagne della pianura padana.
Ideale da gustare con ghiaccio e tonica, Gin Tabar Bergamotto può dare una nota originale anche ad altri drink famosi come Paloma (con succo di limone e soda al pompelmo rosa) e Mule (con succo di lime e ginger beer).
L'azienda romana impreziosisce il catalogo di esclusive con un distillato dalla forte identità africana, creato da una delle prime distillerie artigianali del Kenya
Si conferma molto vivace la primavera 2023 di Pallini. La storica distilleria romana dopo il lancio pochi giorni fa di Limonzero, il limoncello in versione zero alcol (leggi Pallini lancia Limonzero, il limoncello premium analcolico), prosegue nel segno delle novità. L’ultima riguarda il catalogo di distillati distribuiti in esclusiva, impreziosito da una vera e propria chicca made in Africa: Procera Gin Blue Dot 2022 Vintage.
Distillato di fascia premium, questo gin nasce in una delle prime distillerie artigianali del Kenya, situata a Nairobi, ed è prodotto con 10 botaniche tutte originarie del Continente Nero. La più importante è quella dalla quale prende anche il nome: il Juniper Procera, l’unica specie di ginepro indigena dell’emisfero meridionale, che cresce solo sugli altopiani del Kenya e dell’Etiopia, che conferisce al gin una particolare nota di nocciola. Le bacche utilizzate in questo gin vengono raccolte a mano nella foresta dell’altopiano di Kijabe, a un’altitudine di 2.200 metri, e distillate fresche, sotto il vigile occhio del mastro distillatore Roger Jorgensen nella distilleria che sorge a meno di 70 chilometri di distanza, in modo da preservarne il profilo aromatico e il terroir.
Ingredienti da tutto il Continente
La ricetta di Procera Gin è completata dalle altre 9 botaniche, tutte naturali e dalla forte identità africana, ognuna delle quali porta una nota di carattere unica al distillato. Tra le botaniche troviamo infatti il pepe rosa del Madagascar, il coriandolo e la radice di iris marocchino, il lime swahili, l’arancia Pixie e il tè verde del Kenya, il miele di acacia dalla Somalia e il pepe Selimdalla Nigeria. Tutti prodotti naturali che aggiungono, ognuno con la sua specificità, una nota di carattere unica al gin. Per la distillazione viene utilizzato un pot still Müller 230 L Aromat, con una tecnica segreta messa a punto da Jorgensen, autodidatta del settore, e che ha affinato in oltre 30 anni di attività. Da questa base, con alcune variazioni nascono le tre versioni di Procera Gin, Blue Dot 2022 Vintage, Red Dot 2022 Vintage e Green Dot 2022 Vintage.
Carattere elegante e raffinato
La prima (alc 44% in vol), la più raffinata, e quella importata e distribuita da Pallini, si caratterizza per le sue note terrose e di nocciola, date dalle bacche di Juniper Procera, che costituiscono la colonna portante del distillato, seguite da tocchi agrumati e sentori più freschi di miele e floreali. Elegante e rotondo al palato, con leggeri sentori pepati e agrumati, ha un finale persistente e lungo.
Gin perfetto da servire liscio, con ghiaccio, o in un Martini Cocktail, dove si esalta il carattere profondo e stratificato del particolare ginepro dal quale prende vita, è un ingrediente intrigante anche per rivisitazioni di altri grandi classici, come un Negroni, e per la creazione di nuovi miscelati.
A stuzzicare ulteriormente la creatività dei bartender ci sono poi i sali botanici: ogni referenza è infatti accompagnata da un piccolo barattolo che contiene questi sali, realizzati combinando le botaniche del distillato con sale marino dell’Oceano Indiano di Zanzibar, pensati per esaltare i sapori e per guarnire i cocktail.
Pack pregiato ed essenziale
Il carattere pregiato e artigianale del prodotto si rispecchia anche nel suo pack. La bottiglia (formato 50 cl), in vetro pregiato e riciclato dal team di Kitengela Hot Glass, è soffiata e incisa a mano ed è priva di etichetta per evidenziare al meglio il distillato. I tappi sono intagliati e realizzati dagli artigiani dellegno di Kilifi, sulla costa dell’Oceano Indiano, mentre il cinturino in pelle che avvolge il collo della bottiglia, assieme a una targhetta di presentazione del prodotto stampata su carta riciclata proveniente dal giacinto d’acqua del lago Vittoria, aggiungono un tocco di eleganza in più.
Sostenibilità al centro del progetto
Oltre che per la qualità della sua produzione, il brand si caratterizza anche per l’impegno a favore dell’ambiente e delle persone del Continente. Il marchio, fin dalla sua nascita nel 2019, porta avanti un piano di riforestazione degli altopiani del Kenyag, piantando una pianta di gineproper ogni bottiglia venduta. Sempre in un’ottica di sostenibilità rientra la scelta di utilizzare solo vetro riciclato e l’introduzione di un pionieristico sistema a zero sprechi d’acqua nella distilleria. Impegno che si declina anche sul piano sociale attraverso il coinvolgimento dellecomunità locali, custodi della terra e delle materie prime, per contribuire a creare una società più equa.
Blue Dot Martini
Ingredienti: 50 ml Blue Dot, vermouth dry, Preparazione:
spruzzare il vermouth in una coppa martini pre-congelata e poi versare il gin Guarnizione:
scorza di limone Bicchiere:
coppa Martini
Blue Dot Negroni Ingredienti:
50 ml Blue Dot, 30 ml vermouth rosso, 12,5 ml Campari Preparazione:
stir & strain Guarnizione:
una spolverata di sale Blue Dot Bicchiere:
Nick & Nora