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Registratori di cassa: c’è il contributo per l’adeguamento. Ma occorre affrettarsi

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Foto di Photo Mix da Pixabay
Emanato il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate con le istruzioni per accedere al contributo fiscale, fino a massimo di 50 euro, per aggiornare i registratori di cassa telematici. Bisogna fare presto però, perchè il fondo a disposizione è di soli 80 milioni in totale

Sca Italy, aperte le iscrizioni previa adozione

Aperte iscrizioni Sca Italy
I baristi che vogliono concorrere alle diverse discipline posso iscriversi dopo avere adottato un albero della Foresta di Sca Italy.

Si sono aperte e lo rimarranno fino al 31 luglio alle ore 10 le iscrizioni alle selezioni dei campionati Sca Italy a per le discipline Barista, Latte Art, Coffee in Good Spirits, Brewers, Roasting e Cup Tasters. L’accesso ai campionati per Ibrik/Cezve avverrà invece per iscrizione diretta. 

È possibile iscriversi al sito scaitaly.coffee/selezioni-ufficiali ricordando che, per questioni organizzative, i posti sono limitati, dunque per chi vuole gareggiare è importante segnalare rapidamente la propria candidatura.

Le iscrizioni prendono il via a pochi giorni dal World of Coffee di Atene, dove l’Italia ha ottenuto due eccellenti piazzamenti: uno sprone per tutti a mettersi in gioco e impegnarsi.

Obiettivo sostenibilità. C’è un’importante novità per quanto riguarda la procedura di iscrizione: per confermarla è infatti necessario adottare un albero della Foresta di Sca Italy che è stata creata da poco sulla piattaforma Treedom tramite questo link . Mentre scriviamo sono 79 gli alberi già adottati. 

L'obiettivo di questa collaborazione è di promuovere la sostenibilità ambientale, migliorare la biodiversità e sostenere le comunità locali attraverso la piantumazione di alberi in Kenya. Questa iniziativa permetterà di creare un impatto significativo sull'ambiente e di promuovere pratiche agricole sostenibili, apportando un cambiamento reale grazie alla comunità di Sca Italy.

Largo al merito. Una seconda novità delle prossime selezioni risiede nel fatto che sarà introdotto un sistema di ranking (una graduatoria di merito) che porterà il vincitore di ogni tappa alla finale insieme ai 7 migliori di tutte le tappe (5 per Coffee in Good Spirits). Questo sistema è stato introdotto per tutte le competizioni eccetto il Roasting.

Osserviamo ora le date e le sedi delle selezioni suddivise in Nord, Centro e Sud; per la categoria Ibrik / Cezve si disputerà direttamente la finale nell’ambito di Sigep 2024.

Roasting
Tappa Nord - 5-6-7 settembre presso Taste Coffee & More, Treviso
Tappa Centro - 14-15-16 novembre presso Gearbox Coffee Roasters, Borgo San Lorenzo (Firenze)
Tappa Sud - 25-26-27 ottobre presso Il Manovale, Turi (Bari)

Cup Tasters

Tappa Nord - 3 dicembre presso Milan Coffee Festival, Milano

Tappa Sud - 6 novembre presso Agro.Ge.Pa.Ciok, Lecce

Barista, Brewers Cup, Coffee in Good Spirits e Latte Art

Tappa Nord - 24-25-26 ottobre presso Factory 1895, Settimo Torinese (Torino)

Tappa Sud - 13-14-15 settembre presso Accademia Trucillo, Salerno 

La foresta di Sca Italy. Ogni albero è importante per la vita del pianeta, ma se non è unito ad altri, il suo contributo è minimo. Gli effetti benefici di un numero maggiore di alberi sono ormai riconosciuti su più fronti: assorbono anidride carbonica e danno ossigeno, depurano l’aria dagli inquinanti, proteggono il suolo dagli eventi meteorologici estremi e  lo mantengono fertile, tutelando la biodiversità.

«Se ci pensiamo un attimo, noi tutti del mondo dello specialty coffee, se siamo insieme, creiamo una foresta che può davvero cambiare le cose… è questo il messaggio che vogliamo dare con la nuova iniziativa per un futuro sostenibile» osserva Alessandra Di Dio, marketing & communication coordinator Sca Italy.

L’associazione ha realizzato una partnership con Treedom, piattaforma per la piantumazione di alberi, per avviare un progetto di piantumazione di alberi di caffè e di altre specie, seguendo la tecnica agroforestale, che porterà benefici ambientali e sociali in Kenya, un Paese noto per la produzione di caffè di alta qualità. Ci si può unire al progetto al sito https://www.treedom.net/it/organization/sca-italy

Leggera, gustosa e sostenibile. In una parola: l’estate!

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Bonduelle Food Service mette a disposizione dei professionisti della ristorazione tanti prodotti da agricoltura sostenibile, perfetti per la voglia di gusto e leggerezza che accompagna l’estate

L’inizio dell’estate porta con sé la voglia di convivialità e di serate fuori casa, tipiche da sempre di questo periodo. Pranzi freschi e leggeri e aperitivi gustosi diventano momenti di consumo economicamente imprescindibili per i locali di ogni categoria.

Servono quindi prodotti versatili e subito pronti, che possano essere utilizzati per tutto il servizio, senza sprechi e che non rendano ripetitiva la proposta gastronomica al cliente. Come i Cereali e Legumi surgelati Minute®, perfetti per creare fresche insalatone sempre diverse, sfiziosi aperitivi e moderni Poké per chi ama le ultime tendenze in fatto di gusto.

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Teresa Bracaloni vince il concorso Making Life Sweeter Together di Casa Optima

Da sx: Ivana Pantieri, docente Laba; Cristina Tosi, direttore marketing Mec3; Teresa Bracaloni, vincitrice del concorso; Francesco Fattori, ad Casa Optima; Alberto Tivoli, ad Life Independent Thinking; Stefania Tordi, assessore alla Cultura di San Clemente
La studentessa del Laba di Rimini con Un viaggio galattico si è aggiudicata il concorso artistico lanciato dal gruppo proprietario del marchio DOuMIX?. Creare un'opera che trasmettesse le emozioni legate al momento di consumo di una bevanda o di un dolce o un gelato la sfida per i giovani artisti

Realizzare un’opera d’arte capace di trasmettere le emozioni legate al momento di consumo di un cono gelato, una fetta di torta o una bevanda calda o fredda. È stata questa la sfida lanciata da Casa Optima, il gruppo italiano multibrand storicamente attivo nella produzione di ingredienti per la gelateria artigianale e la pasticceria (Mec 3, Giuso, Modecor, Pernigotti maestrigelatieri italiani, Modecor, Florensuc, Ambra’s, Blend Coberturas), e più di recente entrato nel beverage e nella miscelazione con il marchio DOuMIX?, agli studenti della Laba – Accademia di Belle Arti di Rimini, con il concorso Making Life Sweeter Together, organizzato in collaborazione con la stessa Accademia.

Concorso che ha stimolato la creatività dei giovani artisti, oltre 30 gli elaborati presentati, e che avuto il suo epilogo nell’evento di premiazione svoltosi presso la sede centrale del gruppo, a San Clemente (Rimini), quando è stata svelata l’opera vincitrice e il suo autore. Anzi, la sua autrice, perché ad aggiudicarsi il concorso è stata Teresa Bracaloni, studentessa toscana di Fashion Design al 2° anno di Laba, che ha conquistato la giuria, composta da Francesco Fattori, ad di Casa optima, Cristina Tosi, direttore marketing Mec3, Ivana Pantieri, docente del Laba, e Alberto Tivoli, ad di Life – Independent thinking, con il suo lavoro Un viaggio galattico.

Opera, ora esposta permanentemente nella hall della sede di Casa Optima, con la quale la giovane artista ha interpretato in modo originale e personale il tema del concorso, con una tecnica che, strizzando l’occhio alla fumettistica, conduce lo spettatore in un “viaggio galattico” dove protagonisti sono elementi che omaggiano i prodotti delle aziende del gruppo, in quell’universo di gioia e dolcezza che vogliono portare nella vita delle persone, sottolineandone i valori. Valori che, come ricordato dall’ad Fattori, sono «autenticità degli ingredienti e delle tradizioni, vocazione glocal, capace di portare l’italianità nel mondo, dinamismo, entusiasmo e rispetto, a partire dall’ambiente».

Un universo di bontà sostenibile

Nel suo lavoro, Bracaloni ha raffigurato un astronauta seduto su una Luna sorridente fatta di pan di Spagna, ricoperta di marmellata e glassa al mango, che gusta un gelato contemplando stelle e costellazioni della galassia rappresentate sotto forma di canditi, meringhe, glitter, cristalli colorati, praline argentate. Dalla Luna si sviluppa un fiume di dolcezze che invade la galassia, ornato da elementi decorativi e da prodotti dei brand di Casa Optima, come la Morettina Pepita di Pernigotti, i macarons, i gusti gelato come il Paw Patrol di Mec3 o la Ricotta Stregata di Giuso, la crema spalmabile “Quella” e il gusto gelato “Cookies”. Infine, la Terra, con il simbolo dell’ecologia e del riciclo, dipinta con colorante alimentare, a rappresentare l’impegno del gruppo a favore dell’ambiente.

Un gruppo in forte crescita

L’evento è stata anche l’occasione per fare il punto sui risultati del gruppo, presente con i suo marchi in 150 Paesi, nell’ultimo periodo. «Abbiamo chiuso lo scorso anno con un fatturato di 220 milioni di euro e prevediamo di chiudere quello in corso superando quota 250 milioni – ha raccontato Fattori -. Siamo cresciuti anche come organico del 5% nel 2022, superando le 1000 unità, tra dipendenti e collaboratori, oltre la metà dei quali in Italia. Un gruppo in salute, che cresce, grazie alla qualità, fondata sulla tradizione italiana, e capacità di innovazione dei suoi marchi. In particolare, da sottolineare il successo riscontrato dal nostro ultimo brand, DOuMIX?, nato lo scorso anno e dedicato al mondo beverage, capace rapidamente di conquistare la fiducia e l’apprezzamento di bartender e baristi, con le sue linee di prodotti innovativi che coprono tutti i momenti di consumo, dalla mattina al dopocena».

Ancora più ricca la proposta DOuMIX?

E a rendere la proposta DOuMIX?, che già contava 7 linee di prodotto, ancora più ricca la gamma DOuMIX? Cordial, lanciata all’inizio di quest’anno e composta dalle tre referenze Cordial n°1 Bergamot & Rosemary, Cordial n°2 Pineapple & Pink Pepper e Cordial n°3 Cranberry & Thyme. Prodotti che reinterpretano abbinamenti e aromaticità dei cordial originali, le preparazioni a base di sciroppo e succo di uno stesso frutto, generalmente un agrume, nati nella seconda metà del Settecento e oggi molto amati dai bartender. Composti da frutta e spezie e con un corretto bilanciamento di acidità e dolcezza, i Cordial, grazie alla loro ricchezza aromatica, sono stati pensati per consentire di creare con facilità cocktail alcolici e analcolici, aggiungendovi un solo ingrediente, rispettivamente uno spirit o una soda. Una prova la si è avuta proprio in occasione dell’evento di premiazione, quando si è brindato alla vincitrice con Bergamot Tonic, un mocktail dai freschi aromi mediterranei semplicemente preparato con Cordial n°1 e acqua tonica.

Due italiani sul podio dei mondiali al Woc di Atene

Daniele Ricci e Boram Um - foto CoffeeAndLucas / myMediaStudio
Daniele Ricci, secondo classificato, e Boram Um, vincitore della finale Baristi ad Atene - foto CoffeeAndLucas / myMediaStudio
Alle finali delle competizioni Barista e Brewers Cup, grande soddisfazione per il secondo posto di Daniele Ricci e il sesto di Giacomo Vannelli.

Tanta partecipazione, grande entusiasmo e “invidia” nei confronti di un Paese (soprattuto della sua Capitale) che cura con particolare attenzione la qualità del caffè, con tante caffetterie che offrono specialty e una gamma ampia di estrazioni. Sono le impressioni evidenziate da chi ha partecipato al Woc di Atene unite alla grande soddisfazione per due grandi successi che l’Italia ha registrato in chiusura delle finali Baristi e Brewers Cup del circuito Sca, con il secondo posto di Daniele Ricci nella prima e il sesto di Giacomo Vannelli nella seconda, mentre Fabio Dotti non si è qualificato nella competizione Cup Tasters.

Largo all’innovazione. Il due volte campione nazionale Barista (2020 e 2023), per la prima volta per l’Italia, ha raggiunto il secondo gradino del podio mondiale, alle spalle (per pochi punti) del brasiliano Boram Um. Sicuro, preciso e disinvolto ha condotto la sua gara quasi fosse al banco bar, con movimenti calibrati ma spigliati e grande sicurezza. Ha presentato due caffè della Finca Milán di Julio Cesar Madrid nella regione di Risaralda in Colombia, che da pochi anni si è affacciata al mondo degli specialty e che conduce fermentazioni sperimentali. Di questa ha scelto un Geisha lavorato con fermentazione lattica e un Caturra fermentato in bioreattori in ambiente anaerobico con il mosto del Geisha e con un lievito utilizzato nel mondo del vino; a ciò sono seguiti 15 giorni di asciugatura su african bed. 

Questa lavorazione ha conferito sentori quali anguria e melone, decisamente insoliti e rinfrescanti. Nell’espresso la grammatura ha visto prevalere la Geisha 18/2; nel milk beverage c’è stata una maggioranza di Caturra 17/3: «per questa preparazione avevo bisogno di una base più decisa a livello di blend (in cui la parte minoritaria è stata di Geisha, ndr), con sentori facili da identificare. Ho portato il latte di Simone Salvaderi che ha un’azienda agricola a Maleo (Lodi) con cui collaboro da tre anni, che mi ha fornito un latte veramente interessante, che ha creato un bilanciamento perfetto con il caffè». Ha utilizzato solo Caturra nel signature drink messo a punto con la preziosa collaborazione di Andrea Villa, campione italiano Coffee in Good Spirits 2020: considerata la data della finale si voleva una bevanda rinfrescante. Nella ricerca degli ingredienti sono stati realizzati alcuni prodotti homemade, come lo yogurt fatto con il latte di Salvaderi e succo di passion fruit, e una tonica a cui sono stati aggiunti zafferano e pepe.  Gli ingredienti uniti a 2 espressi sono stati posti nello shaker e raffreddati fino a raggiungere 15 gradi, per permettere al Caturra di esprimersi al meglio. Il servizio è avvenuto in coppe da champagne con una foam a base di Timur Berry, un cordiale analcolico ottenuto con il pepe, come decoro. Ne è risultato un drink fresco, fruttato, con note di guava, mandarino, caramella all’anguria e pesca. 

«Alla fine ho bruciato le carte dei giudici su cui avevo segnato il signature drink per dare un messaggio - prosegue Ricci -: dobbiamo staccarci dalle vecchie credenze sulle fermentazioni e fare innovazione, ricerca per sbloccare il potenziale delle diverse varietà. Lavorando sulle fermentazioni con meno improvvisazione e più conoscenza del processo, dunque del risultato finale, senza dimenticare elementi quali il terreno, il microclima o l’altitudine, si può creare qualcosa di importante partendo da un caffè meno famoso». Soddisfatto del risultato ottenuto, ringrazia l’amico Villa e il prezioso Team Bugan, guidato da Maurizio e Sonia Valli. 

Prodotto e tecnica al centro

Nella realizzazione dell’estrazione che gli ha fatto meritare il sesto posto nella classifica mondiale Brewers Cup, vinta dal cileno Carlos Medina, Giacomo Vannelli ha seguito la sua idea di gara: un rapporto diretto con i produttori, un caffè elegante e complesso, non troppo fermentato. «Per me il concorrente non deve comprare il caffè più buono, ma cercare di estrarre la migliore tazza possibile - afferma - e questo è possibile attraverso la ricerca e lo studio continuo, credo che questo sia il vero ruolo delle gare». Per la sua gara ha utilizzato una miscela di Panama Geisha di Jamison Savage e un caffè colombiano specie Eugenoides di Inmaculada Coffee Farms. Ha dato il via alla prova ringraziando i giudici, che con il loro lavoro, con il feedback che danno ai concorrenti a fine gara, contribuiscono a migliorare le prove successive e hanno contribuito alla realizzazione del dripper con cui ha realizzato la sua gara: D.One Brewers, un brew method a fondo piatto brevettato, pensato e realizzato in casa Vannelli. Unisce i pregi dei filtri a fondo piatto a quelli dei filtri conici, assicurando costanza sia nell’estrazione sia nel flusso. Esclusivo anche il sistema di aggancio di una piccola sfera fredda in acciaio sotto il filtro, al fine di raffreddare la prima parte dell’estrazione: con ciò non si permette la dispersione della parte volatile, aumenta l’aroma e si percepiscono maggiore complessità e dolcezza. 

Di nuovo un parere dalla parte delle fermentazioni, ma contro gli eccessi: «Secondo me la fermentazione deve essere una carta che il produttore utilizza per esaltare alcune caratteristiche dei caffè. Non è una questione di tempo, ma di combinazione perfetta tra processo, varietà e terroir, elementi che credo si trovassero nella mia tazza». Definisce la sua gara “una bella avventura” e già guarda al domani: non vuole abbandonare il mondo delle competizioni, ma cercherà di trasmettere la sua esperienza di barista per fare crescere altri competitor e mantenere alto il nome dell’Italia.

L’importante è non mollare. In apparenza semplice, la competizione Cup Tasters (campione mondiale è Young Baek, australiano) è in realtà molto complessa: a differenza di altre discipline non ci si può preparare un discorso, provare e riprovare i movimenti al fine di ripeterli in modo preciso. Si procede - impegnandosi in esercizi e cupping - verso l’incognita delle otto triplette della finale. «L’assaggio di caffè dark roast e fermentati mi mette in difficoltà in quanto mi creano in bocca un effetto alone che anche bevendo non riesco a togliere - spiega Fabio Dotti, per tre volte campione italiano della categoria -. Ho sbagliato queste tazze e sono uscito di gara, sapendo che più di così non potevo fare, dunque sono sereno: so di avere svolto gli allenamenti in maniera impeccabile. Parlando con altri finalisti, mi sono reso conto della grande differenza nel metodo di assaggio: all’estero e per chi va in piantagione prevale il cupping, mentre in Italia l’espresso; probabilmente ha fatto la sua parte anche la tensione. In ogni caso, tornerò in gara: qualora non dovessi riuscire il futuro vincitore potrà avere la soddisfazione di avere battuto il tre volte campione nazionale. Ringrazio Paolo Scimone di His Majesty the Coffee e tutto il team di NKG che mi hanno accompagnato in questi mesi di preparazione». Ci si vede dunque a Sigep 2024. 

Le prossime finali mondiali Baristi si svolgono a Copenhagen (Danimarca) dal 27 al 29 giugno il prossimo anno.

Coppette Click Clack di RCR: estetica, tecnologia e praticità

Coppette Stack RCR
Realizzate in Eco-Crystal Glass, le coppette della collezione Stack sono impilabili in due modi e sovrapponibili a seconda delle esigenze. Soluzioni multifunzione e salva spazio per creare originali presentazioni multipiano

Tecnologica ed estetica: è da questa combinazione che sono nate le coppette Click Clack della linea Stack di RCR Cristalleria Italiana. Prodotti innovativi e multifunzione, realizzati in Eco-Crystal Glass, e caratterizzati dal design salva spazio: le nuove coppette sono state sviluppate all’insegna del concetto di spazio sostenibile alla base di tutta la linea Stack, che già annovera i bicchieri Dof e Hb (leggi Anche lo spazio diventa sostenibile con la collezione Stack di RCR).  

Le coppette sono infatti impilabili in due modi e sovrapponibili a seconda delle esigenze. In questo modo permettono di dare vita a originali presentazioni multipiano per servire snack, dessert, finger food, stuzzichini. Una caratteristiche che ne aumenta la praticità anche quando non usate perché possono essere riposte semplicemente impilandole, risparmiando così prezioso spazio.

Un concentrato di tecnologia

Disponibili in due modelli, Click Clack 75 (capacità 12 cl, altezza 36 mm) e Click Clack 87 (capacità 35 cl, altezza 51 mm) hanno un loro ulteriore punto di forza nella qualità del materiale con il quale sono realizzate: il Luxion® Eco-Crystal Glass, un cristallino ad alte prestazioni e amico dell’ambiente, ottenuto con materie prime purissime che rendono ogni prodotto 100% riciclabile.

Pratiche da utilizzare, le coppette lo sono altrettanto anche da lavare. Sono infatti studiate per un lavaggio ottimale lavastoviglie, grazie alle proprietà del materiale, che ha un’elevata resistenza agli urti e ai lavaggi professionali, e a una serie di accorgimenti innovativi. Come il sistema anti scolo sul fondo, che fa scivolare l’acqua evitando la formazione di calcare, e il sistema anti-incastro, studiato per prevenire rotture.

Hiromi Cake firma una monoporzione per il compleanno di Sonic

La pasticceria giapponese dedica una torta di compleanno limited edition al riccio blu dei videogames

Hiromi Cake, pasticceria giapponese nel cuore di Roma, ha firmato una monoporzione limited edition dedicata a Sonic. Il riccio blu amato dagli appassionati di videogame è tornato protagonista con Sonic Origins Plus, nuova avventura di gaming presentata il 23 giugno. La data ha coinciso con il trentaduesimo compleanno del protagonista. A lui il laboratorio Hiromi Cake ha dedicato questo dolce speciale, che sarà disponibile sino al 31 agosto.

Un omaggio a Sonic

La speciale monoporzione di Sonic Origins Plus creata da Hiromi Cake omaggia il videogame nei colori, e il Giappone, paese di origine di Sonic, nel gusto. Infatti, contiene alcuni ingredienti tipici giapponesi. È composta da una mousse allo yogurt con inserto di mora e yuzu (agrume giapponese) e biscuit allo shiso, il basilico del Paese del Sol Levante. Il dolce sarà acquistabile in due versioni: una con il logo di Sonic Origins Plus e una con il personaggio di Sonic. La monoporzione riprende la forma dessert simbolo di Hiromi Cake, realtà fondata da Machiko Okazaki, per esprimere ai massimi livelli l’essenza della pasticceria giapponese. Infatti, il dolce è ricco di profumi esotici, ma anche molto salutare grazie all’uso limitato di zuccheri e grassi.

Due sorprese per i fan di Sonic

Dopo aver acquistato la monoporzione di Sonic, i fan potranno ricevere delle card da collezione con un artwork esclusivo che riporta alcuni bozzetti originali disegnati da Takashi Iizuka, capo e figura storica del Sonic Team, disponibili fino a esaurimento scorte.

Brugal e Orsoni: quando il rum sposa l’arte

Il rum dominicano ha presentato la collezione di bottiglie artistiche in edizione limitata creata con la storica fornace di mosaici veneziana. 18 pezzi unici, decorati con i mosaici a foglia d’oro 24 k, che celebrano l'heritage delle due aziende

Ha scelto una realtà con la quale condivide l’anno di nascita e, soprattutto, l’approccio basato sul rispetto di una tradizione artigianale tramandata di generazione in generazione Brugal 1888, il brand di rum della Repubblica Dominicana, per dare vita al suo nuovo progetto artistico. Il partner scelto per il progetto è Orsoni Venezia 1888, storica fornace di mosaici veneziana, e da questa collaborazione è nata la terza edizione di Brugal’s Global Artist Series: una collezione in edizione super limitata e super esclusiva di bottiglie artistiche Brugal 1888.

Bottiglie realizzate a mano e decorate con vari smalti colorati e incorniciate nei mosaici a foglia d’oro 24 k di Orsoni. 18 pezzi unici di lusso (sono in vendita qui al prezzo di 5.000 euro ognuna qui) che esprimono e celebrano l’heritage delle due aziende nei rispettivi campi di azione.

Al loro interno è custodito Brugal 1888, uno dei pregiati rum del produttore caraibico, la cui linea di referenze è importata e distribuita in esclusiva in Italia da Velier. Un distillato (alc 40% in vol) ottenuto da melassa di canna da zucchero dominicana e caratterizzato da un doppio invecchiamento fino a 14 anni: 8 dei quali in botti di quercia bianca americana ex bourbon, che gli conferisce i suoi aromi caldi, e 6 in botti di quercia rossa europea ex sherry Oloroso, che invece gli dona aromi più fruttati, morbidi e rotondi.

I quattro capitoli della collezione

La collezione è stata progettata intorno a 4 temi comuni ai due brand. La prima collezione Brave Beginnings è un'antologia visiva che cattura i primi capitoli di Orsoni e Brugal, attraverso 4 bottiglie che sottolineano la storia dei loro fondatori, rispettivamente, Andres Montanar Brugal e Angelo Orsoni, con mosaici realistici che accompagnano in un viaggio all’origine dei due marchi e ne racconta i loro punti in comune: passione, tenacia e spirito innovativo.

La seconda, Mastery of Craft, racconta che cosa c’è dietro un’artigianalità che passa attraverso oltre 135 anni di storia e gli insegnamenti, le competenze e la creatività, tramandati di generazione in generazione necessari per trasformare le materie prime, come fuoco, canna da zucchero, legno, sole e vetro fuso, in opere d'arte. Le 5 bottiglie, attraverso i loro intricati mosaici, catturano l'essenza dell'artigianato e della dedizione che accompagna ogni fase del processo di lavorazione delle due aziende.

La terza collezione, Our Dominican Family, celebra invece il legame tra Brugal e l’isola dove ha casa, con 5 bottiglie che raccontano come il territorio e le sue comunità, dalla musica che riempie le strade delle città e dei villaggi della Repubblica Dominicana all’ospitalità della sua gente, ai paesaggi lussureggianti che forniscono le materie prime per il rum abbiano plasmato il marchio e si riflettano in esso.

Legacy, quarta e ultima collezione, composta da 4 pezzi, ruota attorno alla comune visione e volontà di lasciare un’impronta, con lo scopo primario di sostenere le terre dove le aziende sono nate. Di questo quarto capitolo è parte una bottiglia ancora più speciale: Liquid Gold. Questa sarà messa all’asta il prossimo settembre da Bolaffi di Torino e il ricavato devoluto in beneficenza alla Fondazione Ugo e Olga Levi, un centro di ricerca musicale e musicologico veneziano che insegna musica classica tradizionale. La donazione è destinata alla ricerca e al restauro di opere d'arte storiche di famosi musicisti.

Un felice matrimonio con l’arte

La partnership con Orsoni Venezia 1888 non è una novità per Brugal, ma si inserisce in una serie più ampia di collaborazioni artistiche avviate dal brand qualche anno fa e fondate sulla sinergia tra mondo dell’arte e quello degli alcolici. Nel 2021 sono state presentate le 18 bottiglie personalizzate con design caratteristico della cultura Huichol, sapientemente elaborate dall’artista messicano Cesar Menchaca. Nel 2022 ha collaborato con il famoso artista di Miami Alexander Mijares presentando una collezione di bottiglie dipinte a mano in occasione di Miami’s Art Basel.

Giuseppe Amato lascia la Pergola e si dedica alle consulenze

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«È ora per me di crearmi nuovi stimoli», dice il pasticciere, che resta a Roma e per ora lavorerà da battitore libero e come formatore (ma ha altri nuovi progetti nel cassetto)

Giocatevi questi numeri: 23 e 42. Ve li dà Giuseppe Amato, il pastry chef di Taormina che a soli 23 anni è entrato alla Pergola del Rome Cavalieri, diventando in poco tempo il responsabile di pasticceria dell’unico ristorante con tre stelle Michelin della Capitale, alla corte dello chef Heinz Beck. Alla soglia dei 42 anni, Giuseppe Amato esce dalla porta principale e il 27 giugno 2023 è stato il suo ultimo giorno sulla terrazza più famosa di Roma. «C’è un momento della vita in cui capisci che puoi percorrere la tua strada in modo autonomo. Come dico io, ogni fiume arriva al mare», commenta il pastry chef che nel 2021 è stato premiato come miglior pasticcere da ristorazione del mondo (Meilleur Patissier).

«Tanti anni accanto a colleghi che stimo»

Lo sentiamo che è già nella sua Sicilia, dopo l’addio ufficiale alla Pergola. Non senza qualche lacrima, ammette. «Dopo quasi vent’anni è normale, è un percorso che ho affrontato, sia professionalmente che umanamente, e che mi ha portato a lavorare per anni fianco a fianco a tanti colleghi che stimo e che a loro volta stimano me», afferma. L’annuncio ufficiale, uscito oggi sui canali social del pastry chef, recita: «Dopo 20 anni trascorsi come pasticciere alla rinomata La Pergola di Roma, ho deciso di chiudere questo capitolo della mia carriera per dedicarmi interamente a nuovi progetti nel settore delle consulenze e della formazione». Contestualmente Amato lancia il suo nuovo sito (giuseppeamatopastrychef.it). «Serve a comunicare per la prima volta il mio nome sganciato dalla Pergola», dice. Giuseppe Amato Pastry Chef: e basta.

«Formare i giovani professionisti della pasticceria da ristorazione»

Va ricordato però che Giuseppe Amato è anche formatore, fin dal 2006, anno in cui entra, giovanissimo, nel corpo docente della scuola romana A tavola con lo chef. «Quello di continuare nella formazione delle nuove generazioni di pasticceri da ristorazione è uno degli obiettivi che mi sono dato», commenta Amato, che è anche membro dell’Ampi (Accademia Maestri Pasticceri Italiani), del cui direttivo fa parte dal 2021. Lo avevamo visto poco più di un anno fa dirigere i lavori degli esami di ammissione all’Accademia, nella sessione in cui vennero ammessi Paolo Griffa, Mattia Casabianca e Tommaso Foglia, svoltisi proprio nella sede della scuola A tavola con lo chef.

«Un locale mio? Spero entro l'anno prossimo»

Gli chiediamo dei suoi progetti futuri, giura che rimarrà a Roma, perché anche se le radici siciliane sono fortissime, questa è la sua città. «Mi si è aperto un mondo diverso ed è ora per me di crearmi nuovi stimoli, dalle consulenze agli eventi, sia privati che con le grandi aziende». Gli impegni già non mancano, quasi non vuol sentir parlare di riposarsi e di vacanze, la mente va oltre. Ci sarà un locale che porterà il suo nome? Confessa che investire su se stesso e sul suo modo di fare pasticceria è un suo desiderio, ma deve essere nel posto giusto: «Spero che questo sogno si avveri il prima possibile, magari entro l’anno prossimo. Per ora voglio viaggiare».

Chocolate Academy Milano: ecco i prossimi corsi dedicati al cioccolato

cioccolato generica
La scuola fondata da Barry Callebaut nel 2017, a Milano, lancia nuovi percorsi formativi per la seconda parte del 2023 e la prima parte del 2024

La Chocolate Academy Milano di Barry Callebaut lancia nuovi corsi per la seconda parte del 2023 e la prima parte del 2024. Ci saranno 13 moduli formativi, messi a punto dalla scuola, tutti incentrati sul cioccolato, con incursioni nel mondo del gelato, bakery e alternative vegane. A tenere le lezioni presso la scuola creata dall'azienda leader mondiale nella produzione di cacao e cioccolato, ci saranno 12 maestri dell'alta pasticceria.

I docenti

A interfacciarsi con i professionisti in cerca di formazione saranno 12 maestri del cioccolato. Alberto Simionato è il direttore della Chocolate Academy Milano dal 2019, nonché Cacao Barry Chef. Ciro Fraddanno, Choco Gelato Chef Chocolate Academy Milano, è un figlio d'arte, nato e cresciuto nella gelateria di famiglia, con importanti esperienze anche nel mondo delle stelle Michelin. Marta Giorgetti è chef Chocolate Academy Milano: ha iniziato presso la Pasticceria Martesana ed è co-autrice del libro Sul Cioccolato. Diego Poli, classe 1988 nonché chef Chocolate Academy, è stato il pastry chef del St. Hubertus a San Cassiano. Chong Ko Wai, conosciuto anche come Bread Pitt, ha iniziato da giovanissimo con la pasticceria, diventando uno dei più affermati formatori dell'Asia. Juan Gutierrez, pastry chef colombiano, è attualmente in carica al St. Regis di Chicago. Originario di Sidney, Richard Hawke è da sempre appassionato di pasticceria francese e costantemente impegnato in viaggi e ricerca professionale. Albert Davì, chef della Chocolate Academy di Barcellona, è anche consulente tecnico Chocovic. Frank Haasnoot, olandese, oggi vanta 23 anni di carriera svolta tra i più grandi hotel al mondo. Ramon Moratò è il direttore creativo del marchio Cacao Barry. Daniel Alvarez è il proprietario della pasticceria Dalùa a Elche, Alicante. Originaria di Cali, Colombia, Melissa Coppel ha oggi una sua scuola e un suo laboratorio a Las Vegas.

I corsi

Il primo corso che si terrà nella seconda parte del 2023 presso la Chocolate Academy è Introduzione al cioccolato (2-3 ottobre) e sarà tenuto da Marta Giorgetti. Seguirà La cioccolateria per il gelatiere (9-10 ottobre) con Ciro Fraddanno. Il 25 e 26 ottobre sarà la volta di Frank Haasnot con il modulo Tecnica & Creatività. Il 21 e 22 novembre Juan Gutierrez terrà il corso dedicato alla pasticceria da ristorazione Attraverso le stagioni. Il 2024 inizierà con il modulo Il cioccolato nel gelato (5-6 febbraio) tenuto da Ciro Fraddanno. Alberto Davì curerà il corso Le nuove forme della Pasqua (20-21 febbraio). Richard Hawke illustrerà la pasticceria vegana nel modulo Adapt. Chong Ko Wai aka Bread Pitt terrà il corso Fusion Euro/Asiatica (9-10 aprile). Daniel Alvarez condurrà Desajuno (21-22 maggio) dedicato ai prodotti sfogliati da colazione. Il 22 e il 23 aprile saranno i giorni dedicati a Desservir, il corso per la pasticceria da ristorazione di Diego Poli. Il 3 e 4 giugno Alberto Simionato terrà Cioccolato irresistibile. L'11 e il 12 giugno Ramon Moratò terrà il corso dedicato alla sua pasticceria. Melissa Coppel chiude il calendario formativo con il suo modulo Bon bon ton (2-3 luglio). Per maggiori informazioni su costi e tempi di iscrizione, visitare il sito Chocolate Academy Milano.

Completata la rosa dei finalisti delle Elephant Competition

Elephant Competition finalisti
Con la vittoria di Antonio D’Auria e Francesco Drago, rispettivamente, nella tappa di Napoli e Bari, è stato completato l'elenco dei finalisti della competition. Ecco tutti i bartender che si sfideranno nella finale a Milano e le loro ricette

Definita la rosa dei finalisti della Elephant Gin National Cocktail Competition, il contest itinerante organizzato dal gin di Compagnia dei Caraibi ispirato all’Africa. Con le due ultime semifinali svoltesi a Napoli e Bari si è conclusa la prima fase della gara che sfida i bartender a creare un cocktail originale a base di una delle quattro referenze del gin (Elephant London Dry, Elephant Sloe Gin, Elephant Strength ed Elephant Orange Cocoa).

Ospitata al Dopoteatro, la tappa di Napoli è andata ad Antonio D’Auria, bartender del The Major Hotel di Roma che si è imposto sugli altri concorrenti con il suo Jambo, a base di Elephant London Dry Gin, Afrikaans Chai, ovvero un infuso preparato con rooibos e spezie quali cardamomo, cannella, chiodi di garofano, zenzero e pepe nero con un’aggiunta di latte di riso e baobab), Lacto cordial, e baobab. Un mix ben equilibrato di gusti ispirato alle tradizioni culinarie africane, scoperte dal bartender nell’ultimo viaggio in Africa, tra Zanzibar, Cape Town e il Kruger Park, che ha conquistato la giuria. Questa è stata composta da Giovanni Fenderico, cotitolare del Flanagan’s Cocktail Bar di Napoli, Francesco Pirineo, advocacy manager di Compagnia dei Caraibi e dall’influencer Federica Grillo.

Ad aggiudicarsi la vittoria nella semifinale di Bari, andata in scena al Varietà, è stato Francesco Drago, bartender presso il Riva Club, locale sempre nel capoluogo pugliese. La giuria, composta da Giorgio Albergo, bar manager del Varietà, Claudio Romano, field specialist di Compagnia dei Caraibi, e Marika Marangella, ha particolarmente apprezzato il suo Refresh, ispirato alle botaniche del London dry Elephant, che ne è la base, e alle sue note agrumate, come quelle dell’arancia, alle quali il bartender ha unito succo di limone, sentori di origano e bitter alla mela, ingrediente presente nella ricetta del gin.

Gli altri finalisti

D’Auria e Drago sono andati così a completare la rosa dei finalisti che si contenderanno la vittoria nell’ultimo atto della Elephant Competition, che si terrà a dicembre al Percento Lab di Milano. Prima però tutti e 6 i finalisti voleranno a Wittemburg, in Germania, per visitare la distilleria di Elephant.

Gli altri bartender che hanno conquistato il posto nella finale sono Antonio Sciortino del Caffè Concerto Paszkowski, vincitore della tappa di Firenze, disputatasi al Rasputin, con Diario di Antony Shortlens, un cocktail a base di Elephant Orange Cocoa Gin, miscelato con baobab, cordiale mele al cartoccio e African bitter. Un cocktail costruito sul motivo del diario ritrovato, dove il protagonista viene catapultato nel vivo di un rituale propiziatorio per la libertà degli elefanti, la cui tutela è da sempre al centro dell’impegno del marchio (leggi Elephant Gin rafforza il suo impegno a tutela dell’elefante africano).

Federico Serafini de il Jerry di Teramo, che si è imposto nella tappa bolognese, andata in scena al Ruggine, che nel suo Africa, ha utilizzato la stessa base, ovvero l’Orange Cocoa Gin, per dare vita a un drink dove la cultura africana e quella tedesca, le due anime di Elephant, si incontrano.

Matteo Cassan, del Piscina Oasi Club di Pianiga (Venezia), vincitore della semifinale di Torino, svoltasi al Dash, autore de Il Viaggio, cocktail i cui ingredienti, Elephant London Dry Gin, liquore alla mela fresca, miele e cordiale acidificato di bucce di limone, raccontano i diversi passi del percorso che unisce le riserve degli elefanti del Kenya con la Germania.

Conclude l’elenco dei finalisti Ivan Geraci, della Sartoria di Palermo, vincitore della tappa siciliana, ospitata dal Bohème Mixology Bar di Catania, con Ankara 2.0, un Gimlet ispirato ai colori dell’Africa, grazie all’uso di un African cordial homemade, impreziosito dalla forza del London Dry Elephant.

Le ricette finaliste della Elephant Competition

Jambo di Antonio D’Auria


Ingredienti:
50 ml Elephant London Dry Gin, 30 ml Afrikaans Chai  (rooibos, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, zenzero, pepe nero, latte di riso/cocco e baobab), 20 ml Lacto cordial  (mela Smith, avocado, rapa rossa), baobab
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
fake sun ice (aeme  di avocado e cera d’api)
Bicchiere:
mug di legno

Refresh di Franceso Drago

Refresh_Cocktail del vincitore Francesco Drago_Bari
Ingredienti:
45 ml Elephant London Dry Gin, 10 ml succo di limone fresco, 100 ml Feel Bitter Apple Limestone, arancia, vaporizzata di tintura all’origano homemade
Preparazione:
hake and fill
Guarnizione:
foglia banano
Bicchiere:
tumbler alto

Diario di Antony Shortlens di Antonio Sciortino


Ingredienti:
50 ml Elephant Orange Cocoa Gin, baobab, 50 ml cordiale mele al cartoccio,  1 ml African bitter
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
fumo ambientale di palo santo e salvia bianca
Bicchiere:
tumbler basso

Africa di Federico Serafini


Ingredienti:
45 ml Elephant Orange Cocoa Gin, mela fresca, 5 ml African Buchu Bitter (in drop)
Preparazione:
shake & double strain
Guarnizione:
rocce di scarti di mela verde con datteri ed Elephant Sloe Gin, foglie di mela verde con Elephant Sloe Gin e Buchu bitter, sabbia di miglio, manioca e broccoli
Bicchiere:
bicchiere in legno d'ulivo

Il Viaggio di Matteo Cassan


Ingredienti:
40 ml Elephant London Dry Gin (con fat washing con yogurt ai mirtilli), pimento, 15 ml liquore alla mela fresca, 15 ml miele, 30 ml cordiale acidificato di bucce di limone
Preparazione:
Stir & Strain
Decorazione:
bordatura polvere di mele e pimento
Bicchiere:
tumbler basso con cubo 5x5

Ankara 2.0 di Ivan Geraci


Ingredienti:
50 ml Elephant London Dry Gin, arancia, 50 ml African cordial homemade
Preparazione:
Shake and double strain
Decorazione:
colori edibili all'interno del bicchiere, fiore
Bicchiere:
coppetta

Crema Alta Gelateria apre il suo terzo punto vendita a Brera

Crema Alta Gelateria
Dopo tre anni di attività l'insegna approda nel centro di Milano con una nuova esperienza di gelato artigianale e una boutique in stile bohémienne

Brera si prepara ad accogliere il terzo punto vendita di Crema Alta Gelateria. L'insegna, avviata tre anni fa, ha al suo attivo già due punti vendita, con cui ha conquistato il cuore dei milanesi. Ora sbarca nel cuore della città con una vera e propria boutique del gelato. Il nuovo negozio debutterà sabato 1° luglio.

L'experience Crema Alta Gelateria a Brera

Il brand, nato su iniziativa dell'imprenditore Giorgio Bulgari, ha scelto di portare nel centro di Milano una gelateria, in cui offrire un'esperienza sensoriale a base di gelato italiano. Il nuovo spazio di circa 30 metri quadri è arredato con mobili in legno e metallo. I gelati e i sorbetti sono esposti in luminose vetrine rivestite e modellate in mogano e finiture in ottone. Qui è possibile scegliere tra 36 “stili di gelato”. Un’ampia proposta di gusti realizzati dai mastri gelatieri, tutti senza glutine e lattosio, tra cui spiccano i classici di una volta: crema, cioccolato, malaga, zabaione al Marsala ma anche proposte più contemporanee come crema al fingerlime, fragole e basilico, zafferano limone e mandorle, cioccolato ruby. Ampia scelta anche tra gusti di frutta e opzioni vegane.

Tra stagionalità e sostenibilità

In tutti e tre i punti vendita (gli altri due sono in Via Giovanni da Procida 29 e il secondo nel 2021 in Piazza Napoli 15) il gelato è servito alla vecchia maniera, da personale qualificato, in coni espressi croccanti, con panna realizzata artigianalmente ogni giorno. Crema garantisce una grande attenzione alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. Inoltre, il brand è sensibile ai temi ambientali e della sostenibilità. Per questo ha scelto contenitori e vaschette in mais biodegradabili, imballaggi e palette totalmente compostabili, riducendo al minimo l’utilizzo della plastica.

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