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Gelato Festival World Masters, al via la prima semifinale italiana

Il 24 e il 25 ottobre si sfideranno 102 gelatieri per eleggere gli 8 nomi che accederanno alla finale italiana

Gelato Festival World Masters si prepara a eleggere gli 8 nomi dei professionisti che accederanno alla finale italiana. Il 24 e il 25 ottobre a Bologna si terrà infatti la prima semifinale. Ci saranno 102 artigiani del gelato, impegnati a cercare di staccare il biglietto per vincere il titolo del principale torneo internazionale di categoria con partner Carpigiani e Sigep – Italian Exhibition Group.

In attesa del vincitore

Il 24 e il 25 ottobre il campus della Carpigiani Gelato University ad Anzola Emilia diventerà il teatro di un’avvincente sfida di gelateria. In questa occasione saranno selezionati gli 8 vincitori che accederanno alla Finale Italiana di Gelato Festival World Masters nel 2025. Una seconda semifinale è in programma nel 2025. Gli 8 vincitori saranno annunciati il 25 ottobre alle ore 15.00. I 102 gelatieri coinvolti hanno superato un anno di selezioni ed eventi, che hanno visto gareggiare circa 500 partecipanti. Un percorso quadriennale in continuo movimento. Infatti, l’elenco incluso in questo comunicato riporta i 90 partecipanti che hanno diritto a prendere parte alla semifinale, i restanti 12 arriveranno dalle competizioni ancora in corso fino al 12 ottobre. Le regioni con più gelatieri in lizza al momento sono la Campania (16) e la Sicilia (16), seguono Calabria (11), Lombardia (9), Abruzzo (6), Friuli Venezia-Giulia (6), Umbria (6), Emilia-Romagna (5), Piemonte (5), Basilicata (4), Lazio (2), Liguria (2). Toscana (1) e Veneto (1).

Gelato Festival World Masters: un percorso lungo 5 anni

Con l’edizione 2022-25 Gelato Festival World Masters arriva al tredicesimo anno di attività, avendo debuttato a Firenze nel 2010 ispirandosi all’ideazione della prima ricetta di gelato per mano del poliedrico architetto Bernardo Buontalenti nel 1559. Da allora la manifestazione ha allargato i propri confini espandendosi prima nel resto d’Italia, poi in Europa e – dal 2017 – anche negli Stati Uniti, prima di abbracciare tutto il pianeta con il campionato mondiale dei Gelato Festival World Masters che con l’edizione 2018-2021 ha coinvolto oltre 3.500 gelatieri.

Da Torino, cronaca del successo di una giornata a tutto caffè

Fabio Verona
Fabio Verona
Fabio Verona ha organizzato nella Giornata Internazionale del Caffè un evento denso di interesse per professionisti, coffee lover e curiosi: grande la partecipazione.

Realizzare una giornata diversa dal solito, inclusiva e aperta a tutti, in grado di dare stimoli e motivi di interesse al professionista come a chi ogni giorno gusta la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua, con un focus specifico sulla qualità e la sostenibilità: questa sfida complessa ha spinto Fabio Verona a organizzare un International Coffee Day decisamente insolito e di grande successo.

La giornata “a tutto caffè” si è svolta a Torino presso il Green Pea, il primo green retail park dedicato al rispetto per l’ambiente, una tematica sempre più centrale per il settore: al suo interno, tre piani hanno ospitato le postazioni che hanno accolto i visitatori facendo conoscere a fondo un prodotto che per lo più consumano senza conoscerlo, a partire dai suoi elementi primari: il caffè verde e l’acqua.

Talia Miceli, torrefattrice e vicepresidente di Women in Coffee Italy insieme al tesoriere Alessandro Spiga (coffee trader) hanno spiegato come avvengono la scelta e la selezione della materia prima; accanto, Daniele Marino di Brita, faceva degustare acque con diversi tipi di filtrazione, spiegando l’importanza di questo trattamento per la preparazione del caffè e quanto questa preziosa risorsa vada preservata.

Salendo al primo piano si poteva apprendere come nasce una tazzina attraverso le parole degli esperti di Ipa, mentre accanto Edoardo Fra e Andrea Pilotti del team Costadoro mostravano come preparare una moka perfetta con un caffè biologico e sostenibile; da parte sua Lucio del Piccolo affascinava con una selezione di caffettiere storiche della sua collezione, mentre Stefano Cevenini ne mostrava l’evoluzione, la Moka Pump realizzata da E&B Lab, che permette di estrarre la bevanda a temperature inferiori, senza bruciare il caffè. Per tutta la giornata, l’artista Fabio Ghibaudo ha realizzato opere dipinte con il caffè; il ricavato delle vendite è stato devoluto all’IWCA tramite una iscrizione da coffee lover.

Al terzo piano protagoniste le notizie sul mondo del caffè nello spazio curato da Bargiornale, che per sottolineare l’importanza dell’economia circolare nel settore, regalava dei pacchettini contenenti fondi di caffè per uso botanico; l’etichetta rimandava a una pagina della newsletter arabica100per100 dove poter trovare molti modi per il suo riutilizzo. Accanto alle riviste, in primo piano, il libro di Fabio Verona Professione Barista – manuale pratico per l’espresso perfetto, con tanti utili segreti per chi si affaccia o opera nel settore.

Poco distante era protagonista la pratica, a cominciare dalla degustazione con differenti metodologie di estrazione di caffè specialty di Little Bean, Caffè Hardy, Costadoro, Eligo coffee e His Majesty the Coffee. Alpro ha offerto bevande vegetali e Keber ha dimostrato l’influenza che le macine hanno sul prodotto in tazza.

Nel pomeriggio si sono svolte due competizioni. Latte Art Throwdown organizzato da Alpro è stato vinto da Giuseppe Campanella. In parallelo si è svolto il Master Grinder Coffee Championship, ideato da Fabio Verona e in questa tappa sponsorizzato da Costadoro i giudici Luca Ventriglia, Luigi Pillitu, Luca Bernardoni e Gilberto Guidi hanno decretato vincitore Francesco Orsi; con lui gareggerà nella finale milanese al Milan Coffee Festival anche Simone Previati.

Numerosi talk hanno toccato diverse tematiche del vasto mondo del caffè, dall’andamento e le previsioni per gli specialty all’intervento di un gruppo di donne impegnate nel settore che hanno dibattuto sul tema Il ruolo delle donne nel mondo del caffè.

Ha offerto una graditissima parentesi dolce il maestro Giovanni Dell’Agnese, che ha proposto dolci realizzati con caffè di qualità.

«Sono stati molti i professionisti che ci hanno raggiunti per far visita all’evento e degustare caffè, ma insieme a loro anche tanti utenti finali - osserva soddisfatto Fabio Verona -. Proprio con questi ultimi si è avuto il rapporto più bello, a partire dai giovanissimi per arrivare a consumatori ai quali sovente si presta meno attenzione, pensando che il mondo specialty non sia per loro: gli anziani. A questo proposito c’è una foto scattata da Federico Pezzetta (CoffeeAndLucas / myMediaStudio) con due persone anziane che degustano un caffè filtro guidate da Paolo Scimone, in cui a mio avviso si riassumere lo spirito con cui è stato pensato questo evento: avvicinare tutti, ma proprio tutti a una nuova consapevolezza. Ringrazio i partecipanti per l’entusiasmo e la disponibilità, Green Pea per avere permesso di sfruttare tutti gli spazi della location e ToBe Events per la gestione dell’evento». L’appuntamento è per il prossimo anno.

Partita la nuova edizione della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition

Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition
Replicare nelle proprie creazioni l’approccio visionario Alexandre Gabriel, ceo e master distiller di Maison Ferrand, è la sfida lanciata ai bartender in questa edizione del cocktail contest di Pierre Ferrand Dry Curaçao

Si parte con una nuova edizione di Do it Dry! The Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition. Si sono infatti aperte le iscrizioni per il cocktail contest organizzato da Compagnia dei Caraibi in collaborazione con Maison Ferrand, al quale ci potrà partecipare fino al 27 ottobre, data ultima per presentare la propria originale ricetta di cocktail a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao.

Contest che si caratterizza per la scelta di un tema ogni anno diverso che deve ispirare la creazione del bartender. Se lo scorso anno il tema era il Classico nel futuro (leggi Luca Bruni vince la Do it Dry! The Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition con il Mai Tai di sintesi) e quello prima la creazione di un cocktail ready to drink (leggi Federico Casucci è il vincitore di Do it Dry!), quello scelto per questa edizione è davvero molto intrigante: Quel gran genio di Gabriel. Dove per Gabriel si intende Alexandre Gabriel, ceo e master distiller di Maison Ferrand.

In pratica, quello che si chiede ai concorrenti di ispirarsi alla figura e alla storia di Gabriel, cercando di replicare nelle proprie creazioni l’approccio visionario e fuori dagli schemi che ha sempre messo al servizio del mondo della mixology. Per esempio, i bartender possono rifarsi alle qualcuna delle diverse tecniche innovative utilizzate dal master distiller nel corso degli anni, come il doppio invecchiamento applicato a tutta la produzione di Plantation Rum, l’infusione con la quale viene realizzato il Dry Curaçao, il particolare assemblaggio impiegato per i cognac. E, ancora, l’invecchiamento dello zucchero usato per Citadelle Gin Old Tom o l’affumicatura utilizzata per i Single Cask di Plantation Rum. Così come un’altra rigogliosa fonte di ispirazione può essere l’approccio “No Waste” che caratterizza l’intera produzione della maison.

Come partecipare

Per partecipare alla sfida occorre iscriversi, entro il prossimo 27 ottobre, compilando l’apposito form sul sito del concorso (dove è disponibile il regolamento completo), inserendo i propri dati personali e la propria ricetta (completa di ingredienti, loro quantità, tecnica di preparazione). L’iscrizione va completata con un video della durata di un minuto, nel quale il concorrente presenta se stesso e l’idea alla base del cocktail.

La ricetta deve essere a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao (almeno 2 cl), il triple sec artigianale della maison francese, importato e distribuito in esclusiva, come tutti i prodotti Maison Ferrand, da Compagnia dei Caraibi. Le regole non prevedono limite al numero di ingredienti che si possono utilizzare, tra i quali ci potrà essere anche un homemade (purché tracciabile). Inoltre, si possono utilizzare tutti prodotti appartenenti al portfolio di Compagnia dei Caraibi, mentre l’utilizzo di brand alcolici diversi è ammesso solo nel caso in cui la categoria merceologica ricercata non sia presente nel catalogo dell’azienda piemontese.

Le fasi della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition

Tutte le ricette verranno valutate da una giuria composta da due giudici dal team advocacy di Compagnia dei Caraibi e due del team advocacy di Maison Ferrand che selezionerà le 6 migliori sulla base di tre criteri: bilanciamento degli ingredienti, originalità, attinenza con il tema della gara, presentazione del cocktail e di se stessi.

I loro autori prenderanno parte alla finale Do it Dry, in programma il 20 novembre a La Fesseria di Chiaia (Napoli). Alternandosi dietro il bancone del locale, i finalisti avranno 5 minuti di tempo per realizzare il loro cocktail in due esemplari e presentarlo alla giuria composta da un giornalista del settore, un representative di Maison Ferrand e un advocacy manager di Compagnia dei Caraibi.

Il vincitore staccherà un biglietto per un viaggio educational in distilleria Maison Ferrand presso Château de Bonbonnet, nella regione del Cognac in Francia.

A Spirits&Colori la distribuzione di Lucano Amaro Zero e Gin Giass

Lucano Spirits&Colori
Gruppo Lucano ha afidato all'azienda di Reggio Emilia la distribuzione esclusiva per l'horeca in Italia del suo spirit alcol free e del London dry milanese, acquisito di recente

Lucano Amaro Zero e Gin Giass entrano nel portafoglio di Spirits&Colori. Gruppo Lucano ha infatti affidato alla realtà di Reggio Emilia, specializzata nell’importazione e distribuzione di bevande di alta qualità, la distribuzione in esclusiva per il fuoricasa e su tutto il territorio nazionale del suo spirit alcol free e del gin milanese acquisito dal gruppo di Pisticci lo scorso anno (leggi Lucano mette le mani su Giass Gin).

L’Amaro analcolico

Lanciato sul mercato sempre nel 2022, Lucano Amaro Zero è la versione analcolica dello storico Amaro Lucano (leggi Amaro Zero, il primo prodotto alcol free firmato Lucano). Un prodotto pensato per inserirsi nel nuovo trend degli spirit a bassa o zero gradazione, che a sua volta risponde alle esigenze di consumatori sempre più attenti al benessere, ma che non vogliono rinunciare al bere di qualità.

Prodotto con la stessa formula del celebre Amaro, con l’eccezione dell’alcol, che prevede l’utilizzo di oltre 30 erbe, conserva tutta l’essenza mediterranea dell’originale: i profumi di mirto, rosmarino e agrumi, che si fondono con eleganza alla nota di camomilla e il gusto intenso e amaricante, con le sue tipiche e gradevoli note agrumate e floreali. Da servire liscio freddo o con ghiaccio, è ottimo anche per a preparazione di analcolici.

Giass London Dry Gin

L’altra new del catalogo di Spirits&Colori è Giass London Dry Gin (alc 42% in vol), un distillato artigianale che reinterpreta in modo moderno la tradizione del London dry. È preparato con 18 botaniche (ginepro, coriandolo, angelica, mela golden, scorza di arancia, rosa, camomilla, violetta, petali di arancio, karkadè, cipero, menta, finocchio, verbena, cardamomo, melissa, cassia e timo) provenienti principalmente dal Nord Italia e in particolare dalla fascia dolomitica, e si caratterizza per il carattere complesso e il perfetto equilibrio tra note floreali, fruttate e speziate.

La via “Verde” di pulyCAFF tra riciclo e zero spreco

Versata pulyGRIND Crystals
Prodotti per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè con ingredienti di origine naturale e pack in R-Pet, materiali riciclati e riciclabil.

Da sempre i prodotti per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè di pulyCAFF uniscono efficacia, facilità d’uso e rispetto per le apparecchiature e per l’operatore. A questi la continua ricerca e la capacità dell’Azienda di Vescovato (CR) di guardare sempre avanti e di anticipare le esigenze future, ha unito l’attenzione all’ambiente con la linea “Verde” di prodotti per la pulizia e con i nuovi pack in plastica riciclata.

Il primo prodotto realizzato con una miscela di ingredienti di origine naturale solubili in acqua e senza fosfati, è stato pulyCAFF Verde Power® nel 2014. Elimina i residui di caffè dal gruppo erogatore, dall’elettrovalvola e da tutti i passaggi d’acqua della macchina espresso, compresi filtri e portafiltri ed è in linea con le normative Comunitarie e normato al nuovo regolamento REACH e CLP. A questo sono seguiti pulyMILK Verde Power®, che elimina l’accumulo delle proteine dentro e fuori la lancia vapore, ideale per la manutenzione quotidiana delle lance dei cappuccinatori automatici. pulyGRIND Hopper® rimuove dalle pareti della tramoggia e del dosatore i grassi rilasciati dal caffè che, se non rimossi, danno il via al processo ossidativo.

Anche i pack sono sempre più amici dell’ambiente. L’ultimo presentato è il nuovo barattolo di pulyGRIND Crystals® da 405 grammi realizzato con una percentuale di plastica riciclata del 30%, evidenziata dal richiamo 30% Recycled Plastic in etichetta. I suoi cristalli a base di amidi alimentari privi di glutine, liberano le macine e la camera di macinatura dai depositi di caffè vecchio e rancido. Ha già un pack rispettoso dell’ambiente tutta la serie pulyCAFF® e pulyMILK®.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati sin qui ottenuti e determinati nel proseguire il nostro cammino verso prodotti sempre più in linea con l’ambiente sia come formulazione sia per le confezioni che li accompagnano - afferma Gianfranco Carubelli, responsabile amministrativo di pulyCAFF® con il fratello Marco -. Presenteremo a Host il contenitore 100% R-Pet, plastica riciclata e riciclabile di pulyMILK Plus® e pulyMILK Verde Power®. L’auspicio è che presto tutti i nostri prodotti possano far capo esclusivamente al riciclo. Vogliamo fare la nostra parte nel contribuire alla riduzione dell’inquinamento causato dalla plastica, seguendo tre punti: riciclo, riuso e riduzione».

Rispetto per l’ambiente significa anche utilizzare la giusta quantità di prodotto, senza sprechi; per questo pulyCAFF ha messo a punto il filtro cieco Blindy: al suo interno è disegnato il cerchio giusta-dose, che permette di dosare pulyCAFF nella quantità corretta, rapidamente e senza sprechi: versandolo, si ha il giusto quantitativo quando i granuli raggiungono la riga che delinea il diametro.

Seguite ogni iniziativa alla pagina Facebook PULYCAFF Enjoy Your Espresso

Chocolate Culture debutta a Host Milano: gli eventi in programma

Il cioccolato dei grandi maestri sarà protagonista di masterclass, degustazioni, talk e presentazioni

Dal 13 al 17 ottobre Chocolate Culture sarà a Host Milano. L'associazione guidata dal maître chocolatier Davide Comaschi organizzerà per la prima volta uno spazio eventi dedicato al cioccolato durante la fiera internazionale più importante nel settore Ho.Re.Ca. Dal focus sul tiramisù all'accostamento tra tè e kombucha al cioccolato, il programma sarà ricco di incontri stimolanti.

Il programma di Chocolate Culture a Host23

Il 13 ottobre si inizierà con un “Tiramisù senza esagerare”, incontro firmato da Matteo Beluffi, campione italiano di LatteArt. A seguire si entrerà nel mondo della fermentazione con il focus “Dal Tè alla Kombucha al Cioccolato”. Il seminario sarà curato dall’enologo Ciro Fontanesi, lo chef Fulvio Vailati Canta della Scuola Internazionale di Cucina Italiana Alma e Alberto Simionato direttore di Chocolate Academy Milano, centro di formazione dedicato al mondo del cioccolato firmato da Barry Callebaut. Ciro Fraddanno, gelato chef dell’academy milanese, dimostrerà come fare “un gelato al cioccolato senza compromessi”. Il maître chocolatier piemontese Fabrizio Galla dell’associazione Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana (Apei), realizzerà e farà degustare il suo “Peccato” al cioccolato. “Cioccolato leggerissimo” è il titolo della masterclass condotta a quattro mani da Alberto Simionato e Marta Giorgetti.

Il programma del 14 ottobre

Il 14 ottobre sarà dedicato alla conoscenza del prodotto e delle tecniche di lavorazione. Si partirà con una lezione con degustazione di Frank Haasnoot, maître chocolatier olandese World Chocolate Master 2011. Condurrà una masterclass su come si possano realizzare le migliori creatività grazie alla tecnica di lavorazione del cioccolato. L'educazione del palato può cambiare il punto di vista produttivo professionale. Lo dimostreranno Monica Meschini, Direttore Europeo International Institute of Chocolate and Cacao Tasting, e Guido Castagna, maitre chocolatier di Apei esperto nella lavorazione del cioccolato e noto al grande pubblico per i suoi giuinotti. Saranno loro a condurre due ore immersive dedicate all'approccio Iicct nella degustazione del cacao e del cioccolato. Il chocolate lab sarà poi dominato da due grandi maestri dell’arte italiana del cioccolato: il super tecnico Gianluca Fusto e Andrea e Giacomo Besuschio della storica pasticceria di Abbiategrasso. Porteranno sul banco il loro Risotto Crunchy alla milanese. Alle 14.30 il Maestro elvetico Giuseppe Piffaretti di Apei, presidente della Coppa del Mondo del Panettone, farà vivere al pubblico di Host l’emozione del giurato con la degustazione dei migliori panettoni italiani al cioccolato. La giornata si chiuderà con il Maestro Luigi Biasetto di Ampi. Sarà protagonista di un approfondimento dedicato al cioccolato in pasticceria ed un’altra masterclass firmata da Frank Haasnoot.

Gli eventi del 15 ottobre

Il 15 ottobre inizia con una masterclass di Francisco Moreira. Il pasticcere e volto televisivo portoghese, condurrà un incontro dal titolo “cacao fruit in a bonbon”. Il tema della creatività in pasticceria sarà poi approfondito con Moreira e Comaschi per dare una visione sul futuro della pasticceria nel mondo. Lo chef Roberto Carcangiu, presidente Apci partner di Chocolate Culture, presenterà la sua ricetta “Risotto al cioccolato, cacio affumicato e crema di zucca infornata al miele e peperoncino”. Il cooking show sarà l’occasione per scoprire la versatilità del cioccolato anche in cucina. Il gelato al cioccolato verrà spiegato poi dal Maestro Roberto Beria, consulente prodotto Astori Group, e dal Maestro Vittorio Lucco gelatiere di Torino specializzato in pasticceria gelata. “Le Praline anidre a lunga conservazione” è il titolo della masterclass che il Maestro Stefano Laghi, vicepresidente dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre, condurrà nella terza giornata di Host Milano.

Il programma del 16 ottobre

Lunedì 16 ottobre lo spazio eventi di Chocolate Culture inizierà le sue attività con il Maestro del gelato Paolo Brunelli. A seguire ci si soffermerà sul tema della destagionalizzazione delle gelaterie grazie al cioccolato. Inoltre, si approfondiranno i prodotti al cioccolato che in gelateria generano più business. A guidare le riflessioni, Andrea Zingrillo della gelateria Wally e i fratelli Riva di Gelart. All’ora di pranzo si esibiranno gli chef della scuola internazionale di cucina italiana Alma Matteo Papa e Luigi Margiovanni. Il primo presenterà una masterclass con degustazione dal titolo "Dalla tradizione all'evoluzione in cucina". Margiovanni condurrà l'incontro "Dessert al piatto". A seguire i maestri Apei Denis e Andrea Buosi porteranno il loro cioccolato liquido, offrendolo al pubblico. Francesco Maggio, Irca Ambassador, illustrerà "Il cioccolato nella pasticceria Vegan". Il programma della giornata si chiuderà con un talk sulla ristorazione 3.0. Protagonisti lo chef Chicco Cerea e Davide Comaschi. Alle 17.30 si terrà una masterclass sul gelato al cioccolato con il Maestro Mauro Crivellaro, rappresentante della Mostra Internazionale del Gelato di Longarone.

Il programma del 17 ottobre

L’ultimo giorno sarà dedicato alla formazione delle generazioni future con una lectio magistralis condotta da Davide Comaschi, Roberto Beria e Matteo Berti per una classe del Politecnico del Commercio e del Turismo Capac di Milano. Il tema sarà “Il cioccolato è una ricchezza”. Oggi più che mai è necessario studiarne le qualità per poterne capire le molteplici applicazioni. Infine, Davide Comaschi condurrà una degustazione con abbinamento cocktail dal titolo "Gli spirits perfetti con il cioccolato". Alle 18 ci sarà il Closing party laboratorio per salutare e ringraziare tutti coloro che avranno seguito le attività di Chocolate Culture. Clicca qui per il programma completo.

Ginepro, agrumi e luppolo: così nasce Theresianer Gin

Theresianer Gin
Tra le eccellenze del panorama brassicolo italiano, Theresianer ha creato un gin dalla marcata ricchezza sensoriale, ideale per la miscelazione. Che ha tra le botaniche l'ingrediente tipico della birra. il luppolo

Rinomata per la qualità delle sue birre, Theresianer da qualche tempo ha inserito nella sua produzione anche un gin, il Theresianer Gin. Un prodotto con il quale l'azienda veneta ha voluto portare nel mondo gin la sua consolidata esperienza birraia per offrire una nuova e originale esperienza di gusto del distillato. Non a caso la formula di questo distilled gin (alc 40% in vol) include tra le botaniche l’ingrediente tipico e indispensabile della birra: il luppolo.

Il segreto è nel luppolo

La ricetta esclusiva di Theresianer Gin è stata messa a punto dopo una lunga ricerca e un’accurata selezione di tutti gli ingredienti, a partire dalla base, un alcol da cereali italiano di alta qualità e pulizia. Ingredienti sottoposti a un processo di lavorazione che prevede la distillazione separata del ginepro, mentre le altre botaniche vengono infuse singolarmente per estrarre solo il meglio di ciascun profilo aromatico.

Andando un po’ più nel dettaglio delle botaniche, vi troviamo le bacche di ginepro, le cui bacche rilasciano un piacevole aroma di pino e rosmarino, “sentori della terra”, chiodi di garofano e un vivace aroma citrico. Il luppolo, scelto per le sue note aromatiche, in particolare la nota amara, che dona lunghezza e freschezza, e quelle agrumate e floreali. Le scorze di mandarino essiccate, che regalano una delicata nota dolce e caramellata, che va a bilanciare il profilo agrumato. Il pompelmo, che porta la sua nota agrumata delicata e non invasiva. Infine, il cardamomo, che conferisce un sapore forte, resinoso e leggermente rinfrescante, oltre al caratteristico speziato dolce.

Ideale per la mixology

Dal loro sapiente incontro prende vita un gin che si caratterizza al naso per le intense note agrumate ben amalgamate all’aroma dei luppoli. Al palato sono invece le note speziate resinose e fresche a dominare, grazie sempre al contributo dei luppoli, contornate da spiccate note floreali, il tutto in un perfetto equilibrio che contribuisce al profilo raffinato di questo distillato.

Elegante e raffinato, Theresianer Gin si presta molto bene alla miscelazione, a partire dai grandi classici, per continuare con loro originali interpretazioni e arrivare a nuove creazioni, come si può vedere nel ricettario preparato dall’azienda e disponibile sul suo sito. Tra i primi, solo per fare qualche esempio, oltre al Gin&Tonic, si presta bene anche per il Martini Cocktail, e alla perfezione per il Clover Club, elegante all day cocktail, dove le note resinose di Gin Theresianer incontrano i sentori di bosco del lampone unendosi in una raffinata sinergia, il succo di limone porta equilibrio e freschezza e l’albume cremosità.

Un pack elegante

A custodire il prodotto una bottiglia (formato 75 cl) elegante nel suo gioco di trasparenze, che reca sulla superfice gli stilemi che rimandano al mondo Theresianer: con l’iconografico faro in primo piano che rimanda all’ambiente portuale, la mappa dell’antico borgo Teresiano di Trieste, dove è nata l’Antica Birreria Theresianer nel 1766, e i luppoli.

La ricetta

Clover Club


Ingredienti:
45 ml Theresianer Gin, 30 ml succo di limone fresco, 15 ml sciroppo di lampone, 0,5 albume
Preparazione:
shake and strain
Guarnizione:
lamponi freschi
Bicchiere:
coppetta

 

Nuova grafica per Beer & Food Attraction della Fiera di Rimini

La nuova grafica di Francesco Poroli per Beer & Food Attraction e BBTech Expo 2024 di Fiera di Rimini
Birre, bevande e foodservice, insieme a una serie di eventi di settore, saranno presenti a Beer & Food Attraction e a BBTech Expo nei moderni padiglioni di Fiera di Rimini.

Organiìzzata da Italian Exibition Group alla Fiera di Rimini la nona edizione di Beer & Food Attraction (da domenica 18 a martedì 20 febbraio 2024) ha rinnovato la linea grafica che porta la firma dell'illustratore e art director di livello internazionale Francesco Poroli.

Nonsolo birre ma anche bevande, food e tendenze per l'eating out: Beer & Food Attraction si conferma essere tra i principali saloni europei del settore, in contemporanea con BBTech Expo, la fiera professionale delle tecnologie e materie prime per la produzione e l'imbottigliamento di birra e bevade.

«L’idea che c’è nelle immagini disegnate per Beer&Food Attraction e BBTech Expo è quella di provare a raccontare il mondo che sta dietro a questo settore - spiega l'art director Francesco Poroli - e per farlo sono partito dalle persone, sia quelle che vivono l’esperienza finale del processo sia quelle che del processo sono parte. I gesti e gli strumenti che scandiscono le fasi della lavorazione e quelli della convivialità, dove il risultato diventa evidente e condiviso. Questo anche per ricordare che dietro ogni attimo in cui stiamo bene insieme c’è un lavoro su noi stessi, su chi scegliamo di avere a fianco e su quello che mettiamo al centro della tavola, che rende perfetti i momenti che decidiamo di condividere».

Il designer Francesco Poroli

Beerv & Food Attraction non è solo una mostra di prodotti. E' anche una serie di incontri ed eventi a tutto campo che riguardano tutti gli operatori di settore, dalle aziende foodservice alle istituzioni, dalle associazioni di personale ai servizi come gli editori trade, compresa la la casa editrice Tecniche Nuove con il proprio stand all'ingresso principale della fiera comprendente le testate Bargiornale, Dolcegiornale, Ristoranti, MarkUp e GdoWeek.

Per l'edizione 2024 sono previste 5 arene dedicate ad altrettanti eventi con dimostrazioni, degustazioni e incontri B2B, come la 12.a International Horeca Meeting di Italgrob (l'associazione dei distributori di bevande), i Campionati di Cucina Italiana della Fic (Federazione italiana cuochi) e la 2.a edizione di Mixology Circus dedicato alla miscelazione dei cocktail a cura del developper e mixologist Samuele Ambrosi. Ma anche il concorso di UnionBirrai per La Birra dell'Anno e l'evento di presentazione delle attività de Le Donne Della Birra.

 

 

Nat Tea e Nat Tea Stick Collection, le nuove gamme premium di Natfood

Natfood Nat Tea Foto
Ricche, varie e a base di materie prime di altissima qualità le nuove collezioni di tè, infusi e tisane firmate dell’azienda di Scandiano

Con l’arrivo dell’autunno arrivano anche due calde novità firmate Natfood. Si tratta di Nat Tea e di Nat Tea Stick Collection, due gamme premium di tè e tisane. Due categorie di prodotto ad alta crescita nel mercato delle bevande, molto gradite da un pubblico sempre più ampio di consumatori, in ogni fascia di età, in quanto ne incontra le esigenze di salute e benessere. Prodotti che presentano un alto potenziale di vendita per i locali: da qui la scelta dell’azienda di Scandiano (Reggio Emilia) di investire per mettere a disposizione del settore un’offerta ancora più ampia e diversificata.

E molto ampia e diversificata è infatti la gamma di referenze Nat Tea, che comprende ben 14 tè, dai neri dal gusto pieno e deciso ai verdi morbidi e profumati, dal tè rosso ricco di antiossidanti al deteinato, 2 infusi e 6 tisane dai gusti ricercati e innovativi. Tra i tè da segnalare, in particolare, il Tè Verde Sencha Kombucha, composto dal 93% di tè verde Sencha e dal 5% di Kombucha in polvere, naturalmente zuccherata, e il Tè Nero China Rose, tè nero cinese con veri petali di rosa.

Molto varia anche l’offerta di tisane, che comprende la Tisana dell’Amore, dove il tè rosso sposa il gusto piccante dello zenzero, la Tisana della Felicità, con frutta esotica e note di vaniglia, la Tisana Erbe Naturali, con sentori di ananas e citronella, la Tisana Vitalizzante, con papaya candita e bacche di Goji, la Tisana ai Frutti Rossi, con bacche di sambuco e fiori di ibisco, e la Tisana Dopopasto. Mentre per gli infusi sono disponibili le due referenze Infusi di Finocchio e di Camomilla.

Le referenze sono proposte in filtro piramidale, saldato con tecnologia a ultrasuoni, senza metallo e senza colla, perfettamente biodegradabile, racchiuso in graziose piramidi di cartoncino. Ad accompagnare la gamma, poi, le colorate tazze-teiere per il servizio.

La collezione per un'esperienza gourmet

Otto invece le referenze di tè che compongono la Nat Tea Stick Collection, creata da Natfood per i locali che vogliono offrire ai loro clienti un’esperienza gourmet. Rigorosamente in foglia, con ingredienti di alta qualità, le referenze sono custodite in astucci tridimensionali di alluminio alimentare dotati di 450 fori studiati per garantire una perfetta infusione. Lo stick può essere utilizzato in sostituzione del cucchiaino e facilmente svuotato per il riciclato nell’alluminio.

Ne fanno parte Earl Grey, impreziosito da vero bergamotto di Calabria che lo rende morbido ed equilibrato; Keemun, un pregiato tè nero proveniente dalla provincia cinese di Anhui, e dal gusto rinfrescante, grazie agli aromi agrumati, fruttati, speziati con note di miele e legno; Tè Nero & Liquirizia, dove la forza del tè nero Assam incontra le note dolci e mediterranee della liquirizia di Calabria Dop; Gunpowder,  un tè verde proveniente dalla provincia cinese di Zhejiang, dal sapore delicato e caratterizzato da aromi floreali e di miele chiaro; Tè Verde e Menta, ovvero tè verde arricchito con menta piperita nera di Pancalieri, tra le migliori varietà al mondo per il suo gusto molto gradevole, il profumo finissimo e l’aroma intenso; Canarino, una classica tisana di limone e salvia dalle proprietà digestive. Karkadè, ottenuto dai fiori dell’Ibisco rosso, dalle proprietà antinfiammatorie e depurative, arricchito con pezzetti di arancia di Sicilia, che aggiungono un apporto di vitamina C e di antiossidanti, e privo di caffeina; Tè Rooibos, un infuso ottenuto dalle foglie dell’omonimo arbusto africano, privo di caffeina e ricco di antiossidanti, minerali e vitamina C, tonificante e rilassante.

Anche in questo caso la collezione è stata arricchita da Natfood con materiale di servizio, come il cofanetto in cartone per il servizio al tavolo e le tazze in vetro in stile contemporaneo con decori colorati.

Francesca Casci Ceccati: «Voglio trasformare la pizza al formaggio marchigiana nel nuovo panettone»

La founder di Pandefrà spiega come trasformare un prodotto regionale in un "rivale" del panettone

Pandefrà, forno di Senigallia 3 Pani Gambero Rosso, da qualche tempo sforna la pizza al formaggio marchigiana, un panettone gastronomico pensato per destagionalizzare il classico prodotto dolce. Lo si può trovare in panificio da ottobre fino a maggio. Nel nuovo store, aperto la scorsa stagione nel cuore della città di Senigallia, la fondatrice Francesca Casci Ceccati propone la pizza al formaggio in purezza o in versione toast ad ogni pasto della giornata. Dalla colazione alla merenda o accompagnato da un bicchiere di vino, l'obiettivo è slegarlo dall'usanza di consumarlo soltanto a Pasqua. A rendere inimitabile il lievitato salato di Pandefrà sono la ricetta autentica e casereccia e gli ingredienti altamente selezionati: il lievito madre, il Parmigiano Reggiano e il pecorino romano.

Cos'è la pizza con il formaggio

La Pizza con il formaggio, oggi riconosciuto PAT (Prodotto Agricolo Tradizionale), è il prodotto protagonista della Pasqua tipico del Centro Italia, principalmente di Marche, Umbria e Lazio. L’origine di questo lievitato marchigiano è medievale. La storia racconta che furono le monache di Santa Maria Maddalena di Serra de' Conti, paese della provincia di Ancona, a idearne la ricetta. Inizialmente nata come torta salata, a base di un impasto di farina, formaggio, uova, olio e pepe, strutto, nel corso degli anni ha assunto le caratteristiche odierne, ovvero quelle di un panettone gastronomico. Da tradizione, la pizza con il formaggio è la protagonista della colazione pasquale insieme a uova sode, ciauscolo, salumi, frittata con la mentuccia e tante altre golose e tipiche pietanze.

“Always pizza con il formaggio. Everywhere”

È questo lo slogan con cui Francesca Casci Ceccati di Pandefrà lancia una proposta anticonformista: far consumare la pizza al formaggio tutto l'anno, in ogni punto d'Italia. Legatissima alla ricetta, ha vinto la sfida per trovare la ricetta giusta che rendesse il prodotto leggero, ma senza snaturarne il sapore. Il risultato di questa ricetta è una versione della pizza con il formaggio marchigiana autentica e casereccia, che si contraddistingue grazie all’aggiunta del lievito madre e di cubetti di pecorino romano aggiunti all’impasto prima di infornarlo. Grazie a loro si forma la tradizionale crosta di formaggio all’esterno e un’alveolatura con cavità consistenti, dovute all’abbondante presenza di formaggio sciolto.

L'intervista a Francesca Casci Ceccati

Destagionalizzare: la parola chiave ormai quando si parla di panettone. Tu lo hai fatto con pizza al formaggio, un panettone gastronomico. Quali pensi possono essere le strade per mettere in pratica la destagionalizzazione del panettone?

Per me destagionalizzare va di pari passo con il rendere un prodotto locale patrimonio di tutti. La strada è l’artigianalità, sempre e comunque. Il rispetto della qualità delle materie prime e dei processi, la competenza e l’intelligenza di chi mette le mani in pasta. Il panettone è il test con cui ogni professionista si misura e si assume il rischio di una ricetta difficilissima, mettendo in discussione tutta la sua tecnica e tutta la sua conoscenza. Rendere un prodotto così complesso come un grande lievitato disponibile tutto l’anno è una grande opportunità. Ma bisogna fare attenzione perché questi processi a volte rischiano di abbassare la qualità dei prodotti. Noi non vogliamo arrivare a quel punto con il nostro progetto. L’obiettivo è raccontare a tutti l’artigianalità che c’è dietro a questo prodotto diffuso solo in una specifica area d’Italia, un prodotto così buono che merita di essere conosciuto e attualizzato in modo che le persone con tradizioni differenti possano riconoscerne e percepirne il valore.

Ci puoi fare un esempio?

Un esempio è proprio il panettone natalizio. All’inizio erano solo i pasticceri a produrlo nei mesi estivi. Ma questa tendenza è stata cavalcata in breve anche dalla grande distribuzione e dall’industria. Oggi c’è una iperproduzione di panettone durante tutti i dodici mesi. Ma, ahimè, questa non genera valore al settore dei panificatori e dei pasticceri. Quelli in commercio non sono prodotti realizzati con ingredienti di filiera o di alta qualità. In questo caso la possibilità di mangiare un panettone tutto l’anno ha generato più consumo e iperproduzione, ma si è perso il focus sull’artigianalità. Quello che vogliamo fare con la pizza al formaggio è da un lato promuoverla e farla conoscere a tutti quelli che non l’hanno mai assaggiata. Dall’altro, trasformare la pizza nel simbolo dell’amore che provo nei confronti della mia terra di origine, Senigallia. Per farlo ho lavorato sulla ricetta originale: così ho ottenuto un prodotto comprensibile a tutti.

Qual è il futuro e i trend che caratterizzeranno il panettone gastronomico?

Più che sul panettone gastronomico, mi concentrerei sul futuro e i trend che caratterizzano la pizza al formaggio marchigiana. Io sogno che questa possa raggiungere, se non addirittura sostituire, il panettone. Inoltre, spero che possa trasformarsi per altri luoghi, regioni e identità territoriali in un prodotto che si evolve e si adatta. Ad esempio, attraverso l’utilizzo di formaggi tipici. Immagino possa diventare un lievitato salato che metta in luce le abilità tecniche del panificatore e dell’artigiano che lo produce, ma anche le tipicità culinarie di una specifica zona territoriale. L’operazione di esportarlo fuori dalle Marche e di produrlo lungo tutto l’arco dell’anno ha come grande sogno quello di farlo diventare il nuovo prodotto dell’arte bianca che si lega ai territori in altri territori, attraverso la scelta di materie prime e di produttori che esprimono il paesaggio italiano. I trend e gli utilizzi legati a questo prodotto possono essere molteplici. È perfetto ad ogni pasto della giornata, dalla colazione all’aperitivo, in versione tramezzino o toast, abbinato con salame e formaggi, la maionese e il tonno, e con un bicchiere di vino.

Cosa si aspetta il consumatore da un buon panettone (dolce o salato che sia)?

Oggi, sempre più, noto una mancata percezione del valore reale di questo lievitato. Il consumatore si aspetta un prodotto umido, che duri mesi, che costi relativamente poco oppure eccessivamente (proprio a causa della tendenza in atto legata al panettone artigianale). Noi, contrariamente alle aspettative, stiamo cercando di rimanere legati al processo di panificazione naturale della tradizione. Il tempo di conservazione dei nostri prodotti rimane limitato. Uilizziamo il lievito madre, cercando di rimanere saldi sulle aspettative che il cliente “deve” avere. Il nostro valore aggiunto è produrre un prodotto sano, buono e senza conservanti chimici. La pizza con il formaggio di Pandefrà si può trovare presso il nuovo store in via Gherardi 65 a Senigallia, nei mesi da ottobre a maggio. Inoltre, è possibile ordinarla anche sullo shop online. Il mese di ottobre lo store in centro storico sarà aperto fino alle ore 15:00.

Generous Gin e Island Signature le nuove esclusive di Mixer

generous gin Mixer
L'azienda bolognese è il nuovo distributore della gamma di gin super premium Generous e della collezione di rum Isla Signature, entrambi prodotti da Ôdevie, ora acquisita dal gruppo francese La Martiniquaise Bardinet proprietario anche di Mixer

Si arricchisce il portafoglio spirit distribuito in esclusiva da Mixer. I nuovi ingressi sono la gamma Generous Gin e i rum della selezione Island Signature, entrambi prodotti da Ôdevie Creative Spirits di recente acquisita dal gruppo francese La Martiniquaise Bardinet, tra le principali realtà mondiali di spirit e casa madre anche dell’azienda bolognese.

Già presente in Italia, Generous è un gin francese artigianale super premium prodotto nella regione del Cognac. La gamma conta quattro referenze, tutte a base di botaniche selezionate, alcune lavorate solo per infusione altre distillate, ma sempre e solo con tecniche tradizionali, e custodite in un’elegante quanto originale bottiglia da 70 cl in opalina bianca con decorazioni che raffigurano alcune delle principali botaniche di ogni prodotto, di diverso colore per ognuna, colore che poi si trova anche nell’etichetta e nel pack.

La linea comprende il fresco e aromatico Generous Gin Original (alc 44% in vol), preparato con ginepro, mandarino e altri agrumi, peperoncino, gelsomino e fiori di sambuco, che si caratterizza per il ricco bouquet aromatico, dove le note di agrumi e spezie che mette in risalto la freschezza del ginepro, accompagnate da dolci note floreali.

Organic (alc 44% in vol), un gin 100% bio che ha tra le sue botaniche ginepro, agrumi, mandarino, peperoncino, combava (un agrume originario dell’Asia) e coriandolo. Fresco e raffinato, con leggeri sentori di ginepro, ammorbiditi da note di limone al naso, al palato è esplosivo al palato, con le note di ginepro che fanno da sottofondo a un inizio speziato dominato dal coriandolo, cui seguono le note agrumate del combava per un finale lungo, fresco e aromatico.

La rassegna della gamma prosegue con il seducente Purple (alc 44% in vol), un gin innovativo: la sua ricetta segreta è stata una delle prime a contenere i polifenoli e gli antociani dell'uva. I primi sono le molecole che compongono i tannini del vino, mentre gli antociani sono degli antiossidanti che apportano la consistenza e il colore del vino rosso. Dal colore rubino brillante, si caratterizza per i perfetto equilibrio tra la freschezza delle note pompelmo rosa e quelle speziate di pepe di Timut con la tipica aromaticità del ginepro e l'originale sensazione di struttura conferita dagli antociani.

Infine, Generous Gin Azur (alc 40% in vol), un distillato fresco, sofisticato e floreale ispirato ai profumi e ai cieli azzurri della Costa Azzurra. Potente, strutturato e particolarmente aromatico, unisce alla complessità una dolcezza equilibrata, grazie al piacevole incontro tra le note di viola, di basilico e di agrumi mediterranei, il tutto sostenuto dalla delicata base di ginepro.

Un viaggio nei territori del rum

Non meno ricca la collezione Island Signature, una raccolta di rum da alcuni più pregiati territori di produzione. Per ognuno dei territori vengono miscelati, dai sapienti master blender francesi, distillati provenienti da diverse distillerie e con diversi invecchiamenti, poi lasciati affinare in botti custodite in Francia.

Fanno parte della collezione Terra Madre (alc 40% in vol), omaggio alla Madre Natura e alta espressione dell’eccellenza dei rum del Guatemala, regione ideale per la coltivazione della canna da zucchero, grazie al suo clima e al terreno vulcanico. Risultato di un blend di rum invecchiati in botti di rovere in cantine ad alta quota, processo che conferisce un gusto delicato ed equilibrato, ha una struttura corposa, ed è morbido ed elegante, con le sue note di pepe grigio, bacche rosa e accenti di boccioli di sambuco.

Yellow Snake (alc 40% in vol) è un Amber rum tipico della Giamaica. Nasce dalla miscelazione di distillati di diverse distillerie e ottenuti tutti e solo da melassa e senza zuccheri aggiunti. Fruttato e speziato, le note di banana, guava, mango unite a spezie aromatiche tropicali sono il segno distintivo dei rum dell’isola.

Ottenuto da una miscela di succo di canna e melassa, ma anche di zuccheri locali invecchiati, Turquoise Bay (alc 40% in vol) invece riunisce le diverse produzioni di Mauritius. Dorato, con sottili sfumature di mogano, è pieno e suadente con ricordi di pasticceria e sfumature di tabacco Virginia.

Chiude la collezione Anacaona (alc 40% in vol), rum che rende omaggio ad Anacaona, la regina dei taíno dell’isola di Hispaniola, diventata simbolo della bellezza della donna caraibica, che a inizio Cinquecento guidò la rivolta del suo popolo contro i conquistatori spagnoli. Frutto dell’assemblaggio di giovani rum di melassa, e senza zucchero aggiunto, esprime la raffinatezza e la delicatezza degli spirit di Santo Domingo.

La sferificazione a portata di tutti i locali con Dropology di Foodness

Foodness Dropology
Un'innovativa macchina per la sferificazione di qualsiasi bevanda è la principale novità dell'azienda dei free from. Che arricchisce anche la sua linea di bevande in capsula con due gusti di tendenza

Un’innovativa macchina per la sferificazione e l’ampliamento della gamma di bevande. Sono le novità in rampa di lancio, saranno disponibili dal prossimo 9 ottobre, di Foodness.

La prima di chiama Dropology ed è un’attrezzatura progettata per realizzare piccole perle liquide, le drop, da utilizzare per guarnire e decorare cocktail, creme fredde, appetizer, dessert e molto altro ancora. La macchina è in grado di sferificare qualsiasi tipo di bevanda, alcolici, superalcolici, bevande, anche gassate, caffè, o sciroppi, come quelli creati dall’azienda d Curtatone (Mantova) e forniti insieme al sistema, disponibili nei 6 gusti amarena, arancia, menta, rosmarino, rosa e menta. Sfere che una volta in bocca non lasciano alcun residuo, ma rilasciano l’aroma e il gusto della bevanda impreziosendo anche sotto il profilo organolettico, oltre che estetico, la preparazione servita.

Il nuovo sistema è stato pensato per trasformare la sferificazione, una tecnica di cucina molecolare lunga e complessa da realizzare e solitamente eseguita a mano, in un’operazione molto semplice e veloce, permettendo di produrre centinaia di sfere in pochi minuti.

E anche scenografica: grazie alle sue dimensioni compatte, 22 x 30 x 6 cm, Dropology si può comodamente posizionare anche sul bancone, dando vita a un vero e proprio “live show”, grazie al vortice di drop colorate che attira l’attenzione del cliente. Viene proposta in un kit che contiene tutto il necessario per il funzionamento della macchina, includendo anche la linea di sciroppi e le confezioni di alginato di sodio e lattato di calcio, i due sali alimentari che, sciolti nel liquido da sferificare, formano la bolla che racchiude la bevanda.

Nuove bevande per palati esigenti

Altre novità targate Foodness sono la Bevanda al Pistacchio e il Caffè al gusto di Caramello Salato, che vanno ad arricchire la gamma di bevande in capsula con due gusti di forte tendenza. La prima è una bevanda preparata con vera pasta di pistacchi per restituire tutto il gusto del frutto che va a combinarsi alla cremosità della bevanda per un’esperienza di gusto di alto livello e perfetta per la stagione autunnale e invernale.

A tutta golosità il Caffè al gusto di Caramello Salato, dove l'aroma ricco del caffè si fonde con la dolcezza del caramello salato, creando una bevanda pensata per conquistare alche i palati più esigenti e curiosi.

Senza glutine e senza lattosio, le nuove bevande sono disponibili in box da 50 capsule e si preparano con Baretto Professional, l’erogatore dalle dimensioni compatte di Foodness, in grado di erogare bevande in capsula Professional o in capsula Keurig, anche contemporaneamente.

Le tre novità saranno presentate ufficialmente dall’azienda a Host (Pad 18, stand D68 E67), in programma a Milano dal 13 al 17 ottobre (leggi Appuntamento a Host per il mondo horeca).

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