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Salati e spazzati dal vento: i distillati delle Isole Fær Øer

Faer Distillery
Credit foto: Alessio Mesiano
Pioniera di una nuova cultura del bere nell’arcipelago del Nord Atlantico, dove fino a pochi anni fa era vietato produrre alcolici, Faer Distillery produce gin, vodka e aquavit di alta qualità che parlano di queste remote terre. E ora lavora a un nuovo progetto: creare il primo whisky faroese

L’arcipelago delle Isole Fær Øer, situato nel Mar di Norvegia e quasi alla stessa distanza tra il Nord della Scozia e l’Islanda, non è mai stato un paese votato al consumo di alcool e ancora meno di super alcolici. Questo perché storicamente, fino agli inizi degli anni Novanta, le imposizioni governative erano particolarmente severe. Il 1992 segna una svolta sostanziale nella gestione di questa tipologia di bevande all’interno del paese. Prima di questa data, ogni cittadino in regola con le tasse e con più di diciotto anni compiuti, aveva il permesso di acquistare dodici bottiglie di alcolici da non più di 70 cl ogni quattro mesi, ovvero una alla settimana. Un limite che si cercava di non superare procedendo agli acquisti poco alla volta, in modo tale da non cadere in tentazione con bottiglie piene in casa.

A partire dal 1992 questo tipo di setup venne rivisto liberalizzando l’acquisto e quindi il consumo di superalcolici, vino, birra. Contrariamente a quanto si era inizialmente temuto, pensando che la popolazione si sarebbe riversata ad acquisti massivi, il consumo addirittura diminuì perché le persone avevano sviluppato un atteggiamento più rilassato proprio perché non forzate a dover rientrare in parametri fissi di acquisto e consumo. Aggiungiamo anche che la produzione stessa di questi prodotti è rimasta illegale per molti anni mentre ne venivano accettate la diffusione e commercializzazione. È stato così che Dism, la più grande spirit company faroese fondata nel 2018, aprì collocando la sua produzione in Danimarca (spostata in secondo momento in Islanda) per poi tornare vendere sulle isole. In una intervista rilasciata nel 2016 il founder Erling Eidesgaard racconta l’incredibile lavoro fatto per evidenziare il controsenso legislativo secondo il quale alle Fær Øer Islands si poteva vendere, acquistare, bere alcool ma senza avere la possibilità di produrlo.

Faer Distillery pioniera di una nuova cultura del bere

Fortunatamente negli ultimi dieci anni le cose sono cambiate (in meglio) e molte situazioni sono state sbloccate. Culturalmente la maggioranza degli abitanti locali continua a essere piuttosto conservatrice ma lentamente, grazie all’interesse delle generazioni più giovani e all’intraprendenza di pochi, si inizia a formare una cultura del bere anche in questi luoghi. I ragazzi di Faer Distillery ne sono l’esempio migliore e sicuramente tra i più interessanti da un punto di vista economico e finanziario. Una delle distillerie più a Nord del mondo e seconda dell’arcipelago, fondata da due appassionati e intrepidi amici: Bogi Karbech e Danial Hoydal.

Spirit rappresentativi del territorio

Dal 2018 a Vestmanna, sull’isola di Stremoy, i due lavorano per produrre prodotti di alta qualità e il più possibile rappresentativi del territorio faroese. Il gin presenta un sentore pungente di alghe marine e sapidità, la vodka è la prima al mondo prodotta con acqua di sorgenti sottomarine, mentre l’acquavite arriva da una distillazione di angelica e alghe. L’aquavit (akvavit) è forse ancora il distillato di maggior consumo nelle isole per via della tradizione che vede accogliere gli ospiti nelle proprie case con un corno di capra riempito di acquavite come augurio di benvenuto.

In arrivo anche un whisky

Il vero obiettivo finale di Faea Distillery non si limita però a queste etichette più commerciali perché da qualche tempo il team sta lavorando al primo batch di whisky faroese al mondo. Insieme a Gordon Steel, professore universitario di birra e distillazione oltre che rinomato consulente per diverse compagnie scozzesi, «abbiamo sviluppato una ricetta unica e rappresentativa delle Isola Fær Øer. Volevamo che anche il whisky, così come tutti gli altri prodotti, potesse avere un profilo aromatico capace di raccontare la potenza del vento, dell’acqua e le atmosfere remote del nostro arcipelago. Da qui l’idea di un whisky leggermente affumicato e con un tratto sapido-marino particolarmente marcato» ci racconta Bogi.

«Se questo prodotto per dare risultati ottimali ha bisogno di una pressione dell’aria costante, salinità elevate e molta umidità, allora le Isole Fær Øer sono teoricamente un posto migliore rispetto alle Highlands scozzesi per produrre whisky» ci spiegano.

L’invecchiamento è senza ombra di dubbio uno dei fattori determinanti il gusto finale del liquido e per coerenza ed efficacia si è scelto di applicare i vecchi metodi di conservazione del cibo anche al mondo dei distillati. Così Faer Distillery ha costruito delle camere di legno, opnahjallur, nelle quali collocare i barili ad invecchiare, lasciandoli esposti ai venti e alle particelle di umidità iodata.

Una community di oltre 800 membri

Nel 2020 è stato creato un club di sostenitori del progetto (whisky enthusiasts così come clienti affezionati e amici) che hanno investito una quota di partecipazione in questa prima linea di produzione e nel 2021 e 2023 sono stati lanciati altri due crowfunding. Questo ha permesso ai ragazzi di farsi conoscere nel mondo e di essere ad oggi una community di oltre 800 membri in ventisei Paesi differenti del mondo. Tutti i venerdì è possibile visitare la sede centrale della distilleria e bere un drink realizzato con i loro prodotti nella zona bar/lounge che è stata creata apposta come luogo di ritrovo per la comunità.

Nel frattempo, a pochi chilometri di distanza, è in costruzione una nuova bellissima sede che fungerà da luogo polifunzionale per i turisti e la gente del posto. Un magazzino affacciato su panorami incredibili, in cui poter aumentare ulteriormente lo spazio di stoccaggio, dove poter raccontare meglio la storia e il lavoro di Faer Distillery, chissà magari creare anche degli outlet di ristorazione e miscelazione. Fino ad allora dobbiamo armarci di pazienza perché i primi imbottigliamenti di whisky faroese saranno disponibili solo nel 2026. Omnia cum tempore!

Boem, l’hard seltzer italiano alla conquista dei locali. E non solo

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Massimo Benetello, amministratore delegato di Boem
La nostra intervista a Massimo Benetello, amministratore delegato del brand di hard seltzer made in Italy lanciato lo scorso maggio. Con lui abbiamo parlato dei primi mesi di vita del prodotto e del futuro di questa categoria di bevande in Italia, dove è ancora poco conosciuta

A quattro mesi dal lancio ufficiale di Boem, Bargiornale torna nel mondo degli hard seltzer, per una chiacchierata con Massimo Benetello, amministratore delegato che dal mondo del vino è passato a questa nuova avventura fra le lattine ready to drink. Prima un riassunto delle puntate precedenti: era fine maggio quando a Milano si è svolta l’anteprima del primo hard seltzer made in Italy (ne abbiamo parlato qui).

Fedez e Lazza non sono solo testimonial di questo lancio, ma sono coinvolti in prima persona in quanto soci di questa avventura, insieme a Leonardo Maria Del Vecchio (più noto per il gruppo Luxottica, ma l’intenzione è di diversificare) e Camillo Bernabei (retail manager del Gruppo Bernabei). Benetello è l’amministratore delegato e il braccio operativo del gruppo e ci ha aiutato a tracciare un bilancio.

La presenza dei due cantanti è un’indicazione del target di riferimento?

Certamente, la fanbase di Fedez e Lazza è il nostro obiettivo dichiarato, tanto che abbiamo testato fin dall’inizio il prodotto su un pubblico 18-27, ma ovviamente non vogliamo fermarci lì.

Come è andata l’estate?

L’estate ha confermato la portata del progetto. Abbiamo stimato 1600/1800 locali che hanno inserito Boem in carta. In alcuni eventi abbiamo partecipato direttamente con elementi di visibilità diversi, sia in concerti che locali in cui si balla. Ci siamo mossi molto con la comunicazione social e siamo andati soprattutto nel mondo della musica, sempre per rimanere collegati agli artisti di riferimento, ma vogliamo venderlo come stile di vita, non solo come momento legato al contesto.

Come procede la diffusione di Boem?

Bene, in questi primi mesi ci siamo concentrati proprio sulla distribuzione, coinvolgendo il più possibile i distributori di bevande del mondo horeca. Una ventina sono già nel nostro portafoglio. Poi per quanto riguarda la gdo siamo entrati solo in Esselunga, perché pensiamo che possa essere una scelta funzionale alla diffusione del prodotto e del suo legame con un certo stile di vita. Proprio in Esselunga è appena partito un concorso con un montepremi da 100mila euro per chi acquista Boem e gioca con noi.

Quanto siete interessati alla diffusione nei bar?

Essendo Boem un ready to drink che ha già una componente alcolica, ci immaginiamo come occasione di consumo la possibilità aprire la lattina e berla con gli amici sul muretto. Ma questo non vuol dire che non ci faccia piacere l’endorsement da parte del mondo del bar, tanto che vogliamo dialogare con questo mondo, dove Boem potrebbe entrare concettualmente sia da servire da sola sia da miscelare. Tuttavia adesso il vero lavoro è far penetrare il brand Boem, ma anche il concetto di hard seltzer.

Abbiamo una data per il lancio della seconda referenza di Boem?

Abbiamo già sperimentato diversi gusti, per ora siamo usciti con un gusto che spinge sullo speziato/piccante, poi c’è il filone agrumato/dolce/floreale. Nella Boem che potete assaggiare oggi ci sono 7 aromi miscelati in maniera tale da essere delicati, benché emerga lo zenzero visto che è “ginger flavour”, il tutto su una base alcolica neutra, che non deve influire sulla parte aromatica. Ma non abbiamo una data per un secondo lancio, al momento ci interessa prima avere risposte sul brand positioning sia del marchio Boem che del tipo di bevanda, ovvero dell’hard seltzer.

Perché manca una conoscenza del prodotto in Italia.

Esatto. Non vogliamo che passi il messaggio “la bevo al posto di”, non è il nuovo energy drink, è un ready to drink con elementi valoriali inediti. È un prodotto che è esploso negli Stati Uniti. Oggi il primo player americano, White Claw, fattura come Red Bull. Ma questo boom si spiega perché evidentemente i fattori valoriali dell’hard seltzer erano già presenti: dall’acqua sinonimo di benessere, all’esigenza latente di bere qualcosa che soddisfi, a bassa gradazione alcolica e senza pagarne le conseguenze a livello calorico.

Aggiungendo il made in Italy.

Anche, Boem è prodotta nello stabilimento di acqua San Bernardo a Garessio e utilizza la stessa fonte d’acqua. Ma più che made in Italy vogliamo trasmettere il valore di Italian style.

Sono all’orizzonte competitor sul mercato italiano. La spaventa?
Al contrario. L’ingresso sul mercato di altri player sarebbe un rafforzativo del brand di categoria.

Women in Coffee, nuovi progetti con Federica Pellegrini

Carolina Vergnano e Federica Pellegrini
Carolina Vergnano e Federica Pellegrini
Caffè Vergnano prosegue il suo impegno a sostegno delle donne che lavorano nelle piantagioni al fine di favorirne l’empowerment accanto alla pluricampionessa di nuoto.

Women in Coffee, l’impegno di sostenibilità che dal 2018 vede Caffè Vergnano schierato dalla parte delle donne, prosegue il suo cammino e si arricchisce di nuove pagine grazie alla collaborazione tra la Torrefazione torinese e pluricampionessa di nuoto che nell’ultimo anno ne ha accompagnato il cammino. 

I prossimi capitoli del progetto volto a sostenere le donne e promuoverne empowerment, cultura e istruzione, sono stati raccontati nell’ambito di Host da Carolina Vergnano e Federica Pellegrini e delineano un 2024 con tante novità per Women in Coffee, a cominciare dalla creazione di una rete sinergica tra Accademie in tutti i Paesi di coltivazione del caffè, con l’obiettivo di costruire un ponte tra Chieri (TO) e le zone da cui provengono i chicchi verdi.

Far viaggiare l’Accademia portavoce del credo aziendale, costituirà quindi un punto di partenza per creare dei veri e propri centri di formazione che possano dare alle donne la possibilità di migliorare le proprie competenze, acquisire maggiore consapevolezza e arricchirsi professionalmente, con l’aiuto dei Coffee Expert dell’Accademia. 

Un sogno in rosa quello del Brand, che condivide la stessa visione di Federica (fondatrice della Fede Academy, un’accademia per giovani talenti del nuoto) volta a valorizzare la formazione e l’istruzione: valori inestimabili e fondamentali. 

Anche il percorso tra l’azienda e la campionessa olimpica di nuoto proseguirà nei prossimi mesi, con la missione di continuare a supportare il mondo femminile e dar vita insieme ad iniziative concrete ed importanti. 

Per Caffè Vergnano la sfida è rendere il proprio caffè parte di un cambiamento sostenibile che guardi al futuro. L’azienda piemontese è infatti da sempre convinta che l’unica soluzione per uno sviluppo ambientale davvero sostenibile sia quella di prestare attenzione alle piccole e grandi azioni dell’agire quotidiano.

Per questo motivo mette al centro la tutela del pianeta, la qualità dei prodotti e la sicurezza delle persone e compie ogni scelta con coscienza e forte responsabilità, nel rispetto dei valori familiari che da sempre ne caratterizzano il DNA.  

Per Caffè Vergnano la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche sociale e Women in Coffee ne è la testimonianza.

Nato come progetto di raccolta fondi a favore delle donne che lavorano nelle piantagioni, oggi è diventato un contenitore più ampio di iniziative che spaziano dalla difesa dell’empowerment femminile alla promozione dell’equità di genere per arrivare ad azioni concrete a sostegno di cultura e istruzione.

Ancora più ricca l’offerta di packaging green di Imballaggi Alimentari

Imballaggi Alimentari MY TRAYS
Con le gamme di contenitori Square Bowls e di vassoi My Trays continua ad ampliarsi sempre all’insegna dell’innovazione sostenibile la proposta di pack monouso per il servizio di bevande e alimenti dell’azienda toscana.

Per conquistare e fidelizzare i clienti i gestori dei locali scelgono con sempre maggior attenzione materie prime e prodotti con l’obiettivo di dare vita una proposta accattivante e di alta qualità. Altrettanta attenzione va però rivolta anche ai pack utilizzati per il loro servizio, optando per soluzioni pratiche e di qualità, ma che insieme abbiano un occhio di riguardo per l’ambiente. La riduzione dell’impatto ambientale è infatti un tema ha assunto molta rilevanza presso i consumatori che premiano le realtà impegnate su questo fronte. Specializzata nella produzione e sviluppo di soluzioni con tutte queste caratteristiche è Imballaggi Alimentari, che da sempre pone la questione ambientale al centro del suo operare. Un valore che insieme all'innovazione tecnologica, all’attenzione alle esigenze emergenti del mercato, a un servizio puntuale ed efficiente ne hanno fatto una delle maggiori realtà del food packaging, con una presenza in 72 Paesi del mondo e oltre 9.000 clienti B2B serviti.

Specializzata nello sviluppo e produzione di pack monouso per il servizio di alimenti e bevande, l’azienda di Sinalunga (Siena) di recente ha ampliato la sua già ricca offerta per il fuoricasa con Square Bowls e My Trays, due nuove linee di contenitori milleusi per alimenti.

Sostenibilità e prestazioni

Entrambe le gamme sono realizzate in un foglio di carta unico, costituito da carta avana kraft accoppiata con PE, soluzione che rende i pack impermeabili sia a cibi che contengono acqua sia a quelli che contengono oli. La loro anima green è attestata dalla certificazione Fsc (Forest Stewardship Council) che garantisce la corretta gestione forestale dei materiali utilizzati e dopo l’uso si possono gettare nel cestino della carta, facilitando la raccolta differenziata, e quindi il recupero, e semplificando, al tempo stesso, la vita ai gestori e ai loro clienti.

Più nel dettaglio, Square Bowls è una linea di contenitori di forma quadrata, disponibili in diverse dimensioni che possono contenere una grande varietà di preparazioni food calde e fredde, come, per fare qualche esempio insalate di pasta o di riso, zuppe, macedonie. I contenitori possono essere dotati di coperchio in PET, facendone in questo modo una soluzione perfetta anche per il servizio di asporto.

Disponibili in diverse dimensioni sono anche i vassoi che compongono la linea My Trays, anche questi molto versatili e ideali per esempio per il servizio di croissant, hamburger, panini, piadine, sandwich, affettati e formaggi, ma anche prodotti di pasticceria.

Inoltre, altro aspetto di praticità offerto da entrambe le gamme è la loro grande impilabilità, che permette di stoccarli risparmiando prezioso spazio.

Tutto per il food

Le nuove arrivatesi aggiungono alla vasta gamma di soluzioni pratiche e green firmata Imballaggi Alimentari. Proposta che, restando in ambito food, va dai box per alimenti ai portapanini, dai vassoi fino ai contenitori a due scomparti, ideali per accompagnare l’hamburger con le patatine o combinare primo e secondo piatto in un solo contenitore. Contenitori a base carta, ai quali si aggiungono i piatti in polpa di cellulosa e le posate bio e in legno, certificate compostabili.

La proposta per il beverage

Non meno ricca è l’offerta per il beverage. Qui troviamo, per esempio, la linea di bicchieri per bevande calde e fredde Only paper, realizzati interamente in pura cellulosa proveniente da una gestione forestale controllata.

O, sempre per bevande calde e fredde, la linea di bicchieri Bio-Eco, realizzata in polpa di bambù, materia prima che previene la deforestazione, grazie al ciclo di crescita rapido di questa pianta che evita l’abbattimento di alberi ad alto fusto che hanno bisogno di almeno 30 anni per ricrescere, con rivestimento interno in PLA, un polimero biologico derivato da prodotti vegetali.

Altri plus dei bicchieri di entrambe queste linee è che dopo l’uso si possono riciclare nella carta, oppure si possono gettare nel cestino dei rifiuti organici, in quanto compostabili. Inoltre, sono corredati da accessori, come coperchi e cannucce, realizzati negli stessi materiali.

Da Torino a Turi le nuove selezioni dei campionati Sca Italy

Lavazza 1895
Lavazza 1895
Si apre oggi la tre-giorni di competizioni presso la Factory 1895 di Settimo Torinese; da mercoledì prende il via la seconda tappa di selezione roasting presso Il Manovale a Turi (BA)

Prendono il via oggi 24 ottobre e si concluderanno il 26 le gare di selezione di quattro delle sette discipline del Campionato italiano di caffetteria del circuito Sca Italy. L’appuntamento è alla Factory 1895 di Settimo Torinese: qui il Gruppo Lavazza supporta Sca con il brand 1895 Coffee Designers by Lavazza. 

Il 24 ottobre ha in calendario la gara Barista, che consiste nel preparare in un tempo massimo di 10 minuti, quattro espressi e quattro bevande a base di caffè e latte caldo .

Mercoledì 25 ottobre le competizioni proseguono con Brewers, focalizzata sui metodi alternativi di estrazione. Il barista può usare qualsiasi metodo di estrazione adatto alla disciplina per effettuare la sua estrazione avendo a disposizione 10 minuti. I giudici valuteranno l’aspetto sensoriale e quanto questo coincida con quello presentato dal concorrente.

Giovedì 26 ottobre è protagonista la Latte Art: i concorrenti hanno a disposizione 12 minuti per preparare 6 bevande: due in free pour, due con altri metodi, ad esempio l’etching, per il decoro sulla crema di latte e due in free pour con l’utilizzo di una bevanda vegetale.

Il pomeriggio è la volta del Coffee in Good Spirits: in 12 minuti il concorrente deve preparare due bevande, una fredda e una calda, che unisca alcol e caffè; in una delle due bevande dovrà essere utilizzato un espresso.

Con queste competizioni si definisce la rosa dei concorrenti che andranno a gareggiare nelle finali nazionali in programma nell’ambito di Sigep 2024, tra il 20 e il 24 gennaio.

Il 25 ottobre prende il via anche la seconda tappa di selezione della gara Roasting a Turi (BA) presso la microtorrefazione Il Manovale. Si tratta di una gara complessa che si svolge nell’arco di tre giorni: il primo dedicato alla selezione e alla tostatura dei campioni di caffè; il secondo vede i concorrenti consegnare il piano di tostatura ai giudici e procedere quindi alla tostatura; il terzo giorno si effettua il cupping e viene proclamato il vincitore.

Accanto a Il Manovale, sono sponsor DM Italia, presente con la macchina tostatrice Giesen W6 a gas; il tostino campionatore Ikawa e Nuova Cipam, che commercializza i caffè specialty di One Kind of Green.

L’ultima tappa di selezione della gara Roasting avrà luogo presso Gearbox Coffee Roasters, Borgo San Lorenzo (FI) dal 14 al 16 novembre 2023. 

Baritalia a Brescia: selezionati gli ultimi 16 finalisti per Cannes

©Riccardo Gallini /GRPhoto
Grande partecipazione alla quinta e ultima tappa dell'edizione 2023 del laboratorio itinerante di mixology approdato per la prima volta nella città. Ecco i nomi dei bartender che hanno conquistato un posto per la finalissima di Cannes. Scopri tutte le foto della giornata

Chiusura con il botto per Baritalia 2023 - a drink for the planet. Per la sua ultima tappa prima della finalissima, in programma a Cannes, il prossimo 13 novembre, la manifestazione è sbarcata per la sua prima volta a Brescia, ospitata all'Areadocks. E tantissimi sono stati i bartender, provenienti da tutta la Lombardia e dal Nord Italia che non hanno voluto mancare l’appuntamento e prendere parte al ricco programma di sfide e approfondimenti sul tema cocktail che caratterizza la kermesse.

Tappa nella quale erano in palio gli ultimi 16 posti per la finale di Baritalia Lab, la sfida di miscelazione che ha visto i protagonisti del bancone, in gara sotto le insegne delle aziende partner, confrontarsi sul tema A drink for the planet, creando un drink sostenibile.

Ecco i nomi dei bartender che hanno superato la prova: Alex Avoti (Ancienne Pharmacie), Mirko Carta (Bonaventura Maschio – Botran), Marina Barazzetti (Bonaventura Maschio – Prime Uve), Francesco Luciani (Campari Academy), Andrea Rocchi (Coca-Cola Hbc Italia – Barcelò), Dheniel Tiamsin (Coca-Cola Hbc Italia – Corralejo), Giampiero Pacchiano (Coca-Cola Hbc Italia – Lurisia), Dario Conti (Compagnia dei Caraibi), Samuele Verri (Gamondi), Simone Baggio (illva), Michael Impallazzo (Molinari), Manuel Crescini (Nonino), Fabio Gelmetti (OnestiGroup – Alpestre), Andrea Muratori (OnestiGroup – Bobby’s Gin), Martina Morico (Organics by Red Bull) e Simone Obino (Soero).

La menzione speciale A drink for the Planet per il drink più sostenibile è andata a Matteo Sofia (Nonino).

La giuria di Baritalia Brescia

A decretare i vincitori della tappa bresciana, una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Gian Maria Ciardulli (Soero), Marco Fedele (Molinari), Francesco Neri (Nonino), Cristian Lodi (Campari Academy), Domenico Ditrizio (Coca-Cola Hbc Italia), Fulvio Piccinino (OnestiGroup), Simone Mina (Distilleria Bonaventura Maschio - Ron Botran) e Steve Righetto (Distilleria Bonaventura Maschio – Prime Uve), Federico Cassini (Illva Saronno), Igor Tuliach (Gamondi), Danny del Monaco (Ancienne Pharmacie).

Giuria, come da tradizione, affiancata in qualità di giudici d’onore da bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar di Brescia, Bergamo e Verona: Adrian Cristian, Andrea Cason, Ezio Falconi, Carmine Liguori, Giovanni Marini, Mattia Pedretti, Nicola Pezzoli, Claudio Perinelli, Diego Re, Rama Redzepi, Davide Torrente, Alessandro Zana, Marco Zani, Ampelio Zecchini, Mauro Colombo e Raffaele Bellomi.

Gli approfondimenti sulla miscelazione

E sempre da tradizione, la giornata presentata da Julian Biondi, ha proposto un nutrito programma di approfondimenti e seminari sulla mixology, con ben 10 Boot Camp, i seminari gratuiti dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Ha aperto il programma della mattinata la masterclass di Gian Maria Ciardulli per Soero su Green Phoenix, ecologia trasparente, seguita dall’incontro con Marco Fedele per Molinari sui twuist sulla tradizione. Poi è stata la volta di Francesco Neri che ha parlato dell’impatto rivoluzionario del monovitigno Nonino sul mondo della grappa e sulla sua evoluzione. L’evoluzione del vermouth e la sua versatilità in miscelazione sono stati i temi al centro dell’incontro con Cristian Lodi per Campari Academy, mentre Domenico Ditrizio per Coca-Cola Hbc Italia ha condotto i partecipanti in un viaggio alla scoperta del mondo dell’agave e del brand Corralejo & Perro De San Juan. Infine, Fulvio Piccinino per OnestiGroup ha raccontato l’interpretazione contemporanea di Alpestre nei suoi 5 nuovi volti.

Il programma di masterclas è ripreso nel pomeriggio con l’incontro con Simone Mina e Steve Righetto (by Distilleria Bonaventura Maschio-Ron Botran) su Scent e la decrescita intelligente incontra la grammatica dei profumi. Federico Cassini ha raccontato il progetto Rump@blic, la gamma di rum creati da Illva Saronno con i bartender e per i bartender. È stata poi la volta del seminario di Igor Tuliach sull’Easy To Mix by Gamondi. Ha chiuso la sessione di incontri la masterclass di Danny del Monaco che ha avuto come tema The secrets of Ancienne Pharmacie.

I finalisti della tappa di Brescia e i vincitori per ogni squadra

Ancienne Pharmacie
Alex Avoti (vincitore di tappa)
Francesco Romero

Bonaventura Maschio – Botran
Mirko Carta (vincitore di tappa)
Vasco Diano
Gaia Mazza

Bonaventura Maschio – Prime Uve
Marina Barazzetti (vincitrice di tappa)
Elia Greco
Genny Medè

Campari Academy
Jonathan Bergamasco
Davide Bottino
Francesco Luciani (vincitore di tappa)

Coca-Cola Hbc Italia – Barcelò
Andrea Rocchi (vincitore di tappa)

Coca-Cola Hbc Italia – Corralejo
Gabriele Maggioni
Dheniel Tiamsin (vincitore di tappa)
Andrea Tironi

Coca-Cola Hbc Italia – Lurisia
Gabriele Bonelli
Giampiero Pacchiano (vincitore di tappa)
Francesco Zorzi

Compagnia dei Caraibi
Mattia Abate
Luca Carratelli
Dario Conti (vincitore di tappa)

Gamondi
Samuele Verri (vincitore di tappa)

Illva Saronno
Simone Baggio (vincitore di tappa)

Molinari
Nadia Benedetti
Michael Impallazzo (vincitore di tappa)

Nonino
Manuel Crescini (vincitore di tappa)
Majdi Oeslati
Matteo Sofia

OnestiGroup – Alpestre
Fabio Gelmetti (vincitore di tappa)
Sebastiano Spinoni
Alessandro Villa

OnestiGroup – Bobby’s Gin
Filippo Gelmini
Andrea Muratori (vincitore di tappa)
Domenico Tanzillo

Organics by Red Bull
Luigi Costa
Martina Morico (vincitrice di tappa)
Gianmaria Quagliero

Soero
Simone Obino (vincitore di tappa)
Luca Riu
Gabriele Sarrizzu

I prossimi appuntamenti di Baritalia

CANNES: final show 13 novembre

Poli celebra i suoi primi 125 anni con un amaro riserva limited edition

Si tratta di una versione elevata un anno in barrique di Vaca Mora, storico amaro a cui è strettamente collegata la nascita della distilleria veneta, avvenuta nel 1898, e che viene ancor oggi preparato mettendo in infusione sedici erbe e spezie secondo la ricetta del fondatore Gio Batta Poli

Trascorso solo poco più di un mese dal lancio di Marconi 44, gin dal gusto agrumato pensato per il mondo della mixology, Poli Distillerie ritorna alla carica con un nuovo prodotto creato per due compleanni speciali: i 125 anni della storica distilleria di Schiavon (Vi) e i 30 anni del Poli Museo della Grappa, oggi tra i musei d’impresa più visitati d’Italia (150.000 visitatori all’anno). Si tratta di un’edizione limitata di 4.125 bottiglie numerate di Vaca Mora Riserva (500 ml, alc. 32% vol). Una versione elevata un anno in barrique dello storico amaro a cui è strettamente collegata la nascita della distilleria, avvenuta nel 1898, e che viene ancor oggi preparato mettendo in infusione sedici erbe e spezie secondo la ricetta del fondatore Gio Batta Poli (Vaca Mora era il termine popolare con cui veniva soprannominato il treno a vapore che collegava Vicenza a Bassano del Grappa).

 

Un doppio traguardo, dunque, festeggiato recentemente in azienda, lo scorso 14 ottobre, alla presenza di 300 ospiti, tra collaboratori di oggi e di ieri con i loro famigliari, fornitori storici, consulenti e rappresentanti delle istituzioni, tutti legati da un filo invisibile, ma resistente: l’amore per il proprio lavoro. «Abbiamo voluto festeggiare con gli uomini e le donne che hanno contribuito al raggiungimento di questi traguardi, perché le imprese sono romanzi che raccontano storie di vita, di persone, di amore e di desideri», ha commentato nel corso dell'evento Jacopo Poli, titolare della Poli Distillerie insieme ai fratelli Barbara e Andrea che rappresentano oggi la quarta generazione della famiglia alla guida della distilleria veneta. Tra i momenti clou della celebrazione, l'intervento di Teresa Parma Poli, madre degli attuali titolari, che ha parlato di vita vissuta e dell’amore per il lavoro e per la famiglia che l’ha aiutata a resistere e ad affrontare mille difficoltà negli anni ‘70. Lo stesso amore che ha spinto, trent'anni fa, Jacopo Poli e la moglie Cristina a fondare il Poli Museo della Grappa, progetto modello di un'impresa che si fa anche cultura e promozione del territorio.

 

Tanti ottimi motivi per visitare The Milan Coffee Festival

The Milan Coffee Festival
Dal 2 al 4 dicembre si svolge a Milano l’evento internazionale dedicato al mondo degli specialty coffee. Gli operatori sono richiedere l’ingresso gratuito per il 3 e il 4 , le giornate a loro dedicate, al sito milancoffeefestival.com/listaospitivip.

 

The Milan Coffee Festival, l’evento internazionale dedicato ai coffee lover e ai professionisti del caffè, torna a Milano dal 2 al 4 dicembre presso il Superstudio Più di via Tortona. I motivi per unirsi ai torrefattori, ai produttori di attrezzature e di macchine più innovatori nel mondo degli specialty coffee sono veramente numerosi, senza contare la possibilità di seguire competizioni appassionanti, di gustare caffè nuovi e interessanti e di cogliere nuovi spunti per arricchire l’offerta della roastery o della caffetteria.

Ecco cosa aspetta i visitatori.

  • 75 Espositori, per connettersi con i brand principali e le personalità che guidano la rivoluzione del caffè in Italia: il MCF è l'epicentro del movimento italiano del caffè specialty.
  • Interviste ai Leader Aziendali condotte da Jeffrey Young, capo redattore della rivista 5THWave e fondatore di Allegra Group; la serie di interviste in podcast in diretta dal MCF 23 approfondirà temi di competenze imprenditoriali e industriali da tutta Europa.
  • The Roasters Village: i migliori torrefattori italiani proporranno caffè monorigine utilizzando i metodi di estrazione da loro preferiti; dall'Espresso all'AeroPress, un’avventura di gusto da non perdere.
  • The Coffee Trailoffre un percorso di esperienze uniche durante il festival, svelando i segreti meglio custoditi dell'evento.
  • Roast Masters:il bello di seguire i migliori torrefattori italiani competere per il prestigioso titolo di Campione Roast Masters 2023.
  • Latte Art Live, per scoprire le tecniche dell'affascinante disciplina della latte art.
  • Connettiti e socializza: per tutti è possibile creare una rete di contatti con i migliori baristi ed esperti di caffè provenienti da tutta la scena del caffè italiano.
  • The Mindful Coffee Tasting Experience, l’innovativa esperienza di una sessione di degustazione meditativa del caffè accompagnata dai suoni rilassanti di un bagno sonoro. È come se i monaci tibetani incontrassero il barista hipster locale, un'esperienza indimenticabile.
  • Pizza e Cocktail: nessuna visita al festival è completa senza una sosta al Bar, dove gustare una fetta di pizza e concedersi un Espresso Martini (o un Negroni al caffè).

A conti fatti, The Milan Coffee Festival è più di un evento: è una piattaforma pensata per elevare gli standard di qualità per i professionisti del caffè e di tutto il settore horeca in Italia.

La missione di TMCF è catalizzare la crescita dell'intero settore: unisciti oggi stesso al movimento del caffè specialty!

Gli operatori del settore possono richiedere l’ingresso gratuito domenica 3 e lunedì 4 dicembre, le giornate a loro dedicate a questo link: www.milancoffeefestival.com/listaospitivip

Biglietti consumatori: feverup.com/m/140822

Iginio Massari porta l’alta pasticceria nella realtà virtuale

Il progetto, presentato durante Forum Retail 2023, sarà ospitato nell’Experience Store, l’area dedicata alle tecnologie più innovative

Iginio Massari Alta Pasticceria ha presentato l’innovativo progetto "L’Alta Pasticceria per la prima volta in Realtà Virtuale" durante Forum Retail 2023. L'evento organizzato da Ikn Italy è stata l'occasione per presentare al mondo del retail un'iniziativa pioneristica, che renderà più completa e coinvolgente l'esperienza di acquisto online e offline dei prodotti del maestro pasticcere.

Come funzionerà l'Iginio Massari Experience Store

Iginio Massari Alta Pasticceria ha scelto di avvalersi della tecnologia più avanzata, in particolare della realtà virtuale, per il proprio sito iginiomassari.it. Progressivamente, nel corso del 2024, tale progetto sarà implementato nei corner dedicati all’interno delle Gallerie Iginio Massari in tutta Italia. Permetterà di rompere la barriera tra spazio fisico e virtuale grazie a esperienze di realtà mediata sempre più immersive. Nel dettaglio nell’Iginio Massari Experience Store, i clienti potranno scegliere e customizzare direttamente la loro torta per evento (matrimoni, compleanni, battesimi, lauree) modificandone ogni dettaglio fino alla “prova su tavola”. Tutto questo grazie alle funzioni disponibili. Si tratta di un salto tecnologico significativo che per la prima volta tocca il mondo dell’alta pasticceria a partire dal brand del Maestro dei Maestri, Iginio Massari. Il progetto è stato realizzato dalla startup Shopthelook, specializzata nel permettere a tutte le Pmi di avere uno strumento facile per creare il proprio negozio virtuale. «La tecnologia in pasticceria è ormai una realtà fondamentale e tangibile a livello produttivo – ha spiegato il maestro Iginio Massari - Nel corso degli ultimi anni abbiamo potuto evolverci, migliorando ad esempio la precisione delle forme dei nostri prodotti. Oggi è doveroso guardare al domani con le soluzioni che possono aiutare ad appagare i desideri dei nostri clienti». «Presentiamo una novità unica in Italia a livello di grande gruppo di alta pasticceria – ha aggiunto Nicola Massari - Lo facciamo con un servizio tecnologico che potrà supportare ancora di più il cliente per la sua esperienza di acquisto, senza comunque sostituire il necessario contatto umano. Partiamo da un segmento, quello delle torte da evento, che è senz’altro il più sartoriale della nostra vasta offerta di prodotti».

Primo test al Forum Retail

Il progetto sarà ospitato nell’Experience Store, lo spazio situato nell’area espositiva dedicato all’innovazione, principale driver del nuovo retail. Grazie al supporto di visori, i visitatori entreranno nel nuovo spazio digitale e ne scopriranno le funzionalità. Per vivere al meglio le esperienze offerte sono stati organizzati due tour guidato nell’intera area (alle ore 11,45 e 14,30) condotti da Sara Noggler, Metaverse and Web 3 Advisor, Metaverse Fashion Council. «Siamo davvero lieti che Iginio Massari Alta Pasticceria abbia scelto Forum Retail per presentare in anteprima il suo progetto così all’avanguardia e pioneristico nel settore - ha dichiarato Laura Ghisleri, Content & Networking Director Ikn Italy - L’evento da 23 anni riunisce la community del retail con l’obiettivo non solo di aggiornarla sulle tecnologie più evolute, sui trend rivoluzionari e sulle soluzioni più innovative, ma per condividere esperienze immersive, proprio come questa del Maestro Massari».

Le prossime aperture di Iginio Massari

Intanto, Iginio Massari Alta Pasticceria triplica i suoi punti vendita a Roma. Al punto all'interno della Stazione Tiburtina si è aggiunta da poco la riapertura al piano binari di Roma Termini e, ultima in ordine di tempo, l'inaugurazione in via due Macelli 61, a pochi passi da piazza di Spagna. All'interno di ognuno dei tre Pop-Up romani è possibile trovare un'ampia selezione di dolci come macarons, praline, cremini, dragée, torte confezionate, plum cake, mousse, biscotti, tavolette di cioccolato. Inoltre, disponibili già i prodotti natalizi 2023, tra cui il panettone e il pandoro tradizionale.

L’Africa protagonista del Calendario Lavazza More than Us

Cover Lavazza, credits Thandiwe Muriu
Cover Lavazza, credits Thandiwe Muriu
Nel 2024 la Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza compie 20 anni: oggi è presente in 3 continenti e ha al suo attivo 33 progetti.

«Un’idea ha bisogno di concretizzarsi per diventare progetto. Un sogno ha bisogno di persone per diventare realtà. La Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza ha unito tutto: idee e sogni, progetti e persone. Fondata nel 2004, quest’anno compirà 20 anni: ecco perché il Calendario Lavazza 2024 è dedicato alla nostra Fondazione». Così Francesca Lavazza, board member del Gruppo Lavazza, riassume il duplice valore del nuovo calendario, che celebra il valore della collaborazione attraverso un viaggio che ha l’Africa come protagonista, a cominciare dai tre fotografi Thandiwe Muriu (Kenya), Daniel Obasi (Nigeria) e Aart Verrips (Sudafrica) che hanno operato sotto la direzione creativa dell’Agenzia Armando Testa. Il percorso proposto lungo i dodici mesi è More than Us, con cui promuove il concetto di partnership in tutte le sue sfumature, a cominciare dalla capacità di aprirsi agli altri - un richiamo all’edizione 2023 Yes, We’re Open - per andare oltre ed esplorare la bellezza di contaminare, di esplorarsi, di unirsi per creare qualcosa di più grande.

Ciascun fotografo ha realizzato quattro scatti, traendo ispirazione dai progetti di sviluppo sostenibile della Fondazione Lavazza e e del Gruppo, facendo capo ai valori More Responsibility, More Sustainability, More Innovation e More Inspiration. Protagonista del progetto è l’Africa, terra d’origine del chicco di caffè - nella regione di Kafa in Etiopia -, e di alcuni progetti di sviluppo sostenibile della Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Onlus, nata nel 2004 e oggi presente in 3 continenti con 33 progetti. 

I percorsi dei suoi interpreti che ricordano che l’Africa non è una sola, ma è espressione di ricchezza e varietà culturale: tramite la serie Camo di Thandiwe Muriu, in cui le protagoniste, pur risaltando, si mimetizzano con gli sfondi e le vivaci fantasie dei tessuti tradizionali; nel mondo surrealista e morbido di Daniel Obasi, che esorta a riflettere sui concetti di attivismo, politica e relazioni umane; fino all’estetica nitida e pulita di Aart Verrips, sempre alla ricerca di volti non tradizionali e nuove idee di bellezza.

I messaggi che hanno guidato il progetto del calendario trovano un’ulteriore cassa di risonanza nel coinvolgimento di tre ambassador, personalità impegnate e fortemente coinvolte in progetti sociali, che credono nell’idea di collaborazione espressa in More than Us: la modella, autrice e attrice somala Waris Dirie, da anni impegnata nella lotta contro le mutilazioni genitali femminili; il premio Nobel Denis Mukwege, chirurgo ginecologo di fama mondiale e fondatore del Panzi Hospital di Bakavu, nella Repubblica Democratica del Congo, con cui Fondazione Lavazza collabora; l’attivista sudafricana Zulaikha Patel, che ha portato all’attenzione dei media il problema del razzismo nel Sudafrica post-apartheid e vincitrice del Young Activist Summit 2022.

Il concept More than Us accompagnerà Lavazza nel 2024 quale filo conduttore delle iniziative che renderanno omaggio al ventesimo anniversario della Fondazione.

Grappa Marzadro Diciotto Lune, lo spot per il “nuovo” distillato da mixology

L'azienda italiana a carattere artigianale si affida all'agenzia di comunicazione I AM A BEAN per il riposizionamento del suo prodotto più famoso in un target più giovane

La Grappa Marzadro Diciotto Lune è la Stravecchia più conosciuta dell'azienda. Per portare questo distillato anche alle nuove generazioni, il brand ha chiesto all'agenzia di comunicazione I AM A BEAN di creare una campagna di comunicazione multichannel dedicata a un target più giovane. La chiave di volta per lo spot è stata l'idea di rimuovere il prodotto dal momento del fine pasto e proporlo come distillato adatto anche per la mixology.

La nuova strategia di comunicazione

«La sfida è stata quella di creare un messaggio che riuscisse a coniugare e valorizzare sia la tradizione, l'invecchiamento in botte, sia l'innovazione, i nuovi modi di bere la grappa», ha spiegato Davide Pallavicini, Ceo & founder dell'agenzia milanese. Forti di un linguaggio innovativo e unico nel suo genere, I AM A BEAN ha riposizionato Grappa Diciotto Lune in una strategia di comunicazione che interesserà radio, stampa, social e tv.

Lo spot per Grappa Marzadro Diciotto Lune

Lo spot pensato per il riposizionamento di Diciotto Lune si apre con il mastro distillatore intento a contemplare e controllare la qualità del prodotto. Sta seduto sulle botti, dove la grappa invecchia per 18 mesi. In quel contenitore di legno il distillato acquista profumi, colori e il gusto si evolve. Si perdono le spigolosità iniziali, così da poter essere apprezzata anche da un target più giovane. Alla fine dello spot il mastro distillatore si "stragusta" la grappa Diciotto Lune insieme ai suoi amici. Liscia o come base da cocktail, il prodotto diventa il mezzo per permettere a chiunque di assaporare la vita con lo spirito giusto.

Beer&Food Attraction 2024: l’appuntamento da non perdere

Beer&Food Attraction
Dal 18 al 20 febbraio torna a Rimini la manifestazione di riferimento per il comparto bevande e foodservice per il fuoricasa. Creare nuovi contatti, espandere il business e la visibilità del proprio brand: ci sono tanti buoni motivi per mettersi in mostra

È in programma dal 18 al 20 febbraio 2024 a Rimini la nuova edizione di Beer&Food Attraction, manifestazione punto di riferimento per l’intera industria dell’out of home e che riunisce in un solo appuntamento la più completa offerta nazionale e internazionale di birre, bevande e food.

Business, dialogo, confronto e condivisione: è in questo contesto che gli espositori hanno la possibilità di entrare in contatto con operatori e buyer provenienti da tutto il mondo, presentare i loro nuovi prodotti e servizi e instaurare nuove relazioni commerciali.

L’evento si svolge in contemporanea con la 6° edizione di BBTech expo – The Beer&Beverage Technologies Show, e con la 13° edizione dell’International Horeca Meeting, organizzato da Italgrob.

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A BEER&FOOD ATTRACTION 2024

Cosa aspettarsi?

L’ultima edizione di Beer&Food Attraction ha registrato oltre 33.000 visite totali, con operatori provenienti da ben 85 Paesi, e anche la prossima edizione si prospetta super!

Pizze, basi pizze, appetizer surgelati, piatti pronti e hamburger sono rappresentati in fiera in tutte le loro forme: farciture per basi pizza, salse per hamburger, patatine fritte, ma anche prodotti veg, salumi, carni, packaging per il food delivery, software per ristoranti e pub, griglie, friggitrici e forni per cotture veloci. Beer&Food Attraction non è solo birra, ma anche beverage a tutto tondo: dalle bevande alcoliche come gli spirits ai rinfrescanti soft drink, dalle fonti di idratazione come le acque ai deliziosi succhi, dalle sofisticate creazioni dei distillati all'energia scatenata degli energy drink.

Gli eventi nell’evento

La manifestazione, come da tradizione, proporrà un ricco programma di appuntamenti.  Nelle Aree evento andranno in scena campionati, talk, demo e workshop tenuti da autorevoli esperti del settore, che offrono agli operatori la possibilità di arricchire le proprie competenze, restare al passo con le ultime tendenze ed esplorare visioni e nuovi possibili scenari dell’industria.

Ecco qualche anticipazione:

  • Mixology Circus
    Un progetto che coinvolge bartender d’eccezione e alcuni dei locali italiani e internazionali più importanti in una 3 giorni interamente dedicata al mondo della mixology. Un'opportunità unica per le aziende sponsor di entrare in contatto con i professionisti.
  • Fic Arena
    La Fic Arena ospiterà l'8ª edizione dei Campionati della Cucina Italiana, organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi.
  • Pizza Arena
    Nell'area evento si alterneranno show cooking, contest e academy con alcuni dei più grandi pizzaioli italiani e internazionali.

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