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Da Piazzetta a Cernobbio tapas, cocktail e main course fanno squadra

Il nuovo menù autunnale di Piazzetta è il risultato di un team affiatato e under 40 in cui la proposta gastronomica si integra con una drink list artigianale all'altezza delle eccellenze culinarie.

Il tema è il team. Nell’ambito dell’accoglienza, che si tratti di cucina stellata o di ristorazione veloce, di cocktail bar o caffetterie, se la squadra funziona allora quasi sempre funziona il locale. È questo che deve aver pensato il ventiseienne chef Samuel Carugati, con lui infatti con lui un'agguerrita squadra di professionisti tutti under 40, nello studiare il nuovo menù autunnale di Piazzetta, il tapas, wine e cocktail bar che da luglio del 2023 ha portato a Cernobbio sul lago di Como, sotto l’egida di Cookerz, la cucina stellata del Ristorante Krone, 1 stella Michelin a St. Moritz. E così, allo stesso modo di un team affiatato, da Piazzetta la proposta food collabora e si integra con una drink liste studiata ad hoc per esaltare il racconto dell’autunno secondo lo chef. Gli ospiti potranno così iniziare il loro pasto con tapas come "Ceasar tacos", un tacos di mais con pollo, insalata iceberg, bacon e salsa Ceasar oppure il “Panino goloso” con ragù e scamorza, per i nostalgici le polpette della nonna senza dimenticare un grande classico vegetale come la zucca fritta.

Con le portate principali si entra nell’autunno vero e proprio con antipasti come "L’uovo 65° e spuma di patate", primi come gli "gnocchetti con ragù di funghi" e secondi che parlano di terra, "Entrecote di manzo con zucca e biete", e di mare con il "Gambero croccante con pappa al pomodoro, burrata e basilico". A chiudere il pasto piatti come la "Tarteletta cioccolato e pere" e per chi voglia sentirsi davvero a casa "Pane e nutella" servito come una volta, una semplice fetta di pane tostato caldo con crema di nocciole a cui non serve aggiungere altro.

Cocktail in Piazzetta

Non da meno la proposta cocktail, seguendo il trend che negli ultimi anni ha visto l'arte della mixology assumere sempre più un ruolo centrale nella ristorazione di qualità, aggiungendo una dimensione sensoriale unica all'esperienza gastronomica. Le proposte di cocktail artigianali, curate nei dettagli sono infatti ormai parte integrante dei menu riflettendo la creatività degli chef ed elevando anche il carattere distintivo dei ristoranti con una proposta beverage all'altezza delle eccellenze culinarie. Proprio per questo la drink list di Piazzetta non si limita a proporre un serie di drink da servirsi prima o dopo il pasto ma offre ai clienti una vera e propria esperienza liquida in accordo con il tema autunnale del menu, come con “In un campo” con vodka con fiori di sambuco, arancia e lavanda o il “Maialino” con whisky Whistle Pig con caffè, yogurt e pomelo. Per i più tradizionalisti anche una ricchissima carta dei vini che spazia dai bianchi a i rossi passando per le bollicine, tutti disponibili anche al bicchiere.

Lavazza in campo a Torino alle Nitto ATP Finals

Home of Masters Lavazza
Per la terza volta Torino si è trasformata in capitale del tennis con incontri inediti e occasioni per conoscere la cultura dell’espresso.

Proseguono fino al 19 novembre le Nitto Atp Finals, il torneo di tennis che riunisce gli otto migliori giocatori del mondo nel 2023, in corso a Torino. Fino al 2025 Lavazza prosegue il proprio sostegno alla manifestazione in qualità di Platinum Partner.

Da molti anni gli appassionati del tennis incontrano e gustano Lavazza, che ha servito 11 milioni di tazzine entrando ogni anno in contatto con più di 3 milioni di persone. Il mondo del caffè e quello del grande tennis si sono incontrati infatti a Londra nel 2011 sul campo in erba di Wimbledon e da allora il connubio prosegue da oltre 10 anni nei più importanti tornei del circuito tennistico mondiale.

Si prevede che l’evento porterà a Torino un numero maggiore di appassionati che visiteranno la città e daranno un contributo positivo da un punto di vista culturale ed economico. «Ci abbiamo creduto fin dal principio, sostenendo la candidatura e lavorando con le istituzioni - dichiara Marco Lavazza, vicepresidente del Gruppo -: sappiamo che eventi come questo sono fondamentali per rendere Torino sempre più internazionale. In più come ogni anno organizziamo diverse iniziative che puntano ad arricchire l’esperienza di tutti i visitatori, mentre in campo scenderà il nostro ambassador Jannik Sinner: siamo stati tra i primi a scommettere sul suo talento, a lui va il nostro in bocca al lupo».

In questa occasione Lavazza ha organizzato nel suo headquarter torinese un incontro memorabile tra il campione, tra i primi tennisti al mondo e ambassador del brand dal 2019, e i suoi fan numero uno, i Carota Boys, dando loro l'opportunità di incontrare dal vivo il proprio idolo e sfidarlo sul campo da gioco, per l’occasione allestito in Nuvola. 

L’espresso italiano è inoltre protagonista della Home of Masters presso il Fan Village, in cui è stato realizzato «un luogo di edutainment dove tutti gli appassionati di tennis possono mettersi alla prova per diventare Maestri dell’Espresso Italiano - afferma Igor Nuzzi, regional director Italia e Iberia -. Attraverso questa attivazione il pubblico può conoscere maggiormente il sistema Lavazza A Modo Mio e la Barista Technology, che rispetta le regole del disciplinare (stilato da Comitato Italiano del Caffè, Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale e Iei, ndr) per replicare a casa lo stesso risultato e gusto del bar. 

Inoltre, tutti gli appassionati di tennis e i coffee lovers al di fuori del Pala Alpitour possono mettersi alla prova per diventare Masters dell'espresso italiano tramite il concorso digital basato su quiz giornalieri con meccanica di instant win, raccontato grazie al coinvolgimento di campioni dell'eccellenza sul campo e in tazzina come il giovane brand ambassador Jannik Sinner e i Carota Boys. 

Tanti ottimi motivi per non mancare a Beer&Food Attraction

A Rimini dal 18 al 20 febbraio torna la manifestazione di riferimento per il comparto bevande e foodservice per il fuoricasa. Creare nuovi contatti, espandere il proprio business e la visibilità del brand: ci sono almeno tre motivi per non mancare all'appuntamento

Fervono i preparativi per Beer&Food Attraction, l’evento di riferimento per l’intera industria dell’out of home, che presenta la più completa offerta nazionale e internazionale di birre, bevande e food per la ristorazione veloce. La nona edizione della manifestazione si svolgerà dal 18 al 20 febbraio 2024 a Rimini, in contemporanea con BBTech expo e International Horeca Meeting di Italgrob.

Perché non puoi mancare

Un appuntamento da non perdere per tutti gli operatori del settore, per almeno 3 buoni motivi:

  • per incontrare distributori e gestori di pubblici esercizi, presentare i tuoi prodotti e aumentare le opportunità di business;
  • per aumentare la riconoscibilità del tuo brand;
  • perché è il momento giusto, prima della stagione estiva, per aggiornare i tuoi clienti e per condividere conoscenze e know-how.

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A BEER&FOOD ATTRACTION 2024

Tanta formazione e sguardo a nuove tendenze e scenari

Beer&Food Attraction offre, inoltre, una piattaforma unica di formazione per tutti i professionisti del comparto. All’interno delle Arene tematiche, ampio spazio ai campionati, talk, demo e workshop tenuti da autorevoli esperti del settore, che offrono agli operatori la possibilità di arricchire le proprie competenze, restare al passo con le ultime tendenze ed esplorare visioni e nuovi possibili scenari dell’industria.

Ecco qualche anticipazione:

  • Mixology Circus
    Un progetto che coinvolge bartender d’eccezione e alcuni dei locali italiani e internazionali più importanti in una 3 giorni interamente dedicata al mondo della mixology. Un'opportunità unica per le aziende sponsor di entrare in contatto con i professionisti.
  • Aree Tematiche
    Gin, Rum, Whisky e Grappa: queste le 4 aree espositive tematiche, collocate in prossimità del Mixology Circus. Ogni area verticale valorizza la linea spirits cui è dedicata.
  • Fic Arena
    La Fic Arena ospiterà l'8ª edizione dei Campionati della Cucina Italiana, organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi.
  • Pizza Senza Frontiere – World Pizza Champion Games
    Organizzato da Ristorazione Italiana Magazine, il campionato prevede diverse categorie di gara, per un totale di 17 titoli mondiali.
  • Beer&Tech Arena
    Cultura birraria e innovazione tecnologica si fondono in uno straordinario percorso di scoperta che prende vita attraverso una serie di incontri e sessioni di formazione.
  • Premio Birra dell'Anno
    Il concorso, organizzato da Unionbirrai, premia le migliori birre artigianali e incorona il miglior birrificio artigianale italiano dell’anno.
  • Italian Craft Beer Conference
    Powered by Unionbirrai, l'evento si pone l'obiettivo di creare un importante momento di approfondimento sulla birra artigianale italiana.

Basi pizza, molini, forni, mozzarelle, appetizer, birre, soft drink, distillati, arredi, energy drink: se la tua azienda appartiene a uno di questi settori, allora sei nel posto giusto!

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Slitti inaugura il suo primo flagship store a Firenze

Continua il piano di espansione del brand che, con l'apertura nel centro storico del capoluogo fiorentino, segna un'importante evoluzione che guarda ai mercati orientali

Slitti, la fabbrica di cioccolato di Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, esce dalla Chocolate Valley toscana, inaugurando il suo primo Flagship store a Firenze, in Piazza dell’Olio 6. Questa apertura segna l'inizio di una nuova fase del marchio, che guarda all'internazionalizzazione e allo sviluppo di una rete di retail. Al centro di tutto, la professionalità del maitre chocolatier Andrea Slitti e l’eccellenza dei suo prodotti.

La strategia di Andrea Slitti

«Il nuovo store di Firenze non è solo un luogo fisico, ma rappresenta in tutto e per tutto quello che è Slitti: artigianalità, attenzione alla materie prima, cura per i dettagli, creatività e anche la capacità del cioccolato di unire le persone». A sottolinearlo è proprio Andrea Slitti, uno dei più importanti cioccolatieri artigianali al mondo. Con i suoi prodotti ha conquistato già oltre 180 premi internazionali. «Siamo felicissimi di aver fatto partire da Firenze questa nuova fase di crescita per l’azienda. Questa apertura segna l’inizio di un nuovo percorso di sviluppo ed evoluzione del marchio Slitti in ottica internazionale e retail. Il nuovo store nasce come format scalabile e replicabile, che permette di vivere a 360° l’esperienza Slitti e di scoprire e gustare le nostre preparazioni. Si possono assaporare quelle al cioccolato a quelle speciali al caffè, dalla classica pasticceria passando per waffle, gelato e le torte, fino alle preparazioni salate, come schiacciate, crostoni, tartare, croissant salati e molto altro».

Come sarà il flagship store di Slitti

Lo store di Piazza dell’Olio, che apre a distanza di 54 anni dall’inaugurazione della storica caffetteria di Monsummano Terme, si sviluppa su una superficie di oltre 150 mq con all’incirca 30 coperti ed è organizzato in quattro aree principali, pensate per valorizzare l'artigianalità, il made in Italy, e i due prodotti di punta della tradizione slitti: cioccolato e caffè. Al banco caffetteria (oltre che in sala) è possibile degustare diverse miscele di caffè, selezionate da Andrea Slitti, oltre ad un’ampia selezione di cioccolate calde ed affogati. Al cioccolato, invece, è riservata una vetrina, che ospiterà più di 40 tipi di praline, tra cui quelle al Caffè Turco vincitrici del Premio Tavoletta d’Oro 2023. Una terza vetrina sarà dedicata alla pasticceria e specialità artigianali preparate al momento come churros e waffle appena sfornati arricchiti di pregiate creme spalmabili, krapfen ripieni di gelato artigianale Slitti e torte artigianali di ogni gusto, dalla classica Torta della Nonna rivisitata in chiave Slitti a quella cioccolato e arancia. Si conclude con il corner dedicato alla vendita, dove è possibile acquistare anche una vasta selezione di prodotti pluripremiati, come i nuovi Fichi Calabacita farciti con sambuca, la Tavoletta GranCacao 73%, o la Crema Spalmabile Gianera.

L’offerta salata

Il flagship di Slitti soddisfa anche i palati più affini ai gusti salati. La tradizione Slitti si declina infatti anche verso piatti gourmet che comprendono un’ampia selezione di schiacciate farcite, come quella con sbriciolona, carciofi e crema di pecorino, crostoni, da quello con gorgonzola, pere, noci e miele a quello con burrata, pomodori secchi e alici, fino alle tartare di pregiata carne di Vitello Adulto Piemontese, poi ancora croissants salati e molto altro.

Lo studio dietro il nuovo punto vendita

«Lavorare sul primo flagship di un brand come Slitti, portatore di valori così importanti per il Made in Italy e con una tradizione e una storia così importanti è stata una sfida davvero entusiasmante. Lo store è stato progettato con l’idea, da un lato, di valorizzare l’artigianalità e la tradizione del marchio, e dall’altro di creare uno spazio personalizzato ed originale in ogni elemento d’arredo», commenta Franco Costa di Costa Group, realtà che da oltre vent’anni progetta e realizza locali nel mondo della ristorazione. «Abbiamo trovato la sintesi nei dettagli – ha aggiunto Costa – l’originale carta da parati che viene ripresa anche sulle sedute, richiama le origini del prodotto, mentre i marmi pregiati e le finiture in ottone impreziosiscono lo spazio rendendolo elegante e conviviale. Lo store vanta anche un videowall di oltre 7 metri situato sopra al bancone principale, che permette al cliente di scoprire i processi produttivi artigianali ed il “dietro le quinte” delle preparazioni Slitti, dalla Fabbrica di Cioccolato, alla Torrefazione di Caffè fino al Laboratorio di Pasticceria».

Baritalia un gran bel film a Cannes

Baritalia 2023 Cannes apertura
Foto di gruppo del final show di Baritalia 2023 a Cannes (©Riccardo Gallini/GRPhoto)
L’Hôtel Martinez di Cannes è stato il palcoscenico del final show del laboratorio itinerante dedicato alla mixology, con la finalissima che ha decretato i vincitori assoluti e di squadra di questa edizione

Cinque tappe lungo lo Stivale, una finalissima internazionale, sessantacinque bartender selezionati, 6 super giudici d’onore tra i massimi esperti del settore, una location da favola in Costa Azzurra, sulla mitica Croisette di Cannes. Questi alcuni degli ingredienti del cocktail Show finale di Baritalia 2023 - a drink for the planet, servito a Cannes presso l’Hôtel Martinez: una grande giornata di festa e di gare che ha chiuso l'ottava edizione di una manifestazione più che riuscita e, come da tradizione, tutta nel segno della della ricerca, della formazione e della buona miscelazione.

Piatto forte del menu la finalissima di Baritalia Lab, atto conclusivo dell’avvincente sfida di miscelazione che ha visto in gara i professionisti del bancone, sotto le insegne delle aziende sponsor, confrontarsi nella preparazione di cocktail sostenibili capaci di valorizzare la riduzione degli sprechi, la stagionalità, la territorialità, in linea con il tema A drink for the planet che ha caratterizzato questa ottava edizione della manifestazione.

A contendersi la vittoria i 65 bartender provenienti da tutta Italia vincitori delle cinque tappe della manifestazione: Napoli, Genova, Messina, Livorno e Brescia.

A conquistare il primo posto in assoluto è stato Pasquale Russo della squadra di Meregalli Spirits. Alle sue spalle si è piazzato Diego Di Giannantonio del team Gamondi, mentre sul terzo gradino del podio è salito Matteo Cassan del team Bonaventura Maschio – Botran.

Altro riconoscimento assegnato la menzione speciale A drink for the Planet per il drink più sostenibile tra quelli presentati in finale e a conquistarla è stato ancora Pasquale Russo.

I vincitori per squadra

Premiati anche i primi classificati per ogni team in gara. Ecco i loro nomi:Alex Avoti per Ancienne Pharmacie, Antonio D'Auria per Molinari, Gianpiero Pacchiano per Coca-Cola Hbc Italia – Lurisia, Ivan Forcieri per Coca-Cola Hbc Italia (Brand Europa), Andrea Rocchi per Coca-Cola Hbc Italia (Brand America), Valentino Donati per Campari Academy, Simone Baggio per Illva, Pasquale Russo per Meregalli Spirits, Paolino Nigro per Galvanina, Nicola Loiacono per OnestiGroup – Bobby’s Gin, Stefano De Paola per OnestiGroup – Alpestre, Ester Badami per Compagnia dei Caraibi, Peke Bochicchio per Caffo, Simone Obino per Soero, Diego Di Giannantonio per Gamondi, Manuel Crescini per Nonino, Martina Morico per Organics by Red Bull, Matteo Cassan per Bonaventura Maschio – Botran, Martina Barazzetti per Bonaventura Maschio – Prime Uve e .

Grandi ospiti per una giudia d'eccezione

A valutare le creazioni dei finalisti una super giuria d'onore, che ha affiancato i giodici delle aziende partner, e composta da sei big della miscelazione e della bar industry made in Italy, Emanuele Balestra, primo barman dell’Hotel Barrière Le Majestic di Cannes; Federico Diddi del Sal8 agricolo di San Vincenzo (Livorno); Lucian Bucur, responsabile del Percento Lab di Milano; Luca Coslovich, ambasciatore del savoir-faire italiano nel mondo, insignito dell’Order of Merit e attualmente bar manager del Casinò di Monte Carlo; Danilo Bellucci, Cavaliere della Repubblica e Cavaliere Ufficiale, “libero comunicatore” nel mondo del food & beverage e organizzatore di alcuni dei grandi eventi del settore come Lady Drink, Challenge on Ice, 110 e Lode e Order of Merit; Giorgio Rocchino, fondatore di LCM Academy, società che offre alta formazione nell’ambito mixology e distribuisce top brand italiani del beverage al mondo dello yachting e dell’hotellerie luxury.

Il voto dei giudici d'onore ha decretato la classifica assoluta, mentre per decretare il vincitore per ogni team, il loro voto è stato sommato a quello del giudice di squadra. Giudici delle aziende partner erano: Marco Fedele per Molinari, Domenico Ditrizio per Coca-Cola Hbc Italia, Simone Mina per Bonaventura Maschio – Botran, Steve Righetto per Bonaventura Maschio – Prime Uve, Danny Del Monaco per Ancienne Pharmacie, Federico Cassini per Illva, Giovanni Vecchio per Campari Academy, Michele Picone e Giovanni Liuzzi per Meregalli Spirits, Mauro Solero per OnestiGroup, Francesco Pirineo per Compagnia dei Caraibi, Fabrizio Tacchi per Caffo, Gian Maria Ciardulli per Soero, Igor Tuliach per Gamondi, Mauro Picchi per Nonino e Daniele Gentili per The Organics by Red Bull.

 

È un successo italiano anche ai Top 500 bars

Top 500 bars maybe sammy
Il Maybe Sammy a Sydney (Australia) di Stefano Catino, locale al primo posto della classifica dei Top 5oo bars 2023
Ben 13, tra Roma, Milano, Firenze e Napoli, i locali della Penisola nelle prime 100 posizioni della lista dei cocktail bar più influenti al mondo. A guidarla è il Maybe Sammy di Stefano Catino

Dopo l’ottimo risultato ai World’s 50 Best Bars (leggi Il Drink Kong e gli altri bar italiani sul tetto del mondo), nuove soddisfazioni arrivano per l’Italia da un’altra importante classifica internazionale. Parliamo dei Top 500 bars, la lista dei più influenti bar del mondo tracciata da Le Cocktail Connoisseur, un ecosistema di social media dedicato al mondo bartending. Classifica (della quale riportiamo in calce le prime 100 posizioni) redatta aggregando migliaia di dati dal web sui cocktail bar di 122 città di 53 Paesi, integrati con le recensioni e le classifiche di altre realtà di settore. I dati vengono elaborati da un algoritmo, sviluppato ad hoc, che dà i risultati finali.

Sono infatti ben 13 i locali della Penisola nelle prime 100 posizioni, 3 in più dello scorso anno, distribuiti tra Roma, Milano, Firenze e Napoli. E di questi 8 tra le prime 50.

Il primo che compare scorrendo la lista dei Top 500 bars è il Drink Kong di Roma al 17° posto (primo degli italiani anche nella classifica dei World’s 50 Best Bars), seguito da un altro locale romano, il Freni e Frizioni al 24°. Seguono poi il Locale Firenze (31°) e un gradino più giù, L'Antiquario di Napoli, il 1930 (34°) e il Camparino in Galleria (36°), entrambi di Milano, il Gucci Giardino 25 di Firenze (39°) e il Jerry Thomas Speakeasy di Roma (50°).

L’elenco prosegue con il Backdoor 43 di Milano (54°), The Court di Roma (62°), l’Atrium Bar di Firenze (74°). Chiudono il Ceresio 7 (88°) e il Mag Cafè (91°) di Milano.

Il Maybe Sammy di Stefano Catino in vetta alla lista

Ma non finisce qui. A regalare altre soddisfazioni al nostro Paese sono anche i locali di proprietà o guidati da italiani all’estero. A svettare al primo posto della lista, svelata durante la serata di gala svoltasi a Le Crillon, A Rosewood Hotel di Parigi, c’è il Maybe Sammy di Sydney (Australia) di Stefano Catino, che si è guadagnato il titolo di bar più influente al mondo.

Locale che ha scalzato dal trono il Paradiso di Barcellona del bartender toscano Giacomo Giannotti e della consorte Margarita Sader, quest’anno piazzatosi terzo.

Al 6° posto si è piazzato il Sips, sempre a Barcellona, del nostro Simone Caporale e del socio Marc Álvarez, mentre al 7° posto troviamo il Connaught Bar di Londra, guidato dal trio tricolore composto da Ago Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Milia, e con un team quasi interamente italiano. E sempre a Londra, ci sono altri due nome iconici ella miscelazione a guida italiana: l'Artesian Bar, pizzatosi 25°, guidato dalla head bartender Giulia Cuccurullo, e il Dukes, 27°, che ha a capo del suo team di bartender il grande Alesandro Palazzi. E scorrendo ancora, al 67° il Donovan Bar, sempre nella capitale del Regno Unito, di Salvatore The Maestro Calabrese.

La classifica dei Top 500 bars 2023 (primi 100 posti)

  1. Maybe Sammy (Sydney/Australia)
  2. Double Chicken Please (New York/US)
  3. Paradiso (Barcelona/Spain)
  4. Little Red Door (Paris/France)
  5. Jigger and Pony (Singapore City/Singapore)
  6. Sips (Barcelona/Spain)
  7. Connaught Bar (London/UK)
  8. Hanky Panky (Mexico City/Mexico)
  9. Himkok (Oslo/Norway)
  10. Salmon Guru (Madrid/Spain)
  11. The Clumsies (Athens/Greece)
  12. Tayer + Elementary (London/UK)
  13. Alquimico (Cartagena/Colombia)
  14. Panda & Sons (Edinburgh/UK)
  15. Lyaness (London/UK)
  16. Licoreria Limantour (Mexico City/Mexico)
  17. Drink Kong (Rome/Italy)
  18. Atlas (Singapore City/Singapore)
  19. Handshake Speakeasy (Mexico City/Mexico)
  20. Swift (London/UK)
  21. Tres Monos (Buenos Aires/Argentina)
  22. Bkk Social Club (Bangkok/Thailand)
  23. Coa (Hong Kong/China)
  24. Freni e Frizioni (Rome/Italy)
  25. Artesian (London/UK)
  26. Baba au Rum (Athens/Greece)
  27. Dukes (London/UK)
  28. Café La Trova (Miami/US)
  29. Manhattan Bar (Singapore City/Singapore)
  30. Floreria Atlantico (Buenos Aires/Argentina)
  31. Locale (Florence/Italy)
  32. L'Antiquario (Naples/Italy)
  33. Scarfes Bar (London/UK)
  34. 1930 (Milan/Italy)
  35. Danico (Paris/France)
  36. Camparino in Galleria (Milan/Italy)
  37. Bar Benfiddich (Tokyo/Japan)
  38. Angelita (Madrid/Spain)
  39. Gucci Giardino 25 (Florence/Italy)
  40. 1862 Dry Bar (Madrid/Spain)
  41. Line (Athens/Greece)
  42. Penicillin (Hong Kong/China)
  43. Silverleaf (London/UK)
  44. Red Frog Speakeasy (Lisbon/Portugal)
  45. Katana Kitten (New York/US)
  46. Side Hustle (London/UK)
  47. Attaboy (New York/US)
  48. Bemelmans Bar (New York/US)
  49. Martiny's (New York/US)
  50. Jerry Thomas Speakeasy (Rome/Italy)
  51. ??? (London/UK)
  52. Sidecar (New Delhi/India)
  53. Satan's Whiskers (London/UK)
  54. Backdoor 43 (Milan/Italy)
  55. Barro Negro (Athens/Greece)
  56. Employees Only (New York/US)
  57. 28 Hong Kong Street (Singapore City/Singapore)
  58. Dr. Stravinsky (Barcelona/Spain)
  59. Galaxy Bar (Dubai/UAE)
  60. The Cambridge Public House (Paris/France)
  61. Tan Tan (Sao Paulo/Brazil)
  62. The Court (Rome/Italy)
  63. Flying Dutchmen Cocktails (Amsterdam/The Netherlands)
  64. Seed Library (London/UK)
  65. Analogue (Singapore/Singapore)
  66. Nutmeg & Clove (Singapore City/Singapore)
  67. Donovan Bar (London/UK)
  68. Le Syndicat (Paris/France)
  69. Darkside (Hong Kong/China)
  70. Dante (New York/US)
  71. Mace (New York/US)
  72. Tropic City (Bangkok/Thailand)
  73. Schofield's Bar (Manchester/UK)
  74. Atrium Bar (Florence/Italy)
  75. Tippling Club (Singapore/Singapore)
  76. Callooh Callay (London/UK)
  77. Boadas (Barcelona/Spain)
  78. Hacha Agaveria (London/UK)
  79. Nightjar (London/UK)
  80. Coupette (London/UK)
  81. Moonshiner (Paris/France)
  82. Two Schmucks (Barcelona/Spain)
  83. Candelaria (Paris/France)
  84. Momus (Madrid/Spain)
  85. Brujas (Mexico City/Mexico)
  86. Le Mary Celeste (Paris/France)
  87. The Baxter Inn (Sydney/Australia)
  88. Ceresio 7 (Milan/Italy)
  89. Kol Mezcalería (London/UK)
  90. The Aubrey (Hong Kong/China)
  91. Mag Cafè (Milan/Italy)
  92. Sexy Fish (London/UK)
  93. American Bar at the Savoy (London/UK)
  94. Common Decency (London/UK)
  95. The Dead Rabbit (New York/US)
  96. Pier 42 (Oslo/Norway)
  97. Bar Termini (London/UK)
  98. Velvet at Corinthia (London/UK)
  99. Cause Effect Cocktail Kitchen (Cape Town/South Africa)
  100. Super Lyan (Amsterdam/The Netherlands)

Al via la Mig 2023 di Longarone: appuntamento dal 26 al 29 novembre

Torna la Mostra Internazionale del Gelato Artigianale con un programma dedicato a ogni settore merceologico della gelateria, con dimostrazioni e aree espositive

Dal 26 al 29 novembre, a Longarone (Bl), si terrà la sessantreesima edizione della Mig - Mostra Internazionale del Gelato Artigianale. In programma tanti approfondimenti per ogni settore merceologico del comparto gelateria. Obiettivo: fornire ai visitatori un'occasione di approfondimento professionale e imprenditoriale. L'accesso alla Mig 2023 è come sempre dedicato solo agli operatori del settore.

Il programma della Mig 2023

La Mig 2023 offrirà la possibilità di assistere a dimostrazioni di gelato nelle diverse aree espositive. Inoltre, è stato affiancato un programma di incontri e seminari, curato da Giacomo Tonelli, Business Coach specializzato nel settore delle Gelaterie Artigianali. Ci si soffermerà su tematiche di grande attualità, come la definizione del listino prezzi. Un aspetto che, soprattutto a seguito degli aumenti intervenuti nella gestione energetica e nelle materie prime, ha tenuto banco per tutta la scorsa stagione.

Mig e Cnr per l'innovazione

Grazie alla disponibilità del Cnr nazionale, lunedì 27 novembre è previsto un incontro scientifico di altissimo livello dal titolo “Le tecnologie Agrifood del CNR per l'innovazione: Dialogo tra Ricerca ed Aziende”. Sono in programma una serie di eventi divulgativi dedicati all’innovazione ad al trasferimento tecnologico rivolto alle aziende, giovani startupper e innovatori del mondo del gelato. Di grande interesse per le aziende del food, una particolare attenzione sarà data alle emergenti tematiche dell’agrifood e all’aspetto salutistico dei cibi.

Gelato e ristorazione: una tavola rotonda

Molto attesa anche la tavola rotonda abbinata alle masterclass, dove sarà affrontato il tema del gelato di qualità nei ristoranti. Grazie ad attrezzature dedicate, cuochi e chef sono sempre più orientati ad abbinamenti di gusto sperimentali, che prevedono contaminazioni con altre portate da inserire come dessert. Tra i professionisti che interverranno spicca il nome di Gianfranco Vissani, noto chef, gastronomo, scrittore e personaggio televisivo. Per il programma completo, consultare il sito www.mostradelgelato.com. Qui è possibile scaricare anche l’invito per l’ingresso agevolato alla manifestazione.

Volcafe in Uganda, sostegno ai farmer e tutela dell’ambiente

Volcace in Uganda, aiuti concreti alle donne
Volcace in Uganda, aiuti concreti alle donne
I torrefattori italiani trovano nel caffè ugandese un prodotto di qualità che piace. In collaborazione con enti e torrefazioni, sono attivi numerosi progetti per superare sfide sociali e ambientali.

L’Italia è il primo paese d’esportazione del caffè dell’Uganda, che con circa 6 milioni di sacchi di robusta e 1 di arabica è il secondo produttore di caffè africano dopo l’Etiopia. Qui Volcafe è presente con la società Kyagalanyi, un nome storico, profondamente radicato e conosciuto in tutto il Paese. 

«I torrefattori italiani trovano nel caffè ugandese un prodotto di qualità che piace - afferma Adriano Bagnasco, general manager Volcafe Italia -. I robusta coltivati tra 1000 e 1500 metri sull’altopiano centrale, si contraddistinguono per la tazza pulita, soave, con note dolci e cioccolatose, gradite lungo tutta la Penisola e molto apprezzate dai torrefattori napoletani. La nostra selezione di arabica ha una buona acidità, in cui possiamo trovare note floreali o fruttate a seconda del prodotto a cui ci riferiamo. L’elevata qualità dei nostri prodotti è testimoniata dalla vittoria decretata dall’Afca - African Fine Coffee Association - per due caffè arabica presentati nelle categorie Natural e Washed, nell’ambito dell’Uganda Taste of Harvest Competition 2020». 

Cooperando con Ong, associazioni locali, enti certificatori e torrefattori, Kyagalanyi è intervenuta sulla formazione dei farmer per aumentare la qualità e la quantità dei caffè coltivati e assicurare continuità demografica, scoraggiando l’abbandono delle colture da parte dei giovani. «Abbiamo insegnato loro che lavorare il caffè può, anzi, deve essere un’attività imprenditoriale in grado offrire guadagni interessanti - riprende Bagnasco -. Il corretto approccio al lavoro è stato mostrato all’interno di 21 farm modello e oltre 500 lotti dimostrativi che guidano alla migliore gestione della prima parte della filiera del caffè».  

Sono numerosi i progetti che Volcafe gestisce attraverso Kyagalanyi in collaborazione con più realtà, che hanno l’obiettivo di superare le sfide sociali e ambientali delle diverse comunità del caffè.

In collaborazione con Rainforest Alliance, Jde e Ceford nella regione di Masaka, guida la comunità locale a migliorare l’alfabetizzazione finanziaria, incentivare la frequenza scolastica e fornire competenze professionali per far crescere l’occupazione giovanile, dando un futuro migliore. 

Aumentare la produzione senza deforestare è un obiettivo che ha preso il via nel 2021: sono stati piantati circa 100mila alberi e di salvaguardare oltre 1300 ettari di terreni agricoli in cui lavorano 1661 coltivatori, che hanno ricevuto premi per il loro caffè certificato UTZ. Gli interventi agroforestali proseguono come pure la formazione, al fine di avviare il settore verso metodi di produzione più sostenibili e ridurre i tassi di deforestazione.

Migliorare la produzione di caffè e i mezzi di sussistenza attraverso la promozione dell’equilibrio di genere a livello familiare, il processo decisionale congiunto, la pianificazione e l’utilizzo del reddito familiare, è l’obiettivo del progetto condotto con Kyagalanyi, Zóegas, Nespresso, Gef nelle regioni del Monte Elgon, Rwenzori e in fase di allestimento a Masaka. 

La tutela dei minori è protagonista di un progetto nella regione di Rwenzori condotta da Kyagalanyi con Nespresso e Terre des Hommes. A tal fine è stato realizzato un progetto incentrato sulla digitalizzazione e la sperimentazione di un sistema olistico e multisettoriale di monitoraggio e ripristino dei diritti dell’infanzia. 

Missione aperitivo: Palmira Bertuca entra nel team di Italspirits

Italspirits Palmira Bertuca
Calabrese di nascita, cresciuta a Bologna, esperta di mixology e del settore dell'ospitalità, con una lunga esperienza all'estero, Bertuca entra nella squadra di Italicus e Savoia come aperitivo specialist per l’Italia. La nostra intervista esclusiva

Si rafforza la squadra advocacy di Italspirits, l’agenzia con sede a Londra, fondata e guidata da Giuseppe Gallo, che si occupa di promozione di bevande, eventi e attivazione di marchi. Dopo l’arrivo a gennaio di Roberta Mariani nel ruolo di global advocacy director (leggi Ultima ora. Roberta Mariani, narratrice dell’aperitivo italiano, è passata a Italspirits), ecco ora l’ingresso di un’altra signora della mixology: Palmira Bertuca, come aperitivo specialist per l’Italia. Con questo incarico supporterà Mariani nella promozione degli aperitivi Italicus e Savoia Rosso e Orancio, occupandosi del mercato italiano attraverso la formazione e l’attivazione di eventi ad hoc e creando una connessione tra il marchio, il mondo dei locali, la bartender community e il pubblico. «Siamo molto contenti dell’ingresso di Palmira nel nostro team – racconta Mariani -. Con la sua passione e le sue competenze darà un apporto fondamentale nel gestire e portare avanti i tanti programmi di formazione, promozione e conoscenza che stiamo mettendo in campo per i nostri marchi e la diffusione della cultura dell’aperitivo italiano, portando in Italia quanto di innovativo è riuscita a cogliere dalle lunghe esperienze maturate all’estero».

Calabrese di origine, cresciuta a Bologna, Bertuca ha iniziato il suo percorso dietro il bancone già durante gli anni del liceo per poi, fin da giovanissima, girare il mondo e collezionare importanti esperienze internazionali che le hanno permesso di venire in contatto e conoscere diverse culture dell’ospitalità, dall’Edition di Londra, dove ha fatto parte dell’opening team, al Bar Machiavelli di Sydney, dal Soho House di Barcellona all’InterContinental di Singapore. Nel 2021 il ritorno in Italia come bar manager di The Social Hub di Firenze, ruolo nel quale ha contribuito al rilancio del locale e a portarlo alla ribalta della scena nazionale e non solo. Ora si apre un nuovo capitolo nella sua storia professionale che ci siamo fatti raccontare dalla diretta interessata.

Con l’ingresso in Italspirits inizia un nuovo percorso: che cosa l’ha spinta a fare questo passo?

Dopo le esperienze all’estero e quella altrettanto importante a The Social Hub, dove abbiamo lavorato al rinnovo del locale, dandogli una nuova identità, ho sentito la necessità di rimettermi in gioco. Ho avvertito che era il momento di imparare cose nuove, di vedere il bar da un’altra prospettiva, di intraprendere una strada che potesse darmi nuovi stimoli e, soprattutto, di essere di supporto nella formazione di nuovi talenti nel mondo dei locali. Ed è quanto questa nuova avventura mi sta dando: sono stata molto felice di unirmi a Italspirits e sono molto entusiasta dei progetti che andremo a realizzare.

Che cosa significa per lei fare cultura dell’aperitivo?

Significa riscoprire le nostre origini. L’aperitivo è un rituale intrinseco nella cultura del nostro Paese, è un rituale che si porta avanti da generazioni e dunque è importante formare i bartender per essere pronti alle richieste di consumatori sempre più preparati, esigenti e desiderosi di bere bene.

Su quali aspetti si focalizzeranno le attività di advocacy?

Su formazione, formazione e ancora formazione. Penso che la conoscenza dei prodotti, della loro storia e delle loro evoluzioni, ma anche degli ingredienti e dei cocktail, siano importantissime per permettere a un bartender di offrire un’esperienza unica ai propri ospiti. Sul mondo degli aperitivi, poi, credo ci sia bisogno di fare un lavoro più approfondito in quanto, proprio perché in Italia siamo sempre stati a contatto con questa tipologia di prodotti, finiamo con il dare molte cose per scontate, quando in realtà si ignora o si ha una conoscenza molto limitata della complessità della categoria. È infatti un mondo complesso, ricco di sfaccettature e sfumature, che mette a disposizione del bartender tante e differenti opzioni. Tutti aspetti sui quali lavoreremo, per diffondere la cultura dell’aperitivo, far comprendere le potenzialità di questi prodotti e il valore in più che possono portare al locale, anche in termini di vendite e possibilità di nuove proposte di consumo.

L’aperitivo in Italia gode di ottima salute: su quali aspetti si può ancora migliorare?

Sulla conoscenza dei prodotti e degli ingredienti, come dicevamo prima. Altrettanto importante è mettere sempre al primo posto la qualità ed educare l’ospite al bere bene. Molto si può fare anche per innovare la proposta drink, e in questo proprio la categoria dei prodotti aperitivi gioca un ruolo fondamentale per il grande lavoro di ricerca che i bartender già portano avanti e per andare incontro alle nuove tendenze del bere. Per restare ai nostri prodotti, Italicus e Savoia permettono di fare twist sui grandi classici della tradizione italiana, per esempio un Negroni Bianco fatto con il primo, un Americano con il secondo, o uno Spritz che sia può fare o con l’uno o con l’altro, generando così curiosità nel cliente per il quale è sempre interessante vedersi proporre qualcosa di nuovo e di diverso. Un altro aspetto sul quale migliorare è il dialogo con la cucina e la collaborazione con i cuochi: gli chef hanno un bagaglio unico di conoscenze sui sapori, gli ingredienti e le tecniche per lavorarli al meglio e questo può aiutare il bartender ad apprendere nuove cose e a elevare la qualità della proposta. Inoltre, l’aperitivo è composto anche da una parte food, uno stuzzichino, un appetizer che accompagna la bevuta e, se le due parti sono pensate e costruite in modo da completarsi ed esaltarsi a vicenda, si creano percorsi di gusto interessanti che regalano un’esperienza molto appagante al cliente.

A proposito di nuove tendenze, quali quelle emergenti?

Vedo una nuova sensibilità sigli ingredienti, con una grande ricerca su quelli naturali e puntando a esaltare quelli locali. C’è poi il discorso dello zero waste: un tema che si sta affermando anche nel nostro settore, dove acquisirà sempre più importanza e che non può essere più trascurato dal bar che guarda al futuro. Inoltre, negli ultimi anni, e soprattutto dalla fine della pandemia, è cresciuta l’attenzione verso il bere responsabile e la predilezione dei consumatori va rivolgendosi a cocktail dal contenuto alcolico più moderato rispetto al passato, di qualità e rinfrescanti. Una tendenza che sta dando una forte spinta alla categoria degli aperitivi: prodotti come rosoli, bitter, vermouth per la loro ricchezza e complessità sono ideali per creare cocktail che soddisfino questa richiesta. Ma non solo, perché permettono di creare una proposta drink con queste caratteristiche che può andare bere anche per altri momenti della giornata: pensiamo per esempio all’aperitivo pre-pranzo, momento di consumo che soprattutto al Sud Italia ha una forte tradizione, ma che si può rilanciare anche altrove, oppure ai margini di crescita che possono offrire in altri momenti della giornata, dove un’offerta di drink a regola d'arte, a bassa gradazione e rinfrescanti può andare a coprire quello che solitamente è un momento di bassa attività per un bar.

Possiamo anticipare qualche progetto al quale state lavorando?

Stiamo lavorando al programma del prossimo anno. A cominciare dalla nuova edizione di Art Of Italicus Aperitivo Challenge, che lanceremo a gennaio. Poi stiamo mettendo in piedi un programma di attività rivolto ai bartender italiani, ma su questo al momento non diciamo di più. Mentre per gennaio, che da qualche anno è diventato il mese vegano per eccellenza, abbiamo messo in piedi un progetto che coinvolgerà diversi locali della Penisola tutto giocato sul pairing tra cibo e cocktail in chiave appunto vegana. Grande protagonista dei drink sarà Savoia, che ricordiamo è un prodotto vegan friendly. Il programma si chiama The Vegan Road e, oltre l’Italia, coinvolgerà anche i locali di Londra e quelli di Barcellona.

Ci racconti un po’ di lei: come ha cominciato il suo percorso nel mondo bar e come ha scoperto la sua vocazione per questo settore?

È cominciato per caso. A diciotto ho iniziato a lavorare come barista nelle discoteche bolognesi, per poi trovare lavoro stagionale in un cocktail bar in Riviera. Lì ho conosciuto personaggi del calibro di Leonardo Leuci, Alex Frezza, Mario La Pietra e sono rimasta affascinata nello scoprire quanta storia e cultura ci fosse dietro al mondo del bere. Così iniziai ad approfondire e studiare. Il primo libro che acquistai è stato The Joy of mixology di Gary Regan.

Lei maturato una lunga esperienza all’estero: quali le tappe più significative?

Sicuramente Londra è stata una tappa molto propedeutica, non solo perché mi ha “insegnato” la lingua inglese, ma perché mi ha introdotto quello che è il mondo del lavoro “vero”. Far parte di un’apertura di un cinque stelle, come il London Edition, è stata forse una delle opportunità migliori che potesse capitarmi a 21 anni. In Australia, a Sydney ho lavorato al fianco di Matteo Belkeziz, che mi ha trasmesso la sua passione per il vino, convincendomi a iniziare un percorso con il Wset, ma soprattutto mi ha insegnato a gestire un high volume bar in un ristorante. Di Singapore invece l’esperienza più importante è stata confrontarmi con una cultura diversa, soprattutto gestendo un amaro bar in una nazione che non ha un palato formato per gli amari.

Che cosa di queste esperienze crede sia importante portare in Italia?

Il senso di community della bar industry che ho trovato in Asia, un modello da prendere a esempio per il nostro Paese, dove questo legame c’è ma non è così solido e affermato. La dedizione a fare sempre meglio a studiare, sperimentare a supportare i colleghi che ho visto a Londra, dove la professione si vive come una ricerca continua. Infine, il bisogno e l’importanza di un equilibrio tra lavoro e vita privata che caratterizza invece gli australiani.

Italspirit con Italicus e Savoia ha risvegliato l’interesse verso due categorie di liquori della nostra tradizione, imponendosi velocemente come portabandiera dell’italianità nel mondo. Che cosa c’è ancora da riscoprire?

La tradizione dell’aperitivo e della liquoristica italiana vanta un repertorio storico e culturale vastissimo e solo una piccola parte di questo patrimonio è stata sino a oggi rivisitata e proposta anche a un pubblico internazionale. Basta sfogliare qualche antico ricettario, come lo stesso Liquorista Pratico di Luigi sala del 1897, che ha un po’ ispirato Giuseppe Gallo per la creazione di Italicus e di Savoia, per rendersi conto di quanti prodotti, un tempo molto usati oggi, non sono più sul mercato. Prodotti che possono essere una fonte di ispirazione eccellente per chi vuole proporre qualcosa di nuovo. Un’operazione che però ha senso e successo solo se fatta in modo lungimirante, con la capacità di guardare al passato e alla tradizione, ma trasformandola in innovazione, ovvero in un prodotto che sappia guardare ai nostri tempi, che è quanto Giuseppe è riuscito a realizzare. Con la passione e creatività del team Italspirits sicuramente riveleremo nuove innovazioni e continueremo a riscoprire e riproporre grandi classici.

ChocoLove, concorso per creare un dolce per San Valentino

I professionisti possono partecipare al contest, iscrivendosi entro il 30 novembre 2023. I vincitori saranno annunciati durante la prossima edizione della manifestazione

ChocoLove, un dolce per San Valentino è il contest lanciato dall'associazione Chocolate Culture per celebrare la festa degli innamorati. Si tratta di una occasione pensata per tutti i professionisti della pasticceria, per creare un dessert a base di solo cioccolato da dedicare alla ricorrenza. Giunto alla sua seconda edizione, «è l’occasione per tanti professionisti di far conoscere a un pubblico più vasto la creatività e la competenza che li contraddistingue», ha sottolineato il presidente e chocolate master Davide Coamschi.

Le regole di ChocoLove, un dolce per San Valentino

I partecipanti al contest 2024 sono invitati a iscriversi entro il 30 novembre 2023. Dovranno presentare entro dicembre 2023 una ricetta dedicata a San Valentino. La giuria qualificata selezionerà le tre migliori ricette per ogni categoria e i finalisti verranno invitati a sfidarsi il 20 gennaio 2024 al Sigep di Rimini presso la Choco Arena. Sarà proprio durante la manifestazione più importante per la pasticceria e gelateria italiane che verranno proclamati i cinque vincitori del contest. I dolci trionfatori saranno poi protagonisti della manifestazione ChocoLOVE che si svolgerà quest’anno dal 8 al 14 febbraio 2024. Due location prestigiose per la manifestazione: Palazzo Castiglioni, il palazzo del Gelato al Cioccolato, e Palazzo Bovara, il palazzo del Cioccolato.

Le caratteristiche dei dolci in gara

Per ChocoLove, un Dolce per San Valentino viene richiesta una preparazione a base cioccolato. Può essere una torta, una monoporzione, una pralina, di pasticceria o di gelateria. Obiettivo: valorizzare il prodotto cioccolato per le sue caratteristiche principali di versatilità e creatività, rispettando il tema della sostenibilità. Inoltre, le creazioni parteciperanno rappresentando diverse categorie: pasticceria, bakery, ristorazione, gelateria e school. Per maggiori informazioni, qui è possibile consultare il regolamento.

I suggerimenti del maestro Comaschi

«Ricordo molto bene quando da giovanissimo lavoravo accanto ai maestri pasticceri di Milano, cercando di far valere la mia capacità di creare dolci che potessero esprimere il mio concetto di gusto e di estetica - ha spiegato Davide Comaschi - ChocoLOVE vuole dare agli studenti ormai pronti al salto e a tutti i professionisti d’Italia, la visibilità che meritano». Sarà proprio il chocolate master a dare qualche consiglio ai partecipanti al concorso. Comaschi incontrerà i professionisti e appassionati in occasione della presentazione del suo libro “Sul Cioccolato”. L'evento è in programma il prossimo 18 novembre alle ore 15, durante Bookcity, nella veranda Liberty di Palazzo Castiglioni, sede di Confcommercio Milano, corso Venezia 47.

Un ingrediente unico

La prima edizione del contest fu vinta da Marco Battaglia della pasticceria Marlà di Milano. La cerimonia di premiazione si tenne in occasione dell’anteprima di ChocoLove lo scorso febbraio a Palazzo Bovara, sede del Circolo del Commercio di Confcommercio Milano, partner della manifestazione. Il Maestro Iginio Massari ha premiato la pasticceria che ha saputo distinguersi durante contest ChocoLove, un Dolce per San Valentino. Massari ha voluto essere presente alla cerimonia di premiazione, per testimoniare come il cioccolato sia un ingrediente determinante per la valorizzazione della pasticceria italiana nel mondo. Inoltre, in quell'occasione ha aggiunto che gli italiani hanno raggiunto livelli straordinari nella lavorazione di questo alimento.

Fao Schwarz con Da Vittorio Selection per un Natale di cioccolato

Appuntamento domani, 11 novembre, con il chocolate designer Davide Comaschi per un cooking show sulla personalizzazione delle tavolette di cioccolato

Per il suo terzo Natale a Milano, Fao Schwarz ha voluto aggiungere un tocco di eccellenza made in Italy all’atmosfera magica del suo store di via Orefici 15. Per farlo ha stretto una collaborazione esclusiva con Da Vittorio Selection, la selezione di prodotti regalo firmata dalla famiglia Cerea. Il ristorante 3 stelle Michelin di Brusaporto, in provincia di Bergamo, ha creato per il brand una collezione speciale di tavolette di cioccolato. In più, l'11 novembre, dalle 15 alle 18, il chocolate designer Davide Comaschi terrà un cooking show in cui personalizzerà le tavolette di cioccolato.

Come nascono le tavolette speciali per Fao Schwarz

Ispirati dal mondo dei giocattoli del brand, i maîtres chocolatier di Da Vittorio Selection hanno realizzato delle tavolette speciali di cioccolato finissimo. Su di esse sono raffigurati l’iconico orsetto e l’amato soldatino. Inoltre, in omaggio al capoluogo lombardo, è rappresentato anche il Duomo. La selezione include anche una tavoletta FAO Schwarz, dei lollipop con vari soggetti. Inoltre, presenti altri “grandi classici” come il razzo e la mongolfiera e tante pepite per soddisfare i gusti di tutti: nocciola, lampone, limone, pistacchio, noci pecan e tanto altro ancora. La collezione firmata Da Vittorio Selection è in vendita al piano 0 del negozio di Via Orefici fino ad esaurimento scorte.

L'appuntamento con Davide Comaschi

Sabato 11 novembre, dalle ore 15.00 alle 18.00 Davide Comaschi, chocolate designer e Campione del mondo 2013 al World Chocolate Masters, incanterà gli ospiti con un cooking show. In questa occasione, lo storico collaboratore della cucina di Da Vittorio presenterà la collezione realizzata per Fao Schwarz. Inoltre, personalizzerà anche le tavolette di cioccolato acquistate dai clienti.

Ultima chiamata per partecipare a The Vero Bartender, la cocktail competition di Amaro Montenegro

The Vero Bartender Amaro Montenegro
Si chiudono il 20 novembre le iscrizioni per la sesta edizione di The Vero Bartender. La sfida di quest'anno è creare un originale cocktail a base di Amaro Montenegro che faccia rivivere le vibes degli anni Novanta.

Stanno per chiudere le iscrizioni alla sesta edizione di The Vero Bartender, la cocktail competition di Amaro Montenegro. Tutti i bartender potranno candidarsi presentando la propria ricetta entro e non oltre il 20 Novembre 2023 sul sito www.theverobartender.it.

Il tema scelto per l'edizione di quest'anno è ’90s Calling, un sorso indietro nel tempo per far rivivere nel mix, nella garnish e nel serving di un memorabile classic ‘90s cocktail a base Amaro Montenegro, le vibes di quegli anni.

Punto di partenza e di ispirazione saranno quindi gli iconici cocktail, come Cosmopolitan, Long Island Iced Tea, Sex on the Beach, Tequila Sunrise, diventati popolari in quegli anni e ancora considerati di culto. Nel cocktail tutto, dalla preparazione al servizio, deve quindi essere ambientato in un mondo anni Novanta che va esaltato e reinterpretato utilizzando Amaro Montenegro come protagonista principale della ricetta.

ISCRIVITI A THE VERO BARTENDER 2023

Come partecipare

Per cimentarsi nella sfida i bartender devono iscriversi sul sito del concorso (dove è disponibile il regolamento completo) caricando la propria ricetta con relativa foto del drink entro il prossimo 20 novembre. La ricetta deve essere pensata per il servizio per almeno 4 persone e deve contenere obbligatoriamente almeno 3 cl di Amaro Montenegro per persona. Può essere composta da un massimo di 5 ingredienti (inclusi sciroppi, succhi di frutta, dashes e gocce o spruzzate). Sono anche ammessi massimo due home made (da descrivere dettagliatamente), purché facilmente replicabili. L’eventuale garnish deve essere commestibile e non viene contata come ingrediente. Inoltre, va indicata la tipologia di ghiaccio utilizzata, così come la tecnica di preparazione, metodologia di servizio e bicchiere.

Le fase del contest

Tutte le ricette caricate saranno valutate da una commissione di esperti del settore con l’obiettivo di individuare i 16 semifinalisti italiani, 8 per il Nord e 8 per il Sud, che accederanno alle due Live Audition per presentare il loro cocktail dal vivo davanti a una giuria. Sarà quest’ultima a selezionare i migliori 8 bartender che accederanno alla Finale Nazionale, che mette in palio il titolo italiano e un posto nella Finale Global.

Per il vincitore global, oltre al titolo di The Vero Bartender 2023, un viaggio nella Grande Mela in occasione di Bar Convent Brooklyn 2024.

Seguici sui nostri profili social: Instagram: @amaromontenegro_it  Facebook: @Amaro Montenegro

ISCRIVITI A THE VERO BARTENDER 2023

 

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