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Due ori per Bonollo in due prestigiosi concorsi internazionali

Bonollo
Dorange Of e Grappa Of Amarone Barrique i prodotti della distilleria di Padova che hanno conquistato l'oro, rispettivamente, alla Isc e alla Iwsc, due tra le più importanti competizioni internazionali dedicate agli spirit

Due medaglie d’oro conquistate in altrettanti prestigiosi concorsi internazionali, arricchiscono il palmares di Distillerie Bonollo Umberto di Padova. Ad aggiudicarsele due pezzi da 90 della linea Of, la collezione di punta della distilleria veneta: Dorange Of e Grappa Of Amarone Barrique.

La prima ha conquistato l’oro all’International Spirits Challenge  (Isc), tra le più importanti competition nella promozione degli spirit di qualità da tutto il mondo. Giunto alla sua 28a edizione, il concorso ha visto in gara quest’anno migliaia di etichette da oltre 70 Paesi, sottoposte a uno scrupoloso processo di valutazione indipendente, che assegna i premi ai distillati che hanno saputo superare il rigoroso blind test condotto dalla giuria di esperti.

Giuria che ha premiato con la lo stile dal tocco mediterraneo di Dorange Of, (alc 40% in vol), liquore vellutato e dalla forte personalità, e tutto naturale, che nasce dal mix di Of Amarone Barrique e infusi naturali di scorze di arance di Sicilia, assegnandole la medaglia nella categoria Liqueurs & Specialities.

Bonollo Of Amarone Barrique conquista la Iwsc

Un successo che ha bissato quello ottenuto dalla Grappa Bonollo Of Amarone Barrique (alc 42% in vol) all’International Wine & Spirits Competition (Iwsc), tra i principali concorsi mondiali del settore, che di edizioni, con quella di quest’anno ne conta ben 50, che ha visto in gara circa 4.000 prodotti di 90 Paesi.

È questa una grappa super premium creata da Bonollo nel 1999, già entrata nella classifica Top 100 Spirits 2018 stilata da Wine Enthusiast (leggi Grappa Of Amarone Barrique di Bonollo tra i 100 Top Spirits 2018), che nasce della distillazione di selezionate vinacce provenienti dalla pigiatura delle uve passite dalle quali viene ottenuto il pregiatissimo vino Amarone della Valpolicella. Un distillato che matura in piccole barrique di rovere francese e che si caratterizza per la grande ricchezza e vivacità aromatica, alle quali si aggiungono un altrettanto notevole morbidezza ed equilibrio. Caratteristiche apprezzate dalla giuria della Iwsc: «Al palato si percepiscono aromi intensi, more e prugna, ben equilibrati da note di rovere, che arricchiscono i sapori fruttati con seducenti sentori di castagna – si legge nella motivazione che ha accompagnato la medaglia d’oro -. Meravigliosamente bilanciata, con uno splendido finale di arancia candita».

A Roma il raduno Aibes: tutti i vincitori dell’Italian Cocktail Challenge

Aibes
In scena a Roma le finali nazionali del Concorso nazionale Aibes: trionfa il veneto Mauro Suman, premio Angelo Zola alla giovane promessa Marco Maiorano, Michael Moreni vince la categoria Flair e per i Team premio alla sezione Lazio-Umbria

Fioccano i premi al Concorso nazionale Aibes (Associazione italiana barmen e sostenitori), che ha visto concludersi con la serata di ieri, 28 Novembre, al Marriott Park Hotel di Roma la prima fase, quella nazionale. Dal giorno successivo, fino all'ultimo atto previsto con la premiazione del 1° Dicembre, sarà invece la volta della competizione internazionale Iba (International bartender association), che si concluderà con la premiazione della World Cocktail Championship, per la quale gareggerà per l'Italia il romano Simone Mina, già senatore del Drink Team di Bargiornale. Un appuntamento che mancava dal 1987 nel nostro paese e che vede protagonisti e promotori il presidente Aibes Angelo Donnaloia e Giorgio Fadda, presidente Iba.

Ma vediamo i premi: fra i vincitori incoronati da Aibes nella prima serata, spicca il veneto Mauro Suman, che pur avendo gareggiato per ultimo non ha perso la calma e ha prevalso su 19 concorrenti. A lui va lo shaker d'oro e la coppa di Aibes per la Cocktail challenge creation, così come è andato invece a Michael Moreni il Premio Flair. E sul palco si è visto lo shaker volare.

Per quanto riguarda le giovani promesse under 30, Marco Maiorano vince l'ambitissimo Premio Angelo Zola. Figlio d'arte, vive e lavora a Londra e ha nel suo curriculum banconi d'hotel importanti come il Connaught bar e lo Scarfes del Rosewood Hotel di Londra. Ha prevalso sugli otto finalisti dimostrando, come ha detto Angelo Donnaloia, "grande preparazione, studio e ricerca".

Va alla sezione Lazio-Umbria la coppa per il miglior Cocktail team, davanti agli agguerritissimi rivali di Veneto-Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Cocktail challenge creation
1. Mauro Suman (Veneto)
2. Emidio Luzi (Abruzzo-Molise)
3. Erika Maugeri (Sicilia)

Premio Angelo Zola (under 30)
1. Marco Maiorano
2. Lucio Albano Raccuja
3. Francesco Ismenghi

Categoria Flair
1. Michael Moreni

Challenge Cocktail Team
1. Sez. Lazio-Umbria
2. Sez. Veneto - Trentino AA
3. Sez. Friuli Venezia Giulia

Presentata a Milano la limited edition Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish

Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cassk Finish in esposizione
Serata d'eccezione con la presentazione della novità Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish al Ristorante Viva di Viviana Varese allo spazio Eataly Smeraldo di Milano. Degustazione seguita da un report sulla esperienza di recupero sociale Proyecto Alcatraz.

Una serata speciale ha visto come protagonista l'ultima novità Santa Teresa Rum 1796, presentata al Ristorante ViVa della chef Viviana Varese, al terzo piano di Eataly Smeraldo di Milano. La distribuzione è affidata al gruppo Bacardi-Martini.

Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish è prodotto da Hacienda Santa Teresa nella ricca e fertile valle El Consejo, circa un’ora a est di Caracas (Stato di Aragua, Venezuela), gestita da cinque generazioni dalla famiglia Vollmer dal 1885. La novità è una edizione limitata rifinita in botti di rovere che hanno contenuto Scotch Whisky dello Speyside, una edizione firmata dalla maestra ronera Nancy Duarte che ha adottato per la prima volta una evoluzione del sistema Solera a triplo invecchiamento.

Il primo invecchiamento tradizionale in botti di quercia viene seguito dal secondo con il metodo Solera (creato per il vino Sherry) che comporta una progressiva riduzione del volume alcolico per evaporazione e un progressivo restringimento su quattro livelli di botti. Il terzo passaggio avviene in botti di rovere francese. A questo procedimento a triplo invecchiamento si aggiunge infatti un affinamento di 13 mesi in botti che hanno contenuto Scotch Whisky proveniente dalle distillerie dello Speyside, nel nord della Scozia. In questo modo si aggiungono note di frutta secca e vanigliate.

Una storia lunga 200 anni

Era il 1796 quando, in Venezuela, il Conte di Tovar fonda Hacienda Santa Teresa, in una vallata dove, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, le piantagioni di canna da zucchero trovano un ottimo ambientamento. Commercializzato a partire dal 1885, Santa Teresa Rum 1796 diventa una delle prime AOC nel mondo dei Rum. Il prodotto finale è composto da un blend di Rum con invecchiamento compreso tra i 4 anni e i 35 anni, un distillato di 40° alcolici di grande eleganza e raffinatezza, pluripremiato da pubblico e critica. Presenta un colore ambrato intenso con riflessi oro rosa, all'olfatto evidenzia intensi aromi di vaniglia, tabacco e caramella toffee, con note dolci di albicocca secca e banana, per poi evolvere verso la cannella e il mais cotto a pop corn. Un successo rafforzato dalla seguente versione Añejo Gran Reserva, con una diffusione in oltre 30 Paesi (la percentuale di mercato in Venezuela supera il 60%) di circa 1,5 milioni di casse all'anno, potendo vantare il marchio Doc "Ron de Venezuela".

Degustazione nel tempio dei buongustai

La presentazione della novità Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish è avvenuta al Ristorante ViVa della creativa chef Viviana Varese, inserito al terzo piano di Eataly Smeraldo di Milano, regno della gastronomia top, che ha curato l'abbinamento gastronomico della novità Santa Teresa 1796, anche in forma di cocktail preparati dal giovane brand ambassador e mixologist Andrea Pomo, con una serie di piatti.

Entrée: Scampo, tajin, burro di nocciola e yuzu  con il cocktail Daiquiri 1796 (twist della celebre ricetta ma senza zucchero e Maraschino aggiunto).
Primo: Risotto con cacio, 7 pepi dal mondo e limone insieme con il cocktail Santa Cooler.
Secondo: Tagliata di agnello con mandorle, radicchio e arancia insieme con il cocktail Old Venezuela.
Dessert: Brioche con crema di zabaione con Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish abbinato al proprio rum in purezza.

Proyecto Alcatraz, la dimensione sociale di Santa Teresa Rum 1796

All'evento erano presenti, tra gli altri, la maestra Ronera Nancy Duarte; Andrès Chaumaceiro, Chief Operating Officer; il presidente di Hacienda Santa Teresa, Alberto Vollmer Herrera. Nell'occasione è stata presentata anche la meritoria iniziativa sociale Proyecto Alcatraz che l'azienda venezuelana sostiene da circa ventanni.

Viviana Varese con il presidente Alberto Vollmer Herrera parlano di Proyecto Alcatraz

Nel 2003, i membri della gang criminale locale La Placita, guidata da José Omar Rodriguez, irruppe nell'Hacienda, tendendo una sanguinosa aggressione a una guardia della sicurezza aziendale. Ai criminali fu proposta una scelta inusuale ma generosa: lavorare gratis per tre mesi nella Hacienda, in cambio di vitto, alloggio e impare un mestiere per rimediare alla loro offesa o essere consegnati alla Polizia. Gli uomini accettarono l'offerta e così nacque il Progetto Alcatraz.

«Per recuperarli dovevo infondere in questi ragazzi abituati a uccidere e a rubare dei valori - precisa il battagliero presidente Alberto Vollmer Herrera - e ho pensato al rugby, uno sport che amo e che viene spesso definito uno sport da bestie giocato da gentiluomini. Mi sono detto che la parte bestiale era già presente, non restava che trasformarli in gentiluomini, insegnando loro rispetto, lavoro di squadra, umiltà, disciplina. E ovviamente spirito sportivo».

«Se avete il coraggio di ammazzare e ammazzarvi tra voi - gli ho detto - dovreste avere anche il coraggio di perdonare e perdonarvi». Quello che a prima vista poteva sembrare un ingenua proposta, ha avuto invece un inaspettato successo. Dopo ventanni i membri di una decina di gang locali coinvolti nel recupero sono arrivati a quota 200, facendo crollare il tasso di criminalità della zona. Simbolicamente le armi riconsegnate sono state fuse per dar vita a una serie di bartender tool.

Galvanina lancia negli Usa la nuova gamma di sode funzionali Olto

Galvanina Olto
È riservata, in questa prima fase, al mercato degli States, la nuova linea di bevande funzionali dell'azienda di Rimini. Tre referenze dai gusti originali e sofisticati, realizzate con soli ingredienti italiani e arricchite con vitamine e sali minerali

Una gamma di sode funzionali premium è la novità di Galvanina, azienda riminese da oltre 70 anni attiva nell’imbottigliamento di acqua minerale e acqua aromatizzata e nella produzione di bibite biologiche, mixer (leggi Bio e dai gusti originali: i mixer Galvanina) e tè freddi.

La nuova gamma si chiama Olto e nella sua creazione Galvanina ha spinto molto sulla ricerca di gusti creativi e sofisticati, secondo la filosofia che ne caratterizza tutta la produzione. Tre le referenze, molto originali, che infatti la compongono: Arancia Rossa e Zenzero, Bergamotto e Menta, Mora Rossa e Peperoncino. Prodotti realizzati esclusivamente con ingredienti e materie prime di coltivazione e produzione  italiana, e arricchiti con vitamine del Gruppo B e C, oltre a sali minerali come magnesio, calcio e zinco: tutti elementi che aiutano le difese immunitarie dell’organismo.

In linea con i nuovi trend di consumo

Forte di una profonda esperienza di oltre 30 anni nella creazione e nella produzione di bevande naturali e biologiche, con la linea Olto l’azienda intende portare il binomio gusto e salute anche nel campo delle bevande sodate.

Una scelta che risponde ai nuovi trend che emergono dal mercato, dove i consumatori di bevande addizionate di anidride carbonica si riducono di numero così come è in calo anche il consumo pro-capite. Di contro aumenta la domanda di bibite più sane, a base prevalentemente di acqua e aromi naturali, domanda che la nuova linea intende intercettare.

Debutto negli States

In elegante lattina di alluminio 100% riciclabile, in formato da 355 ml, le bevande della gamma Olto non sono però ancora disponibili in Italia. Per il loro debutto Galvanina ha infatti scelto il mercato Usa, nel quale vanta una lunga e consolidata presenza, per poi in prospettiva avviare la distribuzione anche nella Penisola.

Coppa del Mondo del Panettone, la finale si terrà al Sigep 2024

La Coppa del Mondo del Panettone si prepara alla finale italiana. Il grande evento interamente dedicato al lievitato per eccellenza per la prima volta vedrà competere i professionisti della lievitazione il 23 e 24 gennaio durante il Sigep 2024, a Rimini. La finale italiana di Coppa del Mondo del Panettone decreterà i maestri pasticceri che parteciperanno alla prestigiosa finale mondiale che si svolgerà a Milano l'8, 9, 10 novembre 2024.

Verso la finale mondiale di Coppa del Mondo del Panettone

La Coppa del Mondo del Panettone giunge per la prima volta al 45° Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Rimini. La finale italiana si disputerà nella Choco Arena, decretando il Campione Italiano per la categoria Panettone Tradizionale. La competizione vedrà sfidarsi i 48 pasticceri che hanno superato le selezioni italiane, svolte lungo lo stivale per tutto il 2023 nelle cinque tappe a Gustar Pistoia, al Teatro Cilea di Reggio Calabria, presso l'azienda Agrimontana a Cuneo e a settembre 2023 presso la sede di Molino Dallagiovanna a Gragnano Trebbiense. Solo i primi 5 che conquisteranno il parere favorevolmente della giuria potranno rappresentare l'Italia nella finale della Coppa del Mondo del Panettone. La finale mondiale si svolgerà a Milano l'8, 9, 10 novembre 2024.

I maestri pasticceri in gara

I maestri pasticceri in gara il 23 novembre sono: Barile Andrea Ablab, Foggia; Claudio Colombo Pasticceria Colombo, Barasso (Varese); Lorenzo Cristiani Pasticceria Cristiani, Livorno; Cuttone Filippo Forno Cuttone Paternò (CT); Luca Dell'Agnese, Pasticceria Dell'Agnese Torino; Fabio Gennaro, Pasticceria Delizia, Poggio a Caiano (Prato); Lastra Francesco Pasticceria Ga Castellamare di Stabia (NA); Massimiliano Lunardi, Fratelli Lunardi Quarrata (PI); Massimiliano Maiorano, La Forneria, Napoli; Memmolo Annibale Pasticceria Memmolo Avellino; Roberto Moreschi, Roberto Pastry & Bakery, Chiavenna (Sondrio); Musumeci Antonino, Pasticceria Musimeci. Misterbianco CT; Oscar Pagani Non solo pane Palazzolo sull’Oglio (BS); Damiano Pagani Pasticceria Pagani Dello (BS); Pesce Pasquale Pasticceria Pesce 1896 Avella (AV); Elena Pisoni, Pasticceria Buosi Food Experience Varese; Michele Pirro, Cafè noir, San Marco in Lamis, Foggia; Pompilio Giardino, Panificio Pompilio Adriano Irpino (AV); Obliato Nicola Mille Dolcezze Frattamaggio (NA); Romano Raffaele Gran Caffè Romano, Solofra (AV); Vanna Scattolini Madamadoré San Pietro in Cariano (VR); Samuele Segala, Panificio pasticceria Segala Fiumane (VR); Segreto Michele Panificio Pugliese Toritto (BA); Andrea Sortino Prato; Riccardo Tonlorenzi, Pasticceria Tonlorenzi di Tonlorenzi Mirko e Riccardo, Seravezza (Lucca); Andrea Tedeschi, Pastry Lab di Andrea Tedeschi & C, Bologna; Camillo Tosi, La dolce Tuscia Capranica (VT); Fabio Tuccillo, Tuccillo Bakery, San Gennaro Vesuviano; Beatrice Volta, Come una volta, Quarrata; Patrick Zanesi, Dolce e Salato Liscate (MI). I maestri pasticceri in gara il 24 novembre sono: Mario Arculeo Panificio Pasticceria D'angelo (Palermo); Luigi Avallone Pasticceria f.lli avallone (Quarto Napoli); Cristian Biagioni Bibendum Calenzano (FI); Andrea Ceracchi Maciste pasticceria, Cori (LT); Davide Fantuzzi Panificio Fantuzzi Reggio Emilia; Pasquale Iannelli Casa Mastroianni Lamezia Terme; Maurizio Lo Faso Pasticceria Delizia Lo Faso Bolognetta (PA); Andrea Marzo La Dolce Sicilia Rivoli (TO); Pasquale Mirigliano Pasticceria Pasquale Mirigliano Ottaviano (NA); Gianfranco Nicolini Pasticceria Romana Porto Recanati (MC); Diego Lo Verme Almondor Gusti Siciliani Canicattì (AG); Armando Pascarella Pasticceria Armando Pascarella San Felice a Cancello (CE); Luca Riganti Dolcearte, Mornago (VA); Alessandro Spagnoletti Pasticceria La Gioia Taranto; Michele Somma Pasticceria La Delizia, Santa Maria la Carità (NA); Alessandro Slama Dar Slama, Ischia (NA); Valerio Vullo Cafè Sauvage Catania; Andrea Visani Forneria Visani Maurizio & C. Carpenedolo (BS).

Una prima volta che guarda al futuro

Questa importante "prima volta" tra la Coppa del Mondo del Panettone e il Sigep inaugura un progetto internazionale condiviso, che porterà i due enti a lavorare insieme per sostenere la conoscenza del panettone nei cinque continenti. Momenti di formazione, masterclass, eventi e selezioni nazionali saranno i mezzi con cui il panettone sarà masso in contatto con i diversi paesi del mondo. Nato per celebrare la storia e la lavorazione di un prodotto in grado di valicare i confini d’origine per imporsi sulla scena dolciaria mondiale, la Coppa del Mondo del Panettone assume un sapore sempre più internazionale. «Per la prima volta la Coppa del Mondo del Panettone viene ospitata nel tempio della pasticceria mondiale: Il Sigep di Rimini – afferma Giuseppe Piffaretti Maestro pasticcere, fondatore di Coppa del Mondo del Panettone - Siamo molto fieri di questa grande opportunità di poter collaborare con uno degli enti fieristici più importanti al mondo. Finalmente anche le selezioni italiane avranno un grande palcoscenico dal quale usciranno i nomi dei campioni italiani nelle categorie del panettone tradizionale e al cioccolato. Per la prima volta nella storia di questo dolce iconico, verranno decretati i vincitori nelle due categorie che si potranno fregiare del titolo di campione italiano. Aggiungiamo un’altra perla alla ricca collana di eventi che ci coinvolgono e che ci aiuterà a diffondere ancora maggiormente la cultura e il rispetto del panettone italiano nel mondo».

Caffetteria gourmet, passione e creatività firmate Gianni Cocco

Ricetta Gianni Cocco
Dalle materie prime alle tecniche e le strumentazioni, un percorso creativo che ha quale protagonista primo il caffè insieme a tè, cacao e spezie.

Il caffè si presta a decine, centinaia, migliaia di interpretazioni diverse e gustose. Per offrire con esso differenti percorsi di gusto in grado di richiamare con continuità la clientela, è importante conoscere a fondo cos’è , le sue caratteristiche, i tanti metodi di lavorazione per arrivare a creare quel qualcosa di buono e di nuovo, che chi si concede una pausa al bar o in pasticceria gradisce e apprezza. 

Più volte Gianni Cocco, consulente del mondo horeca e Italian Coffee Trainer di Aicaf, ha presentato e spiegato ai nostri lettori le ricette elaborate per una particolare stagione dell’anno, basate su consistenze, abbinamenti e percorsi di gusto nuove e piacevoli, con un occhio di particolare attenzione alla ripetibilità delle proposte, alla facilità di esecuzione e al food cost. Questa esperienza unita a nuova ricerca e tante proposte per ogni occasione con il dettaglio e la descrizione attenta di ogni ricetta, a cominciare con il caffè consigliato i momenti in cui proporla, la tipologia di locale a cui è più indirizzata, si trovano nel volume Caffetteria Gourmet - L’eccellenza italiana dalla tazzina alla ricetta. Strumenti, tecnica, preparazioni edito da italiangourmet. 

Lo compongono sette capitoli si parte dal caffè nella sua forma più nota, l’espresso andando a toccare tutti gli aspetti che lo caratterizzano, dalla scelta del caffè alla granulometria, dalla strumentazione, alla gestualità, per arrivare nel capitolo 2 ai caffè filtrati. Si procede poi con tematiche diverse: cioccolato, e spezie che, insieme al caffè, hanno segnato la storia, le abitudini e la quotidianità di moltissime persone nel mondo – l’uso delle spezie nel caffè è una pratica consolidata in molte culture –; inoltre le modalità di consumo attuali fanno del cioccolato e del tè un supporto o un’alternativa al caffè stesso in termini di proposta commerciale. 

Alle bevande vegetali è dedicato uno spazio nel capitolo 5. Si prosegue poi con il sifone, strumento ormai indispensabile nella caffetteria gourmet, protagonista del capitolo 6, mentre l’ultima parte del libro è dedicata alla nuova era, la caffetteria del futuro, con nuovi ingredienti e tecniche mutuate dalla ristorazione, come il sottovuoto, la gelificazione, la sferificazione, fino ad arrivare alla turbolenza magnetica, metodo ereditato dal campo medico. C’è insomma tutto quanto serve al barista per realizzare un’offerta nuova e adeguata ai propri clienti di oggi e di domani.

La partnership tra Obicà Palermo e Amaro Averna che celebra la tradizione siciliana

Amaro Averna Obicà
Il locale del gruppo Obicà e lo storico amaro siciliano rendono omaggio allo stile e al patrimonio locale con un’attività di co-branding. Dagli arredi alla drink list

Far collimare una visione internazionale con la tradizione locale. È da questo intento che è nata la collaborazione tra Obicà Mozzarella Bar, marchio di ristorazione fondato nel 2004 da Silvio Ursini e ora di proprietà della famiglia Scudieri, che conta 25 locali in Italia e nel mondo, e Amaro Averna. Collaborazione che interessa il locale aperto dal gruppo a Palermo, nel 2010, che sorge sulle Terrazze della Rinascente, in via Roma, nel cuore della città, e che vuole essere un vero e proprio omaggio alla sicilianità.

Lo spirito cosmopolita e conviviale di Obicà, che si esprime in un'offerta gastronomica impostata su prodotti e piatti della tradizionale nazionale e che ha il suo emblema nella mozzarella di bufala campana Dop, e in un design contemporaneo, in questo locale si arricchisce della storia e del patrimonio artistico-culturale della regione. Storia e patrimonio che vengono esaltati attraverso un allestimento ispirato ai simboli più rappresentativi della Sicilia, come le caratteristiche pigne colorate in ceramica di Caltagirone realizzate dall’artigiano Branciforti.

Arricchite dai nuovi ed eleganti elementi folcloristici, le Terrazze della Food Hall restano aderenti alle scelte out-of-context che contraddistinguono il marchio Rinascente, confermandole come una location ideale per offrire al visitatore una experience autentica, tra lusso e artigianalità, che esalta le eccellenze del territorio.

Amaro Averna protagonista anche in miscelazione

Eccellenze tra le quali rientra Amaro Averna, acquisito nel 2014 da Gruppo Campari, creato a Caltanissetta nel 1868 dai monaci benedettini dell'Abbazia di Santo Spirito, impiegando un sapiente mix di ingredienti segreti, del quale sono noti solo gli olii essenziali di arancia amara siciliana e limoni e le bucce di melograno.

Un amaro che condensa i sapori e gli aromi della sua terra e diventato un classico del dopo pasto italiano, ma che con le sue caratteristiche note agrumate si è conquistato uno spazio anche nella miscelazione. E proprio a questa forma consumo si guarda anche nel locale con due originali reinterpretazioni di cocktail molto in voga, il Moscow Mule e il Gin&Tonic, che hanno come protagonista l’amaro siciliano: Averna Sicilian Mule, preparato miscelando Averna con succo di limone e ginger beer, e Averna Tonic, dove alla base di Averna si aggiunge un top di tonica homemade aromatizzata ai frutti rossi e tintura di limone.

Artisti del Panettone 2023, vince Diego Crosara

Al secondo e terzo rispettivamente Mattia Premoli e Andrea Tortora. Il premio speciale Sportweek- La Gazzetta dello Sport a Giovanni Ricciardella.

Diego Crosara, pastry art director della pasticceria Marchesi 1824 di Milano, è il vincitore di Artisti del Panettone 2023. La competizione realizzata all’interno della manifestazione Happy Natale Happy Panettone di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, ha premiato il miglior panettone tradizionale classico senza glassa. Al secondo e terzo posto rispettivamente Mattia Premoli della pasticceria Primula e Andrea Tortora di AT Pâtissier. Il Premio speciale Sportweek-Gazzetta dello Sport è stato consegnato a Giovanni Ricciardella di Cascina Vittoria di Rognano, in provincia di Pavia.

Artisti del Panettone 2023: i concorrenti in gara

Alla competizione hanno partecipato 18 lievitati tradizionali dei più importanti pasticceri italiani: Andrea Besuschio, Luigi Biasetto, Francesco Borioli, Lucca Cantarin, Roberto Cantolacqua, Diego Crosara, Sandro Ferretti, Salvatore Gabbiano, Santi Palazzolo, Giuseppe Pepe, Mattia Premoli, Giovanni Ricciardella, Roberto Rinaldini, Paolo Sacchetti, Andrea Tortora, Vincenzo Tiri, Carmen Vecchione e Andrea Zino.

Sal De Riso commenta il podio

A premiare i vincitori tra gli altri ci sono stati Sal De Riso, campione uscente e presidente della giuria composta da un selezionato gruppo di giornalisti ed esperti, e lo chef Alessandro Borghese. Nel commentare il podio, De Riso ha sottolineato che i I nomi scelti sono stati premiati per «aver realizzato un panettone, nel pieno rispetto della tradizione milanese, caratterizzato dall’equilibrio non solo nel gusto e nella parte aromatica ma anche nell’impasto, dall’alveolatura regolare e con una perfetta disposizione della frutta candita».

Le iniziative di Happy Natale Panettone

La cerimonia si è tenuta in Confcommercio Milano a Palazzo Castiglioni (corso Venezia 47), nell’ambito di Happy Natale Happy Panettone. L'iniziativa è volta alla valorizzazione del tipico dolce delle feste, sempre più apprezzato in tutto il mondo. Happy Natale Happy Panettone torna anche la mappa realizzata da Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi per scoprire quali sono le pasticcerie e panetterie del territorio che producono il vero panettone artigianale. Le pasticcerie sono divise tra Milano e provincia, ma ci sono anche indirizzi della Brianza e della provincia di Lodi. Inoltre, Happy Natale Happy Panettone sostiene Fondazione Umberto Veronesi e WeWorld Onlus. In questi giorni i volontari della Fondazione hanno venduto il "Panettone per la ricerca". Il ricavato andrà a supportare il lavoro dei migliori ricercatori impegnati a trovare cure e terapie innovative per bambini e adolescenti malati di tumore.

Campari punta sulla Cina e sigla una collaborazione con Wuliangye

Campari Wuliangye
Il gruppo italiano ha stretto una partnership strategica con uno dei maggiori gruppi spirit della Cina, per lo sviluppo del mercato cinese e non solo. Le due realtà collaboreranno in diversi ambiti, tra i quali anche la co-creazione di nuovi prodotti

Campari Group scommette sul Regno di mezzo, come i cinesi chiamano il loro Paese. In questa direzione va il memorandum d’intesa che il Gruppo ha sottoscritto con Sichuan Yibin Wuliangye Group, tra le principali realtà cinesi degli spirit, per l’avvio di una cooperazione strategica.

In base all’accordo, siglato presso la sede di Wuliangye, nella città di Yibin, provincia del Sichuan, i due gruppi uniranno le forze per instaurare una relazione di collaborazione che li vedrà lavorare insieme nella co-creazione di nuovi prodotti, l’espansione di canali, il rafforzamento della cooperazione nel marketing e la promozione della cultura del marchio, sostenendo lo sviluppo congiunto di entrambe le parti nel mercato interno cinese e nel mercato internazionale.

La collaborazione con Wuliangye rappresenta per Campari un’importante carta da giocare per rafforzare la sua presenza sul mercato cinese, che per il suo potenziale di consumatori assume grande rilevanza nelle strategie di crescita del Gruppo. Ma non solo, perché grazie a questa partnership, infatti, Campari e Wuliangye non solo introdurranno i consumatori in Cina e all'estero a diversi spirit che rappresentano culture diverse, ma, collaboreranno anche allo sviluppo di nuovi prodotti adatti a diverse occasioni. Un accordo che dunque mira ad aprire nuove opportunità di crescita per entrambe le realtà, promuovendo lo scambio culturale attraverso gli spirit, rappresentati da un lato dall'ampio portfolio di prodotti occidentali di Campari Group in diverse categorie, dall’altro dal ruolo di Wuliangye come punto di riferimento per la produzione di Baijiu, i distillati bianchi della tradizione cinese. Un’intesa che insomma punta a promuovere il legame tra Cina e Italia per contribuire all’evoluzione dell’industria globale degli alcolici.

Il lancio del Wugroni

A sancire l’inizio di questo legame strategico il lancio, a settembre, di Wugroni, un nuovo cocktail realizzato con una speciale miscela di Wuliangye Baijiu creata dalle due aziende, unito a Bitter Campari e Vermouth Cinzano Rosso. Un drink che propone una nuova interpretazione del grande classico dell’aperitivo italiano, il Negroni, all’insegna del tema "Toast to a Timeless Bond" (“Brindiamo a un legame senza tempo”), a testimoniare lo spirito che anima la partnership tra i due gruppi.

Prima della cerimonia di firma, alla quale hanno preso parte Bob Kunze-Concewitz, ceo uscente di Campari group, e Matteo Fantacchiotti, deputy ceo e managing director della Regione Asia-Pacific del gruppo (leggi Campari Group: l’addio del ceo Bob Kunze-Concewitz dopo 16 anni), il management di Campari ha visitato il Wuliangye Peng Cheng Square, il 523 Brewing Workshop, il Wuliangye Museum, la sede dove vengono tenute in magazzino un milione di tonnellate di Baijiu, così come altri luoghi emblematici per toccare con mano la storia di tradizione e artigianalità di Wuliangye.

L’esperienza mondiale dei tre finalisti italiani a Taipei

I primi sei classificati della competizione Wicgs
I primi sei classificati della competizione Wicgs
Il World Coffee Championship 2023 ha offerto quattro giornate emozionanti per i tre campioni italiani in competizione e il team al loro seguito.

Tornati a casa dopo la prova mondiale del circuito Sca, i tre campioni italiani di Latte Art, Coffee in Good Spirits e Coffee Roasting raccontano la propria esperienza e la soddisfazione di avere partecipato a un evento quale il Coffee Show, che si è svolto a Taipei (Taiwan).

Due concorrenti hanno vissuto il proprio primo mondiale, con l’ovvia tensione che si accompagna a un appuntamento tanto importante e tanto lontano sia fisicamente sia culturalmente: Stefano Nodari per la gara di World Latte Art Championship e Roberto Breno nel World Coffee Roasting Championship.

Era invece alla sua terza esperienza a una competizione mondiale Marco Poidomani, che ha coronato un sogno che covava da 10 anni: partecipare alla finale del World Coffee in Good Spirits. Si è classificato sesto con una gara legato al tema del Natale (nella precedente finale propose uno scenografico viaggio nel tempo) e, osserva «il giorno del mio preliminary round è stato montato un albero di Natale di 30 metri proprio davanti all’exhibition  center. Il sesto posto finale dopo il secondo della fase preliminare mi spinge a riprovarci ancora, consapevole che con pochi accorgimenti sarei potuto tornare più in alto».  Il primo ringraziamento va all’amico, formatore e coach di sempre, Andrea Lattuada titolare di 9 Bar, quindi a Bezzera per l’appoggio dato attraverso il suo distributore di Taiwan, Tiamo, che lo ha ospitato per gli allenamenti; e poi Imf, Odk, Quamar, pulyCaff. 

La latte art ha raggiunto livelli altissimi di precisione, creatività e pulizia dei decori; dopo due anni “anomali” che hanno visto sul primo gradino del podio mondiale due italiane (Manuela Fensore nel 2019 e Carmen Clemente nel 2022), è tornata a premiare i concorrenti Orientali. Stefano Nodari, alla sua prima finale, racconta: «l'emozione sul palco si è fatta sentire forte e chiara tanto da non permettere di esprimermi al meglio in tazza, tremavo, ho tremato e si è visto. Speravamo tanto di entrare in semifinale per poter disegnare almeno una volta tutte le figure che abbiamo studiato per questo mondiale, ma purtroppo non è stato così. È stata comunque un'esperienza indimenticabile che rifarei altre 1000 volte allo stesso modo. Non smetterò mai di ringraziare Carmen e Manuela per avermi permesso di portare delle figure con uno stile che mi rappresentasse a pieno». Grazie a chi lo ha sostenuto e soprattutto alla moglie Tecla per la sua pazienza.

Quella di roasting è una competizione molto particolare, difficile da racontare e vivere dall’esterno. Roberto Breno, si è confrontato con i migliori 21 tostatori del mondo: un’esperienza che lo ha emozionato e gli ha dato davvero tanto. «I giorni di gara sono stati molto intensi e impegnativi dal punto di vista personale - racconta -; dovevo essere sempre concentrato sulla gara e su ogni dettaglio. Dover sempre pensare allo step successivo è stato un impegno molto grande. Dal punto di vista umano è stato bello soprattutto nei confronti degli altri campioni nazionali, l’atmosfera è stata di condivisione e di community. Ci siamo confrontati su cosa pensavamo del caffè, delle macchine, è un’esperienza che mi ha arricchito. Torno a casa con un bagaglio emotivo grande che sto ancora elaborando e capendo». È soddisfatto del 12° posto raggiunto con un nuovo protocollo di valutazione, basato sul Coffee Value Assessment, che sia i concorrenti sia i giudici stanno imparando a usare.

I podi suddivisi per disciplina.

World Coffee in Good Spirits (primi sei classificati)

1. Rastislav “Rasty” Kasar, Regno Unito 2. Tanpong, Thailandia 3. Danny Andrade, Australia 4. Christos Klouvatos, Grecia 5. Sion Wu, Taiwan 6. Marco Poidomani, Italia

World Latte Art Championship 

1. LiangFan, Cina 2. Lu Daoqiang, Cina 3. Bala – Shao Sing Lin, Taiwan

World Coffee Roasting Championship 

1. Taufan Mokoginta, Indonesia 2. Talha Erdinc Bas, Turchia 3. Andrew Coe, Stati Uniti

Nasce Puratos Finardi, l’intesa che guarda alla crescita

Puratos Italia Srl e Finardi Dario uniranno forze e competenze in un nuovo marchio, creando un piano pluriennale di sviluppo e investimenti

Puratos Finardi è la nuova joint venture tra Puratos Italia Srl di Parma e Finardi Dario di Casatico di Marcaria, in provincia di Mantova. Il un nuovo soggetto giuridico ha l’obiettivo di sommare, in modo strategico, l’esperienza maturata negli anni sul mercato nazionale da entrambe le realtà imprenditoriali attive nel settore alimentare. Obiettivo: crescere insieme.

Puratos Finardi, parlano i numeri

Guardando ai numeri, il primo dato eclatante è che, a livello di bilancio consolidato, si passerà da circa 100 a 120 milioni di euro. Ciò sarà possibile grazie alla somma di quanto fatturato sinora dalle aziende di Parma (100 milioni) e Casatico di Marcaria (20 milioni). Guardando al futuro, va sottolineato che l’accordo è parte integrante di un piano pluriennale di sviluppo, che punta a far raddoppiare l’attuale fatturato di Finardi Dario, portandolo a circa 40 milioni di euro entro il 2030. L’operazione positivamente conclusa in questi giorni rappresenta, quindi, il secondo step di un progetto di più ampio respiro che Puratos sta mettendo in atto per aumentare la vicinanza ai propri clienti. L'obiettivo potrà essere raggiunto, rafforzando ulteriormente la qualità e l’efficienza della distribuzione e dei servizi forniti.

Il precedente

A marzo di quest’anno un’operazione analoga era stata conclusa con Rossetto Srl di Mazzè, in provincia di Torino. L'azienda ha saputo ritagliarsi una posizione di leadership nella distribuzione di materie prime per panificazione e pasticceria nel nord ovest dell’Italia: prima in Piemonte, quindi in Valle d’Aosta e, più di recente, in Liguria.

Puratos Group, eccellenza ventennale

Puratos Italia fa parte di Puratos Group, azienda multinazionale con sede a Bruxelles, in Belgio, che offre una gamma completa di ingredienti, soluzioni e servizi innovativi per l'industria della panificazione, pasticceria e cioccolato, in oltre 140 Paesi in tutto il mondo. I suoi clienti sono artigiani, industrie, retail e Quick Service Restaurant (QSR). È presente in Italia da oltre 20 anni: alla sede amministrativa, che si trova a Parma, si affiancano 3 stabilimenti produttivi situati a Ceparana (La Spezia), Pozzolengo (Brescia) e Viadana (Mantova).

Finardi Dario, dalla dimensione familiare a quella globale

L’azienda mantovana Finardi Dario si trova a Casatico di Marcaria. È stata fondata nel 1982 da un Finardi poco più che ventenne. Si tratta di una tipica azienda italiana di medie dimensioni che ha saputo affermarsi grazie alla determinazione di un nucleo familiare molto unito e a un gruppo di collaboratori particolarmente capace. Nei suoi quarant’anni di vita l’impresa Finardi Dario è progressivamente cresciuta facendo registrare significativi incrementi di fatturato. Grazie anche a un’oculata politica di acquisizione e all’apertura di nuovi centri di distribuzione, oggi offre lavoro a quaranta collaboratori e registra un fatturato che sfiora i 20 milioni di euro. L’efficienza del servizio è assicurata anche dalla presenza di cinque piattaforme distributive strategicamente collocate in altrettante province. Questa organizzazione ha permesso di conquistare significative quote di mercato, soprattutto in Lombardia, Trentino ed Emilia-Romagna. Nel tempo alla sede centrale si sono affiancate quattro filiali, due completamente nuove - a Gardolo (TN) e a Osio Sotto (BG) e due frutto dell’acquisizione di Artebianca di Mirandola (MO), e di Idea Service di San Giovanni Lupatoto (VR,) ultima entrata nel gennaio 2020. I settori ai quali da sempre si rivolge sono quelli della pasticceria, panificazione, gelateria e Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Café).

L’accordo tra Puratos Italie e Finardi Dario

La joint venture rappresenta l’evoluzione di un rapporto consolidatosi negli anni, basato sulla fruttuosa collaborazione imprenditoriale e il reciproco apprezzamento, anche personale, tra i management delle due aziende. Una sintonia che trova conferma nel fatto che, già oggi, nell'80% dei casi i clienti che si affidano a Dario Finardi sono anche utilizzatori di prodotti Puratos. In più, nella gestione della neonata Puratos Finardi Dario Finardi e la moglie Rosangela continueranno a ricoprire ruoli primari. A fondersi saranno quindi i punti di forza di entrambe le realtà assicurando in questo modo anche continuità occupazionale e incremento degli investimenti.

Un percorso di crescita in evoluzione

«L’accordo presentato oggi è strategico perché ci consente di rafforzare la nostra presenza in aree geografiche, in particolare Lombardia, Trentino e Veneto che, per i settori in cui operiamo, hanno un notevole peso specifico - ha spiegato il general manager di Puratos Italia Alberto Molinari - L’acquisizione della maggioranza, l’80 % del totale delle quote, di un’azienda in ottima salute, conservando l’esperienza e le competenze del fondatore, che continuerà a ricoprire il ruolo di direttore generale in Puratos Finardi, ci permette di unire due eccellenze. Aggiungo che anche a livello di Gruppo l’operazione s’inserisce in un percorso di crescita che attribuisce al nostro Paese un ruolo di primo piano, soprattutto per i settori della panificazione e della pasticceria».

«Allargare l'orizzonte»

«Sono trascorsi oltre quarant’anni da quando, con un pizzico di incoscienza, comprai un vecchio furgone e chiesi a mio padre di poter trasformare il tinello del suo appartamento in un deposito per i prodotti che vendevo - racconta Dario Finardi - Grazie anche a collaboratori capaci siamo cresciuti tanto. Ora la profonda fiducia che abbiamo in Puratos e nel suo management ci consente di allargare il nostro orizzonte e di proseguire un percorso che, sono certo, darà a tutti noi nuove importanti soddisfazioni. Con loro abbiamo già operato per tanto tempo e ho potuto verificare sul campo la qualità dei loro prodotti e la solidità organizzativa che solo un’importante multinazionale può fornire».

Artista del Panino 2023: ecco gli 8 finalisti

Decretati alla semifinale di Genova del 23 novembre, gli otto finalisti che si contenderanno il titolo di Artista del Panino 2023

Sono otto i finalisti che si contenderanno il titolo di Artista del Panino 2023, concorso organizzato da Vandemoortele e Bargiornale. Sono stati proclamati ieri (23 novembre) durante la semifinale che si è tenuta a Genova presso le Cisterne del Palazzo Ducale.

Una gara combattuta tra 27 professionisti presenti giudicati da tre detentori del titolo (Gianpietro Sartori, Giacomo Dini e Michele Locatelli), dallo chef Fabrizio Rivaroli e dai giornalisti Andrea Mongilardi, vicedirettore di Bargiornale, e Roberto Barat, coordinatore della rivista Ristoranti. 

I finalisti? Eccoli

Sono Giovanni D’Amato della Braceria di Castello di cisterna, Luigi Ducci del DuMorsi di San Marcello Piteglio, Mirko Fiorentini della caffetteria delle oblate di Firenze, Antonio L’Abbate del Malikafe di Polignano a Mare, Antonio Labriola del Mind en place di Torino, Gaia Palmieri del Bar Civico28 di camerino, Antonio Sabia del Black Pepper di potenza, e Gabriele Stellittano del cru di Firenze. 

Tra qualche settimana sveleremo il luogo e la data della finale che si terrà a inizio 2024 a Milano.

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