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Panettone scomposto, l’idea di Don Peppinu per personalizzare il grande lievitato

Dal laboratorio Marzapani nasce un dolce artigianale che ognuno può arricchire come vuole. E per renderlo ancora più dolce, al via una gara di solidarietà

Il panettone è il simbolo del Natale, ma non è il solo dolce usato per celebrarlo. In realtà, non c'è una ricetta che metta tutti d'accordo. L'unica soluzione sarebbe quella di comprare più panettoni, spendendo molto di più. Ma, oltre alla questione economica, in questo modo viene meno l’idea di condivisione. Così dal laboratorio Marzapani di Don Peppinu Peppe Flamingo ha creato il panettone scomposto.

Cos'è il panettone scomposto

Per creare il panettone scomposto si può andare sul sito web di Don Peppinu, dove c’è un apposito configuratore. Basta cliccare sul link e vedere tutte le opzioni disponibili e scegliere ciò che si vuole. Già molto noto ed apprezzato non solo in Italia, ma anche all’estero, il panettone è realizzato solo con le migliori materie prime, viene fatto lievitare per ore, rigorosamente con lievito madre naturale, affinché diventi soffice come una nuvola. «I clienti potranno ordinare i ‘componenti’ per creare il loro dolce di Natale: un panettone vuoto, purissimo, senza altri ingredienti, e ordinare a parte ciò che più amano, dai canditi all’uvetta, dalla crema al pistacchio, a quella alla nocciola, o al cioccolato, ma anche gianduia, mandarini e mou», rassicura Peppe Flamingo, mastro gelatiere e pasticcere di Don Peppinu, nipote dello storico fondatore.

Un panettone buono davvero

Dopo l'iniziativa del gelato sospeso, Don Peppinu ha lanciato un'altra idea benefica. «Per il prossimo Natale vorremmo regalare i nostri panettoni che non rispondono ai nostri standard di perfezione a chi ne ha bisogno - spiega Flamingo - Parliamo di dolci buonissimi, ma che, magari, hanno perso leggermente un po’ di volume in fase di cottura, o che sono stati lasciati in forno pochi minuti in più. Sappiamo bene che molti colleghi al posto nostro metterebbero questi panettoni in vendita, e forse avrebbero ragione, perché in molti casi il cliente potrebbe non notare nemmeno la differenza. Ma qui da noi le cose sono diverse: per essere messa in vendita una cosa deve essere perfetta, altrimenti la regaliamo. Invitiamo, dunque, a segnalarci tramite le nostre pagine social ufficiali associazioni ed enti affidabili che si occupano di beneficenza».

Birre ABInBev, promossi Arnaud Hanset in Europa, Ief Timmermans in Italia

Brindisi ABInBev
Aria di promozioni in ABInBev: Arnaud Hanset è diventato Presidente della Business Unit Central Europe lasciando la carica di Country Director Italia a Ief Timmermans.

Con oltre 500 marchi, ABInBev è il maggiore produttore mondiale di birra. Di recente c'è stato un avvicendamento nelle cariche sociali. Arnaud Hanset (già Country Director Italia) è diventato Presidente della Business Unit Central Europe, il suo posto è stato affidato a Ief Timmermans.

Arnaud Hanset Presidente Business Unit Central Europe

Entrato nel settore marketing di ABInBev nel 2009, Arnaud Hanset ha lavorato per i diversi marchi del gruppo, fino a diventare Direttore Marketing nel 2015. Promosso nel 2020 come Country Director e Amministratore Delegato Italia di ABInBev, Arnaud Hanset ha puntato sui prodotti premium e superpremium e nella ripresa del canale on trade dopo la pandemia, conseguendo ottimi risultati.
«Ringrazio di cuore il fantastico team - ha dichiarato Arnaud Hanset -  che mi ha supportato in questi anni alla guida dell'Italia in cui abbiamo ulteriormente accelerato lo sviluppo di ABInBev in questo magnifico Paese. Sono davvero onorato ed entusiasta per la nuova avventura come Presidente della Business Unit Central Europe e desiderio fare un grande in bocca al lupo a Ief Timmermans che mi succederà».

Ief Timmermans Country Director Italia

Entrato a far parte di ABInBev come Category Manager in Belgio nel 2014, Ief Timmermans in pochi anni ha raggiunto notevoli traguardi soprattutto con un aumento della redditività grazie ai brand superpremium, portando Stella Artois al secondo posto nel mercato belga della Gdo.
«E' un grande onore raccogliere l'eredità di Arnaud Hanset - ha sottolineato Ief Timmermans - e mettermi alla prova in un mercato così affascinante, un Paese in cui per tradizione e cultura enogastronomica  vi è una naturale spinta verso i segmenti premium e superpremium, prodotti di qualità su cui vogliamo continuare a puntare e dove siamo convinti di poter crescere ancora».

ABInBev, una lunga e intricata storia di acquisizioni e fusioni 

AB InBev è la società leader mondiale della birra, quotata in borsa e con sede a Leuven, in Belgio. Le radici europee risiedono nel birrificio di Den Hoorn a Leuven, in Belgio. La società può contare su un portfolio diversificato di oltre 500 brand che comprende marchi globali come la statunitense Bud/Budweiser, la messicana Corona e la belga Stella Artois; marchi multi-paese come la tedesca Beck’s, la sudafricana Castle, le belghe Hoegaarden e Leffe; marchi locali come Aguila (Colombia), Antarctica (Brasile), Bud Light (Usa, top delle vendite), Brahma (Brasile), Cass (Corea del Sud), Cristal (Belgio), Harbin (Cina), Jupiler (Belgio), Michelob Ultra (Usa), Modelo Especial (Messico), Quilmes (Argentina), Victoria (Belgio), Sedrin (Cina) e Skol (Brasile). L'azienda conta circa 164.000 dipendenti, di cui 12.000 solo in Europa. Uffici e birrifici sono presenti in 18 Stati dell'UE, compreso il Global Innovation Centre che ha sede a Leuven, in Belgio.

logo ABInBev

La società nasce in Belgio nel 1987 come ampliamento del birrificio Den Hoorn, acquisendo marchi come Stella Artois, Leffe e Hoegaarden, dandosi il nome Interbrew. Dopo l'acquisizione della tedesca Beck' nel 2001, nel 2004 acquisisce la brasiliana Ambev  ribattezzandosi InBev. In seguito nel 2008 la strategica fusione con la nordamericana Anheuser-Busch (Bud/Budweiser), seguita dall'acquisizione nel 2015 della sudafricana/nordamericana Sab-Miller che dà vita all'attuale ABInBev.

Alcune delle 500 specialità ABInBev

Il Social di Costadoro apre a Parigi e Il Cairo

Costadoro Social Coffee Parigi
Costadoro Social Coffee Parigi
Prosegue l’espansione del format della Torrefazione torinese che porta nel mondo la propria competenza e il desiderio di diffondere la cultura del caffè.

Procedono le aperture all’estero del format Costadoro Social Coffee, un luogo dedicato alla cultura del caffè che porta il vero espresso (ma non solo) oltre frontiera. Le ultime si trovano nell’aeroporto de Il Cairo (Egitto) e Parigi (Francia) e seguono quella nel Principato di Monaco della scorsa estate e i locali italiani di Torino (dove il progetto ha preso il via e si è affinato), Genova e Vercelli. 

Nel locale parigino in Rue de Tivoli 91, una delle più importanti della Capitale francese, l’ospite può godersi una pausa tutta italiana tra una passeggiata all’insegna dello shppping e una visita al vicino Louvre. Il locale propone la miscela RespecTo 100% arabica biologico, compostabile e Fairtrade, con un’offerta di caffetteria classica alla quale si affianca un menù tutto italiano. 

Dopo Johannesburg, quello de Il Cairo è l’aeroporto più trafficato dell’Africa. Qui si trova ogni genere di servizio e di comfort, ma ora si può anche gustare un caffè italianissimo, facendo tappa durante un viaggio.

Soddisfatto dei risultati sin qui ottenuti, l’amministratore delegato Giulio Trombetta spiega il progetto con il desiderio di volere compiere «un passo in più per promuovere la nostra competenza in ciò che facciamo da oltre 130 anni e al contempo diffondere la cultura del caffè anche all’estero, rendendo più consapevole il cliente finale attraverso un discorso esperienziale». 

Costadoro Social Coffee unisce a un’offerta elevata un design innovativo e personale  qualificato e nasce per offrire un nuovo approccio al caffè, con diversi tipi di estrazione, di miscele e singole origini, dove la pausa caffè per una tazzina o una mug diventa un’esperienza. In ogni locale il barista è formato per dialogare con il cliente spigandogli le caratteristiche del caffè che gli propone e il metodo di estrazione, permettendogli di scegliere tra diverse metodologie di preparazioni e consumo, nonché tra miscele biologiche, monorigine e specialty.

Costadoro è ricca di un’esperienza ultracentenaria e oggi è presente in oltre 40 Paesi. Ha recentemente ottenuto la certificazione B Corporation, che viene assegnata alle società che si impegnano a osservare alti standard di performance sociale e ambientale, di trasparenza e responsabilità e che operano nel rispetto di tutti gli stakeholder coinvolti nel sistema: dai fornitori ai clienti, passando per i collaboratori, con particolare attenzione alle generazioni future. 

Il pandoro di veste si innovazione nel 2023

Fedeli alla tradizione o "ribelli", i lievitisti italiani hanno sfoderato esecuzioni creative e, in alcuni casi, riesumato anche ricette storiche

I pandori artigianali sono i lievitati natalizi che appagano tutti coloro che non sopportano le cosiddette sospensioni, ma sono alla ricerca di creazioni uniche da mettere in tavola durante le feste. In un anno in cui nei concorsi dedicati ai panettoni i giurati hanno visto latitare uvetta e canditi, il pandoro sembra vivere un momento di vivacità e interesse da parte dei lievitisti. Ecco che, con piccole variazioni alla ricetta tradizionale, il pandoro si veste di innovazione mostrando tratti creativi pur rimanendo – quasi sempre – nella sua estetica tradizionale. Da Nord a Sud ecco i migliori prodotti artigianali da non perdere.

Luigi Biasetto

Il PanMoro di Luigi Biasetto
Luigi Biasetto firma il PanMoro, una versione dark del lievitato più amato da chi non sopporta le sospensioni. Il 25% dell'impasto è fatto di cioccolato. Non manca la versione dorata tradizionale, ricca di tuorlo d'uovo, burro e vaniglia.

Bonfissuto

Il pandoro targato Bonfissuto
Il pandoro Bonfissuto porta in tavola un lievitato dall’anima siciliana. Infatti, questo dolce da forno a lievitazione naturale viene accompagnato da una crema a base di pistacchi di Sicilia (raccolti nella zona dell’agrigentino), comodamente spalmabile con la sac a poche contenuta nella confezione. Il pandoro di Bonfissuto è venduto in formato da chilo.

Cremeria Capolinea

Il pandoro di Cremeria Capolinea
Torna anche quest’anno ​ il Pandoro di Cremeria Capolinea: farina, burro, uova e zucchero, una lunga lievitazione di 24 ore con lievito madre e un processo di produzione che si articola in cinque diverse fasi di lavorazione. In edizione limitata nel formato da 1kg.

Sal De Riso

Il pandoro di Sal De Riso
I dolci di Natale di Sal De Riso, Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, sono prodotti artigianali della tradizione, a volte rivisitati con un tocco creativo. Tra le proposte non manca il Pandoro, con la sua soffice pasta lievitata dal goloso e caratteristico profumo di vaniglia e sapore di burro.

Denis Dianin

Un'idea di pandoro firmata Denis Dianin
Denis Dianin firma “Un’idea di pandoro”, un lievitato soffice e dalla shelf life più lunga, realizzato in tre varianti: la prima con impasto al caffè e le altre tre con glasse di pistacchio, nocciola e cioccolato Valrhona Dulcey e Rocher.

Marco e Matteo Flego

Il Nadalin di Flego
L'antenato del pandoro è il Nadalin. Marco e Matteo Flego della Pasticceria “boutique” Flego di Verona si fanno portavoce del dolce simbolo della città, realizzando l'antica ricetta a forma di stella a otto punte. La ricetta è semplice e rispettata nella sua tradizione: pasta lievitata, burro, uova, zucchero, lievito di birra, pinoli, mandorle, zucchero a velo, limone, vaniglia e sale.

Antonio Follador

Il pandoro di Follador
Da Forno Follador arriva Polvere di stelle, il pandoro personalizzabile con colore, profumo e un tocco di sapore in più. Merito degli zuccheri a velo in quattro varianti: Bianco Follador (dalle note speziate e di vaniglia), lampone, cioccolato e caffè. Per la preparazione del Pandoro Antonio Follador lavora il lievito madre da rinfresco che esalta il gusto naturale del lievitato e la sua fragranza, utilizza burro ottenuto da crema di latte (scelto per il suo profumo e perché regala all’impasto sofficità e scioglievolezza), una pasta aromatica preparata all’interno del suo laboratorio e la vaniglia Bourbon del Madagascar, tra le più pregiate al mondo. Oltre alla ricetta tradizionale Forno Follador propone anche L’Altro Pandoro. Si tratta di un omaggio al tiramisù, il dolce al cucchiaio più amato di tutti, incarnato nell'impasto. Morbido e goloso, prima del taglio questo lievitato va spolverizzato con un mix di cacao, zucchero a velo e latte in polvere.

Fabrizio Galla

Il pandoro firmato Fabrizio Galla
Per chi non ama il panettone, Fabrizio Galla mette in vetrina per la prima volta il suo pandoro. L’impasto rispetta la ricetta tradizionale, che prevede la presenza di lievito di birra, mescolato però al lievito madre. Lavorato con sei impasti a lievitazione lenta, viene venduto con zucchero a velo aromatizzato con vaniglia Madagascar.

Paolo Griffa

Il pandoro alle erbe di montagna di Paolo Griffa
Paolo Griffa firma il pandoro alle erbe di montagna. Il lievitato dalla classica forma a stella, semplice e con pochi ingredienti di qualità, è realizzato per garantire una fetta molto leggera nell’aspetto e in degustazione. Al morso, in ogni fetta sarà possibile percepire lo zucchero e le erbe aromatiche - camomilla e verbena - in dotazione, da spolverare sulla superficie.

Infermentum

Il Monte Nuvola di Infermentum
Infermentum firma il dolce Monte Nuvola. Per i creatori del brand è il posto del cuore, dove riprendono vita i ricordi di infanzia e i giochi spensierati. Liberamente ispirato al Pandoro, Il Monte Nuvola ha un impasto fine, leggero e reso incredibilmente soffice grazie alla lunghissima lavorazione di 42 ore. Gli ingredienti sono aggiunti a poco a poco, nel giusto ordine, con cura e amore. Al momento dell’assaggio va cosparso di zucchero a velo per assaporarlo al meglio.

Dario Loison

Il pandoro collezione Damasco di Loison
Come ogni anno Dario Loison stupisce non solo con accostamenti nuovi incarnati in grandi lievitati, ma tirando fuori eleganza ed estetica anche nei suoi packaging. Al pandoro è dedicata la collezione Damasco, ispirata all'antica tecnica di tessitura. Realizzata da Sonia Pilla, art director di Sonia Design, questa è la diciassettesima edizione in numero limitato delle latte di Loison, che si vestono di fregi dorati in delicato rilievo. La collezione Damasco è l’unica collezione dedicata esclusivamente ai pandori artigianli, disponibili in quattro proposte da chilo: Caramello salato, Cioccolato, Classico, Zabaione.

Lorenzetti

www.castellani.name
Tra le referenze natalizie della pasticceria Lorenzetti spiccano il Nadalin e il Pandoro. Quest'ultimo è realizzato con lievito naturale vivo e non con lievito di birra come vuole la tradizione. Risultato? Un prodotto di grande morbidezza, sviluppata anche grazie alle quasi 50 ore di lievitazione. È venduto solo in formato da chilo.

Marchesi 1824

Il pandoro decorato a mano di Marchesi 1824
Ogni Natale dal laboratorio Marchesi 1824 arrivano tantissime proposte. Non mancano il pandoro tradizionale e quello decorato a mano con pasta di mandorle e ghiaccia reale. Disponibili solo su prenotazione.

Iginio Massari Alta Pasticceria

Il pandoro di Iginio Massari Alta Pasticceria
Pandoro tradizionale, semplice e puro nei suoi ingredienti, frutto di una sapiente e laboriosa preparazione in grado di schiudere tutto il prezioso aroma della vaniglia. Il tocco finale è dato da un velo di zucchero impalpabile, cosparso come neve sulla superficie. C’è anche il calendario dell’avvento

Vincenzo Pennestrì

Il pandoro di Pennestrì
Come ogni anno Vincenzo Pennestrì firma un’offerta di Natale molto corposa. Tra panettoni tradizionali arricchiti da ingredienti che omaggiano i vari territori gastronomici d'Italia e le versioni ripiene di gelato, il maestro pasticcere completa la sua offerta con il tradizionale pandoro soffice al burro, che ben si sposa con tutti i gusti di gelato alle creme Sottozero.

Tommaso Perrucci

Il pandoro di Tommaso Perrucci
Il pandoro di Tommaso Perrucci di Bramo i Cioccolati (Cerignola, in provincia di Foggia) nasce per portare in tavola il profumo del Natale. Il maestro cioccolatiere e lievitista parte da due impasti con lunga lievitazione e arricchisce la ricetta con un'importante presenza di burro francese e l'aggiunta di polpa da bacca di vaniglia Madagascar, nonché pasta d'arancia e mandarino.

Eustachio Sapone

Il Mond'Oro, la reinterpretazione del pandoro secondo Eustachio Sapone
Eustachio Sapone firma la sua idea di pandoro. Soffice e dorato, arriva in tavola sotto “mentite spoglie” con il nome Mond’Oro. Infatti, la forma è quella di un panettone per garantire un’umidità uniforme. Inoltre, alla ricetta tradizionale ha aggiunto molta più panna per dare maggiore freschezza al lievitato.

Andrea Tortora

Il pandoro da farcire con la crema Tortorella firmato Andrea Tortora
“Lo scoprire consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato”. Spiega così il suo pandoro da 800 grammi, Andrea Tortora. Anche qui solo farina, burro, zucchero e uova a cui si aggiungono le note di miele d'acacia e lo zucchero a velo che fa subito aria di casa e di infanzia. Il pandoro è venduto con una sac à poche colma di La Tortorella, una crema spalmabile alle nocciole del Piemonte, il tutto racchiuso in un'elegante scatola di latta.

Intesa Fipe-Siae: dal 1° Gennaio la musica nei pubblici esercizi si paga a forfait

Un portale dedicato per chiedere i permessi, Music&Go, e un sistema di calcolo delle tariffe semplificato, basato su volume d’affari e dimensioni del locale

Si chiama Music&Go il nuovo portale che semplifica l’ottenimento dei permessi Siae per la musica nei pubblici esercizi, attivo dal 1° Gennaio 2024. Il lancio del portale fa parte di un’intesa siglata da Fipe-Confcommercio e Siae per facilitare i criteri di calcolo delle tariffe per gli intrattenimenti musicali nei locali. Una cifra che si andrà a basare, sempre dall’inizio del prossimo anno, partendo da parametri oggettivi: volume d’affari e dimensioni del locale.

L’obiettivo dichiarato è incentivare la musica nei locali e contrastare il fenomeno degli eventi musicali abusivi, una pratica dannosa non solo per gli autori che detengono i diritti, ma anche per le migliaia di imprese che da sempre rispettano la normativa del settore. «Con la consapevolezza che una maggiore responsabilizzazione dei Pubblici Esercizi e la semplificazione dei criteri di calcolo dei compensi rappresentino un vantaggio tanto per il settore, quanto per i titolari dei diritti d’autore», si legge nella nota. Siae avrà il compito di effettuare successivamente le opportune verifiche.

Compagnia dei Caraibi ha scelto il nuovo cfo: è Paolo Castagno

Compagnia dei Caraibi Paolo Castagno_Profile
Torinese, classe 1965, con una consolidata esperienza in ambito amministrazione, finanza e controllo maturata presso grandi gruppi internazionali, il manager assumerà l'incarico di chief financial officer dal prossimo gennaio

Prosegue il processo di sviluppo manageriale di Compagnia dei Caraibi. Dopo il riassetto delle aree marketing, comunicazione, operations e innovation realizzato lo scorso anno con la nomina di quattro nuovi manager (leggi Quattro nuovi manager per Compagnia dei Caraibi), ora è la volta dell’area finanziaria. A guidarla, a partire dal prossimo 8 gennaio, è stato scelto Paolo Castagno, con il ruolo di chief financial officer (cfo).

Torinese, classe 1965, laurea in Economia e commercio, Castagno ha acquisito negli anni una consolidata esperienza in ambito amministrazione, finanza e controllo. Ha lavorato con successo presso importanti gruppi internazionali nel settore manifatturiero, tra i quali Cartiere Burgo, Cebi, San Valeriano e Sinterama, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità nella gestione aziendale. Il suo percorso professionale è poi proseguito nel settore dei servizi, con l'ingresso in Star7, dove è stato dal 2018 al 2022, ricoprendo diversi ruoli di rilievo, tra i quali quello di cfo, investor relation manager e infine M&A director. Inoltre è stato anche amministratore unico di Star7 Albania e membro del consiglio di amministrazione di Vertere, realtà acquisita durante il suo mandato in Star7.

Rafforzare il percorso di sviluppo

L’esperienza e le competenze strategiche, analitiche e di leadership del neo chief financial officer permetteranno all’azienda di rafforzare ulteriormente la struttura organizzativa, come sottolineato da Edelberto Baracco, ceo di Compagnia dei Caraibi, in una nota stampa che annuncia la nuova nomina. «La nomina di Paolo Castagno come nuovo cfo conferma la crescente volontà del Gruppo di valorizzare le risorse e le competenze interne ha dichiarato il ceo. L’esperienza di Paolo Castagno e la sua expertise consolidata consentiranno all’azienda di proseguire il percorso di crescita in linea con gli obiettivi di sviluppo».

Percorso di crescita e sviluppo che l'azienda sta portando avanti anche con importanti acquisizioni strategiche. Tra le ultime messe a segno, quella di Elephant Gin, realizzata esattamente un anno fa (leggi Compagnia dei Caraibi acquisisce Elephant Gin) e di una quota del liquorificio artigianale Amari & Affini (leggi Nuova acquisizione per Compagnia dei Caraibi).

Molto soddisfatto della nomina e di aprire questo nuovo capitolo nella sua lunga carriera, il diretto interessato. «È con profondo entusiasmo che accolgo la responsabilità derivante dalla mia recente nomina in qualità di chief financial officer presso Compagnia dei Caraibi – ha commentato Castagno nella stessa nota stampa -. Il mio impegno sarà lavorare in sinergia con il team finance e con le diverse unit aziendali per contribuire in modo significativo al posizionamento della società sui mercati finanziari, rendendo ancora più solido il ruolo di Compagnia dei Caraibi come player globale».

 

Le birre di Natale di Incanto e Birranova sul podio XMas Beers di Unionbirrai

Il segretario Unionbirrai, Simone Monetti, tra Ignazio Igo Iavarone del Birrificio Incanto e Roberto Di Palma del Birrificio Birranova
Al concorso XMas Beers di Unionbirrai sono state elette Birre di Natale le specialità Winter Ale 2112 del Birrificio Incanto e Primatia Dubbel ai Fichi del Birrificio Birranova.

Si è conclusa ieri la terza edizione del concorso XMas Beers organizzato alla fiera MediBex (Mediterranean Beer Experience) di Bari da Unionbirrai, l'associazione dei birrifici artigianali, riservato alle birre delle festività di Fine Anno. Due le categorie in gara: Miglior Birra Artigianale e Miglior Abbinamento con il Panettone.

Composta da vari operatori del settore, la giuria ha conferito il Primo Premio per la Miglior Birra a Winter Ale 2112 birra scura (9,2% alc) del Birrificio Artigianale Incanto di Casalnuovo di Napoli.
Il favore della giuria per il Miglior Abbinamento con il Panettone è andato a Primatia Dubbel Ai Fichi birra ambrata (9% alc) del Birrificio Birranova di Triggianello (Bari).

Al secondo e terzo posto della Miglior Birra e del Miglior Abbinamento è andato contestualmente la birra Guastafeste (10% alc) del Birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio (Fermo) e la birra Santo Stefano (8,2% alc) del Birrificio Agricolo Pagus di Rogno (Bergamo).

Il segretario generale Unionbirrai, Simone Monetti, ha consegnato i due primi premi a Ignazio Igo Iavarone del Birrificio Incanto e a Roberto Di Palma del Birrificio Birranova (nella foto di apertura).

Come ha dichiarato il titolare Ignazio Igo Iavarone di Birrificio Artigianale Incanto, birra 2112 Winter Ale è dedicata all'anno di fondazione della città di Napoli nel 21 dicembre 475 aC, allora colonia greca con il nome Neapolis. Birra 2112 Winter Ale presenta un colore scuro, (9,2% alc) e viene aromatizzata con noce moscata, fava di Tonka, cannella, albicocca essiccata, scorze di arancia amara.

Il panettone prescelto per l'abbinamento è stato quello di Pompilio Giardino del Panificio Pompilio di Ariano Irpino (Avellino) vincitore nella categoria Miglior Panettone Artigianale Tradizionale alla settima edizione del recente concorso Mastro Panettone di Bari.

Le birre prodotte appositamente per le festività natalizie, pur con diverse origini, hanno tutte caratteristiche comuni come gradazione più alta, aromatizzazioni speciali e colore ambrato, e si distinguono per le più diverse etichette in tema.

 

 

Celebra il Christmas Pickle, l’aperitivo natalizio firmato Hendrick’s Gin

Hendrick’s Gin
Hendrick’s Gin&Tonic e Pan brioche con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo pickles
È ispirata al rito del cetriolo di Natale la proposta di aperitivo creata dal marchio di gin con il ristorante Torre di Milano. Che ha il cetriolo come protagonista, sia dei drink scelti dalla brand ambassador Solomiya Grytsyshyn sia degli appetizer realizzati da chef Lorenzo Lunghi

Celebra il Christmas Pickle, curiosa tradizione natalizia di origine tedesca divenuta molto popolare negli Usa, il Christmas Cucumber, la proposta di aperitivo per le festività firmata Hendrick’s Gin. Una proposta che il brand di gin premium scozzese, distribuito da Velier, ha realizzato in collaborazione con il ristorante Torre in Fondazione Prada, a Milano, e dove i drink a base del distillato, scelti da Solomiya Grytsyshyn, brand ambassador di Hendrick’s per l’Italia, si accompagnano agli appetizer gourmet creati dallo chef Lorenzo Lunghi. Protagonista sia dei miscelati sia della parte food un ingrediente insolito: il cetriolo.

Un'antica tradizione diventata fenomeno social

Il motivo di questa scelta è proprio nella tradizione che il brand ha voluto celebrare, quella del “cetriolo di Natale” o Christmas Pickle. Questa vuole che una decorazione a forma di cetriolo sottaceto venga nascosta sull’albero di Natale e il primo bambino che il 25 dicembre riesce a trovarla avrà un anno fortunato e una ricompensa, di solito un regalo in più. Nata pare in Germania, l’usanza si è consacrata negli Stati Uniti e di recente ha assunto il carattere di fenomeno social, con decine di migliaia di posto su Instagram, attirando l’interesse della stampa internazionale.

Il Christmas Cucumber di Hendrick’s

E di Hendrick’s Gin, la cui ricetta prevede proprio un’insolita infusione di essenze di rosa e cetriolo che va a unirsi ad altre 11 botaniche provenienti da tutto il mondo, e che ne ha fatto il fulcro della sua proposta di aperitivo natalizio.

Per quanto riguarda la parte cocktail la scelta di Solomiya Grytsyshyn per il Christmas Cucumber è andata su due super classici della miscelazione: il Gin&Tonic, in versione Hendrick’s, che per l'occasione viene guarnito con tre rondelle sottili di cetriolo, e il French 75, aperitivo semplice e raffinato che nasce dall’unione tra gin, champagne e succo di limone, e decorato con una fetta di cetriolo.

Ad accompagnare i due drink le quattro creazioni di chef Lunghi, che vogliono raccontare la simbiosi di Hendrick’s Gin con il cetriolo attraverso la cucina: Ostrica con cetriolo e olio al tagete, Scampo marinato alla rosa, Tartelletta con cetriolo, panna acida e caviale e Pan brioche con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo pickles.

Ricette dove il cetriolo viene declinato in tutta la sua versatilità a livello di texture. Nell’ostrica è impiegato il succo del cetriolo come centrifugato, nello scampo marinato il secondo celebre profumo di Hendrick’s Gin, la rosa, abbracciare il gusto più deciso del cetriolo vaporizzato. Nella tartelletta è usato inntutta la sua naturale croccantezza, semplicemente condito con olio, sale e pepe, per abbinarsi alla cremosità della panna acida e alla sapidità del caviale. mentre nell'ultima ricetta si utilizza il pickles, il cetriolo sottaceto del quale si parla nella tradizione.

Le ricette

I cocktail di Solomiya Grytsyshyn

Hendrick’s Gin&Tonic
Ingredienti:
50 ml Hendrick’s Gin, 150 ml acqua tonica
Preparazione:
build
Guarnizione:
3 rondelle sottili di cetriolo
Bicchiere:
highball

French 75
Ingredienti:
30 ml Hendrick’s Gin, 10 ml sciroppo di zucchero, 10 ml succo di limone, top di champagne
Preparazione:
shake & strain
Guarnizione:
una rondella sottile di cetriolo
Bicchiere:
flute

Gli appetizer di Lorenzo Lunghi

Ostrica con cetriolo e olio al tagete
L’ostrica viene servita cruda, con un centrifugato di cetriolo e del cetriolo crudo con olio al tagete. In alternativa al tagete si possono lasciare delle foglie di rosmarino infuse 2/3 giorni in olio.

Scampo marinato alla rosa
Pulire lo scampo e marinato in olio alla rosa, con qualche goccia di lime e zest, per circa 15/20 minuti. Tagliare la testa, pulirla e passarla sulla brace, in modo da utilizzarla come cucchiaio. In alternativa alla brace la testa si può passare in padella. Una volta marinate le code di scampo, tagliarle a cubetti e appoggiarle sulla testa, e poi decorare il tutto con fiori edibili e, se si desidera, con qualche perla di limone caviale.

Tartelletta con cetriolo, panna acida e caviale
Tagliare il cetriolo fine, inserendolo nella tortelletta arrotolato a spirale. Condiamo con olio, sale e pepe e servire il tutto con panna acida e caviale.

Pan brioche con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo pickles
Tostare il pane fine a dorarlo e servire con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo pickles. Per la maionese: mixare in un frullatore a bicchiere aneto fresco con dell’olio e lasciare maturare 3-4 giorni. Al posto dell’olio extra vergine utilizzare quest’olio per creare una maionese freschissima, con la quale condire la tartare. Guarnire il tutto con dei cetrioli pickles.

10 parole chiave per il bar che verrà

L'editoriale di Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich del numero di dicembre 2023 di Bargiornale. Dedicato alle parole che disegneranno l'evoluzione del bar prossimo venturo. A partire da... ieri

Ci siamo immaginati il (bel) bar del futuro. E l’abbiamo costruito attorno a dieci parole chiave. Da memorizzare per lavorarci sopra.
A partire dal termine premium con il quale non intendiamo un concetto legato alla fascia di prezzo, ma un modo per definire tutti i manufatti creati con attenzione e cura artigianali. Quei prodotti pensati per il benessere, nel senso più ampio del termine, nati per soddisfare un consumatore che, nell’era del “call by brand”, sceglie cosa bere (o mangiare) chiamandolo per nome e cognome. Non esiste più il generico Gin Tonic, ma il drink preparato con quel gin e con quella tonica.
All’alba del 2024, è facile prevedere anche un aumento di popolarità dei brand eco o, per meglio dire, etici. Referenze che hanno come comune denominatore valori come la responsabilità sociale, la sostenibilità, la condivisione unita alla convivialità.
L’altro aspetto su cui insistere, e che rappresenta sempre di più il reale motivo per cui un ospite è motivato a uscire, è la teatralità dell’esperienza. Perché se è vero che il banco è un palco e il barman l’attore, al bar tocca offrire uno spettacolo memorabile. Un’esperienza, anche qui premium, che può essere messa in campo solo da chi è in grado di generare un racconto credibile. Una narrazione che identifichi il bar e lo renda unico.
Il tutto corredato da un’immagine che seduca l’ospite ancora prima che varchi la nostra soglia.
Perché nell’era digital ogni locale ha due porte di ingresso: quella fisica e quella social. Due ingressi diversi, ma dall’importanza identica.

 

Cresce l’attesa per Sigep-The Dolce World Expo 2024

Sigep Gelato-SigepFiera
Dal 20 al 24 gennaio alla Fiera di Rimini torna l'appuntamento professionale dedicato al foodservice dolce. Con oltre 1200 espositori già confermati e un fitto programma di eventi, tra workshop, demo e le finali dei maggiori concorsi internazionali del settore

Cresce l’attesa per Sigep -The World Dolce Expo, organizzato da Italian Exhibition Group, la cui 45esima edizione si terrà dal 20 al 24 gennaio alla fiera di Rimini, vetrina per le eccellenze delle filiere artigianali di gelato, pasticceria, panificazione, caffè e cioccolato.

Sigep, l’appuntamento professionale più importante dedicato al foodservice dolce, è in costante crescita, come dimostrano i numeri: 28 padiglioni, all’interno di un layout rinnovato e funzionale alla visita di buyer e operatori, con oltre 1.200 brand espositori già confermati che occuperanno i 129mila metri quadrati in cui si svolgerà la rassegna.

Ultime tendenze e nuove opportunità di business

Grazie alla collaborazione con le associazioni artigiane e industriali di settore, oltre a quelle nazionali e globali dei maestri gelatieri, pasticceri e cioccolatieri, dei panificatori, dei baristi e degli specialisti del caffè, l’edizione 2024 favorirà nuove opportunità di business e networking, fornendo approfondimenti anche sui mercati stranieri.

Un percorso inevitabile considerando la proiezione internazionale di Sigep, confermata dalla recente espansione nei mercati asiatici: quest’anno la grande novità è stata l’apertura al mercato cinese con Sigep China, nella città di Shenzhen (al confine con Hong Kong), oltre al lancio di Sigep Asia su Singapore.

Non mancheranno le novità di settore, per esempio gli ultimi trend delle tecnologie legate al packaging, oltre a una particolare attenzione ai temi che coinvolgono la gestione dell’impresa e del personale. Ampio spazio anche alle tematiche della sostenibilità, cultura del prodotto e sviluppo del marketing, fino all’innovazione digitale.

Le grandi sfide nelle 6 Arene

Confermate le sei Arene dedicate a workshop, demo e ai più importanti concorsi internazionali del settore. Alla Pastry Arena spazio al Campionato Mondiale di Pasticceria Juniores, riservato ai migliori talenti under 23, mentre i Campionati Italiani di Pasticceria Seniores e Juniores si disputeranno rispettivamente sui temi In viaggio verso l’Oriente e Un futuro sostenibile.

La Bakery Arena ospiterà il concorso Young Ideas, rivolto ai talenti dell’arte bianca delle scuole alberghiere e degli enti di formazione professionale italiani.

Alla Gelato Arena tornerà la Gelato World Cup, la competizione più importante al mondo che annovera prove di gelateria, pasticceria, cioccolateria, ristorazione e scultura di ghiaccio. Giunta alla decima edizione la gara promette alcune novità e sarà coinvolgente e scenografica, un vero e proprio show in cui i partecipanti in gara dovranno affrontare ben 7 prove di produzione gelato, 3 prove artistiche e la realizzazione di un buffet finale dove ogni squadra esporrà tutte le prove sostenute. Inoltre, con Sigep Gelato d’Oro verranno premiati i migliori professionisti italiani del gelato e della pasticceria che competeranno poi nella seconda edizione di Gelato Europe Cup, in programma nell’edizione 2025 di Sigep.

Molto attesi anche gli appuntamenti nella Coffee Arena per la sfida nelle finali dei Campionati Italiani Baristi e Caffè: saranno 7 le competizioni che permetteranno ai finalisti di accedere al circuito internazionale dei World Coffee Events e rappresentare l’Italia nel mondo.

Csm Ingredients, lievitano i consumi di panettone

Presentati i risultati della quinta edizione dell'osservatorio del panettone in Italia. Si stima una crescita del canale artigianale e un aumento dei volumi pari a oltre 26 mila tonnellate

Nonostante le polemiche sorte nel Regno Unito, il panettone piace e continua ad alimentare i fatturati dei pasticceri. Lo confermano i dati della ricerca “L’evoluzione dei consumi del panettone in Italia”, commissionata a Nielsen IQ da Csm Ingredients. Giunto alla sua quinta edizione, l’Osservatorio si pone l’obiettivo di fornire uno spaccato accurato del mercato del panettone nella sua totalità. Obiettivo: supportare sia le realtà industriali sia i pasticceri e i panettieri nell’intercettare la domanda delle famiglie acquirenti, monitorando le dimensioni, le peculiarità e le opportunità di crescita del settore.

Panettone, cosa succederà a Natale 2023

Per la prima volta dalla sua creazione l'Osservatorio del Panettone in Italia ha incluso anche i dati previsionali del Natale dell'anno in corso. Si prevede un aumento dei volumi, che raggiungeranno le 26,7mila tonnellate. Inoltre, si stima che la crescita del mercato verrà trainata soprattutto dai panettoni artigianali, per i quali l’aumento si attesterebbe tra il +3% e il +8%, con al contempo una tenuta del comparto industriale.

Cosa è successo nel 2022

Da sempre Csm Ingredients rappresenta il partner ideale per tutti gli attori del comparto di produzione del panettone grazie alla sua capacità di innovare e realizzare soluzioni su misura, coniugando ottime performance e costanza qualitativa. L'azienda ha deciso di analizzare i trend e le dinamiche del mercato del panettone, dolce iconico italiano per eccellenza e protagonista di un grande sviluppo ed internazionalizzazione, per supportare i suoi clienti nell'investimento clou dell'anno. Per questa ragione, la ricerca CSM Ingredients parte proprio dall’analisi dei dati emersi nell’ultima campagna natalizia. Il mercato del panettone 2022 ha registrato un valore economico pari a 291,1 milioni di euro (+15.7%), di cui il 54% generato dal segmento artigianale (+18%) e il restante 46% dall’industriale (+13%), con una crescita a valore a doppia cifra per entrambi i comparti. I dati confermano, inoltre, come il panettone stia godendo di sempre maggiore notorietà e apprezzamento in Italia. Il numero delle famiglie acquirenti è, infatti, aumentato di 100 mila unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo 11,4 milioni di famiglie. Crescono anche i new-adopters nella categoria artigianale: 7 consumatori su 10 hanno aumentato gli acquisti di panettone artigianale rispetto al 2021 (+282.000 famiglie).

Motivazione e tradizione

È interessante constatare come l’autoconsumo casalingo sia entrato quest’anno, per la prima volta, nella Top 3 delle motivazioni per l’acquisto del panettone artigianale. Parallelamente, il comparto industriale ha registrato una sostanziale tenuta, con il Nord Est e il Centro Italia come aree dove questo prodotto trova più consenso e addirittura cresce. Gli italiani restano inoltre fedeli alla tradizione, con il 59% dei consumatori che predilige il panettone tradizionale nell’artigianale e addirittura il 77% nell’industriale, rispetto al farcito e al free-from.

Panettone tutto l'anno

Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio del Panettone in Italia il panettone è sinonimo di Natale, di casa e di condivisione. I risultati della ricerca sottolineano il profondo legame tra il panettone ed il periodo delle festività, anche se un importante numero di consumatori acquisterebbero il panettone lungo tutto l’arco dell’anno (il 30% del totale). È soprattutto il panettone artigianale ad essere acquistato prettamente sotto Natale, mentre l’industriale riscuote interesse anche nei mesi precedenti e soprattutto nel mese di gennaio, durante il quale registra più del 10% del fatturato totale. Il panettone, inoltre, si conferma un regalo ideale per la grande maggioranza degli intervistati: sono 10,6 milioni le famiglie che hanno ricevuto un panettone come dono natalizio (di cui 45% industriale, 41% artigianale e 14% entrambi i canali). Di queste, 3 milioni rappresentano le famiglie che non avevano acquistato un panettone. In questo caso, è interessante constatare come quasi la metà di coloro che hanno ricevuto un panettone artigianale l’ha apprezzato talmente tanto da dichiarare di volerne acquistare uno in futuro.

Dove si compra il panettone

Per quanto riguarda i canali di vendita, i risultati dell’ultima campagna evidenziano un ulteriore aumento dei consumatori che scelgono di acquistare il panettone industriale presso la GDO (canale già in evidente incremento l’anno scorso). Il 95% degli acquirenti che si rivolgono alla grande distribuzione, nel 73% dei casi come canale esclusivo mentre nel 22% affiancandovi anche altri canali. Il più importante canale d’acquisto del comparto artigianale è, invece, rappresentato dalle pasticcerie, sia che si tratti di acquisti offline che online. Nel web, infatti, i consumatori di panettone artigianale prediligono nettamente i siti web di pasticcerie. La ricerca completa è disponibile online.

È per marzo l’appuntamento con Mixology Experience

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Dal 17 al 19 marzo 2024 al Superstudio Maxi di Milano va in scena il trade show dedicato al mondo della mixology. Ma le nuove date non sono l’unica novità di questa terza edizione

Gira a tutta forza il motore della macchina organizzativa della Mixology Experience. E sì, perché tra le tante conferme, la kermesse dedicata all’hospitality e alla bar industry, organizzata dal circuito Bartender.it e dal suo fondatore Luca Pirola, per l’edizione 2024, la terza, ha in serbo anche diverse novità. A partire dalla data dell’evento stesso, anticipata a domenica 17, lunedì 18 e martedì 19 marzo, rispetto al tradizionale mese di maggio. Non cambia invece la location, gli ampi e funzionali spazi del Superstudio Maxi di Milano, dove si è trasferita dallo scorso anno.

«Lo spostamento da fine a inizio primavera è strategico per favorire le relazioni di business tra gli attori della filiera in vista della bella stagione – racconta Pirola -. E conferma l’orientamento professionale di una manifestazione, che sa parlare anche agli appassionati del bere bene, nata con l’obiettivo di facilitare l’incontro e lo scambio tra i protagonisti del settore e aiutare a instaurare nuove opportunità commerciali».

Appuntamento imperdibile per gli operatori che gravitano intorno all'universo bar, l’evento con i suoi percorsi tematici permetterà ai visitatori di scoprire le novità proposte e di maggiore tendenza in ambito beverage e mixology. E ce ne sarà, alla luce delle prime due edizioni, da vedere, scoprire e provare, tra spirit, che spaziano su tutte le tipologie, caffè e il suo incontro con la miscelazione, soft drink e no alcol spirit, ingredienti indispensabili sia per i nuovi trend nella mixology no/low alcol sia per quella alcolica e ovviamente attrezzature, dalle più classiche alle più di avanguardia, per il bartender. Così come permetterà di incontrare i protagonisti del settore, tra produttori di tutte le regioni italiane, brand ambassador, master distiller, importatori e distributori.

Gli Awards dedicati a grappa, vermouth e amaro

Andando a guardare le novità, dopo le date, ecco gli Awards dedicati a tre categorie di spirit, grappa, vermouth e amaro. «Sull’onda dei Gin Awards, che hanno esordito quest’anno a theGINday (manifestazione sempre firmata Bartender.it, ndr) abbiamo deciso di introdurre un concorso su tre tipologie di prodotto di tradizione prevalentemente italiana – spiega Luca Pirola -. Un concorso che prevede l’assaggio secondo il metodo della degustazione alla cieca da parte di giudici professionisti, selezionati tra Italia ed estero, e che vuole dare risalto ai produttori che lavorano focalizzandosi sulla qualità».

Spazio ai produttori artigianali

Ma non finisce qui. Nuova è anche la Craft Zone, l’area dedicata alle produzione artigianali. «L’obiettivo in questo caso è mettere sotto i riflettori le creazioni dei produttori artigianali, verso le quali è molto forte l’interesse dei mixologist, ma che spesso fanno fatica a farsi conoscere – prosegue Pirola -. Parliamo di piccole produzioni che mettono l’accento sulla territorialità, la ricerca di materie prime particolari e certificate, metodi di produzione e che per qualità e unicità costituiscono un valore aggiunto per la bar industry e che crediamo meritino un palcoscenico».

Sempre in questa ottica, sarà potenziato lo Shop di Mixology Experience, dove professionisti e appassionati potranno acquistare direttamente tutti i prodotti presenti nella manifestazione: un’importante opportunità per le realtà più piccole e per i produttori che si stanno affacciando sul mercato.

A tutta formazione

Perfetto connubio tra una fiera specializzata e un momento di aggregazione professionale, Mixology Experience, che avrà Bargiornale come media partner, come da tradizione prevede nel suo menu un ricco programma di attività di formazione al quale si sta lavorando. Sul main stage, il palco principale, durante la tre giorni i grandi ospiti della beverage industry italiani e internazionali affronteranno gli argomenti di interesse generale per la bar industry e l’ospitalità, i trend e le sfide del settore. Nelle sale seminari, invece, le aziende terranno incontri e workshop con degustazioni per promuovere i loro prodotti.

Non mancheranno, inoltre, visto il successo dello scorso anno, gli Speed Date professionali: gli incontri faccia a faccia di 15 minuti (prenotandosi sul sito della manifestazione) con eccellenze del business dell'ospitalità che saranno a disposizione per offrire consulenza gratuita.

La Mixology Week

Anche questa edizione della manifestazione sarà anticipata e accompagnata dalla Mixology Week, la serie di eventi speciali per il grande pubblico che animeranno Milano, con tanti locali coinvolti, fra cocktail bar, ristoranti, pizzerie, hotel e rooftop. Un vero e proprio “bar tour”, che renderà l’evento ancora più ricco e coinvolgente.

Come partecipare

Mixology Experience si svolgerà a Milano, al Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, domenica 17 marzo, (ore 11 - 20), lunedì 18 e martedì 19 (ore 10 - 19).

I biglietti si possono acquistare su mixologyexperience.it. Inoltre, fino al 31 dicembre con uno sconto del 10%.

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