Nel 2013 la distilleria milanese, per celebrare un un rituale consolidatosi presso i bartender di San Francisco, coniava la prima moneta Fernet-Branca. Destinata a diventare il simbolo dell'appartenenza alla comunità bartending
Compie 10 anni la Fernet-Branca Coin, la moneta coniata da Fratelli Branca Distillerie. Una moneta abbastanza particolare: non permette di acquistare beni, ma per chi ce l’ha in tasca è molto preziosa, perché è il simbolo della sua appartenenza a una community, quella dei bartender.
1 di 4
Sono state infatti create dalla distilleria milanese nel 2013 per rafforzare i legami professionali tra gli artisti del bancone, prendendo spunto da un’abitudine nata nei locali della West Coast degli stati Uniti, per l’esattezza nei bar di San Francisco. Qui era ben radicato l’uso dei bartender di salutare il cambio di turno con uno shot di Fernet-Branca. Un rituale, conosciuto come “la stretta di mano dei bartender”, che segnava il passaggio di consegna del bancone da un professionista all’altro.
Un gesto semplice nel quale Branca ha colto qualcosa di più simbolico e profondo che ha voluto celebrare con la creazione di una medaglia, rendendo insieme omaggio anche al suo storico amaro amaro. Una scelta che ha permesso al rituale di estendersi ai locali di tutto il mondo, dando vita a una nuova tradizione. Questa prevede che al bartender che visita un altro bar e mostra la sua coin venga offerto uno shot di Fernet-Branca. Se anche il bartender di turno risponde con una coin, allora scatta “la stretta di mano” come in origine: ovvero i due celebrano l’incontro con uno shot ciascuno.
Simbolo di una community
In questo modo, la Fernet-Branca Coin è diventata la moneta speciale dei bartender, il simbolo non più di un solo momento, ma dell’appartenenza a una comunità. E ciò ne spiega l’alto valore che hanno acquisito nel mondo bartending. Certo, a questo contribuisce anche il loro pregio. Sono infatti realizzate artigianalmente e in edizioni limitate e sono impreziosite da rappresentazioni di diverso tipo, monumenti storici, elementi culturali o legati alla bar industry.
Belle, rare, simboliche, le coin hanno un’altra peculiarità: non si possono acquistare, ma vengono consegnate sulla base di criteri precisi dettati dall’azienda. Per cui riceverle significa condividere lo spirito di collaborazione e di accoglienza, la voglia di mettersi in gioco, la passione per il bene bere e la cura per l’ospite, insomma tutto il sistema di valori che anima la comunità globale del bartending.
Il decalogo della Fernet-Branca Coin
Ricevere una Fernet-Branca Coin significa dunque entrare a far parte di un club. E come tutti i club, anche questo prevede precise regole da rispettare. Eccole:
La Coin Fernet-Branca non si chiede. Va meritata.
La Coin Fernet-Branca è riconoscimento reciproco e senso di comune appartenenza.
Ricevere una Coin Fernet-Branca è un onore. La si può cedere solo in cambio di un’edizione differente.
La Coin Fernet-Branca va sempre portata con sé.
Dare una Coin Fernet-Branca a una persona equivale a entrare in fraternità con quella persona; è un onore possedere una moneta, e non solo: una moneta regalata o data come premio ha un valore più personale di una moneta acquistata.
Intervenire sull’integrità della Coin Fernet-Branca ne fa automaticamente perdere il suo valore. Esempio: perforare la medaglia per farne un ciondolo o un portachiavi.
La Coin Fernet-Branca è un simbolo di riconoscibilità nella Comunità dei Bartender e va mostrata quando più è opportuno e lo si desidera. Esempio: quando si entra in un bar la si può poggiare sul bancone in segno di legame tra la Fernet-family e la bartender community.
Per mostrare la Coin Fernet-Branca si poggia la medaglia direttamente sul bancone o su un tavolo, ma non si porge mai direttamente nelle mani di un’altra persona per preservarne la proprietà stessa.
Il modo migliore per mostrare la Coin Fernet-Branca è quando si ordina un giro di shot Fernet-Branca.
In caso di smarrimento della Coin Fernet-Branca… mai perdere la Coin Fernet-Branca.
Mara Maionchi, Fabio Capello e Marco Giallini, i protagonisti del branded content che accompagna la nuova comunicazione del brandy del Gruppo Montenegro
Un ambizioso progetto di comunicazione firmato Armando Testa: è questo il regalo sotto l’albero per Vecchia Romagna. Il brandy di Gruppo Montenegro, nato in Italia nel 1820 e riconosciuto Marchio Storico di Interesse Nazionale, nonché distillato italiano più venduto al mondo, dal 10 dicembre ha lanciato la programmazione del nuovo spot televisivo firmato dalla prestigiosa agenzia pubblicitaria.
Contestualmente, è stata lanciata sui canali social la campagna integrata, che comprende le nuove puntate del branded content “Maestri di emozioni”, che torna dopo il successo della prima edizione. Il format vede di volta in volta alternarsi tre personaggi d’eccezione provenienti da settori differenti al microfono del giornalista Federico Buffa, davanti al quale raccontano i loro successi, sorseggiando Vecchia Romagna. Nell’edizione 2024 sono stati coinvolti Mara Maionchi, esuberante ed autentica icona della discografia italiana; Fabio Capello, ex calciatore ed allenatore che ha fatto sognare generazioni di tifosi; Marco Giallini, attore tra i più intensi e amati nel panorama cinematografico italiano.
Sia i nuovi spot televisivi che le tre videointerviste sono dedicati a tre Riserve di Vecchia Romagna: Etichetta Nera, il classico della distillazione italiana dal gusto elegante e deciso; Riserva Tre Botti, elegante blend di pregiati distillati invecchiati in tre botti differenti, dal gusto ricco ed intenso; Riserva 18, un eccezionale blend di distillati invecchiati 18 anni in preziose botti di Rovere e affinato in botti che hanno ospitato vino Amarone della Valpolicella.
Lo conferma una ricerca realizzata da AstraRicerca per Select, i consigli di Sandra Tasca di Tàscaro per preparare uno Spritz di Natale a regola d’arte
“Natale con i tuoi”, recita l’adagio e sono in pieno fermento le case degli italiani, alle prese con il menu delle feste. Che quest’anno non può prescindere dal rito dell’aperitivo, che si fa casalingo e che immancabilmente prevede un tocco di rosso: Spritz per tutti! Non è solo un invito al divertimento fra le mura domestiche a dare questo suggerimento, ma un’indagine effettuata da AstraRicerche perSelect, l’aperitivo di Gruppo Montenegro, condotta su un campione di oltre mille italiani di età compresa tra i 18 e i 65 anni, che si dichiarano ben disposti a preparare personalmente l’aperitivo a casa nei giorni di festa. Il 64,5% degli italiani sceglie di fare questo rito a casa per festeggiare con amici e parenti, con il proprio partner o con i colleghi. Nella scelta del cocktail, vince lo Spritz, che è irrinunciabile per due italiani su tre, davanti a Negroni (22,9%), Mojito (22,8%) e Bellini (21,2%).
Particolarmente apprezzato dalle giovani donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni (77%) e dagli uomini più adulti (35-44enni, 69%), lo Spritz si conferma il solo cocktail preso in considerazione per l’aperitivo natalizio dal 29% degli italiani. Lo Spritz a Natale è infine considerato sinonimo di allegria per oltre la metà degli italiani (51,5%) e in molti lo associano anche ai concetti di amicizia (41,2%), convivialità (37,2%), relax (31,7%) e leggerezza (24,2%). Il web si conferma fonte di ispirazione per circa due italiani su tre (64,9%), con un ruolo rilevante dei social network (35,2%).
Per chi a Natale vuole stupire con un aperitivo nel segno della venezianità, ecco 5 consigli di Sandra Tasca (titolare di Tàscaro, il primo bacaro veneziano a Milano) per realizzare uno Spritz Veneziano a regola d’arte. A cui si aggiunge naturalmente un sesto consiglio: abbinare allo Spritz dei cicchetti alla veneziana, come i crostini con Baccalà mantecato e i Gamberi in saor.
Rispettare le proporzioni della ricetta: 50ml di Select, 75ml di Prosecco Brut e 25ml di seltz (o acqua molto frizzante). Aggiungere alla fine solo 3 cubetti di ghiaccio e miscelare per due volte con il cucchiaio miscelatore. A casa si può utilizzare anche uno stecco lungo per spiedini.
Servire in un calice da vino bianco.
Scegliere un prosecco Brut perché esalta il sapore di Select.
Non è Spritz Veneziano senza un’oliva verde e con il nocciolo.
La regola dice di utilizzare il seltz (oggi reperibile in tutti i supermercati). In alternativa va bene utilizzare una comune acqua molto gasata. Vietata l’acqua tonica o una qualsiasi altra acqua aromatizzata, perché intaccherebbero il gusto dello Spritz.
Di solito i brindisi di Fine Anno si fanno con calici pieni di bollicine francesi o italiane. Quest'anno l'abruzzese Cantina Tollo propone (anche per il suo mercato internazionale) un brindisi a base di Spumante Brut Pinot Nero Biologico per accompagnare una fetta del suo Panettone al liquore di territorio ratafia.
Spumante Brut Pinot Nero Biologico
Da uve 100% Pinot Nero biologiche coltivate in provincia di Pescara,
nasce lo Spumante Brut di Cantina Tollo (metodo Charmat). Di colore rosa tenue con mousse fine, al naso si riconoscono sentori di frutta rossa, fragola, lampone
con piacevoli note tostate. Di facile beva e con buona persistenza, al
sorso freschezza e vivacità si bilanciano grazie al residuo zuccherino (12% alc, bottiglia 75 cl). Ottimo per aperitivi e finger food, ma anche come accompagnamento di
fine pasto.
Spumante Brut Pinot Nero Biologico
Due Panettoni firmati Cantina Tollo
Cantina Tollo firma due golosità irresistibili, due dolci da 1 kg che allietano
la tavola natalizia: un Panettone farcito con amarene candite imbevute
nel ratafia, liquore tipico abruzzese dal sapore dolce e amabile
ottenuto da amarene e vino Montepulciano d’Abruzzo Dop, ricoperto da
cioccolato fondente. L’altro Panettone di Cantina Tollo è invece farcito
con crema al cioccolato e mosto cotto abruzzese, decorato con cioccolato
fondente. Entrambi sono racchiusi in due eleganti confezioni da collezione.
Panettone firmato Cantina Tollo aromatizzato con liquore abruzzese ratafia
Una storia enologica carica di premi e riconoscimenti
Cantina Tollo è tra le più importanti e consolidate realtà del settore vitivinicolo italiano. Commercializza 18 milioni di bottiglie all’anno, vanta circa 620 soci e 2.500 ettari coltivati in un territorio da sempre vocato alla produzione vitivinicola. I vigneti di Cantina Tollo si estendono dalle colline del litorale, tra Pescara e Ortona, fino alle pendici della Maiella, in un clima tipicamente mediterraneo, contraddistinto da escursioni termiche notevoli.
La produzione è concentrata sui vitigni tipici e autoctoni del territorio (Montepulciano d'Abruzzo, Trebbiano d'Abruzzo, Pecorino, Passerina, Maiolica e Cococciola), coltivati tradizionalmente a pergola, con una spiccata vocazione alla sperimentazione in campo e in cantina.
Le bottiglie di Cantina Tollo sono distribuite in tutte le regioni italiane, nella quasi totalità dei Paesi dell'Unione Europea, in particolare Germania, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e Regno Unito e, oltreoceano, in Giappone, Stati Uniti, Canada. Cantina Tollo è inoltre presente nei mercati di Russia, India e Cina.
Lanciata per le feste di Fine Anno la Limited Edition di Sgrappa, distillata da uve rosse piemontesi, in bottiglie 70 cl dall'aggressiva grafica Art Déco.
Sgrappa, la grappa rivoluzionaria nata con la volontà di proporrein modo radicalmente diverso, originale e contemporaneo uno dei distillati più rappresentativi del Made in Italy, presenta per Natale e per le Feste di Fine anno la suaprima limited edition, in cui le forme sinuosedella bottigliasono avvolte dauna illustrazione in bianco e nero dal sapore retrò che rende omaggio alla natura miscelabile di Sgrappa, evocando il mondo e le atmosfere della mixologia.
Dopo il successo del lancio della campagna digitaldedicata ai due nuovi cocktailEspresso (S)martini e Caffè (S)corretto – inaugurata da I Soliti Idioti e con protagonisti nei prossimi mesi i The Jackal e Il Milanese Imbruttito–, Sgrappa conferma il suo carattere non convenzionale animando la festività più tradizionale dell’anno con una nuova edizione, inaspettata e dirompente, in cui lo spirito provocatorio del brandviene ora reinterpretato in maniera inedita.
1 di 2
Sgrappa Limited Edition
Sgrappa Limited Edition nelle bottiglia 70 cl e confezione regalo
Per sottolineare l’identità miscelabile di Sgrappa, la creatività della limited edition si sviluppa in un racconto in cui diversi personaggi celebrano la convivialità e l’arte della mixology contemporanea.
Un ironico cortocircuito nasce dall’incontro tra il creativo manager Paolo Dalla Mora, il tratto in aggressivo stile Art Déco del disegno e l'inconfondibile gesto artistico a firma di Maurizio Cattelan (irriverente dito medio alzato) che, dall’interno della bottiglia da 70 cl, diventa ora protagonista della superficie.
Acquistabile sul sito sgrappa.com,la special edition Sgrappa è l’idea regalo perfetta – o per qualcuno forse il pensiero che non si vorrebbe mai ricevere! – per sorprendere con ironia a Natale, periodo di convivialità per eccellenza, in cui gustare questo distillato moderno che raggiunge la sua massima espressione nella miscelazione, come dimostrano l’ironica drinklist del brand e i nuovi drink al caffè Espresso (S)Martini e Caffè (S)corretto.
Espresso (S)grappa e Caffè (S)corretto con Sgrappa
I nuovi drink al caffè per le tavolate delle feste
La nuova limited edition diventa la protagonista delle tavole più irriverenti, rese ancora più fuori dagli schemi da Sgrappa che, per la sua essenza versatile, può accompagnare ogni momento delle festività natalizie, dai brunch, ai dopo pasto, fino alle piacevoli serate trascorse a chiacchierare o svagarsi con i più tradizionali giochi di società.
Rivisitazione dell’Espresso Martini, uno dei cocktail più amati nel mondo della mixologia e in cima al ranking del IBA-International Bartender Association, l’Espresso (S)martini racconta l’immaginario cosmopolita e visionariodi Sgrappa. Nell’Espresso (S)martini la Sgrappa miscelata esalta l’aroma deciso del caffè dando origine a un drink dal sapore avvolgente e intenso da sorseggiare in buona compagnia.
Simbolo di una tradizione che coniuga il distillato al caffè, invece, il Caffè (S)corretto è una nuova versione del digestivo fine pasto considerato ironicamente l’elisir di lunga vita degli Alpini. Combinando all’inconfondibile essenza dell’espresso l’irriverenza di Sgrappa, il Caffè (S)corretto è una celebrazione del Caffè corretto diventato, in un mondo sempre più frenetico, un rituale con cui riscoprire il piacere di stare insieme, anche senza far nulla, dopo i lunghi pasti natalizi.
Grappa piemontese d'Autore
Prodotta artigianalmente in Piemonte, Sgrappa è una grappa dallo spirito forte, ma solo all’apparenza. Le vinacce da uve rosse, umide e ricche di profumi, vengono lavorate con piccoli alambicchi discontinui in rame a getto di vapore, per ottenere la flemma, che poi viene passata in una moderna colonna di rettifica per ottenere la massima pulizia al naso.
Nel bicchiere si ritrovano ricordi di frutta e fiori bianchi, ma il finale è schietto, dove emerge delicatamente la materia prima, le bucce dell’uva.
Al palato questa grappa conferma la sua natura, con un’ottima corrispondenza dei profumi, ed un finale elegante di uva passa. Dal gustopulito e leggero, invita ad un secondo sorso, quasi necessario per apprezzare in pieno le sue caratteristiche.
Mille professionisti del fuoricasa hanno affollato lo Spazio DumBO di Bologna per degustare oltre 300 referenze, scoprire le ultime tendenze nella miscelazione, partecipare alle masterclass formative e assistere al Live Show con Bruno Vanzan. Nell’occasione, presentati GAL 41, il London Dry Gin con note di Luppolo, e le altre tre referenze della nuova Premium Collection di Liq.ID, la linea di spirits private label di Partesa.
Si conferma un successo MySpirits, il grande evento che Partesa, azienda leader in Italia nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Horeca, dedica al mondo degli spirits di qualità: 1.000 professionisti del fuoricasa hanno affollato lunedì lo Spazio DumBO di Bologna per degustare le oltre 300 referenze in purezza nelle cinque isole tematiche “Vodka & White Spirits”, “Gin”, “Aperitivi”, “Rum & Whisky” e “After meal” e scoprire i cocktail del momento e le nuove proposte alle 12 Bar Station dell'area mixology.
Sold-out le due masterclass formative per approfondire cultura di prodotto, servizio e nuove tendenze nel mondo del whisky e dell’aperitivo italiano, e grande partecipazione al Live Show di Bruno Vanzan che ha chiuso l’evento all’insegna dell’intrattenimento. Senza dimenticare gli apprezzamenti per la consulenza nella scelta e utilizzo degli spirits offerta dagli esperti Partesa che hanno proposto soluzioni innovative se suggerito nuove opportunità di business. MySpirits, quindi, si conferma ancora una volta un appuntamento imperdibile nel calendario dell’Horeca italiano: una vera e propria piattaforma di incontro con i produttori e un’occasione unica per scoprire il vasto assortimento di spirit di qualità, categoria sempre più strategica e di tendenza, del portfolio Partesa.
1 di 4
Partesa MySpirits
Particolare di Partesa MySpirits
Masterclass a Partesa MySpirits
Il drink show di Bruno Vanzan a Partesa MySpirits
A questo proposito, Partesa ha scelto proprio la cornice di MySpirits per presentare la nuova Premium Collection di Liq.ID, la sua linea di spirits private label, che combina l’arte dell’infusione e della distillazione con la passione per l’unicità. Il nome Liq.ID nasce infatti dalla crasi tra il termine “Liquori”, ovvero tutti gli spirits protagonisti dell’arte della mixology, e il termine “Identità”, rappresentata graficamente dal marchio, impresso su ogni bottiglia, a forma di impronta digitale, a sottolinearne la qualità e l’unicità.
Tra le nuove referenze spicca un prodotto davvero straordinario: GAL 41, London Dry Gin con luppoli selezionati (41% alc, bottiglia 70 cl). Una sinfonia balsamica e agrumata per ogni occasione che, nella sua natura rigorosa, fa del ginepro il vero protagonista, ma con la nota citrica del luppolo. Risultato? Un sapore familiare ma dalla complessità sorprendente che regala un’esperienza sensoriale ineguagliabile. Perfetto nei cocktail classici, esprime il suo pieno potenziale nel Gin Tonic, rivelando a ogni sorso l’inconfondibile aroma del luppolo.
Accanto a GAL 41 completano la gamma Premium Collection di LIQ.ID:
AMAROTTANTA: amaro composto da 80 tra erbe e spezie provenienti da tutto il mondo, mixate in un equilibrio perfetto. In bottiglia da 70 cl, 26% Vol.
VERMOUTH DI TORINO Antica Ricetta: vermouth classico arricchito dalle aromatiche artemisie, con un sottofondo delicato di agrumi vivaci e spezie dolci. Ricavato da un’antica ricetta, esalta i cocktail più celebri, da assaporare anche in purezza. In bottiglia da 100 cl, 18% Vol.
BITTER: il protagonista è la genziana e una nota amaricante, con un carattere audace e un’impareggiabile capacità di fondersi, specialmente con il Vermouth, con cui forma un duo perfetto per drink come Americano e Negroni (con Gin Gal 41 ovviamente). In bottiglia da 100 cl, 25% Vol.
Come le altre otto referenze Liq.ID (Upper Spritz, Grayson’s Gin, le due varianti di rum Cabo Rojo e le quattro della vodka Rajssa, lanciate nel 2021), anche quelle della Premium Collection si distinguono per il design moderno e colorato delle loro bottiglie, con etichette illustrate a mano che raccontano una storia, invitando chi assaggia a vivere un’esperienza gustativa in un viaggio di sapori in luoghi lontani e inaspettati.
Massimo Reggiani, amministratore delegato con GAL41 London Dry Gin al luppolo
«Siamo felici e orgogliosi del successo che MySpirits continua a riscuotere tra i professionisti del fuoricasa italiano: per noi rappresenta un importante momento di incontro con gli operatori per promuovere la cultura del saper bere e del bere responsabilmente e per esplorare a 360° gradi il mondo degli spirits di qualità, con degustazioni, formazione, consulenza e intrattenimento - racconta Massimo Reggiani, Amministratore Delegato di Partesa. Questa categoria si conferma sempre più strategica: negli ultimi mesi, infatti, gli spirits hanno consolidato il loro ruolo da protagonisti di aperitivi e after dinner, soprattutto miscelati. È proprio per rispondere a questi trend che abbiamo voluto ampliare la nostra linea Liq.ID con una Premium Collection, pensata per soddisfare le richieste di consumatori sempre più attenti ed esigenti, in cerca di referenze di qualità superiore capaci di regalare un vero e proprio viaggio sensoriale. A partire da quello offerto dal gin con note di luppolo GAL 41, un prodotto davvero unico nel suo genere, di cui andiamo particolarmente fieri».
Breve storia di Partesa
Partesa (gruppo Heineken Italia) è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Horeca. Attiva da 34 anni, oggi opera in 15 regioni con 40 depositi, impiega circa 1.000 persone e conta oltre 37.000 clienti, a cui offre un ampio portfolio di prodotti di qualità (oltre 7.000 referenze nell’ambito della birra, del vino, degli spirit, delle bevande analcoliche e del food), nonché efficienza logistica, servizi personalizzati, formazione, consulenza mirata e innovativi strumenti digitali per supportare i professionisti del fuoricasa a rafforzare e sviluppare il proprio business.
Dalle lanterne alle box assortite che riassumono un po’ la filosofia del brand: ecco i prodotti che i maestri cioccolatieri hanno messo a punto per le feste natalizie
Non solo panettoni e pandori: anche le creazioni di cioccolato dedicate al Natale 2023 hanno ormai un ruolo di rilievo nell’offerta dolce pensata per le feste. Da Nord a Sud i maestri cioccolatieri hanno elaborato una proposta capace di sorprendere per innovazione e confortare, proponendo la propria filosofia di lavoro in formato cioccolatino. Ecco le migliori creazioni di cioccolato pensate per il Natale 2023.
Slitti
I cioccolatini di Slitt Dal cuore della chocolate valley in Toscana, Slitti lancia le sue novità dedicate al Natale 2023. Dalle tavolette alla cioccolata calda, passando per le praline e arrivando alle creme spalmabili. Tra queste, la Ricciosa ha ottenuto il The WineHunter Platinum Award in occasione dei The Winehunter Award 2023.
Pino Ladisa
La lanterna di Natale di Pino Ladisa Nata per caso due anni fa da uno schizzo pensato da Pino Ladisa per un uovo di Pasqua traforato, per il Natale 2023 debutta la lanterna di cioccolato. Usando l'extra fondente Valrhona 70%, la lanterna è pensata per illuminare la tavola delle feste, grazie anche a una candela. Accesa, dura due ore e mezza, senza danneggiare il cioccolato. Ma Ladisa, che del cioccolato ha fatto la sua materia prima d'elezione, per queste feste propone tante creazioni a tema natalizio, realizzate con i prodotti Valrhona.
Fabrizio Galla
Le praline di Fabrizio Galla Tra le novità di Natale 2023 Fabrizio Galla propone praline e cioccolatini nei gusti tipici del periodo: barolo chinato, cinque spezie, vaniglia e nocciole Piemonte Igp.
Peck
L'offerta a base di cioccolato di Peck I maestri cioccolatieri di Peck hanno forgiato una serie di soggetti natalizi che trasformano la materia prima in bellezza. Si va dal Babbo Natale, l'indiscusso protagonista del periodo, alla renna realizzata in fondente e rifinito con la tecnica a spruzzo per conferirgli un effetto vellutato e realistico. Non manca l'albero di Natale che si trasforma in Cosmic e Fruit Christmas tree. Le due versioni si differenziano per l'uso del solo cioccolato e l'aggiunta di frutta secca. Disponibile anche la sfera di cioccolato da appendere all'albero.
Paolo Griffa
Le creazioni di cioccolato di Paolo GriffaPaolo Griffa, chef stellato premiato anche come primo Bar d’Italia, realizza per Natale una linea di cioccolati e praline con materie prime del territorio valdostano e packaging ecosostenibile. Tra le novità: lo Schiaccianoci di cioccolato, un goloso guscio di cioccolato fondente Sur del Lago 72% che racchiude un assortimento di colorati dragées di nocciole IGP, scorze d’arancia candita e specialty coffee dal Brasile. Disponibile nel formato da 300 gr oppure da 1,25 kg.
Romanengo
La scatola in legno "Omaggio a Milano" di Romanengo Tante le novità per Natale della storica confetteria genovese Romanengo per portare la dolcezza e l’artigianalità sulle tavole delle feste. Si parte con la box “Omaggio a Milano”, scatola dedicata al capoluogo meneghino con la raffigurazione di un’immagine storica evocativa della città all’epoca di Giuseppe Verdi. Al suo interno, una selezione delle migliori specialità artigianali della confetteria: frutta candita, fondants, cioccolatini e confetti. Poi c'è cioccolato con arancia candita: un’inedita combinazione di cioccolato fondente amaro e arance candite, unione di due eccellenze di Romanengo.
Gerla 1927
L'offerta di Gerla 1927 Le feste della pasticceria torinese Gerla 1927 non potrebbero essere più golose. Si va dalle palline di cioccolato finemente decorate da appendere all’albero ai pupazzi di neve di cioccolato bianco, passando per gnomi natalizi decorative, ma anche tavolette che si trasformano in letterine per Babbo Natale.
Solbiati Cioccolato
La giostra dei cavalli di Solbiati Cioccolato Ci vogliono più di 100 singoli pezzi di cioccolato e 48 ore di lavoro per creare l’incredibile Giostra dei cavalli, realizzata in fine cioccolato belga fondente, al latte e bianco da Solbiati Cioccolato. Un fine lavoro di manualità, una vera e propria costruzione d’artigianato per abbellire la tavola delle feste. A questa creazione si aggiungono la Fabbrica di Babbo Natale a base di cioccolato fondente, e la Slitta dei doni a base di cioccolato al latte e fondente con dettagli di cioccolato bianco.
Enrico Rizzi
Gli alberelli di Enrico Rizzi La cifra stilistica di Enrico Rizzi è l'abbinamento inconsueto di gusti differenti tra loro, declinato in macarons, torte, gelati, praline, alberelli e tavolette di cioccolato. Lui le ha chiamate Sinfonie e per il Natale 2023 ne ha messe a punto sei. La Sinfonia Rosé (con litchi, lampone e petali di rosa) è declinata in tavoletta, crema spalmabile, dragées, tè gianduiotto, pralina, macaron, sorbetto. Poi ci sono la Sinfonia dei Golosi (con caramello, fave di cacao e sale), la Sinfonia di Sicilia (con mandorle ai fiori d'arancio, canditi d'agrumi e gelsomino), la Sinfonia Maracaibo (con cioccolato e frutto della passione), la Sinfonia Aomori (con tè verde Mat-Cha e sesamo nero), la Sinfonia delle Calandre (con radice di liquirizia e zafferano).
La Perla di Torino
Gli alberelli di La Perla di Torino per il Natale 2023La Perla di Torino è pronta a celebrare il Natale. Torna il suo alberello di cioccolato decorato a mano, proposto in tre gusti con relative colorazioni. Si va dal pistacchio e il suo verde, all'arachide salata con il suo beige. Presente anche il cioccolato fondente. Non manca una nuova proposta: una selezione di tartufi di cioccolato, racchiusi in una confezione rossa con il profilo dell'iconica mole.
Charlotte Dusart
Le creazioni natalizie in cioccolato di Charlotte Dusart La Capsule Collection Noël 2023 di Charlotte Dusart, cioccolatiera belga con laboratorio e boutique a Milano, si compone di dieci creazioni. L'omaggio è al Natale in famiglia ma pop, grazie all'utilizzo di colori pastello e forme eleganti. Presenti nuovi abbinamenti come la crema spalmabile al gusto mandarino e speculoos, i caratteristici biscotti speziati del Belgio. La ricetta si preannuncia perfetta in abbinamento con il panettone. Presenti anche la Tavoletta degli Elfi (con fondente del Madagascar 71% ripiena di gelée di lampone e cremino al pistacchio), le creazioni di cioccolato a forma di soggetti natalizi tra cui Rudolf la Renna, la Ghirlanda Aspettando il Natale, gli Alberi verdi e gli Alberi a boule. Choco – Bomb Arturo il Pupazzo è composto da bombe di cioccolato dalle sembianze del pupazzo di neve da immergere nel latte caldo, con all’interno marshmallow e pastiglie di cioccolato affumicato. Infine, c'è la box di 8 cioccolatini agli spiriti alcolici al gusto di Whisky, Franciacorta, Baileys e Cointreau pensata per i più grandi. Da non perdere anche la Valigia di Babbo Natale che ricorda un po' l’Happy Meal del noto fast food statunitense, con la differenza che contiene ovviamente cioccolato.
Da Vittorio Selection
Le creazioni di cioccolato di Da Vittorio Selection La pasticceria dei fratelli Cerea a Milano e il chocolate designer Davide Comaschi propongono le sfere di Natale, create con tre tipi di cioccolato finemente intagliato, con all'interno una sorpresa. Poi ci sono la slitta con Santa Claus; l'Albero di regali formato da diversi pacchi, dove al cioccolato si unisce il riso soffiato; e i Carati Christmas Edition, cioccolati a forma di carati al gusto panettone. L'omaggio più alto al Natale è dato dalla Magic Christmas Box, una confezione regalo interamente realizzata in cioccolato e assemblata a mano. Al suo interno, tanti doni di cioccolato.
Pasticceria Ernst Knam
Il Babbo Nicolaus di Ernst Knam Il maestro Ernst Knam propone diverse creazioni a tema sempre in cioccolato. Si va da Babbo Nikolaus alla Renna Freccia, passando per il creativo Omino di Cioccozenzero. Non mancano i lollipop al cioccolato fondente, al latte e bianco decorati, oltre ai nuovissimi Lingotti Christmas Edition 2023: cioccolato fondente Perù Pachiza 70% ripieni di sablè al cioccolato, grue di cacao e sale di Maldon, avvolto in pere semi candite e vaniglia, poi decorati con foglie d’oro.
Guido Gobino
La Christmas box di Guido Gobino Per Natale 2023 il cioccolatiere torinese Guido Gobino ha presentato una box dal titolo Pralineria Limited Edition con all'interno nuove specialità e alcune ricette iconiche. A questo assortimento si aggiungono le scatole con pralineria assortita in tre formati (450g, 900g e 1100g). I fogli nocciolati sono presenti in sei combinazioni, in cui i cioccolato viene accompagnato da nocciole del Piemonte (ma non solo). Infine, presenti cremini, gianduiotti, tourinot e cialdine varie.
Mon Sciù
Per la pasticceria napoletana Mon Sciù il Natale è simbolo di bouchons. Sono cioccolatini dalla simpatica forma di tappo di champagne, simbolo perfetto per accompagnare le feste. Sono presentati con tre tipi di ripieno pralinato, venduti in una scatola da nove pezzi.
Gay Odin
La Foresta di Gay-Odin Insieme a pandori e panettoni, la Fabbrica di Cioccolato Gay-Odin di Napoli ha sfornato gli Itinerari Leggendari: tavolette monorigine realizzate con fave di cacao provenienti da Ghana, Ecuador, Tanzania, tutti viaggi fatti da Onorina Gay e Isidoro Odin. Non manca il Tronchetto di Cioccolato Foresta, disponibile anche in versione fondente e al latte.
Storica torrefazione di Salerno fondata nel 1950 da Cesare Trucillo, Caffè Trucilloè tuttora guidata dalla omonima famiglia con una scelta decisa per il canale horeca che rappresenta il 90% della distribuzione.
Questo storico legame è stato rafforzato nel 1998 con la fondazione dell'Accademia del Caffè, prima struttura del genere attiva nel Sud Italia, voluta dai titolari Fausta Colosimo e Matteo Trucillo con l'obiettivo di diffondere e approfondire la cultura del caffè di alta qualità.
1 di 8
Open bar di Caffè Trucillo
Trucillo
L'Accademia del Caffè Trucillo
Particolare della sala di Accademia del Caffè Trucillo
Jessica Sartriani, Damian Burgess e Antonia Trucillo
Pratica con Cesare Trucillo
Antonia Trucillo
Antonia Trucillo, Muzna Al Otaiba, Andrea Trucillo e Younis Al Bishari, general manager MHAO
Antonia e Andrea Trucillo
In occasione delle recenti celebrazioni dei primi 25 anni dell'evento, è stato presentato il volume "Trucillo Family Notes" composto da 120 pagine riccamente illustrate che riporta la storia imprenditoriale dell'azienda, dalla nascita fino ai giorni nostri, a dimostrazione che ogni impresa che voglia avere un futuro deve avere solide radici.
1 di 11
copertina libro Trucillo Family Notes
il fondatore Cesare Trucillo
Fausta Colosimo e Matteo Trucillo
Trucillo Family
il titolare Matteo Trucillo
Da sinistra, Cesare, Antonia, Fausta, Matteo e Andrea Trucillo
Caffè Espresso Trucillo a due tazze
Miscela Gran Bar Caffè Trucillo
Campagna per i bar di Caffè Trucillo
La campagna per i bar di Caffè Trucillo
Miscela Mix Bar con tazzina Trucillo
Esposizione di tazzine Caffè Trucillo
La condivisione del sapere del caffè è stata la base sulla quale è stata costruita la presenza internazionale della torrefazione di Salerno, le cui miscele sono presenti nelle più rinomate strutture dell'ospitalità e della ristorazione di oltre 40 Paesi. Nelle moderne sale dell'Accademia del Caffè sono finora passati oltre 10mila professionisti e appassionati. Non a caso è stata sede della Tappa Sud dei celebri Campionati Italiani 2022 e 2023 Sca Italy.
1 di 6
La marketing manager Antonia Trucillo e Alessandro Coda di Sca Italy
Antonia Trucillo e Alessandro Coda ai lati con i giudici della Tappa Sud Sca Italy 2022
Andre Tomassi e Maria Giovanna Coppola, 1 e 2 classificati Brewers Cup di Sca Italy 2022
Arianna Peli prima classificata categoria Barista Tappa Sud Sca Italy 2022
Marco Poidomani vincitore Categoria Coffee in Good Spirit della Tappa Sud Sca Italy 2022
Stefano Cevenini e Michele Intravaia, 1 e 2 classificato Categoria Latte Art di Sca Italy 2022
«L'Accademia è per noi un asset vincente di crescita - sottolinea Fausta Colosimo, Head of International Markets di Caffè Trucillo - affermando i nostri valori nel canale horeca. Per noi infatti conta solo ed esclusivamente poter garantire ai nostri clienti un caffè di altissima qualità che andiamo direttamente a selezionare nei Paesi produttori, fornendo loro tutti gli elementi di conoscenza che siamo in grado di condividere, affinché possano verificarne direttamente le caratteristiche di qualità. In questa direzione va anche la nostra proposta di prodotti, una gamma molto ampia di miscele pensate appositamente per il canale Bar, realizzate con diversi metodi di estrazione, dal caffè in grani al monoporzione in cialde. Sia per rispondere alle esigenze di pubblici esercizi di diverse dimensioni, sia per accontentare le diverse abitudini e preferenze di consumo, nei più diversi contesti culturali delle aree del mondo in cui operiamo».
Fausta Colosimo, Head of International Markets di di Caffè Trucillo
Dal laboratorio Marzapani nasce un dolce artigianale che ognuno può arricchire come vuole. E per renderlo ancora più dolce, al via una gara di solidarietà
Il panettone è il simbolo del Natale, ma non è il solo dolce usato per celebrarlo. In realtà, non c'è una ricetta che metta tutti d'accordo. L'unica soluzione sarebbe quella di comprare più panettoni, spendendo molto di più. Ma, oltre alla questione economica, in questo modo viene meno l’idea di condivisione. Così dal laboratorio Marzapani di Don Peppinu Peppe Flamingo ha creato il panettone scomposto.
Cos'è il panettone scomposto
Per creare il panettone scomposto si può andare sul sito web di Don Peppinu, dove c’è un apposito configuratore. Basta cliccare sul link e vedere tutte le opzioni disponibili e scegliere ciò che si vuole. Già molto noto ed apprezzato non solo in Italia, ma anche all’estero, il panettone è realizzato solo con le migliori materie prime, viene fatto lievitare per ore, rigorosamente con lievito madre naturale, affinché diventi soffice come una nuvola. «I clienti potranno ordinare i ‘componenti’ per creare il loro dolce di Natale: un panettone vuoto, purissimo, senza altri ingredienti, e ordinare a parte ciò che più amano, dai canditi all’uvetta, dalla crema al pistacchio, a quella alla nocciola, o al cioccolato, ma anche gianduia, mandarini e mou», rassicura Peppe Flamingo, mastro gelatiere e pasticcere di Don Peppinu, nipote dello storico fondatore.
Un panettone buono davvero
Dopo l'iniziativa del gelato sospeso, Don Peppinu ha lanciato un'altra idea benefica. «Per il prossimo Natale vorremmo regalare i nostri panettoni che non rispondono ai nostri standard di perfezione a chi ne ha bisogno - spiega Flamingo - Parliamo di dolci buonissimi, ma che, magari, hanno perso leggermente un po’ di volume in fase di cottura, o che sono stati lasciati in forno pochi minuti in più. Sappiamo bene che molti colleghi al posto nostro metterebbero questi panettoni in vendita, e forse avrebbero ragione, perché in molti casi il cliente potrebbe non notare nemmeno la differenza. Ma qui da noi le cose sono diverse: per essere messa in vendita una cosa deve essere perfetta, altrimenti la regaliamo. Invitiamo, dunque, a segnalarci tramite le nostre pagine social ufficiali associazioni ed enti affidabili che si occupano di beneficenza».
Aria di promozioni in ABInBev: Arnaud Hanset è diventato Presidente della Business Unit Central Europe lasciando la carica di Country Director Italia a Ief Timmermans.
Con oltre 500 marchi, ABInBev è il maggiore produttore mondiale di birra. Di recente c'è stato un avvicendamento nelle cariche sociali. Arnaud Hanset (già Country Director Italia) è diventato Presidente della Business Unit Central Europe, il suo posto è stato affidato a Ief Timmermans.
Arnaud Hanset Presidente Business Unit Central Europe
Entrato nel settore marketing di ABInBev nel 2009, Arnaud Hanset ha lavorato per i diversi marchi del gruppo, fino a diventare Direttore Marketing nel 2015. Promosso nel 2020 come Country Director e Amministratore Delegato Italia di ABInBev, Arnaud Hanset ha puntato sui prodotti premium e superpremium e nella ripresa del canale on trade dopo la pandemia, conseguendo ottimi risultati.
«Ringrazio di cuore il fantastico team - ha dichiarato Arnaud Hanset - che mi ha supportato in questi anni alla guida dell'Italia in cui abbiamo ulteriormente accelerato lo sviluppo di ABInBev in questo magnifico Paese. Sono davvero onorato ed entusiasta per la nuova avventura come Presidente della Business Unit Central Europe e desiderio fare un grande in bocca al lupo a Ief Timmermans che mi succederà».
Ief Timmermans Country Director Italia
Entrato a far parte di ABInBev come Category Manager in Belgio nel 2014, Ief Timmermans in pochi anni ha raggiunto notevoli traguardi soprattutto con un aumento della redditività grazie ai brand superpremium, portando Stella Artois al secondo posto nel mercato belga della Gdo.
«E' un grande onore raccogliere l'eredità di Arnaud Hanset - ha sottolineato Ief Timmermans - e mettermi alla prova in un mercato così affascinante, un Paese in cui per tradizione e cultura enogastronomica vi è una naturale spinta verso i segmenti premium e superpremium, prodotti di qualità su cui vogliamo continuare a puntare e dove siamo convinti di poter crescere ancora».
ABInBev, una lunga e intricata storia di acquisizioni e fusioni
AB InBev è la società leader mondiale della birra, quotata in borsa e con sede a Leuven, in Belgio. Le radici europee risiedono nel birrificio di Den Hoorn a Leuven, in Belgio. La società può contare su un portfolio diversificato di oltre 500 brand che comprende marchi globali come la statunitense Bud/Budweiser, la messicana Corona e la belga Stella Artois; marchi multi-paese come la tedesca Beck’s, la sudafricana Castle, le belghe Hoegaarden e Leffe; marchi locali come Aguila (Colombia), Antarctica (Brasile), Bud Light (Usa, top delle vendite), Brahma (Brasile), Cass (Corea del Sud), Cristal (Belgio), Harbin (Cina), Jupiler (Belgio), Michelob Ultra (Usa), Modelo Especial (Messico), Quilmes (Argentina), Victoria (Belgio), Sedrin (Cina) e Skol (Brasile). L'azienda conta circa 164.000 dipendenti, di cui 12.000 solo in Europa. Uffici e birrifici sono presenti in 18 Stati dell'UE, compreso il Global Innovation Centre che ha sede a Leuven, in Belgio.
logo ABInBev
La società nasce in Belgio nel 1987 come ampliamento del birrificio Den Hoorn, acquisendo marchi come Stella Artois, Leffe e Hoegaarden, dandosi il nome Interbrew. Dopo l'acquisizione della tedesca Beck' nel 2001, nel 2004 acquisisce la brasiliana Ambev ribattezzandosi InBev. In seguito nel 2008 la strategica fusione con la nordamericana Anheuser-Busch (Bud/Budweiser), seguita dall'acquisizione nel 2015 della sudafricana/nordamericana Sab-Miller che dà vita all'attuale ABInBev.
Prosegue l’espansione del format della Torrefazione torinese che porta nel mondo la propria competenza e il desiderio di diffondere la cultura del caffè.
Procedono le aperture all’estero del format Costadoro Social Coffee, un luogo dedicato alla cultura del caffè che porta il vero espresso (ma non solo) oltre frontiera. Le ultime si trovano nell’aeroporto de Il Cairo (Egitto) e Parigi (Francia) e seguono quella nel Principato di Monaco della scorsa estate e i locali italiani di Torino (dove il progetto ha preso il via e si è affinato), Genova e Vercelli.
Nel locale parigino in Rue de Tivoli 91, una delle più importanti della Capitale francese, l’ospite può godersi una pausa tutta italiana tra una passeggiata all’insegna dello shppping e una visita al vicino Louvre. Il locale propone la miscela RespecTo 100% arabica biologico, compostabile e Fairtrade, con un’offerta di caffetteria classica alla quale si affianca un menù tutto italiano.
Dopo Johannesburg, quello de Il Cairo è l’aeroporto più trafficato dell’Africa. Qui si trova ogni genere di servizio e di comfort, ma ora si può anche gustare un caffè italianissimo, facendo tappa durante un viaggio.
Soddisfatto dei risultati sin qui ottenuti, l’amministratore delegato Giulio Trombetta spiega il progetto con il desiderio di volere compiere «un passoin più per promuovere la nostra competenza in ciò che facciamo da oltre 130 anni e al contempo diffondere la cultura del caffè anche all’estero, rendendo più consapevole il cliente finale attraverso un discorso esperienziale».
Costadoro Social Coffee unisce a un’offerta elevata un design innovativo e personale qualificato e nasce per offrire un nuovo approccio al caffè, con diversi tipi di estrazione, di miscele e singole origini, dove la pausa caffè per una tazzina o una mug diventa un’esperienza. In ogni locale il barista è formato per dialogare con il cliente spigandogli le caratteristiche del caffè che gli propone e il metodo di estrazione, permettendogli di scegliere tra diverse metodologie di preparazioni e consumo, nonché tra miscele biologiche, monorigine e specialty.
Costadoro è ricca di un’esperienza ultracentenaria e oggi è presente in oltre 40 Paesi. Ha recentemente ottenuto la certificazione B Corporation, che viene assegnata alle società che si impegnano a osservare alti standard di performance sociale e ambientale, di trasparenza e responsabilità e che operano nel rispetto di tutti gli stakeholder coinvolti nel sistema: dai fornitori ai clienti, passando per i collaboratori, con particolare attenzione alle generazioni future.
I pandori artigianali sono i lievitati natalizi che appagano tutti coloro che non sopportano le cosiddette sospensioni, ma sono alla ricerca di creazioni uniche da mettere in tavola durante le feste. In un anno in cui nei concorsi dedicati ai panettoni i giurati hanno visto latitare uvetta e canditi, il pandoro sembra vivere un momento di vivacità e interesse da parte dei lievitisti. Ecco che, con piccole variazioni alla ricetta tradizionale, il pandoro si veste di innovazione mostrando tratti creativi pur rimanendo – quasi sempre – nella sua estetica tradizionale. Da Nord a Sud ecco i migliori prodotti artigianali da non perdere.
Luigi Biasetto
Il PanMoro di Luigi Biasetto Luigi Biasetto firma il PanMoro, una versione dark del lievitato più amato da chi non sopporta le sospensioni. Il 25% dell'impasto è fatto di cioccolato. Non manca la versione dorata tradizionale, ricca di tuorlo d'uovo, burro e vaniglia.
Bonfissuto
Il pandoro targato Bonfissuto Il pandoro Bonfissuto porta in tavola un lievitato dall’anima siciliana. Infatti, questo dolce da forno a lievitazione naturale viene accompagnato da una crema a base di pistacchi di Sicilia (raccolti nella zona dell’agrigentino), comodamente spalmabile con la sac a poche contenuta nella confezione. Il pandoro di Bonfissuto è venduto in formato da chilo.
Cremeria Capolinea
Il pandoro di Cremeria Capolinea Torna anche quest’anno il Pandoro di Cremeria Capolinea: farina, burro, uova e zucchero, una lunga lievitazione di 24 ore con lievito madre e un processo di produzione che si articola in cinque diverse fasi di lavorazione. In edizione limitata nel formato da 1kg.
Sal De Riso
Il pandoro di Sal De Riso I dolci di Natale di Sal De Riso, Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, sono prodotti artigianali della tradizione, a volte rivisitati con un tocco creativo. Tra le proposte non manca il Pandoro, con la sua soffice pasta lievitata dal goloso e caratteristico profumo di vaniglia e sapore di burro.
Denis Dianin
Un'idea di pandoro firmata Denis Dianin Denis Dianin firma “Un’idea di pandoro”, un lievitato soffice e dalla shelf life più lunga, realizzato in tre varianti: la prima con impasto al caffè e le altre tre con glasse di pistacchio, nocciola e cioccolato Valrhona Dulcey e Rocher.
Marco e Matteo Flego
Il Nadalin di Flego L'antenato del pandoro è il Nadalin. Marco e Matteo Flego della Pasticceria “boutique” Flego di Verona si fanno portavoce del dolce simbolo della città, realizzando l'antica ricetta a forma di stella a otto punte. La ricetta è semplice e rispettata nella sua tradizione: pasta lievitata, burro, uova, zucchero, lievito di birra, pinoli, mandorle, zucchero a velo, limone, vaniglia e sale.
Antonio Follador
Il pandoro di Follador Da Forno Follador arriva Polvere di stelle, il pandoro personalizzabile con colore, profumo e un tocco di sapore in più. Merito degli zuccheri a velo in quattro varianti: Bianco Follador (dalle note speziate e di vaniglia), lampone, cioccolato e caffè. Per la preparazione del Pandoro Antonio Follador lavora il lievito madre da rinfresco che esalta il gusto naturale del lievitato e la sua fragranza, utilizza burro ottenuto da crema di latte (scelto per il suo profumo e perché regala all’impasto sofficità e scioglievolezza), una pasta aromatica preparata all’interno del suo laboratorio e la vaniglia Bourbon del Madagascar, tra le più pregiate al mondo. Oltre alla ricetta tradizionale Forno Follador propone anche L’Altro Pandoro. Si tratta di un omaggio al tiramisù, il dolce al cucchiaio più amato di tutti, incarnato nell'impasto. Morbido e goloso, prima del taglio questo lievitato va spolverizzato con un mix di cacao, zucchero a velo e latte in polvere.
Fabrizio Galla
Il pandoro firmato Fabrizio Galla Per chi non ama il panettone, Fabrizio Galla mette in vetrina per la prima volta il suo pandoro. L’impasto rispetta la ricetta tradizionale, che prevede la presenza di lievito di birra, mescolato però al lievito madre. Lavorato con sei impasti a lievitazione lenta, viene venduto con zucchero a velo aromatizzato con vaniglia Madagascar.
Paolo Griffa
Il pandoro alle erbe di montagna di Paolo Griffa Paolo Griffa firma il pandoro alle erbe di montagna. Il lievitato dalla classica forma a stella, semplice e con pochi ingredienti di qualità, è realizzato per garantire una fetta molto leggera nell’aspetto e in degustazione. Al morso, in ogni fetta sarà possibile percepire lo zucchero e le erbe aromatiche - camomilla e verbena - in dotazione, da spolverare sulla superficie.
Infermentum
Il Monte Nuvola di Infermentum Infermentum firma il dolce Monte Nuvola. Per i creatori del brand è il posto del cuore, dove riprendono vita i ricordi di infanzia e i giochi spensierati. Liberamente ispirato al Pandoro, Il Monte Nuvola ha un impasto fine, leggero e reso incredibilmente soffice grazie alla lunghissima lavorazione di 42 ore. Gli ingredienti sono aggiunti a poco a poco, nel giusto ordine, con cura e amore. Al momento dell’assaggio va cosparso di zucchero a velo per assaporarlo al meglio.
Dario Loison
Il pandoro collezione Damasco di Loison Come ogni anno Dario Loison stupisce non solo con accostamenti nuovi incarnati in grandi lievitati, ma tirando fuori eleganza ed estetica anche nei suoi packaging. Al pandoro è dedicata la collezione Damasco, ispirata all'antica tecnica di tessitura. Realizzata da Sonia Pilla, art director di Sonia Design, questa è la diciassettesima edizione in numero limitato delle latte di Loison, che si vestono di fregi dorati in delicato rilievo. La collezione Damasco è l’unica collezione dedicata esclusivamente ai pandori artigianli, disponibili in quattro proposte da chilo: Caramello salato, Cioccolato, Classico, Zabaione.
Lorenzetti
www.castellani.name Tra le referenze natalizie della pasticceria Lorenzetti spiccano il Nadalin e il Pandoro. Quest'ultimo è realizzato con lievito naturale vivo e non con lievito di birra come vuole la tradizione. Risultato? Un prodotto di grande morbidezza, sviluppata anche grazie alle quasi 50 ore di lievitazione. È venduto solo in formato da chilo.
Marchesi 1824
Il pandoro decorato a mano di Marchesi 1824 Ogni Natale dal laboratorio Marchesi 1824 arrivano tantissime proposte. Non mancano il pandoro tradizionale e quello decorato a mano con pasta di mandorle e ghiaccia reale. Disponibili solo su prenotazione.
Iginio Massari Alta Pasticceria
Il pandoro di Iginio Massari Alta PasticceriaPandoro tradizionale, semplice e puro nei suoi ingredienti, frutto di una sapiente e laboriosa preparazione in grado di schiudere tutto il prezioso aroma della vaniglia. Il tocco finale è dato da un velo di zucchero impalpabile, cosparso come neve sulla superficie. C’è anche il calendario dell’avvento
Vincenzo Pennestrì
Il pandoro di Pennestrì Come ogni anno Vincenzo Pennestrì firma un’offerta di Natale molto corposa. Tra panettoni tradizionali arricchiti da ingredienti che omaggiano i vari territori gastronomici d'Italia e le versioni ripiene di gelato, il maestro pasticcere completa la sua offerta con il tradizionale pandoro soffice al burro, che ben si sposa con tutti i gusti di gelato alle creme Sottozero.
Tommaso Perrucci
Il pandoro di Tommaso Perrucci Il pandoro di Tommaso Perrucci di Bramo i Cioccolati (Cerignola, in provincia di Foggia) nasce per portare in tavola il profumo del Natale. Il maestro cioccolatiere e lievitista parte da due impasti con lunga lievitazione e arricchisce la ricetta con un'importante presenza di burro francese e l'aggiunta di polpa da bacca di vaniglia Madagascar, nonché pasta d'arancia e mandarino.
Eustachio Sapone
Il Mond'Oro, la reinterpretazione del pandoro secondo Eustachio Sapone Eustachio Sapone firma la sua idea di pandoro. Soffice e dorato, arriva in tavola sotto “mentite spoglie” con il nome Mond’Oro. Infatti, la forma è quella di un panettone per garantire un’umidità uniforme. Inoltre, alla ricetta tradizionale ha aggiunto molta più panna per dare maggiore freschezza al lievitato.
Andrea Tortora
Il pandoro da farcire con la crema Tortorella firmato Andrea Tortora “Lo scoprire consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato”. Spiega così il suo pandoro da 800 grammi, Andrea Tortora. Anche qui solo farina, burro, zucchero e uova a cui si aggiungono le note di miele d'acacia e lo zucchero a velo che fa subito aria di casa e di infanzia. Il pandoro è venduto con una sac à poche colma di La Tortorella, una crema spalmabile alle nocciole del Piemonte, il tutto racchiuso in un'elegante scatola di latta.