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Rivoire, nuova apertura in piazza Oberdan

Arriva il secondo locale milanese del brand dedicato al maestro cioccolatiere di Casa Savoia. Oltre cioccolatini e pasticceria, disponibili anche cocktail e finger food

Rivoire apre il suo secondo locale in via Malpighi 1, nei pressi di piazza Oberdan, a Milano. Il brand nato in omaggio al maestro cioccolatiere Enrico Rivoire, dà il nome a uno spazio da 120 metri quadrati, a cui si aggiunge il dehors. A farla da padrone, una dettagliata offerta di cioccolateria e pasticceria. Ma la chicca è il focus su mixology e finger food.

Chi era Enrico Rivoire

Enrico Rivoire, stimato cioccolatiere della Real Casa Savoia, incantò per la prima volta li monarchi italiani con le sue creazioni durante l'inaugurazione del suo iconico caffè a Firenze nel 1872. Da quel momento Rivoire divenne un vero e proprio santuario culinario, una cioccolateria venerata da local e viaggiatori, catapultando il suo nome alla ribalta internazionale. Dopo oltre un secolo e mezzo, l'essenza delle prelibatezze di Rivoire si espande finalmente oltre le pittoresche vie di Firenze. Tutto è iniziato con l'arrivo di Rivoire nello storico quartiere milanese di Brera nel 2023. Ora la storia continua con l'inaugurazione di un altro locale in Piazza Oberdan, sempre a Milano.

Il nuovo punto vendita

Sviluppato su una superficie di 120 metri quadrati, oltre al dehors, questo paradiso gastronomico offre un'esperienza che porta i visitatori nel cuore di un palazzo fiorentino. Alle pareti ci sono immagini rinascimentali, oltre a una serie di stravaganti oggetti d'antiquariato, che aggiungono un carattere unico all'ambiente.

L'offerta di Rivoire

Se le radici di Rivoire affondano nell'arte della cioccolateria, l'offerta del locale milanese va oltre. Infatti, gli ospiti possono ammirare un’allettante esposizione di delizie a base di cioccolato, perfette da portare a casa o da ordinare online. Ma il talentuoso team del locale ha creato una cocktail list, che si spinge oltre i confini della mixology. Dai classici senza tempo fino alle miscele più innovative, ogni ricetta è pensata per accompagnare una selezione di finger food. Pranzo e cena si arricchiscono grazie alle ricette della cucina italiana, rivisitate in chiave moderna e internazionale. È possibile anche sostare anche per una pausa dessert.

pulyCaff Exclusive Cleaning Sponsor delle finali mondiali WCC

pulyCaff alla finale di Chicago
Tra Chicago - Usa, Busan - Sud Corea e Copenhagen - Danimarca, la pulizia delle macchine è assicurata dai prodotti dall’Azienda cremonese

Grazie a un accordo con il World Coffee Events, Asachimici-pulyCaff è Exclusive Cleaning Products Sponsor 2024 delle finali mondiali dei campionati Sca. I suoi prodotti si sono già visti in pedana a Chicago - Usa, alle finali mondiali Brewers Cup e Cup Tasters, dove per l’Italia hanno gareggiato rispettivamente Gabriele Pezzaioli e Simone Zaccheddu. 

L’Azienda di Vescovato (CR) assicurerà macchine espresso sempre perfette a tutti i finalisti, tra cui l’italiano Federico Pinna durante il World Barista Championship  in programma tra l’1 e il 4 maggio presso il World of Coffee Busan - Sud Corea. Quindi a Copenhagen, Danimarca, tra il 27 e il 29 giugno: con i suoi Esperti del Pulito, sarà accanto agli artisti del World Latte Art Championship, che vede di nuovo gareggiare la campionessa mondiale 2019 Manuela Fensore, a cui garantirà gruppi e lance sempre puliti, nonché del World Coffee in Good Spirits e del World Coffee Roasting Championship in cui per l’Italia competono rispettivamente Andrea Villa ed Emanuele Tomassi.

Sono estremamente soddisfatti di questo risultato Gianfranco e Marco Carubelli, responsabili amministrativi, che assicurano «offriremo a ognuno le migliori condizioni di gara grazie alla pulizia delle apparecchiature effettuata con i nostri prodotti, che da sempre sono efficaci, rispettosi delle apparecchiature, della salute dell’operatore e dell’ambiente. Lo assicura la certificazione rilasciata dall’NSF International – National Sanitation Foundation – il severissimo organismo USA a tutela della sanità pubblica, che si trova sulle confezioni di pulyCaff, pulyMilk e Puly Cold Brew».

Uno degli slogan aziendali è First in the world che sottolinea come pulyCaff sia stata la prima a mettere a punto nel 1961 un concetto applicato per la pulizia della macchina espresso: era da poco arrivata sul mercato la E61 di Faema, la prima macchina in cui la pressione sul pannello di caffè non viene più data dalla leva, ma da una pompa volumetrica che inietta acqua calda a 9 atmosfere; il gruppo il gruppo si depressurizza una volta conclusa l’estrazione attraverso una valvola di scarico automatica. Ma con l’acqua passano anche le particelle fini che ostruiscono i fori; di qui la necessità di un prodotto per la manutenzione, che per prima l’Azienda lombarda ha formulato. 

Da allora l’industria delle macchine espresso si è evoluta e con lei la gamma dei prodotti: a pulyCaff Plus è seguito pulyMilk Plus, per la pulizia della lancia vapore. Nel 2014 ha poi preso il via la produzione della linea Verde, realizzata con ingredienti ancora più raffinati e rinnovabili.

Anche le confezioni hanno il valore aggiunto di una composizione che non prevede l’utilizzo di plastica vergine: cinque prodotti sono contenuti in imballi fatti con il 100% di plastica riciclata: la serie pulyMilk, pulyMilk Verde, pulyCaff Plus e pulyCaff Verde, nonché il detergente completo per la pulizia di apparecchiature e dispenser di bevande fredde ColdBrew Liquid. 

Mario Farulla: «Il locale non deve essere una prigione per chi ci lavora»

Come impostare il lavoro al bar nel pieno rispetto della vita delle persone: ce ne parla il co-titolare del Dirty a Milano

Con Carola Abrate e Gigi Tuzzi, Mario Farulla fa parte del super trio che lo scorso anno ha dato vita al Dirty di Milano, Bar Rivelazione dell’Anno ai Barawards 2023 (leggi Barawards 2023: scopri tutti i vincitori). Negli studi di Bargiornale Tv a Mixology Experience, racconta le peculiarità che rendono questo locale notturno innovativo e unico nel panorama milanese e non solo.

Nell’intervista con Andrea Mongilardi, Farulla si sofferma su un altro tema cruciale per il mondo bar italiano: come impostare il lavoro nel rispetto della vita delle persone per evitare che il locale diventi una priginione per chi ci lavora.

Torna l’appuntamento con il Roma Bar Show

Roma Bar Show 2024
Il 13 e il 14 maggio al Palazzo dei Congressi dell’Eur la quarta edizione della manifestazione dedicata all’industria beverage e della mixology. Ad attendere i visitatori un ricco il programma di appuntamenti con i big della bar industry internazionale

L’industria del beverage e della mixology torna protagonista nella due giorni più attesa della Capitale. Il 13 e il 14 maggio il Roma Bar Show riapre le sale dello storico Palazzo dei Congressi dell’Eur a migliaia di brand e di operatori del settore, per quello che è uno dei più importanti tra gli eventi del calendario internazionale. Take your time to shake il clime della quarta edizione, un invito a vivere il mondo con il giusto tempo, attraverso la relazione con gli altri.

Un ricco programma di appuntamenti

Come ogni anno ricco di appuntamenti il programma della manifestazione, tra masterclass, seminari, talk, degustazioni ed esperienze. Tra gli eventi la finale della seconda edizione dei Roma Bar Show Awards, il riconoscimento nato per valorizzare leccellenza italiana nel mondo bar. Sei le categorie che verranno premiate: migliori Cocktail Bar, New Cocktail Bar, Hotel Bar, Bartender, Food Program e Social Media Presence. Un’occasione per celebrare la maestria e offrire un'opportunità di visibilità ai bar e ai bartender più talentuosi dItalia, con i primi tre classificati di ogni categoria che prenderanno parte alla premiazione che si terrà il 13 maggio nell’Auditorium al Palazzo dei Congressi.

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«Roma Bar Show anno dopo anno vede rafforzare la sua posizione di primo piano tra gli eventi fieristici dedicati al beverage e al mondo bar - spiega Andrea Fofi, tra i fondatori insieme a Fabio Bacchi, Giuseppe Gallo e Alessandro Procoli della manifestazione -. Lo fa grazie al prezioso apporto di un comparto che, nonostante un anno di alti e bassi, crede che questo appuntamento possa rappresentare uno strumento di visibilità e di contatto, soprattutto per le realtà più piccole che si affacciano per la prima volta sul mercato».

Gli educational con i big della bar industry

Oltre a visitare le aree espositive dedicate alla spirit industry, conoscere i brand e i loro prodotti, come sempre Roma Bar Show offrirà ai visitatori l’opportunità di incontrare nomi illustri e speaker di fama internazionale che, dall’Asia agli Stati Uniti passando per l’Europa arricchiranno il palinsesto dell’Educational Program. Temi di attualità quali l’evoluzione della miscelazione e del mondo dei bar, l’inclusività e la sostenibilità saranno al centro di incontri e confronti per favorire lo scambio di conoscenze.

Come partecipare

Il Roma Bar Show è in programma lunedì 13 e martedì 14 maggio al Palazzo dei Congressi (Piazza John Kennedy, 1) con i seguenti orari: dalle 10 alle 19 lunedì 13 e dalle 11 alle 19 martedì 14.

Per info: info@romabarshow.com

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Ferretti Dessert, sale il fatturato con crescita a doppia cifra

L’azienda fondata e diretta dal Maestro Pasticcere Sandro Ferretti chiude l’anno con + 27%. A trainare, il nuovo Maritozzo e le vendite europee

Ferretti Dessert chiude il 2023 con un bilancio in crescita per il secondo anno consecutivo. L'azienda fondata e diretta dal maestro pasticcere Sandro Ferretti ha chiuso il 2023 con 8 milioni di fatturato e una crescita del +27% rispetto all'anno precedente. Le previsioni per il 2024 sono altrettanto rosee: si prevede una crescita del 30%.

Il Maritozzo di Ferretti Dessert

L’azienda di Mosciano Sant’Angelo (Te) specializzata in pasticceria e prodotti da forno, ha orientato la propria mission verso l'unione di qualità artigianale e processi industriali. La direzione scelta si è concretizzata in nuove specialità come il Maritozzo. Il Maritozzo Ferretti è stato presentato nel primo semestre 2023. Intuendone le potenzialità dal punto di vista del gusto e dell’estetica, Ferretti ha puntato su un cambiamento della ricetta. Alla classica farcitura di panna montata è stato aggiunto uno strato di crema pasticcera. I risultati sono arrivati lo scorso anno sono stati venduti, sul solo mercato italiano, oltre un milione di Maritozzi.

Il successo europeo

Anche le esportazioni in Europa sono state un fattore fondamentale per l’incremento del fatturato del brand. Tra le nazioni dove il business per Ferretti è più rilevante ci sono Francia, Regno Unito e Svizzera. Tale successo estero è destinato a crescere anche nel 2024. Il fattore chiave è la scelta di uno dei maggiori player a livello mondiale come distributore europeo per i Maritozzi: secondo le stime ne verranno consegnati oltre 2 milioni. Per sostenere la produzione dei Maritozzi, Ferretti ha investito sulla linea produttiva dedicata a questa specialità oltre 300.000 euro. Per quanto riguarda invece il mercato italiano, la Ferretti ha implementato la rete di concessionari e distributori, per soddisfare la crescente domanda del canale della ristorazione.

Ferretti Dessert, la crescita futura

con le sue 5 linee produttive e una capacità di oltre 9 milioni di pezzi l’anno, Ferretti Dessert mira a migliorare i propri risultati economici. Tra i punti di forza ci sono le novità di prodotto lanciate in occasione del Sigep 2024 e quelle che verranno presentate alla prossima edizione di Cibus (7-10 Maggio 2024). Per il 2024, dunque, come già registrato nel 2022 e nel 2023, si prevede un incremento di fatturato di circa +30%. «Dietro questi risultati positivi c’è l’impegno di tutti i dipendenti e i tanti investimenti nell’ammodernamento delle linee di produzione, nell’efficientamento energetico dell’azienda e in ricerca e sviluppo - ha commentato il maestro pasticcere Sandro Ferretti - Quando guardo tali numeri, mi viene in mente il periodo della pandemia Covid-19: fu in quel momento che decisi, dopo aver messo la mia esperienza al servizio di terzi per molti anni, di fare qualcosa di mio e di lanciare una linea di prodotti a marchio Ferretti Dessert. È stata una vera sfida che continuo ad affrontare ogni giorno con lo stesso entusiasmo».

Walter Gosso entra nel team di Mercanti di Spirits

Walter Gosso Mercanti di Spirits
Il big della bar industry italiana dal prossimo primo maggio inizia una nuva avventura: sarà trade advocacy manager & ambassador della giovane azienda produttrice e distributrice di spirit. Ci ha raccontato con quali obiettivi e quali ambizioni

Colpo grosso per Mercanti di Spirits, anzi Gosso. E sì, perché l’azienda, specializzata nella produzione e distribuzione di liquori e distillati premium, ha scelto proprio Walter Gosso, figura di spicco della bar industry italiana, come trade advocacy manager & ambassador.

L'ingresso in Mercanti di Spirits, a partire dal prossimo primo maggio, rappresenta per Gosso una nuova fase della sua carriera di successo nella bar industry, prima come bartender e poi come manager.

Una carriera intrapresa da ragazzino, quando comincia a lavorare nel bar di un cugino, mentre frequenta l'Istituto alberghiero Giolitti di Mondovì. Dopo gli studi, lavora in vari bar di Torino e della Liguria, prima di diventare proprietario del Caffè della Posta a Bra (Cuneo), luogo d'origine del movimento Slow Food. Nel 1998 comincia a girare il mondo, una peregrinazione durata 12 anni, toccando, fra le varie tappe, Spagna, Usa, Messico, Argentina e Brasile.

Nel 20210 il ritorno in Italia alla guida del Caffè Arpino di Bra, seguito dall'apertura del Bora Bora Sun & Cocktails a Torino e, poi, del Mad Dog, speakeasy diventato un punto di riferimento per il bere bene in città e in tutta Italia. Il suo curriculum vanta diversi successi in prestigiose competizione di bartending, come la vittoria nel 2014 della Bacardì Legacy Italy e della Cherry Heering Competition Italy e, l’anno successivo, il doppio trionfo, prima nella finale italiana poi in quella globale, nel Martini Grand Prix.

Nel 2016 è diventa global brand ambassador di Bacardi Martini Group per il Travel Retail, settore Cruise Line, per poi passare nel 2018 a Compagnia dei Caraibi come advocacy manager e ambassador, ruolo valsogli il Barawards di Bargiornale come Brand Ambassador dell’anno per la categoria spirit, successo bissato nel 2022 sotto le insegne di Rinaldi 1957. Ora, comincia la nuova avventura con Mercanti di Spirits.

L'obiettivo è continuare a crescere

«Sono entusiasta di iniziare questo nuovo percorso in un’azienda dove potrò esprimermi a 360°, mettendo in campo le mie competenze sia in ambito commerciale sia in ambito advocacy, e dove ritrovo e lavorerò con un amico e un grande professionista che da sempre stimo: Stefano Talice (direttore vendite di Mercanti di Spirits, ndr) – racconta Walter Gosso a Bargiornale.it -. Un’azienda giovane, che ha l’ambizione di crescere e di conquistarsi uno spazio sempre più importante nel canale del fuoricasa, sia con l’importazione e la distribuzione di spirit e distillati premium sia continuando a sviluppare i marchi a nostra produzione: Corricela, Liquori Borbone e la linea Five Senses».

E il neo trade advocacy manager & ambassador ha ben chiaro il lavoro da fare. «Mercanti di Spirits ha un grande potenziale, grazie a un portafoglio già solido che continueremo ad arricchire. Al tempo stesso rafforzeremo la rete commerciale nella Penisola, ma abbiamo in programma di sviluppare anche l’estero con i brand di famiglia – racconta -. Inoltre, potenzieremo l’attività di advocay, che l’azienda porta avanti con gli eventi di formazione The Grand Tour, creando nuove iniziative per rafforzare il legame con i bartender. Un saggio ci sarà già al Roma Bar Show, dove si svolgerà la finale della Colada Cup, la competition di rum Doble 9, mentre allo stand ospiteremo bartender di diversi locali che proporranno i loro drink con i prodotti del nostro catalogo».

Sabatini Cocktail Competition: chi sono gli otto finalisti

Svelati i nomi degli otto finalisti, che il 20 e 21 maggio a Cortona si contenderanno il titolo di International Tour Ambassador 2024

Archiviate le due semifinali, è tutto pronto per la finale della Sabatini Cocktail Competition, la gara di bartending organizzata dall'etichetta toscana e dal distributore Compagnia dei Caraibi. Con le due semifinali andate in scena a Milano e Roma, rispettivamente l'8 e il 15 aprile, che hanno messo alla prova i giovani partecipanti con due cocktail, uno alcolico e uno analcolico, ispirati ai cinque sensi, si è completata la rosa degli otto finalisti, che il 20 e 21 maggio si contenderanno il titolo di International Tour Ambassador 2024 nella cornice di Villa Ugo a Cortona, dove la famiglia Sabatini ha iniziato la sua avventura nel mondo dei distillati nel 2015.

Sabatini Cocktail Competition 2024"Get me somewhere new", il pay-off della fase eliminatoria della competition, con il compito di dare vita a un percorso multisensoriale attraverso due drink: uno alcolico, utilizzando Sabatini Gin, uno analcolico con Sabatini Gino 0.0 il distillato zero alcol e senza ginepro dell'etichetta toscana. E se a Milano, durante la semifinale andata in scena lo scorso 8 aprile presso il Lom Dopolavoro, si erano distinti Federica Di Lella del Puntosette di Torino, Andrea Marciante del The Riff di Reggio Emilia, Mattia Patruno del Rosewood di Castiglion del Bosco e Giacomo Ravaglia del Botanico di Faenza; nella tappa romana, presso lo spettacolare rooftop Vizio dell'Hotel Sina Bernini, hanno conquistato un biglietto per Cortona tre bartender che lavorano nella capitale e un barman proveniente da Terni. Sono, infatti, Andrea Pieraccini del Bistrot La Zanzara a Roma, Sofia Marconi del Taba Cafè a Roma, Matteo Freguglia dell’Argot a Roma (che già pochi giorni prima si era diplomato campione nazionale della Margarita Challenge di Cointreau) e Lorenzo Bertone del D’Istinto a Terni. 

Gli otto finalisti della competition giunta alla quinta edizione hanno davanti una finale non semplice, perché scopriranno il tema della prova finale solo una volta varcata la soglia dell’antica dimora toscana. In palio, come si diceva, il prestigioso ruolo di Sabatini Gin International Tour Ambassador, che comprende un viaggio di cinque giorni in uno dei mercati strategici per l’azienda che verrà svelato anch’esso durante la finale. Fondamentale, per questo, anche la conoscenza dell'inglese: «Chi vincerà - ha detto Mattia Lotti, Brand Ambassador Sabatini Gin - farà un viaggio dietro ai migliori banconi del mondo e dovrà saper raccontare all'estero l'heritage di questo brand toscano».

 

Filippo Sisti: «Dobbiamo osare per educare il cliente»

Il maestro della "cucina liquida" si racconta a Bargiornale Tv: far evolvere la cultura del bere miscelato è una sfida ancora aperta, il cliente va educato proponendo e raccontando cocktail ad alto valore aggiunto

Mixologist di fama internazionale, Filippo Sisti ha fatto della sperimentazione il suo stile. Il suo marchio di fabbrica si chiama “cucina liquida”, ovvero l’insieme di strumenti e tecniche utilizzati nel mondo della cucina, applicati e adattati al lavoro quotidiano dietro al banco. Non una semplice questione di tecniche, ma un abito mentale fatto di ricerca a 360°: su materie prime e prodotti e su lavorazioni che permettano di trasformarli per creare sensazioni gustative nuove.

Nell’intervista a Ernesto Brambilla in occasione di Mixology Experience il mixologist ha raccontato perché questo approccio è fondamentale per continuare a fare evolvere il mondo della mixologia italiana e, più in generale, la stessa cultura del bere miscelato nel nostro Paese. Una sfida, quest’ultima, ancora aperta e che si può vincere lavorando sul cliente. Che va educato proponendo e raccontando cocktail ad alto valore aggiunto, lavorando sui gusti contemporanei.

L’aperitivo si fa veg con i panati e pastellati Orogel

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Gustosi, facili e veloci da preparare, i prodotti per l'aperitivo pensati dal reparto FoodService dell'azienda semplificano e velocizzano il lavoro e aiutano a controllare il food cost

«Per pulire, tagliare e precuocere un chilo di melanzane fresche, un professionista impiega circa 30 minuti. Scegliendo i surgelati Orogel, gran parte di quella mezz’ora può essere risparmiata e dedicata ad altro». Parole di Gaetano Ragunì, chef a capo del team di formatori del team Orogel, tra i maggiori produttori italiani di vegetali freschi surgelati. Con il suo reparto FoodService, la divisione dedicata al fuori casa, Orogel è sempre attenta all’innovazione, con un particolare focus sul momento dell’aperitivo, in cui è fondamentale accompagnare alla bevuta appetizer sfiziosi. Due i prodotti su cui sta puntando Orogel per questo “appuntamento”: il Gran Fritto Misto Pastellato, la cui esclusiva pastella con farina di mais mantiene la croccantezza anche in forno e permette di riconoscere le verdure che compongono il mix, e le Doratine Melanzane e Scamorza, bocconcini di melanzane grigliate e scamorza, croccanti sia in friggitrice, che in forno ventilato.

Sono due delle referenze (14 in tutto) della linea di Panati e Pastellati di Orogel, pensati per semplificare la vita di bar e ristoranti veloci: prodotti prefritti, facili e veloci da preparare (anche per un locale privo di operatori con competenze di cucina e di grandi attrezzature professionali), che consentono anche di organizzare in anticipo il servizio.

In questo contesto, il ruolo delle verdure è molteplice: dare un senso di freschezza, rispondendo ai nuovi trend di consumo, sempre più attenti ai temi del benessere e della salute; andare incontro alle esigenze di chi non mangia carne. A questo si aggiunge l’attenzione alle intolleranze: le verdure Orogel prevedono panature e pastelle prive di latte e uova, quindi totalmente vegani.

Fra le qualità di queste preparazioni, oltre all’azzeramento dei tempi di mondatura, taglio e precottura delle verdure, le virtù antispreco, che aiutano il gestore a tenere sotto controllo il food cost: grazie al procedimento Individually Quick Frozen, il sistema di surgelazione per singola unità, si utilizza solo la quantità che effettivamente serve, continuando a conservare il resto in freezer.

I vantaggi
  • Varietà nella proposta
    Grazie all’ampiezza di gamma di Orogel, si può inserire in menu qualsiasi ortaggio, affidandosi a un’azienda che assicura materie prime che rispettano la stagionalità.
  • Filiera cortissima
    Tutti i vegetali Orogel sono coltivati dai 1.600 soci agricoltori a cielo aperto, raccolti nel punto di maturazione ideale e surgelati entro poche ore per conservare il bouquet di sapori, aromi e qualità nutritive e avere verdura fresca tutto l’anno.
  • Lunga shelf life
    La shelf life dei pastellati Orogel è di 18 mesi, garantita dal conservante più naturale di tutti, il freddo, senza aggiunta di additivi, contro quella dei vegetali freschi precotti, che si conservano al massimo per 2 giorni.
  • Risparmio
    Risparmio di tempo, manodopera, costo e anche energia (poiché non serve la precottura): con Panati e Pastellati cucinare le verdure non è mai stato così facile.
  • Cost-control
    La dosabilità dei prodotti Orogel è funzionale al monitoraggio del costo porzione e alla riduzione quantificabile dello spreco: sarà sufficiente cuocere solo la quantità che effettivamente serve.
  • Spazi di stoccaggio ridotti
    Grazie al pratico formato delle confezioni è fa- cile stoccare il prodotto surgelato e ampliare l’assortimento di verdure nell’offerta food al momento dell’aperitivo.
  • Personalizzazione
    Sebbene Panati e Pastellati siano pronti da servire, lasciano un margine di personalizzazione. Ad esempio, aggiungendo una salsa in cui intingerli, una polvere di spezie dopo la cottura o servendoli come finger food.

Orogel
Via Dismano, 2830
47522 - Cesena (FC)
www.orogel.it

Fipgc, la Sardegna trionfa al Campionato di Pasticceria Alberghieri d’Italia

La competizione ha premiato con il gradino più alto del podio Filippo Fois e Sara Gioia Montisci, due studenti dell’Istituto Superiore Azuni di Cagliari. Seconda Calabria e terza Valle d’Aosta

La Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (Fipgc) ha eletto i nuovi vincitori del Campionato Nazionale di Pasticceria Istituti Alberghieri. Filippo Fois e Sara Gioia Montisci sono i due studenti dell’Istituto Superiore Azuni di Cagliari ad aver convinto la giuria nelle prove sostenute dal 9 all'11 aprile. Sul podio della competizione tenutasi a Vittorio Veneto (Tv) si sono piazzati secondi il team dell'Istituto Alberghiero "G. Renda" di Polistena (Rc) e quello dell'dell'Ecole Hotellerie de La Vallee d'Aoste di Chatillon, Aosta.

La vittoria della squadra sarda

Ad aggiudicarsi il primo posto assoluto Filippo Fois e Sara Gioia Montisci dell’Istituto Superiore “D. Azuni” di Cagliari. La coppia ha vinto con la monoporzione “Kondura”, termine greco che fa riferimento alla tipica gondola e che incarna l'eleganza e la tradizione veneziana. Il dolce, in cioccolato e miele di Acacia delle Dolomiti Dop con un croccantino alla nocciola e caramello, ricoperto di glassa fondente, si è distinto per la complessità della stratificazione, l'equilibrio dei gusti e l'attenzione alla sostenibilità ambientale con un packaging totalmente in sughero. Sul podio, al secondo posto, l’Istituto Alberghiero "G. Renda" del Comune Di Polistena, Reggio Calabria, con Ahmed El Haqavi e Antonella Vanesca. La medaglia di bronzo va ai concorrenti Julian Mella e Alessio Michelini dell’Ecole Hotellerie de La Vallee d'Aoste di Chatillon, Aosta. A fare da ago della bilancia, la capacità dei giovani di elaborare in maniera autonoma una ricetta elaborata, la creatività della composizione artistica, il packaging e il linguaggio utilizzato nella brochure di presentazione. L'istituto sardo sarà il prossimo ad ospitare il Campionato Nazionale degli Istituti Alberghieri 2025.

L'impegno della giuria Fipgc

L’attenta ed esigente giuria è stata formata da maestri pasticcieri Fipgc, noti nel campo della pasticceria nazionale e internazionale. A comporre la squadra giudicante sono stati: Fabio Orlando, Presidente di Giuria; Cesare Sciambarruto; Ruggiero Carli; Mario Di Francesca; la rappresentante del Ministero della Pubblica Amministrazione Carla Galdino; e i giudici di laboratorio Manolo Albano e Silvano Baldi. «Quest’anno è stata un’edizione senza precedenti - ha affermato Maurizio Santilli, Vicepresidente e responsabile internazionale comparto scuole Fipgc - Abbiamo avuto una grandissima partecipazione da parte di tanti giovanissimi pronti a dare il massimo. Siamo felici dell’ottimo lavoro che tutti i partecipanti hanno svolto ma soprattutto ci riempie di soddisfazione constatare la grinta che i ragazzi dimostrano nel mettersi in gioco. È stato commovente vedere quanto sacrificio e dedizione abbiano dimostrato sul campo. Alla formazione diamo un valore inestimabile e proprio per questo continueremo a impegnarci sempre di più per creare un humus favorevole per far nascere delle nuove stelle della pasticceria made in Italy».

A Luca Bruni il titolo di The Vero Bartender Global

The Vero bartender global 2024 Il vincitore Luca Bruni
L’head Bartender del Depero e del Tukana Tiki Cabana di Rieti con il suo drink BimBumBam si è imposto sugli altri 9 concorrenti nella finale internazionale del contest di Amaro Montenegroquest'anno all'insegna del tema '90s Calling

Doppietta di Luca Bruni a The Vero Bartender. L’head bartender del Depero e del Tukana - Tiki Cabana di Rieti e responsabile R&D di Studio Futura, dopo essersi aggiudicato la finale italiana, ha trionfato anche nella finalissima internazionale del contest targato Amaro Montenegro.

Oltre 1000 i concorrenti da tutto il mondo che hanno preso parte alla sesta edizione del concorso, nato per valorizzare ed esaltare la versatilità di Amaro Montenegro in miscelazione, che quest’anno aveva come tema '90s Calling.

Palcoscenico della finalissima il Sympò, di Bologna dove a contendersi la vittoria c’erano i 10 vincitori delle sezioni nazionali della competition, ovvero oltre a Bruni, i campioni di Australia, Austria, Canada, Germania, Grecia, Messico, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, con le loro creazioni ispirate alla cultura degli anni Novanta e con protagonista lo storico Amaro italiano. A valutarle una giuria tecnica internazionale, composta da Rudi Carraro, global brand ambassador di Gruppo Montenegro, Giacomo Giannotti, proprietario del Paradiso di Barcellona, locale al primo posto nella classifica di The World's 50 Best Bars 2022, la giornalista Erica Firpo e Ruben Sudmeier, vincitore global dell’edizione 2022 di The Vero Bartender 2022.

Cartoni e merenda il cocktail vincente

Giuria che Bruni ha conquistato con il BimBumBam, realizzato miscelando Amaro Montenegro con un cordial homemade, il merenda cordial, preparato con la tecnica del milk washing utilizzando ingredienti molto particolari: Tic Tac all'arancia, succo di mirtillo e Fruttolo Pesca e Albicocca.

«Con questo cocktail ho voluto interpretare il mio vissuto personale degli anni Novanta: l’esperienza di un ragazzino, quale ero appunto all’epoca – racconta a Bargiornale.it -. Un salto indietro nel tempo, ai pomeriggi davanti alla Tv guardano trasmissioni come BimBumBam, da qui il nome che ho dato al drink, con il suo palinsesto di cartoni animati. Inoltre, poiché a quell’ora facevo merenda, ho pensato di utilizzare alcuni dei prodotti che più amavo per comporre il cordial e rievocare i sapori di quei pomeriggi».

The Vero bartender 2024 Il cocktail BimBumBam di Luca BruniPer realizzare il suo cocktail Bruni è partito dall’idea del Sex on the Beach (vodka, liquore di pesche, succo d'arancia e succo di cranberry). «BimBumBam rispetta sia la struttura da long drink sia le sensazioni aromatiche primarie del cocktail originale – spiega il neo campione -. Il merenda cordial sintetizza e restituisce i sapori principali del Sex on The Beach, pesca, arancia e cranberry, ma con variazioni date dal gioco fatto su cremosità, dolcezza e acidità. E la base alcolica di Amaro Montenegro va a conferire al miscelato un retrogusto erbaceo e leggermente amaricante.

Con la vittoria Bruni, insieme al titolo si è aggiudicato il premio messo in palio dalla competizione: un viaggio a New York in occasione di Bar Convent Brooklyn 2024.

Inoltre tutti i finalisti hanno partecipato al residency program, il programma di alta formazione ideato da Amaro Montenegro per promuovere i valori della convivialità e della condivisione tra i bartender, del quale la finale globale di The Vero Bartender è parte. Una 4 giorni che ha previsto attività culturali, ludiche e formative, come team challenge, bar tour e masterclass su diversi temi della bar industry. Tra queste l’incontro sulla mixology con Giannotti, quello sulla miscelazione e imprenditorialità con Naren Young, e sulla comunicazione social con Edvinas Rudzinskas.

 

 

Riccardo Piazzolla nominato Trade Marketing Director di Birra Peroni

Riccardo Piazzolla, Trade Masrketing Director Birra Peroni
Riccardo Piazzolla subentra nella carica di Trade Marketing Director di Birra Peroni a Viviana Manera.

Nuovo e giovane responsabile della definizione e pianificazione delle strategie di attivazione dei punti vendita dei vari canali, Riccardo Piazzolla è stato insignito della qualifica di Trade Marketing Director di Birra Peroni (gruppo Asahi Europe) e riporta direttamente a Enrico Galasso, presidente e amministratore delegato di Birra Peroni.

Prima di essere chiamato in Birra Peroni, Riccardo Piazzolla ha maturato varie esperienze nazionali ed estere nel campo FMCG (Fast Moving Consumer Goods, prodotti di largo consumo) in aziende del calibro Deloitte, Burger King e in particolare nella multinazionale birraria Anheuser-Busch/InBev.

«Riccardo porta con sé competenze trasversali e una profonda conoscenza del mercato italiano e internazionale - ha dichiarato Enrico Galasso, presidente e amministratore delegato di Birra Peroni - elementi cruciali per consolidare il ruolo strategico che il Trade Marketing ha all’interno dei nostri piani. Grazie alla sua esperienza, continueremo a lavorare per rendere sempre più premium il modo in cui attiviamo il mercato, definendo piani incentrati sulle esigenze di shopper e clienti».

«Sono felice di entrare in Birra Peroni e di poter contribuire allo sviluppo di brand iconici a livello globale e locale, come Peroni Nastro Azzurro e Raffo – commenta Riccardo Piazzolla, neo Trade Marketing Director di Birra Peroni – Insieme a tutto il team lavoreremo per proseguire insieme il percorso di evoluzione della funzione che l’azienda ha già intrapreso con successo negli ultimi anni e per continuare a generare valore insieme a tutti i nostri clienti».

Guidata dall'obiettivo di “Creare connessioni di valore”, insieme a tutto il Gruppo Asahi di cui fa parte, Birra Peroni è impegnata nel generare un impatto positivo per il pianeta ed offrire un’esperienza inclusiva per le persone e la società.
Con la sua produzione annua che supera i 7 milioni di ettolitri di birra, di cui più di 2 per il mercato estero, è tra le maggiori realtà del Paese con brand ormai simbolo del Made in Italy nel mondo, grazie alla passione delle oltre 800 persone che ne fanno parte, divise tra uffici, forza vendita, 3 stabilimenti (Bari, Roma, Padova)  e la malteria di Pomezia (Roma). Focalizzandosi su aree in cui può avere un impatto, Birra Peroni aderisce inoltre ai Sustainable Development Goals sanciti dall'Onu con “Legacy 2030”, il programma di sostenibilità di lungo termine che impegna tutte le aziende del Gruppo Asahi al raggiungimento di obiettivi sfidanti in termini di riduzione delle emissioni, approvvigionamento sostenibile, riduzione del consumo e riciclo di acqua, packaging, DE&I (Diversity & Inclusion, diversità e inclusione) e consumo responsabile.

Una ricca gamma di specialità

Birra Peroni produce e distrubuisce alcuni dei più popolari brand di birra, sia in Italia sia nel mondo. Oltre ai prodotti più recenti come l'agrumata Peroni Nastro Azzurro Stile Capri, l'analcolica Peroni Nastro Azzurro 0,0% e la "tarantina" Birra Raffo lavorazione grezza con cereali di Puglia non raffinati, vanta una ricca gamma di specialità come l'analcolica francese Tourtel, la giapponese Asahi Super Dry, la gamma doppio malto Peroni Gran Riserva, Peroni Cruda, Peroni Non Filtrata, Peroni Senza Glutine, Peroni Chill Lemon, il baby (25 cl) Peroncino, la "padovana" Itala Pilsen, la "bresciana" Wührer; le ceke Kozel e Pilsner Urquell, l'olandese Grolsch, le birre belghe d'abbazia St. Stefanus e St. Benoit Ambrée, le inglesi Meantime e Fuller's.

 

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