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Valentina Picca Bianchi eletta presidente delle Donne Imprenditrici Fipe

Valentina Picca Bianchi presidente Donne Imprenditrici Fipe

È Valentina Picca Bianchi la nuova presidente del gruppo Donne Imprenditrici di Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi). La nuova presidente, che resterà in carica per i prossimi 5 anni, è stata eletta nel corso dell’ultima assemblea del gruppo.

Nata a latina, laureata in Sociologia della comunicazione e dei mass media a La Sapienza di Roma, Picca Bianchi è entrata nel settore dei pubblici esercizi nel 2010, quando, dopo un’esperienza lavorativa in Telecom Italia, ha fondato White Ricevimenti, azienda di catering e organizzazione eventi.

«Sono molte e complesse le sfide che il mondo dei pubblici esercizi si trova ad affrontare. Per questo il lavoro dei prossimi 5 anni si baserà su due pilastri fondamentali: la concretezza e la formazione – ha sottolineato la neo presidente, anticipando alcuni punti del suo mandato -. Quando si fanno troppi proclami e si buttano sul tavolo troppi progetti, si finisce per lasciarli solo sulla carta. Il mio approccio è esattamente l’opposto: raccontare due idee e realizzarne tre». L’altro grande tema è quello della formazione. «È indispensabile che gli imprenditori siano incentivati ad assumere nuovo personale e formarlo, ma la vera sfida è anche quella di rendere questa formazione permanente. Troppo spesso le nuove generazioni fanno fatica a fare tesoro di un’esperienza formativa che viene loro messa a disposizione», ha spiegato Picca Bianchi.

Ad affiancarla in questo impegno, Antonia Zambelli, titolare di un pubblico esercizio e di una torrefazione a Varese, eletta vicepresidente. L’assemblea ha anche rinnovato il Consiglio direttivo delle Donne imprenditrici, formato da altri 9 membri: Gavina Braccu di Sassari, Marina Calvaresi di Livorno, Francesca De Lucchi di Milano, Fabiana Gargioli di Roma, Simona Marinai di Prato, Romina Muzi di L’Aquila, Francesca Porteri di Brescia, Federica Suban di Trieste e Anna Urzì di Catania.

Il rito slow del caffè al Costadoro Social Coffee Factory

I punti cardinali del Costadoro Social Coffee Factory

Lo scorso gennaio all’interno del Costadoro Coffee Lab Diamante in via Teofilo Rossi, nel cuore di Torino, venne creato il Social Coffee, un angolo dedicato alla cultura del caffè. Contraddistinto dallo slogan Nuova frontiera del caffè consapevole era l’ambiente in cui degustare con tempi più lunghi rispetto dal classico espresso, miscele biologiche e specialty nelle varie estrazioni, dall’espresso ai metodi a filtro, infusione e molti altri, a caldo e a freddo. Da pochi giorni l’”angolo” è diventato protagonista dell’intero locale, che ora è Costadoro Social Coffee Factory, il flaghship store della Torrefazione a cui si ispireranno i locali affiliati: le prossime aperture sono previste a Torino, Genova e Principato di Monaco.

Fabio Verona al nuovo banco bar
Fabio Verona al nuovo banco bar

«Il locale è in stile londinese - ci dice Fabio Verona, formatore per Costadoro e Ast Sca -: abbiamo tolto il classico servizio al banco: il cliente guarda l’offerta, sceglie, va alla cassa quindi passa davanti alla macchina espresso (una Strada de La Marzocco, ndr) dove il barista lo saluta e riceve l’ordine, quindi va a sedere. Un “vibrino” lo avverte quando la comanda è pronta da ritirare. L’obiettivo è fare comprendere ai clienti che il tempo di attesa, che prima avveniva al banco, si può trascorrere seduti, in tranquillità, su sedie e poltrone realizzate con materiale riciclato; qui tutto è eco-friendly».

La macchina espresso personalizzata Costadoro
La macchina espresso personalizzata Costadoro

Protagonista assoluto del locale è il caffè; il food comprende croissant, salato e per pranzo insalatone e sandwich. L’espresso realizzato con la miscela Respecto Bio, ha un costo di 1,30 euro; ad essa si affiancano un monorigine e uno specialty a rotazione; il Kenya (86 punti), utilizzato nel mese di ottobre, ha un costo di 2,80 ed è servito esclusivamente con il nacked. L’offerta di cucina è stata ridotta e questo ha permesso di recuperare spazio: non si è ampliato il locale in sé, ma è stato suddiviso in tre aree. Prima di tutto il Bar, con il lungo bancone realizzato in legno riciclato, quindi un’area Experience con strumenti per ogni tipo di estrazione, in cui conoscere da vicino il caffè, toccarlo annusarlo, assaggiarlo (qui è disponibile una macchina espresso Slayer) e, in alcuni momenti, vedere all’opera la tostatrice. L’area comprende anche uno Shop, con macchine espresso e grinder in vendita insieme a diversi strumenti per l’estrazione del caffè, dal V60 al chemex, dalla moka alla napoletana, e alcuni caffè sempre tostati freschissimi. Quindi l’Academy, con tutto il necessario per realizzare corsi professionali e amatoriali. Qui si sono formati i sei baristi che si alternano al banco bar: Cristian Herrera, Michela Piovuti, Ilaria Audino, Stefania Zecchi, Marco Aloy, Michele Malafarina (in tutto i dipendenti sono 19). Finita la formazione, tutti a Londra per visitare locali third wave, comprenderne la realtà e come ci si rapporta al cliente in modo costruttivo, offrendo conoscenza, oltre che caffè di qualità.

Comode poltrone per gustare un buon caffè con tranquillità
Comode poltrone per gustare un buon caffè con tranquillità

Rispetto al precedente locale si può dire che tutto è cambiato. Molti clienti accettano di buon grado la nuova impostazione, altri “scalpitano” davanti al fatto di “dovere” accomodarsi. A conciliare gli animi ci pensano le spiegazioni ricevute, l’ambientazione accogliente, l’assenza del vociare tipico di tanti locali. La consegna della preparazione avviene su un vassoio assolutamente inedito realizzato con legno di recupero e un metallo che ricorda i setacci dei crivelli.

Una rapida occhiata al locale: legno, ferro, tubi e rubinetti sono posti in evidenza in questo locale in stile industrial che utilizza materiali essenziali , con un occhio di particolare riguardo all’ecosostenibilità: dal legno antico ricondizionato proveniente dallo smaltimento di tetti e coperture di baite e case del territorio, ai frangisole in ferro per diminuire il calore dovuto all’irraggiamento solare (dunque il dispendio di energia per il condizionamento), ai licheni stabilizzati utilizzati per l’insonorizzazione, alle poltrone vintage originali, ai bicchieri da asporto in materiale 100% compostabile, infine la presenza di due postazioni di free-water a disposizione dei clienti per riempire le borracce.

“Yes I am Specialty!” i nuovi caffè di Interkom in e-commerce

Il logo della nuova offerta di specialty coffee di Interkom

Da più di 40 anni Interkom è un riferimento nella commercializzazione del caffè verde. Sensibile e attenta alle nuove tendenze del mercato, ha lanciato la linea “Yes, I am specialty!” dedicata alla vendita di specialty coffee. E’ una proposta che risponde alle richieste di qualità, sostenibilità e affidabilità sempre più ricercata dal mercato. Per operare questa svolta, l’Azienda napoletana ha operato in primis con Umami Honduras, il progetto di collaborazione internazionale che ha come missione la sostenibilità applicata alla coltivazione di caffè di qualità. La piantagione di Umami Honduras si trova nella regione di Copan e in essa vengono raccolti chicchi di varietà Arabica, Catuai, Bourbon, Typica e Lempira. L’offerta comprende inoltre lotti selezionati di caffè specialty provenienti da Colombia, El Salvador e Guatemala.

Caffè della Finca don Pancho, Guatemala

Un punto di forza di Interkom è la sua rete di logistica e distribuzione che sul territorio nazionale ha hub negli interporti di Nola e Bologna e sedi a Trieste, Venezia, Genova, Gioia Tauro, Salerno e Civitavecchia. Grazie a ciò, ai torrefattori è possibile acquistare i nuovi caffè anche in piccole quantità, come un singolo collo protetto da scatola rigida, senza essere vincolati alla logica del full container, attraverso il portale di e-commerce da poco avviato al quale i clienti possono ordinare direttamente i vari lotti di specialty. E’ sufficiente registrarsi al sito www.interkom.it per accedere alla propria area riservata, visionare e selezionare i caffè desiderati e il quantitativo per procedere direttamente al pagamento: i sacchi arrivano direttamente all’indirizzo desiderato. E’ una procedura semplice e rapida, assoluta novità per il mercato italiano ed europeo.

Certeza, il coffee tea
Certeza, il coffee tea

Un’altra è l’avvio della vendita della Cascara, la polpa della ciliegia di caffè essiccata con processo naturale, con cui è stato realizzato un infuso, CerTeza in bustine analoghe a quelle del tè, che dà una bevanda da gustare calda o fredda, con sentori di prugna e frutti rossi. Visto che nulla del caffè si scarta, anche la pellicola argentea è diventata ingrediente, insieme a una miscela di farine senza glutine, di un biscotto a forma di moneta, di qui il suo nome, Plata, indicato per pulire la bocca dei cup taster tra i vari assaggi.

I locali milanesi interpretano il Gorgonzola in formato sandwich

Gorgonzola e panino gourmet

Sperimentare nuove possibilità di consumo di un grande prodotto della tradizione gastronomica italiana. È con questo obiettivo che il Consorzio per la tutela del Formaggio Gorgonzola Dop ha lanciato l’iniziativa Gorgonzola & Panino Gourmet, invitando alcune paninoteche e paninerie milanesi, tutti rinomati per l’altissima attenzione alla qualità, a cimentarsi nella creazione di originali ricette di sandwich a base del famoso formaggio erborinato.

Sette i locali coinvolti nel progetto, patrocinato dall’Accademia del Panino Italiano, la fondazione culturale che promuove nel mondo l’unicità del Panino Italiano valorizzandolo come icona del Made in Italy: Bulk, Chic & Go, Fattobene Burger (che partecipa con le sue due sedi), Fud Bottega Sicula, Panino Giusto (che partecipa con 5 sedi), Pescaria (che partecipa oltre che con le due sedi milanesi, anche con quelle di Torino e Polignano a Mare) e Ristorante Daniel.

Locandina Gorgonzola e panino gourmetLocali che da giovedì 7 a sabato 9 novembre, a partire dall’ora dell’aperitivo, proporranno le loro due ricette esclusive di panino pensate appositamente per l’iniziativa: una a base di Gorgonzola Dolce Dop, l’altra a base di Gorgonzola Piccante Dop.

Scopo dell’operazione è mostrare nuove possibilità di utilizzo del Gorgonzola Dop e la sua grande versatilità, sia in termini di abbinamento con in più diversi ingredienti sia di proposte più informali e veloci, come appunto il panino, soddisfacendo i diversi trend di gusto di un pubblico molto trasversale, dai consumatori più maturi alle nuove generazioni.

E davvero molto variegate saranno le interpretazioni che ne daranno i locali, spaziando dalle proposte più minimal, come nel caso di Panino Giusto, a quelle più ricercate, come i sandwich gourmet di Chic & Go o gli abbinamenti con i burger a base di carne da filiere certificate di Fattobene Burger, passando per i raffinati panini proposti dallo chef Giancarlo Morelli al Bulk e dallo chef Daniel Canzian al Daniel, fino agli abbinamenti più sorprendenti, come quelli con ingredienti della cucina siciliana di Fud Bottega Sicula e con il pesce di Pescaria.

La nuova iniziativa segue quella realizzata lo scorso anno dal Consorzio Gorgonzola, Gorgonzola&Cocktails, che aveva visto sette locali di Milano, punto di riferimento dell’alta miscelazione, proporre finger food con il formaggio erborinato in abbinamento a originali cocktail.

A Milano Baritalia si trasforma in evento diffuso

Per la fase finale del nostro laboratorio itinerante sulla miscelazione a Milano, Baritalia non solo si fa in due (l'11 novembre la terza tappa alla Santeria e il 12 novembre la finalissima a Officina Milano) ma diventa una experience diffusa, coinvolgendo 25 locali della metropoli lombarda, tra i più noti e qualificati sul fronte della miscelazione di qualità. Si tratta di 1930Bar BassoBobBulgari HotelBulk-Morelli Milano, Carico  (nuovo locale di Dom Carella in apertura), Ceresio 7, Chinese Box MilanoDrinc. Cocktail & ConversationDry MilanoEnjoy Artigiani del bereFour Seasons MilanoMag CaféMandarin Oriental HotelMilordNottingham Forest MilanoPandenusPinch MilanoPravdaRita & Rita Tiki’s RoomSurfer’s GardenTaleaThe Botanical Club, The Stage Milano e Ugo Milano. I professionisti che animano i banchi bar di questa avanguardia milanese del "bere di qualità" saranno anche protagonisti nelle due giornate di Baritalia in veste di "giudici d'onore" pronti a sostenere coach e squadre in sfida. Vi aspettiamo numerosi!

2020, un calendario per celebrare la Terra e passare all’azione

Autunno, tempo di calendari e Lavazza brucia tutti sul tempo pubblicando un vero e proprio omaggio alla natura unito all'idea che ogni essere umano può/deve agire in prima persona in difesa dell'ambiente. È la trama del calendario 2020 Earth CelebrAction interpretato con stile ed eleganza da un big della fotografia artistica come David LaChapelle che ha messo in scena un racconto simbolico, che si svolge in ambienti dominati dai quattro elementi, fuoco, aria, acqua, terra, e che racconta il
 potere trasformativo della bellezza, capace di
 risvegliare l’attenzione delle persone e illuminarle.

TimbroWorldGreen400
  • “Altro…”

    Il risultato è una collezione di foto iperrealiste e iconiche che aprono al mondo del magico e rinsaldano il sentimento del legame indissolubile dell'uomo con la natura. Gli scatti sono stati realizzati alle
 Hawaii, dove LaChapelle vive da alcuni anni in una 
farm ecosostenibile. «L’evoluzione della ricerca di David LaChapelle
 verso temi legati alla sostenibilità e alla protezione
 dell’ambiente ci è sembrata incontrare idealmente 
l’evoluzione del calendario - ha spiegato Francesca
 Lavazza, membro del Board del Gruppo 
Lavazza -. L’edizione 2020 intitolata Earth
 CelebraAction vuole essere un invito rivolto a 
ognuno per rendere omaggio alla bellezza della Natura e a prendersene cura. Così come la Terra è Luogo e 
Madre, nello stesso modo anche noi dobbiamo 
prenderci cura di lei e di chi la abita. Le immagini
 realizzate da LaChapelle, con la loro forza estetica,
 rappresentano la volontà di utilizzare l’arte come 
strumento per costruire una nuova relazione tra la
 Terra e noi esseri umani. Il calendario continua ad
 essere uno strumento ideale per stimolare il senso 
critico sul presente usando l’arte e la bellezza per
 coinvolgere ed ispirare. Perché per noi, prendersi
 cura della Natura, è un’arte». Con questo nuovo calendario, il gruppo torinese conferma l'attenzione ai temi della sostenibilità e del futuro del pianeta. Un percorso inaugurato nel 2015 con la trilogia dedicata agli Earth Defenders di Steve McCurry, Joey Lawrence e Denis Rouvre proseguito con Platon, che nel 2018 realizza il progetto 2030: What are you doing? dedicato ai 17 Sustainable Goals promossi dall'ONU, mentre il 2019 è stato l'anno di Ami Vitale, fotografa del National Geographic Magazine e tra le più importanti fotoreporter contemporanee, che ha documentato sei progetti d'arte incentrati sulla Natura. C.B.

Tutti i campioni di Host

Host si è appena concluso con numeri da record: sono state infatti oltre 2.200 le aziende presenti, per una fiera biennale che si è rivelata, anche in questa edizione, una importante vetrina internazionale per i professionisti del mondo horeca. Nel corso dei cinque giorni della manifestazione tenutasi a Rho Fiera (Mi) si sono svolti ben 500 eventi, fra showcooking, gare e dimostrazioni. E sono state numerose le sfide, i campionati e i concorsi dedicati ai professionisti. Qui abbiamo voluto raccontare, in sintesi, chi sono i campioni saliti sul podio nei diversi contest.

  • “Altro…”

    Mondo caffè

    La finale del Gran Premio della Caffetteria, organizzato da Aicaf, ha visto i baristi confrontarsi nella realizzazione di 2 cappuccini, 2 espressi e 2 drink freddi a base di espresso. Ha vinto Paolo Rossi del Caffè Grandangolo di Dicomano (Fi); secondo si è piazzato Fabio Dotti, responsabile della formazione in Caffè Agust, terzo il sardo Francesco Sussarellu. Nella 6a edizione dell’Espresso Italiano Champion 2019 havinto il ventenne Stefano Cevenini, che ha curato nel dettaglio ogni passaggio durante la preparazione al fine di ottenere un espresso rotondo e piacevole. In tema di latte art, si sono svolte le finali italiane di Lags Battle, la competizione legata al sistema di certificazione della capacità tecnica e creativa del barista: il Latte Art Grading System. L’Italia è risultata vincitrice di tutti i livelli: Paola Andrea Torrico Garcia della pasticceria Silvana di Senigallia (An), Green Jug; Maurizio Boi del Bugan Coffee Shop Città Alta di Bergamo, Red Jug; Fabio Scacciaferro del ristorante Bocca d’Ersa di Poggibonsi (Siena), Black Jug; la campionessa mondiale di latte art Manuela Fensore, ha vinto nella nuova categoria, la Gold Jug. Infine, il Trismoka Challenge ha visto 12 tra i migliori professionisti internazionali della latte art sfidarsi in prove di difficoltà crescente. Ha vinto il campione del mondo 2016 della categoria, il coreano Um Paul.

    Pianeta dolce

    Nella competizione mondiale a squadre organizzata dalla Federazione italiana Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria FIPGC la vittoria va all'Oriente. Al primo posto si è classificato infatti il Giappone, con una scultura in zucchero che riproduce il tradizionale portale giapponese di accesso a un’area sacra (Torii). La scultura in pastigliaggio riproduce invece una Geisha, mentre quella in cioccolato è unguerriero Samurai. Il secondo posto è andato al team cinese, che ha presentato delle opere alte 180 cm che riprendono i personaggi più rappresentativi di uno dei grandi classici della letteratura del Celeste Impero. Terzo posto, infine, all’Italia. Il team composto da Gianluca Cecere, Umberto Soprano e Barbara Borghi ha presentato opere che si ispiranoal cinema, alla musica e alle tradizioni del nostro Paese: daSofia Loren, al Leone di Venezia, dal maestro Luciano Pavarotti, fino aunviolinoStardivari interamente edibile, con finissime corde in gelatina. Per finire, una pièce in isomalto che riproduce le maschere dell’Ottocento di Venezia.

    Cake design

    17 le squadre in gara ai Campionati Mondiali di Cake Design, provenienti dai 4 continenti, Africa e Australia comprese. La Polonia trionfa con Jowita Woszczynska, che porta a casa la coppa dei campionati organizzati dalla FIPGC. L’artista polacca conquista anche il premio come miglior torta da esibizione e quello per la miglior torta da degustazione. Il secondo posto va all’Italia, con l’opera di Manuela Taddeo, che ripercorre con composizioni in pasta di zucchero l’arte tricolore dal Rinascimento al Barocco. Terzo posto al Perù con la scultura di Monica Muñante: una rappresentazione di Machu Picchu impreziositada scene di manufatti, tessuti e feste della tradizione Inca.

    Sfide in cucina

    A Host si è svolta anche la terza edizione del concorso organizzato da Rational “Lo chef incontra il SelfCookingCenter”, che quest’anno è stato dedicato alla cucina sostenibile. Sei i concorrenti selezionati per la finale, i cui piatti sono stati valutati da una giuria di giornalisti, sotto la guida dello chef stellato Davide Oldani. Primo premio a Matteo Romano, 27 anni, chef del Lilith di Masseria Copertini di Vernole (Le), con una Rollatina di coniglio con i suoi fegatini e cicoria selvatica. Secondo classificato Riccardo Savignoni, 22 anni, con Petto d’anatra in brining affumicato e scottato, con pesca di Volpedo. Solo 20 gli anni della ligure Alessia Asturi, che ha proposto un Timballo di branzino e verdure. Per finire, Valko, in partnership con Wörndle-GranChef, ha indetto il CBT Contest,una gara di cucina sulla cottura a bassa temperatura. A vincere è stato Stefano Ballarino, chef di Villa d’Este, con il piatto Agnello in due cotture, finocchietto selvatico, cavolfiore affumicato, albicocca e yogurt di mandorle. M.B. - N.R. - E.B.

drinc.different nuovo bar dallo spirito Swing

Milano, redazionale per Fiordiprimi di Surgital. Luca Marcellin (barman del locale Drinc di Milano) Foto di Andrea Samaritani - Meridiana Immagini

Tra Città Studi e zona Buenos Aires, in un’area di Milano che si sta lentamente popolando di nuovi locali, Luca Marcellin ha fatto il bis con l’apertura di drinc. different. Il suo nuovo boutique cocktail bar, né secret né speakeasy, né serioso né formale, si trova infatti in via Hayez 13 a due passi dall’ammiraglia drink. Cocktails & Conversation di via Plinio. Lo spazio si sviluppa su 40 metri quadrati con 12 posti ai tavoli e 6 al bancone.

  • “Altro…”

    Dell’interior design si è occupato il gruppo Brandless che ha concentrato gli sforzi per tradurre in un linguaggio progettuale moderno gli anni d’oro dei locali Swing. Anni ’20, ’30 e ’40 che rivivono a distanza di un secolo in una forma nuova. Con tutto un microcosmo di elementi decorativi a tutta altezza fatti di curve, tagli netti e superfici cangianti. Il bancone bar, realizzato da Starinox Project è il centro di questo mondo: un monolite iridescente fatto di metalli e cucito su misura per favorire l’interazione bartender-ospite. Tra gli elementi di arredo più originali e interessanti, segnaliamo il retrobanco, frutto della ripetizione di quinte curve avvolgenti e coloratissime.

    Omaggio al Negroni

    Nel suo menu dei drink, in barba alla scaramanzia, ci sono 17 cocktail. A cominciare dal Duca (Don Q Gold Rum, La Valdotaine Bitter, Punt e Mes, Scuppoz Liquore di genziana e gocce di Angostura Bitters). Un drink, anzi un drinc, dal gusto pieno, leggermente speziato e amarognolo allo stesso tempo. In lista c’è anche Il Veneziano Imbruttito omaggio, in chiave milanese, alla città lagunare a base dell’autoctono bitter Select, di Cocchi Rosa, Nuestra Soledad Mezcal, Laphroaig 10 years e sciroppo di zucchero. Una mistura delicatamente amarognola con un piacevole sentore di torba. Nei 100 anni del Negroni non poteva mancare un omaggio. E che omaggio. Si tratta di 100 Plus, un aperitivo sospeso tra Estremo Oriente, via de’ Tornabuoni a Firenze (la culla del Negroni) e via Hayez a Milano. In 100 Plus troviamo Campari Bitter, Akashi-Tay Umeshu, Cinzano 1757 vermouth dry sciroppo di zucchero e Peychaud’s Bitters. Il tutto servito con un vero impianto alla spina. S.N.

Gelato soft, Carpigiani avvia un progetto di consulenza

soft serve carpigiani

A Host Carpigiani, azienda italiana che produce macchine per la gelateria artigianale, ha presentato le sue tecnologie al servizio del food retail e ha posto l'accento sui concetti di gelato nella ristorazione e nella pasticceria e alla tendenza del “Premium Soft Serve”. Stiamo parlando del gelato "soft", o gelato "alla spina" per i più creativi. È il gelato ottenuto con mantecatori automatici da banco, con una texture più morbida, dal sapore cremoso e più leggero del gelato artigianale all'italiana. Un prodotto che ha trovato spazio certamente all'estero - Stati Uniti soprattutto, dove la cultura dei frozen dessert è completamente diversa. Ma anche da noi, seppur in misura minore, negli spazi retail o nelle aree food dei centri commerciali.

Obiettivo: elevare l'immagine del gelato soft

Piccole gelaterie, caffetterie, ristoranti o anche pasticcerie: sono questi i locali che possono essere interessati a valutare questo tipo di offerta per i loro clienti, vista la facilità con cui si può installare una macchina per il gelato soft. Spazi ridotti, investimento modesto e bassi consumi di acqua ed energia. Lo "svantaggio" è che il gelato soft è ancora percepito, in Italia, come un gelato di bassa qualità e disponibile in una gamma di gusti molto limitata. Carpigiani prova a investire in questa zona grigia, presentando il servizio Soft serve consulting. Un servizio di consulenza che segue il cliente - imprenditore o titolare del locale, o lo stesso artigiano - per orientarlo non solo sulle scelte tecnologiche, ma anche nell'operations management e nella ideazione del "food concept" attorno al quale costruire il business del gelato soft.

No, l'esercente non ha la scienza infusa

Insomma, l'idea è far erogare alla macchina per il gelato soft un prodotto che sia sì cremoso e con un elegante ricciolo colorato, ma che abbia anche un'anima premium e ben agganciata al target che si vuole colpire. Studiandone la ricetta in base ai gusti del consumatore, prima di tutto. Carpigiani si è avvalsa della collaborazione del Future food Institute, una fondazione che si basa a Bologna e ha ramificazioni internazionali, e che sviluppa progetti legati al mondo dell'innovazione alimentare. Il risultato dimostrativo per la fiera è stato una ricetta di gelato soft al tè matcha con granelli di lampone essiccato, preparata con una macchina Carpigiani da banco per il gelato soft. Spiegano in Future food che lo sforzo profuso ha riguardato «la customizzazione totale dell'offerta: troppo spesso gli operatori pensano di avere tutte le risposte, di sapere già cosa piacerà al loro cliente. Invece dobbiamo partire dall'essere umano che acquista e studiare la ricetta, imparare i gesti del servizio, costruire packaging e immagine del prodotto dopo una attenta analisi dei trend».

Vincenzo Losappio firma il drink Keglevich per Halloween

K-Fruit Mule_Halloween Keglevich

La notte di Halloween si avvicina. E se molti si stanno già dando da fare, intagliando zucche e pensando a come addobbare il locale per la notte delle streghe, è il caso di pensare anche a qualche cocktail in tema da inserire nel menu. Un aiuto in questo senso arriva da Vodka Keglevich  che ha chiesto al bartender Vincenzo Losappio del Gin Fish Tasty and Tonic di Barletta di realizzare una originale ricetta creata ad hoc per l’occasione.

Vincenzo Losappio
Vincenzo Losappio, foto di archivio

K-Fruit Mule Special Edition Halloween è il nome del nuovo drink, che va ad ampliare la numerosa parade dei K-Fruit Mule, i twist sul Moscow Mule firmati dal brand di vodka di Stock Spirits Group, a base di Keglevich Frutta, la gamma di vodka alla frutta di Keglevich.

Il nuovo twist reinterpreta il grande classico in una versione più attuale, a bassa gradazione alcolica e fruttata. Fresco e dissetante, la sua formula aggiunge sciroppo di zucca, elemento simbolo della notte di Hallowen, polvere di cannella e Keglevich Pesca, che dona morbidezza e profumo al drink, agli ingredienti tipici del Moscow Mule: vodka, in questo caso Keglevich Dry, succo di lime, che dà un tocco di acidità, e ginger beer, con la sua nota piccante di zenzero. Il tutto guarnito con una stecca di cannella bruciacchiata e un pezzetto dell’immancabile zucca.

Un’interpretazione sorprendente del classico, ma al tempo stesso facilmente replicabile, proprio per consentire a ogni locale di inserirla nella sua proposta per la notte più spaventosa dell’anno.

La ricetta

K-Fruit Mule Special Edition Halloween
di Vincenzo Losappio
K-Fruit Mule_Halloween Keglevich

Ingredienti
2 cl Keglevich Dry
2,5 cl Keglevich Pesca
2 cl succo di lime
1 cl sciroppo di zucca
1 barspoon di cannella in polvere
top ginger beer
Preparazione
Tecnica build diureettamente nella mug di rame con ghiaccio, guarnire con stecca di cannella bruciacchiata e pezzetto di zucca. Per lo sciroppo di zucca: portare quasi a ebollizione 200 ml di acqua, aggiungere 50 g di zucca sminuzzata, lasciare in infusione per 5 minuti, filtrare e aggiungere 300 g di zucchero.

Rive di Campea Millesimato 2018, il nuovo prosecco superiore di Bisol1542

Bisol Rive di Campea Valdobbiadene Prosecco Superiore_Docg

Nasce dalla volontà di valorizzare l’aromaticità delle uve coltivate sulle ripide colline da poco diventate Patrimonio Unesco Rive di Campea Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Millesimato 2018 di Bisol1542.

La sua materia prima è infatti l’uva glera tonda proveniente dal più grande vigneto del Gruppo Lunelli, proprietario del marchio Bisol, a Valdobbiadene, all’interno di una delle “Rive”, i cru locali, più pregiate della Docg: 8 ettari di vigna nella frazione di Campea, coltivati a mano su suolo calcareo, che godono di una perfetta esposizione solare e di un eccellente microclima.

Le colline di Valdobbiadene prosecco
Le colline di Valdobbiadene

Ma l’identità di questo prosecco superiore, ottenuto con metodo Charmat, è anche frutto del millesimo 2018, un’annata particolarmente pregiata per la sua eleganza e la capacità di unire in un gradevole contrasto la piacevolezza gustativa e la verve dell’acidità dell’uva di alta collina. Non a caso Rive di Campea Dry Millesimato è anche la versione più profumata della linea dei prosecco superiore Bisol1542, un prodotto dal posizionamento premium e dedicato esclusivamente al mondo dei locali che colpisce per la ricchezza olfattiva e stilistica. Al suo fascino distintivo contribuisce innanzitutto il bouquet, dove delicate note floreali si fondono a vivaci note fruttate per un risultato di estrema raffinatezza. A questo si aggiunge un perlage stuzzicante e cremoso al gusto, mentre al palato si presenta armonico nel suo mix di freschezza e morbidezza, con un retrogusto che svela tutte le nuance che si avvertono al naso. Dal colore giallo paglierino, con riflessi smeraldini e reso brillante dal perlage minuto e ricco, il nuovo prosecco superiore di Bisol1542 (alc 11,5% in vol), grazie ai suoi profumi e alla sua intensità, è perfetto come aperitivo ed è anche molto versatile consentendo così all’operatore di sperimentare anche gli abbinamenti più insoliti e audaci.

Nuova icona dello stile dell’azienda, il lancio del nuovo prodotto è stato accompagnato da un tour di 8 eventi che hanno toccato i locali più di tendenza delle principali città italiane.

Best Brews, sei menù birra & food negli snack bar Four Points of Sheraton

La gamma delle sei birre Best Brew proposte nei bar della catena Four Points by Sheraton
La gamma delle sei birre Best Brew proposte nei bar della catena Four Points by Sheraton

Coerente con la propria politica commerciale rivolta a ricreare un ambiente confortevole per i viaggiatori business, la catena di sei hotel italiani Four Points by Sheraton (gruppo Marriott International) ha realizzato per tutto il mese di ottobre l'insolito programma Best Brews per l'abbinamento tra birre e specialità gastronomiche regionali.

Epicentro dell'iniziativa Four Points Best Brews Fest, è stato il BZero Bar del Four Points by Sheraton Milan Center (zona Stazione Centrale), coinvolgendo anche gli altri hotel italiani della catena presenti a Bolzano, Mestre, Padova, Siena e Catania.
In tutto il mondo gli hotel della catena sono oltre 275 e circa 120 proprietà in fase di sviluppo. Entro la fine dell'anno il brand americano prevede di inaugurare più di 30 hotel, il 50% dei quali fuori degli Stai Uniti.
Di seguito le Best Brews servite nei sei bar della catena Four Points of Sheraton.

Milan Center, Bzero Bar
Prodotta dal Birrificio di Legnano, produttore artigianale e brew pub in provincia di Milano, Birra Teresa è una chiara artigianale stile Belgian Blonde Ale di 6° alcolici, dall'aroma fine, con sentori speziati e fruttati di pepe, pera e melone. Proposta in bottiglia 33 cl (5 €) oppure alla spina in bicchieri da 20 (3 €) o 40 cl (5 €). Prende il nome da un celebre personaggio teatrale creato da Felice Musazzi della compagnia dialettale "I Legnanesi". Birra Teresa viene abbinata a cubetti di polenta, lardo e funghi chiodini.

Bolzano, B-Bar e Bistro 35
Prodotta dallo storico (e vicino) birrificio Forst di Lagundo (Bolzano) Birra Felsenkeller (cantina nella roccia) è una birra non filtrata e non pastorizzata dal gusto pieno, corposo e retrogusto morbido. Buirra a bassa fermentaziione, ha una gradazione alcolica di 5,2%. Birra Felsenkeller viene abbinata a fette di speck avvolte su grissini di grano duro.

Birra Felsenkeller Forst abbinata a fette di speck avvolte su grissini di grano duro
Birra Felsenkeller Forst abbinata a fette di speck avvolte su grissini di grano duro

Venice Mestre, Point & Go
Omaggio alla palla da gioco da rugby, Birra Lovale è una Golden Ale caratterizzata da profumi floreali con note resinose ed erbacee, prodotta dal microbirrificio RugBirra di Sona (Verona). Si caratterizza per una colorata etichetta d'impatto (!), per il colore arancio limpido, schiuma fine e persistente di moderata gradazione alcolica (4,2%). Birra Lovale è stata accostata a pane tostato con baccalà mantecato.

Birra Lovale di RugBirra con baccalà mantecato su pane tostato
Birra Lovale di RugBirra con baccalà mantecato su pane tostato

Padova, Pub Bistrot e Venetia Bar
Storico marchio birrario italiano (1877), Birrificio Angelo Poretti (gruppo Carlsberg Italia) di Induno Olona (Varese) firma specialità come Birra 6 Luppoli Bock Rossa, un'ambrata doppio malto (7° alc) dal gusto tostato, con venature di caramello e liquirizia. Birra 6 Luppoli Bock Rossa Angelo Poretti è stata abbinata a Grana Padano in cubetti, scaglie e cialdine con miele.

Birra Angelo Poretti 6 Luppoli Bock Rossa con Grana Padano in cubetti e miele
Birra Angelo Poretti 6 Luppoli Bock Rossa con Grana Padano in cubetti e miele

Siena, Winter Garden e Lobby Bar
Primo birrificio agricolo con certificazione biologica in Toscana, Fattoria La Steccaia di Montescudaio (Pisa) produce una specialità ad alta fermentazione come Birra Farzotta. Rifermentata in bottiglia, non pastorizzata e non filtrata, grazie all'aggiunta di farro, assume un colore dorato carico, con note maltate e dolci, sentori di frutta bianca (pera, banana) e di fiori (5,8° alc). Birra Farzotta è in abbinamento con il ciaccino, focaccia toscana con saporito prosciutto toscano o finocchiona (salume aromatizzato).

Birra Farzotta della Fattoria La Steccaia con ciaccino toscano e finocchiona
Birra Farzotta della Fattoria La Steccaia con ciaccino toscano e finocchiona

Catania, Horto by Timo Bistrot e Melograno Lobby Bar
Timilia è una qualità di grano autoctono coltivato presso l'azienda agriciola Fiorenza, utilizzato dal Birrificio Timilia di Catania per Birra Sicilian Red Ale Timilì. Prodotto ambrato con aggiunta di succo di arance rosse di Sicilia, fa risaltare le speziature delicate (grado alcolico 5,5%). Birra Sicilian Red Ale Timilì va fatta gustare con due arancini.

Birra Sicilian Red Ale Timilì con due arancini
Birra Sicilian Red Ale Timilì con due arancini

 

 

 

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