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È Giacomo Dini il nuovo Artista del Panino

Giacono Dini, della Pasticceria dei fratelli Bonci di Montevarchi (Ar), è il nuovo Artista del Panino ed entra così in un gotha composto da tre professionisti prima di lui: Giorgio Borrelli, Marco Carrieri e Gianpietro Sartori.

L'esito del concorso, organizzato da Vandemoortele e Agritech con la collaborazione di Bargiornale e dell'Accademia del Panino Italiano, lo si è avuto durante lo scorso Sigep 2020 quando gli otto finalisti - sette in verità per via dell'assenza di un concorrente - si sono dati battaglia davanti a una giuria composta da Barbara Rizzardini, direttrice dell'Accademia del Panino Italiano, Max Mariola, chef, scrittore e conduttore televisivo, e Ivano Ricchebono, chef e docente Alma. I finalisti, lo ricordiamo, si sono aggiudicati il diritto di partecipare alla finale durante quattro tappe svoltesi in tutta Italia lo scorso autunno: altissimo quindi il livello di tutte le ricette presenti.

La finale dell'Artista del Panino 2019 quest'anno era divisa in due parti. Nella prima i concorrenti hanno dovuto preparare e sottoporre alla giuria gli stessi panini con cui avevano partecipato alle semifinali. Da questa prima fase i primi due classificati sono stati "promossi"a una super finale nella quale, tra un paniere di ingredienti proposti loro dall'organizzazione, dovevano scegliere e creare al momento una preparazione.

E i due superfinalisti erano per l'appunto Giacomo Dini (arrivato in finale con il panino Il Tigullio - onore alla Liguria, a base di pesto di basilico fresco, cecina e baccalà fritto, mix di capperi, pomodorini e olive.) e la brava Giulia Della Motta, del Beestrò di San Mauro Pascoli (Fc) che ha preparato The Brisket, una schiacciatina all’olio farcita con brisket di manzo affumicato per 12 ore (una specialità del locale della sua famiglia), emulsione di maionese e senape, rucola e pomodorini freschi. Nella superfinale a due Giacomo ha prevalso su Giulia grazie a un panino a tre strati creato partendo dal quadrotto ai cereali Agritech affettato in tre parti e dove, nel primo "piano", ha posto del radicchio rosso trevigiano saltato in padella e del salmone affumicato, e, nel nel secondo piano squacquerone, rucola, germogli di soia e di ravanello, caprino dolce. Insomma un bel panino che ha convinto i giudici.

Una doverosa menzione, infine, agli altri finalisti che erano: Michele Locatelli, titolare del 18B di Brescia; Elena Amendolara, del Fishè di Palo del Colle (Ba); Domenico Bianco, della Salumeria Bianco di Putignano (Ba); Patrizio Passavante, del Bar Conad Superstore di Avigliana (To) e Valentino Ranuio, del Gusto Tondo di Cermenate (Co).

 

Nella foto in alto, da sinistra: Valeria Baiano Trade Marketing Coordinator di Vandemoortele, Giacomo Dini e Giulia Della Motta

Iginio Massari, prossima tappa Verona

massari team 1

Continua, e ce lo aspettavamo, il progetto di espansione del Maestro dei maestri della pasticceria italiana, Iginio Massari. La prossima tappa pare proprio essere Verona, dopo i già collaudati negozi di Milano e Torino - e, naturalmente, la Pasticceria Veneto di Brescia.

Gli indizi appaiono su Instagram

La notizia è apparsa, indirettamente, sull'account Instagram di Massari. Una semplice foto del logo del pluripremiato artigiano bresciano, e la seguente didascalia: «Cerchiamo pasticcieri residenti a #Verona . Richieste: forte orientamento alla qualità; fine manualità; capacità di lavorare all'interno di un team; capacità di apprendere in maniera veloce. I candidati in possesso dei requisiti richiesti sono pregati di inviare il proprio curriculum vitae, all’indirizzo di posta elettronica: hr@iginiomassari.it». Tutto lascia intendere che Massari abbia scelto la città di Romeo e Giulietta per aprire il prossimo pdv, visto che sta cercando personale residente a Verona. Dopo il primo test milanese, il Maestro aveva scelto piazza CLN, a 50 metri da Piazza San Carlo, in pieno centro di Torino. Non per un punto vendita qualsiasi, ma per una pasticceria denominata Galleria Massari, a due piani e in una location che si estende su di una superficie di 300 metri quadrati, con una settantina di posti a sedere. Massari aveva spiegato pochi mesi fa, proprio a Dolcegiornale, di essere in fase di studio di «più di una location, potrebbe essere Roma o Firenze. Comunque sempre un centro con un grande flusso e spazi adeguati». Questo anche per il "difetto" riscontrato con il negozio piccolo di Milano, vicino a piazza Diaz: «Certamente quello rilevante riguarda le dimensioni ridotte del negozio: per questo cercheremo in futuro spazi più ampi». La caccia alla location veronese è aperta, i curiosi dovrebbero partire da spazi commerciali liberi centrali e di grande metratura.

Nuovo negozio, nuovo brand

Proprio l'apertura a Torino aveva segnato un altro passaggio rilevante: il re-branding dell'intera offerta di pasticceria di Iginio Massari. Il Maestro ha rivisto il suo marchio, con una operazione di restyling che ha toccato sia le insegne dei negozi sia il packaging e le firme sui prodotti. La grafica del nuovo brand è ispirata proprio ai prodotti di pasticceria del più titolato pasticcere d'Italia. Non è finita: visto che ormai le notizie viaggiano solo a mezzo social, vale la pena spulciare le condivisioni su Instagram andando a ritroso. Si scopre così che in casa Massari si sta anche rinnovando il dehor della pasticceria di Brescia, come testimoniano queste immagini postate dallo staff del pasticcere.

dehor brescia lavori
Gli scatti postati su Instagram da Iginio Massari testimoniano il rinnovamento del dehor della sua Pasticceria Veneto, a Brescia

C+C, il cash&carry si specializza

C+C Selex
Attenzione ai consumi energetici e un assortimento di prodotti e servizi pensato per l'horeca. Sono i punti di forza che fanno di C+C, insegna di cash&carry del gruppo Selex, un partner ideale

Interpretare l’evoluzione dei consumi nel fuori casa per rispondere al meglio alle esigenze di questo settore articolato, con una attenzione particolare al mondo bar.
È con questo obiettivo che negli anni C+C, l’insegna nazionale dei cash & carry del Gruppo Selex, colosso della distribuzione multicanale, ha rivisitato la propria formula, già nata con uno spiccato orientamento sull’horeca, puntando a porsi sempre più come partner per ogni tipologia di locale attraverso una proposta di soluzioni e assortimenti focalizzati sulle necessità di questo canale, per aiutare gli operatori a qualificarne l’offerta e a ridurne i costi di rifornimento e di gestione.

Una strategia che paga e che ha consolidato la posizione di C+C, insegna nata più di mezzo secolo fa, come una delle maggiori realtà del settore, con una quota di mercato del 14,5% (fonte aziendale) e 63 punti vendita presenti nella Penisola, soprattutto nel Centro-Nord, tra i quali il nuovo cash & carry aperto a Roma lo scorso ottobre.
Innovazione, attenzione ai consumi emergenti, assortimenti profondi e diversificati rispetto ai diversi target di clientela, oltre a servizi ad hoc, rappresentano i punti di forza dell’insegna. L’assortimento, costantemente aggiornato e rinnovato, comprende migliaia di referenze, con una ricchissima offerta food and beverage. Un’offerta, all’insegna del binomio alta qualità e convenienza, che copre le necessità di tutti i momenti di consumo del bar, dalla colazione al dopocena, con prodotti, ingredienti, materie prime e semilavorati dei migliori brand.

Un ruolo importante, all’interno dell’assortimento dei cash&carry C+C, è rappresentato poi dalle oltre 600 referenze delle linee del gruppo Sù e Vanto: la prima per l’alimentare, con oltre 400 referenze ad alto contenuto di servizio e uno speciale focus sui prodotti per la colazione, la pausa pranzo e l’aperitivo; la seconda per la detergenza e per la toiletries, categorie caratterizzate da un ottimo rapporto qualità-prezzo e studiate in esclusiva per i locali, anche nel packaging e nei formati.

Altro aspetto caratterizzante dei punti vendita C+C è il ruolo centrale assunto dal reparto dei freschi. Dall’ortofrutta, con prodotti proposti in confezioni ideali per i clienti professionali e un vasto assortimento di referenze di quarta e quinta gamma, all’ampio banco macelleria, dove è previsto anche il servizio di prenotazione di tagli particolari e la disponibilità di carne già frollata, al reparto pescheria, con arrivi giornalieri di pesce di stagione pescato nei nostri mari, fino all’area salumeria formaggi e gastronomia, con una forte incidenza di specialità tipiche.

Non meno ricca la proposta beverage dei C+C, dove insieme a alla ricca offerta di spirit di alta gamma, uno spazio strategico assume la Cantina, con più di 500 etichette tra nazionali ed estere, e quello riservato alle birre, con più di 100 diverse specialità, e dove particolarmente valorizzate sono le produzioni artigianali dei territori dove i punti vendita sono collocati.

Destino e Menegazzo i vincitori della Sweet&Shake Cup

Bargiornale Vincitori Concorso Debic Sweet&Shake Cup 2020
I due vincitori del concorso Sweet&Shake Cup con gli altri finalisti

Antonio Destino dell'Artisan Cafè di Bergamo e Luca Menegazzo dell'Estremadura Cafè di Verbania: sono i vincitori della seconda edizione di Sweet&Shake Cup, il concorso ideato da Debic in collaborazione con Bargiornale per promuovere l'utilizzo della panna, liquida e spray, nella miscelazione.

La finale è andata in scena all'interno del Sigep e ha visto sfidarsi sei finalisti, divisi in due categorie: Sweet drink, ovvero la rivisitazione in chiave liquida di un dessert, e Coffee mix, dedicata ai drink a base panna e caffè.

Antonio Destino ha vinto con il suo "After eight", un cocktail da bere dopocena, nella categoria "Coffee mix". Al secondo posto si è piazzato Gian Maria Ciardulli, della Donna di Cuori di Cecina, che ha presentato una rivisitazione del Negroni chiamato Conte Debic. Terzo Omar Corgnati, del Fuk Cocktail Bar di Firenze, con il suo New Fashioned.

Combattutissima la finale della categoria "Sweet drink", che ha visto prevalere di un soffio Luca Menegazzo con il suo "Ricordi di Maiori" su Jordy Di Leone, che ha presentato "A-frappè", drink estivo rivisitazione del frappè. Terzo Dario Olmeo del Maracaibo di Alghero con il suo "Debic Seada".

A giudicare i sei finalisti una supergiuria composta dal bartender Daniele Gentili, dal barista Davide Spinelli e dal pasticcere Andrea Bonati, affiancati dai due vincitori della prima edizione, Marco Pipp e Lucio Serafino.

Pipp e Serafino hanno poi proposto il proprio drink, studiato ad hoc per festeggiare i 100 anni di Debic.

A premiare i due vincitori Emanuela Tesselli, marketing manager di Debic, e Camilla Negri, di Rg Commerciale, insieme a Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale. Ai due vincitori una fornitura di prodotti professionali di Rg Commerciale del valore di 500 euro.

 

Coppa del mondo di Gelateria, vince l’Italia

italia cmg 2020

In clima da entusiasmo calcistico, l’Italia vince la 9ª Coppa del Mondo di Gelateria. Sul podio della Gelato Arena a Sigep, per l'edizione 2020 della Coppa, anche il Giappone e l’Argentina.

Squadra che... vince!

Ma è la squadra italiana ad essersi aggiudicata con pieno merito, ieri sera, la gara organizzata da Sigep e Gelato&Cultura. Riconoscimento unanime, con i voti della giuria della stampa specializzata e dalla giuria artistica, oltre a placet della giuria tecnica. Nella squadra italiana erano schierati il gelatiere Eugenio Morrone, il pasticciere Massimo Carnio, lo chef Marco Martinelli e lo scultore del ghiaccio Ciro Chiummo, con Giuseppe Tonon nel ruolo di team leader. Il tema attorno al quale i nostri portacolori era "I segreti del bosco", sviluppato con una scultura di ghiaccio che raffigura un cervo che sbuca da un cespuglio e una torta gelato al pistacchio, lampone e fragola e mora su base di croccantino con semifreddo al mascarpone e vaniglia. In sezione, nella fetta, la sagoma del ciclamino e della mora. La torta gelato ha vinto anche il premio speciale della giuria stampa.

I dream team di Giappone e Argentina

Il Giappone si è classificato sul secondo gradino del podio con il tema "Fiore della musica". In squadra Naoki Matsuo, Kenichi Matsunaga, Kengo Akabame e Hiromi Nishikawa con Kanjiro Mochizuki team leader.

Giappone
La squadra giapponese, seconda alla Coppa del mondo di Gelateria 2020
L’Argentina ha scelto i "Pirati dei Caraibi". In squadra Mariano Zichert, Pablo Nicolas Renes, Matias Dragun e Ruben Darre, con team leader Maximiliano Cesar Maccarrone.

Otto prove in tre giorni

Le 11 squadre coinvolte nella finale hanno affrontato otto prove in tre giorni: vaschetta di gelato decorata, monoporzione in vetro, mystery box (ingredienti a sorpresa diversi per ciascuna squadra), torta artistica gelato, entrée di alta cucina, scultura in ghiaccio e in croccante, snack di gelato e gran buffet finale, ovvero la presentazione di tutti gli elaborati. Di sostegno ai campioni in gara, gli studenti dell’Istituto Alberghiero Sigismondo Pandolfo Malatesta di Rimini.

Argentina
La squadra argentina, terza classificata alla Coppa del mondo di Gelateria 2020

I premi speciali

Oltre il premio alla miglior torta gelato - come detto andato all'Italia - gli altri premi speciali sono stati assegnati al Giappone per la miglior scultura di ghiaccio; all'Argentina per la mistery box; di nuovo all’Italia per il miglior gran buffet finale. Infine, il Premio Carlo Pozzi per l’ordine e la pulizia, è stato assegnato dai commissari di gara al Giappone che meglio ha tenuto la postazione di lavoro.

La giuria: tecnici, ex vincitori e media internazionali

La giuria era così composta: sul campo hanno vigilato i lavori tre commissari tecnici dall’esperienza pluriennale: Sergio Colalucci, Sergio Dondoli e Gaetano Mignano. Con loro, alcuni campioni delle precedenti edizioni della Coppa: Leonardo Ceschin, Stefano Venier, Francesco Falasconi, Luigi Tirabassi, Amelio Mazzella di Regnella, Antonio Capuano, Maurizio Alessi, Luca Mazzotta. La giuria Media era composta da 10 giornalisti specializzati in gelateria, pasticceria e F&B, di livello internazionale.

Davide Pisano vince Star of Sugar

Foto Davide Pisano
Davide Pisano, trentaquattrenne varesino, titolare de La Pasticceria di Davide di Venegono Superiore (Va) con la sua Equilibrium Cake si è aggiudicato il primo premio nel concorso Star of Sugar, al Sigep di Rimini. Davide ha proposto un dolce da viaggio (che, per regolamento, deve avere una shelf life di almeno 5 giorni a temperatura ambiente) realizzato con la nuovissima farina Besozzi Oro Non Raffinata, che Italmill ha deciso di mettere a disposizione, in anteprima assoluta e inedita ai protagonisti dei Pastry Events che hanno scandito le giornate di Sigep 2020.

La composizione del dolce è stata improntata alla ricerca dell’equilibrio aromatico tra cioccolato e frutta, sia nella ricetta che nella presentazione (da qui il nome della torta). «Grazie alla farina Besozzi Oro Non Raffinata – ha dichiarato Pisano – una farina macinata a pietra, sono riuscito a ottenere, inaspettatamente, un dolce che ha conservato la sua umidità, mantenendosi morbido e succulento al palato».

La novità 2020 di Italmill dunque si rivela di successo prima ancora di essere immessa sul mercato, non solo perché cavalca il trend emergente che vede crescere l’interesse verso farine più scure, rustiche ericche di fibre, ma anche perché questi plus nella direzione del benessere e della salute non comportano alcun compromesso di gusto.

Bartender in cattedra a Riva Pianeta Mixology

Riva Pianeta Mixology

Torna, dal 2 al 5 febbraio al Quartiere Fieristico di Riva del Garda, l’appuntamento con Hospitality, il nome che da quest’anno ha assunto Expo Riva Hotel, la fiera dedicata al mondo della ristorazione e dell’ospitalità. E torna l’appuntamento con RPM - Riva Pianeta Mixology, l’area speciale della fiera dedicata alle nuove tendenze del bere miscelato, tra gli eventi caratterizzanti della manifestazione.

Area che, come di consueto, propone un folto numero di aziende del settore che presenteranno il meglio del loro portafoglio spirit e le ultime novità nel campo delle attrezzature per il bartending. A questo si aggiunge una ricca offerta formativa, grazie ai 6 educational e alle 2 masterclass in programma nei quattro giorni della manifestazione, condotti da alcuni dei più talentuosi ambasciatori dell’arte della miscelazione.

Il ciclo di incontri si apre domenica 2 febbraio con la masterclass di Luca Barbieri, di Otto Otto Baijiu, Moutai & Fenjiu. Alla scoperta dei baijiu (ore 11-12.30), dedicata al mondo del distillato della tradizione cinese, per proseguire con l’educational Miscelare le pere (ore 14-16) a cura di Giovanni Ceccarelli e Federico Mastellari della Drink Factory, la scuola per barman di Bologna, focalizzata su come valorizzare un ingrediente comune nella preparazione dei cocktail attraverso l’uso di tecniche innovative e i giusti abbinamenti.

Lunedì 3 la sessione si apre con la masterclass di Alejandro Mazza, global brand ambassador Ramazzotti, Dolce o Amaro? Scopri Gardami con Ramazzotti e Garda Doc (ore 11-12.30), dedicato al nuovo cocktail nato dal sodalizio tra l’iconico amaro e le bollicine del Garda. A seguire l’educational Il piccolo barman, Vivere sognando (ore 13.30-15) con il mixologist Flavio Angiolillo, titolare del Mag Cafè, 1930, Backdoor 43, Barba, Iter, tutti locali situati a Milano, che racconterà le sue esperienze e la sue riflessioni sul lavoro dietro il bancone. Chiude la giornata Leonardo Veronesi, titolare del Rivabar Cocktail Bar di Riva del Garda, con Il cocktail poliedrico (ore 15.30-17), nel quale proporrà un viaggio tra i diversi aspetti della miscelazione.

Martedì 4 a salire in cattedra sarà Samuele Ambrosi, cofondatore del Cloakroom Cocktail Lab di Treviso, con l’incontro Cloakroom vs Hot Drinks (ore 13.30-15) nel quale condurrà i presenti in un viaggio alle origine del cocktail. Il secondo incontro della giornata sarà con Giorgio Fadda, vice presidente Iba (International Bartenders Association), con il suo educational L’arte del bartender (ore 15.30-17).

Il programma di incontri si chiude mercoledì 5 con l’appuntamento con Leonardo Leuci, titolare del Jerry Thomas Speakeasy di Roma, che nel suo educational Tradizione, evoluzione, innovazione (ore 14-15.30) parlerà dei drink che hanno cambiato la storia della miscelazione.

Per partecipare agli educational e alle masterclass occorre iscriversi e prenotarsi nella sezione del sito della manifestazione dedicata a Riva Pianeta Mixology. L’iscrizione dà diritto al biglietto di ingresso in fiera per il giorno dell’evento e a un cocktail per ogni educational da consumare al bar di RPM.

Al via a Firenze Ego Circus, il “circo” della miscelazione

Ego Circus

Prende il via a Firenze la seconda edizione di Ego Circus, manifestazione dedicata all’alta miscelazione. Ideato da Gabriele Frongia, food and beverage manager dell'Hotel Plaza Lucchesi, l’evento, che si concluderà il prossimo 6 aprile, è, come dice il nome, una sorta di circo della mixology, che vuole solleticare l’ego dei bartender, fiorentini, italiani e internazionali, lasciandoli liberi di esprimere la loro arte in un gioco di contaminazioni e suggestioni durante una serie di serate itineranti che avranno come palcoscenico il Bar Empireo del Plaza Lucchesi e 10 cocktail bar della città.

La nuova edizione della manifestazione presenta due importanti novità: il coinvolgimento, insieme ai bartender fiorentini, di alcuni dei più talentuosi colleghi da tutta Italia, in qualità di special guest delle serate, e la Ego Academy, ovvero tre masterclass con barman internazionali provenienti da alcuni dei locali più importanti del mondo. Novità in linea con la vertiginosa crescita della scena della miscelazione fiorentina, sempre più al centro del panorama mixology nazionale, e che puntano a rafforzare lo “spirito di squadra” dei barman della città, anche attraverso nuove possibilità di scambio di conoscenze tra questi e i loro colleghi attivi nel resto della Penisola e all’estero.

Ego Circus logo
Il logo di Ego Circus

Per quanto riguarda le serate, la formula di Eco Circus prevede per ogni appuntamento un bartender ospite che prima affiancherà dietro il bancone il barman residente dell’Empireo (dalle 18.30 alle 20.30) per poi spostarsi in uno dei cocktail bar che hanno aderito alla manifestazione, per affiancare i barman del locale (dalle 22 alle 24). In ogni serata verrà proposta una cocktail list ad hoc composta da tre drink, dei quali una creazione del guest bartender, che resteranno nella carta del locale fino alla conclusione della manifestazione.

Inoltre, ogni locale proporrà anche un drink analcolico, che sarà somministrato gratuitamente alle persone che a fine serata decideranno di guidare. Un’iniziativa funzionale a un altro obiettivo del progetto: sensibilizzare verso un consumo qualitativo degli alcolici e ricordare quanto il bere bene sia parte integrante del bere responsabile. Tema sul quale, in collaborazione con l’Associazione Onlus Generazione Contatti, nel corso della manifestazione sarà organizzata una giornata dedicata ai giovani.

Gli appuntamenti in programma

Il programma degli appuntamenti prende il via il 20 gennaio con Maurizio Zanni dell’Antiquario di Napoli che finirà la serata al Rasputin, mentre il 27 sarà il turno di Giulio Tabaletti del Gradisca Cafè di Genova che si troverà sul finale al Rex. Si continua il 3 febbraio con Mauro Uva della Fucina del bere, Università del Bartending e della Grappa, che porterà la sua creazione al Dome, per proseguire il 24 con Marella Batkovic de Il Bistrotto di Genova protagonista dell’appuntamento che si chiuderà alla Ditta Artigianale di Via dello Sprone.

Il 2 marzo sarà la volta di Samuele Campanini del Jiggers di Reggio Emilia che finirà la serata presso l’Habitat, mentre il 9 della barlady Solomyia Grytsyshyn del Chorus Cafè di Roma al Love Craft. Gli appuntamenti di marzo proseguono il 16 con Mario Farulla del Baccano, altro locale romano, al Mad - Souls & Spirits, il 23 con Marco Riccetti di Inside di Torino a La Menagere e il 30 con Yuri Gelmini del Surfer’s Garden di Milano all’Atrium Bar del Four Seasons. A chiudere la manifestazione, il 6 aprile, sarà Sossio Del Prete dello Shub di Sorrento (Napoli) dietro al bancone del Caffè Paszkowski.

Le masterclass

Completano il ricco programma, le masterclass dedicate ai professionisti e tenute dai bartender di alcuni dei più importanti cocktail bar del mondo, che racconteranno il loro approccio alla miscelazione, le loro tecniche di lavoro e le filosofie e le innovazioni introdotte nei loro locali. Un’altra opportunità per ampliare il proprio patrimonio di conoscenze allargando lo sguardo al panorama bartending internazionale. Aperti dal seminario di Hiroyasu Kayama del Benfiddich di Tokyo, proseguiti con quello di Ronan Keilthy del 28 Hong Kong Street di Singapore, gli incontri si concludono il 10 febbraio con la masterclass di Ivan Semchenko del Delicatessen di Mosca. L’incontro, della durata di due ore, è a pagamento (costo 40 euro, che include anche un piccolo aperitivo e un free drink per il night shift che si terrà la stessa sera) e a numero chiuso (per prenotarsi scrivere a: fb.lucchesi@toflorence.it) e si svolge presso l'Hotel Plaza Lucchesi, con inizio alle 14.30.

Gruppo Cimbali a Sigep tra novità, degustazioni e masterclass

LaCimbali M100 GTA Tiffany

Nell’ambito di Sigep, il Gruppo Cimbali – pad. D1, 077 - propone un “viaggio” coinvolgente alla scoperta delle novità dei suoi due marchi LaCimbali e Faema. Al suo interno, uno spazio dedicato alla cultura è curato da Mumac Academy, con un calendario ricco di eventi, per una 5 giorni di “total coffee experience” attravero la presenza di alcuni microroaster, degustazioni di espresso e abbinamenti di caffè, cioccolato, grappa e masterclass a cura di campioni pluripremiati come Manuela Fensore, campionessa mondiale in carica di latte art, e Francesco Corona, più volte campione italiano di coffee in good spirits.

Faema President GTi
La macchina espresso Faema President GTi

Partendo da Faema, grande spazio è dato alle reinterpretazioni di due modelli degli anni ’60 e ’70, Faema President e Faema Prestige, con un design unico e nuove soluzioni tecnologiche ed ergonomiche barista friendly. Presente anche la Faema E71E con il modello firmato dallo studio Giugiaro Design, macchina ufficiale delle finali del Campionato Italiano Baristi Caffetteria; il macinacaffè Faema Groundbreaker, compatto performante è invece utilizzato dai partecipanti alle finali dei campionati di Latte Art e di Coffee in Good Spirits.

Il marchio LaCimbali è rappresentato da LaCimbali M100 Attiva, che valorizza la creatività del barista e le caratteristiche delle miscele e delle monorigini. Presente, inoltre, la preview di LaCimbali S60, una combinazione tra tecnologia e soluzioni smart connected, LaCimbali S20 e LaCimbali S30.

Workshop Mumac Academy

All’interno dello spazio espositivo, riflettori accesi anche sulle soluzioni di internet of things, sistema attraverso cui è possibile analizzare i parametri riguardanti ogni bevanda erogata dalle macchine collegate via wi-fi, monitorare le performance dei modelli e migliorare la gestione quotidiana dell’attività. Il sistema Iot punta sulla telemetria con la quale, grazie alla caratteristica distintiva della bidirezionaltà, per regolare i parametri della macchina come temperatura, tempi di infusione e di estrazione, analizzare i dati di consumo, personalizzare icone e layout del menù e visualizzare sui display video e offerte promozionali.


Gli appuntamenti alla Mumac Academy Arena

Sabato 18 Gennaio

10.30-11.30 am: Latte Art Show Manuela Fensore, Campionessa Mondiale Latte Art 2019

11.30-12 am: Brita, l’acqua fa la differenza, Alberto Contini, Brita e Gian Zaniol, Campione Italiano Brewers 2017-18

12.30 am-1 pm: Mille sfumature di caffè, Rubens Gardelli, Campione Mondiale Roasting 2017-18

2-2.30 pm: Coffee Philosophy con Caffè dei Cavalieri e Nero Scuro, Matteo Cecconi, Caffè dei Cavalieri (Pisa) e Silvia Perin e Paolo Tessarolo, Nero Scuro (Bassano del Grappa)

3-3.30 pm: Facciamo la Moka, Davide Spinelli, E&B Lab

4.30-5 pm: Coffee meets spirits, Anastasia Artamonova e Arianna Cuocci, Nice & Nasty e Franco Tucci

Domenica 19 Gennaio

10.30-11 am: La colazione artistica, Paolo Carnelevare (Modecor), Manuela Fensore, Campionessa Mondiale Latte Art 2019

11.30-12 am: Coffee Philosophy con il Manovale, Gianluca Lavacca, Il Manovale

12.30 am-1 pm: CUP4YOU, Il caffè connesso, Simona Papaluca (Gruppo Cimbali)

2-2.30 pm: Filicori Zecchini, 100 anni di storia, Filippo Spimi (Filicori Zecchini)

3-3.30 pm: Metamorfosi del Gusto, Laura Margarito e Claudia Balzan (Torrefazione Griso)

4.30-17 pm: Coffee Meet Spirits con Francesco Corona, Francesco Corona (Coffee & Good Spirits)

Lunedì 20 Gennaio

10.30-11 am: Flavored syrups amarena with coffee, Michele Brighetti (Toschi Vignola)

11.30-12.30 am: Coffee Philosophy con Garage Coffee Bros, Davide Cobelli, Garage Coffee Bros

12.30 am–1 pm: SAICAF Coffee Tour advisor, Gianluca Arnesano, Andrea Panizzardi (SAICAF)

2-2.30 pm: Gli stili dell’espresso italiano, Carlo Odello (IEI)

3-3.30 pm: Coffee Philosophy con Pergamino Caffè, Luigi Parise (Pergamino Caffè)

4.30-5 pm: Espresso vs Moka, Lorenzo Baffi (Caffè Trucillo) MARTEDÌ 21 GENNAIO

10-11 am Le mani nella terra, incontri con coltivatori del caffè dal Sud America, in collaborazione con IILA e CEFA

11.30-12 am: Coffee Philosophy con Pierre Cafè, Luigi e Vincenzo Paternoster (Pierre Cafè)

12.30 am-1 pm: Non solo espresso, Angelo Sportelli (Gruppo Cimbali)

2-2.30 pm: Caffè Barbera e Gruppo Cimbali, oltre due secoli di storia, Vittorio Barbera (Caffè Barbera)

3-3.30 pm: Coffee Philosophy con Grano Nero, Stefano Benedetti (Grano Nero) Mercoledì 22 Gennaio

11-12 am: Latte Art Show, Manuela Fensore, Campionessa Mondiale Latte Art 2019

Le Distillerie Bonollo tra i 100 Ambasciatori Nazionali

Distillerie Bonollo Premio 100 Ambasciatori Nazionali

Un altro importante riconoscimento è arrivato per Distillerie Bonollo Umberto di Padova. La distilleria veneta è stata infatti insignita del Premio 100 Ambasciatori Nazionali, assegnato dall’Osservatorio delle Eccellenze Italiane, con la supervisione di un autorevole Comitato d’onore composto da rappresentanti di importanti enti e istituzioni nazionali e presieduto dall’attore e regista Carlo Verdone. E proprio Verdone ha consegnato il premio a Elvio Bonollo, responsabile marketing Elvio e relazioni esterne dell’azienda, nel corso cerimonia svoltasi a Roma, nella suggestiva cornice della Sala Koch a Palazzo Madama, la sede del Senato.

Dedicato ad aziende, comuni, ed enti che realizzano azioni che favoriscano lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio territoriale, il Premio è stato assegnato alle Distillerie Bonollo «per aver contribuito allo sviluppo socio-economico non solo del settore ma dell’intera Nazione e per aver saputo difendere le proprie radici, contribuendo al progresso e all’innovazione», recita la motivazione.

Un riconoscimento che premia il contributo dato dall’azienda nel corso della sua storia a fare della grappa, prodotto della tradizione contadina e spesso percepito come “provinciale”, un’eccellenza del made in Italy. Un cammino all’insegna della sperimentazione e dell’innovazione, che costituiscono due punti cardine dell’attività dell’azienda fin dai primi anni del Novecento, quando il fondatore Giuseppe Bonollo avviò la produzione delle sue grappe con gli allora innovativi alambicchi a vapore, che permettevano di ottenere un distillato dalle caratteristiche organolettiche superiori. Opera che la famiglia Bonollo ha proseguito nel tempo, mettendo a punto il “Sistema Unico di Produzione Bonollo”, un complesso processo finalizzato a garantire la massima qualità dei suoi distillati e che copre tutti i passaggi della produzione, dalla selezione delle materie prime al prodotto finito, consentendo di proporre grappe particolarmente ricche di aromi.

Esempio ne è la Grappa Of Amarone Barrique (alc 42% in vol), che lo scorso anno ha festeggiato i suoi venti anni e punta di diamante dell’azienda. Creata nel 1999, è frutto della distillazione di selezionate vinacce provenienti dalla pigiatura delle uve passite dalle quali viene ottenuto il pregiatissimo vino Amarone della Valpolicella. Si caratterizza per la grande ricchezza e vivacità aromatica, alle quali si aggiungono un altrettanto notevole morbidezza ed equilibrio. Peculiarità conferitele, oltre che dalla alta qualità della materia prima e dalla perizia dei maestri distillatori Bonollo, dal processo di maturazione fatto in piccole barrique di rovere francese, dove avviene una graduale e armoniosa evoluzione del suo carattere, contraddistinto da note riconducibili ai fini sentori di frutti rossi maturi, liquirizia e frutta secca.

Un’eccellenza che ha attualizzato ed elevato, ma sempre nel rispetto della tipicità, la percezione del nostro distillato nazionale e che si è aggiudicata il primo posto per la categoria grappa nella classifica Top 100 Spirits 2018 stilata da Wine Enthusiast, importante magazine di New York che da 30 anni racconta le migliori produzioni mondiali nel campo dei vini e degli spirit, imponendosi tra i 100 migliori spirit al mondo.

Arriva Red Bull Zero, l’energy drink senza zuccheri e calorie

Red Bull Zero

Si amplia con la nuova Red Bull Zero la linea di energy drink di Red Bull. L’ultima nata è una bevanda energetica che garantisce gli stessi benefici della classica Red Bull Energy Drink. Ne contiene infatti gli stessi principali ingredienti, caffeina, taurina e alcune vitamine del gruppo B, importanti stimolanti per il corpo e la mente e per fornire micronutrienti essenziali per il mantenimento delle normali funzioni corporee, ma è senza zuccheri e calorie, in linea con le nuove tendenze orientate al benessere, che vedono prediligere il consumo di bevande con un ridotto apporto calorico e glicemico.

Al tempo stesso si differenzia per gusto e per tipologia di dolcificante a basso contenuto calorico utilizzato anche rispetto a Red Bull Sugarfree, altra versione senza zuccheri della gamma: acesulfame K e aspartame per Red Bull Sugarfree, acesulfame K, sucralosio e glicosidi steviolici per Red Bull Zero.

Disponibile nell’iconica lattina a rombi, in questo caso declinati nei toni del grigio/argento, nel formato da 250 ml, la nuova referenza offre dunque ai consumatori la possibilità di gustare un prodotto con un gusto diverso, ampliando le possibilità di scelta all’interno della già ricca linea Red Bull Energy Drink. Linea che comprende la classica lattina a rombi blu e argento e la sua versione Sugarfree e arricchitasi nel corso degli ultimi anni delle Red Bull Edition, che abbinano “le ali” di Red Bull Energy Drink con gusti specifici: frutti rossi e agrumi, frutti tropicali in versione Sugarfree, e gusto cocco-açai.

Make It Fresco, gli estratti 100% di frutta pronti in pochi secondi

estratti Make It Fresco

Naturali, sani, senza sprechi, semplici e veloci da preparare. Sono gli estratti di frutta, da preparare senza estrattore, della linea Make It Fresco, appena lanciata da Fresco, giovane smart food company con sede a Rende, in provincia di Cosenza.

Una proposta pensata per andare incontro alla crescente domanda di frutta fresca da bere da parte dei consumatori, sempre più attenti al benessere, e permettere al barista di soddisfare tale richiesta in modo facile e veloce con soluzioni di alta qualità.

Gli estratti Make It Fresco si presentano infatti sotto forma di cubetti purea di polpa di frutta surgelata e pronta all’uso. A garantirne la qualità, l’impiego esclusivo di frutta, senza uso di coloranti, conservanti, zuccheri e aromi, raccolta al pieno grado di maturazione e approvvigionata da una filiera di agricoltori locali selezionati. Frutta la cui polpa viene poi ridotta in purea e surgelata in modo da conservarne tutti i valori nutrizionali e le proprietà e garantire un prodotto sano, genuino e naturale al 100%.

Cinque le ricette, composte da mix di frutta studiati per garantire un equilibrio sia nel gusto sia nelle proprietà e caratteristiche benefiche delle materie prime, che compongono la linea, tutte fornite in box da 16 bustine da 110 g l’una: Habana Dance, con mango (40%), ananans (40%) e pesca (20%), Rio Power, con mango (40%), arancia (30%) e pesca (30%), Chile Beauty, con arancia (40%) mirtillo (15%), fragola (15%), mora (15%) e lampone (15%), Mumbay Delicious, con Banana (60%) e fragola (40%) e St. Moritz Harmony, con ribes (80%), mirtillo (5%), fragola (5%), mora (5%) e lampone (5%). Tutti forniti in box da 16 bustine

Alla qualità delle materie prime i mix Make It Fresco aggiungono poi la facilità e velocità di preparazione, che non richiede l’uso di attrezzature come frullati, estrattori, e alla portata di qualsiasi operatore: basta versare il contenuto di una bustina, ancora surgelato, in un normale shaker, aggiungere 100 ml di una base liquida calda, che può essere acqua, ma anche latte o bevande a questo alternativo, come una bevanda di soia, e shakerare per 20 secondi e il mix è pronto da bere, fresco a temperatura da frigo. In questo modo si evitano sprechi di materie prime e si eliminano tutte le problematiche legate alla gestione della frutta fresca e alla sua pulizia e lavorazione, con importanti ritorni sui tempi e costi di produzione.

Altro valore aggiunto della linea, infine, la sua versatilità. I mix infatti si possono proporre come estratti, frullati, ma costituiscono anche delle gustose basi per la creazione di aperitivi, alcolici e alcolici, e degli ingredienti tutti da sperimentare più in generale nella miscelazione.

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