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Vergnano World Cup: iscrizioni aperte fino al 30 giugno

Giunta alla seconda edizione, la Vergnano World Cup allarga i suoi confini ed è alla ricerca dei migliori baristi del mondo. Scopri come candidarti

C’è tempo fino al 30 giugno per candidarsi alle selezioni per partecipare alla seconda edizione della Vergnano World Cup. Una gara per baristi di rilievo internazionale, che coinvolge diversi paesi nel mondo. Ne abbiamo parlato con Fabio Dotti, Master trainer di Accademia Vergnano, nonché parte del team aziendale che si occupa dell’organizzazione della competition e giudice della stessa. «Dopo il successo della prima edizione - spiega - dagli iniziali sette paesi, ci stiamo muovendo per coinvolgere più nazioni. L’organizzazione è ancora work in progress, ma possiamo dire già che saranno più di dieci».

Per chi supererà la prima selezione delle candidature, appuntamento in Accademia Vergnano a Chieri il 22 settembre, per la finale nazionale; quindi, il 17 ottobre, tutti i vincitori di tappa saranno invitati a Torino per la finale mondiale. Per il vincitore assoluto, il premio è un’esperienza unica: un viaggio da sogno in una piantagione di caffè, per scoprire da vicino le origini di ogni chicco.

«Competizioni come questa - commenta Dotti - servono non solo a mettere in luce l’abilità del barista su un palcoscenico internazionale, ma anche a creare un forte legame fra il brand Vergnano e il mondo del bar. Non vediamo i baristi solo come clienti, il nostro obiettivo è coinvolgerli e fidelizzarli sempre di più, facendoli innamorare del brand, che vogliamo sia percepito come premium, e facendoli sentire parte di un processo di crescita reciproca». Per i partecipanti è un’importante occasione di confronto, che dà loro la possibilità di misurarsi con colleghi da tutta Italia, nonché di essere valutati da prestigiosi coffee expert.

«Il livello dei partecipanti - racconta Dotti - l’anno scorso è stato notevole. E ci aspettiamo ancora di più quest’anno». Quella organizzata da Vergnano è una competizione completa, che va a valutare le capacità di un barista di preparare un espresso perfetto, valorizzando le miscele messe a disposizione dall’azienda, quindi una prova di latte art su cappuccini che naturalmente devono essere bilanciati a regola d’arte, un’esibizione di creatività con un drink a base di caffè (alcolico/analcolico), infine un assaggio con una prova bendati. «Quest’ultima è la prova più oggettiva di tutte: i ragazzi devono riconoscere fra tre assaggi della stessa miscela il caffè preparato alla perfezione, quello sottoestratto e quello sovraestratto. Un po’ per l’emozione, un po’ per le conoscenze di base, l’anno scorso abbiamo visto che è stata la prova che ha ribaltato di più le situazioni».

La preparazione, quindi, è d’obbligo, sia nella capacità di preparare che di riconoscere un buon espresso. È in gioco la formazione, un asset fondamentale per Vergnano: «In Italia abbiamo undici accademie Vergnano, grazie alle quali stiamo diventando leader nella formazione. L’obiettivo è formare le nuove generazioni di baristi, ma anche consentire loro di seguire un percorso che li aiuti ad emergere nel mondo del lavoro. In più, occasioni come questa competition servono ai più ambiziosi a farsi conoscere e a veder riconosciuti i loro sforzi».

 

The Roof a Pompei: una nuova drink list dedicata alla città eterna

Cocktail fumanti come il Vesuvio e ispirazioni prese dal sito archeologico di Pompei, al The Roof i nuovi 10 signature di Ferdinando Longobardi

Poteva un cocktail bar a Pompei non ispirarsi alle meraviglie del sito archeologico più famoso d'Europa? La nuova cocktail list del The Roof è un viaggio nella Pompei di ieri e di oggi, tra archeologia, arte e spirito internazionale. Il cocktail bar sulla terrazza panoramica dell’Hotel Habita79 MGallery Collection di Pompei, che con i suoi 162 posti a sedere, offre una vista sul Vesuvio e i Monti Lattari, si presenta al pubblico con i nuovi 10 signature cocktail (tutti in carta a 15 euro), creati da Ferdinando Longobardi, bar manager e mente del progetto beverage, insieme a Giovanni Langella e Christian Cascone, head bartender, che ripercorrono la storia della città resa eterna dall'eruzione del 79 d.C., non senza un twist contemporaneo.

Il percorso comincia proprio da Pompei, il drink simbolo: un gin nobilitato da un cordiale di caprettone (vitigno storico della zona), yuzu per un influsso asiatico e polvere di lampone che evoca il celebre rosso pompeiano. C'è poi Dedalo, twist sul Paloma con tequila, sciroppo d'uva e soda al pompelmo rosa, che rende omaggio all'omonima statua alle porte degli scavi. Have è invece un delicato gin tonic con cordiale di sakura e albicocca Pellecchiella del Vesuvio, limone e tonica richiamo poetico all’accoglienza latina e allo spirito da giramondo del suo ispiratore. Il 79 d.C. è un colpo di scena liquido: mezcal, cordiale di lime e basilico, con un tocco piccante di jalapeño. «È il nostro cocktail più teatrale. Come il Vesuvio prima dell’eruzione, sembra tranquillo ma poi esplode di sapore», spiega Longobardi. Servito in ceramica siciliana con tappo rimuovibile, è un piccolo capolavoro scenico. Tra le esperienze più immersive c’è Gli Amanti, servito con champagne e una boccettina da versare al momento contenente vodka, simple syrup, tamarindo dolce, e limone. Il cliente “ridà vita” al drink, esattamente come facevano gli archeologi ottocenteschi con i celebri calchi. Il lato più ironico della lista arriva con Priapo, tiki drink afrodisiaco a base di rum Barcelo, sherbet ai lamponi, passion fruit e home mix alla cannella, ispirato al mosaico del dio Priapo nella Casa del Fauno. L’estetica ne fa uno dei best-seller della carta (nonché quello più popolare sui social). C’è poi Venus, un Boulevardier chiarificato allo yogurt alla fragola, con bitter al cioccolato, servito in una coppetta “lava” dai toni rosso fuoco, omaggio alla Dea Venere e alla lava del Vesuvio. Velvet Martini, invece, celebra il vitigno coda di volpe e gioca su texture e contrasti con bitter alla pesca, mentre Petite, amaro e fresco, chiude il menu con una strizzata d’occhio alla “Piccola Pompei” scoperta in Francia, mescolando amaro locale, rosolio al bergamotto, Chartreuse verde, limone e soda.

La proposta culinaria firmata dallo chef Roberto Lepre è pensata per accompagnare l’esperienza beverage, ma anche per diventare protagonista. «Quest’anno abbiamo ampliato il menu per offrire una cena completa: dalle tapas ai primi piatti, fino ai dolci. Il cliente può vivere qui l’intera serata, senza dover cambiare location», racconta Longobardi. Il menu ha un’anima internazionale e contaminata, ma radici ben piantate nel territorio: lievitati realizzati con mosto d’uva dei cocktail, antipasti da condividere fra cui, Capesante ai carboni servita con spinaci al burro, 'nduja e quinoa soffiata (tapas 13 euro, regular 19 euro); Ricciola al kamado laccata in salsa agrodolce con puntarelle alla romana e maionese di papacelle (tapas 13 euro, regular 19 euro), Spaghetti di Gragnano Igp con burro di Normandia, astice e limone; Agnolotti strigliati di pasta fresca al basilico, provolone del Monaco e carciofi di Schito in doppia consistenza. Il best seller è il Burger, preparato con bun home made ai semi di sesamo, hamburger di Scottona, rucoletta all’insalata, salsa smokey, lamelle di Parmigiano Reggiano 24 mesi e cipolla di Tropea caramellata, viene servito con patatine fritte e maionese al ginger. Non mancano, ovviamente, i dolci artigianali. «Ogni elemento nel piatto parla con il drink, sono frutto di uno studio a quattro mani tra cucina e bar», aggiunge lo chef.

La forza di The Roof Pompei è la sua capacità di unire mondi: l’archeologia e il design contemporaneo, il drink d’autore e l’accessibilità, l’ospitalità di hotel e la vivacità di uno street bar. «Volevamo creare un luogo in cui bere bene fosse per tutti, non solo per chi alloggia in hotel. Abbiamo rotto il cliché dell’hotel elitario, formale e inaccessibile». Missione riuscita: oggi The Roof è frequentato da un pubblico eterogeneo: locali e turisti, dai 22 ai 45 anni e oltre. Si arriva anche da Napoli, per vivere serate complete tra aperitivi, cena e dopocena. Un progetto che ha sdoganato l’hotel bar in Campania, aprendo le porte a una nuova idea di convivialità. «Per me, che sono pompeiano, dopo varie esperienze nazionali e internazionali, lavorare qui è stato un po’ come chiudere un cerchio. Ma è anche un punto di partenza: vogliamo essere un esempio per altri hotel, che possono diventare hub creativi e aperti, non più luoghi distanti. The Roof è la dimostrazione che si può fare», conclude Longobardi.

Palermo Coffee Festival, specialty tra contaminazioni e sostenibilità

Palermo Coffee Festival
L’appuntamento dedicato al caffè, alle filiere sostenibili del vino, dell’olio e di altre eccellenze, è organizzato da Morettino con un calendario ricco di eventi.

Venerdi 6 e sabato 7 giugno torna presso il Marina Yachting nel porto della Città, il Palermo Coffee Festival, giunto alla terza edizione. L’appuntamento dedicato al mondo degli specialty coffee e alle filiere sostenibili del vino, dell’olio e di altre eccellenze della Trinacria è organizzato da torrefazione locale Morettino in collaborazione con Sca Italy, Slow Food Coffee Coalition, Gambero Rosso e offre un programma ricco di contenuti.

La due-giorni, spiega Andrea Morettino, rappresentante della quarta generazione della famiglia di torrefattori e ideatore del festival, «offre un messaggio di condivisione, di cambiamento e di rigenerazione culturale, che testimonia la dimensione internazionale a cui Palermo può e deve ambire. Il festival vuole anche essere un’occasione di confronto con i più giovani, con l’obiettivo di stimolarli a una maggiore consapevolezza verso la materia prima, perché siamo quello che mangiamo e che beviamo».

I momenti di interesse sono davvero numerosi, a cominciare dalle masterclass: ne sono in programma otto sul confronto del mondo del caffè con altri prodotti, nonché sulle contaminazioni del caffè in cucina, condotti da nomi di primo piano come Andrej Godina e Mauro Illiano - curatori della Guida dei caffè e delle torrefazioni del Gambero Rosso, Marzio Taccetti - coordinatore editoriale della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, Maria Antonietta Pioppo - wine master sommelier e degustatrice ufficiale di olio Evo, Emanuela Dughera - Slow Food Coffee Coalition, lo chef Gioacchino Gaglio della Gambero Rosso Academy, accompagnati da Arturo e Andrea Morettino. 

La  Slow Food Coffee Coalition, la rete internazionale che si batte per la salvaguardia dell’ecosistema e dei diritti dei lavoratori nell’intera filiera del caffè, di cui Morettino fa parte sarà protagonista di masterclass dedicate agli specialty della rete e dibattiti sull’importanza di sostenere un caffè buono, pulito e giusto.

Sca Italy propone il nuovo format dedicato alle gare di caffetteria, i cui vincitori avranno accesso alle finali nazionali con volo, vitto e alloggio offerti dall’Associazione. Il 6 giugno dalle 9 alle 17 la competizione Coffee Triathlon, per chi vuole mettersi alla prova con espresso, brewing e mixology. Sabato 7 giugno, dalle 9 alle 17, Latte Art Throwdown prevede una sfida a eliminazione diretta a due con la preparazione di un cappuccino in latte art. Le gare sono gratuite e aperte a tutti, ma i posti sono limitati. È necessario iscriversi su scaitaly.coffee/eventi-sca-italy. 

L’evento ospita il Roaster Village, con venti tra le migliori microroastery italiane che offrono slot di degustazione dei propri caffè. In parallelo sono previste esibizioni di latte art di Giuseppe Fiorini e competizioni amatoriali di tostatura a cura di Paolo Scimone. Infine, sabato 17 Antonio Cappadonia preparerà la vera granita al caffè siciliana con l’antico metodo delle neviere.

Si prosegue con Coffee Talk: venerdì alle 18 il tema è Sicilia inedita e colture tropicali con Andrea Morettino a raccontare il progetto della piantagione di caffè sperimentale a Palermo in compagnia di Hugo Gallardo, che produce il primo rum made in Sicily. Sabato alle 11 è la volta di Valentina Palange e il suo libro Il caffè in Italia fa schifo, in cui smonta le convinzioni e i falsi miti sul caffè nel nostro Paese.

Ogni sera un gustoso incontro tra caffè e mixology con aperitivi al Morettino Lab, organizzati con Palermo Cocktail Week; il tutto accompagnato da concerti e musica live.

Il programma completo al sito della manifestazione.

Sabir, lo shisha bar di Palermo che ora punta tutto sul food pairing

"Un menu mediterraneo da bere e mangiare": un percorso in quattro proposte di food pairing pensate dal bar manager Sergio Mannino per il Sabir di Palermo

"Un menu mediterraneo da bere e mangiare": è così che si presenta la linea di pairing food&drink pensata da Sergio Mannino per il suo Sabir, cocktail bar nel quartiere Libertà/Politeama a Palermo. Uno shisha bar, uno di quei locali dove si può andare e, sorseggiando un buon drink, fumare il narghilè. Siamo nel cuore di Palermo, una città in cui si sono mescolate nei secoli influenze arabe, normanne, bizantine e così via. Ma anche un porto, con la sua lingua franca. Ed è proprio a questa lingua franca parlata nei porti del Mediterrano che il bar manager e titolare Sergio Mannino si è ispirato per il nome Sabir, che vuol dire sapere.

Il suo sapere multiculturale lo trasmette quotidianamente dietro al bancone. E adesso anche in cucina, con il suo menu di food pairing, vero e proprio incrocio culturale fra cibo e miscelazione. Quattro le tapas globetrotter abbinate ad altrettanti cocktail della drink list, in un viaggio tra ingredienti identitari e creatività mixology: le Kofte arabe (polpette speziate di carne) che si intonano al Gipsy Spice, un omaggio all'Ederlezi, festa di primavera dei rom dei Balcani a base di metaxa, miele, limone, pepe e zenzero; lo Tzaziki mediterraneo con yogurt greco e cetriolo, si accompagna con il cocktail storico del Sabir, intitiolato Masticazzi, per assonanza alla mastica, che fa da base; Patate e feta funzionano in pairing con un Mezcal Margarita; la Bruschetta con stracciatella e pomodorini secchi è il piatto più italiano e dialoga perfettamente con i sentori mediterranei dell’Aegean Cocktail (mastiha Roots, genziana, Noilly Prat, cappero e salamoia).
Scorgendo il resto dell'ultima cocktail list, che cambia ogni sei mesi e che nell'ultima release si ispira alle festività del Mediterraneo e del Sud globale, troviamo una serie di signature cocktail narrativi, tecnicamente articolati e suddivisi per gradazione alcolica (espressa in una scala a pallini). A completare l’offerta, il narghilè, simbolo ottomano e rituale conviviale, disponibile in diversi blend.

 

Cocktail Week: a Como e St. Moritz si aggiunge Taormina

como lake
La famiglia delle Cocktail Week ideate da Annalisa Testa si allarga: l'appuntamento di luglio a Como, poi a ottobre a Taormina (new entry), infine St. Moritz a febbraio

Tra conferme (Como e St. Moritz) e new entry (Taormina), sono stati presentati, al Camparino in Galleria a Milano, i tre appuntamenti che uniscono arte della mixology e ospitalità di lusso ideati da Annalisa Testa. Parliamo delle Cocktail Week, fondate nel 2019 dalla giornalista esperta di moda e lusso e ormai consolidatesi come appuntamenti importantissimi nel panorama degli eventi italiani dedicati alla miscelazione di qualità.

L’evento è nato sulle rive del Lago di Como, appunto nel 2019; poi esportato nella non lontana St. Moritz e quest'anno in arrivo in Sicilia, in ottobre. L'obiettivo è sempre lo stesso, promuovere una cultura del bere consapevole e di qualità, rafforzando al contempo le sinergie sul territorio e il network tra le destinazioni coinvolte in questo ideale "tour".

A luglio la Como Lake Cocktail Week, il tema sarà TASTE!

Si comincia con Como, dall'1 al 6 luglio, settimana che vedrà protagoniste le proposte di food pairing più particolari e raffinate. Il tema di questa edizione sarà "TASTE!": «L’obiettivo di questa edizione è prendersi un momento per concentrarsi sul bicchiere, sull’equilibrio perfetto dei sapori, celebrando i cinque gusti fondamentali - ha spiegato Annalisa Testa -. I bartender sono così invitati a sperimentare l’abbinamento degli aromi, interpretando attraverso i cocktail un percorso degustativo che esalti texture vellutate, effervescenti, croccanti o spumose, giocando con la trasparenza o il colore del liquido».

Finalità dichiarata, di questa edizione della Como Lake Cocktail Week, è il rafforzamento del legame con Milano. Al Grand Opening di Villa d’Este, il 1° luglio, il main bar sarà firmato dal Camparino in Galleria, in rappresentanza di Campari, main partner dell’evento. Insieme a loro, quella sera, ci saranno anche il team di Ceresio 7 per Ginarte e i bartender del nuovo Salmon Guru Milano, presenti per rum Diplomático. Altri nomi top della miscelazione milanese si alterneranno sulla scena nel corso della settimana: The Wilde Milan, il nuovo members club nato nella ex residenza di Santo Versace in via Dei Giardini, verrà ospitato al bancone del Fresco Cocktail Shop; Carico Milano sarà protagonista di una guest al MUSA Hotel, mentre il team del Rita’s Tiki Room porterà il suo stile all’Hemingway Cocktail Bar con una serata tutta dedicata al Daiquiri. Il Super Social Club accoglierà Nora Was Drunk e Rumore, che parteciperà con un cocktail truck brandizzato Tanqueray N. Ten e Tanqueray 0,0%. In tutto più di 30 le location sul lago - tra hotel, ristoranti e street bar - che quest'anno potranno fregiarsi del titolo di "members" della Cocktail Week (per gli aggiornamenti c'è il sito ufficiale della manifestazione). Non mancherà la Como Lake Cocktail Competition, il 2 luglio, presso Terrazza Olmo.

A ottobre fa il suo esordio Taormina

Il progetto Cocktail Week approda quest'anno, come anticipavamo, a Taormina, dal 2 al 5 ottobre. Panorama che ben si presta, tra hotel di lusso nati e cresciuti negli ultimi anni e contesto da perla del Mediterraneo. La prima edizione della Taormina Cocktail Week celebrerà la cultura del bere bene e dell’arte culinaria attraverso un percorso multisensoriale ispirato al tema “I Giardini di Taormina”, ispirato  all’oasi verde che da secoli questa località rappresenta. Ogni signature cocktail in gara racconterà una storia: intrecci di botaniche e fiori, richiami a giardini storici, architetture, costumi, set cinematografici e tradizioni.

como lake 2Tra i cocktail bar selezionati per questo primo capitolo saranno protagonisti e main partner il San Domenico Palace, Taormina, a Four Seasons Hotel, che il 2 ottobre accoglierà il cocktail di apertura della settimana; il Grand Hotel Timeo, a Belmond Hotel, che ospiterà invece l’evento di chiusura e la premiazione la sera del 5 ottobre; il Belmond Villa Sant’Andrea, protagonista di un takeover di St. Moritz e St. Moritz Cocktail Week; il Morgana, epicentro della nightlife della città e partner per le guest shift più importanti.

In Engadina dall'11 al 15 febbraio

Tornerà a febbraio 2026, dall'11 al 15, la St. Moritz Cocktail Week, giunta alla sua quarta edizione. Cinque giorni di eventi che, anche in questo caso, coinvolgeranno i migliori alberghi, ristoranti e cocktail bar della località svizzera, attorno a un tema che rimette al centro un rituale di consumo decisamente nelle nostre (italiche) corde: l'aperitivo.

 

Due nuove proposte nella linea ginseng di Eraclea

ginseng Eraclea_Ti meriti un ginseng time
Il Ginseng Light, a basso contenuto di zuccheri, e il Ginseng Veg, interamente plant baset e senza glutine, le new entry del marchio del Gruppo Lavazza. Che in collaborazione con il pasticcere e content creator LuCake ha presentato cinque pairing inediti per la sua gamma di ginseng

Guardano alle nuove esigenze di una clientela bar sempre più attenta al benessere e orientata al consumo di prodotti plant based Ginseng Light e Ginseng Veg, le due nuove referenze che ampliano l’offerta di bevande al ginseng di Eraclea.

Il primo ha infatti un basso contenuto di zuccheri, il 47% in meno rispetto al Double Cream, il top seller della gamma, e può essere personalizzato per ottenere la dolcezza desiderata con zucchero bianco, di canna, miele, oppure un dolcificante a basso contenuto calorico e glicemico. Ginseng Veg è invece interamente a base di ingredienti vegetali e del tutto privo di glutine, morbido e vellutato, dal gusto caratterizzato dalle note di caramello e vaniglia, unite a un retrogusto vegetale. Due new entry che rendono la proposta del marchio Lavazza ancora più inclusiva.

Proposta che offre diverse sfaccettature e note aromatiche con le altre referenze he la compongono: il Ginseng Classico, dal gusto intenso, con note di cacao e vaniglia e una dolcezza di media intensità; il Ginseng Double Cream, dal carattere avvolgente e dalle note di caramello e vaniglia, con una dolcezza di intensità medio-medio alta: il Ginseng Delicato, dal gusto morbido e sempre con note di caramello e vaniglia, ma con una dolcezza ad alta intensità.

Sempre più nel cuore degli italiani

Una proposta, dunque, più completa per una tipologia di prodotto sempre più amato dai consumatori e presente, secondo una ricerca TradeLab, presente in oltre il 90% dei bar della Penisola, dove rappresenta, questa volta a dirlo è uno studio di Competitive Data, circa il 3% delle consumazioni totali ed è il primo prodotto per consumazioni non caffè.

Prodotto al quale Eraclea ha dedicato una nuova campagna ad hoc, Ti meriti un ginseng time, che vuole celebrare il momento della pausa come spazio di cura di sé e rigenerazione. Momento dove il ginseng gioca un ruolo da protagonista come “piccola coccola quotidiana” per concedersi un momento gratificante per “staccare” nel corso della giornata.

Abbinamenti d’autore

E per rendere il momento della pausa ancora più piacevole, trasformandola in un’esperienza multisensoriale, il marchio ha coinvolto Luca Perego, in arte LuCake, pasticcere e content creator italiano, nella creazione di cinque abbinamenti esclusivi tra le referenze della sua gamma e prodotti di pasticceria.

Così Ginseng Light si abbina a una Spirale di lampone con crema al cioccolato bianco e crumble alle mandorle, un incontro che  crea un equilibrio tra freschezza e acidità del lampone e il gusto intenso delle mandorle. Al Ginseng Veg viene invece abbinato Delizia vegan, con base di frolla al cacao e cocco, un cremoso al cioccolato e un cremoso all’avocado, decorato con riccioli di cioccolato fondente: un pairing equilibrato e armonico nel rispetto dei principi della cucina vegetale. Il gusto deciso del Ginseng Classico si sposa con I tre cioccolati al ginseng, un delicato dolce al cucchiaio, composto da tre stratificazioni ai tre cioccolati e ginseng, che permette di esaltare le sfumature di ogni strato. Il Ginseng Double Cream si accompagna alle Tortine soffici al cioccolato e mango, per un gustoso tra la profondità della bevanda e la freschezza e la dolcezza del frutto. Infine, al Ginseng Delicato si abbina un Mini banana bread con crema allo yogurt greco, creando un equilibrio dolce e vellutato

Campari Group si rafforza ancora nell’aperitivo con i vini Miraval

Miraval
Il Gruppo amplia l'offerta premium per l'aperitivo con la distribuzione in esclusiva per l'Italia del Rosé Côtes de Provence Aop di Miraval. Un’icona del rosé provenzale, di proprietà di Brad Pitt, e punto di riferimento per eleganza e qualità

Campari Group aggiunge una ulteriore freccia al suo arco di proposte per l’aperitivo. La nuova freccia è il pregiato Rosé Côtes de Provence Aop di Miraval, tre le punte di diamante della produzione vinicola della regione francese della Provenza. Un vino che nel 2013 è stato il rosè numero uno a livello globale, classificandosi all'84a posizione nella Top 100 di Wine Spectator, la più importante e riconosciuta pubblicazione al mondo nel settore vitivinicolo, che gruppo Campari distribuisce in esclusiva nel nostro Paese e il cui arrivo è stato salutato da un party di benvenuto al Ceresio 7 di Milano.

Nel cuore della Provenza

Il vino nasce nella tenuta di Château Miraval, nel cuore della Provenza, acquisita nel 2011 dall’attore premio Oscar Brad Pitt che si è avvalso delle competenze della famiglia Perrin, storici produttori di vini di alto pregio nel sud della valle del Rodano, per svilupparne la produzione ed elevare ulteriormente gli standard del rosé di alta gamma. Sui terreni della tenuta, che si estendono su oltre 800 ettari a un’altitudine di 350 metri e caratterizzati da suoli argillosi e calcarei, vengono coltivate diverse varietà di uve, tra le quali Grenache, Syrah, Cinsault e Rolle, che donano ai vini complessità e ricchezza aromatica. L’alternanza naturale di giornate calde e notti fresche, che caratterizza il territorio, regala invece ai prodotti la loro freschezza distintiva e un grande equilibrio.

La produzione

Da queste uve aromatiche prende vita il Rosé Côtes de Provence di Miraval, la cui vinificazione è curata dalla famiglia Perrin. Le uve vengono raccolte esclusivamente al mattino e sottoposte a una doppia selezione. Quelle di Cinsault, Grenache e Rolle vengono lavorate con il metodo della pressatura diretta, ovvero una pressatura con contatto molto breve tra il succo e le bucce, metodo che permette di ottenere un vino rosato fresco, leggero e poco tannico. Il Syrah viene parzialmente vinificato con il metodo saignée, dove una parte di mosto viene vinificata in bianco, ovvero senza il contatto con le bucce. La vinificazione avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata (95%) e in botti (5%) con batonnage, che consiste nel rimescolare le fecce fini del vino durante l'affinamento per migliorarne il profilo aromatico e la complessità.

Elegante, fresco e versatile

Il frutto di questo lavoro è un prodotto dal colore rosa-oro brillante con riflessi argentei, dal bouquet aromatico elegante, con note di ibisco e sfumature di pesche di vigna. Al palato ha consistenza carnosa e setosa e svela un perfetto equilibrio e aromi di frutta croccante, arricchiti dalla mineralità di note saline e calcaree, per chiudere con un finale di grande persistenza. Un vino, custodito da una bottiglia dal design sinuoso ed elegante, versatile e piacevolmente beverino, ideale per momenti di consumo diurno come l'aperitivo pre-pranzo o pre-cena.

Torna l’AkademyLab20/20 Cocktail Competition di Rossi d’Asiago: scopri come partecipare

C'è tempo fino al 20 luglio per iscriversi alla competition di Rossi d'Asiago: i bartender selezionati parteciperanno alla finale global nell'Akademy Lab

C'è tempo fino al 20 luglio per iscriversi all’AkademyLab20/20 Cocktail Competition di Rossi d'Asiago. Con una finale di livello internazionale, la gara promossa dalla storica distilleria vicentina è una doppia opportunità: di ottenere una visibilità a livello globale e di vincere un'esperienza immersiva di tre giorni nell’Altopiano di Asiago.

L'Akademy Lab è l'area formazione in cui i partecipanti alla gara vivranno un'esperienza immersiva di tre giorni

I finalisti, infatti, saranno invitati alla competition internazionale, che si svolgerà presso L’AkademyLab20/20, la sede multisensoriale della distilleria, dal 9 all’11 settembre 2025, e che comprenderà, oltre al momento della gara, anche una tre giorni di visite guidate, tour e degustazioni. L'anno scorso Davide Nasti del Caffè Concerto Paszkowski di Firenze è stato il vincitore della Global Cocktail Competition AkademyLab 20/20, edizione 2024, che peraltro coincideva con il centenario di Kranebet (lo abbiamo raccontato qui).

Le regole per partecipare sono semplicissime: creare un cocktail utilizzando almeno 1 oz (o 3 cl) dei liquori della distilleria Rossi d’Asiago, a scelta tra: Kranebet Botanic Gin, Volare Liqueurs for Cocktails, o Antica Sambuca. Cinque al massimo gli ingredienti, di cui non più di un home made (sciroppi, marmellate, infusi...). La candidatura si può effettuare inviando attraverso la piattaforma una foto e la ricetta del proprio miscelato (il regolamento qui).
Successivamente, una giuria di esperti effettuerà una prima selezione e i finalisti saranno invitati a partecipare alla finale di Asiago. I drink in gara saranno giudicati secondo i seguenti parametri: gusto ed equilibrio del drink, valorizzazione dei prodotti Rossi d’Asiago nella ricetta, ispirazione e creatività. Per il vincitore (o la vincitrice), un premio del valore di 2000 euro.

Sapporo alla spina arriva in Italia: tradizione giapponese per l’eccellenza del servizio draft

Colonna spillatrice Sapporo Keg in un elegante bar, con il logo “Sapporo Legendary Biru” e il claim “Nuovo rituale. Stessa tradizione.”, che celebra il lancio della birra giapponese alla spina in Italia.
Sapporo Premium Beer arriva ufficialmente alla spina nei locali italiani grazie a Uniontrade. Con nuovi fusti PET riciclabili da 20 litri e un servizio completo per i professionisti del settore, la birra giapponese più iconica porta qualità, praticità e sostenibilità nel mondo horeca. Il lancio sarà celebrato l’11 giugno al Ronin di Milano con un evento esclusivo.

L'autentica esperienza birraia giapponese è finalmente pronta a conquistare i locali italiani: con il supporto di Uniontrade, azienda che proprio quest’anno celebra quarant’anni di importazione e distribuzione di cibo etnico in Italia, Sapporo Premium Beer arriva ufficialmente in Italia anche alla spina.

Con l’introduzione dei nuovi fusti da 20 litri in PET riciclabile, Sapporo amplia la sua offerta nel nostro paese e inaugura una nuova fase della sua storia internazionale, sotto il segno della qualità, della sostenibilità e del gusto.

Birra Sapporo: una leggenda nata nel 1876

Fondata nel 1876 a Sapporo, nell’isola di Hokkaido, la Sapporo Holdings è la più antica azienda brassicola del Giappone. Frutto della visione del pionieristico birraio Seibei Nakagawa, il marchio ha saputo unire il rigore tecnico tedesco alla sensibilità estetica giapponese, dando vita a una lager dal gusto inconfondibile. Oggi Sapporo è distribuita in oltre 30 Paesi e da quasi quarant’anni è la birra asiatica numero uno negli Stati Uniti.

Sapporo Premium Beer è una lager brillante, pulita, dalla freschezza perfettamente bilanciata.

È ottenuta grazie a un’attenta selezione di orzo e luppolo, con una fermentazione a bassa temperatura che le conferisce un sapore morbido ma profondo, con un aroma delicato e un finale secco e rinfrescante.

Sapporo alla spina, nuovo fusto da 20 litri: praticità, qualità e sostenibilità

Il debutto di Sapporo alla spina in Italia è reso possibile grazie all’innovativo fusto one-way PET da 20 litri, progettato per essere 100% riciclabile. Questo formato consente uno smaltimento semplice, senza necessità di restituzione, riducendo l’impatto logistico e ambientale. Un’opzione ideale per i professionisti del settore, pensata per chi desidera offrire una birra di alta qualità con un occhio attento alla sostenibilità.

Tra i servizi inclusi: colonna spillatrice dedicata, sistema di raffreddamento, installazione e manutenzione, dispenser da banco per chi dispone di spazi ridotti.

L’evento di lancio della birra Sapporo alla spina: 11 giugno, Ronin, Milano

Per celebrare l’arrivo della Sapporo alla spina in Italia, Uniontrade – responsabile del marketing e della comunicazione del brand sul territorio nazionale – organizza un esclusivo evento di lancio che si terrà l’11 giugno a Milano, dalle ore 20, presso il rinomato locale Ronin di via Vittorio Alfieri.

Sarà un’occasione unica per operatori del settore, giornalisti e appassionati di birra per scoprire e degustare Sapporo alla spina in un contesto che unisce tradizione giapponese e spirito cosmopolita.

Un brindisi al futuro con Sapporo alla spina, nel segno della qualità e della sostenibilità.

Per restare aggiornato sui prossimi eventi visita il profilo Instagram di Sapporo Beer e il profilo Facebook di Sapporo Beer.

Brema Group ottiene la certificazione ItalyX come eccellenza del made in Italy

Brema Group Italix
L'azienda ha ottenuto la prestigiosa certificazione de il Sole 24 Ore e promossa da Confindustria, che certifica le imprese che incarnano i valori dell’italianità

Un prestigioso traguardo è stato raggiunto da Brema Group. L’azienda, specializzata nella progettazione e produzione di macchine professionali per la produzione di ghiaccio, ha conseguito la certificazione ItalyX, de Il Sole 24 Ore e promossa da Confindustria, che viene rilasciata alle realtà che incarnano i valori dell’italianità.

Rivolta alle aziende della Penisola che operano nella manifattura, progettazione e distribuzione, la certificazione ItalyX premia l’eccellenza nel made in Italy, ovvero le imprese che hanno capacità di ideare, progettare e innovare secondo i tratti distintivi della tradizione italiana. Il rilascio della certificazione avviene mediante un rigoroso processo di valutazione, basato su un preciso disciplinare, effettuato da enti di certificazione di primo piano.

Processo che ha confermato Brema Group come una realtà solida, trasparente e orientata all’innovazione, capace di distinguersi per le sue scelte responsabili lungo tutta la filiera. Un’azienda che progetta e produce le sue macchine professionali per il ghiaccio dal 1985, curando ogni dettaglio con uno stile produttivo 100% italiano.

«La certificazione ItalyX conferma il valore del nostro impegno quotidiano: rappresentare al meglio l’industria italiana nel mondo, puntando su qualità, servizio e responsabilità. Ogni passo avanti è il risultato della passione, dell’impegno e della competenza che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro», ha commentato Andrea Bertone, managing director di Brema Group.

In virtù di questo riconoscimento, Brema Group entra in una rete selezionata di aziende italiane d’eccellenza, con la possibilità di rafforzare la propria visibilità sui mercati nazionali e internazionali attraverso i canali de Il Sole 24 Ore, Confindustria e dei partner dell’iniziativa. Una leva strategica che si apre nuove opportunità di sviluppo e consolidamento competitivo.

Baritalia sbarca a Padova il 23 giugno. Registrati per l’ingresso gratuito

Compila il form di iscrizione per l'ingresso gratuito per la tappa di Padova di Baritalia, in scena al Caffè Pedrocchi, in via VIII Febbraio, 15. Potrai assistere a Baritalia Lab e partecipare alle masterclass in programma

Dopo Firenze e Salerno, il tour di Baritalia lungo la Penisola prosegue in direzione Nord. Per la sua terza tappa dell’edizione 2025 il laboratorio itinerante di miscelazione approda a Padova, un grande ritorno nella città dove la carovana di Bargiornale aveva fatto sosta nella sua prima edizione dieci anni fa. L'appuntamento per i professionisti del bancone è per lunedì 23 giugno, a partire dalle ore 9.00, al Caffè Pedrocchi (via VIII Febbraio, 15), uno dei più antichi caffè italiani.

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Come sempre ad attendere i partecipanti alla tappa c’è una ricca giornata di sfide e di masterclass, possibilità di confronto, incontro e networking.

Tra i momenti clou della giornata le challenge del Baritalia Lab, la sfida di miscelazione anche per questa edizione incentrata sul tema Back to Basics: la semplicità nella miscelazione unita all’arte dell’ospitalità. Un invito a riscoprire le fondamenta della miscelazione, a concentrarsi sugli elementi essenziali che rendono grande il mestiere del bartender e che fanno di questa figura un maestro di ospitalità. In palio altri 14 posti per la finalissima che si terrà il 24 novembre a Venezia.

Baritalia Lab, le Masterclass, il Signature Bar

Altro pezzo forte dell’evento il ricco programma di masterclass dedicate alle tecniche di miscelazione. A salire in cattedra saranno esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Inoltre, nel Signature Bar si potranno degustare – durante tutto il giorno - i cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata, in qualità di giudici d'onore, saranno i protagonisti di alcuni dei migliori cocktail bar di tutto il Veneto.

Il programma della giornata

Ore 9.00
Accoglienza e registrazione dei partecipanti
c/o Caffè Pedrocchi - via VIII febbraio, 15 - Padova

Ore 10.00-12.00
Baritalia Lab
La sfida - parte I
In collaborazione con Ancienne Pharmacie, Casoni, Gamondi, The Organics by Red Bull

Ore 10.00
MASTERCLASS
Rimedi alcolici della Premiata Officina Lugaresi
A cura di Federico Lugaresi by Premiata Officina Lugaresi

Ore 10.30
MASTERCLASS
Maffio: il gusto segreto della Serenissima
A cura di Luca Azzolina by Cuzziol Drink Experience

Ore 11.00
MASTERCLASS
L’equilibrio perfetto: Orsini Soda e la mixology made in Italy
a cura di Antonio Bisceglia by Orsini Soda

Ore 11.30
MASTERCLASS
Ballor: what a story!
A cura di Mauro Suman by Bonollo 1908

Ore 12.00
MASTERCLASS
Wild Turkey e la storia del Bourbon
A cura di Riccardo Pennacchia by Campari Academy

Ore 12.30
Premium Vibes: il lato esclusivo della mixology
Three Cents: la scienza delle bolle
A cura di Egidio Iannicella e Filippo Ghizzi by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 13.00-15.30
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con Bonollo 1908, Campari Academy, Nardini 1779, Orsini Soda, Premiata Officina Lugaresi

Ore 14:30
MASTERCLASS
Cocktail dal mondo: esplorando la frutta con Mixer
A cura di Terry Monroe by Mixer Professional Cocktails

Ore 15.00
MASTERCLASS
Il premium quotidiano
A cura di Igor Tuliach by Gamondi

Ore 15.30
MASTERCLASS
Mind the basic: l’arte della semplicità
A cura di Nicolò Lo Iacono by The Organics by Red Bul

Ore 16.00-18.30
Baritalia Lab
La sfida – parte III
In collaborazione con Coca-Cola Hbc Italia, Cuzziol, Mixer Professional Cocktails, Three Cents

Ore 16.00
MASTERCLASS
I segreti dell’Ancienne Pharmacie
A cura di Danny del Monaco e Lindon Zulbeari by Ancienne Pharmacie

Ore 16.30
MASTERCLASS
Oltre la grappa: alla scoperta del portafoglio di Nardini 1779
A cura di Andrea Manzoli by Nardini 1779

Ore 17.00
MASTERCLASS
“Late Night Bites: smart food per locali di tendenza”
a cura di Federico Felicioli, Riccardo Passoni, Giulio Limone by Metro

Ore 17.30
MASTERCLASS
Gin Tabar, il primo gin distillato nel cuore dell’Emilia punta su territorio e autenticità
A cura di Manuel Greco by Casoni

Ore 18.00
MASTERCLASS
Ape’art: scopri l’arte dell’aperitivo con Lanterna
A cura di Carlo Sutto by Lanterna

Ore 19.00
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Ancienne Pharmacie, Bonollo 1908, Campari Academy, Casoni, Coca-Cola Hbc Italia, Cuzziol, Gamondi, Mixer Professional Cocktails, Nardini 1779, Orsini Soda, Premiata Officina Lugaresi, The Organics by Red Bull, Three Cents

OSPITI SPECIALI
I GRANDI PROTAGONISTI DELLA SCENA VENETA

Simone Baggio, Riccardo Bortoletto, Andrea Calore, Diego Cesarato, Enrico Chillon, Giacomo Diamante, Gennaro Florio, Alessandro Giavara, Raffaele Iovinella, Max Morandi, Ludwig Negri, Roberto Pellegrini, Gianmaria Passone, Gianpaolo Posata, Mattia Scibetta, Andrè Tacchetto, Simone Tasinato, Pietro Trinca Colonel, Dorian Ymeray, Paolo Zanchetton, Michele Zilio

Gianni Cocco realizza il Kit del barista con Winterhalter

Con Winterhalter, azienda leader nel lavaggio professionale, di cui è testimonial, Gianni Cocco è protagonista di una guida per la pulizia al bar

Si chiama “Kit del barista” il prezioso strumento realizzato da Winterhalter, azienda leader nel lavaggio professionale, con la collaborazione del coffee expert Gianni Cocco. Una guida pratica dedicata ai professionisti del mondo bar, nata dall’esigenza di supportare baristi e bartender nella gestione quotidiana del lavaggio, un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale per garantire qualità, igiene e servizio impeccabile.

Da un lato un kit informativo (e formativo) che si può scaricare online sul sito di Winterhalter (qui), ricco di consigli pratici, soluzioni efficaci ed errori da evitare, pensato per accompagnare i professionisti in un percorso di consapevolezza e miglioramento operativo. Dall’altro, sempre Gianni Cocco è protagonista di una serie di video-pillole in cui il maestro del caffè presenta le soluzioni Winterhalter, valorizzandone gli aspetti pratici, anche in questo caso, con l’obiettivo di superare gli errori e di dare consigli tecnici e operativi per ottimizzare i processi di lavaggio.

«Un grande barista - dicono da Winterhalter Italia - sa che la qualità si vede nei dettagli, a partire dalla pulizia della tazzina. La collaborazione con Gianni Cocco aggiunge al progetto competenza e un approccio diretto al mondo dei bar». Il maestro del caffè risponde elogiando il brand tedesco: «Winterhalter per me è una spalla dietro il bancone, un partner tecnico che fa la differenza nel quotidiano, perchè pensa al lavaggio come lo penso io: non una semplice operazione, ma un passaggio essenziale del servizio». 

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