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Veroni compie 100 anni e punta al fuori casa

VERONI 100 anni _APERITIVO DEL SECOLO
Con un evento al Giardino Cordusio di Milano, lo storico salumificio emiliano ha festeggiato il suo primo secolo di vita che lo ha visto diventare da piccolo laboratorio di provincia a realtà con una proiezione internazionale. Ora il nuovo traguardo è crescere nel fuori casa, affermandosi come riferimento per l'aperitivo di qualità

100 anni di attività rappresentano un grande traguardo per ogni azienda, ma per alcune anche l’occasione per fissare nuovi e ambiziosi traguardi. Così è per Veroni, storico salumificio emiliano, che quest’anno ha raggiunto il suo primo secolo di vita, anniversario celebrato con un evento nella suggestiva cornice del Giardino Cordusio, elegante bistrot e cocktail bar nel cuore di Milano. Il nome dato all’evento, L’Aperitivo del Secolo, è indicativo del nuovo traguardo che l’azienda si è posta: crescere nel fuori casa e affermarsi come marchio di riferimento per l’aperitivo in stile italiano, target quest’ultimo già raggiunto nel mercato Usa.

Da piccolo laboratorio a gruppo internazionale

Nato nel 1925 come piccolo salumificio locale a Correggio (Reggio Emilia) ad opera dei cinque fratelli Veroni, Fiorentino, Francesco, Paolo, Adolfo e Ugo, oggi Fratelli Veroni è un gruppo consolidato con circa 190 milioni di euro di fatturato registrati nel 2024, sei stabilimenti produttivi, tutti dislocati in Emilia-Romagna e specializzati per tipologia di prodotto: a Correggio, che ne è rimasta la sede e dove si producono mortadelle, prodotti da libero servizio e per il take away; a Langhirano, Sala Baganza e Capoponte (Parma) i prosciutti di Parma e tutti i prosciutti crudi stagionati; a Gazzata di S. Martino in Rio (Reggio Emilia) i prosciutti cotti e arrosto; a Borgo Tossignano (Bologna) i salami tradizionali e la salsicceria. A guidarla Guido e Marco Veroni, della quarta generazione della famiglia, rimasti al comando dell’azienda anche dopo il suo ingresso, nel 2023, nel gruppo americano SugarCreek Packing, tra i principali operatori nel settore della lavorazione della carne.

Dal 2016, è presente anche negli Stati Uniti con l’impianto di Logan, in New Jersey, dove vengono affettati e confezionati i salumi importati dall’Italia, mercato nel quale l’azienda reggiana ha registrato una crescita del 25% all’anno nell’ultimo quinquennio, affermandosi come primo marchio italiano di affettati.

Focus sull’aperitivo

«L’esperienza americana è stata un’ottima palestra per il riposizionamento del brand – spiega Guido Veroni -. Siamo entrati nel mercato Usa quando gli americani cominciavano a scoprire la passione per l’aperitivo in stile italiano e abbiamo puntato su questo momento, con le nostre specialità 100% made in Italy diventate protagoniste degli charcuterie board, i taglieri di salumi creativi, una proposta di grande tendenza in tutto il Paese, con la quale abbiamo portato al pubblico Usa un’esperienza tutta italiana, fatta di gusto autentico e convivialità. Una proposta di aperitivo che abbiamo sperimentato con successo anche nelle lounge dei tornei di tennis che sponsorizziamo da qualche anno, come il Bnp Paribas Open a Indian Wells. Un’esperienza che vogliamo ripetere anche nel contesto italiano, aprendoci al fuori casa, un segmento di mercato per noi quasi nuovo».

Il progetto per i locali

Per dare vita al progetto, per ora focalizzato sulle grandi città e su locali di fascia alta, l’azienda sta lavorando su diversi fronti. «Abbiamo attivato un servizio di delivery express, già operativo su oltre 120 indirizzi a Roma e che da giugno si estende anche a Milano – spiega Emanuela Bigi, marketing manager di Veroni -. Il servizio, attivo dal lunedì al sabato, è pensato per andare incontro all’esigenza dei locali di fare ordini anche piccoli, garantendo loro consegne rapide e prodotti di altissima qualità».

Al mondo dei locali l’azienda si rivolge infatti con una selezione di specialità premium, tra le oltre 600 referenze del suo assortimento. Come la Mortadella 1925, preparata solo con carne italiana e secondo la ricetta originaria del salumificio, una delle punte di diamante della produzione. Ad accompagnarla altre eccellenze quali il Rosalto, un prosciutto crudo, sempre da suino italiano, preparato con il sale rosa dell’Himalaya, che durante la stagionatura lo arricchisce di note sapide, floreali e fruttate, il prosciutto cotto arrosto Il Focolare, aromatizzato con una selezione di erbe fresche e spezie, e ancora il Salame Felino Igp, la Coppa di Parma Igp e il Tacchino nazionale aromatizzato al miele.

«Oltre ai prodotti con il servizio di delivery forniamo materiali dedicati come grembiuli, taglieri e gadget, per costruire esperienze d’aperitivo coerenti, riconoscibili e su misura – prosegue Bigi -. A questo scopo sulle due piazze abbiamo anche un brand ambassador per supportare i locali nella scelta dei prodotti, nella creazione di taglieri, nello studio di abbinamenti con i drink o nella organizzazione di eventi. Inoltre, stiamo lavorando anche allo sviluppo di packaging e formati più mirati al canale».

La sostanza dell'aperitivo

A supporto del progetto, e filo conduttore delle celebrazioni del centenario, la campagna di comunicazione e di urban advertising La Sostanza dell’Aperitivo, finalizzata, appunto, a consolidare il marchio come riferimento per l’aperitivo di qualità.  Partita l’anno scorso da Roma, la campagna ha debuttato quest’anno a Milano, dove, per oltre due mesi in primavera, i wrapping dai colori vibranti e dai visual d’impatto di Veroni hanno vestito i vagoni delle linee Rossa e Gialla della metropolitana. Contemporaneamente, è stata riproposta anche nella Capitale, sui mezzi di trasporto pubblico, dall’Eurotram ai Gulliver elettrici.

Dalla Sardegna a Milano la lotta di Ichnusa contro l’abbandono del vetro

Ichnusa abbandono vetro
Il brand di birra sarda ha portato nella capitale dell'aperitivo la sua campagna contro l'abbandono del vetro nell'ambiente. Azioni di pulizia nelle zone simbolo della socialità e una mega affissione del muralista Sardomuto al centro dell'iniziativa

La bottiglia di birra, simbolo di convivialità, può trasformarsi in un problema se abbandonata. Un problema che aumenta con l’arrivo della bella stagione, quando cresce la voglia di stare insieme fuori casa e, purtroppo, aumentano anche i comportamenti sbagliati. A contrastare questi comportamenti sbagliati da anni Ichnusa è impegnata in Sardegna con la campagna contro l’abbandono del vetro Se deve finire così, non beveteci nemmeno. Una campagna dal messaggio forte e chiaro che quest’anno lo storico marchio di birra sarda ha esteso anche a Milano, dove l’iniziativa è approdata unendo arte urbana, sostenibilità e azioni concrete per sensibilizzare al riciclo e al rispetto dell’ambiente e del territorio.

La campagna a Milano

Il debutto milanese del progetto, che punta ad assumere valenza nazionale, si è tradotto in una serie di iniziative, a partire da un’importante azione di pulizia condotta nelle zone simbolo della socialità cittadina, realizzata insieme a Legambiente.

Ad accompagnarla il murale Polpo a rendere, realizzato a Quartu Sant’Elena (Cagliari) dal muralista sassarese Andrea D’Ascanio, in arte Sardomuto, opera anch’essa sbarcata a Milano sotto forma di una imponente affissione urbana di 160 mq nel cuore di Ripa di Porta Ticinese, una delle zone simbolo del divertimento in città. Nel murale è raffigurato un grande polpo che avvolge con i suoi tentacoli bottiglie abbandonate, simbolo di un gesto irresponsabile che mette a rischio la bellezza dei paesaggi. Il gesto del polpo diventa così un invito collettivo alla consapevolezza e all’azione, esortando ognuno a fare la propria parte: una parte fatta di piccoli gesti, come raccogliere e affidare al giusto contenitore una bottiglia abbandonata, o impegnarsi a smaltirla correttamente dopo il consumo, che se compiuti da tutti possono generare un cambiamento. A dominare la scena, rafforzando ulteriormente e in modo diretto il messaggio, lo slogan che dà anche il nome alla campagna, “Se deve finire così, non beveteci nemmeno”, che porta la firma dell’agenzia creativa LePub.

L'asta on line

Ma l’impegno di Ichnusa prosegue anche con un’iniziativa solidale che unisce la buona pratica del recupero e riutilizzo all’arte. Quindici bottiglie di vetro abbandonate, recuperate e sanificate, sono state trasformate in pezzi unici da sei artisti sardi, Maurizio Brocca, Chiara Foddis, Marinetti, Teresa Podda, Sardomuto e Stella Ziantoni, grazie alla collaborazione con Urban Center, un’organizzazione interdisciplinare con sede a Cagliari, che punta sull’innovazione e la creatività come strumenti per creare cambiamento e migliorare i territori. Le bottiglie sono state donate da Ichnusa a Legambiente Sardegna che promuoverà un’asta benefica online, prenderà il via il 23 giugno sulla piattaforma Ebay. I fondi raccolti verranno utilizzati per supportare azioni a sostegno della cultura del rispetto ambientale.

A proseguire saranno anche le giornate di raccolta del vetro abbandonato che, dopo la tappa milanese, preceduta da quelle in Sardegna che ha toccato Cagliari, Nuoro, Olbia, Sassari e Carbonia, hanno come prossimo appuntamento il 19 giugno a Bologna.

 

Campbell The Noble incontra i maestri della miscelazione

Campbell The Noble
Fatto con i migliori whisky di malto e di grano distillati e invecchiati in Scozia, Campbell The Noble è perfetto anche per la mixology. Scopri l'e-mag con le ricette e i suggerimenti di quattro bartender d'eccezione

Lo spirito indomito della Scozia incontra i maestri della mixology. Quattro baristi esperti hanno messo alla prova del bancone il whisky Campbell The Noble, distillato secondo la tradizione scozzese nelle Highlands, terre d'origine del Clan Campbell. Un'antica famiglia che tiene vive le tradizioni della Scozia e che lega il suo nome a un Blended Scotch Whisky adatto anche per la miscelazione, come dimostrano le ricette che trovate nell'e-mag ideato da Clan Campbell e Bargiornale Studio.

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Luca Manni, bar manager di Caffè Gilli, Move On, Giacosa e Caffè Paszkowski di Firenze, ha creato per esempio Clan International Fashioned, un Old Fashioned dalle note umami adatto anche all'aperitivo, mentre Edoardo Sandri, mixology manager di Atrium Bar Four Seasons Hotel Firenze, con Clan Campbell Swizzle ha dato vita a un drink dall'intenso colore rosse. Campbell Soup di Paolo Sanna, gestore di Banana Republic a Roma e bar director di Convivium Bar al relais Monaci delle Terre Nere di Zafferana Etnea (CT), è una proposta in cui presentazione e coinvolgimento del cliente hanno un ruolo centrale e Great Breakfast Tonic di Antonio Tittoni, fondatore e bar manager di Depero Club a Rieti, è una interessante rilettura della colazione di chi viaggia nella verde Scozia.

Il fascino nobile della tradizione

Campbell The Noble è fatto con i migliori whisky di malto e di grano distillati e invecchiati in Scozia in selezionate botti di rovere ex Bourbon, dove riposa per almeno tre anni. Dal colore ambrato e dalle note dolci e di vaniglia, è un prodotto versatile, perfetto per essere degustato da solo o per essere usato per creare cocktail classici o innovativi. Parola del Duca di Argyll, che dal castello di Inveraray, dimora secolare della famiglia, garantisce che lo spirito e i valori del clan sopravvivano al tempo e vengano rispecchiati dal whisky che porta il nome dell'antica casata.

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DOuMIX? presenta i nuovi Squeeze No Added Sugar

Squeeze no added sugar
Mango, Maracuja e Strawberry, senza zuccheri aggiunti e con alta pecentuale di frutta, le new entry della gamma di premix Squeeze. Ideali per creare cocktail, mocktail e drink aromatizzati in linea con i nuovi desideri dei consumatori. Come le tre ricette suggerite dagli ambassador DOuMIX?

Negli ultimi anni la tendenza verso bevande senza zuccheri aggiunti ha guadagnato sempre più popolarità, riflettendo una crescente consapevolezza dei consumatori riguardo alla salute e al benessere. Il mercato globale delle bevande senza zucchero ha mostrato quindi una crescita significativa e le aziende del settore stanno rispondendo con una varietà di prodotti innovativi, proprio come le nuove referenze della linea Squeeze No Added Sugardi DOuMIX?.

Tre premix ai gusti Mango, Maracuja e Strawberry, ideali per cocktail, mocktail e drink aromatizzati come spanish latte, thè o granite. Le new entry della linea Squeeze si distinguono per la consistenza più fluida e per la maggiore percentuale di frutta all'interno, pari al 70%, rispetto alla gamma standard. Prodotti ideali per il bartender evoluto che desidera soddisfare la propria clientela aggiungendo nella drink list delle proposte in linea con il trend del senza zucchero e del senza zuccheri aggiunti, ma non rinunciando al gusto.

Anche il packaging è stato creato per facilitare l’utilizzo da parte del professionista: il collo della bottiglia è infatti personalizzato con la frutta, per riconoscere ogni referenza al primo sguardo!

Una linea sempre più ampia

Con i nuovi gusti No added Sugar sale a 25 il numero dei premix della gamma Squeeze, con tantissima frutta pronta da squeezare per stupire ogni giorno dell’anno. Accattivanti ed evocativi anche nei nomi: Yellow Supermix, Green Apple Dive, Lime Mint Cooler, Pink Grapefruit Paradise, Raspberry Temptation, Peach Escape, Mulberry Crush, Mango Alphonso Glory, Coconut Emotion, Mixed Berry Luxury, Lemon Lime Power Sweet&Sour, Maracuja Passion, Blueberry Bloom, Strawberry Dream, Green Melon Breeze, Cranberry Love, Guapa Bonita, Kiwi Delight, Yuzu Desire, Watermelon Wave, Pomegranate Pop, Pineapple Sunshine.

L’unico ingrediente da aggiungere sarà la creatività del bartender! Come quella degli ambassador DOuMIX?, che hanno creato e sperimentato tre ricette classiche e irresistibili ma senza zuccheri aggiunti: Pornstar Martini, Strawberry Caipiroska e Mango Daiquiri.

Le ricette DOuMIX?

Pornstar Martini

Ingredienti:
5 cl vodka alla vaniglia
1,5 cl liquore al passion fruit
3 cl DOuMIX? Squeeze Maracuja No Added Sugar
1,5 cl DOuMIX? Syrup Vanilla Flavour Syrup S.F.
shot di Champagne
Tecnica: shake
In uno shaker versa tutti gli ingredienti, tranne lo champagne. Shakera e filtra in una coppetta precedentemente raffreddata. A parte, servi uno shot di Champagne.

 

Strawberry Caipiroska

strawberry caipiroska marmoIngredienti:
5 cl vodka
3 cl lime
3 cl DOuMIX? Squeeze Strawberry No Added Sugar
Tecnica: muddle
In un tumbler basso pesta 1/2 lime. Aggiungi vodka e Squeeze Strawberry No Added Sugar. Miscela con una bar spoon e aggiungi ghiaccio tritato.

 

Mango Daiquiri

Squeeze Mango No Added Sugar mango daiquiri

Ingredienti:
5 cl rum
2 cl succo di lime
5 cl DOuMIX? Squeeze Mango No Added Sugar
90 gr Ghiaccio tritato
Tecnica: blend
In un blender versa tutti gli ingredienti. Frulla fino a ottenere una consistenza liquida. Versa il drink in una coppetta precedentemente raffreddata.

Da Csm Ingredients e Hifood una gamma di soluzioni senza glutine e senza lattosio

Csm Ingredients HI-GF Sponge Cake
La nuova gamma HI-GF comprende quattro soluzioni studiate per la realizzazione di prodotti da forno gluten e lactose free, garantendo gusto, prestazioni tecniche e semplicità d’uso

Tanto gusto, ma zero glutine e zero lattosio. Sono queste le caratteristiche di HI-GF, una nuova gamma di soluzioni gluten e lactose free pensate per la realizzazione di prodotti da forno e pasta fresca. La nuova gamma è frutto della collaborazione tra Hifood, realtà italiana specializzata nella ricerca, sviluppo e produzione di ingredienti di origine naturale, e di Csm Ingredients, multinazionale con un’esperienza centennale nello sviluppo di prodotti per l’industria alimentare.

Grazie alla sinergia e all’unione delle rispettive competenze, quelle di Hifood nel mondo dei free-from e di Csm Ingredients nel settore bakery, ha preso così vita una linea di soluzioni innovative, facili da lavorare e con prestazioni tecniche che permettono a professionisti e aziende di realizzare prodotti, senza glutine e lattosio, dall’aspetto, dalla consistenza e dal gusto all’altezza delle migliori versioni convenzionali. Prodotti capaci di soddisfare le aspettative di tutti i consumatori, compresi quelli che soffrono di allergie o intolleranze alimentari.

Un mercato importante

E quest’ultimo è un pubblico importante, al quale da qualche anno anche il mondo del fuori casa guarda con più attenzione. Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute, nel nostro Paese sono circa 300.000 i celiaci diagnosticati, mentre circa 400.000 persone sono in attesa di una diagnosi. A questi occorre aggiungere il numero, in crescita, di consumatori che sceglie prodotti gluten-free per motivi di salute o per scelte personali. Un’evoluzione delle abitudini alimentari che si riflette anche sui numeri di mercato, con il comparto gluten free che oggi vale in Italia circa 400 milioni di euro, con pane, prodotti da forno e pasta fresca che rappresentano che totalizzano il 35% del valore complessivo.

Una soluzione per ogni necessità

La nuova gamma è composta da quattro soluzioni, commercializzate in Italia attraverso i marchi principali di Csm Ingredients: BraimsMasterline, attivi nel settore degli ingredienti per la pasticceria professionale, e Agivega, di ingredienti per la panificazione. Hi-Gf Bread & More, studiato per la realizzazione di panificati dolci e salati, come panini, baguette, grissini, cracker, pizza, pinsa, focaccia, piadine, bignè, frolle, biscotti e pancake; Hi-Gf Cake & Muffin, che invece è stato formulato per garantire sviluppo, volume e struttura nell’elaborazione di muffin e torte morbide; Hi-Gf Sponge Cake, sviluppato per ottenere pan di spagna e rollè leggeri, soffici e ben aerati; Hi-Gf Fresh Pasta, studiato per la produzione di pasta fresca, come tagliatelle, tagliolini, pappardelle, tortellini e agnolotti, assicurando elasticità e alta lavorabilità dell’impasto.

Tutte prive di glutine e lattosio, le nuove soluzioni consentono di rispondere alle esigenze anche di chi soffre di intolleranze multiple e, altra peculiarità, sono realizzate utilizzando fibre e ingredienti tecnologicamente avanzati, senza uso di frumento senza glutine o amido di frumento deglutinato.

Una nuova referenza e una linea di sodati per Ginnastic Gin

Ginnastic Gin
È un London dry gin, Ginnastic Gin Classic, il nuovo nato sotte le insegne del marchio di Amari & Affini. Ad arricchire la proposta anche una linea di soft drink. Filo rosso di tutta la produzione, come sempre, agrumi ed erbe di Calabria

Una nuova referenza per la gamma gin e una linea di soft drink sono le novità firmate Ginnastic Gin, marchio di Amari&Affini, società a sua volta compartecipata al 30% da Compagnia dei Caraibi che ne detiene anche l’esclusiva per la distribuzione in Italia. Novità che hanno come filo rosso gli agrumi, dai Limoni Igp di Rocca Imperiale ai pompelmi rosa della Piana di Sibari, e il patrimonio di erbe aromatiche della Calabria, patria dell’azienda, in linea con lo spirito del marchio, nato per valorizzare le materie prime regionali.

Per quanto riguarda i gin, la new entry della gamma è Ginnastic Gin Classic (alc 41,5% in vol), un London dry, categoria verso la quale bartender e appassionati stanno tornando in forze, dal forte carattere mediterraneo. La sua formula unisce infatti la parte salata e resinosa del ginepro di Rocca Imperiale, un ginepro di bassa quota che cresce nell’area della località della costiera ionica del cosentino, a quella erbacea delle erbe aromatiche che nascono spontaneamente nel Martorano, come foglie di limone, timo e rosmarino. Prodotto con una distillazione continua in piccoli batch da 300 litri, Ginnastic Gin Classic ha un carattere secco e avvolgente, intenso e deciso, che lo rendono ideale per la miscelazione, a partire dal super classico Gin&Tonic dove si esprime al meglio abbinato a una Indian tonic.

Una gamma sempre più ricca

Il nuovo arrivato arricchisce la gamma gin del marchio, che già conta Ginnastic Gin Challenge Lemon (alc 41,5%), dove la botanica caratterizzante è il limone, delle cultivar Femminiello e Lunare provenienti da Martorano, Bisignano e Rocca Imperiale, ideale per Gin&Tonic, Gin Lemon e Gin Fizz, e Ginnastic Gin Match Citrus Blend (alc 41,5% in vol) che ha invece come protagonista assoluto il Pompelmo Rosa Igp della Piana di Sibari, che si unisce al Bergamotto Fantastico, al Cedro Liscio Diamante della Riviera dei cedri e a un blend di limoni, perfetto per dare ai drink una bella spinta agrumata.

La linea dei soft drink

L’altra novità è la linea di soft drink, con la quale Ginnastic fa il suo esordio nel segmento no-alcol. Tre le proposte che la compongono, in lattina da 200 ml, tutte certificate vegan e gluten free, prodotte con ingredienti di alta qualità e pensate sia per la mixology, a partire dall’abbinamento con i gin del marchio, sia da servire lisce: Indian Tonic, Soda Grapefruit e Soda Lemon.

La prima è un’acqua tonica dal deciso sapore amaro, dato dalla presenza del chinino, impreziosota da un infuso di timo, rosmarino e foglie di limone, tutte botaniche provenienti dal Martorano. Si può proporre liscia con ghiaccio e una scorzetta di limone, o utilizzare per preparare Freschi Gin&Tonic, abbinata a Ginnastic Gin Classic del quale va a esaltare la parte botanica vegetale, donando la giusta freschezza.

La Soda Grapefruit si fa invece apprezzare per la sua capacità dissetante e il perfetto equilibrio tra la dolcezza e l'amaro del pompelmo della Piana di Sibari, combinandone il sapore agrumato leggermente amaro e fresco con l'effervescenza della soda. Ideale da abbinare a Ginnastic Gin Match Citrus Blend, dove sempre c’è sempre il pompelmo protagonista, è indicata in particolare per la preparazione di Fizz e Sour, ai quali aggiunge una leggera sapidità, con note agrumate ed erbacee.

Chiude la gamma la Soda Lemon, una classica soda al limone, prodotta con i Limoni Igp di Rocca Imperiale, che si caratterizzano per la loro nota fresca la leggera acidità. Da gustare liscia con ghiaccio e limone, ha il suo abbinamento ideale con Ginnastic Gin Challenge Lemon, esaltando la delicata acidità del gusto dell’agrume.

Completata la rosa dei finalisti dell’Espresso Italiano Champion

Johnatan D'Auria vincitore della selezione presso Costadoro
Johnatan D'Auria vincitore della selezione presso Costadoro
In programma il 24 e 25 giugno la finale italiana presso Dersut Caffè a Conegliano Veneto (TV). Sono sette i concorrenti selezionati.

Logo Espresso Italiano ChampionSi è definita la rosa dei sette finalisti che parteciperanno alla finale dell’Espresso Italiano Champion, in programma il 24 e il 25 giugno nella sede di Dersut Caffè a Conegliano Veneto (TV). Si tratta di Tianyu Wang, Eric Venturi, Johnatan D’Auria, Luca Cellizza, Carla Fozzi, Matteo Colzani e Giulia Ruscelli, vincitori delle diverse tappe della competizione che da alcuni anni si rivolge ai baristi che desiderano mettersi alla prova con i simboli della caffetteria italiana: espresso e cappuccino. Gli ultimi due qualificati sono Tianyu Wang e Eric Venturi, che si sono qualificati rispettivamente a Gradisca d’Isonzo (GO) presso La San Marco e ad Anzola dell’Emilia (BO) presso Essse Caffè.

Il primo, detto Andrea, è barista presso il locale Ea vecia de spade a Caselle (VE), dove risiede dal 2018. Entrato nel mondo del caffè e della latte art nel 2013, da allora ha sviluppato questa passione fino a diventare una parte fondamentale della sua vita, sia per il caffè sia per la latte art. Il suo obiettivo è migliorarsi sempre, per questo ha partecipato alla competizione, in un’ottica di crescita continua. Da parte sua Roberto Nocera, general manager de La San Marco, osserva che «a rendere più significativo questo risultato, il primo classificato è un barista di origine orientale (lo scorso anno la finale mondiale fu vinta dal coreano Lee Hyung Wook, ndr), a testimonianza delle straordinaria diffusione della nostra bevanda icona italiana e dell’apprezzamento che l’espresso italiano ha conquistato nel mondo.

Il forlivese Eric Venturi ha ventisei anni; è nato a Longiano, un piccolo paese in provincia di Forlì Cesena e cresciuto nel bar di famiglia, il Caffè del Teatro. Dopo il diploma, la sua formazione è avvenuta tra ristoranti stellati, caffetterie, cocktail bar serali e la partecipazione a tante competizioni. Per lui questa vittoria «rappresenta non un traguardo, ma una partenza - dichiara -. Per anni ho partecipato alle selezioni senza potere arrivare fino in fondo e sono contento di rappresentare Essse Caffè in questa manifestazione». Da parte sua, Agata Segafredo, comunication director della Torrefazione emiliana, dichiara che la partecipazione alle selezioni ha avuto il fino di «portare il nostro modo di intendere il caffè fuori dalla sede, nei locali, tra le persone. È un progetto nato per valorizzare il capitale umano, perché dietro a ogni espresso perfetto c’è un professionista preparato, appassionato, attento. La grande partecipazione e il clima che si è respirato in ogni tappa ci confermano che c’è sete di formazione e di qualità, e noi siamo felici di poterla alimentare, tazzina dopo tazzina. 

Yoga celebra Roma con una limited edition dei suoi succhi

Yoga Roma Limited Edition
Il marchio celebra il legame con la Capitale con una collezione nei gusti Pesca e Ace le cui bottigliette sono impreziosite nell'etichetta e nel tappo dalle rappresentazioni dei luoghi più iconici della città. Un'iniziativa riservata ai soli bar di Roma

È dedicata a Roma la nuova edizione limitata firmata Yoga. un’operazione con la quale lo storico marchio di succhi di frutta di Conserve Italia vuole celebrare lo storico legame con la Città eterna. Quello della Capitale è infatti un mercato da sempre strategico per Yoga, che vanta un forte radicamento e una presenza capillare dei suoi succhi nei bar della città.

E proprio ed esclusivamente ai locali della città è riservata la Yoga Roma Limited Edition, questo il nome dell’iniziativa, che ha come protagonisti due dei gusti più richiesti dai consumatori: Pesca e Ace. Le iconiche bottigliette da 200 ml delle due referenze sono stati impreziosiste sulle etichette e sui tappi da rappresentazioni grafiche dei principali monumenti capitolini. Dalla fontana di Trevi a Piazza di Spagna, dal Pantheon al Colosseo, sono tanti i luoghi simbolo celebrati dall’edizione speciale.

Yoga Roma Limited Edition tappo Colosseo
Il tappo dedicato al colosseo della Yoga Roma Limited Edition

Attraverso questa iniziativa, ogni bottiglia diventerà qualcosa di più di un semplice succo di frutta da gustare al bar, diventando un oggetto da collezione che cittadini e turisti potranno portare a casa come ricordo della città.

A supporto dell’operazione, Yoga ha realizzato anche diversi materiali di promozione, come espositori da banco, folder, cartina illustrata, raccoglitore porta tappi, destinati sia ai gestori dei bar sia ai consumatori. Inoltre, ad accompagnare la collezione, che sarà disponibile per sei mesi, c’è anche l’attività digital sui social del marchio, che permetterà ai collezionisti di essere sempre aggiornati su tutte le nuove uscite dell’edizione limitata.

Lemon Curd di Menù: un classico anglosassone per la pasticceria italiana

lemon Curd menù GIRELLA CON MERINGA E LEMON CURD
La crema al limone della tradizione britannica arricchisce la proposta dell'azienda per la pasticceria. Una soluzione pronta all'uso, preparata con ingredienti 100% italiani e che si presta a tanti usi

È un cult della tradizione britannica la nuova specialità che arricchisce la proposta di Menù dedicata al mondo della pasticceria professionale: la lemon curd, una crema al limone, la cui origine risale all’Inghilterra dell’Ottocento, dove veniva servita durante il classico tè delle cinque, spalmata su fette di pane tostato o sugli scones. Una vera specialità che l’azienda di Medolla (Modena), propone già pronta all’uso, per offrire ai professionisti una soluzione che consente di ottimizzare i tempi di preparazione, mantenendo al tempo stesso elevati standard di qualità artigianale.

E proprio la qualità è una delle prime caratteristiche della Lemon Curd Menù, preparata con ingredienti selezionati e 100% italiani: uova, burro, succo e scorza di limoni, zucchero. Altro elemento distintivo è la sua freschezza e pienezza di gusto. Fa infatti parte della linea Evolution Fresh, la gamma di salse e pesti trattati con tecnologia delle Alte Pressioni, un particolare processo produttivo messo a punto da Menù che, non prevedendo la pastorizzazione, è in grado di mantenere intatto il sapore originale della materia prima.

Una crema molto versatile

Lucente, di colore giallo intenso, con una consistenza morbida ma corposa e dal sapore fresco, deciso e avvolgente, la Lemon Curd è una crema molto versatile che si presta a numerosi utilizzi nella pasticceria contemporanea.

Disponibile nel pratico formato in biberon top-down da 540 g che ne agevola il dosaggio, evitando sprechi, si può infatti utilizzare come topping per dolci al cucchiaio, semifreddi, mousse, cheesecake e torte, o può costituire la base per cestini di frolla da completare con frutta o altri ripieni. E ancora, può diventare la farcitura di crostate, torte, lievitati e pasticceria mignon, o si può sfruttare come componente aromatica per creare miscele con creme o formaggi freschi, quali ricotta o mascarpone, per realizzare creazioni al cucchiaio o dessert al piatto. Un esempio delle tante preparazioni alle quale si può dare vita è la Girella Con Meringa e Lemon Curd (nella foto in apertura) un gustoso dolce al cucchiaio creato per l’azienda dallo chef Leonardo Pellacani, del quale di seguito proponiamo la ricetta.

La ricetta

Girella Con Meringa e Lemon Curd di Leonardo Pellacani
Ingredienti (per 6 porzioni):
180 g Lemon Curd, 500 g pasta sfoglia, 70 g albume d'uovo, 125 g zucchero, 6 lamponi, 6 foglioline di menta
Procedimento:
Tagliare la pasta sfoglia a strisce e formare delle girelle. Cuocere in forno a 200°C per 20/25 minuti. Preparare la meringa all’italiana mettendo a montare gli albumi d’uovo e aggiungere a filo lo sciroppo di zucchero cotto a 124°C. Quando le girelle saranno cotte e raffreddate, farcirle al centro con la Lemon Curd Menù. Decorarle con dei ciuffetti di meringa, lamponi e foglioline di menta.

Nordés Gin lancia in Italia la versione zero alcohol

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Lancio ufficiale per Nordés 0,0, versione no alcohol del gin premium della Galizia, distribuito in Italia da Stock Spirits. Obiettivo: consolidare il successo di vendite del brand, che ha nel nostro Paese il suo secondo mercato, intercettando un pubblico nuovo

In distribuzione già da qualche mese, ora è stato lanciato ufficialmente: si chiama Nordés 0,0 ed è la versione zero alcohol del brand di gin originario della Galizia (Spagna) e distribuito da Stock Spirits.

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La bottiglia di Nordés 0,0

Nordés 0.0 ha lo stesso prezzo del gin tradizionale. Non si tratta di una bevanda dealcolata, ma è ottenuta tramite un processo di osmosi inversa e con ogni sforzo possibile per mantenere intatte le caratteristiche del distillato, con la stessa morbidezza e l'aromaticità balsamica che sono diventate caratteristiche distintive di Nordés. Una scelta, quella di credere nella proposta no alcohol, che apre al brand la strada verso nuovi momenti di consumo nel corso della giornata, incontrando il gusto di quei consumatori che mantengono uno stile di vita più salutare o semplicemente preferiscono bere zero alcohol.

«Non serve puntare allo stesso prezzo dei cocktail alcolici»

Spiega il Brand development manager di Gruppo Osborne Mirko Cagnazzo: «Crediamo in questo trend, che è sicuramente più forte nella fascia dei giovani consumatori. Un locale non deve puntare per forza a proporre, in carta, il cocktail analcolico allo stesso prezzo del cocktail alcolico. Se gli alcolici sono intorno ai 15 euro, possiamo immaginare una proposta no alcohol di qualità introno ai 10-12 euro, giusto per ipotizzare qualche numero. Si avrebbe comunque un ottimo margine, ma senza andare a pretendere troppo dal cliente, che non è disposto a pagare lo stesso prezzo. A contare davvero resta la qualità del prodotto: solo con uno zero alcohol davvero di qualità si può fare questo discorso».

Il richiamo alla ceramica: la bottiglia iconica del brand Nordés

Nordés 0,0 mantiene l’iconica bottiglia bianca del gin Nordés, ispirata alla ceramica tradizionale di Sargadelos, realizzata artigianalmente in Galizia e riconoscibile per i disegni originali e per l’uso dei colori bianco e blu. Nordés 0,0 si contraddistingue per una tonalità di blu più turchese rispetto all’originale, che si associa a una bevanda più leggera e senza alcol.

nordes_zero_6Il lancio nel nostro Paese segue quello in Spagna, un mercato in cui il consumo di bevande analcoliche è raddoppiato negli ultimi 3 anni (fonte: IWSR, maggio 2025). Nei primi mesi di presenza sul mercato in Italia, Nordés 0.0 ha già raggiunto i volumi di venduto preventivati per l'intero primo anno. Non male per il brand di gin premium, per il quale l'Italia rappresenta un mercato importantissimo, il secondo per dimensioni, e che ha fatto segnare, nel complesso del brand, un +33% di vendite nel 2024. Il 60% delle vendite nel nostro Paese è realizzato nel canale horeca.

La presentazione ufficiale di Nordés 0,0 è stata accompagnata da tre mocktail firmati da Andrea Giraldo, head bartender di Casa Tobago a Milano (e in top 10 nella categoria Bartender dell'anno ai Barawards 2024, per inciso). Un semplicissimo e aromatico Lampone + rabarbaro, con Nordés 0,0, succo di lampone e rabarbaro; un long drink più erbaceo, Erbe mediterranee + foglie di fico con il Nordés 0,0 accompagnato da un cordiale alle erbe e una soda alle foglie di fico; infine Hojicha + miele tostato, con NOrdés 0,0, un amaro analcolico, Osborne fino dealcolizzato, miele tostato e tè Hojicha.

Obiettivo: nuovi momenti di consumo

«Con Nordés 0,0 vogliamo offrire un prodotto che conservi l’inconfondibile aroma, il carattere atlantico e il sapore ineguagliabile del gin Nordés», ha spiegato Julio Miyares Armendáriz, Global marketing director gin portfolio di Osborne, la società spagnola che produce il gin. «Con questo lancio, Nordés gin diventa la prima marca di gin premium a proporre la sua versione zero alcol, continuando il proprio percorso di crescita e innovazione attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti nelle categorie di spirits emergenti, tra cui il gin 0,0 e altre innovazioni che stiamo sviluppando per mercati rilevanti come quello italiano. Tutto ciò ci consente di consolidarci come una marca che valorizza la gastronomia e i diversi momenti di consumo durante la giornata».

Enrico Bellucci ha vinto Diageo World Class Italia 2025

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Enrico Bellucci portato in trionfo dai giurati
Il bartender di Salmon Guru Milano ha vinto la finale italiana di Diageo World Class. Rappresenterà i nostri colori nella finale global di Toronto, in Canada, dal 27 settembre al 2 ottobre

«ho appena finito di piangere.
di gioia, naturalmente
»

«Devo ancora realizzare, forse ce la farò domani», dice Enrico Bellucci, ancora travolto dalle emozioni, quando lo sentiamo al telefono a poche ore dalla vittoria nella finale di World Class Italia 2025. Il giovane bartender di Salmon Guru Milano sta rientrando in treno e si "porta a casa" il trionfo nella prestigiosissima competizione internazionale dedicata all’arte della mixology. E ora dovrà rimettersi in bolla per prepararsi alla finale mondiale di Diageo World Class, prevista in autunno a Toronto.

Primo fra i sei bartender giunti in finale

I sei finalisti, oltre a Enrico, erano Federico Altamura di Tripstillery Navigli di Milano (neo senatore del Drink Team di Bargiornale), Alessandro Cuomo del The Doping Bar sempre a Milano, Mattia Giuseppe Esposito del Radici Clandestine di Caserta, Emanuele Primavera del Cinquanta con Vista di Maiori (Salerno) e Raffaele Tafuto del Club Derriere di Roma. La finalissima si è svolta in due giorni, il 9 e 10 giugno, al Ritorno bar e cucina di quartiere di Acerra (Napoli), locale aperto dal mixologist Vincenzo Pagliara, campione italiano World Class 2022, con altri soci.

Bellucci ha convinto la super giuria composta da big della mixology italiana e internazionale: Giulia CuccurulloIain McPhersonLuca Bruni (vincitore lo scorso anno e Bartender dell'anno agli ultimi Barawards), Vasilis Kiritsis, Gianpiero Francesca di Blue Blazer e Honorio Oliveira di Diageo Portugal.

La finale di World Class 2025: le sfide per i bartender in gara

La finale si è aperta con la Speed round challenge che ha testato la capacità dei bartender di lavorare sotto pressione. Protagonisti della prova sei referenze di altrettanti marchi chiave del portafoglio Diageo Reserve: Tanqueray No. Ten, Ketel One Vodka, Zacapa Reserve Ron, Johnnie Walker Black Label Whisky, Bulleit Rye Whiskey, Don Julio Blanco Tequila. A ogni prodotto è stato associato un classico della miscelazione e i bartender dovranno riprodurli tutti a regola d’arte nel minor tempo possibile.

Nella prova successiva, Hyper-Local, i finalisti hanno dovuto creare e presentare due cocktail originali a base di tequila Don Julio, il primo che contenesse almeno un ingrediente locale, coltivato o prodotto entro un raggio di 16 km dal loro cocktail bar, e l'altro un ingrediente che rendesse omaggio alla cucina e alla cultura canadese (omaggio al Paese dove si svolgerà al finale mondiale).

Enrico ha presentato Mi-Toreador, un "Milano-Torino dentro un Toreador", richiamando l'idea dell'aperitivo italiano. Il secondo, Slam Donk, sempre con la Don Julio, era ispirato alla cultura canadese. «Ho ricreato in versione liquida un piatto canadese molto semplice: french fries, cheese curd e salsa gravy, con un tocco di sciroppo d'acero». spiega Bellucci. «L’idea era di portare i giudici "dentro" la partita dei Toronto Raptors. Quindi loro stavano metaforicamente mangiando delle patatine, guardando me vestito con la canotta dei Toronto».

Drink di chiusura di Bellucci: il PesKetel, sorta di Vodka Pesca Lemon per omaggiare la cultura Disco dei primi anni 2000, con Vodka Ketel One e soda con soju alla pesca e limoni lattofermentati. «Per i giudici ho cercato di ricreare proprio il servizio luxury tipico del tavolo in discoteca - spiega Enrico - quindi la bottiglia al centro e poi queste sode che ho preparato io con soju alla pesca e limoni lattofermentati. Io ho servito solo la vodka, loro si sono composti il drink, mettendo il ghiaccio, versando la soda, la doppia cannuccia. Quello che succedeva 20 anni fa, ma che succede anche oggi quando ordini una bottiglia ad un tavolo in discoteca. Doveva essere uno sharing cocktail e io ho pensato: cosa c’è di più conviviale di una bottiglia in mezzo a un tavolo?».

Appuntamento a settembre con la finale di Toronto

Per il neo campione italiano ora l'appuntamento da segnare in agenda è per quest’autunno, a Toronto, per la World Class Global Final 2025. Dal 27 settembre al 2 ottobre, più di 50 campioni nazionali si sfideranno nella più prestigiosa competizione di cocktail a livello globale

Con Mother Mesccia Velier riporta in vita un antico tesoro del Principato di Monaco

Mother Mesccia
Grazie alle competenze di Luca Gargano nasce questo rum bianco d'eccellenza, frutto dell'incontro tra il terroir haitiano e l'artigianalità monegasca. Un prodotto ispirato a un'antica tradizione del Principato e che costituisce la moderna interpretazione della "Mesccia" del XVII secolo

Anche il Principato di Monaco ha il suo rum. Si chiama Mother Mesccia, un rum bianco ottenuto da una delle più pregiate varietà di canna da zucchero al mondo, con un processo produttivo, che prevede due distillazioni, che inizia ad Haiti e si conclude nel Principato. Un prodotto nuovo, ma insieme con una lunga storia alle spalle, in quanto riporta in vita, ma rielaborata in chiave contemporanea, un’antica tradizione monegasca, la “Mesccia”, la cui origine risale al XVII secolo. Un progetto realizzato grazie al contributo di Luca Gargano, tra i massimi esperti di rum e patron di Velier, azienda che distribuisce Mother Mesccia in esclusiva per l’Italia.

La storia della Mesccia

La Masscia nasce nel Seicento, quando il Principato di Monaco era un vivace crocevia di scambi commerciali, nel cui porto giungevano prodotti e materie prime provenienti da vari luoghi, che venivano poi venduti in Europa. Tra le tante merci non mancava il rum che le navi Genovesi, in particolare, trasportavano dai Caraibi alle coste del Mediterraneo, spesso scambiandolo con agrumi locali, indispensabili sui velieri per combattere lo scorbuto. E proprio a Monaco nacque l’usanza di mescolare il rum con alcolici europei, come vermouth e Marsala, creando una bevanda che i genovesi nel loro dialetto chiamavano “Mesccia”, che appunto significa “miscela”, diventata un prodotto tipico della cultura monegasca, una tradizione andata poi perduta e ke cui tracce restano soltanto negli archivi del Principato.

I progetti

Qualche anno fa, un gruppo di imprenditori monegaschi, col patrocinio del Principato di Monaco, ha avuto l’idea di far rinascere il prodotto. Il progetto inziale era di riprodurre l’antica ricetta, distillando il rum nel Principato a partire da canna da zucchero coltivata in Spagna e importata già pressata, ma i risultati ottenuti sono stati molto al di sotto delle aspettative.

Si sono quindi rivolti a Gargano per capire come sviluppare il prodotto, che ha individuato subito anche un’altra criticità del primo progetto: la miscela di rum, vermouth e marsala sarebbe difficilmente compatibile con i gusti di oggi. Per cui la sua idea è stata di creare un rum di altissima qualità e di affinarlo poi in botti che hanno in precedenza contenuto vini fortificati: una soluzione che rende omaggio alla tradizione, ma realizzando un prodotto più adatto al nostro secolo.

Da Haiti al Principato

Per il distillato si è scelto di partire da una materia prima di eccellenza, la canna da zucchero Crystalline, una varietà autoctona e rara di Haiti, non ibridata, la stessa utilizzata da Michel Sajous per produrre il suo Clairin Sajous, il rum bianco artigianale haitiano altra chicca del catalogo Velier.

E ad Haiti prende il via il processo che dà vita a Mother Mesccia. La canna da zucchero coltivata nel grand terroir di Saint-Michel-de-l’Attalaye  ed estramente dolce e aromatica, viene raccolta a mano, trasportata a dorso di mulo e pressata in un piccolo mulino. Si procede poi con le fermentazioni spontanee, senza utilizzo di lieviti selezionati, e con la pima distillazione, a bagnomaria in un alambicco Mueller di Sajous.

Il primo distillato ottenuto è un semilavorato, con un volume alcolico tra il 22 e il 34%, che viene trasferito a Port-au-Prince e da lì imbarcato verso il Principato di Monaco. Qui a L’Orangerie - Distillerie de Monaco, la prima distilleria del Principato, nata nel 2017 nell’elegante quartiere la Condamine, viene effettuata una seconda distillazione, in alambicco Khote, sotto l’attento occhio del master distiller Philip Culazzo. Sempre a Monaco viene effettuto il taglio di testa e coda del distillato, consentendo al rum finale di essere considerato come prodotto nel Principato.

Un rum bianco d'eccellenza

La lavorazione della nuova Mesccia prosegue con l’invecchiamento in botti ex-vermouth ed ex-Marsala, una fase sperimentale non ancora completata. In attesa quindi di vedere l’esito della maturazione si è deciso di mettere a disposizione di bartender e cultori Mother Mesccia, il rum bianco non affinato, che costituisce, appunto, la “madre” della nuova Mesccia. Un distillato (alc 46% in vol) fresco e dall’elegante tocco vegetale che rappresenta la massima espressione della canna da zucchero dalla quale prende origine, e ideale sia da servire liscio sia per la creazione di cocktail sofisticati.

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