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A Riccardo Vassallo la seconda tappa del campionato macinatura

Riccardo Vassallo
Riccardo Vassallo
Il Master Coffee Grinder Championship si è svolto a Vittoria (RG) nell’ambito di Scenica Festival: la contaminazione tra arte, gusto e socialità ha valorizzato l’evento.

Le due ultime giornate di Scenica Festival, l’evento che si svolge da 17 anni a Vittoria (Ragusa) e raccoglie artisti e operatori culturali italiani ed europei, hanno avuto un insolito profumo di caffè. Quello delle diverse origini di Brazilcafé, partner della manifestazione e protagonista della tappa siciliana (la seconda per l’anno in corso) del Master Coffee Grinder Championship, il campionato di macinatura ideato da Fabio Verona, giunto alla sua quarta edizione.

Per la competizione Giovanni Battiato (specialista in tostatura), che insieme al fratello Alfio e Marco Randazzo conduce la Torrefazione siciliana, ha tostato un caffè brasiliano certificato Iwca (International Women’s Coffee Alliance) proveniente dall’Alta Mogiana, varietà catuai, coltivato a 1300 metri e processato con metodo naturale. La tostatura media metteva in risalto note di frutta secca, nocciola, cioccolato al latte e un retrogusto di mandorla dolce. La ricetta di riferimento è stata di 16,5 gr In - 44 gr Out in 32 secondi, un Tds di 7,80.

Secondo la giuria composta da Luca Bernardoni, Giuseppe Fiorini e Davide Valenzano la formula  stata replicata quasi alla perfezione da Riccardo Vassallo, barista presso il bar Chantilly Il gusto della Bontà di Palermo: ha eseguito al meglio ogni passaggio e, ha dichiarato dopo la premiazione, «potere competere in piazza, davanti a così tante persone, è stato elettrizzante. Ringrazio l’organizzazione e Brazilcafè per l’opportunità». Parteciperà con lui alla finale nazionale Federico Lombardo di Ragusa che si è classificato secondo con soli 39 punti di distacco; gli altri concorrenti sono stati Fabio Proietto, Giuseppe Carrubba, Danilo Ferrara e Fabio Tirani.

Il giorno prima si è svolto un incontro con la partecipazione di numerosi esperti, che ha affrontato diverse tematiche: dai benefici apportati da un caffè buono e non bruciato, al ruolo delle donne nella filiera del caffè, agli effetti negativi di una cattiva o dell’assenza della pulizia delle apparecchiature per la trasformazione del caffè. Fabio Verona ha poi trattato il tema legato al costo della tazzina, evidenziando come una variazione del suo prezzo basato su diversi tipi di miscele o singole origini, permettano al barista di spiccare nel mare di locali anonimi con un'unica offerta.

Il Mcgc 2025 ha trovato nel Scenica Festival e in Connessioni un partner ideale: la contaminazione tra arte, gusto e socialità ha valorizzato l’evento. La piazza si è trasformata in un’arena di tifo, applausi e profumi intensi, confermando che il caffè, soprattutto quando è ben raccontato, è capace di aggregare e sorprendere. I responsabili di Brazilcafè hanno contribuito a questo successo con la loro passione per la qualità e la voglia di divulgarla, che hanno contagiato tantissime persone presenti all’evento. Per Fabio Verona è l’ennesima testimonianza di quanto il caffè possa essere non solo un rito quotidiano, ma anche un’esperienza culturale, tecnica ed emozionante che piace e coinvolge chiunque.

La terza ed ultima tappa si svolgerà a settembre in una nuova città, che accoglierà la sfida più aromatica d’Italia.

Le novità Gelati Ferrero che danno più gusto all’estate

Ferrero Collection Experience
Sapori ricercati e abbinamenti inediti caratterizzano le new entry nell’offerta di gelati del gruppo: la gamma Ferrero Collection Experience, Raffaello Triple Experience Peach Dream e Yogurette Ice Cream

Ricette raffinate, attenzione alla qualità, cura nella selezione delle materie prime caratterizzano l’offerta di gelati premium per i bar di Ferrero. Offerta che quest’anno si arricchisce di nuove proposte, quali la gamma Ferrero Collection Experience, Raffaello Triple Experience Peach Dream e Yogurette Ice Cream.

La prima è una gamma composta da tre stecchi (46 g) nati per offrire ai consumatori nuove esperienze di gusto: Ferrero Collection Experience Cioccolato Fondente e Arancia, un cremoso gelato al cacao avvolto da una copertura di cioccolato fondente, arricchita da scorze d’arancia candita e croccante granella di biscotto al cacao, il tutto impreziosito da una salsa all’arancia; Ferrero Collection Experience Cioccolato al Latte e Salsa alla Crema Pasticcera, dove è una copertura al cioccolato al latte con nocciole tostate e granella di biscotto a racchiudere un cuore di gelato alla nocciola con una salsa alla crema pasticcera; Ferrero Collection Experience Cioccolato Bianco e Pistacchio,  una combinazione delicata e avvolgente di gelato alla nocciola, salsa al pistacchio ricoperta da cioccolato bianco con pezzetti di pistacchio salato e nocciole.

Abbinamenti ricercati

Non meno raffinate nei gusti e negli abbinamenti le altre due proposte, sempre stecchi, che completano le novità per la stagione 2025. Raffaello Triple Experience Peach Dream (46 g) si caratterizza infatti per l’abbinamento audace e a tutto gusto tra frutta e fiori. Si tratta infatti di un gelato al cocco con note di pesca bianca e ibisco, avvolto da una copertura croccante. Yogurette Ice Cream (41,5 g) è invece un delicato gelato al latte al gusto di yogurt e fragola con un interno variegato alla fragola, il tutto ricoperto di croccante cioccolato al latte.

Una gamma trasversale

Le new entry sono frutto di un lavoro di innovazione che mira a sorprendere e conquistare i consumatori, con le quali Ferrero intende rafforzare la sua posizione di operatore primario del settore, forte di una gamma che annovera proposte molto apprezzate e in grado di accontentare un pubblico molto trasversale, come Ferrero Rocher Classic, Raffaello Gelato, Pocket Coffee Gelato e Pocket Coffee Mocaccino Gelato, Kinder Bueno Cono e Kinder Bueno Cono White, Kinder Chocolate Ice Cream, Estathé Ice Limone e Pesca.

Amuerte Yellow, la summer edition dai sapori tropicali

Amuerte Yellow
Distribuito da Anthology by Mavolo, la nuova release in edizione limitata del gin con le foglie di coca peruviana creato dai coniugi Jeroen ed Eveline Reynders celebra l'estate con il suo profilo tropicale e fresco

Incarna lo spirito della stagione più vivace dell’anno Amuerte Yellow, la summer edition 2025 di Amuerte, il gin premium che ha tra i suoi ingredienti le foglie di coca peruviana. Prodotta in edizione limitata, la nuova referenza, distribuita come tutta la gamma da Anthology by Mavolo, celebra la bella stagione regalando a bartender e consumatori un viaggio sensoriale dai toni decisamente esotici e tropicali.

Il nuovo distilled gin (alc 435 in vol) ha infatti come protagonista il mamoncillo, un piccolo e raro frutto verde tropicale originario dei Caraibi e dell’America Latina, noto anche come “lime spagnolo”, dalla delicata dolcezza e con un tocco acidulo che ricorda il mango e il litchi, che dona una nota fresca, fruttata ed esotica. I suoi aromi vibranti e suo profilo fruttato si fondono armoniosamente con la nota balsamica del ginepro, quella erbacea dell’angelica, al tocco speziato del coriandolo e alla nota amaricante delle foglie di coca, che ne completano la ricetta. Il risultato è un distillato che sorprende al naso con i suoi aromi tropicali e raffinato, elegante, complesso e avvolgente al palato, ideale sia da servire liscio sia in miscelazione, dove può essere impiegato, oltre che per realizzare freschi Gin&Tonic, per dare vita a originali creazioni dal tocco esotico.

Il colore dell'estate

Ma l’omaggio all’estate di Amuerte Yellow prosegue anche nella bottiglia (700 ml), dove ogni dettaglio è stato studiato per evocare il calore, la luce e la vitalità della stagione. Questa è infatti dipinta di un elettrizzante giallo neon, che richiama il colore delle spiagge al tramonto, mentre i decori in platino rimandano ai raggi del sole.

Il nuovo arrivato amplia la gamma di gin del marchio creato da Jeroen Reynders con la moglie Eveline. Un’offerta di distillati premium che ne loro diverse espressioni hanno come tratto comune l’alta qualità, la ricerca di sapori insoliti e la presenza nella ricetta delle foglie di coca del Perù: Amuerte Black, Amuerte White, Amuerte Blu, Amuerte Green, Amuerte Red e Amuerte Orange.

Schär Foodservice lancia Mini-Expo, l’espositore da banco con biscotti gluten e lactose free

Pratico e compatto, il nuovo espositore da banco è pre-riempito con 15 Digestive e 15 Choco Chip Cookies, biscotti entrambi senza glutine e senza lattosio

I bar, così come il canale travel e l’hotellerie sanno quanto sia importante garantire a chi deve seguire una dieta senza glutine la possibilità di avere sempre a disposizione snack gustosi e sicuri per la colazione o uno spuntino: i celiaci rappresentano infatti l’1% della popolazione italiana, ma vi sono altre patologie, come l’allergia al grano o la sensibilità al glutine non celiaca, che richiedono di seguire un’alimentazione senza glutine. A questo scopo, Schär Foodservice, la divisione dedicata al canale Ho.Re.Ca del Gruppo Dr. Schär, ha lanciato il nuovo Mini-Expo, un espositore da banco pre-riempito con 15 Digestive e 15 Choco Chip Cookies, entrambi biscotti sia gluten free che lactose free.

Bontà gluten e lactose free sempre a disposizione

Il nuovo Mini-Expo permette di avere sempre a disposizione un’offerta di biscotti monoporzione senza glutine e senza lattosio (shelf life 9 mesi), consentendo così di soddisfare anche la clientela intollerante al lattosio. I Digestive Schär sorprendono per il loro equilibrio nutrizionale, con il 4% di grano saraceno e l’alto contenuto di fibre, mentre i Choco Chip Cookies, ispirati agli iconici biscotti americani, conquistano per la ricchezza di gocce di cioccolato (ben il 12%) e, oltre a essere senza glutine e senza lattosio, sono anche vegani. Entrambi sono confezionati in pratiche monoporzioni da due biscotti, che mantengono a lungo la freschezza.

Piccolo formato grande praticità

Il formato Mini è inoltre molto pratico per chi ha esigenze di spazio: il suo ingombro è solamente di 25 x 18,6 x 22 cm (lungh. x largh. x alt.).

Il brand Schär, infine, ben visibile sull’espositore, è rassicurante non solo per la clientela italiana, ma anche per i numerosi turisti stranieri in Italia, grazie alla conoscenza del marchio a livello internazionale.

 

ArGintario: un concentrato di Maremma in un gin

Nato dall’esperienza dell’Azienda Santa Lucia, cantina specializzata in Morellino, Vermentino e Ansonica, il gin ArGintario è un omaggio al territorio

Un gin che parla della sua terra. È ArGintario, un distillato figlio della Maremma del Sud, dalla quale prende le botaniche. A produrlo dal 2020, i fratelli Scotto, Lorenzo e Luca, già proprietari di una cantina, l’Azienda Santa Lucia, anch’essa molto legata al terroir. «Produciamo Morellino di Scansano, Vermentino e Ansonica. Con quest’ultimo, che è un vitigno autoctono, abbiamo lanciato di recente un metodo classico, dosaggio zero, 24 mesi sul lieviti: al momento un unicum», spiega Luca Scotto. L’Ansonica è, in piccolissima parte, presente anche nel gin ArGintario. Nella lista delle botaniche, oltre all’immancabile ginepro, spiccano lentisco e finocchietto marittimo, entrambi raccolti a mano in Maremma. Poi ci sono melissa, arancia amara, gelsomino e un tocco di acquavite d’uva prodotta dalla stessa cantina, proprio con uve Ansonica.

«Dico sempre – racconta Luca Scotto – che nel nostro gin c’è quel sentore di Mediterraneo che altri distillati ottengono utilizzando botaniche più scontate, come il rosmarino. Noi abbiamo scelto di lavorare il lentisco e il finocchietto marino perché è proprio quello che trovi passeggiando fra le nostre terre. Il finocchietto marino, poi, siamo stati fra i primi ad utilizzarlo. Per quanto riguarda l’acquavite, invece, l’abbiamo voluta introdurre come omaggio alle nostre radici e contribuisce dando una grossa morbidezza e bilanciamento in più al palato».

A realizzare la giusta ricetta, che ha messo a segno numerosi premi, è stato chiamato Lorenzo Zappi, insieme a Oscar Quagliarini che ha contribuito nel bilanciamento. Le Distillerie Quaglia sono quelle che in concreto producono questo gin, che è sul mercato con circa 5mila bottiglie l’anno, posizionato in fascia premium (a scaffale intorno ai 40 euro). «La distribuzione non prevede la gdo, ma si rivolge soprattutto ai clienti dell’horeca e alle enoteche specializzate». Va da sé che ci sia una sinergia con i canali di distribuzione che la cantina aveva già attivati nel mondo vino. «Oggi sono molti i distributori che hanno anche un portfolio di spirits e con quelli riusciamo a raggiungere soprattutto le enoteche specializzate e i locali polifunzionali. Per il mondo bar, aggiungiamo altri canali più diretti», chiarisce Scotto.

La bottiglia della limited edition D-Park

Particolarmente bella la bottiglia, che non ha un’etichetta, bensì una serigrafia (è prodotta dalla P&P Promotion), che rappresenta i confini terra-mare dell’Argentario. Il puntino bianco a sinistra rappresenta la posizione dell’azienda. Recentissima, inoltre, la release di ArGintario D-Park, in limited edition (solo 588 bottiglie), che ha ricevuto anche un premio a Tuttofood, realizzata da un artista della zona, Matteo Bonguerrieri. «È un omaggio al mare e al territorio in cui siamo. Il disegno rappresenta i fondali dell’Argentario e la mappa dei relitti affondati fra il monte Argentario e l’Isola del Giglio».

Eureka inaugura la Mignon Factory con tre nuovi macinacaffè

Mignon Factory Eureka
La grind valley alle porte di Firenze ospita un nuovo stabilimento interamente dedicato aile apparecchiature per il canale prosumer.

Una politica aziendale virtuosa, basata sull’ascolto della propria utenza a ogni latitudine, sulla ricerca continua al fine di soddisfare le sue molteplici esigenze, un piano di investimenti continuo che ha permesso di ampliare la gamma confermando una strategia che ha nel made in Italy e nell’innovazione i propri punti di forza. Quello appena tracciato è un rapido profilo di Eureka, azienda fondata nel 1920 da Aurelio Conti, specializzata nella produzione di macinacaffè per ogni tipo di utilizzo finale, che ha da poco inaugurato il suo quarto centro produttivo, la Mignon Factory, completamente dedicato alla realizzazione dei piccoli macinacaffè declinati in 20 diverse soluzioni per il canale prosumer. A quelli italiani si unisce uno stabilimento nella zona a Sud di Shanghai (Cina), aperto nel 2023. La visita ha preso il via presso lo showroom aperto lo scorso anno: uno spazio multifunzionale a disposizione di professionisti e amanti del caffè di tutto il mondo per testare le ultime novità di settore.

La Mignon Factory rappresenta un ulteriore tassello del piano di sviluppo aziendale che ha comportato il raddoppio dello stabilimento di Sesto Fiorentino e la realizzazione di una vera grind valley toscana alle porte di Firenze. Occupa una superficie di 700 metri quadri, ha una capacità produttiva di 700 macinacaffè al giorno e al suo interno lavorano 24 persone ad alta specializzazione. 

Nel corso della visita, Mattia Sgreccia, marketing director, ha evidenziato come nelle sue linee i prodotti prendano forma con cura artigianale e numerosi controlli per verificarne la funzionalità, che si affianca a soluzioni sempre più mirate a particolari esigenze.

Con questo investimento la Conti Valerio punta a implementare il mercato per i coffee lovers, ma anche per i professionisti che cecano la giusta attrezzatura per la propria offerta specialy, spiega Maurizio Fiorani, managing director, che prosegue «la linea Mignon, grazie alle sue performance professionali combinate alle ridotte dimensioni, rappresenta un best seller e un riferimento per il segmento prosumer internazionale» Germania, Nord America, UK e Medio Oriente sono mercati in cui il marchio è ormai affermato e su cui l’azienda punterà maggiormente nei prossimi anni.

In chiusura di mattinata, nel corso di un incontro dedicato ai nuovi modelli di consumo del caffè, che vedono in crescita i grani e l’espresso all’interno di un mercato del caffè sempre più in crescita a livello globale, come ha sottolineato Michele Cannone, global brand director away from home di Lavazza, Fiorani ha delinato le nuove tendenze del mercato dei macinacaffè. Al suo interno, la scelta tra il settore horeca e quello consumer si va sempre più differenziando: al bar si punta su prodotti che semplificano e rendono sempre più rapida e di qualità la realizzazione delle diverse preparazioni; in casa il consumatore chiede prodotti molto versatili per trasformare diversi tipi di caffè con le estrazioni preferite nell’arco della giornata.

La risposta della linea Mignon spazia da macchine con performance iper-automatizzate e velocissime a quelle più semplificate, attente a una macinatura più slow: una differenziazione resa possibile anche dalla particolare conformazione e dalla composizione delle macine, realizzate dalla Italmill di Antegnate (BG), che Conti Valerio ha acquisito nel 2022. Questa gamma così vasta ha determinato una decisa crescita delle richieste.

I nuovi modelli. I brand di punta dell’azienda fiorentina, Eureka 1920 e Eureka ORO, si arricchiscono con Libra 65 All Purpose e Zero 65 All Purpose da un lato, e Single Dose Pro dall’altro, in un ulteriore avanzamento tecnologico che fa leva sulla versatilità dello stile di macinatur  e sulla riduzione della ritenzione, garantendo zero sprechi. 

Mignon Libra 65 All Purpose (Eureka 1920) offre una qualità di macinatura superiore e una flessibilità di utilizzo adatta a tutte le estrazioni. Equipaggiato con il sistema brevettato di pesa integrato, e con macine da 65 mm progettate per espresso e filtro, è concepito per offrire precisione e costanza di dose. 

Mignon Zero 65 All Purpose (Eureka1920) è un macinacaffè single dose di alta qualità a un prezzo competitivo, adatto a tutti i tipi di estrazione. La ritenzione è ridotta a pochissimi decimi di grammo grazie alla tecnologia Ultra Low Retention e alle nuovissime macine Blind (senza fori), e la usability è al massimo con l’innovativo pomello di regolazione King-Size, che consente regolazioni precise con contagiri.

Mignon Single Dose Pro (Eureka Oro) è la soluzione di fascia alta per la macinatura single dose, rivolta ai consumer attenti al design, alla qualità dei materiali e ad alte prestazioni di macinatura. Grazie alla macina cieca da 65 mm senza fori per le viti, garantisce una ritenzione minima dei residui di caffè, vicinissima allo zero.

Due nuovi gusti per Boem

BOEM TRIO GUSTI 1
Mango e Pompelmo Rosa le new entry del marchio italiano di hard seltzer. Che lancia un nuovo format di eventi, i Chillinguiti: l'esordio a Milano il 7 e 8 giugno per festeggiare l'arrivo delle nuove referenze

Dopo la fase di start-up, l’accordo con Velier, cui è stata affidata la distribuzione per il fuori casa, si apre una nuova fase nel processo di espansione di Boem, l’hard seltzer made in Italy lanciato dai rapper Fedez e Lazza e dai loro soci, gli imprenditori Leonardo Maria Del Vecchio, erede del gruppo Luxottica, e Camillo Bernabei del Gruppo Bernabei. Nuova fase che ha come obiettivo rafforzare il posizionamento presso il pubblico della Gen Z, target di riferimento, ma non l’unico, del brand. Funzionale all’obiettivo è l’arrivo di due nuovi gusti, Mango e Pompelmo Rosa, che in aggiunta all’originale Boem al gusto Zenzero, compongono una gamma tutta sugar free, vegana e a basso contenuto alcolico, solo 4,5% in vol.

Il marchio interpreta così i trend emergenti della nuova generazione, che ama godersi la vita in modo più consapevole, i cui consumi si indirizzano sempre più verso le bevande a zero o basso contenuto alcolico, segmento il cui mercato è stimato a 4 miliardi di euro entro il 2028, che permettono di socializzare e divertirsi senza rinunciare al benessere. A testimoniare l’attenzione di Boem verso le esigenze della Gen Z anche la genesi dei nuovi gusti, per i quali sono stati creati dei focus group. Le loro ricette sono infatti state sviluppate in collaborazione con la  Boem Society, la community di bartender vicini al brand: una squadra di dieci professionisti da tutta Italia, selezionati per la loro conoscenza e visione contemporanea.

Percorso simile anche per le nuove lattine (33 cl), il cui design è stato affidato al pubblico, attraverso un contest creativo, realizzato in collaborazione con Torcha – Talenti Accesi Graphic Design. Centinaia i designer tra i 18 e i 35 anni hanno partecipato al progetto, con le loro proposte grafiche ispirate all’identità del brand e ai suoi nuovi gusti. Il vincitore del concorso ha quindi partecipato alla definizione delle grafiche dei pack lavorando a stretto contatto con le agenzie di comunicazione di Boem.

Al via i Chillinguiti

Ma non solo perché il marchio si fa portavoce anche del modello di convivialità delle nuove generazioni, la Chill culture, che celebra il relax, il benessere, la spontaneità, la musica e i legami veri. In quest’ottica, Boem sarà attivo anche con una serie di eventi sul campo, i Chillinguiti, che reinterpretano lo spirito dei chiringuiti, gli iconici punti di ritrovo e di socialità urbana, facendone ancora di più dei luoghi dove vivere momenti rilassati e all’insegna della condivisione e del gusto. Il format esordirà a Milano il 7 e 8 giugno, quando per festeggiare il lancio dei nuovi gusti il Chiosco al Politico, vicino al Castello Sforzesco, si trasformerà nel primo Chillinguito d’Italia. L’esperienza si allargherà poi a tutta la Penisola, toccando Jesolo, Bari, Napoli e altre città.

Una struttura più forte a sostegno della crescita

Per supportare la nuova fase di crescita e sviluppo, il marchio ha anche potenziato la sua struttura organizzativa, investendo nel team, che ora conta oltre 40 professionisti, con competenze specifiche in diverse aree, dal marketing alla ricerca e sviluppo, fino alla struttura commerciale. Quest'ultima è stata potenziata con l'inserimento di nuove figure e l'implementazione nuove strategie di vendita: investimenti che stanno già ripagando, con il fatturato che nei primi quattro mesi di quest’anno ha già superato del 69% il risultato dello scorso anno.

Il Bitter Bianco è il nuovo nato della gamma Strucchi

Presentato al Roma Bar Show, il Bitter Bianco Strucchi è il nuovo prodotto «pensato per la beva contemporanea». Un invito a preparare un Negroni Bianco

«Deturpazioni del vero Vermouth tipico di Torino», così Arnaldo Strucchi definiva tutto ciò che dal vermouth prendeva le mosse. Pur ammettendo che «sono ammesse, anzi ricercate dal commercio». A citarlo, anzi declamarlo, è Paolo Dalla Mora, l’uomo che a Strucchi ha dedicato una linea contemporanea, che pesca nella storia del Vermouth. Lo abbiamo incontrato al Roma Bar Show, dove ha presentato il Bitter Bianco Strucchi, il nuovo prodotto della gamma, che si va ad aggiungere al Vermouth Strucchi Bianco, Vermouth Strucchi Rosso, Vermouth Strucchi Dry e Bitter Rosso Strucchi (l'abbiamo raccontata qui).

«Un prodotto innovativo che serviva, per ridare dignità al vermouth bianco», aggiunge Dalla Mora, che prontamente chiede a Leonardo Todisco, brand ambassador Strucchi, nonché bar manager del nuovissimo Cassina Cafè by Strucchi, di preparare il suo Negroni Bianco. Per comporre la ricetta del nuovo Bitter Bianco, quindici botaniche tra cui luppolo, agrumi e spezie aromatiche. Quel tono di assenzio lo fa distinguere nettamente sia al naso che al palato dal cugino rosso, insieme a un mix di note agrumate di pompelmo e mandarino, nonché balsamiche (spicca il finocchio selvatico) e i toni amari di luppolo e arancio amaro. Il finale si distende su toni amaricanti e floreali di genziana, salvia sclarea e galanga, lasciando in bocca un’eco vegetale e lievemente speziata.

«Questo nuovo prodotto offre ampie possibilità in miscelazione: per il suo bouquet aromatico, che può esplorare sfumature diverse rispetto al classico bitter rosso, e per il colore giallo paglierino, che si presta a combinazioni cromatiche più libere - afferma il brand ambassador Leonardo Todisco -. Non si tratta di un’alternativa migliore ma di una proposta complementare, capace di aprire nuove strade creative al bancone». Andando sui dettagli pratici, la bottiglia è da 70 cl e si colloca in fascia premium, con un prezzo di vendita al pubblico intorno ai 20 euro.

«Il nuovo bitter - spiega Dalla Mora - è pensato per la beva contemporanea, ma prende le mosse dagli insegnamenti di Arnaldo Strucchi». Un ponte fra l’oggi e i primi del Novecento: è del 1909 il manuale citato da Dalla Mora, nel quale Strucchi codificava il Vermouth di Torino. E anche l’etichetta, come quelle che l’hanno preceduta, va a omaggiare una figura che ha fatto la storia, all’inizio del secolo scorso. Dopo Rodolfo Valentino, Mata Hari, Greta Garbo, Josephine Baker, è la volta di Amalia Panigati (1901–1975), un nome meno noto, ma non meno importante: maestra della pittura a fuoco su vetro, è colei che ha decorato le vetrate del Duomo di Milano, che non a caso, stilizzato è rappresentato nella grafica dell’etichetta. Nella grafica, illustrata dall’artista Riccardo Guasco, la figura femminile, sospesa tra sacro e moderno, evoca la capacità di dare forma al colore. Un’ispirazione per chi si troverà a miscelare con questo prodotto, così limpido da poter diventare una tela bianca.

Innovazione e qualità senza compromessi: le novità di Orsadrinks conquistano il mercato

Orsadrinks
La linea ODK Smoothie, con tutto il sapore della frutta per il bar diurno, e Stillabunt Supersour, un acidity booster per la mixology d’alta gamma, le nuove creazioni che arricchiscono l'offerta dell'azienda

Il mondo delle bevande accoglie due nuove proposte firmate Orsadrinks, pensate per soddisfare esigenze diverse e conquistare consumatori con gusti raffinati. Da un lato, la linea ODK Smoothie, un’esplosione di freschezza perfetta per il mercato diurno; dall’altro, Stillabunt Supersour, un innovativo acidity booster destinato alla mixology d’alta gamma.

ODK Smoothie: freschezza e gusto in ogni sorso

Disponibili in sei irresistibili gusti, gli smoothies ODK sono l'alleato perfetto per una pausa gustosa e rinfrescante, ideale in qualsiasi momento della giornata. Confezionati in pratiche pouches, si preparano in un attimo: basta versare il prodotto, aggiungere ghiaccio, frullare... e assaporare un delizioso smoothie!

Senza conservanti né coloranti artificiali, gli smoothies ODK sono realizzati esclusivamente con polpa di frutta di alta qualità, garantendo un mix di genuinità e bontà. Perfetti per chi cerca un’alternativa sana e naturale, conquistano anche chi è attento al benessere senza rinunciare al piacere.

Stillabunt Supersour: il tocco audace della mixology di alta gamma

Stillabunt Supersour è un prodotto innovativo, sviluppato nei laboratori Orsadrinks: un mix di sali e acidi, creato come esaltatore di acidità.

Può essere usato concentrato in gocce, come tocco finale nei cocktail prima di servirli, per conferire un boost di acidità.

In alternativa, può essere utilizzato diluito per sostituire il succo di limone o lime quando la consistenza degli agrumi freschi non è necessaria, oppure per la preparazione di super juice.

La sua versatilità lo rende un ingrediente prezioso per signature cocktail, capaci di ridefinire l’esperienza sensoriale nel mondo della miscelazione.

Orsadrinks continua a dimostrare il proprio impegno nell’innovazione, offrendo prodotti che non solo rispondono alle richieste del mercato, ma anticipano le nuove tendenze nel settore beverage.

Con ODK Smoothie e Stillabunt Supersour, la qualità incontra la creatività in due proposte destinate a lasciare il segno.

Cambio di proprietà per Casa Optima

Casa Optima
Charterhouse ha ceduto il gruppo italiano, attivo nel mercato del gelato artigianale, della pasticceria e del bere miscelato, a un gruppo di investitori guidato da Terlos. Tra i partner della cordata anche Javier Ferrán, attuale presidente di Casa Optima

Cambio di proprietà per Casa Optima. Charterhouse Capital Partners, proprietaria del gruppo italiano attivo nel mercato del gelato artigianale, della pasticceria di eccellenza e del bere miscelato con i suoi con i suoi otto marchi, Mec3, Giuso, Modecor, Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani, Florensuc, Ambra’s, Blend e DOuMIX?, ha raggiunto un accordo per la sua cessione a un gruppo di investitori guidato da Terlos. È questa una società di investimento privata specializzata in marchi consumer europei, che ha come partner nell’operazione Javier Ferrán, attuale presidente di Casa Optima, e una controllata interamente posseduta da Abu Dhabi Investment Authority, uno dei più grandi fondi sovrani di investimento al mondo, di proprietà dell'Emirato di Abu Dhabi.

Il valore dell’operazione si aggira sui 900 milioni di euro, cifra rilevante che testimonia la centralità del gruppo italiano, che ha sede principale a San Clemente (Rimini), nei mercati di riferimento. Gruppo che oggi serve oltre 30.000 gelaterie e 6.000 pasticcerie in oltre 150 Paesi nel mondo, ha cinque siti produttivi e oltre 1000 collaboratori, dei quali circa 700 in Italia.

Una crescita spettacolare

A partire dal 2016, anno della sua acquisizione da parte di Charterhouse Capital Partners, Casa Optima è stata protagonista di uno spettacolare processo di crescita, che ne hanno fatto una realtà di riferimento a livello globale con un portafoglio completo di ingredienti di alta qualità per gelati artigianali, pasticceria e bevande.

Una crescita sia per linee interne sia tramite acquisizioni strategiche di alcuni dei principali marchi del settore, come Modecor, Giuso, Blend Coberturas e Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani, ai quali qualche anno fa si è aggiunto il nuovo nato DOuMIX?, con il quale il gruppo ha fatto il suo ingresso nel mercato beverage e della miscelazione. Operazioni accompagnate da importanti investimenti in ricerca e sviluppo e dal rafforzamento del team manageriale, con la nomina di Francesco Fattori nel ruolo di ceo e di Javier Ferrán come presidente (leggi Javier Ferrán è il nuovo presidente del Cda di Casa Optima).

Proseguire l'espansione del gruppo

Un percorso di sviluppo che ora proseguirà con il supporto della nuova proprietà. «Da quando ho fatto il mio ingresso nel Consiglio di amministrazione di Casa Optima, sono rimasto molto colpito dalla forza del gruppo e dal valore del suo management, e dalla portata e dalla qualità delle opportunità strategiche che si prospettano per la società nel prossimo futuro – ha commentato Ferrán in una nota che annunciava l’operazione -. Intendiamo ora continuare la collaborazione con Francesco e con il team di gestione per capitalizzare la nostra leadership e rafforzare il posizionamento raggiunto dall'azienda negli ultimi anni sotto la guida di Charterhouse».

«Grazie al continuo supporto di Charterhouse, negli ultimi anni, Casa Optima è stata in grado di realizzare un’espansione solida sia a livello di ricavi sia di utili, grazie a forti piani di internazionalizzazione, a numerose acquisizioni strategiche e allo sviluppo di marchi e prodotti di successo – ha aggiunto Fattori -. Siamo entusiasti di continuare a lavorare con Javier, insieme a Terlos, mentre continuiamo a perseguire i nostri ambiziosi piani di crescita organica e inorganica».

Gusto, consistenza, bellezza e solidarietà: la brioche perfetta per Tog Bistrot

Brioche perfetta
Pasticceria, formazione e inclusione si legano nel progetto solidale La Brioche perfetta della Maestro Martino Food Academy per il locale milanese che supporta le attività della Fondazione Tog

Tra gli ingredienti della brioche perfetta c'è anche la solidarietà. Che è uno dei muri portanti del progetto della Maestro Martino Food Academy, presieduta dallo chef Carlo Cracco, per Tog Bistrot, locale nato a Milano per affiancare e supportare Fondazione Tog, realtà d'eccellenza nella riabilitazione di bambini con patologie neurologiche. Proprio nel bistrot si possono assaggiare le diverse declinazioni, dolci e salate, di La Brioche perfetta, messa a punto da studenti dell'accademia guidati da tutor come Daniele Fiora, pastry chef di Cracco in Galleria.

«Ci siamo confrontati chiedendoci cosa rende, per noi, un prodotto perfetto», racconta Fiora. Vale a dire gusto, consistenza e bellezza. «Per il gusto abbiamo puntato su materie prime di alta qualità, come la farina di Molino Dallagiovanna, che dà elasticità e permette di garantire uno standard qualitativo costante. Abbiamo poi usato tre vaniglie per dare un bouquet aromatico più completo, con note di caramello speziate e fresche, e un burro molto tecnico che permette di avere una ottima plasticità e uno sviluppo alveolato». La consistenza ricercata voleva essere friabile all'esterno e morbida all'interno, mentre a livello estetico si è puntato molto su una bellezza classica ma riconoscibile.

Bontà dolci e salate

Il risultato è una linea ben riuscita di brioche di ispirazione francese, realizzate con lievitazione naturale e farciture fresche. Tra le proposte da provare al Tog Bistrot ci sono pistacchio, lamponi, crema pasticcera e albicocca (brioche vuota 1,80 euro, farcita 2,30 euro). O, passando al salato (4,50/6,50 euro), bresaola con caprino e mandorle, speck con brie, mela verde e miele, caponata con hummus di cannellini, olive nere e basilico, salmone affumicato con avocado e cetriolo (in questo caso con impasto alle alghe). Al momento le brioche, che sono abbattute da crude prima della lievitazione, possono essere assaggiate solo al locale in zona Dergano o nel catering solidale proposto da Tog Bistrot.

Tutto il gusto della solidarietà

Non bisogna infatti dimenticare l'ingrediente chiave del progetto: la solidarietà. L'attività di Tog Bistrot e del suo catering promuovono l'inserimento lavorativo di studenti degli istituti alberghieri e sostengono il lavoro della Fondazione Tog, che garantisce percorsi riabilitativi gratuiti e d'eccellenza (anche tecnologica) ai bambini con patologie neurologiche. Mentre Maestro Martino Food Academy, accademia promossa dall'associazione culturale Maestro Martino presieduta da Carlo Cracco che gestisce anche il ristorante didattico Villa Terzaghi alla porte di Milano, forma le nuove generazioni della ristorazione garantendo un'educazione gratuita agli studenti meritevoli e facilitando l'ingresso al mondo del lavoro a persone con disabilità.

Tra i partner coinvolti nel progetto, che ha visto al lavoro dieci studenti dell'istituto professionale Ial Lombardia, ci sono Molino Dallagiovanna con la sua linea di farine tecniche di alta gamma, RoboQbo, azienda italiana specializzata in tecnologie avanzate per la trasformazione alimentare, Irinox, leader nelle tecnologie per la conservazione e il freddo, Koppert Cress, specializzata in crescioni e fiori edibili e che si è occupata della vaniglia e delle alghe, e Valko Italia, riferimento nella produzione di attrezzature per la cottura e conservazione sottovuoto.

Con la partnership tra Roboost e Qodeup ora il conto si può pagare al robot

robot camerieri Mars Roboost 1
Grazie alla collaborazione tra le due realtà i robot camerieri Mars di Roboost ora integrano la piattaforma Qodeup, che permette ai clienti di consultare il menu, ordinare e pagare in autonomia

Alta tecnologia a servizio dei locali. È questo l’obiettivo della collaborazione tutta italiana tra Roboost e Qodeup. Il primo è il marchio di robot di Alascom, pioniera nella robotica industriale, mentre la seconda è una startup che ha sviluppato una piattaforma di self-ordering per il settore del fuoricasa. Collaborazione grazie alla quale i robot camerieri Mars di Roboost saranno dotati sul loro schermo led frontale della piattaforma Qodeup, che combina menù digitale multilingue, ordinazione self-service e pagamento contactless in un’unica soluzione.

Un tale connubio di tecnologie rende i Mars dei robot camerieri tuttofare, capaci non solo di consegnare i piatti ai tavoli e ritirare le stoviglie sporche. Grazie all’integrazione della piattaforma, i robot consentono alla clientela, anche internazionale, di visionare l’offerta del locale, ordinare e saldare il conto in autonomia dal tavolo. Il tutto senza necessità di scaricare app, ma utilizzando semplicemente il proprio smartphone e un browser.

Migliorare la gestione del flusso ai tavoli

Una partnership che nasce dunque con l’obiettivo di supportare e i gestori nella loro attività, snellendo e velocizzando il  lavoro all’interno del locale, riducendo le attese, migliorando la gestione del flusso ai tavoli e offrendo un’esperienza futuristica e distintiva ai clienti. Con la piattaforma Qodeup ogni tavolo diventa infatti un punto di pagamento virtuale, semplificando l’intero processo per sia per i clienti sia per gli operatori. Il sistema consente, tra l’altro, di dividere il conto e di concludere la transazione in pochi secondi, con carta o wallet digitale, mentre i gestori possono monitorare tutte le operazioni in tempo reale attraverso una dashboard integrata con il gestionale di cassa.

I robot camerieri Mars

Da parte loro i robot camerieri Mars ottimizzano le operazioni in sala. Dotati di quattro ripiani, consegnano i piatti e ritirano le stoviglie in modo autonomo, trasportando pesi fino a 40 kg, 3 volte superiori a una persona, garantendo un servizio più veloce e affidabile anche durante i picchi di lavoro. Lavorano fino a 10 ore continuative, 7 giorni su 7, si ricaricano in 3 ore e si muovono in autonomia su qualsiasi superficie e in qualsiasi ambiente, anche complesso, grazie alla visione a 180° e a sensori e telecamere Lidar avanzati che mappano l’ambiente e consentono loro di evitare gli ostacoli e di seguire percorsi ottimizzati per risparmiare tempo.

A evitare errori nella consegna al tavolo provvedono i vassoi intelligenti che indicano al cliente, tramite codice colore dei led laterali, il ripiano corretto dal quale prendere ciò che ha ordinato. Inoltre, l’ampio display frontale consente anche di gestire comunicazioni, come messaggi promozionali o di eventi, menù o prenotazioni. In questo modo i robot camerieri offrono un contributo importante all’attività e ai loro colleghi umani, aiutandoli nei lavori ripetitivi e noiosi e permettendo loro di concentrarsi sugli aspetti più importanti del servizio in sala: la cura dell’ospite.

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