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illy offre un espresso all’Italia con le tazze dedicate alla ripartenza

Tazzine Ripartiamo
Il 1° giugno illycaffè festeggia con i suoi partner il piacere di tornare a vivere l’esperienza e il gusto del suo caffè nei bar

In questi giorni gli italiani vedono via via realizzarsi il desiderio di normalità e di ritorno ai riti più classici, tra i quali la tazzina di espresso ha un posto di primo piano. Per festeggiare la riapertura, ovvero il ritorno alle consumazioni all’interno di bar e ristoranti, al bancone e ai tavoli, negli illy Caffè che aderiscono all’iniziativa, oggi l’espresso è offerto.

Massimiliano Pogliani, amministratore delegato illycaffè
Massimiliano Pogliani, amministratore delegato illycaffè

È un nuovo capitolo di un gioioso RipArtiAmo, che lo scorso anno venne festeggiato il 3 giugno che, sottolinea Massimiliano Pogliani, amministratore delegato illycaffè, «vuole essere un messaggio di speranza per guardare con fiducia al futuro dopo 15 mesi di restrizioni, con le gravi difficoltà che la pandemia ha causato al mondo del bar. Finalmente riapre il servizio all’interno dei locali, riprende vita il consumo del caffè al banco, una tradizione legata alla meraviglia e all’aroma dell’espresso». L’auspicio è che da questa data il peggio possa essere ormai alle porte grazie al rapido progredire delle vaccinazioni ed anche per l’impegno profuso dal sistema sanitario nel diffondere e sollecitare all’adozione delle adeguate misure di sicurezza e di prevenzione. «Con questa iniziativa - riprende Pogliani - vogliamo esprimere tutta la nostra gratitudine e vicinanza ai nostri partner e ai nostri consumatori, perché illy significa innanzitutto essere una comunità che si ritrova ogni giorno davanti a una tazzina di caffè».

Tazzine RipArtiAmo
Tazzine RipArtiAmo

Accanto all’offerta dell’espresso c’è una speciale tazzina RipArtiAmo disegnata dall’artista Matteo Attruia, che sottolinea questa particolare giornata con l’iniziativa legata ad essa e sarà utilizzata per servire l’espresso nonché in vendita negli illy Caffè e illy shop diretti: da regalare o regalarsi per ricordare questa giornata e per condividere un importante messaggio di fiducia e di speranza.

L’iniziativa tutta è un augurio per i cittadini che in questi mesi hanno dovuto ripensare il proprio quotidiano, ma soprattutto un segno di supporto concreto per i locali dell’horeca, messi in grave difficoltà dalle restrizioni: le stime indicano 50mila tra bar e ristoranti a rischio chiusura (oltre 20mila sono le attività cessate nel 2020), con perdite ipotizzate a 34 miliardi di euro e 350mila posti di lavoro (dati Fipe).

Gelsomina, ripartenza al sapore di maritozzo

Maritozzo al Pistacchio
I maritozzi con farciture originali sono il marchio di fabbrica della pasticceria, che punta anche sull'offerta salata per pranzo e aperitivo

Stile vintage, effetto "tuffo nel passato" che pare studiato a uso e consumo dei social: la pasticceria Gelsomina si è fatta conoscere, a Milano, per questo e per il mood da rassicurante locale del Sud.

Tre versioni per un dolce simbolo

E da lì si riparte, con l'offerta delle due sedi di via Tenca e di via Fiamma. Dal maritozzo, dolce simbolo della pasticceria creata dall'imprenditrice del food Ilaria Puddu (anima di molte insegne di successo in città, da Marghe a Giolina, passando proprio per Gelsomina). Sui tavolini di Gelsomina si assaggia il maritozzo in tre originali versioni: con panna montata artigianale, con crema pasticciera o con crema al pistacchio.

Pranzo e aperitivo: l'offerta salata in pasticceria

Oltre al maritozzo, però, c'è di più: Gelsomina ha studiato un'offerta da vara e propria pasticceria contemporanea. Certo, ci sono tutti gli elementi che riportano il cuore nel confortevole e rassicurante Sud (le brioche siciliane, i cannoli, i biscotti con la pasta di mandorla), ma anche le monoporzioni, gli yogurt bio con la frutta di stagione. Soprattutto, un'offerta salata e di piccola cucina che è diventata un tratto distintivo, per le fasce orarie del pranzo e dell'aperitivo (complice anche il pane fragrante di Davide Longoni). Dagli arancini al ragù o ai funghi porcini alla panzanella con frisella pugliese, dalla mozzarella di bufala campana DOP con pomodorini gialli, olive, cipolla di Tropea e basilico. O ancora i fiori di zucca fritti in pastella e polpette con San Marzano DOP e ricotta salata. Insomma, una strategia - quella impostata dalla executive pastry chef di Gelsomina, Paola Bertolli, da prendere ad esempio. Per ricavarne buone idee e dare al proprio locale una impostazione moderna e, insieme, ancorata alle tradizioni del nostro dolce.  

Antonio Emaldi confermato alla guida di AssoDistil

Antonio Emaldi presidente AssoDistil
L'assemblea generale dell'Associazione che riunisce i distillatori nazionali di alcoli e acquaviti ha confermato Emaldi nella carica di presidente per altri tre anni. Eletti i nuovi membri del consiglio direttivo e del collegio sindacale e i probiviri

Antonio Emaldi continuerà a guidare AssoDistil per i prossimi tre anni. Direttore della divisione alcoli delle Distillerie Mazzari, Emaldi è stato confermato all’unanimità nella carica di presidente dall’assemblea generale dell’Associazione che riunisce i distillatori nazionali di alcoli e acquaviti.

Attenzione ai mutamenti economici e ai comportamenti sociali e la lotta al cambiamento climatico i punti chiave del programma del presidente per affrontare le nuove sfide che attendono il settore.

Se nel corso dell’ultimo anno gli operatori del settore hanno concentrato gli sforzi nel garantirsi la continuità del business, adesso occorre fare qualcosa in più. Nel nuovo contesto la spinta alla digitalizzazione e alla sostenibilità giocheranno un ruolo decisivo per la valorizzazione delle tradizionali attività del made in Italy, arte della distillazione inclusa.

Un futuro cui si guarda con ottimismo. «Negli ultimi 20 anni siamo transitati, quasi indenni, da regole comunitarie assistenzialistiche a sistemi di libero mercato; abbiamo assistito a repentini aumenti dell’accisa che hanno depresso i consumi domestici e abbiamo cercato nuovi prodotti e mercati - ha proseguito -. Infine, ci siamo adeguati serenamente a regole ambientali più stringenti che, applicandole, ci hanno portato a esempi di “economia circolare”. Tutto questo continuando a investire nelle imprese molto di più della media nazionale. Conoscendo l’attitudine al costante miglioramento e la capacità dei nostri imprenditori di adattarsi a situazioni complesse, non posso che essere ottimista nel guardare al futuro e la nostra AssoDistil sarà sempre al loro fianco per accompagnarli verso una crescita sostenibile».

Il nuovo consiglio direttivo

Nel corso dell’assemblea sono stati anche eletti i 27 membri del consiglio direttivo di AssoDistil. A farne parte: Antonia Bertolino (Distilleria Bertolino); Gabriele Borghi ed Elvio Bonollo (Distilleria Bonollo U.); Giuseppe Bonollo, Mariacarla Bonollo e Andrea Bonollo (Distilleria Bonollo spa); Elena Borra (Distilleria Vieux Moulin); Sebastiano Caffo e Giuseppe Caffo (Distilleria Caffo); Fabio Baldazzi ed Edoardo Pasquali (Caviro Extra); Nicola D’Auria (D’Auria Distilleria e Energia); Francesco Montalbano (Distilleria Deta); Cesare Mazzetti e Silvia Belvedere Mazzetti (Distilleria Mazzetti d’Altavilla); Luigi Gozio (Franciacorta creme); Maria Giovanna Gulino (Ima); Luciano Grilli,  Andrea Grilli e Antonio Emaldi (Distillerie Mazzari); Alessandro Marzadro (Distilleria Marzadro); Italo Maschio e Renato Piccinato (Distilleria Bonaventura Maschio); Luca Palmini (Distilleria Montenegro); Priscilla Occhipinti (Nannoni Grappe); Karin Roner (Distilleria Roner) e Federico Sacchetto (Distilleria Sacchetto).

Eletto anche il collegio sindacale formato da Rosanna Bonollo (Distilleria Bonollo spa); Stefano Marzadro (Distilleria Marzadro) e Lorella Mazzari (Distillerie Mazzari spa). Infine, sono stati nominati probiviri Lara Sanfrancesco; Patrick Pagani e Giorgio Sandulli.

 

I tour di Dolcegiornale: Verona

Assortimento, servizio cortese, specialità locali e della tradizione sono sicuri asset nonché la strada scelta da molti locali veronesi

LA METODOLOGIA. Il nostro percorso ha toccato insegne molto diverse tra loro ma, a parte qualche eccezione, l'impressione generale è che l'offerta veronese sia in gran parte declinata entro i paletti della classicità e della tradizione locale. Una tendenza forse amplificata dal momento particolare che stiamo vivendo: i consumi sono ancora lontani da quelli dell'era pre-Covid e l'offerta va tenuta sotto controllo per contenere i costi. Di conseguenza, si punta su proposte "sicure" che piacciono a tutti e rassicuranti specialità della città come zaletti e risini o la Torta Russa (un impasto a base di mandorle avvolto da pasta sfoglia, nella foto d'apertura quella di De Rossi).

 

L'ospitalità secondo Perlini

L'impressione che si ha stando seduti qualche decina di minuti ai tavoli della luminosa pasticceria Perlini è quella di trovarsi nel tipico caffè quartiere, dove i clienti sono per lo più abituali e dove il personale conosce di persona tutti gli avventori e li saluta con due chiacchiere. Il centro storico si trova a poche decine di metri, dall'altra parte del ponte che attraversa l'Adige. Il locale è ampio, il decor caldo e accogliente, i banchi disposti a L permettono al personale di tenere sott'occhio tutti i tavolini sia all'interno che nel dehors e il servizio è cordiale ed efficiente. Molto classico l'assortimento che occhieggiamo nel banco della pasticceria: bigné di vari tipi, funghetti, cannoncini, boeri, florentine, diplomatici, un paio di monoporzioni (Sacher), biscotti vari (brutti ma buoni, spumiglie, esse di frolla), la Torta Russa. Sul bancone della caffetteria una buona selezione di croissanterie e di dolci locali come risini e zaletti, più qualche pizzetta e brioche salata. Pasticceria Perlini, Piazzale Cadorna 7 - Verona

Camesco scommette sulla colazione

Camesco è una moderna pasticceria che si trova lungo il viale alberato che dalla stazione di Porta Nuova porta a piazza Bra. Alcuni tavolini ben distanziati sotto gli alberi secolari invitano alla sosta. Una lavagna informa che l'offerta comprende 18 tipi diversi di brioche e dolci da colazione. L'interno del locale è luminoso e pulito, con i tavoli ben spaziati. Nella vetrina del bancone della caffetteria oltre a brioche di vario tipo e farcitura ci sono krapfen, muffin e gli immancabili risini, la specialità della città. Molto ben fornito, ordinato e variopinto è il banco delle paste mignon, mentre la vetrina delle torte espone cinque torte, tra cui una Sacher, e monoporzioni in barattoli (tiramisù ecc). L'offerta è completata da prodotti confezionati della casa e no, come torta sbrisolona, biscotti, meringhe. Optiamo per una brioche integrale con semi e marmellata, freschissima, ben lievitata e fragrante, accompagnata da un cappuccino (servito al tavolo € 2.90). Camesco, Corso Porta Nuova 48A - Verona

Gli Zaletti delle nonne e i racconti di Flego

Raffinata ed elegante, la vetrina di Flego in via Borsari racconta di un'insegna storica che sa stare al passo con i tempi. I turisti si fermano ad ammirare e fotografare le monumentali torte nuziali in esposizione, ma anche le golose torte classiche e moderne, tra cui la tipica Torta Russa. È mattina, quindi in vetrina ci sono anche brioche e risini. Quando ripassiamo nel tardo pomeriggio le brioche sono state sostituite da file di colorati macaron. All'interno dei locale si intravvede un banco molto ben fornito, costellato di variopinte delizie. Entriamo: mignon, monoporzioni e torte moderne di perfezione tecnica e artistica fanno bella mostra di sé nel banco e nella frigovetrina. Chiediamo alla cortese signora dietro il banco di consigliarci la specialità della casa. Ci suggerisce lo zaletto di Verona, morbidissimo, semplicissimo e casalingo, preparato come lo facevano le nonne, racconta la signora, con i pochi ingredienti disponibili un tempo: farina di mais per la polenta, latte, uvette. Qui viene servito tiepido con una spolverata di zucchero a velo (€3 con un caffè). Una delizia. Pasticceria Flego, Corso Porta Borsari 9 - Verona

De Rossi rende onore alla Torta Russa

"Pasticceria dietetica" si legge sull'insegna di De Rossi, storica panetteria e pasticceria artigianale che fa parte dell'associazione Pasticcerie d'Elite, che raggruppa alcuni dei migliori artigiani del Veronese. Entriamo incuriositi, la cassiera chiarisce subito: l'insegna si riferisce ai prodotti benessere in vendita nel negozio. Che di fatto è diviso in tre sezioni: panetteria, pasticceria ed enoteca gastronomia. L'offerta dolce è molto classica e dedicata in gran parte ai dolci da forno e da credenza. Nella ben fornita vetrina su strada la posizione d'onore è riservata alla Torta Russa, specialità di Verona, ma l'occhio cade anche su crostate di ricotte, zuccotti, bigné e biscotti, strudel e baci di Giulietta e Romeo. All'interno, i vassoi della pasticceria fresca si limitano a qualche pasticcino alla crema, bigné e cannoncini su tutti. Più ampia la possibilità di scelta per quanto riguarda biscotti da tè, cestini di frolla e gli immancabili risini. Sul tavolo al centro del locale sono esposti i dolci confezionati: crostate, sbrisolona, brioche, biscotti. Insomma, un'offerta semplice, ma ampia e variegata. De Rossi, Corso Porta Borsari 3 - Verona

Coca-Coca Hbc Italia sostiene i locali con il menu digitale di Dishcovery

Coca-Cola Hbc Italia menu digitale Dishcovery
Per sostenere la ripartenza del settore, l'azienda mette a disposizione di 2000 locali partner il menu digitale abbinato al gestionale sviluppato dalla startup modenese

Una nuova iniziativa è stata lanciata da Coca-Coca Hbc Italia per sostenere le realtà del fuoricasa nella fase di ripartenza. Grazie all’accordo con Dishcovery, il principale produttore e distributore di prodotti a marchio The Coca-Cola Company in Italia mette a disposizione dei locali il menu digitale abbinato al software gestionale sviluppato dalla start-up modenese. Soluzioni che consentiranno ai 2.000 locali, tra bar e ristoranti, partner di Coca-Cola Hbc di fare un importante passo avanti nella digitalizzazione, con tutti i vantaggi connessi: dal risparmio sulla stampa dei menu alla maggior sicurezza garantita ai clienti, fino all’ottimizzazione ed efficientamento della gestione delle varie attività quotidiane.

Accedendo alla piattaforma Dishcovery da qualsiasi dispositivo, con le proprie credenziali, il locale può infatti creare il suo menu digitale Qr code e gestirlo con la massima flessibilità.

Il sistema consente di modificare l’offerta food & beverage in tempo reale, quindi anche durante il servizio, di arricchirlo con informazioni aggiuntive, quali foto delle proposte, descrizioni, allergeni. Si possono anche inserire menu speciali o degustazioni, l’offerta del giorno, le varianti dei piatti, eventuali promozioni attivate dal locale. Inoltre il software permette anche di pubblicare il menu digitale sul sito o sui canali social del locale, aggiornando automaticamente ogni modifica introdotta. Il menu poi può essere personalizzato, con il proprio logo e modificando colori e layout, e che il cliente può consultare in totale sicurezza semplicemente inquadrando con il suo dispositivo il Qr code.

Ma non solo, perché si possono anche generare dei link che il gestore può inviare tramite messaggistica ai clienti ovunque si trovino, e che così possono visualizzare il menu e conoscere le proposte e le eventuali offerte ed effettuare le ordinazioni anche tramite WhatsApp.

Altre importanti funzionalità offerte dal software Dishcovery sono quelle per l’asporto e il delivery, che consentono di gestire questi servizi, ormai diventati rilevanti nell’economia del locale, in modo puntuale ed evoluto, permettendo al cliente di ordinare e pagare anche da casa in autonomia. Il software, infatti, accetta anche i pagamenti online, con PayPal, Satispay e Stripe.

La piattaforma poi permette anche di gestire ordini, comande e il personale in sala, e grazie alle funzionalità di analisi, di avere statistiche sulle preferenze dei clienti, i loro gusti, per proposte più ordinate, che aiutano quindi a tarare l’offerta in modo più efficace sulla domanda dei consumatori.

Con la nuova iniziativa Coca-Cola Hbc Italia offre insomma ai locali uno strumento avanzato, ma di utilizzo estremamente semplice ed intuitivo per gestire in modo più efficiente l’attività, offrendo sicurezza e nuovi servizi al cliente e, ottenendo, al tempo stesso un risparmio sui costi. Iniziativa che si aggiunge alle altre messe in campo dalla società nell’ultimo anno e mezzo per dare supporto al settore del fuoricasa, nel quale ha reinvestito oltre 2,5 milioni di euro, attraverso politiche commerciali, fiscali e di comunicazione dedicate.

Ambiente da Acapulco anni Novanta per la terrazza del Chapter Roma

proposta Chapter
Drink & food in salsa messicana compongono la proposta per l'estate
Drink&food in salsa messicana per l’estate romana dell’hotel boutique, dove debutta la prima cocktail list targata Chapter di Joy Napolitano

Il video pubblicato pochi giorni fa dell’apecar tirata su con una gru fra i tetti del centro storico di Roma aveva già acceso la curiosità. Oggi la terrazza del Chapter Roma si rivela e promette di diventare “place to be” per l’estate romana. Del Chapter Roma si è già ampiamente parlato. L’hotel boutique che ha come focus l’arte e il “bon vivre”, a due passi dal Ghetto di Roma, è in piena ripartenza, sia nel reparto camere, sia come bar. A guidare la nuova ondata del bancone, dopo Mario Farulla, è arrivato Joy Napolitano (leggi Joy Napolitano è il nuovo bar manager del Chapter Roma), gloria locale della miscelazione, già famoso per il suo The Barber Shop.

Fin qui tutto noto, ma qual è la novità? Sta tutta in quell’apecar con su scritto “Hey Güey”, intercalare messicano che rivela l’ispirazione e l’aspirazione di quest’estate romana a suon di tequila e mezcal: «Volevamo ricreare un’ambiente da Acapulco anni Novanta», afferma il barman romano, cui si è associato il sous chef sudamericano Victor Cuenza Lopez, che ha ideato una lista di side dish sempre ispirati al paese dei mariachi.

La nuova drink list

Cinque signature cocktail e altrettante variazioni sul Margarita per la prima drink list targata Chapter firmata da Joy Napolitano. Si gioca su ridistillazioni, drink colorati e impronta no waste: «recuperiamo tutto – dice Joy – per esempio con lo scarto del rotovapor realizziamo le garnish». Per fare qualche esempio, l’Hey Tai è un twist sul Mai Tai, con un ridistillato di bourbon Wild Turkey e banana; il Güey Colada introduce la nota acida del frutto della passione sulla base rum Appleton della classica Piña colada; il Sexico è la versione del Sex on the beach da costa pacifica messicana, con un ridistillato di vodka Sky, pesca e olive e un succo di arancia fresco aromatizzato ai frutti rossi.

Le cinque versioni di Frozen Margarita, si differenziano invece in base ai colori e vanno dal verde, realizzato con kiwi e tabasco verde, al violetto con il butterfly pea tea, passando per il Tinto, a base di pomodoro, fragola e chili.

Pairing in salsa messicana

Tornando al pairing con il cibo messicano, qui entra in campo l’apecar brandizzata, dove si prepara l’accompagnamento food. La carta è stata pensata da Victor Cuenza Lopez con la collaborazione dello chef Davide Puleio, in attesa di vederli all’opera insieme nel ristorante del Chapter Roma che, promette il direttore Jacopo Arosio, aprirà a settembre.

Si parte con Totopos e guacamole o chips di platano con maionese chipotle, per sgranocchiare qualcosa di semplice da accompagnare alla bevuta, ma la maestria del giovane sous chef si vede soprattutto nei morbidissimi tacos e nelle croccanti empanadas, i cui ripieni sono un bilanciamento fra ricette originali e conoscenza tecnica delle cotture lente.

Panettone Day, via alla nona edizione con i talk di Dolcegiornale

C'è tempo fino al 5 giugno per iscriversi all'edizione 2021 del concorso. Online i free talks di Dolcegiornale e Panettone Day, con analisi e approfondimenti sul mercato dolce

Non più "solo" un concorso, ma anche un osservatorio sul mercato: Panettone Day è diventato anche questo, negli ultimi anni, grazie alla collaborazione con il nostro giornale e con la società di ricerca NielsenIQ per la costruzione di un osservatorio sul mercato dei grandi lievitati da ricorrenza (dove i prodotti artigianali valgono più di 118 milioni di euro, il 55% della "torta" complessiva, battendo i panettoni industrial). Resta, però, principale il suo valore come momento di confronto e dialettica tra i professionisti della pasticceria.

Le iscrizioni online fino al 5 giugno

Vediamo subito i dettagli dell'edizione 2021 del contest. È ancora aperta la finestra per le iscrizioni di questa nona edizione di Panettone Day. Il concorso è aperto a tutti i pasticceri d’Italia, che hanno ancora tempo per iscriversi entro il 5 giugno seguendo le istruzioni disponibili sul sito. Ci sarà, come nelle altre edizioni, una prima fase di selezione: si svolgerà il 17 giugno in Cast Alimenti, dove una giuria tecnica coordinata dal maestro Iginio Massari valuterà, tra tutti i panettoni iscritti e pervenuti, i lievitati. Da questa fase usciranno i 15 migliori panettoni tradizionali, i 5 migliori panettoni creativi dolci e i 5 migliori panettoni al Cioccolato Ruby (confermate le tre categorie dello scorso anno).

Carlo Cracco
Carlo Cracco, new entry in giuria al Panettone Day 2021

Finale il 14 settembre, in giuria anche Carlo Cracco e Marco Pedron

Sarà ancora una volta la Sala Mengoni del Ristorante Cracco, location simbolo di Milano, a ospitare la finale del concorso il 14 settembre. I finalisti verranno giudicati da una giuria d’eccezione della quale, oltre a Iginio Massari, fanno parte anche il vincitore dell’edizione 2020, Gianluca Prete, Debora Massari e due new entry, lo chef stellato Carlo Cracco e Marco Pedron, Pastry Chef di Cracco Bistro. Sottolinea il maestro Massari: «Panettone Day è l’unico concorso in grado di coinvolgere un numero così alto di pasticceri, provenienti da tutta Italia, ed offre una grande opportunità ai partecipanti che potranno misurarsi con altri colleghi e cogliere questa iniziativa per crescere nel proprio lavoro. Solo confrontandosi e mettendosi in discussione è possibile raggiungere nuove vette».

marco pedron
Marco Pedron, pastry chef di Cracco Bistrot, anche lui nella giuria del concorso

I panettoni finalisti nel temporary store di Corso Garibaldi

Dal 4 al 31 ottobre i 25 panettoni arrivati in finale saranno in vendita al pubblico per un mese all’interno del nuovo temporary store situato in Corso Garibaldi (angolo Via Palermo 21): una location più ampia e luminosa rispetto a quella che aveva già ospitato, negli anni passati, questa ultima fase dell'evento.

I free talks di Dolcegiornale e Panettone Day

Si diceva del valore del contest nella creazione di un terreno di confronto: la partnership con il nostro giornale ha portato alla ideazione di contenuti gratuiti di approfondimento su temi di gestione e di mercato tanto cari alla pasticceria contemporanea. I free talks di Dolcegiornale e Panettone Day sono pillole in video e in podcast, fruibili sulle piattaforma Youtube e Facebook Watch. Riflessioni e spunti per tutti i professionisti del settore, nei dialoghi tra il direttore di Dolcegiornale Rossella De Stefano, Marco Pedron e, di puntata in puntata, ospiti d'eccezione. Tra loro ci saranno la docente di Chocolate Academy Milano Silvia Federica Boldetti, il ricercatore di NielsenIQ Nicolò Beati (con alcune anticipazioni sul monitoraggio del mercato dei panettoni), Antonio Alessandrini di Saima, oltre a Pierluigi De Min di CSM Ingredients, azienda che ha ideato il concorso, e alle voci degli altri compagni di viaggio di Panettone Day - Novacart, Callebaut, Vitalfood e FB. [buzzsprout episode='8604718' player='true']        

Dolcemascolo punta tutto sul caffè

carta dei caffè dolcemascolo
La pasticceria di Frosinone vuole accompagnare dolci di alta qualità a caffè di valore, grazie alla collaborazione con una torrefazione di Livorno

Che il caffè di qualità avesse trovato terreno fertile nella pasticceria artigianale, ci era già chiaro da un po'. Ora anche la pasticceria Dolcemascolo, di Frosinone, punta tutti sui caffè per integrare la sua offerta, spingendosi a parlare di un nuovo concept per il locale: la "pasticceria specialty".

In estate arriva il gelato al caffè specialty

Dall’inizio di quest'anno, infatti, Dolcemascolo ha scelto la torrefazione livornese Le Piantagioni del Caffè come partner per l’offerta della sua caffetteria. L'intento comune è di promuovere la cultura del buon caffè attraverso il nuovo concept di pasticceria specialty: dolci artigianali e caffè di pari valore. I clienti potranno beneficiare di consigli utili a scegliere il miglior caffè in abbinamento all’ampia gamma di pasticceria fresca, secca, torte moderne, monoporzioni e macaron. Per la stagione estiva è in arrivo un gelato al caffè specialty di Le Piantagioni del Caffè.

dolcemascolo caffè 2Un approccio che rispetta l'ambiente e i produttori

Nella "carta dei caffè" studiata da Dolcemascolo si sono miscele 100% arabica, quelle arabica e robusta, i caffè di singola piantagione, gli specialty coffee insigniti di premi prestigiosi. L'intento è farsi promotori di consumi di caffè dall’alto valore qualitativo ma anche ambientale ed etico: molti caffè della torrefazione sono certificati Biologico e Fair Trade, mentre altri promuovono modelli di agricoltura sostenibile come l’agroforesteria e la conservazione della biodiversità. C'è anche una selezione di specialty coffee della micro roastery Tomassi di Aprilia (Latina).

dolcemascolo caffè 3Filtro, cold brew e degustazione senza zucchero

L’offerta si è arricchita anche di estrazioni alternative come caffè filtro e cold brew. In più, la Pasticceria Dolcemascolo si è fatta promotrice del movimento "Provalo senza zucchero", che rilancia la pratica di degustazione del caffè senza dolcificante, per far apprezzare il naturale bilanciamento di un caffè di qualità tra componenti dolce, amara e acida.

Formazione e tecnologia per un'offerta convincente

Un percorso, quello impostato nella pasticceria, strutturato nel tempo. Tutto è iniziato nel 2017 con l'introduzione delle macchine espresso La Marzocco e con un percorso di formazione con il trainer SCA Simone Giordano, che ha guidato il team in un percorso di miglioramento della qualità di estrazione, somministrazione e servizio.

Patrón Perfectionists: i consigli di Giulia Cuccurullo

Tequila Patron Perfectionist Cocktail Competition Giulia cuccurullo 5
Napoletana doc, ma da otto anni residente a Londra, la bartender dell'Artesian Bar ha conquistato il titolo mondiale, dopo quello del Regno Unito, nell'ultima edizione del contest. Le abbiamo chiesto qualche consiglio su come affrontare al meglio la sfida

Napoletana doc, Giulia Cuccurullo, da otto anni vive a Londra, dove lavora dietro il bancone dell’Artesian Bar, uno dei templi mondiali della miscelazione. La bartender ha vinto l’ultima edizione della Patrón Perfectionists Cocktail Competition nel Regno Unito, aggiudicandosi anche il titolo mondiale, con The Bridge, cocktail, dove attraverso ingredienti tipici che rimandano alle sue origini alla sua nuova casa e a Tequila Patrón, ha raccontato storie che si intrecciano alla ricerca di connessioni. A lei abbiamo chiesto qualche consiglio su come prepararsi e affrontare al meglio la nuova edizione del contest firmato dal tequila super premium di Gruppo Bacardi.

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ISCRIVITI ALLA PATRÓN PERFECTIONISTS
COCKTAIL COMPETITION

Qual è il consiglio fondamentale che vuoi dare ai concorrenti di questa nuova edizione?

Essere se stessi in tutto il percorso della gara, a partire dall’ideazione del cocktail. Quest’anno il contest è un po’ differente rispetto al passato, in quanto mette al centro l’esperienza di degustazione del consumatore. Si chiede quindi di creare un drink, ovviamente che sia ottimo, ma facilmente replicabile, che possa essere riprodotto anche dal pubblico a casa. La cosa che non dovrebbe essere replicabile è la storia che c’è “dietro”, ma anche dentro il drink: una storia unica, che parli insieme del suo creatore e di Patrón. Per questo consiglio di partire da una propria passione, che può essere la più diversa, e provare e riportarla nella storia, creando un legame anche con la storia del brand. La Patrón Perfectionists è un concorso nel quale è fondamentale portare qualcosa in cui si crede davvero. E se quello che proponi non ti rappresenta si vede al momento della presentazione ed è un punto a sfavore. Se inizi da una tua passione autentica, diventa più facile trasmetterla e farla arrivare a tutti.

Invece per la costruzione del drink?

Suggerisco di studiare bene le note delle tre espressioni di Tequila Patrón per capire a quali ci si vuole legare di più in funzione della nostra idea, facendole brillare all’interno del drink, esaltandole con gli altri ingredienti che sceglieremo. Personalmente, nella scelta di questi ultimi mi terrei su gusti semplici, che vadano ad arricchire sì, ma accompagnando e, soprattutto, valorizzando quanto c’è già, ed è davvero molto, nel distillato. Si tratta infatti di tequila di altissima qualità, con un marcato carattere, che non va nascosto o coperto nel cocktail. Al tempo stesso sono prodotti di grande versatilità che danno grande spazio alla creatività del bartender.

Tu come preferisci utilizzarli?

In linea generale, Patrón Silver, con le sue note fresche, vegetali, agrumate e speziate, lo utilizzerei per drink dal carattere altrettanto fresco, anche di facile bevibilità, come il Tommy’s Margarita. Patrón Añejo, con le sue note di frutta matura, vaniglia, legno e Patrón Reposado, dove tornano i sentori dell’agave si accompagnano a quella di frutta un po’ matura, sono invece perfetti per cocktail più strutturati. Ci si può muovere davvero con grande libertà. Partendo dall’ispirazione, e approfondendo la conoscenza del brand e delle tipologie di Tequila Patrón, si può dunque trovare quel legame che lega la nostra storia a quella del marchio e il distillato e gli altri ingredienti che ci permettono di esprimerla nel drink.

Facciamo un esempio concreto di questo percorso?

Il drink con il quale ho vinto la Patron Perfectionist in Inghilterra e poi la finale mondiale è nato dal concetto di connessione, tra persone e tra mondi differenti, che rappresenta la mia idea di perfezione. Da questo concetto è nato il nome del drink, The Bridge, “il ponte”, elemento di connessione per eccellenza. Sono quindi passata agli ingredienti, costruendo una connessione tra i diversi luoghi della mia storia personale: quello dove sono nata, Napoli e l’Italia, dove vivo, Londra, e dove stavo andando, il Messico, patria di Patrón. Alla base di Patrón Silver ho quindi aggiunto acqua di pomodoro e un tocco di soluzione salina, ingredienti che rimandano alle mie origini napoletane, una miscela di vermouth, Martini Ambrato e Cocchi Americano, sempre per l’italianità, e cordiale di rabarbaro, che io associo all’Inghilterra, perché è una pianta che qui utilizzano molto, soprattutto nei dessert, e che ha un gusto molto acido. Per questo ritengo che sia molto importante partire da un concetto, da una storia forte, in quanto aiuta a muoverti anche nella scelta degli ingredienti per trovare il giusto bilanciamento.

Dicevamo che anche la presentazione è importante: qualche consiglio a riguardo?

Ancora una volta, essere se stessi e trasmettere qualcosa di sé. Presentarsi per come si è realmente, conservando il proprio stile, perché se reciti una parte si vede ed è penalizzante. Il succo è che bisogna stare bene nella propria pelle: in quei momenti siamo tutti un po’ nervosi e sentirsi a proprio agio aiuta a non fare errori e a creare un legame con la giuria o il pubblico e fare arrivare il nostro messaggio. Certo, occorre farlo nel modo corretto, senza esagerare e preparandosi bene su tutti i fronti. Per quanto mi riguarda ho partecipato alla Patrón Perfectionists stimolata dalla sfida, ma anche per superare una mia lacuna: l’ansia “da palcoscenico”. Quindi ho lavorato molto per capire come presentare il drink e me stessa al meglio. Insieme al drink ho portato un piccolo ponte costruito con i lego: un elemento che mi aiutasse a esprimere il mio carattere giocoso, a rompere il ghiaccio e interagire con la giuria e, quindi a mettermi a mio agio.

Qual è il talento che deve emergere in questa competizione?

La capacità di creare un drink ottimo sotto il profilo organolettico, che abbia una sua storia, ma anche la capacità da parte del bartender di creare un’interazione con chi ha di fronte: quello che chiamiamo accoglienza e ospitalità. Cioè la capacità di engagement, che scaturisce dalla passione per quello che si fa, per il proprio lavoro. La passione che, in definitiva, ci permette di creare e di preparare, appunto, drink ottimi.

Perché consigli di partecipare alla Patrón Perfectionists?

Perché è un’esperienza importante, che ti migliora professionalmente. Sei chiamata a metterti in gioco completamente. Se vinci la finale nazionale, poi, hai la possibilità di andare in Messico, presso l’Hacienda Patrón: un’esperienza grandiosa, un’immersione totale nella realtà del brand, nel suo mondo e nella cultura messicana della quale, comprendi vivendolo davvero, perché è un simbolo. Soprattutto, hai la possibilità di entrare nella community Patrón, una vera famiglia, che cresce di anno in anno, ma nella quale si creano solidi legami, anche umani, tra i bartender, e che Patrón sostiene costantemente. Questo offre tante opportunità di lavoro e di crescita professionale, perché c’è uno scambio continuo di informazioni, notizie, consigli, e si è coinvolti nelle tante iniziative che il brand organizza in tutto il mondo. Anche in questo anno difficile, nessun bartender della famiglia è mai rimasto solo, perché Patrón ha continuato a stimolarci e a sostenerci con diverse attività.

A Milano il primo pop-up bar di Sgrappa

SGRAPPA E VIA! pop-up bar
Sui Navigli, da venerdì 28 a domenica 30 maggio, il pop-up bar di Sgrappa, che propone, solo per asporto, i signature drink a base della grappa nata per la miscelazione

Irriverente, ironica e fuori dagli schemi. È così che, alla fine dello scorso anno, si è presentata Sgrappa, la grappa nata per la passione per il distillato di tre amici: l’artista Maurizio Cattelan, Paolo Dalla Mora, imprenditore del settore spirit e papà del gin Engine, e Charley Vezza, imprenditore del settore del design (leggi Sgrappa, la nuova grappa d’autore perfetta per la mixology). E fuori dagli schemi si presenta anche il primo pop-up bar firmato brand: Sgrappa e Via!, aperto sui Navigli a Milano (Ripa di Porta Ticinese, 43), da venerdì 28 a domenica 30 maggio (dalle ore 16 alle 23).

Un'iniziativa che punta a far scoprire l'ironica drink list del brand. Sì perché Sgrappa è stata concepita guardando in modo deciso al mondo della miscelazione. Il progetto dei tre amici mira infatti a rilanciare l'immagine del distillato italiano per eccellenza, proponendolo in una chiave contemporanea, che ne superi i tradizionali canoni di consumo e ne faccia un protagonista della mixology.

Il tutto, ovviamente, nel totale rispetto del carattere originario della grappa. Distribuita da Velier, Sgrappa (alc 43% in vol) è prodotta in Piemonte da vinacce di uve rosse, umide e ricche di profumi, distillate in piccoli alambicchi discontinui in rame a getto di vaporeMorbida al palato, ha un gusto pulito e leggero, con sentori di frutta e fiori bianchi e un finale schietto, dove emerge delicatamente la materia prima, le bucce dell’uva.

Caratteristiche che il prodotto, ottimo liscio, esprime al meglio in miscelazione. Non per niente il pop-up bar sorge in un’area di riferimento della mixology Milanese. Un pop-up bar molto particolare, e che propone solo drink da asporto: un arco in marmo nelle mura che affacciano su Ripa di Porta Ticinese, con una piccola e curiosa apertura dalla quale si ordinano e ritirano i tre originali long drink: Fuck You, Fuck You Too e Fuck on the Beach.

Nel primo Sgrappa è miscelata con China Clementi, bitter e vermouth rosso, con una decrazione di scorza di limone. In Fuck You Too si unisce invece a bitter, vermouth rosso e a un top di spumante secco metodo classico, il tutto completato da una scorza buccia di arancio. Mentre in Fuck on the Beach, la accompagnano una soda al pompelmo rosa, angostura e una fetta di pompelmo.

Per rendere l’esperienza, oltre che sorprendente, anche sostenibile, il pop-up bar propone i tre drink in bicchieri totalmente riciclabili (con indice riciclabilità certificato Aticelca A), che possono essere smaltiti dopo l’uso nei cestini per la raccolta della carta.

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Le estrazioni alternative spiegate dai ragazzi del Carlo Porta

Carlo Porta
Gli studenti del quinto anno dell’Istituto milanese mostrano i risultati del progetto “Estrazione caffè filtro” messo a punto dal docente Antonio Grillo

Come ogni settore del food & beverage, anche il caffè è oggetto di un’evoluzione continua nei gusti e nei metodi di preparazione. Espresso e cappuccino rimangono protagonisti assoluti al bar, in hotel e al ristorante, ma accanto a loro sono sempre più diffuse le estrazioni a filtro, richieste soprattutto dai turisti stranieri e dai giovani. Da questa constatazione e dalla necessità di offrire una formazione adeguata agli studenti è nata l’idea di Antonio Grillo, docente tecnico pratico di sala bar presso istituto alberghiero Carlo Porta di Milano, di  mettere a punto il progetto Estrazione caffè filtro. Così lo raccontano i suoi allievi:«abbiamo iniziato durante il terzo anno, con un evento basato sull'esposizione di queste estrazioni a cui hanno partecipato genitori ed esperti del caffè, e che abbiamo portato avanti negli anni a venire. Le principali estrazioni che abbiamo deciso di utilizzare sono chemex, aeropress, syphon, cold brew, french press e V60; per i caffè abbiamo scelto degli Specialty Coffee ovvero caffè che non presentano alcun difetto e di sola specie arabica. Per noi, futuri professionisti di settore è importantissimo conoscere queste varianti, educare e sensibilizzare la clientela a un consumo nuovo e diverso. Vorremmo anche poter portare questa tipologia di consumazione all’interno dei ristoranti data la raffinatezza e l’eleganza che sanno offrire, invitando al loro consumo anche dopo un pasto, fornendo al cliente una spiegazione e una serie di informazioni sulla scelta dei caffè da parte di un personale esperto e formato». Anno dopo anno i ragazzi sono riusciti ad affinare le tecniche, decidendo infine di registrare dei video formativi che raccontano cosa rappresenta per loro il caffè filtro e guidano alla realizzazione di diversi tipi di estrazione. I ragazzi che hanno partecipato alla loro realizzazione sono della classe 5a di Sala Bar e Vendita: Lorenzo Aldegheri - estrazione con il metodo V60, Cristian Caimmi - aeropress, Antonio Caporale - syphon, Francesca Chinzi - voce narrante del video introduttivo sul mondo delle estrazioni alternative, Luca Ghezzi - cold brew e videomaker, Alessia Polattini - french press, Gaia Sacchi - Chemex.

I filmati si possono seguire sul canale Youtube dell’Istituto Carlo Porta. L’auspicio dei ragazzi e di chi li ha guidati è che la condivisione di questa esperienza possa essere uno stimolo per altri istituti alberghieri verso l’utilizzo di queste tecniche, al fine di aumentare la qualità dell’offerta in tutti i comparti del mondo dell’ospitalità italiana.

A settembre la nuova edizione della Florence Cocktail Week

Florence Cocktail Week 2021
A Firenze dal 20 al 26 settembre torna la kermesse dedicata alla miscelazione di qualità. Che quest'anno sbarca anche in Laguna: dal 13 al 19 dicembre va in scena la Venezia Cocktail Week

È per l’inizio di autunno l’appuntamento con la sesta edizione della Florence Cocktail Week. La manifestazione fiorentina dedicata alla miscelazione di alta qualità andrà in scena dal 20 al 26 settembre.

Un appuntamento che, alla luce del particolare momento, vuole essere un segnale di ripresa per un settore, quello dei cocktail bar, e per la bar industry nel suo complesso, duramente colpito dalla pandemia. Una sferzata di energia positiva che da Firenze intende estendersi alla Toscana, la manifestazione sarà preceduta come accade ormai da tre anni dalla Tuscany Cocktail Week (dal 13 al 16 settembre) e a tutta l’Italia. Non a caso, la Cocktail Week quest’anno sbarca anche in Laguna: dalla kermesse fiorentina, organizzata da Paola Mancarelli, nasce, infatti, la Venezia Cocktail Week, in programma nella città veneta a dicembre.

Altra grande novità di quest’anno è il libro I Signature Cocktail di Florence Cocktail Week. 5 anni in 143 drink, che raccoglie le ricette pensate e realizzate per le passate edizioni, e che sarà presentato nel giorno di apertura della manifestazione. Un omaggio al lavoro svolto dai bartender fiorentini, che permetterà anche di ripercorrere l’evoluzione della scena mixology in riva all’Arno negli ultimi anni, e agli amici della Cocktail Week, ovvero ai prestigiosi ospiti del bartending italiano e internazionale che non fanno mai mancare la loro presenza.

La drink list: celebrativa, local e sostenibile

Ricco, secondo il format ormai collaudato e di grande successo, si preannuncia il programma di eventi (ancora in definizione) che caratterizzerà anche questa edizione, che si svolgeranno nel rispetto delle normative anti Covid. La nuova edizione coinvolgerà tutti i locali che hanno partecipato alle cinque precedenti, tra cocktail bar, high volume bar e bar extra lusso di alberghi e nuove realtà: sono ben 44 quelli che già hanno aderito. Ognuno dei quali per l’intera settimana proporrà una drink list creata ad hoc per l’evento.

La drink list sarà composta da: un signature Florence Cocktail Week, ovvero per i locali che hanno già partecipato, da una ricetta che hanno presentato in passato e inclusa nel libro; da un drink un RiEsco a Bere Italiano, preparato rigorosamente con ingredienti italiani di piccoli produttori; e un Eco Cocktail, un drink all’insegna della sostenibilità, quindi fatto con ingredienti bio e servito in contenitori ecosostenibili, che potrà anche essere analcolico o a basso tenore alcolico.

Un ricco calendario

Come da tradizione, ad animare la settimana, numerose iniziative culturali (il programma è in via di definizione) sul mondo del bere miscelato, come masterclass dedicate ai professionisti che si tengono il pomeriggio presso i locali,e night shift con i bartender ospiti, l’Opening Party e serate a tema organizzate delle aziende sponsor dell’evento.

Durante la settimana, inoltre, verranno presentati libri sulla mixology e saranno organizzati tour dei caffè storici fiorentini, con guida, e anche il tour in Sup o Rafting sull'Arno, ovviamente accompagnati da cocktail.

A chiudere la manifestazione la Awards Ceremony, durante la quale saranno premiati i bartender e i cocktail bar vincitori nelle varie categorie, con l’assegnazione del Best Signature Cocktail Fcw21 e dell’Award Giovane Talento, premio quest’ultimo organizzato in collaborazione con Antonia Lo Casto, docente e formatore sala-bar presso Ipsseoa Saffi di Firenze dedicato ai migliori giovani barman della città.

La Tuscany Cocktail Week

A precedere la kermesse fiorentina, la Tuscany Cocktail Week, giunta alla sua terza edizione, che coinvolgerà i cocktail bar delle 10 province toscane e che si svolgerà dal 13 al 19 settembre. Anche questi locali per tutta la settimana proporranno una drink list ad hoc, composta da un signature creato ad hoc, un Tuscany cocktail, fatto con prodotti toscani, e un Eco Cocktail. E anche loro, con i signature concorreranno al premio Best Signature Cocktail Tcw21, che sarà assegnato da una giuria guidata da Flavio Angiolillo.

La Cocktail Week sbarca in Laguna

Il format fiorentino a dicembre arriva in Laguna: dal 13 al 19, farà il suo esordio la Venezia Cocktail Week, organizzata con il supporto di Aman Venice. L’evento si svilupperà secondo le stesse modalità del festival di Firenze, coinvolgendo bar d’hotel, cocktail bar e caffè storici in un’ottica diversa da quella più tradizionale alla quale la città è abituata. Nella speciale drink list che proporranno durante la settimana ci sarà un twist dello Spritz e, visto il periodo invernale, un cocktail caldo.

Anche in questo caso la settimana sarà caratterizzata un fitto programma di appuntamenti, tra serate a tema, masterclass e night shift e altre iniziative culturali e attività ricreative per avvicinare il pubblico alla scoperta della mixology veneziana. Una manifestazione che, sull’esempio del modello fiorentino, intende coinvolgere tutta la città e contribuire a promuovere un turismo qualificato, legato al mondo della mixology e che può rappresentare una strada vincente per il rilancio della città.

E a suggellare il legame tra Venezia e la mixology c’è il logo della manifestazione, realizzato dal celebre architetto e designer Piero Lissoni, che ne ha dato una sua interpretazione personale partendo dal disegno di una coppa Martini che si trasforma in gondola fatto da Marino Lucchetti, bar manager dell’Hotel Londra Palace.

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