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Assobirra, ricerca BVA Doxa sui beer lover italiani

Courtesy by Assobirra
In occasione di International Beer Day, Assobirra ha pubblicato una ricerca BVA Doxa sulle preferenze degli operatori della birra.

In occasione di International Beer Day 2021 (6 agosto), Assobirra ha diffuso i risultati della ricerca condotta da BVA Doxa per il proprio Centro Informazione Birra (CIB) sui cambiamenti in atto nel mondo birrario attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali operatori del settore e della stessa Assobirra.

La ricerca è stata presentata dal neo presidente Alfredo Pratolongo e dal nuovo direttivo composto dai tre vicepresidenti Antonio Catalani (Malteria Agrialimentare Sud), Matteo Minelli (Birra Flea) e Federico Sannella (Birra Peroni/Asahi Europe), insieme con il direttore generale Andrea Bagnolini.

Una estate da beer lover

Anche quest’anno è stata un’estate guidata dal gusto quella dei beer lover italiani che, a causa delle misure per il contenimento dell’emergenza pandemica, si sono riscoperti ancora una volta amanti di un turismo di prossimità e soprattutto enogastronomico, nel quale la birra ricopre un ruolo di primo piano. A testimoniarlo i dati: 6 amanti della birra su 10 manifestano un forte interesse per vacanze alla scoperta di eventi a tema birra e oltre 8 su 10 vorrebbero un evento ricorrente e celebrativo della “bionda più amata” (come International Beer Day).

La birra come esperienza da vivere

Le vacanze del beer lover italiano non sono state tutte uguali. Quasi la metà degli amanti della birra (45%) intervistati da BVA Doxa per AssoBirra a metà luglio ha deciso di passare le proprie ferie in una regione italiana, mentre solo il 7% viaggerà all’estero quest’anno. Il 17% del campione poi non si sposterà dalla propria città. E ancora: per il 37% degli intervistati la vacanza preferita è quella a contatto con la natura, mentre per il 27% è quella a riposo assoluto. C’è chi invece sceglie una meta per andare alla ricerca del buon cibo abbinato al buon bere (19%).

Tuttavia, c’è un aspetto che mette quasi tutti d’accordo ed è l’interesse a scoprire e approfondire la cultura birraria italiana, con un occhio di riguardo all’abbinamento con il cibo, per vivere un’esperienza di gusto a tutto tondo. Se, come detto, il 60% degli intervistati manifesta un forte interesse per una vacanza alla scoperta di eventi a tema birra completi di degustazione, ben l’88% vorrebbe che in Italia ci fosse un evento celebrativo della birra tale da diventare una tradizione. Un grande evento quindi, in stile Oktoberfest di Monaco, ma non solo. Il 70% degli appassionati mostra molto interesse anche per eventi a tema birra più locali e auspica che possano avere una cadenza più frequente, anche durante la stagione autunnale.

In questo contesto, un trend sembra dunque delinearsi in modo marcato: la consapevolezza del gusto per il cibo e il bere guida sempre più le scelte degli amanti della birra. Il 62% degli intervistati, almeno una volta, ha infatti optato per viaggi con finalità enogastronomiche per gustare birra e cibi locali (soprattutto i giovani under 44, +69%). Di questi, ben il 72% ha selezionato la meta proprio sulla base della presenza di eventi locali con degustazione di birra.

Andrea Bagnolini direttore generale Assobirra

«Negli ultimi anni, gli italiani hanno manifestato una passione sempre maggiore verso la cultura della birra con tutto il mondo che le ruota intorno, dalla scoperta dei siti produttivi agli abbinamenti con il cibo. Non solo un momento di consumo, la birra oggi è diventata anche un’esperienza da vivere ed è ciò che emerge con forza dai risultati di questa nuova edizione del Centro Informazione Birraha commentato Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirraed è estremamente interessante anche notare il crescente interesse verso l’organizzazione di eventi ad hoc”dedicati alla birra, completi di degustazioni e abbinamenti con il cibo, da scegliere sia come meta per le vacanze estive, sia in altri periodi dell’anno, per una promozione e una conoscenza del prodotto che non segua la pura stagionalità».  

Consumi, la birra non va in vacanza

Con l'arrivo della bella stagione, i consumi nel fuori casa si attestano all'88% (in crescita del 15% rispetto a marzo 2021). Inoltre, secondo i dati della ricerca BVA Doxa per AssoBirra, in vacanza il beer lover consuma birra mediamente 4 volte a settimana e, a riprova di un crescente interesse per il gusto, il 43% dichiara di preferirla abbinata al cibo, per un connubio capace di esaltare i sapori di entrambi. A guidare l’incremento, l’arrivo dell’estate e l’allentamento delle misure restrittive, che si aggiungono a un generale desiderio di tornare a vivere momenti di socialità che consentano ai punti di consumo del canale Horeca di prendere finalmente una boccata di ossigeno dopo i lunghi mesi di chiusure.

Il ruolo della birra nel settore turistico

Come dimostrato dalle preferenze degli appassionati di birra italiani emerse dal CIB, in un contesto come quello attuale, il settore birrario, al pari di quello vitivinicolo e agroalimentare in generale, può dare un impulso concreto a un turismo esperienziale in grado di creare ricchezza non solo per i principali e diretti protagonisti ma anche per tutto l'indotto.

Antonio Barreca direttore generale Federturismo

Su questo non ha dubbi Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo, che, ospite del CIB, ha così commentato: «La scoperta delle produzioni locali e la visita ai birrifici costituiscono sempre più motivo del viaggio: un turista su 4 sceglie l’Italia mosso dalla curiosità di degustare i prodotti locali e scoprire i luoghi di produzione. Non solo il vino, ma anche la birra sono vissute sempre più come esperienze da condividere, attraverso le quali entrare in contatto con un luogo in modo più immediato. Il turismo alimenta una catena del valore lunghissima ed è attivatore di molte altre filiere, tra le quali quella agroalimentare. La sinergia tra turismo e agroalimentare è un importante fattore di crescita economica per il Paese ed è un motore per il rilancio e la valorizzazione dell’Italia tanto più ora che con la pandemia le scelte di viaggio sono determinate dai cambiamenti delle abitudini sempre più legate al territorio e alla tradizione locale».

Tuttavia, il settore del turismo rimane uno tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria e – sebbene il recente Decreto Legge Sostegni Bis sia stato giudicato nel complesso positivamente dagli imprenditori del turismo – ci sono ancora margini di miglioramento. «Nell’ottica della competitività delle imprese rimane il tema centrale della riqualificazione e della qualità dell’offerta turistica del nostro Paese. Sarebbe stato importante che il superbonus al 110% fosse stato esteso anche agli alberghi e alle strutture ricettive. Così non è stato, ora confidiamo nell’agevolazione all’80% purché si fondi su regole semplici”  ha concluso Antonio Barreca.

In linea, dunque, con quanto sostenuto da sempre da AssoBirra, ragionare in ottica sinergica e di filiera rimane fondamentale, una strategia win-win da perseguire per la ripartenza economica del Paese: “Come confermano i dati di questa edizione del CIB, la birra ha esteso sempre più il parco dei suoi estimatori agli amanti del gusto. È un dato rilevante che va ad aggiungersi a un tipo di turismo più “locale” e ricco di attività esperienziali. Dobbiamo fare tesoro di queste nuove tendenze e continuare a lavorare in sinergia. Solo così sarà possibile una ripartenza di entrambi i settori e dell’economia del Paese”  ha concluso Andrea Bagnolini.

Nota metodologica: l'indagine è stata condotta da BVA Doxa per AssoBirra tramite interviste CAWI dal 9/07/2021 al 13/07/2021 su un campione di 550 individui di età compresa tra i 25 e i 65 anni, consumatori di birra almeno 2-3 volte al mese.

Nasce Gourmet Italian Food, il nuovo polo dei piatti pronti

Gourmet Italian Food piatti pronti
Nata dalle nozze tra Eurochef Italia e La Gastronomica, due pmi venete, la nuova realtà punta a ritagliarsi uno spazio di rilievo nel settore dei piatti pronti freschi e freschissimi

C’è una nuova realtà nel settore dei piatti pronti freschi. È Gourmet Italian Food, nata dall’unione di due pmi venete da anni attive nel comparto: Eurochef Italia, fondata nel 1998 da Stefano Stanghellini e con sede a Sommacampagna (Verona), e La Gastronomica, fondata invece a Padova nel 1967 dalla famiglia Zanin.

Un’integrazione voluta dalle due società che controllano le due aziende, ovvero Alcedo e Fvs. La prima è una finanziaria che nel 2019 aveva rilevato una partecipazione di maggioranza di Eurochef e continuerà a mantenere una significativa percentuale di controllo di Gourmet Italian Food. Mentre Fvs è un fondo di investimento che supporta le pmi del Nord-Est e che ha investito in La Gastronomica a fine 2018.

Obiettivo dell’operazione è creare un polo dei piatti pronti freschi di qualità, segmento di mercato tra i più dinamici nel settore food, capace di ritagliarsi uno spazio importate sia in Italia sia all’estero, nel canale horeca e gdo, mettendo a frutto le elevate sinergie industriali e commerciali tra le due aziende. Gourmet Italian Food può vantare infatti una gamma di prodotti tra le più complete e complementari, che spazia dai piatti pronti freschi pastorizzati (primi, secondi, contorni, condimenti) di Eurochef, ai freschissimi non pastorizzati di La Gastronomica (dagli antipasti ai primi e secondi della cucina tipica tradizionale). Prodotti di elevata qualità, aspetto che contraddistingue le due aziende, grazie all’attenta selezione di materie prime e ingredienti e alla loro lavorazione, che continuerà a essere garantita attraverso la gestione interna di tutte le fasi di produzione.

Il nuovo gruppo, nel quale Stefano Stanghellini, ad di Eurochef, e Massimo Zanin, ad di La Gastronomica, continueranno a mantenere i loro ruoli operativi, si pone insomma come una realtà solida, dispone di due stabilimenti di circa 13.000 mq complessivi, dotati di impianti produttivi all’avanguardia, conta oltre 100 dipendenti e un fatturato di oltre 35 milioni di euro. Una realtà che intende crescere rapidamente anche tramite nuove aggregazioni,  in un comparto ancora molto frammentato.

Sanapo guida il primo Roma Caffè Festival

Roma Caffè Festival
Si svolge dal 10 al 19 settembre nell’ambito di Vinoforum con alcune postazioni espositive e numerose occasioni di formazione e incontro sul caffè

C’è un’interessante novità all’interno della 18a edizione di Vinòforum - Lo Spazio del Gusto in programma a Roma da Venerdì 10 a domenica 19 settembre prossimo presso Parco Tor di Quinto. È la presenza di uno spazio dedicato al caffè, il primo Roma Caffè Festival: un palcoscenico che vuole dare la massima visibilità al prodotto attraverso corsi, laboratori e degustazioni. Main sponsor della manifestazione sono Faema e Mumac Academy, e tra gli ideatori e “motori” del progetto spicca Francesco Sanapo, che ha da poco sorpreso con il suo Italian Coffee Tour, cui spetta il compito di selezionare ogni azienda espositrice e di ideare tutti i contenuti dello spazio, al cui interno sono previste otto postazione dedicate alle torrefazioni e un’area lab con attività di intrattenimento e dialogo, seminari e degustazioni. Uno dei talk sarà condotto da Andrea Matarangolo, responsabile della formazione di Sca Italy, che illustrerà le numerose opportunità formative offerte dall’Associazione.

A piccoli passi, anche in Italia il mondo del caffè sta cambiando e il prodotto di qualità trova sempre più spazio. Considerato che una missione di Vinòforum è di dare spazio ai trend che rappresentano l’eccellenza, la prossima edizione «si arricchisce di uno spazio incentrato sulla cultura, la formazione e la divulgazione del mondo del caffè, in tutte le sue specificità - afferma Emiliano De Venturi, Ceo della manifestazione -. L’obiettivo è fare capire che il caffè è un universo di varietà e di aromi e che un assaggio consapevole può regalare sensazioni straordinarie». Prosegue Francesco Sanapo: «Ho deciso di firmare questa collaborazione perché l’esperienza e la qualità nella gestione di una manifestazione che nasce dedicata al vino, ma che si apre a 360 gradi all’eccellenza gastronomica, può essere di grande supporto al mondo caffè. Porteremo a Roma tutto il bello del caffè e dell'affascinante mondo dello specialty coffee perché il Roma Caffè Festival vuole festeggiare la bellezza del prodotto caffè e mettere in scena le grandi professionalità legate a questa bevanda: dall’incontro con i produttori passando per l’arte della tostatura e delle preparazioni finali con workshop dedicati a professionisti e amanti del caffè. La missione principale di tutti noi sarà quella di portare il caffè buono tra la gente e per la gente».

Romina Dorigo veste la grappa Storica Nera di Domenis1898

grappa Storica Nera Domenis1898
Domenis1898 presenta la collezione limited edition di 6 bottiglie della sua grappa di alta gamma disegnate dalla stilista friulana

Nasce dal connubio tra gusto, arte e stile Enoteca Collection by Romina Dorigo, la collezione di grappa Storica Nera di Domenis1898 in edizione limitata. Una collezione composta da un set di 6 bottiglie del distillato fiore all’occhiello della distilleria di Cividale del Friuli (Udine), disegnate dalla giovane, ma già affermata a livello internazionale, stilista Romina Dorigo, anche lei friulana.

Un progetto che nasce dalla collaborazione tra due interpreti dello stile italiano e che celebra l’incontro tra grappa e moda, attraverso i sei “capi” realizzati dalla stilista di Palmanova (Udine), che vanta collaborazioni con alcuni tra i brand più conosciuti al mondo, da Armani a Fendi, da Jil Sanders a Dolce & Gabbana. Sei grafiche raffinate, che formano la raccolta Maravee, termine che in friulano significa “meraviglia” e concetto che la Dorigo ha sviluppato intorno al tema della bellezza e della temporalità, e quindi considerando la bellezza nella sua caducità, ovvero come deperibile e soggetta al maestoso e irriducibile passaggio del tempo. Una ricerca che la designer ha realizzato ispirandosi ai lavori di artisti di diversi stili ed epoche, quali Caravaggio, Brueghel, Krištof Kintera, Duy Anh Nhan Duc, Azuma Makoto, Jan Fabre, Taryn Simon, Sam Tailor Wood, Pina Bausch, Duane Michaels e Dennis Oppeheim. Nasce così il set di 6 bottiglie, in formato da 50 cl, autografate e numerate, in edizione limitata, tutte da collezionare.

Creazioni esclusive in stile contemporaneo che esaltano ulteriormente il pregio Storica Nera, tra i prodotti di punta di Domenis1898. Una grappa giovane di alta gamma (alc 50% in vol) fine ed elegante, caratterizzata da un bouquet ricco di note floreali e fruttate e morbida, rotonda e fresca al palato, con un retrogusto armonioso e una lunga persistenza. Una grappa ottenuta da sole vinacce friulane, di uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Refosco, ritirate da fornitore selezionati e che una volta conferite vengono insilate anche per diversi mesi e poi distillate con metodo di distillazione discontinuo a vapore diretto.

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Da come afferri la tazzina saprò che cliente sei

Profilazione clienti
Accanto all'esperienza di un buon caffè ha un ruolo sempre più importante il costo relazionale, ovvero la capacità del barista di far sentire a proprio agio il cliente, un'arte da apprendere per lavorare meglio e in serentà

Il locale è bello, accogliente, offre prodotti di qualità realizzati con i migliori macchinari e anche “effetti speciali”, come un bel decoro in latte art. Eppure tutto questo oggi può non bastare. “Accanto all’arredo, alla bontà della miscela e dei cibi proposti, alla buona organizzazione del team al banco bar, è importante considerare con attenzione il costo relazionale, ovvero la capacità del barista di far sentire a proprio agio il cliente, dicendogli la parola giusta al momento giusto - afferma Francesca Dusi di Pratello Lab - Mental & Econimic Wellbeing, che ha di recente realizzato due incontri insieme a Chiara Bergonzi sul tema Coffee & Mind -. Non valicare il limite della pazienza e offrire benessere può avere un grosso peso per la psicofisicità dell’operatore, che deve imparare a rilassarsi e a gestire al meglio queste situazioni. Con semplici esercizi lo guidiamo a defaticarsi e al contempo ad acquisire nuove competenze che lo portano a instaurare il migliore rapporto con la sua utenza”. De resto si sa: gustare un espresso è spesso un mezzo per fermarsi un poco e pensare, scambiare due chiacchiere, rilassarsi, scaricare un po’ di tensione o distrarsi. La capacità di capire lo stato d’animo del cliente ha un valore altissimo per il barista, che gli permette di metterlo a proprio agio e dargli benessere. “Qualcuno si chiederà se davvero tutto questo è compito del barista - riprende Francesca Dusi -; ebbene sì. Quando una persona esce dal bar, oltre a un piacevole retrogusto in bocca, deve avere una visione del mondo migliore. L’errore che spesso si compie è di pensare di conoscere a fondo il cliente e di non dedicargli le giuste attenzioni. A questo proposito è importante ricordare che le persone cambiano in continuazione: chi non profila più un cliente che magari vede da vent’anni, può perdere la sintonia con lui, dirgli qualcosa di sbagliato e non vederlo più tornare”. Come allenarsi per diventare dei buoni profiler? Uno dei tanti esercizi consiste nel prevedere se afferrerà la tazzina con la mano destra o con la sinistra, un semplice gesto che suggerisce come porsi nei suoi confronti. In un primo tempo questa attenzione potrà sembrare un peso, che si trasformerà in divertimento e nel piacere di sentirsi padroni della situazione ed efficaci nei confronti dei propri interlocutori: un grande risultato che col tempo richiederà sempre meno impegno, soprattutto meno stress. In questa fase di riapertura molto complessa da un punto di vista di relazioni tra le persone, sono numerosi gli operatori (torrefattori, titolari di hotel e di locali) che chiedono un supporto per aumentare le competenze del personale, creando una catena che genera valore e si traduce in business e fidelizzazione dei collaboratori e dei clienti.

L’ingegnere e il poeta. Chi afferra la tazzina con la mano destra è una persona che lavora con l’emisfero sinistro, più portata alla razionalità, alla quale, ad esempio, spiegare il rapporto tra altitudine di coltivazione o tipo di lavorazione e risultato in tazza. Colori, sapori, aromi (emozioni) sono gli elementi su cui puntare per il cliente che afferra la tazzina con la mano sinistra e ha il destro quale emisfero dominante.

Francesca Dusi, 34 anni, è co-founder di Pratello Lab, il cui obiettivo è generare benessere mentale ed economico attraverso un metodo scientifico. Al suo interno, aiuta le persone ad assumere i migliori comportamenti e a raggiungere gli obiettivi personali e professionali prefissati.

•Tom, il distilled dry gin dall’animo milanese

•Tom Gin_Touch of Milano
Ideato da una coppia di creativi milanesi, questo dry gin premium è fatto con nove botaniche tipiche del territorio lombardo

Nasce come omaggio alla città di Milano •Tom (Touch of Milano) Gin. L’idea è di una coppia di creativi milanesi, Caterina Rossi Puri e Giordano Conca, appassionati del distillato, che hanno voluto realizzarne una loro versione, in stile distilled gin, che raccontasse lo spirito aperto e cosmopolita della città. Puntando sulla qualità, origine delle materie prime e un metodo di lavorazione artigianale.

Per portare avanti il progetto la coppia si è appoggiata all’arte di una distilleria veneta, che ha contribuito a perfezionare anche alla ricetta. Ricetta che prevede l’utilizzo di nove botaniche, tutte tipiche del territorio lombardo e provenienti colture naturali certificate, tra le quali, oltre le bacche di ginepro, fiori di sambuco, cardo mariano, salvia e camomilla selvatica. Ingredienti, che vengono sapientemente distillati in alcole di origine agricola, senza alcuna aggiunta di alcol etilico neutro o di zucchero, ma solo di acqua minerale sorgiva per portare il volume alcolico al 42%. Infine, il distillato ottenuto viene filtrato attraverso uno strato di cellulosa pura al 100% con una pressione di 2 atmosfere.

Prodotto in piccoli lotti e imbottigliato in bottiglie da 500 ml, •Tom è un dry gin premium di grande purezza e dal carattere elegante, con note aromatiche corpose e persistenti che lo rendono perfetto sia per essere servito liscio sia per l’uso in miscelazione, dove permette una rande sperimentazione. Può infatti essere utilizzato nella preparazione di grandi classici, a partire da un Martini Cocktail, proseguendo con un Gimlet, un White Lady, un Negroni, ovviamente senza tralasciare il G&T, ma anche per creare nuove ricette, sposandosi bene con tutti gli altri spirit e anche con le bollicine. Una delle ricette proposte dal brand è ad esempio •Tommi, dove si unisce a Franciacorta e sciroppo di fiori di sambuco, decorato con una scorza di limone. Oppure Un lucano a Milano, dove si miscela ad Amaro Lucano, sweet vermouth e Aztec Chocolate Bitter.

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Le ricette

  • Tommi

Ingredienti:

3 cl •Tom Gin, 6 cl Franciacorta, 1 cucchiaio sciroppo di fiori di sambuco,

Preparazione:

stir

Decorazione:

scorza di limone

Bicchiere:

coppa

Un lucano a Milano

Ingredienti:

4 cl •Tom Gin, 1 cl Amaro Lucano, 4 cl sweet vermouth, 4 dash Aztec Chocolate Bitter

Preparazione:

stir and strain

Bicchiere:

Nick & Nora

Le Torte di Giada, il digitale entra in pasticceria

L'esempio della pasticceria di Brescia, scelta da Google per il programma di formazione Italia in Digitale, guidata da una pioniera del cake design

«Rappresentiamo una piccola impresa che grazie a Internet ha potuto ampliare il proprio raggio d’azione e allargare il giro di clienti», così ha detto Rosy al Giornale di Brescia. Rosy è Rosy Zurolo e assieme alla figlia Giada Farina è al timone dell'attività di pasticceria (con due pdv) de Le Torte di Giada. Google le aveva già notate l’anno scorso, ora le due pasticciere sono diventate testimonial della campagna di Italia in digitale.

Sfruttare bene le potenzialità del web

Si tratta di un piano di accelerazione della trasformazione digitale in Italia, varato dal gigante del Web. Un progetto di formazione a sostegno delle imprese e delle persone: Google Italia ha scelto di coinvolgere una delle realtà del Paese che ha saputo sfruttare le potenzialità del digitale, appunto la pasticceria bresciana fondata da Giada Farina, pioniera del cake design in Italia (ha aperto il primo laboratorio nel 2011, dedicato alle decorazioni in pasta di zucchero, creando torte a piani, monumentali e wedding cake con decori artistici).

«Fondamentale durante le chiusure»

«Siamo molto orgogliosi di essere stati scelti da Google Italia per rappresentare il progetto Italia in Digitale – commenta Giada Farina. «Per noi il digitale è stato un importante alleato fin dalle origini: ricerche su Google o su Google Maps ci hanno permesso di rimanere in contatto con i nostri clienti, di incontrarne di nuovi e di continuare a svolgere la nostra attività anche durante i periodi di chiusura obbligata causati dalla pandemia».

Obiettivo 2024 per il retail

Insomma, hanno saputo gestire la promozione online delle loro pasticcerie. Le basi sono farsi trovare e mantenere i contatti. Secondo una stima di Euromonitor, entro il 2024 ben il 54% delle entrate generate dal retail andrà agli esercizi che avranno introdotto il digitale nella loro strategia, facendosi trovare online. È di oltre un milione il numero complessivo di persone e piccole e medie imprese che Italia in Digitale si prefigge di supportare nel loro processo di digitalizzazione entro la fine del 2021.  

Cliente, territorio e sicurezza al centro dell’experience di Caffè Martini

Silvano Martini Caffè Martini
Silvano Martini, titolare, con la moglie Franca, di Caffè Martini
La rinuncia a format di forte richiamo per privilegiare la sicurezza, premiando i clienti che rispettano le norme anti-Covid. E ancora, la promozione del territorio e i servizi per i cittadini nella strategia per la ripartenza del bar di Castrocielo, nel cuore della Ciociaria

Una nuova customer experience all’insegna della massima sicurezza, premiante sotto tutti i fronti per il cliente e per il business. È la strategia adottata da Caffè Martini, bar di Castrocielo (Frosinone), piccolo borgo nel cuore della Ciociaria, in questa fase di graduale ritorno alla normalità. Una fase di transizione per le realtà del fuoricasa nella quale, sebbene i momenti più difficili dell’emergenza sanitaria sembrino ormai alle spalle, l’evoluzione della pandemia suggerisce di non abbassare eccessivamente la guardia. E tenere alta la soglia di prudenza è stata la scelta del locale anche per questa estate, dove tanta è la voglia di gestori e consumatori di recuperare il tempo perduto e minori sono le limitazioni alle attività. Caffè Martini ha invece deciso di continuare sulla “linea della fermezza”, rinunciando ad alcuni suoi format di successo e ad attività di forte richiamo che possono anche solo paventare il rischio di assembramenti, per andare invece a premiare, letteralmente, i clienti che rispettano le norme anti-Covid.

Una scelta che fa parte di una precisa strategia, sviluppata in collaborazione con la startup specializzata, Vivila Dmc, e frutto di un attento studio dell’attuale scenario e dei cambiamenti nel comportamento dei consumatori, nella quale l’accento in più sulla sicurezza diventa il perno di una nuova esperienza da offrire al cliente. Una nuova esperienza che non comporta rinunce per il consumatore, ma un modo diverso di vivere il bar e di stare insieme, al quale il cliente stesso contribuisce attivamente con i suoi comportamenti virtuosi, che vengono anche premiati.

Su questa linea è stata rimodulata anche l’offerta del locale, da sempre costruita su due capisaldi: la centralità del cliente e il territorio, in quanto la proposta di prodotti, servizi e iniziative è inserita in un contesto, quello di Castrocielo e della Ciociaria, che Caffè Martini da anni promuove e valorizza in diversi modi.

Un premio ai clienti virtuosi

Un esempio di come cliente, territorio e sicurezza siano strettamente intrecciati nell’attività del locale è costituito da Il Mio Regalo, l’iniziativa con la quale il bar premia i clienti più rispettosi delle regole anti-Covid. «Con l’emergenza il gestore è diventato responsabile del rispetto delle norme di sicurezza e ha il dovere di richiamare, nel caso, il cliente alla loro osservanza. Un’azione questa che mette entrambi in una situazione di difficoltà e disagio - spiega Chiara Martini, responsabile comunicazione di Caffè Martini di proprietà di papà Silvano e mamma Franca -. Da subito quindi abbiamo lavorato molto su tale aspetto, istituendo una figura specializzata, una sorta di Covid manager, ruolo assolto da me, che oltre a garantire il rispetto delle norme facesse comprendere al cliente come la loro rigida applicazione fosse la base di un modo nuovo di stare insieme, in sicurezza, e quindi un ulteriore elemento di cura e attenzione che il locale ha nei suoi confronti».

Un concetto che Caffè Martini ha rinforzato con un meccanismo premiante per i clienti che hanno sempre rispettato le regole. «Ai più virtuosi regaliamo delle esperienze uniche da vivere su tutto il territorio, che in questo caso va oltre la Ciociaria – spiega Martini -. Esperienze su misura per il cliente, lontane dal turismo di massa che in questo momento non ci possiamo permettere, realizzate in collaborazione con start up specializzate come Yookye o strutture che condividono la nostra stessa filosofia, come il relais il Castello di Leonina ad Asciano (Siena)».

Valorizzazione del territorio

Così il bar diventa, non solo un luogo sicuro, ma anche un punto nevralgico di promozione del territorio, attività che Caffè Martini porta avanti da tempo, valorizzando e facendo conoscere paesaggi, tradizioni, prodotti, e realtà di Castrocielo e della Ciociaria. Un’opera che svolge non solo con i suoi canali social (Facebook e Instagram), ma addirittura creando gratuitamente, per chi lo chiede, delle esperienze, disegnate su misura sulla base degli interessi dello specifico utente, di uno o più giorni per scoprire il territorio e viverlo non da turisti, ma da protagonisti. Un’attività di divulgazione e, insieme, un servizio che dal 2019 ha generato un costante incremento dei flussi di visitatori, con conseguenti benefici per il turismo e il commercio per tutta l’area.

Nell’ambito di queste attività a favore dello sviluppo del territorio si collocano due iniziative fresche di lancio. Con la prima Caffè Martini punta a incentivare i flussi per vivere il territorio anche per lavoro. «Abbiamo acquisito dei locali a Castrocielo dove abbiamo creato varie postazioni di smartworking, dei veri e propri uffici attrezzati di tutto, per coloro che vogliono svolgere la propria attività lavorativa tra i paesaggi ciociari, lontani dal grigiore delle grandi città, godendo di tutte le cose buone e belle che la nostra terra offre», spiega Martini.

Con la seconda invece si punta a valorizzare il potenziale turistico del territorio favorendo la conoscenza del sistema di incentivi per la ristrutturazione degli edifici del centri storici. «Da fine luglio organizziamo dei momenti di formazione, che si svolgono ogni sabato mattina, che permettano di avere informazioni chiare ed esaustive su come accedere al super bonus 110% per ristrutturare i fabbricati a costo zero – spiega la responsabile comunicazione -. Si tratta di momenti aperti a tutti, non solo ai nostri clienti, perché l’argomento è abbastanza complesso, soprattutto per i non addetti ai lavori. Per questo mettiamo a disposizione, in modo del tutto gratuito, un team di ingegneri in grado di spiegare i dettagli di questo importante strumento per il rilancio dei borghi».

L’evoluzione del business

Il territorio, ovviamente, ha un ruolo centrale anche nella proposta del locale, a partire dalla colazione, dove troneggia la Pigna, un tradizionale dolce pasquale che qui viene proposto tutto l’anno, all’aperitivo, a base di specialità ciociare. «Per questo momento uno dei prodotti clou sono i Frittini di Mamma Franca, pizza preparata e fritta secondo la ricetta ciociara e accompagnata da eccellenze locali, come il Peperone di Pontecorvo Dop, il Conciato di San Vittore – spiega Martini -. I Frittini, vengono serviti esclusivamente nel contesto de Il Mio Aperitivo, un format di aperitivo a tema, che però, al pari di altre iniziative di forte richiamo, abbiamo messo in stand by con lo scoppio della pandemia e che riprenderemo quando tutto sarà passato».

Una scelta che ha comportato la rinuncia a una fetta consistente di fatturato. Eppure, il giro di affari del bar non è calato, anzi è cresciuto. Segno che i clienti hanno compreso e apprezzato la politica di Caffè Martini, ma anche della sua capacità di regalare loro comunque un’esperienza di alto livello, coccolandoli e mettendoli al centro della scena. Il tutto unito alla capacità di evolvere anche l’offerta dei servizi per creare nuove occasioni di business.

Un esempio di come il bar coccoli i suoi avventori sono i Cocktail your name, un punto fermo dell’aperitivo. Si tratta di drink dedicati a un determinato cliente, dal quale prendono anche il nome, e costruiti rispecchiandone i tratti caratteriali, che poi entrano a far parte nel menu. Un altro omaggio sono le foto, scattate da un fotografo professionista, che vengono regalate al consumatore come ricordo dell’esperienza. Periodicamente, poi, il bar pubblica sulle sue pagine social un breve ritratto di un cliente, raccontando chi è, i suoi interessi.

Altrettanto attento il locale si è mostrato sul fronte dei servizi, aumentando e potenziando, fin dall’inizio dell’emergenza, i servizi postali e bancari, in modo da ridurre code e file negli uffici e quindi il rischio di assembramenti. Una soluzione a vantaggio di tutta la comunità, che ha incrementato il valore del bar percepito dal cliente e contribuito alla crescita dell’attività, facendo aumentare gli incassi nella fascia pomeridiana.

Più formati e un sito dedicato: le novità di Rio Mare per il fuoricasa

Rio Mare_insalatona
Insieme ai nuovi formati in busta, il brand di prodotti ittici ha messo online il nuovo sito dedicato ai locali, con tutte le informazioni sulla gamma e ricco di ricette per ampliare il menu

Nuovi formati e un sito interamente dedicato al fuoricasa. Puntano tutto sul servizio, inteso sia come nuove e gustose e idee per ampliare il menu sia in termini di praticità e velocità di utilizzo e conservazione, le novità di Rio Mare per il mondo dei locali.

Per quanto riguarda i nuovi formati la grande novità sono i Trancetti di Tonno all’Olio di Oliva ora disponibili anche in busta, una soluzione ancora più comoda e funzionale rispetto alla classica lattina, grazie alla presenza di meno olio. I formati partono dalla confezione monodose da 65 g e comprendono quello da 200, 500 e 1000 g. Nella pratica confezione in busta sono disponibili anche i Filetti di Tonno all’Olio di Oliva e i Filetti di Tonno al Naturale, due prodotti di alto pregio, ma solo nel classico formato da 950 g.

Oltre che nella nuova confezione in busta, i prodotti Rio Mare sono sempre disponibili nelle iconiche lattine, ma anche in questo caso con una novità. Ai classici formati da 80, 120, 160 e 240 g si è aggiunta la versione da 65 g, che contiene la stessa quantità di tonno pinne gialle della classica lattina da 80 g, ma con meno olio di oliva. Una permetta dosatura che consente di mantenere il tonno tenero e perfettamente conservato, ma senza sprechi. Inoltre, per i locali medi e grandi, che non vogliono rinunciare al gusto e alla qualità Rio Mare, sono disponibili i formati latta da 500, 1000 e 2000 g.

Tanti suggerimenti per arricchire il menu

L’intera gamma del brand di prodotti ittici della multinazionale italiana Bolton Group è presente e ampiamente descritta sul nuovo sito internet dedicato al food service www.riomarefoodservice.it, una piattaforma, smart e intuitiva, pensata per aiutare l’operatore del fuoricasa nel suo lavoro quotidiano. Il sito, oltre alle informazioni sui prodotti, contiene infatti una sezione ricette, con tante proposte gustose con le quali ampliare la propria offerta. Proposte facili e veloci da preparare ed elaborate tenendo conto dei nuovi trend di consumo di un pubblico alla ricerca di piatti leggeri e sani e per il quale ormai l’aspetto del piacere non prescinde più da quello di un’alimentazione corretta ed equilibrata. Proposte che comprendono insalate, primi piatti, pizze, e, ovviamente, panini e focacce.

Un esempio è un’insalatona con bulgur, condito con olio extravergine, succo di limone e peroncino, completato poi con Tonno Rio Mare all’Olio di Oliva, pomodori, sedano e cipolla tagliate in pezzetti, e infine con menta e prezzemolo tritati. Non meno gustoso e ben equilibrato è, per fare un altro esempio, il Panino con tonno, carciofi grigliati e pomodori secchi, da preparare spargendo sul fondo di un panino di tipo francesino del formaggio cremoso e poi farcendo con Tonno Rio Mare all’Olio di Oliva, carciofini grigliati e conservati sott’olio, pomodori secchi, completando con qualche foglia di basilico e un pizzico di pepe. Un altro esempio è la Focaccia con tonno, pomodorini gialli e stracciatella, che consente di trasformare un semplice trancio di focaccia in una proposta invitante e completa per il pranzo, semplicemente completandola con Tonno Rio Mare all’Olio di Oliva, stracciatella in pezzetti e pomodorini (in precedenza conditi con olio di oliva, sale e pepe), e pinoli tostati.

La carta d'identità del tonno

Ma poiché in Rio Mare la qualità è sempre unita alla massima sicurezza e trasparenza, sul sito è presente una sezione dedicata alla tracciabilità. In questa sessione è possibile consultare una sorta di “carta d’identità” virtuale del tonno acquistato, verificando in tempo reale le informazioni relative all’origine della materia prima, scoprendo l’intera filiera ittica, con tutte le informazioni e curiosità sulle aree di pesca e sull’impegno dell’azienda nel campo della sostenibilità ambientale e sociale.

Il contest di Lavazza a supporto dello sport dilettantistico

Progetto Lavazza per lo Sport
Ha preso il via il progetto “Lavazza per lo sport” realizzato in partnership con Sport e Salute. L’obiettivo è offrire un contributo alla ripresa dello sport di base

Sono numeri significativi quelli che fanno capo alle Associazioni Sportive Dilettantistiche - Asd Italiane, con 12 milioni di tesserati, 450 mila collaboratori sportivi per circa 100mila società. Nello sport di base sono protagonisti soprattutto i giovani atleti, ai quali si affianca una nutrita comunità di appassionati e sostenitori. Le problematiche legate al covid hanno messo a dura prova lo sport di base, permettendo la pratica solo ai professionisti. È il momento di scendere di nuovo in campo, di tornare a correre, saltare, giocare a calcio, a basket, pallavolo, nuotare… insomma di praticare quella sana (sotto tutti i punti di vista) abitudine che è la pratica sportiva, qualsiasi essa sia.

Le Associazioni sportive in difficoltà sono numerose, per questo Lavazza in partnership con Sport e Salute ha realizzato il progetto Lavazza per lo sport, che ha preso il via lo scorso 3 agosto e si concluderà il 3 gennaio 2022, offrendo un contributo allo sviluppo di realtà sportive territoriali, favorendo la ripresa dell’attività fisica di tanti giovani che nello sport trovano non solo un beneficio per il fisico, ma anche una pratica educativa che favorisce socialità, lealtà, rispetto per le persone e per le regole. Giovani talenti come Claudio Marchisio, Martina Rosucci e altre promesse del mondo dello sport hanno scelto di sostenere il progetto e di farsi portavoce del suo messaggio alle Ads di tutta Italia.

Le Associazioni Sportive Dilettantistiche italiane potranno aggiudicarsi buoni per attrezzature e abbigliamento sportivo del valore complessivo di 100mila euro grazie a un contest che consentirà agli acquirenti dei prodotti Lavazza di supportare attraverso un meccanismo di voto virtuale la propria società preferita. Ciascuna può mettersi alla prova attraverso una serie di Tik Tok challenges sfidando le altre associazioni con l’obiettivo di scalare la classifica nazionale e ottenere il maggior numero di voti.

Negli ultimi anni l’impegno della Torrefazione torinese è cresciuto in modo significativo, osserva Igor Nuzzi, regional director Italia e Svizzera del Gruppo, che aggiunge «con questo progetto vogliamo essere vicini agli sportivi favorendo la ripresa dell’attività di gruppo o individuale affinché questa possa di nuovo rappresentare un momento sociale centrale nella loro vita. Penso principalmente ai più giovani che, in questo ultimo anno, hanno dovuto rinunciare alla pratica del loro sport preferito con gli amici, e ai loro familiari che potranno finalmente tornare a seguirli emozionati». Da parte sua, Vito Cozzoli, amministratore delegato e presidente di Sport e Salute, sottolinea la valenza positiva di questa iniziativa che «ha l’obiettivo di rilanciare l’associazionismo, che è l’ossatura del sistema sportivo italiano. Un impegno concreto per una fondamentale funzione educativa e sociale che condividiamo».

I dettagli dell’iniziativa rivolta alle ASD sono disponibili sulla pagina: www.lavazza.it/lavazzaperlosport

Prestigiosi riconoscimenti per PhD Gin, il gin italiano al cacao

PhD Gin
Primi prestigiosi successi internazionali per questo gin premium artigianale, realizzato dall'azienda campana Picogrammo, che ha tra le botaniche le fave di cacao

Un doppio oro alla China Wine & Spirits Competition 2021 (Cwsa), la competizione dedicata agli spirit e ai vini più prestigiosa di Hong Kong e Cina, e una medaglia d’oro più il titolo di miglior gin italiano dell’anno alla New York International Spirits Competition, altra importante competizione internazionale di settore. Sono i primi prestigiosi riconoscimenti raccolti da PhD Gin. Riconoscimenti che certificano l’alta qualità di questo gin nato in Campana e dai tratti molto particolari: il distillato si caratterizza infatti per la perfetta fusione tra le note pungenti del ginepro con quelle avvolgenti di cacao. Già, perché PhD Gin annovera tra le sue botaniche le fave di cacao.

Il prodotto è frutto di un progetto partito nel 2016 a opera di Rossella Liberti, ricercatrice dell’Università di Salerno e fondatrice di Picogrammo, piccola azienda di San Marzano sul Sarno che ha iniziato le sue attività con la produzione di biscotti artigianali dolci e salati, puntando sulla ricerca di sapori originali e autentici, alta qualità e artigianalità delle lavorazioni, per poi ampliare la sperimentazione anche al gin, sempre operando con la stessa filosofia.

Nel creare la ricetta del suo gin la ricercatrice ha deciso di utilizzare un ingrediente molto particolare, quali le fave di cacao. Queste vengono macerate a freddo in alcol di cereali e acqua di sorgente, e lo stesso procedimento è utilizzato anche per le altre botaniche che ne compongono la formula: bacche di ginepro, coriandolo, cardamomo e calamo aromatico. Prodotto artigianalmente in piccoli lotti da 50 litri e non filtrato, PhD Gin (alc 40% in vol) ha il suo tratto peculiare nella inedita unione tra le note pungenti e resinose tipiche del ginepro con quelle calde e avvolgenti del cacao. Un’unione vincente che regala al distillato una grande morbidezza al palato, accompagnata dalle note citriche, floreali e balsamiche apportate dalle restanti botaniche. Un insieme perfettamente bilanciato che ne fa un gin raffinato e dal carattere nuovo e complesso, ideale da servire sia liscio, come distillato da meditazione, magari accompagnandolo con qualche biscotto al coccolato o da un sigaro, sia in miscelazione. In quest’ultimo caso le note intense e amaricanti del cacao lo rendono un ingrediente ideale per esaltare gli aromi di altri distillati e spirit, lasciando campo libero alla sperimentazione dei bartender. Un gin, insomma, dal carattere marcato, ma versatile, da utilizzare per rivisitare classici come il Negroni, per nuove creazioni, ma che si esprime bene anche in un Gin&Tonic dal sapore inedito, abbinandolo a una tonica neutra.

Un'etichetta che racconta la storia della distillazione

Altra particolarità del prodotto è la sua nuova bottiglia, da 50 cl, disegnata per il lancio su più ampia scala del prodotto. Una bottiglia dalla forma slanciata e, soprattutto, impreziosita da un’etichetta molto accattivante che racconta la storia di questo distillato. L’idea di dare vita a PhD Gin è venuta a Liberti mentre stava conducendo alcune ricerche sulla distillazione all’Università di Salerno. E proprio la città campana, con la Scuola Medica Salernitana, fondata nel IX secolo, ha dato un contributo fondamentale alla distillazione dell’alcol. La Scuola aveva infatti raccolto le conoscenze della cultura romana, greca e araba sulla distillazione, che perfezionò e sviluppò, migliorandone le tecniche a partire dallo strumento, l’alambicco, permettendo così la produzione di distillati ad alta gradazione.

L’etichetta rende omaggio alla Scuola Medica Salernitana che, secondo una leggenda, fu fondata da quattro viandanti, tutti che si occupavano di medicina, ma di quattro culture differenti, greca, latina, araba ed ebraica che si incontrarono a Salerno. A questo scopo nell’etichetta si trovano incasellati elementi rappresentativi di queste quattro culture. Realizzata con un modello grafico in stile arabo, nella parte alta dell’etichetta campeggia una corona, simbolo dell’Università salernitana, sotto il quale c’è una scritta in arabo. Al centro il nome del prodotto, PhD Gin e nella parte bassa è raffigurata una stella di David nel cui centro è inserito il logo di Picogrammo. L’etichetta è infine impreziosita da una cornice dorata e ai suoi bordi sono riportati i nomi dei quattro viandanti della leggenda, a suggellare ancora una volta l’incontro tra le diverse culture dal quale prese vita la Scuola e più in generale ogni forma di progresso.

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Sca Italy, tutti convocati per animare il Coffee Boom

Sca Coffee Boom
Nella Giornata internazionale del Caffè, l’Associazione promuove un open day per diffondere la cultura del caffè di qualità sul territorio nazionale

Sca Italy vuole realizzare un 1° ottobre - la Giornata Internazionale del Caffè - coinvolgente a tutti i livelli ed “esplosivo”. Non a caso ha denominato l’iniziativa Coffee Boom, chiamando alla collaborazione la propria community su tutto il territorio nazionale al fine di contribuire con piccoli e grandi passi, in modo capillare, alla divulgazione del caffè di qualità e del movimento dello specialty coffee.

La potenza di questa esplosione dipende dall’iniziativa a e dalla voglia di mettersi in gioco dei soci, aderendo all'iniziativa e coinvolgendo il grande pubblico, i giovani e la stampa nei centri di formazione, nelle caffetterie, nelle torrefazioni e nelle aziende socie, tutte aperte per accogliere in forma gratuita chi vorrà avvicinarsi al caffè di qualità, apprenderne la cultura, scoprendo ciò che si nasconde dietro i mito del caffè, dal frutto alla bevanda. Per il nostro Paese questa iniziativa vuole rappresentare una piccola rivoluzione culturale, che per un giorno mostrerà il caffè, con la sua realtà e i diversi metodi di estrazione, sotto una luce nuova, fornendo gli strumenti per riconoscere e apprezzarne la qualità.

I consumatori di domani

Dopo un’edizione virtuale, il tema dell’International Coffee Day 2021 organizzato a livello mondiale da Ico torna su Next Generation of Coffee, pensato per sostenere la prossima generazione di giovani professionisti del caffè: un tema che concorda al meglio con lo spirito dei progetto.

Il palinsesto di Coffee Boom prevede masterclass con la stampa tenute dagli Ast per permettere una sempre più capillare divulgazione della Third Wave of Coffee. Per i giovani sono previsti slot presso i centri di formazione, nuovamente a cura dei formatori autorizzati Sca, per avvicinare i ragazzi al mondo dello specialty coffee e mostrando le diverse alternative messe a loro disposizione dal percorso Scae Education. Infine, tutte le realtà che sposano la filosofia dell’Associazione (locali, torrefazioni, aziende del settore) si trasformeranno in luoghi di accoglienza e divulgazione del caffè per il consumatore finale, con degustazioni, visite guidate, approfondimenti.

Come partecipare

La partecipazione all’evento è riservata ai soli soci Sca. Le aziende che vogliono aderire devono inviare la loro richiesta entro la prima settimana di settembre, all’indirizzo e-mail info@scaitaly.coffee presentando la propria iniziativa basata su almeno uno dei seguenti contenuti:

Evento stampa / masterclass per i giornalisti, della durata di 3 ore circa, con la supervisione di un AST che seguirà il programma didattico definito in accordo con Sca Italy.

Masterclass per le scuole professionali / istituti alberghieri, della durata di 3 ore, con la supervisione di un Ast.

Open day / visite guidate presso i propri spazi, con approfondimenti, ciascuno per il settore di propria competenza (roastery, attrezzature, pulizia, acqua, ecc.)

Operazioni promozionali e divulgative presso la propria caffetteria o sede.

Ogni iniziativa sarà promossa e supportata da Sca Italy.

A conti fatti, Coffee Boom è l’occasione per mostrare a tutti il volto di una community coesa e inclusiva; per raccontare le storie dei professionisti di una filiera ancora invisibile fatta di qualità, competenza, ricerca e passione per il prodotto, dando nuova credibilità e autorevolezza a uno dei prodotti simbolo del made in Italy.

L’invito a tutti gli associati è a mettersi in gioco: tutti sono convocati.

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