Home Blog Pagina 335

Formazione e tante novità by Caffè Vergnano a Host

Caffè Vergnano tazzina
Caffè Vergnano porterà alla fiera internazionale dell'ospitalità, in programma a Milano dal 22 al 26 ottobre, i suoi prodotti di punta e le ultime novità

Dal 22 al 26 ottobre torna l’appuntamento con HostMilano, la fiera per i top player mondiali dell'ospitalità professionale, organizzata da Fiera Milano. Caffè Vergnano parteciperà all’evento, che vanta quest’anno quasi 1300 espositori provenienti da 40 Paesi, presentando i suoi prodotti di punta e le ultime novità in programma.

Focus aziendale per Caffè Vergnano resta la formazione. Con la sua Accademia e grazie a una squadra di formatori composta da docenti esperti, veri ambassador dell’eccellenza italiana, la torrefazione piemontese da sempre incentiva e sostiene lo sviluppo del talento dei suoi baristi, offrendo gratuitamente corsi professionali altamente qualificati.

La collezione Pink

Tra le proposte che verranno presentate a Host, la prima collezione Pink di macchine del caffè a uso domestico a supporto del progetto di sostenibilità al femminile, Women in Coffee. Saranno infatti la Trè by Caffè Vergnano, la Sanremo Cube e la Faemina “a vestirsi” di rosa per entrare a far parte a tutti gli effetti della Pink Collection a sostegno dell’iniziativa.

Le macchine saranno disponibili a breve sull’e-shop di Caffè Vergnano in una sezione “Premium” dedicata ai prodotti di punta della collezione, con fasce di prezzo differenti. Uno spazio dedicato a tutti coffee lover che vorranno vivere il piacere di gustare un caffè di qualità come al bar, ma nella comodità della propria casa.

Il rilancio delle caffetterie a marchio

HostMilano sarà anche l’occasione per rilanciare le caffetterie a marchio Caffè Vergnano 1882, fiore all’occhiello dell’azienda anche oltre i confini italiani. Le caffetterie hanno raggiunto il numero di 160 in tutto il mondo e sono apprezzate da oltre vent’anni per la loro capacità di rendere unica l’esperienza del bar all’italiana anche all’estero.

La novità più rilevante sarà il rinnovo dell’immagine delle caffetterie, con cambiamenti che spazieranno dalla comunicazione al restyling grafico fino alle nuove proposte e nuovi menù, per sorprendere e stupire anche i clienti più fedeli.

I pack sostenibili

Per la parte retail protagonista sarà il restyling dei pack del caffè macinato, previsto per il mercato Italia ed estero. Anche nella distribuzione organizzata Caffè Vergnano, infatti, cambia look, lasciando la parola direttamente ai propri prodotti, con confezioni nuove, chiare e “responsabili”.

Una decisione che nasce dalla volontà di guidare ulteriormente il consumatore verso una scelta sempre più consapevole e responsabile, incoraggiando la cultura dell’autentico caffè Made in Italy.

Esposta nello stand anche la gamma di prodotti della Linea Aroma Mio in grani e del porzionato: un’offerta ampia per accontentare tutti gli appassionati di questo inconfondibile prodotto.

Per Caffè Vergnano, HostMilano 2021 rappresenta una vetrina e un momento d’incontro con amici e clienti, un’opportunità ulteriore per parlare e rilanciare il messaggio di sostenibilità ambientale e sociale che da sempre è parte del dna aziendale.

I gelati di quel cervellone di Fatamorgana

Sotto la lente il laboratorio ingegnerizzato di Maria Agnese spagnolo, alias Fatamorgana. Gelateria che oggi vanta pdv a Roma e Los Angeles

ROMA. Una bilancia collegata a un computer. Fin qui nulla di strano. Ma quello che si scopre nel laboratorio del gelato di Maria Agnese Spagnuolo, Fatamorgana per gli amici, è che in quel computer ci sono praticamente tutti i suoi 18 anni di esperienza da mastro gelatiere. Nonché da imprenditrice, insieme al compagno nella vita e nel lavoro Francesco Simon, che l’ha aiutata fin dall’inizio negli aspetti organizzativi, lasciando a lei la parte di creatività e di studio del prodotto. Fatamorgana apre nel 2003 il suo primo punto vendita con laboratorio, in via Lago di Lesina a Roma. In poco tempo Maria Agnese si fa apprezzare per la fantasia nella creazione dei gusti, per l’ottima consistenza e per la digeribilità del gelato. Perché è qui che sta uno dei plus di Fatamorgana: la Spagnuolo, proprio nei mesi in cui cercava un finanziamento per aprire la sua prima gelateria, scopre di essere celiaca. Da lì inizia un percorso di ricerca sul gelato, sulle sue componenti e sul modo di creare un composto stabile al netto di addensanti e additivi, chimici o naturali che siano.

Da laboratorio a polo produttivo

La tecnologia aiuta. E nel tempo quello che era un laboratorio di un punto vendita è diventato un polo di produzione, oggi collocato a Palombara Sabina, a un passo da Roma. Due laboratori spaziosi e attrezzati di tutto punto (tre Compacta Vario 12 di Coldelite, due Turbomix Cattabriga, le bilance Kern, i computer e così via), un magazzino, una cella per lo stoccaggio e un ampio spazio per le dimostrazioni con il pubblico. «Ci piace far vedere come nasce il nostro gelato, anche perché l’esser diventati così grandi ha cambiato la percezione sulla naturalità del nostro prodotto e ci teniamo a mostrare che non c’è nessuna sofisticazione, sta tutto nell’ingegnerizzazione del processo, grazie al software che ci siamo fatti realizzare, costruito sulle nostre esigenze», puntualizza Francesco Simon. È qui che torna il computer e appunto il software gestionale, in cui sono state inserite tutte le ricette, tutti gli ingredienti, tutti i punti vendita vicini e lontani, che al momento sono a quota 9: a Roma sono 6, cui si aggiunge il più recente di Monterotondo, non lontano dal laboratorio, e ancora 2 sono a Los Angeles. Tutti connessi alla rete aziendale, tutti legati a doppio filo attraverso i codici a barre che caratterizzano ogni prodotto in uscita dalla sede di Palombara.

Un database con 400 ricette di gelati e sorbetti

Il meccanismo è questo: l’operatore decide quale delle quasi 400 ricette in database deve produrre. Il software avvia la ricetta e segue l’operatore passo a passo nella produzione, indicandogli quantità e movimenti da compiere e con quale strumento. Si va avanti solo se la macchina riconosce l’azione come eseguita. Fondamentali, nel procedimento, i preparati “Fatamorgana”, sempre prodotti in casa, che sono sei e sono utilizzati a seconda che si tratti di gelati con il latte vaccino, gelati vegani o sorbetti. Nel caso dei punti vendita fuori Roma, dalla capitale partono per via aerea proprio questi mix Fatamorgana e tutto il fresco si realizza negli Stati Uniti. Nel caso dei sette punti vendita che gravitano attorno al laboratorio di Palombara, si realizza tutto lì. Una volta passato dal mantecatore, il gelato viene porzionato nelle vaschette già pronte per andare sul banco delle gelaterie (i gusti sono volutamente a vista) ed etichettato con il codice a barre. In questo codice ci sono tutte le informazioni essenziali, che accompagnano il prodotto dal laboratorio al banco, dove i pozzetti - e quindi le varietà di gelato in vendita - sono dai 42 ai 60. Si producono qui anche gli altri sfizi golosi come il sushi di gelato, sempre a base dei gusti di Fatamorgana o i semifreddi, che vanno dalla torta Agnese (semifreddo gianduia su crumble di amaretti di Sassello e mandorla d’Avola tostate, glassata a specchio con cacao e scaglie di sale Maldon) al più classico tiramisù. Lo stesso software entra poi nei singoli punti vendita e monitora i flussi di gelato, l’andamento commerciale della gelateria, i best seller o viceversa i gusti che hanno poco successo di pubblico, quindi i tempi di giacenza sul banco. «Tutte informazioni preziosissime per pianificare il nostro lavoro qui in laboratorio e per lavorare anche sul marketing del prodotto, sfruttando sia i social network che le attività di mail marketing, per creare engagement», conclude Simon.

L'intervista a Maria Agnese Spagnuolo

Qual è il segreto dei preparati Fatamorgana? Che sono del tutto naturali, bilanciati da me in anni di studio. Per farla breve, nel nostro gelato non mettiamo nessuna “E”, ma lavoriamo sull’equilibrio fra le proteine, siano esse animali o vegetali, e gli zuccheri. Le proteine impiegate per i gelati vegani e i sorbetti sono proteine del riso. Per i gelati con latte vaccino impieghiamo proteine nobili del latte. Usiamo un solo zucchero per ogni ricetta quindi o zucchero di barbabietola o fruttosio. A Los Angeles arrivano questi mix? Esatto. Sono stata due mesi a Los Angeles per scegliere i migliori fornitori e studiare ricette che incontrassero il gusto e gli ingredienti locali. Dal laboratorio di Palombara Sabina partono le buste dei preparati, per il resto mi affido alla professionalità di un’ex dipendente, che ha aperto le nostre gelaterie oltreoceano. A proposito di ex dipendenti, su questo si fonda la vostra filosofia aziendale. Nella filosofia aziendale c’è proprio questo percorso di crescita: dopo alcuni anni in laboratorio si fa il salto, mettendosi in proprio e diventando gestori di un punto vendita a marchio Fatamorgana. Fra i vostri scopi c’è anche conquistare la fiducia dei clienti. È un obiettivo su cui lavoriamo costantemente, aprendo le porte del nostro laboratorio. Purtroppo il Covid ci ha fermati per diversi mesi, ma non vediamo l’ora di riprendere con le giornate di visita dei clienti, specialmente dei bambini, che si divertono tantissimo a fare il gelato. È una bella esperienza per loro e le loro famiglie e per noi è un importante momento per farci conoscere, che serve a far capire che Fatamorgana è sempre la stessa gelateria artigianale dei primi tempi. Solo un po’ più in grande.

Dalla Corte a Host, uno stand con tante novità

Macchina espresso Icon di Dalla Corte
Macchina espresso Icon di Dalla Corte
Nel ventesimo anno dalla fondazione, l’Azienda milanese presenta la macchina espresso Icon, il macinacaffè Edge e le limited edition Anniversary di Zero

Ricorrono quest’anno i vent’anni dalla sua fondazione e Dalla Corte dimostra la sua grande vitalità con un nuovo lancio, che segue di poco le due versioni nell’edizione limitata Anniversary della macchina espresso Zero. Ora sono protagoniste la macchina espresso Icon e il nuovo macinacaffè Edge, con cui l’Azienda vuole ampliare il proprio raggio d’azione rivolgendosi a bar e caffetterie specialty, hotel e ristoranti, nonché alle piccole attività e al segmento casalingo.

Il design Di Icon è stato curato  da Emo Design Studio, che ha già realizzato altri progetti come la macchina Zero e che l’ha dotata di linee leggere e tagli geometrici per i pannelli laterali, formati da un unico guscio di acciaio inossidabile. Quello posteriore dà spazio alla personalizzazione grazie a un ampio range di colori Ral e alla possibilità di scegliere i materiali. Make Your Coffee Iconic ovvero Rendi il tuo caffè iconico, è lo slogan che accompagna la nuova macchina che si presenta affidabile e in grado di erogare espressi perfetti e ripetibili nel tempo. Per questo è indicata nei locali con alti tassi di turnover e forti picchi di domanda durante la giornata, che mettono a dura prova la qualità in tazza e non solo. La tecnologia brevettata multiboiler permette di gestire individualmente e di impostare diverse temperature di estrazione per ogni gruppo, regolandole fino al decimo di grado.  È disponibile nelle versioni da 2 e 3 gruppi, che misurano rispettivamente (lxhxp) 730x510x525 e 940x510x525 mm.

Il macinacaffè Edge si presenta con dimensioni contenute (201x582x274 mm) ed è indicato per singole origini, miscele alternative, o per ambienti dagli spazi ridotti. Le caratteristiche peculiari sono il suo sistema steady lock grinder che assicura la distanza costante fra le macine piane da 64 mm, permettendo di conservare la granulometria impostata dal barista, e il nuovo display touch, che per la prima volta si trova su un macinino Dalla Corte. Come tutti i grinder dell’Azienda milanese mantiene in posizione il portafiltro, dando al barista la libertà di dedicarsi ad altro durante la macinatura.

Le novità si possono osservare e provare a Host al pad. 15 stand C53D50 dove, come sempre, un team di baristi esperti è presente per guidare i visitatori in sessioni di degustazione di miscele specialty: Danilo Lodi, giudice ufficiale World Coffee Events, Johnny Jeon trainer Dalla Corte, Simone Guidi de La Sosta Coffee, Francesca Kunzle e Matteo Di Lorenzo, entrambi baristi professionisti certificati Sca.

Baritalia 2021: scopri i dieci vincitori

Bargiornale Baritalia Milano Moebius FINALE_GAL8954 vincitori
©Riccardo Gallini/GRPhoto
Gran finale al Moebius di Milano per il laboratorio itinerante dedicato alla mixology, con la finalissima che ha decretato i vincitori di questa edizione di BaritaliaLab

Dopo un lungo viaggio che ha percorso la Penisola, da Sud a Nord, l’edizione 2020-2021 di Baritalia è giunta al suo epilogo. A ospitare il final show del laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale il Moebius, spazio multifunzionale di lusso in zona Stazione Centrale a Milano, dove sono stati tantissimi i bartender provenienti da tutta Italia che hanno preso parte all’appuntamento.

Pezzo forte della giornata la finalissima di BaritaliaLab, atto conclusivo dell’avvincente gara a colpi di cocktail, durata sei mesi, nella quale i professionisti del bancone, sotto le insegne delle aziende partner, si sono sfidati nella preparazione del drink più popolare e richiesto al mondo, il FAI TU! Il cocktail pensato su misura, cucito come un abito, sui gusti del cliente, scelto come tema di questa edizione. A contendersi la vittoria nella finale i bartender selezionati nelle tappe di Firenze, Cagliari, Palermo, Reggio Calabria, Torino e Milano di Baritalia.

Ad aggiudicarsi la gara, e quindi il primo posto in assoluto, è stato Paolo Vernuccio del team Red Bull. Secondo classificato Riccardo Di Dio Masa del team Campari Academy, mentre a salire sul terzo del podio è stato Emilio Rocchino del team Caffo.

Altro premio assegnato la Menzione Speciale miglior Storytelling andata a Marco Marini della squadra Nonino.

Premiati anche i primi classificati per ogni team in gara. Ecco i loro nomi: Emilio Rocchino per Caffo, Riccardo Di Dio Masa per Campari Academy, Angelo La Guardia per Coca-Cola Hbc Italia, Marco Manca per Compagnia dei Caraibi, Patrick Ziliotti per Gamondi, Gian Maria Ciardulli per Molinari, Marco Fabbri per Nonino, Paolo Vernuccio per Red Bull.

A decretare i vincitori una super giuria composta da alcuni dei più noti titolari e bartender di Milano: Jonathan Abarbanel, Flavio Angiolillo, Luca Angeli, Francesco Cione, Tommaso Cecca, Yuri Gelmini, Alessandro Melis, Edoardo Nono, Teo Rizzolo e Maurizio Stocchetto.

Ma il final show non è stata solo una giornata di sfide. Altro piatto forte del menu il Baritalia Speed Date, una nuova iniziativa ideata da Bargiornale che ha dato a chi ha preso parte all’appuntamento la possibilità di incontrare a tu per tu 20 tra i personaggi più influenti della mixology milanese: un’occasione di cofromto, ma pensata anche per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nella bar industry.

I finalisti di BaritaliaLab e i vincitori per ogni squadra (e i coach)

Caffo

Fabrizio Tacchi (coach)
Valerio Cutellè
Daniele Melani
Emilio Rocchino (3° classificato assoluto)

Campari Academy

Luca Casale (coach)
Riccardo Di Dio Masa (2° classificato assoluto)
Francesco Drago
Adriana Firicano
Davide Pelacani
Manuel Pileri
Carlo Alberto Sardano

Coca-Cola Hbc Italia

Carlo Vallarino Gancia (coach)
Pier Mario Baule
Christian Costantino
Samuel Immovilli
Angelo Laguardia
Sarah Nardi
Elisabetta Vita

Compagnia dei Caraibi

Filippo Sisti (coach)
Angelo D’Arrigo
Jonathan Bergamasco
Elena Rossi
Federico Graziani
Marco Manca
Paola Zaminga

Gamondi

Giorgio Facchinetti (coach)
Elio Casley
Patrick Ziliotti

Molinari

Davide Barbieri
Simone Berlino
Chiara Brunamonti
Gian Maria Ciardulli
Biagio Gennaro
Simone Obino

Nonino

Marco Marini
Stefano Marongiu
Marco Fabbri
Roberta Farigu

Red Bull

Terry Monroe (coach)
Ester Badami
Pasquale Borghero
Luca Di Giuseppe
Filippo Ghizzi
Giuseppe Porco
Paolo Vernuccio (1° classificato assoluto)

Baritalia Tour: i grandi bar di Torino

Aspettando la prossima tappa, in programma il 20 settembre 2021, Baritalia ha incontrato solo il meglio dei bar e dei bartender della "Torino miscelata"

Che Torino miscelata troveremo nel 2021? Meglio non azzardare previsioni in questo periodo. Di certo negli ultimi anni la scena torinese si è distinta per un incessante tintinnio di shaker. C’è la vocazione storica: basti pensare al Vermouth, autentico orgoglio local conosciuto in tutto il mondo. C’è la presenza di indiscussi professionisti del settore. C’è il tessuto urbano da quasi 900.000 abitanti, quarta città italiana per popolazione. Ci sono infine spazi estesi - leggi piazze - che l’impronta topografica concede con ampio respiro, e che in epoca Covid-19 rappresentano uno sfogo salvifico.

Torino sarà protagonista della 5a tappa di Baritalia, in programma il 20 settembre 2021.

MANDA LA TUA RICETTA PER CANDIDARTI
ALLA TAPPA DI BARITALIA DI TORINO

Lo hanno dimostrato gli ultimi mesi, quelli intercorsi tra una chiusura e l’altra, quando le grandi piazze cittadine sono divenute sbocchi naturali per i locali che vi si affacciano. In alcuni casi pure i controviali - che solo i torinesi sanno percorrere in auto con naturalezza - sono stati sottratti al loro compito di mobilità e parcheggio, per divenire estensioni d’asfalto per sedie e tavolini.

Immaginiamoci dunque di vivere un cocktail safari lungo le rotte del bere miscelato, buono per catturare l’anima notturna di Torino. Da dove partire? I dintorni di una stazione sono sempre un valido start. Attorno a Porta Nuova non mancano le opportunità, visto che san Salvario è uno dei quartieri (se non “il”) della nightlife torinese. Iniziamo dal Dash Kitchen (nella foto), la cui impronta industriale disegnata dal cemento e dai mattoni ha il fascino dei locali di tendenza delle grandi metropoli. La formula “birra, padellino e Gin Tonic” si declina in un ristorante contemporaneo, dove ogni piatto trova la giusta birra d’accompagnamento, ma anche una selezione di drink pop e ricercata allo stesso tempo. Tre anime che s’intersecano perfettamente.

In via Baretti (nomen omen, ma in realtà la via è dedicata a un letterato settecentesco), incontriamo invece il D.one, creatura di Simone Nervo e Vanessa Vialardi, che in quasi quattro anni di vita è diventato un punto di riferimento in San Salvario. Merito della sua atmosfera, ma soprattutto di una carta cocktail che coniuga pensiero e gusto, e che trova accompagnamento in una proposta food mai banale. Le sue drink list? Piccoli cult, anche sotto il profilo grafico. Non lontano, in Corso Vittorio Emanuele II, si incontra El Tiki, inaugurato nell’estate 2020: un locale che a Torino mancava, con la sua anima Tiki e le sue tapas, dove l’esperienza è all’insegna del divertimento. La cucina fusion spazia tra sushi e impronta nikkei, mentre la carta dei cocktail è chiaramente innervata da contaminazioni caraibiche. Insomma, un luogo d’evasione, una piccola “macchina del viaggio”, che tanto è piaciuta ai torinesi (di questi tempi, non poteva essere altrimenti). Usciti da El Tiki la città chiama verso il Parco del Valentino e il grande fiume, il Po. Attraversato Ponte Umberto I, si arriva in Crimea, quartiere che ha salutato nell’estate 2020, l’inaugurazione del Tatabui, bistrot e cocktail bar raffinato, ai piedi della collina, dove trovano spazio una cucina internazionale, una valida selezione di birra alla spina e i cocktail firmati da Antonio Masi e Luana Bosello. Stesso lato del Po, poco più in su, ecco il Barz8. Lo “storico” Barz8, che dal 2010 accoglie i confidenti della notte (tra cui molti artisti e musicisti) con la formula messa a punto da Salvatore Romano e Luigi Iula: nessuna cocktail list, ma una costruzione sartoriale del drink, oggi resa possibile da un mazzo di carte da scopa con il quale giocare con basi alcoliche, tipologie di gusti e caratteristiche dei cocktail. Riattraversiamo il Po per approdare in piazza Vittorio Veneto. Eccoci in uno dei salotti della città, capace di ospitare nelle serate affollate migliaia di giovani.

Tra i locali più frequentati c’è senz’altro La Drogheria, un’istituzione dal 2002 che sa fondere cocktail, arte e intrattenimento in uno spazio originale caratterizzato da arredi vintage, oggetti ricercati e il brulicante dehors. Dietro il bancone la squadra è super affiatata, ma di certo non può mancare una citazione per la magnetica Carola Abrate. A fianco, dal 2019, c’è anche il Bazar, rivendita al dettaglio di spirits (e molto altro). Nella stessa piazza troviamo il NAt Cocktail House del dynamic duo Emanuele Russo e Patrick Piazza. Qui l’esperienza è sempre divertente, fin dal primo straniante approccio, quando a colpire è la straordinaria diseguaglianza tra dentro e fuori: 6 posti all’interno, 200 all’esterno. I clienti fissi del NAt sono tantissimi, accalappiati da una proposta mai banale fatta di “coccole alcoliche”.

Da una piazza all’altra: piazza Carlo Emanuele II, il più delle volte conosciuta dai torinesi come piazza Carlina. Qui s’affaccia un locale d’impronta meno torinese, ma dal mood più internazionale, guidato da Giorgio Lupi. È il Centràl Cocktails & Spirits: ambiente intrigante da cocktail club londinese, bottigliera imponente (con tanto spazio al whisky) e una cocktail list che trasuda laboratorio e studio.

È ora di andare alla scoperta del Quadrilatero, il salotto della città, buono per tirare tardi e divertirsi. Prima un salto a La Santa in via Stampatori, lounge bar decisamente raffinato, che fa innamorare chiunque col suo lungo bancone (e una bottigliera dietro che sa il fatto suo). Poi in via Tasso c’è ancora chi si ricorda Livio Buscaglia, un maestro dell’arte Tiki dopo la folgorazione sulla via di Jeff “Beachbum” Berry. Giramondo e giralocali, non smette mai di portare la cultura Tiki a Torino e dintorni, con serate, didattica e collaborazioni. In pieno Quadrilatero, un gran lavoro lo fa l’Inside. A condurlo Marcello Malandra, mentre il bancone è il regno di Marco “Rich” Riccetti. Nato come cocktail bar nel 2012, ha raddoppiato con un ristorante a fianco. Stessa proprietà per il KM5, e bisogna fare davvero poca strada per raggiungerlo. È uno dei locali più famosi in città per l’apericena, luogo da dj set e musica dal vivo, frequentato da una clientela più giovane. Dietro il banco si alternano Riccardo Rebesan ed Elettra Rizzotti, ma è un bar aperto dall’alba alla notte.

Praticamente a fianco, uno dei locali più originali d’Italia: è la Casa del Demone, in stile demoniaco (d’altronde, proprio di fronte c’è la Chiesa di San Domenico, per secoli centro dell’Inquisizione torinese), che fa dell’esperienza alternativa la sua bandiera. Ma bisogna prenderlo sul serio, come dimostrano le oltre 1.000 referenze di distillati e la cura nella proposta della carne (ingrediente forte oltreché unico in menu). La miscelazione, curata da Manuel Montalbano, percorre due binari: drink appariscenti, che giocano sul lato horror, dall’altra grandi classici, rivisitati. Il giro tra i cocktail bar è finito.

Ma i professionisti hanno ancora da fare qualche passo. Per andare prima da Marco Giuridio, che con Evho Torino dispensa una formazione professionale dedicata al bartending di altissimo livello. E poi da Dennis Zoppi, che non ha bisogno di presentazioni. Il suo ultimo progetto? Una microdistilleria urbana che proprio in questi giorni sta lanciando sul mercato i suoi primi prodotti: gin, vodka, liquori e un sochu che, farà parlare di sé. Il suo nome? Cipango, il nome che Marco Polo diede al Giappone.

Dietro le quinte di Panettone Day 2021

Sotto la lente i panettoni dei sette vincitori della nona edizione del concorso, dedicato al dolce simbolo italiano

Milano. Qualità degli ingredienti, innanzi tutto. Ma anche grande attenzione a ogni particolare della lavorazione, dalla lievitazione alla temperatura del laboratorio, dalla distribuzione della frutta, a quella degli alveoli dell’impasto, fino alla meticolosa pulizia del forno. Alla finale della 9a edizione di Panettone Day, che si è tenuta nella sala Mengoni del ristorante Cracco (Mi), sono stati i dettagli a fare la differenza, in una competizione caratterizzata dal livello molto alto degli elaborati in gara. 25 i finalisti a contendersi il titolo di migliore panettone artigianale Tradizionale, con cioccolato Ruby o Creativo dolce, scelti fra quelli di 175 candidati per un totale 326 panettoni inviati al concorso. «Le selezioni sono state impegnative e i panettoni sono stati valutati per aspetto, colore e ovviamente per la loro bontà, l’aspetto più importante» dice Iginio Massari, presidente della giuria, di cui facevano parte anche il “padrone di casa” Carlo Cracco e il suo executive pastry chef Marco Pedron, Vittorio Santoro (direttore di CastAlimenti) e Gianluca Prete (pasticcere della pasticceria Fumagalli di Lurago d’Erba, vincitore della scorsa edizione).

Iginio Massari: «Il livello della sfida cresce»

A conquistare il primo premio nella categoria Tradizionale, il giovane Alessio Rannisi della pasticceria La Siciliana dal 1956 a Milano; Alessandro Luccero della Pasticceria Dolce Stil Novo a Cassino (Fr) per la categoria panettone al cioccolato Ruby; Domenico Napoleone della Pasticceria Napoleone a Rieti per la categoria panettone Creativo dolce. «Dalla prima edizione le degustazioni migliorano anno per anno - dice Massari - anche se abbiamo visto ancora dei difetti, per esempio alcune coperture al cioccolato non ben temperate e qualche panettone cotto in un forno non ben pulito. Ma il livello cresce e questo non può che far bene al prodotto, che vive un ottimo momento». A dimostrarlo, i numeri snocciolati da Pier Luigi de Min, sales Director di Braims, main sponsor dell’evento: arriva a 27mila tonnellate il mercato complessivo del panettone, ma lo scorso anno quello artigianale ha superato per valore quello industriale, anche se a volume la quota è ancora al 22%, il che significa per gli artigiani avere a disposizione ancora margini di mercato da conquistare. Anche Marco Pedron concorda: «Bisogna badare a tutti gli aspetti tecnici, in particolare le glassature (alcune non erano ideali) e la shelf life (alcuni panettoni erano un po’ asciutti). Ciò detto abbiamo assaggiato degli ottimi prodotti». Di cui vi raccontiamo qualche dettaglio per la voce dei rispettivi autori. Alessio Rannisi Pasticceria La Siciliana dal 1956, Milano - 1° classificato panettone tradizionale «Confesso che è solo da tre anni che mi sono immerso nel mondo dei grandi lievitati, che però mi ha coinvolto moltissimo e oggi mi ha dato questa grande soddisfazione. Per produrre il mio panettone ho usato i migliori ingredienti e ho cercato di migliorarli ulteriormente. Ad esempio ho scelto un’uvetta australiana 6 corone, che ho messo in ammollo in acqua e zucchero per conferire ulteriore morbidezza e gusto. Con criteri analoghi ho analizzato ogni singolo ingrediente prima ancora di utilizzarlo nel panettone. La ricetta finale l’abbiamo modificata varie volte, fino allo scorso giugno, quando abbiamo messo a punto quella che mi soddisfaceva. Sono convinto che serva tecnica, ma anche tanta passione per arrivare a buoni risultati, il che per me ha significato molte prove fino ad arrivare al risultato attuale». Alessandro Luccero, Pasticceria Dolce Stil Novo, Cassino (Fr) - 1° classificato panettone al cioccolato Ruby «È stato impegnativo riuscire a trovare un buon equilibrio tra l’impasto del panettone, il cioccolato Ruby - che ho inserito all’interno e usato anche nella glassatura - le mele alla cannella e le bacche di goji che caratterizzano il mio prodotto. L’abbinamento mi piaceva molto, è una ricetta ricca di fantasia, ma una volta avuta l’idea era fondamentale armonizzare l’acidità e dolcezza degli ingredienti chiave, cosa che ha richiesto vari test. Un trofeo che avalla la nostra qualità e che metterò a frutto per promuovere i nostri prodotti sia nel punto vendita che sui nostri social». Domenico Napoleone, Pasticceria Napoleone, Rieti - 1° classificato panettone creativo   «Non sono nuovo a questa competizione, sempre appassionante. Per il mio panettone creativo ho usato cioccolato al caramello, cioccolato fondente e aromatizzato l’impasto con anice. Prima di decidermi ho fatto un’analisi di quello che già era stato proposto per questa categoria, l’anice per l’appunto. Utilizzarla era una vera e propria sfida: conferisce al panettone un profumo delicato ma allo stesso tempo ben identificabile e lascia il palato “pulito”, pronto per un secondo assaggio. Saper fare un buon panettone deve essere una competenza acquisita, ma lo studio del mercato è comunque un aspetto importante per ogni prodotto nuovo da lanciare. Io ho cominciato a prepararlo e farlo assaggiare in negozio già dallo scorso maggio e ho visto riscontri positivi; per fortuna anche la giuria è stata d’accordo con i miei clienti». Pasquale D'Avanzo, Pasticceria La bottega del Dolce, Cicciano (Na) - 2° classificato panettone tradizionale «Produco il panettone fin dagli anni ’90, ma essendo sempre il primo critico di me stesso cerco di continuo di migliorarne la ricetta. Per questa sfida ho puntato su ingredienti di alta qualità e allo stesso tempo apportato qualche modifica all’impasto, rendendolo più “ricco” con il 40% di burro, il 30% di tuorli e il 20% di acqua in più. Inoltre ho utilizzato zucchero di uva e miele e Mate Pro Fermenti che aiutano a dare una maggiore digeribilità al prodotto. Il risultato finale era un panettone di grande morbidezza e dal gusto intenso». Giacomo Palma, Pasticceria Estro e Dolcezze, Tricase (Le) - 3° classificato panettone tradizionale «Va da sé che la base imprescindibile sono gli ingredienti, che devono essere di alto livello, ma questo non basta ancora. Il mio è un panettone dalla lievitazione molto lenta che è stato cotto a una temperatura leggermente più bassa del solito in un forno rotor, per consentire il massimo sviluppo della lievitazione. Ho lavorato molto sugli aromi del panettone: al burro ho aggiunto la bacca di vaniglia e poi la frutta e gli agrumi sono stati messi in infusione in questo burro aromatizzato e lasciati a riposare nel preimpasto per una notte nella cella di lievitazione, in modo che la massa avesse il tempo necessario per assorbire tutti gli aromi». Gennaro Cavallaccio, Panificio Cavallaccio, Trentola Ducenta (Ce) - 4° classificato panettone tradizionale «Provare e riprovare, essere esigenti e non avere paura di dedicare il proprio tempo e ingredienti, se ci si crede. Personalmente ci ho lavorato parecchio, rivedendo e riprovando la ricetta almeno 4 o 5 volte con varie infornate; bisogna considerare a ciascuna infornata si mettono in lavorazione almeno una quindicina di panettoni, perché altrimenti non si ottiene un risultato veritiero. Quindi un impegno di tempo e risorse. Ma nulla va sprecato: ogni volta che si fanno queste prove si offrono assaggi alla clientela, sia per avere un riscontro immediato sulla ricetta, sia per gratificare e fidelizzare le persone». Roberto De Martino, Pasticceria l'Orangeria, Bergamo - 5° classificato panettone tradizionale «Curare ogni dettaglio è fondamentale. In particolare l’aspetto della cottura e della temperatura del forno vanno gestite con grande attenzione. Per questo mi è stato di grande aiuto l’uso di una sonda di temperatura di ultima generazione, che ha permesso di verificare con precisione la temperatura al cuore del prodotto. Fra gli ingredienti, ho scelto di usare agrumi di origine biologica, sia per l’aspetto della sostenibilità agricola, sia perché ho trovato che le arance e i limoni che ho usato abbiano degli aromi davvero formidabili, che si trasmettono al panettone e lo rendono particolare».

Baritalia a Milano: scelti gli ultimi otto finalisti

Bargiornale Baritalia Mialno Moebius_GAL7976
Moebius è stato la location della finale italiana di Baritalia by Bargiornale edizione 2021
È andata in scena a Milano la sesta tappa del laboratorio itinerante dedicato alla mixology. Ecco i nomi dei bartender che hanno staccato il pass per la finalissima domani 19 ottobre al Moebius

È andata in scena al Moebius di Milano la sesta tappa di Baritalia, il laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale. Tappa che ha visto la presenza di numerosi bartender provenienti da tutta la Penisola per prendere parte al programma di sfide, approfondimenti e seminari sul tema cocktail previsto da menu della giornata.

Tra i momenti clou Baritalia Lab, l’avvincente gara di miscelazione nella quale i professionisti del bancone, sotto le insegne delle aziende partner, si sono sfidati nella preparazione del drink più popolare e richiesto al mondo, il FAI TU! Il cocktail pensato su misura, cucito come un abito, sui gusti del cliente.

La gara si è svolta in due sessioni che hanno decretato gli ultimi otto finalisti che si sono aggiudicati un posto per la finalissima in programma domani 19 ottobre, sempre a Milano e sempre al Moebius.

Ecco i loro nomi: Daniele Melani (Caffo), Davide Pelacani (Campari Academy), Samuel Immovilli (Coca-Cola Hbc Italia), Elena Rossi (Compagnia dei Caraibi), Patrick Ziliotti (Gamondi), Chiara Brunamonti (Molinari), Stefano Marongiu (Nonino) e Filippo Ghizzi (Red Bull).

A giudicare le loro prove una giuria composta dai giudici delle aziende partner e dai bartender di alcuni dei migliori locali della città, che si sono alternati nel ruolo di giudici di onore: Luca Ardito, Lucian Bucur, Domenico Carella, Benjamin Cavagna, Dario Comini, Agostino Galli, Patrick Greco, Luca Hu, Christian Lodi, Luca Marcellin, Guglielmo Miriello, Terry Monroe, Ivan Patruno, Corey Squarzoni e Bruno Vanzan.

Altro momento clou dell’evento, presentato e condotto da Stefano Nincevich, responsabile iniziative speciali di Bargiornale, i Boot Camp, i seminari gratuiti dedicati alle tecniche di miscelazione, condotti da esperti del settore per conto degli sponsor.

Un programma ricchissimo aperto dalla masterclass di Marco Fedele su Mount Gay, il rum di Barbados (a cura di Molinari), alla quale è seguita da quella di Alessandro Melis sulla Snow Leopard Vodka (a cura di Coca-Cola Hbc Italia), quindi l’incontro con Fabrizio Tacchi sul bitter all’uso d’Hollanda (a cura di Caffo) e con Francesca Bardelli Nonino sull’Amaro Nonino (a cura di Nonino).

Il programma di incontri è ripreso nel pomeriggio con le masterclass di Edoardo Banfi sugli easy mix e i cocktail low alcool (a cura di Campari Academy), di Christian Olivari sulle declinazioni dell’aperitivo artigianale secondo Gamondi (a cura di Gamondi), e poi, ancora, di Terry Monroe sulla gamma Organics di Red Bull (a cura di Red Bull), e di Francesco Serra su Gin Canaïma, il gin dell’Amazzonia (a cura di Compagnia dei Caraibi).

I finalisti della tappa di Milano e i vincitori per ogni squadra

Caffo

Marco Avanzini
Domenico Di Fede
Daniele Melani

Campari Academy

Davide Pelacani
Eros Ursomando
Elia Zanasca

Coca-Cola Hbc Italia

Samuel Immovilli
Mattia Palozzi
Renato Pinfildi

Compagnia dei Caraibi

Simone Caltabiano
Carlos Leva
Elena Rossi

Gamondi

Alessandro De Mari
Elisa Spinoni
Patrick Ziliotti

Molinari

Chiara Brunamonti
Francesco Calvi
Lorenzo Pastrello

Nonino

Ganluca Franzoso
Stefano Marongiu
Fabrizio Molteni

Red Bull

Ivan Capasso
Daniel Comotti
Filippo Ghizzi         

Il final show di Baritalia

L’edizione 2020-2021 di Baritalia si chiude domani 19 ottobre a Milano, al Moebius con il final show: un grande appuntamento che propone nel programma la finalissima di BaritaliaLab e il Baritalia Speed Date: la possibilità di incontrare a tu per tu 20 tra i personaggi più influenti della mixology milanese, per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nella bar industry (leggi Baritalia: al final show di martedì 19 ottobre Speed date con 20 tra i migliori professionisti del bartending di Milano).

Iginio Massari, i dolci speciali per i 50 anni di attività

Iginio Massari e moglie
Un cremino alla nocciola ricoperto e un grande lievitato arricchito da caramello, cioccolato e mandarino candito celebrano una data importante
Era il 18 ottobre 1971 quando Iginio Massari e sua moglie Marì aprivano la loro prima pasticceria a Brescia. L'attività del decano dei pasticceri italiani compie dunque 50 anni e oggi è diventata un brand dalle dimensioni molto più importanti, Iginio Massari Alta Pasticceria.

I nuovi negozi e il brand di alta pasticceria

I dolci del Maestro dei maestri hanno fatto parecchia strada: all'originale Pasticceria Veneto, a Brescia, si sono aggiunti i negozi di Milano, Torino e Verona, oltre ai pop up store aperti nelle principali stazioni ferroviarie e all'e-commerce. Parallelamente, è cresciuta la visibilità del marchio e il nome Massari è diventato sinonimo della pasticceria italiana di alta gamma.

Il Panettone e il Lingotto per celebrare i 50 anni

I 50 anni sono un traguardo importantissimo e il team di Massari, con in testa la figlia Debora e il figlio Nicola, ha voluto rendere omaggio a questa lunga storia di ricerca e innovazione, studiando e realizzando, insieme al Maestro, dei dolci che celebrassero degnamente il passaggio storico. Sono il Lingotto - un dolce sofisticato che richiede una lavorazione lunga e complessa - e il Panettone 50esimo Anniversario.
Il Lingotto è un gustosa camicia di cioccolato fondente che racchiude un ripieno di cremino alla nocciola, impreziosito da paillette di cereali e da nocciole del Piemonte IGP.
Si è andati alla ricerca di una combinazione di consistenze, bilanciata per ottenere un prodotto degno della celebrazione dorata. Il dolce è acquistabile sullo shop online e in tutte le pasticcerie Massari, ed è in edizione limitata, disponibile fino ad esaurimento.
Il Panettone speciale per il 50esimo anniversario mantiene l'impasto tradizionale del grande lievitato firmato Massari, ma è arricchito da note di caramello e impreziosito da pepite di cioccolato al caramello e cubetti di mandarino candito. Il dolce è ricoperto da una glassa realizzata con mandorle e albume, che dona una doratura al lievitato. Da domani, 19 ottobre, il panettone sarà disponibile nelle pasticcerie, mentre si può acquistare o prenotare sul portale e-commerce.

Da Gocce di Cioccolato si investe sulla roastery

Viennoiserie, pane con lievito madre, espressi e specialty. Così la pasticceria torinese si differenzia e specializza
TORINO. Due gocce al cui interno si trovano due cherubini sono il cuore del logo di Gocce di Cioccolato, pasticceria e torrefazione torinese. Le due piccole figure rappresentano i fondatori: Ivano Baiunco e Maurizio Galiano. Il primo ha frequentato l’Istituto Arte Bianca e si dedica alla pasticceria con passione. Ogni mattina sforna brioches, paste fresche e secche della tradizione piemontese, torte farcite e non, paste lievitate utilizzando un lievito madre che coltiva dal 2004. Da qualche mese ha dato il via anche alla produzione di pane con lievito madre: pagnotte da 1 kg che vantano 20 ore di lievitazione. Maurizio Galiano invece si occupa della roastery e della caffetteria, un cammino iniziato nel 2009 con una delle prime tostatrici e letto fluido di Selmi da 2 chili. «Mi sono fatto le ossa - dice - finché ho creato la prima miscela, un 80% Arabica e 20% Robusta. Tre anni dopo ho creato due blend 100% Arabica e procedevo per tentativi: non c’erano scuole, al più ricevevo qualche informazione telefonica dal crudista». Nel 2015 incontra Andrej Godina e segue numerosi corsi Sca che gli permettono di conoscere a fondo il caffè, la tostatura, l’assaggio, l’estrazione. L’anno successivo è pronto per il grande salto: acquista una tostatrice Probat da 5 chili. «Con questa macchina ho compreso l’importanza di poter monitorare la curva di tostatura e determinare il livello aromatico del caffè tostato - prosegue Galiano -. Ho cominciato ad acquistare microlotti e negli anni ho tolto il blend dal sapore più deciso per tenere quello che ho chiamato Fuoco 1,5 (il numero si riferisce al livello di caffeina), composto da caffè provenienti uno dall’Honduras e due dal Brasile (un naturale e un semilavato). A questo ho affiancato dei caffè di piantagione prodotti in piccole quantità e tracciabili, di cui conosco la farm, il contadino che gestisce la piantagione, le altitudini, le varietà botaniche, la lavorazione. La narrazione che accompagna l’estrazione, (che realizzo con una M100 Dosatron de La Cimbali) interessa la maggior parte dei clienti, che si mostrano sensibili a tutta la filiera».

Tazze delicate con estrazioni a filtro

Gli ospiti hanno mostrato di gradire anche le estrazioni a filtro, ottenute da caffè provenienti dai Paesi africani, dall’acidità gradevole e buona complessità. «Purtroppo negli ultimi tempi i consumi sono molto calati - osserva Galiano -, ma quando può sedersi e gustarli con tranquillità il cliente li gradisce. Certo, sono preparazioni che richiedono tempo nella preparazione e nel racconto, ma se ben “cullato” in fase di realizzazione e di servizio il cliente ne è soddisfatto. Si tratta di tazze alquanto delicate, alle quali si abbina al meglio la nostra croissanterie: hanno un gusto piacevole e leggero che permette di cogliere al meglio gli aromi del caffè e di alternarli durante la consumazione. Il mio consiglio è sempre di cominciare con un sorso della bevanda per proseguire con il dolce. È indicata anche la pasticceria secca, ad esempio i biscotti tipici del Piemonte come le lingue di gatto. Sconsiglio invece la pasticceria fresca, spesso a base di creme o marmellate che hanno un’intensità molto elevata e persistente che rischia di coprire gli aromi del caffè».

L’intervista a Maurizio Galliano

Maurizio Galiano, fra caffè e dolci qual è l’offerta che più richiama la clientela? Non c’è una parte prevalente, ma una grande sinergia, perché in entrambi i settori la qualità è molto alta. Chi viene a colazione sa di poter gustare croissant e brioche eccellenti e un cappuccino o un espresso che lasciano in bocca un piacevole retrogusto. Ci sono periodi come quello estivo in cui è il caffè che sostiene la pasticceria, mentre lo scorso dicembre ho dovuto trascurare un po’ la torrefazione per dare una mano al banco. C’è chi non rinuncia al dolce e poi si fa catturare dall’aroma del caffè e chi non sa rinunciare a quest’ultimo e non può non gustare almeno una pasta. Saper raccontare tutta la filiera del caffè al cliente dà una marcia in più? Insieme a un gruppo di soci internazionali io e Ivano abbiamo acquistato una piantagione di 45 ettari situata nella valle di Las Capucas nell’Honduras occidentale. Posso dire che quando a un buon caffè si unisce la sostenibilità della filiera si dà un senso maggiore al proprio lavoro e più valore (etico ed economico) al prodotto. Il cliente segue con attenzione il racconto del viaggio, spiegazioni sulla botanica, sulla raccolta, sulle diverse fasi della lavorazione che gli fanno scoprire un mondo che ignorava e per il quale è disposto a spendere di più. Non ho mai avuto un cliente che si sia lamentato del prezzo della tazzina (1,10 euro il blend, 1,30 l’Honduras, ndr) che personalmente reputo ancora basso. Ma il nostro locale è in periferia, devo procedere con cautela.

Gelato: ogni gusto alla temperatura giusta con il Pozzetto autonomo a incasso

gelato Pozzetto autonomo a incasso 1
Efficace, modulare, la tecnologia sviluppata da CCF permette di realizzare banchi a pozzetto che si adattano a ogni spazio, permettendo, in più, di conservare ogni gusto alla giusta temperatura

L’uso del banco a pozzetto per la conservazione del gelato è sempre più diffuso, sia per la sua storia, che rimanda alle origini dei gelatieri artigiani, indice di prodotto di alta qualità, sia per la buona conservazione del gelato che garantisce. CCF, specializzata nella produzione di attrezzature per la produzione, conservazione ed esposizione del gelato, ha semplificato la costruzione di questo caratteristico banco, migliorandone in più la qualità di conservazione del prodotto, applicando una tecnologia semplice ma efficace: il Pozzetto autonomo a incasso (PAI).

Semplice, economico efficace

Costruito artigianalmente nella sede di Torino dell'azienda, ogni PAI è dotato di un proprio impianto di refrigerazione che congela direttamente la camera dove alloggiano le carapine, evitando così di congelare e mantenere congelata una massa enorme di acciaio, ferro, legno e glicole. Ma non solo, perché in questo modo si ottengono due vantaggi fondamentali per assicurare la conservazione ottimale del gelato: la possibilità di regolare la temperatura in ogni gusto e il mantenimento costante della temperatura desiderata senza oscillazioni. Caratteristiche uniche della soluzione sviluppata da CCF che permettono di mantenere asciutto e perfettamente spatolabile qualsiasi gusto, anche quelli a basso tenore di zuccheri o alcolici.

Caratteristiche tecniche

Ogni PAI è dotato di un termostato digitale per la regolazione della temperatura, ospita carapine antirotazione, carapine semplici e mini-carapine (200 mm di diametro x 250 o 125 mm di altezza) e garantisce una temperatura fino a -20 °C anche con 30° C in ambiente. Il tutto con consumi minimi (1,2 kW/24h) e senza differenza di temperatura tra la carapina superiore e inferiore.

Ma le proprietà del sistema non finiscono qui. Ecologico, il gruppo refrigerante a condensazione ad aria utilizza il gas amico dell’ambiente R600, l’impianto non richiede nessuna manutenzione, è garantito per 5 anni e in caso di guasto l’azienda provvede celermente a inviare un nuovo PAI in sostituzione. Silenzioso come il frigo di casa (3 db), migliora anche la visibilità del prodotto, rispetto a un tradizionale banco a pozzetti.

Per ogni ambiente e tipologia di locale

Tecnologica ed efficiente, la soluzione firmata CCF permette di realizzare facilmente banchi gelato di qualsiasi forma, adattandola a ogni esigenza di spazio e di design del locale, risparmiando denaro, tempo e fatica, o postazioni mobili. Grazie alla sua modularità, il sistema può essere inserito in qualsiasi tipo di banco o contesto esistente e si possono creare infinite combinazioni, realizzando il proprio banco su misura. In questo modo si riesce a sfruttare anche il più piccolo spazio non utilizzato all’interno del locale per creare una postazione gelato che consente di offrire un prodotto di alta qualità.

CLICCA QUI PER RICHIEDERE UNA PROVA GRATUITA
O AVERE MAGGIORI INFO

Costadoro, idee giovani e qualità senza compromessi

Costadoro Social Coffee alle Officine S di Torino
Costadoro Social Coffee alle Officine S di Torino
Il mondo del bar deve cambiare e alzare l’asticella della qualità dei prodotti e del servizio. Federica Trombetta illustra la visione e le soluzioni della Torrefazione torinese

Sono cambiate molte abitudini dei consumatori: con l’arrivo dello smart working gran parte di chi faceva colazione o pranzava al bar, ora lo fa a casa. Lo scenario del mercato horeca, inoltre, mostra segnali di ripresa, ma non è ancora ai livelli del 2019, dunque ci vorrà tempo per tornare in positivo anche perché molti locali hanno chiuso e non riapriranno più (circa il 20%). A questo scenario Costadoro risponde diversificando, puntando sulla qualità, l’ambente e i giovani. È infatti Federica Trombetta, responsabile marketing e rappresentante della quarta generazione della famiglia insieme ai cugini Carlotta e Umberto e a Gianlorenzo Beccuti, a indicare le vie d’uscita individuate dalla torrefazione torinese. «Tutti noi riteniamo che l’intero sistema debba puntare sui giovani, che grazie alla forza e all’entusiasmo sapranno condurre il Paese e tutte le sue attività commerciali fuori dalla crisi - afferma -. Ma bisognerà crederci e investire per restare al passo coi tempi e con le nuove necessità. Nonostante una storia lunga 130 anni, Costadoro è un’azienda giovane e dinamica che grazie alla nostra energia unita all’esperienza di chi da anni guida l’azienda, si sta evolvendo in funzione dei cambiamenti del mercato». Negli ultimi anni la scelta è stata quella di puntare sulla qualità e su prodotti con un impatto positivo per l’ambiente. Di qui la linea RespecTo: biologica, Fairtrade e confezionata in imballi compostabili certificati Ok Compost.

L’esperienza legata al covid suggerisce importanti cambiamenti a chi opera nel mondo del caffè: «Ai baristi suggeriamo di essere ancora più professionali per fare la differenza nei confronti dei loro concorrenti attraverso la qualità, il servizio e non ultimo l’impatto ambientale, al quale la nuova generazione si mostra più sensibile - riprende Federica Trombetta -. Qualora non lo avessero ancora fatto, le torrefazioni dovranno ampliare il loro raggio d’azione: per quelle focalizzate esclusivamente sul settore professionale sarà importante aprirsi a quello domestico e all’online. È una questione di sopravvivenza sul mercato».

A differenza di altri Paesi europei (soprattutto quelli del Nord) e gli Stati Uniti dove sono preponderanti i locali a catena, in Italia è il singolo locale, spesso a conduzione familiare a rappresentare la quasi totalità del mercato. Con tutti i vantaggi (indipendenza, possibilità di esprimersi senza vincoli, personalizzazione dell’offerta) ma anche gli svantaggi di essere soli e di dovere prendere ogni decisione in autonomia, soprattutto ora che la concorrenza è sempre più aggressiva e la clientela più esigente. Costadoro ha avviato tre anni fa il progetto Social Coffee nel cuore di Torino e più di recente a Genova con locali di proprietà. Nel frattempo ha messo a punto il Progetto Franchising che ha visto l’apertura da poco del primo punto affiliato presso le Officine S di Torino; una seconda è prevista a Montecarlo. «Nel concept del Costadoro Social Coffee si fondono l'elevata qualità dell'offerta, in primis il caffè in tutte le sue possibili declinazioni, un design innovativo, e personale altamente qualificato - spiega Federica Trombetta -. Aprire uno store di questo tipo è sicuramente uno dei modi di anticipare le tendenze di mercato e posizionarsi in maniera innovativa e differente. Offriamo una consulenza completa, formazione compresa, che fa sì che il barista si ponga in modo nuovo e costruttivo con il cliente, dialogando con lui e spiegandogli le caratteristiche del caffè che gli sta proponendo. Vengono proposte le nuove metodologie di preparazione e consumo e si possono degustare le miscele biologiche, i monorigine e monorigine specialty nelle varie estrazioni dall'espresso al filtro, dal brew al drip coffee».

L’ultima novità si inserisce nel percorso Le eccellenze si incontrano ed è il frutto della collaborazione con Galup, che ha portato alla creazione del Panettone con gocce di cioccolato al latte e crema al caffè Costadoro. È un prodotto limited edition in cui la tradizionale ricetta dell’Azienda dolciaria di Pinerolo (TO) incontra l’aroma della miscela Arabica presente in gamma (100% arabica) della Torrefazione nel classico dolce natalizio caratterizzato da un sapore delicato e bilanciato. In vendita online, nei Costadoro Social Coffee Factory, nei migliori bar Costadoro e negli store Galup.

Barawards 2021: scopri tutti i locali finalisti

barawards 2021

Oltre 350 tra bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e hotel: sono i candidati all'edizione 2020 di Barawards, il premio all'ospitalità italiana d'eccellenza organizzato da Bargiornale, Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti. Dopo il voto dei nostri esperti, la rosa dei finalisti si è ristretta a poco più di 200 (massimo 30 per ognuna delle categorie in gara).

Scopri i loro nomi e il link per votare (si potrà votare fino al 7 novembre):

VAI ALLE VOTAZIONI

SCOPRI I PROFESSIONISTI IN FINALE

VOTA I FINALISTI DEL PREMIO INNOVAZIONE

BAR CAFFETTERIA DELL'ANNO

  • Bar Affori Specialty Coffee - Milano
  • Bar Vabres - Palermo
  • Cafe Gramsci - Brescia
  • Cafezal - Milano
  • Caffè dei Cavalieri Specialty Coffee - Pisa
  • Caffè dell'Arte Specialty Coffee - Cagliari
  • Caffetteria Marconi b.officina - Carpi (Mo)
  • Campana Bottega di Caffè Speciali - Pompei (Na)
  • Code Cafè - Trani (Bt)
  • Costadoro Social Coffee Factory - Torino
  • Donminzoni 54 - Wine spirits&coffee - Santarcangelo di Romagna (Fc)
  • Estratto - Brescia
  • Fax Factory - Roma
  • Filter Coffee Lab - Pisa
  • Forno Brisa - Bologna
  • Il Cafetero - Milano
  • Insolito Cafè - Siracusa
  • Kaffa - Street bar - Modica (Rg)
  • M10 Café - Lesmo (Mb)
  • Milano Roastery - Milano
  • Orso Caffè - Torino
  • Orsonero Coffee - Milano
  • Pasticceria Vannelli - Camucia (Ar)
  • Pergamino Caffè - Roma
  • Simbiosi Organic Cafè - Firenze
  • Taste Coffee & More - Treviso
  • Tazze Pazze Specialty Coffee & Caffetteria Gourmet - Genova
  • Torrefazione Cannaregio - Venezia
  • Tostato Specialty Coffees - Brescia
  • Vecchio Caffè - Giovinazzo (Ba)

VAI ALLE VOTAZIONI

BAR D'ALBERGO DELL'ANNO

  • Bar 700 - Paragon 700 - Ostuni (Br)
  • Bar Etrusco - Borgo La Chiaracia Resort & Spa - Castel Giorgio (Tr)
  • Bar Gabbiano - Belmond Hotel Cipriani - Venezia
  • Bar Il Falconiere - Fonteverde - San Casciano dei Bagni (Si)
  • Bar Il Loggiato - Belmond Hotel Caruso - Ravello (Sa)
  • Bellavista Cocktail Bar - Grand Hotel La Favorita - Sorrento (NA)
  • Bistrot La Piazza - Quellenhof Luxury Resort Lazise - Lazise (Vr)
  • Co.Mo Bar & Bistrot Mandarin Oriental - Mandarin Oriental Lago di Como - Blevio (Co)
  • Dry Martini Sorrento - Hotel Majestic Palace - Sant'Agnello (Na)
  • Igiea Terrazza Bar - Villa Igiea - Palermo
  • Lab Spagirico - Borgo Antico Orti - Assisi (Pg)
  • Londrabar - Hotel Londra Palace - Venezia
  • Lounge Bar - Montana Lodge & Spa - La Thuile (Ao)
  • Lumen Cocktails & Cuisine - The St. Regis Rome - Roma
  • Mandarin Bar & Bistro - Mandarin Oriental Milan - Milano
  • Picteau Bistrot & Bar - Hotel Lungarno - Firenze
  • Sky Bar - Hotel La Palma - Stresa (Vb)
  • Stilla Garden - Four Seasons Milano - Milano
  • T Bar - Grand Hotel Tremezzo - Tremezzina (Co)
  • The Court Bar - Palazzo Manfredi - Roma
  • The Doping Club - Aethos Milan - Milano
  • Vertigo Urban Garden Bar - Milano Verticale - Milano
  • Wine Bar 1892 - Castello di San Marco - Calatabiano (Ct)VAI ALLE VOTAZIONI

BAR PASTICCERIA GELATERIA DELL'ANNO

  • Alan Roncon pasticciere e cioccoliere - Selvazzano Dentro (Pd)
  • Ancona Celeste Pasticceria Dolcecaffè - Bari
  • Bar Gelateria Alberto Pica - Roma
  • Baunilla - Milano
  • Caffè Sicilia - Noto (Sr)
  • Capolinea Gelato e Panettone - Reggio Emilia
  • Cremeria la Fontana - Farigliano (Cn)
  • Farmacia Del Cambio - Torino
  • Fatamorgana - Roma
  • Fermento Bakery - Orvieto
  • Galleria Iginio Massari - Verona
  • G&Co - Tricase (Le)
  • Gelateria Miretti - Torino
  • Greed Avidi di Gelato - Roma
  • Gusto 17 - Milano
  • Harry's Pasticceria - Trieste
  • L'Oca Golosa - Gorizia
  • Marmelada Sweet Bistrot - Santa Teresa di Riva (Me)
  • Pasticceria Arte Bianca - Parabita (Le)
  • Pasticceria Clèa - Milano
  • Pasticceria Dolcemascolo - Frosinone
  • Pasticceria Filippi - Zanè (Vi)
  • Pasticceria Marisa - San Giorgio delle pertiche (Pd)
  • Pasticceria Martesana Mercato Centrale -
  • Pasticceria Pansa - Amalfi (Sa)
  • Pasticceria Pino Ladisa - Bari
  • Pasticceria Walter Musco - Roma
  • Pasticceria/Bar/Gelateria Dolce Vita - Costigliole d'Asti (At)
  • Patisserie 918 - Genova
  • Tola Dolza pasticceria-gourmet bar - Vignola (Mo)

VAI ALLE VOTAZIONI


BAR RIVELAZIONE DELL'ANNO

  • Alkymya Bellini - Napoli
  • Alphonse - Livorno
  • B.o.a.t.s. - Siracusa
  • Busca - Torino
  • Cinquanta Spirito Italiano - Pagani (Sa)
  • Dna Cocktail Room - Nicolosi (Ct)
  • Easy Peasy Cocktail Bar - Genova
  • Experience - Pescatori al bar - Reggio di Calabria
  • Farmacia Alcolica - Palermo
  • Floreal - Firenze
  • Il cardell'ino in città - Livorno
  • Jeffer cocktails & friends - Pisa
  • Lab0542 - Imola (Bo)
  • Laboratorio Folkloristico - Pomigliano d'Arco (Na)
  • Lounge Bar Montana Lodge & Spa - La Thuile (Ao)
  • MaG la Pusterla - Milano
  • N.o.d.o. - Roma
  • Oro scrt Room - Milano
  • Oro Whisky Bar - Roma
  • Piano - Susci Italiano - Gioia del Colle (Ba)
  • Reverend - Milano
  • Sale - Martina Franca
  • Sartoria Miscelazione Democratica - Palermo
  • Seta Lounge Bar - Giulianova (Te)
  • Tale Roma - Roma
  • Talea Orto Botanico - Palermo
  • Terrazza Aperol - Venezia
  • Tinto Eat Drink Research - Fano (Pu)
  • Velluto - Bologna
  • Wisdomless - Roma

VAI ALLE VOTAZIONI

COCKTAIL BAR DELL'ANNO

  • 1000 Misture - Casarano (Le)
  • Alphonse - Livorno
  • Apelle - Ferrara
  • Aspro Cocktail Bar - Santa Cristina d'Aspromonte (Rc)
  • Atrium Bar - Firenze
  • Bamboo - Bologna
  • Banco - Milano
  • Barcollo - Siracusa
  • Bohème - Catania
  • Botanicals &co2 - Bisceglie (Bt)
  • Caffè Gilli - Firenze
  • Cera Milano – Milano
  • Chinese Box - Milano
  • Emporio1920 - Bologna
  • Estremadura Cafe - Verbania
  • Freni e Frizioni - Roma
  • Il Giardino di Lipari - Lipari (Me)
  • Il Mercante - Venezia
  • Lacerba - Milano
  • Les Rouges - Milano
  • Mag Navigli – Milano
  • Moebius - Milano
  • Move On - Firenze
  • Noh Samba - Bari
  • Ru.De. Centocelle - Roma
  • Shape Cocktail Bar - Cerea (Vr)
  • Soul Salerno - Salerno
  • Stritt - Terracina (Lt)
  • The Duke cocktail lounge bar - La Maddalena (Ss)
  • Vieux Carrè - Caserta

VAI ALLE VOTAZIONI

HOTEL RIVELAZIONE DELL'ANNO

  • Almar Jesolo Resort & Spa - Lido di Jesolo (Ve)
  • Aquapetra Resort & Spa - Telese (Bn)
  • Arryvo - Lecce
  • Ausonia Ungaria Wellness & Lifestyle - Venezia
  • Baia di Chia Resort Sardinia - Domus de Maria (Ca)
  • Belmond Splendido Mare - Portofino (Ge)
  • Borgo La Chiaracia Resort & Spa - Castel Giorgio (Tr)
  • Borgo Petroro - Todi (Pg)
  • Borgobrufa Spa Resort - Brufa (Pg)
  • Ca' di Dio - Venezia
  • CampZero Active Luxury Resort - Champoluc (Ao)
  • Castel Hortenberg - Bolzano
  • Castello di Spessa - Capriva del Friuli (Go)
  • Cave Bianche Hotel - Favignana (Tp)
  • Elizabeth Unique Hotel - Roma
  • Eurohotel Milano - Milano
  • Excess Venice - Venezia
  • Forte Village - S. Margerita di Pula (Ca)
  • Grand Hotel Dino - Baveno (Vb)
  • Grand Hotel Victoria Concept & Spa - Menaggio (Co)
  • Hotel Palazzo Gentilcore - Castellabate (Sa)
  • Hotel San Giacomo Spa & Gourmet - Brentonico (Tn)
  • Hotel Therme Merano - Merano (Bz)
  • Hotel Villa Joseph - Mondolfo (Pu)
  • Milano Verticale Una Experience - Milano
  • Palma My Suite - Milano
  • The Hoxton Rome - Roma
  • The Place Firenze - Firenze
  • Villa Igiea - Palermo
  • White Hotel & Resort - Vieste (Fg)

VAI ALLE VOTAZIONI

RISTORANTE D'ALBERGO DELL'ANNO

  • Acanto - Principe di Savoia - Milano
  • Arryvo Restaurant - Arryvo Hotel - Lecce
  • DaV Mare allo Splendido Mare - Splendido Mare Belmond Hotel - Portofino (Ge)
  • Dei Cappuccini - Grand Hotel Convento di Amalfi - Amalfi (Sa)
  • Derby Grill - Hotel de la Ville - Monza
  • I tenerumi - Therasia Resort - Vulcano (Me)
  • La Beola - Grand Hotel Majestic - Verbania
  • La Celeste - Eden Reserve Hotel&Villas - Gardone Riviera (Bs)
  • La Pergola - Rome Cavalieri Waldorf Astoria - Roma
  • La Terrazza - Hotel Eden - Roma
  • Le Petit Bellevue - Bellevue Hotel&Spa - Cogne (Ao)
  • Lokanda Devetak 1870 - Lokanda Devetak 1870 - San Michele del Carso (Go)
  • Novecento Restaurant Trieste - DoubleTree by Hilton - Trieste
  • Orto by Jorg Giubbani - Hotel Villa Edera & La Torretta - Moneglia (Ge)
  • Petit Royal - Grand Hotel Royal & Golf - Courmayeur (Ao)
  • Rc Resort - Rc Resort Luxury & Relax Hotel - Mortara (Pv)
  • Restaurant St. Hubertus - Hotel Rosa Alpina - San Cassiano (Bz)
  • Ristorante Glicine - Hotel Santa Caterina - Salerno
  • Ristorante Il Refettorio - Monastero Santa Rosa Hotel & Spa - Conca dei Marini (Sa)
  • Ristorante Regiacorte - Sant'Angelo Luxury Resort - Matera
  • Ristorante Santa Elisabetta - Brunelleschi Hotel - Firenze
  • Ristorante Villa San Carlo - Hotel Villa San Carlo - Cortemilia (Cn)
  • Ristorante Zunica 1880 - Hotel Zunica 1880 - Civitella del Tronto (Te)
  • Settimo Cielo - Grand Hotel Astoria - Grado (Go)
  • Taverna Posta Zirm - Hotel Posta Zirm - Corvara in Badia (Bz)
  • Themà Restaurant&Lounge - Sikelia Luxury Retreat - Pantelleria (Tp)
  • Trattoria Al Cacciatore - La Subida - Cormons (Go)
  • Vertigo - Milano Verticale - Milano
  • Yoummi Bistrot - Youmami Suite Hotel - Giulianova (Te)
  • Zelo - Four Seasons Hotel Milano - Milano

VAI ALLE VOTAZIONI

RISTORANTE RIVELAZIONE DELL'ANNO

  • 28 Posti - Milano
  • Akkademia - Catania
  • Al Bramante 1492 - Vigevano (Pv)
  • All'origine - Milano
  • Antica osteria Il Monte Rosso - Verbania
  • Antica Osteria Magenes - Milano
  • Aria Restaurant - Napoli
  • Autentico Cucina&altro - Riccione
  • Birrificio Bari - Bari
  • Carnal Morso Sabroso - Roma
  • Coccio Mangia e Bevi - Roma
  • Da Lino - Pavia
  • Eragoffi 1983 - Torino
  • Frangente - Milano
  • Hyle - San Giovanni in Fiore (Cs)
  • La Padella Different - Napoli
  • Linfa - Milano
  • Locanda Petreja - Todi (Pg)
  • ME Restaurant - Pizzo (Vv)
  • Mexal - Lecce
  • Osteria alla concorrenza - Milano
  • Pacifico - Roma
  • Peter Brunel Ristorante Gourmet - (Tn)
  • R4RE Kitchen & Lounge Bar - Cervia (Rn)
  • Roger the club - Matera
  • Rosaelia - Palermo
  • Rost - Milano
  • Stadera - Milano
  • The Grace Club - Milano
  • Unforgettable - Torino
  • Vieux Carrè - CasertaVAI ALLE VOTAZIONI
css.php