Home Blog Pagina 312

Bombè scommette sulla contemporaneità

bombe_20210924_152834
Grande impatto visivo e varietà nelle vetrine. Così i nuovi locali di Parma sanno mettersi in luce

PARMA. Dolcegiornale è andato in tour a Parma, capitale della food Valley italiana, città dal ricco patrimonio gastronomico e con un'industria alimentare capace di coniugare tradizione e innovazione. Due elementi che convivono anche nel settore della pasticceria, dove a insegne storiche corrispondono locali contemporanei. Bombè è un locale di design con un’offerta di pasticceria che guarda alla contemporaneità. La vetrina su strada è minimalista e presenta i kit fai da te per riempire i cannoncini della casa, con la crema in sac à poche. La grande vetrata di cristallo permette di vedere l’interno del locale e quel che si vede invoglia ad entrare. Ambiente luminoso, curato, accogliente. Nessun minimalismo nel basso banco vetrina, ricco di fresche proposte disposte con cura. L’assortimento è incentrato su mignon, monoporzioni e torte moderne, molte a base di frutta di stagione, anche se non manca qualche classico della pasticceria e una buona scelta di dolci e lievitati per la prima colazione. Constatiamo che qui le brioche vengono farcite al momento, su richiesta del cliente. Ben rifornita anche la sezione salata, con diversi tipi di panini, brioche salate, pizze. Sospettiamo che l’ora dell’aperitivo qui giochi un ruolo non secondario. All’esterno tutti i tavoli dell’ampio dehors sono occupati. Quindi, ci sediamo all’interno: sul fondo del locale quattro tavoli, una lunga panca imbottita, quattro tavolini, comode poltroncine. Servizio rapido ed efficiente, contiamo almeno tre addetti più il titolare. Pasta e caffè al tavolo 4.70 euro.  

Pernod Ricard rilancia Ron Extra Añejo de Colombia La Hechicera

Steward e hostess mascherati da coloratissimi pappagalli della foresta amazzonica
Un altro marchio di prestigio si aggiunge alle recenti acquisizioni Pernod Ricard nel campo dei premium spirit. Prodotto in Colombia, La Hechicera Reserva Familiar Metodo Solera è un mix di premium rum invecchiati dai 12 ai 20 anni.

Pernod Ricard Italia è il nuovo distributore del premium spirit La Hechicera Ron Extra Añejo de Colombia Metodo Solera 21 Reserva Familiar, mix di rum distillati e invecchiati nella città caraibica di Barranquilla.

Non poteva essere scelta location milanese più adatta per la presentazione del premium spirit La Hechicera (in spagnolo L'intrigante) Ron Extra Añejo de Colombia Metodo Solera 21 Reserva Familiar, da parte del nuovo distributore Pernod Ricard Italia. A due passi dalla Darsena di Porta Ticinese, in via Scaldasole, Sixième Bistrò infatti è stato ricavato da David Lopez Quincoces e Fanny Bauer in un vecchio magazzino di fiori in mattoni rossi a vista, il cui ricordo è costituito dalla grande abbondanza di piante, elementi che lo caratterizzano come una cantina ronera tropical. A cominciare dalle grandi felci e dalle piante di banano in vaso a fare da quinta.
Exuberancia Magica Party ha così presentato il nuovo premium spirit con il supporto di hostess e stewart mascherati da divertenti pappagalli amazzonici con i colori giallo-blu-rosso della bandiera di Colombia e la distribuzione di cappelli panama con bandana tropical (agenzia di comunicazione Otto Idee di Milano).

Oltre che in purezza, Ron de Colombia La Hechicera è stato presentato in degustazione in cocktail Mai Tai (Ron de Colombia La Hechicera, orzata, Curaçao, succo di lime) abbinato a piatti come Chevice di ricciola, coriandolo, lime e sale del Nepal.

Con il supporto di un suggestivo video, la presentazione è stata curata da Paolo Guasco, brand manager Pernod Ricard Italia e da Miguel Riascos, rappresentante della omonima famiglia che da quattro generazioni dirige Casa Santana Ron y Licores di Barraquilla, città portuale posta sul Mar dei Caraibi, sulla costa nord della Colombia, capoluogo del Dipartamento de Atlàntico. La cantina dove riposano i distillati si trova in una vera oasi ecologica tra le rive del fiume Magdalena e il golfo dei Caraibi. Fondata negli anni Novanta dal padre Miguel Senior, Casa Santana si avvale  della sua posizione nella Zona Franca di Barraquilla, con una serie di benefici di carattere doganale e/o fiscale, quali il non pagamento di tariffe sulle importazioni temporanee. Opportunità non da poco visto che le esportazioni viaggiano verso una ventina di Paesi esteri.

Proseguendo nella campagna di acquisizioni di marchi premium (Italicus, Malfy Gin, Monkey 47 Gin, Rabbit Hole Whiskey, Del Maguey Mezcal...), l'anno scorso Pernod Ricard ha acquisito la quota di maggioranza del marchio e dell'azienda La Hechicera Co. lanciata nel 2012 da Miguel e Laura Riascos insieme all'amica Martamaria Carrillo e già arrivata a produrre 250mila bottiglie, potendo contare su oltre ventimila barili e un nuovo impianto di distillazione separato.

Diventato in poco tempo il prodotto di punta pluripremiato di Casa Santana Ron y Licores, Ron Extra Añejo La Hechicera Metodo Solera 21 Reserva Familiar è un mix di rum invecchiati ventanni in botti di Bourbon in quercia bianca americana con Metodo Solera, senza zuccheri aggiunti. Altri due rum sperimentali e innovativi completano la gamma La Hechicera: Serie Experimenta n°1 (invecchiato in botti di Moscato) e Serie Experimenta n°2 (infuso naturalmente con banane biologiche).

Distillato da melassa di canna da zucchero con un impianto a colonna a distillazione continua, Ron Extra Añejo La Hechicera Metodo Solera 21 Reserva Familiar si presenta di colore ambrato intenso, con note di scorza di agrumi candii e note torrefatte di caffè e tabacco, con un sottofondo dolce di datteri. Con un grado alcolico del 40%, va servito a una temperatura tra i 12 °C e i 16 °C. Rispetto ad altri prodotti caraibici, si differenzia per un corpo più morbido e delicato. Confezionato in bottiglie da 70 cl, il premium rum colombiano è caratterizzato in etichetta da un grande bollo di garanzia in cera blu.

A seguire la produzione dei premium rum La Hechicera è il maestro ronero Giraldo Mituoka Kagana, figlio di immigrati giapponesi a Cuba. Trasferitosi in Colombia, grazie a un accordo tra il Governo di Cuba e la distilleria privata Casa Santana Ron y Licor, Kagama ha preso a selezionare le migliori botti di rum provenienti da Cuba e dalla Colombia che, da oltre 20 anni, riposano nella cantina della famiglia Riascos e che stanno dando vita a vari premium rum. Fino al 2005 in Colombia era vietata la distillazione in aziende private.

 

La nuova vita di scarti, avanzi e rifiuti

Corey Squarzoni
La lotta contro lo spreco passa anche attraverso il bar. Lo sa bene Corey Squarzoni che ha dedicato un sito web all’argomento

La lotta allo spreco passa attraverso il bar. Ne è convinto Corey Squarzoni, già vincitore della Campari Barman Competition, oggi dietro al bancone di Ugo a Milano. È la stessa Campari che ha invitato il bartender a parlare alla platea della sua Academy, in occasione dell’ultima edizione della Florence Cocktail Week. Argomento: il suo progetto Zero Waste Mixology, da cui è nato l’omonimo sito e una pagina Instagram (@corey.squarzoni), che il bartender definisce “una comunità per condividere idee per risparmiare energia e denaro”. La sua “lectio magistralis” è iniziata con un paio di citazioni: da Leonardo Da Vinci, per il quale “non esiste cosa che possa essere considerata rifiuto”, a Paul Connet, un professore di chimica della St. Lawrence University di New York, fondatore della filosofia “zero waste”, per il quale “i rifiuti sono l’evidenza che stiamo facendo qualcosa di sbagliato”. Poi è andato sul pratico, calcolando gli sprechi (evitabili) di un bar di medie dimensioni da 150 consumazioni al giorno, che si affida all’usa e getta. «In un anno - stima il barman - finisco per usare 50 mila  sottobicchieri e 10 mila cannucce».

La soluzione è semplice: abbandonare il monouso a vantaggio, per esempio, del sughero o di mattonelline in gres nel caso dei sottobicchieri, oppure delle cannucce d’acciaio lavabili. Come esempio virtuoso, Squarzoni cita il Paradiso di Barcellona, regno dell’italiano Giacomo Giannotti, che ha attivato un circuito di upcycling in collaborazione con un’azienda specializzata in riciclo della città catalana che con i resti degli agrumi spremuti realizza i sottobicchieri che vengono usati nel bar (e non sono monouso). Idem con la plastica come illustra un video su Instagram pubblicato da Giannotti con i rifiuti differenziati in plastica trasformati in gradevolissimi piatti dai mille colori.

Vuoto a rendere e smaltimento cassette della verdura

E ancora, propone Squarzoni, su cosa si può risparmiare in termini di risorse economiche, spazio e rifiuti? La prima cosa è l’acqua. Un impianto di purificazione dell’acqua, con un erogatore alla spina, elimina le bottiglie dal magazzino, nonché quintali di plastica o vetro in giro per il locale. A questo si aggiungono anche notevoli benefici per la schiena dei dipendenti. In alternativa, Squarzoni invita a utilizzare il sistema del vuoto a rendere: anche in questo si contribuisce a mantenere l’ambiente più pulito, ma non si “liberano” gli spazi del magazzino e non si risolvono i problemi di mal di schiena dello staff. A proposito sempre di resi, Squarzoni suggerisce di accordarsi con i fornitori di frutta e verdura anche per il ritorno e lo smaltimento delle relative  cassette. A proposito di frutta e verdura, i relativi scarti organici sono uno delle fonti principali di rifiuti per un pubblico esercizio, ma sono anche quelli su cui è più facile intervenire. Sul suo sito, Squarzoni ha cominciato a pubblicare consigli e ricette per il loro recupero/riciclo, che puntano a preparare semilavorati da utilizzare nella preparazione di drink e cocktail. È il caso del mezcal aromatizzato con le bucce di ananas al barbecue: grigliando le bucce dalla parte della polpa, questa assume un piacevole aroma di caramellizzazione, che dona un ottimo flavour allo spirit. Il consiglio di Squarzoni è, quindi, quello di lasciare 200 g di bucce “grigliate”  in infusione nel mezcal (400 ml) per 12 ore. Filtrando, ovviamente, il tutto. E ancora, il gin ai semi di peperone, il fake vermouth al sedano con le foglie scartate che normalmente finiscono nel cestino, il bitter aromatico con le scorze non utilizzate degli agrumi, lo sciroppo preparato con le bucce delle banane.

Low Negroni

di Corey Squarzoni

Ingredienti

20 ml bitter; 40 ml fake vermouth al sedano;  20 ml gin ai semi di peperone;
5 ml salamoia di olive

Preparazione

Versare gli ingredienti in un bicchiere small Vintage Cup. Mescolare con lo stirrer. Decorare con una drop di olio al cetriolo (90 ml olio extra vergine d’oliva, 30g buccia cetriolo; 6/7 giorni in infusione al buio).

Inverse Mule

di Corey Squarzoni

Ingredienti 

50 ml vodka alle foglie di limone;  60 ml cordiale agli scarti di zenzero; 3 dash aceto di mele; 50 ml soda

Preparazione

Versare gli ingredienti direttamente in un highball. Aggiungere profumo di limone realizzato con vodka e zest di limone.

 

 

A colazione o per una torta moderna: l’arancia in pasticceria secondo Sacchetti

Il 17 febbraio va in scena la masterclass del celebre pasticcere di Prato: protagonista di ricette e consigli sarà l'arancia sorrentina

La crostatina ricotta e arancia è un pezzo forte della colazione della Pasticceria Nuovo Mondo di Prato. Anche la torta arancia e cioccolato è nelle corde del Maestro Paolo Sacchetti: un biscuit al cacao con confettura di arance, crema Chantilly all'arancia e mousse al cioccolato fondente (un paio di anni fa il pasticcere e vicepresidente Ampi l'ha presentata in forma di alberello, come dolce natalizio). Ancora sulla colazione, nell'offerta della pasticceria toscana (tempio consacrato alle Pesche di Prato, ma anche a molte altre squisitezze e invenzioni del celebre titolare) c'è anche una marmellata di arancia servita con la brioche tagliata a fette. Semplice e d'impatto.

Paolo Sacchetti
Paolo Sacchetti della Pasticceria Nuovo Mondo di Prato

Appuntamento in live streaming

Insomma, arancia, succo e scorza sono ingredienti con cui si può giocare in pasticceria. Sarà proprio Paolo Sacchetti ad approfondire il tema durante un evento pubblico trasmesso anche in streaming. L'evento è previsto nel programma della SorrentoOrangeWeek, l’evento ideato da Penisolaverde per incentivare la trasformazione e il consumo delle arance raccolte dalle alberature pubbliche sorrentine. Oltre al contest - la sfida a realizzare un dolce originale con una o entrambe le varianti locali di arancia, la Citrus sinensis e la Citrus aurantium - il festival propone anche masterclass e approfondimenti. Il famoso pasticcere di Prato salirà in cattedra il 17 febbraio, ore 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00, presso l’Istituto Polispecialistico San Paolo di Sorrento, per una giornata di approfondimento dedicata al tema "L’arancia sorrentina protagonista in pasticceria". Una riflessione, le tecniche e le ricette di uno dei più rinomati pasticceri d’Italia: sarà possibile seguire un collegamento in live streaming per non perdere i preziosi consigli di Paolo Sacchetti.

Pasticceria Torino, dove le violette candite sono un evergreen

Ampia gamma, freschezza delle proposte e gentilezza. Assi vincenti della Pasticceria Torino di Parma, dove si trovano anche le delicate violette candite

PARMA. Dolcegiornale è andato in tour a Parma, capitale della food Valley italiana, città dal ricco patrimonio gastronomico e con un'industria alimentare capace di coniugare tradizione e innovazione. Due elementi che convivono anche nel settore della pasticceria, dove a insegne storiche corrispondono locali contemporanei. Pasticceria Torino è un'insegna storica tra la stazione e il centro storico, lungo una delle arterie principali della città. Il locale, ci dice il gentile proprietario, risale alla fine dell’800, ma appartiene alla sua famiglia “solo” dal 1957. Fuori, le eleganti vetrine valorizzano le tipiche violette candite di Parma. Dentro, le atmosfere d’antan si rispecchiano negli arredi d’epoca in legno intagliato, nelle collezioni di oggetti d’altri tempi (stampi per il cioccolato in stagno, sifoni per il selz, stampe). Le vetrine del banco pasticceria espongono dolci tradizionali: crostatine, tartellette, biscotti (tra cui quelli al burro salato e quelli di farro), budini di riso, bigné, baci, fiamme. Di prima mattina a catturare l’attenzione è l’ampia offerta di lievitati per la colazione (€1.50 al pezzo): cornetti vuoti o variamente farciti, veneziane e parigine, fagottini crema e mela. C’è anche qualche proposta salata: panini al formaggio o al tonno, pizze. Non vediamo torte e la vetrina refrigerata è vuota. Non c’è dehors, né tavoli all’interno, solo una mensola d’appoggio accanto al banco della caffetteria. Il via vai di clienti nel piccolo locale è continuo, senz’altro attirati dalla bontà e dalla freschezza delle proposte. Cappuccino e brioche 3 euro al banco.

Da Pagani 1856 dolci classici e “free from”

pagani 1856
Cuore della food valley, Parma apprezza storicità e modernità nei suoi punti vendita. Purché tutto sia all'insegna della bontà

 

PARMA. Dolcegiornale è andato in tour a Parma, capitale della food Valley italiana, città dal ricco patrimonio gastronomico e con un'industria alimentare capace di coniugare tradizione e innovazione. Due elementi che convivono anche nel settore della pasticceria, dove a insegne storiche corrispondono locali contemporanei. Uno dei pdv visitati è Pagani 1856, insegna storica della città. Entriamo e veniamo accolti con molta gentilezza e disponibilità a soddisfare la nostra curiosità. Nel locale c’è posto solo per un paio di tavolini, gran parte dello spazio è occupato dai banconi della caffetteria e della pasticceria. Quest’ultimo, in particolare, è ricolmo di dolci ben identificati da cartellini stampati che riportano anche gli ingredienti principali: un servizio e una cortesia nei confronti dei clienti che piacerebbe incontrare più spesso anche altrove. Abbondante l’offerta di lievitati per la prima colazione, tra cui spiccano la brioche “brusca” con confettura di amarene e quella all’arancia, ma anche panettoncini, veneziane e parigine. E poi tranci di crostata alle amarene, tortelli bruschi, budini di riso, torta di mandorle. Ricco e piuttosto classico l’assortimento di mignon: cannoncini, bigné, tartellette, millefoglie, fiamme, tiramisù, macarons, pasticceria secca, spumini. La pasticceria moderna è conservata nelle vetrine refrigerate, dove fanno bella mostra di sé torte fantasia e colorate monoporzioni, tra cui la gluten-free e lactose-free Caribe (mousse al cocco, gelatina passion fruit, bisquit al cacao). Un’altra vetrina è dedicata alle torte classiche. Cappuccino e brioche al tavolo, 3 euro.

Il 9 febbraio il webinar (gratuito) su come progettare un concept esperienziale di successo

webinar POLI.Design
Si apre il 9 febbraio il ciclo di quattro incontri online, tutti gratuiti, organizzati da POLI.Design e Marketing & Trade, che spiegano come concepire un'esperienza di successo. Registrati per partecipare

È per il 9 febbraio l’appuntamento con il webinar, gratuito, Come progettare un concept esperienziale di successo, organizzato da POLI.Design e Marketing & Trade (M&T), laboratorio milanese di idee strategiche e di soluzioni operative per retailer, brand e start up. Live su Zoom alle ore 17 (per partecipare basta registrarsi cliccando sul bottone qui sotto), il webinar è il primo del ciclo di quattro appuntamenti I segreti per concepire un’esperienza di successo a cura del Corso di alta formazione in Brand and Retail Experience Design ideato da POLI.Design per insegnare a progettare spazi esperienziali per brand, aziende dell'intrattenimento e dell'ospitalità, delle fiere e dei servizi, che prenderà il via il prossimo giugno (leggi Progettare spazi esperienziali: il nuovo corso di POLI.design).

REGISTRATI PER PARTECIPARE AL WEBINAR

Il valore dell'esperienzialità

Ai professionisti di questi settori si rivolge anche il ciclo dei webinar, con l’obiettivo di sviluppare la cultura e le competenze sul tema dell’esperienzialità, ovvero su di un approccio incentrato sulla valorizzazione dell’esperienza di consumo del cliente. Una dimensione che ha assunto una rilevanza cruciale in questi ambiti e che rappresenta un forte elemento per la competitività.

Oggi, infatti, la vendita di soli prodotti non è più sufficiente ad attrarre e interessare il consumatore. Negli ultimi anni ha acquisito sempre più valore l’integrazione tra l’acquisto effettivo di beni e servizi integrata dall’esperienza che il consumatore vive in relazione a un brand o a uno spazio fisico, un’esperienza che va accuratamente progettata, costruita e gestita.

Proprio su questo tema si concentrerà in particolare il primo webinar, per poi focalizzarsi sull’attività di concepting, la metodologia di progettazione alla base delle esperienze di successo. Una metodologia che consente di ideare e pianificare ogni aspetto dell’esperienza, già a partire dall’origine dell’idea progettuale, fase nella quale si integrano gli aspetti creativi, progettuali, comunicativi e di business del progetto esperienziale cui si vuole dare vita.

A parlarne un parterre di esperti di alto profilo, quali Carlo Meo, ceo di Marketing&Trade e direttore tecnico del corso Brand and Retail Experience Design, Cabirio Cautela, docente ordinario del Politecnico di Milano e direttore scientifico dello stesso corso, e Michele Cannone, head of global marketing foodservice di Lavazza, moderati da Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale.

Gli altri incontri in programma

Il ciclo di appuntamenti online (sempre tutti gratuiti) proseguirà nelle prossime settimane con il webinar in programma il 23 febbraio su La sostenibilità economica dei progetti esperienziali, quello del 9 marzo dal titolo Progettare spazi e assortimenti di successo nel mondo dell’esperienza, per chiudersi il 23 marzo con quello su Esperienza fisica e digitale: quale integrazione?

Women First: le grandi barlady ospiti a The Court di Roma

The Court Women First
Al via il 7 febbraio il calendario di appuntamenti al femminile, con grandi barlady da tutto il mondo, organizzato dal cocktail bar romano per promuovere la parità della donna nel mondo dell’ospitalità

Sono tante le donne che hanno fatto e continuano a fare la differenza nella miscelazione, conquistandosi un ruolo da protagoniste nel settore e contribuendo con il loro talento a farne grande la storia. Pensiamo solo ad Ada Coleman che, agli inizi del Novecento, è stata la prima bar manager, e per oltre vent’anni, di quello che viene considerato uno dei templi della mixology, l’American Bar del Savoy Hotel di Londra. O, per arrivare i nostri giorni, a Monica Berg, al primo posto nella top 100 dei personaggi più influenti della bar industry internazionale (leggi Sei italiani nella top 100 della bar industry mondiale). Proprio per valorizzare la figura della donna nel mondo dell’ospitalità è nata Women First¸ una kermesse tutta al femminile organizzata da The Court, il cocktail bar di Palazzo Manfredi, hotel 5 stelle che sorge nel cuore della Capitale. Protagoniste dell’iniziativa alcune delle più importanti barlady della scena mixology internazionale, che il lunedì (dalle 18 alle 23), saranno le special guest della serata proponendo una selezione dei loro signature.

Partorito dalla mente di Matteo “Zed” Zamberlan, tra i big mondiali della mixology e bar manager del cocktail bar, premiato come Bar d’albergo dell’anno a Barawards 2021 (leggi Barawards 2021: scopri tutti i vincitori), il progetto vuole essere una risposta per superare il divario di genere che ancora esiste nel mondo dei locali, soprattutto per quanto riguarda i ruoli di vertice. Un impegno nella valorizzazione dell’universo femminile nel quale The Court è da sempre impegnato. Non a caso, il cocktail bar, nel corso degli ultimi anni ha avuto sempre manager in rosa, da Martina Proietti, che ricopre il ruolo di bar manager, a Federica Marcaccini, l’head bartender, continuando la tradizione con Aurora Sofia Perretta e altre figure quali Samantha Parente e Federica Ticconi.

Gli appuntamenti in programma

Il programma di Women First prevede al momento 15 date, ma la programmazione è in continuo aggiornamento, grazie al numero crescente di adesioni (le novità saranno comunicate sul profili Instagram e Facebook di The Court). Si parte il 7 febbraio con Priyanka Blah di The Dram Attic di San Pietroburgo (Russia), per continuare il 21 marzo con Elpida Antonopoulou del Barro Negro di Atene, e il 28 marzo con Melanie De Conceiçao Bonilla e Wilke Miriam Rebecca del Salmon Guru di Madrid.

Due gli appuntamenti per aprile: l’l1 l’ospite della serata sarà Arina Nikolskaya, mentre il 25 Lozada Sanchez del Brujas di Città del Messico. Mentre per maggio la data confermata è quella del 9 con Giulia Cuccurullo dell’Artesian Bar (Londra).

I fritti al bar? Fanno aumentare gli incassi (se sono di qualità)

fritti al bar
La nuova friggitrice SuperDora di Eurochef permette di preparare fritti di alta qualità, in tempi rapidissimi, senza sprechi. Scoprine i vantaggi. E i 10 consigli per aumentare le vendite
SCARICA GRATUITAMENTE I DIECI CONSIGLI

Negli ultimi anni i consumatori sono diventati sempre più esigenti e più attenti, quando si recano al bar per la pausa pranzo o per l’aperitivo, alla qualità e varietà dell’offerta food. Non è cambiata però la preferenza per i fritti, che restano una proposta golosa irrinunciabile per i clienti di qualsiasi fascia ed età. Arricchire il proprio menu con una ricca offerta di fritti di qualità rappresenta dunque una scelta ottimale per rendere il proprio locale più appetibile. Tanto più che sono davvero tantissime le possibilità che si possono sfruttare per soddisfare ogni palato: dalla classiche patatine agli anelli di cipolla, dalle alette di pollo alle mozzarelline panate, da specialità regionali come gli arancini, le olive ascolane, i panzerotti pugliesi ad altri sfiziosi finger food, come i pezzetti di baccalà, i fiori di zucca, senza dimenticare tutto il mondo delle verdure, per accontentare anche vegetariani e vegani, fino ai fritti misti, o fritture di pesce e cotolette per il momento pranzo. In più si tratta di preparazioni che si abbinano facilmente a birre, vini e drink, stimolando così i consumi.

Friggere però è un’arte, e richiede capacità e attenzione per ottenere un prodotto perfetto, croccante al punto giusto all’esterno, morbido e cotto all’interno. Commettere errori è facile, con conseguente spreco di alimenti, tempo e soldi, se non si ha del personale preparato e che possa seguire la cottura: merce rara in molti locali. Che così rinunciano, rinunciando anche a una fetta sostanziosa di incasso. Un gap che si supera facilmente con una friggitrice automatica Eurochef.

SuperDora, la friggitrice alleata del barista

L’azienda di Modena, grazie a una lunga esperienza nel settore delle macchine da banco, propone attrezzature in grado di rispondere alle esigenze di ogni tipologia di locale. Ultima nata della casa è SuperDora, nei modelli FD3 e FD3 potenziata. Una macchina ad alte prestazioni che assicura fritture in tempi rapidissimi (2-3 minuti), con un’alta qualità del risultato finale, evitando sprechi e con bassi consumi.

Fritti al top e senza sprechi

Uno dei primi vantaggi di questa friggitrice consiste proprio nell’automatismo: basta inserire il prodotto e selezionare il tempo di cottura per ottenere un piatto fritto alla perfezione, pronto da servire. Il tutto senza necessità di seguire la cottura, in modo da liberare personale che può dedicarsi ad altro. In questo modo, inoltre, una volta stabilito e regolato il tempo di cottura, si elimina ogni rischio di errore, in quanto i prodotti verranno fritti sempre in modo costante e perfetto.

Qualità garantita dal sistema di regolazione e controllo della temperatura dell’olio, fattore essenziale per avere fritti perfetti. Se l’olio è troppo caldo si rischia di superare il punto di fumo, se invece è troppo freddo la frittura risulta unta e molle. Rischi che la macchina elimina provvedendo in automatico alla corretta regolazione elettronica della temperatura e impedendo l’utilizzo quando questa non è ai valori ottimali.

Ma a rendere unici i fritti realizzati con SuperDora è il connubio tra tecnologia e tradizione. La friggitrice, infatti, frigge in olio, permettendo così anche al bar di ottenere prodotti di qualità eccellente, come se preparati al ristorante. Inoltre, la frittura in olio comporta ulteriori vantaggi, quali i tempi di cottura molto brevi e la possibilità di friggere cibi diversi contemporaneamente, aspetti decisivi per offrire un servizio rapido e puntuale.

Risparmio di energia e olio

Ma la macchina offre notevoli benefici anche sotto il profilo dei costi. Una volta arrivata in temperatura, se non utilizzata, la friggitrice va in standby, consumando solo il minimo necessario per il mantenere l’olio caldo. In questo modo si ottiene un importante risparmio sui consumi di energia, si preserva l’olio e si ha la macchina sempre pronta per l'utilizzo.

Compatta ad alte prestazioni, SuperDora permette di friggere fino a 2 kg di prodotto per volta, oppure una sola porzione, consentendo di preparare fino a 35 kg di prodotto in un’ora. Inoltre permette di cucinare diversi cibi in un unico ciclo di cottura, preparando fritti misti di eccezionale qualità. Inoltre, non necessita di alcuna manutenzione, se non il periodico cambio dell’olio, la cui necessità viene automaticamente segnalata sul display.

Eurochef produce una vasta gamma di friggitrici di diversa capacità produttiva, anche con il sistema di aspirazione incorporato che elimina la necessità di cappa di aspirazione.

Possono essere collocate ovunque, anche nei locali dove c’è poco spazio, non c’è canna fumaria o cucina attrezzata. Inoltre, essendo chiuse, non generano emissioni di nebbie oleosi, fumi e vapore nell’ambiente.

Compila il form e ricevi "I dieci consigli per aumentare le vendite"

Anche il pistacchio ha la sua Giornata Mondiale

Il 26 febbraio è il World Pistacchio Day: una buona occasione per ideare iniziative speciali con il classico gusto pistacchio protagonista

Il 26 febbraio è la Giornata Mondiale del Pistacchio e per l'occasione la American Pistachio Growers, associazione no profit che unisce i coltivatori di pistacchi americani, in collaborazione con mUp Research, ha condotto una ricerca sul rapporto che gli italiani hanno con i pistacchi e sulle loro preferenze.

Spuntino o snack, onnipresente nelle preferenze degli italiani

Il protagonista di uno dei gusti di gelato classici e più fortunati è molto amato dai nostri connazionali anche come snack, tanto da essere il preferito tra la frutta secca a guscio. Quasi 7 intervistati su 10 affermano di consumarlo regolarmente. Dalla ricerca emerge che i pistacchi vengono consumati nell’arco dell’intera giornata con un picco nel break pomeridiano, con oltre 1 italiano su 2 che dichiara di mangiarli come spuntino post pranzo. Sul secondo gradino del podio c’è invece l’aperitivo: il 47% degli intervistati ammette che sono ottimi come snack insieme a olive e patatine durante l’happy hour, mentre 4 connazionali su 10 preferiscono consumarli durante la cena. Quanto alla stagionalità, al primo posto c'è l’autunno con il 77% delle preferenze, subito dopo c’è l’inverno con il 75% dei voti, al terzo posto l'estate preferita dal 64% degli italiani e a chiudere la classifica la primavera con il 61%.

Utilizzati anche nei primi piatti, oltre che nei dessert

Oltre 8 italiani su 10 dichiarano di mangiarli da soli come snack. Tra gli intervistati non mancano però coloro che preferiscono utilizzarli invece come ingredienti: il 45% afferma ad esempio che con questa frutta secca realizza dessert, il 42% invece preferisce utilizzarli all’interno di antipasti o aperitivi, mentre il 33% li usa per dare un tocco di croccantezza e gusto in più al proprio primo piatto. Insomma, non mancano mai nelle dispense casalinghe degli italiani. Sarà il caso di segnarsi la data del 26 febbraio, magari per inventare qualche nuova idea con protagonista il gelato al pistacchio.

Americano Bianco il nuovo aperitivo di Liquori delle Sirene

Aperitivo Americano Bianco Sirene su vassoio
Distribuito da Rinaldi 1957, Aperitivo Americano Bianco si aggiunge alla gamma di specialità Liquori delle Sirene, elaborate sulle sponde del lago di Garda dalla giovane titolare, sommelier e master blender Elisa Carta.

Presentato a The Doping Bar di Milano il nuovo Aperitivo Americano Bianco di Liquori delle Sirene, ottimo da bere in purezza con un cubetto di ghiaccio o miscelato in cocktail con rum, gin o mezcal.

La prevalenza della botanica genziana sull'assenzio è caratteristico dei liquori a base di vino chiamati Americano che così si differenziano dai vermouth. Così Elisa Carta, master blender, sommelier e titolare della società Liquori delle Sirene, ha messo a punto il nuovo Aperitivo Americano Bianco a base di vino Trebbiano del Garda, aromatizzato con botaniche come genziana, verbena e angelica provenienti dalla vicina zona veronese del Monte Baldo, insieme a viola del pensiero, anice e menta. Altre botaniche provengono dal Sud Italia come arancia dolce, coriandolo e pepe nero.

Aperitivo Americano Bianco Sirene

«Mia nonna Carlina, la prima alchimista di famiglia - precisa Elisa Carta - mi ha insegnato tutto quello che sapeva sulle erbe e sulla loro lavorazione; usava fare una sorta di vermouth che aromatizzava con erbe e spezie. Aggiungeva delle piante amare e lo chiamava a modo suo "Vin Amaricà", vino con sentori amari. Da qui l'idea di riprendere la creazione di quel particolare tipo di bevanda, un po' amara e ovviamente naturale, come tutti i prodotti di Liquori delle Sirene». Dopo lunghe ricerche nasce così Aperitivo Americano Bianco Sirene.

Aperitivo Americano Bianco ha un gusto leggermente amaro, profumato e complesso, senza chimica aggiunta e nessun aroma artificiale (17° alc). Aperitivo Americano Bianco si aggiunge ad altri prodotti alcolici della gamma Liquori delle Sirene come Canto Amaro, Aperitivo Americano Rosso ed Elisir d'Amore Bitter. Il nome dell'azienda Liquori di Sirene si rifà a antica leggenda su un gruppo di pescatori che, in una calda notte d'estate, mentre si riposavano in una suggestiva baia della sponda veronese, furono avvicinati da alcune bellissime sirene che offrivano una bevanda che ridava forza e il desiderio di tornare a casa.

La presentazione è avvenuta nel corso di una serata degustazione presso The Doping Club di Milano alla presenza, oltre che del titolare Elisa Carta di Liquori delle Sirene, di Gabriele Rondani, responsabile marketing del distributore Rinaldi 1957 di Bologna.

Presentatri dal bar manager di The Doping Bar, Alberto Corvi, gli abbinamenti food sono stati curati dallo chef residente Luigi Gagliardi.

Aperitivo Americano Bianco con un cubetto di ghiaccio abbninato con una ceviche di ricciola e anellini di jalapeños;
Apertivo Americano Rosso con un cubetto di ghiaccio abbinato con un minitacos farcito con gambero argentino reso croccante da un passaggio con cannello, guarnito con salsa guacamole e petali di cipolla.
Cocktail Le Fleurs du Mal composto da Rum Don Papa, Aperitivo Americano Rosso Sirene, Tè ai Frutti Rossi, Granatina e cubetti di ghiaccio abbinato a un classico Tiramisù.

 

 

World Chocolate Masters, Anna Gerasi vince la finale italiana

La pasticciera di Brescia sarà la nostra portacolori nella prestigiosa competizione internazionale sul cioccolato di ottobre, a Parigi. Livello altissimo nelle opere dei sette finalisti italiani, ma Anna si è distinta per la ricerca sulle materie prime e le tecniche impiegate

Sarà Anna Gerasi a rappresentare l’Italia nella finale del World Chocolate Masters in ottobre, a Parigi. La pasticciera di Brescia ha trionfato ieri sera alla finale italiana del concorso, la più importante competizione internazionale riservata agli artigiani del cioccolato.

Dalla scultura alla pralina: le creazioni vincenti di Anna Gerasi

Al secondo posto si sono piazzati il giovane Filippo Valsecchi, della pasticceria ArteSapori di Lecco, e Matias Ortiz, del Foyer alla Scala di Milano.

Pensare al futuro con l'occhio del designer e l'arte del professionista

I sette finalisti hanno lavorato alacremente per tutta la giornata, nelle postazioni predisposte presso la sede di Selmi Chocolate Machinery a Pollenzo (Cuneo), che ha ospitato l’evento organizzato da Chocolate Academy Milano e Cacao Barry. I finalisti non hanno semplicemente creato dei dessert: ai professionisti in gara è stato chiesto di pensare come dei designer, di creare nuovi formati per i loro dolci, di lasciarsi ispirare dagli stimoli dettati dalle tendenze del momento e di pensare come imprenditori. Naturalmente hanno anche dovuto mostrare i muscoli, mettendo in campo una tecnica impeccabile. Proprio grazie alla gamma di tecniche e soluzioni utilizzate, Anna Gerasi si è guadagnata i favori della giuria: ha infatti vinto tutte le prove della giornata, salvo quella dedicata alla pralina (vinta da Filippo Valsecchi). Il tema trasmesso ai candidati è riassunto in un parola: #tomorrow. L’intento era dare una interpretazione del futuro della pasticceria, tenendo conto delle tendenze care alle nuove generazioni: attenzione alla sostenibilità e alla salubrità nelle scelte alimentari, diminuzione dell’apporto calorico e del carico zuccherino nei dolci, riuso e riciclo. I pezzi di design, i dessert monopozione e le praline dovevano riflettere il tempo presente, con tutte le preoccupazioni legate al futuro del pianeta, ma anche contenere uno spunto di ottimismo verso il futuro.

Le prove: uno sforzo di inventiva senza dimenticare il mercato

Le prove previste erano cinque. La prima, denominata #design, prevedeva la realizzazione di una scultura in cioccolato, una creazione da assemblare dal vivo davanti ai giudici con un peso complessivo di massimo 5 kg. Anna ha scelto di raccontare la necessità per l’essere umano di ritornare alla Natura. L’ispirazione nasce del corpo femminile, sinuoso e vitale, che si fonde con una pianta di cacao, simbolo per eccellenza delle foreste tropicali. La seconda prova, #taste, prevedeva la realizzazione di una creazione di pasticceria fresca con tre ingredienti “obbligatori”: un cioccolato a scelta del candidato, tra quelli messi a disposizione da Cacao Barry; un frutto di propria scelta e un ingrediente locale, proveniente da una produzione artigianale del territorio del candidato stesso. Il tutto in una monoporzione con almeno tre consistenze diverse e un peso compreso tra i 50 e i 75 grammi. La vincitrice ha presentato alla giuria il suo Theobroma Citrus, un brownie al cioccolato e arancia, crumble di nocciola e arancia, gel all’arancia e crema al cioccolato a base d’acqua.

La terza prova, denominata #snack, prevedeva invece la creazione di uno snack da passeggio, da preparare o guarnire al momento e consumare fuori dal locale, 100% vegano e a base di cioccolato puro, equilibrato dal punto di vista nutrizionale e con una spiccata nota di gusto. Qui la Gerasi ha stupito con COCO Twist, uno snack di frolla vegetale, ganache mandarino e cioccolato Madirofolo, caramello vegetale al mandarino e semi di girasole, racchiuso in un packaging interattivo in Bio Mais progettato dalla pastry chef e ottenuto tramite stampa 3D. Per la quarta prova, #bonbon, i finalisti hanno creato ciascuno un cioccolatino puro, senza emulsionanti, coloranti o aromi artificiali, con ingredienti locali e scelti per dare una impronta precisa alla pralina (alimenti funzionali o dal gusto particolare, ad esempio). Anche in questo caso il dolce doveva riflettere la propria interpretazione del tema tomorrow e proporre due consistenze diverse. Anna ha realizzato una pralina completamente vegetale, il Lemon Fruit, composta da cioccolato Madirofolo, caramello vegetale, ganache al cioccolato Madirofolo, gel a limone del Garda e croccante alla mandorla. Prova finale #you, la presentazione di un video con la storia, le motivazioni e la visione del pasticcere sul tema guida della competizione e la spiegazione delle scelte fatte nelle diverse ricette e nella selezione degli ingredienti e dei dettagli di design.

Verso la finale di ottobre

A giudicare il lavoro dei sette finalisti un gruppo di pesi massimi della pasticceria: Loretta Fanella, Davide Comaschi (World Chocolate Master 2013), Enric Rovira, il direttore di Cast Alimenti Vittorio Santoro e i due specialisti del training center Selmi Maurizio Allodi e Luciano Varetto. Loretta Fanella, nel premiare la collega Anna, le ha augurato di diventare la prima donna vincitrice del contest internazionale. Appuntamento a Parigi, in autunno, con tanto lavora da fare in vista della gara.

css.php