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Quattro nuovi manager per Compagnia dei Caraibi

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Il riassetto manageriale, nel segno della promozione del capitale umano interno dell'azienda, riguarda le aree marketing, comunicazione, operations e innovation

Giri di poltrone in Compagnia dei Caraibi. La società benefit, specializzata nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia da premium a ultra-premium e di birre craft italiane, ha avviato un processo di sviluppo manageriale e di valorizzazione delle proprie risorse interne con quattro nuove nomine finalizzate a ottimizzare i processi e incrementare ulteriormente il proprio business sul mercato italiano e internazionale.

I nuovi manager

Marketing, comunicazione, operations e innovation le aree interessate dal riassetto. A guidare la prima, nel ruolo di marketing director, è stata proossa Marta Damini, classe 1983 con oltre 10 anni di esperienza professionale in aziende multinazionali del settore Fmcg (Fast moving consumer goods) durante i quali ha sviluppato competenze trasversali nel customer e nel consumer marketing. La manager si occuperà del coordinamento delle aree di brand management, eventi e advocacy con l’obiettivo di costruire piani di brand integrati in sinergia con la comunicazione e il commerciale. L’obiettivo è l’attivazione on field dei piani di marketing e il posizionamento sempre più vicino all’industry e alla bartender community.

Emanuele Frasson è invece il nuovo chief customer experience, innovation & change officer. Il manager, classe 1984, ha lavorato nel mondo assicurativo, dove ha sviluppato competenze specifiche sulle tecnologie innovative: dalla progettazione di soluzioni technology-driven di valore orientate al cliente allo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, modelli di business. E proprio l’innovazione sarà uno dei focus del suo lavoro, con l’obiettivo di creare connessioni tra le diverse aree della società, ridisegnare i processi per poter interpretare la tradizione aziendale con un nuovo approccio e offrire un’experience sempre migliore.

Per il ruolo di chief communication officer è stata scelta Diana Lisci, classe 1982 con 16 anni di esperienza nel settore della comunicazione, con un focus nel segmento food&beverage. Il suo percorso professionale unisce esperienza di agenzia e di azienda, un mix prezioso nello sviluppo di competenze e skills trasversali. Toccherà a lei identificare e guidare toni e contenuti delle diverse aree aziendali e definire strategie mirate per le differenti aree di business, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale aziendale e di costruire uno storytelling efficace e differenziato per media, target e contenuti.

Classe 1981, Alessio Mirani è il nuovo chief operating officer. Il manager ha maturato una forte esperienza nel management in soggetti pubblici e privati del settore umanitario e socio-assistenziale, supportando le organizzazioni nell’analisi e nella validazione dei processi all’interno della catena di comando e controllo, sviluppando competenze nel change management in ottica di efficienza funzionale e organizzativa. Si occuperà di coordinare le attività operative aziendali, quali acquisti/approvvigionamenti, produzione, logistica e l'assistenza clienti post-vendita, puntando a rendere più efficiente e strutturato l’intero workflow aziendale.

Un riassetto all’insegna dei valori di Compagnia dei Caraibi

Il riassetto manageriale è una conseguenza naturale dei grandi risultati raggiunti da Compagnia dei Caraibi negli ultimi anni e dell’importante crescita del suo business che richiede un organico sempre più dinamico per far fronte all’aumento dei brand in portfolio e all’ottimizzazione dei processi. Al tempo stesso conferma l’impegno nel supportare e promuovere il capitale umano del gruppo. Impegno preso nel solco della parità di genere e dell’investimento sulle nuove generazioni, che permette all’azienda di Vidracco di poter contare su un organico con un’età media di 36,8 anni composto per il 47% da figure professionali femminili.

Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha, la nuova special edition Eraclea

Cioccolata Bianca tè verde matcha special edition Eraclea
Nasce dall'incontro tra la dolce cremosità della cioccolata bianca e la freschezza del tè verde Matcha la nuova referenza della gamma di cioccolate monodose del brand di Lavazza

Calda, densa profumata e con un insolito, quanto accattivante colore verde. È la Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha, la nuova special edition della tradizionale bevanda per i mesi autunnali e invernali firmata Eraclea. Con questo nuova referenza il brand gruppo Lavazza continua ad ampliare la sua già ricca gamma di cioccolate monodose dai gusti classici o più estrosi, valorizzandone le sue tre anime, fondente, al latte e bianca, declinandole in sempre nuove espressioni pensate per regalare ai clienti bar esperienze di gusto distintive e inattese.

Un’esperienza di gusto in questo caso tutta giocata sul sorprendente incontro tra la dolce cremosità della cioccolata bianca e la freschezza delle foglie di tè verde dalle note delicatamente erbacee. Il tè verde Matcha è uno dei super food più apprezzati dai consumatori e la sua presenza nella formula della cioccolata bianca, cui dona il suo caratteristico colore verde, testimonia ancora una volta dell’attenzione posta da Eraclea verso i nuovi trend di consumo, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze anche di quella parte della clientela bar desiderosa di esplorare nuove frontiere del gusto, sia della fetta di pubblico più giovane e naturalmente portata alla ricerca della novità. Sempre senza rinunciare alla qualità e all’eccellenza del risultato finale in tazza che caratterizza le referenze del marchio.

Facile da preparare, basta aggiungere solo latte o una bevanda vegetale nella cioccolatiera, la Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha è disponibile in confezione da 15 bustine da 30 g l'una con la nuova grafica ispirata alle decorazioni tradizionali delle porcellane cinesi. Bustine vendibili anche singolarmente nei bar per il consumo domestico e la regalistica e ideali per la composizione di confezioni regalo originali e distintive.

Mare Mio by Gin Mare ripulisce le acque di Capri

L'ecosub Marco Spinelli durante l'operazione Mare Mio by Gin Mare
Presentati con un video i risultati del secondo anno dell'operazione Mare Mio by Gin Mare in collaborazione con Marevivo Onlus.

Grande successo del progetto Mare Mio by Gin Mare volto a ripulire le acque del mare di Capri. Il celebre Mediterranean Gin ha così voluto supportate questa meritoria operazione ecologica visto che parte del suo successo è dovuto alla aromatizzazione con i Limoni di Capri/Sorrento Igp. Creato dalla spagnola Vantguard, recentemente Gin Mare è passato in proprietà all'americana Brown-Forman, mentre la distribuzione è rimasta a Compagnia dei Caraibi.

La presentazione dei risultati del secondo anno del progetto Mare Mio by Gin Mare (in collaborazione con Marevivo Onlus) a cura dell'agenzia SpoonGroup, è avvenuta a Casa Lago di Milano, con un apposito video "Capri sott'acqua" presentato dall'eco-sub Marco Spinelli. Presenti Cristina Dotti, Marketing Manager e Cristina Gutierrez Mora, Sales Analyst di Brown-Forman Italia.

Sono circa 600 kg i rifiuti raccolti e sottratti dalle acque che circondano l’isola di Capri, la perla del Mediterraneo.
Il progetto Mare Mio promosso da Gin Mare consiste nel ripulire le acque e le grotte capresi dai rifiuti emersi, da maggio a settembre 2022 di prima mattina ha effettuato regolari uscite in mare con un gozzo, l’imbarcazione tipica di Capri usata da secoli dai pescatori isolani.

Avviata nel 2021, l'operazione Mare Mio quest’anno si è arricchita della collaborazione di Marevivo, l’associazione nazionale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, con più di 30 anni di esperienza nella tutela dei mari e delle sue risorse. Questa partnership ha permesso di analizzare e catalogare i rifiuti e provvedere al corretto smaltimento.

L’analisi e la mappatura del materiale raccolto hanno messo in evidenza l’abbondante e predominante presenza della plastica che rappresenta oltre 1/3 della quantità dei rifiuti rinvenuti. Gli oggetti più diffusi sono stati i materiali come incarti di caramelle e patatine, cannucce, forchette, coltelli, cucchiai, sacchetti, contenitori e bottiglie di plastica, tra i ritrovamenti ricorrenti anche gli attrezzi da pesca come lenze e reti abbandonate.

Un risultato che colpisce e fa riflettere su quanto ancora ci sia superficialità nell’agire di tutti noi quando si buttano inavvertitamente piccoli oggetti in acqua che hanno però un grande impatto sull’ecosistema senza pensare al dovere di salvaguardare l’ambiente a favore delle generazioni future. Generazioni coinvolte grazie alla collaborazione tra Mare Mio e Marevivo, che hanno promosso a fine agosto una giornata dedicata alla pulizia del mare con l’aiuto di volontari armati di canoe e retini.

Questa call to action non si è fermata all’offline, ma ha animato per tutto il periodo estivo anche i canali social e coinvolto la community digitale di Gin Mare, per sensibilizzare, educare e sottolineare ancora una volta l’obiettivo del marchio volto alla cura e alla preservazione del Mar Mediterraneo, a cui deve la sua essenza.

A corollario di questa importante attività, Gin Mare ha realizzato un documentario-video dal titolo “Capri sott’acqua”, un racconto del videomaker e social activist Marco Spinelli. Il documentario è dedicato al racconto dell’ambiente marino caprese e delle specie che popolano il Mare nostrum e vuole essere anche un manifesto per promuovere pratiche etiche e consapevoli volte a preservare e mantenere un equilibrio a salvaguardia di noi stessi e del nostro ecosistema. Con questo progetto Gin Mare va ad arricchire la web serie “Voci di Capri” lanciata lo scorso anno, dove si dipinge l’autenticità dell’isola attraverso i racconti di alcuni dei suoi abitanti più rappresentativi. Da oggi si potrà vivere e scoprire anche com’è Capri sott’acqua.

Barawards, i protagonisti: Chiara Bergonzi

chiara bergonzi Barawards 2021
Intervista alla vincitrice del Premio Brand ambassador Coffee&more dell'anno a Barawards 2021: «È fondamentale fornire dei contenuti: ricette, tutorial, consigli. Con costanza»

Non solo miscelazione. La piacentina Chiara Bergonzi, trentasette anni, è stata premiata come Brand ambassador dell’anno nel segmento caffè, dimostrando l’evoluzione e l’allargamento del settore. Se l’idea di brand ambassador è quasi sempre associata con il mondo del bar notturno (distillati, liquori), la caffetteria sta stabilmente appropriandosi di dinamiche simili: «Paradossalmente, è una figura cresciuta enormemente in tempo di pandemia. Con le chiusure, l’attività è esplosa nel digitale, per cui è andata rendendosi sempre più utile una buona comunicazione, con figure di riferimento». Adesso, inoltre, il mondo dell’ospitalità si sta rendendo conto dell’importanza di un caffè di qualità, che richiede anche una formazione di livello: «Il caffè richiede competenza. Il comparto Horeca necessita di tecniche e consigli di cui il consumo di caffè casalingo non ha bisogno; è per questo che la figura del brand ambassador si fa strada, noi ad esempio organizziamo anche tour professionali, training».

Bergonzi è ormai da 15 anni protagonista del settore: già a ventidue anni passò dal gestire una caffetteria propria a un locale che le permise di avvicinarsi anche agli aspetti gestionali e manageriali, fino all’approccio con la latte art, cui è stata introdotta dal guru Luigi Lupi. Dal 2012 al 2014 tre titoli nazionali di specialità consecutivi, poi una sequela di certificazioni e successi (nel 2021 è capogiudice internazionale per la Specialty Coffee Association): nel 2018 fonda la microroastery LotZero a Milano, ed è autrice di due libri editi da Heopli.

Ma cosa rende un brand ambassador del caffè, una figura valida? «Serve una comunicatività di alto livello, è la prima cosa che penetra nell’impatto con il consumatore. Al tempo stesso è fondamentale contribuire all’esperienza, fornire dei contenuti: non si tratta solo di aspetto o packaging, ma di ricette, tutorial, consigli. E poi sicuramente la costanza: rappresentare un brand o un prodotto significa essere presenti sempre, credere negli stessi valori e farli propri».

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Arriva Zabà Nero, lo zabaione al sakè italiano

Zabà Nero
Zabà Nero
Alberto Marchetti e il produttore di riso gliAironi hanno realizzato una rivisitazione della celebre ricetta piemontese

Zabà Nero è l'ultimo nato del laboratorio di Alberto Marchetti. Si tratta di uno zabaione al sakè italiano inserito nella linea speciale di prodotti del celebre maestro gelatiere torinese. Insieme con gliAironi, produttore di riso d'eccellenza vercellese, ha aggiunto allo zabaione Nero, il primo sakè italiano ottenuto da materie prime coltivate in Italia.

Com'è fatto Zabà Nero

Zabà Nero è una crema a base di tuorli d’uovo, zucchero e marsala da accompagnare con biscotti o gelato. Si può versare su una fetta di pandoro o arricchire con la panna. La particolarità di questo nuovo Zabà, che entra nella linea degli speciali ricettati firmati da Marchetti, sono proprio le note date dalle erbe botaniche tipiche del vermouth torinese. Proprio a loro Nero si ispira per la fortificazione. Questi sapori si mescolano al gusto classico dello zabaione, per creare una miscela dal sapore unico e, per la prima volta, dal colore inedito. Fedele alla filosofia con la quale realizza i propri gelati, per il suo Zabà Marchetti utilizza pochi ingredienti, selezionati con cura. «Le uova sono fresche, ottenute da galline felici allevate a terra, selezionate da Fantolino. Lo zucchero è italiano al 100% di Italia Zuccheri. La ricetta è quella di Langa, con il marsala, e la tradizione è torinese, come le mie radici», spiega Marchetti. «Abbiamo sempre creduto nella grande versatilità di Nero, un prodotto nato per la mixology così come per il consumo liscio, e anche per le sperimentazione di food pairing – dichiara Gabriele Conte, socio de gliAironi – Siamo quindi particolarmente felici che un nome così importante dell'arte dolciaria abbia scelto Nero per inserire nella gamma dei suoi prodotti uno zabaione speciale, dal gusto completamente nuovo».

All’Accademia Trucillo selezionati i primi finalisti Sca Italy

Marco Poidomani- vincitore cat. Coffe in Good Spirits_courtesy by CoffeeAndLucas myMediaStudio
Dopo tre anni riprendono le selezioni per il concorso nazionale Sca Italy sulle nuove proposte per il caffè. La Tappa Sud è stata organizzata presso Accademia Trucillo di Salerno. Finalissima al Sigep 2023 di RiminiFiera.

Si è tenuta all'Accademia Trucillo (nella sede di Caffè Trucillo) a Salerno la Tappa Sud della gara nazionale organizzata da SCA Italy (Specialty Coffee Association) dedicata ai nuovi utilizzi del caffè. Dopo tre giorni di confronti, i quattro vincitori di categoria sono: Arianna Peli (Barista), Stefano Cevenini (Latte Art), Andre Tomassi (Brewers) e Marco Poidomani (Coffee in Good Spirits).
Confermato anche il prossimo appuntamento (Tappa Centro) che si terrà il 23-24-25 novembre presso la sede di Simonelli Group a Belforte del Chienti (Macerata). I selezionati delle varie tappe si ritroveranno insieme per la Finale Nazionale Sca Italy in programma dal 21 al 25 gennaio 2023 al Sigep di RiminiFiera.

Sono stati tre giorni di gare serrate sotto gli attenti occhi di nove instancabili giudici come Chiara Bergonzi (capo giuria), Francesca Bieker, Fosca Vezzulli, Andrea Faggiana, Jonathan Bruno, Andrea Alberghini, Marco Aloy, Simone Cattani ed Errico Stigliano che hanno osservato, analizzato, assaggiato le realizzazioni a base di caffè e hanno infine emesso i loro insindacabili verdetti.

La giuria tra Antonia Trucillo e Alessandro Coda

Il primo giorno di gara nella stupenda cornice della scuola di caffè salernitana ha visto protagonisti i concorrenti nella disciplina BARISTA: Arianna Peli, Federico Pinna, Giacomo Sciacca e Riccardo la Venia, Grazia Capasso, Elena Cioce e Carolina Cascino.
La gara ha richiesto ai baristi di mettere alla prova le proprie abilità ed eseguire diverse preparazioni attraverso l'uso di tecniche innovative.
Dopo il verdetto dei giudici, il primo posto è stato assegnato ad Arianna Peli che insieme a Federico Pinna, Giacomo Sciacca e Riccardo La Venia gareggeranno a Rimini.

Il secondo giorno è stato dedicato a LATTE ART: i concorrenti Stefano Cevenini e Michele Intravaia hanno dimostrato abilità nella creazione di disegni artistici in tazza. Le tazze di Stefano Cevenini hanno convinto i giudici, conquistando il primo posto, che insieme al secondo classificato Michele Intravaia gareggerà a Sigep 2023.

Il terzo e ultimo giorno è stato suddiviso tra due discipline: BREWERS e COFFEE IN GOOD SPIRITS. La prima è una competizione che si concentra sui metodi alternativi di estrazione, i cosiddetti "metodi filtro". I giudici valutano l’aspetto sensoriale del caffè presentato per aroma, acidità, corpo, bilanciamento e aftertaste e successivamente confrontano quello che loro hanno trovato all’assaggio con quello che il concorrente ha dichiarato. Il primo posto è stato assegnato ad Andre Tomassi, il secondo a Maria Giovanna Coppola, entrambi qualificati per Sigep 2023.

Infine, l’ultima gara COFFEE IN GOOD SPIRITS, ha visto i concorrenti Marco Poidomani e Giorgio Gervasoni sfidarsi in una disciplina affascinante che coniuga il mondo del caffè e quello del bartending, per creare delle bevande classiche o di fantasia. In dieci minuti hanno preparato due Irish Coffee e due cocktail a base di caffè caldo e alcolici. Marco Poidomani ha convinto i giudici che lo hanno dichiarato vincitore.

Commento della giuria:«Drink ispirati al Natale, il primo caldo con i simboli del Natale boreale con sciroppo al panettone brandy, il secondo freddo dedicato all'emisfero australe con riferimento e utilizzo di prodotti di Salerno tra cui gin e limone».

«Siamo particolarmente contenti dell'energia che abbiamo sentito in questa tappa all'Accademia Trucillo - ha dichiarato Alessandro Coda, coordinatore eventi Sca Italy - il primo evento dopo tre anni di fermo con una novità importante come la prova con le bevande a base vegetale. Abbiamo voluto essere innovativi perché il trend di richiesta di queste bevande è in fortissima crescita».

«Vedere tanti giovani mettersi in gioco - ha commentato Antonia Trucillo, marketing manager e Direttrice Accademia Trucillo - è stato emozionante vedere la determinazione, l'entusiasmo, il coraggio e il grande livello di preparazione. Molti erano alla loro prima esperienza di gara e questo ha fatto riemergere forte la vitalità di un settore che siamo felici di aver potuto ospitare come Accademia».

Antonia Trucillo e Alessandro Coda di Sca Italy

All'evento hanno contribuito il main sponsor Brita Italia (filtri per acqua), e alle altre aziende sostenitrici: Alpro (bevande vegetali), BWT Italia (trattamento acqua), Centrale del Latte di SalernoCupiello (croissanterie), DM Italia (drugstore), Muma Gin, Valrhona (cioccolato).

Passione e processi d'avanguardia per Caffè Trucillo

La Tappa Sud è risultato un evento molto importante, sia per le moderne strutture messe a disposizione dall'Accademia Trucillo sia per l'impegno dedicato dai diversi componenti della famiglia proprietaria della torrefazione salernitana, da Fausta Colosimo Trucillo al general manager Francesco Giordano. Decisiva, inoltre, è stata la presenza di vari professionisti della scena nazionale e internazionale del caffè come il neozelandese globe-trotter Damian Burgess, alle coffee specialist Jessica Sartiani e Chiara Bergonzi che, con le loro dimostrazioni e workshop, hanno animato le giornate e smorzato la inevitabili tensioni da gara.

Jessica Sartriani, Damian Burgess e Antonia Trucillo

Fondata nel 1998, Accademia Trucillo è diventato un importante centro internazionale di formazione professionale per il mondo caffè del canale bar, ristorazione e ospitalità. A oggi sono stati oltre diecimila gli operatori del settore che hanno frequentato lezioni e corsi dell'Accademia. La sua costituzione è stata fortemente voluta da Fausta Colosimo Trucillo, moglie dell'ad Matteo Trucillo, subentrato al fondatore Cesare (1950) negli anni Ottanta, insieme ai fratelli Umberto, Matteo e Vittorio. Oggi sta entrando in attività la terza generazione Trucillo con Antonia (formazione e marketing), Andrea (processi produttivi) e Cesare jr (export). L'Accademia si ispira agli stessi principi etici della torrefazione Caffè Trucillo che fin dall'origine ha puntato su prodotti di alta qualità senza compromessi. Per esempio l'azienda rifiuta da sempre di fornire macchine da caffè in comodato (pur essendo concessionaria locale di La Cimbali/Faema) o di legare i clienti con servizi finanziari basati su contratti in esclusiva e a lunga scadenza.

Da sinistra, Cesare, Antonia, Fausta, Matteo e Andrea Trucillo

Con un investimento di circa 15 milioni di euro, nel 2016 è stato inaugurato il nuovo e moderno stabilimento che dispone di circa 10mila mq, 5mila dei quali coperti, nella zona industriale di Salerno. Nella stessa sede trovano casa comune le linee di produzione, l'Accademia, la Coffe Lounge, il Coffee Lab e il Coffee Shop.

In particolare il Coffe Shop è stato realizzato in un grande ambiente vetrato, con un grande bancone non alto e senza pedane, con una pianta a T che si collega con la zona Coffee Lounge. Su di esso sono state installate sia moderne macchine per caffè espresso La Cimbali/Faema, sia macchine per le varie estrazioni brewing di caffè filtro.

Da dicembre 2019 è entrato in funzione un moderno impianto fotovoltaico da 100 kWp che, attraverso 350 pannelli, consente una produzione di 134mila kWh/anno che soddisfa oltre il 75% del fabbisogno energetico aziendale, con una riduzione di Co2 pari a 49mila kg all'anno.

Il detto "La qualità si fa sul campo" è ampiamente seguito da Caffè Trucillo. La selezione dei caffè verdi Arabica e Robusta viene fatta direttamente nei Paesi di origine dei tre continenti con appositi viaggi coordinati da Antonia Trucillo e Damian Burgess.  Il controllo di filiera viene realizzato dal Coffee Lab per dare vita a una gamma di una decina di miscele, in grani e macinate, tostate con metodo a convenzione per una torrefazione uniforme. Ogni fase del processo rispetta le procedure del sistema Uni En Iso 9001:2015 e il caffè viene certificato dall'Istituto dell'Espresso Italiano, di cui Caffè Trucillo è tra i fondatori. Da segnalare per il canale horeca le miscele certificate BIO Bar.

Caffè Trucillo serve oltre 2mila locali in Italia, con una forte presenza in provincia dei Salerno, nell'area tirrenica, in Lombardia e Trentino, più una forte espansione in 40 Paesi di tutto il mondo (oltre il 70% della produzione), dal Medio Oriente (Egitto in particolare) con coffee shop a marchio a Dubai, all'Est Europa, alla costa atlantica del Nord America, alle Maldive e alla Corea.

Un'attenzione particolare è stata data anche al design minimalista delle confezioni e al materiale di servizio (in primis la tazzina espresso da 25 ml), caratterizzato dal payoff "True Italiano" per sottolineare il carattere vero, autentico e senza fronzoli delle caffè italiano di alta qualità. Matteo Trucillo ama affermare :"Se sei una persona di qualità, farai sicuramente un prodotto di qualità. Il nostro caffè è la semplice prova di ciò in cui crediamo".

 

Gruppo Campari: le vendite volano anche nel terzo trimestre

Bob Kunze-Concewitz ceo di Gruppo Campari
Bob Kunze-Concewitz, ceo di Gruppo Campari
Le ottime performance dei marchi del Gruppo sono proseguite durante i mesi estivi, portando il valore totale delle vendite nei primi 9 mesi dell'anno oltre i 2 miiardi di euro

Prosegue la crescita sostenuta delle vendite di Gruppo Campari. A dirlo i numeri delle informazioni finanziarie aggiornate al 30 settembre, che confermano anche per il terzo trimestre dell’anno le ottime performance già registrate nel primo semestre (leggi Continuano a volare le vendite di Campari Group). Anche nei mesi di luglio, agosto e settembre le vendite hanno infatti registrato un incremento a valore a doppia cifra, +18,6% rispetto allo stesso periodo del 2021, anno già molto positivo, portando il totale dei primi nove mesi a superare i 2 miliardi di euro, in aumento del 27,3% sul periodo gennaio settembre del 2021.

La conseguenza di tale crescita è stata un forte aumento anche del margine operativo lordo rettificato, salito a 557,8 milioni dai 418 dei primi nove mesi del 2021, e quindi della marginalità passata dal 26,5% al 27,8%. Il Gruppo ha terminato i primi nove mesi del 2022 con un utile ante imposte rettificato di 483,3 milioni di euro.

«La solida performance delle vendite è proseguita durante la stagione chiave estiva, grazie alla dinamica molto positiva dei brand, alla continua forza del canale on-premise, alle condizioni meteorologiche favorevoli e all'impatto iniziale degli aumenti di prezzo – ha commentato in una nota Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer di Gruppo Campari -. Guardando al resto del 2022, rimaniamo fiduciosi sulla dinamica positiva del business con la sovra performance dei nostri marchi chiave rispetto ai mercati di riferimento grazie alla forza dei brand. Dal punto di vista degli ordini di vendita, ci aspettiamo una normalizzazione del trend di crescita nell'ultimo trimestre che riflette il mix di vendita stagionale e le sfide a livello di supply chain in aree selezionate. Allo stesso tempo, la volatilità e l'incertezza persistono a causa della pandemia in corso, delle tensioni geopolitiche e dell'elevata pressione inflazionistica, quest'ultima mitigabile da incrementi di prezzo».

Forte cresita per Aperol e Campari

Andando a guardare le performace dei brand nei primi 9 mesi, quelli a priorità globale (pari al 60% del totale) hanno registrato una crescita a livello organico del 21,2%. In particolare, molto positivo l’andamento di Aperol, cresciuto +31,4%, grazie ai mercati principali come Italia (+25,5%), Germania (+35,4%), Stati Uniti (+56,7%), Spagna (+100,8%), Francia (+29,4%) e Regno Unito (+21,6%), e in tutti gli altri mercati chiave. Altrettanto positivo l’andamento delle vendite di Campari, incrementate del 29,9% (+26 nel terzo trimestre), trainato dal mercato italiano (+34,1%), che resta il principale per il marchio, ma anche dagli ottimi risultati ottenuti negli Stati Uniti, Brasile, Giamaica, Nigeria, Argentina, Global Travel Retail e Spagna. Il brand inoltre continua a beneficiare del trend della mixology a casa e del riposizionamento di prezzo in rialzo.

Sostenuta anche la crescita di Wild Turkey, +22,1%, con un'accelerazione nel terzo trimestre, principalmente grazie al mercato principale degli Stati Uniti e alla Corea del Sud, e del portafoglio di rum giamaicani, +16,4%, grazie a Giamaica, Nuova Zelanda e Messico. Bene è andato Grand Marnier, per via della crescita in Canada, Francia e Global Travel Retail, che ha più che compensato la debole performance nel mercato principale degli Stati Uniti, influenzata dalle limitazioni sul vetro e sulla logistica. In controtendenza le vendite di Skyy, calate del 3,7%, principalmente a causa di Stati Uniti e Cina, calo in parte mitigato dagli altri mercati internazionali.

Espolòn corre negli Usa, Crodino in Italia

Molto positivi i risultati dei brand a priorità regionale (pari al 24% del totale) che nel complesso hanno registrato un +23,5%. Da segnalare in questa categoria la crescita a doppia cifra (32%) di Espolòn, con un'accelerazione nel terzo trimestre (+53,9%), grazie al mercato Usa, e di Crodino, in questo caso grazie alla forte crescita nel mercato principale, l’Italia, e nei mercati più recenti, e The GlenGrant, grazie alla premiumisation del portafoglio. Buono l’incremento delle specialty italiane, i vermouth e gli spumanti (Cinzano, Mondoro e Riccadonna) e Aperol Spritz ready-to-enjoy. In lieve calo Magnum Tonic, a causa delle continue difficoltà di approvvigionamento.

Continuano a crescere anche i marchi locali

Meno spettacolare, ma sempre ottima, la performance dei marchi a priorità locale (pari al 8% del totale), con le vendite salite del 7,2%. Tra questi i migliori risultati sono stati ottenuti da Campari Soda, Skyy ready-to-drink e Cabo Wabo. Stabile invece Wild Turkey ready-to-drink, frenato dai problemi logistici legati alle spedizioni transoceaniche verso l’Australia, mentre X-Rated ha riscontrato un lieve calo in seguito alla performance debole in Cina a sua volta generata dai ripetuti lockdown per la pandemia che si sono verificati nel Paese.

Ruben Sudmeier è The Vero Bartender Global 2022

The Vero Bartender Global 2022 - Ruben Sudmeier
In primo piano Ruben Sudmeier, The Vero Bartender Global 2022
L'head bartender del Café Niebla Bar di Salamanca si è imposto sugli altri 13 concorrenti nella finale internazionale di The Vero Bartender, il contest firmato Amaro Montenegro

È Ruben Sudmeier il vincitore della terza edizione di The Vero Bartender Global 2022, la cocktail competition internazionale firmata Amaro Montenegro. Sudmeier, 23 anni, nato ad Amsterdam, ma che ha concorso come campione di Spagna, dove ricopre il ruolo di head bartender al Café Niebla Bar di Salamanca dallo scorso anno, si è aggiudicato la finalissima del concorso, andata in scena nelle prestigiose sale di Palazzo Re Enzo a Bologna.

A competere per il titolo Global altri 13 bartender, provenienti da Albania, Australia, Austria, Canada, Germania, Grecia, Olanda, Serbia, Corea del Sud, Svezia, Svizzera, Regno Unito e il vincitore della sezione italiana del contest, Simone Corsini (leggi Simone Corsini è il finalista italiano di The Vero Bartender, la competition firmata Amaro Montenegro). Per tutti la sfida è consistita nella creazione di uno sharing cocktail originale a base di Amaro Montenegro e ispirato al tema che ha caratterizzato questa edizione del concorso: Sharing The Essence, ovvero un drink da condividere capace di raccontare ed esprimere l'essenza di un viaggio, reale o metaforico.

Sfida nella quale Sudmeier si è imposto con la sua creazione Wanderer, preparata con Amaro Montenegro, Black Bush in fat washing di pistacchio, Aceto en Rama Ximenez Spinola e Tintura di Premio. Grazie alla vittoria, insieme al titolo di The Vero Bartender Global, si è aggiudicato come premio un viaggio a New York in occasione di Bar Convent Brooklyn 2023.

A valutare le performance dei 14 bartender finalisti una giuria internazionale, composta da alcuni tra i massimi esponenti del settore: Alice Lascelles, spirit expert del Financial Times, Giulia Cuccurullo, head bartender dell’Artesian Bar di Londra, Marcus Fredriksson, vincitore di The Vero Bartender Global 2019, e Matteo Bonoli, master herbalist Amaro Montenegro.

«Dopo cinque edizioni, The Vero Bartender sta raccogliendo sempre più consensi da parte dei bartender di tutto il mondo, con adesioni che aumentano di anno in anno», ha dichiarato Marco Ferrari, ceo di Gruppo Montenegro. «Cavalcando una tendenza partita dagli Stati Uniti, la categoria degli amari sta diventando sempre più centrale nella miscelazione. E in questo contesto Amaro Montenegro, grazie alla sua grande versatilità, è senza dubbio tra i più apprezzati. Un successo esponenziale a cui guardiamo con sempre maggiore attenzione».

Conclusa la competizione, per i finalisti prosegue il Residency Program di The Vero Bartender, il programma di alta formazione loro dedicato e pensato per promuovere i valori della convivialità e della condivisione. Una 5 giorni che prevede attività formative, culturali e ludiche, come masterclass, challenge e bar tour, nella città di Bologna.

La ricetta

Wanderer di Ruben Sudmeier
Ingredienti:
4 cl Amaro Montenegro, 3 cl Black Bush in fat washing di pistacchio, 0,5 cl Aceto en Rama Ximenez Spinola, Tintura di Premio 1 dash.
Preparazione:
shake
Bicchiere:
ampolline di vetro

 

Peck presenta le sue creazioni per Halloween

Dolci Peck per Halloween
Dolci Peck per Halloween
Il brand di alta gastronomia prepara la sua vetrina per il 31 ottobre con una torta special edition

Peck si prepara per Halloween con tante golose e paurose creazioni. Ispirandosi ai simboli più famosi della notte del 31 ottobre, il brand di alta gastronomia porta in vetrina una torta in edizione limitata: la Creepy Cake.

Le creazioni Peck per Halloween

Creata dal team del pastry chef Galileo Reposo, la Creepy Cake è una torta a base di cassis o ribes nero, su una base di mandorle e yogurt. È disponibile in versione classica e in monoporzione a 75 euro al chilo.

Creepy cake
La Creepy Cake di Peck
Ma in vetrina, oltre a questa nuova ricetta, ci saranno anche alle immancabili opere in cioccolato ispirate ad Halloween. Mummia, Zucca e Fantasmino prendono forma grazie ai mastri pasticceri di Peck. Le creazioni di cioccolato firmate Peck, realizzate interamente con cioccolato equatoriale 55% e ricoperte di pasta di zucchero, sono in vendita a 18 euro al pezzo.

Anche online i dolci Peck per Halloween

Tutte le creazioni di pasticceria sono da sempre realizzate a mano negli storici laboratori di via Spadari con materie prime di alta qualità. È possibile acquistare questi prodotti presso i tre negozi Peck di Milano - il Flagship di via Spadari 9; Peck CityLife in Piazza Tre Torri; Peck Porta Venezia in via Salvini 3 (Metro Palestro).

Ditta Artigianale, ottima annata e nuova torrefazione

La nuova torrefazione di Ditta Artigianale
La nuova torrefazione di Ditta Artigianale
Ha aperto a Bagno di Ripoli la torrefazione di Ditta Artigianale, che chiude un anno molto positivo arrivando a 75 dipendenti

Taglio del nastro per Ditta Artigianale, che ha inaugurato la nuova torrefazione a Bagno di Ripoli, alle porte di Firenze: occupa 250 metri quadri con una tostatrice Brambati dalla capacità produttiva di oltre 300 chili di caffè al giorno. Responsabile di questa nuova realtà è l’head of coffee Francesco Masciullo, che si è formato affiancando Michele Anedotti e ha sempre accanto Francesco Sanapo, con cui si confronta al fine di trovare il miglior metodo di cottura e soprattutto confermare l’identità di un marchio che si fa sempre più strada in Italia e nel mondo.

Per Francesco Masciullo è un nuovo importante incarico e la testimonianza che il mondo del caffè offre percorsi decisamente interessanti: «il mio è stato e continua ad essere un cammino unico che mi sta portando a toccare con mano tutti i vari aspetti che mi legano al mondo del caffè, dal banco bar alla selezione del crudo fino a passare alla tostatura, che enfatizza la materia prima che si va ad acquistare - ci dice -. Credo che sia il sogno di ogni barista fare questo tipo di percorso e soprattutto lo consiglio a tutti. Non ultimo, mi occupo anche della vendita, cercando di acquisire clienti in italia e all'estero, portando il nostro brand e la qualità di ditta artigianale in tutto il mondo».

Ma torniamo alla nuova realtà, e alla sua tostatrice, che ha visto importanti investimenti per migliorare l’efficienza, ridurre i consumi e abbattere le emissioni, caratteristiche che la rendono quantomai all’avanguardia. La qualità dei materiali che utilizza, inoltre, permette di avere sempre più consistenza e ripetibilità durante la tostatura.

Il nuovo stabilimento rappresenta dunque un fiore all’occhiello per il territorio, e in esso Ditta Artigianale ha portato l’intera produzione delle sue 20 varietà di caffè, provenienti prevalentemente da Africa, Asia, America centrale e Sudamerica da filiere controllate, dove i singoli produttori utilizzano processi produttivi trasparenti e rispettosi dell’ambiente per offrire al consumatore finale un caffè di elevata qualità, capace di esaltare ogni sua caratteristica. L’ultimo, freschissimo di tostatura, è un Ethiopia Nifas Lafto, proveniente dalla regione dello Yirgacheffe: il caffè viene essiccato al sole e si presenta naturalmente dolce e leggero, indicato per estrazione con moka e filtro.

«L’apertura della nuova torrefazione ci permette non solo di incrementare la produzione, ma anche di garantire un caffè sempre eccellente, grazie all’utilizzo di macchinari innovativi - spiega Francesco Sanapo, co-fondatore di Ditta Artigianale insieme a Patrick Hoffer. - Inoltre, porterà in dote nuovi posti di lavoro, in quanto ci ha già permesso di assumere due nuove persone, ed altre due arriveranno entro la fine dell’anno».

Un’ottima annata. Ditta Artigianale, la prima linea italiana di caffetterie dedicata al consumo consapevole di caffè e microroastery, si appresta a chiudere un anno molto positivo, con ricavi che aumentano del 250% a livello di negozio, rispetto al 2021 e nuovi punti vendita a Firenze (ora sono quattro) e a Toronto (Canada) . È triplicato in appena due anni il numero dei dipendenti, che ora sono 75, dei quali la metà donne e con un’età media di 30 anni.

Per la nuova torrefazione Ditta Artigianale si avvale della collaborazione con BWT Water+More per il controllo dell’acqua. È stata attivata una collaborazione con Collettivo Giungla, che ha realizzato un graffito per raccontare il mondo del caffè, mentre l’organizzazione degli spazi è stata curata dallo studio di architettura q-bic di Luca e Marco Baldini e dal partner per l’arredamento Aba.

Ciobar, la linea completa per una cioccolata calda da vero professionista

Ciobar cioccolata con panna
System Ciobar di cameo Professional comprende tutto quello che serve per sorprendere la clientela con una coccola cremosa

Ciobar con tutto il suo piacere e la sua qualità si presenta nel “fuori casa” e lo fa in grande stile, con una linea completa per essere servita al meglio: il System Ciobar.

Gusto, rito e innovazione: firmata da cameo Professional, la linea dà l’opportunità ai professionisti del settore di inserire una referenza che nel tempo ha conquistato tantissimi appassionati, con una proposta che si distingue per praticità di servizio, completezza dell’offerta, attenzione ai desideri dei consumatori.

System Ciobar è “il mondo della cioccolata Ciobar” e comprende tutto quello che serve per sorprendere la clientela con una coccola cremosa. Il formato da 1 kg, disponibile nei gusti Classico, Gianduia, Fondente e Bianco, è studiato per le esigenze professionali (si ottengono 40 tazze) e calcolato ad hoc per la cioccolatiera Ciobar da 3 litri o da 6 litri.

Leggera, compatta, adatta anche agli esercizi più piccoli, la Cioccolatiera Ciobar è pratica da usare e bella da esporre. Il design accattivante si sposa a soluzioni utili per evitare sprechi e mantenere la presentazione del prodotto sempre invitante.

Non c’è cioccolata senza panna! Ciobar ha pensato a tutto per proporsi nel modo più goloso: Panna Spray Ciobar 500g è tutta bontà nel formato ideale, sufficiente per 60 tazze. Già zuccherata, senza glutine, versatile: ciuffo perfetto per le cioccolate calde, ma anche per caffè golosi, fragole, macedonie, gelati e dessert.

La proposta non finisce qui! Tutte da provare le Decorazioni Ciobar, dolci, morbide o croccanti, pronte da cospargere a volontà per personalizzare la tua cioccolata calda. Nei gusti assortiti: Choco Rollies, Crispy alla Nocciola, Meringhette e Mini Marshmallow.

Tutto questo in una soluzione unica: System Ciobar, il mondo della cioccolata per i professionisti.

 

Panificati Base Pizza, bontà pronta all’uso

Base pizza copertina
La ricca gamma di proposte dell'azienda pugliese comprende basi per pizza, pucce, pinse romane e focacce. Prodotti iconici della tradizione italiana, realizzati artigianalmente e pronti all'uso

Ampia e di alta qualità è la gamma di panificati freschi e surgelati proposti da Base Pizza per il mondo dei locali. Con sede a Gravina di Puglia (Bari), l’azienda è infatti nata nel 2010 dall’intuizione dei fratelli Gianni e Vito Aliano che hanno scelto di fare impresa con una precisa connotazione: appagare con le loro bontà i desideri dei consumatori e delle realtà del fuori casa che li servono.

Un'azienda tutta votata all’eccellenza che vuole offrire esperienze nel gusto impareggiabili, al tempo stesso promuovendo e diffondendo una sana alimentazione attraverso una ricca gamma di prodotti, icone della gastronomia italiana. Valori condivisi dall’intero team di lavoro, che rappresenta uno dei punti di forza dell’azienda.

E l’eccellenza dei prodotti di Base Pizza parte dalle materie prime, tutte accuratamente selezionate e di qualità. Prosegue con gli impasti, che garantiscono qualità, freschezza, alta digeribilità e croccantezza ai prodotti finali, grazie alla lavorazione artigianale dei maestri pizzaioli che ogni giorno si dedicano con grande attenzione alla stesa a mano.

Specialità per tutti i gusti

Il risultato di questo lavoro è una gamma di panificati che rappresenta il perfetto equilibrio tra chi ama vivere il piacere della tradizione e chi desidera scoprire nuove esperienze di gusto. Gamma che comprende Basi per pizza, ovvero un impasto già lievitato e spianato, pronto per essere farcito. Pucce, un pane particolarmente soffice con mollica molto alveolata, tipico della tradizione culinaria pugliese e perfetto sia come panino classico sia come pane per bruschetta. Pinse romane, dalla caratteristica forma ovale e altamente digeribile perché molto idratata, realizzate con un mix di farine nel rispetto della ricetta originale romana. Focacce, fragrante e figlia della migliore tradizione pugliese, viene proposta nelle tre varianti barese (con olive nere e pomodorini), al pomodoro e al rosmarino.

Bontà e gusto nelle proposte Base Pizza sono sempre abbinate a praticità che le rende una soluzione ideale per ogni tipologia di locale: tutti i prodotti sono precotti, quindi pronti all’uso senza utilizzo di attrezzature particolari o personale specializzato e sono disponibili sia nella versione fresco sia surgelato.

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