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Riserva 75 anni, la grappa esclusiva per i 75 anni delle Distillerie Berta

Berta Grappa Riserva 75 anni
Emblema dell'arte distillatoria dell'azienda del Monferrato, la nuova grappa è frutto dell'assemblaggio di dieci diverse annate di Selezione del Fondatore ed è disponibile in soli 3800 esemplari

Nell’anno appena passato le Distillerie Berta hanno compiuto i primi 75 anni di attività. Un importante traguardo che l’azienda di Casalotto Mombaruzzo (Asti), fondata da Paolo Berta nel 1947 e oggi guidata dalla terza generazione della famiglia, ha deciso di celebrare con l’uscita di Riserva 75 anni.

La nuova grappa è rappresenta l’emblema e la sintesi della storia e delle vette nell’arte distillatoria raggiunte dalle Distillerie. Prodotta in edizione super limitata, solo 3.800 bottiglie in tutto il mondo, è ottenuta dall’assemblaggio di dieci diverse annate di Selezione del Fondatore. Quest’ultima è l’etichetta più preziosa delle Distillerie Berta, una grappa che nasce da vinacce di Barbera e Nebbiolo, vitigni identitari del terroir del Monferrato, distillate con metodo discontinuo in caldaia in rame a vapore, e invecchiata per 20 anni in piccole botti di legni diversi.

Dall’unione di questi prodotti eccezionali, nello specifico le annate dal 1983 al 1994, prende vita Riserva 75 anni (alc 43% in vol) che ne esalta all’ennesima potenza caratteristiche e qualità.

Un pack extra lusso

La nuova grappa, dal colore ambrato, presenta innanzitutto un profilo aromatico complesso, ampio avvolgente e di grande personalità. Un concerto di sensazioni nelle quali spicca la frutta matura, la ciliegia, il tabacco, il cacao, la vaniglia, e che si confermano anche al palato, dove si rivela estremamente morbida, ma al tempo stesso potente.

Un prodotto di qualità superiore sottolineato anche dalla bottiglia, solo in formato da 150 cl, elegante e lussuosa, con satinatura laterale opaca e realizzata con un alta percentuale di vetro riciclato (fino al 45%). La bottiglia è confezionata in una cassetta in legno di noce Canaletto americano lavorata e verniciata a mano, dove si trova anche una pergamena interna dove sono presenti tre simboli, la mappa, la bici e la coccinella che rimandano alla storia delle Distillerie Berta, ai segreti che hanno permesso di arrivare all’importante traguardo.

L’immagine della coccinella, insetto che aiuta le piante a crescere senza parassiti e che rappresenta l’amore dell’azienda per la natura, è impressa anche su un medaglione in ottone 24 k patinato a mano che adorna la parte superiore del tappo, e sulla parte anteriore della bottiglia, insieme al numero “75” con una preziosa serigrafia in smalto bianco e oro.

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La gastrofisica spiegata dall’esperto Charles Spence

Il professor Charles Spence
Il professor Charles Spence
La Gastrofisica è una scienza che unisce gastronomia e psicofisica, studiando i fattori che influenzano la nostra percezione multisensoriale mentre assaggiamo cibi e bevande. Ne parliamo con l’esperto Charles Spence, professore a Oxford

 

Perché la musica classica è importante come sottofondo di una cena importante? Come mai diamo più valore a un drink se è servito in un bicchiere pesante? Perché un dolce è più goloso se di colore rosso? Quanto influisce la “rotondità” di un ambiente nel consumo di pietanze o bevande? Questi sono solo alcuni dei mille quesiti che si pone una scienza specifica, della quale il professor Charles Spence è uno dei massimi esponenti da oltre vent'anni: la gastrofisica. Le sue ricerche hanno influito nelle scelte strategiche di grandi multinazionali, sul successo dei più famosi chef e barman sperimentali e sulle esperienze di ognuno di noi, in quei locali che sono “speciali” per motivi che non sempre sappiamo spiegarci.

Il suo libro “Gastrofisica: la nuova scienza del mangiare”, scritto nel 2017 e tradotto da pochi mesi in italiano, è uno di quei volumi sostanziosi, densi di concetti, con oltre 70 pagine di note finali, che rimandano alle innumerevoli pubblicazioni che negli anni Spence ha divulgato. Ma che, nonostante tutto, scorre veloce. Lasciando il lettore con un senso di grande avidità di conoscenza e di voglia di mettere in pratica quanto ha imparato.

Togliamoci subito il dente chiedendo a Spence cos'è la “patatina sonica” e cosa c'entra con la Gastrofisica? «Nel 2008 io e Max Zampini ricevemmo il premio IgNobel per la Nutrizione, per il nostro rivoluzionario studio sulla “patatina sonica”. In pratica, scoprimmo che bastava amplificare i suoni ad alta frequenza che le persone sentono quando mordono una Pringles, per far sembrare la patatina più fresca e croccante di circa il 15% rispetto a quando gli stessi suoni venivano smorzati. Questa illusione cross-modale è importante per almeno due motivi: il primo è che dimostra che ciò che ascoltiamo influenza ciò che gustiamo. Il secondo è che lo fa anche quando siamo perfettamente consapevoli di quello che sta accadendo (nello studio la patatina veniva morsa indossando cuffie che ne amplificavano il suono). È quindi un effetto multisensoriale automatico.

Questo è uno degli studi che appartengono al campo della gastrofisica. Scienza che unisce gastronomia e psicofisica, studiando i fattori che influenzano la nostra percezione multisensoriale mentre assaggiamo cibi e bevande. Posso dire che...tutto iniziò con una patatina». Quando si inizia a parlare di gastrofisica? «Non si conosce chi abbia coniato il termine, è semplicemente diventato parte del linguaggio scientifico. Le prime pubblicazioni appartengono a Nicholas Kurti, nei primi anni '70, poi a Peter Barham, con “la scienza in cucina”, nel 2001. Oggi è un campo di ricerca che coinvolge numerosi studiosi e crescente interesse, perché le intuizioni della gastrofisica non si limitano ai grandi ristoranti stellati, ma sono utilizzate per migliorare esperienze alimentari di ogni tipo, a casa come in aereo, in ospedale come in un bar di quartiere.

Facendo un passo indietro nel tempo - anche se nel loro caso il sapore del cibo passava in secondo piano - i primi sperimentatori furono i futuristi italiani degli anni '30, che con il “Manifesto della cucina futurista” di Marinetti e Fillìa, misero in pratica alcune delle ricerche che il mio ed altri laboratori hanno condotto più di ottanta anni dopo.

Facevano sentire il gracchiare delle rane mentre venivano servite zampe di rana, facevano mangiare a occhi chiusi accarezzando superfici con diverse texture o illuminavano la sala con colori diversi. Tutte cose che si ritrovano in alcuni ristoranti d'avanguardia di oggi». In che modo la gastrofisica può essere applicata al mondo del bar? «Sappiamo tutti che l'esperienza in un bar non si limita al mero consumo di una bevanda che ci piace. Nel tempo che trascorriamo in un locale entrano in gioco molti fattori, che influiranno su un giudizio finale più o meno positivo. Alcuni di questi sono immediati, legati per esempio ad un sottofondo musicale inappropriato, sia come scelta che come volume.

Questi rimarranno indelebili nella nostra memoria molto più di quanto sarà il cocktail che abbiamo ordinato. Altri agiscono su di noi in maniera inconscia: non ce ne rendiamo conto ma un tavolo, un bancone, un ambiente più “rotondeggiante” rispetto a uno più spigoloso, ci fornisce un maggiore senso di rilassatezza, ci porta a trascorrere più tempo all'interno del locale, e di conseguenza a consumare di più. Il colore di ciò che viene servito, anche solo dei recipienti, ha anch'esso una sua importanza sulla percezione del gusto: uno studio che ho condotto dimostra come lo stesso caffè, bevuto in tazzine di colori diversi, risultava più o meno dolce. La tazzina bianca era associata al gusto amaro, quella rosa al dolce. Pensate a come questo può aiutare a diminuire il consumo di zuccheri per persona. Il team dell'Artesian Bar, tra il 2013 e il 2014, proponeva Above and Beyond un drink sospeso in aria. La levitazione era anche uno degli esperimenti di chef Blumenthal, che ho seguito in prima persona nel suo ristorante per rilevarne le reazioni esperienziali. Ma non occorre andare a cercare tra le stelle: la stessa catena Starbucks, che ti chiede il nome quando ordini e lo scrive sulla tua tazza di cartone, non lo fa solo per motivi legati al servizio, ma anche perché quando una cosa “porta il nostro nome”, automaticamente diamo più importanza e valore all'oggetto che abbiamo in mano. E questi sono solo alcuni tra gli innumerevoli esempi».

 

Chi è Charles Spence

Il Professor Charles Spence ritratto nel suo laboratorio di Scienze Sperimentali all'Università di Oxford the University of Oxford. Foto di Sam Frost.
Il Professor Charles Spence nel laboratorio di Scienze Sperimentali dell'Università di Oxford. Foto di Sam Frost.

Psicologo sperimentale, professore presso l’università di Oxford. A capo del laboratorio di ricerca cross-modale, nel quale si ricercano l’integrazione delle informazioni attraverso differenti modalità sensoriali. La sua esperienza come gastrofisico lo ha portato ad essere consulente per diverse multinazionali quali Diageo, Pepsi o Unilever, oltre che di numerosi chef stellati (uno fra tutti, Heston Blumental, del Fat Duck) e barman di tutti il mondo. Ha pubblicato nel 2017 “Gastrofisica: la nuova scienza del mangiare”

Above and Beyond - Artesian Bar 2013-14
Above and Beyond - Artesian Bar 2013-14

Il team dell’Artesian Bar di Londra, tra il 2013 e il 2014, proponeva Above and Beyond un drink sospeso in aria. La levitazione era anche uno degli esperimenti di chef Blumenthal, che Spence ha seguito in prima persona nel suo ristorante per rilevarne le reazioni esperienziali.

 

Starbucks
Starbucks

Quando una cosa “porta il nostro nome”, come una mug di Starbucks, automaticamente diamo più importanza e valore all’oggetto che abbiamo in mano

Manifesto Cucina Futurista
Manifesto Cucina Futurista

Dice il professore Spence: «I primi sperimentatori furono i futuristi italiani degli anni Trenta, che con il “Manifesto della cucina futurista” di Marinetti e Fillìa, misero in pratica alcune delle ricerche che il mio ed altri laboratori hanno condotto più di ottanta anni dopo»

 

Basta amplificare i suoni ad alta frequenza che le persone sentono quando mordono una Pringles per far sembrare la patatina più fresca e croccante. Lo dice la Gastrofisica di Charles Spence

Bottega completa la gamma di vermouth premium con l’Extra Dry

Bottega Vermouth Extra Dry 1
La cantina e distilleria veneta lancia il nuovo Vermouth Extra Dry, che si affianca al Vermouth Rosso e al Vermouth Bianco, tutti distribuiti in Italia da Domori

È arrivato l’Extra Dry a completare la gamma di vermouth premium di Bottega. Una gamma che vanta nobili natali, in quanto il progetto è nato cinque anni fa da un incontro a Padova, presso uno dei più antichi giardini botanici del mondo, tra Sandro Bottega, proprietario e a capo della cantina e distilleria veneta, e Lamberto Vallarino Gancia dell’omonima famiglia piemontese fondatrice della storica azienda Fratelli Gancia.

Incontro nel quale ha preso corpo l’idea di dare vita a una selezione di vermouth prodotti con i vini più tipici del territorio del trevigiano e della Doc Venezia, un’area compresa tra la laguna e i primi rilievi delle colline trevigiane. Vini questi ultimi che rimandano allo storico legame tra Venezia e il mondo dei vini aromatizzati, al quale appartiene anche il vermouth. Nel Settecento, nella città della laguna nelle “malvasie”, antesignane degli attuali caffè, venivano infatti venduti i cosiddetti “vini corretti”, nati dall’unione tra i vini locali con le spezie dell’Oriente delle quali la Serenissima aveva sviluppato un fiorente commercio, commercio che la Repubblica aveva monopolizzato in Europa fino a due secoli prima.

Fedele al progetto, il nuovo Vermouth Extra Dry Bottega (alc 18% in vol) è ottenuto da una ricetta originale e segreta che prevede una base vino particolare, composta da un blend di tre vini: Pinot Grigio, Incrocio Manzoni 6.0.13, vitigno autoctono del trevigiano nato a opera del professor Luigi Manzoni della Scuola Enologica di Conegliano, e un uvaggio ottenuto da altri vitigni autoctoni, quali Boschera, Verdiso, Perera, Bianchetta, fermentato per alcuni giorni in presenza della buccia e poi affinato in legno. Ricetta che prevede poi l’utilizzo di un gran numero di erbe, frutti, fiori e spezie, tra le quali estratti di pompelmo, mandarino, arancio, cedro, chinotto e limone che donano freschezza al prodotto, il timo, la salvia, la maggiorana, il basilico, il cisto, il lentisco e l’olivastro che conferiscono tipicità. Infine, per la produzione del vermouth vengono impiegati solo zuccheri che derivano dall’uva, una parte dei quali nello specifico dal mosto di Manzoni Moscato.

Secco e delicato al palato, dal gusto deciso con una piacevole nota amaricante nel finale, Vermouth Extra Dry Bottega si contraddistingue per l’equilibrio tra la freschezza e la rotondità delle sue componenti aromatiche, tra le quali spiccano le note agrumate di pompelmo e mandarino, i toni freschi delle spezie, timo, salvia e lentisco su tutti, e sentori di macchia mediterranea.

Perfetto da servire liscio, fresco (7-8 °C), oppure on the rocks con scorza di limone come aperitivo è un ingrediente eccellente anche per la miscelazione, per tutti i grandi classici dry a base di gin e vodka, ma anche per nuove creazioni. Un esempio è Extra Dry Star, twist sul re dei cocktail, il Martini, fatto miscelando il nuovo vermouth con Bottega Gin Bacûr e poi servendo in coppetta con una scorzetta di limone.

Il trittico di vermouth

L’ultimo nato completa il trittico di vermouth Bottega, che già comprende il Rosso (alc 16% in vol) e il Bianco (alc 16% in vol), entrambi sempre fatti con una base di vini del territorio, rossi nel primo caso e bianchi nel secondo, e con l’utilizzo di oltre 30 botaniche.

Il Vermouth Rosso è vellutato e avvolgente al palato, con un’intensa e persistente aromaticità, dalle quale emergono i toni speziati e delicate note erbacee, tra le quali spicca il particolare il radicchio, e una nota amara in perfetto equilibrio con le sensazioni di dolcezza.

Il Bianco si caratterizza per il carattere ammaliante, l’aromaticità fresca e intensa che richiama le delicate note agrumate, in particolare l’arancio, unite a piacevoli toni speziati, che si avvertono al naso, e una piacevole ed equilibrata nota dolce.

Ottimi sia da servire come aperitivo sia per la miscelazione, come anche l’Extra Dry sono proposti in un’elegante bottiglia (75 cl), con una grafica che si richiama alla tradizione, e sono distribuiti da Domori, in virtù dell’accordo siglato nel 2020 tra Bottega e il Polo del Gusto, cui fa capo il prestigioso marchio italiano di cioccolato. Una sinergia quella con Domori considerata dalla distilleria veneta un valore aggiunto per incrementare la presenza di questi prodotti nei locali della Penisola che puntano sulla qualità.

La ricetta

Extra Dry Star
Ingredienti:
6 cl Bottega Gin Bacûr, 1 cl Bottega Vermouth Extra Dry
Preparazione:
stir & strain
Decorazione:
scorza di limone
Bicchiere:
coppetta

Il tailor made di Rancilio per il Dubai World of Coffee

Coordinate Rancilio a Dubai
Modelli unici con colori e decori inediti presso il World Trade Centre alla seconda edizione della fiera del mondo del caffè per il Medio Oriente.

Il primo appuntamento internazionale per il mondo del caffè si svolte dall’11 al 13 gennaio presso il World Trade Centre, dove si svolge il Dubai World of Coffee, fiera di riferimento per il Medio Oriente, pensata per il business del caffè degli Emirati Arabi Uniti.

Si tratta di una realtà in decisa crescita, organizzata in collaborazione con la Specialty Coffee Association, a cui l’Italia guarda con grande interesse; lo scorso anno ha visto affluire circa 7mila visitatori da più di 30 Paesi e per la seconda edizione le aspettative sono altrettanto positive.

Rancilio Group attende i visitatori presso il padiglione 5+6 allo stand Z6-C90, con modelli speciali, realizzati appositamente per l’occasione, a cominciare dalla versione in bianco della macchina espresso RS1, conosciuta per la sua tecnologia Advance Temperature Profiling, che permette di regolare la preinfusione e la post-infusione, e il suo design moderno: la decorazione prende spunto dall’avveniristico skyiine di Dubai. Si presenta con un originale verde oliva la macchina Invicta, equipaggiata con tecnologia Steady Brew e T-Switch, è una macchina a caldaia singola affidabile, stabile e facile da usare, con un design all’avanguardia ed elegante.

Mercoledì 11 gennaio alle 15 nel corso dell’evento Unlock the flavors il coffee competence manager Carlos González, guida alla scoperta dei segreti dell’estrazione.

Un rosa vivace veste la protagonista della linea casa, la Silvia Pro X con manometro e la nuova funzione di infusione soft per estrarre al meglio ogni tipo di caffè. Accanto il macinacaffè on demand Stile, ultra compatto e affidabile.

Il Dubai World of Coffee ospita alcuni eventi di Sca, come il roaster village, e poi incontri, degustazioni, Il campionato nazionale Uae, un brew bar. Qui Rancilio Group è presente con la macchina superautomatica Egro Next NMS+ dotata di sistema di macinatura intelligente (SAG), sistema latte NMS+, frigo configurato per due tipologie di latte differenti, lancia vapore Cool Touch e boiler indipendenti che garantiscono risultati di qualità superiore per ogni tipo di bevanda calda, a base di caffè e di latte.

Sigep 2023, i panettieri si sfidano a Bread in The City

Sigep
Sigep
Richmond Club Italy e Italian Exhibition Group si uniscono per una nuova edizione del campionato internazionale della panificazione

Sigep 2023 dà ampio spazio anche ai panettieri di tutto il mondo. Infatti, alla 44° edizione di the Dolce World Expo, che quest’anno si affianca alla 7° edizione di AB Tech Expo (21-25 gennaio 2023 alla fiera di Rimini), tornerà anche Bread in The City, il campionato internazionale di panificazione. La competizione è realizzata grazie alla prestigiosa collaborazione con Richemont Club Italy, organizzazione internazionale di eccellenze della panificazione che promuove processi e pratiche di produzione a elevato valore artigianale.

Cos'è Bread in The City

All’interno della Bakery Arena, nove squadre da tre continenti (Europa, Asia e America del Sud) si fronteggeranno nella quinta edizione di Bread in The City, campionato internazionale di panificazione. I team, provenienti da Cina, Croazia, Israele, Italia, Messico, Olanda, Perú, Portogallo e Spagna, sono composti ciascuno da due concorrenti e un coach. Le squadre si affronteranno in cinque diverse specialità: Ciabatta e Pani Speciali; Pani Liberi; Vienneserie; Torte da forno e Presentazione Salata.

Gli altri eventi alla Bakery Arena

Durante le cinque giornate di manifestazione, oltre a ospitare le sfide di panificazione, la Bakery Arena diventerà il centro delle attività pensate per la filiera dei lievitati. Realizzate in collaborazione con le più prestigiose associazioni di settore nazionali e internazionali, queste organizzazioni presenteranno anche ricerche e studi realizzati ad hoc per delineare lo stato e le prospettive di sviluppo del comparto. Un esempio: Aibi e Assipan illustreranno i risultati dello studio realizzato dal Cerved sul consumo di pane tra sostenibilità e nuovi trend alimentari. Saranno presenti anche Italmopa, in rappresentanza della voce del mondo delle farine, e la Federazione italiana panificatori pasticceri e affini.

La sinergia con AB Tech Expo

La presenza in contemporanea di AB Tech Expo garantisce per la filiera dei lievitati la possibilità di aggiornarsi anche su tutte le principali novità di settore come macchinari e impianti, materie prime e ingredienti, arredamento e attrezzature, vetrinistica e confezionamento, accessori per la presentazione del prodotto, packaging, franchisor, formazione professionale e servizi. Sarà così possibile avere una panoramica completa su tutte le fasi produttive: dallo stoccaggio del prodotto alla preparazione delle ricette, dall’impasto alla lavorazione, fino a lievitazione, cottura, raffreddamento, taglio e imballaggio finale, compresi naturalmente tutti i servizi che seguono la qualità del processo.

Il Curious di Melbourne vince il Restaurant & Bar Design Awards 2022

Restaurant & Bar Design Awards 2022 Curious
Il Curious di Melbourne
Il cocktail bar del W Melbourne è il vincitore assoluto del prestigioso concorso internazionale che premia i migliori spazi per il food e il beverage

È il Curious di Melbourne, in Australia, il bar più bello del mondo. Il cocktail bar bar del W Melbourne, progettato dallo studio Hachem è stato infatti incoronato vincitore assoluto nella categoria bar dei Restaurant & Bar Design Awards 2022, il prestigioso contest internazionale dedicato alla progettazione di spazi per il food e il beverage.

Il vincitore di questa quattordicesima edizione del concorso, nato per premiare non la qualità di ciò che si mangia o si beve in un locale, ma l’ambiente nel quale cibi e bevande sono serviti, è stato svelato durante la cerimonia dei London Awards svoltasi durante due serate presso la Maison François di Londra.

Aperto a ogni tipologia di spazio per la ristorazione e il beverage, dai locali stellati a quelli che si trovano negli aeroporti, da quelli situati nelle navi a quelli nei musei, fino ai furgoni e agli allestimenti per lo street food, il concorso ha visto in gara quest’anno 1220 locali candidati, provenienti da 66 paesi. A valutarne gli aspetti di design una giuria internazionale composta da 40 personalità tra le più influenti a livello globale nel campo del design, dell’ospitalità e del lifestile.

Giuria che oltre a, oltre al vincitore assoluto, ha premiato i migliori progetti per area geografica (Regional Winners), con il Corious che si è aggiudicato anche la vittoria per l’area Australia e Pacifico.

Ecco i locali premiati per area geografica

Best Europe Restaurant/Bar
The Painter's Room at Claridges, Londra (Uk) - Bryan O'Sullivan Studio

Best The Americas Restaurant/Bar
Imperfecto, Washington (Usa) - Ooak

Best Middle East & Africa Restaurant/Bar
Khobar, Arabia Saudita - Masquespacio

Best Asia Restaurant/Bar
1111 Ones, Hong Kong (Cina) - M.R. Studio

In questa edizione dei Restaurant & Bar Design Awards sono stati assegnati altri 39 premi di categoria, i vincitori dei quali erano stati annunciati durante un’altra serata di gala svoltasi all'Upstairs at Langan's, sempre a Londra (leggi I primi verdetti del Restaurant & Bar Design Awards. Un italiano tra i locali vincitori di categoria)

Un 2022 ricco di trionfi per Mazzetti d’Altavilla

Mazzetti d'Altavilla
Le riserve Incanto e Gaia Mazzetti sono state premiate con i 5 Grappoli Grappa della Guida Bibenda. Solo gli ultimi riconoscimenti di un anno ricco di successi per la distilleria del Monferrato

Anche l’anno appena trascorso si è confermato ricco di successi per Mazzetti d’Altavilla. I distillati prodotti dalla distilleria del Monferrato hanno fatto il pieno di riconoscimenti internazionali, che sottolineano e premiano gli alti standard qualitativi dell’azienda, gestita dalla settima generazione della famiglia Mazzetti.

Gli ultimi in ordine cronologico sono stati i 5 Grappoli Grappa attribuiti dalla Guida Bibenda edizione 2023, il massimo riconoscimento attribuito ai distillati che concorrono alla selezione della Fondazione italiana sommelier, andati a ben due riserve di punta della casa: Incanto, una grappa (alc 43% in vol) dal profilo aromatico fine e ampio con dolci note di miele, ottenuta dalle vinacce di Nebbiolo dell’area a denominazione Barbaresco e lungamente invecchiata in pregiate essenze lignee, e Gaia Mazzetti (alc 43% in vol), alta espressione dell’aromaticità piemontese, frutto di un blend di grappe di Moscato e Cortese invecchiate per 18  mesi in barriques di rovere d’Allier e di castagno.

Una pioggia di medaglie

Riconoscimenti preceduti dalle 6 medaglie, tra ori e argenti, ottenuti da Mazzetti all’Alambicco d’Oro, il concorso nazionale indetto da Assaggiatori grappa ed acquaviti (Anag). Gli ori sono andati alla Grappa di Barolo Riserva e a Radici – Grappa di Grignolino. Mente gli argenti a 1587 Grappa di Brachetto Sherry Finish, Grappa di Moscato Barricata, Radici - Grappa di Ruchè e alla Grappa di Barbaresco Barricata.

E dai due ori conquistati ai Grappa Award 2022 dalla Riserva Segni (alc 43% in vol), ottenuta da Barbera e Dolcetto e invecchiata in ben 6 botticelle di diversi legni per 5 anni, e dall’ iconica 7.0 (alc 43% in vol), l’elegante grappa barricata dal sapore deciso, complesso e armonico, fatta con vinacce di Ruchè, vitigno simbolo della viticoltura monferrina, lanciata nel 2016 in occasione dei 170 anni dell’azienda.

Il tris all’Iwsc

L’elenco dei successi prosegue con le medaglie vinte all’International Wine & Spirit Competition 2022. Nella prestigiosa competizione internazionale sono stati tre i prodotti premiati (leggi Tris di medaglie per Mazzetti all’International Wine & Spirit Competition). Il Bitter Mazzetti (alc 25% in vol), l’aperitivo del Monferrato dai gusti più spiccati di rabarbaro e scorza di limone, che si è aggiudicato l’oro nella categoria Aperitivi. L’Amaro Gentile (alc 30% in vol), elisir preparato con 13 erbe, parte delle quali lasciate macerare per dodici mesi in Grappa di Moscato Invecchiata, premiato con l’argento nella categoria Digestivi. E, ancora una volta, la Grappa Barricata 7.0 di Ruchè, che ha aggiunto al suo già ricco palmares una medaglia di bronzo.

Crescono i Grappa Store

Ma l’anno passato ha segnato nuovi traguardi anche per la rete dei Grappa Store, i punti di vendita e conoscenza dei distillati Mazzetti d’Altavilla, sempre più diffusi nel Nord-Ovest. In primavera è stato inaugurato il nuovo Grappa & Cioccolato Store Alba nel cuore della cittadina, che consolida la partnership con Baratti & Milano, l’antica casa piemontese di produzione di cioccolati, nel proporre l’abbinamento a tutto gusto fra grappe e cioccolati.
Infine, la storica sede della distilleria, ad Altavilla Monferrato (Alessandria), è stata interessata da nuovi restauri che hanno riguardato il piano panoramico dell’antico monastero oggi divenuto, dopo un’importante opera di riqualificazione conservativa, una location per eventi di business o svago, spettacoli ed esibizioni.

Ciliegina sulla torta il fatturato, che per il terzo anno consecutivo è previsto in crescita a due cifre.

Gli spirits preferiti dai cocktail bar migliori del mondo

Apertura annual brands report 2023
Drinks International pubblica l’Annual Brands Report 2023. Un sondaggio, rivolto a 100 locali tra i cocktail bar migliori del mondo, che riguarda un’ampia gamma di prodotti: whisky, rum, vodka, gin, mezcal, toniche, Pisco, Tequila, liquori, Vermouth, non-alcoholic spirits e altri. E l’Italia, tra liquori e vermouth, gioca un ruolo da grande protagonista

L'Annual Brands Report 2023 di Drinks International è un bollettino delle vendite degli spirits, con relativa analisi delle tendenze, attivo dal 2010, che riguarda esclusivamente 100 tra i migliori bar del mondo. Il report è frutto di un sondaggio a cui ha risponde un gruppo misto di locali selezionati tra i protagonisti di diverse classifiche. Per i migliori, da dodici anni a questa parte, vale la stessa domanda: «Quali marche di alcolici acquistate?».

Con la definizione “migliori” s’intendono, lo ribadiamo, solo un centinaio di locali, ma di quelli in grado di dettare le tendenze. Sono bar selezionati tra quelli apparsi nelle recenti edizioni dei The Word's 50 Best Bars (posizioni da 1 a 100), di Tales of the Cocktail's Spirited, oltre a premi come North America e Asia's 50 Best Bars, Mixology Awards, Class Bar Awards, Australian Bartender Awards, Time Out Awards e altri.

I locali, ubicati in 33 Paesi, sono così distribuiti per area geografica: 34% Europa, 24% Nord America, 22% Asia, 6% America del Sud, 7% Africa e Medioriente, 7% Australia e Nuova Zelanda.

La lista dei locali non è pubblica. Da quello che sappiamo la lista include, a titolo di esempio, il 1930 di Milano, Baba au Rum ad Atene e poi Himkok, Red Frog, Satan’s Whiskers e The Clumsies. Al gruppo di europei si aggiungono gli americani Café La Trova, Employees Only, Broken Shaker, Herbs & Rye. L’Asia con Coa di Hong Kong, Sago House e Jigger & Pony di Singapore e il Bar Benfiddich di Hiroyasu Kayama a Tokyo. Per l’Africa e il Medioriente hanno espresso il loro voto locali come Galaxy Bar, Cause Effect Cocktail Kitchen e Imperial. Nel continente australe, Maybe Sammy, Byrdi, Re and Clipper. In Sud America il Cochinchina e Tres Monos.

Grandi risultati per i brand italiani

Dal risultato di questo sondaggio emergono tante buone notizie per i brand italiani.

La categoria liquori è dominata da Campari (primo sia come bestselling brand sia come top trending brand). Seguono al quarto posto Disaronno (classifica bestselling), Maraschino Luxardo al quinto e Fernet-Branca al decimo. Luxardo è sesto nei top trending brands, mentre Italicus conquista la nona posizione.

Grande exploit anche tra i vermouth. Cocchi, Carpano Antica Formula, Martini. Questo è il podio dei bestseller a cui seguono Mancino (5°), Cinzano (6°) e Baldoria (9°) del cocktail bar parigino Little Red Door, ma prodotto dai piemontesi Argalà.

Tra i top trending brands del mondo vermouth troviamo Mancino al primo posto, Cocchi al secondo, Carpano al terzo. Quinto è Martini, sesto Vermouth Del Professore, settimo Cinzano e ottavo Baldoria. Altra notizia interessante è che il vermouth è presente nel 99% dei 100 bar intervistati. Altro risultato di successo per gli italiani è il quinto posto di Vecchia Romagna tra i brandy più venduti.

Le classifiche

Il report si apre con La “Bartenders’ Choice”, i brand preferiti dai bartender. Qui abbiamo un misto di gin, rum, whisky e altri prodotti Old School, affiancati da etichette più recenti.

Bartenders Choice Brand

  1. Tanqueray
  2. Michter’s
  3. Tequila Ocho
  4. Plantation
  5. Campari
  6. Hendrick’s
  7. Bacardi
  8. Beefeater
  9. Bombay Sapphire
  10. Johnny Walker

Gin

Negli anni in cui impera la moda dei classic cocktails non stupisce che la classifica sia guidata da classic brands. Tanqueray è sempre il re dei gin.

Bestselling
  1. Tanqueray
  2. Beefeater
  3. Hendrick’s
  4. Bombay Sapphire
  5. Roku
  6. Monkey 47
  7. Fords
  8. Sipsmith
  9. Botanist
  10. Citadelle
Di tendenza
  1. Monkey 47
  2. Roku
  3. Hendrick’s
  4. Botanist
  5. Sipsmith
  6. Gin Mare
  7. Beefeater
  8. Bombay Sapphire
  9. Fords
  10. Boatyard

Rum

Bacardi è saldamente in testa. E lo è per il quinto anno consecutivo. Sempre Bacardi è secondo anche nella classifica dei brand più di tendenza.

Bestselling
  1. Bacardì
  2. Plantation
  3. Havana Club
  4. Diplomatico
  5. Ron Zacapa
  6. Appleton Estate
  7. Flor De Caña
  8. Matusalem
  9. El Dorado
  10. Mount Gay
Di tendenza
  1. Diplomatico
  2. Bacardi
  3. Plantation
  4. Matusalem
  5. Foursquare
  6. Flor De Caña
  7. Appleton Estate
  8. Smith & Cross
  9. Wray & Nephew
  10. Angostura

American Whiskey

Nonostante il momento non proprio fortunatissimo, il whiskey americano piace e sta tornando a far sentire la sua voce. Basti dire che in ognuno dei 100 bar intervistati ci sono almeno due referenze di American Whiskey.

Bestselling Brands
  1. Maker’s Mark
  2. Bulleit
  3. Buffalo Trace
  4. Michter’s
  5. Woodford Reserve
  6. Jack Daniel’s
  7. Wild Turkey
  8. Jim Beam
  9. Rittenhouse
  10. Eljjah Craig
Di tendenza
  1. Michter’s
  2. Woodford Reserve
  3. Bulleit
  4. Maker’s Mark
  5. Booker’s
  6. Eljjah Craig
  7. Buffalo Trace
  8. Wild Turkey
  9. Jack Daniel’s
  10. Uncle Nearest

Scotch Whisky

Domina il brand di Diageo e in generale tutti i classiconi. Lo Scotch è tra i prodotti meno usati nei 50 cocktail più serviti nei migliori cocktail bar. Solo due drink di quella lista sono preparati con Scotch. Il Penicillin di Sam Ross e il Blood & Sand.

Bestselling Brands
  1. Johnnie Walker
  2. The Macallan
  3. Monkey Shoulder
  4. Ardbeg
  5. Laphroaig
  6. Glenfiddich
  7. The Balvenie
  8. Chivas Regal
  9. Dewar's
  10. Glenmorangie
Di tendenza

1. Macallan
2. Bruichladdich
3. Shoulder
4. Naked Malt
5. Springbank
6. The Balvenie
7. Ardbeg
8. Glenfiddich
9. Glenmorangie
10. Laphroaig

Irish Whiskey

Nell’anno in cui Jameson ha rotto il muro delle 10 milioni di casse, si conferma il grande momento del whisky irlandese.

Bestselling brands

1. Jameson
2. Teeling
3. Redbreast
4. Tullamore Dew
5. Bushmills
6. Green Spot
7. Roe & Co
8. Connemara
9. Writers' Tears
10. The Dead Rabbit

Di tendenza

1. Jameson
2. Teeling
3. Redbreast
4. Connemara
5. Midleton
6. Tullamore Dew
7. Bushmills
8. Green Spot
9. Roe & Coe
10. Tyrconnell

World Whiskies

I giapponesi dominano. Con Nikka che torna in testa e Suntory che lo segue. Sia nella classifica dei più venduti sia in quella dei top trending brands.

Bestselling brands

1. Nikka
2. Suntory
3. Kavalan
4. Crown Royal
5. Lot 40
6. Whistlepig
7. Yamazakura
8. Canadian Club
9. Akashi
10. Amrut

Di tendenza

1.Nikka
2. Suntory
3. Whistlepig
4. Kavalan
5. Crown Royal

Vodka

Qui la preferita dai bartender è la pot still olandese Ketel One di proprietà della famiglia Nolet e di Diageo. Dopo il successo dello scorso anno, scende invece di una posizione Grey Goose. Entrambi i brand continuano a monopolizzare le due liste.

Best selling brands

1. Ketel One
2. Grey Goose
3. Absolut
4. Belvedere
5. Tito's
6. Haku
7. Stoli
8. Beluga
9. Ciroc
10. Wyborowa

Di tendenza

1. Ketel One
2. Grey Goose
3. Haku
4. Tito's
5. Beluga
6. Belvedere
7. Absolut
8.Boatyard
9. Nikka Coffey
10. Ciroc

Cognac

Si confermano le solite teste di serie nelle prime posizioni. Gli unici movimenti sono ai piani bassi della classifica.

Bestselling Brands

1. Hennessy
2. Remy Martin
3. Ferrand Cognac
4. Martell
5. Courvoisier
6. Camus
7. Hine
8. Hardy
9. Delamain
10. Merlet

Di tendenza

1. Hennessy
2. Rémy Martin
3. Ferrand Cognac
4. Martell
5. Courvoisier
6. Hine
7. Bache Gabrielsen
8. Merlet
9. Paul Giraud
10. Tesseron

Brandy

È stato separato dalla categoria Cognac solo nel 2020. Da allora guida le classifiche della categoria lo spagnolo Torres. Buono anche il risultato dell’italiano Vecchia Romagna e tra i tre preferiti del campione nel 9% dei bar.

Bestselling Brands

1. Torres
2. Cardenal Mendoza
3. Metaxa
4. Osborne
5. Lepanto
6. Vecchia Romagna
7. Carlosi
8. Seven Tails
9. Briottet
10. St Agnes

Di tendenza

1.Torres
2. Metaxa
3. Cardenal Mendoza
4. Lepanto
5. Ysabel Regina
6. Carlosi
7. Kwv
8. St Agnes
9. Osborne
10. Seven Tails

Pisco

La questione cilena-peruviana finisce pari e patta. Metà Pisco in classifica è originario del Perù, metà del Cile. Il campionissimo però è il peruviano Barsol.

Bestselling Brands

1. Barsol
2. El Gobernador
3. Demonio De Los Andes
4. Capel
5. Pisco Porton
6. Macchu
7. Tabernero
8. Mistral
9. Waqar
10. Aba

Top Trending Brands

1. Barsol
2. Pisco Portón
3. Demonio De Los Andes
4. Tabernero
5. Waqar
6. Campo De Encanto
7. Capel
8. La Diablada
9. Macchu
10. El Gobernador

Tequila

Il “don” del Tequila è Don Julio. Saldamente in testa da otto anni. Lo segue Patron che è il più bevuto nel 7% dei locali interpellati. Il movimento c’è, e si sente, anche in questa categoria.

Bestselling Brands

1. Don Julio
2. Patrón
3. Olmeca Altos
4. Ocho
5. Jose Cuervo
6. El Jimador
7. Fortaleza
8. Herradura
9. Tapatio
10. Casamigos

Di tendenza

1. Don Julio
2. Ocho
3. Fortaleza
4. Casamigos
5. Clase Azul
6. Corralejo
7. Jose Cuervo
8. Herradura
9. Olmeca Altos
10. Patrón

Cachaça

Conosciuta soprattutto per la Capirinha, la cachaça è una categoria enorme. Dove a spiccare sono però solo i brand ben consolidati.

Bestselling Brands

1. Leblon
2. Cachaça 51
3. Yaguara
4. Avuá
5. Abelha
6. Sagatiba
7. Ypioca
8. Germana
9. Magnifica
10. Pitu

Di tendenza

1. Avua
2. Cachaça 51
3. Leblon
4. Abelha
5. Yaguara
6. Ypioca
7. Capucana
8. Germana
9. Pitu
10 .Sagatiba

Mezcal

Del Maguey sembra aver finalmente trovato un competitor nel mondo dei cocktail grazie a Siete Misterios.

Bestselling Brands

1. Del Maguey
2. Siete Misterios
3. Montelobos
4. Ilegal
5. Mezcal Unión
6. Bruxo
7. Alipus
8. Amores
9. Los Danzantes
10. Koch

Di tendenza

1. Siete Misterios
2. Del Maguey
3. Montelobos
4. Bruxo
5. Mezcal Vago
6. Casamigos
7. Clase Azul
8. Los Danzantes
9. San Cosme
10. Alipus

Liquori

Con l’ascesa del Negroni, che guida le classifiche di vendita di tutto il mondo, il primo a ricavarne giovamento è Campari. Lo seguono nella classifica dei brand classici come Cointreau (2°) e Chartreuse (3°).

Bestselling Brands

1. Campari
2. Cointreau
3. Chartreuse
4. Disaronno
5. Luxardo
6. Ancho Reyes
7. Briottet
8. Mr Black
9. Merlet
10. Fernet-Branca

Top Trending Brands

1. Campari
2. Ancho Reyes
3. Mr Black
4. Giffard
5. Chartreuse
6. Luxardo
7. Midori
8. Licor 43
9. Italicus
10. Briottet

Cocktail Bitters

Categoria introdotta nel 2018. Da allora poche, pochissime novità, e una sola certezza. Angostura bitters domina.

Best Selling Brands

1. Angostura
2. Peychaud's
3. The Bitter Truth
4. Fee Brothers
5. Bittermens

Di tendenza

1. Angostura
2. The Bitter Truth
3. Bittermens
4. Peychaud's
5. Fee Brothers

Sherry

Ci sono molti stili di sherry, ma un brand classico si è reso indispensabile per i top bartenders. Si chiama Tio Pepe.

Bestselling Brands

1. Tio Pepe
2. Lustau
3. Gonzalez Byass (Not Inc. Tio Pepe)
4. Sandeman
5. Valdespino
6. La Gitana
7. Osborne
8. Williams & Humbert
9. Barbadillo
10. Harveys

Di tendenza

1. Tio Pepe
2. Lustau
3. Gonzalez Byass (Not Inc. Tio Pepe)
4. Valdespino
5. Sandeman
6. La Gitana
7. Osborne
8. Williams & Humbert
9. Álvaro Domecq
10. Fernando De Castilla

Vermouth

Italia e Francia dominano l’intera scena. Il primato però è tricolore. Con 7 italiani nei top trending brands e 6 nei bestseller.

Bestselling Brands

1. Cocchi
2. Carpano Antica Formula
3. Martini
4. Dolin
5. Mancino
6. Cinzano
7. Noilly Prat
8. La Quintinye Vermouth Royal
9. Baldoria
10. Yzaguirre

Top Trending Brands

1. Mancino
2. Cocchi
3. Carpano Antica Formula
4. Dolin
5. Martini
6. Vermouth Del Professore
7. Cinzano
8. Baldoria
9. Noilly Prat
10. La Quintinye Vermouth Royal

Birre

Bestselling Brands

1. Heineken
2. Peroni Nastro Azzurro
3. Asahi Super Dry
4. Pilsner Urquell
5. Estrella
6. Stella Artois
7. Corona
8. Guinness
9. Red Stripe
10. Brewdog

Di tendenza

1. Peroni Nastro Azzurro
2. Asahi Super Dry
3. Heineken
4. Guinness
5. Estrella
6. Duvel
7. Pilsner Urquell
8. Kirin
9. Modelo Especial
10. Corona

Champagne

Bestselling Brands

1. Moët & Chandon
2. Veuve Clicquot
3. Dom Perignon
4. Perrier-Jouet
5. Billecart-Salmon
6. Laurent-Perrier
7. Ruinart
8. Bollinger
9. Gh Mumm
10. Taittinger

Di tendenza

1. Dom Pérignon
2. Billecart-Salmon
3. Veuve Clicquot
4. Perrier-Jouët
5. Moet & Chandon
6. Gh Mumm
7. Laurent-Perrier
8. Ruinart
9. Krug
10. Bollinger

Mixers

Probabilmente la categoria che ha avuto la più grande esplosione di brand negli ultimi anni. Quasi come i gin. Il campione assoluto è Fever-Tree.

Bestselling Brands

1. Fever-Tree
2. Schweppes
3. Coca-Cola
4. London Essence Co
5. Three Cents
6. Fentimans
7. Q Tonic
8. Thomas Henry
9. East Imperial
10. Britvic

Top Trending Brands

1. Fever-Tree
2. London Essence Co
3. Three Cents
4. Schweppes
5. Thomas Henry
6. Qtonic
7. Britvic
8. Bundaberg
9. Coca-Cola
10. East Imperial

Non-Alcoholic Spirits

Dopo anni di dominio incontrastato di Seedlip, ora si contende la prima piazza con Lyre’s, Dry London Spirit. Il nuovo brand è il bestseller nel 42% dei bar ed è sul podio nel 61% dei locali.

Bestselling Brands

1. Seedlip
2. Lyre's
3. Everleaf
4. Ritual Zero Proof
5. Three Spirit

Top Trending Brands

1. Lyre's
2. Seedlip
3. Everleaf
4. Three Spirit
5. Herbie Virgin

Barawards Gala Night Party: aperta la vendita dei biglietti

Barawards
Lunedì 15 gennaio 2024 all'Alcatraz di Milano, alle 21 va in scena la tradizionale serata di premiazione alle eccellenze dell'ospitalità italiana. Venti le categorie premiate, tra locali e professionisti, cui si aggiungono i prodotti/servizi del Premio Innovazione. Una serata imperdibile. Acquista il tuo biglietto per la serata

Lunedì 15 gennaio 2024, all’Alcatraz di Milano, alle ore 21, si accenderanno i riflettori sulla serata che celebra ogni anno i grandi professionisti del fuori casa tricolore: è il giorno del Barawards Gala Night Party (accrediti a partire dalle 19.15, inizio serata alle 20.30).

Vanno in scena l’annuncio dei Top 10  e le premiazioni di Barawards, il premio all’eccellenza dell’ospitalità made in Italy organizzato da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani (riviste del Gruppo Tecniche Nuove), giunto alla nona edizione.

ACQUISTA IL TUO BIGLIETTO
PER IL BARAWARDS GALA NIGHT PARTY

Saranno ben venti i premi assegnati, equamente distribuiti tra locali e professionisti dell’anno: un premio frutto della combinazione tra le valutazioni del prestigioso gruppo di panelist selezionato tra i professionisti più quotati del settore e l’apporto dato dal voto on line (il cui peso è il 20% del totale).

Contestualmente, saranno svelati i sette vincitori del Premio Innovazione dell’anno, sponsorizzato da Mixology Experience, e il prodotto/servizio cui sarà assegnata la Menzione speciale green per la soluzione più attenta all’ambiente e alla sostenibilità.

La serata, che inaugura idealmente l’anno di festeggiamenti per i 60 anni di Tecniche Nuove, la casa editrice di Bargiornale &co., sarà presentata da Marco Maccarini, voce e volto noto di radio e tv, con il sound design by Nora Bee Dj a sottolineare il valore dell’intrattenimento del nuovo format della serata.
La direzione artistica, fin dalla prima edizione, è di Mauro Adami di Domoadamievents, mentre l'organizzazione tecnica è curata da Senaf con la collaborazione di Bartender.it

Una formula studiata per esaltare la spettacolarità, il piacere della convivialità e il valore di networking della serata e per dare ai partecipanti l’opportunità di interagire maggiormente, muovendosi liberamente nello spazio. Perché regalare un’esperienza memorabile è la quintessenza dell’ospitalità d’eccellenza.

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PER IL BARAWARDS GALA NIGHT PARTY

 

L’impronta verde del Report Integrato di Simonelli Group

Nel corso degli anni la sensibilità di Simonelli Group verso i temi della sostenibilità è diventata sempre più centrale
Nel corso degli anni la sensibilità di Simonelli Group verso i temi della sostenibilità è diventata sempre più centrale
Il nuovo documento offre una migliore e più completa visione degli aspetti ambientali, sociali, finanziari, economici e di governance che creano valore.

Cento pagine che spaziano dalla realtà di Simonelli Group alla governance, il modello di business, il processo di creazione di valori per arrivare ai risultati e agli impatti sui capitali delineano il primo Report Integrato del Gruppo, che va oltre il report di sostenibilità, integrandolo e fornendo un quadro più organico e completo sugli aspetti ambientali, sociali, finanziari, economici e di governance, che alimentano i processi di creazione di valore.

«È in atto un profondo processo di trasformazione sociale e tecnologico che ha cambiato e sta cambiando l’intera società e le forme in cui essa si esprime - afferma Fabio Ceccarani, ceo nell’introduzione del report -. È per rispondere a tali dirompenti cambiamenti che Simonelli Group nel 2021 ha dato continuità agli investimenti in capitale umano e organizzativo, già messi in campo nell’anno precedente. Ciò ha permesso all’azienda di raggiungere i migliori risultati di sempre in termini di fatturato e reddito operativo, consolidando inoltre il proprio posizionamento strategico, a beneficio anche di tutti gli stakeholder coinvolti nel processo di creazione di valore dell’azienda». Il report offre inoltre a tutti i collaboratori interni una migliore e più completa visione in termini di pensiero strategico e di operatività nel breve, medio e lungo termine; inoltre testimonia la sua sensibilità e capacità di cogliere le nuove sfide e di continuare a innovarsi, creando un valore sempre più condiviso.

Tra i traguardi riportati dal report ci sono il 100% di energia ricavata da fonti rinnovabili e una quota di autoproduzione pari al 35%, coerente con l’obiettivo di autosufficienza energetica da raggiungere entro il 2025. Sempre in tema ambientale vanno segnalati la bassa incidenza degli scarti inferiori allo 0,5%, la riduzione del 6,3% del consumo dei materiali plastici, il progressivo abbassamento del consumo di carta del 26% sul 2020 e del 33% rispetto al 2019 e la riduzione dei consumi di acqua del 7,7%.

Le nuove tecnologie permettono inoltre un abbattimento dei consumi energetici dei prodotti e della loro impronta ambientale rispettivamente del 36% e del 23%. La percentuale di macchine per caffè a basso consumo energetico vendute ha superato il 60%. L’ambizioso progetto di ricerca di economia circolare ha fatto meritare lo scorso anno il Premio Innovazione Smau 2022.

L’attenzione al territorio è testimoniata dalle collaborazioni attivate con vari enti e istituzioni locali a carattere sociale, culturale e sportivo e da una politica di approvvigionamento che vede il 40% degli acquisti effettuati presso aziende del territorio, nell’arco di 100 chilometri.

Infine, si registra una crescita del fatturato nei confronti del 2020, condizionato dagli effetti della pandemia, ed anche del 2019; dal punto di vista finanziario, il Gruppo si conferma un’azienda solida grazie a un autofinanziamento prossimo al 70% e una posizione finanziari netta superiore a 64 milioni di euro.

 

Cattel: premia i dipendenti con un ricco programma di welfare

Cattel
La sede di cattel a Noventa di Piave (Venezia)
L'azienda veneta ha accreditato 600 euro ai suoi dipendenti come contributo per gli incrementi delle spese degli ultimi mesi e ha varato un piano piano di corporate wellbing con una vasta offerta di servizi per i collaboratori e le loro famiglie

La Befana è arrivata in anticipo per i 111 dipendenti di Cattel. La famiglia Cattel, proprietaria dell’azienda veneta specializzata nella distribuzione di prodotti alimentari nel canale horeca ha varato un’operazione di welfare,  accreditando ai suoi lavoratori un premio di 600 euro come contributo a supporto degli incrementi di bollette, mutui e spese in genere degli ultimi mesi.

La nuova iniziativa si iscrive nel piano di corporate wellbing di Cattel, che prevede l’adozione di una piattaforma come strumento per l’accesso a tutta una serie di servizi a favore dei dipendenti. Che vanno dai servizi alla persona, con la possibilità di prenotare visite specialistiche in centri convenzionati, al recupero delle spese scolastiche o per le utenze domestiche, dai buoni benzina e buoni spesa fino ai viaggi o buoni regalo.

Il lavoratore al centro dell’azienda

Il premio rappresenta un importante contributo per le famiglie dei collaboratori in un momento caratterizzato da forti rincari che segue al difficile ultimo biennio per il settore del fuoricasa e va a rafforzare l’impegno dell’azienda verso i sui dipendenti, da sempre al centro dell’attenzione della proprietà. Il programma di welfare non riguarda infatti solo la sfera economica, ma pone grande attenzione alle esigenze del dipendente, del suo benessere e, di conseguenza, di quello dei gruppi di lavoro che operano sinergicamente in azienda e che ne contribuiscono allo sviluppo.

Riprendere a correre sul mercato

La centralità data alla tutela e alla valorizzazione dei lavoratori, anche attraverso progetti di crescita professionali, rappresentano per Cattel anche una leva per la continuità del business, la fidelizzazione dei collaboratori, per attrarre le figure professionali più talentuose presenti sul mercato e in definitiva per lo stesso sviluppo e crescita dell’azienda.

Per quanto riguarda questi ultimi l’obiettivo è di riprendere e ampliare il percorso sospeso solo nel biennio pandemico 2020-2021. L’anno appena passato, nonostante le diverse difficoltà, ha visto l’azienda espandersi in nuove aree geografiche, che ora la vedono presente in 35 province tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna, con oltre 8500 clienti tra bar, punti di ristoro, operatori street food, ristoranti e hotel. Ha visto aprire anche nuovi canali di vendita per gli oltre 7.000 prodotti di food e no-food in catalogo e ha offerto tante opportunità alcune delle quali ancora da sfruttare. Le stime prevedono per il 2022 un fatturato oltre i 130 milioni di euro.

Conto alla rovescia per partecipare alla Cointreau Margarita Challenge

Cointreau Margarita Challenge
Il 20 gennaio si chiudono le iscrizioni per la competition che celebra l'iconico drink messicano che quest'anno compie 75 anni. Proiettarsi nella Acapulco del 1948 e creare un'originale interpretazione del cocktail la sfida lanciata ai bartender

Conto alla rovescia per partecipare alla terza edizione della Cointreau Margarita Challenge, il cocktail contest internazionale firmato dall’iconico triple sec francese distribuito in Italia da Molinari. Il ternine per le iscrizioni per la sezione italiana della competition è infatti fissato al prossimo 20 gennaio.

Un’edizione particolare questa, in quanto cade nell’anno nel quale il grande classico messicano festeggia il suo settantacinquesimo compleanno, almeno secondo la versione convenzionale che ne assegna la paternità, o meglio la maternità alla ricca ricca salottiera texana Margaret Sames, che nel dicembre 1948 inventò il cocktail ad Acapulco (come per tutti i grandi drink diverse sono le versione che ne raccontano le origini e qui potete leggerne alcune).

In omaggio a questa storia, la sfida lanciata ai bartender è di fare un bel balzo indietro nel tempo e di teletrasportarsi alla fine degli anni Quaranta nella casa di Acapulco della Sames e di dare vita a un’inedita versione del Margarita per allietare il palato dei suoi ospiti. Per farlo i bartender possono dare libero sfogo alla propria creatività, in quanto nell’ideazione del loro twist hanno come unico obbligo di dover utilizzare Cointreau e sale.

Come partecipare

Per prendere parte alla sfida i concorrenti devono iscriversi entro il 20 gennaio sul sito della Margarita Challenge, completando il form e caricando la propria ricetta di Cointreau Margarita, completa di ingredienti, loro quantità e di descrizione del metodo di preparazione e di foto del drink (tutto in inglese). Non è previsto limite al numero di ingredienti, ma, come già sottolineato, tra questi non possono mancare il Cointreau, almeno 20 ml, e il sale. La ricetta inoltre deve essere accompagnata da una breve descrizione che ne racconti l’ispirazione (sempre in inglese).

Altro aspetto da tenere ben a mente è che ai partecipanti è chiesto di ancorare la loro ispirazione, le tecniche e gli strumenti che utilizeranno al contesto culturale degli anni Quaranta. Ciò significa, per esempio, che potranno utilizzare solo attrezzature per la miscelazione già disponibili all’epoca, quindi bando a strumenti e tecnologie moderne.

Le fasi del concorso

Le ricette presentate saranno vagliate da una giuria considerando 4 criteri, ingredienti, tecnica, strytelling e presentazione, che selezionerà le 10 migliori. I loro autori si sfideranno nella semifinale italiana del contest, che si svolgerà dal vivo a Roma a La Punta Expedio de Agave il prossimo 16 febbraio.

Il vincitore potrà essere nel novero dei 10 bartender da tutto il mondo che voleranno in Francia ad Angeres, presso la storica dimora di Cointreau per una tre giorni di visite e sfide di mixology. Sfida che culminerà con la finalissima che incoronerà il vincitore della competition, che sarà scelto da una giuria composta da Carole Quinton, master distiller Cointreau, Rory J. Shepherd, ex direttore creativo del Little Red Door di Parigi (al quinto posto nell'ultima classifica dei World’s 50 Best Bars), Jonathan Stanyard, vincitore dell’ultima edizione 2022 del concorso, e head bartender a Il Bistro in Seattle, e Kelly Magyarics, giornalista esperta di spirit e cocktail.

Il campione si aggiudicherà un altro viaggio per due persone in Francia e un tour per promuovere la sua interpretazione del Margarita nei cocktail bar selezionati dal brand.

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