La salute e il benessere dei professionisti del fuoricasa i temi al centro di Re-Up, evento svoltosi a Pompei e organizzato da Fontanella Distribuzione con Martini. Ecco le buone pratiche per migliorarle
Il mondo del bartending e della ristorazione, riconosciuto per le sue sfide impegnative, abbraccia una vasta gamma di responsabilità, che spaziano dalle attività in sala fino a quelle dietro il banco. Turni notturni, prolungate permanenze in piedi e la richiesta di reattività nelle fasi più avanzate della notte delineano le caratteristiche di questo settore, coinvolgendo una forza lavoro che supera il milione e duecentomila individui, secondo le stime della Fipe. Durante l'evento Re-Up, organizzato da Fontanella Distribuzione, specializzata nella fornitura di prodotti per il canale horeca, con la partnership di Martini, sono emerse riflessioni importanti sul tema.
L'evento si è svolto presso Il Circoloa Pompei, lo spazio dedicato a conferenze ed incontri dell'hotel Habita 79 della città pompeiana. Gli intervenuti includono Paola Mencarelli, giornalista e fondatrice e creative director della Florence Cocktail Week, Giovanni Continanza di Bargiornale, Leonardo Ciccarelli di Cookist, il dottor Roberto De Filippis (consulente ortopedico di chirurgia protesica), la nutrizionista dott.ssa Feliciana Fontanella, Eleonora Pasqualini (hr consultant di Reliance Consulting Group), e il brand ambassador di Martini Giacomo Acerbis. Il moderatore dell'evento è stato Andrea Parrella di Fanpage.
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Migliorare la qualità della vita e del lavoro
Durante l'incontro sono stati affrontati diversi temi e approcci. Paola Mencarelli ha evidenziato la scarsa attenzione al benessere nel settore, raccontando l'esperienza di una seduta di yoga dinanzi al Partenone, organizzata in occasione di Athens Bar Show, alla quale hanno partecipato solo due persone. Secondo diversi esperti, una seduta giornaliera di yoga può contribuire ad alleviare disturbi fisici e mentali legati alla professione del bartender.
Dal mio lato ho condiviso aneddoti e esperienze, sottolineando l'importanza dell'equilibrio tra lavoro e tempo libero nella creazione di drink list e format suggestivi. Leonardo Ciccarelli ha illustrato buone pratiche nel mondo del bar e della ristorazione, focalizzandosi sull'alta qualità.
Il dottor Roberto De Filippis ha discusso delle implicazioni sulla salute legate alle posture errate dietro il banco, evidenziando i rischi per tendini, dorsali e schiena a lungo termine e sottolineando l'importanza dell'attività fisica costante. La dottoressa Feliciana Fontanella ha sottolineato l'importanza del rispetto degli orari dei pasti e del ritmo circadiano, consigliando un'ottima colazione e una cena alle 18.
Vincenzo Pagliara del Laboratorio Folkloristico di Pomigliano D’Arco ha condiviso la sua routine quotidiana e l'importanza di evitare di spizzicare durante il servizio. Eleonora Pasqualini ha evidenziato l'importanza dei valori umani e del rispetto nell'ambito lavorativo, considerando che la difficoltà nel reperire nuovi talenti è legata a questi fattori. Giacomo Acerbis ha raccontato l'utilizzo dell'app Healthy Virtuoso all'interno di Martini, sottolineando l'importanza di promuovere il benessere attraverso competizioni sane tra dipendenti.
L'iniziativa per i bar campani
L'organizzatore Antonio Fontanella, patron di Fontanella Distribuzione, si è dichiarato soddisfatto dell'iniziativa, annunciando il progetto di realizzare sette giornate dedicate allo sport, al relax e alla solidarietà nel 2024, coinvolgendo 15 bar della Campania selezionati attraverso un contest fotografico sui social. Un passo significativo verso un approccio più sano al lavoro nel mondo del bartending che parte dalla Campania.
Le 5 buone pratiche per il benessere al bar
Attività fisica regolare
Adozione di una pratica costante di attività fisica per contrastare i rischi legati alle posture errate e migliorare la salute fisica complessiva.
Equilibrio lavoro-tempo libero
Consapevolezza dell'importanza dell'equilibrio tra lavoro e tempo libero per favorire il benessere complessivo.
Focus sulla nutrizione
Rispetto degli orari dei pasti e del ritmo circadiano, con particolare attenzione a una colazione nutritiva e una cena alle 18.
Valorizzazione dei valori umani
Promozione di un ambiente di lavoro che valorizzi i valori umani e il rispetto reciproco, riconoscendo l'importanza di questi elementi nel reclutamento di nuovi talenti.
Iniziative di benessere aziendale
Implementazione di iniziative aziendali volte al benessere, come l'utilizzo di app specifiche e l'organizzazione di eventi dedicati allo sport, al relax e alla solidarietà.
Il barmanager Fabrizio Valeriani ci racconta in anteprima il nuovo menù cocktail dei due locali ispirati al Marchese del Grillo: con tre drink da vera nobiltà
È sempre un piacere entrare nel mondo de Il Marchese, il primo Amaro bar d’Europa. Partito da Roma nel 2018per volere dei suoi due fondatori, Davide Solari e Lorenzo Renzi, ma sbarcato a Milano un anno fa con un progetto imprenditoriale ancor più ambizioso. Il progetto si ispira liberamente al celebre film “Il Marchese del Grillo” di Alberto Sordi, con il desiderio di fondere insieme due anime molto diverse tra loro: quella veracemente romana, ovvero quella del carbonaro, tipico popolano dell’epoca, e quella del nobile, che passava le sue giornate nei salotti, sorseggiando grandi vini e liquori sofisticati.
Un locale all day long, dall'anima cosmopolita, aperto sette giorni su sette dal pranzo al dopocena. Ma anche il primo Amaro Bar d’Europa, con una collezione di oltre 600 etichette. A Roma è in via di Ripetta, a un passo dall’Ara Pacis, a Milano stesso format, ma dimensioni ancor più importanti, ben 700mq, fra Duomo e Scala. Quella milanese è perfino una versione più opulenta, rispetto alla sede romana, con una prevalenza dell’anima nobile del marchese e una sala da riservare per eventi privati.
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I 600 amari de Il Marchese
Il Marchese Roma
Il Marchese Milano
Fabrizio Valeriani
Il Conte di Franciacorta
Boulevardier del Marchese
Food Pairing de Il Marchese
A far da sponda, praticamente una settimana a Roma e una a Milano, non solo i due soci, ma anche le due anime operative di questo progetto: l’executive chef Daniele Roppo, in squadra fin dall’apertura, e il bar manager Fabrizio Valeriani, bartender con una solida esperienza alle spalle, dalla Casina Valadier alle inaugurazioni di Sambamaki, che ormai da qualche anno calca il banco del Marchese e che ha ormai impostato saldamente la sua impronta. E se il primo delizia gli ospiti a suon di Crocchette di bollito e Amatriciana, il secondo ha assunto il compito di bar manager di un amaro bar quasi come una vocazione.
Gli amari per Valeriani sono «l’orgoglio della liquoristica italiana», ma il cliente medio che entra nel bar ne conosce a stento 6 o 7 etichette. E lì c’è la funzione divulgativa del bartender, che ha il compito di aprire la mente di chi si avvicina al banco, facendo conoscere questo enorme patrimonio, che arriva a contare oltre mille versioni sul panorama nazionale. «Noi – racconta il Barmanager – cerchiamo in questo campo di educare il cliente, portandogli al tavolo tre assaggi ripartiti in altrettante categorie: dolce-agrumato, medio amaro e amaro. L’ospite sceglie quello che preferisce, e solo a quel punto arriva il bicchiere. Questo sistema ci serve a fidelizzare il consumatore il quale ogni volta che torna cercherà di provarne uno differente».
Questo è il rito dell’amaro a fine pasto, ma la forza del Marchese è di essere un ristorante-cocktail bar unico, in cui in termini di vendite la drink list pesa più della wine list: «Siamo sul 60-40», afferma Valeriani, a vantaggio del cocktail, a dimostrazione che la moda degli amari è in ascesa, promossa dalla curiosità del pubblico e certamente da una drink list di facile comprensione. A eccezione solo del reparto Spritz, gli altri drink sono twist on classic, in cui Valeriani ha dato identità combinando con un tocco di amaro: troviamo i 6 Americani, i 3 Fizz e i 14 Signature. Inamovibile in carta l’elegante Cavaliere di Franciacorta, un cocktail Champagne dalle note leggermente piccanti, con Tequila Patron, Vermouth Martini Rubino, Amaro del Capo Red, sciroppo mandarino fatto in casa, succo di lime fresco, top di Franciacorta e spray di rosa damascena.
Nella nuova carta i drink prendono i nomi delle principali porte d’ingresso delle due città in cui “vive” il Marchese, da Porta Ticinese dove si beve un Old Fashioned a Porta Portese dove troviamo un Martini; dal Porta Venezia Bloody al Tommy Porta Metronia. Da qualche mese Valeriani ha aggiunto un ulteriore quarto di nobiltà alla drink list, con tre cocktail Luxurious (lussuriosi nel gusto e lussuosi nei costi e negli spirit che contengono), che sono tutti twist on classic, realizzati con ingredienti superpremium: si va dal Silver Old Fashion a 65€ con Cognac Hennessy XO al Gold Rob Roy, con lo stesso Cognac e Single Malt Caol Ila 2011 YO Vintage (75€), fino ad arrivare al Platinum Margarita, con Clase Azul Reposado e Amara Caroni, che viene proposto a 100€.
Il cocktail bar di Andrea Fofi &co. lancia il nuovo menu con 12 signature categorizzati per la nota prevalente di degustazione e ci aggiunge una proposta food veloce e divertente
Vi ricordate le rubriche telefoniche degli anni Ottanta, con le pagine scalari con le lettere? Il nuovo menù di Oro Whisky bar, ambasciata romana del distillato di cereali, è fatto proprio così, ma non c’è l’ordine alfabetico, bensì l’indizio sensoriale attraverso cui scegliere il proprio cocktail ideale. Affumicato, minerale, sulfureo, marino, erbaceo, vinoso, legnoso, fruttato, oleoso, floreale, dolce e cereale: queste le 12 voci, tutte provenienti dal vocabolario di degustazione del distillato, che corrispondono ad altrettanti drink, naturalmente tutti a base whisky, ideati da Francesco Cimaglia con la supervisione di Daniele Gentili, rispettivamente bar manager e general manager di Oro, e “vidimati” dal patron del locale Andrea Fofi, storico ideatore del Roma Whisky Festival e socio fondatore del Roma Bar Show.
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Team: Daniele Gentili, Leonardo Fortuna, Francesco Cimaglia e Chiara Marinelli
Francesco Cimaglia, bar manager
Five Pm
Oro Highball
Yankee
Per fare qualche esempio, alla voce Affumicato troviamo l’Oro Highball, a base di whisky giapponese Toki, soda affumicata ed Earl Grey. Sofisticato e avvolgente il Kaori, categorizzato come “vinoso”, anche grazie alla presenza di Sherry e Sake. È “legnoso” invece il Five Pm, in cui troviamo su una base di Blended scotch whisky una forte nota di mango, impreziosita da spezie come noce moscata e zenzero e reso legnoso da un woody bitter.
Nella lista ingredienti non è specificato il nome del whisky in questione perché da Oro di rigore ogni drink è proposto in tre diverse varianti con una diversa etichetta di whisky. «Ci piace che assaggiando lo stesso miscelato con basi diverse il cliente riesca ad apprezzare le differenze fra un distillato e l’altro anche in un cocktail», afferma Cimaglia. D’altra parte Oro Whisky Bar nasce proprio con l’intenzione di promuovere e diffondere la cultura del whisky, sia liscio che miscelato.
Altra novità è l’introduzione di un menù food in abbinamento alla bevuta, veloce e divertente. Una piccola proposta di accompagnamenti gastronomici, che comprende il bao con baccalà mantecato e cipolla caramellata, le ribs con salsa bbq ed erba cipollina o un flan di carote infornate. «Apriamo comunque a partire dalle 22, quindi non abbiamo l’intenzione di offrire una proposta per la cena, tuttavia abbiamo voluto andare incontro alla necessità di chi voleva stuzzicare qualcosa da mangiare insieme al drink», spiega Andrea Fofi. E ancora, interessante la proposta di abbinamento whisky&cioccolato studiata dall'esperta Chiara Marinelli, che vede 8 distillati delle varie categorie, già selezionati in pairing con un particolare tipo di cioccolato artigianale: «sommando gli elementi si ottiene un risultato nuovo e diverso».
Elogio di una pizzetta: riparte da questo Matteo Dolcemascolo. Il pasticcere di Frosinone diventato internazionale grazie ai suoi pluripremiati panettoni, apre a Roma in zona Prati e rilancia il vecchio concept di bar pasticceria all’italiana. E lo fa puntando tutto sulla pizzetta e su un cabaret di pasticceria salata coloratissimo che fa capolino in vetrina: è questa la prima cosa che si vede entrando nel nuovo punto vendita di viale Mazzini, a due passi dalla mitologica sede della Rai. «L’idea – racconta il pasticcere – era di portare a Roma tutto quello che facciamo nella nostra sede di Frosinone, dove siamo punto di riferimento per la città. Da noi si viene la mattina per la colazione, per una pausa pranzo e poi per l’aperitivo. E sì, siamo famosi per le pizzette di sfoglia».
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Bancone Dolcemascolo lato pasticceria
Bancone aperitivo Dolcemascolo Roma
Vetrina Dolcemascolo Roma
Caffè Dolcemascolo
Dolcemascolo e il suo team
Pasticceria all'italiana da Dolcemascolo Roma
Dolcemascolo Roma a Prati
I panettoni di Dolcemascolo
Lo schema è questo: la lunga vetrina orientata frontalmente rispetto alle due uscite del locale, è concettualmente suddivisa in due sezioni. Quella davanti all’ingresso principale, che la mattina sarà piena di lievitati per la colazione, sia dolci che salati, e che di pomeriggio diventa il regno della pasticceria salata. La vetrina poi continua, con l’esposizione della pralineria, dei macaron e della pasticceria all’italiana, che contempla soprattutto una selezione di mignon vecchio stile (cannoli, babà, pesche, aragostine e così via), ma realizzati con tutta la cura per l’estetica e le materie prime di base che esige una pasticceria contemporanea. Completano l’offerta alcune torte da credenza vendute a fette e la vetrina delle torte moderne, queste più di ispirazione francese, oltre alla parte di rivendita di dolci confezionati, compresi i grandi lievitati per cui Dolcemascolo è famoso, e una selezione di prodotti di aziende ciociare.
«Quasi tutta la produzione proviene dal laboratorio centralizzato di Frosinone – spiega il pasticcere – qui è prevista solo la rifinitura e alcuni prodotti espressi, come i piatti veloci per la pausa pranzo». Il locale è di circa 100 metri quadri per ciascun livello: al piano di sopra sono quasi tutti riservati alla vendita, mentre al piano di sotto c’è la zona operativa. Circa una decina i posti a sedere, che serviranno per una sosta più rilassata a tutte le ore, ma soprattutto per la proposta colazione, pranzo e aperitivo, i tre momenti caldi su cui è concentrata la proposta. «Puntiamo moltissimo soprattutto sull’aperitivo – ammette Dolcemascolo – per il quale abbiamo selezionato una drink list che spazia dai cocktail classici a una selezione di vini naturali in mescita».
Altra punta di diamante del nuovo punto vendita è la parte caffè. Collocata strategicamente alle spalle della vetrina d’ingresso, troviamo la macchina del caffè ad estrazione manuale, nella quale si lavora il caffè specialty della Diemme di Padova, con la collaborazione di Simone Giordano come trainer manager del caffè. «La nostra miscela per l’espresso si chiama Naturalmente dolce ed è un blend 90% arabica e 10% robusta, da Brasile, Etiopia e Nicaragua, caratterizzato appunto da una naturale dolcezza. Poi avremo uno speciale a rotazione e inoltre c’è la possibilità di assaggiare i monorigine, che al momento sono Brasile, Guatemala e Rwanda».
Si è chiuso al DaV di City Life il tour di presentazione del nuovo amaro di Pernod Ricard. un prodotto dal tocco dal tocco contemporaneo che omaggia l'italianità
Ultima fermata Milano, in una nebbiosa serata all’ombra dei grattacieli di piazza Tre Torri, in City Life. Va decisamente meglio all’interno, al primo piano della Torre Allianz, dove DaV (spin-off del tristellato Da Vittorio di Brusaporto) ospita la tappa conclusiva del tour di 207 Amaro Locale.
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Dopo Roma, Napoli e Firenze, il nuovo amaro di Pernod Ricard fa capolinea alla corte del bartenderCosimo Nucera e dello chef Nicholas Reina, chiudendo il cerchio di presentazione partito da una riflessione risalente già al 2018, come racconta Alejandro Mazza, educational e advocacy manager Pernod Ricard: «Una sfida nuova, cominciata con la volontà di degustare un amaro in chiave moderna: cercavamo un prodotto che fosse contemporaneo ma raccontasse una storia, e si aprisse alla novità».
Omaggio all’Italianità
Omaggio quasi totale all’italianità, con ingredienti che abbracciano l’intero Stivale (menta di Pancalieri, scorze di arancia dolce di Calabria, limoni di Sicilia), 207 Amaro Locale trova una validissima spalla nel menu tradizionale di DaV, che elenca piatti dal sapore quasi retro, alleggeriti e ammodernati alla grande.
Dall’antipasto con gambero rosso alla razza con salsa alla mugnaia, passando per il vero e proprio anello di congiunzione: il Risotto Milano-Sicilia, con bergamotto e zafferanno, lo stesso che con i pistilli de L’Aquila consiste nell’elemento portante di 207 Amaro Locale. Duecentosette erano, appunto, i bulbi di zafferano che nel Tredicesimo secolo, secondo la leggenda, il frate Domenico Santucci importò dalla Spagna all’Italia.
Base amaricante, tocco moderno
La tradizione con nota gourmand, descrive Mazza, che ricorda come il lancio sul mercato di 207 Amaro Locale sia avvenuto solo «dopo aver trovato la formula perfetta, che superasse tempo e spazio con i suoi ingredienti: la base amaricante, il tocco moderno, la sensazione di certezze e comfort data dall’italianità».
Nucera firma la serata con Couch 207 (207 Amaro Locale, Chinotto, agrumi pestati, punte dolci a tratti coprenti), a tavola l’abbinamento è con le perle Champagne di Pernod Ricard (Brut RSRV 4.5 e RSRV Blanc des Blancs), poi l’intermezzo con i leggendari Paccheri alla Vittorio, prima dell’esperienza conclusiva: la possibilità di arricchire la bevuta liscia di 207 Amaro Locale con dei bitter al sale, alla liquirizia, ai fiori di sakura o al caffè. A ciascuno il proprio, e andrà comunque bene.
Tastes like heaven, smells like hell. È lo stesso slogan di Laphroaig a rendere splendidamente l’idea dell’esperienza di degustazione di uno degli scotch whisky più riconoscibili, paradisiaco al palato, di puro impatto al naso. E, soprattutto, anche contrariamente a quanto si potrebbe pensare, mirabilmente versatile, sia in miscelazione sia addirittura nell’ormai famigerato pairing.
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Lo chef Errico Recanati
Citofonare per conferma al Ristorante Andreina, dal 2013 stella Michelin a Loreto (Ancona), regno infernale (nel senso buono del termine) dello chef Errico Recanati, che dalla sua sontuosa brace ha intrecciato il suo credo di fuoco e fiamme con il tridente di Laphroaig (portfolio Beam Suntory, distribuito in Italia da Stock): torba, fuoco e sale.
Una comunione di sensazioni
Questioni di famiglie in un certo senso, se Andreina era la nonna di Recanati che aprì il ristorante sessant’anni fa, mentre furono i fratelli Donald e Alexander Johnston a fondare Laphroaig nel 1815 ad Islay, dove tutt’oggi la distilleria si rispecchia nelle acque che separano Scozia e Irlanda. E di comunione di sensazioni, quando non di intenti, tanto da aver portato Laphoraig a scegliere Recanati come primo Italian culinary ambassador nel 2023.
Lo scorso novembre Andreina ha allora aperto le proprie porte per l’incontro definitivo tra lo scotch e la griglia, con un percorso di degustazione specifico che ha visto il distillato presente sia nei bicchieri sia nelle ricette, come cocktail o come ingrediente: in mostra, oltre all’incomparabile Laphroaig 10 anni, anche Laphroaig Sherry Oak (ex botti di sherry, sentori più morbidi, leggermente caramellati) e Laphroaig Lore (blend di botti diverse con un invecchiamento dai 7 ai 21 anni, ben più potente).
Cucina e miscelazione: una nuova dimensione per Laphroaig
Recanati impiega così Laphroaig in marinature e salse (riuscitissime le soluzioni con ombrina e fois gras), osa con un connubio tra carne e ricci, va sul sicuro (ma bisogna saperlo fare) con un gelato al Laphroaig che accompagna del cioccolato alla brace e una riduzione alla bananaaffumicata.
Più estremo il tentativo con una “neve” di Whisky Sour in abbinamento al dolce che forse spinge oltre il bilanciamento, interessanti invece le proposte miscelate, che vedono Laphroaig 10 mescolarsi ad acqua di rosmarino ridistillata, e succo di mandarino sodato. È la nuova dimensione di Laphroaig, che supera il consumo solo dopo pasto e lo ripropone dove non c’era mai stato: con Recanati, maestro dell’interpretazione della cucina rurale guardando al presente, è un primo passo eccellente.
Carlo Carnevale - In collaborazione con Mattia Marzola
Stanislav Vadrna, Global Hospitality Ambassador per Nikka, condivide il suo approccio al bar, celebrando ogni istante dedicato agli ospiti e abbattendo barriere tra barman e clienti.
Ichi-go Ichi-e: un intero universo raccolto in due espressioni, traducibili con "un'occasione, un incontro". Ma c'è molto di più: Stanislav Vadrna, Global Hospitality Ambassador per Nikka, descrive così il suo approccio al bar e alla professionalità. Formatosi nella sua Bratislava prima di una illuminante esperienza in Giappone, Vadrna è oggi uno dei maggiori interpreti dell'ospitalità nel suo senso più profondo, che celebra ogni istante da dedicare ai proprio ospiti. La perfetta accoglienza parte dal riconoscere il valore del tempo che si può dedicare agli altri: Vadrna racconta di questo e molto altro nella chiacchierata con Bargiornale avvenuta a Roma, durante la finale della Nikka Perfect Serve.
Dal suo periodo di formazione alla corte di Kazuo Uyeda, fino alla divulgazione del suo credo, Vadrna fornisce ai bartender spunti di riflessione di enorme valore, che ruotano attorno all’unico, vero obiettivo: l’ospitalità pura, basata su rispetto reciproco e abbattimento delle barriere tra oste e ospite. Nel mezzo, tutta la sua esperienza e il suo desiderio di vedere il mondo chiare, attraverso piccoli, ma fondamentali gesti.
Stanislav Vadrna
Stanislav Vadrna è Global Hospitality Ambassador per Nikka. Nato in Slovacchia, poi cittadino del mondo per vocazione e per lavoro, si dedica alla divulgazione della cultura dell’ospitalità nel mondo, che sostiene possa migliorare anche (e per certi versi soprattutto) attraverso il lavoro di osti e bartender. Più di ogni altra esperienza, indica l’incontro con il Maestro Kazuo Uyeda come il momento di svolta della sua vita.
Nata a Taranto nel 1919, Birra Raffo (Gruppo Birra Peroni) dall'anno prossimo esce dalla dimensione interregionale per sarà presente sull'intero territorio nazionale.
Storico marchio di Taranto (1919), Birra Raffo fa parte di Birra Peroni dal 1961. Dopo un adeguato aggiornamento grafico, Birra Raffouscirà dalle sue terre abituali nel sud Italia (Puglia, Basilicata, Calabria, Campania) dove attualmente è distribuita per affrontare, a partire dall'anno prossimo, l'intero mercato nazionale.
Mantenendendo i tradizionali colori blu e rosso della "Città dei Due Mari", nell'etichetta viene riportata l'immagine di Taras, figura mitologica greca, leggendario fondatore e protettore della città pugliese, figlio di Poseidone e della ninfa Satyra, a cavallo di un delfino. Nel collarino invece spicca il disegno delle onde marine.
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Birra Raffo edizione 2024
Locandina campagna Birra Raffo
Birra Raffo sarà presente sui banchi bar di tutta Italia
Presentazione di Birra Raffo verso il 2024
A sottolineare il legame con il territorio, Birra Peroni utilizza orzo pugliese per la produzione di Birra Raffo, oltre a sponsorizzare la locale squadra di calcio Taranto FC e a supportare le attività culturali e di restauro del Museo MarTa, Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
La sua presentazione si è svolta nel corso del recente water show "Il futuro viene dal mare" sul lungomare di Taranto.
Viviana Manera Direttore Marketing Birra Peroni
«Un omaggio a Taranto per celebrare un passo storico per il brand di Birra Raffo - dichiara Viviana Manera, Direttrice Marketing Birra Peroni - Il luo lancio su tutto il territorio nazionale nel 2024 porterà con sé lo spirito positivo e la determinazione di questa terra, da sempre caratteristiche in comune tra l’attitudine pugliese e i valori cardine di Raffo. Sappiamo quanto il mare sia un elemento centrale per questa città e per tutta la Puglia, per questo, abbiamo voluto raccontare il legame del brand con la sua terra d’origine e cosa abbiamo pensato per il futuro attraverso uno spettacolo inedito proiettato direttamente sul mare. Obiettivo della nostra azienda è quello di portare Raffo ad essere un brand sempre più importante all’interno del portfolio e questo avverrà attraverso un piano molto ampio e sinergico di marketing, sales e trade marketing. A partire da febbraio 2024 ci saranno importanti investimenti sul brand, una forte presenza in comunicazione e nei principali eventi locali pugliesi, visibilità nei punti di vendita e anche nelle attività che raccontano la Puglia fuori dal proprio territorio».
Andrea Tortella Sales Director Birra Peroni
«La Puglia è diventata la prima meta estiva degli italiani - commenta Andrea Tortella, Sales Director di Birra Peroni - con un export dei prodotti agroalimentari made in Puglia in crescita del 16%. È una regione davvero amata dagli Italiani e non solo. Parte da qui un progetto ambizioso e sfidante per Birra Peroni, in cui crediamo moltissimo: Raffo, la birra pugliese che arriva a tutti gli italiani. Abbiamo iniziato in Puglia la distribuzione della bottiglia con la nuova immagine di Raffo ad inizio ottobre e ci apriremo alla distribuzione nazionale nel 2024, con l’obiettivo di entrare nelle case di 1,3 milioni di italiani».
Breve storia di una bionda di Puglia
Parte del Gruppo Birra Peroni (Asahi Europe), Birra Raffo nasce a Taranto nel 1919 per opera di Vitantonio Raffo che inaugurò lo stabilimento di produzione "Fabbrica di Birra e Ghiaccio” in via d'Aquino 68. Nel 1961 la sua storia si incrocia con quella di Birra Peroni che ha sempre supportato la forza del brand nella sua terra nativa e conservato la ricetta originale. La crescente richiesta della specialità pugliese convinse Birra Peroni a spostare nel 1987 la produzione nel più moderno stabilimento di Bari. Raffo Ricetta Originale, arricchita con orzo di Puglia, è una lager chiara (12 Ibu) dai toni dorati, prodotta a bassa fermentazione, maturata a freddo, dal corpo morbido e dal gusto secco molto rinfrescante, con appena una punta di amaro nel finale (4,7% alc). Per apprezzarla al meglio, si consiglia di berla rigorosamente "croccante", ovvero ghiacciata come vuole la tradizione pugliese.
È prodotta oggi come allora con la stessa ricetta e con lo stesso orgoglio. Disponibile nei formati in bottiglia 33 e 66 cl e in fusto 30 litri.
Raffo è da sempre una birra così apprezzata che, sebbene locale, rappresenta il terzo brand per volumi di Birra Peroni ed è l’unico brand in Italia a sviluppare così tanti ettolitri in una sola provincia. Dal 2024 Raffo porterà il suo spirito pugliese nelle case di tutti gli italiani.
Dalla grappa di Barolo, tra le più conosciute, alle riserva millesimate di Moscato, Barbera, Nebbiolo, Barbaresco
Le riserve millesimate rappresentano il top qualitativo delle grappe di Distilleria Sibona di Piobesi d’Alba (Cn). Proposte sul mercato in eleganti cassette di legno, vivono in bottiglie numerate dove spicca l’anno di imbottigliamento. Il packaging è completato da eleganti pergamene poste all’interno dell’astuccio che riportano altre curiosità e informazioni utili alla conoscenza dei diversi prodotti.
«L’annata rappresenta l’anno di distillazione - spiega Luigi Barbero, amministratore e socio della distilleria -. A questo segue un lunghissimo invecchiamento, spesso superiore ai 12 anni, prima in botti di rovere di media capacità e poi in botti piccole. Sono eccezionali grappe da meditazione da gustare lentamente sorso dopo sorso, così da percepire le calde ed uniche sensazioni che sanno trasmettere».
Oltre alla grappa di Barolo, tra le più conosciute, nell’assortimento Sibona sono disponibili le grappe riserva millesimate di Moscato, Barbera, Nebbiolo, Barbaresco ed il Distillato d’uva “Armonia di Langa”.
Grappa di Moscato Millesimata
Affina a lungo in botti di rovere prima di media poi di piccola capacità la Grappa di Moscato Millesimata Sibona che viene presentata sul mercato in una prestigiosa bottiglia Decanter con il logo della distilleria in rilievo sul vetro.
Nel calice si presenta di un colore ambrato profondo. Al naso ha profumo ricco, pieno, ampio e variegato, con in evidenza note floreali e fruttate. In bocca è morbida, aromatica, elegante con piacevole gusto di noce moscata, sambuco e frutti rossi. Lunga la persistenza al palato a cui trasmette decise e piacevoli sensazioni aromatiche. Ottima in abbinamento al cioccolato (in particolare quello fondente con alta percentuale di cacao) è da proporre al cliente con formaggi stagionati.
Si serve a una temperatura di circa 18°C, in calice classico tulipano o bicchiere baloon con o senza stelo (tipo cognac).
Grappa di Barolo Millesimata
Colore ambrato intenso e profumo pieno, ampio, di grande personalità per la Grappa di Barolo Millesimata Sibona. Al naso spiccano gli aromi della vaniglia dei frutti di bosco e del rovere tostato.
Al palato mostra struttura e un gusto profondo e vellutato in bell’equilibrio con le note vanigliate del legno usato per l’affinamento (botti di rovere prima di media poi di piccola capacità). Il retrogusto è lungo e persistente con in evidenza vaniglia e tabacco.
Grappa da meditazione da degustare lentamente per apprezzarne al meglio le calde ed uniche sensazioni che trasmette o da abbinare a frutta secca, noci, mandorle, dolci e cioccolato (soprattutto fondente con alta percentuale di cacao). Ottima con formaggi stagionati.
Si serve a circa 18 °C in calice classico tulipano o bicchiere baloon con o senza stelo.
Definiti i partner ufficiali dei Campionati italiani baristi indetti da Sca Italy per il biennio 2024-25. In pedana la macchina espresso M200 e il macinacaffè F83 E Pro.
La Cimbali e Fiorenzato hanno vinto il bando come partner ufficiali dei Campionati italiani baristi indetti da Sca Italy per il biennio 2024-25.
Per quanto riguarda la macchina espresso sarà LaCimbali M200, una macchina, come osserva Claudio Torresan, sales director del Gruppo, «unisce performance di altissima qualità a un design ergonomico e intelligente pensato per i baristi del futuro. Questa macchina consente il controllo preciso della temperatura di ciascun gruppo, assicurando stabilità e flessbilità e si conferma come macchina perfetta per queste competizioni che rappresentano un’opportunità unica per collaborare con i migliori professionisti della community e per rafforzare ulteriormente la nostra collaborazione con Sca Italy». La macchina M200 offre una risposta quanto mai attuale alle nuove richieste del mercato e si distingue per il design, firmato da Valerio Cometti+V12 Design, che le ha permesso di accedere alla sezione Design per il lavoro della selezione dell’Adi Design Index.
Per Fiorenzato il modello scelto è l’F83 E Pro, un macinacaffè on demand con macine piane da 83 mm, potenza di 650 Watt, capacità della campana di 1,5 kg e peso netto di 15 kg. Come tutti i macinacaffè della nuova Linea Pro ha la camera estraibile a sgancio rapido, che permette di gestire gli spazi dedicati alla macinatura del caffè in modo semplice, intuitivo e rapido, permettendo di estrarre il pezzo desiderato senza modificare la regolazione della granulometria.
Grazie alla nuova camera estraibile la manutenzione e la pulizia sono più semplici e veloci e la ritenzione è ridotta fino al 50% rispetto ai modelli precedenti. Grande soddisfazione anche ai vertici dell’Azienda di Santa Maria di Sala (VE), in cui Giulia Bagato, marketing manager osserva come «sponsorizzare i campionati italiani baristi è per noi davvero importante perché ci permette di supportare professionisti appassionati e competenti. La community dello specialty coffee è una nostra priorità, sia quando studiamo i nostri prodotti sia quando ascoltiamo i feedback su di essi. Siamo sicuri che questa esperienza ci darà nuova forza e slancio per continuare sempre al meglio nel nostro lavoro».
SCA Italy esprime apprezzamento e riconoscenza nei confronti delle aziende che hanno partecipato ai bandi, offrendo il loro supporto nei confronti dell’associazione e di tutta la community.
Continua la rassegna dedicata ai panettoni di Natale 2023. Le referenze prodotte ai professionisti dell'arte bianca sono numerosissime e mirano a "panettonizzare" le specificità del territorio, ma anche della propria filosofia di lavoro. Tra nomi storici della pasticceria e progetti innovativi che guardano anche al sociale, ecco la seconda parte della rassegna dedicata ai panettoni di Natale 2023.
Luigi Biasetto
Il panettone alle acciughe di Luigi Biasetto Per il Natale 2023 Luigi Biasetto propone un prodotto "eretico": il panettone alle acciughe. Il maestro si raccomanda di esporlo per qualche minuto a una fonte di calore, in modo da sprigionare il mix di aromi e sapori dati dal pesce, capperi, mele semicandite. Tra le ricette salate ci sono anche pomodori confit e pesto, nonché peperoni confit e cipolla di Tropea. Nell'offerta sono presenti anche i gusti più tradizionali come il milanese; albicocca, noci e cioccolato; cioccolato; pistaccio e cioccolato.
Il Natale di Marchesi 1824
Uno dei panettone decorati secondo Marchesi 1824Marchesi 1824, pasticceria simbolo dello stile milanese, porta in tavola una collezione natalizia ispirata alle boule de neige, le suggestive palle di neve che catturano la magia dell'inverno. Re indiscusso delle feste meneghine, il Panettone Classico di Marchesi 1824, frutto di quasi due secoli di ricerca e passione, si propone al palato con un gusto delicato e fresco dato dai pregiati ingredienti, selezionati nel rispetto della tradizione milanese. Non mancano i prodotti decorati a mano e ricette alternative alla tradizione: il Panettone senza canditi, il Panettone al Cioccolato, il Panettone Mela, Cannella e Caramello, il Panettone ai Marroni Canditi e il Panettone al Pistacchio arricchito da un’unica crema al pistacchio.
Sal De Riso
La Stella del Vesuvio firmata da Sal De RisoSal de Riso non rinuncia a omaggiare la propria terra d’origine, la Campania, e propone anche un classico rivisitato dai sapori partenopei: Stella del Vesuvio con cubetti di albicocche naturali candite e gocce di cioccolato bianco alle mandorle e una copertura di glassa alle nocciole. Presenti anche panettoni tradizionali o farciti, come la variante al Limoncello, ripieno di crema al limoncello e bucce di limone di Costa d’Amalfi I.G.P per un’alternativa gustosa al candito, o Sottobosco, con frutti di bosco e crema profumata alla vaniglia e rosmarino.
Andrea Tortora
Il panettone pere e gianduia di Andrea TortoraAndrea Tortora AT Patissier firma panettoni tradizionali e creativi. Tra questi ultimi, spicca l'accostamento pere e gianduia. Presenti anche la variante tre cioccolati e una ricetta "amica" degli intolleranti al lattosio, realizzata con olio extravergine d'oliva.
Dario Loison
Il panettone di Dario Loison Due nuovi ciocco-gusti per Dario Loison, che firma un'offerta complessiva di 18 tipologie di panettone, “La cioccolateria per me è un’evoluzione della pasticceria e in Loison c’è spazio per lo sviluppo, ma c’è bisogno di studio e sperimentazione”. Ecco spiccare il panettone con l'accostamento di canditi di Pera Williams senza solfiti e un blend personalizzato di cioccolato del Sudamerica; e quello arancia e cioccolato, una ricetta ben collaudata con scorze di arance di Sicilia e un cioccolato Cru monorigine sudamericano.
Fabrizio Galla
Il panettone extrafondente di Fabrizio GallaFabrizio Galla celebra il Natale 2023, lanciando per la prima volta il panettone Extrafondente. Creato a partire dal cioccolato 70% fondente Santo Domingo e vaniglia Tahiti, sprigiona sentori di frutti tropicali e agrumi. Disponibili anche il panettone tradizionale e il panettone pere e cioccolato fondente 65%.
Cotti in fragranza
I panettoni di Cotti in Fragranza Cotti in fragranza, brand nato all’interno del carcere minorile Malaspina di Palermo e oggi operativo anche all’interno di Casa San Francesco, propone tre panettoni per il Natale 2023. Torna il panettone Buonicuore al mandarino con glassa e un barattolo di marmellata biologica al mandarino. Disponibile anche il panettone Parrapicca, con impasto tradizionale, scorzette al limone e zenzero, ricoperto da una glassa al limone e accompagnato da marmellata spalmabile di limone. Infine, presente anche il panettone Coccitacca con scorzette d’arancia, copertura al cioccolato e, ad accompagnare, una golosa crema al cioccolato, venduta in una comoda sac à poche.
Da Vittorio
Il panettone di DaV Pastry Lab Dal DaV Pastry Lab la famiglia Cerea lancia le novità del suo Natale. Immancabile l’appuntamento con il panettone, nelle tre versioni principe: classico (farcito con tranci di frutta candita e uva passa), con impasto arricchito da cacao e gocce di cioccolato e infine con pepite di albicocca e Collio Picolit Doc, uno dei vini passiti più amati d’Italia. I panettoni di Da Vittorio sono celebri in Italia e nel mondo per il loro impasto, arricchito nei profumi da miele di zagara e cannella. Sono realizzati con farina di frumento monorigine, cui si affianca il germe di grano, dall’indice proteico del 15%, che permette di sopportare meglio il lungo processo di lavorazione con tre rinfreschi. Il 7 dicembre a mezzanotte verrà inoltre svelato all’interno dell’e-commerce del Da Vittorio Selection anche il nuovo lievitato realizzato in soli 1500 pezzi.
Vincenzo Pennestrì
Il panettone di Vincenzo PennestrìVincenzo Pennestrì firma una nuova gamma di lievitati dedicati alle feste 2023. Special edition della stagione è il panettone alla liquirizia, un omaggio alla Calabria con canditi al bergamotto, fichi secchi e ricoperto di cioccolato alla liquirizia. Non manca il panettone tradizionale, con cubetti di arancia candita, uvetta cilena, vaniglia del Madagascar e pasta di mandarino. Ma la punta di diamante della produzione di Sottozero restano i panettoni ripieni di gelato, ormai un vanto per il brand. Si va dal tradizionale senza canditi con bagna alla vaniglia, gelato alla nocciola, cuore di cioccolato fondente e gelato di gianduia ricoperto di cioccolato fondente al 75%. Poi c'è il panettone Giada con gelato alla nocciola reale delle Langhe, gelato alla pistacchiosa (con croccante di pistacchi), crema mediterranea al pistacchio, ricoperto di cioccolato al pistacchio, nocciole pralinate e pistacchi. Il panettone Americano è preparato con gelato al caramello di burro salato, gelato alle arachidi, pralinato di noci pecan, copertura di cioccolato al caramello Valrhona. Infine, il panettone Sicilia sorprende con il suo gelato di ricotta e pistacchio, sorbetto di mandarino, pistacchi croccanti, cioccolato fondente, canditi di arance, tutto ricoperto di cioccolato al pistacchio e pistacchi pralinati.
Eataly
Il panettone di Eataly Per il primo anno tutti i 50 punti vendita del gruppo Eataly metteranno in vendita tre tipologie di panettoni realizzati con ricette esclusive, racchiuse in un packaging identitario. Nascono, quindi, il panettone Classico, quello Arancia e Cioccolato, la versione accompagnata da Crema al Pistacchio. Lunghe lievitazioni e grande attenzione agli ingredienti del territorio come le nocciole Piemonte Igp delle Langhe.
Pavè
Il panettone di Pavè Il panettone Pavé si è affermato nell’ultimo decennio come uno dei più buoni in Italia, ed è per questo che il pasticciere Giovanni Giberti ha deciso di produrlo tutto l’anno, celebrandolo come il vero e proprio dolce della città di Milano. Prodotto nel nuovo laboratorio milanese, Panettone milanese Classico è realizzato utilizzando farina del Molino Bongiovanni, burro di Normandia, frutta candita, vaniglia del Madagascar, uvette selezionate Pariani e lievito madre di settant’anni. Quest’anno sono disponibili nel formato per due: preparati in vasocottura, sono di piccola pezzatura e lunga durata.
Fiorenzo Ascolese
Il panettone alle albicocche di Fiorenzo AscoleseFiorenzo Ascolese omaggia il Natale 2023 con un panettone tradizionale Milano pluripremiato, per poi spaziare tra ricette con Albicocche del Vesuvio varietà Pellecchiella, il panettone al Limoncello, il panettone al Pistacchio. Il tutto racchiuso in un pack elegante, pronto a soddisfare ogni tipo di consumatore e perfetto come idea regalo.
Forno Brisa
Il Veganone di Forno Brisa Un Natale intenso quello di Forno Brisa. Da novembre 2023 ha lanciato panettoni limited edition e partnership come fossero coriandoli. Si parte con il Veganone, il lievitato inclusivo, leggero e diverso, senza ingredienti di origine animale e fatto con sole materie prime naturali, autoprodotte e/o provenienti da filiere sostenibili. Inoltre, in occasione della riapertura del Modernissimo, Forno Brisa lancia il Panettonissimo: un panettone dal pack limited edition per completare la collezione 2023 e rendere omaggio allo storico cinema dell'affezionata città di Bologna.
300Mila
Il panettone di 300mila firmato da Marco SilvestroDavide De Matteis, patron del 300mila di Lecce, sta pian piano cambiando il Dna di questo locale pensato per un'offerta ristorativa all day long. Nel carnet di proposte gastronomiche non può mancare il panettone, che quest'anno nascono da un importante progetto di inclusione. Infatti, sono prodotti nel laboratorio 300mila aperto all'interno dell'ex carcere minorile di Lecce. Quattro i tipi di panettoni di Natale 2023 tra cui scegliere: il Classico con uvetta e cubetti di arancia candita, il Panettone Particolare con fichi, noci, arance, ricoperto di cioccolato, al Pistacchio o al Cioccolato, ciascuno con una confezione colorata, che racconta l’amore per il territorio, negli ingredienti e nel packaging, dove appaiono stilizzati i monumenti di Lecce.
Mamm
Il panettone inclusivo di MammRoberto Notarnicola, founder di Mamm, ha realizzato il suo primo panettone nel 2020, spinto dal desiderio di servire sulla tavola di famiglia un prodotto con cui stupire la mamma e tutte le zie. Oggi lancia la sua nuova collezione di panettoni dove - insieme alla versione classica e ai quattro cioccolati - ci sono due proposte ispirate all’inclusività del gusto. La prima è a base di olio extravergine di oliva del frantoio Petruzzi, piccola realtà di Fasano (BA). La ricetta è arricchita con gianduia e albicocche, perfetta per chi è intollerante al lattosio. Il secondo panettone inclusivo, invece, ha un impasto classico ma senza uvetta e canditi, per tutti quelli che non li amano. “Tutti hanno il diritto di avere il proprio panettone”, dicono da Mamm che per il pack di quest’anno ha voluto i colori dell’arcobaleno, un omaggio alla comunità Lgbtq+.
Vergani
Il panettone di Vergani Dopo il successo della Pandoro Experience con crema al pistacchio dello scorso anno, Vergani ha deciso di ampliare la propria Linea Sac à poche con farciture dedicate anche al panettone. Proposto senza canditi, è venduto in formato da 850 grammi da farcire con crema al pastacchio o al gianduia crunchy.
Francesco Bedussi
Il panettone di Gennaro Esposito I panettoni per il Natale 2023 di Francesco Bedussi saranno quattro: classico con canditi e uvetta, solo essenza di limone senza canditi, albicocche semicandite, cioccolato con impasto al cacao e cioccolato all’interno. I panettoni preparati con amore dal giovane Francesco Bedussi si distinguono per fragranza e, nelle versioni tradizionali, per il loro colore giallo intenso dovuto all’importante impiego di uova.
Gennaro Esposito per Fèlsina
Il Natale 2023 è all’insegna della miglior tradizione toscana con il Panettone all’uva passita di Fèlsina firmato dallo Chef Gennaro Esposito. L’azienda vitivinicola di Castelnuovo Berardenga presenta la limited edition di soli cento pezzi in una speciale box, nella quale ogni lievitato è abbinato al Vin Santo del Chianti Classico Doc.
Peck
Il panettone di Peck Ogni anno per Peck il Natale è l’occasione di raccontare una favola fatta di meraviglia e stupore. Nasce proprio da qui il “Giardino delle Meraviglie”, le creazioni dei maestri pasticceri che andranno ad abbellire le tavole delle feste. Oltre all'immancabile panettone tradizionale di Peck, saranno disponibili quattro varianti: amarena, limone e mandorla; pere e cioccolato; arancia, ananas e zenzero; pistacchio, caffè e cioccolato bianco.
Infermentum
Il panettone fichi, mele e noci di InfermentumInfermentum è il progetto di quattro amici con la passione per la pasticceria e background che con l'arte bianca non hanno nulla a che vedere. Insieme hanno creato un brand divenuto famoso per esser stato i primo a insacchettare i grandi lievitati della tradizone. Dal panettone tradizionale prendono il via le ricette più amate: albicocca e cioccolato fondente; fichi, mele e noci; tre cioccolati; dark; il senza canditi; il senza lattosio. Ogni prodotto viene realizzato in tiratura molto limitata e va consumato il prima possibile.
Pasticceria Veneziani
Il panettone di Pasticceria VenezianiNel cuore del quartiere Coppedè la pasticceria Veneziani sta sfornando i suoi panettoni per Natale. Maria Grazia Veneziani e il capo pasticcere Marco Maniaci propongono solo in formato da chilo il panettone tradizionale e le varianti cioccolato, caffè crema di latte e rum; cioccolato e amarene; frutti di bosco; ananas, cocco e cioccolato bianco; marron glacé. Da provare anche il pan buccellato con impasto al cioccolato, fichi, profumo di mandarino e spezie come pepe di Cubebe e di Sichuan, arricchito poi da pepite di cioccolato.
Hiromi Cake
Il panettone di Hiromi CakeTecnica italiane gusti di ispirazione giapponese: i panettoni di Hiromi Cake sono realizzati con lievito madre rinfrescato, dando vita a due gusti. Il primo è il panettone al tè matcha, con impasto al matcha, albicocche candite e cioccolato yuzu. Il secondo è il panettone cioccolato, zenzero e gianduia. Entrambi sono disponibili nella pezzatura da mezzo chilo.
Buono
Il panettone "buono come il pane" di Christian delle FaveChristian delle Fave propone il suo panettone “Buono come il Pane”, dal nome del suo panificio romano. Tra i vari gusti in carta ci sono il classico, quello al cioccolato, al pistacchio (vincitore del premio Dolce Roma). Quest’anno si è aggiunta anche la variante cioccolato e arancia, realizzato con una copertura di cioccolato e pezzi di arancia.
Cresci
Il panettone di CresciAnche per il Natale 2023 Danilo Frisone, fondatore del forno Cresci, propone il suo panettone artigianale. Tra gli ingredienti spicca il burro italiano delle Fattorie Fiandino, le farine del Molino Pasini e la frutta candita biologica di Morandin. Il panettone - tradizionale o con albicocche candite e cioccolato - è disponibile solo nel formato da chilo.
Giano
I panettoni di GianoPer il secondo anno la pasticceria contemporanea Giano propone i suoi dolci natalizi. Marco De Bellis e Nicius Castellazzi stanno lavorando alla versione tradizionale, ma anche la panettone al cioccolato e quello al pistacchio. La novità tra i panettoni di Natale 2023 sono le ricette salate. Tre impasti: al pomodoro con guanciale, pecorino e pomodori secchi; prosciutto crudo artigianale, provola e pomodori secchi; olive, carciofi e pomodori secchi.
Arte Bianca
Il panettone di Arte BiancaGabriele Iambrenghi, classe 1996, è la mente e le braccia dietro la pizzeria Arte Bianca. La sua passione per la lievitazione lo ha portato per il secondo anno consecutivo a proporre la sua idea di panettone, disponibile in versione tradizionale e al cioccolato.
Luigi Giannotti
Il panettone di Luigi Giannotti Luigi Giannotti ha iniziato a fare panettoni nel 1998, raccogliendo la tradizione paterna, radicata nell’omonima pasticceria di Bovino (Fg). Seguendo il metodo tradizionale con lievito al sacco, come insegna la tradizione milanese, oggi offre ai suoi clienti un prodotto tecnico, ma capace di interpretare i trend del momento in modo trasversale. Tradizione, leggerezza, riduzione degli zuccheri: si va dal panettone tradizionale al goloso gianduia e caffè, passando per abbinamenti che omaggiano la Puglia, come il panettone fichi, mandorle e albicocche.
Simona Solbiati
Il panettone di Simona SolbiatiIl Natale è uno dei momenti più intensi per Simona Solbiati, che chiude il 2023 con l’apertura del suo primo store monomarca a Brescia. Presenti anche i suoi panettoni tradizionali con uvetta e arancia, ricoperti di cioccolato fondente, disponibile nei formati da 120 grammi al chilo.
Gerla 1927
L'offerta natalizia di GerlaEvi Pelliotto, executive chef di Gerla 1927, presenta i suoi panettoni. Realizzati a partire da lievito madre, sono proposti in tre golose varianti. Si va dalla ricetta classica con uvetta e canditi alla versione con gocce di cioccolato. Per gli amanti della tradizione piemontese, disponibile anche il panettone marron glacé, preparato con crema di marroni e marron glacé a pezzi.
Martesana
I panettoni della pasticceria MartesanaLa pasticceria Martesana ha creato il Panettone d’Oro limited edition in collaborazione con Moschino. Con una cappelliera dorata realizzata dal Maestro Vincenzo Santoro, il panettone presenta una glassa al cioccolato Gold e nocciole Igp Piemonte e granella di nocciole. Presenti anche il panettone bianco (senza uvetta e canditi), ai tre cioccolati, pistacchio e cioccolato bianco.
Ciacco
Il panettone amaro di CiaccoIl chimico e gelatiere Stefano Guizzetti dedica al Natale 2023 il panettone amaro. Si tratta di una ricetta ormai diventata un must. Studiato e sperimentato per mesi con l’obiettivo di trovare il giusto equilibrio tra i sapori inaspettati: erbe, radici, mirtilli e pompelmo per un lievitato che sconvolge il palato con un amaro inatteso, che sul finale regala gli aromi di genziana, rabarbaro e china insieme alla dolcezza di mirtilli rossi e blu e l’asprezza del pompelmo candito. Non mancano il panettone Milano, quello gianduia e quello all'albicocca.
Federico Prodon
I panettoni di Federico Prodon Per il Natale 2023 Federico Prodon propone panettoni classici, creativi e farciti con il gelato. La limited edition Zibibbone riprende la ricetta del panettone tradizionale e la rivisita con uvetta sei corone idratata con uno Zibibbo della zona fra Marsala e Mazara del Vallo, lo stesso che Prodon utilizza per la ricetta del suo gelato Malaga. Con lo stesso Zibibbo prepara uno sciroppo inserito dopo la cottura per rendere l'impasto morbido e profumato. Non mancano le ricette classiche, al pistacchio e alla Gianduia.
Daniel Canzian
La creazione di Daniel Canzian Sono tanti gli chef che hanno dedicato i propri sforzi ai panettoni di Natale 2023. Tra questi, Daniel Canzian. Per quest'anno ha presentato MassaBon, il nuovo panettone alle albicocche arrosto caratterizzato da morbidezza, un gusto delicato e un aroma fruttato da scoprire. Il classico dolce delle feste si aggiunge al già esistente MI.O, con Pasta di arance arrosto, il cui nome rimanda alla città - Milano - dove nasce la ricetta originale del panettone, rivisitata dallo chef nel 2019 ed evolutasi ulteriormente nel tempo. I due dolci ben rappresentano la filosofia di Daniel Canzian, che coniuga tradizione, semplicità e raffinatezza, definendo una proposta contemporanea in continua evoluzione.
Ristorante il Pescatore - Grand Hotel Fasano
I panettoni di Pasquale Tozzi, chef del Ristorante Il Pescatore Lo chef Pasquale Tozzi, oggi al comando del Ristorante Il Pescatore al Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera, dedica il suo lavoro ai lievitati per le festività natalizie. Propone il panettone in sei versioni: tradizionale con uvetta; arancia cedro e limone candito; cioccolato bianco e arancia in una speciale forma di ciambella; Rosa del Garda con limone e olio d'oliva al posto del burro. Infine, una new entry: uva passa di Zibibbo, passito di Pantelleria e cioccolato di Modica.
Fabio Tuccillo
Grace, il panettone evocativo di Fabio Tuccillo L'hashtag per le feste di Natale firmate da Fabio Tuccillo è, naturalmente, panettone. Il bakery chef giunto tra i finalisti del concorso internazionale Coppa del Mondo del Panettone, ha sfornato 10 specialità. Esclusiva novità di quest’anno è Grace, un panettone tutto al cioccolato, dal forte significato simbolico, realizzato con tre diversi impasti, cioccolato fondente, gianduia e nocciola, farciti con due delicati cremini, alla nocciola e al cioccolato a latte. A completare, una copertura a specchio di cioccolato Caramélia con perline croccanti e note golose di caramello salato. Tra i panettoni di Natale 2023 disponibili anche la variante classica, e quella al cappuccino e cioccolato bianco con impasto al cappuccino e cremino al cioccolato bianco e nocciola con copertura blond Dulcey. Infine, Tuccillo ha creato il Vesuviello, una lavorazione con tre impasti farcito con albicocca Pellecchiella del Vesuvio e pasta di mandorla siciliana, ricoperto di golosa ganache al cioccolato bianco.
Alessandro Spoto
Il panettone Limited Edition di Alessandro SpotoAlessandro Spoto, maestro panificatore 3 pani Gambero Rosso, propone un panettone limited edition fatto con lievito madre, farina tipo 0 Bongiovanni Grand'Italia, uova fresche di galline allevate a terra e burro francese. Il tocco creativo è nella farcitura a base di chinotto, cioccolato bianco al lampone, lamponi freschi, sambuco semicandito e noci di macadamia.
Nuovo Mondo
Il Giulebbe di Paolo e Andrea Sacchetti Celebre in tutta Italia per il suo prodotto più famoso, le Pesche di Prato, la Pasticceria Nuovo Mondo vanta oggi prodotti che sono diventati icone. A Paolo Sacchetti, pluripremiato proprietario della pasticceria e membro storico di Ampi, si affianca il talento del figlio Andrea, cresciuto nel laboratorio del padre. Per questo Natale tante le referenze proposte. Si parte con Giulebbe, un panettone del territorio, realizzato con ingredienti locali come i fichi secchi di Carmignano, Presidio Slow Food, pinoli di San Rossore in glassa, noci della val di Bisenzio. Poi c'è il Pan Ballotto: “marzapane” a base di marroni del Mugello IGP lessi, pasta di marroni e alchermes (Prodotto Agroalimentare Tipico della Toscana, liquore dolce e aromatico dall'inconfondibile colore rosso). Anche la glassa del panettone è fatta con la farina di marroni.
Forno Follador
Il panettone di Antonio FolladorAntonio Follador è innamorato dei grandi classici del Natale. Per questo, giunti alla fine dell'anno, non fa mai mancare le sue interpretazioni dei grandi lievitati delle feste. La novità per il 2023 è il Mandarino e Gianduia, un lievitato farcito con mandarino tardivo di Ciaculli, frutto dalla buccia fine e di intensa dolcezza, e gianduia da nocciola Piemonte IGP Tonda Gentile Trilobata, e con una copertura al cacao, nocciole e zucchero in granella. In più, presenti otto diverse varianti: dal panettone da Tradizione al Gran Mandorlato, passando per il Glacè; pistacchio; cioccolato e amarene; mele, noci e cannella; limone, orzo tostato e cioccolato.
I panettoni di Natale 2023 di Dolcemascolo
Il panettone di Matteo Dolcemascolo Il panettone artigianale di Matteo Dolcemascolo, prodotto rispettando ogni fase di produzione, richiede 72 ore di lavorazione che inizia dalla cura del lievito madre. A questo vengono aggiunti la farina italiana macinata a pietra, il burro di centrifuga delle Alpi, le uova certificate da allevamenti a terra e senza antibiotici, la vaniglia naturale del Madagascar estratta a mano e i canditi di prima qualità. Ogni passo della produzione viene eseguito a mano, dal rinfresco del lievito al confezionamento. Disponibile nelle varianti classico e cioccolato, anche nel formato magnum, ai frutti di bosco, cioccolato e pera, cioccolato e lamponi e al pistacchio con crema spalmabile.
Di Stefano
La latta limited edition di Di Stefano Il marchio siciliano Di Stefano ha deciso inondare il Natale 2023 di novità. Per chi avrebbe voglia di avere sempre il panettone appena sfornato tra le mani arriva il Farcito Freschissimo in edizione limitata e su prenotazione. Inoltre, disponibile anche il panettone da farcire con la sac à poche inclusa con i gusti cioccolato siciliano e pistacchio. Un'altra novità di Natale 2023 è il panettone Cacao e Agrumi di Sicilia. Infine, c'è la capsule collection limited edition - Abbiamo tutto, manca il resto - realizzata per il Panettone Magnum dagli artisti Lorenzo Romano e Azzurra Messina e curata da Farm Cultural Park.
Con il tripudio delle sue nove botaniche, questo gin, custodito in un pack impreziosito dalle illustrazioni di Milo Manara, è il regalo perfetto per chi sa apprezzare la fusione di arte, gusto ed eleganza
Il Natale è il momento perfetto per immergersi nell’eccellenza di J.Rose Gin. Un london dry nato per offrire un'esperienza sensoriale senza pari: ogni sorso è un viaggio attraverso il gusto, ideale da assaporare nell'atmosfera magica delle festività. Una ricetta unica, dove l'essenza del bergamotto si fonde armoniosamente con una selezione di nove botaniche, regalando un gusto che incanta il palato.
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Il tripudio delle nove botaniche
Il ginepro guida la danza di sapori di J.Rose, portando con sé una nota predominante che si distingue per la sua intensità. Al primo approccio, svela un calore avvolgente e pungente. Il bergamotto e le bucce di mandarino aprono un delicato dialogo agrumato, regalando freschezza e un morbido equilibrio che rende il respiro un'esperienza in sé. I fiori di fico d'India aprono il sipario tra naso e palato, creando un arco sensoriale che culmina in un retrogusto fruttato. L'essenza legnosa, donata dalla corteccia di quercia, gli conferisce note tostate evocative del calore della nocciola e del profumo avvolgente della noce.
La gradazione alcolica del 43%, esalta il profilo aromatico delle nove botaniche, rendendo J.Rose Gin non solo una scelta sofisticata, ma l'ingrediente ideale per cocktail di raffinato prestigio.
Per un Natale di gusto e raffinatezza
Ma non è solo il contenuto a rendere questo gin speciale: è anche il suo scrigno. Il packaging è un capolavoro artistico, un'ode all'eleganza, perfetto per il Natale. Immagina l'emozione nel ricevere una bottiglia di J.Rose, avvolta con cura in un packaging che è un omaggio all'arte. Le illustrazioni del maestro Milo Manara danno vita a ogni bottiglia, rendendola un autentico regalo da collezionare.
J.Rose Gin non è solo un regalo per i palati più raffinati, ma un'affermazione di stile. Un regalo pensato per coloro che apprezzano la fusione di arte, gusto ed eleganza.