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Sammontana acquisisce Forno d’Asolo e crea un gruppo da un miliardo

La famiglia Bagnoli, creatrice di Sammontana, punta al brand per creare un produttore internazionale di prodotti surgelati di pasticceria, dessert e gelato. Obiettivo: il mercato Usa

Sammontana e Frozen Investments, società di investimento di Investindustrial VIII, acquisiscono il marchio Bindi-Forno d'Asolo dal private equity Bc Partners, creando un gruppo da un miliardo di euro. Ad annunciare la partnership, una nota diffusa dalla società creata dalla famiglia Bagnoli. Obiettivo: creare un produttore d’eccellenza internazionale di prodotti surgelati di pasticceria, dessert e gelato, che punta a conquistare anche il mercato americano.

Cifre, nuovi assetti e valzer di poltrone in Sammontana

Dall’unione di Sammontana e Forno d’Asolo nasce un gruppo con un fatturato di quasi 1 miliardo e con stabilimenti produttivi in Italia, Stati Uniti e Francia. Sammontana ha chiuso il 2022 con un fatturato di 485 milioni e un ebitda di 39,3 milioni. L’anno successivo FdA ha generato circa 500 milioni di fatturato e oltre 85 milioni di ebitda, quasi quadruplicando le proprie dimensioni dall’ingresso di Bc Partners, avvenuto nel 2018. Nello specifico la famiglia Bagnoli, Investindustrial e il senior management deterranno la completa proprietà del nuovo gruppo. Il controllo operativo resterà nelle mani di Leonardo Bagnoli, Ceo di Sammontana, che diventerà presidente del nuovo gruppo. Alessandro Angelon, ad di Forno d'Asolo, ne diventerà il Ceo. Marco Bagnoli assumerà il ruolo di presidente di Sammontana. Investindustrial, private equity con oltre 13 miliardi di fondi raccolti, guiderà l’espansione internazionale. Sammontana include nel suo portafogli marchi come il gelato Sammontana e la pasticceria surgelata Tre Marie. Forno d’Asolo è a sua volta un produttore e distributore di prodotti surgelati, tra cui pasticceria dolciaria e salata da forno. L’azienda vende i marchi Forno d’Asolo e Bindi a oltre 70 mila clienti in 40 Paesi.

Obiettivo del nuovo gruppo: il mercato americano

Il nuovo gruppo creato da Sammontana, Investindustrial e Bindi-Forno d'Asolo ha un obiettivo: raggiungere il mercato statunitense. «Siamo lieti dell’unione di Sammontana e Forno d’Asolo e di aver trovato un partner come Investindustrial con una visione industriale condivisa e un comprovato track record di investimenti di successo in imprese familiari», commenta Leonardo Bagnoli. «Sia Sammontana che Forno d’Asolo sono aziende di grande successo - aggiunge Andrea Bonomi, presidente dell’industrial advisory board di Investindustrial - Entrambe hanno completato diversi add-on negli ultimi anni, fornendo una solida piattaforma grazie alla quale la famiglia Bagnoli e Investindustrial potranno perseguire una strategia di buy and build per internazionalizzare ulteriormente il gruppo, specialmente nel mercato statunitense». «Siamo entusiasti di collaborare con la famiglia Bagnoli e Investindustrial. Insieme abbiamo individuato il significativo potenziale di crescita del nuovo gruppo, dato sia dai marchi e dai prodotti altamente riconoscibili di Sammontana e Forno d’Asolo, sia dall’opportunità di espansione geografica», afferma Alessandro Angelon. «Abbiamo trasformato un gioiello italiano in un player globale e ambasciatore dell’artigianalità italiana - dichiara Stefano Ferraresi, partner di Bc Partners - Abbiamo contribuito al forte sviluppo internazionale dell’azienda e a posizionare il gruppo al meglio per proseguire il suo percorso di crescita».

Barista Society, la piattaforma formativa di Cellini Caffè

Barista Society cellini Caffè Diletta Sisti
Diletta Sisti, brand ambassador Cellini Caffè
Attiva sui canali social del brand, la nuova piattaforma offre ai baristi che hanno voglia di migliorarsi e innovare approfondimenti sul mondo del caffè e originali ricette. A curare il progetto la brand ambassador e trainer Diletta Sisti

È dedicato ai baristi che vogliono migliorare le proprie skill, ma anche innovare e sperimentare nel mondo della caffetteria Barista Society, il nuovo progetto di Cellini Caffè. Progetto che si traduce in una piattaforma formativa social pensata per offrire ai professionisti del bancone uno spazio di apprendimento e, insieme, di intrattenimento. Barista Society è infatti concepita come una libreria social ricca di contenuti, costantemente aggiornati e ampliati, pensati per aiutare i baristi a elevare le proprie competenze sul mondo del caffè e a portare il servizio a un livello superiore.

I consigli e gli approfondimenti di Diletta Sisti

Aperta a tutti i baristi e attiva sui canali social, Instagram, Youtube e Tiktok, di Cellini Caffè, la piattaforma propone approfondimenti che spaziano su un’ampia fascia di argomenti, dalla caffetteria di base alle tecniche di estrazione, dalle materie prime alla macinatura, dagli specialty alle tecniche di latte art, senza trascurare un’ampia gamma di ricette originali e preziosi consigli per perfezionare il servizio.

Il tutto esposto in modo chiaro, leggero e conciso attraverso brevi video che rendono l’apprendimento ancora più facile e veloce. Caratteristica distintiva del nuovo progetto è infatti di fondere formazione e intrattenimento, offrendo ai baristi la possibilità di acquisire nuove competenze divertendosi.

Volto di Barista Society è Diletta Sisti, brand ambassador di Cellini Caffè, latte art trainer e seconda classificata posto alla Moka Challenge 2023, che porta nel progetto tutta la sua esperienza e competenze. Ad arricchire l’esperienza, inoltre, i tanti ospiti coinvolti, come baristi, trainer e appassionati del settore, che permetteranno di affrontare gli argomenti trattati da diverse prospettive.

A fianco del barista in un mercato in evoluzione

La nuova iniziativa è parte della strategia del marchio di punta di Gruppo Ekaf che mira a rafforzare il suo impegno come partner dei professionisti e aiutarli a interpretare le nuove esigenze del mercato del caffè. Un mercato in evoluzione, sia in termini di ricerca di nuovi gusti sia di comportamenti di consumo, e che va verso una sempre maggiore consapevolezza del valore del prodotto. Per soddisfare tale domanda, se fondamentale è la qualità del prodotto, altrettanto lo è la formazione del barista, che può mettere in campo le sue conoscenze per offrire al cliente un’esperienza superiore e aggiungere valore al servizio per lo sviluppo del proprio business.

Massimiliano Bizzarri è il nuovo ceo di Rancilio Group

Massimiliano Bizzarri nuovo ceo Rancilio Group
Subentra a Ruggero Ferrari che ha guidato il gruppo con successo negli ultimi quattro anni e lascia il Gruppo per motivi familiari.
RS1 la macchina Rancilio per il mondo specialty
RS1 la macchina Rancilio per il mondo specialty

Il nuovo anno si è aperto con la nomina del nuovo Ceo di Rancilio Group: Massimiliano Bizzarri. Succede a Ruggero Ferrari, che ha guidato il Gruppo con successo negli ultimi quattro anni, confermando una crescita costante anche per l’ultimo esercizio fiscale.

Laureato in Ingegneria Meccanica, ha 54 anni e vanta una lunga esperienza in gruppi multinazionali che operano in diversi settori, dall’automotive al food processing equipments. Ha fatto il suo ingresso in Ali Group nel settembre 2023 in qualità di senior vice president Emea Apac e negli ultimi ani ha ricoperto ruoli ai vertici presso Interpump Group (pompe e food processing equipments) quale presidente di divisione, e presso Gea Group Business Unit (pasta ed extrudet products) come chief executive officer.

Bizzarri ha accolto con entusiasmo la nuova sfida e, ha osservato, «ringrazio sia Ali Group per la fiducia che mi ha accordato sia Ruggero per lo splendido lavoro fatto negli ultimi anni. Metterò a disposizione dell’azienda tutta l’esperienza che ho maturato nel mio percorso professionale, sicuro che insieme riusciremo a raggiungere nuovi traguardi e accompagnare Rancilio Group verso una nuova fase di trasformazione ed espansione». 

Da parte sua, Ruggero Ferrari ha affermato: «è stato un privilegio guidare Rancilio Group in un periodo di grandi cambiamenti a livello globale e sono orgoglioso dei risultati che abbiamo raggiunto in questi quattro anni. Ho deciso di lasciare il Gruppo per motivi familiari e per dedicarmi a nuovi obiettivi professionali, ma continuerò a seguire con passione l’evoluzione di Rancilio Group». 

Double Dutch Drinks arriva in Italia grazie a Onestigroup S.p.A.

Il brand leader della distribuzione di bevande porterà in esclusiva nel nostro Paese i mixer e tonic che hanno conquistato la mixology internazionale

Double Dutch Drinks, brand di premium mixers and tonics, arriva in Italia grazie a Onestigroup S.p.A. L'azienda leader nel settore della distribuzione di bevande ha siglato un accordo di collaborazione con il brand per la distribuzione in esclusiva dei prodotti nel mercato italiano. La partnership, che farà felici i mixologyst e i bartender, nasce dalla condivisione di valori comuni: qualità, sostenibilità e soddisfazione del cliente. L'obiettivo della partnership è di ampliare la presenza di questi mixer e tonic nel mercato italiano.

Cosa sono i Double Dutch Drinks

I Double Dutch Drinks sono noti e amati perché a basso contenuto di zuccheri e calorie, privi di sostanze nocive, grazie agli aromi naturali. L'impatto del gusto è forte, ma senza dare eccessiva dolcezza al palato. Come hanno dimostrato brand come Red Bull, abbassare il contenuto di zuccheri e calorie è uno dei trend contemporanei essenziali da rispettare per poter intercettare i clienti al bancone.

Inoltre, vantano numerosi premi, assegnati dai World Beverage Innovation Awards e dall’Evening Standard. Infine, sono carbon neutral. La mission è scritta nel brand: avere un impatto positivo. Per questo il brand collabora con ClimatePartner per compensare le emissioni di CO2 necessarie per la produzione, in modo corretto.

Aperte le iscrizioni per Unrivalled Classics, il nuovo contest by No.3 Gin

Unrivalled Classics
Dare vita a un'originale interpretazione di un grande classico a base gin è la sfida ai bartender della nuova competition. Per questa edizione la gara si gioca sul Gimlet. E c'è tempo fino al 12 marzo per partecipare

C’è sempre la ricerca della perfezione al centro della sfida lanciata ai bartender da No.3 Gin. Il London dry super premium, dopo la Pursuit of Perfection Cocktail Competition, fa esordire un nuovo contest: Unrivalled Classics. Il nuovo concorso chiede agli artisti del bancone di applicare la ricerca della perfezione per realizzare un’originale versione di un grande classico a base gin che ogni anno sarà diverso.

Il classico scelto per questa prima edizione è il Gimlet, che i bartender dovranno interpretare in chiave moderna utilizzando come base del London dry creato da Berry Bros. & Rudd, la più antica compagnia di commercio di vini e liquori a conduzione familiare della Gran Bretagna (è stata fondata nel 1698) e importato e distribuito in esclusiva nel nostro Paese da Pallini. Facendo ben attenzione a esaltare nella ricetta i tre sentori principali di No.3 Gin: ginepro, agrumi e spezie.

Il concorso è aperto ai bartender di cinque Paesi: Italia, Regno Unito, Germania, Spagna e Stati Uniti. Per ognuno, attraverso una serie di gare sarà definito il campione nazionale, che affronterà gli altri nella finale internazionale, in programma presso la distilleria di No.3 Gin a Schiedam, in Olanda, il prossimo 11 settembre.

Il vincitore assoluto si aggiudicherà un takeover presso il bar Atlas di Singapore, locale incluso tra i World’s 50 Best Bars, durante il Bar Convent Singapore, oltre a una cena al ristorante stellato Burnt Ends, abbinata a una selezione di cocktail a base del gin.

Come partecipare

Per prendere parte alla Unrivalled Classics occorre iscriversi entro il prossimo 12 marzo compilando l’apposito form sul sito del concorso www.no3competition.co.uk, inserendo i propri dati personali e la ricetta del cocktail, che può esser un long drink o uno short drink (volume di liquido minimo di 60 ml), completa di foto, di ingredienti con la descrizione del metodo di preparazione e un breve testo nel quale il concorrente racconta le sue conoscenze sulla storia del Gimlet.

La ricetta può contenere massimo 6 ingredienti, tra i quali obbligatoriamente un minimo di 40 ml di No.3 Gin, e comunque il totale degli ingredienti alcolici combinati non deve essere superiore a 100 ml e avere un contenuto alcolico non superiore al 40% in volume. È consentito anche l’utilizzo di due ingredienti homemade, ma ne deve essere riportata la ricetta e la modalità di preparazione, così come si può completare il drink di guarnizione che non viene contata tra gli ingredienti.

Le fasi di Unrivalled Classics

Le ricette candidate saranno valutate da una giuria di esperti e il 19 marzo verranno svelati i concorrenti che per ogni Paese passano alla fase successive, ovvero alla gare regionali in presenza. Queste per l’Italia saranno tre e si terranno tra l’8 aprile e il 16 maggio: a Torino, per l'area Nord, a Firenze, per l'area Centro e a Catania per l'area Sud. A ognuna vi prenderanno parte 12 bartender e i primi due classificati per ciascuna tappa si sfideranno nella finale nazionale che si terrà tra fine maggio e inizio giugno in una location non ancora svelata.Il campione nazionale vola in Olanda per la finalissima.

 

Black Bull, il nuovo whisky del catalogo di Spirits&Colori

Spirits&Colori
La new entry è stata presentata nel corso di una serata al Rumore di Milano, giocata sul pairing tra whisky e cibo. Con l'occasione è stato presentato presentare ufficialmente l'ingresso in azienda di Gabriele Rondani alla guida dell’area commerciale e marketing

Novità in casa Spirits&Colori, azienda specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati all'horeca. Lo scorso 25 gennaio, in occasione della Burns Night, festa nata in Scozia per celebrare il poeta nazionale Robert Burns, è stata l'occasione per presentare il pregiato whisky di Duncan Taylor Black Bull e gli imbottigliamenti della serie Octave. Questi sono stati accompagnati da un menu appositamente studiato da Sossio Del Prete, bar manager di Rumore, un suggestivo american bar in stile italiano adiacente al BeefBar di Milano (leggi C’è un gran Rumore a Milano).

È stata anche l'occasione per presentare ufficialmente l'ingresso di Gabriele Rondani alla guida dell’area commerciale e marketing di Spirits&Colori.

La new entry Black Bull

Il brand Black Bull – di proprietà di Duncan Taylor, azienda a conduzione familiare nata nel 1938, con sede a Huntly, alla periferia dello Speyside - è una new entry nel catalogo Spirits&Colori, con Kyloe e la sua versione torbata adatte per cocktail e gli invecchiamenti 12 e 21 anni. Il Kyloe, lanciato nel 1864 da Willsher, è un whisky audace e diverso, un blended scotch whisky fatto con il 50% di single malt e il 50% di single grain imbottigliato a 100 proof, che prende il nome da una razza bovina originaria delle Highlands.

Presenti poi due versioni invecchiate di 12 e 21 anni, dove i ricchi e robusti malt whisky provenienti dalle Highlands e dallo Speyside sono fatti maturare in botti ex-Sherry ed ex-Bourbon, per poi essere miscelati con grain whisky delle Lowlands affinati in botti ex-Bourbon. Il Black Bull 40 Blended Scotch è una prestigiosa selezione di vecchi malt whisky (90% del totale) distillati negli anni Sessanta e miscelati con grain whisky provenienti da distillerie non più operative.
Qualità e versatilità

«Ci aspettiamo molto da questo brand, perché è un prodotto conosciuto, supportato da investimenti e dall'eccellente rapporto qualità/prezzo», racconta Gabriele Rondani. «Durante la serata abbiamo avuto l'occasione di sperimentare la versione torbata – il Black Bull Kyloe torbato – in un twist sul Bobby Burns e il Black Bull 12 anni in pairing con prosciutto di manzo di Kobe con panettone salato e piastrato, oltre ai whisky della serie Octave di Duncan Taylor, sempre in pairing. È stata una serata di alto livello, che ha evidenziato le qualità e la versatilità di questi prodotti».

Nuovi progetti per Spirits&Colori

Nella serata, si è evidenziata non solo la proposta alcolica e gastronomica, ma anche la presentazione di un manager di successo nel mondo degli spirit come Gabriele Rondani, due volte incluso nella selezione dei 100 top manager di Forbes e figura molto nota nel mondo della liquoristica.

«Comincio questa nuova sfida professionale con entusiasmo, con l'obiettivo di far crescere il brand, curare e ampliare le relazioni con i partner commerciali, dare supporto agli area manager e agli oltre 140 agenti. Nei prossimi mesi, lato marketing, aumenteremo la comunicazione, partecipando a fiere ed eventi, sia b2b sia b2c. Ma stiamo già lavorando, a medio termine, al lancio di nuovi prodotti, che interesseranno la categoria dei bourbon, dei rye, del mezcal e delle creme di liquore», conclude Rondani.

Coca-Cola Hbc Italia distribuisce i mixer Three Cents e investe in Abruzzo

Three Cents Coca-Cola Hbc Italia
L'azienda da questo mese è il distributore esclusivo per l'Italia dei mixer premium Three Cents. E annuncia un investimento da 42 milioni di euro per il suo sito di Oricola, che avrà due nuove linee per la produzione di lattine

La distribuzione di Three Cents e il potenziamento dell’impianto abruzzese di Oricola. L’inizio dell’anno porta già importanti novità in casa Coca-Cola Hbc Italia. La prima è appunto che l’azienda, da questo mese di febbraio è il distributore esclusivo per l’Italia del marchio di toniche e soda premium, acquisito dal Gruppo Coca-Cola HBC due anni fa.

Marchio fondato nel 2014 da un gruppo di bartender greci, Vassili Kalantzis, George Bagos, George Tsirikos e Dimitris Dafopoulos, per creare una gamma di mixer di alta qualità per la mixology. Ad animare il loro progetto la ricerca della perfezione, che hanno raggiunto attraverso il giusto equilibrio tra bilanciamento di aromi e massima quantità di bollicine, che non perdono l’effervescenza anche dopo che la bottiglia è stata aperta. Ne è nata così una gamma che conta otto referenze, 4 toniche e 4 soda, realizzate senza conservanti o coloranti artificiali e proposte in bottiglia di vetro da 20 cl.

La gamma Three Cents

La linea di toniche è composta da Acqua Tonica, frutto di un mix di acqua di sorgente ed elevato chinino naturale, con molte bollicine e pochi aromi, pensata per esaltare tutte le sfumatore del gin cui si accompagna. Aegan Tonic, fresca e delicata, combina aromi naturali di cetriolo fresco, basilico e menta per rievocare sapori e odori del Mediterraneo. Lemon Tonic, caratterizzata dal perfetto equilibrio tra limoni mediterranei e chinino naturale per un Gin&Tonic citrico o un perfetto Gin Lemon. Dry Tonic, una tonica con il 50% in meno di zucchero, rispetto alla classica ricetta, ma senza comprometterne il carattere e il sapore.

Nella linea di soda troviamo, invece, Pink Grapefruit Soda, fatta con scorze di pompelmo fresco e particolarmente indicata per la preparazione di un Paloma. Ginger Beer, un mix infuocato di zenzero e spezie fresche, ideale per i punch mule e per donare piccantezza ai cocktail analcolici​. Cherry Soda, dal carattere accattivante, grazie alla combinazione di ciliegie selvatiche e noccioli di ciliegia, e ideale per i Collins. Pinapple Soda, dagli aromi tropicali di ananas freschi e maturi, provenienti dai Caraibi e dal Sud America, e ideale per i cocktail tiki e long drink a base di rum.

L’avvio della distribuzione della linea Three Cents sarà accompagnato da una serie di iniziative in tutta Italia che prenderanno vita nei prossimi mesi, con un contest tour e masterclass dedicate ai bartender.

42 milioni per la fabbrica di Oricola

L’altra novità è l’investimento di oltre 42 milioni di euro che Coca-Cola Hbc Italia ha annunciato per la fabbrica di Oricola, in provincia de L’Aquila.  Le risorse permetteranno di dotare il sito di due nuove linee per la produzione di lattine, le prime nella storia dello stabilimento, fino a oggi dedicato alle referenze in plastica riciclata (rPET).

La fabbrica di Coca-Cola Hbc Italia a Oricola (L'Aquila)

Le due linee, una delle quali dedicata alla produzione di energy drink, verranno inaugurate in due fasi distinte. La prima prevista per le prossime settimane, la seconda entro la fine dell’anno. I nuovi macchinari con tecnologia all'avanguardia consentiranno anche una riduzione di oltre il 25% dell’intensità energetica necessaria a imbottigliare un litro di bevanda.

Coca-Cola Hbc per l'Abruzzo

Inoltre, grazie a questo investimento, il sito una volta a pieno regime sarà in grado di raddoppiare i volumi prodotti e garantirà oltre 50 nuovi posti di lavoro, escluso l’indotto.

Un impegno che conferma la centralità che l’Abruzzo ha per Coca-Cola Hbc Italia, azienda che rappresenta, secondo una recente ricerca SDA Bocconi School of Management, primo datore di lavoro nell’industria delle bibite nella regione, creando direttamente e attraverso il suo indotto 1.384 posti di lavoro. Inoltre, le risorse generate e distribuite dall’azienda agli attori principali dell’economia regionale sotto forma di stipendi, acquisti di beni e servizi, investimenti, imposte e contributi nel 2022 sono stati pari a 46 milioni di euro.

Compagnia dei Caraibi: Juri Persiani è il nuovo chief commercial officer

Compagnia dei Caraibi Juri Persiani
Il nuovo manager è stato chiamato a guidare l’area sales e marketing del'azienda per proseguire il percorso di crescita nei mercati italiani ed esteri

Prosegue il percorso di rafforzamento dell’assetto manageriale di Compagnia dei Caraibi. Il nuovo passo in questo percorso è la nomina di Juri Persiani alla guida dell’area sales e marketing, con il ruolo di chief commercial officer. La nomina di persiani segue quella, a fine dello scorso anno di Paolo Castagno nel il ruolo di chief financial officer (leggi Compagnia dei Caraibi ha scelto il nuovo cfo: è Paolo Castagno), a sua volta preceduta dal riassetto delle aree marketing, comunicazione, operations e innovation (leggi Quattro nuovi manager per Compagnia dei Caraibi).

«L'ingresso di Juri Persiani conferma la volontà di Compagnia dei Caraibi di consolidarsi tra i top player del settore – ha commentato in una nota il ceo Edelberto Baracco -. La sua visione manageriale porterà un contributo significativo al nuovo assetto aziendale per sostenere l’evoluzione del business che stiamo portando avanti in questi anni. Persiani guiderà verso un’integrazione sempre maggiore tra le unit sales e marketing, sviluppando ancor di più l’attività di brand building, da sempre punto distintivo della nostra società».

Il nuovo manager

Umbro, classe 1969, laurea in Economia e commercio, Persiani vanta una consolidata esperienza in ambito marketing e sales, maturata in aziende nazionali e internazionali del settore food & beverage. La sua carriera lavorativa ha preso il via nell’area marketing del Gruppo Colussi, dove ha lavorato allo sviluppo del brand Misura. Successivamente, in Gruppo Sangemini, si è occupato del riposizionamento delle acque minerali Sangemini e Fiuggi. A queste si aggiungono le esperienze in multinazionali, quali Cameo ed Eismann. Nella prima ha riorganizzato il trade marketing e ha guidato il progetto di adozione e sviluppo della Sales business intelligence. Nella seconda ha contribuito alla crescita del food home delivery durante il periodo pandemico e post pandemico, e all’avvio del canale e-commerce.

«È con grande entusiasmo che accolgo l’opportunità di entrare in qualità di chief commercial officer in Compagnia dei Caraibi, azienda dinamica che ha fatto dell’approccio innovativo e omnicanale al mercato due delle sue caratteristiche distintive – ha dichiarato il manager -. Il mio impegno sarà quello di contribuire ulteriormente nel declinare e concretizzare questa vision, portandola nelle strategie marketing e sales, rafforzando la posizione dell’azienda sui mercati italiani ed esteri».

Essse Caffè lancia la Sales Academy

Il progetto intitolato a Giampiero Segafredo partirà nel 2024 e punterà a formare i futuri collaboratori

Il 2024 di Essse Caffè inizia con una importante novità. Infatti, l'azienda lancia la Sales Academy "Giampiero Segafredo", il primo progetto di formazione gratuita e retribuita nel mondo della torrefazione verticale in ambito commerciale. Il percorso, intitolato al padre dell'attuale presidente Francesco Segafredo, mira ad attrarre e a coltivare talenti e professionalità.

Cos'è la Sales Academy "Giampiero Segafredo"

Essse Caffè è la storica torrefazione bolognese fondata nel 1979 da Francesco Segafredo assieme alle sorelle Chiara e Cristina. Dopo aver associato il proprio marchio al prodotto principale e a progetti speciali come il panettone realizzato in collaborazione con Sebastiano Caridi, l'azienda lancia un proprio percorso formativo. La Sales Academy nasce dall’esigenza di sperimentare un metodo innovativo per la ricerca e la selezione di ruoli commerciali. Per Essse Caffè significa formare i propri futuri collaboratori. Per le giovani leve, poter apprendere i meccanismi di un ruolo sfidante come quello commerciale. Un approccio che ribalta quindi il concetto di recruiting. Infatti, l’Azienda investirà sullo sviluppo delle risorse attraverso un percorso di formazione e affiancamento di tre mesi. Obiettivo: creare figure professionali competenti e preparate, staccandosi dall’usuale approccio del colloquio di selezione.

Come entrare nella Sales Academy Essse Caffè

La Sales Academy “Giampiero Segafredo” è aperta a tutti coloro che desiderano cimentarsi nel settore delle vendite. Il candidato ideale ha interesse e attitudini commerciali, ha voglia di lavorare a contatto con le persone e ama il caffè. Il corso durerà tre mesi, fatti di formazione intensiva in aula e sul campo. A seguire i candidati ci saranno docenti e personale esperto. Il focus è l'apprendimento, ma con un metodo diverso dal semplice stage. Infatti, gli studenti eseguiranno una full immersion formativa e remunerata. I diplomati alla Sales Academy Essse Caffè saranno profili commerciali completi e pronti per lavorare nel mondo del caffè. Le iscrizioni per il primo corso resteranno aperte fino al 31 gennaio 2024. Sui social ufficiali saranno diffusi gli aggiornamenti sulle future opportunità. Per candidarsi, inviare l’indirizzo email info@esssecaffè.it.

A Cup of Learning, il riscatto comincia dal caffè

Incontro ragazzi_Lavazza Cesvi
Fondazione Lavazza con Cesvi ha realizzato a Napoli una nuova edizione del programma di formazione che ha già coinvolto 400 persone in 16 Paesi del mondo

Dal 2017 Fondazione Lavazza popone a livello internazionale il modello di formazione A Cup of Learning che si rivolge a giovani in cerca di opportunità lavorative nel mondo del caffè, in particolare a coloro che provengono dai gruppi sociali più fragili.

Napoli è stata l’ultima tappa di questa iniziativa che si è svolta presso la Casa del Sorriso in collaborazione con l’organizzazione umanitaria Cesvi. Il training ha offerto gli strumenti migliori per Essere Barista a otto giovani del territorio che, guidati da trainer Lavazza, hanno appreso le tecniche di macinatura, il funzionamento della macchina espresso, i diversi metodi di estrazione ed anche la latte art. In chiusura di questo programma il cui obiettivo è trasformare una passione in professione, è stato consegnato ai partecipanti un diploma di riconoscimento. 

Da tempo Lavazza ha in Cesvi un partner di lunga data: «insieme crediamo che la formazione possa rappresentare un’opportunità di crescita per ragazze e ragazzi che vivono in contesti fragili» - ha commentato Veronica Rossi, senior manager Lavazza Group e manager Fondazione Lavazza.

Dal suo avvio ad oggi, A Cup of Learning ha formato più di 400 persone in 16 Paesi di tutto il mondo (Italia, Repubblica Dominicana, India, Albania, Haiti, Brasile, Cuba, Perù, Costa d’Avorio, Honduras, Ecuador, Stati Uniti, Australia, Francia, Germania e Regno Unito), permettendo l’attivazione di più di 90 tirocini nel settore della ristorazione e nelle caffetterie.

In Italia il progetto ha preso il via a Torino, dove si è svolto in più edizioni in collaborazione con enti pubblici e privati con il conseguimento da parte dei partecipanti del Diploma di Specialisti dell’Espresso, che ha ottenuto il riconoscimento del Ministero dell’Istruzione; a San Patrignano (RN) di concerto con la Comunità omonima; a Roma, con Save the Children Italia negli sportelli Civico Zero; a Milano, in collaborazione con Fondazione Comunità Milano e le Academies di aziende partner nel progetto specifico. L’edizione di A Cup of Learning, realizzata a Napoli presso la Casa del Sorriso, è stata fonte di ispirazione nella scelta di Lavazza di raccontare il progetto nella serie Rai Mare Fuori. 

Stock Spirits Italia porta Wild-Arbor in Europa

Il brand distributivo italiano fa squadra con The Reformed Spirits Company Ltd per portare in Europa la gamma di creme di liquori trasparenti

Trasparenti, naturali e sostenibili: sono le creme di liquore Wild-Arbor. Finalmente entreranno a far parte delle bottiglie a disposizione dei bartender europei, grazie alla partnership tra The Reformed Spirits Company Ltd e Stock Spirits Italia. «Una vera innovazione - ha commentato Evelina Teruzzi, CEO di Stock Spirits Italia Wild-Arbour - Non vediamo l’ora di farla diventare un altro leader di categoria e di collaborare con tutto il team di The Reformed Spirits Company».

Cos'è Wild-Arbor

Wild-Arbor si distingue, infatti, per una qualità eccezionale e un approccio innovativo. Le creme di liquore trasparente sono disponibili nelle varianti “Original”, “Magic of Equinox” con ciliegia e mandorla, e “Secrets of Solstice” con cardamomo e cannella.

Il gusto è quello ricco di una tradizionale crema di liquore, ma ha l’unicità di essere trasparente. Inoltre, è prodotto solo con ingredienti di origine vegetale, senza glutine e con quasi metà delle calorie. Si tratta di uno spirit estremamente versatile, perfetto sia da solo che miscelato.

Senza contare la sua forte attenzione per la sostenibilità. Oltre ad essere carbon neutral e ad applicare pratiche sostenibili, Wild-Arbor intensifica l’impegno per la riduzione del carbonio piantando almeno un albero per ogni bottiglia venduta.

Dove trovare Wild-Arbor

«Siamo entusiasti dell'opportunità di lavorare con un forte partner regionale come Stock Spirits Italia - ha dichiarato Jacob Ehrenkrona, CEO di The Reformed Spirits Company Ltd - Ci impressionano la straordinaria velocità con cui questa partnership si è concretizzata e il talento del team con cui saremo lieti di lavorare. Non vediamo l’ora di creare, insieme, un altro leader di categoria».

«Quando il mio team ed io abbiamo scoperto la gamma di creme di liquore Wild-Arbor, abbiamo immediatamente visto l’opportunità di colmare una lacuna nel mercato per un prodotto come questo che soddisfa le attuali preferenze dei consumatori - ha spiegato Evelina Teruzzi, CEO di Stock Spirits Italia - In particolare, siamo rimasti colpiti non solo dal gusto straordinario di tutte le varianti Wild-Arbor, ma soprattutto dall’unicità di questo liquore trasparente che ha la stessa consistenza cremosa delle tradizionali creme di liquore. Senza contare che Wild-Arbor è del tutto naturale, fatto con soli ingredienti di origine vegetale. Insomma: un prodotto versatile e dal gusto eccezionale, realizzato con materie prime di ottima qualità, e impegnato a salvare il pianeta».

Disponibile esclusivamente per il canale Ho.Re.Ca., Wild-Arbor sarà distribuito in Europa a partire dall’Italia, con un primo test già in corso nell’area di Firenze.

È Matteo Cassan il vincitore della Prime Uve Cup

PRIME UVE CUP FINALE-219
Matteo Cassan, vincitore di Prime Uve Cup, con Anna Maschio, proprietaria con il papa Italo e il fratello Andrea di Bonaventura Maschio
Il bartender di Robegano si è aggiudicato la finalissima della prima edizione della competizione targata Bonaventura Maschio. A Pierluigi Soccodato il Premio della Stampa

La Prime Uve Cup ha il suo campione. È Matteo Cassan, bartender freelance di Robegano (Venezia) che ha trionfato nella finalissima della prima edizione del contest targato Bonaventura Maschio.

Nata per stimolare la creatività e il talento dei bartender nello sperimentare le possibilità offerte in mixology dagli aromi e dal carattere di Prime Uve, nella versione Bianche e Nere, la competition ha celebrato il suo atto finale a Il Mercante di Venezia, presentata da Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale.  Ad alternarsi dietro il bancone i 6 concorrenti qualificatisi nelle tre semifinali, tutte svoltesi presso la sede della distilleria a Gaiarine (Treviso), presentate da Mattia Pastori, mixology expert e formatore presso la sua accademia Nonsolococktails.

A contendersi la vittoria, oltre a Cassan, c’erano: Marco Favretto, che ha giocato in casa, in quanto bartender de Il Mercante, Valeria Ramos dell’Hotel Splendido Mare di Portofino (Genova), Leonardo Iuga di Casa Cipriani Milano, Tommaso Bulegato, bartender freelance di Casale sul Sile (Treviso), e Pierluigi Soccodato del Blind Pig di Roma.

A giudicare la loro performance la giuria formata da Michele Di Carlo, esperto di distillati e liquori, consulente e presidente del Cocktail Classic Club, Simone Mina, titolare del ristorante Checchino dal 1887 a e brand ambassador per l’Europa di Ron Botran Anejo Massimo Macrì e Francesco Bruno Fadda.

Giuria che Cassan ha convinto con il suo cocktail La via della sete, dove ha miscelato Prime Uve Bianche con Amaro Bonaventura Erbe e Spezie, completando con uno shrub composto da aceto, sciroppo di miele e agrumi di stagione. Il bartender ha consolidato la sua posizione con la seconda prova, nella quale tutti i concorrenti sono stati chiamati a ideare e realizzare un drink al momento con un ingrediente estratto a sorte, da unire sempre a Prime Uve e ad altri prodotti Bonaventura Maschio.

Cassan ha così chiuso la gara al primo posto, davanti a Bulegato ( classificato) e Favretto ( classificato), conquistando la vittoria e il premio: un viaggio in Guatemala per visitare la distilleria Botran, i cui rum sono importati e distribuiti in esclusiva da Bonaventura Maschio.

Altro premiato della serata Pierluigi Soccodato, che si è aggiudicato il Premio della Stampa, assegnato dal perterre di giornalisti che hanno assistito alla gara e provato le creazioni de concorrenti.

La ricetta

La via della sete di Matteo Cassan

Ingredienti:
3 cl Prime Uve Bianche, 1.5 cl Amaro Erbe e Spezie, 3 cl shub “0 waste” (aceto mix, sciroppo di miele e agrumi di stagione)
Preparazione:
Stir and strain
Guarnizione:
polvere di limone
Bicchiere:
tumbler basso con cubo di ghiaccio 5x5
Side:
magnum “0 waste” con Prime Uve

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