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Sweet&Shake Cup: inventa il nuovo drink a base panna

Baristi e bartender, è il momento di raccogliere la sfida e fare appello alla vostra creatività: scegliete il tipo di panna che più vi ispira, che sia Spray o liquida poco importa, e proponeteci le vostre creazioni. Un cocktail, certo, ma anche un drink analcolico. Mandateci la vostra ricetta entro il 26 novembre 2019.
Verranno selezionati sei professionisti che si sfideranno sul palcoscenico del Sigep per la finale della nuova edizione di Sweet&Shake Cup, concorso organizzato da Debic in collaborazione con Bargiornale.

  • “Altro…”

    In palio, un buono da 500 euro in attrezzature professionali, messe a disposizione da Rg Commerciale. Anzi, due. Perché i vincitori saranno due, uno per ognuna delle categorie in cui è diviso il concorso: Sweet&drink, ovvero un dessert in forma liquida, e Coffee mix, cioè un drink a base di panna e caffè. Mettetevi alla prova lavorando sulle cinque C attorno a cui costruire un drink equilibrato, seducente, elegante e gradevole: contrasti, consistenze, combinazioni, colori, contenitori. Sfruttando al meglio la principale caratteristica che la panna mette a disposizione a chi è capace di maneggiarla con cura e sapienza: la grande versatilità. «La panna liquida può essere utilizzata per dare complessità, texture e consistenza al drink - spiega Marco Pipp, vincitore della prima edizione di Sweet&Shake Cup nella categoria Sweet drink -; quella montata regala un tocco scenografico ma può anche veicolare nuove aromatizzazioni. E l’abbinamento panna-caffè può essere un ottimo  spunto per attualizzare alcuni drink classici come l’Espresso Martini o il White Russian». Sarai tu a creare il prossimo grande classico a base panna? Mettiti alla prova! A.M.

Appuntamento all’Academy Innovation Center con l’innovazione al bar

Academy Innovation Center

Fornire nuove idee per favorire l’innovazione nel mondo dei locali. È l’obiettivo di Academy Innovation Center, da Singapore e Dubai con un super master formativo, a cadenza triennale, dedicato agli operatori del mondo del fuori casa creato dalla sinergia tra l’accademia di formazione Bartender Certified, per le competenze sulla parte beverage, e Pizza Certified, per quelle sulla parte food.

Il master, che si terrà lunedì 16 settembre presso la sede di Cardano al Campo di Bartender Certified (via Cantore 19, dalle 10.30 alle 18), vicino all’Aeroporto di Milano Malpensa, si propone di innovare la tradizionale offerta food and beverage, dalla colazione all’aperitivo serale, con proposte inedite secondo un percorso ideato da Christopher Grassini in ambito beverage e Diego Fioraldi di Marraforni in ambito food. Ma non solo. Parte integrante dell’evento è anche l’analisi sensoriale, per una formazione davvero a 360 ° degli operatori del settore, e l’esplorazione di nuovi concept di locali, grazie alla presenza di personalità del mondo del design e della progettazione.

Tutto ciò attraverso un ricchissimo programma di masterclass, seminari e degustazioni, tra le quali i partecipanti potranno liberamente scegliere a quali prendere parte in base ai loro interessi. Incontri che saranno tenuti da professionisti di alto profilo: campioni italiani e mondiali in ambito food & beverage e personaggi di primissimo piano nel mondo dell’horeca.

Al centro del percorso sarà l’abbinamento (con degustazione) tra pizza e vino, birra, cocktail e caffè per esplorare nuove possibilità di utilizzo di un prodotto emblema della tradizione italiana nei diversi momenti di consumo e offrire soluzioni innovative in grado di stuzzicare l’interesse dei clienti e migliorare il fatturato dei locali.

A partire dalla colazione, come mostrerà il seminario di Gianni Di Lella, pluricampione mondiale di pizza, che proporrà le sue pizze dessert in abbinamento alle creazioni di Francesco Fortini e Chiara Bergonzi, campionessa mondiale di Latte art. Ma sempre sul concept dell’abbinamento tra pizza e caffetteria si soffermeranno anche le masterclass sull’espresso di Simone Rubin, specialista di Bristot Coffee e trainer Sca (Specialty coffee association), e sugli specialty coffee di Elisa Urdich, campionessa italiana di aeropress.

Per proseguire con il pranzo, con la Pizza Tradizionale di Giorgio Sabbatini, altro campione del mondo, in abbinamento con le birre artigianali del mastro birraio Loreno Michielin, e con le esibizioni di pizza acrobatica del campione del mondo di categoria, Paolino Bucca, e di flair bartending della barlady Federica Geirola.

Per l’offerta dell’aperitivo, le pizze di Sabbatini verranno proposte in abbinamento con i vini nella masterclass del sommelier Andrea Montini, e con i drink creati da Emanuele Russo nel seminario sui twist on classic. Parte del programma Academy Innovation Center, tra i tanti appuntamenti, anche l’incontro sui vermouth con uno dei massimi esperti del settore, Fulvio Piccinino, il seminario sul food pairing a cura di Michele Piagno, inventore dei Glow Cocktail ed esperto di cucina liquida, l’incontro dedicato al centenario del Negroni tenuto da Gianluca Amoni e quello dedicati ai rum, in abbinamento a specialità culinarie, tra le quali le pizze gourmet, con l’esperto cubano David Bermudez. Infine grande novità del settore, sarà anche la presentazione del Reset Drink di Outox, la bevanda che riduce il tasso alcolemico, con la partecipazione straordinaria di Aldo Castelnovo, concludendo con la festa in onore del trentesimo anno del Metal Pourer Spill Stop a fianco di Gianluca Pomati.

Come partecipare

Academy Innovation Center si terrà lunedì 16 settembre presso la sede di Bartender Certified a Cardano al Campo, via Cantore 19, dalle 10.30 alle 18. Per partecipare occorre iscriversi a questo link: https://bartendercertified.com/it/academy-innovation-center/

Le ricette del podio dell’Italian AeroPress Championship

Da sinistra, Giuseppe Franti, Elisa Urdich e Davide Mazzaferro

Torniamo all’ombra della “Dama con l’aeropress”, il curioso simbolo della della sesta finale dell’Italian AeroPress Champonship che si è svolta a fine giugno (la cronaca con la ricetta della vincitrice è pubblicata sul numero di settembre di Bargiornale), per parlare con il secondo e il terzo classificato. L’evento, come di tradizione, è stato organizzato da La Marzocco in collaborazione con Wac - World Aeropress Championship e il supporto di Modbar. I concorrenti hanno utilizzato un caffè Lot Zero Specialty Coffee, un Colombia La Guamera coltivato nella regione di Caldas a 1500 metri e lavorato con processo honey: il profilo in tazza comprendeva frutti di bosco, cioccolato fondente, acero e frutta con nocciolo. Ha vinto Elisa Urdich, seguita da Giuseppe Franti di Cervia (RA) e da Davide Mazzaferro di Seregno (MB).

Giuseppe Franti, secondo classificato

Giuseppe Franti lavora come barista presso il ristorante caffetteria Il Cucinino di Santarcangelo di Romagna (Rimini). Ha approfondito la conoscenza del caffè seguendo i corsi barista skills, brewing e sensory di Sca e la sua è stata la terza partecipazione alla gara: “ho cominciato un po’ per gioco - ci dice -, ma ho visto che mi piaceva e ho deciso di continuare. Al di là della competizione, è un modo per interagire, incontrarsi e vivere un’esperienza diversa. Il mondo del caffè in Italia sta cambiando, ma molto (forse troppo) lentamente; insieme lo possiamo aiutare”. Ed ecco la sua ricetta, in cui ha puntato ad esaltare le note aromatiche del caffè togliendo l’amarezza. Ha utilizzato 30 gr di caffè macinato grosso (quasi da french press) che ha messo nell’aeropress aggiungendo 150 ml di acqua a 56°C e facendo turbolence per 45 secondi. Dopo qualche secondo di infusione ha pressato per circa 2 minuti e fatto un bypass con acqua a 80°C. Ne è risultata una tazza bilanciata e dolce.

Davide Mazzaferro è barista presso la caffetteria-gelateria Velò di Seregno (MB). Grande appassionato di caffè (è docente Aicaf e Iiac), ha portato nel locale in cui lavora da meno di un anno la cura nella realizzazione di ogni tazzina e l’apertura a nuovi tipi di caffè (come le singole origini) e le estrazioni a filtro. Si è preparato alla gara con i Claudia Balzan e Antonio Biscotti de Il Griso di Seveso (MB): “siamo stati meticolosi nel mettere a punto la ricetta - ci dice -. Sono molto contento del terzo posto, ma soprattutto di avere trovato degli amici che mi anno aiutato e lavorato con me”. La sua ricetta. Ha versato nell’aeropress 30,5 gr di macinato fine (quasi da espresso) e 150 ml di acqua a 60°C. Quindi ha mescolato energicamente per un minuto ed estratto in modo energico 87 gr di caffè, concludendo con un bypass con 130 gr di acqua a 91°C c per bilanciare e portare in temperatura la bevanda.

Ripassiamo la ricetta della vincitrice Elisa Urdich che conduce il locale Taste coffee & more a Treviso con Fabio Tiralongo. La sua interpretazione del Colombia La Guamera di Lot Zero ha mirato a esaltare la dolcezza accanto alla nota di cioccolato fondente tipica di questo caffè. Ha utilizzato una ratio di 18 gr di macinato per 250 ml d’acqua scelta molto leggera, facendo un’infusione con 95 gr di liquido a temperatura ambiente e creando un po’ di turbolenza. Quindi ha riempito fino a 250 con acqua a 86°C, aspettato 2 minuti e capovolto: una nuova pausa di 30 secondi e altrettanti per l’estrazione.

Panettone Day, i vincitori della settima edizione

Panettone Tradizionale_1°Classificato_Francesco Bertoli
Panettone Tradizionale 1°Classificato, di Francesco Bertolini

È Francesco Bertolini della pasticceria Casa del dolce, di San Bonifacio (Verona), il vincitore della settima edizione del concorso Panettone Day. Bertolini ha vinto il primo premio nella categoria principale, quella del panettone tradizionale. Nella categoria "Panettone creativo dolce" ha trionfato la creazione di Matteo Frigeni, della pasticceria Capriccio di Presezzo (Bergamo), mentre per la nuova categoria, che ha esordito quest'anno, il "Panettone al cioccolato Ruby", a trionfare è stato Domenico Napoleone, della pasticceria F.lli Napoleone di Rieti. La proclamazione dei vincitori del concorso è avvenuta questa mattina nella prestigiosa Sala Mengoni del ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. È stata solo la tappa conclusiva di un percorso avviato in primavera, con la selezione dei 25 artigiani pasticceri finalisti, oggi tutti presenti per assistere al lavoro finale della giuria.

La settima edizione del Panettone Day: numeri da record

La gara, ideata da Braims in partnership con Novacart e in collaborazione con CallebautVitalfood e Cast Alimenti, è arrivata alla settimane edizione quest'anno. In totale, per le tre categorie panettone tradizionale, panettone creativo dolce e panettone al cioccolato rosa Ruby, sono stati presentati ben 508 panettoni, prodotti dai 240 pasticceri iscritti al concorso. A giugno la selezione per la finale ha ridotto la rosa ai 25 finalisti. Il Maestro Iginio Massari anche quest'anno era il presidente della giuria. Massari era affiancato dal Maestro Sal De RisoDavide Comaschi (Global Creative Lead di Callebaut e World Chocolate Master 2013), dal vincitore dell'edizione 2018 di Panettone Day Raffaele Romano e dalla food blogger Marisa Passera (Radio Deejay – autrice del libro "Generi di Conforto: Le Sorelle Passera"). La giuria ha assaggiato i 25 dolci finalisti sotto gli occhi dei pasticceri che li hanno ideati e prodotti. Tutti i panettoni erano anonimi: i giurati non avevano modo di associare l'identità dei concorrenti ai singoli dolci. La giuria ha valutato aspetto, colore e bontà di ognuno dei dolci in gara. Alla fine hanno trionfato i tre pasticceri già citati, ma - come ha sottolineato il Maestro Massari - è stata una vittoria per tutti i 25 professionisti arrivati in finale. Ecco le "carte di identità" dei panettoni vincitori.

Vincitore “Miglior panettone tradizionale”

BERTOLINI FRANCESCO, CASA DEL DOLCE, SAN BONIFACIO (VR)

Vincitore “Miglior panettone creativo”

FRIGENI MATTEO, PASTICCERIA CAPRICCIO, PRESEZZO (BG) con il panettone Panstrudel, alla mela e cannella

Vincitore “Miglior panettone al cioccolato Ruby”

NAPOLEONE DOMENICO, PASTICCERIA F.LLI NAPOLEONE, RIETI con il panettone Flamingo, con mantello di cioccolato Ruby, pepite di cioccolato fondente e al latte e decorato con oro

Premio speciale per il panettone giapponese

La giuria ha anche voluto consegnare un premio speciale a un panettone fuori concorso (perché presentato troppo tardi) arrivato addirittura dal Giappone. Si tratta del panettone creato dallo Chef Yahei Suzuki del ristorante Piatto Suzuki di Tokyo. Si tratta di un dolce realizzato con lievito madre e... un tocco di acidità: rispetta tutti i canoni della ricetta tradizionale ma cerca un gusto più in linea con i canoni giapponesi con i canditi alla mela, anche per dare un pizzico di freschezza finale all'assaggio.

Il temporary store aperto per tutto il mese di ottobre

Come già avvenuto in passato, il concorso si concluderà con un temporary store aperto dal 7 ottobre al 3 novembre in Corso Garibaldi 42 a Milano. Lì saranno messi in vendita i panettoni dei 25 finalisti del concorso. Inaugurazione il 10 ottobre con un evento aperto al pubblico assieme al Maestro Massari. Ogni giovedì, per tutto il periodo di apertura del negozio, vedrà protaonisti altri ospiti. Il 17 ottobre la Pink Night con Callebaut una serata dedicata al cioccolato Ruby a scopo benefico il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza. Il 24 ottobre una serata gourmet con ospite Marco Pedron, il Pastry Chef di Carlo Cracco. Infine il 31 ottobre la Halloween Special Night: Panettone, Pumpkin & Beer.

Metro ha un nuovo acceleratore d’impresa

Metro, colosso mondiale del cash&carry (36,5 miliardi di euro di vendite nell'anno fiscale 2017-2018) ha varato un nuovo programma di sviluppo delle start up nei settori del fuori casa e dell'ospitalità. Metro Xcel for Hospitality, questo il nome dell'acceleratore, è "figlio" di un analogo programma lanciato dal gruppo circa quattro anni fa, il Metro Accelerator powered by Techstar. Oggi, l’obiettivo è fare tesoro dell’esperienza acquisita e di moltiplicare i risultati, iniziando dall’ampliamento del numero dei progetti coinvolti. Il precedente programma aveva registrato oltre 3.500 candidature (70 le imprese selezionate), sviluppato una quarantina di progetti pilota e attratto oltre 225 milioni di euro di fondi e risorse finanziarie (fonte Gruppo Metro). «Il principale obiettivo che vogliamo realizzare con il nuovo programma - spiegano dal gruppo - è quello di ampliare il numero dei progetti coinvolti. Con Metro Xcel for Hospitality, infatti, ogni 3 mesi avverrà una selezione dei concept individuati come i più meritevoli. Se nel primo programma ci eravamo concentrati nel supportare le start up nella loro fase iniziale di lancio, oggi, grazie all'esperienza acquisita, abbiamo spostato l'accento su start up già avviate e consolidate che propongono nuovi sistemi di gestione del business con un forte orientamento tecnologico. In questo modo, siamo sicuri di creare forti sinergie tra le start up selezionate, Metro e i loro clienti». L'identikit del candidato ideale è, dunque, quello di imprese dalla solida anima tecnologica e dalla forte vocazione all’espansione internazionale con l’obiettivo di raggiungere almeno un altro Paese oltre a quello in cui sono già attive. Oppure di imprese che hanno come obiettivo quello di entrare nel settore dell’ospitalità provenendo da altri ambiti o di aumentare la propria penetrazione nel mercato, dove operano, per espandere il proprio volume di vendita.

  • “Altro…”

    Alle imprese dei progetti vincitori, Metro offrirà, oltre al proprio know-how per lo sviluppo di un percorso di formazione e di sviluppo del business, la possibilità di partecipare a fiere di settore internazionali, a momenti seminariali e ad incontri con manager Metro. Per candidare il proprio progetto e avere la possibilità di accedere al programma Metro Xcel for Hospitality bisogna accedere al seguente link. I primi progetti selezionati saranno comunicati il prossimo novembre. «A tal proposito - evidenziano sempre da Metro - il mercato italiano possiede un grande potenziale grazie al fatto di vantare una solida industria dell'ospitalità e un approccio al business molto innovativo. Crediamo, inoltre, che proprio in Italia vi siamo molte grandi realtà che potrebbero candidarsi al nuovo programma». C.B.

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Il numero delle start up selezionate da Metro Accelerator powered by Techstar

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Il numero delle imprese che si sono candidate nei 4 anni di operatività

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L’entità dei fondi raccolti durante i 4 anni di operatività in milioni di euro

L’onda lunga del bio si espande anche al bar

Non si arresta la crescita del biologico in Italia. Lo confermano gli ultimii numeri presentati all'ultima edizione del Sana - Salone Internazionale del Biologico e del Naturale (BolognaFiere, 6-9 settembre). Il nostro Paese non solo si conferma leader mondiale per numero di imprese trasformatrici (18.000) e ai vertici europei per quanto riguarda il numero di aziende biologiche (75.000), ma registra anche una crescita del giro d'affari generato dalle vendite di prodotti alimentari a marchio biologico come evidenziato dall'Osservatorio Sana 2019 curato da Nomisma in collaborazione con FederBio, AssoBio e il supporto dell'Italian Trade Agency. Nel 2018 e per tutti i canali le vendite hanno toccato i 4.089 milioni di euro, il 5,3% in più rispetto all’anno precedente. Addirittura a tre cifre la crescita delle vendite registrata nell’ultimo decennio: + 171%.

  • “Altro…”

    Di questi 4.089 milioni, 3.483 hanno riguardato il consumi  "at home" e 606 il fuori casa (104 milioni la quota bio generata dai bar generalisti). Nella suddivisione per canale, la GDO fa ovviamente la parte del leone con 1.934 milioni (+ 6% rispetto l'anno scorso), seguita, a molta distanza, dalla distribuzione specializzata con 845 milioni, dal food service con 606 milioni e dai canali alternativi come farmacie, mercatini, GAS, negozi di vicinato ecc. con 704 milioni. Il peso del food service, sul totale vendite, è del 15%: una percentuale che, secondo gli esperti, dovrebbe incrementare significativamente nei prossimi anni. Le vendite sono aumentate anche perché, come rilevano gli esperti dell'Osservatorio Sana 2019, negli ultimi anni la domanda è cambiata. La percentuale delle famiglie italiane che hanno acquistato almeno una volta un prodotto biologico è, infatti, passata dal 53% nel 2012 all'86% nel 2018. Non solo, è anche cresciuto il peso del biologico sul totale complessivo delle vendite di prodotti alimentari. Dal 2000 al 2019, è cresciuto dallo 0,7 al 3,7%. I numeri del biologico italiano risultano in attivo anche a livello delle esportazioni. Nel 2018 il nostro export, pari a 2.266 milioni di euro, è cresciuto di ben il 10%. E la variazione degli ultimi dieci anni è stata pari a +597%. C.B.

Definita la rosa dei finalisti di The Vero Bartender 2019

The Vero Bartender finalisti

È stata definita la rosa degli 8 finalisti italiani di The Vero Bartender 2019 - The Talent 2019, il contest firmato da Amaro Montenegro. Concorso che quest’anno ha chiamato i bartender a sfidarsi sul tema dello sharing cocktail, ovvero a creare originali ricette di drink, a base dell’Amaro, pensate per una modalità di servizio che ne favorisca la condivisione e il consumo in compagnia.

Sono infatti arrivati i verdetti delle due Live Audition, una dedicata ai concorrenti per l’area Sud della Penisola, una per l’area Nord, che ha decretato i bartender che si daranno battaglia nella finale nazionale del contest, in programma al Chorus Café di Roma il prossimo 22 settembre.

A superare il turno nella Live Audition di Milano (area Nord), svoltasi presso la Flair Academy, sono stati: Enrico Giovannini del Mens Sana di Faenza (Ravenna) con il suo Monte Tonkai, Alessandro Fanfani del Bulgari Hotel di Milano con Beviamoci su!, Fabiana Canella del Pesa Pubblica di Milano con Italian roulette e Marco Masiero del Sottovoce Speakeasy di Bergamo con Ribelli Virtudi.

The Vero Bartendwer_semifinalisti Milano
I bartender vincitori della semifinale di Milano (da sinistra): Enrico Giovannini, Alessandro Fanfani, Fabiana Canella e Marco Masiero

Mentre ad aggiudicarsi la vittoria nella Live Audition di Roma (area Sud), che ha avuto come palcoscenico il Drink Kong, sono stati: Dario Gioco del Voia di Roma con Carribean Cappuccino, Daniele Giannascoli del White Cliff di Pescara con Mate Julep, Christian Costantino del Marina del Nettuno di Messina con Oste! Un Monte! e Andrea Franzò del Barcollo di Siracusa con Montenopoli (tutti nella foto di apertura insieme agli altri 4 concorrenti che hanno preso parte alla semifinale).

Per loro, dunque, la sfida continua con la gara nella Capitale che decreterà il campione italiano che, oltre al titolo, si aggiudicherà un posto nella finale globale del concorso e un Residency Program, un’esperienza che coinvolgerà anche gli altri finalisti internazionali in un programma di studio e approfondimento sulla mixology.

The Vero Bartender 2019 si concluderà infatti con la finale mondiale, in programma il 19 novembre a Milano, dove il campione italiano affronterà i campioni di altri 11 paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Albania e Australia. In palio un viaggio a New York in occasione del prossimo Bar Convent Brooklyn e un tour tra i migliori locali della città.

Coca-Cola Hbc Italia amplia la produzione con un mega investimento

Coca-Cola Hbc Italia

Un ulteriore bel segnale di fiducia nel mercato italiano. È così che si può leggere il nuovo investimento da ben 45 milioni di euro sostenuto da Coca-Cola Hbc Italia nei suoi quattro siti produttivi della Penisola. Un ulteriore apporto di risorse che porta a oltre 220 milioni di euro il totale degli investimenti realizzati dalla società, principale imbottigliatore dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company sul territorio nazionale.

Gran parte delle nuove risorse, circa 30 milioni di euro, sono stati destinati alla realizzazione di una nuova linea di produzione nello stabilimento di Nogara (Verona). Una linea tecnologicamente all'avanguardia dedicata, nello specifico, all'imbottigliamento delle bevande non gassate del ricchissimo portafoglio, in particolare i tè freddi a marchio Fuzetea, le bevande isotoniche a marchio Powerade e le bevande vegetali AdeZ.

E proprio le bevande non gassate sono una categoria di prodotto sulla quale l’azienda punta molto per continuare a crescere su un mercato, quello italiano, storicamente tra i più solidi e importanti per Coca-Cola, e sempre molto aperto all’innovazione. Esempio emblematico è costituito proprio dalle bevande vegetali AdeZ, la più radicale new entry del portafoglio, per il cui lancio in Europa, un anno fa, è stata scelta proprio l’Italia.

Ma non solo. Il rafforzamento nel comparto delle bevande si inserisce anche perfettamente nella strategia di Coca-Cola Hbc Italia di porsi come Total Beverage Partner, ovvero un'azienda in grado di offrire ai consumatori prodotti adatti a ogni momento della giornata, dalla colazione al dopocena. Una strategia nella quale, ancora una volta, il nostro paese gioca un ruolo centrale. «Gli stabilimenti di Nogara (Verona), Oricola (L’Aquila), Marcianise (Caserta) e Fonti del Vulture (Potenza) sono parte integrante della storia italiana di Coca-Cola, lunga più di 90 anni – ha infatti commentato Vitaliy Novikov, general manager di Coca-Cola Hbc Italia -. E Il piano industriale da oltre 220 milioni di euro destinati al Paese sono il chiaro segnale del nostro impegno».

Un impegno dove, inoltre, lo sviluppo industriale si lega in maniera indissolubile all’attenzione all’ambiente: tutti gli stabilimenti italiani utilizzano infatti solo energia prodotta da fonti rinnovabili e tutte le bevande sono prodotte in imballaggi in plastica, vetro e allumino già oggi al 100% riciclabili.

Confida conferma il primato del caffè e l’impegno per la sostenibilità

Confida, distributore touch

Il caffè e i prodotti ad esso legati sono ai primi posti nelle venditeSono ben 2,8 miliardi (+1,68%) le consumazioni legate al caffè, che con il 56% delle vendite è il prodotto più consumato nel vending. I dati diffusi da Confida, l’associazione italiana della distribuzione automatica, mostrano un settore quanto mai vitale nell’ultimo anno: accanto al caffè, il secondo prodotto trainante è l’acqua (767 mila consumazioni, +0,43%), mentre crescono le bibite zero zuccheri (+53%), la frutta (+8,8%) e in particolare quella secca (+12%), nonché i prodotti biologici, nuovi per il settore: bevande (+6%), snack (+25%) e gluten free (+15%). Il giro globale di affari sfiora i 4 miliardi di euro, pari a oltre 12 miliardi di consumazioni. Tornando al caffè, ha quasi il monopolio delle bevande calde con l'86% sul totale e dal liofilizzato di un tempo si è passati al prodotto in grani utilizzato nell’84% dei distributori.

La Lombardia è la prima regione per numero di attività, con 877 tra sedi di impresa e unità locali e un peso del 13,9% sul totale nazionale. Nella regione, la maggiore concentrazione si registra a Milano (353), seconda a livello nazionale dopo Roma con 432 attività; terza Torino (306). Seguono Bari, Napoli, Cagliari, Taranto, Genova, Lecce e Firenze: il Centro-Sud fa registrare interessanti incrementi. L’Italia mantiene il primato a livello europeo del settore con una costante innovazione tecnologica delle vending machine, che iniziano ad essere connesse, dotate di touch screen per una migliore esperienza di aquisto del consumatore e di pagamenti cashless. Come evidenzia Massimo Trapletti, presidente di Confida, «l’impegno del comparto si sta orientando anche e soprattutto verso la sostenibilità. La nostra associazione ha dato vita insieme al Consorzio Corepla al progetto RiVending, che prevede la raccolta e il riciclo di tutta la plastica di bicchierini e palette del caffè, che viene reimmessa nella produzione di altri bicchierini e palette, dando vita così a una perfetta economia circolare».

Uno dei primi distributori automatici di caffè

Nell’anno in corso Confida festeggia i suoi primi 40 anni di attività: i rappresentanti delle tre principali componenti del mercato, i gestori del servizio, i fabbricanti di distributori e i produttori alimentari, firmarono il 13 luglio 1979 la costituzione dell’Associazione. Si trattava di un’esperienza innovativa per l’epoca: la creazione di una filiera dell’intero comparto della distribuzione automatica, al fine di fronteggiare la crisi economica della fine degli anni Settanta e creare i presupposti per la crescita. Un obiettivo centrato: Confida è cresciuta e oggi rappresenta oltre 500 aziende del settore.

Lucia Montanelli conquista la Beluga Signature

Anche quest'anno la finalissima globale di Beluga Signature, prestigiosa cocktail competition dedicata all'omonima vodka russa super premium (distribuita dal Gruppo Montenegro), si colora di verde, bianco e rosso. Il trofeo è infatti andato meritatamente a Lucia Montanelli head bartender del The Bar at The Dorchester di Londra in rappresentanza del Regno Unito (l'anno scorso a vincere fu Alessandro Venturi in rappresentanza dell'Italia). Il suo cocktail, Beluga Dreamer Awake, ispirato all'arte surrealista e a base di Beluga Allure, Afternoon Tea Liquor, tintura di erba e Fake Apricot Vinegar, ha convinto la super giuria formata per l'occasione da Philip Duff, anima e coordinatore del Beluga Signature Bartender Program, Nico de Soto, leggenda della miscelazione contemporanea, e Giacomo Giannotti, bar manager del mitico Paradiso di Barcellona. Al secondo e al terzo posto della finalissima, svoltasi nell'elegante cornice del Four Seasons Hotel di Mosca, si sono piazzati rispettivamente Maxim Gladyshkevich del Friends Cocktail Bar di Novosibirsk (Russia) e Yann Lautredou de Le Tsuba Hotel di Parigi (Francia). Purtroppo, nulla da fare per il nostro Mattia Cilia, che si è comunque difeso con onore. Quest'anno la gara ha visto in competizione i rappresentanti di 7 Paesi (Regno Unito, Francia, Italia, Russia, Germania, India e Spagna) e, come tradizione, il meccanismo della finale ha previsto un tema al quale ispirarsi per il cocktail da presentare alla giuria della finale. Quest'anno il tema proposto è stata l'arte o meglio le correnti artistiche come il Surrealismo, la Pop Art, l'Art Déco ecc.: una suggestione che i concorrenti hanno dovuto "tradurre" in formato cocktail. Una mission certo non facile e che qualifica Beluga Signature come una delle cocktail competition più impegnative del panorama mondiale. Infine, il successo di Lucia Montanelli conferma ancora una volta la professionalità delle barlady e dei bartender italiani: bravi dietro al banco bar, ma soprattutto straordinari quando c'è aria di sfida.

 

La Coppa del mondo della gelateria ha il suo club

Coppa gelateria 2020

Similmente a quanto accade per le squadre che si confrontano nella Coupe du monde de la pâtisserie, anche i team di Italia e Francia impegnati nella Coppa del mondo della gelateria ora hanno i loro "club" di supporto. La competizione organizzata da Sigep e Gelato e Cultura, si svolgerà in fiera dal 19 al 21 gennaio 2020 nella Hall Sud del quartiere fieristico riminese. Per la prima volta quest'anno le due nazionali che, fin qui, si sono spartite le vittorie in alternanza - Francia e Italia, appunto - si sfideranno durante la competizione.

Presidente del Club è Pierpaolo Magni

Da qualche settimana è nato il Club Italia, presieduto da Pierpaolo Magni - gelatiere e pasticcere pluripremiato e tra i fondatori dell'Ampi - e composto da altri nove fondatori:  Amelio Mazzella, vice-presidente, Leonardo Ceschin, Antonio Capuano, Luigi Tirabassi, Gaetano Mignano, Stefano Venier e i rappresentanti della stampa Franco Cesare Puglisi ed Emanuela Balestrino.

«Un contributo culturale e consigli per affrontare la gara»

C'è la volontà di portare un contributo «in termini di cultura, saper fare, esperienza: la marcia in più di chi sa cosa significa essere arrivato sul gradino più alto del podio», scrive l'organizzazione in una nota. Un patrimonio che si spera possa agevolare il percorso della squadra italiana. I nostri portacolori durante la gara saranno lo chef Marco Martinelli, il gelatiere Eugenio Morrone, il pasticcere e cioccolatiere Massimo Carnio e lo scultore di ghiaccio Ciro Chiummo, allenati da una leggenda della gelateria italiana Beppo Tonon.

I francesi non stanno a guardare

I cugini francesi non stanno a guardare: quasi in contemporanea è nato il Club di supporto e "mentorship" della squadra transalpina, la quale avrà come Capitano Stephane Auge’,  pluripremiato campione di gelateria, e in squadra Stephane Pecrix di SaintNicolas-Lez-Arras, Yoann Hasselbein, Adrien Lamy e Francois Simon. Tutto lascia pensare che si assisterà ad una sfida di prim'ordine durante la competizione del 2020. Sarà una sorta di spareggio, visto che le due nazioni si presenteranno con quattro edizioni vinte ciascuna (delle 8 disputate dal 2003 ad oggi).

Sweet&Shake Cup: inventa il drink che non c’è

Baristi e bartender, è il momento di raccogliere la sfida e fare appello alla vostra creatività: scegliete il tipo di panna che più vi ispira, che sia Spray o liquida poco importa, e proponeteci le vostre creazioni. Un cocktail, certo, ma anche un drink analcolico. Il casting inizierà in autunno. Obiettivo: selezionare  i sei professionisti che si sfideranno sul palcoscenico del Sigep per la finale della nuova edizione di Sweet&Shake Cup, concorso organizzato da Debic in collaborazione con Bargiornale.

  • “Altro…”

    In palio, un buono da 500 euro in attrezzature professionali, messe a disposizione da Rg Commerciale. Anzi, due. Perché i vincitori saranno due, uno per ognuna delle categorie in cui è diviso il concorso: Sweet &drink, ovvero un dessert in forma liquida, e Coffee mix, cioè un drink a base di panna e caffè. Mettetevi alla prova lavorando sulle cinque C attorno a cui costruire un drink equilibrato, seducente, elegante e gradevole: contrasti, consistenze, combinazioni, colori, contenitori. Sfruttando al meglio la principale caratteristica che la panna mette a disposizione a chi è capace di maneggiarla con cura e sapienza: la grande versatilità. «La panna liquida può essere utilizzata per dare complessità, texture e consistenza al drink - spiega Marco Pipp, vincitore della prima edizione di Sweet&Shake Cup nella categoria Sweet drink -; quella montata regala un tocco scenografico ma può anche veicolare nuove aromatizzazioni. E l’abbinamento panna-caffè può essere un ottimo  spunto per attualizzare alcuni drink classici come l’Espresso Martini o il White Russian». Sarai tu a creare il prossimo grande classico a base panna? Mettiti alla prova! A.M.

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