Home Blog Pagina 542

Conto alla rovescia per Baritalia a Bari. Scopri il programma

Baritalia Bari

Riparte il tour di Baritalia. Nella sua seconda tappa della quinta edizione, il laboratorio itinerante di Bargiornale per i bartender dedicato alla miscelazione di qualità approda a Bari. L’appuntamento è per il 23 settembre (dalle 12 alle 21) al Trampolino Beach Bar, lo spazio estivo di Speakeasy Bari, che si trova a Stradella Traversa Cipparoli 2.

L’ingresso è libero e gratuito, previa registrazione QUI.

Ecco il programma della giornata, scaricabile in versione pdf

Ore 11:00

Registrazione dei partecipanti

Ore 12:00 – 13.30

Baritalia Lab – la sfida – in collaborazione con Baladin, Campari Academy, Coca - Cola HBC Italia, Compagnia dei Caraibi, Fabbri 1905, Kimbo, Martini, Molinari, Gruppo Montenegro, Nonino, Red Bull, Vidivi

Ore 12.30

Grappa e amaro Nonino in…fusione tra bar e cucina a cura di Mattia Cilia by Nonino

Ore 13.00

Dall'Energetico al Biologico a cura di Jordy Di Leone by Red Bull

Ore 13.30

Back to basics con Jack Daniel’s a cura di Gianluca Nardone by Gruppo Montenegro

Ore 14.00

Tiki and Exotic, tools and technique a cura di Davide Mitacchione by Martini

Ore 14.30 – 15.30

Baritalia Lab – la sfida – in collaborazione con Baladin, Campari Academy, Coca - Cola HBC Italia, Compagnia dei Caraibi, Fabbri 1905, Kimbo, Martini, Molinari, Gruppo Montenegro, Nonino, Red Bull, Vidivi

Ore 15.30

La Route 66 del Moscow Mule a cura di Tommaso Scamarcio by Compagnia dei Caraibi

Ore 16:00 – 18.30

Baritalia Lab – la sfida – in collaborazione con Baladin, Campari Academy, Coca - Cola HBC Italia, Compagnia dei Caraibi, Fabbri 1905, Kimbo, Martini, Molinari, Gruppo Montenegro, Nonino, Red Bull, Vidivi

Ore 16.00

Il caffè secondo Kimbo: dalle preparazioni all'utilizzo in miscelazione a cura di Lucio D'Orsi by Kimbo

Ore 16.30

Wild Botanicals a cura di Salvatore Longo by Molinari

Ore 17.00

L'importanza del garnish: la decorazione che il tuo cocktail merita a cura di Alessandro Cattani by Fabbri 1905

Ore 17.30

Beer Mixologist a cura di Dennis Zoppi by Baladin

Ore 18.00

Menu Engeenering: come rendere un menu efficace a cura di Daniele Montorfano by Campari Academy

Ore 18.30

Temperatura, diluizione, ossigenazione: usare lo shaker con Amaro Lucano Anniversario e Snow Leopard Vodka a cura di Alessandro Barrese by Coca - Cola HBC Italia

Ore 19:00    

Premiazioni

Ore 19.30

POOL PARTY

I Cocktail del Baba au Rum di Atene a cura di Thanos Prunarus by Bargiornale

Inoltre, nella piazza di Baritalia il signature bar proporrà ininterrottamente i cocktail delle aziende sponsor.

Non mancate, siete tutti invitati!

Distillerie Branca presenta il nuovo Carpano Botanic Bitter

Carpano Botanic Bitter

Era il 1786 quando Carpano dava vita al primo Vermouth a Torino. 233 anni dopo il brand di Fratelli Branca Distillerie segna una nuova tappa della sua storia plurisecolare. La gamma Carpano si arricchisce infatti del nuovo Carpano Botanic Bitter, un bitter premium che esprime al meglio l’incontro tra tradizione, antico know how e innovazione.

Come spiegato da Valentina Bertello, brand ambassador Distillerie Branca, nel focus dedicato al prodotto, svoltosi nella sede di Branca a Milano, il nuovo bitter (alc 25% in vol) è infatti il frutto dell’infusione secondo un metodo artigianale, patrimonio di casa Carpano, di 10 botaniche selezionatissime. Nella sua ricetta troviamo infatti lo zafferano, che regala al bouquet le sue caratteristiche fragranze, dolci e speziate, il sandalo, che dona il suo aroma balsamico e note profumate e floreali, la china, con la sua nota amaricante, la scorza fresca di arancia verde italiana, con i suoi sentori freschi e agrumati che si aggiungono alle note citriche e complesse della scorza di arancia amara essiccata del Mediterraneo. Completano la formula il rabarbaro, il cui tocco agrodolce e legnoso ben si bilancia con la nota aromatica e speziata della zedoaria, la genziana, con le sue note floreali e il suo sentore “pepato” in perfetto equilibrio con i sentori decisi e aromatici della mirra e, infine, l’assenzio piemontese, dal gusto amaro molto deciso.

Carpano Valentina Bertello
Valentina Bertello, brand ambassador Distillerie Branca, ha illustrato le caratteristiche di Carpano Botanic Bitter in un focus sul nuovo prodotto svoltosi a Milano

Dall’armonioso incontro di queste note prende vita un bitter dal sapore complesso, che si presenta al palato con un inizio dolce e bilanciato di agrumi e platano, nel quale emergono sentori di orzata, mandorle fresche e olii essenziali di bucce di arance, e un finale caratterizzato dalla nota speziata della zedoaria, seguita da una lunga nota amaricante donata dalla mirra e dalla genziana, per chiudersi con delicati sentori di buccia di banana e china. Al naso, invece, il primo impatto è di ciliegia marasca, subito seguita da una piacevole nota balsamica di eucalipto e foglie di limone.

Caratteristiche che fanno di Carpano Botanic Bitter un ingrediente perfetto per la miscelazione, sia per dare nuove sfumature di sapore ai grandi classici sia per nuove creazioni. Complemento ideale al Vermouth Carpano, il nuovo bitter è un partner eccellente del primo in tutti gli storici aperitivi italiani, dal Negroni all’Americano, dove le sue note citriche e balsamiche completano alla perfezione la struttura ricca, botanica e vinosa del Vermouth, al Mi-To, al quale regala un profilo più elegante e intenso. Inoltre è indicatissimo anche per la preparazione di long drink, semplicemente aggiungendo ghiaccio, prosecco e soda, oppure succo d’arancia fresco.

La complessità di sfumature del prodotto si lasciano apprezzare anche se degustato liscio, ma ancor meglio se servito con una minima diluizione con seltz e ghiaccio.

L’incontro tra tradizione e innovazione alla base del nuovo prodotto è evidente anche nel pack, una bottiglia da 1 l con l’etichetta che riprende il logo e il codice colore storici del brand Carpano che si trovano sulle antiche bottiglie custodite alla Collezione Branca.

22 Artesian Water, l’acqua speciale “made in Spain”

A nord della Spagna, la regione La Rioja è famosa per il caratteristico vino rosso Doc, ma anche per la speciale 22 Artesian Water, ricavata da un'antica sorgente profonda 500 m alle falde del monte Peñaseto, nella Sierra de Cameros. Conosciuta anche come "l'acqua degli intenditori", 22 Artesian Water è particolarmente dissetante, presentando una mineralità media con un residuo fisso (Tds) di 663 mg/l e Ph neutro (7,6). Ricca di calcio, fluoro e magnesio, è conosciuta fin dall'anno Mille per la sua purezza, frutto di un territorio circostante incontaminato per chilometri. Non a caso, è stato calcolato che, prima di finire nel pozzo artesiano, l'acqua viene filtrata per circa 300 anni attraverso oltre 500 metri di rocce arenarie e argilla, per poi risalire a pressione naturale nel pozzo artesiano a una temperatura di 22 °C (da cui il nome).

  • “Altro…”

    Oltre alla versione Still (naturale) in bottiglia di vetro da 822, 522 e 322 ml con tappo nero a vite, 22 Artesian Water è disponibile nella versione Sparkling in bottiglia di vetro da 822 e 522 ml con tappo bianco a vite (le capacità hanno il vezzo insolito di terminare con il numero 22). Frutto dell'aggiunta di Co2, la carbonatazione è moderata, senza retrogusti particolari. «Per scegliere l'acqua più adatta per gli abbinamenti - precisa il water sommelier e top gastronomy manager Vantguard, Arnau Marco Casasampere - bisogna ricordare che, insieme al vino bianco, è meglio scegliere un'acqua con basso contenuto di minerali e Ph neutro, mentre per il servizio con vino rosso è preferibile un'acqua come 22 Artesian Water con un contenuto medio-alto di minerali e Ph neutro. Sempre a una temperatura di servizio dell'acqua leggermente più alta rispetto ai vini».
    22 Artesian Water è un prodotto di punta del gruppo spagnolo Vantguard che dispone di altri prodotti speciali come Gin Mare, Tequila Curado, Cachaça Capucana, 1724 Tonic Water, Isleña Beer of Ibiza, Ysabel Regina liqueur, distribuiti in Italia da Compagnia dei Caraibi. R.G.

+
0
22
°

La temperatura a cui sgorga l’acqua dal pozzo artesiano

0
500
m

Lo strato di rocce e argilla attraversato dall’acqua artesiana

0
300

Gli anni che passano per la filtrazione dell’acqua nelle rocce

Tre medaglie per Mazzetti d’Altavilla all’Iwsc

Mazzetti d'Altavilla Iwsc

Nuovi riconoscimenti per Mazzetti d’Altavilla. Sono, infatti, tre le medaglie, due argenti e un bronzo, che la storica distilleria piemontese si è aggiudicata all’International Wine & Spirit Competition (Iwsc), la prestigiosa competizione internazionale dedicata al mondo dei vini, degli spirit e dei liquori.

A meritarsi l’argento nella categoria Grappa - Wood Aged - Cask Finish è stata la 1789 Grappa di Barolo Bourbon Finish, una specialità della casa ottenuta da vinacce di Nebbiolo provenienti dall’area di Barolo e sottoposta a un doppio invecchiamento. Il primo, tradizionale, di 18 mesi in botti di rovere, cui segue il secondo all’interno di botti utilizzate in precedenza per l’invecchiamento del Bourbon. Un processo che unisce le note dei legni ai sentori speziati, tostati e di frutta secca del distillato di vinacce, regalando a questa grappa (alc 43% in vol) aromi e sapori raffinati e complessi.

Argento, nella categoria Bitters – Cocktaili, anche per Bitter Mazzeti (25%), caratterizzato dai gusti più spiccati di rabarbaro e scorza di limone, mentre il bronzo, nella categoria Liqueurs – Bitters, è andato ad Amaro Gentile (alc 30% in vol), pregiato digestivo preparato con 13 erbe, parte delle quali lasciate macerare per dodici mesi in Grappa di Moscato Invecchiata, e la restante parte in infusione in alcool, insieme a scorza d’arancia e di limone. Prodotti questi ultimi due della nuova linea degli Originali, rilanciata quest’anno da Mazzetti d’Altavilla, che comprende anche Amaro Forte e Gin Mazzetti, che ripropone antiche ricette amaricanti con ingredienti piemontesi. Prodotti la cui qualità è stata riconosciuta in una competition, quest’anno alla sua quarantesima edizione, che ha visto in gara specialità provenienti da oltre 90 paesi d tutto il mondo. Una competizione affermatasi nel panorama internazionalità per rigore e serietà, dove tutti le referenze vengono sottoposte a un rigoroso processo di valutazione articolato in due fasi: una doppia sessione di assaggi alla cieca, da parte di un panel di 400 esperti riconosciuti a livello mondiale, e una dettagliata analisi chimica per garantire l’integrità e la coerenza del prodotto.

Spritz, Moscow Mule e Old Fashioned sbarcano a Bari

Iscriviti

Dopo il successo della tappa romana al Tyler Ponte Milvio, Baritalia, il nostro laboratorio di ricerca itinerante sulla miscelazione di Bargiornale, continua il suo tour e fa tappa a Bari per il secondo appuntamento del 2019 (23 settembre 2019, dalle 12 alle 20). Precisamente al Trampolino Beach bar, spazio estivo dello Speakeasy Bari, ubicato in Stradella - Traversa Cipparoli 2. Il tema di quest’anno è Top of the Pops Edition, ovvero i cocktail più venduti nei locali, e i tre mix protagonisti scelti per animare la tappa pugliese saranno Spritz, Moscow Mule e Old Fashioned. Come per la tappa romana, due gli eventi in programma: i nostri Boot Camp e Baritalia Lab. I Boot Camp, organizzati in collaborazione con 11 aziende leader del fuori casa - Baladin SpiritsCampari AcademyCoca-Cola HBC ItaliaCompagnia dei CaraibiFabbri 1905, KimboMartiniMolinariGruppo MontenegroNonino, Red Bull - saranno, come tradizione, dedicati alle tecniche di miscelazione  e curati da bartender di fama nazionale e internazionale, aperti gratuitamente a tutti i professionisti registrati all’evento (guarda in questa pagina, i nomi dei professionisti che si esibiranno, i temi dei loro seminarii e gli orari). Attenzione, si parte alle 12.30 con il seminario di Mattia Cilia per Nonino. Ad Baritalia Lab dove i bartender selezionati si daranno battaglia a colpi di cocktail, presentando le loro ricette ispirate ai tre mix "Top of the Pops" protagonisti della tappa: Spritz, Moscow Mule e Old Fashioned. In più alle 19.30 verrà organizzato uno straordinario Pool Party a cura di Bargiornale con special guest una superstar della miscelazione internazionale come Thanos Prunarus che arriverà direttamente dal suo Baba Au Rum di Ateneda anni stabilmente inserito nella classifica dei World’s 50 Best Bars. E nella piazza di Baritalia il signature bar proporrà ininterrottamente i cocktail delle aziende sponsor. Siete tutti invitati!

Il vaso di amarene Fabbri è al MoMa

Fattobene_Amarena Fabbri_03

Un vaso ideato per conservare le amarene della signora Rachele, commissionato nel 1915 da Gennaro Fabbri ad un ceramista faentino. Semplice, bianco e blu, divenuto più avanti simbolo della intera attività di una azienda di famiglia e del gusto italiano. Ora il vaso di Fabbri entrerà al MoMA Design Store di Soho, New York, lo shop collegato al più prestigioso museo di arte moderna al mondo.

Fattobene_01
Oggetti in mostra nello spazio Fattobene al MoMa

Un progetto temporaneo nel museo del design

Fino alla fine di settembre il vasetto opaline bianco e blu di Amarena Fabbri sarà nello spazio Pop Up del MoMa Design Shop dedicato al Progetto Fattobene. Si tratta di un piattaforma espositiva temporanea - ideata da Anna Lagorio e Alex Carnevali - per riscoprire e celebrare oggetti di uso quotidiano nati dalla creatività dei designer italiani, che hanno fatto la storia del nostro Paese. Il vaso è compreso nella selezione di 150 oggetti "made in Italy" ideati e prodotti tra fine Ottocento e gli anni ’70 del secolo scorso. Tra questi troviamo anche carte dei tarocchi, tavolette di sapone Velobra in diverse profumazioni, piastrelle in ceramica Giò Ponti, tazze e ciotole in ceramica siciliana, pastiglie Leone e dentifrici Marvis. E, appunto, il vaso di Amarena Fabbri 1905, simbolo dall’azienda bolognese (una versione gigante del vaso è stata posta all’ingresso degli uffici Fabbri di Bologna Borgo Panigale).

¡Tierra! La Habana, il contributo Lavazza per la rinascita del caffè cubano

Le tre lattine e la tazzina di ¡Tierra! La Habana

Pietro Mazzà, responsabile marketing dei settori home e Ocs/vending di LavazzaNel XVIII secolo i coloni francesi diedero il via alla coltivazione del caffè a Cuba: l’ambiente favorevole e le buone pratiche agricole conferirono al prodotto cubano fama e un buon commerciale. Intorno alle metà del secolo scorso, tuttavia cominciò un periodo di declino, che oggi vede la produzione decisamente ridotta. Lo scorso anno - ha spiegato Pietro Mazzà, responsabile marketing dei settori home e Ocs/vending di Lavazza, il progetto ¡Tierra! ideato e gestito dalla Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Onlus, ha deciso di intervenire a partire dal Sud-Est dell’Isola, nella zone di Santiago e di Granma. È stato avviato con le comunità di produttori locali un programma che ha l’obiettivo di contribuire alla sostenibilità, al miglioramento della qualità e del rendimento del caffè, nonché della qualità della vita dei contadini: il primo frutto di questo lavoro sono le cinque tonnellate dell’edizione limitata della miscela 100% arabica ¡Tierra! La Habana, con cui Lavazza festeggia i 500 anni della fondazione della città di L’Avana. Un prossimo obiettivo è di ottenere la certificazione bio.

Il caffè cubano è disponibile macinato per moka ed estrazioni a filtro in lattina da 250 gr (tre le versioni, tra cui una realizzata da un artista locale, che riporta il Faro Castillo del Morro che si trova nella Capitale) e in grani, in busta da 1 kg. Lo compongono solo chicchi caracolito, che ha la particolarità di essere di forma tondeggiante in quanto è l’unico seme contenuto nelle drupe (in genere ogni frutto del caffè ne contiene due). Estratto in espresso, dà una tazza con una buona crema piuttosto chiara; al gusto la nota amara è contenuta, a favore di una lieve acidità e di aromi di cioccolato e frutta gialla. Considerate le disponibilità limitate, ¡Tierra! La Habana è in vendita fino a dicembre al Lavazza Flagship Store di piazza San Fedele a Milano, negli store Eataly di tutta Italia, in quello del Museo Lavazza a Torino e al sito lavazza.ti

Delle cinque tonnellate prodotte, due sono tornate all’Isola caraibica, dove la Torrefazione torinese ha scelto inoltre di contribuire alle celebrazioni allestendo presso la suggestiva Casa de la Amistad, un temporary del suo Training Center, condividendo con la comunità locale la propria esperienza, svelando processi di produzione e tecniche di miscelatura e tostatura, ma anche la propria arte nella preparazione dell’espresso italiano. Il progetto comprende il coinvolgimento di tre storiche caffetterie nel centro di L’Avana – Cafè El Escorial, Cafè America e Cafè del Oriente - per promuovere la cultura del caffè.

Panettone Day 2019, tutti i vincitori

Per la quarta volta spunta il cognome Bertolini al Panettone Day. A trionfare stavolta, però, è il panettone artigianale di Francesco Bertolini della Casa del Dolce di Cologna Veneta, nel veronese. In altre tre occasioni, nel corso delle sette edizioni del concorso, il padre Giovanni aveva, infatti, portato al primo posto un suo dolce: nel 2013 e 2014 nella categoria "tradizionale", nel 2016 con un panettone "creativo". Una bella tradizione di famiglia, viene da dire. Il panettone di Bertolini ha conquistato i favori dei giudici del concorso ideato da Braims e Novacart con il supporto di Vitalfood, Callebaut e Cast Alimenti, in media partnership con Dolcegiornale. In giuria sedevano il presidente Iginio Massari, il maestro Sal De Riso, il campione del cioccolato Davide Comaschi, la foodblogger e conduttrice radiofonica Marisa Passera e il vincitore dell'edizione 2018 del concorso, Raffaele Romano.

  • “Altro…”

    La finale si è svolta nella prestigiosa Sala Mengoni del ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano (12 settembre). Emozionatissimi sia Bertolini, sia gli altri due primi classificati. Nella categoria Panettone creativo dolce ha vinto il pasticcere bergamasco Matteo Frigeni. Frigeni ha portato in concorso il Panstrudel, un panettone con uvetta marsalata, mela semicandita alla cannella, pinoli e noci. Nella categoria Panettone al cioccolato Ruby - la novità di questa edizione, che prevedeva di preparare un panettone dolce utilizzando liberamente il nuovo cioccolato rosa ideato da Callebaut - ha trionfato Domenico Napoleone della pasticceria omonima di Rieti. Il suo panettone si chiama Flamingo ed è caratterizzato da una copertura a "mantello" di cioccolato rosa Ruby, pepite di cioccolato fondente e al latte e decori in oro. I giudici, che hanno degustato i panettoni dei 25 finalisti in diretta Facebook dalla Sala Mengoni, si sono anche concessi un assaggio speciale poco prima della presentazione: un panettone giunto dal Giappone, preparato dallo chef Yahei Suzuki del ristorante Piatto Suzuki di Tokyo. Suzuki si è innamorato anni fa del dolce tipico della nostra tradizione, proprio dopo un incontro con il Maestro Massari ad una sua lezione nella capitale giapponese. Il suo panettone con canditi alla mela verde è arrivato fuori tempo massimo per il concorso, ma ha meritato un premio speciale della giuria. E.B.

Clicca e scopri chi sono i vincitori

Francesco Bertolini - Categoria Panettone tradizionale

Francesco Bertolini

39 anni, vincitore della categoria Panettone tradizionale,
co-titolare della pasticceria Casa del Dolce
di San Bonifacio (Verona)

Matteo Frigeni - Categoria Panettone Creativo

Matteo Frigeni

40 anni, vincitore della categoria Panettone Creativo
con il suo Panstrudel, ha seguito le orme paterne
nella Pasticceria Capriccio di Presezzo
(Bergamo)

Domenico Napoleone - Categoria Panettone al cioccolato Ruby

Domenico Napoleone

54 anni, vincitore della categoria Panettone al cioccolato Ruby
con il suo Flamingo, titolare con il fratello Bruno
e la sorella Lina della pasticceria F.lli Napoleone di Rieti,
in attività dal 1979

Luppolo “italiano” IHC per birra Angelo Poretti 4 Luppoli

Birra Angelo Poretti 4 Luppoli servita con un centrotavola di fiori di luppolo e piccoli girasoli
Birra Angelo Poretti 4 Luppoli servita con un centrotavola di fiori di luppolo e piccoli girasoli

Grazie al contributo di Italian Hops Company, tra i più importanti coltivatori italiani di luppolo (Campogalliano, Modena), Carlsberg Italia ha deciso di introdurre il luppolo americano Cascade coltivato in Italia in una birra di larga diffusione come 4 Luppoli Lager Birrificio Angelo Poretti.

Trapiantato in Italia, il luppolo americano Cascade perde parte della sua carica aromatica agrumata ma al contempo acquisisce maggior finezza insieme con aromi erbacei e floreali. Merito del particolare microclima della zona e del terreno argilloso, già noto fin dai tempi ottocenteschi di Maria Teresa d'Austria. Nei dieci ettari di coltivazione del luppolo della tenuta di Campogalliano gestita dalla Italian Hops Company di Eugenio Pellicciari insieme con i fratelli Ludovico ed Eugenio Lucchi, sono state impiante in via sperimentale diverse varietà di luppolo (come il Cascade), in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Parma.

I particolari sulla coltivazione del luppolo in Italia ci sono stati forniti nel corso di una recente visita guidata alla tenuta di Campogalliano con i soci IHC Eugenio Pellicciari e i fratelli Ludovico ed Eugenio Lucchi, la mkt manager Carlsberg Italia Serena Savoca e Mauro Niada, secondo mastro birraio Birrificio Angelo Poretti.

«Siamo molto orgogliosi di aver avviato questa collaborazione con Italian Hops Company – commenta Serena Savoca, marketing manager Carlsberg Italia - per la fornitura di una varietà pregiata di luppolo come il Cascade coltivato in Italia da IHC per la nostra 4 Luppoli Lager del Birrificio Angelo Poretti. L'impiego di un luppolo coltivato in Italia rafforza infatti la scelta strategica di Carlsberg Italia di promuovere uno storico marchio del territorio come Birrificio Angelo Poretti. La nostra "nuova" birra ci permette di valorizzare tutta la filiera e supportare una realtà produttiva italiana di eccellenza come IHC, guardando al futuro di un Made in Italy birrario più completo. È un progetto che sentiamo particolarmente nostro perché nel settore siamo considerati dei Maestri del Luppolo e la conoscenza e la valorizzazione di questa straordinaria materia prima che fa parte del nostro Dna, ha contribuito al successo dei nostri prodotti. Siamo convinti che in futuro il ruolo dell’Italia nel mondo della birra possa essere sempre più rilevante».

«Il programma di ricerca sul luppolo selvatico italiano nasce nel 2011 grazie alla collaborazione con il Comune di Marano sul Panaro (Modena) e con la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Parma - precisa Eugenio Pellicciari di IHC. Nel 2011 sono anche state raccolte sull’intero territorio nazionale diverse varietà selvatiche.
Lo studio ha visto la luce nella primavera del 2012 in un campo pilota attiguo al fiume Panaro. Il terreno si è presentato adeguato al tipo di coltivazione, essendo drenante e sabbioso. Sono stati realizzati quattro filari per ospitare circa trecento piante, approssimativamente settanta genotipi di luppolo autoctono reperito in provincia di Modena, ma anche in altre diverse località emiliane e non. Oggi nell'altra tenuta IHC di Campogalliano possiamo contare su un totale di dieci ettari coltivati in diverse varietà di luppoli, e possiamo fornire molti birrifici artigianali. Poter collaborare con una realtà importante come Carlsberg Italia, attraverso il Birrificio Angelo Poretti, non fa che confermare la bontà della nostra scelta agricola. Purtroppo a oggi non esistono significative produzioni di luppolo italiano originale, ma non è sempre stato così: documenti storici testimoniano coltivazioni di questa pianta nel territorio comunale di Marano tra XVII e XIX secolo. Viene da chiedersi perché in un territorio di assoluta cultura vinicola fosse coltivato il luppolo. La motivazione si trova tra le pagine della storia del territorio modenese».

4 Luppoli Lager Birrificio Angelo Poretti, una birra "universale"
Birra chiara tipo lager di aspetto limpido, colore paglierino, amaro moderato (22 Ibu), di 5,5° alcolici, disponibile in bottiglia 33 e 66 cl, lattina 33 cl e fusto Pet da 10 e 20 litri. L'introduzione del luppolo Cascade coltivato in Italia da IHC, come quarto elemento del suo mix aromatizzante, ha aggiunto nuovi e freschi sentori erbacei. 4 Luppoli Lager Birrificio Angelo Poretti è molto rinfrescante e si abbina facilmente ad ogni piatto, ma in particolare con primi piatti dal gusto rotondo, formaggi di media stagionatura, verdure grigliate e pesci arrosto.

Una colazione in tema
In occasione della visita alla tenuta IHC di Campogalliano, lo chef Marco Messori dell'Osteria della Cavazzona della vicina Castelfranco Emilia (Modena) ha allestito un menu in tema con il luppolo.
Antipasto
Tris di Insalatina mescolata con filacci di Prosciutto di Modena, schegge di Parmigiano Reggiano e condita con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena; filacci di entrecote di manzo marinato con luppolo e citronette di arancia; sformatino di spinaci con crema di Parmigiano Reggiano.
Piatto centrale
Risotto con riso Carnaroli mantecato con crema di latte, aromatizzato con scorze di agrumi e condito con olio extravergine di oliva aromatizzato al luppolo.
Dessert
Biscotto di Modena Bensone (pasta frolla), con crema allo zabaione alla birra 4 Luppoli Lager Birrificio Angelo Poretti.

Grandi numeri per Fresystem: crescono fatturato e produzione

Fresystem Cupiello

Numeri da incorniciare quelli dell’ultimo bilancio di Fresystem. L’azienda napoletana, fondata nel 1985 e specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno surgelati, attiva nel canale fuoricasa nel segmento della colazione con il marchio Cupiello, ha chiuso il bilancio relativo allo scorso anno con un fatturato di 61,5 milioni di euro. Un risultato in linea con il piano industriale 2018-2020 e fa registrare un andamento positivo continuativo negli ultimi 5 anni, con una crescita del 3,2%.

Così come in crescita continua è anche la produzione annua, che sempre nel 2018, si è attestata sui 300 milioni di pezziportando Fresystem a superare la soglia dei 5 miliardi di porzioni.

Un percorso di crescita nel quale un ruolo decisivo hanno giocato gli investimenti in impianti produttivi all’avanguardia, l’industrializzazione di tecnologie più tradizionali, e le attività di ricerche e sviluppo di nuovi prodotti. Un percorso che l’azienda intende supportare con ulteriori investimenti, pari a oltre 7 milioni di euro, da realizzare tra questo e il prossimo anno.

E a coronamento di tali risultati è arrivato anche il titolo di Campione del Sud 2019, assegnato a Fresystem dalla redazione de L’Economia del Corriere della Sera e dal Centro Studi di ItalyPost, portale che contribuisce alla conoscenza del mondo delle imprese. Un riconoscimento prestigioso assegnato a una ristretta selezione di piccole e medie imprese del mezzogiorno, ritenute eccellenze capaci di trainare la ripresa economica locale e dell’intero Paese.

.

Giornata internazionale per un consumo alcolico responsabile

Gazebo AB-InBev a largo La Foppa di Milano per il Global Beer Responsible Day
Gazebo AB-InBev a largo La Foppa di Milano per il Global Beer Responsible Day

Venerdì 13 settembre ricorre il Global Beer Responsible Day che coinvolge migliaia di aziende e locali in oltre 100 Paesi del mondo.

Da sempre attenta al consumo alcolico responsabile fin dai primi del Novecento (come birreria Anheuser-Busch), la multinazionale AB-InBev da nove anni partecipa all'iniziativa Global Beer Responsible Day (13 settembre) che coinvolge migliaia di produttori birreri e locali specializzati in oltre 100 Paesi del mondo. Promosso in  Italia dal 2014, l'evento si articola in una serie di iniziative nella promozione di corrette pratiche di consumo delle bevande alcoliche, coinvolgendo direttamente anche i propri dipendenti.

AB-InBev quest'0anno ha deciso di focalizzare la promozione sul tema della guida sicura dato che è anciora alto l'allarme alcol sulle strade italiane. Secondo i dati di Carabinieri e Polizia Stradale, infatti, su un totale di 58.658 incidenti stradali avvenuti nel 2018, in 5.097 almeno uno dei conducenti è stato trovato in stato di ebrezza (8,7%). In particolare, nel cuore della movida milanese (Largo La Foppa, zona Brera-Garibaldi) è stato allestito un apposito stand dove chiunque può cimentarsi in esewrcizi allp'apparenza banali, ma resi complicati grazie a degli speciali viusori cje distorcono la vista simulando sensazioni visive tipiche di un tasso alcolemico di circa 0,7 g/litro (limite legale accettato è di 0.5 g/litro) #DrinkSmartToday #CelebrateTomorrow

«Global Beer Responsible Day 2019 ci vede nuovamente in prima linea nella promozione di un consumo consapevole e responsabile delle bevande alcoliche - ha commentato Benoit Bronckart, neo-amministratore delegato AB-InBev Italia. Da anni siamo impegnati a livello globale in una serie di programmi e iniziative che mirano a influenzare le norme sociali, i comportamenti individuali e le nostre pratiche commerciali, al fine di portare un contributo tangibile alla riduzione del consumo nocivo di alcol. Affrontare il problema della guida in stato di ebbrezza è una componente essenziale dell’impegno di AB-InBev in materia di consumo consapevole di alcol, su cui intendiamo continuare a investire i nostri sforzi anche in futuro». Nel gennaio 2018 l’azienda ha inoltre stretto una partnership biennale con l'Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca (UNITAR), con l’obiettivo di raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite di dimezzare il numero globale di morti e feriti per incidenti stradali entro il 2020.

Con oltre 500 marchi, AB-InBev è il protagonista del mondo birrario
La multinazionale AB-InBev ha sede a Lovanio (Belgio), una tradizione birraria che risale a 600 anni fa (birrificio Den Hoorn a Lovanio-Belgio) e dispone di portfolio prodotti di oltre 500 marchi birrari, da quelli globali come Bud/Budweiser (Usa), Corona Extra (Messico) e Stella Artois (Belgio) a quelli multi-paese come Beck's (Germania), Castle (Sud Africa), Hoegaarden e Leffe (Belgio), a quelli più locali come Brahma e Antarctica (Brasile), Aguila (Colombia). Nel 2016 ha acquisito il birrificio artigianale italiano Birra del Borgo (Borgorose, Rieti). Nel 2018 AB-InBev ha sviluppato un fatturato di 54,6 miliardi di dollari (escluse joint venture e consociate) con 175mila dipendendenti e unità produttive in 50 Paesi.
AB-InBev nasce nel 2008 ed è frutto dalle successive fusioni di grandi gruppi birrari come la belga InBev (la belga Interbrew con la brasiliana Ambev) con la nord-americana Anheuser-Busch e con la sudafricana-nordamericana Sab-Miller.

 

Artista del Panino: iscriviti alle tappe di Roma e Matera

La prima tappa che stabilirà i primi due finalisti dell’Artista del panino on Tour 2019 si avvicina. L'appuntamento è per il 30 settembre Milano presso la sede dell'Accademia del Panino Italiano, in via Pompeo Leoni 2 nel capoluogo lombardo. Ma fino al 30 settembre c'è ancora tempo per iscriversi alle due tappe di Roma e Matera, previste rispettivamente per il 12 e il 14 ottobre.

  • “Altro…”

    Partecipare alle selezioni per le tappe di Roma e Matera è semplice. Basta collegarsi a questo link per Roma e a questo link per Matera e inviare la vostra ricetta che si deve basare su una delle diverse referenze Agritech previste per ogni tappa. Per quella di Roma si devono usare a scelta uno dei seguenti prodotti: Pangermogliato ai ceci pretagliato 100 gQuadrotto ai cereali 120 gSchiacciatina all’olio pretagliata 130 g. Per quella di Matera vanno utilizzati, sempre uno a scelta, i seguenti prodotti tra: Brezel Burger 80 g, Chiocciola curcuma e chia 100 g, Pangermogliato ai cereali pretagliato 100 g. Per il resto, potete combinare gli ingredienti che preferite. Non sono infatti previsti “paletti” alla fantasia. Potete presentare un panino che servite normalmente nel vostro locale, oppure crearne uno appositamente per la competizione. Il tema è libero e le ricette possono ispirarsi sia alla tradizione, sia a “nuove” materie prime. Sappiate che le giurie valutano aspetti quali: abbinamento degli ingredienti, originalità della ricetta, estetica, gusto, velocità di preparazione, facilità di consumo senza forchetta e coltello, prezzo vendita in linea con il segmento panini, esposizione della ricetta. R.B.

Clicca e scegli il pane Agritech per la tappa di Roma

Pangermogliato ai ceci

Pangermogliato ai ceci

Peso
100 grammi

Caratteristiche
Viene realizzato con una speciale farina di semi germogliati, ricchi di elementi benefici. Fonte naturale di proteine, a basso contenuto di grassi, vede l’aggiunta di curcuma e semola in superficie che gli conferiscono colore giallo e crosta croccante.

Quadrotto ai cereali

Quadrotto ai Cereali

Peso
120 grammi

Caratteristiche
Un pane speciale dal sapore intenso e crosta croccante, mollica tenera ed aerata con retrogusto di cereali. Prodotto con farina di frumento, segale, orzo e avena. Ricca decorazione di semi (8%): sesamo, lino e fiocchi d'avena.

Schiacciatina all'olio

Schiacciatina all'olio

Peso
130 grammi

Caratteristiche
Una schiacciata di semola, fatta a mano e cotta su pietra, già pretagliata e con olio extravergine di oliva. Un prodotto per chi vuole distinguersi, dare ancora più sapidità alla propria offerta e puntare sulla qualità.

Clicca e scegli il pane Agritech per la tappa di Matera

Brezel Burger

Brezel Burger

Peso
80 grammi

Caratteristiche
Il bretzel, tradizionalmente conosciuto per la sua origine tedesca, è un prodotto ormai molto diffuso e apprezzato ovunque nel mondo. La crosta lucida e croccante si sposa benissimo con il concetto di burger gourmet e non solo.

Chiocciola curcuma e chia

Chiocciola curcuma e chia

Peso
100 grammi

Caratteristiche
L’impasto alla semola e curcuma (ingrediente molto di tendenza per le sue proprietà benefiche) donano una tipica colorazione gialla e un delicato retrogusto dolce che si sposa perfettamente con il gusto ricco e pieno dei semi.

Pan germogliato ai cereali

Pan germogliato ai cereali

Peso
100 grammi

Caratteristiche
Il Pangermogliato ai cereali Agritech viene cotto su pietra e fatto maturare partendo dal lievito madre. È fonte naturale di proteine e fibre; è a basso contenuto di zuccheri e di grassi saturi, ed è fonte naturale di Tiamina (Vitamina B1) e Vitamina E.

css.php