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Le lady bartender interpretano i classici dell’aperitivo con Carpano Botanic Bitter

Stiamo assistendo a un’espansione senza precedenti del mercato dei bitter. Sono almeno tre i fattori complici di questo boom. Il primo è la domanda crescente di aperitivi della tradizio­ne come Negroni, Americano o Milano-Torino. Il secondo è legato al cambiamento di abitudini e consumi. L’ultima indagine commissionata al Centro Marketing di Tecniche Nuove da Bar­giornale, e basata su un campione di 3.000 bar italiani, ha rivelato che nove italiani su dieci ordinano cocktail nei quali sono presenti bitter o liquori-aperitivi. Il terzo è, per così dire, un fenomeno di rimbalzo. La liquoristica italiana è diventata un argomento popolare nel mercato globale. Bitter, vermouth, amari hanno conqui­stato schiere di sostenitori a ogni latitudine. Basti dire che il recente vincitore di The Wor­ld’s 50 Best Bars 2019, il premio che ogni anno incorona i migliori cocktail bar del mondo, è il Dante di New York, un locale direttamente ispirato alla drinking culture italiana.

Ed è in questo quadro che esordisce Car­pano Botanic Bitter, l’ultimo nato in casa Car­pano. Ne parliamo con Stefano Furini, Global Chief Marketing Officer di Fratelli Branca. «Ci inseriamo con un prodotto nuovo nel solco di un’antica tradizione. Fu Carpano nel 1786 a creare il primo vermouth dando vita così an­che al momento dell’aperitivo. Si tratta di un nuovo prodotto, un bitter la cui ricetta è sta­ta studiata rispettando l’expertise di Carpano nella lavorazione delle botaniche. Contiene infatti dieci botaniche tra le quali il prezioso zafferano, la profumata genziana, la mirra, la china. Con il lancio di Carpano Botanic Bitter il nostro obiettivo è quello di completare il por­tafoglio Carpano con un bitter che ne eredita il know-how nella selezione, nel trattamento e nel bilanciamento delle erbe. Ciò permette di aggiungere un’alternativa firmata Carpano per i bartender all’interno del panorama dei bitter, affiancando così ai vermouth un bitter perfetto per la preparazione dei grandi classici come Negroni, Americano e il MiTo».

Quali sono le differenze rispetto agli altri prodotti della categoria? «Innanzitutto i bota­nicals e poi, in linea con i principali trend mon­diali, abbiamo utilizzato un contenuto di zuc­cheri sensibilmente inferiore agli altri prodotti della categoria. Il tutto per creare un prodotto piacevole e amabile anche degustato liscio». Qual è la vostra drink strategy? Su quali classici puntate? «Consigliamo di assaporare Carpano Botanic Bitter nei grandi classici dell’aperitivo, come Negroni, Americano e Mi-To, abbinato ai vermouth Carpano, oppure nei long drink, tra cui Bitter Orange, preparato rigorosamente con spremuta di arancia fresca e Bitter Seltz». Avete girato alcune bellissime clip con prota­goniste le lady bartender Luana Papavero del Live Alcazar di Roma, Sabina Yausheva del Julep Erbal & Vermouth Bar dell’Hotel de la Ville di Roma e Fabiana De Santis del Cielo bar, sempre dell’Hotel de la Ville. Perché avete scelto le si­gnore del banco come protagoniste? «Abbiamo desiderato raccontare il mondo del bartending nella sua ricchezza. La figura delle lady barten­der ha una radice storica di grande importanza e una presenza oggi in forte ascesa. Compe­tenza, talento, creatività, eleganza e passione. Un tocco unico, che ben si sposa con lo stile di Carpano Botanic Bitter».

 

L’intervista a Stefano Furini, Global Chief Marketing Officer di Fratelli Branca

Quali sono le caratteristiche distintive di Carpano Botanic Bitter?

L’armonia di dieci erbe in un bitter dall’equilibrio unico. Proprio come in un buon cocktail. Si tratta di un mix di 10 note speziate e agrumate: zafferano, sandalo, china, agrumi, rabarbaro, genziana e assenzio sono le principali note aromatiche. L’armoniosità e la ricchezza del gusto esaltano, sin dal primo sorso, la cura e l’esperienza avute nel selezionare e bilanciare le preziose botaniche che compongono il cuore di Carpano Botanic Bitter, infuse secondo un metodo artigianale, patrimonio di casa Carpano e figlio di una competenza senza tempo. Una ricetta unica, prodotta recuperando e sviluppando note gustative originali, che evolvono con una nuova ed elegante espressione di energia e contemporaneità.

Carpano Botanic Bitter sarà promosso con una campagna che mette al centro le barlady. Che ruolo hanno avuto le signore nella comunicazione di Fratelli Branca?

Branca è sempre stata pioniera nel campo della comunicazione e molte campagne, realizzate dalle più importanti firme della grafica d’autore, sono ormai storiche. La figura femminile è stata ed è tuttora al centro di questa straordinaria galleria iconografica. Una presenza che esprime forte personalità e grande eleganza è visibile negli storici calendari custoditi all’interno della Collezione Branca e ormai parte della memoria collettiva. Poi nelle famose campagne di Brancamenta, Caffè Borghetti e Candolini. Oggi coinvolgiamo nuovamente le donne come vere creatrici ed artiste.

Cos’è l’Accademia Branca?

Accademia Branca è un punto di riferimento per i bartender che intendono fare del proprio mestiere un percorso imprenditoriale, allargando i loro obiettivi e aumentando le loro competenze per diventare bar manager. Accademia Branca è il luogo dell’esperienza tout-court: dalla mixology al suo pensiero, dalla gestione del bar alla sua architettura, dalla cura della persona all concetto di hospitality, fino alla gestione delle risorse umane. Per noi è una scelta importante per dimostrare nella pratica quanto il nostro lavoro e quello dei bartender siano strettamente connessi. È un percorso formativo di sei mesi che dedichiamo a bartender selezionati.

Forno Brisa pensa in grande con il crowdfunding

Altri tre punti vendita, uno spazio coworking e incubatore di startup legate al food dal nome Casa Brisa, un nuovo laboratorio, un orto urbano biodinamico, rapporti ancor più stretti con gli agricoltori, una campagna di equity crowdfunding - raccolta di investimenti da soci sostenitori attraverso una piattaforma online certificata - e... sfornare tanto, tantissimo pane. Ancor più di quello che ha permesso a Forno Brisa, in questi primi anni di vita, di conquistare il mercato bolognese con la panificazione 4.0 scuola Davide Longoni & Co. Ora Pasquale Polito, Davide Sarti e il team del "forno collettivo" spingono sull'acceleratore, cercando nuovi soci con una campagna che richiama investitori attraverso una piattaforma online e varando progetti importanti: appunto, l’ampliamento del laboratorio, l’aumento dei terreni coltivati, la nascita di una scuola di formazione, nuovi punti vendita, in futuro anche un proprio mulino.

«Coerente con chi siamo e chi vogliamo continuare ad essere»

Perché andare a caccia di soci con l'equity crowdfunding? Ci spiega Pasquale Polito: «Perché è coerente con la nostra idea di business e la nostra immagine. È un aumento di capitale economico e di teste pensanti, di capitale umano. Nasciamo come un piccolo gruppo di persone supportate da mentori e amici che ci hanno aiutato moltissimo. Questo ha fatto da amplificatore. In questi anni, con la crescita super che abbiamo avuto, tanti ci hanno cercato, ma abbiamo deciso di tenere le porte chiuse». Fino alla scelta di questa modalit di finanziamento: «Con l'equity crowdfunding facciamo un'offerta pubblica, "polverizzando" le quote e rassicurando che noi restiamo alla guida. Con questo modello i sostenitori dell'azienda possono diventare soci, creando una piccola comunità che convoglia idee e suggerimenti».

Obiettivo 200mila euro entro gennaio

Il round di raccolta dell'investimento apre oggi e si chiuderà il 15 gennaio, sulla piattaforma Mamacrowd. L'azienda è valutata 3.200.000 € e propone fasce di investimento che partono da 240 € e due tipi di quote, A e B. La prima è riservata a coloro che investono almeno 20.000 € e che avranno, oltre ai diritti amministrativi e patrimoniali previsti per tutti, il diritto di voto in assemblea e liquidazione preferenziale. L'obiettivo minimo della prima raccolta è di 200.000 €, fino a un tetto massimo di 800.000 €. Ci sono anche altri vantaggi per i soci: sconti sugli acquisti dei prodotti di Forno Brisa, accesso riservato a esperienze e prodotti limited edition - il primo sarà un panettone speciale. Alla conclusione della campagna, tutti coloro che ne hanno preso parte potranno ritirare nei forni la pagnotta di due chili Save the zolla ottenuta con i cereali di 9 mq di terreno coltivati dal Forno ed entrare a far parte del Soccial Club, uno spazio virtuale in cui sarà possibile partecipare a sondaggi relativi all’ideazione di nuovi prodotti e ricevere in anteprima gli stati di avanzamento del progetto Brisa.

Prima il nuovo laboratorio, poi l'espansione verso Firenze

«Vogliamo allargare le spalle della società senza rinunciare alla base valoriale, mentre un investitore tradizionale ci avrebbe portato a un cambio di passo. Vogliamo crescere noi, formarci e costruire gruppi di giovani responsabili nei diversi comparti», spiega ancora Polito. Mentre i numeri danno ragione a questi millennial della panificazione radicale - dal fatturato di 350mila euro del 2016 sono arrivati a superare il milione a chiusura 2018 -, è il momento di mettere in cantiere i primi progetti. «I primi investimenti saranno il nuovo laboratorio in Bolognina e la conseguente realizzazione di un'aula corsi nel vecchio laboratorio di Galliera. Ci saranno corsi per panificatori amatoriali, di formazione interna e giornate di consulenza». Poi, lo sviluppo di tre pdv: il primo adiacente al nuovo laboratorio, poi - in base all'entità dell'aumento di capitale - un altro pdv fuori città e uno a Firenze. «Scelta perché città relativamente vicina, perché la conosciamo abbastanza bene e ci permette di intercettare flussi turistici importanti. La riteniamo una città pronta per Forno Brisa. Vogliamo fare un pezzettino alla volta, mantenendo il nostro metodo. Che non è solo produzione di qualità, ma anche comunicazione e attenzione al servizio. Non chiamiamo nemmeno più cliente chi entra nei nostri forni, lo chiamiamo pubblico, Un publico che non assiste soltanto, ma che partecipa, dà consigli, crea relazioni».

Nuovi prestigiosi riconoscimenti internazionali per Nonino

Nonino premi

Due nuovi prestigiosi riconoscimenti internazionali per Nonino. La distilleria friulana è stata premiata con lo Wine Star Award come Spirit Brand / Distilleria dell’Anno dalla rivista americana Wine Enthusiast e con il Premio Speciale per la Cultura del Bar dalla rivista austriaca Falstaff.

Il premio, giunto alla sua ventesima edizione, creato dal prestigioso magazine di New York che da 30 anni racconta le migliori produzioni mondiali nel campo dei vini e degli spirit, onora le persone e le aziende che hanno ottenuto nel mondo degli Wine&Spirits hanno ottenuto risultati eccezionali. Assegnato nel 2018 a Rum Diplomatico, quest’anno va all’azienda italiana: «conosciuta per le sue Grappe Monovitigno di alta qualità create negli anni Settanta – recita la motivazione -, la distilleria della famiglia Nonino da sei generazioni in Friuli, negli ultimi anni ha iniziato a scuotere il mondo degli alcolici con il suo Amaro Nonino Quintessentia liquore agrodolce, con sentore di erbe aromatiche. Ha entusiasmato una nuova generazione di mixologist e consumatori di cocktail...».

Il premio verrà consegnato alla famiglia Nonino nel corso della cerimonia in programma presso il monumentale Palace of Fine Arts, a San Francisco, il prossimo 27 gennaio.

Già consegnato, in occasione del Bar&Spirit Festival, evento dedicato al meglio della scena bar e dell’industria degli spirit del mondo germanico, svoltosi alla Hofburg di Vienna, il Premio Speciale per i meriti conseguiti nella cultura bar assegnato a Nonino dalla non meno prestigiosa rivista Falstaff.

«La famiglia Nonino concentra costantemente i suoi sforzi sulla cultura del bar e della ristorazione ai massimi livelli, avendo creato ormai con i suoi prodotti svariate pietre miliari. La Grappa Monovitigno introdotta del 1973 ha rivoluzionato la cultura dei digestivi; l’Amaro propone nuove prospettive quando si parla di aperitivi così di moda in Italia – recita la motivazione dela giuria -. Nel frattempo hanno esteso la loro gamma di prodotti ben oltre la sola Grappa, ispirando mixologist di fama internazionale alla creazione di nuovi cocktail. Tra questi vanno citati Jörg Meyer (Le Lion, Amburgo), che servendosi della Monovitigno Moscato ha dato vita al Rosina Ferrario No. 203, oppure Gianni Albanese (The Ritz Carlton, Londra) che si è servito della Monovitigno Chardonnay invecchiata in barrique per creare il suo Antonella».

«Siamo molto soddisfatte dei due riconoscimenti ricevuti, che premiano il nostro lavoro di sperimentazione e innovazione della Grappa su tutti i fronti, senza tradirne l’identità e restando fedeli ai metodi di lavorazione artigianale - commenta a bargiornale.it Antonella Nonino -. Siamo il primo marchio di grappa a ricevere il riconoscimento di Wine Enthusiast che pone il nostro prodotto ancora una volta tra i grandi distillati del mondo. Così come il quello di Falstaff premia la nostra capacità di aprire il distillato a nuove possibilità di consumo, come la mixology».

Barawards Gala: il 2 dicembre la grande festa. Vuoi esserci?

Barawards Gala 2019
Ibm Studios Milano, teatro del Barawards Gala 2019

Chiusi i giochi, che inizi la festa! E festa sarà, anzi, una grande festa la Barawards Gala, in programma il prossimo 2 dicembre, durante la quale verranno svelati e premiati i vincitori di Barawards 2019, il premio volto a valorizzare la professionalità e l’innovazione nei bar, ristoranti e hotel italiani, promosso da BargiornaleRistoranti Dolcegiornale.

La cerimonia quest’anno si terrà all’Ibm Studios Milano  (ex Unicredit Pavillion) in piazza Gae Aulenti, nel cuore del distretto futuristico milanese, sotto la direzione artistica di Mauro Adami di Domo Adami Events, che come da tradizione ha preparato un programma ricco di sorprese.

Insomma, una grande serata-evento, ma anche un momento di condivisione e un’occasione per creare nuovi legami professionali, grazie alle presenza dei più riconosciuti professionisti italiani, dei più influenti opinion leader e dei manager delle aziende più innovative del food&beverage.

Non perdere l’occasione e acquista il tuo biglietto per la cena di gala

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Tante le realtà del settore che hanno voluto dare il loro contributo per rendere la Barawards Gala 2019 la grande festa di tutta la community dei professionisti dell'ospitalità made in Italy. Ecco i loro profili:

Callebaut

Tra i principali produttori di cacao e cioccolato di alta qualità, la storia di Callebaut inizia nel 1911 nella piccola cittadina belga di Wieze, dove Octaaf Callebaut mise a punto la sua prima ricetta a base di cioccolato, creando così il primo Finest Belgian Chocolate di Callebaut. Marchio riconosciuto da tutti i professionisti dell’arte cioccolatiera, l’azienda continua a perfezionare e rinnovare la gamma di prodotti sulla base delle esigenze dei singoli artigiani, ispirandosi alle ricette originali tramandate di generazione in generazione. Quest’anno ha lanciato RB1, il primo cioccolato Ruby dedicato agli artigiani. Si tratta della quarta tipologia di cioccolato, dopo Fondente, al Latte e Bianco: dal sapore intenso e fruttato, con note fresche e leggermente acidule, deve il suo nome e la sua colorazione rosa a una fava di cacao color rubino, coltivata in paesi quali Brasile e Costa d’Avorio.

www.callebaut.com

Celli Group

Fondato a Rimini nel 1974, Celli Group è una della maggiori realtà internazionali specializzata nello sviluppo e produzione di soluzione avanzate di dispensing di bevande (birra, soft drink e acqua). Nel corso dei suoi 45 anni di attività, il gruppo si è evoluto passando da realtà focalizzata sul prodotto e i suoi componenti a operatore leader nella fornitura di soluzioni end-to-end nel mercato delle apparecchiature per   l'erogazione di bevande fredde, distinguendosi per l'innovazione di   prodotto e l’eccellenza del servizio offerto. Tra i progetti più recenti, il lancio una piattaforma informatica, sviluppata internamente, in grado di coordinare da remoto la gestione completa degli erogatori installati, un’iniziativa unica nel settore, volta a portare la tecnologia IoT nel mondo dell’erogazione di bevande.

www.celli.com

Coca-Cola Hbc Italia

Principale produttore e distributore di prodotti di The Coca-Cola Company in Italia, Coca-Cola Hbc Italia da febbraio distribuisce in esclusiva per l’horeca il portafoglio Lucano (Lucano Classico, Linea Anniversario, Linea Fratelli Vena e Grappa), i 4 Super Premium Gin a marchio Grifu e Pigskin e i 2 vermouth Pilloni dell’azienda sarda Silvio Carta, Snow Leopard Vodka e Cutty Sark del gruppo Edrington. Completano la gamma per il canale premium horeca i nuovi mixer a marchio Royal Bliss e la Coca-Cola e Coca-Cola Zero Zuccheri Zero Calorie in formato vetro da 20 cl.

it.coca-colahellenic.com

Ele light

Nata nel 2005 per rispondere alle nuove esigenze del mercato degli eventi e degli allestimenti, Ele light è una delle principali realtà attive nel noleggio di arredi di design. Con sedi a Roma e Milano, la società offre un servizio completo di supporto e assistenza per allestimenti fieristici, casting, cerimonie, feste private, eventi di moda, meeting aziendali, mostre d’arte, produzioni cinematografiche e weddings. Servizio che comprende progettazione preliminare ed esecutiva dell’allestimento, imballaggio, trasporto, montaggio, assistenza in location, smontaggio, manutenzione e archiviazione. Oltre 400 i prodotti in catalogo (visionabili online con possibilità di richiedere un preventivo immediato), tra accessori, banchi postazioni e moduli bar, divani e sedute, sedie, elementi luminosi, tavoli, stampe e quadri, ai quali si aggiunge l’esclusiva linea di arredi progettati direttamente dai designer dell’azienda.

www.elelight.it

Engine

Engine è il Gin italiano Biologico al 100%. Nasce nelle Langhe, in Piemonte, terra di antiche tradizioni, dove un virtuoso rimedio naturale a base di salvia e limone veniva usato come “elisir di felicità”. Oggi Gin Engine utilizza salvia e limone per una versione sprint dell’antica tradizione: un accostamento che è omaggio alla migliore tradizione liquoristica italiana. L’aroma deciso della salvia e la freschezza del limone, fanno di Gin Engine un distillato biologico d'eccezione, dal colore trasparente e brillante. Sulla base composta da alcol di grano tenero e acqua delle alpi e un sottofondo di Rosa Damascena, spiccano i profumi balsamici del ginepro, completati dalle fresche note delle scorze di limone e dall’intenso aroma di salvia. Il distillato viene imbottigliato in un packaging brevettato ispirato all’affascinante mondo dei motori.

www.gin-engine.com

Imperator

Con sede a Trieste, Imperator è specializzata nell’importazione di caffè crudo. Forte di un’esperienza di oltre mezzo secolo, maturata da tre generazioni, l’azienda è in grado di soddisfare le richieste dei torrefattori con un’offerta di prima scelta e in continua evoluzione, che abbina alla massima qualità la capacità di rispondere e anticipare le nuove tendenze di un mercato dinamico come quello del caffè. Purezza, gusto e selezione ne caratterizzano l’offerta, arricchitasi nel tempo di una nutrita gamma di prodotti certificati (Organic, Fairtrade e Utz) e caffè speciali. Ogni passaggio è curato con la massima attenzione: tutte le partite acquistate sono sottoposte a rigorosi controlli di qualità dal punto di vista fisico e organolettico e la tracciabilità di ogni lotto è monitorata fino al suo arrivo al porto di Trieste e, di recente, implementata anche dall’analisi del Dna su specifiche partite.

www.imperator.cc

Kimbo

Kimbo, simbolo dell’espresso napoletano, è al fianco dei professionisti dell’horeca con una offerta sempre più articolata e programmi di formazione specifici. Oltre a un’ampia gamma di caffè espresso di alta qualità, l’azienda ripropone una rivisitazione del metodo d’estrazione per eccellenza, la Cuccuma, alla quale si affianca la Cuccuma Destrutturata, rivisitazione della tradizionale caffettiera napoletana, che permette di ottenere un caffè freddo dal gusto pieno e intenso, ideale per la preparazione dei cocktail. Con il nuovo sistema a capsule Flexicup, inoltre, garantisce un prodotto di alta qualità anche ai locali con consumi ridotti di caffè e privi di un barista professionista.

kimbo.it

Keglevich

Vodka Keglevich nasce nel lontano 1882 quando il conte Stephan Keglevich inizia a produrla seguendo una ricetta di propria invenzione. Dopo più di un secolo viene ancora prodotta nel rispetto dalla ricetta originale e l’aquila, emblema della casata del conte, è ancora oggi il simbolo distintivo di Keglevich. La materia prima accuratamente selezionata è l’inizio del viaggio produttivo di Keglevich: una miscela di 100% puro grano a chicchi integri composta al 60% da frumento e al 40% da triticale, un cereale innovativo che nasce dalla selezione e combinazione di segale e grano duro. Il grano è reso unico grazie alle particolarità del terreno che si trova in prossimità delle coste del Mar Baltico. Il secondo ingrediente fondamentale è l’acqua sorgiva di Pilsen, naturalmente dolce perché povera di sali minerali e con un PH neutro. Keglevich è senza glutine e OGM free in tutte le sue varianti.

Keglevich.it

Perrier

Dalla sorgente di Vergèze, nel sud della Francia, nasce Perrier, raffinata alternativa alle bibite gassate – con il suo contenuto ricco di sali minerali – e ingrediente ideale anche per la preparazione di cocktail. Elegante, effervescente, straordinariamente rinfrescante. Amata in tutto il mondo, con la sua bottiglia dalla forma esplosiva, Perrier da oltre 150 anni si distingue per la propria frizzantezza e il gusto inconfondibile. Sin dal 1863, Perrier è un brand iconico grazie all’heritage inconfondibilmente legato all’arte, che ha trovato espressione nelle campagne pubblicitarie, nelle Limited Edition come quella dedicata a Andy Warhol e nella rappresentazione della bottiglia nelle opere di artisti come Villemot e Savignac. Perché Perrier rappresenta l’unione perfetta tra anticonvenzionalità ed eleganza, sprigionata dal suono extraordinaire delle sue bollicine.

www.perrier.com

Royal Bliss

Royal Bliss è una gamma premium di toniche e mixer di The Coca-Cola Company. Sviluppata e lanciata nel 2017 in Spagna è distribuita nel nostro paese dallo scorso anno in esclusiva per in canale fuori casa da Coca-Cola HBC Italia in eleganti bottiglie di vetro nel formato 200 ml. Con oltre 40 nuances aromatiche e caratteristiche organolettiche innovative, la linea è stata infatti sviluppata in collaborazione con esperti bartender e comprende sei specialità, ognuna distinta da un'etichetta cromaticamente differente e con un proprio gusto particolare: Creative Tonic WaterCreative Zero Sugar Tonic WaterExotic Yuzu Taste Sensation Tonic WaterIronic Lemon TasteIrreverent Ginger Ale e Seductive Ginger Beer,

www.coca-colacompany.com       it.coca-colahellenic.com

Rum Diplomático

Rum Diplomático, rum iconico di origine venezuelana, è creato da Destilerías Unidas S.A. (Dusa), azienda a conduzione familiare fondata nel 1959. I rum, posizionati esclusivamente nella fascia premium e super premium, si iscrivono in diverse famiglie. La Tradition Range include Planas, Mantuano e la Reserva Exclusiva, mentre la Prestige Range è costituita da Single Vintage, giunto ora all’edizione 2004, e Ambassador, le referenze più preziose dell’azienda. I The Distillery collection N°1 e N°2, rum single batch, sono la più alta espressione del savoir-faire dei maestri roneri di Diplomático. Grazie all’attenta scelta delle materie prime e al rispetto dei tradizionali metodi di produzione, oltre ai particolari fattori ambientali, che influenzano i processi di distillazione e invecchiamento, Diplomático detiene la denominazione di origine controllata “Ron de Venezuela”. Rum Diplomático è importato in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi.

rondiplomatico.com         www.compagniadeicaraibi.com   

San Giorgio

Nata negli anni Ottanta come piccolo laboratorio di pasticceria, è uno dei principali produttori italiani di croissanterie specializzata nel mercato del food service. Il sito produttivo è a Castel San Giorgio (Salerno) ed è dotato di impianti produttivi e di conservazione di ultima generazione che danno vita a un ricco assortimento di prodotti. L’industrializzazione dei processi non ha influito sulla qualità delle creazioni, che conservano un’anima artigianale e sapori genuini: piccoli capolavori di gusto che rispettano la tradizione, rispondendo al tempo stesso alle tendenze del mercato nazionale e internazionale.

www.sangiorgiospa.eu

Strega Alberti

Azienda familiare, oggi alla sesta generazione e presente in 40 paesi del mondo, la storia di Strega Alberti inizia a Benevento nel 1860, quando Giuseppe Alberti apre un Caffè nella piazza principale della città e comincia la produzione di un liquore che chiama Strega, evocando nel nome l’antica leggenda che vuole Benevento luogo di sabba e riti stregoneschi. Nel 1946 l’azienda istituisce e patrocina, insieme alla Fondazione Bellonci, il Premio Strega, tra i più prestigiosi premi letterari italiani. Negli anni Cinquanta nasce l'industria dolciaria Alberti, pensata per la produzione di cioccolato e torrone e, contemporaneamente, si consolida la diffusione del liquore nel mercato estero. Il Liquore Strega, prodotto di punta dell’azienda, è frutto della distillazione di oltre cinquanta spezie provenienti da tutto il mondo, tra le quali lo zafferano, prezioso ingrediente che dona al distillato il caratteristico color oro.

www.strega.it

VIDIVI Vetri delle Venezie

Vidivi Vetri delle Venezie è un marchio italiano di articoli in vetro per il settore horeca, la tavola e la casa che si contraddistingue per il suo elevato contenuto di design e qualità. Il vetro italiano di Vidivi, prodotto presso gli stabilimenti di Vetrerie Riunite in provincia di Verona, è universalmente riconosciuto per il suo notevole grado di trasparenza, oltre che per la brillantezza e la robustezza. I principali articoli che compongono le collezioni sono bicchieri, coppe, attrezzature per la mixology, piatti, articoli per il servizio.

www.vetridellevenezie.it

Il nuovo decoder di Sky: perché è una rivoluzione

decoder Sky Plastic Free
Il packaging plastic free del nuovo decoder Sky
Con il progetto Ocean Rescue Sky punta a eliminare entro il 2020 la plastica monouso dall’azienda e da tutti i suoi prodotti

Chi negli ultimi mesi - per l’esattezza da aprile in avanti - ha ricevuto da Sky il nuovo decoder, (forse) si è accorto di una cosa. Non ci ha trovato dentro nessun pezzo di plastica usa e getta. “E che sarà mai” uno potrebbe pensare. Davvero una piccola cosa, costata un grande impegno. Ma con un risultato impressionante: in un anno si sono prodotte 175 tonnellate di plastica monouso in meno, l’equivalente di 19 camion dei rifiuti pieni. Ancora dell’idea di “E che sarà mai”? Allora sentite questa: 500mila bottigliette e un milione di bicchierini in plastica usa e getta in meno in un anno. Fa ancora più impressione, no?
Sono alcune delle conseguenze prodotte dalla scelta di Sky di diventare un’azienda plastic free, ovvero di eliminare del tutto la plastica monouso negli uffici, nei prodotti ecc. L’iniziativa si chiama “Sky Ocean rescue - Un mare da salvare” ed è nata a inizio 2017 per iniziativa del ceo di gruppo Jeremy Darroch come reazione alla notizia che, se non cambiano i modelli di comportamento, entro il 2050 nei mari del pianeta il peso della plastica supererà quello dei pesci. “Le sfide che la società si trova ad affrontare oggi sono vaste e complesse - ha dichiarato Darroch -. Ed è per questo che le aziende leader devono promuovere e mettere in atto il cambiamento”.
Già, ci si chiede, ma ci vogliono tre anni per eliminare la plastica monouso? Provate a pensare di doverlo fare voi: mica facile, figuriamoci in un’azienda. Ci sono i sacchetti, le fascette  fermacavi e il polistirolo nelle confezioni dei decoder, le bottigliette alle macchinette, i bicchieri e le palette alle macchine del caffè, le buste della tintoria dei vestiti di scena, i contenitori per il cibo dei concorrenti di MasterChef... Un elenco davvero impressionante.
Al fare si affianca il comunicare. L’obiettivo è ispirare, cioè coinvolgere più persone possibile in scelte virtuose come l’eliminazione o la riduzione della plastica monouso: «Il solo Sky Tg24 - racconta Serena Chiama, responsabile della comunicazione interna e della “Bigger Picture” - in due anni e mezzo ha prodotto oltre 400 contenuti sul tema della salvaguardia dei mari. Ma la realtà è che tutta l’azienda è impegnata in questo lavoro di sensibilizzazione e di semina culturale, che finisce per produrre sempre nuovi contenuti dedicati, come è accaduto per la semifinale di X-Factor dello scorso anno, e nuove iniziative, come la livrea studiata per lo Sky Racing Team VR46 a Misano».
Il terzo pilastro di questo impegno poggia su un gruzzolo di 28 milioni di euro: è la dotazione iniziale del fondo di investimento Sky Ocean Ventures, istituito per finanziare progetti e start-up che studino, sviluppino e lancino soluzioni innovative per ridurre l’uso della plastica. Il primo dei sei progetti ad oggi finanziati - visibili sul sito del fondo - è in dirittura d’arrivo: il lancio sul mercato è previsto entro fine anno. Si tratta dell’acqua Choose Water, una minerale delle Scottish Highlands confezionata in una bottiglia completamente biodegradabile (in meno di un anno) da una start up che ha stabilito di devolvere tutti i profitti all’ong Water for Africa, impegnata in progetti per portare l’acqua potabile alle popolazioni africane.

Nella veste di responsabile della comunicazione interna e della strategia di responsible business, Serena Chiama ci aiuta a capire come declinare questa sensibilità anche al bar.  

In che modo una piccola azienda come un bar può trarre ispirazione dall’esperienza di Sky e fare la propria parte nel ridurre la plastica monouso?
La prima considerazione da fare è che tutte le ricerche mostrano come i giovani stiano sempre più orientandosi verso le aziende che si impegnano a ridurre o eliminare l’uso della plastica. E che questa tendenza è in crescita. Quindi chi deciderà per primo di sposare questa scelta avrà un vantaggio sugli altri.
Naturalmente, le grandi aziende come Sky hanno la forza per spingere i fornitori ad adottare soluzioni innovative, come abbiamo fatto noi ad esempio chiedendo di sostituire i bicchierini del caffè in plastica con quelli in carta o le bottigliette d’acqua con boccioni e borracce. Una sfida che i nostri fornitori hanno raccolto non senza fatica, anche se con il senno di poi questo sforzo si è trasformato in un vantaggio, perché li ha spinti a fare per primi qualcosa che oggi sempre più aziende richiedono.

Oggi sono sempre di più le aziende che puntano sul tema plastic free.
Sì, e la tendenza e i numeri sono destinati a crescere. Questo si trasformerà in un vantaggio per quei locali che magari rinunceranno per primi alla plastica, per esempio nei servizi di catering, e che potranno proporsi come fornitori locali. Noi, da parte nostra, siamo ben lieti di raccontare ad altre aziende come abbiamo fatto, per aiutarle a fare lo steso percorso facendo tesoro dei nostri errori e di quello che abbiamo imparato.

Tornando al bar. Un freno è: le alternative sono costose.
Oggi è ancora così, ma è solo una questione di tempo. Ma ognuno può essere un agente capace di accelerare il cambiamento, non importa quanto piccolo sia.
È sempre una questione di domanda e offerta. E spesso è una nuova domanda a creare l’offerta. Così, come succede che al terzo o al decimo cliente che fa notare che non gradisce la cannuccia di plastica un barista comincia a farsi delle domande, allo stesso modo può cominciare a sua volta a fare domande o a chiedere alternative ai propri fornitori. Al terzo gestore che chiede, anche il fornitore si farà delle domande e si attiverà per cercare soluzioni. Sta succedendo nella grande distribuzione, dove si assiste al graduale ritorno del vuoto a rendere in vetro. Succederà anche nel mondo dei locali.

Michele Anedotti maglia azzurra al World Coffee Roasting Championship

Michele Anedotti

Prende il via tra poche ore nell’ambito del Taiwan International Coffee Show a Taipei (Taiwan) la settima edizione del World Coffee Roasting Champiomship, la finale mondiale del campionato prodotto da World Coffee Event per Sca, in programma dal 15 al 18 novembre.

Sono 22 i finalisti provenienti da tutto il mondo e tra loro il campione italiano Coffee Roasting 2019 Michele Anedotti, responsabile tostatura in Ditta Artigianale e Caffè Corsini. Un personaggio schivo, come lo è per lo più chi si occupa di tostatura, abituato a operare dietro le quinte e parlare poco, e consapevole di ricoprire un ruolo chiave nel processo produttivo: «Il tostatore è colui che studia, valuta e decide quale tipo di trasformazione di sostanze debba avvenire all’interno dl chicco, cosa che, assieme a molti altri fattori, andrà a comporre il profilo organolettico della tazza che il consumatore berrà - afferma -. Il caffè è un prodotto vivo, con il quale si riesce a instaurare un “dialogo” solo se si è in grado di mettersi in ascolto».

Il programma della finale mondiale roasting

Dopo l’odierna “presa di contatto” con il campo di gara e le sue apparecchiature (in realtà la prima giornata è pressoché conclusa, visto che Taiwan è sette ore avanti rispetto all’Italia), da domani prende il via la lunga quattro-giorni della competizione, tra classificazione del caffè verde, tostatura di una singola origine e realizzazione di un blend. Le gare Roasting mettono alla prova i concorrenti su più fronti: dalla selezione del caffè verde alla messa a punto della corretta curva di tostaturaper diversi tipi di caffè, alla realizzazione di una miscela piacevole e bilanciata.

Rubens Gardelli consegna il trofeo al campione mondiale 2018, il russo Vladimir Nenashev
Rubens Gardelli consegna il trofeo al campione mondiale 2018, il russo Vladimir Nenashev

Due anni fa, nel mese di dicembre, Rubens Gardelli conquistò il titolo mondiale a Guanzhou, in Cina e negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione nei confronti della professione del tostatore, che finalmente esce alla ribalta, dimostrando la sua competenza nel conoscere la materia prima che andrà a trasformare e il fascino di un processo di lavorazione che trasforma il chicco da un punto di vista fisico e chimico, producendo centinaia di nuovi composti volatili.

Al Taiwan International Coffee Show sono attesi circa 200mila professionisti e appassionati di caffè che accanto alle diverse prove dei campioni delle diverse nazioni all’opera possono ascoltare i contenuti educativi di esperti e campioni del passato.

Le lezioni sul cioccolato di Perugina partono dai cocktail

Cioccolato Cocktail

Un programma di masterclass in video pillole diffuse online e sui canali social, tutto dedicato al cioccolato. Lo ha lanciato Perugina e si chiama WProgramma Nero". Un percorso che approfondisce la degustazione del cioccolato con ingredienti anche inaspettati. Un racconto per imparare a degustare e ad abbinare, che è partito con la partecipazione di Flavio Angiolillo e con due cocktail inediti che esaltano le qualità del cioccolato Perugina Nero.

Naviglio in galleria1
Il cocktail Naviglio in galleria

Un drink da abbinare, l'altro con il cioccolato protagonista

Il famoso mixologist ha sviluppato due idee. La prima è un drink in cui Perugina Nero è in abbinamento, l’altro in cui il cioccolato è uno degli ingredienti principali. Il primo cocktail si chiama Naviglio in galleria e prevede l’utilizzo di Campari, Cinzano rosso 1757, Wild Turkey 101 Bourbon, rabarbaro zucca, genziana, bitter aromatico, latte intero e crusta di cioccolato fondente Perugina Nero Arancia; il secondo è Nero Fondente, ed è preparato con Wild Turkey Rey, Cinzano rosso 1757, infuso al cioccolato Perugina Nero Fondente 70%, Campari e Sciroppo d’autunno. Quest’ultimo cocktail farà parte della drink list 2020 del Mag Cafè.

Nero Fondente
Il drink Nero Fondente

Fare ricerca per sviluppare ricette sorprendenti

«Facendo una ricerca sui prodotti, si riesce a lavorarlo in diversi modi e proporlo in svariate ricette», ha spiegato il mixologist in una nota. «I gusti caldi e amari di un cocktail come il boulevardier, ad esempio, vengono esaltati dall’infusione del cioccolato amaro Perugina Nero e dalla leggera nota di castagna, che ricordano i profumi della stagione».

Una guida per imparare a cogliere i dettagli

Le masterclass prevedono l'impegno del Maestro della Scuola del Cioccolato Perugina Alberto Farinelli, e rappresentano una guida completa alla degustazione del cioccolato. L’aspetto, la forma, la consistenza e le caratteristiche come fluidità, viscosità, friabilità, e infine l’aroma e il sapore. «Si inizia con una valutazione visiva, uditiva e del tatto osservandone il colore e l’aspetto generale, rompendo la tavoletta con le mani per ascoltarne il suono e sfiorandone leggermente la superficie per esaminare la consistenza al tatto», spiega Farinelli, «si passa poi all’olfatto e ci si concentra sulla qualità olfattiva che servirà ad individuare gli aromi primari e secondari. Il gusto, infine, permetterà di valutare il cioccolato in base alla sua dolcezza o amarezza, acidità e/o astringenza».

Baritalia: tutti i premiati della finalissima di Milano

Baritalia 2019 vincitori

È andata in scena a Officina Milano, nel capoluogo lombardo, la finalissima della quinta edizione di Baritalia. A sfidarsi dietro il bancone del locale i 33 bartender vincitori delle tre precedenti tappe del laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale, svoltesi a Roma, a Bari e a Milano, suddivisi in 11 team (ognuno composto da tre concorrenti) in rappresentanza della aziende partner della manifestazione. Ecco tutte le squadre in gara e i nomi dei loro componenti:

Baladin - Jessy Santin, Elio Casley, Alessio Tesi

Campari Academy - Cosimo Neri, Raffaella Fortunati, Mario Lorusso

Coca-Cola Hbc - Filippo Laccu, Gennaro Conte, Cosimo De Rosa

Compagnia dei Caraibi - Enzo Russotto, Giovanni Torre, Jacopo Misiano

Fabbri 1905 - Andrea Esposito, Luca Grifi, Pietro Pullizzi

Kimbo - Rebecca Sanzone, Eduardo Borrell Prieto, Lorenzo Fallovo

Martini - Alessandro Cofini, Domenico De Leo, Vito Laselva

Molinari - Giovanni Vecchio, Nicolò Pedreschi, Gianmaria Ciardulli

Montenegro - Jonathan Bergamasco, Federico Manzi, Saverio Casella

Nonino - Riccardo Di Dio Masa, Dario Guida, Ioris Mauro

Red Bull - Vincenzo Pagano, Enrico Bertellini, Veronica Costantino.

A giudicare la loro prova una super giuria, composta da figure di primo piano del panorama della mixologist e della bar industry, espressione dell’avanguardia milanese del “bere di qualità”: Luca Angeli del Four Seasons Milano, Flavio Angiolillo del Mag Cafè, Francesco Cione dell’Octavius Bar at the Stage, Dario Comini del Nottingham Forest, Enrico Contro del “Frog” Pravda, Giacomo Diamante di Enjoy Artigiani del bere, Alessandro Melis del Pandenus, Edoardo Nono del Rita e Fulvio Piccinino di Sapere Bere.

Questa la classifica dei team emersa dalle votazioni dei giudici:

Campari Academy

Kimbo

Nonino.

La stessa giuria ha anche premiato gli autori (nella foto-collage in apertura) dei migliori twist sui 9 drink più popolari del momento, i Top of the Pops protagonisti di questa edizione dell’evento. Ecco i bartender premiati:

Americano: Saverio Casella (Montenegro)

Daiquiri: Riccardo Di Dio Masa (Nonino)

Dry Martini: Gianmaria Ciardulli (Molinari)

Gin Tonic: Filippo Laccu (Coca-Cola Hbc Italia)

Margarita: Lorenzo Fallovo (Kimbo)

Moscow Mule: Eduardo Borrell Prieto (Kimbo)

Negroni: Cosimo Neri (Campari Academy)

Old Fashioned: Federico Manzi (Montenegro)

Spritz: Raffaella Fortunati (Campari Academy)

Riapre il Camparino in Galleria, icona dell’aperitivo milanese

Camparino_Bar di Passo

Comincia un nuovo capitolo nella storia del Camparino in Galleria, locale simbolo di Milano e della cultura dell’aperitivo. Aperto nel 1915 nel cuore della città, nella Galleria Vittorio Emanuele II, da Davide Campari, figlio di Gaspare il creatore del noto bitter e fondatore dell’azienda Campari, il locale riapre le sue porte dopo il lavoro di restyling al quale è stato sottoposto nel corso dell’ultimo anno.

Una ristrutturazione, curata dallo studio Lissoni Associati di Milano, che ha puntato a preservare ed esaltarne l’eredità storica e i dettagli d’epoca Art Nouveau, ma con uno spirito più contemporaneo.

La Sala Spiritello, tempio della nuova esperienza di food pairing del locale

Così gli spazi della Sala Spiritello, al primo piano che affaccia direttamente sulla Galleria, sono stati rivisti a favore di un design e un arredamento che li hanno resi più adatti ad accogliere la nuova proposta cocktail & food. Lo spazio si sviluppa intorno a un unico grande arredo centrale con funzione di bancone, ridisegnato per valorizzare la preparazione e il servizio dei drink, reso protagonista dal rivestimento a specchio con effetto cannettato e mensole in vetro. A garantire l’uniformità architettonica dell’ambiente la pavimentazione in seminato veneziano e il rivestimento in boiserie in noce rigato e specchiature a croce di tutti i fronti interni, in linea con il corpo scala. L’impatto visivo dello spazio è esaltato dal controsoffitto luminoso, che garantisce una luce diffusa ed uniforme. A impreziosire ulteriormente la sala, l’originale Spiritello realizzato nel 1921 dal pittore e illustratore Leonetto Cappiello, opera diventata una vera e propria icona del marchio Campari.

Camparino_SALA GASPARE CAMPARI
La nuova Sala Gaspare Campari, dedicata ai corsi di bartending, degustazioni ed eventi privati

Più conservativo l’intervento che ha interessato lo storico Bar di Passo (nella foto in apertura), al piano terra: il restauro in questo caso ha mirato a valorizzarne il patrimonio storico e liberty, come il bancone, le luminarie, il mosaico e il cassettonato a soffitto, rendendone maggiormente fruibili gli spazi. Nel piano interrato sorge invece la nuova Sala Gaspare Campari, uno spazio recuperato dagli ambienti che in origine ospitavano i magazzini del locale e dedicata ai corsi di bartending, alle degustazioni e agli eventi privati. A fare da trait d'union alle tre anime del Camparino una parete a tutta altezza, decorata con bottiglie storiche originali e oggetti che raccontano la storia del marchio Campari.

Sottoposta a restyling anche l’offerta, con la grande novità rappresentata dalla proposta di food pairing giocata sull’incontro tra le creazioni gastronomiche dello chef Davide Oldani, che cura tutta la proposta food del locale, e la drink list, con protagonisti i cocktail Campari, messa a punto da Tommaso Cecca, a capo della squadra di bartender.

PAN'COT ZAFFERANO ALLA MILANESE
Il Pan'cot, creazione dello chef Davide Oldani al centro della proposta food del Camparino

Tempio della nuova esperienza di pairing la Sala Spiritello. Esperienza che per la parte food ha il suo cuore in un’ideazione di Oldani che attinge alla tradizione milanese, il Pan’cot. Realizzato con una ricetta segreta, a base di pregiate farine integrali, di grano duro e tenero, e lievito madre, e caratterizzato da un’iconica forma a doppia “o”, che ritorna anche nel piatto di servizio disegnato dallo stesso chef, è concepito come un foglio bianco, che può essere abbinato a carne, pesce, frutta e verdura, aprendo alla trasversalità della cucina italiana, salata e dolce. Un prodotto versatile che si adatta a tutti i momenti della giornata sotto diverse forme, tra le quali il signature dedicato a Milano, lo Zafferano alla milanese, fatto appunto con un impasto allo zafferano. La drink list è invece tutta basata su una rivisitazione dei classici ispirata all’eredità artistica del marchio Campari.

Milano Torino - Bar di Passo
il Milano-Torino, tra i cocktail della drink list del locale

La proposta del Bar di Passo conserva invece la sua anima trasversale con un’offerta diversificata sui diversi momenti della giornata, dalla colazione all’aperitivo. Prevede, oltre al Pan’cot, una selezione di piatti firmati da Oldani, realizzati solo con prodotti e ingredienti di alta qualità e scelti con criteri di stagionalità e sostenibilità. La drink list è tutta incentrata sui classici senza tempo che hanno fatto la storia della mixology e di Campari, tra i quali il Campari Seltz, l’icona del Camparino, il Negroni, il Milano-Torino.

La campagna “Ma sei di coccio?” riduce del 30% gli intrusi nella raccolta del vetro

Locandina campagna

Tazze, piatti, bicchieri, si sa, non sono eterni, soprattutto in un pubblico esercizio che li sottopone al forte stress di un utilizzo continuo. Una volta rotti o scheggiati, dove si gettano? Molti baristi e ristoratori li uniscono in un unico contenitore, quello del vetro, vanificando i vantaggi della raccolta differenziata. Infatti, se è vero che nel 2018 il riciclo del vetro in Italia ha raggiunto una percentuale record pari al 76,3%, al suo interno il 13% del materiale raccolto finisce in discarica poiché scartato a causa delle troppe impurità che contaminano il vetro, che ha il pregio di potere essere riciclato all’infinito. Questa caratteristica permette ogni anno in Italia di ridurre l’estrazione di materie prime tradizionali per 3 milioni di tonnellate e di evitare l’emissione in atmosfera di circa 2 milioni di tonnellate di CO2.

Per questo la scorsa estate circa 4mila esercizi (bar, alberghi, ristoranti e stabilimenti industriali) della costa adriatica della Provincia di Rimini sono stati invitati a realizzare correttamente la raccolta di questi scarti. La campagna Ma sei di coccio? Il vetro è un’altra cosa è stata promossa da Coreve - Consorzio recupero vetro - insieme ad Anci - Associazione nazionale comuni italiani - e Hera, specializzata nella gestione dei rifiuti. «Abbiamo deciso di concentrare la campagna sui pubblici esercizi, in particolare bar e ristoranti, perché è da qui che proviene il 45% del vetro raccolto, ma non solo. Il problema è che, all'interno dei bidoni dedicati alla raccolta differenziata del vetro di questo tipo di locali, c'è una presenza media, a livello nazionale, di frammenti di ceramica conferiti erroneamente nel vetro di circa tre volte superiore a quella che si trova nella raccolta differenziata fatta dalle famiglie» – ha evidenziato Gianni Scotti, presidente di Coreve.

Attenzione ai "falsi amici" del vetro
Attenzione ai "falsi amici" del vetro

Attenzione ai falsi amici. Bottiglie e vasetti (imballaggi in vetro) sono da conferire nei contenitori del vetro, mentre piatti, bicchieri e tazzine nell’indifferenziato. Ci sono poi i cosiddetti “falsi amici”, ovvero materiali simili al vetro che compromettono la raccolta e il ciciclo. Tra questi il cristallo, a causa del suo alto contenuto di piombo, un metallo pesante considerato pericoloso se disperso in ambiente: pochi frammenti possono compromettere grandi quantità di rottame riciclabile. Un altro “falso” è il pyrex, che ha una temperatura più alta di fusione rispetto al vetro da imballaggio: la presenza di suoi frammenti compromette la resistenza meccanica del futuro imballaggio che lo contiene.

I risultati della prima campagna sono incoraggianti: a maggio, prima del suo avvio, si registrava all'interno dei bidoni del vetro una presenza di frammenti di ceramica dell'1,07%, mentre le altre impurità raggiungevano il 2,34%. A luglio, finita la campagna, le percentuali si erano ridotte rispettivamente del 22,9% e del 28,07%, raggiungendo lo 0,83% per quanto riguarda la ceramica e l'1,68% per gli altri materiali. Il progetto ambizioso è di portare il test a livello nazionale. Frattanto, baristi e ristoratori sanno come comportarsi per dare lunga vita al vetro. L’ambiente ringrazia.

Loison, quattro premi al Merano Wine Festival

Loison FILONE CIOCCOLATO TAGLIATO_low

Le novità presentate da Dario Loison per la stagione invernale hanno conquistato quattro premi durante il Merano Wine Festival, la manifestazione che dal 1992 mette sotto lo stesso tetto artigiani del gusto e case vitivinicole provenienti da tutto il mondo.

Gli agrumi più pregiati e il caramello salato

Il prodotti dolciari hanno conquistato il certificato di eccellenza The WineHunter Award rilasciato dalla commissione di esperti del Merano Wine Festival capitanati dal presidente e fondatore Helmuth Kœcher. In commissione siedono tecnici, sommelier, baristi, enotecari, giornalisti del settore ed appassionati. Il panettone Agrumato, preparato con canditi di cinque agrumi (Chinotto di Savona e Mandarino tardivo di Ciaculli - presidi Slow Food – cedro, limone e arancia) e il pandoro al caramello salato, realizzato con crema di caramello salato 100% Made in Loison, hanno conquistato entrambi il The WineHunter Award GOLD. Il premio RED è andato alla sbrisola al pistacchio, e al filone pera e spezie.

Alla ricerca delle materie prime di eccellenza delle nostre regioni

L’elemento distintivo del panettone sono i canditi realizzati con i cinque agrumi provenienti da quattro regioni italiane: Sicilia, Calabria, Campania e Liguria. Il chinotto è stato inserito per esaltare un gusto tendente all’amaro, il cedro per la sua  scorza carnosa e ricca di oli aromatici, il mandarino con il suo gusto più dolce, il limone dall'aroma intenso; l’arancia per il gusto agro e fruttato. Il caramello salato che caratterizza il pandoro, invece, aveva già esordito lo scorso anno nel panettone Nerosale di Loison, con gocce di cioccolato fondente. Ora è protagonista della ricetta del pandoro premiato al festival, grazie a un attento dosaggio tra dolce e salato. Il fillone nasce da un’antica ricetta di famiglia grazie alla seconda generazione Loison: Alessandro e Bruna, nel 1969 avviarono l’attività di pasticceria, e ora la ricetta è rivisitata con l'occasione dei suoi 50 anni. La sbrisola, presentata nel formato da 200 g, è offerta in quattro versioni con burro di alta qualità e farina di mais Marano tipico del territorio di Vicenza. Il classico gusto mandorla mais con farina di mais e mandorle italiane; nocciola ciocco, con gocce di cioccolato e le nocciole Piemonte IGP; pistacchio, con pistacchio verde di Bronte DOP; noce-miele ricco con il gusto delle noci noci italiane e del miele.

A Milano la terza tappa di Baritalia

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