Home Blog Pagina 51

Metro si fa in tre

metro
Metro Italia rafforza assortimenti e servizi dedicati al canale bar, con un focus su appetizer e spirits, corsi di aggiornamento sulle nuove tendenze e consulenze per migliorare e ottimizzare il lavoro

Il modo migliore per acquistare da Metro? Non esiste: ognuno sceglie quello che si adatta alle esigenze del proprio business, fra acquisti al punto vendita, ordine con consegna diretta e mercato online. Presente in 16 regioni, con 47 punti vendita, Metro Italia si propone quindi come partner d’eccellenza per le aziende dell’horeca, e non solo. La multicanalità e la capillarità della rete distributiva sono i pilastri della strategia aziendale di Metro Italia, che conta 200mila clienti in tutta Italia e uno staff di 3.800 dipendenti.

I cash&carry Metro possono essere facilmente raggiunti per un acquisto “in presenza”, in cui approfittare di sconti a volume e di un assortimento di oltre 30mila articoli, nonché del servizio di consulenza, sfilettatura, taglio e frollatura nel reparto freschi e freschissimi (pesce, carne e ortofrutta).

I clienti horeca più esigenti e attenti al servizio possono anche scegliere di ordinare online, con la consegna rapida e diretta presso l’attività.

Oppure la via di mezzo: il carnet di abbonamenti per la consegna del carrello. Questo servizio consente di fare la spesa nei punti vendita e vedersela consegnare direttamente presso le attività di ristorazione.

A questo si aggiunge il canale del Marketplace Mercato online: con un semplice click si può accedere al vastissimo catalogo non food e di attrezzature professionali, oltre 250mila, a marchio Metro e non solo.

Una gamma ampia e profonda

Un altro pilastro è un mix virtuoso di qualità e assortimento dei prodotti, che conta circa 30mila referenze food e non food. Una gamma ampia, profonda, con qualità garantita e certificata, che comprende molti prodotti a marchio (i brand Metro Chef, Metro Professional e Rioba) e che si spinge oltre il food&beverage, includendo un’ampia offerta di servizi per soddisfare tutte le esigenze dei clienti.

Fra questi servizi, Metro Italia mette a fattor comune la sua esperienza nel mondo dell’horeca fornendo ai professionisti del settore tutte le consulenze e le soluzioni ideali per migliorare e ottimizzare la gestione del business. Attraverso i servizi digitali Dish, l’insegna favorisce la digitalizzazione delle attività horeca: dalla creazione del sito web delle attività, ai sistemi di gestione degli ordini (Dish Classic), dai gestori di cassa (Dish Pos) a quelli per i pagamenti digitali (Dish Pay).

Tra i servizi che Metro Italia offre ai clienti spiccano le quattro Academy di Milano, Bologna, Firenze e Roma. Dei centri di formazione veri e propri, pensati per supportare gli operatori horeca con workshop, corsi di aggiornamento e training condotti da chef esperti sulle ultime tendenze del settore.

Un occhio attento alla crescita del mondo bar

Consapevole che oggi più che mai il bar non è solo un punto di passaggio, ma un luogo dove vivere momenti diversi della giornata, Metro Italia ha messo in atto un piano di rafforzamento assortimentale, che punta ad offrire ai propri clienti delle soluzioni flessibili e dal food cost sostenibile per rispondere alle nuove abitudini dei consumatori che cercano qualità e varietà, dalla colazione al light dinner.  Un esempio tra tutti: il rafforzamento della categoria degli spirits premium, con l’inserimento di oltre mille nuove referenze tra gin, vodka, tequila e mezcal. Oppure l’inserimento di nuove soluzioni di appetizer surgelati, pronti in pochissimi minuti.

Metro, con questa panoramica di prodotti e servizi innovativi, si impegna sempre di più per il successo dei propri clienti.

 

Tempo e territorio protagonisti delle novità di Pisoni 1852

Pisoni 1852 nuovi prodotti
Il tempo, ovvero ben 20 anni di invecchiamento, è l'ingrediente in più della grappa Clessidra Stravecchia 20 Anni, prodotta in sole 400 bottiglie. Il territorio tra il Lago del Garda e le Dolomiti, dove l'azienda sorge fin dalla sua fondazione, è invece il protagonista del Vermouth Valle dei Laghi

Clessidra Stravecchia 20 Anni e il Vermouth Valle dei Laghi sono le due nuove specialità con le quali Pisoni 1852 continua ad ampliare la sua offerta.

La prima è una grappa, storico prodotto della distilleria trentina, che completa la gamma delle super invecchiate, progetto avviato con la Clessidra 10 e la Clessidra 15, invecchiate rispettivamente 10 e 15 anni. Come le altre due Clessidra Stravecchia 20 Anni è ottenuta da pregiate vinacce di tre vitigni autoctoni trentini, Teroldego, Marzemino e Nosiola, distillate negli storici e ora rari alambicchi in rame a marchio Tullio Zadra, il mastro-ramaio trentino che nella prima metà del secolo scorso introdusse il metodo della distillazione a bagnomaria per le vinacce con colonne di rettifica a piatti.

Ma la peculiarità della nuova arrivata è il suo invecchiamento di 20 anni in barrique di rovere francese: un tempo lungo per una grappa, ma che dona al distillato una ricchezza di profumi intensi e complessi. Prodotta in sole 400 bottiglie, Clessidra Stravecchia 20 Anni si caratterizza infatti per il bouquet ricco e sfaccettato, con note di frutta secca, noci e fichi, e accenni di spezie dolci come cannella e vaniglia. Il gusto è profondamente evoluto, con un equilibrio tra sentori di frutta matura e una delicata nota di tostatura, con un finale lungo e persistente che lascia un retrogusto caldo e avvolgente. Di grande eleganza, ha un tenore alcolico del 50%, frutto di una precisa scelta del maestro distillatore Giuliano Pisoni, alla guida dell’azienda di famiglia insieme al fratello Elio e ai cugini Andrea e Francesco, in modo da mantenere integre struttura e composizione del distillato.

Un vermouth che racconta il suo territorio

Con la seconda novità, il Vermouth Valle dei Laghi, Pisoni 1852 porta invece sul mercato il suo primo vermouth. Il nuovo prodotto completa la gamma dedicata alla Valle dei Laghi, tra il Lago di Garda e le Dolomiti, dove ha sede l’azienda fin dalla sua nascita, che annovera Grappamara, Amaro DonZio e Gin 7 Laghi (leggi 7 Laghi, il primo gin di Distilleria Pisoni).

La base vino di questo vermouth è il fresco e aromatico Müller Thurgau, che si aggiunge a un infuso di botaniche del territorio accuratamente selezionate: assenzio, rabarbaro, menta piperita, centaurea, asperula, ginepro, genziana, calamo, china, liquirizia e arancio amaro. Il risultato è un prodotto (alc 17,5% in vol) dal profilo aromatico complesso e armonico, con note balsamiche e floreali di montagna che si intrecciano a sentori erbacei e amaricanti, regalando al palato un equilibrio sottile tra freschezza, dolcezza e un finale amarognolo persistente. Un vermouth che esprime il territorio nel quale nasce, ottimo da proporre liscio, con ghiaccio, o come ingrediente per la miscelazione per dare un tocco alpino ai classici o per nuove creazioni.

Andrea Grimandi è il nuovo amministratore delegato di Partesa

Partesa Andrea Grimandi
Il neo amministratore delegato vanta oltre 20 anni di esperienza nell’industria food&beverage, maturando presso multinazionali in Italia e all'estero. Succede nella carica a Massimo Reggiani, che entra nel management team di Heineken Italia

Cambio al vertice di Partesa. Andrea Grimandi è il nuovo amministratore delegato della società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale horeca, succedendo nella carica a Massimo Reggiani, che prosegue la sua carriera nel management team di Heineken Italia, gruppo del quale Partesa è parte.

Laurea in Relazioni Internazionali e Mba in Sviluppo Economico, Grimandi ha alle spalle oltre 20 anni di esperienza nell’industria food&beverage, maturata lavorando presso importanti multinazionali sia in Italia sia all’estero, con forti competenze in ambito vendite, marketing e general management.

La sua carriera ha preso il via in Procter & Gamble, dove ha ricoperto vari ruoli commerciali, per poi passare in Coca-Cola Hellenic Bottling Company, dove ha ricoperto il ruolo di group national accounts coordinator per il canale horeca e di trade marketing leader per la Water business unit.

In seguito è entrato in Unilever, con diversi incarichi di leadership senior. In Italia ha guidato lo sviluppo dei marchi Knorr, Lipton e Calvé nel ruolo di foods business unit director, e la trasformazione della route-to-market horeca e del portafoglio Food Service Unilever come out-of-home commercial director Algida. Sempre per Unilever, è stato senior marketing director foods nel Regno Unito e in Irlanda, supervisionando la crescita del core business Knorr e rilanciando i marchi Pot Noodle e Marmite e poi general manager Ice-Cream in Canada, responsabile della redditività end-to-end del business gelato e coordinandone la transizione digitale.

Più di recente, in qualità di vice president food industry presso Seda International Packaging Group, ha portato avanti progetti legati al packaging sostenibile, rafforzando la propria expertise nella trasformazione dei modelli di business

Ora l’approdo in Partesa, con il compito di guidare l’evoluzione dell’azienda e proseguirne l’espansione sul mercato, puntando su un’offerta di servizi innovativi e consolidando ulteriormente le relazioni commerciali con clienti e partner.

L'eredità di Massimo Reggiani

Grimandi prende il posto di Massimo Reggiani, alla guida di Partesa dal 2020 e che ha dato un contributo fondamentale alla crescita dell’azienda come attore chiave nel canale fuori casa. Reggiani continuerà a contribuire al gruppo nel ruolo di special project director di Heineken Italia. In oltre trent’anni in azienda, Reggiani ha promosso innovazioni significative, tra le quali la piattaforma B2B Partesa per Te, oggi parte di Eazle, il marchio globale di e-commerce B2B del Gruppo Heineken (leggi Il fuoricasa del futuro secondo Partesa) e un ampio piano di trasformazione organizzativa lanciato nel 2022, che ha coinvolto governance, processi, tecnologia, digitalizzazione e metodi di lavoro, con l’obiettivo di valorizzare la centralità del cliente, potenziare i servizi e ottimizzare la logistica.

Nuovo look e nuovo formato per Yoga Yotea

yotea Pet 500 ml
La linea di tè freddi del marchio di Conserve Italia si presenta con una nuova grafica, più moderna ed elegante, allineata a quella dei succhi di frutta. E arriva anche la bottiglia Pet da 500 ml

Continua nel segno della novità questa prima parte dell’anno per Yoga. Il marchio storico di Conserve Italia, dopo il lancio di Fruit Pro, la gamma di succhi funzionali senza zuccheri aggiunti (leggi Fruit Pro, la gamma di succhi funzionali di Yoga) ha rinnovato il look di Yotea, la sua linea di tè freddi, introducendo, in più, un nuovo formato dedicato al fuoricasa.

Il nuovo formato è la bottiglia Pet da 500 ml: in realtà si tratta di un ritorno a un formato particolarmente apprezzato dai consumatori, abbandonato nel 2020 in favore di quello da 360 ml, sempre in Pet, che ora va a sostituire. La nuova bottiglia sarà in distribuzione nei bar a partire da maggio, insieme al formato alla classica bottiglietta in vetro da 200 ml.

Entrambe però si presenteranno con un nuovo look, caratterizzato da una grafica moderna ed elegante che riprende i codici cromatici della linea dei succhi di frutta, introducendo le caratteristiche bande verticali colorate, così da creare una coerenza visiva tra tutte le linee Yoga. L’operazione di rinnovamento del packaging risponde a una strategia ben chiara, che punta a valorizzare l’identità di Yoga Yotea e a rafforzare il posizionamento del prodotto nei canali horeca, vending e gdo (anche i formati dedicati a questi ultimi due da maggio indosseranno lo stesso “vestito”).

Rinnovata nell’immagine, la linea Yotea resta inalterata nella ricetta messa a punto negli anni Ottanta e tutta all’insegna dell’alta qualità: una base di tè nero indiano, scelto per il suo sapore autentico e la sua naturale capacità dissetante, per le due referenze Pesca e Limone e tè verde, antiossidante per eccellenza per la referenza Thè Verde. Tutte ricette pulite e prive di conservanti e coloranti.

I gin euroasiatici de La Bottega di Aro alla conquista della mixology

La Bottega di Aro Ginaro
Nascono dall’incontro tra i gusti morbidi europei e quelli speziati dell’Asia Ginaro e GinAro Blue, tra le proposte di punta del giovane marchio bresciano. Un’offerta che presto si arricchirà di due nuove creazioni: un gin floreale e un London dry a tutto ginepro

In principio era il gin. È da questo distillato, con il lancio nel 2018 di Ginaro, che ha avuto inizio la storia di La Bottega di Aro. Da allora l’azienda ha continuato a evolvere la sua offerta non limitandola alla categoria gin, che pure continua a sviluppare: sono così arrivati gli amari, il bitter, il vermouth. Un percorso che riflette la volontà del giovane marchio di ritagliarsi un suo spazio nel mercato beverage con una gamma di proposte dai tratti ben definiti: prodotti premium, frutto di un’attenta ricerca sul gusto e sugli ingredienti e realizzati artigianalmente, la cui produzione è stata affidata alle Distillerie Peroni di Gussago (Brescia).

A fondarlo Luca Scaroni, “ingegnere pentito”, al ritorno nella sua Brescia, dopo aver viaggiato prima in Australia e poi in Asia, con tappe in Cambogia, Malesia, Thailandia e Singapore. Tappe durante le quali, lavorando in diversi locali, ha riscoperto la sua passione per la miscelazione e scoperto quella nuova per la liquoristica e la distillazione. «Decisiva è stata l’esperienza in Cambogia, dove ho lavorato in un cocktail bar sull’isola di Koh Rong, dove praticamente la maggior parte degli ingredienti utilizzati, spirit compresi, era homemade – spiega Scaroni -. Lì ho imparato a conoscere le botaniche, erbe, spezie, radici e come lavorarle». Conoscenze che ha consolidato e approfondito in Italia, alla scuola di gradi esperti, tra i quali Fulvio Piccinino.

I gin euroasiatici

L’offerta de La Bottega di Aro ha nei gin le sue proposte di punta, tipologia di distillato con il quale l’azienda ha fatto il suo esordio sul mercato. Il primo nato della casa è stato infatti Ginaro, medaglia d'argento alla Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles 2020, cui ha fatto seguito qualche anno dopo il lancio di GinAro Blue. «Sono due compound gin con tenore alcolico del 40%, che definisco euroasiatici, perché nascono dall’incontro tra la tradizione occidentale e i tipici sapori delle spezie orientali, incontro che si riflette anche nella scelta delle botaniche che ne compongono la formula», spiega il fondatore de La Bottega di Aro.

In entrambi a predominare è il ginepro, accompagnato in Ginaro da liquirizia, e rosmarino, per la parte di botaniche europee, e cumino, cardamomo e zenzero per quella asiatica.

Mentre nel GinAro Blue a comporre la parte europea troviamo salvia, rosmarino, arancia e chinotto, e per quella asiatica il pepe di Timut e butterfly pea flower, fiore quest’ultimo che dona al gin il suo caratteristico e naturale colore azzurro, che a contatto con l’acqua tonica diventa lilla, con un effetto scenico di impatto.

«Sono due gin complementari. Ginaro presenta infatti un profilo sensoriale più caldo, secco e speziato che lo rende perfetto per i classici e loro rivisitazioni - commenta Scaroni -. GinAro Blue ha invece un carattere molto più fresco ed estivo, ed è ideale per drink più rinfrescanti e beverini, grazie alla salvia e al rosmarino che danno un tocco balsamico e alla parte importante di agrumi, rinforzata dal pepe di Timut, la buccia di una bacca che si trova principalmente tra le alture del Nepal e che si caratterizza per il suo aroma che ricorda il pompelmo. Un’idea di freschezza che esprime anche nel suo colore blu che richiama quello del mare».

Un esempio delle diverse possibilità offerte dai due prodotti in miscelazione lo offrono i segnature elaborati da Scaroni. Come NegramAro, twist dai toni caldi del Negroni, da servire in coppetta, shakerando Ginaro con Campari, vermouth rosso e 8 chicchi di caffè spezzati, e Ginjito, rivisitazione del Mojito a base di GinAro Blue, zucchero, succo di lime e foglie di menta. O ancora PirlAro, dove Ginaro si unisce a Sanbitter, succo di mezza arancia, guarnendo il tutto con una fetta dell’agrume, e GinAro fiss, Fizz preparato con GinAro Blue, succo di limone, sciroppo di zucchero e soda.

Nuovi gin in rampa di lancio

La ricerca sul mondo gin di La Bottega di Aro non si ferma qui: in rampa di lancio ci sono infatti altri due distillati. Il primo è Flower Power, che arriverà sul mercato nei prossimi mesi. «È un altro compound gin, sempre con un grado alcolico del 40% e sempre con la nota dominante di ginepro, ma con un profilo floreale, il suo elemento distintivo, dato dall’utilizzo tra le altre botaniche di soli fiori – racconta Scaroni -. La sua ricetta è composta infatti da fiori di iris, di lavanda, di arancio, di gelsomino, di ibisco, violetta ed erba Luigia. Un distillato dal carattere morbido e profumato, ideale per Gin&Tonic, ma anche per un Martini Cocktail “floreale”, in quanto il suo bouquet non è affatto invasivo e non disturba la bevuta, anche se assaporato in purezza».

E all’idea di purezza è ispirata l’ulteriore creazione. «Completeremo l’offerta gin con un London dry, del quale stiamo mettendo a punto la formula, perché abbiamo visto che il mondo bartending sta tornando su questa tipologia di prodotto. Sarà in linea la tradizione di questo stile, quindi dal carattere secco e dominato dal ginepro, che probabilmente sarà l’unica botanica presente – chiarisce Scaroni -. Un prodotto che vuole celebrare l’essenzialità e proprio per la sua peculiarità e per la riconoscibilità del marchio pensiamo possa fare breccia in un mercato saturo come attualmente quello dei gin».

Ma non è l’unico progetto al quale si lavora. «Siamo anche all’opera per rafforzare la rete di distributori partner per potenziare la presenza in tutta la Penisola, visto anche il riscontro che i nostri gin stanno ottenendo – conclude il fondatore -. Inoltre, vestiremo i gin con un nuovo packaging personalizzato, dal design e dall’etichetta di grande appeal, perché, se è vero che la qualità nei prodotti non manca, è vero che anche l’occhio vuole la sua parte».

Le ricette de La Bottega di Aro

NegramAro


Ingredienti:
30 ml Ginaro, 30 ml Campari, 30 ml vermouth rosso, 8 chicchi di caffè spezzati
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
coppa Martini

PirlAro

La Bottega di Aro PirlAro
Ingredienti:
50 ml Ginaro, 100 ml Sanbitter, succo di mezza arancia
Preparazione:
build
Guarnizione:
fetta di arancia
Bicchiere:
calice da vino bianco

Ginjito


Ingredienti:
50 ml GinAro Blue, 2 cucchiaini zucchero, succo di mezzo lime, 5 foglie di menta, top di soda
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler basso

GinAro fiss


Ingredienti:
50 ml GinAro Blue, succo di mezzo limone, 10 ml sciroppo di zucchero, top soda
Preparazione:
shake
Guarnizione:
scorza di limone
Bicchiere:
calice Fizz

Si scrive nespola, si legge Eclipse

Un nuovo prodotto a base di noccioli di nespola bio nel panorama dei distillati siciliani, frutto dell’esperienza dei fratelli Russo di Casa Limonio

Si chiama Eclipse il nuovo liquore artigianale che si fa spazio nel panorama dei distillati siciliani, frutto dell’esperienza dei fratelli Russo e della loro azienda Casa Limonio, già specializzata in distillati di frutta. Naturalmente ispirato a un’eclisse, Eclipse è un distillato che si distingue per il suo equilibrio tra mistero e raffinatezza, proprio come il fenomeno celeste che dà il nome al prodotto. Con un processo di produzione che ne esalta l'autenticità, Eclipse non solo rispetta le tradizioni siciliane, ma si fa anche protagonista nelle carte dei distillati più esigenti.

La famiglia Russo, patron di Casa Limonio: da sinistra, Valeria, Enzo, Rita e Giusy Russo

Realizzato con noccioli di nespole biologiche provenienti da Partinico, questo liquore si distingue per il suo profilo aromatico ricco e complesso, pensato per essere un alleato versatile nella miscelazione. Il procedimento produttivo di Eclipse è lungo e meticoloso. Le nespole vengono raccolte a fine maggio, nel momento di massima maturazione, quando la buccia ha raggiunto una vivace tonalità arancio. Solo i noccioli, accuratamente ripuliti a mano per evitare il rischio di estrarre sostanze amare, vengono utilizzati. Gli stessi vengono poi lasciati in infusione per circa dieci mesi, affinati in barrique per ulteriori sei mesi e lasciati riposare in bottiglia per altri sei mesi. Il risultato è un liquore dalla tiratura limitata, che racchiude in ogni goccia la cura e la passione di una tradizione familiare. «L’idea è nata circa 15 anni fa. Noi viviamo in azienda e intorno alla casa siamo circondati da alberi da frutto, da limoneti, da uliveti e da vigneti. Non mancano gli alberi di nespole, che d’estate brillano con il loro colore giallo arancio», spiegano i fratelli Russo. «Abbiamo fatto diverse prove fino a raggiungere la ricetta desiderata, utilizzando non la polpa, come a volte si faceva per le preparazioni fatte in casa, ma i noccioli. Il risultato ci ha sorpreso perché degustandolo ad occhi chiusi è quasi indecifrabile l’origine del frutto da cui è fatto. Da qui la scelta del nome, perché evoca un viaggio ad occhi chiusi, tra profumi esotici e mediterranei. Ha un colore mielato, che evolve in nuance ambrate. Ed è enigmatico con i suoi profumi di mandorla, frutta secca, nocciola, zucchero a velo. Lascia sensazioni morbide e lievemente amare sul finale».
Eclipse, con il suo profilo misterioso, mandorlato e leggermente amaro, non è solo un liquore “stand alone”, ma diventa un vero jolly nella miscelazione, perfetto per rivisitare grandi classici o dare vita a twist originali. Ottimo come base aromatica per sour bilanciati o per eleganti aperitivi, Eclipse può aggiungere profondità a cocktail come il Whisky Sour o offrire nuove sfumature a un Old Fashioned. Servito ben freddo o con ghiaccio, è ideale anche per chiudere una cena con classe. Avvolto da note di mandorla amara e da una memoria antica, si sposa magnificamente anche con il caffè, che sia in una variante più mediterranea dell’Espresso Martini o in un caffè shakerato. Confezionato in una bottiglia bassa da mezzo litro e con una gradazione alcolica di 32°, Eclipse è distribuito in Italia da Onesti Group ed è pronto a conquistare i professionisti del settore con il suo carattere distintivo e la qualità artigianale che lo contraddistingue.

Pioggia di medaglie per le creazioni di Distilleria Elettrico

Distilleria Elettrico prodotti
Con Bitter Amaranto in testa, i prodotti della distilleria di Livorno fanno incetta di medaglie, 5 ori e un argento, in tre prestigiosi concorsi internazionali dedicati agli spirit

Nuovi successi internazionali per la Distilleria Elettrico, che ha conquistato altre 6 medaglie, cinque ori e un argento, all’International Trophy di Francoforte (Germania), World Liqueur Awards di Londra e ai London Tasting Awards. A meritarsele Bitter Amaranto, prodotto di punta dell’azienda fondata e guidata da Fabio Elettrico con il figlio Piercristian a Livorno, e altre specialità della casa, ovvero il liquore Mandarinara, l’amaro Amarangela e il London dry gin Ginerator.

Cominciamo da Bitter Amaranto, che si è aggiudicato l’oro nella nella categoria Herb Liqueur all’International Trophy, importante concorso tedesco al quale hanno partecipato quest’anno oltre 650 etichette da tutto il mondo, e l’oro nella stessa categoria al London Tasting Awards, altra importate competizione mondiale celebra l’eccellenza nel campo dei vini, birre, liquori e distillati. Completa il bottino di premi la medaglia d’argento ai World Liqueur Awards, tra i più prestigiosi contest mondiali nel campo della liquoristica.

Premi che si aggiungono al già ricco palmares di riconoscimenti conquistato da Bitter Amaranto (alc 30% in vol) in pochi anni, tra i quali ben 15 ori, che ne fanno uno dei bitter più premiati al mondo a suggello dell’alta qualità del prodotto. Un prodotto frutto di uno studio durato diversi anni e ottenuto tramite infusione idroalcolica di erbe aromatiche, radici, fiori, zafferano, scorze di agrumi, che si contraddistingue al naso per i suoi sentori di china, rabarbaro, genziana, mentre al palato in bocca emergono con personalità le note di genziana e arancia, che ne fanno un bitter ottimo per la miscelazione, ma anche da servire liscio.

Gli altri ori

Oro all’International Trophy nella categoria Limoncello - Arancello anche per Mandarinara (alc 30% in vol), liquore al mandarino dal profumo fresco e con delicati aromi di agrumi e dal sapore dolce e intenso, che ha conquistato la giuria per il suo carattere pulito, fresco e piacevolmente equilibrato.

Amarangela è invece salito sul gradino più alto del podio ai World Liqueur Awards nella categoria Amaro. L’amaro premiato (alc 30% in vol) è nato come omaggio a una ricetta di famiglia degli anni Settanta, si presenta di colore verde intenso, dovuto alla presenza di menta, e ha un sapore pulito e speziato, con note aromatiche leggermente amaricanti, che lo rendono, oltre che ideale da servire come classico dopo pasto, anche ideale da usare in miscelazione.

Chiude la rassegna degli ori quello conquistato da Ginerator (alc 40% in vol) nella categoria London Dry Gin ai London Tasting Awards. Il gin firmato dalla Distilleria Elettrico, distillato in alambicco Folgore, si è meritato il premio per il suo aroma intenso di ginepro e il gusto secco e deciso, che ne fanno un prodotto ideale per i grandi classici della miscelazione e per nuove creazioni.

Nuovo manager e due certificazioni per Cattel

Cattel _SedeNoventa_low
Rossano Bongiorno è stato scelto come nuovo direttore amministrativo e credito dell'azienda veneta. Che ha ottenuto la certificazione Esg e per la parità di genere

Una nuova nomina che rafforza l’organigramma manageriale e due nuovi traguardi per Cattel: le certificazioni Esg e per la parità di genere, che ne premiano l’impegno sul fronte della sostenibilità a 360°.

La nuova nomina è quella di Rossano Bongiorno, scelto come direttore amministrativo e credito dell’azienda veneta, tra le maggiori realtà italiane della distribuzione di prodotti food e non food per il fuoricasa.

Cattel Rossano Bongiorno
Rossano Bongiorno, nuovo direttore amministrativo e credito di Cattel

Il manager vanta un bagaglio di competenze trasversali acquisite attraverso una lunga esperienza in diversi settori: produttivo, commerciale e consulenziale. La sua capacità di comprendere in profondità i vari aspetti aziendali rappresenta un valore aggiunto per il distributore veneto, in quello che si configura come un rapporto di reciproco vantaggio. Per Bongiorno, il nuovo incarico costituisce un'opportunità di crescita professionale in un mercato affine a quello del suo precedente impiego, che lo ha visto operare per oltre un decennio nella catena alberghiera a 4-5 stelle Hnh hotels, alla cui crescita ha contribuito in qualità di accounting director. Cattel, da parte sua, trarrà benefici dall’esperienza di un uomo con una naturale propensione per la valorizzazione delle risorse, qualità evidenziata in tutto il suo percorso professionale.

Premiato l’impegno verso la sostenibilità

A rendere più spendente la primavera di Cattel due nuove certificazioni che premiano il percorso intrapreso verso la sostenibilità. La prima è la certificazione Esg, rilasciata dall'ente certificatore Certification, che valuta le pratiche ambientali, sociali e di governance dell’azienda. Certificazione ottenuta con un rating AA-, che attesta come l’azienda si sia strutturata per ridurre il proprio impatto ambientale, rispettare e promuovere i diritti sociali e operare secondo i criteri di trasparenza, responsabilità e buona governance.

Un percorso che Cattel porta avanti da tempo per arrivare a conciliare profitto ed etica, grazie a un approccio integrato dei due aspetti cha ha saputo mettere a punto e applicare. L’azienda mette infatti al centro del suo operare qualità e sostenibilità ambientale, commercializzando materie prime di prima qualità e prodotti ad alto contenuto di servizio, che riducono gli scarti in cucina, e minimizzando l’impatto dei processi produttivi, come testimoniato dalla certificazione di processo Iso 9001-2015. Non minore è l’impegno sociale, con la creazione di un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo e all’attivazione di diverse iniziative che promuovono il benessere dei propri dipendenti. Così come forte è l’impegno per dotarsi di una governance trasparente, operando secondo criteri di responsabilità e integrità, fondamentali per rafforzare la fiducia di clienti e fornitori.

Promuovere una cultura inclusiva

E a premiare gli sforzi sul fronte sociale di Cattel è arrivata anche la certificazione Uni/Pdr 125:2022 per la parità di genere. Un risultato frutto di un lungo percorso che ha interessato ogni livello dell’organizzazione e che guarda a un traguardo ancora maggiore: la costruzione di una realtà che celebri in pieno l’uguaglianza e l’inclusività, dove vengano valorizzate le capacità e il talento di ognuno, indipendentemente dal genere.

In quest’ottica, l’azienda ha lavorato in particolare per creare una cultura inclusiva e paritetica, soprattutto in aree considerate “tradizionalmente maschili”, come l’area specializzata nell’ittico fresco. Mentre a livello organizzativo è stato creato un middle management con funzioni di coordinamento composto prevalentemente da donne, 4 su 5 persone.

Inoltre, sono state messe a punto iniziative anche in termini di supporti welfare, non solo specifiche per le donne, ma di benessere collettivo, come l’agevolazione per la richiesta anticipata del Tfr, a testimonianza di un impegno finalizzato a migliorare il benessere di tutti i dipendenti. Infine, sono state realizzate delle sessioni di formazione per promuovere il rispetto e l'inclusione, che stanno diventando parte integrante della cultura aziendale, contribuendo a creare un ambiente di lavoro dove tutti i dipendenti si sentano valorizzati e rispettati, vera base per il benessere e la produttività.

Mater Rum, dal campo alla bottiglia 100% siciliano

Mater Rum
Quattro le espressioni di questo rum mediterraneo artigianale, ora entrato nelle esclusive di Rinaldi 1957. Prodotto da Distilleria Alma, realtà creata a Modica da tre giovani imprenditori che hanno rilanciato la coltivazione di canna da zucchero in Sicilia

Nel suo lungo viaggio dall’Asia orientale al Nuovo Mondo la canna da zucchero ha fatto tappa in Sicilia. A portarcela gli Arabi, nel IX secolo, con la coltivazione che si diffuse in tutta l’isola, dando vita a una fiorente produzione di zucchero. Con la scoperta dell’America e la sua apertura a questo mercato, la coltivazione in Sicilia andò scemando, fino a interrompersi del tutto alla fine del XVIII secolo. A recuperarla, da qualche anno, hanno provveduto tre giovani imprenditori, i coniugi Hugo Gallardo e Annalisa Spadaro, con alle spalle una carriera nella pubblicità e nella moda che li aveva visti peregrinare in diverse metropoli del mondo, e il loro amico Alejandro Lopez, ingegnere. I tre nel 2021 hanno fondato Distilleria Alma, realtà con sede a Modica (Ragusa) che ha rilanciato la coltivazione della canna da zucchero per trasformarla in Mater Rum, una linea di rum artigianali siciliani, ora entrati a far parte delle specialità distribuite in esclusiva da Rinaldi 1957.

La storia di Distilleria Alma non parte però dalla Sicilia, ma dalle Filippine. Lì i tre avevano pianificato di aprire la loro distilleria artigianale di rum, affittando un terreno per 15 anni. Nel 2020, pronti a lasciare Milano e i rispettivi lavori, decidono di trascorrere qualche mese a Modica, città natale di Annalisa, prima di partire per il Paese del Sudest asiatico. Lo scoppio della pandemia li ha bloccati sull’isola, ma non ha fermato i loro piani: li ha solo modificati. Durante il loro soggiorno hanno scoperto che la Sicilia aveva un lungo passato legato alla coltivazione della canna da zucchero e che il loro progetto poteva essere realizzato sull’isola.

La canna da zucchero torna in Sicilia

Così hanno iniziato a coltivare le talee di canna da zucchero sui terreni calcarei tra Sampieri e Marina di Modica. Il terreno, composto da rocce sedimentarie, e il clima subtropicale della zona, con estati calde e inverni miti, offrono condizioni ideali per la crescita della pianta, che prospera da marzo a novembre, quando le temperature più fresche favoriscono la concentrazione dello zucchero.

Due le varietà coltivate da Distilleria Alma nei suoi terreni, che hanno raggiunto nel 2023 l’estensione di tre ettari: la canna viola, dal sapore dolce e fruttato con una maturazione più lenta, e la canna gialla, più precoce e importata dalla Spagna.

La produzione tutta artigianale

Da queste materie prime, senza aggiunta di zuccheri e additivi, nasce Mater Rum, il cui nome richiama la dea Ibla, divinità greca protettrice della natura, e vuole essere un omaggio alla terra siciliana. La produzione è interamente artigianale. Le canne vengono raccolte a mano, tra marzo e giugno, e il succo, estratto con un piccolo mulino, viene poi ammostato in distilleria e fermentato per 72 o 96 ore a temperatura controllata. La distillazione viene fatta con piccoli alambicchi a bagnomaria in rame e una colonna di rettifica a 4 piatti, mentre l’affinamento in acciaio preserva le caratteristiche della materia prima. Da questo processo prendono vita le quattro espressioni che compongono la gamma, Mater Rum Yellow Cane, Mater Rum Purple Cane, Mater Botanical Rum e Blend, tutte custodite in bottiglie dalla grafica distintiva e realizzate in vetro riciclato (70 cl).

Le quattro espressioni del rum mediterraneo

Più in dettaglio, Mater Rum Yellow Cane (alc 52,8% in vol) è un monovarietale di sola canna gialla, deciso e pulito al naso, con sentori di limone, torta di mele, oliva verde e timo, e vellutato, complesso e persistente al palato, con note di torta di mele, caramello, oliva in salamoia, timo e cedrina, con un finale di grande freschezza.

Dal solo succo di canna viola nasce invece Mater Rum Purple Cane (alc 54% in vol), che si presenta al naso con note di fiori bianchi, albicocca matura e una leggera nota marina, mentre al palato è ricco e voluttuoso, con un inizio dolce ben bilanciato dalla sapidità iodata e un finale balsamico.

Dall’incontro di rum da canna viola e gialla prende vita Mater Rum Blend (alc. 52,5% in vol), dalle note di agrumi, albicocca, salamoia e timo, e delicato ed equilibrato al palato, con note coerenti con le sensazioni olfattive, impreziosite da una leggera nota iodata.

Un vero e proprio viaggio sensoriale, che parte dal Mediterraneo, passando per i Caraibi, fino ad arrivare alle coste dell’Oceano Indiano, regala Mater Botanical Rum (alc 41% in vol), ottenuto dal blend di Rum Mater e rum artigianali provenienti da Trinidad e Reunion e arricchito da un’infusione di carrube, scorza d'arancia, cannella e chiodi di garofano. Un rum molto ricco al naso, con sentori rabarbaro, china calissaia, erbe medicinali, arancia, pepe nero, vaniglia e cioccolato al latte. Asciutto e intenso e complesso al palato, ha un retrogusto persistente con accattivanti note di vaniglia, mandorla e cioccolato.

C'è anche un London dry

Ma non solo, perché la produzione di Distilleria Alma comprende anche un gin, Mater Gin (alc 43% in vol), un London dry dal sangue mediterraneo. La sua ricetta comprende, oltre al ginepro, botaniche locali, tra le quali le principali sono il coriandolo, la scorza di limone di Siracusa Igp, la scorza d’arancia, la mandorla di Modica, il rosmarino e la ginestra. Il tutto potenziato e impreziosito dalla Panela, il miele di canna prodotto in distilleria dall’evaporazione della massa liquida del succo di canna fresco. Il risultato è un distillato pulito e secco e, al tempo stesso, complesso e profondo, dove le note di ginepro si accompagnano a sentori di erbe mediterranee, agrumi e mandorla, e con un retrogusto persistente caratterizzato da note balsamiche, iodate e agrumate.

Fruit Pro, la gamma di succhi funzionali di Yoga

Yoga Fruit Pro
Il marchio amplia la sua offerta con una linea di succhi funzionali nei gusti Ace e Ananas, ricchi di proteine e vitamine, senza zuccheri aggiunti. In cheerpack da 250 ml

È pensata per un pubblico attento alla salute e al benessere, ma soprattutto che ama fare sport e stare in movimento facendo attività fisica la novità di Yoga. La novità si chiama Fruit Pro ed è una gamma di succhi funzionali senza zuccheri aggiunti, che uniscono a un’alta percentuale di frutta un importante apporto nutrizionale, grazie alla presenza di 20 grammi di proteine.

In distribuzione nei bar da questo mese, la nuova gamma è disponibile nei due gusti Ace e Ananas, con le stesse caratteristiche funzionali e nutrizionali, perfetti per il consumatore moderno, sempre più attento alla cura del proprio corpo e dedito all’attività fisica. La ricetta ideata da Yoga soddisfa in pieno le esigenze di questo target, garantendo la carica di energia naturale senza rinunciare al piacere della frutta. Oltre all’alto contenuto proteico, importante per supportare la crescita e il mantenimento della massa muscolare, i prodotti contengono infatti anche un’abbondante dose di vitamina C, altrettanto importante per sostenere il metabolismo e rafforzare le difese immunitarie, mentre l’assenza di zuccheri aggiunti garantisce un gusto leggero con un basso apporto calorico.

Attentamente curata nella formula, la gamma Yoga Fruit Pro, lo è anche nel packaging, un cheerpack da 250 ml con tappo apri e chiudi, che assicura praticità e facilità d’uso in ogni momento della giornata e che rendono i prodotti ideali anche per il consumo on the go. Il design ispirato ai classici trend del mondo proteico in voga tra gli sportivi, con una banda nera centrale che richiama il linguaggio visivo dei prodotti ricchi di proteine. Un’estetica moderna e dinamica studiata per comunicare in modo immediato i benefici dei succhi al consumatore.

Green Heroes Plant Smash Burger, lo smash burger vegano di Salomon

Salomon Green Heroes Plant Smash Burger
Croccante, succosa e realizzata al 100% con proteine di grano: la versione vegetale del burger di grande tendenza firmata da Salomon FoodWorld

Sottile, croccante e dall’interno succoso, lo smash burger è la nuova frontiera in ambito burger. Una proposta che continua a conquistare nuovi palati e che si distingue dalle altre tipologie di hamburger per la sua preparazione: la patty, ovvero la polpetta di carne, viene infatti schiacciata, “smashed” appunto, direttamente sulla piastra rovente, in modo da aumentare la superficie a contatto con il calore e formare la caratteristica crosticina croccante che concentra tutti i sapori della carne. A questa preparazione di grande tendenza guarda Salomon FoodWorld, che dopo aver lanciato il suo Smash Burger di manzo lo scorso anno, ora raddoppia proponendone la versione 100% vegetale, il Green Heroes Plant Smash Burger.

Il nuovo arrivato presenta tutte le caratteristiche del suo fratello di carne: è ricco di sapore, succoso e croccante. Ciò grazie all’ingrediente con il quale è realizzato, ovvero proteine di frumento, nello specifico grano, di alta qualità che assicura al burger una consistenza succosa e allo stesso tempo compatta.

Pratico e versatile

Ideale per vegani e vegetariani, ma anche per chi vuole solo ridurre il consumo di carne senza rinunciare al gusto, Green Heroes Plant Smash Burger (85 g shelf life 120 gg) è facile e veloce da preparare. Surgelato e già smashato, il burger si può cuocere senza scongelare in piastra, circa 6 minuti a 180 °C, in friggitrice, 2,5 minuti a 175 °C o in forno combinato, garantendo in ogni caso tempi di servizio molto rapidi e la tipica crosta croccante con intensi aromi di cottura.

Altro punto di forza la versatilità e le infinite possibilità di personalizzazione. Si può proporre come classico burger, singolo o doppio, sposandosi bene alle più diverse salse, o come base per piatti unici vari e innovativi, accompagnandolo con verdure grigliate, fritte, concedendo libero sfogo alla creatività dell’operatore.

Lo Smash Burger Bun per un matrimonio perfetto

Nel cavalcare il nuovo trend Salomon FoodWorld ha pensato anche al panino, creando lo Smash Burger Bun (65 g, shelf life 120 gg), a base di farina di frumento e fiocchi di patate. Surgelato, precotto e pretagliato, per maggiore comodità dell’operatore, il panino si caratterizza per la consistenza extra soffice e una leggera dolcezza che lo rendono ideale per esaltare il sapore del Green Heroes Plant Smash Burger e dello Smash Burger di manzo. Da rinvenire in forno (3 minuti a 220 °C o nel toastapane), lo Smash Burger Bun contiene però anche uova e non è quindi adatto per i clienti vegani.

Limoncè all’Infiorata di Noto per lanciare il nuovo Aperitivo alla Siciliana

La manifestazione sarà l'occasione per presentare il nuovo look di Limoncè Originale e il lancio di Limoncè Aperitivo alla Siciliana, la novità dell’estate

Una grande installazione floreale raffigurerà il logo di Limoncè, in una delle aree più suggestive del centro storico di Noto (Siracusa), la bellissima cittadina simbolo del Barocco Siciliano, dove dal 16 al 20 maggio si svolgerà la storica manifestazione dell'Infiorata. Realizzata dai Maestri infioratori Netini, che celebra la tradizione e la bellezza del territorio siciliano, e vede Limoncè, il limoncello distribuito da Stock Spirits, come main sponsor.

Con questa iniziativa, Limoncè consolida il suo legame con la Sicilia, territorio che è il cuore pulsante della sua pregiata materia prima, il limone, ma che è anche l'ispirazione del nuovo prodotto (che avevamo anticipato qui) che sarà presentato in occasione dell'Infiorata: Limoncè Aperitivo alla Siciliana, l’ingrediente studiato appositamente per realizzare un perfetto Limoncè Spritz, fresco, dissetante e leggero, l’ideale per chi cerca un aperitivo alternativo. Realizzato con 100% limoni siciliani della pregiata varietà Femminello, di cui si utilizzano sia gli olii essenziali delle scorze ma anche il succo, di cui il frutto è particolarmente ricco. Questo profilo organolettico ricercato e una minor gradazione alcolica, solo 14,8° Abv, lo rendono l’aperitivo ideale per il mix con il prosecco e perfetto per essere gustato in qualsiasi momento della giornata. La ricetta per creare il perfetto Limoncè Spritz è semplicissima: 3 parti di prosecco, 2 parti di Limoncè Aperitivo, 1 parte di soda e una fettina di limone. Il risultato è uno Spritz leggero, dissetante e solare che rompe gli schemi degli aperitivi tradizionali dal profilo più amaro.

L’infiorata netina sarà anche l’occasione per celebrare il nuovo design della bottiglia di Limoncè Originale, che mantiene la forma elegante e slanciata di sempre ma acquisisce maggiore identità legandosi in maniera più evidente alla sua Sicilia. Infatti, la lavorazione si ispira alle eleganti colonne barocche siciliane ed è stata realizzata su uno stampo proprietario esclusivo. La bottiglia è inoltre arricchita dalla firma del fondatore Lionello Stock a garanzia dell'alta qualità dell'arte distillatoria di Stock dal 1884. Anche Limoncè Crema, da sempre parte della famiglia Limoncè, si rinnova nel look, adottando la nuova bottiglia.

css.php